Nuovo Masada

ottobre 14, 2010

MASADA n° 1210 . 13-10-2010. LE INUTILI MORTI

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La retorica sulla pelle degli altri – Via dalla guerra in Afghanistan! – A margine di una guerra persa in partenza – Afghanistan ultima parte di Moore – Appello del Vescovo Nogaro – GODETIVI LO SPETTACOLO ! – Exit-strategy italiana: le Bombe Aeree Rassicuranti – La retorica del dolore e la pace- Manifestazione del 16 ottobre: Fuori Berlusconi. W la Costituzione . No al modello Pomigliano – La Puglia di Vendola- L’altra America – Cosa vuole il terrorismo

Maria Pia Caporuscio

Se tornassero in vita i padri costituenti caccerebbero a calci tutti i politici dal nostro Paese per alto tradimento. Sono traditori avendo giurato il falso e cioè che avrebbero rispettato la nostra Costituzione che vieta la guerra e invece da anni questa feccia manda a morire in guerra la nostra gioventù. Vivere in Italia per i giovani è diventato impossibile, gli si offrono tre sole possibilità: emigrare, diventare schiavi sul lavoro o farsi ammazzare in queste luride guerre.
E’ PER ARRIVARE A QUESTO CHE E’ STATA COMBATTUTA LA SECONDA GUERRA MONDIALE? I NEMICI DEGLI ITALIANI SIETE VOI ED E’ A VOI CHE L’ITALIA DOVREBBE DICHIARARE GUERRA!
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Invece di far votare le Camere per far bombardare gli afgani, potremmo votare noi per bombardare le Camere?
Vv

La retorica sulla pelle degli altri
Anna Mignona

Il ministro La Russa che propone di armare di bombe gli aerei italiani che sono in Afghanistan. Non si capisce a cosa possano servire visto che gran parte dei caduti su quello scenario di guerra sono stati uccisi da bombe rudimentali (o quasi) posizionate sul ciglio delle strade percorse dai convogli militari. Diciamo che i cosiddetti blindati Lince dati in dotazione all’esercito non sono il massimo? La cosa più sorprendente, comunque, è la dichiarazione possibilista di Fassino.
Ma andiamo a oggi. Quando i riflettori di tutti media si sono concentrati a Ciampino per l’arrivo dei quattro soldati italiani caduti. E qui l’ineffabile ministro degli Esteri Frattini, in assenza del salotto di Vespa, ha cercato di dare il meglio di sé. Con la sua solita prontezza di riflessi quando è necessario sfoderare retorica e demagogia. Leggiamo:
«I nostri ragazzi impegnati nelle missioni di pace sono i nuovi Mille, 150 anni dopo l’unità»: lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini, in un’intervista al quotidiano ‘Il Mattinò all’indomani della morte dei tre alpini in un agguato dei Talebani in Afghanistan. «Sono dell’idea – spiega il titolare della Farnesina – che tutti i soldati impegnati nelle missioni di pace, in Afghanistan come in Libano, possono essere paragonati ai grandi uomini del nostro passato nazionale. Allora significava combattere per l’ideale unitario, oggi vuol dire contribuire con il proprio impegno alla sicurezza ed alla pace internazionale. A rischio, oggi come allora, della propria vita». «Il 2011 – ricorda quindi Frattini – sarà l’anno dei 150 anni unitari, ma saranno anche dieci anni dall’attentato alle Torri Gemelle e dall’avvio della missione di pace in Afghanistan. L’occasione giusta per ricordare i nostri militari morti per la pace. Il tema resta la memoria. Si dovrebbe pensare ad una giornata del ricordo di tutti i giovani che hanno perso la vita nelle tante missioni in cui l’esercito italiano è stato impegnato in missioni di pace all’estero».
Non pago ha dato esempio anche sul piano militare e strategico.
«Si pensa alla possibilità di armare meglio i nostri aerei da combattimento. Hanno ora solo mitragliatrici, le bombe potrebbero aumentare l’efficacia della loro azione di scorta ai convogli». Così il ministro degli Esteri Franco Frattini torna, in un’intervista al Mattino, sulla possibilità di dotare di bombe gli aerei italiani in Afghanistan. Secondo il titolare della Farnesina, non si rischierebbe di colpire i civili «perché l’uso degli aerei con le bombe sarebbe circoscritto alla scorta ai quei convogli» di viveri, come quello che stavano scortando i quattro alpini morti sabato in un attacco dei talebani.
Un piccolo dettaglio, il convoglio forse portava anche viveri, ma era destinato non alla popolazione civile ma alla creazione di un nuovo avamposto Isaf gestito dai militari italiani.

http://www.gliitaliani.it/2010/10/la-retorica-sulla-pelle-degli-altri/

 

 

Via dalla guerra in Afghanistan!
Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Quanti ne dovranno morire ancora prima che la politica si assuma la responsabilità mettere fine a questa assurda tragedia? La Rai aiuti gli italiani a capire cosa bisogna fare.
La guerra in Afghanistan ci ha restituito oggi i corpi senza vita di altri quattro soldati italiani. Quanti ne dovranno morire ancora prima che la politica si assuma la responsabilità mettere fine a questa assurda tragedia?
Quanto sangue dovrà ancora scorrere prima che il Parlamento italiano decida di discutere apertamente e onestamente della guerra in Afghanistan e di tirar fuori l’Italia da questo disastro?
Quante bare si dovranno allineare davanti ai nostri occhi per spingere la Rai ad organizzare un serio dibattito sulla guerra in Afganistan? Quando il nostro servizio pubblico radiotelevisivo aiuterà gli italiani a capire cosa è accaduto, cosa sta succedendo e come si può fare per evitare altri morti? Quando succederà che a prendere la parola verranno invitati anche i costruttori di pace e non solo i soliti noti?
I nostri giovani soldati muoiono perché il governo continua a scaricare sui militari il compito di risolvere un problema enorme che i militari non hanno nessuna possibilità di risolvere. Per quanto ancora dovremo sopportare questo scempio?
Per questo, mentre ci uniamo al dolore straziante dei familiari di Gianmarco Manca, Marco Pedone, Sebastiano Ville, Francesco Vannozzi chiediamo ancora una volta all’Italia di abbandonare la via fallimentare e inconcludente della guerra e impegnarsi a costruire un’alternativa politica a questo inutile massacro di innocenti, di verità e di legalità.
L’exit strategy esiste: dobbiamo passare dall’impegno militare ad un impegno politico e civile a fianco delle popolazioni vittime decennali della guerra, dell’oppressione e della miseria. Dobbiamo sostenere la società civile afgana che s’impegna per il rispetto dei diritti umani, la ricostruzione e la riconciliazione (la più importante leva della democrazia in Afghanistan). Dobbiamo aumentare decisamente gli interventi di cooperazione con l’obiettivo di rispondere ai bisogni vitali della popolazione.
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A margine di una guerra persa in partenza
Rosario Amico Roxas

I tentennamenti dell’America e di Obama, provocati dal potere che esercitano le lobby delle armi, rischia di far ritrovare l’America con tutto il mondo arabo contrario.
Bush ce la mise tutta per inimicarsi quella larga fetta dell’umanità, colpevole, agli occhi del più criminale presidente che mai abbia avuto l’America, di possedere il petrolio; cosa che per Bush, petroliere associato alla famiglia Bin Laden, rappresentava un ghiotto bocconcino.
Non poteva dichiarare una guerra unilaterale, ma trovò subito l’Inghilterra come parte attiva; gli serviva qualche altro utile idiota occidentale, facile da convincere, e lo trovò nel presidente del consiglio di una italietta azzoppata da “mani pulite” che si era illusa di aver trovato la stampella giusta. Contestualmente alla partenza del contingente italiano per l’Iraq , in “missione di pace”, infatti, le aziende fallimentari del cavaliere ricevettero finanziamenti in dollari per 6,5 miliardi…. Si dirà che si è trattato di una coincidenza casuale, ma appare difficile da credere che tali finanziatori americani non avessero trovato altri siti più credibili sui quali riversare i loro quattrini.
Ricordiamo ancora la faccia di bronzo di Bush quando si recò sulla portaerei travestito da pilota belligerante, per annunciare “Missione compiuta, abbiamo vinto, la guerra è finita”.
Era finita la prima fase della guerra, quella non combattuta, dove i bombardieri americani bombardavano un esercito in fuga, i caccia cercavano gli omologhi iracheni, senza trovarne traccia, la flotta americana nel Mar Rosso aspirava allo scontro ma rimaneva sperduta in alto mare; furono bombardati mercati nell’ora di punta, moschee nell’ora della preghiera, banchetti di nozze, autobus carichi di studenti, mentre il super-carcere di Abu Ghraib nascondeva le torture ai prigionieri.
Questa miscela di sopraffazioni generò un odio naturale, spontaneo, perché non c’è famiglia in Iraq che non abbia avuto vittime in quella guerra, mentre il TG4 del mellifluo Fede, faceva la radiocronaca del bombardamento a Bagdad, come se si trattasse di un evento ordinario, con lo scopo ben preciso di neutralizzare l’orrore di quello spettacolo che generava morte e distruzione.
Fu l’inizio di quello che viene chiamato “terrorismo”, esattamente come se avessimo chiamato “terroristi” i partigiani che combattevano il nazismo e il fascismo.
Ma la cultura liberista e pragmatica di Bush e del suo entourage non permetteva di capire cosa sarebbe sgusciato fuori da quel vespaio dove avevano infilato le mani per rubare il petrolio.
Bush era riuscito a coinvolgere l’alta borghesia dalla sua parte, garantendo guadagni iperbolici, in cambio di che ? In cambio della loro leadership politica e religiosa, infatti tutti i capi di stato in quell’area del petrolio sono anche i capi religiosi di una delle tante sette in cui hanno frazionato l’Islam. Utilizzando questa leadership politico-religiosa hanno convinto i sudditi/schiavi a combattere una nuova guerra santa, che non è contro lo straniero invasore, ma contro la setta opposta: l’integralismo islamico promuove la lotta di classe e la religione si trasforma in uno strumento di dominio di classe.
Per secoli le varie borghesie islamiche, d’etnia araba, magrebina o asiatica, perlopiù nella veste istituzionale monarchica ma non solo, hanno usato la religione come mezzo per giustificare il loro potere politico. Anche in tempi più recenti,
Il richiamo alla diretta discendenza di Maometto o l’identificarsi con una particolare confessione islamica, si presenta come il suggello al privilegio politico e quindi economico, in una sorta d’imprimatur al dominio di classe.
Gli esempi sono infiniti.
Il defunto re Hassan II del Marocco amava ricordare ai suoi sudditi di essere discendente diretto di Maometto; altrettanto è il comportamento del figlio che gli è succeduto al potere.
Il vecchio re Hussein di Giordania preferiva definirsi re degli Hascemiti, tribù d’appartenenza di un antenato di Maometto, piuttosto che re dei Giordani.
I Saud hanno sempre giustificato la legittimità del loro potere identificandosi con la confessione religiosa del Wahabbismo.
Lo stesso dicasi per le esperienze degli Emirati del Golfo persico, non ultima quella degli Al Sabbah del Kuwait, o quelle Yemenite e Omanite della teocrazia degli Immam.
Nella Siria presidenziale e repubblicana di Hafez el Assad, talmente presidenziale da non poterla distinguere da una monarchia assoluta, non è estraneo il richiamo alla sua confessione alawita in campo religioso.
Un altro esempio è fornito dal “socialista progressista” Walid Jhumblat che in terra libanese governa sull’enclave drusa in nome di quel Al Darazi che secoli fa fondò una delle tante scissioni confessionali sciite, dando vita allo stesso movimento politico druso di cui oggi Walid, come negli anni settanta il padre, ne è principe e padrone.
Escono da questo quadro quelle borghesie che, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, in chiave anti coloniale, ma all’interno della guerra fredda, in altre parole sotto l’influenza diretta o mediata dell’imperialismo sovietico, si sono proposte in termini laici e/o socialisteggianti, in rappresentanza di un nazionalismo arabo che esprimeva conati di progressismo politico ed economico umiliati da quel polo imperialistico che a suon di slogan li aveva favoriti.
Gli interessi economici e politici che sono alla base della conflittualità interborghese, vengono giocati sul tavolo della legittimità religiosa, proposti alle masse sia in termini elettorali che di scontro frontale, come massa di manovra da usare a tutto campo. Contro il potere per il potere, quale involucro dell’interesse finanziario, legato alla rendita petrolifera e alle mediazioni parassitarie che ne conseguono, quasi mai come condizione dello sviluppo economico e sociale come succedeva agli inizi del secolo scorso per le borghesie europee.
E’ così che Bush si è inimicato tutti i sovrani del M.O. perché ne ha sfruttato la leadeship per i suoi fini e adesso li ha condotti al macello economico della sua finanza inventiva.
Ma il M.O. avrà i modi di riprendersi perché possiede tanto di quel petrolio da tamponare le perdite, mentre l’America di Bush ha lasciato a Obama solo una frana inarrestabile di debiti che la sta sommergendo, insieme a buona parte del mondo occidentale, ostinatamente liberista, capitalista e imperialista.
Queste le difficoltà ereditate da Obama, per superare le quali cerca partner in Europa e non più vassalli; per questo nel suo tour d’Europa scavalcò l’italietta berlusconiana, che tiene fede agli impegni assunti con Bush, (e lautamente retribuiti) mantenendo un contingente in missione di pace che chiede, per bocca di un fanatico ministro della difesa, di armare gli aerei con le ben note bombe a grappolo, con testata all’uranio impoverito, ovviamente fornite dalle industrie americane che pagano anche le provvigioni.

 

 

Maro Sowlett segnala

Afghanistan ultima parte
Michael Moore

Per me e’ tempo di riportare a casa i soldati, subito. Nessun altro americano deve morire. La loro morte non ci renderà piu sicuri e non stanno portando la democrazia in Afghanistan. Non è la nostra missione sconfiggere i Talebani. Questo è un lavoro del popolo afghano, se essi scelgono di farlo. Ci sono molti gruppi e leader spregevoli al mondo. Non invaderemo 30 nazioni per rimuovere il loro regime. Non è il nostro lavoro.
Io non starò in Afghanistan perché già ci siamo e non abbiamo ancora “vinto” Non c’e’ niente da vincere. Nessuno da Genghis Khan a Brezhnev è stato capace di vincere in quel paese. Cosi le truppe devono tornare a casa.
Rifiuto di partecipare a terrorizzare gli Americani con una falsa “Guerra al Terrore”. Ci sono terroristi? Si. Colpiranno ancora? E’ triste, si. Ma i terroristi che agiscono sono pochi e rari e non dovrebbero dettare il nostro modo di vivere, la nostra vita quotidiana o farci ignorare i nostri diritti costituzionali.
E Obama Bin Laden? 9 anni sono passati e non riusciamo a trovare un uomo Arabo apparentemente in dialisi? Perfino dopo aver offerto 25 milioni di dollari a chi dice dove si trova? Non pensate che qualcuno li dovrebbe prendere in considerazione a quest’ora?
Ecco quello che so: Osama è un multimilionario, e se c’e’ una cosa che ho imparato circa i ricchi è che non vivono in una caverna per 9 anni. Bin Laden o è morto o è nascosto in un posto dove il suo denaro lo protegge. O forse se ne è andato solo a casa. Proprio quello che dobbiamo fare noi. Noi non siamo stati attaccati da una nazione ma da estremisti religiosi. E non si sconfiggono alcuni criminali spedendo per mezzo mondo migliaia di veicoli corazzati e centinaia di migliaia di soldati. E’ pura idiozia. Dio sia con voi. Io non sono mussulmano.

 

 

Appello del Vescovo Nogaro

Stiamo entrando nel 10° anniversario della guerra contro l’Afghanistan: è un momento importante per porci una serie di domande.
In quel lontano e tragico 7 ottobre 2001 il governo USA, appoggiato dalla Coalizione Internazionale contro il terrorismo, ha lanciato un attacco aereo contro l’Afghanistan. Questa guerra continua nel silenzio e nell’indifferenza, nonostante l’infinita processione di poco meno di 2.000 bare dei nostri soldati morti. Che si tratti di guerra è ormai certo, sia perché tutti gli eserciti coinvolti la definiscono tale,sia perché il numero dei soldati che la combattono e le armi micidiali che usano non lasciano spazio agli eufemismi della propaganda italiana che continua a chiamarla “missione di pace”. Si parla di 40.000 morti afgani (militari e civili), e il meccanismo di odio che si è scatenato non ha niente a che vedere con la pace. Come si può chiamare pace e desiderare la pace, se con una mano diciamo di volere offrire aiuti e liberazione e con l’altra impugniamo le armi e uccidiamo?
La guerra in Afghanistan ha trovato in Italia in questi quasi 10 anni unanime consenso da parte di tutti i partiti – soprattutto quando erano nella maggioranza – e di tutti i governi. Rileggere le dichiarazioni di voto in occasione dei ricorrenti finanziamenti della “missione” rivela – oltre devastanti luoghi comuni e diffuso retorico patriottismo – un’ unanimità che il nostro Parlamento non conosce su nessun argomento e problema. Perché solo la guerra trova la politica italiana tutta d’accordo? Chi ispira questo patriottismo guerrafondaio che rigetta l’articolo 11 della nostra Costituzione?
L’elenco degli strumenti di morte utilizzati è tanto lungo quanto quello dei cosiddetti “danni collaterali” cioè 10.000 civili, innocenti ed estranei alla stessa guerriglia, uccisi per errore. Ma la guerra non fa errori, poiché è fatta per uccidere e basta.
Noi vogliamo rompere le mistificazioni, le complicità e le false notizie di guerra che condannano i cittadini alla disinformazione, che orientano l’opinione pubblica a giustificare la guerra e a considerare questa guerra in Afghanistan come inevitabile e buona. La guerra in Iraq, i suoi orrori e la sua ufficiale conclusione hanno confermato negli ultimi giorni la totale inutilità di queste ‘missioni di morte’. Le sevizie compiute nel carcere di Abu Ghraib e in quello di Guantanamo, i bombardamenti al fosforo della città di Falluja nella infame operazione Phantom Fury non hanno costruito certo né pace né democrazia, ma hanno moltiplicato in Iraq il rancore e la vendetta. Altrimenti perché sono orami centinaia i soldati degli Stati Uniti, del Canada e del Regno Unito che si suicidano, dopo essere tornati dall’ Iraq e dall’ Afghanistan? Cosa tormenta la coscienza e la memoria di questi veterani? Cosa hanno visto e cosa hanno fatto che non possono più dimenticare?Dall’inizio della guerra in Afghanistan ci sono più morti fra i soldati tornati a casa che tra quelli al fronte :si susseguono i suicidi dei veterani negli USA.
Tutto il XX secolo ha visto la nostra nazione impegnata a combattere guerre micidiali ed inutili nelle quali i cattolici hanno offerto un decisivo sostegno ideologico. Ancora troppo peso grava sulla coscienza dei cattolici italiani per avere esaltato, pregato e partecipato alla I guerra mondiale e tanto più ancora all’omicida guerra coloniale in Abissinia.”Ci presentavano l’Impero come gloria della patria!- scriveva Don Milani nella celebre lettera ai giudici L’obbedienza non è più una virtù.Avevo 13 anni. Mi pare oggi. Saltavo di gioia per l’Impero. I nostri maestri si erano dimenticati di dirci che gli Etiopici erano migliori di noi. Che andavamo a bruciare le loro capanne con dentro le loro donne e i loro bambini, mentre loro non ci avevano fatto proprio nulla. Quella scuola vile, consciamente o inconsciamente non lo so, preparava gli orrori di tre anni dopo… E dopo essere stato così volgarmente mistificato dai miei maestri….vorreste che non sentissi l’obbligo non solo morale, ma anche civico, di demistificare tutto?”
Forse conoscere la storia dei tanti eccidi criminali compiuti dai militari, dagli industriali, dai servizi segreti nella nostra storia contemporanea aiuterà i giovani a formarsi una coscienza politica e un senso critico. Tanto da renderli immuni dalla propaganda che vuole soltanto carpire consenso e impegnarli in imprese di morte come la guerra in Afghanistan, nella quale facciamo parte di una coalizione che applica sistematicamente la tortura – come nel carcere di Bagram e nelle prigioni clandestine delle basi Nato – e le esecuzioni sommarie.
Chi dunque ha voluto e vuole questa guerra afghana che ci costa quasi 2 milioni di euro al giorno?Chi decide di spendere oltre 600 milioni di euro in un anno per mantenere in Afghanistan 3300 soldati, sostenuti da 750 mezzi terrestri e 30 veicoli? Come facciamo tra poco ad aggiungere al nostro contingente altri 700 militari? Quante scuole e ospedali si potrebbero costruire? Chi sono i fabbricanti italiani di morte e di mutilazioni che vendono le armi per fare questa guerra? Chi sono gli ex generali italiani che sono ai vertici di queste industrie? Che pressioni fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’arma? Quanto lucrano su queste guerre la Finmeccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto Melara, l’Alenia Aeronautica e le banche che le finanziano? E come fanno tante associazioni cattoliche ad accettare da queste industrie e da queste banche elargizioni e benefici? Può una nazione come l’Italia che per presunte carenze economiche riduce i posti letto negli ospedali, blocca gli stipendi, tiene i carcerati in condizioni abominevoli e inumane, licenzia gli insegnanti, aumenta gli studenti per classe fino al numero di 35, riduce le ore di scuola, accetta senza scomporsi che una parte sempre più grande di cittadini viva nell’indigenza e nella povertà, impegnare in armamenti e sistemi d’arma decine di miliardi di euro? A cosa serviranno per il nostro benessere e per la pace i cacciabombardieri JSF che ci costano 14 miliardi di euro (quanto ricostruire tutto l’ Abruzzo terremotato)? E le navi FREM da 5,7 miliardi di euro? E la portaerei Cavour – costata quasi 1,5 miliardi e per il cui esercizio sprechiamo in media circa 150.000 euro al giorno – come contribuirà a costruire la pace?E come è possibile che il Parlamento abbia stanziato 24 miliardi di euro per la difesa nel bilancio 2010?
Chi sottoscrive questo appello vuole soltanto che in Italia si risponda a queste domande.
Rispondano i presidenti del Consiglio di questi ultimi 10 anni, i ministri della difesa e tutti parlamentari che hanno approvato i finanziamenti a questa guerra.
Dicano con franchezza che questa guerra si combatte perché l’Afghanistan è un nodo strategico per il controllo delle energie , per il profitto di alcuni gruppi industriali italiani, per una egemonia economica internazionale, per una volontà di potenza che rappresenta un neocolonialismo mascherato da intenti umanitari e democratici, poiché questi non si possono mai affermare con armi e violenza.
Facciamo nostre le parole profetiche di una grande donna indiana Arundathi Roy, scritte in quel tragico 7 ottobre 2001:” Il bombardamento dell’Afghanistan non è una vendetta per New York e Washington. E’ l’ennesimo atto di terrorismo contro il popolo del mondo. Ogni persona innocente che viene uccisa deve essere aggiunta, e non sottratta, all’orrendo bilancio di civili morti a New York e Washington. La gente raramente vince le guerre, i governi raramente le perdono. La gente viene uccisa. I governi si trasformano e si ricompongono come teste di idra. Usano la bandiera prima per cellofanare la mente della gente e soffocare il pensiero e poi, come sudario cerimoniale, per avvolgere i cadaveri straziati dei loro morti volenterosi. “

Mons. Raffaele Nogaro, Vescovo Emerito di Caserta
P. Alex Zanotelli; P. Domenico Guarino – Missionari Comboniani ecc ..

 

 

Agostino Negretti

La Casta non ha problemi di Denaro, in più non pagano di tasca loro, tagliano la Sanità-l’Istruzione-trasporti per finanziare le guerre mascherate senza intaccare i loro privilegi,per questo Tremonti ha fatto il miracolo di salvare le banche.
Questo sistema serve alla Casta per far passare in sordina gli affari di famiglia dei politici e i problemi reali con il debito pubblico che vola. Hanno vinto loro che con la seconda repubblica nata per salvare la Casta da mani pulite hanno giocato sul falso pietismo concentrando tutta l’attenzione su fatti drammatici,disumani per giocare alla guerra. Ebbene visto che i politici recitano (basta vedere quelli della finta sx d’accordo con quelli della maggioranza mentre lodano le guerre utili,poi li vedi che si fanno venire le lacrime agli occhi per esaltare meglio strumentalizzando la morte dei militari uccisi) molto bene la loro parte per mantenere in piedi la Casta della seconda repubblica e di conseguenza l’Impero mondiale a senso unico Americano-Inglese-Israeliano-Vaticano,perché non partecipano ai premi del cinema che danno a Venezia e Cannes? Oggi fino a domani avremo due giorni di diretta drammatica che santifica le guerre con la sfilata dei rappresentanti politici. Questa tragica realtà mi riporta indietro nella storia nel paese in cui sono nato;dove il prete per prendere più elemosine durante la celebrazione dei funerali si metteva a piangere lodando le virtù del morto,in più si pagavano delle donne che dovevano piangere.

 

 

Anonimus2
GODETEVI LO SPETTACOLO !

Le bare dei nostri soldati, morti in Afghanistan sono arrivati puntuali a Fiumicino. Il ministro che funge da parlamento, in un paese con 900 deputati a farlo, già propone e anticipa da sé, che la soluzione, per prevenire i morti che verranno di questa guerra, è di armare gli aerei, perché la pace possa arrivare più decisa e soprattutto più convincente verso i talebani più irruenti. E’ la strategia della violenza per combattere una violenza tribale e che trova radici nell’inconscio fascista che alberga ancora dopo 70 anni negli italiani più decisionisti. Cosa centra la nostra missione di pace con un ministro come La Russa? Abbiamo veramente affidato a Dracula la nostra infermeria e ci troviamo tutti inebetiti dagli accadimenti? Ma veramente pensiamo che questi morti possano essere utili a qualcosa, alla pace? Un Parlamento muto, che non si scuote dinanzi ai suoi giovani caduti, è un parlamento immeritevole di riconoscimenti popolari. Un Parlamento che non pone la questione delle nostre missioni e in modo passivo accetta che gli eventi travalicano qualsiasi sua funzione è degno solo di andare a casa(senza pensione).
Ieri in un dibattito alla TV un ex seg. del PD si diceva d’accordo con il ministro di dover dibattere in parlamento se armare o no gli aerei, aprendo di fatto una credenziale sulla escalation militare proposta dal Ministro di destra.
Quindi nessuna distinzione fra destra e sx in Italia, sul ruolo militare dell’Italia nel mondo, come una nazione ex imperialista.
Se le cose stanno così, ha ragione il parente del caduto a dire alla cerimonia d’arrivo ai presenti:
GODETEVI LO SPETTACOLO !
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Exit-strategy italiana: le Bombe Aeree Rassicuranti
Antonio Camuso Osservatorio sui Balcani di Brindisi
http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afghan18_bombe.htm

Nella serata del 10 ottobre, mentre le salme dei 4 alpini morti ritornavano in volo dall’Afghanistan, in un dibattito surreale televisivo condotto da Monica Maggioni, il ministro della difesa La Russa annunciava il contributo italiano alla exit-strategy dal pantano afgano: l’uso delle Bombe Rassicuranti da parte dei nostri aerei.
Tra un Rutelli pronto al voto favorevole per l’invio al fronte e l’uso di qualunque armamento a nostra disposizione per far sentire sicuri i nostri soldati in missione di pace( fortunatamente le bombe atomiche tattiche presenti in Italia sono di proprietà USA e non ce le prestano ) e un Ranieri del PD possibilista ad una decisione patriottica in parlamento, troneggiava da un megaschermo la faccia con gli occhi spiritati di La Russa che annunciava la svolta:
“Dopo tante remore è giunto il momento di armare di bombe i nostri AMX affinché i nostri soldati si sentano più sicuri,- correggendosi poi immediatamente, per evitare di esser sputato in faccia dalla NATO- anche se, comunque, sino ad oggi, quando abbiamo richiesto l’appoggio aereo non ci è stato mai negato dagli altri ( USA, inglesi e francesi), però, noi che non vogliamo guastare il mito del buon soldato italiano, che mai ha fatto del male ad un civile, preferiamo che, se c’è da buttare qualche bomba , per difenderci, è meglio che lo facciano degli aerei italiani, così siamo sicuri che danni collaterali non ce ne saranno e il nostro rapporto con la popolazione rimarrà cordiale e fraterno come sin’ora è stato.. Comunque tra qualche giorno ne parleremo col generale Petraeus ( il comandante in capo designato da OBAMA e fautore della“vittoriosa” exit-strategy irachena).”
A queste affermazioni tutti concordavano la purezza e l’innocenza dei nostri soldati nel mai aver fatto del male a nessun civile nelle missioni di peacekeping all’estero, mentre una agguerrita rappresentate dell’IDV , si incazzava con “l’esperto” de Il Giornale, che avendo comparato la Sicilia all’Afghanistan pavesava scenari di guerra totale, anche nella nostra isola, per combattere la mafia.
All’unanimità poi, in un clima che ci ricordava il sequestro Moro , tutti si dichiaravano convinti della lotta senza quartiere ai terroristi talebani: “Nessuna trattativa! i nostri soldati rimarranno lì sino alla vittoria finale, salvo disposizioni USA-NATO!“.
Dagli USA l’inviato RAI, inascoltato, annunciava che Karzai, spinto e appoggiato dagli USA sta per far entrare nel governo i “terroristi talebani” ( oggi ha precisato che lui tratta con i talebani afgani, definizione molto larga che comprende anche quelli del Waziristan tribale Pachistano, continuamente bombardato dai drone americani), i nostri, in studio, rassicuravano i nostri soldati sulla bontà della loro missione:difendere a migliaia di kilometri di distanza l’uscio di casa ed impedire che i talebani scorazzino presto armati per le nostre città.
La Russa risponde ( all‘Osservatorio sui Balcani di Brindisi)sulle perdite:
Nonostante che nessuno gli abbia fatto la domanda vietata ( vedi il nostro articolo http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afghan17_domandavietata.htm
La Russa a sorpresa ammette, per la prima volta che, statisticamente. sono calcolabili le perdite che prevediamo di avere, ma… è meglio non parlarne ed è preferibile piangere, col cuore infranto, come se fosse la prima e ultima volta alla notizia di ogni soldato italiano…
E per l’ennesima volta da giornalisti e esponenti dell’opposizione con la capo china tutti a non voler chiedere quante sono le perdite che si prevedono sino al ritiro.
Data fine ritiro: mai…
Lo spettro che s’aggirava nella trasmissione era quello della vera data del ritiro che La Russa e C. vagheggiavano a fine 2011, ma ieri sera , solo grazie al corrispondente esteri RAI , abbiamo saputo che si spera sia il 2014, salvo lasciare alcune centinaia di “istruttori” all’esercito afgano…a tempo indefinito.
Insomma, quella afgana sarà forse la più lunga campagna di guerra affrontata dal nostro esercito dall’Unità d’Italia contro un nemico oscenamente mostruosizzato e i cui rappresentanti presto faranno parte di un governo amico e sostenuto finanziariamente da Europa e USA.
Un dibattito confortante per le famiglie dei soldati all’estero che ora sanno il motivo perché i loro figli stanno a sputare sangue e sabbia, ammazzando altri esseri umani definiti terroristi e riempiendo tutti di orgoglio per la nostra coerenza, spirito di guerrieri pacifisti e di coerenti difensori della legalità internazionale.
Un dibattito che ci ha confortato della valanga di milioni di euro che vanno in fumo in quella missione, mentre si taglia la scuola, la sanità e la disoccupazione giovanile, e non, galoppa senza tregua.
Domani è un altro giorno, l’Italia che Mussolini segretamente dichiarava incompatibile con guerra, si commuoverà per qualche ora dinanzi a una bara col tricolore, poi volterà le spalle e tornerà al quotidiano “ io speriamo me la cavo” …a quadrare i conti…a portare la pelle a casa dal lavoro… a non morire per mala sanità…

 

 

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: “Siamo in Afghanistan per aiutare questo Paese ad uscire da una dittatura sostanziale nel territorio dei talebani e per bloccare il terrorismo internazionale; se questa presenza deve essere tutelata ricorrendo ad altri strumenti, compresi quelli dell’aviazione, dobbiamo farlo senza esitazione”. Ma vacci tu, stronzo!

Obama pensa a chiudere la guerra e a ritirare i soldati americani, e noi pensiamo di dichiarare guerra all’Afganistan “per motivi di sicurezza”???!! Questo governo ormai è nel delirio più pericoloso!
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“Armare i caccia con le bombe non è in contraddizione con la missione Isaf”. La Nato, per bocca del suo segretario generale fa sentire la sua voce sulla questione aperta fra le forze politiche sulla necessità di attrezzare i bombardieri italiani in Afghanistan con le bombe

 

 

Afghanistan: noi sciacalli? ci vada La Russa
Paolo Ferrero

«Al ministro La Russa, che chiama sciacalli quanti propongono il ritiro dall’Afghanistan, propongo uno scambio: lui se ne vada in Afghanistan e a noi rimandi indietro tutti quanti i nostri militari vivi e vegeti».
Questa la replica polemica del segretario nazionale del Prc/Federazione della Sx, Paolo Ferrero, nei riguardi dell’aspro giudizio espresso dal ministro della difesa, Ignazio La Russa, in merito alle richieste di ritiro delle truppe. «Così il ministro avrà modo di verificare sulla sua pelle le sue idee bellicose e anticostituzionali – sostiene Ferrero -. Del resto la Costituzione Repubblicana si è potuta fare solo perché i fascisti, la parte politica di La Russa, hanno perso la guerra».
«Oramai anche i militari ci dicono la stessa cosa che noi affermiamo da tempo – conclude il leader di Rifondazione -. In Afganistan non c’è una missione di pace, bensì la guerra. La nostra costituzione vieta la guerra e quindi si tratta di una missione completamente illegale a cui va posto fine».

http://www.liberazione.it/news-file/Afghanistan—Ferrero—noi-sciacalli—ci-vada-La-Russa—LIBERAZIONE-IT.htm

 

 

La retorica del dolore e la pace
Pietro Ancona

L’Italia, Presidente della Repubblica in testa, si unisce nella retorica del dolore. Meno di altre volte perché la verità, nascosta da un fitto velo dai pennivendoli embedded dell’ascarismo filoamericano, comincia a filtrare, comincia a mostrarci una realtà durissima ed atroce di una guerra di conquista combattuta nell’interesse geostrategico ed economico degli USA alla quale partecipiamo per non essere puniti dal nostro prepotente e grosso “alleato” ed essere catalogati in uno dei vari gruppi della sua lavagna che si conclude con quello degli “stati canaglia”. Siamo in Afghanistan per combattere, siamo integrati in una macchina di morte che ha finora prodotto centinaia di migliaia di vittime in una popolazione praticamente inerme. I patrioti che ci combattono sono armati da mine rudimentali costruite in cantina e da vecchi fucili kalashikov, ma sopratutto hanno l’arma vincente: sono motivati! La motivazione che manca ai nostri “cari ragazzi” che sono in Afghanistan perché membri di un esercito di professionisti in una trasferta importante non solo per i soldi ma anche per fare carriera. Se stai in un esercito di professionisti devi qualificarti come combattente!| Io non mi unisco alla retorica del dolore. La retorica del dolore, oramai collaudata dai tanti morti che finora abbiamo riportato a casa, è parte integrante di un meccanismo di riproduzione e di sostegno dell’impegno militare. Meccanismo che si basa anche sulla cancellazione del dolore altrui. Nessuno è indotto a chiedersi se ci sono madri afghane che piangono i loro figli morti, la loro casa demolita dai bombardamenti, la loro vita sconvolta da dieci anni di guerra che hanno trasformato l’Afghanistan in un inferno controllato da truppe di occupazione ed anche da enormi quantità di killer contractor che stanno assumendo ogni giorno un ruolo sempre più importante fino a quando diventeranno anche essi il nuovo esercito dell’Occidente, gestito da SPA, sottratto ad ogni controllo democratico, in grado di condizionare e di svuotare la democrazia e le sue istituzioni. Il peso dei privati nell’organizzazione militare è crescente in tutto il mondo occidentale. La guerra non è più soltanto il grande affare dei fabbricanti di cannone, ma anche e sopratutto il nuovo capitalismo che investe non solo in armi ma in tantissime altre cose a cominciare dai soldati. L’investimento negli eserciti militari, nel loro approvvigionamento, nella loro organizzazione, nell’addestramento ed arruolamento di uomini, sta diventando sempre più importante. Finirà con il cambiare i connotati delle democrazie. Il peso dei generali e dei loro affari diventerà sempre più importante. Sempre meno controllabile diventerà l’operato degli eserciti che, una volta costituiti, come ogni impianto industriale debbono funzionare a pieno ritmo. Si faranno guerre perché non si potranno smobilitare gli eserciti senza provocare terribili shock economici e sociali e crisi. Siamo giunti a questo punto e siamo impantanati in una guerra senza prospettive anche per responsabilità della sinistra europea che ha votato nei Parlamenti le spese militari ed autorizzato le “missioni”. Anche i cattolici sono responsabili. L’avvenire e l’osservatore romano hanno condiviso le guerre per ragioni ideologiche di contrasto alla religione islamica e per allineamento del Vaticano alla strategia planetaria degli USA. Ho sentito con le mie orecchie il Direttore dell’Osservatore Romano giustificare la guerra in nome di interessi finalistici dell’Occidente e della sua “cultura”.
Questa posizione dei cattolici e della sinistra europea hanno spento il movimento per la pace che ebbe le sue ultime manifestazioni di vita nel 2003. Il disorientamento della sinistra comunista e radicale è stato terribile.
La senatrice Lidia Menapace, durante il governo Prodi, polemizzava con Alex Zanotelli in difesa degli enormi stanziamenti militari approvati dal Senato.
Gran parte di quella che una volta era la sinistra italiana con il PD si è sempre di più orientata al sostegno senza se e senza ma di Israele, un sostegno che accetta la filosofia della strategia di sterminio verso i palestinesi e la ostilità verso l’Iran. Quando si sceglie di stare con Israele e gli USA tutto il resto è consequenziale. Si diventa parte di un blocco politico di appoggio alle avventure coloniali e non ci si ferma a riflettere sui terribili danni che esse producono. Avevamo un Irak prospero unito e libero con Sadam Hussein. Ora abbiamo un pezzo di geografia fratturato in tre o quattro pezzi violentato dagli invasori che vi hanno installato una base militare nucleare nel cuore di Bagdad e cinquantamila soldati e forse il doppio di contractor.
Oggi L’Avvenire, giornale della Cee, é in prima linea nella menzogna bellicista: parla di morte di “costruttori di pace” quando é oramai arcinota la funzione bellica dei nostri militari. Se i cattolici progressisti e la sinistra non rivedono le loro posizioni non sarà possibile una ripresa della lotta per la Pace.
Soltanto un movimento esteso, forte, motivato, può impedire nuovi lutti in Italia e sopratutto la carneficina di popoli che non ci hanno mai fatto niente di male anche se, per colpevolizzarli in quale modo, la propaganda Cia parla di possibili attentati terroristici all’Europa, alla torre Eiffel. Intanto i drone di Obama ogni giorno bombardano con effetti criminali anche sul futuro i villaggi afghani dove cominciano a nascere bambini deformi a causa del fosforo e dell’uranio impiegato.
Agli americani non interessa moltissimo vincere. Sanno che non hanno mai vinto una sola guerra dalla fine della seconda guerra mondiale. Sanno di non avere la motivazione da offrire ai marines per tornare a casa vittoriosi. Hanno in casa un milione di veterani, molti mutilati, molti impazziti, con un altissimo tasso di suicidi. Ma i milioni di combattenti ed il milione di veterani americani sono in grande parte appartenenti agli strati poveri della popolazione bianca o nera. Un esercito permeato da una fortissima ideologia imperiale e fascista legato alle multinazionali delle armi e del petrolio usa i suoi poveri soldati in guerre assurde solo per giustificare la sua esistenza. Non credo che il Governo Usa abbia interesse ad una sistemazione geostrategica dei territori occupati. Credo che abbia interesse soltanto alla destabilizzazione permanente. Non ha voglia nè idea di pace e non fa niente. Ieri ha spostato il grosso delle truppe dall’Irak all’Afghanistan, domani li sposta in Pakistan o in Sudan. Importante che la macchina da guerra giri sempre e che gli Stati di cultura non liberista siano nei guai. Non importa altro ed è terribile che a differenza dei grandi statisti che diedero vita all’equilibrio del mondo che ci ha governato per tanti anni, i potenti di oggi non hanno un progetto di pace. Spero che la sinistra italiana riveda profondamente le sue posizioni sulla guerra ed elabori un manifesto capace di decifrare la realtà di oggi e gli obiettivi che il movimento per la pace dovrebbe darsi al più presto.

http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it

 

 

L’Afghanistan del lavoro
Paolo de Gregorio

Anche nella morte non c’è “par condicio”.
Se in Afghanistan cadessero tre soldati al giorno la cosa verrebbe considerata intollerabile.
Se muoiono in Italia 1.050 lavoratori nell’ultimo anno, per condizioni di lavoro senza alcun controllo da parte dello Stato, per criminale desiderio di profitto dei datori di lavoro, tutte evitabili da una ordinaria applicazione di leggi esistenti, non c’è scandalo e la cosa viene considerata tollerabile.
Il “governo del fare” non fa nulla per fermare questo massacro, però trova cifre colossali per mandare mercenari in Afghanistan a rimorchio degli USA, specialisti in guerre perdute e inutili, dove i “terroristi” sono gli invasori che hanno l’impudenza di definire la loro guerra di aggressione una missione di pace e di diffusione della democrazia.

Se veramente vogliamo mettere paura ai talebani, da un nostro bombardiere sganciamo il ministro La Russa, il più potente pallone gonfiato di cui dispone il nostro arsenale, facendo in modo che arrivi vivo.
Un suo discorso alla popolazione indigena su pace e democrazia, in diretta TV, sarebbe paragonabile ad una arma di distruzione di massa e la resa degli afgani agli occidentali sarebbe immediata.
..
Di Pietro

La Russa con la proposta di armare i caccia ha gettato la maschera: il nostro Paese è in guerra. Peccato che l’art. 11 della Costituzione lo vieti. Ma questo Governo che tutti i giorni fa carta straccia dei principi della nostra democrazia va avanti per la sua strada: vuole portare nelle aule parlamentari le bombe dei cacciabombardieri. Come se fossero una soluzione a questa guerra assurda. L’IdV si opporrà a questa ipotesi guerrafondaia e chiederà, ancora una volta, il ritiro immediato delle truppe italiane. Adesso basta! Riportiamo a casa i nostri ragazzi. Quella che era iniziata come missione di pace ha cambiato natura e, ad oggi, è stata teatro solo di lacrime e lutti. Per questa tragica avventura il nostro Paese ha stanziato 700 milioni di ® l’anno e ha inviato circa 3500 militari per la missione Isaf a guida Nato.
Quanti sono gli italiani che vogliono questa guerra? Quanti sono d’accordo sul fatto che centinaia di milioni vengano dirottati annualmente dalle casse dello Stato alle grandi multinazionali delle armi? Che ci facciamo ancora in un posto dove i nostri soldati sono esposti al rischio di morte un giorno sì e l’altro pure? E si tratta di una guerra per l’oppio, per il rifornimento energetico di gas, per tenere sotto controllo postazioni strategiche?
Su quei territori la situazione in questi ultimi 10 anni non è certo migliorata: la corruzione impera, il processo democratico non è stato mai avviato, i signori della droga ne approfittano per alimentare i propri affari mentre le condizioni delle popolazioni locali rimangono pessime. Questa missione è un fallimento su tutti i fronti. Il Governo dovrebbe spiegarci com’è possibile che 34 militari italiani siano stati uccisi in una missione definita di pace, svenduta ai media come un’operazione necessaria per esportare la democrazia. Cosa c’è di pacifico e democratico in questo massacro infinito dove ogni giorno cadono innocenti civili e militari? L’Italia è stanca di questa guerra sanguinaria, è stanca di piangere altri morti, com’è stanca di questo Governo
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Fuori Berlusconi – W la Costituzione – No al modello Pomigliano

Sabato 16 ottobre tutti a Roma con la Fiom Cgil insieme a

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, don Andrea Gallo, Margherita Hack, Sabina Guzzanti, Antonio Tabucchi, Gino Strada, Luigi De Magistris, Altan, Sergio Staino, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Piergiorgio Odifreddi, Sonia Alfano, Gianni Vattimo, Lidia Ravera, Furio Colombo, Pancho Pardi, don Enzo Mazzi, don Paolo Farinella, Domenico Starnone, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Angelo d’Orsi, Valerio Magrelli e molti altri
per difendere la democrazia e il lavoro, contro le politiche di Berlusconi e Marchionne.
Sostieni anche tu questa straordinaria giornata di mobilitazione civile

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-Pubblica l’appello e l’immagine sul tuo BLOG
PASSA PAROLA !

Tutte le adesioni e le informazioni sulla manifestazione su http://www.micromega.net e http://www.fiom.cgil.it

Mi appello a tutti gli italiani di buona volontà, perché ce ne sono tanti: che si sveglino, che scendano in piazza con noi il 16 ottobre. La Fiom sta difendendo i diritti dei lavoratori e la dignità del lavoro. Con i diktat del modello Pomigliano Marchionne dà un cospicuo contributo al mutamento della democrazia italiana in una dittatura strisciante. Oggi, chi non osa minimamente dire il proprio pensiero insieme agli altri, finisce per dare una mano a questo governo” – Andrea Camilleri

www.micromega.net
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LA PUGLIA DI VENDOLA
Raffaele Clemente

A parte prima regione d’Italia per produzione di energia alternativa e turismo nel 2010 (cosa di cui tu non hai minimamente parlato):
1) Il piano casa in versione ecologica
2) Politiche Sociali: Protocollo Intesa su misure per persone non autosufficienti
3) Rapporto Svimez,Puglia regina del Sud, nel 2007 il Pil è cresciuto del 2% (1,8%l’Italia 0,7%il sud)
4) Il turismo nel solo 2007 inoltre ha visto incrementi di presenze italiane e straniere intorno al …3%
5) La Legge Regionale per limitare le diossine
6) Ilva Taranto firmato accordo a Palazzo Chigi sull’Ilva e le emissioni di diossina
da Governo, regione Puglia, azienda, provincia e comune di Taranto.
7) Sette i premi alla Puglia al Forum PA di Roma, risultato eccezionale di una partecipazione innovativa della Regione alle manifestazioni del Forum PA
8) Stop ai servizi esterni, 7.600 assunti Piano della Regione: Il nuovo ente assorbirà lavoratori di mense, portierato e 118 negli ospedali per una riduzione costi di 170 milioni.
9) Piano Sanità: approvato il nuovo piano che prevede tra l’altro cure di pazienti a casa per quanto il più possibile
10) Precari della scuola, la Regione Puglia: pronti ventidue milioni di euro per ridurre il precariato scolastico
11) L’Onu promuove la Puglia:”terra più accogliente d’Italia”
12) Energie rinnovabili: Puglia, prima regione italiana per la produzione di energia eolica
13) “Bollenti spiriti”, nuove borse di studio dalla Regione Puglia, 40 milioni di euro a sostegno del desiderio dei ragazzi di proseguire gli studi, accompagnandoli nel percorso
14) Badanti contributi regionali per regolarizzarne 800
15) I successi dell’economia pugliese sulla stampa estera a giugno sul prestigioso settimanale economico francese, «Le nouvel Economiste», a maggio ad occuparsi della Puglia è stato il Times prestigioso giornale londinese
16) Popolazioni migranti: Le politiche e gli interventi per l’accoglienza abitativa, l’albergo diff…uso per i lavoratori stranieri stagionali
17) Fotovoltaico, la Puglia regione leader in Italia “Il Sole 24 Ore (dati Anie-Gifi riferiti all’anno 2008).
18)Regione Puglia-INPS per i lavoratori in mobilità e CIG: 140 milioni di euro di fonte regionale saranno dunque a disposizione dei nostri lavoratori.
19) Referti medici a domicilio: convenzione tra Poste e Regione Puglia
20) Bruxelles: la Regione Puglia vince primo premio per legge contro lavoro nero
21)Assegno di cura per i malati di SLA triennio 2009-2011 €2.000.000,00 per la prima annualità
22) Dati rapporto Svimez premiano la Puglia: dal 2006 al 2008 la Puglia cresce di più rispetto alla media del Mezzogiorno e d’Italia (+2,6%) e nel 2008, anno di crisi internazionale, perde solo lo 0,2%, meno di tutte le Regioni italiane escluso il Trentino che lascia il 0,1%.
23) Primi contro il fuoco: indagine Ecosistemi Incendi 2009 diminuzione di incendi tra il 2007 e il 2008
24) Manovra anticrisi: 60 milioni alle zone industriali 10) Precari della scuola, la Regione Puglia: pronti ventidue milioni di euro per ridurre il precariato scolastico
….
PER GLI “AMICI” FEDERALISTI

“Bene” è passato il decreto per il federalismo fiscale e già sappiamo da ora che aumenterà l’I.R.P.E.F. per i redditi oltre i 28.000 euro. cioè i “ricchi”, quindi i lavoratori dipendenti ed i pensionati, perché come sappiamo la maggior parte degli imprenditori dichiara intorno ai 15.000 euro.
Inoltre, non si sa cosa costerà complessivamente questa conversione. Qualcuno della Lega ha già detto che secondo studi si recupereranno 14.000.000.000 di euro (cioè con l’aumento dell’I.R.P.E.F. sopra descritta?), che comunque sarebbero (se vero) circa il 4,25% dell’evasione fiscale attuale che è stimata oltre i 300.000.000.000, cioè: 16% del P.I.L. di evasione fiscale (dichiarazione di marzo del Governatore B.I. Draghi, più i 50/60.000.000.000 da aggiungere per corruzione e “mazzette” varie come ha dichiarato la Corte dei Conti sempre nello stesso periodo.
Poi qualcuno degli “strateghi” ci dovrebbe spiegare come sarà possibile una più incisiva lotta all’evasione fiscale da parte degli enti locali, perché come possano credere che il politico locale andrà a fare una lotta a soggetti che poi non lo voterà più (lo pensano solo loro), e visto che corruzione e finanziamenti illeciti continuano (corruzione e “mazzette”), come faranno a fare una lotta a chi finanzia il loro partito??????????? Così finirà che oltre aumentare le tasse per i lavoratori dipendenti e pensionati, gli unici imprenditori che saranno “visionati” saranno quelli di opposta tendenza politica, magari fino al punto di farli chiudere come per altre ragioni hanno chiuso centinaia di migliaia di aziende negli ultimi anni.
Complimenti ai “dotti” federalisti ai quali chiediamo la prossima volta che avranno un’idea di sedersi ed aspettare chi gli passi.
Un amico

Sondaggi
Silvanetta

I consensi del governo sono al 29%.
Il premier Silvio Berlusconi deve fare i conti e cercare di riconquistare gli elettori.
I suoi cinque punti (federalismo, giustizia, Mezzogiorno, sicurezza e fisco) dovrebbero cercare di rimettere in sesto l’appeal del suo governo.
Alla domanda «come valuta l’operato complessivo del governo fino a questo momento?», risponde positivamente solo il 30% degli italiani.
E se i « Giù i consensi per Berlusconi: solo al 30%
non so» sono pochissimi (2%), significa che i cittadini un’idea ce l’hanno eccome.
Se a luglio il governo era a quota 31%, a marzo era a 39%, a giugno a 33%.
Insomma la fiducia è in declino.
Le categorie più critiche sono quelle dei giovani fino a 24 anni e soprattutto del Sud, intimoriti dalle mosse federaliste.
A sx gli anti-berlusconiani o comunque critici del lavoro del governo sono l’84%, mentre tra i leghisti è al 26%.
Gli indecisi invece sono l’81% e questa potrebbe essere una bella grana per Berlusconi in caso di elezioni. […]

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-consensi-giu-sondaggio-585285/
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NON AVRANNO LA PENSIONE
Segnalato da Anna Mignona

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.
L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.
Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

http://contintasca.blogosfere.it/2010/10/inps-e-ufficiale-i-precari-saranno-senza-pensione-silenzio-dei-media-o-scatta-la-rivolta.html
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NON PIU’ DIVISIONI
Viviana Vivarelli

Leggo ogni tanto post che sottolineano i moti di divisione fra gli italiani
Niente di più inutile!
E’ chiaro che se partiamo da una prospettiva per cui si mira a tutto ciò che può dividere un popolo, non si finirà mai di trovare divisioni all’infinito.
La soluzione è trovare qualcosa che unisca un popolo, non che lo divida.
A cosa pensate abbia lavorato, per es. la Germania quando unì la Germania dell’Est a quella dell’Ovest? Non certo a ciò che le divideva o la riunificazione non sarebbe mai stata fatta.
E a cosa credete si lavori maggiormente negli USA, paese che più frammentato di così si muore? A ciò che unisce tutti gli states e tutte le differenze in una sola America, e se qualcosa ancora si inceppa e non fa andare avanti gli USA è in ciò che ancora li divide, non in ciò che li
unisce.
E a cosa credete abbiano lavorato i costituenti nell’Italia che usciva dal secondo dopoguerra?
Se avessero guardato solo alle divisioni non avrebbero ricostruito un paese nuovo e democratico, da dx a sx.
A quello noi bisogna guardare, sennò troveremo occasioni di divisione nel più piccolo aggregato sociale, persino in una famiglia, con l’impossibilità assoluta di creare un popolo.
E all’unione massimamente dobbiamo guardare ora che il nostro paese va a in pezzi, in una crisi assoluta di valori, di compiti, di principi economici, morali e politici.
Noi dobbiamo costruire la pace, un nuovo paese con una nuova pace.
Perciò ogni persona che soffia sul divisionismo, sull’autorefenzialità, sulla disunione, soffia sul fuoco della decadenza e della morte.
Ci sono momenti storici in cui un paese che si salva fonda il suo primo passo verso il futuro nell’accantonare le divisioni e i separatismi per rifondarsi su un fronte unito attorno alla democrazia e alla rinascita.
Oggi siamo a pezzi come nel secondo dopoguerra.
Oggi l’Italia ha bisogno di gente che unisca, non che divida, che trovi valori comuni, non motivi di attrito.
O faremo questo, o periremo in un fascismo peggiore del primo.
..
L’altra America
Rosario Amico Roxas

Mentre in questo Occidente cerca di affacciarsi l’altra America che vuole sancire le distanze con le precedenti amministrazioni Bush, l’Italia del governo Berlusconi aspira ad armare gli aerei inviati in Afghanistan, con bombe, per acuire le tensioni e lasciar precipitare una situazione che già, così com’è non sanno tenere sotto controllo.
Il ministro La Russa ha lanciato l’esca alle grandi industrie delle armi di distruzione di massa, per armare gli aerei e partecipare alla strage collettiva.
E’ chiaro che ogni forma di ritorsione da parte di quanti dovessero venire colpiti, sarà identificata come “azione terroristica.
L’Italia si allontana dall’Occidente per cercare sostegno lì dove è possibile stabilire relazioni d’affari che interessano il presidente del consiglio a titolo esclusivamente personale.
Con l’elezione di Obama il mondo ha sperato nella nuova America, pur con le grandi difficoltà che sta incontrando da parte delle grandi lobby delle armi e del petrolio.
E’ l’altra America dalla quale l’Italia si sta allontanando….
-l’altra America che vuol far dimenticare Guantanamo e Abu Ghraib;
-l’altra America che smentisce le menzogne con le quali il popolo americano fu convinto della necessità di scatenare una guerra preventiva nell’area mediorientale;
-l’altra America che prende le distanze da questa malaugurata stagione della dinastia Bush, che ancora esige un contributo di sangue per nascondere le proprie nefandezze;
-l’altra America che dovrà risolvere il debito pubblico che minaccia di riproporre il 1929;
-l’altra America che non cerca vassalli in Europa, ma partner infatti dal Tour di Obama l’Italia venne esclusa e, quindi, mortificata.
Risibile il tentativo di reinserimento nel panorama politico internazionale, dopo che è stato scacciato da quello occidentale, che sta tentando il cavaliere Berlusconi, con le pantomime con Gheddafi e gli appuntamenti con Putin, i soli che gli danno credito, forse perché coinvolti in interessi personali. Un’arrampicata sugli specchi come ultimo tentativo di ripresa, dopo di che si dedicherà ad illudere i paesi in via di sviluppo, stante che i paesi sviluppati hanno, fin troppo bene, capito lo spessore politico, imprenditoriale e umano del personaggio, peraltro così ben descritto dal Press Kit della Casa Bianca, ultimo dono dell’amico Bush, nel quale il cavaliere veniva identificato come un guitto da pochi soldi.

Cosa vuole il terrorismo ?
Rosario Amico Roxas

Aleggia costantemente sulle nostre teste lo spauracchio terroristico, riesumato costantemente, in particolar modo quando talune situazioni sembrano avviate a chiarimenti, allontanandosi dalla soluzione armata. Ritrovarsi da invasori in una nazione alla quale si vorrebbe imporre il proprio metro socio-politico, ritenendolo il migliore, al di fuori di ogni valutazione culturale, antropologico, sociale e anche religioso, diventa prassi molto facile scatenare le reazioni e identificarle come terrorismo
Cercare di chiarire il concetto di terrorismo, in questa sede, ci porterebbe lontano e sarebbe un discorso lungo e articolato. Assumiamo per buona l’identificazione che la cultura occidentale si spreca a propagandare. Dovremmo esaminare alcuni quesiti che, con molta accuratezza, ci viene vietato di valutare e fornire ipotesi di risposte
Dobbiamo però chiederci “ Qual è lo scopo dei terroristi ?”
“Quale strategia li ispira ?”.
Innanzitutto si deve prendere atto di avere di fronte una costellazione frazionata e non un soggetto monolitico; le definizioni siamo noi stessi a fornirle legittimando il terrorismo con l’ attribuzione di una compattezza ideale, programmatica e operativa che non ha.
Questa compattezza viene riconosciuta identificando nel terrorismo un nemico da abbattere con una dichiarazione di guerra totale. Ma le guerre si fanno in due e il terrorismo è, per definizione, unilaterale, non porta divise, non innalza bandiere, opera e agisce all’improvviso, vilmente, e colpisce nel mucchio con il solo scopo di seminare terrore. Il suo obiettivo non è “il nemico” da abbattere e combattere, ma il popolo-spettatore, vittima passiva, primo attore di una tragedia che non vuole recitare. La guerra globale al terrorismo dichiarata dall’America serve solo all’America stessa che può, così, incrementare il lucrosissimo circuito del commercio delle armi.
Dall’11 settembre le azioni terroristiche si sono incrementate, diventando quello che aspiravano ad essere: una minaccia diretta non alle nazioni, ma ai popoli. Per questo non può essere combattuto come si combattono le guerre vere, perché non si tratta di una guerra, mancando l’elemento primario che contraddistingue tutte le guerre e cioè lo scontro frontale. La predicazione impotente dichiara che “occorre alzare la guardia, inasprire i controlli”, trascurando che basta un coltellino per improvvisare una tragedia come quella dell’11 settembre.
Blindare l’intero Occidente significherebbe accettare e riconoscere la vittoria del terrorismo.
La sola via praticabile è quella della politica, della diplomazia e del dialogo.
Il terrorismo non ha una strategia perché non ha un modello di società da proporre, una eventuale destabilizzazione dell’Occidente non gli servirebbe ; nello stesso tempo è sbagliata la strategia occidentale con la convinzione che il suo modello di vita possa e debba essere imposto a livello planetario. Il terrorismo si ribella a questa pretesa, mirando a terrorizzare, non a conquistare: il terrore è un mezzo, mentre il programma di conquista è un fine. L’idea di convertire il mondo intero all’Islam non è praticabile, a tale ipotesi nessuno potrebbe credere (tranne la propaganda dell’apostata Magdi Allam)
La guerra totale al terrorismo veste, però, gli stessi panni del terrorismo, colpendo nel mucchio, evitando lo scontro, stimolando, così, quella reazione rappresentata dagli atti terroristici.
Dalla guerra totale bisogna trasferirsi sul terreno della politica, della diplomazia e del dialogo accettando, riconoscendo e rispettando le differenze sociali, culturali e antropologiche.
Gli interessi delle lobby delle armi conducono verso un mare in tempesta, che finirebbe con l’annientare tutte le parti contendenti.
Circondare, assediare, condurre alla resa il terrorismo si può e di deve, ma non con il fragore dei missili intelligenti, o con le bombe negli aerei come vorrebbe La Russa; l’unica alternativa possibile è l’assedio da parte della diplomazia, per ricondurre queste drammatiche controversie nell’alveo della politica e del dialogo, nell’umiltà di riconosce il diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione, anche quando possiedono quel petrolio che ispira tutte le azioni dell’Occidente.
..
RIDIAMARO : – )

Viviana
Genova 9 anni dopo
Maroni: “Poteva andare peggio”
Se gli ultranazionalisti serbi erano dei pacifisti no global: sicuramente!
..
I celerini fascisti di Maroni hanno esitato a colpire i nazisti di Karadzic e Milosevic.
Dopotutto cane non mangia cane.
Vi ricordate la delegazione “di amicizia” di Bossi allo stesso Milosevich?
..
Non c’era una divisa in centro a Genova.
Erano tutte a presidiare Belpietro?
..
VAURO
“Sospensioni: arrestato l’ultrà SERBO che ha fatto sospendere la partita al Marassi. Ancora a piede libero l’ultrà SERVO che ha fatto sospendere Annozero
..
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. QUAL’E’ L’UNICA RISORSA DELL’AFGHANISTAN ?? L’OPPIO …DA CUI EROINA !!

    MERCATO MONDIALE EROINA: 500 MILIARDI DI USD.

    L’ITAGLIA FA IL PALO AGLI SPACCIATORI !

    Commento di juan miranda — ottobre 16, 2010 @ 4:10 am | Rispondi

  2. Riunione delle banche nazionali mondiali a Shangai !!

    Il sistema sta crollando !! Cina e arabi con trillioni di Usd in “mano” si sono accorti di avere carta straccia ! Non possono spenderli, se mettono sul mercato solo il 5% il dollaro crolla a zero e tutti si ritrovano con carta da cesso !

    Gli Usa sono stati furbi !! Usd moneta globale hanno sempre acquistato petrolio e tutto il resto …a…gratis !!

    Controlla moneta (banche ecc..), media, e droga e controlli il pianeta !!

    Commento di juan miranda — ottobre 16, 2010 @ 4:21 am | Rispondi

  3. Garanzia di una moneta e l’economia dello stato che la emette, se lo stato e’ in difficolta’ la moneta vale niente !! E’ tutto virtuale !! Agli Usa di virtu’ gliene sono rimaste poche !! E allora cacciabombardieri e truppe dagli slums neri di Chicago, Los Angeles ecc…che vanno volontari solo per imparare nuove tecniche guerriere e ad impratichirsi con armi di ultima generazione da usare poi nelle loro citta’ americane !!

    L’itaglia e’ finita, non ha nemmeno possibilita’ future di recuperare !!

    Commento di juan miranda — ottobre 16, 2010 @ 4:36 am | Rispondi

  4. Senza l’uso della forza questa feccia satanica vi trascinera’ coi vostri figli all’orrore piu’ nero!! Menarla con la non violenza con degli assassini e’ da suicidi !!

    Commento di juan miranda — ottobre 16, 2010 @ 5:06 am | Rispondi

  5. Il grande danno che ha fatto il cristianesimo cattopedomafioso negli ultimi 2000 anni all’umanita’ e’ quello di avervi fatto credere che ogni culo con due gambe sotto che passa per la strada abbia automaticamente lo status nobile di “essere umano” !!

    Purtroppo non e’ cosi’ ! “Essere Umano” lo si diventa !

    Commento di juan miranda — ottobre 16, 2010 @ 5:09 am | Rispondi

  6. Cara Viviana,il buon lavoro dell’intelletto prima o poi paga.Andrea CAMILLERI,Flores d’ARCAIS,don Andrea GALLO
    ecc.ecc.,si incomincia a intravedere quella testa pensante dell’Italia e spero sinceramente che crescerà per
    prendere la forma di un popolo che abbia coscenza del proprio futuro.Io li prego tutti di non staccarsi più da
    questo corpo unico,di lavorare per crescere e perchè se un giorno dovesse essere necessario faranno appello
    per riunire tutte le cellule sane di questo Paese,che ci sono,e sommergere completamente ROMA.Non se ne può
    più di un paese soffocato da “B”,Dell’UTRI,SCAIOLA,VERDINI,ALFANO e i salti mortali di GHEDINI per salvarli dall’esercio della legge perchè favoriti dal potere o dai soldi.Vogliamo dei GOVERNANTI che siano i primi a
    dare l’esempio che :” LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI “.Non è possibile che non ci sia qualche speranza.
    Saluti Salvatore FONTANA

    Commento di Salvatore — ottobre 16, 2010 @ 6:16 pm | Rispondi


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