Nuovo Masada

ottobre 17, 2010

MASADA n° 1211. 17-10-2010. Violenza sociale

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Uccisa per un pugno – La classe operaia è viva – Assalto al Premier! – Onore alle vecchie bandiere – Alla faccia di ogni miseria si continua con le auto blu – Il premier di nuovo indagato per frode fiscale. Non è violenza anche questa? – Anche il negazionismo è violenza alle vittime – Salviamo Santoro come simbolo del pluralismo – Maroni e i nazionalisti serbi

«Invano l’Occidente cerca per sé una forma di agonia degna del proprio passato»
Émil Cioran
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Il potere gronda sangue. C’è una pozzetta sotto la tv ogni mattina.
Viviana Vivarelli
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“Abbiamo contribuito all’avanzare del totalitarismo, allo sviluppo del dominio reale del capitale sull’umanità, alla distruzione degli organismi intermedi e delle comunità, dalla famiglia alla scuola… Ci siamo lasciati dietro una generazione di sbandati, cresciuti alla scuola della deresponsabilizzazione, del vittimismo, del rivendicazionismo. Penso soprattutto a quella che ci è succeduta, che, grazie alle nostre vittorie, ha avuto padri più deboli dei nostri. Uomini e donne incapaci di divenire adulti, di trovarsi, di metter su casa, di accudire ai propri figli e quindi pronti alla manipolazione, al consumo, ai media, a consegnare la propria vita ad ogni tipo di esperto, magistrato, psicoqualcosa, a cadere al primo colpo di gelo della realtà. E ne sono caduti molti.”
Stefano Borselli

«Vi sono esperienze che mostrano la straordinarietà della nostra situazione, cioè che soprattutto ci siamo e che il mondo c’è; e questo non è ovvio, è qualcosa di estremamente stupefacente che le cose ci si rivelino e che noi siamo in mezzo a loro. È stupefacente; in questa parola è contenuto lo stupore. Stupirsi significa non accettare nulla come ovvio. Materialmente il mondo resta uguale a prima, le medesime persone, le medesime stelle, e tuttavia c’è qualcosa di completamente cambiato»
Jan Patocka
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«Entro la sfera delle faccende umane l’uomo stesso, in maniera alquanto meravigliosa e misteriosa, sembra avere il talento di compiere miracoli. Nel linguaggio corrente e trito, questo talento è chiamato agire. L’agire ha la particolarità di provocare processi il cui automatismo somiglia molto a quello dei processi naturali, e di sancire un nuovo inizio)».

«Il miracolo della libertà è insito in questo saper cominciare, che a sua volta è insito nel dato di fatto che ogni uomo, in quanto per nascita è venuto al mondo che esisteva prima di lui, e che continuerà dopo di lui, è a sua volta un nuovo inizio».

«Se il senso della politica è la libertà, ciò significa che in quello spazio, e in nessun altro, abbiamo realmente il diritto di aspettarci dei miracoli. Non perché crediamo ai miracoli, ma perché gli uomini, finché possono agire, sono in grado di compiere l’improbabile e incalcolabile e lo compiono di continuo, che lo sappiano o no»

Hannah Arendt

 

 

Nella situazione spaventosa in cui siamo, la cosa più spaventosa è che il massimo di protesta a cui si è arrivati è stato un fumogeno a Bonanni e un cestino di uova davanti a una sede CISL su cui era scritto: “Tiratevele da soli!”
E tanto poco è bastato perché strillassero agli anni di piombo come tante galline isteriche. Che spettacolo pietoso indegno di qualsiasi governante serio!
Ormai siamo arrivati al punto che una scritta contro Bonanni su un muro prende la prima pagina!
Lo strano non è quella scritta isolata ma che tutti i muri d’Italia non grondino sangue!

 

 

ESPLODE
Viviana Vivarelli

La violenza ci esplode nella bocca
nelle mani
nel tumulto insano
della passione
Il futile motivo non esiste
Nulla è futile
in questa bieca civiltà
che ci ha fatti
come armi viventi
boia incolpevoli

vittime non vendicate
di un’era che ha ucciso
la propria coscienza
Dove il potere ha perso
ogni responsabilità
come chiedere
di essere responsabile
al ragazzo
pazzo?

..
A sua immagine

Il costruttore costruisce
Il distruttore distrugge
Il pacifico pacifica
Il violento violenta
Noi impastiamo la pasta del mondo
E ne siamo impastati

..
VIOLENZA
Francesco Gramuglia

In alcuni è in superficie,
la ripongono sempre li, in modo tale da
ritrovarla al momento propizio.
Da dentro li arde la favilla della frustrazione.
E, inappagati dalla vita, basta un soffio di vento
a fomentar la fiamma e a render lei pioggia battente.
Ma il fuoco li domina e dopo ogni
sua tempesta si ripristina impetuoso avvolgendo,
ancor più sferzante, le loro esili anime di carta.
Ci sono uomini apparentemente fragili,
ma in grado di custodirsi dalla sua devastante autorità.
I soli in grado di crearsi attorno
l’inossidabile armatura del reciproco sostegno,
inutile per combattere, ma essenziale per esaudirsi.

 

 

Salvatore Quasimodo
Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:

«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

..
I distruttori
Viviana Vivarelli

Il ricco uccide
Il povero uccide
Uccide il colto
come il somaro
Uccide il governo
diffondendo miseria
e ingiustizia
Uccide il potente
avido di altro potere
come il bandito da strada

Uccide il giornalista
che falsifica la verità
Uccide il prete
che falsifica la religione
La legge malvagia uccide
come uccide il dirigente d’azienda
che tratta le vite come numeri
Chi licenzia uccide
come chi predica la discriminazione
Uccide il giudice venduto

che falsifica la sentenza
come il mafioso
come il voltagabbana
o il sindacalista servo
del padrone
Uccide il ministro arido
come l’assassino di strada
Uccide l’egoismo
la megalomania

l’inerzia
la superstizione
le xenofobia
il disprezzo dell’altro
uccide il disfattismo
come il fanatismo

Il mondo gronda sangue
di morti quotidiane
ma anche l’abitudine
con cui le guardiamo
dicendo: non c’è nulla da fare
uccide.

 

 

LA CLASSE OPERAIA E’ VIVA
Pietro Ancona

Corradino Mineo aveva preannunziato stamane la diretta su Rainew24 della manifestazione della FIOM. La manifestazione non è stata soltanto dei metalmeccanici ma ha trascinato con se tanta parte del mondo del lavoro a cominciare dai professori e dai disoccupati e dell’intellighenzia italiana turbata dal declino e dall’incupimento del nostro Paese, intellighenzia che è stata svillaneggiata, come oggi purtroppo si usa fare, da un esponente del PD, un tale Boccia sconfitto da Niki Vendola in Puglia e da allora con il dente avvelenato per tutto quello che sta alla sua sinistra. Mi sono messo comodo davanti la TV sin dalle due e mezzo e per un paio d’ore non mi è mai capitato di vedere i cortei che attraversavano Roma. C’erano soltanto interviste e venivano inquadrati al massimo due personaggi. Inoltre la trasmissione si spostava ogni dieci minuti su Torino per riferire di non so quale iniziativa pubblicizzata nei giorni scorsi da un sacerdote di non so quale mirabolante contenuto. Il giornalista che intervistava qualcuno dei partecipanti di Torino si sforzava anche di mettere in contrapposizione i “giovani” sereni e pacifici di quella riunione differenti dai convenuti a Roma. Non diceva “violenti” e pronti a menare le mani ma lo lasciava capire. Esasperato e deluso per non aver visto quasi niente per un evidente oscuramento ho acceso il computer e finalmente ho potuto seguire dal sito di “Repubblica” la manifestazione ed ho potuto vedere la grandissima straordinaria umanità che riempiva lo schermo. Mi sono commosso fino alle lacrime. E’ stato come ritrovare me stesso, la mia storia, la storia del movimento operaio italiano e della sua straordinaria civile combattività dopo anni di smarrimento, di sofferenza, di sconfitte. Allora non è vero che la classe operaia è scomparsa! Non è vero che non esisteva più, non aveva più identità, non era più la classe generale di cui parlavano i nostri padri capaci di guidare un movimento non solo di lotte di resistenza ma anche di trasformazione della società in senso socialista…. La classe operaia esiste e rivendica i suoi diritti. Non è ancora ridotta a subire le condizioni imposte dal “padrone”.Ed è questa la ragione per la quale l’obiettivo di Confindustria e dei suoi gregari Cisl ed UIL con l’assenso del PD è l’abolizione del contratto nazionale di lavoro, strumento fondamentale identitario e collettivo che fa dei dipendenti di una azienda un gruppo culturalmente e politicamente vivo ed agente. Certo, i lavoratori e le migliaia di professori, di giovani studenti, disoccupati, ragazzi dei centri sociali criminalizzati dal poliziotto Maroni ma che io amo e rispetto per quello che fanno nei quartieri dai quali si tenta di sfrattarli, non sono più come i loro padri. I loro padri stavano meglio, molto meglio. Un metalmeccanico italiano riusciva a mantenere dignitosamente la famiglia e magari, con molti sacrifici, a laureare un figlio. Ora la sua paga non basta alla sopravvivenza della famiglia. Il metalmeccanico di ieri si concedeva un poco di ferie, qualche gita fuori porta. Ogni tanto qualche fetta di carne buona. Ora non ha i soldi per comprare il giornale e per prendere un caffè al bar se deve comprare la merendina per il suo bambino. La classe operaia di oggi è sotto attacco. Viene brutalizzata da esponenti del governo e del padronato. Brunetta e la Marcegaglia si uniscono nell’insulto e Marchionne vorrebbe in Italia i sindacati guardiaspalle USA che spiano i lavoratori. Sacconi odia la CGIL ed ancora di più la Fiom. Si era lasciato andare, dopo la manifestazione Cisl ed UIL a considerare queste il nuovo primo sindacato italiano. Non aveva visto il fiume di esseri umani della Fiom e cioè della sinistra italiana confluire verso la grande piazza del comizio. Mastica amaro e da domani organizzerà, magari con l’aiuto di Ichino, la sua vendetta alla Camera dei Deputati con il varo del collegato lavoro che vorrebbe distruggere lo Statuto dei Diritti ed inibire ai lavoratori di ricorrere al giudice ed allo stesso giudice di intervenire anche in presenza di enormi violazioni del diritto. Dalla classe operaia di oggi (che per me comprende tutti anche i professori e gli ingegneri e gli scienziati che si vorrebbe umiliare nelle Università italiane) è venuta una reazione al processo di disgregazione dei diritti, all’impoverimento forzato di generazioni di precari della malvagia legge Biagi. L’Italia rifiuta di ridursi come la Tunisia, come la Serbia, come la Romania. Vuole raggiungere la Germania, lasciare il fanalino di coda dei salari OCSE. Mi hanno commosso e coinvolto emotivamente gli interventi sulla scuola, sull’acqua, sulla pace della figlia di Gino Strada, l’intervento di Paolo Flores D’Arcais che ha capito il legame che c’è tra fascismo nelle fabbriche, fascismo nella società e berlusconismo, l’intervento di Maurizio Landini che lo ha oggi laureato dirigente di spessore nazionale, un dirigente capace, prudente, deciso ed appassionato. Come si diceva una volta, “un compagno quadrato”. Contrariamente a quanto ha velenosamente chiosato Sacconi la manifestazione di oggi non è uscita dagli anni settanta. Viene dal futuro! Un futuro in cui il lavoro in tutto l’Occidente è sottratto al processo di sfruttamento ed alla crescente sperequazione con le rendite e le retribuzioni dei dirigenti tutte nell’ordine di milioni di euro a fronte della media di quindicimila euro della maggior parte delle famiglie italiane. Ma la manifestazione ha bisogno di avere una CGIL che ritrovi se stessa e che non sia quella di Epifani che rinvia a dicembre uno sciopero indispensabile subito e un grande partito socialista che costituisca il suo referente in Parlamento. Il PD non è il referente della classe lavoratrice anche se gran parte di questa lo vota. Ha la testa altrove, vorrebbe conquistare il blocco sociale moderato e fascisteggiante di Berlusconi. Non escludo che cercherà un compromesso sul collegato lavoro e che tornerà ad insistere sulla FIOM perché accetti le condizioni del nuovo padrone delle ferriere. Nelle prossime settimane comprenderemo se sarà possibile tradurre in risultati politici e sociali la grandissima giornata che ci ha regalato la generosa classe lavoratrice italiana. La classe operaia è viva, più viva che mai ed ha bisogno di un suo partito che ne rappresenti gli interessi in Parlamento. Il grande lascito del Socialismo del Novecento non è morto!
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Margherita

Caro Pietro, come sono d’accordo con te! Nonostante tutti i tentativi dell’informazione di stato di oscurare la manifestazione e il suo successo, il paese saprà che la gente che ha sfilato ieri a Roma conta ed è viva. La classe operaia non è ancora annientata. L’ha capito bene il ministro Sacconi, che non è riuscito a mascherare la preoccupazione per quello che oggi ha rappresentato a San Giovanni in Laterano la volontà della Piazza: far tornare il lavoro al centro della discussione sociale e politica. Può ben dire, con finta aria di sufficienza, che si è riproposto un clima da anni 70. Ha, forse, rimosso lo spirito di rinnovamento sociale e culturale che ha animato quegli anni e che ha portato alla conquista di tanti diritti che oggi ci vogliono togliere. La sua dichiarazione è un autogol! Ne consegue un grande apprezzamento alla piazza del 16 ottobre, che sicuramente non fermerà qui la sua mobilitazione.

DI PIETRO

Saremo in piazza con la Fiom al fianco dei lavoratori metalmeccanici, degli studenti, dei lavoratori e delle lavoratrici precarie, delle associazioni democratiche e dei tanti cittadini che, come noi, sono preoccupati del crescente attacco ai diritti costituzionali da parte del governo. Un esecutivo che, anche ieri, ha creato allarmismi attraverso le parole del ministro Maroni e che invece dovrebbe garantire la piena sicurezza di una protesta legittima e democratica. Un governo che alimenta il conflitto per nascondere le ragioni del suo fallimento e che è stato incapace di fronteggiare la crisi.
Il sistema di relazioni sociali, infatti, è stato ridotto a un cumulo di macerie: accordi separati inefficaci, ridicoli e talvolta illegali, divisioni astiose tra le maggiori organizzazioni sindacali, la presidenza di Confindustria che non ha rapporto con gran parte delle imprese, piccoli e medi imprenditori lasciati soli a fronteggiare gli alti costi burocratici e le difficoltà di accesso al credito, migliaia di partite Iva e di artigiani costretti a chiudere le loro attività. A tutto questo si aggiunge un’intera generazione che è stata privata del proprio futuro dalla precarizzazione selvaggia, incoraggiata dalle scelte del ministro della disoccupazione e della precarietà Maurizio Sacconi.
La verità è una: il governo Pdl-Lega ha fallito e i numeri lo dimostrano.
B aveva promesso un milione di posti di lavoro ma, dall’inizio della crisi al secondo trimestre del 2010, ne abbiamo persi molti di più mentre il tasso di disoccupazione reale è arrivato all’11% se aggiungiamo gli inoccupati.
Inoltre, presso il ministero dello Sviluppo Economico, lasciato irresponsabilmente per mesi senza titolare, sono aperti circa 200 tavoli di crisi; molte grandi imprese sono in amministrazione straordinaria o controllata e oltre 200.000 lavoratori non hanno prospettive certe per il futuro. Intanto, sono arrivati a 700.000 i lavoratori in cassa integrazione a zero ore e sta per scadere la cassa integrazione in deroga, in assenza di qualsiasi copertura prevista per il prossimo anno. Insomma, le promesse del centrodestra si sono rovesciate: la produzione ha subito un crollo del 25-30% e il fatturato si è ridotto mediamente del 40%.
L’IdV conosce bene questa realtà perché in questi mesi ha attraversato in lungo e in largo il Paese incontrando chi ha perso il posto di lavoro, le tante donne licenziate perché precarie e le migliaia di giovani privi di sostegno e condannati ad un futuro incerto, causato da due decenni di politiche iperliberiste. Per questi motivi, domani, saremo ancora una volta in piazza: per difendere i diritti di chi non si rassegna, dalle partite Iva che non hanno voce a chi ha un lavoro mal pagato, precario e in molti casi pericoloso, come dimostrano i mille morti sul lavoro ogni anno. Una parola riassume le ragioni della nostra presenza: Libertà.
Libertà di lavorare in sicurezza, libertà di fare impresa fuori dall’illegalità, libertà di espressione, libertà di critica e di sciopero.

 

 

«Indebolimento dello Stato di diritto, insufficiente tutela dei diritti umani, degrado dell’etica pubblica, capitalismo corrotto, disuguaglianza crescente tra ricchi e poveri, sfruttamento spietato dell’ambiente naturale nonché di quello umano e storico, esacerbarsi di una lunga teoria di conflitti sociali e animosità sempre più esasperata tra funzionari statali e comuni cittadini»

No, non si sta parlando dell’Italia. E’ parte dell’appello per la democrazia in Cina per il quale Liu Xiaobo, appena premiato con il Nobel per la pace, sta scontando in carcere una condanna a 11 anni per “sovversione”.
Avete notate il silenzio assordante della sx radicale sui pacifisti cinesi?
Viviana
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Maroni e i nazionalisti serbi
Viviana Vivarelli

La figuraccia di Maroni è enorme e manifesta una assoluta incapacità a sostenere il suo ruolo Chiunque in questa situazione si sarebbe dimesso, ma i leghisti a fare figure di merda ci sono abituati (non sono forse più di 14 anni che stanno con B?)
Oltre ai feriti e alla figura di merda davanti al mondo, Genova ha avuto danni per 80.000 €. Chi li paga?
Marta Vicenzi, sindaco di Genova, ha protestato per come era sguarnita la città:
“C’è uno squlibrio considerevole tra i meccanismi che il ministro Maroni ha messo in atto con la tessera del tifoso che porta ad avere centinaia di poliziotti in stato di antisommossa in partite abbastanza tranquille e poi si consente questo. Non capisco bene a cosa servano gli strumenti di cui ci dotiamo»
“Genova è stata invasa da un esercito di 400 criminali mascherati da tifosi e quella che avrebbe dovuto essere una giornata di festa e di sport, con la nazionale italiana ospite nella nostra città, si è trasformata in un incubo. Genova è stata presa d’assalto e violentata nella sua serenità e ha subito ingenti danni. I costi, ammontano a 60 mila € per il ripristino dello stadio e a 20 mila per la rimozione dei graffiti”
“Le responsabilità politiche e tecniche dell’accaduto sono evidenti: o il ministero dell’Interno della Serbia non ha indicato la partenza di questi soggetti, oppure il ministero dell’Interno italiano ha sottovalutato la minaccia. Gli esponenti del partito del ministro Roberto Maroni, che sono arrivati a ritenere lecito sparare sui clandestini e a ritenere utile adottare la’tessera del tifoso per evitare incidenti allo stadio, ieri hanno permesso che una città italiana fosse invasa da un folto gruppo di criminali e non hanno nemmeno pensato di predisporre efficaci contromisure. Viene allora da chiedersi: al di là dei programmi, quale sicurezza hanno in testa? Genova chiede che venga fatta luce sulle responsabilità politiche di Maroni e si costituirà parte lesa per i fatti avvenuti con passi necessari in sede giudiziaria”.
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16 ottobre. Manifestazione FIOM
Paolo Flores d’Arcais

PERCHE’ MARONI DIFFONDE ALLARME? PERCHE’ I SERVIZI PARLANO DI INFILTRATI STRANIERI? CHI SPERA NEL DISASTRO DEL SINDACATO?

Da 10 anni l’Italia è teatro di un fenomeno che non ha eguali nel mondo occidentale: movimenti di massa auto-organizzati che portano in piazza centinaia di migliaia di cittadini. Pacifisti, no-global, girotondi, Popolo viola, hanno dato luogo a manifestazioni gigantesche – si pensi al milione di persone del sett. 2002 e del nov. 2009 che gremivano pzza San Giovanni e tutto il quartiere circostante. Si aggiungano le lotte sindacali, come il raduno del Circo Massimo del 2002, probabilmente la più grande manifestazione della storia d’Italia.
E tuttavia, questa mobilitazione straordinaria, variegata, inesausta della società civile non è riuscita ad impedire l’instaurarsi di un regime osceno, che ha già calpestato la Costituzione repubblicana e che ora intende dare la spallata definitiva rendendo Costituzione il potere illegale delle sue cricche e della malavita organizzata. Tragico paradosso, alla cui origine
stanno due “perché”: perché le opposizioni politico-parlamentari, in 1° luogo il Pd, si sono dedicate all’inciucio o al piccolo cabotaggio, o addirittura alle infinite leggi bipartisan contro la giustizia. E perché tutti quei movimenti, che testimoniano la passione e la vitalità democratica che ancora percorrono la società italiana, non sono riusciti a diventare a
loro volta OPPOSIZIONE: sono restati divisi, estranei l’uno all’altro, autonomi nel senso vizioso e pre-politico del termine?
La manifestazione di sabato prossimo, indetta dai metalmeccanici Fiom può segnare una svolta, innescare un circolo virtuoso, far suonare la diana del crollo definitivo di B e del berlusconismo. La lucidità dei dirigenti Fiom ha saputo infatti mettere insieme, come due facce indisgiungibili della moneta-democrazia, le sacrosante rivendicazioni operaie e il rilancio dell’interesse generale del Paese, che tanto B quanto Marchionne (e tutta la Confindustria) vogliono piegare ai diktat dei privilegiati. Sabato in piazza ci sarà perciò tutta l’Italia civile e tutte le sue lotte, dai precari della scuola ai movimenti antimafia, dagli studenti dell’Onda ai cittadini de L’Aquila sfregiata dalle cricche oltre che dal terremoto.
Il regime tenterà ovvie provocazioni, qualche hooligan prezzolato o qualche esagitato si trova sempre, con tv minzolinizzata pronta a riprenderlo. La realtà è che con la Fiom, sabato, si realizzerà una giornata di lotta operaia e insieme di passione civile, da cui può nascere l’opposizione che ancora manca all’Italia per liberarsi.
il Fatto Quotidiano
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La violenza della disinformazione
MARCO TRAVAGLIO

Nella Prima Repubblica i partiti, pur corrotti, rappresentavano milioni di persone e culture vere, figlie magari degeneri della Costituente, dunque anche i censori cercavano di non violentare così platealmente la Costituzione. In questo grottesco crepuscolo della Seconda son saltate tutte le marcature e non si rispettano più nemmeno i fondamentali. Caduto l’ultimo velo, il conflitto d’interessi del governo che controlla la tv pubblica che dovrebbe controllarlo, e che coincide col padrone della tv privata (teoricamente) concorrente, si squaderna in tutta la sua oscena indecenza. Prendersela col solo Masi, ultimo portaordini del Caimano, fa ridere: come meravigliarsi, dopo averlo nominato al Tg1, se Minzolini fa il ventriloquo ad personam del premier, cioè fa il Minzolini. Un anno fa, intercettato dai pm di Trani, persino il dg della Rai definì “roba da Zimbabwe” la chiusura preventiva di Annozero ordinata da B. Poi ha preso la cittadinanza dello Zimbabwe, per non passare per bulgaro. Se qualcuno fosse interessato a un barlume di “servizio pubblico”, dovrebbe alzare gli occhi e osservare il panorama dall’alto: un paese dove l’informazione è controllata o condizionata o intimidita da un uomo solo, l’unico che non dovrebbe sfiorarla nemmeno con una canna da pesca. Si chiama conflitto d’interessi. Lo può risolvere il Pd? No che non può, né vuole: ha avuto due occasioni d’oro per smantellarlo una volta per tutte, ma ha preferito mettersi d’accordo col titolare del medesimo.
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La solitudine dei numeri premier
Lucio Galluzzi

Oggi un quotidiano in prima pagina titola: “Assalto al Premier”, un altro “Assedio a Berlusconi”. Lo stesso titolo urlato a caratteri cubitali. Due quotidiani, ma in realtà solo uno: Belpietro Mentone e Littorio Feltri Sallusti in pratica fanno redazione comune perché si tratta proprio dei due bollettini interparrocchiali di famiglia: Libero e Il Giornale.
A questi titoli comuni fanno eco la miriade di servitori che apparentemente si stracciano capelli e vesti nella difesa del loro datore di lavoro: Frankenstein Ghedini, Angelino Jolie Al Fano, il solito Bonaiuti Couperose, Daniele il Capezzolone e via così: tutti omologati, intruppati per cosa questa volta?
Attentato! La Procura di Roma indaga Berlussonini e suo figlio Piersilvio l’Incredibile Hulk per irregolarità nella gestione Mediaset: appropriazione indebita, fatturazione falsa, evasione fiscale…
Si potrebbe pensare che sia successa qualche ecatombe nuova, una slavina cosmica inaspettata che si abbatte sul gerarca d’Ardore.
No, non è così. Sono tutti così arrabbiati, Badessa Bondi ha le mani che gli prudono e prenderà a schiaffi molti, perché essi loro tutti, ma Silvio per primo, speravano nella prescrizione del reato, che è vecchio, se ne occupavano i PM di Milano; ora che i giudici romani hanno convocato per il 26 prossimo Papi e pargolo Papino, i termini prescrittivi saltano, si prolungano per altri due anni e mezzo.
E’ quindi un disastro nazionale. Er baratro!
Non ce la fanno a licenziare in tempo lo scudo per salvare l’Una Persona, lo vorrebbero entro fine mese, e guarda un po’ che cosa capita fra Capo, collo e polli.
E’ logico che le galline starnazzanti debbano esprimere coccodè preoccupati che si levino fino alle finestre di Palazzo Grazioli.
Il premier deve sentirle, le ovaiole, perché è già così depresso e solo che rischia davvero di fare un gesto disperato.
Questi PM comunisti, Procure politiche e giudici che non sono “geneticamente umani come lui”, queste “metastasi che minano la democrazia e il lavoro del Governo”.
Lui l’aveva anche detto bello e chiaro: “votateci, debelleremo il cancro in tre anni”. Tutti abbiamo pensato si riferisse alle neoplasie. Invece no, si riferiva ai giudici magari.F orse. Chi lo sa.
Quest’impero basso, ad altezza nani mitomani, non ce la fa proprio a occuparsi di cosa pubblica, non ci riesce, non sa cosa sia.
Allora tutta la Corte deve stringersi per obbligo vassallo al moribondo vecchio. Così si fa quando un regime dittatoriale è in agonia.
I fedeli gerarchi e podestesse devono dimostrare amor virile e ardito per spartirsi le ultime briciole di potere non ancora elargite. Poi volteranno la schiena al primo soffio di vento che li chiama.
E’ palesemente sconfortante per loro, non per noi, la figura di pezzi di gomma che stanno facendo da tempo: perché devono per contratto sostenere l’insostenibile.
Sono obbligati a metterci la faccia (quale?) e mentre cagano l’uovo di giornata, azzuffandosi tra un talk show e una comparsata nelle cronache nere alla moda Insetto Vespa, far finta d’essere convinti che chi compie un reato penale, ruba milioni euro, corrompe e truffa, s’intrattiene con la mafia, ordina chiusure di programmi ed epurazioni d’avversari, calpesta la Costituzione… lo fa per il bene del Paese.
E’ dura da sostenere come tesi.
Ma essi lor tutti lo fanno. Non si preoccupano. Hanno l’etica politica e personale scesa sotto i talloni, la calpestano in diretta, ne fanno merda ed il tutto lo condiscono con sorrisi sprezzanti, vietando all’altro di parlare, perché gli sbraitano sopra.
Se capita che l’avversario riesca a far sentire una sola frase di dissenso, in mezzo al bordello delle oche scappate dal Campidoglio, c’è sempre la Superiora Bondi che si alza livido e vuol menare le mani o la Santadeché che strilla a bocca storta “mafioso” a De Magistris.
L’Italia è sempre più ostaggio di una banda di idolatri adoranti un solo Capo supremo.
I problemi del Paese per questa gente non esistono.
TremoRti e ilSaccone arrivano pure a contestare i dati di Bankitalia sul malessere economico nazionale: “sono dati esoterici e ansiogeni” hanno detto.
Eh, che ci vuoi fare. Essi loro pure, che sono ministri di un PiDuista, l’esoterismo e l’ansia la conoscono bene, infatti i loro provvedimenti porcata li impongono al buio, senza confronto, partoriti in segreto. E’ la politica della Loggia Coperta, quella che tanto piace a Ciqui Cappuccetto Azzurro e Macello dell’Utri, Verdini Buttero e Intoccabile Cosentino.
L’ultima frase d’amore di questi fatti che fanno i fatti loro in un Governo dei fatti la si deve ad un senatore PDL che conscio di questo clima nazionale pacificato e tranquillissimo ci fa sapere: “i giudici facciano attenzione, se poi accade qualcosa di grave… non e la prendano con noi. Li abbiamo avvertiti”.
Intanto oggi il vero Paese scende in Piazza a Roma. La Fiom scrive lei a caratteri cubitali sui quotidiani veri che la Storia non si fa senza i lavoratori.
Che dei problemi personali del premier ne facciamo a meno tutti.
Facciamo anche a meno del premier se solo si decidesse a scollarsi.
E non ti dico quanto mi piacerebbe che pure Slek Bonanni, DueMaroni e le altre nere cassandre regimental tacessero, andando a fare altro da quello che disastrano ora.
Perché o lo hanno capito o lo capiranno: siamo tutti metalmeccanici.
Tranne il PD: “che non partecipa mai a manifestazioni non promosse da lui”.
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Ventenne uccide una extracomunitaria con un pugno
Viviana Vivarelli

Poca cultura. Poca immaginazione. Una personalità mediocre e non realizzata. Una incredibile limitatezza interiore. Una mancanza di responsabilità personale. Immaturità. Pochezza di sentimento e di vita. L’incapacità di relazionarsi con l’altro, di capire le ragioni dell’altro, di sentire la sofferenza dell’altro.
E intorno un ambiente che aizza all’odio indistinto, per gruppi, per categorie. Che instilla un’abitudine ad aggredire anche ideologicamente chi è diverso, senza insegnare che l’altro è simile a noi, e merita rispetto come noi, per cui la reazione asociale è quasi legittimata politicamente da messaggi diretti e subliminali che arrivano dall’alto e che giustificano l’odio e la reazione esagerata.
Quante persone sono così?
Quanta colpa c’è in queste reazioni animalesche in chi continua a ripetere che la cultura non serve a niente? In chi ottiene il potere proprio grazie alla diffusione dell’odio, della discriminazione, dell’apartheid, della disumanità, della mancanza di relazione e di compassione?
Quanta colpa inconsciente c’è in quel bloggher che continua ossessivamente a postare qualsiasi articolo trivi su reati di extracomunitari come se lavorasse a cottimo? Mentre proietta su di loro l’insufficienza della propria vita?
E quanta colpa ha quella Chiesa che si guarda bene dall’educare “in alto” coloro che legittimano tali sentimenti di odio e di discriminazione? E quanto potere viene ottenuto da chi comanda proprio agitando questi fantasmi di asocialità e di odio all’uomo? Da Hitler al sindaco di Adro il passo è breve.

 

 

Le vecchie bandiere
Viviana Vivarelli

Onore a tutte le bandiere, che pure fanno parte di un passato fitto di retorica e falsità, ma onore comunque a tutte le bandiere del passato che potevano essere sventolate da cuori puri anche quando furono usate per divisioni improprie.
L’unica bandiera che ho mai sventolato in vita mia è stata quella della pace, dal significato universale (ed è avvolta da quella bandiera che sono apparsa su una prima pagina dell’Unità, mentre mio marito ci è ugualmente apparso ritto su una panchina col suo cartello quando andò alla più grande manifestazione per il lavoro a Roma, e fu una campagna di bandiere quella ideata da mia figlia con due giovani amici che riempì di appelli per la pace l’Italia prima del fraudolento attacco di Bush all’Iraq)
A Piazza S. Petronio a Bologna, quell’8 settembre del 2007, ce n’era solo una che sventolava. E Grillo fu tassativo: “Fate sparire quella bandiera!”
E poi le 5 stelle del M5S rischiano di essere scambiate per la bandiera dell’UE, dove di democrazia dal basso e difesa dei diritti comuni c’è ben poco.
Onore alle bandiere ma solo se uniscono. Se portano avanti battaglie separate, possano sparire! Se noi non portiamo avanti valori di tutti ma solo valori di un partito, di un gruppo, di una corporazione o di una casta, siamo finiti! Non avremo lottato per nulla di nuovo!
Le bandiere di partito (o di setta) fanno parte di quell’armamentario obsoleto che divide gli uomini in gruppi uno contro l’altro e continua a perpetuare le separazioni dentro una Nazione che oggi chiede di essere unita al mondo per i valori di tutti: la salvezza dell’ambiente, la democrazia dal basso, la libertà, i beni comuni, i diritti del lavoro e al lavoro, la difesa dei senza potere, la pace, l’uguaglianza di tutti davanti alla legge, la tutela da chi ruba, inganna, corrompe, affama..
Le bandiere stanno insieme ai vecchi partiti, al potere gestito dalle segreterie, alle sovvenzioni pubbliche, agli abusi di casta, agli alibi che giustificano ogni sorta di malpotere..
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E si continua con le auto blu
Viviana Vivarelli

Il sito contribuenti.it comunica che oggi, in Italia, le auto blu hanno superato le 629.000. Ha contato quelle utilizzate in ogni modo dalla P.A., quelle in leasing, in noleggio operativo e a lungo termine, presso Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici, Società misto pubblico-private e Società per azioni a totale partecipazione pubblica
Contro le 620.000 auto effettive, Brunetta ha avuto la faccia di dire che le auto blu risultano 80!? Fa come il fisco compiacente: chiede un’autodichiarazione!? Ridicolo!
Come Tremonti che dichiara una detrazione di 1000 € per ogni membro della Casta e poi risulta colpito solo uno: Galan!
Anche oggi, nella nuova Finanziaria, a fronte di una crisi che sembra irreversibile, che ci mette agli ultimi posti in Europa, con 8 milioni di poveri assoluti e una cassa integrazione ormai al termine che aumenterà la platea sterminata della miseria, con la gente che riduce anche pane e latte e un deficit di 1.294 MLD di dollari, non si prevede il taglio di un solo € alla mangiatoia politica, con la Lega che taglia meno di tutti e si tiene ben strette le inutili Province, per non diminuire la mangiatoia di Stato!
Hanno perfino tentato di esentare gli autisti di auto blu dal taglio dei punti patente così da permettere loro di infrangere anche il codice stradale! Non gli bastavano tutte le trasgressioni già depenalizzate! Tutte le immunità e le impunità! Volevano depenalizzarsi anche il codice della strada, i fetenti!
E B, nella sua spaventosa avidità, non smette un istante di rubare al fisco italiano, con tutti i MLD che ha già rubato da 20 anni, che ha rubato dalle nostra tasche e ha rimpiattato in ben 64 paradisi fiscali di cui uno addirittura di sua proprietà!
Oggi Berlusconi è inquisito per l’ennesima volta di frode fiscale ed evasione miliardaria! Che vergogna! Possiamo anche rallegrarci di un ulteriore processo che rimanda tutte le sue speranza di decadenza per prescrizione, ma che vergogna! Un capo del Governo che ruba a man bassa sul fisco che rappresenta la cassa comune di noi tutti! Quella da cui devono uscire i servizi pubblici, lo stato sociale! Le scuole, gli ospedali, gli aiuti ai più poveri, il trattamento dei rifiuti, la giustizia, la polizia!
Quei miliardi Berlusconi li ha rubati ai cittadini, alle famiglie, ai più poveri, ai malati, a chi è in attesa di giustizia, a chi si aspetta uno Stato giusto.
Altro che vendette di toghe rosse! Non bastano a questi bugiardi inveterati i magistrati, i finanzieri e i giudici rei confessi, collusi con le ruberie di B! Hanno la grandissima faccia di merda di ripetere la grandissima balla di una magistratura che si sarebbe mossa contro B solo “dopo” che è sceso in campo, quando anche cani e porci dovrebbero sapere benissimo che B come Dell’Utri, è entrato in politica solo per salvarsi da una catastrofe penale e finanziaria che lo avrebbe portato dritto in galera “per ciò che aveva fatto prima”!!
E non si può scambiare la causa con l’effetto, la logica lo vieta!
B entrò in politica “per salvarsi dal carcere”! E non, come millanta Cicchitto, “fu attaccato perché era sceso in politica
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I profitti Finivest
Andrea

Fininvest ha un fatturato di 5430 ml di euro con profitti dichiarati di 174 ml.
La stessa Fininvest possiede oltre a Mediaset 39%, Mondadori 50,14%, Mediolanum 35% più altri svariati interessi.
MEDIOLANUM, che è proprietaria della banca costruita intorno a te, è il secondo investitore in Italia in AZIENDE PRODUTTRICI DI ARMI BELLICHE
per un valore di 208 ml di cui 10 ml per bombe a grappolo 10 ml mine antiuomo ed altre tipologie di armi controverse per 21 ml.(dati aprile 2010).
Nel ramo bancario controlla Banca Mediolanum ed altre banche per un valore di 11 MLD.
MEDIOLANUM ha profitti per 217 ml di euro.
Un conflitto di interessi molto più grave di quelli già noti.
Per ogni bomba sganciata, per ogni pallottola sparata un tot di euro finiscono nelle tasche del buon Silvio.
Non si vuole colpevolizzare le imprese che producono utili ma da dove derivano questi utili.
OGNI CONFLITTO PRODUCE UN ALTRO CONFLITTO (di interessi).
Ora mi spiego perché l’ITALIA è sempre così attenta a partecipare a guerre di pace.
Se andiamo a scavare quante altre risorse potremo scoprire su questo uomo?
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Il premier di nuovo indagato per frode fiscale. Non è violenza anche l’evasione?
Luigi D Ancona

il 26/10 Silvio e Piersilvio sono convocati al Tribunale di Roma per rispondere di evasione fiscale su operazioni i 470 Milioni di EURO su società off-shore caraibiche. Sicuramente si avvarranno dl legittimo impedimento o qualsivoglia legge ad personam dell’ultima ora.
Milioni di Italiani vengono processati e condannati per evasioni di poche decine di migliaia di Euro o spesso crediti fiscali non esigibili, ma per questi non vi è nessuno scudo, e nessun beneficio.
Automaticamente partono le accuse di complotto della magistratura da parte dei suoi servi.
Mi chiedo quanti elettori berlusconiani credono veramente alla teoria del complotto della magistratura contro Berlusconi.
E quanti invece sanno benissimo che non c’è nessun complotto, ma dovendo scegliere tra la legge e l’illegalità, scelgano semplicemente, la seconda.
Credo che la seconda categoria di berlusconiani sia purtroppo abbastanza nutrita e rifletta una idiosincrasia piuttosto diffusa tra gli italiani, quella contro la legalità.
La figura di un uomo (uomo?) che riesce ad essere al di sopra della legge, che riesce a fare così bene i suoi interessi, senza dover sottostare alle regole , ed ai codici, affascina molti italiani in modo irresistibile.
Non si spiega in altro modo altrimenti il fatto che il disgusto non abbia ancora causato la rovina di questo delinquente di bassa statura.
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Indagati Piersilvio Berlusconi e Sabrina Misseri. Giornata nera per chi aiuta il papà a occultare le cose. (eddie settembrini)
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Dom Hélder Câmara

Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista”

Hélder Pessoa Câmara (noto come Dom Hélder; Fortaleza, 7 febbraio 1909 – Recife, 27 agosto 1999) è stato un arcivescovo cattolico e teologo brasiliano.
Diceva:
“Peggiore delle bombe nucleari, peggiore della bomba A (atomica) è la bomba M (miseria). Questa bomba produce effetti attraverso tre violenze strutturali: 1. la violenza della piccola minoranza che vive nel lusso e la cui ricchezza si alimenta della miseria di milioni di fratelli; 2. la violenza esercitata contro il mondo dei poveri dal cosiddetto mondo sviluppato. Per ogni dollaro che un governo o un’impresa del primo mondo impiega in Brasile, essi incassano otto volte di più e, nonostante questo, continuano a dire che ci stanno aiutando. Opprimono il popolo e distruggono la natura in nome del progresso; 3. la violenza armata che difende quest’ordine stabilito e chiama sovversivo chiunque tenti di cambiare quest’ordine iniquo. ”
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Negazionismo, una legge per punirlo
Rosario Amico Roxas

Negare la persecuzione degli ebrei è certamente un reato, innanzitutto contro la Storia e contro la Verità; perseguire il negazionismo “ope legis” renderebbe quel minimo di giustizia che i perseguitati di tutte le razze e di tutte le religioni e di tutte le culture hanno diritto ad avere.
Cosa vorrebbe negare il negazionismo?
I campi di concentramento i forni crematori, le camere a gas, le sperimentazioni mediche in vivo ?
Vada per una legge che con rigore persegua chi attenta alla Verità che la Storia ha già certificato.
E dovrebbe trattarsi di una legge che… metta nel medesimo calderone tutti i personaggi, di maggiore o minore rilevanza, che negano o hanno negato le brutture ordite dal nazismo e dallo schiavetto fascismo.
Ma quanto è stato dichiarato nel passato? Mi riferisco all’imprudente affermazione secondo la quale Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino. (Berlusconi, settembre 2003)
Un’affermazione del genere nega le leggi razziali, nega i treni con carri bestiame con dentro stipati gli ebrei del ghetto romano, che partivano dalla stazione Tiburtina all’alba; la destinazione finale era nei campi di concentramento tedesco e non una amena isoletta.
Qualora una legge del genere fosse, correttamente e giustamente, approvata, dovrebbe risultare il presidente del consiglio Berlusconi il primo ad essere denunciato.
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Salviamo Santoro
Da Rossella

Non condivido le tue idee ma darei la vita perché tu potessi liberamente professarle” (Voltaire)
Questa è democrazia.
Anche chi non ama Santoro e lo considera fazioso e arrogante deve poter avere il diritto di poterlo sentire e contestare. Vogliamo tutti decidere in autonomia se ascoltare o cambiare canale. Credo che la coscienza personale si formi con la conoscenza, con il confronto tra opposti pensieri ed è per questo che aderisco all’appello di Santoro.
Cari amici, vi chiedo di raccogliere le firme inviandole contemporaneamente a questi indirizzi:
annozerodevecontinuare@yahoo.it, segreteriapresidenza@rai.it
segreteriapresidenza@rai.it

Potete utilizzare la formula seguente o una simile:
“Gentile Presidente Paolo Garimberti, i sottoscritti abbonati Rai chiedono di non essere puniti al posto di Santoro e che Annozero continui ad andare in onda regolarmente”.

 

 

VV

Maroni è sempre lo stesso
aizza la polizia contro gli aquilani e i precari
ma si guarda bene dal dirle di attaccare i nazionalisti serbi
si vanta delle retate di picciotti
ma si guarda bene dall’attaccare i mafiosi di governo
parla dell’economia che si avrebbe col federalismo
ma tace sui surplus che i suoi amministratori si ritagliano impunemente, sui forti di stato, sulla conservazione delle province, sui danni di sindaci come quello di Adro
non vota l’indulto ai ladri di stato ma vota lo scudo fiscale sui soldi rubati
si vanta dell’eliminazione del ctp di Lampedusa ma tace sull’aumento dei migranti sul territorio
La coerenza gli fa proprio difetto
Indice che la corruzione di potere ha fatto il suo corso

 

 

Pubbliche scuse
Alessandro Zilioli

Se in questo Paese fosse un po’ più presente e diffuso il principio di responsabilità – non dico come in Giappone, basterebbe una buona via di mezzo – oggi registreremmo se non due dimissioni, almeno due pubbliche scuse.
Una è quella del ministro Maroni. Le immagini del trippone tatuato che fa quello che gli pare con bengala e tenaglie – mentre in campo i tizi in cravatta ridacchiano – hanno fatto il giro del mondo esponendo l’Italia a una figura di merda mondiale (vogliamo parlare, per dire, dei danni al turismo? Chi è che va in un Paese dove la polizia non è capace di prevenire né di gestire un reato che si perpetua per un’ora e passa via satellite?).
Il secondo italiano che oggi dovrebbe chiedere molto scusa è il caporedattore della redazione calcio di Rai Sport nonché principale telecronista di ieri sera, Marco Mazzocchi, per tutte le orgasmiche idiozie con cui ha commentato quel che stava accadendo, culminate col già mitico saluto cetnico scambiato per una previsione calcistica.
Ovviamente, entrambi se ne fotteranno e continueranno a prendere il loro stipendio a spese del contribuente.
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Capitalismo maturo anzi un po’ marcio
Alessandro Zilioli

Chissà, forse quando Lenin parlava del «potere politico-economico-militare creato dalla fusione del capitale con l’apparato dello Stato» aveva vagamente intuito quello che sarebbe successo quasi un secolo dopo: con il compleanno di Putin, e Berlusconi che va a festeggiarlo per portare a casa un’iniezione di capitali russi destinata a Mediaset.
..
La Padania in deficit. Malgrado i contributi governativi non vende

Non vendono il loro giornale???
Troppo analfabeti per leggere?
Può essere.
Copio dal web:
“L’analfabetismo di ritorno è emergenza nel nostro Paese. Un dato di massa, negletto e ignorato da una politica innamorata di campanili e dialetti, di strapaese e banalità, assuefatta a un anti-intellettualismo demagogico e populista, pericoloso (Tremonti non dice forse che la cultura non serve?). La formazione e la scuola – come tutti i beni comuni a iniziare dall’acqua – sono state ridotte a merce, inattuali e inutili. In Italia l’analfabetismo cresce e interessa tutte le età, coinvolgendo la capacità di comprendere le parole, i numeri, le cognizioni scientifiche.
Già nel 2000 l’Ocse ha sancito che siamo un popolo di ignoranti che non conosce neppure l’italiano, nel 2003 che siamo messi male in matematica e nel 2006 che stiamo ancor peggio nelle scienze. Per il Program for International Student Assessment, l’Italia si trova al 36° posto su 57 Paesi. Se si applicassero agli italiani le norme richieste dalla Lega agli extracomunitari per accedere alla cittadinanza (cioè piena conoscenza della lingua, della Costituzione, della storia, valori e leggi), pochi sarebbero i cittadini dello Stivale. Non è un caso che oggi tutti i programmi di quiz non pongano più domande dirette ai concorrenti ma varie opzioni di risposte, in modo che l’ignoranza sia supplita dalla logica e talvolta anche dal buon senso
Il 20% dei laureati italiani rischia l’analfabetismo funzionale, cioè la perdita degli strumenti minimi per interpretare e scrivere un testo anche semplice. E la percentuale sale tra i diplomati: 30 su 100 possono diventare semi analfabeti di ritorno. Ricordiamo che soltanto 98 persone su 1.000 acquistano ogni giorno un giornali!”
C’è da chiedersi: ma che capirà questa massa di somari della politica?

 

 

RIDIAMARO : – )

Harry Haller
Verba volant, pirla manent
..
Marco della Sardegna

Battiato ha detto che voterà, per Vendola!
Dal ponte svendola bandiera rossa!
..
Viviana

Il deficiente del pugno aveva deriso la giustizia su facebook, dicendo: “Figurarsi se per un pugno uno deve andare in galera!”
Ora che se sembra che ci debba andare piange dalla paura.
Essere deficiente non ti salva dalle tue azioni.
A meno di non essere figlio di uno molto potente.
Ma questi casi sono rari e non si può pretendere che siano la regola.
Berlusconi una volta disse a una ragazza disoccupata: “Si sposi con mio figlio!” e poi rise come di una gran furbata.
Cosa direbbe a questo ventenne sciagurato?
“Mi adotti”?
..
Marco

Il Ministro Bossi, nei corridoi del Parlamento della Repubblica Italiana, si è prodotto, tra l’acclamazione generale, in una ennesima roboante performance sonora. L’ufficio di statistica padano, che tiene la contabilità ufficiale delle espressioni corporee del leader, registra nell’ultimo mese: 20 pernacchie, 15 gesti dell’ombrello, 80 mosse del dito medio alzato, 90 grugniti di dileggio.
Rispondendo ai centristi che hanno invocato 215 volte serietà (Cesa) e 388 volte contegno (Casini) nello stesso periodo, il Ministro Calderoli ha annunciato che quella di Bossi è una sofisticata azione di boicottaggio della lingua italiana.
.”Non sfidateci” ha dichiarato stentoreo il Ministro “potremmo passare a forme di protesta ancora più rumorose e spiacevoli”.
..
La manifestazione è finita. E’ stata grandissima pacifica e senza incidenti.
L’unico incidente è stato Maroni che ha parlato di incidenti.
VV
..
VAURO
Metalmeccanici

Dice che potevamo scegliere: o il lavoro o i diritti
E poi la ricattata sarebbe la Marcegaglia!
..
Berlusconi aveva promesso un milione di posti di lavoro
Se guardi Minzolini, Masi, Capezzone.. capisci che almeno un centinaio a gente che non aveva né arte né parte l’ha regalati.
E’ il lato evangelico del berlusconismo. Gli ultimi saranno i primi. E qui si parte proprio dal basso, eh?
..
STE
Spero che i ragazzi dei centri sociali non si infiltrino nella manifestazione.
Non vorrei si confondessero fra i poliziotti.
..
Viviana
Roma. Manifestazione
Vendola in piazza
Boccia no
Dice che l’opportunismo è squallido
Mai sentito parlare di solidarietà?
..
Il Pd in piazza non c’è.
Troppa paura dei bulloni?
No. E’ a un tea party con Bonanni e Angeletti?
..
Dove sta Zazà
Alla manifestazione Bersani non partecipa
E’ in segreteria che cerca la linea del partito
Ovunque la trovi, i lavoratori saranno da un’altra parte
..
Alle prossime elezioni si consiglia a Ivan Bogdanov di presentarsi
I sondaggi lo danno già sopra la sx alternativa
..
Potrebbe un leghista dirci, tra un linciaggio xenofobo e l’altro,
quale tipo di semplificazione legislativa
abbia fatto Calderoli in due anni?
A parte quella del suo conto in banca.
..
Bossi: “I soldi per l’università ci sono”. Solo che ce li ha l’esercito. (Davide Rossi)
..
Tremonti: “Garantisco l’impegno a fare il massimo possibile per l’università”
2. Tremonti: “Se ci importava qualcosa dell’Università ci mettevamo la Gelmini a occuparsene?” (Andrea Michielotto)
..
Propz
Folle notte di scontri a Genova. La polizia si muove con difficoltà se non è all’interno di una scuola.
..
Fabio
Maroni: “rischio infiltrati a corteo FIOM”.
Se li vedete chiedetegli la matricola.
..
Luttazzi.it
Genova, Maroni:”La Serbia non ci può dare lezioni”. Di violenza, poi! (Nicola Congiu)

http://masadaweb.org

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