Nuovo Masada

ottobre 10, 2010

MASADA n° 1208. 10-10-2010. IMBOSCATE

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:14 pm

Muoiono altri 4 soldati italiani in Afghanistan, ma cosa ci stiamo a fare? – A Qada non esiste più – Minacce e ricatti de Il Giornale su la Marcegaglia – La macchina del fango – Una legge anticorruzione – Onda 2 – Chi decide le regole sulla salute è in grave conflitto di interesse – Nobel a un pacifista cinese – Socialismo perché no?- Raccolta diffetenziata

La situazione è la seguente:
Una banda di delinquenti,
travestiti da giornalisti
cerca di ricattare
un’altra banda di delinquenti
travestiti da imprenditori,
con lo scopo di favorire un delinquente travestito da presidente del consiglio.
Non c’è male, no?
La parola chiave è:
BANDA DI DELINQUENTI.
Che è anche la descrizione sintetica
della nostra classe politica.

Luigi

TREMONTI

dunque
la cultura non dà lavoro
la disoccupazione non è un problema
la crisi è alle spalle
ci aggiungiamo un libro scritto come un no global
e l’odierno attacco ai bankgster senza un nulla di fatto contro le banche

un uomo che ha fatto hara kiri
permanente
di tutto ciò che è
per farsi l’alibi di non fare
tutto ciò che deve essere fatto

Viviana
..
Maro Sowclett segnala

AFGHANISTAN
Michael Moore

Nove anni fa oggi abbiamo invaso l’Afghanistan. E’ stato molto tempo fa. Qualcuno ricorda almeno perché siamo là? Penso che tutti volevamo catturare Osama Bin Laden e portarlo davanti alla giustizia. Ma se ne era andato via il primo mese o giù di li. Lui se ne andò. Noi siamo restati. Guardando indietro adesso, non ha senso. Avendo bisogno di un nuovo motivo per la missione decidemmo di rovesciare gli estremisti che governavano il paese. Ecco cosa facemmo. Più o meno. A differenza di Osama gli estremisti non se ne sono mai andati via. Perché? Beh, erano afgani ed era la loro nazione. E abbastanza stranamente una gran parte degli afgani li appoggiava. Ad oggi i Talebani hanno 25000 combattenti armati. Pensate davvero che un esercito cosi piccolo possa controllare e sottomettere una nazione di 28 milioni di persone contro il loro volere? Cosa c’e’ di sbagliato in questa situazione? Che cazzo sta veramente succedendo là? La verità è che non riesco a trovare una risposta. I nostri generali non sanno proprio quale è la nostra missione. Se eravamo andati là per sconfiggere Osama Bin Laden e Al Qaeda bene anche loro se ne sono andati. La CIA dice che i combattenti rimasti sono meno di 100 in tutto il paese!
I generali a me hanno anche ammesso questo:
1-Non c’e’ modo di sconfiggere i Talebani. Sono molto appoggiati dalla popolazione delle aree rurali, la maggior parte del paese.
2- Sebbene siamo stati in Afghanistan 9 anni la verità è che i Talebani e non noi né il governo afgano controlliamo il paese. Dopo 9 anni abbiamo sradicato completamente i Talebani dal 3% dell’Afghanistan. Il 3%!! Solo per la cronaca ci sono voluti soltanto 11 mesi per sconfiggere i nazisti in tutta l’Europa.
3-I nostri comandanti e le nostre truppe stanno ancora cercando di imparare la lingua, la cultura, i costumi del paese. Il fatto è che le nostre truppe non sono semplicemente ben viste dalla popolazione specialmente dopo che hanno ucciso numerosi civili sia deliberatamente o per sport.
4- Il governo afgano che abbiamo installato al potere è corrotto oltre ogni limite. La gente non ha fiducia di loro. Il presidente Karzai è in cura antidepressiva e, ci dicono i nostri informatori, che molti giorni è erratico e agisce da pazzo. Suo fratello ha relazioni amichevoli con i Talebani e si dice essere uno dei maggiori trafficanti di papaveri di oppio. I papaveri di oppio sono la fonte maggiore dell’economia afgana.
La Guerra in Afghanistan è un pasticcio. Gli insorti aumentano, e perché non dovrebbero? Truppe straniere hanno invaso e occupato il loro paese! I responsabili dell’11 settembre non sono più là. Allora perché ci siamo noi? Perché stiamo sacrificando le vite dei nostri figli ogni giorno per un motivo che nessuno può precisare? In realtà l’unica ragione che io posso vedere è che questa guerra sta portando miliardi di profitto nelle tasche degli società fornitrici della difesa. E’ questo il motivo per restare, così Halliburton (il maggior fornitore) può aumentare i profitti questo quadrimestre?
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Luigi

Prima del presunto attentato
al world trade center,
George Bush era il presidente
con il più basso indice di gradimento,
della storia degli usa.
Dopo l’attentato
la sua popolarità salì al 90%.
Un affare no?
Dopo il presunto attentato al wtc,
Il presunto Bin Laden
era l’uomo più impopolare della terra,
anche tra i paesi arabi.
Dopo l’invasione dell’Irak da parta di Bush,
diventò automaticamente un eroe,
per quasi tutti gli islamici.
Un affare no?
Sembra proprio
che si siano fatti un favore a vicenda!
Un po’ scherzo, ma mica tanto!
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Sandro segnala:
Al Qaeda non esiste più (by Servizi segreti francesi)

Al Qaeda non esiste più dal 2002. Lo sostiene il capo dei servizi segreti francesi al Senato della repubblica francese, il 29 gennaio scorso. Dice Allain Chouet, già capo della DGSE (Direction Générale de la Sécurité Extérieure, il controspionaggio francese): “Il 29 gennaio 2010 la Commissione Affari Esteri convoca Allain Chouet, già capo della DGSE (Direction Générale de la Sécurité Extérieure, il controspionaggio francese, ndr) per dare una sua valutazione sul ‘Medio Oriente nell’ora del nucleare’. Ecco come esordisce monsieur Chouet:
‘Come molti miei colleghi professionisti nel mondo, ritengo, sulla base di informazioni serie e verificate, che Al Qaeda sia morta sul piano operativo nelle tane di Tora Bora nel 2002… Sui circa 400 membri attivi dell’organizzazione che esisteva nel 2001, meno di una cinquantina di seconde scelte (a parte Osama bin Laden e Ayman al-Zawahiri che non hanno alcuna attitudine sul piano operativo) sono riusciti a scampare e a scomparire in zone remote, vivendo in condizioni precarie, e disponendo di mezzi di comunicazione rustici o incerti”. “Non è con tale dispositivo che si può animare una rete coordinata di violenza politica su scala planetaria. Del reso appare chiaramente che nessuno dei terroristi autori degli attentati post-11 settembre (Londra, Madrid, Sharm el-Sheikm, Bali, Casablanca, Bombay, ecc.) ha avuto contatti con l’organizzazione. … Tuttavia, si deve constatare che tutti, a forza d’invocarla ad ogni occasione e spesso fuori proposito, appena un atto di violenza è commesso da un musulmano, o quando un musulmano si trova al posto sbagliato nel momento sbagliato, o anche quando n (come negli attentati all’antrace in USA), a forza d’invocarla di continuo, certi media o presunti ‘esperti’ di qua e di là dell’Atlantico, hanno finito non già di resuscitarla, ma di trasformarla come quell’Amedeo del commediografo Eugene Ionesco, quel morto il cui cadavere continua a crescere e a occultare la realtà, e di cui non si sa come sbarazzarsi”.

http://temis.blog.tiscali.it/2010/10/05/al-qaeda-non-esiste-piu-by-servizi-segreti-francesi/
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Afghanistan: una chiave di lettura
Rosario Amico Roxas

Bisognerebbe cercare “la chiave di lettura” per capire il nesso della partecipazione italiana alle guerre volute da Bush, che perseguiva scopi economici sul petrolio, energia, e commercio delle armi.
La coincidenza temporale dei finanziamenti americani alle fallimentari aziende di Berlusconi, con la partecipazione alla “missione di pace” in Iraq e il successivo impegno a bivaccare il quel teatro di guerre continue, non convince. E dei 6,5 miliardi di dollari gli investimenti americani, 4 miliardi per ripianare la montagna di debiti e 2,5 miliardi spariti, non se ne è mai saputo più nulla.
La grande amicizia, oggi mimetizzata dal silenzio, tra il cavaliere e il suo dante causa Bush, nasce proprio in tale occasione e per tali “nobili” motivi. Allora furono 19 le vittime di Nassirija, oggi il conteggio delle vittime in Afghanistan aumenta periodicamente e sembra proprio un “conto aperto”. I morti italiani sono arrivati a 34. Quelli afgani restano ignoti.
L’Italia dell’alta finanza si è tempestivamente adeguata al business della guerra continua, diventando la seconda nazione al mondo produttrice ed esportatrice di armi ed esplosivi; seconda perché la prima è l’America, che ha impostato il proprio capitalismo sotto forma di imperialismo sostenuto dal militarismo.
L’esplosivo che uccise i primi 6 militari italiani in Afghanistan era “made in Italy”.
Per armare e giustificare una guerra occorrono i nemici da combattere, prima furono finanziati i talebani in chiave anti-Russia, ben sapendo che avrebbero finito con il rivoltarsi contro gli stessi finanziatori; così il nemico fu bell’e pronto. Ma è un nemico che non paga le armi e gli esplosivi, se non alla sua maniera, col più grande business del pianeta, che prevede la permuta di armi contro pani di oppio, permuta che nessuna nazione, ufficialmente, potrebbe gestire; così sono le mafie internazionali che garantiscono lo scambio, speculando su entrambi i fronti.
Oggi il PIL americano è sostenuto al 35% dal commercio delle armi, mentre questa italietta rincorre l’esempio, ben sapendo che bisogna pagarne lo scotto.
Il Pentagono, da Centrale del potere militare, si è trasformato in una enorme agenzia commerciale.
Lo storico americano Chalmers Johnson, uno dei massimi esponenti della nuova cultura americana, certamente invulnerabile alle accuse di antiamericanesimo, proveniente da una famiglia di militari e militare anch’egli nella Naval Air Reserve di stanza nel Giappone sconfitto, ha fatto un’analisi spietata della nuova realtà inerente il Pentagono:
“Questa enorme organizzazione militare, fra le altre cose, vende armi ad altri paesi, facendo così del Pentagono la più importante agenzia commerciale del governo americano. I prodotti del settore bellico costituiscono un terzo del prodotto interno lordo degli Stati Uniti. Solo per gestire la vendita delle armi, l’amministrazione federale impiega oltre settantamila persone, unitamente agli alti funzionari delle ambasciate americane di tutto il mondo, che trascorrono gran parte della loro carriera “diplomatica” a fare i commercianti di armi…….Secondo dati ufficiali del Pentagono fra il 1990 e il 1996 il commercio delle armi aveva dato un risultato attivo di bilancio di oltre 100 miliardi di dollari, dai quali bisogna sottrarre 3 miliardi di provvigioni….”
(Dal 1997 i bilanci del Pentagono sono stati secretati . n.d.r.) (V. Chalmers Johnson, Blowback: Costs and Consequences of American Empire, New York and London 2000, pag. 87) .
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El pueblo unido jamás será vencido
Rosario Amico Roxas

Sarebbe una soluzione equilibrata quella di smettere di occuparsi del potere e tornate a governare l’Italia. Malauguratamente l’auspico formulato corrisponde all’invito all’ubriaco a non essere più ubriaco; deve passargli la sbronza e, successivamente, rendersi conto che ridursi in quelle condizioni non è bene.
Ma un personaggio come il cavaliere non lo capirà mai perchè è intossicato di potere, è pieno come un otre di se stesso, sbronzo fracido di se stesso e della sua immagine che reputa al di sopra di tutti e di tutto, ivi compreso le leggi, la Costituzione, i regolamenti, le norme, gli usi e i costumi; è convinto di essere stato chiamato a comandare, non a governare, per questo il parlamento, l’opposizione, lo stesso popolo ex-sovrano, le leggi esistenti che modifica con altre di suo interesse, la Costituzione che esige cambiare a suo uso e consumo, sono intesi come un intralcio alla sua vocazione, un inutile fastidio destinato a rallentare la marcia di trionfo che lo dovrebbe portare dentro le pagine della storia.
Va in TV per raccontare le persecuzioni che deve subire attacchi da 900 magistrati, ma lui da queste aggressioni ne sarebbe uscito sempre illeso, assolto, incensurato.
L’avessero assolto una sola volta !!!!
Prescrizioni, intervenuta modifica sulla legge sul falso in bilancio, immunità chiamata lodo, condoni, scudo fiscale (del quale è stato il maggior beneficiario !) mai una sola volta assolto con formula piena, ma sempre sgattaiolando tra le pieghe della Procedura Penale.
Emergono le minacce alla Consulta perchè non deve permettersi di bocciare il legittimo impedimento e poi il Lodo Schifani costituzionale, insulta l’opposizione, mortifica il popolo trascurandone le esigenze che invece aveva usate per distribuire promesse; ora la sola speranza possibile è delegata al popolo, che vuole il referendum nella ipotesi che le minacce alla Consulta sortissero effetto.
Non ci resta più neanche il presidente della Repubblica come estremo garante della Costituzione; ci resta solo il popolo, quel popolo che prima o poi farà da sè e potrebbero diventare momenti perniciosi: nessuno può permettersi di illudere e deludere le fasce più deboli della popolazione perchè : El pueblo unido jamás será vencido.
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Grazie a Sandro per queste citazioni:

MICHEL CHOSSUDOVSKY
Professore di economia all’università do Ottawa

“… l’economia neoliberista rappresenta nelle università dell’America del Nord realtà che sono totalmente fittizie; è molto difficile per gli economisti analizzare la realtà economica non esiste la nozione dell’attore economico.”

“… la manipolazione finanziaria, le operazioni segrete dei gruppi di potere, l’inganno che ha questo sistema economico sono qualcosa che sta al di fuori del controllo degli individui…”

“Oggigiorno vorrei mettere a fuoco di più la questione dell’avventura militare che si sta sviluppando. È un’alleanza degli Stati Uniti, della NATO e d’Israele, è un progetto militare; però, nello stesso tempo, è anche un progetto economico, perchè è un progetto di conquista economica.”

“…queste operazioni militari corrispondono ad obiettivi di tipo economico. L’obiettivo economico fondamentale sono le risorse del petrolio e del gas naturale a est del Mediterraneo sino alle frontiere cinesi, e del mar Caspio a sud dell’Arabia Saudita MedioOriente-Asia Centrale, regione che racchiude, più o meno, il 60% delle riserve mondiali di petrolio e di gas naturale.”

“Se paragoniamo queste alle riserve degli Stati Uniti, sono più di 30 volte. Gli Stati Uniti hanno meno del 2% delle riserve mondiali e stanno facendo una guerra per tenere il controllo di queste risorse a nome delle sue petrolifere come la British Petroleum, la Chevron, la Exxon”

“La British Petroleum precedentemente era la Anglo Persian Oil Company, e la Anglo Persian Oil Company furono un progetto di conquista tanto dell’Iran come dell’Iraq dopo la Seconda Guerra Mondiale…”
“Se si prendono in congiunto i paesi musulmani, sommando Nigeria, Libia, Algeria, Malesia, Indonesia, Brunei, toccano quasi il 70% delle riserve globali di greggio[…] Gli Stati Uniti stanno sferrando una guerra di religione contro gli abitanti di questi paesi dove c’è il petrolio.
“Si tratta di una crociata santa contro il mondo musulmano; ma l’obiettivo religioso è il pretesto, la giustificazione per fare questa guerra. I discorsi di Obama, di Hillary Clinton ci fanno credere che gli Stati Uniti, con tutto il loro potere militare e una spesa militare di quasi un bilione di dollari ogni anno, stanno facendo la guerra a Bin Laden ed a Al Qaeda.”
“La contraddizione del discorso viene sempre dalle fonti ufficiali recentemente la CIA ha pubblicato un testo dicendo che non sono rimasti più di 50 membri di Al Qaeda in Afganistan tuttavia questa guerra non è contro dei terroristi musulmani; ma il pretesto della guerra è combattere a favore della democrazia e per estirpare il male.”
“È interessante che in documenti militari si dica: Se sai quello che vuoi, andiamo a cercare i cattivi. Esiste tutta una retorica alla quale nessuno risponde, perchè il presidente Obama dice: Dobbiamo cercare Bin Laden, non sappiamo dove sta; se è necessario l’andremo a cercare con la nostra arma nucleare.”
“Dopo l’11 settembre si formulò la tesi che la guerra preventiva e la guerra nucleare preventiva erano giuste per la lotta contro il terrorismo. Anche Bin Laden fu presentato come una potenza nucleare, I i poteri nucleari non statali sono alleati con l’Iran che – secondo loro – è una potenza nucleare, anche se non esistono prove che l’Iran dispone di armi nucleari.”

http://www.granma.cu/italiano/riflessioni-fidel/9-octubre-armi-nucleari
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DI PIETRO
Altri 4 militari italiani sono stati uccisi in Afghanistan, vittime di un’imboscata a Farah. 4 ragazzi che torneranno in Italia all’interno di una cassa mortuaria e saranno salutati, per l’ultima volta, con i funerali di Stato. Un film già visto.
Di loro non si parlerà più nel giro di una settimana. Resterà il dolore delle famiglie, le foto attaccate ai muri. Sono già 34 i nostri soldati uccisi in questa guerra senza senso. Illogica.
Il nostro Vietnam, questo è oggi l’Afghanistan.
……. Credo sia giunto il momento che il governo si assuma le proprie responsabilità e richiami immediatamente il nostro contingente. L’IdV in Parlamento ha chiesto il ritiro dei nostri militari. La missione che avrebbe dovuto essere di pace si è trasformata in missione di guerra. Non ha più senso né logica rimanere in Afghanistan in queste condizioni.
Ma poi, chi stiamo difendendo? Qual è il reale scenario politico di quel Paese? Che ci facciamo ancora in un posto dove i nostri soldati sono esposti al rischio della morte un giorno sì e l’altro pure? E fino a quando dobbiamo restarci?
Dal Governo continuano a dirci che dobbiamo rimanere in Afghanistan perché bisogna rispettare gli impegni presi. Quali impegni? Quelli di continuare a prelevare dalle casse dello stato circa 500 milioni di euro all’anno? O quelli di lasciare più vittime italiane possibili sul territorio afgano?
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(Viviana: oppure quello di alimentare le industrie belliche? Di essere il 2° paese esportatore di armi del mondo? Di deviare somme enormi di denaro dai servizi ai cittadini alle armi inutili per una guerra inutile, con un Ministro della Difesa, che invece di rispettare l’articolo della Costituzione che vieta all’Italia qualunque guerra aggressiva, non solo prosegue l’assurda finzione di una missione di pace di cui nessuno ci dice i morti afgani per mano italiana, ma vuole addirittura trasformare in soldati i nostri ragazzi quando ancora sono a scuola? Mentre il compare di Governo, la Lega, delira su libere armi per tutti e sulle doppiette ai sedicenni).
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Socialismo, perché no?

Se la democrazia, come diceva Churchill, “è la peggiore forma di governo, fatta eccezione per tutte le altre”…
“il socialismo è la migliore idea non funzionante dell’umanità”. Questo lo diceva il filosofo socialista canadese Gerald Allan Cohen, morto da poco, di cui esce un intelligente libretto “Socialismo, perché no?”
Davvero, come voleva farci credere il neoliberismo, questo è il migliore dei mondi possibili? C’è ancora qualcuno che può sostenere che un pianeta distrutto da un’avidità senza fine, sconvolto da guerre predatrici, governato da criminali, soggiogato da sistemi borsistici e bancari pirateschi, aizzato da chiese in delirio di potere.. sia ancora il meglio che ci spetta? Chi può imporci di pensare che ogni nostra aspirazione a cambiare la storia sia destinata a fallire? Chi può venirci a dire che se tentiamo di fare qualcosa siamo destinati al niente?
Davvero il socialismo è indesiderabile, davvero è irrealizzabile?
E non abbiamo tutti i diritti di pensare a un nuovo socialismo e una nuova democrazia che si rifondino totalmente partendo dal basso e senza mai mollare le redini del controllo e del ricambio?
Cohen propugna il marxismo analitico o No- Bullshit Marxism, marxismo senza stronzate
La sua metafora è elementare: un gruppo di amici in campeggio si chiede che cosa accadrebbe se la vita nel campeggio fosse regolata dal capitalismo. Si può immaginare un campeggio in cui ognuno fa valere i propri diritti sulle attrezzature che ha portato, sui propri talenti, nel quale si svolgono contrattazioni per poter usare un coltello per pelare le patate, su quanto si dovrà far pagare agli altri il pelamento delle patate, che a loro volta erano state comprate da un altro campeggiatore, e così via? In queste condizioni, chiunque è socialista!
Il socialismo è un ideale desiderabile? E, se è desiderabile, è realizzabile? Ogni tentativo si è scontrato con l’egoismo umano e con il potere del capitalismo. L’umanità, infatti, non ha ancora inventato un modo per premiare e rendere efficienti la generosità e l’altruismo.
Ma questo, sostiene Cohen, non significa né che dobbiamo rinunciare a un’ideale né che dobbiamo rinunciare a cercare il modo di realizzarlo. Neppure in un mondo nel quale il campeggio, come la fratellanza, purtroppo sembrano più che mai fuori luogo.

“Qualsiasi tentativo di realizzare l’ideale socialista si scontra con l’irriducibilità del potere capitalista e l’egoismo individuale. Chi si occupi seriamente di politica deve tenere in seria considerazione questi ostacoli. Ma non sono buone ragioni per sminuire il valore di quell’ideale. Disprezzare l’ideale perché incorre in quegli ostacoli conduce a confusione, e la confusione genera disorientamento nella pratica: vi sono contesti nei quali l’ideale può essere perseguito, ma viene portato avanti con minor determinazione per mancanza di chiarezza rispetto alla natura dell’ideale.”

Ad Annozero la Santanchè fa l’eco a Berlusconi e, in merito alla presunta persecuzione giudiziaria nei confronti del cavaliere, snocciola una serie di cifre, da far ridere i polli: 697 pm impiegati, 109 processi, 2500 udienze, 547 perquisizioni. Ho fatto un calcolo: 2500 udienze in 16 anni fanno 156, 25 udienze all’anno. Ma sanno di cosa parlano, i berluscones o no?
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Angela manda
Il conflitto d’interesse nella legalità

Ormai la parola più di moda è “legalità”, ma quale legalità ?!
E’ sufficiente intenderla come rispetto delle leggi senza un’analisi approfondita sui poteri che dettano le stesse ?!
OGM, aspartame, asbesto, cellulari, solo per fare alcuni esempi, .. e la storia si ripete. Il problema in questione si è fortemente ramificato fino ai più alti livelli, diventando stato di normalità acquisita e tollerata, se non addirittura voluta.
In queste condizioni si spiegano le DIFFICOLTA’ DELLA RICERCA INDIPENDENTE di influenzare maggiormente le scelte di sanità pubblica.

CHI DECIDE LE REGOLE E’ IN CONFLITTO DI INTERESSE ?!
(Tratto da “La storia segreta della guerra al cancro” di Devra Davis)

“I criteri per determinare se un rischio sospetto costituisca una minaccia reale per la salute umana sono stati modificati nell’ultimo mezzo secolo da alcune delle menti più brillanti nel campo della salute pubblica: Richard Doll, Hans-Olav Adami e Dmitri Trichopoulos sono noti a livello mondiale per i loro studi sul tabacco e su altri rischi per la salute pubblica. Hanno definito gli standard definito gli standard per determinare quali prove siano sufficienti a determinare che una data esposizione causa effettivamente un determinato problema di salute nell’uomo. Probabilmente non sapremo mai se le idee di Doll. Adami e Trichopoulos sul modo in cui gli scienziati devono studiare i rischi industriali fossero in qualche modo influenzate dal fatto che questi eminenti epidemiologi fungevano segretamente da consulenti strapagati per l’industria dell’amianto, della chimica e dei pesticidi. Per anni, Doll, oltre a lavorare per l’industria dell’amianto, è stato consulente retribuito della Monsanto e della Dow Chemical. Adami e Trichopoulos sono stati ben ripagati di quanto hanno fatto per conto delle industrie dei solventi e dei pesticidi.”

OGM IN CONFLITTO D’INTERESSE ?!
Degli OGM ci parla Marie-Monique Robin in “Il mondo secondo Monsanto” e così sintetizza la rivista Consapevole (luglio/settembre 2009): “E’ assolutamente incredibile il meccanismo delle revolving doors (porte girevoli) è assolutamente evidente nel caso Monsanto. Per esempio colui che ha redatto la regomanetazione (o meglio la non regolamentazione) sugli OGM per la FDA -Food and Drugs Administration (l’agenzia americana che verifica la sicurezza degli alimenti) – testo fondamentale su cui si basa tutta la regolamentazione mondiale sul tema – è un vecchio avvocato della Monsanto, Michael Taylor, il quale, dopo aver scritto il testo, è diventato vicepresidente della compagnia. Monsanto ha inserito nei posti chiave dell’amministrazione americana e anche in ruoli strategici all’interno della Comunità europea, dei propri uomini di fiducia: si tratta di un evidente problema di conflitto di interesse.”

ESMOG IN CONFLITTO D’INTERESSE ?!
Per l’elettrosmog ci aiutano a capire la situazione alcune note tratte dal Nuovo sommario e dalle schede del Prof. Angelo Levis (già ordinario di Mutagenesi presso l’Università di Padova e membro del comitato scientifico di ISDE).
Repacholi è nell’OMS, nell’ICNIRP (dove si sono decisi i limiti di esposizione Oms, CE), nella IARC (dove si è decisa la classificazione cancerogena dei Cem/Elf), nel comitato internazionale di valutazione sui rischi sanitari dei CEM “Comitato dei 5 saggi” (il cui rapporto ha permesso la decisione degli attuali limiti di esposizione italiani dei due DPCM 8.07.03) … ma anche consulente delle compagnie telefoniche …

ASPARTAME IN CONFLITTO D’INTERESSE ?!
(Tratto da “La storia segreta della guerra al cancro” di Devra Davis)
“Il 19 maggio 1981, ignorando le raccomandazioni di un ulteriore comitato di controllo, il nuovo commissario dell’agenzia alimentare (FDA), Arthur Hull Hayes, approvò l’uso dell’aspartame nei prodotti secchi. Entro un anno, l’approvazione fu estesa a liquidi e vitamine. Il 12 ottobre 1987 la United Press International scrisse che oltre 10 funzionari del governo americano che avevano partecipato alla decisione dell’approvazione dell’aspartame in quel momento lavoravano per le industrie produttrici. Uno di loro era il commissario Hayes che era andato a lavorare per la Burton-Marsteller, la principale curatrice delle relazioni pubbliche di Searle e Monsanto (la seconda acquistò la prima nel 1985; nella fusione, la produzione di aspartame della Searle fu trasformata in una controllata distinta della Monsanto, la NutraSweet Company).”
Come succede per gli studi sui cellulari, “165 studi diversi, pubblicati sulle riviste mediche nell’arco di 20 anni, tutti studi secondo cui l’aspartame era sicuro, erano casualmente finanziati dalle imprese.”

ASBESTO IN CONFLITTO D’INTERESSE ?!
(Tratto da Nuovo Sommario del Prof. Angelo Levis)
Oltre che per gli OGM (vedi sopra) anche per l’elettrosmog la “FDA (Food and Drug Administration) americana è largamente compromessa per la presenza nel suo seno dei gestori della telefonia mobile.”
“Altre agenzie e commissioni nazionali risultano gravate da conflitti di interesse che ne hanno condizionato il giudizio sui rischi sanitari derivanti da esposizioni ad agenti chimici e fisici, compresi i CEM, p. es. la RSC (Royal Society of Canada) ha prodotto un documento a lungo tenuto segreto e ora consultabile sul sito dell’RSC. Questo rivela che la RSC ha fornito al Governo canadese un rapporto scientifico che sostiene la non pericolosità delle fibre di crisofilo (componente dell’asbesto) per potere denunciare all’Organizzazione Mondiale del Commercio la Francia, che ne ha vietato l’uso e l’importazione dal Canada. Tutto questo 20 anni dopo la monografia della IARC che ha classificato l’asbesto fra i “sicuri cancerogeni per l’uomo”. Anche i giudizi rassicuranti sulle emissioni ELF (elettrodotti) e RF (radiofrequenze) forniti dalla RSC sono viziati da commistioni con gli interessi di compagnie private impegnate nello sviluppo e nella gestione delle relative tecnologie.”
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ONDA 2
VV

In 90 piazze italiane 300.000 persone hanno manifestato contro il pacchetto Gelmini che stronca la scuola pubblica per applicare i tagli di Tremonti, taglia 350.000 posti di lavoro e riduce in ginocchio la scuola pubblica.
In piazza i precari, gli insegnanti senza lavoro, le famiglie dei bambini disabili, gli operatori scolastici, e gli studenti universitari.
La Gelmini è detta ‘il Ministro che non c’è’ perché sinora la sua unica funzione
è stata quella di tagliare pesantemente la scuola pubblica, mentre non si fanno economie sulla scuola privata, si continua a mantenere gli insegnanti di religione, si evitano con cura tagli agli sprechi della casta, non si eliminano le Province, non si riducono gli enormi numeri dei membri degli enti politici, non si allineano gli enormi stipendi pubblici ai livelli europei, non si puniscono gli evasori fiscali, non si tagliano le opere pubbliche inutili come la TAV o il ponte di Messina, si continua a spendere in aerei e elicotteri d’assalto, e si arriva alla beffa d introdurre nella scuola superiore assurdi corsi alle armi.
Ma cosa aspettarsi da un Tremonti che ha detto che “la cultura è inutile”.
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L’IMBARBARIMENTO DELLA POLITICA A LIVELLO SQUADRISTICO
Viviana Vivarelli

Berlusconi usa ormai palesemente e dichiaratamente sistemi squadristici e criminogeni. Ha un giornale che fa paura! Capace di distruggere una reputazione con campagne martellanti che vanno avanti per settimane, mescolando elementi di verità a menzogne fittizie e interpretazioni pesantissime e distruttive, braccio armato di Berlusconi contro i suoi detrattori o avversari politici. Partita una denuncia legittima e obbligatoria da Il giornale per minaccia privata alla Marcegaglia. Il Giornale di Feltri resta comandato dal killer Feltri, malgrado il suo spostamento a una funzione più defilata dopo la sospensione dell’Ordine dei Giornalisti.
Altro che scherzavamo! Ecco come suonava la minaccia intercettata di Porro ad Arpisella, uomo di fiducia della Marcegaglia e che cura la sua immagine:

Porro: “Spostati i segugi da Montecarlo a Mantova. Adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo… non sembra berlusconiana. Avete fatto sta scelta di Riotta al Sole che qui la considerano come, hai capito? Cioè il giornale peggiore del mondo, una roba. (Guarda- replica Arpisella-che quella è stata concordata, c’è il benestare di Berlusconi e di Letta)
La signora – prosegue Porro- se vuole tenere i rapporti con noi deve saper gestire…Ti sembra una cosa intelligente farlo chiamare da Confalonieri? Tu non conosci Feltri… quello si diverte dieci volte di più che con Fini
(Arpisella ribatte che Porro non sa, che “ci sono sovrastrutture che passano sopra le loro teste.. anche sulla testa di un tale Feltri. Sovrastrutture che ci pisciano in testa, non ci considerano neanche.. non hai capito che c’è un gioco di sponda.. il governo deve andare avanti, è chiaro che è un gioco di sponda concentrato.. qual è la logica strategica di questo attacco alla Marcegaglia?.. (Porro risponde. “Per rompere i coglioni a tutti quelli che gli danno veramente una mano al boss)..ma tu non sai che cazzo c’è in giro- continua Arpisella – hai un’ottica corta…è allora il cerchio sovrastrutturale che va oltre me, oltre Feltri, oltre Berlusconi.. ci sono logiche.. che non riguardano il Fini, il casini, il Buttiglione.. ci son quelli che c’erano dietro la DaAddario, dai, su,..”

E’ chiaro che quello che emerge è un quadro inquietante!
Non solo siamo nelle mani di una cricca di criminali ma non sappiamo nemmeno chi siano coloro che realmente tengono le fila della politica e dell’economia italiana e del cui piano Berlusconi è solo un esecutore.

Ogni paese civile ha una legge che vieta di candidarsi a chi possiede media. Non c’è bisogno di spiegarne la stringente necessità. Un possessore di media può distorcere l’informazione a suo vantaggio, il che è quanto avviene con le mani sulla televisione e sulla stampa di B, che oscura, distorce o devia le notizie al fine di impedire critiche al cattivo operato del governo, ma il legislatore forse non arrivava a pensare che quel possessore di media si sarebbe spinto fino ad usare dossier giornalistici o inchieste come un’arma impropria, al fine di coartare la volontà di personaggi influenti del mondo dell’economia, a mo’ di ricatto, o al fine di vendicarsi su gruppi di potere come il Vaticano o la grande impresa per forzarla in modo violento a commenti positivi.
E questo è quello che succede oggi con i media di B nei confronti della Presidente di Confindustria che viene prima minacciata di dossieraggio con scopi punitivi e poi viene fatta oggetto di denunzia giornalistica, e non certo per servire gli scopi dell’informazione, ma per “punirla” delle sue critiche (peraltro lievissime) al governo, non diversamente da quanto è avvenuto in questi 16 anni indecenti con chiunque abbia fatto critiche al feroce B o si sia messo di traverso sui suoi piani, Montanelli, Santoro, Biagi, Luttazzi, Grillo, Prodi, Arosto, Di Pietro, Bocassini, D’addario, Veronica, Marrazzo, Mesiano, Boffo, Fini, Caldoro…, insomma il giornalismo usato come arma di costrizione, intimidazione, vendetta o abuso di potere
Tutto questo è orripilante. Pensare che il paese è in mano a un uomo che fa un uso così perverso del potere lascia sbigottiti. E’ come essere nelle mani di un criminale mafioso che strappa il consenso con la forza usando metodi squadristi o criminogeni, con un potere smisurato che non trova limite di efferatezza.
Ora, in Italia quella legge che vietava di accedere ad alti ruoli politici a chi possedeva media c’era, il Pds non la applicò. Due governi di csx non regolarono mai meglio il conflitto di interessi e si astennero dall’applicare la legge che c’era. Erano anche loro sotto ricatto?
Gente come D’Alema, Violante ecc. hanno messo un potere enorme nelle mani di B, e che vi sia ancora qualcuno nel Pd (Veltroni in primis) che ripete che non si deve demonizzare B, resta qualcosa di indigeribile e ributtante che rivela oscuri maneggi indegni di una politica civile.
Del resto tutto quello che accade risponde puntualmente al dispiegarsi del Piano di Gelli di golpe dello Stato democratico (vedi Masada 639. Il Piano di Rinascita democratica della P2 https://masadaweb.org/2008/02/25/masada-n-639-25-2-2008-p2/), con una accentuazione per quanto riguarda l’abuso del mezzo televisivo, secondo una intuizione di B che ha superato lo stesso Gelli.
Nella realizzazione di questo piano perverso di distruzione degli istituti democratici, il Pds prima e il Pd oggi hanno dato un appoggio determinante.
Sottolineiamo come questo piano aleggi in modo inquietante nelle intercettazioni delle minacce di Porro all’uomo di fiducia della Marcegaglia è il continuo riferimento a un misterioso ‘livello superiore’, che dà ordini allo stesso Berlusconi e in cui possiamo a buon diritto porre una cricca di insospettabili pidduisti di grado direttivo.

Il giorno dopo la scoperta delle minacce telefoniche di Porro alla Marcegaglia, è uscita beffardamente su Libero la prima parte di un dossier contro la Presidente di Confindustria, che raccolgono vari articoli di denuncia dei suoi malfatti. Libero pubblica. “I pm sono impazziti”, non distinguono più tra colpevoli e innocenti, ma tra berlusconiani e non berlusconiani. Del resto nella telefonata incriminata Porro accusava la Marcegaglia di “non essere troppo berlusconiana”. E’ diventato questo, oggi, in Italia, il reato più grave. Non solo si deve essere a favore di Berlusconi, ma lo si deve essere “ac perinde cadaver”, al modo di Bondi, di Capezzone, di Cicchetto, di Gasparri o La Russa, in modo totale e assoluto, il dittatore lo ordina.
Occorre fermare questa macchina perversa! Un paese appena appena civile non può tollerare di essere coercito in modo dittatoriale e squadristico da un uomo solo che realizza il piano di una cricca oscura superiore, che domina tutto e tutti con una ricchezza gigantesca e un potere intollerabile sia finanziario, che legislativo che mediatico che politico, con servizi segreti al suo diretto comando, un parlamento succube e ormai da troppo tempo non più rappresentativo di alcun interesse pubblico, l’aiuto fattivo della criminalità organizzata e il sostegno nemmeno tanto nascosto del Vaticano e che, in politica estera, si allontana sempre più dall’area Onu, sia per l’applicazione di leggi che distruggono i diritti civili che per i suoi legami con personaggi che si allontanano dall’area atlantica come Putin o Gheddafi.
La Confindustria non ci metterà molto a capire che questo governo non è solo un pericolo per le classi democratiche del paese ma anche per le caste economiche più retrive e non basteranno le progressive leggi di depenalizzazione dei reati ambientali, fiscali e finanziari e la paralisi del sistema processuale e penale a darle abbastanza vantaggi, se a questi si accompagna di fatto un sistema di coartazione violenta e criminale.
La Marcegaglia è furente. Una cosa simile non è mai successa. Dichiara che nessuna intimidazione e minaccia la costringerà a cambiare il suo giudizio sul governo. Possiamo solo sperare che gli imprenditori di Confindustria percepiscano il chiaro messaggio minatorio nei loro confronti e si regolino in modo da far sparire dalla scena politica italiana un simile despota.

Oggi i giornali sono schierati unanimemente a difesa della libertà di stampa e dunque della libertà di Feltri a pubblicare quel che vuole e feltri è tanto astuto da pubblicare, come dossier, qualcosa che al momento non è altro che un collage di articoli di vari giornali sulla Marcegaglia. La libertà di stampa è sacrosanta, ma non possiamo tollerare che ci sia al governo un individuo in grado di usare i suoi giornali e la televisione, e persino la televisione pubblica, per manipolare l’informazione (come si sente dall’intercettazione, B vuole manipolare anche il Sole 24ore che è il giornale di Confindustria), coercirla, intimidirla, minacciarla e punirla, come avviene solo nelle peggiori dittature.

Scrive Giuseppe D’Avanzo:
“La Marcegaglia ha espresso dei giudizi.. che hanno messo in movimento la macchina del fango politico-informativa che progettava contro di lei un rito di degradazione, una bastonatura che avrebbe voluto condizionare un suo diritto e un suo dovere, influenzare le sue parole, limitare la sua indipendenza. Scrive il comitato di presidenza: “L’indipendenza è da sempre la forza del sistema Confindustria. Marcegaglia, nel suo ruolo di presidente degli imprenditori italiani, è simbolo di questa indipendenza, che non può in alcun modo essere attaccata o messa in discussione”.
C’è dunque chi, con un’intimidazione, ha provato a vincolare l’autonomia della Marcegaglia e l’autodeterminazione della Confindustria. Chi?”

E’ ovvio che si tratta di B. Ma a questo punto siamo legittimati a sospettare di una cricca superiore a lui e rispetto alla quale lui come Tremonti non sono che marionette esecutive dentro un piano di distruzione del nostro sistema costituzionale democratico.

Scrive Confindustria: “Stiamo assistendo a un imbarbarimento del clima politico, che oltre a creare sentimenti di disaffezione e disistima nei cittadini, non incoraggia le imprese a continuare a lottare per difendere ed accrescere il benessere che abbiamo conquistato”. È dunque la barbarie della politica – e non la ferocia di un giornalismo degradato a killeraggio – che ispira per Confindustria i sicari che avrebbero dovuto friggere la Marcegaglia. Sembra di vedere qui un dito puntato contro il presidente del Consiglio. È B che la presidente critica in settembre. È B che tace oggi. Non una parola. Non un rigo per esprimere sostegno e apprezzamento a una donna che, quale che sia l’esito dell’inchiesta giudiziaria, ha già avuto modo di dire di aver patito come “un avvertimento, come un rischio reale e concreto per la sua persona e per la sua immagine”, come un manifesto tentativo di “coartare la sua volontà” e si preparava a pubblicare – un dossier contro di lei. Non un rigo. Non una parola di B. Il silenzio è assordante. È molto eloquente. Autorizza a immaginare che non abbia nessuna voglia di smentire o contraddire i suoi sicari e nessuna intenzione di venire incontro a chi lo ha criticato in nome delle imprese. È questo silenzio la chiave che consente di interpretare, da un lato, le parole severe del comitato di presidenza di Confindustria contro “l’imbarbarimento della politica” e, dall’altro, la decisione del giornale del Cavaliere di pubblicare oggi 4 pagine di guai giudiziari e liti familiari dei Marcegaglia. Con un cambio di direzione sorprendente.”

“È un distacco che conferma come dietro le aggressioni del suo giornale ci sia sempre la sua volontà, il suo risentimento contro chi immagina lo abbia tradito o lo voglia tradire. Contro chi non crede (o non crede più) alle sue performance di illusionista, al suo mondo di immagini, umori, riflessi mentali, paure, odio del tutto artefatti come le emozioni dinanzi alla visione di un film. Esaltato da un rancore cieco, gonfio di un’inimicizia assoluta e irreparabile, B non riesce a scorgere nessuna differenza ormai tra la critica legittima e l’aggressione violenta, tra il disaccordo ragionato e la destabilizzazione.
Ogni dissenso diventa per lui “disegno eversivo”, sfida per il legittimo governo del Paese, assedio alla sua persona. Chi rompe l’equilibrio del regime che governa – sia la moglie, un giornalista, un alleato, il presidente della Camera, il presidente degli industriali – deve essere trascinato nel fango e distrutto. È questa la missione di un non-giornalismo trasformato in killeraggio politico. È improprio parlare di libertà di stampa dinanzi a questa anomalia del tutto nuova anche per il giornalismo italiano da sempre prigioniero delle divisioni ideologiche e dell’asprezza del conflitto politico che hanno ostacolato lo sviluppo di una cultura professionale separata dalle opzioni politiche. Questo non-giornalismo è soltanto la vetrina della collera di B. Si nutre di calunnia e di menzogna. Diffama e pretende di distruggere ogni reputazione. Contamina ogni rispettabilità. Umilia e ferisce. È artefice di un linciaggio violento, permanente e senza vincoli che si alimenta degli odi del padrone. È soltanto lo strumento di una lotta politica declinata come guerra civile. Una guerra dichiarata unilateralmente da B contro tutti. Oggi anche contro la Marcegaglia e Confindustria.”

Questo è un paese che ha bisogno di un governo. Non di un killer!
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UNA LEGGE ANTICORRUZIONE
Viviana Vivarelli

Non solo Berlusconi si guarda bene dal fare una legge anticorruzione, ne parlò vagamente a marzo poi la sotterrò, non solo in ogni legge omnibus infilano proditoriamente depenalizzazioni per quei funzionari dello Stato che vendono favori in cambio di personali vantaggi, non solo nel famigerato indulto Berlusconi chiese espressamente che fosse condonata anche la pena di chi avesse praticato il voto di scambio mafioso, ma anche i due governi di csx si sono guardati bene dal fare una legge anticorruzione, e, pur sapendo benissimo che esiste una legge anticorruzione europea dal 1990, tutti i governi di dx e di sx si sono guardati bene dall’introdurla nel nostro ordinamento, facilitando anzi la strada dei corrotti e dei loro capitali neri.
Eppure quella legge europea esiste da 11 anni e non siamo il paese europeo che ha il più alto grado di corruzione politica.
Da cui si vede benissimo come il mantenimento di tale corruzione sia una caposaldo della Casta che si guarda bene, da dx a sx, dall’affrontare la questione morale, grande assente di qualunque programma, o dall’appoggiare quella legge ad iniziativa popolare proposta da Grillo che tenta di mettere un po’ di giustizia nella depredazione politica.
Ma che in questa strage di democrazia e di legittimità nemmeno la sx estrema sia esente lo provano 4 fatti:
-l’attacco feroce di questa parte al M5S che almeno di lotta alla corruzione parla
-l’attacco che è venuto anche da sx all’operato di De Magistris che indagava sulla corruzione politica in Calabria (2’ MLD di fondi europei scippati)
-il fatto che tra i suoi nemici politici ad alto livelli ci sia stata nel CSM Letizia Vacca di RC
-la dichiarazione recisa della Chiaromonte: “Noi non daremo MAI alcune autorizzazione a procedere contro qualsiasi membro del parlamento”. E proprio la Chiaromonte si è fatta proponente insieme a Campagna del pdl di un disegno di legge per la totale immunità parlamentare.
..
MAXI TRAFFICO DI RIFIUTI
Federico Mazzotti (Il Tirreno)
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/attualita/2010/02/09/news/maxi-traffico-di-rifiuti-indagini-in-toscana-1854475

Un colossale traffico di rifiuti con grandi nomi dell’industria coinvolti. Al momento, nell’ambito dell’inchiesta, è stato sottoposto a sequestro il laboratorio di analisi di Mantova della Made Hse, appartenente al gruppo Marcegaglia. Un tecnico del laboratorio è agli arresti. Secondo fonti investigative risulterebbe indagato anche Steno Marcegaglia, padre di Emma. L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Noe di Grosseto e per ora ha portato a 17 misure cautelari in tutta Italia. Nel laboratorio, secondo quanto emerso dalle indagini, sono stati redatti falsi certificati di analisi sui rifiuti da smaltire provenienti da un’industria siderurgica dello stesso gruppo Marcegaglia di Ravenna. Con i falsi certificati i rifiuti potevano essere destinati a siti non idonei a riceverli, con notevole risparmio sui costi di smaltimento. Il coinvolgimento di Steno Marcegaglia è stato determinato proprio dalla carica da lui ricoperta nel gruppo ed è riconducibile al filone di indagine che riguarda la Made Hse, azienda di consulenza del gruppo mantovano, che – secondo gli inquirenti – avrebbe favorito lo smaltimento di rifiuti pericolosi classificandoli come non pericolosi. E’ stato arrestato e si trova ai domiciliari Mauro Bragagni, 59 anni, all’epoca dei fatti direttore dell’industria metallurgica situata nella zona portuale di Ravenna e appartenente al gruppo Marcegalia. L’ex direttore è originario di Piombino (Livorno). “I dirigenti interessati dalle indagini non ricoprono più da tempo gli incarichi originariamente loro conferiti. L’azienda si dichiara certa del loro corretto comportamento e confida di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati”.
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NOBEL

Onore ai giurati di Oslo che hanno dato il Nobel cinese per la pace a un pacifista dissidente cinese, lo scrittore Liu Xiaobo, che sta combattendo da 11 anni per i diritti umani, quei diritti umani che gli stati europei, come l’Italia, fingono di ignorare quando ricevono con eccessivi onori il presidente cinese!
Liu Xiaobo è detenuto in un luogo sconosciuto, formalmente arrestato solo il 23 giugno 2009 sulla base dell’accusa di “incitamento alla sovversione del potere dello stato”
La Cina è stata molto irritata dalla premiazione di questo intellettuale e ha oscurato ogni informazione al suo popolo in proposito.
Carta08, il documento che è costato 11 anni di prigione a Liu Xiaobo, é stato volutamente modellato sul documento diffuso nel 1977 da un gruppo di intellettuali cecoslovacchi tra cui un altro premio Nobel, lo scrittore ed ex-presidente ceco Vaclav Havel. I firmatari di Carta77 si impegnavano a “battersi individualmente e collettivamente per il rispetto dei diritti umani e civili nel nostro Paese e nel resto del mondo”. Il documento chiedeva la fine del regime a partito unico allora in vigore nella Cecoslovacchia, parte della sfera di influenza dell’ Urss per un sistema pienamente democratico basato sul rispetto delle leggi. “Il popolo cinese – è scritto su Carta08 – comprende molti cittadini che vedono chiaramente che la libertà, l’uguaglianza e i diritti umani sono valori universali dell’ umanità e che la democrazia e un governo costituzionale sono le istituzioni fondamentali per proteggere questi valori”.
Decine di intellettuali hanno partecipato alla stesura di Carta08, in un processo che si è protratto per mesi. Il documento è stato reso pubblico alla fine del 2008 con 303 firme di scrittori, avvocati, giornalisti, accademici e cittadini ordinari. In quel periodo la polizia cinese ha fermato e interrogato tutti i firmatari iniziali.
..
Arte poetica
Jorge Luis Borges

Guardare il fiume fatto di tempo e di acqua
E ricordare che il tempo e un altro fiume.
Sapere che noi ci perdiamo come il fiume
E che i volti passano come l’acqua.

Sentire che la veglia e un altro sogno
Che sogna di non sognare e che la morte
Che la nostra carne teme e questa morte
Di ogni notte, che si chiama sogno.

Vedere nel giorno e nell’anno un simbolo
Dei giorni dell’uomo e dei suoi anni.
Convertire l’oltraggio degli anni
In una musica, una voce e un simbolo.

Vedere nella morte il sogno, nel tramonto
Un triste oro, tale e la poesia
Che e immortale e povera. La poesia
Torna come l’alba e il tramonto.

Talora nel crepuscolo un volto
Ci guarda dal fondo di uno specchio:
L’arte deve essere come questo specchio
Che ci rivela il nostro proprio volto.

Narrano che Ulisse, sazio di prodigi,
Pianse d’amore scorgendo la sua Itaca
Verde e umile. L’arte e questa Itaca
Di verde eternità, non di prodigi.

Ed è pure come il fiume senza fine
Che scorre e rimane, cristallo di uno stesso
Eraclito incostante, che è lo stesso
Ed è altro, come il fiume senza fine.

….
Raccolta differenziata
Viviana Vivarelli

L’Italia si obbligava a raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti entro il 2003. Poi si disse entro il 2009.
La nuova normativa prevede l’obbligo di raggiungere il 65% entro il 2012
Nel 2009 1488 comuni hanno raggiunto la differenziazione record nella classifica di Legambiente.
Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, si piazza al primo posto.
Il Veneto svetta in cima alla classifica con una percentuale del 67%
seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%.
La Sardegna è leader tra le regioni emergenti sulla raccolta differenziata per aver raggiunto a fine 2009 una percentuale regionale del 35% (nel 2002 era al 3%).
In Campania sono 84 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia
Spiccano le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta, di uno della Puglia (Monteparano, provincia di Taranto).
Restano regioni come la Sicilia che vivono una grave emergenza rifiuti con montagne di immondizia in strada, spesso oggetto di pericolosi incendi. Si vogliono megainceneritori quando comuni trapanesi e agrigentini hanno performance di raccolta e riciclaggio paragonabili a quelli del Nord .
Attivando la raccolta differenziata, i comuni premiati hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,3 milioni di t di CO2, pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia. E 7 milioni di t di rifiuti sono state sottratte alla discarica.
Vincitore assoluto del 2010 è Ponte nelle Alpi (BL), 8.499 abitanti, che, oltre ad aver conseguito il 83,5% di raccolta differenziata, ha l’indice di buona gestione più alto in Italia: 87,28. Spicca poi Salerno, miglior capoluogo del Centro Sud, per aver raggiunto il 60,3% di raccolta differenziata.
Metà di Comuni Ricicloni, infatti , si sono strutturati per la gestione dei servizi in sistemi consortili, ma la legge contro i consorzi li punisce.

Le dieci proposte di Legambiente per uscire dall’emergenza rifiuti
1. Aumentare il costo dello smaltimento in discarica
2. Diffondere le raccolte differenziate domiciliari in tutti i Comuni italiani
3. Completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti
4. Rivedere il sistema di premialità/penalità per premiare la riduzione e il riciclaggio
5. Promuovere la diffusione delle buone pratiche locali sulla prevenzione
6. Avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione
7. Promuovere la qualità delle raccolte differenziate per massimizzare il riciclaggio
8. Garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa
9. Non riaprire la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti
10. Introdurre i delitti ambientali nel codice penale e istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani
Perché si continuano a usare sacchetti di plastica? Addirittura le farmacie e i supermercati?
Il loro uso fu dilazionato di due anni ma non si vedono ordini governativi in proposito. Si intende renderli eterni? Perché non si fa nulla per limitare gli incarti di libri e riviste?
Perché non si vedono all’orizzonte leggi che limitino gli imballaggi e ne appoggino il costo di smaltimento su chi li usa in modo eccessivo? Perché tutti i supermercati non hanno i distributori di alcuni prodotti privi di imballaggio?
Perché nei piccoli comuni si vedono cassonetti di molti tipi diversi per la raccolta differenziata ma nelle grandi città no?
Perché la sx si è sempre così platealmente disinteressata dei problemi ecologici e non si sono visti provvedimenti utili nemmeno coi verdi al governo?

Le peggiori città d’Italia per la raccolta differenziata sono state: Siracusa (2,9), Palermo (3,7), Messina (3,8), Taranto (4,1).

Sindaco di Siracusa Roberto Visentin Pdl
Sindaco di Palermo Diego Cammarata Pdl
Sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca Pdl
Sindaco di Taranto Stefano Ippazio (Per fortuna che è di SEL!)

La Russo Iervolino ha poco da ribattere a Berlusconi quando a Napoli la raccolta differenziata sta al 19%. E Bassolino ha pure speso 662.000 euro di fondi europei per insegnare la raccolta differenziata a Cuba, Repubblica Dominicana e Haiti!?

Copio:
I supermercati europei premiano chi butta bottiglie di plastica o vetro
Le macchinette per la raccolta differenziata di bottiglie di vetro e plastica, si trovano un po’ nei supermercati di tutta Europa, tranne che in Italia. In pratica basta depositare un po’ di bottiglie che viene riconosciuto per ogni pezzo, nel caso di un supermercato di Berlino, 0,25 cent, somma che sarà poi trasformata in buono acquisto.
Lo stesso in Austria.
Il meccanismo è semplice: ci si reca al supermercato con i propri vuoti a rendere in vetro, si introducono nella macchina che li riconosce automaticamente, si schiaccia il bottone verde che ci darà uno scontrino spendibile all’interno del supermercato, in questo caso le bottiglie in questione erano normali bottiglie di birra “valutate” 9 centesimi al pezzo.
In Italia, si pensa solo agli inceneritori!
..
Alex Zanotelli era andato a visitare il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella in sciopero della fame. Il religioso ha fatto il suo ingresso nella tenda della Protezione Civile che da ieri, in piazza Pace, ospita il sindaco che digiuna per protestare contro l’apertura della seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio. “Solidarietà massima al sindaco Langella – ha affermato Zanotelli – che, facendo lo sciopero della fame, ha adottato una metodologia non violenta per protestare e per porre sul tavolo un problema serio. Condanna, inoltre, per lo scempio di voler continuare a sversare e di voler aprire una seconda discarica che sarebbe l’ennesima violazione di un Parco Nazionale protetto anche dall’Unione Europea”.
“Sono qui – ha aggiunto Zanotelli – anche per protestare sul fatto che il decreto 90/2008 del Governo, che impone alla Campania dodici mega discariche e quattro inceneritori, nella sostanza impedisce alla Campania l’avvio reale della raccolta differenziata che è l’unica via d’uscita e contro l’inaccettabile militarizzazione di questa regione e soprattutto di siti e megadiscariche, oltre che del termovalorizzatore di Acerra”.
Oggi i santi moderni affiancano la popolazione che lotta per difendere l’acqua pubblica e per difendersi dall’inquinamento ambientale delle discariche e degli inceneritori.
E Zanotelli è uno che di discariche se ne intende, avendo passato 30 anni della su avita della enorme discarica di Korogocho a Nairobi.
(mia figlia c’è stata e ha lavorato insieme ai comboniani, uno dei pochi gruppi che nella chiesa combattono contro i governi corrotti denunciando le loro infamità).
Uno dei sindaci dei 3 comuni minacciati dalla 2a discarica nel parco del Vesuvio che già respirano aria mefitica a causa delle 1a discarica costruita senza alcune regola e che è un buco pieno di immondizia a cielo aperto,denunzia il 68% di raccolta differenziata.
Ma a che serve se il governo di questo paese preferisce favorire cricche di corrotti e tangenti?
..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Ciao Viviana e grazie per le informazioni che raccogli e diffondi.

    – Hai altre informazioni sul punto 1)? Di che finanziamenti alle aziende di B. si tratta?

    – Per quanto riguarda il secondo punto vorrei segnalarti che manca una cosa fondamentale alle dieci proposte di legambiente: la cancellazione della legge che assegna i contributi Cip 6 all’energia prodotta dagli inceneritori, senza quei soldi non sarebbe più un affare incenerire rifiuti (regalo di Andreotti a Moratti per bruciare i residui delle lavorazioni delle sue raffinerie e poi esteso anche ai rifiuti urbani).
    A Verona stiamo combattendo (ieri una manifestazione di 3-5000 persone ha sfilato dalla stazione a pzza Bra) per dire no alla costruzione di due nuovi forni e la riattivazione di quelli vecchi e partecipando ad uno dei comitati cittadini, negli ultimi mesi, documentandomi sull’argomento, ho scoperto che ai tempi dell’approvazione dell’inceneritore di Brescia l’assessore all’ambiente era un “verde” di legambiente ed anche ora a Vr legambiente è latitante nella lotta all’inceneritore perchè ci sono suoi esponenti che ritengono che una parte dei rifiuti va comunque bruciata: affermazione di uno dei responsabili di legambiente di Vr (a cui ho risposto di documentarsi!) che era mio vicino di tavolo in una delle feste estive in cui noi informavamo sull’inceneritore mentre loro raccoglievano firme per una proposta di legge per il no al nucleare.
    Ti dico questo solo perché tu sappia che, purtroppo, anche legambiente non è del tutto affidabile non so se per giustificare gli errori passati o perché ancora conniventi con gli “affari” dell’incenerimento.
    Ciao bernardo

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 10, 2010 @ 5:17 pm | Rispondi


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