Nuovo Masada

dicembre 1, 2010

MASADA n° 1228. 30-11-2010, WIKILEAKS. Un mondo senza verità

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(figura mandata da Mariapia)

Il segreto di Stato – Il diritto alla verità – Le stragi nella storia italiana – La scuola sui tetti – Wikileaks – Il nano beta di Travaglio – Un ometto vanesio e imbarazzante – Chi è il mistificatore? – La libertà in vendita – I teoremi del gran bugiardo – Fini sfiducia Berlusconi ripetendo la lettera di Bossi

Da troppo tempo il mondo ha paura delle verità e un mondo senza verità non può che essere terribilmente ingiusto.
Luca Ginanatoni
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S. Agostino: “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Il primo di fronte a come vanno le cose, il secondo per cambiarle“.

Il segreto di Stato
Viviana Vivarelli

Dopo 36 anni la strage di Brescia chiude il processo senza un colpevole.
Di fatto su questo processo ha gravato il segreto di stato che ha impedito che si conoscessero i mandanti, e questo perché i mandanti del periodo delle stragi sono ancora in parlamento o al governo o ci sono i loro amici intenzionati a tenerli nell’ombra.
Il Segreto di Stato nasce nel 1941 con un regio decreto di Mussolini e di Vittorio Emanuele III.

Impediva al popolo di conoscere cose che sarebbero state note solo alle istituzioni più alte e ai servizi segreti.
Nel 1977 fu pubblicata la legge 801/1977 su “Istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato”.
Nel codice penale ci sono 2 livelli di segreto: segreto in senso proprio e vietata divulgazione.
Il segreto di stato fu precisato nel 2007,su proposta di Cossiga, vietando alla magistratura di intervenire su materie secretate. I magistrati non potevano usare un certo tipo di informazioni venute in loro possesso ma di spettanza ai servizi segreti.
Il primo atto del primo governo Berlusconi fu di mettere i servizi direttamente sotto i suoi ordini, per usarli come intendeva e credeva . Questo vuol dire che Berlusconi ha per legge il diritto di controllare, sapere e usare le informazioni, ma noi no.
La norma di divieto sulla magistratura fu inserita con urgenza per bloccare ogni indagine nel 2003 quando l’imam Abu Omar fu rapito a Milano da 10 agenti della CIA per consegnarlo alle carceri delle torture, operazione a cui parteciparono un colonnello dei Ros, i servizi segreti italiani col generale Pollari vertice del SISMI e il governo italiano di Berlusconi con l’infame leghista Castelli che vietò l’estradizione di Abu Omar dall’Egitto per tale turpe rapimento contrario a ogni diritto civile, costituzionale e internazionale.
Nel febbraio del 2007, il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio secretò anche la tracciabilità dei rifiuti ritenendola strategica per la sicurezza nazionale e da nascondere alla criminalità organizzata .
L’ultimo atto del governo Prodi fu di allargare il segreto di stato alle centrali nucleari e ai depositi di scorie, questo vuol dire che non ne sapremmo mai niente, se pure fossero nel nostro territorio, e Berlusconi aggiunse alle centrali e alle discariche la protezione del territorio militare.
La legge stabilisce che il segreto di Stato decada dopo 15 anni, che possa essere prorogato ma che in nessun caso possa superare i 30 anni.
Nel maggio 2010 sono scaduti i termini del segreto sul rapimento di Moro, la strage dell’Italicus e quella di piazza Fontana, ma nulla è successo. E ora il processo sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia si chiude dopo 36 anni con un vergognoso nulla di fatto. Un insulto per la memoria delle vittime, per le loro famiglie, per tutto il popolo italiano.
B ha dichiarato che il tempo si conta dall’entrata in vigore della legge e non dal fatto.
Il segreto di stato copre:
-il golpe bianco di Edgardo Sogno
-alcuni documenti su Mario Scelba
-molte indagini sulla strategia della tensione, compresa Piazza Fontana e la strage di Bologna
-nel 1985 Craxi pose il segreto di Stato su Augusto Cauchi, terrorista nero fatto espatriare nel 1974 dal SID,durante l’istruttoria sulla strage dell’Italicus
-e pose il segreto di stato sugli atti del Sismi che,recuperato in Uruguay l’archivio di Gelli, decise di restituire alle autorità sudamericane 2 fascicoli riguardanti 2 politici italiani
-Berlusconi ha apposto il segreto di Stato addirittura sui lavori di ristrutturazione dei Villa Certosa, impresa inutile dal momento che tali lavori compaiono in un libro che l’architetto vende nelle librerie
-e sul caso Abu Omar per cui Marco Mancini è stato quindi prosciolto per improcedibilità
-poi sull’archivio segreto di Via Nazionale, raccolto dal direttore del Sismi Niccolò Pollari, spiando per 3 anni 30.000 persone,4 procure della Repubblica,203 giudici di 12 paesi europei(di cui 47 italiani),giornalisti e politici del csx, sorvegliandone le iniziative,intimidendoli con operazioni di disinformazione,fino a screditarli con manovre “anche traumatiche”,secondo la definizione dei giudici inquirenti (ciò vuol dire che B conosce e può usare tutte queste informazioni, noi no)
-sempre B ha posto il segreto di stato sullo scandalo Telecom-Sismi nel 2009,sui dossier illegali di Telecom,per cui era indagato l’ex n°2 del Sismi,Nicola Mancini (se fu B a ordinare lo spionaggio di 30.000 persone non lo dobbiamo sapere perché B ha secretato se stesso).
Felice Casson ha detto:”Con B c’è stato un uso esagerato e non corretto del segreto di stato, coprendo l’accertamento della verità su fatti gravissimi”. “Il messaggio che passa è che i servizi segreti possono fare quello che vogliono, tanto poi possono appellarsi al segreto e tutto finisce lì”.
In seguiti si intende affiancare al segreto di stato un ferreo controllo sull’informazione di media e magistrati, impedendo che la giustizia raccolga le sue prove attraverso le intercettazioni telefoniche. Il buio deve essere totale.

Visto che Fini ha lasciato proditoriamente passare anche l’indegno decreto che uccide la scuola italiana, nulla fa sperare che blocchi lo stop alle intercettazioni, che la Lega è pronta a firmare e che sarebbe un ulteriore bavaglio alla verità e alla giustizia. La conservazione illegale del segreto di stato sulle maggiori stragi italiane ha lo scopo di conservare al potere persone che sono coinvolte in esse o che traggono il loro potere da mondi del crimine compromessi nei peggiori delitti della storia italiana.
Si ricordi che nel caso del Watergate statunitense, gli USA ribadirono la prevalenza della libertà di informazione come il maggior diritto di una democrazia e che l’empio Bush, che Berlusconiani annoverava tra i suoi più cari amici, tentò di coartarla nel 2001 col Patrioct Act., legge federale apparentemente contro il federalismo ma nei fatti profondamente lesiva delle libertà democratiche e che fu prorogata nel 2005. Nel 2007 questa legge è stata dichiarata anticostituzionale.
Circa la libertà di stampa, la democrazia USA recita:
«Nel Primo Emendamento i Padri Fondatori hanno dato alla libera stampa la protezione che essa deve avere per realizzare il suo essenziale ruolo nella nostra democrazia. La stampa doveva servire i governati, non i governanti. Il potere del Governo di censurare la stampa fu abolito affinché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il Governo. La stampa fu protetta affinché potesse rivelare i segreti del governo ed informare il popolo. Solo una stampa libera ed indomita può effettivamente svelare gli inganni del governo. »
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La libertà di un popolo risiede sul diritto di sapere ogni cosa che lo riguardi, perché la libertà di scegliere i suoi governanti può derivare solo dalla conoscenza della verità.
Il dispotismo al contrario, si rivela nel bavaglio che un governo mette, qualunque sia il suo nome e la sua apparente qualificazione, alla conoscenza della verità.
Quanti più limiti un governo o dei governi apparentemente diversi mettano alla conoscenza del vero, quanto più saremo lontani da qualcosa che possa chiamarsi democrazia
. (Viviana Vivarelli)

Le stragi nella storia italiana
Viviana Vivarelli

Ci pare un fatto eclatante e sconvolgente che per 60 anni gruppi eversivi, fascisti prima e mafiosi poi, spesso con la collusione del Vaticano e della CIA, abbiano perpetrato assurde e orribili stragi, per destabilizzare lo Stato, tenere in vita poteri insani e contrari ad ogni democrazia, distruggere la democrazia stessa on striscianti golpe totalitari, deviare la costituzione da ogni libertà universalmente riconosciuta.
Una sola è la linea che lega le stragi a esecuzione fascista, come qiella di Brescia o dell’Italicus o della stazione di Bologna, alle stragi a esecuzione mafiosa come quella dei Georgofili o di Falcone e Borsellino. E che compaia Cossiga prima e Berlusconi ppi, come mandanti istituzionali non fa molta differenza. Cossiga usava Gladio, Berlusconi usa mafia e camorra, Miglio aizzò un revanchismo localista. Ma i mandanti sono sempre gli stessi, forze oscure mai identificate, mai ritenute responsabili, mai processate, mai penalizzate, e che si chiamino Gelli al posto di Miglio, o CIA al posto di P2, o Opus dei invece che Pdl, non fa molta differenza; gli esecutori cambiano, ma identico è l’attacco allo stato democratico e ai diritti inalienabili dei cittadini. Identico il segreto di stato sui mandanti. Identico lo scopo perverso e demoniaco di dissoluzione della avita civile.
Uno stesso disegno oscuro e reazionario serpeggia nella storia italiana dell’ultimo mezzo secolo, usando a piene mani tutti i biechi strumenti di separazione e divisione esistenti ,dall’aggravarsi della lotta tra classi, allo schiacciamento dei lavoratori, dalla distruzione del welfare al protezionismo bancario, dai privilegi di casta alla censura sull’informazione, dal razzismo alla xenofobia, dalla guerra permanente agli slogan demenziali e ottusi, dalla distruzione di scuola e cultura alla corruzione politica, dal bipolarismo al presidenzialismo.
E’ assurdo non rendersi conto di quanto siamo quotidianamente manipolati da forze malvagie e eversive che lavorano sui piani bassi della nostra psiche e sulle nostre passioni. E’ assurdo non vedere la manipolazione progressiva perpetrata dai media come dalle istituzioni per affossare la nostra etica, abituarci a una corruttela costante, renderci servi del potere, portarci alla morte come uomini liberi.
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Il sorprendente Maroni
Viviana Vivarelli

Certo che Maroni è veramente protervo a negare l’infiltrazione della mafia in Lombardia! Non solo la mafia è stata bene accolta da una Lega, che ha come eroe un Miglio che la mafia voleva addirittura costituzionalizzarla, non solo la Lega voleva apparentarsi a quel Lombardo che non sfugge alle inchieste come mafioso, ma addirittura negli anni delle stragi la famosa e ‘incontaminata’ imprenditoria del Nord usò la mafia come braccio esecutore di uccisioni, come quella di Borsellino che aveva aperto una inchiesta molto pesante sugli appalti che vedevano mescolati alla mafia i più grandi gruppi del Nord come i Ferruzzi, e che dunque minacciava i loro privati interessi, tant’è che la mafia disse attraverso il pentitismo che era sua intenzione ammazzare Calogero Mannino, reo, a suo dire di tradimento e invece ebbe dall’alto l’ordine di ammazzare Borsellino, che alla mafia interessava molto meno e la mafia eseguì.
Per questo Buscetta, il grande informatore sulla mafia, disse che oltre un certo livello non poteva andare perché “i tempi non erano maturi”. Chiaramente i tempi non saranno mai maturi finché gli alleati della mafia siederanno in Parlamento o dirigeranno il Governo.
Oggi continuiamo ad assistere ad atroci sceneggiate di pessimo gusto, come quella di Maroni contro Saviano, mentre la Lega, come se niente fosse, continua ad arrestare mafiosi di basso livello o vecchi o obsoleti o nemici della nuoca classe di potere, che saranno presto scarcerati o vedranno bizzarri annullamenti di processi o si vedranno annullare il 41 bis, mentre resta intoccato il livello superiore della politica, dell’imprenditoria, delle istituzioni, di un potere politico e finanziario che con la mafia ci è andato sempre perfettamente d’accordo e che ora rifiuta persino quello scadere del segreto di stato che rivelerebbe chiaramente al paese in quali mani siamo finiti.
Certo che ce ne vuole di faccia per continuare a sostenere costoro! Che dell’Italia hanno fatto carne da macello svendendola agli interessi più vergognosi!

Cesare Beccaria

I misteri non svelati dell’Italia risalgono alla morte del bandito Giuliano con i governi DC dagli anni ’50 fino ad oggi, sono passati 60 anni invano, il Paese è migliorato solo per il lusso dei pochi ricchi, il benessere di altri privilegiati, il management mafioso, la corruzione, il malaffare e l’istupidimento culturale per merito televisivo servizio commerciale e pubblico falsato e venduto.
La massa, il popolo, la gente, i poveri, le pecore, soffrono meno il freddo e la fame rispetto al dopoguerra, ma la condizione umana è senza ideali, è povera, non ha scopi ed obiettivi, né orgoglio, né coraggio, né spirito di sacrificio. Cambiare una intera classe dirigente richiede una rivoluzione di massa culturale.

La scuola sui tetti
Viviana Vivarelli

Mentre tutto il mondo occidentale fa ingenti investimenti sulla scuola e sulla ricerca per arginare la crisi, unico nel mondo Tremonti, già inetto sotto ogni punto di vista per qualunque ripresa economica nemmeno tentata, affonda sulla scuola italiana tagli dissennati che stroncheranno una generazione.
Centinaia di migliaia di studenti e di insegnanti da un anno e mezzo protestano in ogni modo possibile nelle piazze d’Italia contro l’efferato tentativo di distruggere la scuola italiana, qualcosa di cos’ infame che è contro ogni minima ragionevolezza mentre si continuano sperperi colossali per motivi di casta, di guerra o di collusioni col Vaticano.
Ieri a questo tentativo infame ha dato il suo appoggio anche Fini! Complimenti per la distruzione sistematica del discorso di Mirabello! Peggio di così non si poteva fare!
Ma, come ha detto il nostro amato presidente Berlusconi tanto veritiero e tanto stimato all’estero, e come si sono affrettati a ripetere i suoi cloni, queste centinaia di migliaia di studenti e di insegnanti
-sono diretti dai baroni
-sono comandati da Bersani (sigh)
-gli studenti veri sono a casa a studiare, qua ci sono solo pochi vagabondi che non hanno voglia di studiare
-non sono nemmeno studenti, sono delinquenti dei centri sociali (ma quanti sono questi centri sociali?! Un esercito? E io che credevo fossero 4 gatti!)
-sono mistificatori (ologrammi magari! o illusioni psichiche)
Mi pare che qui le illusioni psichiche ce le abbia nella testa qualcun altro!
Ma come si fa a credere a idiozie simili? Ma come fanno a esistere cretini che credono a un simile cretino?

Avete notato come l’elenco delle cose chieste dagli studenti sui tetti somigliasse in modo impressionante agli elenchi di Vieni via con me di Saviano?
L’etica dilaga e nessuno si salva!
Attento, potere, quando persino i sedicenni presentano cahiers de doleance al re Sole, il suo regno assoluto è finito e la ghigliottina è vicina!
Viviana

Esta mañana desperté emocionado
con todas las cosas que tengo que hacer
antes que el reloj sonara.

Tengo responsabilidades que cumplir hoy. Soy importante.
Mi trabajo es escoger qué clase de día voy a tener.

Hoy puedo quejarme porque el día esta lluvioso
o puedo dar gracias porque las plantas están siendo regadas.

Hoy me puedo sentir triste porque no tengo más dinero
o puedo estar contento que mis finanzas me empujan
a planear mis compras con inteligencia.

Hoy puedo quejarme de mi salud
o puedo regocijarme de que estoy vivo.

Hoy puedo lamentarme de todo
lo que mis padres no me dieron mientras estaba creciendo
o puedo sentirme agradecido de que me permitieran haber nacido.

Hoy puedo llorar porque las rosas tienen espinas
o puedo celebrar que las espinas tienen rosas.

Hoy puedo autocompadecerme por no tener muchos amigos
o puedo emocionarme y embarcarme en la aventura de descubrir nuevas relaciones.

Hoy puedo quejarme porque tengo que ir a trabajar
o puedo gritar de alegría porque tengo un trabajo.

Hoy puedo quejarme porque tengo que ir a la escuela
o puedo abrir mi mente enérgicamente
y llenarla con nuevos y ricos conocimientos.

Hoy puedo murmurar amargamente porque tengo que hacer las labores del hogar
o puedo sentirme honrado porque tengo un techo para mi mente y cuerpo.

Hoy el día se presenta ante mi esperando a que yo le de forma y aquí estoy, soy el escultor.
Lo que suceda hoy depende de mi, yo debo escoger qué tipo de día voy a tener.

Que tengas un gran día… a menos que tengas otros planes.
Mario Benedetti

L’ho ricevuta da un amico cha a sua volta l’ha avuta da una giornalista di La Habana:Lucia Caridad Sanz Araujo.
Don Aldo

Questa mattina mi sono svegliato emozionato
per tutto quello che ho da fare
prima che l’orologio suoni

Ho delle responsabilità molto importanti.
Il mio compito è scegliere che tipo di giorno avrò.

Oggi mi posso lamentare perché il tempo è piovoso
o posso essere grato che l’erba è sempre bagnata.

Oggi posso essere triste perché non ho soldi
o posso essere felice di spingere le mie finanze
per pianificare i miei acquisti con saggezza.

Oggi posso brontolare sulla mia salute
o posso gioire del fatto che sono vivo.

Oggi posso lamentare più di tutti
ciò che i miei genitori mi hanno dato quando ero piccola
o sentire gratitudine perché mi hanno permesso di nascere.

Oggi posso piangere perché le rose hanno le spine
o posso festeggiare che le spine hanno le rose.

Oggi posso commiserarmi per non avere molti amici
o posso intraprendere il brivido e l’avventura della scoperta di nuove relazioni
.

Oggi posso lamentarmi perché devo andare al lavoro
o posso gridare di gioia, perché ho un lavoro
.

Oggi posso piagnucolare perché devo andare a scuola
o posso aprire la mia mente con forza
e riempirlo con ricche e nuove conoscenze
.

Oggi posso mormorare sconsolato perché devo fare lavori di casa
o sentirmi onorato di avere un tetto sopra la mente e il corpo
.

Ora il giorno è davanti a me che mi aspetta, eccomi qui, io sono lo scultore.

Quel che accadrà adesso dipenderà da me, riuscirò a scegliere che tipo di giorno avere

Si può avere un gran giorno … se non si hanno altri piani.
..
WIKILEAKS

Dall’inglese “leak”, “perdita”, “fuga” (di notizie) è un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una “drop box” protetta da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web. WikiLeaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato. L’organizzazione dichiara di verificare l’autenticità del materiale per poi pubblicarlo tramite i propri server dislocati in Belgio e Svezia (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”. Vuol essere «una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l’analisi di massa di documentazione riservata». Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia. Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Comunque i cittadini di ogni parte del mondo possono e sono invitati ad inviare materiale “che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende”. Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimangono anonimi.
L’esistenza del progetto rimase un segreto fino al gennaio 2007, quando il curatore (editor) di Secrecy News, Steven Aftergood, rivelò di aver ricevuto la richiesta di farvi parte in veste di consulente.
Julian Assange, un membro della direzione di WikiLeaks, affermò che il piano originale prevedeva il lancio del sito web per marzo 2007 ma che WikiLeaks si trovò impreparato a causa del risalto mediatico scaturito dalla rivelazione anticipata del progetto. Le ricerche su Google relative a WikiLeaks passarono da 8 ad oltre un milione al giorno nel giro di due settimane.
WikiLeaks aveva pubblicato il suo primo documento nel dicembre 2006. Trattava di un complotto per assassinare i membri del governo somalo, ed era firmato dallo sceicco Hassan Dahir Aweys. Il New Yorker scrisse: «Julian Assange e i suoi collaboratori erano incerti sull’autenticità del documento, ma pensarono che i lettori, utilizzando le funzioni del sito simili a Wikipedia, avrebbero aiutato ad analizzarlo. Lo pubblicarono affiancandogli un lungo commento in cui chiedevano: «È un manifesto audace scritto da un militante islamico con collegamenti a Bin Laden? O è una velina proveniente dai servizi segreti americani, volta a screditare l’Unione, rompere l’alleanza somala e manipolare la Cina?». Il giornale concludeva: «l’autenticità del documento non è mai stata accertata».
Lo staff afferma di avere in preparazione per la pubblicazione oltre 1.200.000 documenti riservati. Nella seconda metà del 2007 è stata pubblicata una cospicua documentazione, anche di grosso impatto per i media; si va da materiale sull’equipaggiamento militare nella guerra in Afghanistan fino a rivelazioni sulla corruzione in Kenya.
La gestione del campo di Guantánamo è uno dei casi più celebri venuti alla conoscenza del grande pubblico grazie a WikiLeaks.
Nel 2008 il sito web è stato chiuso per decisione di un tribunale californiano dietro le pressioni della banca svizzera Julius Bär, ritenutasi diffamata da documenti che l’accusavano di supportare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco. Il 29 febbraio 2008, lo stesso giudice che lo aveva chiuso, autorizzò la riapertura del sito web citando il primo emendamento e questioni riguardo la giurisdizione. Il 5 marzo 2008 la banca rinunciò alla causa Una successiva richiesta della banca di bloccare la pubblicazione del sito web fu negata.
Del 25 luglio 2010 è la notizia che WikiLeaks ha svelato ai quotidiani New York Times, The Guardian e Der Spiegel il contenuto di alcuni documenti riservati dai quali emergono aspetti nascosti della guerra in Afghanistan. Tra le altre cose, le suddette informazioni riguardano: l’uccisione di civili e l’occultamento dei cadaveri; l’esistenza di un’unità segreta americana dedita a “fermare o uccidere” talebani, anche senza un regolare processo; e il doppio gioco del Pakistan — ufficialmente paese alleato degli Stati Uniti — i cui servizi segreti tessevano rapporti di collaborazione con i capi talebani per combattere l’operato militare americano e organizzare perfino complotti contro leader afghani.
Alle ore 22:30 (GMT) del 28 novembre 2010 Wikileaks ha pubblicato la più ingente rassegna di documenti riservati sulle diplomazie occidentali mai resi noti al grande pubblico, con focus sull’operato del Governo USA. Nei dossier, sono incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato Europei, sui rapporti tra USA ed estremo Oriente, sulle posizioni dei principali alleati, inclusa l’Arabia Saudita, principale alleato degli Stati Uniti e nel contempo segretamente principale finanziatore della rete terroristica di Al Qaeda.
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Secondo Wikileaks, i diplomatici statunitensi a Roma hanno annotato nel 2009 ciò che i loro contatti italiani hanno descritto come una relazione straordinariamente stretta tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e magnate degli affari, inclusi «sontuosi regali», contratti energetici vantaggiosi e un «umbratile» mediatore italiano che si esprime in lingua russa. Hanno scritto che Berlusconi «sembra sempre più il portavoce di Putin» in Europa.(Fonte: New York Times)
Putin viene giudicato un politico di stampo autoritario, il cui stile machista gli consente di collegarsi perfettamente con Silvio Berlusconi. Del Primo ministro italiano si descrivono le «feste selvagge» e si espone la profonda sfiducia che suscita a Washington. Si dice anche che quando compare nei convegni internazionali mette in imbarazzo gli altri leader. Berlusconi è definito come un incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo, che si occupa solo di donne e passa le nottate in festini selvaggi dopo i quali è troppo stanco per fare alcunché.
I giudizi sul nostro premier vengono dall’ambasciatore americani in Italia, Elizabeth Dibble, che in un altro rapporto aggiunge che: Berlusconi è un leader politicamente e fisicamente debole.
Nei documenti diffusi da The Guardian c’è anche un incontro tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il segretario della Difesa statunitense Robert Gates in cui si discute la strategia militare in Afghanistan e si valutano i rischi di una guerra derivanti dalla proliferazione nucleare in Iran.
Finora sapevamo che Berlusconi era il portavoce della mafia italiana.
Ora sappiamo che è anche il portavoce della mafia russa.
Ci mancano le triadi cinesi e poi siamo a posto!
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Incredibile! Una grande rete telematica copre il mondo e non poteva essere mandata in tilt che da un abile hacker!
Il signor V Vendetta del 2010 non poteva essere che un nuovo tipo di pirata informatico in grado di raccogliere e rinviare le infinite informazioni segrete che le diplomazie si sono scambiati in modi cifrati o meno, ma sempre sorrette da un segreto che credevano essere a prova di bomba.
Il problema è che ovunque vi sia uno scambio di informazione, ci sarà un portatore di segreti pericoloso in quanto può spiattellare questi segreti al mondo, riducendo in briciole qualunque immagine di facciata. In questo modo nessuno in nessun luogo potrà ritenersi al sicuro.
E il web diventa l’enorme, plateale, sputtanamento del mondo del potere e dei suoi accoliti. Alla faccia di quelli che ancor oggi ritengono che la rete non sia funzionale al disvelamento della verità!
Sono usciti appena pochi accenni del milione di documenti ufficiali in possesso di Julian Assange e già il mondo occidentale è in fibrillazione per gravissime colpe pregresse.
Gli USA sono la maggiore potenza mondiale, spendono 90 miliardi di dollari per mantenere un gigantesco apparato di sicurezza che conta un milione di agenti.
E tutto questo gigantesco apparato di sicurezza sta per essere ridicolizzato dalla volontà pervicace di un solo uomo in grado di svergognare gli USA e i suoi alleati davanti all’intero pianeta. E’ davvero la vittoria di Davide contro Golia!
Non contano tanto gli indecenti e imbarazzanti particolari a livello di gossip, quanto il sapere da parte delle potenze mondiali che i loro giochetti più torbidi possono essere svelati al pianeta da un momento all’altro e che quella immagine a cui tengono tanto viene ridicolizzata dagli stessi loro alleati.
Il piacere che i piccoli senza potere possono provare in questo momento è impagabile!
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Questo e’ solo il primo block del milione e più documenti che verranno pubblicati durante i prossimi sei mesi. C’e’ ancora molto da sapere. E’ molto stimolante sapere che la caduta del segreto colpirà anche i sistemi finanziari. Poter ricevere reali documenti dallo IOR, la grande banca del Vaticano, che sputtana la stessa Santa Chiesa Cattolica, sarebbe senza pari. Sapere cosa pensa e trama realmente la Banca Europea. Poter entrare nelle segrete strategie della Banca Mondiale, del WTO, del Fondo Monetario Internazionale! E’ chiaro che lo sporco mondo del potere tremi! Noi non sapremo mai cosa hanno fatto di male, ma loro lo sanno benissimo e anche temere che una minima parte dei loro affari immondi possa essere portata alla conoscenza dell’opinione pubblica mondiale non lo farà dormire.
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Travaglio. Il nano beta (sunto)

Anche dai file di Wikileaks l’omino ridicolo che ci ammorba da 16 anni esce come mamma Rosa l’ha fatto. Mentre i leader del mondo sono avvolti da un’aura di complotto internazionale, citati su grandi questioni strategiche, geopolitiche, militari, diplomatiche e politiche, il pover’ometto emerge (si fa per dire) come un nanerottolo incapace, vanesio, ridicolo e puttaniere, che si fa solo gli affari suoi. Sai che scoperta! Lo diceva Montanelli nel ’94: “B non ha idee, ma solo interessi”. E nel 2001, mentre B. seminava figure barbine per il mondo, aggiunse: “Spero che l’Europa adotterà nei suoi confronti l’atteggiamento di indignazione e di disprezzo che merita”.
Ora il disprezzo lo mette nero su bianco il numero 2 dell’ambasciata americana e tutti sono costretti a registrarlo. Fino a ieri gli Ostellini, i Sergiromani e i Panebianchi magnificavano chissà quali successi internazionali, ora si sa che B crea imbarazzo tra i capi di stato e viene chiamato “uno che si crede il portavoce di Putin”.
Frattini dice che Assange “distrugge il mondo”. Ma forse anche la galassia
Abbiamo sempre saputo che la Russia dell’amico Putin è uno Stato-mafia, non a caso piace tanto a B. Ora Putin viene definito “maschio Alfa” e B è praticamente il Nano Beta.
Il fatto poi che il mediatore fra i due sia un certo Fallico, aggiunge alla comica finale un tocco onomatopeico.
Eppure per anni la cosiddetta informazione ha censurato le cazzate fatte e dette dal Nano Beta nei vertici internazionali, stigmatizzato la stampa straniera che lo trattava da clown, sminuito a “gossip” le scelte private che rendono ricattabile lui e vulnerabile l’Italia, assecondato la propaganda sulla “diplomazia delle pacche sulle spalle” con cui il poveretto sosteneva di aver riportato l’Italia ai fasti dell’impero romano.
Oggi è fin troppo facile ridacchiare dicendo “sapevamo tutto”. Gentili signori, se sapevate tutto, perché non avete detto nulla per 17 anni?
Perché ancora qualche settimana fa milioni di italiani erano convinti che B. avesse scongiurato una guerra fra Russia e Georgia, spiegato a Obama come salvare il dollaro, costretto Obama e Medvedev a parlarsi per poter entrare al G8. Certo che era tutto falso, ma se i suoi elettori si bevevano tutto è anche perché, quando ne sparava una delle sue, non seguivano risate omeriche, ma pensosi commenti e articolati dibattiti.
Ieri, in braccio all’amico Gheddafi, non ha trovato di meglio che dichiarare alla stampa mondiale: “Le ragazze che vanno in tv a dire che fanno le escort sono pagate da qualcuno”: e da chi, oltre che da lui? Ora si attendono con ansia i report segretissimi di Wikilibia, in cui Gheddafi e le sue amazzoni ridono di lui appena gira l’angolo (pare che persino l’amico Muammar trovi il suo mascara decisamente eccessivo). E quelli di Wikirussia, in cui gli amici Putin e Medvedev si sbudellano dalle risate dopo ogni sua visita: “Ma tu l’hai capito cosa aveva in testa?”, “Mah, forse un casco di catrame”, “No, dicevo sopra, quella specie di copricapo peloso”, “Ah, sì, dev’essere un orsacchiotto di peluche…”, “Speriamo che torni presto, non ridevamo così dall’ultima sbornia”.
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Un ometto vanesio e imbarazzante
Viviana Vivarelli

Quest’ometto dunque non è uno statista mondiale ma un buffone planetario.
E’ lo sciocco omino delle barzellette e delle figure di merda che affonda sempre più in basso il nostro paese, dentro e fuori, in uno sciocchezzaio che maschera vere nefandezze.
Una cosa è certa: per quanto l’imbalsamata stampa italiana lo veneri e per quanto l’organico csx gli faccia l’opposizione dell’ovatta e la servile Rai gli stenda stuoini di falsi tg, Wikileaks ci ha mostrata ‘brutalmente’ quello che la diplomazia internazionale pensa dell’ometto buffo e imbarazzante, un vanesio incapace fissato con la figa. E questa è l’immagine che l’Italia porta nel mondo, mentre ministri demenziali come la Gelmini o Alfano continuano la loro servile distruttività condita di dichiarazioni risibili e francamente grottesche
L’ambasciatrice USA nota freddamente che chi si stressa in notti selvagge difficilmente avrà energia sufficiente per fare qualcos’altro, soprattutto a quell’età, e che la stretta alleanza con Putin e Gheddafi non piace affatto gli USA che intravedono sordidi affari personali dietro e non certo affari da grande statista.
Ma, come nota Furio Colombo, nel terremoto di credibilità internazionale che sta sotterrando B, precipita anche la maggior parte della stampa italiana, rea di aver dato credibilità e onore a uno che la credibilità e l’onore se li è messi da sempre sotto i tacchi. Il re è nudo? Lo si vedeva. Perché, allora, la stampa si è sempre rifiutata di vederlo? A quest’uomo si può solo dire: una risata lo seppellirà. Perché, allora, a tale sgorbio ridicolo il Pd ha regalato la televisioni e il conflitto di interessi? Perché tanti voti? Perché tanti ossequi? Si vuole davvero incoronare una pernacchia?

Chi è il mistificatore?
Viviana Vivarelli

Così ieri questo pupazzo urlava ‘mistificatore’ a un povero Floris timido e afono.
E oggi è la diplomazia internazionale a dare del mistificatore a lui.
Ieri si incoronava da sé come grande statista e pretendeva il Nobel, era quello che suggeriva strategie a Obama, che pacificava Israele e Palestina o resuscitava i ceceni o riportava in Europa Putin.
Oggi si sa che gli altri leader lo evitano con imbarazzo.
Ieri era quello che dava del tu a Bush e lo chiamava caro amico. Oggi è quello che né Obama né sua moglie invitano più alla Casa Bianca e solo Gheddafi e Putin chiamano caro amico.
Ieri era quello del “ghe pensi mi”. Oggi è “l’incapace”, il personaggio poco affidabile e raccomandabile, non degno di essere un leader europeo, che pensa solo alle sue orge selvagge ed è troppo stanco poi per pensare al resto. Quello per es. che arriva tardi perfino a un appuntamento dell’ONU.
Ma ecco che oggi, contrordine azzurri! B nega anche quelle feste che fino a ieri aveva decantato come “la giusta necessità del guerriero” che deve pur riposare “due o tre volte la settimana” e in cui si faceva allegramente “bunga bunga”., termine inventato proprio da lui.
Oggi le decantate orgette sono diventate di colpo eleganti e serie cene “una volta al mese”, dove si parlava di economia o arte varia, si immagina. E per di più con ospiti selezionati con cura, per cultura e intelligenza, dopo aver ascoltato attoniti certa Nadia bellina, più stupida che oca, raccontare di essere stata “pescata” a un semaforo da un tizio che l’ha passata a Lele Mora e poi a Fede, per una selezioncina sessuale (con test o senza?) da cui poi era arrivata con una trentina di altre ragazza, “ugualmente selezionate per cultura e eleganza”, (prese sempre dal marciapiede?) a una cena, in cui dovevano stare assolutamente mute, col solo B o al massimo Fede o un altro maschio (Brunetta?), per dei dopocena che quanto eleganti e seri fossero anch’essi ce lo possiamo immaginare.
B è così: confonde le carte, gioca e spariglia, bara, mente e smente, in un giro osceno da piccolo inferno da cabaret di quarta categoria in cui nulla è vero, nulla è certo, tutto è immondo e senza fine.
Il balletto dell’ultimo Vieni via con me con quegli uomini ricchi e lubrici che saettavano occhi e lingue oscene e sbatacchiavano teste e corpi femminili, col frac di sopra e in mutande di sotto, riuscivano a rappresentare benissimo in cosa era caduto un palazzo istituzionale e il ludibrio dell’Italia intera.
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LA LIBERTA’ IN VENDITA
Gianni Tirelli

Per il Presidente del Consiglio, la libertà, si esprime nell’esasperata necessità di rimuovere dentro e fuori di se, tutto ciò che, di scomodo o incomprensibile (sia sul piano culturale che emotivo), tormenta la sua mente infantile. Per tale scopo, fa uso di tutti i mezzi e i modi possibili, surclassando ogni limite etico e deontologico. È una vera e propria forma di paranoia lacerante, aggravata da assillante frustrazione.
Il signore in questione, nella totale assenza di scrupoli e rimorsi di coscienza, insiste e persiste, in questa pratica collaudata che, in ogni occasione, spaccia con la forza, e l’enfasi di sempre, sicuro del risultato che otterrà.
“Forza Italia, la casa delle libertà, il popolo delle libertà, i circoli della libertà e, ultimi, i team della libertà” fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli, al potere.
Lo scaltro piazzista, privo della più remota forma di intelligenza e di buon senso, si avvale di questa becera operazione di marketing, allo scopo di fa presa sulle persone vuote, senza contenuti reali, avulse da principi e valori e, tanto meno, da ideali. Dentro il caos delle loro congetture, intravedono una rivalsa al loro stato di ignavia cronica, corroborata da una visibilità insperata.
Il Grande Pifferaio, incarna l’espressione più alta del relativismo che, nella furbizia al potere, raggiunge l’apice della contraffazione dell’intelligenza.
Non avendo alcun senso del pudore, si accampa la proprietà di una libertà che, altri, hanno conquistato, col sangue, sacrificio e rinuncia, sbandierandola, poi, come il risultato di una sua personale lotta privata. In questo modo, nega la resistenza partigiana, disertando ricorrenze e commemorazioni. Si rivolge all’opposizione di governo e ai suoi elettori, chiamandoli comunisti e coglioni, e non ha mai speso una sola parola di condanna contro l’infame ventennio fascista, e lo sterminio degli ebrei. Il piccolo Duce, nega la nostra storia e ritratta in tempo reale le farneticazioni di un minuto prima, accusando poi, i suoi detrattori, di avere stravolto il loro significato o, macchiandoli di impostura, per non averle mai dette. L’automatismo di difesa che lo porta a relativizzare il concetto di verità, è sconcertante. È una pratica costante, affinata nel tempo, collaudata e sperimentata e divenuta poi, carattere dominante della sua personalità. La differenza tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, non è, per il soggetto in causa, di alcuna rilevanza etica e morale, ma relativa allo scopo prefissato.
Per questo signore, non esiste nessuna differenza tra la libertà e un prodotto da banco. No! È sufficiente un bel contenitore patinato, uno slogan mirato e poi, via con la propaganda.
Come non essere d’accordo con lo psicanalista Mancia, quando lo invita a curarsi?

La verità ci fa bene!
Paolo De Gregorio

Siamo talmente abituati a nutrirci di balle, omissioni, falsificazioni, menzogne, deformazione culturale operata dalla pubblicità che tutti i giorni ci indottrina per farci consumare cose nocive e inutili, che la verità nuda e cruda dei reali rapporti tra Stati ci coglie impreparati e ci destabilizza.
Molto meglio le illusioni e le non notizie dei telegiornali che i documenti riservati offerti da Wikileaks, che ci costringono a pensare e ci fanno un po’ meno sudditi, ma tutte queste verità sono pesanti, noi italiani non ci siamo abituati.
C’è chi minimizza, c’è chi drammatizza, c’è chi considera il capo di Wikileaks un criminale, chi un liberatore, ma una cosa è certa: un effetto è stato ottenuto, saranno molti di meno quelli che crederanno alle parole delle classi dirigenti politiche. Molti si convinceranno che i regimi che si definiscono democratici in realtà usano metodi illegali, spionistici, si ricattano a vicenda, non hanno alcuna etica e mettono gli affari al primo posto.
La vicenda delle 11 navi militari veloci fornite dall’Italia all’Iran, mentre a parole aderiva all’embargo e si scandalizzava per il programma nucleare iraniano, provano la cinica doppiezza dei nostri politici che non potranno mai più recuperare credibilità.
Tutte le notizie importanti, quelle fondamentali per capire come stanno le cose, sono negate dai mezzi di comunicazione di massa e solo facendo ricorso a Internet, con parecchie difficoltà, il cittadino può arrivare ai dati sensibili.
Oggi la vita di molti Stati europei è in mano alle banche e alla speculazione finanziaria internazionale, la politica appare ininfluente e non sappiamo nulla della strategia di questi istituti, del loro indebitamento, delle loro sofferenze per crediti inesigibili. Sappiamo solo che quando sarebbero destinati a fallire arrivano gli aiuti di Stato.
E’ successo negli USA, succede oggi in Europa.
Non si parla del debito pubblico dello Stato che, per quanto riguarda l’Italia, ci pone in una situazione virtualmente fallimentare, senza alcuna possibilità di uscirne perché gli interessi che paghiamo su questo debito sono pari a 3 o 4 finanziarie, e siamo condannati ad un lento (o rapido?) declino.
Un’altra VERITA’che non viene mai detta è che non ci sarà alcuna ripresa. Migliaia di imprese italiane hanno delocalizzato all’estero, Fiat compresa, e qui aumenterà solo la disoccupazione poiché vi sono colossi emergenti che producono tutte le merci, anche quelle sofisticate, a prezzi più bassi e non vi è alcuna possibilità di invertire questa tendenza che, al contrario, si rafforzerà.
Qualcosa si potrebbe fare finanziando massicciamente università e ricerca scientifica, ma il “governo del fare” taglia i fondi e fa scappare i cervelli all’estero.
Anche qui, se a livello di massa si sapesse quali progressi vertiginosi stanno facendo università e ricerca in India e in Cina, le pie illusioni sulla “ripresa italiana” si scioglierebbero come neve al sole.
Un’altra cosa fondamentale su cui siamo tenuti all’oscuro è il famoso “picco del petrolio” che molti dicono sia già stato raggiunto, con conseguente previsione di forte aumento del prezzo, che comprimerebbe qualsiasi sperata “ripresa”.
Quanto al riscaldamento globale, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacci, la diminuzione delle riserve di acqua dolce, l’impoverimento dei mari e delle risorse di pesca, l’aumento degli affamati, nulla viene fatto, se ne parla pochissimo, e tutti i “summit” internazionali sul tema ambiente globale finiscono col nulla di fatto.
Spero proprio che i “file” di Wikileaks, se continueranno ad essere pubblicati, ci sveglino un po’ e chi spingano a ragionare sui fatti e non sulle favole che ci propongono politica e religione, e si inizi una rivoluzione culturale che ci porti a chiamare le cose col proprio nome e a pretendere una informazione completa, indipendente, documentata, a disposizione di tutti.

INTERNATELO!
Rosario Amico Roxas

Per quanto mi riguarda, un personaggio del genere, e così pericoloso, andrebbe internato. La portata di fuoco della sua protervia, interviene sulla psiche degli individui più instabili, ed é supportata da un’incursione mediatica devastante, intrisa del fetore (anestetizzante) di bordello, che trasuda dalle sue televisioni.
Dopo il suo ingresso in politica (e questi sono fatti), il nostro paese si è spaccato in uno scontro ideologico senza pari, con gravi ripercussioni sull’economia, portando l’Italia, dentro una profonda stagnazione e, ancora più grave, verso una deriva culturale e morale, mai raggiunta prima.
Le responsabilità in questa brutta faccenda, sono gravissime, e non ne sono esenti i servi e i ruffiani che, soggiogati dalla malafede e dall’ipocrisia, l’hanno sostenuta a spada tratta.
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Berlusconi risponde al disastroso report dell’ambasciata americana con una risata e dice che sono “pettegolezzi di una impiegata di 3° livello”!
Ma il Dipartimento gli dà decisamente torto. La Dibble guida la diplomazia nella Comunità Europea.
Ci mancava anche questa buffonata di chiamare “funzionaria di terzo livello” quella Elizabeth Dibble che di fatto, a Roma, è l’ambasciatore degli Stati uniti d’America e che da due anni controlla il leader del governo italiano e che oggi è assistente della segreteria di Hillary Clinton, lei che dirige la sezione degli affari asiatici ed europei, una donna a cu fanno riferimento tutte E che oggi dichiara che “le valutazioni di B sono state espresse dalle fonti diplomatiche di massimo livello”.
Notare che quei giudici così negativi non sono nemmegno apprezzamenti personali della Dibble, lo ha precisato l’ambasciatore David Thorne, sono “analisi”, derivanti da informazioni e valutazioni “consultando anche membri del governo italiano, esponenti della coalizione di maggioranza e ambienti imprenditoriali”, dunque anche Confindustria c’è in questo giudizio avvilente.
La Dibble è ambasciatore vicario, la più alta diplomatica di carriera a Roma, di nomina politica e vengono scelti fuori dai ranghi del Dipartimento di Stato, con “la direzione operativa di una sede con 800 dipendenti”. La figuraccia di B non poteva essere più stridente.

Wikileaks: la verità mi fa male!
Paolo De Gregorio

Il panico creato dall’annuncio della pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti ufficiali americani, finora secretati, ci rivela senza ombra di dubbio che, dietro il paravento della libertà e della democrazia, si gioca sporco, e per qualunque nefandezza il potere utilizza la comoda coperta del “segreto di Stato”.
Sapremo presto, esaminando questi documenti, fino a che punto è arrivata l’orgia del potere e quanto le democrazie occidentali siano in realtà oligarchie senza scrupoli piegate al potere economico multinazionale e bancario, dove i Parlamenti sono teatrino in cui non si decide nulla, mentre i giochi veri si fanno sottobanco usando mezzi inconfessabili.
Non ringrazieremo mai abbastanza l’ideatore e l’artefice di questa operazione di trasparenza, e già ci fa godere profondamente vedere le facce e le dichiarazioni imbarazzate di chi ha la coscienza sporca e dovrà rendere conto delle proprie azioni.
Sarà anche difficile smentire visto che si tratta di documenti ufficiali, anche se ormai siamo abituati alla menzogna sistematica elevata a metodo di governo.
Il “segreto di Stato” è l’equivalente dei paradisi fiscali per i crimini finanziari, una zona grigia e insondabile dove si fabbricano false prove per muovere guerre, si autorizza la tortura, si fanno rapimenti e si uccide, si collabora con servizi segreti deviati, si trafficano armi, ossia si usano metodi violenti e dittatoriali che nulla hanno a che fare con i metodi democratici.
E’necessario che dalla diffusione di documenti che comprovano i veri metodi dei rapporti tra Stati, cresca nei cittadini sudditi il rifiuto di essere considerati bamboccioni immaturi che non devono conoscere i retroscena della politica, si chieda l’abolizione del segreto di Stato, e ogni rapporto internazionale sia fatto nella massima trasparenza e pubblicato su Internet.
In Italia, se tiri uova contro il portone di Palazzo Madama, per protestare contro il governo, sei definito violento e sulla strada del terrorismo, così come coloro che difendono la loro salute contro le discariche, mentre dietro il segreto di Stato e i servizi segreti si nascondono le prove di stragi impunite, adesioni a guerre,
traffici di rifiuti tossici, traffici di armi, etc. etc.
Per quei documenti che riguardano l’Italia dovremo spingere per la massima diffusione e conoscenza, per far montare nei cittadini la consapevolezza che per vivere in democrazia è necessario che questi sistemi siano totalmente e definitivamente aboliti.

La risata de l’anciuleddi
Rosario Amico Roxas

Devo rivolgermi alla mia memoria storica per apprezzare la risata del cavaliere.
A Catania vige un detto “la risata de l’anciuleddi” (la risata degli angioletti); in cosa consiste?
Per la grande festa di Sant’Agata, durante la sontuosa peregrinazione del fercolo della santa per le vie della città. sfilano anche i “cennelora”, pesanti simulacri di candele che portano in cima la fiamma che dovrebbe indicare quella della fede.
Tali cannelora sono ornai da numerosi angioletti, abbarbicati lungo lo stele. Per evitare che possano cadere, vengono inchiodati con un lungo chiodo che parte dallo stele della cannelora e si fissa saldamente nelle terga dell’angioletto.
Quei simulacri di angeli hanno una espressione ridente, beatamente soddisfatta, malgrado quel fastidioso e lungo chiodo che li fissa allo stele.
La gente, giustamente, si sono chiesti, nel corso dei secoli, cosa mai avessero da ridere visto l’ingombrante e impudico chiodo che ognuno di loro è costretto a subire.
La gente, finalmente capì che si trattava di una risata di circostanza, per nascondere l’imbarazzo della situazione.
Da ciò la “risata de l’anciuleddi” che sta ad indicare una sorta di “buon viso a cattivo gioco”.
Ora ride anche il cavaliere alle rivelazioni che lo identificano e ne rivelano la natura, peraltro ben nota.
Ride come quegli angioletti, statici, ridenti, rassicuranti, ma con un grosso chiodo piantato nelle terga.
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I 4 imprinting di Wikileaks
Pino Cabras
http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/5150-i-quattro-imprinting-di-wikileaks.htm

Ora che ci dicono che con le prime nuove soffiate di Wikileaks sta esplodendo «l’11 settembre della diplomazia» ovvero «l’11 settembre di internet», deve valere una premessa: non ci sono individui, e neanche organizzazioni, che siano in grado di leggere 250mila documenti in breve tempo. Quindi ci arriva solo un flusso filtrato di documenti. E chi lo filtra, per ora, è la vecchia fabbrica dei media tradizionali. Se di un 11 settembre si trattasse, saremmo nella fase del trauma mediatico iniziale, quella che ci dà l’imprinting, l’apprendimento base del nuovo mondo su cui ci affacciamo e delle nuove credenze sulle quali far fede. Una volta educate le menti con questo shock, le sue riletture successive andranno controcorrente e perciò partiranno sfavorite.

Il primo imprinting è proprio nell’idea del trauma, l’idea dell’ora zero dell’evento. Il mezzo è il messaggio. Mezzo e messaggio sono: vivere un trauma. Come se prima del percolare dei segreti attraverso Wikileaks non vi fosse modo di interpretare la politica, la diplomazia, i segreti, le normali trame degli Stati. Come se l’interpretazione storica – anch’essa basata su archivi e documenti, ma in tempi più lunghi e meditati – adesso dovesse cedere il passo e appiattirsi sull’evento emotivo.

Il secondo imprinting è sull’importanza attribuita ai temi cari alla diplomazia statunitense. Leggiamo i dispacci degli ambasciatori, scritti in modo franco e brutale, ma non per questo esenti da falsità, errori prospettici, pregiudizi, goffe banalità, chiusure. Vediamo cioè soltanto i pezzi di una visione del mondo che tuttavia non è l’unica in campo. Si continua a enfatizzare e cristallizzare per esempio la paura dell’inesistente atomica iraniana, mentre si continuano a ignorare le esistenti atomiche israeliane. Wikileaks e i media tradizionali, se combinati assieme, confermano insomma i temi dell’agenda dominante ma sconvolgono i codici della diplomazia. Proprio quel che fa la guerra, specie nella sua variante della guerra psicologica.

Il terzo imprinting è lo scompiglio sul web, talmente forte da risvegliare coloro che dal caos vorrebbero trarre un nuovo ordine sulla Rete. Due anni fa pubblicammo l’allarme del giurista che meglio conosce la Rete, Lawrence Lessig, il quale prediceva che «sta per accadere una specie di ’11 settembre di internet’», un evento che catalizzerà una radicale modifica delle norme che regolano la Rete. Lessig rivelava che il governo USA, così come aveva già pronto il Patriot Act ben prima dell’11 settembre, aveva già «un ‘Patriot Act per la Rete’ dentro qualche cassetto, in attesa di un qualunque considerevole evento da usare come pretesto per cambiare radicalmente il modo in cui funziona internet». Così come George W. Bush, anche Obama sta facendo di tutto per avere, oltre alla valigetta nucleare, anche i bottoni per spegnere il web. L’evento in corso potrebbe spingere molti governi a voler affidare a qualcuno la nuova valigetta del potere. La Cina traccia il solco da tempo, del resto.

Il quarto imprinting è l’idea che i segreti siano tutti registrati, ben custoditi dai fogli con la carta intestata degli apparati, e perciò prima o poi inevitabilmente rivelati, con tanto di numero di protocollo e firma. Gran parte del vero potere è invece fuori scena: non scrive i suoi ordini, non ha catene di comando interamente tracciabili, è silente, sta in circuiti extraistituzionali, si giova di strati di copertura, di strutture parallele, di leve lunghe. Si avvale nondimeno di apparati e procedure legali, ma senza dichiararne le vere finalità. È un’illusione tanto ingenua ritenere che Wikileaks possa scoperchiare tutti gli strati del potere, tanto quanto ritenere che i veri potenti si possano combattere solo amplificando la trasparenza liberale.

A margine, qualche considerazione dal lato italiano sul caso Wikileaks. Il Caimandrillo (caimano e mandrillo) ha intuito che il colpo per lui c’è, ed è forte. Dice di essersi fatto una risata. Ma forse non è stata troppo fragorosa. Lui, padrone di un medium tradizionale, la Tv, che ha portato alle sue estreme conseguenze, diffida di un medium, il web, che gli è forestiero né potrà mai controllare. Nel mondo ci sono altri caimani e ora vorrebbe anche farlo sapere in giro, fra un “wild party” e un altro, quando scatena i suoi comunicatori per denunciare un complotto internazionale contro di lui. Gli inventori del “trattamento Boffo” nulla potranno però contro un trattamento Boffo al cubo. Il Caimandrillo ha voluto partecipare al grande gioco mondiale non da leader che trascina una nazione, ma da padrone che la divide, la estenua e non la porta tutta. Nel grande gioco ora appare ritratto in mutande, lo vedono per quel che è: non è il padrone dell’Italia, è solo il padrone di un suo segmento affaristico. Altri padroni si preparano a spolpare il paese diviso, senza che sia in pista una classe dirigente in grado di instaurare un minimo di sovranità nazionale capace di difendere gli interessi vitali dell’Italia.
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Prim’ancora che sui media arrivasse Wikileaks giù Berlusconi, allertato dai suoi servizi, parlava a un’Italia meravigliata di “gran complotto internaizoale”.

I teoremi del gran bugiardo
GIUSEPPE D’AVANZO

Berlusconi torna a parlare di complotto: “Qualcuno paga le ragazze per screditarmi”, dice. Vero o falso? Abbiamo capito da qualche tempo che al fondo del “caso B” c’è “una nuova civilizzazione” che abolisce l’idea stessa di verità. È un dispositivo che rende indifferente sulla scena politica l’attendibilità del premier.
Perché egli- abusando del suo potere e del conflitto di interessi che lo protegge – si può cucinare la verità come meglio gli conviene in quel momento, salvo poi prepararsene ancora un’altra, il giorno dopo. Quanto valgono le parole dette dal presidente del Consiglio? Vanno prese sul serio o liquidate con un’alzata di spalle? Bisogna decidersi. Non può sfuggire che le grida di B- “È tutto falso, qualcuno paga quelle ragazze che raccontano dei festini”- siano il nucleo stesso di un sistema politico che cancella ogni distinzione tra vero e falso. Con quel grido il premier elimina, non solo le sue parole-appena ieri ci ha raccontato come quelle feste con venti, trenta giovani e giovanissime donne lo rilassino, “una, due volte alla settimana”-ma esige che siano cancellati i ricordi nella mente dell’opinione pubblica e i fatti concreti: le parole delle minorenni Noemi e Ruby; la memoria di Nadia e di Terry; addirittura le voci e le immagini raccolte da Patrizia. Bi pretende che sia accettato il suo personale canone secondo il quale è vero ciò che egli dichiara vero. Punto. Nel suo mondo di cartapesta, la verità degradata a “credenza” dura un solo giorno e il Gran Bugiardo che l’ha fabbricata non può mai essere accusato di mentire perché ha abolito l’idea stessa di verità.
Sappiamo che per B funziona così e tuttavia, per una volta, lasciamo in un canto la necessità di stabilire quanta menzogna possa sopportare una democrazia prima di collassare e prendiamo molto sul serio le sue parole.
Dunque, sostiene B: quel che riferisce l’ambasciata americana di Roma al Dipartimento di Stato è falso. Non ci sono “festini”, tanto più “selvaggi”: “le ragazze che ne parlano sono pagate”. Ora anche qui, lasciamo al senatore Gaetano Quagliariello la convinzione che Via Veneto copi Repubblica e dimentichiamo-come assicura chi ha avuto modo di consultare la corrispondenza diplomatica-che quelle informazioni sono state fornite ai diplomatici Usa da “ambienti della coalizione di maggioranza, del governo, del Parlamento e da ambienti dell’imprenditoria”. Diamo per accertata la buona fede di B quando rivela che c’è un qualche potere, “entità”, manina, manona che paga quelle ragazze per accusarlo di una patologica satiriasi. È evidente che la storia non può finire qui, con una “verità” del giorno che sarà presto cancellata dalla “verità” del giorno dopo. Se c’è in giro-come giura il Cavaliere – chi paga delle prostitute o delle minorenni per calunniarlo, in gioco non c’è soltanto la rispettabilità del cittadino Silvio B da Arcore, ma un interesse nazionale che obbliga lo Stato in tutte le sue articolazioni a proteggere il capo del governo; a fare luce sulla manovra che vuole screditarlo; a individuare i cospiratori che lo minacciano. A prendere molto sul serio il presidente del Consiglio, si deve credere che egli sia in grado di documentare le sue accuse.
Le storie dei suoi “festini” sono sotto gli occhi dell’opinione pubblica dall’aprile del 2009 quando divenne pubblica l’amicizia del settantaquattrenne Cavaliere con la minorenne Noemi Letizia. Si deve pensare che in questi mesi il capo del governo abbia messo sotto pressione i servizi segreti (magari anche spioni privati e non solo Niccolò Ghedini) per venire a capo delle ragioni di un rosario di eventi e confessioni che ha svelato abitudini personali che sono molto pericolose per uno statista. Si deve credere che l’intelligence gli abbia potuto offrire in questo tempo un quadro dello stato delle cose e magari anche il profilo o i nomi dei possibili cospiratori.
D’altronde, tra le tante “verità del giorno”, appena due settimane fa, B indicò nella mafia il mandante della crisi innescata dalle dichiarazioni di Ruby Rubacuori, la minorenne venuta dal Marocco: “Nessuno può negare-disse – che alcune delle cose che accadono siano una vendetta della malavita”. Accusa che non ha più ripetuto. Ora pare giunto il momento di scoprire le carte. Il percorso non è tortuoso. Gli interlocutori del capo del governo, nella grammatica istituzionale, sono due: il Parlamento e la magistratura. Il capo del governo accetti di incontrare una buona volta il Copasir, come gli fa obbligo la legge. Sveli la trama che assedia la sua persona e il suo governo. Subito dopo, raggiunga una procura magari quella di Milano dove è già aperta un’inchiesta contro chi conduce giovani donne alle feste di Arcore. Affidi ai quei pubblici ministeri i dossier che gli sono stati consegnati dall’intelligence. Confidi ai magistrati i suoi ricordi, le sue angosce, l’intuizione che di certo avrà su chi corrompe quelle ragazze per danneggiarlo. Nell’interesse del Paese, collabori a smascherare il complotto e i cospiratori. Offra il suo doveroso servizio alla sicurezza e all’integrità dell’Italia. B non ha altre strade da percorrere a meno che non voglia essere considerato un uomo incapace di assumersi le sue responsabilità e un Gran Bugiardo.

IL POPOLO DELLA LIBERTA’ BUNGA BUNGA
Gianni Tirelli

I finiani sfiduciano il premier con le parole di Bossi del ’94.
Nella durissima missiva l’accusa di non aver rispettato i patti e di aver disatteso le promesse. “Lo Stato non è lei, e dopo di lei non c’è il diluvio”. La dura reazione del Pdl, poi i finiani rivelano: “Abbiamo usato il discorso di sfiducia del Senatùr”

Dissociarsi (anche se fuori tempo massimo) dal malaffare, dalla sudditanza, dall’egemonia e dal mercimonio politico, dati caratteriali di questa maggioranza, é cosa buona, giusta e doverosa e, degna di entusiastica approvazione. Un gesto di responsabilità, dovuto e irrinunciabile, che restituisce dignità, onore e credibilità. Com’era facilmente prevedibile (visti i soggetti), siamo arrivati al paradosso della comica finale. Esseri spregevoli e senza vergogna, sotto il profilo umano, estetico e morale, che hanno mercificato gli interessi del paese al prezzo di servilismo, privilegi e impunità, oggi, con candida spudoratezza, accusano di tradimento i rappresentanti dell’area finiana per essersi responsabilmente dissociati dall’ignominia di un partito ad personam. Gente vile e pusillanime che si sottrae all’adempimento del proprio dovere di fronte al concreto pericolo di default di questa martoriata penisola e di una deriva etica e morale senza precedenti.
Frattini invita preventivamente (senza conoscerne il testo e il contenuto), a non commentare le imminenti rivelazioni di Wikileaks, relative ad alcune vicende italiane, per non danneggiare, dice (ma preoccupato per il suo padrone), l’immagine dell’Italia. Anche perché, sottolinea, sono il frutto di un atto illecito e criminoso e per tale motivo (suggerisce e sottintende), eticamente inaffidabili.
“Era il 21 dicembre 1994. Con le stesse parole che abbiamo riportato qualche ora fa in un articolo a firma Generazione Italia, Umberto Bossi annunciava la sua sfiducia a Silvio Berlusconi dopo pochissimi mesi dalla vittoria alle elezioni. Abbiamo utilizzato il discorso dell’allora onorevole Bossi”, dichiarano gli esponenti finiani, “anche per replicare alle accuse di tradimento che ci piovono addosso dal Pdl e dalla Lega Nord. Chi ha replicato al nostro ‘scherzo’ con parole al vetriolo, farebbe bene a pensare prima di ragliare”.
“i patti non sono stati rispettati”. Patti che prevedevano intanto “l’immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio di Mediaset e che favorisse il rinnovo strutturale della Rai restituendo ai media la loro libertà e democratica funzione per informare imparzialmente ed obiettivamente l’opinione pubblica”; quindi “la netta separazione tra gli interessi personali dal Capo del
governo e la sua funzione di altissimo Pubblico Ufficiale”.
Poi arriva l’elenco delle promesse non rispettate. “Lei – si legge nella lettera – in campagna elettorale ha promesso di risolvere il secolare problema meridionale, di garantire la pace sociale, di sostenere la piccola e media impresa, di eliminare la partitocrazia e lo Stato padrone; di fare dell’Italia un grande paese ad ispirazione liberal-democratica”. Ma “il suo Governo ha inteso la governabilità come fine a se stessa, il potere per il potere, la governabilità per la governabilità, un Governo non intenzionato ai cambiamenti, un Governo dei conflitti con la magistratura e con il sindacato, un governo del controllo dell’informazione!”
Accuse durissime, cui segue un preciso messaggio che sembra pensato proprio per il dopo 14 dicembre, e invece era stato ritagliato per una crisi di 16 anni fa: “Nella nostra alleanza c’è chi ci accusa addirittura di sovvertire lo Stato di diritto perché chiediamo una verifica, falsificando la verità e dichiarando che questo Governo non sarebbe il frutto, come nel passato, di una contrattazione post elettorale, bensì, sarebbe la conseguenza di un patto preventivo stipulato davanti agli elettori! E quindi solo a Berlusconi, se è vera la premessa, competerebbe concedere la verifica e implicitamente mantenere o sciogliere le Camere”. Per Bossi ieri e i finiani oggi, questa tesi lede i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica e lascia trasparire il ritorno nella politica di dogmi antiliberali! Onorevole Presidente, lo Stato non è lei! E dopo di lei non c’è il diluvio! Le chiedo con quali diritti Lei batta i pugni sul tavolo dichiarando la sua insostituibilità? Con quali diritti Lei pretenda di interpretare personalmente la Costituzione tuttora in atto? Onorevole Presidente, Lei non è l’uomo della provvidenza, tutt’altro!”.
Dunque, respinto al mittente il diktat ‘elezioni o voto’: “L’Italia è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i Governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede o fa parte del Governo: il tradimento è solo quello di chi, ad un Paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti di piazza!”.

Firmato Futuro e Libertà, pardon, Umberto Bossi.

RIDIAMARO :- )

B è inaffidabile, puttaniere e lacchè di Putin. Ora aspettiamo le rivelazioni di Wikileaks (Silvano Zago)

Wikileaks: “Le troie di B portavoci delle troie di Putin in Europa.” (Francesco Mori)

WikiLeaks. Frattini: “B non si sente né attaccato, né colpito, né offeso, né presidente del consiglio.”(edoardo rubatto)

B risponde alle rivelazioni di Wikileaks: “Feste selvagge? Quelle ragazze sono state pagate per mentire.” Ah, pensavo le pagassi solo per il sesso. (Albert Huliselan Canepa)

“Ragazze pagate per dire il falso. Le cose che vengono dette fanno male all’immagine del Paese”, ha dichiarato oggi Paese B. (licia giglio)

Frattini:”Esiste una strategia per colpire l’immagine dell’Italia”. E il mandante è Mubarak, che ha mandato addirittura sua nipote. (marco capra)

1. B: “Il mio epitaffio? Fu un uomo buono, giusto, dolce e forte.” (20 marzo 2010 ilmessaggero.it)

2. Le rivelazioni di Wikileaks: “B inetto, vanitoso e incapace.” (corriere.it/Albert Huliselan Canepa)

1. Frattini: “L’opposizione non strumentalizzi le rivelazioni di Wikileaks”.
2. Frattini: “La sinistra non faccia quello che faremmo noi se fossimo all’opposizione”. (Ubaldo Gioia)

1. Frattini: “L’opposizione dovrebbe astenersi dal commento dei documenti riservati americani che appariranno su Wikileaks.”
2. Frattini: “L’opposizione dovrebbe prendere esempio dal PD.” (Giulio Betti)

Viviana
La morale di questo paese è talmente a pezzi che a Pompei è crollata anche la casa del moralista.
Comunque non veniva visitata già da un pezzo.
Per ora quello che tiene meglio è il Lupanare.

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. I documenti di Wikileaks dimostrano solo che la diplomazia è un bluff , una facciata dietro la quale si nasconde il nulla. Noi ridevamo dei palazzi di Ceausescu che avevano sontuose facciate di cartone e dietro il nulla, come in un set cinematografico; la diplomazia mondiale è peggio, perché tutti lo sanno e tutti fanno finta di non saperlo, perché tutti recitano e mentono. Sotto il vestito niente. Sono questi qua che governano il mondo; costoro non sanno nemmeno dire apertamente quello che pensano e credono di potere governare con la finzione: sfido io che il mondo va in crisi, che l’economia va rotoli, che la disoccupazione aumenta a vista d’occhio, che il precariato è lo stato permanente di un coma civile, perché costoro passano il tempo a fare i «vanitosi e i finti seri». E’ meglio mandarli nella monnezza di Napoli: tanto tonnellata più tonnellata meno non fa differenza.(don Farinella su tafanus.it)

    Commento di gianni — dicembre 2, 2010 @ 5:03 pm | Rispondi

  2. Cara Viviana
    ti chiedi perchè tanti voti a Berlusconi e perchè la sinistra gli abbia letteralmente regalato televisioni e conflitto d’interessi.
    Perchè ha corrotto con tutti i suoi miliardi e dove non riusciva a corrompere ha ricattato con le migliaia di intercettazioni illegali tutti quelli che erano corruttibili o ricattabili.
    praticamente due terzi dei parlamentari.
    Hai ragione a sostenere che sono menti diaboliche.Nel vero senso del termine.

    Commento di Paola Lombardo — dicembre 3, 2010 @ 9:10 pm | Rispondi


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