Nuovo Masada

ottobre 2, 2010

MASADA n° 1204. 2-10-2010. Voglio volare

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:20 am

Manifestazione del popolo viola contro Berlusconi – Le bellinate di B in Senato – Il re è mascherato – Schifani indagato dalla procura per mafia – Il berlusconiano Martusciello dovrebbe fare da garante RAI – Il paese felice che non c’è – Fermata in Friuli l’avanzata degli OGM – Lodo Lega: la banda armata non è più reato – Dalle anime morte alle anime vive – Da Messina a Firenze alla Val di Susa Comitati uniti contro le Grandi Opere

Voglio volare
e volare alto.

Ma prima dovrò sfondare
col pugno dell’indomito sdegno
la cappa del piombo mediatico
della narrazione bugiarda
della cronaca che m’inchioda
della dittatura che mi schiena

.

Voglio volare
e volare libero.

Ma prima dovrò infrangere
le ipocrisie del doppiopetto
e spezzare le catene del doppio giogo
cui in troppi, senza vergogna,
ci si sottomette,
in libera schiavitù:
promesse e ricatti,
carote e bastone,
blandizie e nequizie.

Voglio volare
e volare lontano
.

Da questo paese strozzato,
stuprato nella sua perduta inviolabilità,
landa sperduta per incursioni scherane,
società fatta mercato,
parlamento vero bordello,
ministri al guinzaglio.

Lontano da questo paese
di porci e mascalzoni,
la cui unica legge
è quella del gregge.

Don Aldo
..
“Tutto di me finirà, tranne quell’ultimo centimetro di libertà per cui vale la pena di vivere, un centimetro è piccolo e fragile, ma è l’unica cosa al mondo che vale la pena di avere, non dobbiamo mai perderlo, svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino.”
Alan Moore

“Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90:uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.”
Noam Chomsky

“Viviamo purtroppo in un’epoca nella quale le merci sono diventate le protagoniste della storia, mentre il lavoro che le produce viene ricacciato in una sorta di purgatorio dell’irrilevanza!
Di fronte a questo assurdo capovolgimento della logica e del buon senso, cosa fa il governo B con il codazzo di balordi da lui intruppati nel caravanserraglio delle istituzioni parlamentari?
Si spende e si spande, galleggiando dentro l’asfissiante retorica delle virtù salvifiche del mercato e sulla libera circolazione delle merci, più che preoccuparsi del fatto che il lavoro è scomparso di scena. E’ questa l’immagine del mondo che ci viene quotidianamente offerta: non è il lavoro a produrre ricchezza, ma la sua libera circolazione in forma di bene.
Così i mercanti ingrassano e i lavoratori tirano la cinta.
Quanti hanno a cuore il futuro del Paese bob possono non rimboccarsi le maniche per rimettere il mondo a testa in su!”

Don Aldo
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Un cartello esposto a Napoli dice: “Caro Silvio, ‘o miracol’ ra munnezz’ è ‘na munnezz’ ‘e .miracol’ !
..
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi…
(Karl Marx, Il Capitale, 1885)
..
NOB2

Oggi il popolo viola è in piazza a Roma per la seconda grande manifestazione contro Berlusconi. Aderiscono numerosi movimenti, sigle e associazioni. I temi discussi saranno 7: Costituzione, lavoro, conflitto d’interessi, legge elettorale, stampa, giustizia, scuola. Nel logo della kermesse viola, compare il volto del premier Silvio Berlusconi con un timbro viola e una scritta: ‘Licenziamolo’. Partecipano Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e Ignazio Marino.

300 pullman sono in arrivo a Roma da tutta Italia, insieme a due navi speciali dalla Sardegna; saranno invece 100.000 gli accessi unici al blog e 11 città estere, da Valencia a Washington, che manifesteranno in contemporanea con Roma.
“Quello che vedremo in piazza – spiega Silvia Bartolini, del Popolo Viola – è il frutto di un lavoro corale. Chi non verrà domani, perderà l’occasione di vedere un racconto di libertà, fatto in questi mesi da migliaia di cittadini”.
Interverranno Paul Ginsborg ed Ernesto Ruffini, Concita De Gregorio e Salvatore Borsellino. Aderisce la FIOM.
“Il governo è stato incapace di dare risposte ai problemi del paese, mentre l’attuale maggioranza è un drago di cartone, perciò cittadini, scendendo in piazza, vogliono riprendersi la Costituzione. Chiederemo una nuova legge elettorale, una legge contro il conflitto di interessi e poi elezioni libere e democratiche”.
“La linea politica è la Costituzione ma occorre superare il precariato, mentre sul fronte dell’informazione, stampa e Rete non devono essere soggette a censure o bavagli”.

Le bellinate di B in Senato
Sante Marafini

a) “ho salvato le banche americane”;
b) “sono stato “protagonista nello sventare una crisi tra Russia e Georgia”;
c) “ho intimato a Obama e Putin (suppongo)«come presidente del G8 di non presentarsi in Italia se prima non fosse stato firmato l’accordo per la riduzione degli arsenali militari. Cosa, questa, che fecero a Mosca e vennero a L’Aquila mostrandomi il contratto siglato”
La considerazione che hanno di questo nostro supercoso.
Un giornale americano cosi’ descriveva l’incontro tra lo stesso B e Obama “Michelle Obama ha teso la mano a B, con la stessa cautela di uno che mette un topo morto in bocca ad un coccodrillo”.
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Antonio
Obama, Putin,Medvev, Gheddafi, tutti in coro a cantare “meno male che silvio c’èèèèèèèèèèèèèèè!

LE BUFALE DEL CAVALIERE
Mario Ajello

Ha salvato le banche americane da un crollo che sarebbe stato molto peggiore di quello del 1929 («Grazie a me è stato evitato un disastro», ha annunciato ieri).
E’ riuscito a sventare il riscoppio della Guerra Fredda lo scorso anno, mettendo d’accordo gli Usa e la Russia che si stavano combattendo in Georgia.
A pensarci bene, anche la Guerra Fredda originale finì perché in qualche maniera lui la fece finire.
Ha salvato l’Italia dai comunisti nascosti con i loro cannoni dentro la faccia a Mortadella di Prodi. Ha scacciato la crisi economica europea.
Ha rilanciato il cristianesimo con l’aiuto di don Gelmini e di don Verzè, nonostante i catto-comunisti di “Famiglia Cristiana” remino contro.
Ha sconfitto Saddam in Iraq e i mullah in Afghanistan, senza spargimento di sangue.
Sta terrorizzando l’atomicissimo Amhadinejad che non ha paura di nessuno ma di lui sì.
Ha ridato forza, pace, cibo e salvezza all’Africa con l’aiutino di Gheddafi.
Ha creato Obama, l’«abbronzato», che senza di lui non sarebbe esistito.
Ha esportato la democrazia occidentale nel mondo in tandem con Putin che è un noto democratico occidentale.
Ha fatto vincere una valanga di scudetti al Milan. Ha fermato («Ghe pensi mi») l’Islam che avanzava (ma ora non più) e che preoccupava (ma adesso è tutto risolto) non solo Ratzinger ma anche Gesù Cristo.
Poi, ieri, in Senato, finalmente, il Cavaliere s’è potuto schiacciare una pennichella.
..
Viviana
praticamente è Dio
..
La prossima volta sarà…
In principio creai il cielo e la terra.
La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e il mio spirito aleggiava sulle acque.
Le sirene delle ambulanze copriranno il seguito.
Silvanetta

Discorso per la fiducia

JENA
Megalomani
«Persone affette da delirio di grandezza, consistente in una eccessiva considerazione di sé, che spinge a compiere o ad attribuirsi azioni al di sopra delle proprie possibilità o proprietà».

Spinoza.it
Il premier: “L’Italia è vittima di un passato che non passa”. E di un dittatore con una ditta.
..
Di Pietro
Guardate! Queste non sono teste matte, non sono terroristi come adesso vogliono far credere quelli che approfittano di quel disperato criminale che ha tentato di aggredire Belpietro per scaricare su chi protesta e su di me quel che è accaduto. Qui ci sono operai, dipendenti della Fincantieri, appartenenti a tutti gli stabilimenti d’Italia. La Fincantieri non è di un padroncino qualsiasi, ma è dello Stato. Lo Stato è proprietario di fabbriche che fanno lavori di eccellenza e qualità in tutto il mondo. Per tutta risposta li stanno licenziando. C’è una questione sociale grossa come una casa, c’è una disperazione sociale che sta facendo ribellare il popolo e allora la colpa è di chi denuncia questi fatti? È la mia che nell’Aula del Parlamento ho detto che Berlusconi è la causa di questo male d’Italia? O è del presidente del Consiglio che pensa solo agli affari propri e alle sue società off-shore? E non si cura dell’unica società italiana che è ancora dello Stato, la Fincantieri, che come altre aziende, sta andando in malora per colpa sua? Si vergognino coloro che vogliono criminalizzare la protesta. Questo governo dovrebbe riflettere sulle sue politiche fallimentari che non portano alla pacificazione sociale.

Il re è mascherato
Raniero La Valle

Prima di lasciare la scena, il re vi compare mascherato, nell’estremo tentativo di salvare il suo potere. È questo che ha fatto B nelle giornate della fiducia, che hanno segnato la sua sconfitta perché hanno dimostrato che ormai l’opposizione non è più solo dei gruppi di minoranza, ma di due gruppi della stessa maggioranza – i finiani e i siciliani di Lombardo – che lo tengono in pugno, gli hanno dato una fiducia condizionata e lo hanno umiliato con durissimi discorsi di demolizione e di critica.
Con quale maschera B si è travisato per non cadere dal trono?
Anzitutto si è presentato come una personcina per bene, conciliante e pronto al dialogo con i suoi e con i loro, nascondendo che “i loro” li aveva sempre trattati con odio apostrofandoli come antitaliani e comunisti, e “i suoi” li aveva cacciati dal partito e contro colui che aveva alle sue spalle aveva aizzato i suoi bravi che attraverso i giornali e i dossier distruggessero lui e la sua famiglia.
Poi si è messo la maschera dello statista democratico intento notte e giorno a difendere le prerogative del Parlamento (questo era il discorso “alto”), lui che in Parlamento non ci va mai (per non perdere tempo) che lo ha espropriato del suo ruolo con i voti di fiducia e i decreti legge, e che ha detto ai dirigenti internazionali sbigottiti che le Camere sono il vero difetto del sistema messo su dai costituenti italiani, perché il governo non può fare “immediatamente” quello che vuole, ma “deve far passare tutta la sua attività attraverso l’approvazione delle Camere”.
Il re nudo ha poi messo la maschera del leader che media le dialettiche interne al suo partito, con un leggero rimprovero se vanno un po’ oltre il segno, mentre a Yaroslav aveva bollato i dissidenti come mestieranti della politica che volevano farsi la loro “piccola azienda”, e aveva dato assicurazioni al suo amico russo e al coreano che in Italia non stava succedendo nulla e il governo sarebbe andato avanti, illeso e incurante di queste piccole beghe del teatrino della politica.
Il re soccombente ha poi messo la maschera di chi va col cappello in mano a chiedere i voti di tutti, senza comprare i voti di nessuno, quando aveva disperatamente cercato di rendere superflui i voti di Fini e di Bocchino, e aveva lanciato la campagna acquisti per raggiungere la fatidica quota di 316 deputati “autosufficienti”; qui si è molto polemizzato su questa immoralità che porta in Parlamento e nella politica il calcio-mercato; ma si è fatto un torto al calcio e al mercato perché almeno lì non si compra chiunque, ma solo chi ha qualche talento nel giocare a pallone, mentre qui si comprano anche i brocchi, alla sola condizione che dicano sì.
Tutte queste maschere sono cadute. E l’ultima maschera caduta al re talismano, è quella della sua popolarità, fonte di ogni potere. Questa popolarità aveva fatto di lui il modello da imitare, che egli poteva modificare a suo piacere. Come racconta Elias Canetti in Massa e potere in Cina quando l’imperatore rideva, tutti ridevano, anche i mandarini ridevano, e se l’imperatore era triste i mandarini si facevano mesti in volto: “si poteva pensare che i loro volti fossero fatti di piume e che l’imperatore potesse a suo piacimento toccarle e metterle in movimento”: maschera il re e maschere i sudditi.
Anche da noi B rideva e i suoi appassionati ridevano e dicevano meno male che Silvio c’è. Ma ora anche questa maschera è caduta, la popolarità è precipitata nei sondaggi e non c’è più passione per lui. Alla Camera mentre i discorsi degli oppositori facevano scintille (e quello di Di Pietro addirittura fulmini e saette), i discorsi degli apologeti erano piatti e noiosi, tanto che quando parlava Cicchitto perfino B dormiva; e a Palazzo Madama, per disdegno, i senatori a vita non hanno neanche votato.
Dunque questa è una pagina da chiudere al più presto. Non è più neanche questione dei punti programmatici del governo, difesa della vita (per i cattolici) e ponte sullo Stretto (per le mafie), compressione della domanda interna (per la Banca europea) e centrali nucleari (per l’industria); è questione di una dignità da restaurare. È quella che l’Italia ha perduto, sia all’interno, come figura pubblica della comunità nazionale, avvilita nel degrado etico che neanche la CEI vuole più sopportare (“la pazienza è finita”, non solo per la Confindustria), sia all’estero per il discredito guadagnato con il resto del mondo.
Senza dignità non c’è più né dx né sx, non c’è politica e non c’è Paese. Perché la dx e la sx, la politica e il Paese possano tornare ad esistere, è dalla dignità che bisogna ripartire.

Il presidente del Senato Renato Schifani è indagato dalla procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Si tratta di un “atto dovuto” dopo alcune dichiarazioni ai magistrati di Gaspare Spatuzza e del pentito Francesco Campanella. Il fascicolo che riguarda il presidente del Senato è stato aperto pochi mesi fa e gli interrogatori in corso hanno come oggetto il suo passato di avvocato civilista, i suoi rapporti con gli uomini dei Graviano e il suo presunto ruolo di collegamento fra lo stragista di Brancaccio e Dell’Utri nel periodo che ha preceduto la nascita di Forza Italia. Secondo le dichiarazioni di Spatuzza, Schifani avrebbe incontrato in diverse occasioni, all’inizio degli anni ’90, il boss Filippo Graviano nel capannone dell’imprenditore Pippo Cosenza, che il presidente del Senato assisteva all’epoca nella sua qualità di avvocato civilista. Di questi presunti rapporti Spatuzza aveva già parlato con i pm di Firenze; dichiarazioni depositate dalla procura generale nel processo d’appello in cui Marcello Dell’Utri è stato condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. “Il verbale con le dichiarazioni del guardaspalle dei Graviano trasmesso dai magistrati di Firenze e un esposto presentato da Campanella proprio nei confronti del presidente del Senato – scrive L’Espresso – hanno convinto i pm palermitani della necessità di esercitare l’obbligatorietà dell’azione penale. Già in passato, ricorda il settimanale, Schifani era stato indagato nell’ambito di inchieste su appalti pilotati dalla mafia a Palermo, e la sua posizione era poi stata archiviata. E anche in quel caso le principali accuse arrivavano da collaboratori di giustizia.
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Guardate il video in cui Berlusconi parlando a pochi astanti offende i giudici

http://tv.repubblica.it/copertina/silvio-show-con-i-fan-per-i-74-anni/53894?video

Silvanetta
IL BERLUSCONIANO MARTUSCIELLO DOVREBBE FARE DA GARANTE RAI

(Per legge il garante della Rai deve essere apartitico e autonomo, super partes)

Antonio Martusciello è un politico italiano, esponente di Forza Italia, di cui è uno dei 26 promotori.
Laureato in scienze delle pubbliche amministrazioni, nel 1983 entra in Sipra, concessionaria pubblicitaria della Rai, dopo una selezione nazionale ed è nominato responsabile vendite.
Nel 1987 viene assunto in Publitalia ’80, di cui diventa presto dirigente.
Nel 1994 Silvio B decide di costruire un nuovo movimento politico, Forza Italia e si rivolge ad alcuni fra i migliori dirigenti di Publitalia 80, fra i quali Antonio Martusciello. Egli fonda Forza Italia in Campania e nel 1994 viene eletto deputato per la prima volta.
In quella legislatura prende parte alla Commissione Bilancio con l’incarico di Presidente del Comitato Pareri del medesimo organismo parlamentare.
Nella stessa legislatura è componente della Commissione per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano.
È nominato da B componente della Consulta del Presidente di Forza Italia.
Nelle elezioni politiche dell’aprile 2006 è di nuovo eletto deputato ed entra a far parte della Commissione Cultura, scienza ed istruzione della Camera dei deputati.
Dal luglio 2008 ad agosto 2010 ricopre la carica di Presidente di Mistral Air s.r.l., società di proprietà del gruppo Poste Italiane.
È attualmente Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Wikipedia
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Fiducia: Grande Finocchiaro!
Viviana

Prima che cominciasse a parlare c’era brusio in Senato, i senatori si alzavano, chiacchieravano urlavano, facevano quel che cacchio gli pareva.
Appena ha cominciato a parlare, calma e sicura, Ma si è fatto un gran silenzio, non si muoveva una foglia e lo stesso B è parso soggiogato.
E via via che lei andava avanti, sempre calma e sicura, i senatori hanno preso a diventare tetri, scuri in volto, c’era chi si mangiava le unghie, chi stava a occhi bassi. B era sempre più nero, sempre più cupo, sempre più incazzato, ma sembrava soggiogato come sotto una divinità sterminatrice.
La Finocchiaro procedeva inflessibile come una Eumenide. Che donna! Preparata, capace, tecnica, informata, tenace!
Ogni sua frase andava a segno. Sotto le sue accuse, B si ripiegava su se stesso, sembrava uno che prendesse tante pugnalate.
La stoccata finale è stata quando lei ha parlato della Confindustria, che cerca di andare avanti e si connette ai sindacati, contro il governo, malgrado il governo, nonostante il governo, perché questo paese deve trovare in sé la forza di andare avanti.
Cercatela domani su youtube. E’ stata grande!
Dopo di lei ha parlato Grasparri.
E’ stato come cadere dalle stelle alle stalle.
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Naturalmente, io non ho intenzione di dire che la Finocchiaro è una santa.
Me ne guardo bene.
Basterebbe quell’abbraccio a Schifani appena eletto a squalificarla.
Ma oggi, dal punto di vista scenico, beh, è stata grande! E vedere B che sgonfiava e ripiegava su se stesso come un ranocchio di gomma che perde aria, beh, è stato proprio divertente.
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Ecco il video della Finocchiaro
http://www.youtube.com/watch?v=eEIWAWBsosE

E ora, avanti con l’incubo
Come ha detto lei, B adesso si trova tra Bossi che lo afferra a nord e Fini che lo prende a Sud, e tra tutti e due lo strizzeranno come uno straccio. Ma lo sa cos’è uno straccio, signor Presidente?
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L’imbarazzo del cavaliere
Rosario Amico Roxas

L’imbarazzo del cavaliere era evidentissimo nel suo pallido e stentato intervento al senato.
Peraltro Ciarrapico gli ha reso la vita difficile e amara, e dovrà anche prendere le distanze per non fare incazzare i suoi amici di Israele.
Dibattuto tra il cerone per nascondere le rughe aumentate e scavate ulteriormente e il cerino che gli ha collocato Fini dentro l’unghia dell’alluce, non riesce a identificare che pesci pigliare, circondato come si trova solo di trote di tutte le taglie.
Gli serve tempo per recuperare un’immagine deteriorata per evitare la debacle preannunciata nel nord a favore della lega e a spese di almeno 50 suoi fedeli esecutori; ma il medesimo tempo servirà a Fini per organizzare il suo partito che già raccoglie molti consensi tra il centro e il sud Italia (isole comprese).
Bisognerebbe che il tempo passasse solo per lui, ma non c’è legge che possa alterare i ritmi dello scorrere del tempo e non basta la maggioranza per modificarne l’eterno e inarrestabile svolgersi.
Riepilogando:
elezioni subito… ? debacle a favore della Lega;
elezioni in primavera… ? ma Fini si sarà organizzato e ciò significherà debacle al centro, al sud e nelle isole;
nuotare a vista sperando di concludere la legislatura…?
Debacle su tutto il territorio perché avrà dato il tempo ai suoi alleati, tutti in attesa delle idi di marzo (non per nulla era il Cesare della P3 !), di affilare il necessario, mentre i fedelissimi cercheranno disperatamente di ricostruirsi una verginità stuprata in altre dimore.
Intanto il tempo scorre e in dirittura d’arrivo si preannuncia l’incostituzionalità dell’impedimento che non sarà più legittimo; per il lodo costituzionale dovrà cedere molto(moltissimo) del suo adorato potere, non tanto per la lega (costa poco perché già sazia) ma in termini di principio sia con Fini che con Lombardo.
Certo Feltri non gli ha reso un buon servizio, perché a suo nome ha dichiarato una sfida all’ultimo sangue; giunti al “redde rationem” Feltri toglie il disturbo e B deve passare alla cassa per saldare il salatissimo conto aperto dal suo killer della carta stampata !
Il risveglio da questi incubi non si apre su un’alba radiosa, ma su un plumbeo cielo, minaccioso di tempeste e di tornadi a go-gò, tutti con nomi ben noti: Mills, Mondadori, Fininvest, Mediaset.

Mariapia manda

Il Paese felice che non c’è
Associazione Libertà e Giustizia

Ottenuta la fiducia per galleggiare ancora qualche mese, il cavaliere commissariato deve registrare il fallimento della campagna acquisti e la doppia insidia rappresentata da Futuro e Libertà, ormai pronto a darsi una forma partito, e dalla MPA di Lombardo. L’operazione melassa del premier con cui ha cercato di condire i toni non è dunque riuscita, e il Paese felice che ha raccontato nel suo discorso alla Camera, è un Paese che non esiste, piegato com’è dalla crisi e ingannato dalle sue bugie. Nell’elenco dei sogni sciorinato da B spicca l’annunciata conclusione nel 2013 degli eterni lavori sulla Salerno-Reggio Calabria. La notizia, accolta dalle risate di scherno dell’opposizione, è stata di fatto smentita dallo stesso ministro delle Infrastrutture, Matteoli, che con una lettera inviata ai colleghi parlamentari, scrive che sinora è stato risistemato meno della metà del tracciato e che mancano i fondi per completarlo.
Sabato 2 ottobre torna in piazza a Roma il No B day, organizzato dal popolo viola, un lungo corteo sfilerà da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni, per testimoniare le ragioni di un dissenso che attraversa tutta la società civile e che punta a riaffermare i valori della democrazia. Sul palco, per LeG, ci sarà Paul Ginsborg, del consiglio di presidenza, a illustrare il grande lavoro di informazione e di mobilitazione contro il Porcellum.

Da Greenpeace
FERMATA IN FRIULI L’AVANZATA DEGLI OGM

25mila euro per Giorgio Fidenato – l’agricoltore friulano che ha piantato illegalmente mais OGM – e la distruzione del campo OGM di Fanna. Dopo le denunce, le analisi di laboratorio, i nostri attivisti in azione per fermare la contaminazione, finalmente oggi si riporta la legalità in Friuli e si mettono le basi per porre fine a questa irresponsabile e assurda illegalità, che durava ormai da mesi.
In Friuli tutto ha avuto inizio ad aprile, quando Fidenato si è autodenunciato per aver seminato, a suo dire, sei piante di mais OGM. In realtà sono stati seminati due interi campi, tutto con mais OGM illegale. Ci è voluta un’intensa campagna di Greenpeace e delle associazioni che hanno a cuore l’agroalimentare italiano per smuovere le autorità e spingere i politici a prendere posizione. Alla fine l’obiettivo l’abbiamo raggiunto!
Il sistema agricolo italiano, che si regge su piccole coltivazioni di qualità, verrebbe messo completamente in ginocchio da un via libera agli OGM. Abbiamo quindi deciso di organizzare un convegno nell’ambito della Fiera del Riso di Isola della Scala, nel veronese, per riflettere sull’importanza di salvaguardare l’agricoltura italiana, a cominciare dal riso. Ti invitiamo perciò all’incontro che si terrà il prossimo giovedì 30 settembre, alle ore 18.00, nell’Auditorium S.M. Maddalena (Isola della Scala, Verona).
Anche a livello europeo c’è molta strada da fare per prevenire la contaminazione transgenica, ed è indispensabile migliorare la procedura per la valutazione sulla sicurezza degli OGM, ancora insufficiente. Raccogliendo un milione di firme, i cittadini europei possono chiedere ufficialmente alla Commissione europea un futuro libero da OGM. Ci siamo quasi. Manca pochissimo al milione. Ancora qualche firma…potrebbe essere la tua!
Grazie!
Federico Ferrario

http://www.greenpeace.org/italy/futuro-libero-da-OGM?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=abbiamo%20fermato%20gli%20OGM_Cyber&utm_content=
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Manuela segnala
Lodo Lega, la banda armata non è più reato
Marco Travaglio

Dopo tante leggi ad personam/s per Silvio B., eccone una per i fedelissimi di Umberto B., in nome della par condicio. La norma è ben nascosta in un decreto omnibus che entra in vigore fra pochi giorni, il 9 ottobre: il Dl 15.3.2010 n. 66 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo“Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello che puniva col carcere da 1 a 10 anni “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere “azioni di violenza o minaccia”. Il trucco c’è e si vede: un provvedimento che abroga una miriade di vecchie norme inutili viene usato per camuffare la depenalizzazione di un reato gravissimo e, purtroppo, attualissimo. Chissà se il capo dello Stato, che ha regolarmente firmato anche questo decreto, se n’è accorto. L’idea si deve, oltreché al ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche al titolare della Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli. Che cos’è venuto in mente a questi signori, fra l’altro nel pieno dei nuovi allarmi su un possibile ritorno del terrorismo, di depenalizzare le bande militari e para militari di stampo politico? Forse l’esistenza di un processo in corso da 14 anni a Verona a carico di politici e attivisti della Lega Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale Pa d a n a ”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i guardiani della secessione. Processo che fino a qualche mese fa vedeva imputati anche Bossi, Maroni, Borghezio,Speroni e altri cinque alti dirigenti che erano parlamentari all’epoca dei fatti, fra i quali naturalmente Calderoli.
I leader leghisti rinviati a giudizio si erano già salvati dal processo grazie al solito voto impunitario del Parlamento, che li aveva dichiarati“insindacabili”, come se costituire una banda paramilitare rientrasse fra i reati di opinione degli eletti dal popolo. Papalia ricorse alla Corte costituzionale con due conflitti di attribuzioni fra poteri dello Stato contro la Camera, ma non riuscì a ottenere ragione. Restavano imputate 36 persone, fra le quali Giampaolo Gobbo,segretario della Liga Veneta e sindaco di Treviso e il deputato Matteo Bragantini. Ma ieri, nella prima udienza del processo al Tribunale di Verona, si è alzata l’avvocatessa Patrizia Esposito segnalando ai giudici che anche il reato superstite sta per evaporare: basta aspettare il 9 ottobre e tutti gli imputati dovranno essere assolti per legge. Stupore generale: nessuno se n’e raaccorto. Al Tribunale non è rimasto che prenderne atto e rinviare il dibattimento al 19 novembre, in attesa dell’entrata in vigore del decreto. Dopodi ché il processo riposerà in pace per sempre. Le camicie verdi e i loro mandanti possono dormire sonni tranquilli. Il Partito dell’Amore, sempre pronto a denunciare il “clima di odio che può degenerare in violenza”, ha depenalizzato la banda armata. Per l’“associazione a delinquere dei ma gistrati” denunciata da B., invece, si procederà quanto prima alla fucilazione.
In origine, i capi di imputazione formulati dal procuratore Guido Papalia sulla scorta di indagini della Digos e di copiose intercettazioni telefoniche, in cuimolti protagonisti parlavano di fucili e armi varie, era notre: attentato alla Costituzione, attentato all’unità e all’integrità dello Stato, costituzione di una struttura paramilitare fuorilegge. Ma i primi due, con un’altra“legge ad Legam”, furono di fatto depenalizzati (restano soltanto in caso di effettivo uso della violenza) nel 2005 dal centrodestra ai tempi del secondo governo Berlusconi. Restava in piedi il terzo, quello cancellato dal decreto La Russa-Calderoli.
Il Fatto

Abbiamo al governo una banda armata, una banda a delinquere, una banda mafiosa e una banda pidduista
e c’è ancora chi, di fronte a una reazione popolare, pensa a dividere!
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Paradossi

Al comunista non fare sapere come è bella la censura con le pere

Ma com’è che Minzolini continua a invitare Sgarbi, però censura Crozza per inesistente turpiloquio?

Forse la soluzione sarebbe che ogni tanto i governi europei di scambiassero di posto, così B a calci in culo lo caccerebbe qualcun altro.

Era abbastanza atroce la boffizzazione da dx, ma vederla anche da sx fa pensare a una squallida epidemia. Quel che non si riesce a emulare lo si diffama. Il metodo dei vili.
Anche se non ci avesse pensato il Movimento a 5 stelle a mettersi “di sopra”, ci hanno pensato dx e sx a mettersi “di sotto”.

La riforma della giustizia sarà il pernio della lotta (se mai ci sarà lotta) tra Fini e B. Siamo già al 148° posto della classifica mondiale sulla giustizia. Una quarantesima legge ad personam di B per tenere impunito se stesso e separare le carriere dei magistrati, togliendo alla magistratura ogni autonomia di 3° potere dello Stato, ci farà scendere ancora più in basso. Lo stop alle intercettazioni sarà il miglior aiuto a corruzione e mafia, specie per le cricche politiche. B ha già depenalizzato il falso in bilancio per liberarsi di alcuni suoi processi, lo farà anche per la bancarotta fraudolenta? Ne ha già dichiarato l’intenzione.
La crisi della giustizia in Italia, con tempi lunghissimi per portare a prescrizione i rei, la depenalizzazione di reati finanziari come il falso in bilancio e 3 gradi interminabili di processo, è uno dei motivi per cui il nostro paese è scartato da chi vuole investire capitali.
Nel 2009 la classifica internazionale sui tempi processuali del rapporto Doing Business che la Banca Mondiale redige per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui investire, penalizza l’Italia mettendola al 156° posto su 181 Paesi nel Mondo per efficienza della giustizia. Addirittura dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad. E oggi è anche peggio.
«La crisi della Giustizia – dice il Pres. di Cassazione Carbone – ha conseguenze che vanno ben al di là dei costi e degli sprechi di un servizio inefficiente e si estendono alla fiducia dei cittadini, alla credibilità delle istituzioni democratiche, allo sviluppo e alla competitività del Paese»
Ma di questo valore democratico e di questo sviluppo B e la Lega se ne fregano.
Solo nel processo civile abbiamo 5 milioni di cause in arretrato. E nel penale andiamo anche peggio. Stiamo assistendo a uno smantellamento del sistema giustizia come nemmeno i più efferati criminali si sarebbero mai sognati.
Ma la cosa più grottesca in questo finto e intollerabile duello tra Fini e B è che proprio sul legittimo impedimento o simili, sulla legge che darà impunità assoluta al reo, Fini darà il suo consenso!?
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Dalle anime morte alle anime vive
Raffaele Deidda

Alcuni mesi fa Silvio B, il cui uomo esperto di Internet Antonio Calmieri disse: “Non sa navigare ma capisce appieno le potenzialità di internet”, nell’indicare in Google uno degli strumenti per rilanciare l’export delle imprese italiane, pronunciò il nome del motore di ricerca, creato da Larry Page e Sergey Brin, come Gogol.
Spinoza.it aveva prontamente ironizzato in rete: “B chiama Gogol il popolare motore di ricerca. Confermando di usarlo quotidianamente alla ricerca di nuovi campioni per il Milan.”, aggiungendo: “Come si fa a confondere un sito con un calciatore russo?”.
Ironia a parte anche se, a dirla con Søren Kierkegaard: “L’ironia è l’occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l’assurdo, il vano dell’esistenza”, ci deve essere una qualche relazione forse inconscia, freudiana, fra B e Nikolaj Gogol, autore del romanzo “Le anime morte”, composto prevalentemente a Roma nel corso di oltre quindici anni di lavoro e pubblicato nel 1842.
Il racconto di Gogol si svolge intorno alle avventure del truffatore Pavel Ivanovic Cicikov, modesto proprietario terriero che tenta di fare fortuna con mezzi disonesti e percorre la campagna russa per comprare da altri proprietari le “anime morte”, ossia i nomi dei servi della gleba deceduti dopo l’ultimo censimento. A quei tempi, infatti, il patrimonio terriero era calcolato sul numero di “anime” possedute dai proprietari ed è questo numero che permette a Cicikov di ottenere dalle banche prestiti consistenti.
Il romanzo pone in evidenza come l’essere umano sia fragile, sottoposto a mille appetiti e passioni, che lo rendono corruttibile. Il denaro sembra possedere una forza demoniaca. Gogol mostra l’uomo nelle sue contraddizioni e nei suoi lati grotteschi. La sua descrizione della vita e il suo ritratto di una società di burocrati, lestofanti e arrivisti, valgono più di cento trattati di management.
Così come B pensa che valgono più di molti trattati di marketing le sue gesta e i suoi illuminati pensieri, fra cui la fondamentale raccomandazione, in veste di presidente di Publitalia, rivolta ai suoi venditori di spazi pubblicitari: “La bugia utile. Attribuire una propria idea ad un grande personaggio, anche se non è vero, vai trovare chi si prende la briga di controllare. Usate anche voi questo metodo: ” L’ha detto Platone, l’ha detto Abramo Lincoln…chi ve lo contesterà?”. “La gente è di una credulità totale, beve le citazioni in un modo incredibile”.
Ora B, dopo quindici anni di “bugie utili”, è ancora il capo del peggior governo repubblicano, anche se è attesa una sua prossima caduta nonostante gli sforzi fatti nel tentato acquisto di parlamentari eletti nei partiti d’opposizione e nell’ex-An di Gianfranco Fini, e l’attuale parlamento è il peggiore degli ultimi sessanta anni,
L’ex presidente di Publitalia aveva forse ragione: la maggioranza del cosiddetto popolo sovrano è di una credulità totale e non è migliore dei suoi rappresentanti. Il popolo Berlusconiano è un popolo di anime morte, la cui coscienza è defunta, incapace di produrre una seppur piccola tempesta capace di gonfiare modeste onde di sdegno. Cittadini oppressi dall’arroganza politica e ridotti ad anime morte dalla corruzione. Un popolo avvolto da un’immobilità letale, rasseg¬nata, asfis¬siante che elegge, anche a livello locale, una classe politica che tira a campare e che non si fa scrupolo di delegare le competenze istituzionali a dei personaggi coinvolti nelle indagini della magistratura per ogni genere di reato, comprese le collusioni con le organizzazioni malavitose.
Con B la realtà politica italiana è rimasta ferma dentro un immutabile presente, dentro un meccanismo non-democratico, illiberale e anti-Stato di diritto in cui dominano le menzogne, le prepotenze, gli atti violenti, l’inganno, il cinismo becero, le rivalse e le false coerenze di facciata.
E’ ancora grazie a B che le grandi istanze unitarie come l’antifascismo e la solidarietà nazionale hanno perso il loro carattere originario per assumere un nuovo stile volgare e corrosivo caratterizzato da inciuci, ribaltoni e, per l’appunto, trasmigrazione d’anime morte in parlamento, con una servitù senatoriale non meno ossequiosa delle anime morte della Camera che votano a testa china ogni volta che gli avvocati del premier ordinano di farlo, senza alcuna autostima e con una mediocrità culturale mista a naturale servilismo.
“Sono stato vivo in mezzo a tante anime morte”, scriveva Leonardo Sciascia in una delle sue celebri espressioni, oggi ancora più attuale, che provoca riflessioni e stimola riflessi addormentati.
Riflessioni che sembrano lontane per molti, troppi politici, anche di centrosx, incapaci di proporre, come direbbe Nichi Vendola, una nuova narrazione che parli dei veri problemi del paese: dei disoccupati e dei precari, dell’acqua, dell’ambiente e dell’istruzione, che denunci con forza gli obbrobri giuridici dei legulei del premier, delle strane e preoccupanti alleanze del Cavaliere con Putin e con Gheddafi e le assurdità della Lega, che non è un partito avversario ma un nemico della Nazione.
Bisogna essere vivi, vitali e propositivi per contrastare e sconfiggere le tante anime morte che muoiono in anticipo, pur di farsi comprare. Bisogna riattribuire alla politica il significato di comunità con al centro la persona e il lavoro come diritto e come dignità.
Il Governo B potrebbe cadere a breve. Il centrosx è pronto a proporre anime vive alternative?
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Cettina
Il m5s non è di dx, non è di sx.

Non segue alcuna ideologia, preferisce utilizzarne di nuove: ad esempio quella della vera democrazia, nella quale ogni cittadino è considerato parte integrante e necessaria del sistema.
Noi, come cittadini, con i governi di dx o sx che si sono succeduti, non contiamo più nulla.
Ci hanno esautorato negandoci il diritto di voto, quello dato alla persona, lasciandoci semplicemente l’alternativa di dare la nostra adesione ad un simbolo del quale sappiamo poco o niente (e ne vediamo di peggio).
Il m5s vuole ripristinare il nostro “diritto” di “cittadini” di uno stato.
Il m5s segue una linea futuristica, progettata sul benessere dei cittadini e della loro sopravvivenza basata, quindi, sul rispetto dell’ecosistema, dell’etica e della morale.
Tutti concetti che abbiamo perso per strada, poco per volta, durante i governi che si sono succeduti e che facevano riferimento, ma solo teoricamente, ad ideologie mai messe in pratica.
Io non so e non posso stabilire se le teoriche ideologie alle quali si sono ispirate la dx e la sx siano praticabili, di certo so che nessuna di queste è mai stata tradotta in pratica.
Quindi, che sia benvenuta una ventata di idee nuove che riaccendono la speranza nel futuro.
Che ben venga, soprattutto un riavvicendamento ai vertici della politica!
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Da Messina a Firenze alla Val di Susa Comitati uniti contro le Grandi Opere

La prima settimana di ottobre 2010 vede una serie di iniziative che interessano tutta Italia: il 2 ottobre cominciano i “NOPONTE” tra Sicilia e Calabria per dire “no al ponte” più assurdo che sia mai stato immaginato; continueranno il 9 ottobre a Firenze i “NOTUNNEL”, i comitati che si oppongono ad un pericolosissimo tunnel TAV di 7 chilometri sotto una delle più importanti città d’arte; sempre il 9 i “NOTAV” della Val di Susa parteciperanno ad una manifestazione indetta dalla Comunità Montana e dai sindaci della loro valle per dire “no al corridoio ferroviario” che esiste solo nella mente di chi vuol lucrare dalla costruzione di opere inutili. Tre luoghi simbolici che riuniscono, dall’estremo Nord al profondo Sud, passando dal centro, una Italia impoverita dalla speculazione, rassegnata al degrado, narcotizzata da una informazione distorta, devastata da una enorme colata di cemento.
Le grandi opere sono ormai una delle anomalie più gravi che attanagliano l’Italia. La serie di luoghi comuni a sostegno di questi inutili progetti, ripetuti dai governi che si sono succeduti negli ultimi venti anni, sono smentiti ogni giorno di più:
Non generano occupazione: la realizzazione di opere ad alta concentrazione di capitali e mezzi genera alti profitti, ma se queste risorse pubbliche fossero destinate alla messa in sicurezza sismica ed idrogeologica dei territori, nel sostegno ad una mobilità utile e sostenibile garantirebbero un saldo occupazionale nettamente favorevole.
Non sono utili: se analizziamo tutte le grandi opere contestate in questo periodo vediamo che rispondono a bisogni inesistenti o sono formule sbagliate per la soluzione dei problemi; questo consente di poter proporre sempre nuove infrastrutture da realizzare e generare nuovi appalti.
Sono dannosi: tutti i progetti di cui ci occupiamo provocheranno danni enormi all’ambiente e alle città interessate; questo consentirà ulteriori appalti ai costruttori che naturalmente si propongono per realizzare opere compensative, sempre a carico dello stato, cioè dei contribuenti.
Hanno costi smisurati: l’Italia è il paese dove queste opere raggiungono oneri quattro o cinque volte più alti che in tutte le altre parti del mondo; la struttura dei contratti che generano questi costi smisurati è molto pericolosa in quanto garantisce ai costruttori addirittura di controllare il flusso dei finanziamenti e di non avere alcun rischio economico.
Sono concentrazione di ricchezza a scapito della collettività: acquisire una tale massa di risorse economiche collettive per realizzare opere di nessuna utilità pubblica, addirittura causando danni enormi, equivale ad un furto di ricchezza per i cittadini a favore dei soliti noti.
Questo convergere di lotte in punti altamente simbolici del nostro paese non è frutto solo del caso, ma sintomo del forte disagio che attanaglia il nostro paese, segno che la difesa del proprio territorio, della propria città, della salute e delle condizioni di vita è ancora un baluardo contro un anomalo sviluppo guidato da un sistema economico/politico/mafioso che non esita a sacrificare ambiente e viventi per il proprio profitto.
Questa “settimana contro la grandi opere” potrebbe essere uno dei primi sintomi di una rinascita della politica italiana, stimolata dai cittadini stessi, davvero stanchi del livello culturale della politica istituzionale ormai prossimo al collasso morale e della rappresentatività.
Qualsiasi nuovo governo dotato di un minimo di credibilità politico-programmatica non può che muovere dalla CANCELLAZIONE della Legge Obiettivo e dal ritorno ad una vera pianificazione nazionale dei trasporti,che muova da reali istanze di mobilità sostenibile, evitando gli sprechi
e gli sfasci favoriti da questa normativa.

Rete NOPONTE
NOTAV Val di Susa
NOTUNNELTAV Firenze

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Giancarlo manda
I SOLDI DEL PONTE PER LA MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI

A un anno di distanza dall’alluvione che ha colpito la zona sud di Messina, lasciando sul terreno 37 morti, e a parecchi mesi dalle frane che hanno interessato i paesi dei Nebrodi, le aspettative di messa in sicurezza e d’aiuto provenienti da quei territori sono largamente disattese. Le prime piogge autunnali, inoltre, hanno nuovamente gettato nella paura i paesi già colpiti e messo in ginocchio Reggio Calabria. Al contrario, il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto ha proseguito il suo iter, un iter stanco, confuso e contraddittorio che, però, si propone all’intero territorio meridionale come un’ipoteca gravida di devastazioni e sprechi. Di recente sono state diffuse le mappe relative ai raccordi, alle cave e alle discariche del Ponte sullo Stretto con le quali si delineano i cantieri e, quindi, si chiarisce che i disagi ad essi connessi non interesseranno, per quanto riguarda la sponda messinese, solo la zona di Torre Faro, bensì la città intera.
D’altronde le trivelle che, come funghi, spuntano un po’ dappertutto (oltre 100 quelle già messe in campo, secondo Ciucci) lo stanno a dimostrare. Ciò che viene prospettato agli abitanti di Messina per il futuro è, insomma, una città sottomessa agli interessi di Impregilo e soci, ridotta ad un colabrodo e con una viabilità impazzita, nella quale l’autorità sarà in buona misura in mano alla Stretto di Messina S.p.A., concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. La città sarà Lo dimostra la vicenda dei complessi residenziali di Via Circuito a Torre Faro, candidati ad ospitare le trivelle, posti sotto la minaccia dell’intervento delle Forze dell’Ordine.
Il popolo del NoPonte, dopo la bella e partecipata manifestazione del 28 agosto a Torre Faro, tornerà in piazza, per le strade di Messina, SABATO 2 OTTOBRE, a riconfermare l’assoluta contrarietà all’avvio dei cantieri e a chiedere con forza di intervenire per le vere priorità: il 75% del patrimonio abitativo messinese non è a norma contro il rischio sismico; gran parte delle scuole non ha nemmeno l’agibilità e versano in drammatiche condizioni igieniche e ambientali, mentre oltre l’80% dei comuni della provincia è a rischio idrogeologico. Inoltre, sulla sponda calabrese dello Stretto, la Costa Viola e tutta l’area di Villa San Giovanni-Cannitello sono a forte rischio sismico ed idrogeologico. Ebbene, con meno della metà di quanto la Società dello Stretto ha ingoiato in 20 anni (circa 500 milioni di euro spesi in “studi e progetti”) si potrebbero riqualificare case, scuole, ospedali e dare lavoro ad oltre 3.000 operai.
Dalla manifestazione nazionale, svoltasi a Cannitello, il 19 dicembre 2009, restano sempre attuali le principali priorità: 1) messa in sicurezza del territorio (sicurezza, d’altronde, era stata la parola più usata in campagna elettorale dagli stessi componenti del Governo, che hanno, però, ignorato gli allarmi lanciati dagli esperti e dagli abitanti); 2) ammodernamento del sistema viario; 3) potenziamento e ammodernamento della flotta marittima; 4) rifacimento delle condotte dell’acqua e gestione pubblica come bene comune non alienabile; 5) allestimento dei servizi essenziali fondamentali in ogni
territorio, a partire da quelli sanitari.
Il nostro non sarà un corteo di commemorazione, ma una giornata di lotta: facciamo appello ai comitati locali, ai lavoratori, ai precari, ai disoccupati e ai cittadini tutti perché portino in questa manifestazione tutta la loro rabbia contro l’assurdo spreco di risorse pubbliche, mentre l’area dello Stretto sprofonda in una devastante crisi economica e ambientale.
Pretendiamo che i soldi destinati al Ponte vengano immediatamente utilizzati per mettere in sicurezza sismica ed idrogeologica i nostri territori perché i tragici eventi che hanno colpito Giampilieri, Scaletta e gli altri paesi della riviera Jonica non possano più ripetersi.
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Lalla segnala
repubblica.it
“Legge europea contro il conflitto di interessi”
Di Pietro lancia l’iniziativa in sei Paesi

Una legge popolare europea contro “l’enorme conflitto di interessi” di Silvio B. L’iniziativa è dell’Italia dei valori, che alla festa del partito a Vasto ha presentato l’idea. “Stiamo lavorando a quella che sarà la prima iniziativa di legge popolare in Europa – spiega Niccolò Rinaldi, capogruppo al Parlamento europeo -. Ci proponiamo di raccogliere almeno un milione di firme in un minimo di sei paesi europei per arrivare ad un direttiva sul pluralismo dell’informazione in Italia”.
Se è fattibile è come minimo da appoggiare!!!

RIDIAMARO : – )

JENA
SE
Fini domani aprirà la seduta con una piccola innovazione al protocollo: «Il Presidente del Consiglio ha chiesto la parola, se ne ha le facoltà…».

Veronica: “Mio marito è un uomo malato, deve essere aiutato”
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BOSSI fa parole crociate e chiede aiuto al TROTA
-4 lettere: Termine volgare dell’organo genitale femminile…-
– Forse lo so: Orizzontale o verticale?-
-Orizzontale-
– No… allora non lo so.-

CHARLES BUKOWSKI
.-
TROTA E BOSSI decidono di passare il week end assieme in montagna, allora chiamano in albergo e prenotano una suite. Arriva il meritato week end e i 2 si dirigono in montagna, arrivano in albergo e dicono vicino al proprietario: Salve, siamo TROTA E BOSSI, abbiamo prenotato una suite qualche giorno fa. Il proprietario: BOSSI, mi dovete scusare ma la suite non è più disponibile causa lavori, però ho 2 stanze bellissime, l’unico problema che hanno il bagno in comune. Allora BOSSI guarda IL TROTA con aria indecisa e poi si rivolge vicino al proprietario:
-Dimmi una cosa ma il comune è lontano da qui?-

CHARLES BUKOWSKI
..
CI SONO BOSSI E IL TROTA CHE CAMMINANO SULLA SPIAGGIA…
AD UN CERTO PUNTO UNO DEI DUE ,GUARDANDO A TERRA,DICE CON PASSIONE:
-OH,… UN GABBIANO MORTO ….-
L’ALTRO, SCRUTANDO IL CIELO:
-DOVE!?!?!?-

CHARLES BUKOWSKI
..
Per il 2013 Berlusconi annuncia la fine della Salerno-Reggio Calabria e la ristrutturazione della magistratura. O era il contrario?
Spinoza.it
..
Ernest
EFFICIENZA GIUDIZIARIA !
l’Italia è al 156° posto dopo il GABON, la GUINEA, l’ANGOLA…
Il mondo ci guarda con ammirazione…
sai le risate !!!
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Luigi
Fini ha detto che si dimetterà da presidente della camera se verrà accertato che la casa di Montecarlo è di proprietà di suo cognato.
Ok, ma allora fatte le debite proporzioni B si dovrebbe dimettere dal genere umano!
..
“A Milano ci sono 20mila avvocati.” In media, circa 3mila per ogni Berlusconi. (Davide Rossi)
.
Afghanistan, brogli alle elezioni, eletto Cota. (nico donisi)
..

Mario di Bari
Il Presidente del Consiglio Silvio B ed il suo autista stanno percorrendo una strada, quando improvvisamente investono un maiale, ammazzandolo sul colpo. Il Presidente dice al suo autista di andare alla fattoria vicina per spiegare al contadino l’accaduto. Un’ora più tardi, vede ritornare l’autista altalenante, con un sigaro in una mano e una bottiglia nell’altra e i vestiti tutti stropicciati. “Che è successo???” gli chiede il Presidente, al che l’autista risponde: “Beh… il contadino mi ha dato il vino, la moglie il sigaro e la loro bella figlia mi è saltata addosso ed abbiamo fatto l’amore appassionatamente” “Cribbio!!! E cosa gli hai detto???” “Gli ho detto: sono l’autista di B e ho appena ammazzato il porco!!!”
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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Ieri sera , su La / è tornata Daria Bignardi con la sua trasmissione Le invasioni barbariche, reduce o scacciata dalla Rai 2, che tifa la moglie di Sofri Luca, figlia del più famoso Sofri, invita come primo ospite il figlio di Bossi, il trota, 22 anni, consigliere regionale, che , alla domanda quanto guadagni? Risponde 9.000 euro netti, la Bignardi replica: come le investi? Lui , tranquillo, non risponde, dicendo che circa il 30 o il 40 per cento vanno al partito.
    La mia domanda sarebbe stata: il 30 o il 40 non è la stessa cosa su 9.000 euro mensili netti, si tratta di 2.700 euro oppure 3.600.
    Poi lei è passata alle sue numerose e famose fidanzate, sembrava un principe di una casata nobiliare, ricco, giovane, bello, un padre geniale, potente e ricco.
    Incredibili il tutto:vero kitsch !

    Cesare Beccaria

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 2, 2010 @ 6:04 pm | Rispondi

  2. Porgi l’altra guancia !
    A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra (Luca 6,27-38)
    Lombardo l’ha presa troppo alla lettera !
    Riceve ceffoni dal PdL a Palermo, e lui corre a Roma a porgere l’altra guancia offrendo al cavaliere i numeri per esibire luna maggioranza.
    Lo stesso dicasi di Fini: non gli vengono risparmiati colpi dall’entourage del cavaliere e lui porge l’altra guancia. Così il cavaliere ritiene di avere tutti i n pugno, tutti timorosi delle sue reazioni, che politiche non sono, ma ben altro.
    Il dettato evangelico non funziona in politica, viene inteso come assoggettamento fedele e pavido.
    Se così è significa che i dossier sono tanti e tutti pronti per la stampa in prima pagina; allora anche la speranza è in fase terminale.
    Se si tratta di strategia di guadagnare il tempo necessario per organizzarsi e prepararsi a defenestrare l’imperatore, lo vedremo quando arriverà in aula quel sospirato salvacondotto preteso dal cavaliere che gli farebbe driblare (come fa da 15 anni) i processi nei quali si dichiara innocente, ma che non affida ai suoi avvocati per legittimare l’innocenza, ma ai tecnici del diritto per inventare nuove leggi.
    Vedremo presto cosa si nasconde dietro l’angolo; se la pavidità dovesse costringere a mantenere la condizione di schiaffeggiati che porgono l’altra guancia, non resterà che chiamare il popolo a raccolta e farlo pronunciare con i referendum.

    Rosario Amico Roxas

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 2, 2010 @ 6:05 pm | Rispondi


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