Nuovo Masada

settembre 30, 2010

MASADA n° 1202. 30-10-2010. Né destra, né sinistra

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:39 pm

Richiesta della fiducia alla Camera e al Senato – Il sì avvelenato – Una vittoria di Pirro – Il discorso di Bersani – Il discorso di Di Pietro – Non è stato il “discorso della montagna”- Tragicomix – La sobrietà di Latouche –
Né destra, né sinistra, ma in alto. Primo Mazzolari

Non possiamo più avanzare a piccoli passi, anche perché non sappiamo neppure se stiamo avanzando o indietreggiando. Abbiamo urgente bisogno di immaginare, di pensare, di costruire il nostro avvenire.
Alain Touraine (La striscia rossa)

Nel nostro tempo le principali vie sociali di fuga sono la sottomissione a un capo, come è accaduto nei paesi fascisti, e il conformismo ossessivo che prevale nella nostra democrazia.
Erich Fromm

I politici italiani continuano a litigare relegando a un ruolo secondario i problemi reali del Paese come il lavoro e l’economia. Si ha la sensazione di una grande distanza tra la politica e i veri problemi della gente.
New York Times

Leggere le indagini in questi ultimi giorni prende allo stomaco, crea vertigine. Per questo tutti devono sapere e chi non reagisce sceglie in qualche modo di essere complice.
Roberto Saviano
..
Pietro Spataro

“Uno spettacolo da fine Impero”
“Il male è feroce e sta corrodendo da dentro un organismo che si è retto finora sulla potenza mediatica del fondatore, sul suo populismo autoritario e su un blocco sociale che voleva mani libere e niente regole. Oggi l’immagine del re è deturpata. Il premier non ha più la forza per tenere insieme i suoi né quella per governare un Paese in crisi e sconvolto dai conflitti sociali. Il gradimento nei sondaggi precipita ogni giorno e a ogni ora si aprono capitoli sempre più inquietanti”

E in questo scenario, al cui confronto anche tangentopoli sembra impallidire, mezzo partito è in rivolta in tutta Italia. Non c’è solo Fini e i finiani ad agitare i sonni di Berlusconi. Ci sono i suoi uomini, quelli che arrivano da Forza Italia e che oggi vengono commissariati in ogni città. Trattati come ribelli perché non accettano gli «ordini della cricca». Se persino la fidatissima ex assistente del capo Deborah Bergamini parla di un partito dai «caratteri sovietici» e qualcun altro in periferia sostiene che il pugno di ferro si abbatte sul Pdl con la «consulenza di Carboni» vuol dire che siamo all’implosione di un partito che era di plastica e che si sta sciogliendo corroso dai suoi stessi mali. Alla fine siamo qui, con un governo appeso a un filo, un partito che non c’è più e un premier che ormai sembra la fotocopia sbiadita di se stesso. Lo scricchiolio sta diventando un terremoto

IL SI’ AVVELENATO
Viviana Vivarelli

B chiede la fiducia alla Camera, ma, malgrado il frenetico calciomercato delle ultime settimane, ottiene solo 342 voti. Se da questi si tolgono i 38 del gruppo finiano, siamo a 304 che non sono certo i 316 indispensabili per parlare di maggioranza; se si tolgono i 26 della Lega siamo a 316 e ci stiamo per un pelo, è evidente che Berlusconi la maggioranza non ce l’ha più ed e ormai è in bilico. Altro che il 67% dei consensi! Ormai è un presidente dimezzato, anzi trimezzato. Siamo arrivati al punto che contano anche i 4 di Lombardo.
Fini lo tiene per una palla e Bossi per l’altra. E’ chiaro che in queste condizioni la possibilità di direzione è zero. La Lega può anche votargli qualunque Lodo Alfano ter o qualunque legittimo impedimento, ma se Fini non lo fa, è fregato. E ciò che Fini chiede per tutelarlo dai processi è una lunghissima legge costituzionale che richiede almeno un anno di lavori, cosa che coi suoi processi in scadenza non può certo permettersi. Con questi numeri sta peggio di Prodi e ad ogni giro di voto basterebbe qualche assenza in più o qualche ripensamento per andare sotto.
Dunque sarà ostaggio della Lega o di Fini che però tirano in direzioni opposte e l’una vuole quello che l’altra rifiuta. E può vincere solo grazie a provvidenziali defezioni o assenze dell’opposizione.
Ricordo che il voto di scambio è un reato penale punibile col carcere e che oggi assistiamo a due abomini: un mercato degli onorevoli proclamato a pieno video che è veramente spregioso, mentre nessuna procura apre un fascicolo su un reato che attenta all’ordine pubblico, e un Berlusconi più menzognero che mai che batte il record della sua malafede fingendo una indignazione esplosiva di fronte alle denunce di Di Pietro e recita la parte del gravemente offeso mentre è lui l’offensore della legge e della democrazia. Come possano i suoi dargli ancora credito dopo questa sceneggiata e come possa la Lega fingere di non sapere, resta un mistero del plagio o della corruzione politica.
Ma il solito Stracquadanio, come ha difeso la legittimità della prostituzione sessuale al Governo, così difenderà la prostituzione politica, per cui sembrerà legittimo vendersi per una carica o una rielezione o un mutuo. E l’immagine di questo Parlamento cade sempre più in basso, con onorevoli che sono sempre meno onorevoli e danno scandalo al paese.
Il discorso di B è stato la solita miscela lunghissima e ipnotica di promesse e di bugie, tra l’altro bugie fresche di giornata, come la reiterata promessa della Salerno-Reggio Calabria a cui poche ore prima aveva tagliato i fondi. Insomma nulla di nuovo, salvo che provvidenzialmente è andato leggerissimo nel riferirsi a Fini che non è mai stato nominato. Come al solito ha usato l’effetto boomerang per cui proietta sull’altro tutte le proprie magagne. Finito il discorso, si è addormentato, proprio mentre Cicchitto col massimo zelo dei leccaculo, faceva nel suo discorso ampie citazioni di B stesso. E ci siamo addormentati anche noi: sentire B una volta passi, ma due volte non ce la fa nemmeno Berlusconi.
Bellissimo il discordo di Bersani, lucido, concreto e dritto al bersaglio, una volta tanto.
Estremamente aggressivo Di Pietro, continuamente moderato da un Fini benevolo e assorto, mentre Berlusconi faceva il misirizzi dalla sua sedia perché lo richiamasse all’ordine.
Un record di opportunismo e di ipocrisia il discorso della Lega che bada a fare gli affari propri, chiaro esempio di compravendita in proprio altrettanto repellente, e quello di Casini che negava mentre approvava, in un poutpourrì di tutto e di più che non convinceva nessuno. In extremis abbiamo fatto appena a tempo a vedere la barba del povero Guzzanti che è stato stralciato di brutto dalle telecamere.
Onore al finiano Granata che ha votato No, in coerenza con se stesso, insieme a Barbareschi!
Donadi ha detto: “Sta passando un compleanno di merda!”
Commento di Bossi: “Non c’è nulla di eterno. La strada è stretta e i numeri risicati, nella vita è meglio prendere la strada maestra, la strada maestra è il voto. Berlusconi il voto non lo ha voluto e ora siamo a questo punto”. Il punto è che abbiamo un governo schizofrenico dove B non ha più il timone, il che fa dichiarare a Maroni: “A marzo si vota”
Martedì i futuristi sono un partito. La scollatura è segnata. La boffizzazione questa volta si ritorce su chi l’ha prodotta. Ed era ora, dopo il calabraghe vergognoso della CEI che da una parte denuncia la degradazione politica dell’Italia, dall’altra si guarda bene dal nominare direttamente Berlusconi, mentre Bertone continua ad essere filogovernativo.
Di Pietro: “Berlusconi è un serpente a sonagli, retto dai venduti”.
Hanno votato NO: Pd, IdV, due di Fini, i Liberaldemocratici, il repubblicano La Malfa, l’Api, l’Udc.
L’Svp si astiene (che rimanda al mittente l’appello del Cavaliere: “Berlusconi non è moderato”)
Roberto Menia (Fli), Giancarlo Pittelli (Pdl) e Rocco Buttiglione (Udc) non riescono a votare.
Il famigerato Calearo con un piede a dx e uno a sx poi si è astenuto.

E’ la fiducia peggiore della storia di Berlusconi. Non per niente tutte le prime pagine davano oggi foto di un B funereo. Il Cavaliere era idrofobo e quando si è scaricato con la sfuriata pazzesca contro Di Pietro difendendo il suo onore offeso dalle accuse di calciomercato, in realtà era furente perché questo aveva conseguito un risultato tanto stitico e precario. Ma i fatti sono ormai lontani dalle sue grandezzate. Il Duomo che gli è arrivato in faccia ieri era molto peggio di quello del 13 dicembre di un anno fa e segna l’inizio della sua disfatta. Il dittatore che vorrebbe dominare in modo assolutistico l’Italia e depredarla come un terreno di conquista, è in ostaggio di due soci altamente inaffidabili, nessuno dei quali darebbe un soldino per la sua salvezza. E’ segregato in un hotel Rafhael, fuori del quale lo aspettano armati i suoi detrattori. E malgrado questo, anche ieri ha tentato la carta del potere assoluto con i suoi cloni che inneggiavano a un diritto democratico del popolo non tanto di eleggere i propri rappresentanti popolari ma di esprimere direttamente un presidente assoluto (parole di Cicchitto). Forse sarebbe il caso che gli italiani dicessero chiaramente che quest’ultima efferatezza del Presidente forte a diretta elezione popolare se la dovrebbero cacciare in quel posto anche i D’Alema e i Franceschini, per un ritorno a una democrazia più rappresentativa e più diretta, che è l’esatto contrario di ciò che Casta e Sultanato ci hanno imposto, strappi costituzionali e sistema bipolare compreso, e spero che le manifestazioni popolari del 2 e del 16 dicano anche questo!
Ora Berlusconi vuol ripararsi il culo dai suoi processi che incombono e farà di tutto, con clan Ghedini-Alfano, per marciare a tappe forzate sulla giustizia. Ma non gli sarà facile. A meno che la protervia di costoro neghi a fatti quanto hanno proclamato, nello sputtanamento più completo. Ormai noi possiamo solo stare a vedere la ghenga che si massacra con le sue mani, mentre la vita e il futuro della nazione stanno fuori, molto lontani da loro e, che costoro ce la facciano o no a sopravvivere ancora, li guarda come a una carogna che il paese farà bene a scaricare, se vorrà riprendere la propria salvezza e costruire la propria storia civile.

Ma com’è che Berlusconi eccede sempre nelle moltiplicazioni ma difetta sempre nelle addizioni? Ma che pallottoliere usa?

Adesso basta che un gruppo di transfughi si sposto all’opposizione e Berlusconi deve dimettersi. Lo capisce ora cosa vuol dire vittoria di Pirro? Pirro, re dell’Epiro, sconfisse i Romani ma sostenendo perdite così alte da condannare il proprio esercito a perdere la guerra

E’ meglio che Cicchitto metta una candela nera a Satana, nella speranza che Fini non gli volti la schiena. Ne ha avuta di impudenza a dire che nessuno ha mai visto in natura un animale a tre gambe e che di Fini ne fanno volentieri a meno! Se preferisce che il Pdl sia un animale zoppo che saltella su una gamba sola, si accomodi pure! Chi lo circonda non vede l’ora di andare alle elezioni. Ma nuove elezioni potrebbero essere la tomba di Berlusconi.
La Padania titola a grossi caratteri “Il Nord s’incazza”. A Bossi conviene sempre meno sostenere un Governo che in 16 anni non ha mantenuto le sue promesse, si affianca alla mafia, fa la cassa del mezzogiorno, ignora le piccole imprese, non abbassa le tasse né riduce la burocrazia, aumenta il deficit e gli abusi politici, continua a fare leggi ad personam, e, oggi, addirittura aumenta il pedaggio autostradale al Nord per finanziare il ponte sullo stretto.
Dopo 16 anni di una solfa che alla Lega piace sempre meno e da cui non ha ancora estratto ciò che le interessa, dopo 16 anni di promesse tradite e di concrete prese per il naso, anche i leghisti potrebbero rendersi conto che le ampolle del dio Po o la xenofobia o l’esibizione dei simboli padani non bastano. Ci sono interessi ben più concreti che in una crisi allo sbando come quella di oggi non hanno che da perderci.

L’astenuto Calearo ha detto che ha deciso di astenersi dopo un colloquio con Veltroni.
Non faccio nemmeno commenti.
Ormai tutto sta tra il grottesco e il ridicolo.

Intanto l’appello contro B perché la legge sia uguale per tutti ha raggiunto le 150.000 firme.
..
E come potrebbe Berlusconi riformare la Giustizia?
Come potrebbe un pluricorrotto, un pluriconcussore, un plurievasore, un pluritruffatore emendare la giustizia?
Come potremmo chiedere a un reo di modificare la legge che lo inchioda?
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Appena sentite in Senato:
“Pensate che la banca del DNA in Italia non funziona perché per i laboratori mancano 7 milioni di euro (vorremmo sapere quanto costa l’addestramento paramilitare degli studenti superiori. E sappiamo che ogni giorno l’Afganistan ci costa 2 milioni di euro).
Pensate che non sono stati ancora emanati, dopo 13 mesi, i decreti sulla tracciabilità dei flussi di denaro sospetto per la ricostruzione abruzzese.
Pensate che i magistrati che vanno in pensione non vengono reintegrati, mentre ne mancano già 7000 e intere procure rischiano la paralisi per mancanza di operatori.
Con la sicurezza e la legalità hanno fatto i bari con il giochetto delle tre carte.
(Queste denunzie sono state riferite da un senatore ma provengono dai sindacati di polizia):

Il discorso di Bersani

E’ la 2° volta in 28 che lei interviene alla Camera. La prima volta fu per ‘insediamento, e concluse allora il suo discorso con uno squillante «viva il Parlamento». Da allora, qui, non l’abbiamo più sentita, ci ha mandato 36 voti di fiducia e 54 decreti. Abbiamo vissuto in questi 2 anni l’epoca gloriosa del ghe pensi mi, con risultati che sono sotto gli occhi.
Lei, allora, fece una promessa fondamentale in quel discorso: crescita. Pronunciò una ventina di volte la parola crescita. Vorrei informare che noi abbiamo avuto il calo più grande nella storia del dopoguerra, nella crisi, quasi doppio rispetto agli altri principali Paesi europei… e ci stiamo staccando – per la prima volta nella nostra storia recente – dal gruppo di testa dei Paesi europei. Come si fa a prendere sul serio quello che è venuto a raccontarci oggi? Mi lasci dire, un discorso molto debole, pieno di promesse risapute, e non c’era un fatto nuovo del suo discorso. Promesse che non arrivano mai, promesse che marciano sulla Salerno-Reggio Calabria; ricordo che nel 2001 ci sarebbero voluti 3 mesi per farla partire, poi ci disse che sarebbe partita nel 2006, impariamo adesso che parte nel 2013: ci tenga aggiornati!
Altre promesse: abbassiamo le tasse, il federalismo risolverà tutto, facciamo un bel piano per il sud – con tanto di banca – qualche minaccia alla magistratura e qualche risaputa rivendicazione di un ruolo internazionale. Chieda il Nobel per la pace! Credo che siamo a un passo da questa richiesta.
Al di là delle battute, qual è il punto di fondo? Il punto di fondo è che nelle sue parole non c’è comprensione della situazione di questo Paese. Non c’è l’Italia, quella vera. Gli italiani sono arrabbiati, sono scontenti, c’è sbandamento, incertezza, e tanti vivono un vero dramma. Attenzione, le tensioni sociali si acuiscono, e abbiamo un Governo che spesso accende i fuochi, invece di spegnerli. Il punto che sta sotto a tutto questo, ve lo diciamo da 2 anni: non c’è abbastanza lavoro in questo Paese. Ci vuole più lavoro in questo Paese.
L’economia è troppo bassa. Come dobbiamo dirvelo? Non terrete a posto i conti con un’economia così bassa. I redditi e i risparmi si stanno assottigliando. Il sud si allontana. Adesso andate a fare promesse, dopo che l’avete massacrato, e devo sentire qui che rimettono il credito d’imposta, che verrà adottato il prestito d’onore. Questo già c’era, ma l’avete tolto!
Ascoltate le piccole imprese! Queste vi diranno che c’è meno lavoro, meno credito, molte chiacchiere e più burocrazia di prima. Questo vi diranno.
Avete nozione di come è messa, in queste settimane, la scuola italiana? Di come sono messe le università? Della situazione dei ricercatori e degli insegnanti? Ne avete nozione in concreto? Sapete quanti servizi salteranno dal prossimo gennaio per il drammatico taglio che avete imposto agli enti locali? Sapete che i costi delle mense sono già raddoppiati? Lo sapete o non lo sapete?
Poi parlate di sicurezza. Sapete cosa stanno pensando gli operatori della sicurezza, quelli che vanno a fare le operazioni di cui poi voi vi vantate? Cosa stanno pensando? Dite di andare a prendere risorse dal Fondo per i sequestri ma questo vale il 10% di quello che gli avete tagliato.
Non raccontiamoci più delle cose simili.
C’è un Paese reale, in carne e ossa, che non vuole più chiacchiere ma vuole qualcosa di concreto.
Allora, vogliamo varare una riforma fiscale? Noi abbiamo una proposta, vi va bene? Abbiamo una proposta per scaricare il peso fiscale dal lavoro, dalle imprese e dalle famiglie e per caricarlo su evasione e rendite. E poi basta con i condoni!
Vogliamo discutere di politica industriale, di politica per le tecnologie e la banda larga, di politiche per l’efficienza energetica, di politiche per un’edilizia in grado di far risparmiare energia? Abbiamo proposte e sono proposte che possono dare un po’ di lavoro. Vogliamo discutere del fatto di alleggerire un pochino gli enti locali consentendo loro di avere un po’ di cantieri e di lavoro e di reggere i servizi fondamentali?
Ci dite di non venire a parlare dei soldi. Non potete permettervi di venirci a dire qualcosa sulla questione dei conti pubblici perché li avete solo fatti «sballare», dal 1994 ad oggi, mentre noi li abbiamo sempre e solo corretti. È offensivo che veniate a dirci questa cosa. È offensivo! Vi spieghiamo noi dove prendere i soldi, ve lo diciamo noi.
Si è detto «Governo del fare». Ma del fare che cosa? Abbia pazienza, signor Pres., ma sono 10 anni che governate con la Lega, 7 anni negli ultimi 9. Insomma, volete farci il riassunto? E non in 5 punti di ribollita. Su cosa è migliorata l’Italia: ditemi almeno un punto. Il fisco? La burocrazia? Il lavoro? In cosa è migliorato questo Paese?
Se poi non succede mai niente di concreto non potrà sempre essere colpa del nemico. Una volta l’opposizione, poi i magistrati, i comunisti, i rom, la Corte costituzionale. Ma quanti anni volete governare perché sia colpa vostra? Volete governare per 80 anni?
Il Paese ha bisogno di fatti veri e non di propagande di miracoli. Mi spieghi il misterioso motivo per cui lei, signor Pres., non va a Napoli o non lo cita neanche. Io ci vado domani. Vogliamo andare insieme a vedere dove è il miracolo dei rifiuti? Vogliamo andare insieme a L’Aquila per vedere a che punto si trova il programma di ricostruzione? Adesso ci stiamo andando noi. Venga anche lei a farsi un giro.
L’onorevole Barbareschi, nel suo intervento bello e onesto, si chiedeva qual è il punto della vostra crisi politica. È la distanza tra le parole e i fatti. Questo è il punto. Signor Pres. lei arrivò con un sogno. Poi il sogno è diventato una favola, ma la favola si è dispersa in mille bolle di sapone, se lo lasci dire.
È questa la percezione che ha il Paese.
E, allora, lei fa dire ai suoi tg che è l’uomo del fare e non del teatrino della politica. Guardi, lei è l’impresario di questo teatrino qui!
La politica da 15 anni sta facendo il girotondo attorno a lei, alle sue questioni, e se lei, come si è visto questa estate, indica con il dito un malcapitato, quello lì va alla gogna per colpe che a lei sarebbero (e sono) mille e diecimila volte perdonate; questo non è accettabile.
I deputati vanno e vengono, lo ribadisco, perché c’è un limite a tutto. I deputati vanno e vengono; noi viviamo ormai nei paradisi fiscali della politica, le carriere sono al portatore, le leggi sono al portatore.
Cara Lega, lasciamo stare, quando vi siete stancati di osannare i vostri Ministri, volete spiegarmi per quale diavolo di motivo avete votato tutte le leggi che hanno favorito la cricca?
Se le è fatte lei, la cricca, queste leggi! Me lo dite perché? Avanti, noi non ci arrendiamo.
Voi oggi mettete una fiducia per debolezza; per debolezza la mettete, perché nessuno vuole in mano il cerino..
Nessuno vuole in mano il cerino acceso della crisi, questa è la fiducia del cerino, parliamoci chiaro. Non potrete promettere più stabilità e più governabilità a un Governo che non sia peggio del peggio che abbiamo visto fin qui, non è possibile.
Ci vuole un passaggio che ci porti a un nuovo confronto elettorale, con regole elettorali più civili e con progetti nuovi. Anche noi abbiamo alle spalle qualche errore; anche noi dobbiamo caricarci di un progetto nuovo per il Paese, ma voi non potete traccheggiare, il Paese non può aspettare.
E non veniteci a dire che abbiamo paura delle elezioni: ve le siete rimesse in tasca voi le elezioni, non noi, attenzione! Noi abbiamo da presentare un progetto al Paese. Oggi qui non si apre una pagina nuova; qui si comincia a chiudere una pagina vecchia. La pagina nuova la apriamo noi, noi la apriamo…!

Dall’intervento di Di Pietro sulla fiducia allo Psiconano:

“Sig. Psiconano del Consiglio,
Lei è uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista che, anche oggi, ha raccontato un sacco di frottole agli italiani, descrivendo un’Italia che non c’è e proponendo azioni del Governo del tutto inesistenti e lontane dalla realtà.”
“Fuori da qui c’è un Paese reale che sta morendo di fame, di legalità e di democrazia e Lei è venuto qui in Parlamento a suonarci l’arpa della felicità come fece il suo predecessore Nerone mentre Roma bruciava.”
“Un’altra cosa lei è stato ed è bravissimo a fare, e lo ha dimostrato ancora una volta in questi giorni: comprare il consenso dei suoi alleati ed anche dei suoi avversari. I primi pagandoli letteralmente con moneta sonante, con incarichi istituzionali, con candidature e ricandidature di favore; i secondi ricattandoli con sistematiche azioni di dossieraggio e di killeraggio politico di cui lei è maestro.
Sì, perché Lei, sig. Berlusconi è un vero “maestro”: intendo dire un maestro della massoneria deviata, un piduista di primo e lungo corso, un precursore della collusione e della corruzione di Stato.”
“Lei, sig. Berlusconi, non è un presidente del Consiglio ma è uno “stupratore della democrazia” che, dopo lo stupro, si è fatto una legge, anzi una ventina di leggi ad personam per non rispondere di stupro!
Lei non è, come alcuni l’hanno definito, uno dei tanti tentacoli della piovra.
Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent’anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale per piegarle agli interessi personali suoi e dei suoi complici della setta massonica deviata di cui fa parte.”

Un video spassoso e molto bollente:

http://www.youtube.com/watch?v=7YQsfct9pZY

http://www.youtube.com/v/7YQsfct9pZY?fs=1&hl=it_IT

Per favore non chiamatela fiducia
Paolo Ferrero

Fiducia. Mai parola è stata tanto bistrattata come ieri. Calcolo politico, ambizioni personali, soldi, corruzione spicciola. Tanti sono i motivi del voto ottenuto da Berlusconi in Parlamento ma per favore non ci dicano che ha avuto la fiducia. Non degli onorevoli (si fa per dire) che lo hanno votato per i motivi più disparati e spesso opposti; non del paese che certo non lo vede più come il salvatore della patria. Ieri B ha rappattumato una maggioranza e quindi il governo prosegue, ma i problemi che hanno determinato l’apertura della crisi estiva non sono stati risolti: non il rapporto tra secessionismo leghista e potentati meridionali; non il rapporto tra politica e magistratura; non il rapporto politico tra B e Fini. Il voto di ieri non rappresenta un punto di arrivo ma di passaggio, che lascia inalterata la situazione di instabilità. Un passaggio che costituisce un successo di Fini il quale non solo non si è dimesso da Presidente della Camera come B reclamava a gran voce ma che a questo punto costituisce una componente essenziale della maggioranza. Una maggioranza a tre gambe – e non due come volevano B e Bossi – con Fini che passa alla costruzione del partito. Vi è quindi una oggettiva modificazione del cdx che rafforza Fini e indebolisce B.
Ho sin qui parlato di “politique politicienne” perché è del tutto evidente che le contraddizioni della dx non sono relative allo stato del paese. Mentre alla Camera si discuteva sul governo, al Senato è stato approvato il Disegno di legge sul lavoro che sostanzialmente abolisce la vigenza del contratto nazionale di lavoro per tutti i nuovi assunti. Questo provvedimento contro cui abbiamo fatto lo sciopero della fame in primavera, rappresenta a livello legislativo quello che il diktat di Pomigliano ha rappresentato sul piano contrattuale. Sul versante delle politiche economiche e sociali, Fini e B non hanno quindi alcuna contraddizione. Esprimono la stessa politica reazionaria e padronale che vuole scaricare i costi della crisi sulle spalle dei lavoratori in un processo di impoverimento del paese. A questo punto il csx non ha più alibi.
L’obiettivo di cacciare questo governo, che più rimane in carica e più fa danni, deve diventare il punto principale dell’iniziativa politica. Nei giorni scorsi abbiamo concordato sull’opportunità di costruire un fronte democratico per andare alle elezioni e sconfiggere B. Questo fronte democratico deve cominciare a funzionare subito con l’obiettivo esplicito della cacciata del governo. Per questo decisiva è la riuscita della manifestazione del 16 ottobre che deve diventare una grande manifestazione di popolo contro governo e Confindustria. Cosa aspetta il Pd ad aderire?

Don Aldo

Blackout!
Per oggi me lo impongo.
Essendo già tutto scontato, non voglio perdere tempo a vedere Tv e telegiornali.
So già tutto quello che dirà, prima che apra bocca.
E non voglio passare per ingenuo e farmi depistare l’attenzione dal suo dito bugiardo che mentre mi mostra la luna del futuro del paese, delle sue urgenze, della libertà a rischio, della ripresa economica, della rinascita del Sud e del pericolo comunista, mi distrae della mano ladra che evade e rapina; premia, imbavaglia e incatena; vellica e baratta.
Non voglio essere “infinocchiato” dal ladro munifico, dall’orante spergiuro, dall’assassino che salva, dal reo innocente, dall’evasore contribuente, dal puttaniere fedele.
Blackout!
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Di Pietro

Non cado nel trabocchetto che vorrebbe mettere Beppe Grillo contro Di Pietro e Di Pietro contro Beppe Grillo. Né io né l’Italia dei Valori consideriamo il Movimento 5 Stelle come un avversario, ma crediamo sia un alleato utile per aprire gli occhi degli italiani verso una deriva politica fatta di affari propri. Per questa ragione, ritengo che la colpa di quello che accade non sia di Grillo che si mette a fare politica, o di tutti coloro che manifestano e decidono di costituirsi in movimento e andare in Parlamento. Se i partiti hanno paura di Grillo vuol dire che non sono in grado di poter rappresentare un elemento di fiducia per i cittadini. Grillo ha indicato temi importanti che sono nel Dna dell’Italia dei Valori e della sua azione politica. Abbiamo raccolto le firme per i referendum per dire no al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e al legittimo impedimento. In Parlamento noi dell’Italia dei Valori siamo i soli a portare avanti questa battaglia. Se arriva qualcun altro è il benvenuto. Oggi è prioritario, per il bene del Paese e della democrazia, liberarsi dal modello di governo piduista. Ritengo che bisogna costruire un’alternativa che deve avere coerenza su una scelta: la non candidabilità delle persone condannate. Bisogna, inoltre, che questa alternativa si basi su un programma coerente che stiamo costruendo insieme, che abbiamo lanciato a Vasto, un programma da condividere con gli altri partiti. Questa è la scelta che ho fatto io. Nel rispetto delle idee di Grillo, io scelgo un’altra strada. Per vincere le elezioni, non soltanto per fare una protesta.
..
Non è stato il “discorso della montagna”
Rosario Amico Roxas

L‘attesa è stata ben organizzata, ben pubblicizzata; contenuto segretissimo per non contenere l’attesa; al dunque un discorso che in parte si contraddice nel suo stesso interno e in parte contraddice 16 lunghi anni di berlusconismo; solo la regia degli applausi è stata inappuntabile, con interruzioni al momento giusto, in grado di esaltare il contenuto e far credere trattarsi di consenso… niente di nuovo sotto il sole, si tratta di mestiere!
Un primo esame a caldo fa emergere i punti più vistosi e le contraddizioni più macroscopiche.
Apprendiamo che ci sono due mafie: una da combattere ed una da premiare. Per la prima, inasprimento del 41 bis e confisca dei beni; per la seconda, una legge di protezione rivolta ai capi, in grado di neutralizzare gli effetti penali dei reati. E’ il punto dolens dell’intero discorso, detto in falsetto, senza enfasi, nella speranza di farlo passare inosservato o, come piacerebbe al premier, come un piacere fatto al popolo sovrano, che ha il diritto di essere governato, ma menomato in questo diritto da un ipotetico uso politico della giustizia da taluni PM giustizialisti, comunisti, bolscevici, da punire e castigare con la separazione delle carriere e da fornire di cappello per potersi recare dal magistrato giudicante tenendolo in mano… .. nulla è stato detto sul colore dei calzini che devono usare !
Si tratta di un uso mafioso della politica, in quanto disporre del potere di modificare le leggi e farlo e proprio uso e consumo è mafia, mafia della maggioranza della quale vediamo tutti i giorni gli effetti nefasti e che ci ha fatto sostenere che è in atto uno scontro fra cosche: da una parte la cosca di antica origine e dall’altra quella dei colletti bianchi che vuole prenderne il posto e amministrarne i beni.
L’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, e, quindi, anche l’uguaglianza di tutte le mafie di fronte alla legge, va a farsi fottere (per dirla con D’Alema rivolto a Sallusti), in nome e per conto dell’arroganza del potere.
“Abbiamo evitato licenziamenti in massa…” una delle tante falsità che calpestano i diritti di parecchie decine di migliaia di precari della scuola che hanno visto e subito sulla loro pelle il più grande licenziamento di massa della repubblica.
Quindi l’elenco dei sogni da somministrare a quella parte del popolo ancora credulone, con grandi opere, la maggior parte inutili o dannose, che prevedono impegni economici esorbitanti per la reale situazione del paese.
Non è stato chiarito cosa ha fatto il governo per dichiararsi “governo del fare”; fallita l’operazione “munnezza” in Campania, fallito l’intervento elettorale del dopo-terremoto dell’Aquila, in piena corsia preferenziale solo i provvedimenti che servono al leader per evitare una qualsiasi condanna che gli precluderebbe definitivamente non solo il colle più alto di Roma, ma anche una qualunque attività politica.
Riservandomi una più attenta analisi del testo per evidenziare ulteriori contraddizioni, stante il fatto che ho titolato questa nota “Non è stato il discorso della montagna”, proprio con tale discorso chiudo; il contenuto dell’intero intervento odierno può essere paragonabile ad una delle ”Beatitudini” , ovviamente a misura berlusconiana; è come se Cristo avesse detto
“Beati i senza tetto perché possono vedere le stelle!”

TRAGICOMIX
Viviana Vivarelli

Ascoltare questi interventi al Senato è spassoso e deprimente insieme. Ma perché non li danno in diretta tv? E’ come un blog infinito che ti fa piegare in due dal ridere e ti dà tutto il quadro desolante di una classe politica asinesca, ignorante, indecente, megalomane, tronfia e demenziale
Certi interventi sarebbero stati epici anche al festival di lazzi alla corte del Tiranno Gerone di Siracusa.
Uno adesso sta dicendo che 3 gambe va bene, 4 no, perché sarebbe come mettere il governo su un somaro.
Le leccate che certuni danno a B sono così indecenti da far arrossire le orecchie a un elefante.
Le menzogne a cui costoro si costringono per avere la protezione del sultano fanno talmente a cozzo con l’evidenza dei fatti da far chiedere un oscar a chi la sfanga più grossa.
Unanime è il ricorso ad alti concetti di moralità e eticità, per cui è tutto un proclamare “Cristalline verità”, “Trasparente onestà” “Ferrei principi democratici” che, come tutte le Ave finiscono in gloria, vanno sempre a parare o in una richiesta di presidenzialismo forte per B, culmine evidentemente di ogni desiderio democratico, e nello stop a quelle intercettazioni che troncano “lo sviluppo e il progresso del paese mettendo i bastoni nelle ruote a quei politici e a quegli imprenditori meritevoli che stanno portano avanti l’Italia migliore!” (Gulp)
Uno di questi leccaculo ha accostato impunemente B ad Alcide de Gasperi, citando la sua frase per cui un politico pensa alle prossime elezioni, ma un vero statista pensa alle prossime generazioni Onorevole! Si freni! Veramente B pensa ai suoi prossimi processi!
Un altro, infatuato dalle sue stesse parole, ha dichiarato che la ragazza che tirò un fumogeno a Bonanni “è stata assolta perché figlia di un magistrato”! On. somaro, si legga il codice! La ragazza non è mai stata arrestata “perché il fatto non costituisce reato” e fino a prova contraria la lesa maestà di immagine non è un crimine né per un premier e tantomeno per un sindacalista.
..
Da un articolo pubblicato su Il manifesto di Serge Latouche “Abbondanza frugale”, ovvero quella “sobrietà” di cui parla il no global Francesco Gesualdi

“È facile condannare questa pretesa di equiparare felicità e PIL pro capite, dimostrando che il prodotto interno o nazionale misura solo la «ricchezza» commerciale. In effetti, dal PIL sono escluse le transazioni fuori mercato (lavori domestici, volontariato, lavoro in nero), mentre invece le spese di «riparazione»sono contate in positivo e i danni generati non vengono dedotti e neppure la perdita del patrimonio naturale. Si dice ancora che il PIL misura la produzione, non i risultati.
Ricordiamo il bellissimo discorso di Robert Kennedy (scritto probabilmente da John Kenneth Galbraith) pronunciato qualche giorno prima del suo assassinio.
«Il nostro PIL include l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette e le corse delle ambulanze che raccolgono i feriti sulle strade. Include la distruzione delle nostre foreste e la scomparsa della natura. Include il napalm e il costo dello stoccaggio dei rifiuti radioattivi. In compenso, il PIL non conteggia la salute dei nostri bambini, la qualità della loro istruzione, l’allegria dei loro giochi, la bellezza della nostra poesia o la saldezza dei nostri matrimoni. Non prende in considerazione il nostro coraggio, la nostra integrità, la nostra intelligenza, la nostra saggezza. Misura qualsiasi cosa, ma non ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta.
La società economica della crescita e del benessere non realizza l’obiettivo della felicità più grande per il maggior numero di persone.
«Nel XIX secolo, nota Jacques Ellul, la felicità è legata essenzialmente al benessere, ottenuto grazie a mezzi meccanici, industriali, e grazie alla produzione. Una tale immagine della felicità ci ha condotti alla società del consumo. Adesso che sappiamo per esperienza che il consumo non fa la felicità, conosciamo una crisi di valori».
Il fatto è che nella riduzione economicista , come osserva Arnaud Berthoud, «tutto ciò che fa la gioia di vivere insieme e tutti i piaceri dello spettacolo sociale dove ognuno si mostra agli altri in tutti i luoghi del mondo – mercati, laboratori, scuole, amministrazioni, vie o piazze pubbliche, vita domestica, luoghi di svago… sono rimossi dalla sfera economica e collocati nella sfera della morale, della psicologia o della politica. La sola felicità che ci si aspetta ancora dal consumo è separata dalla felicità degli altri e dalla gioia comune.
È importante anche scongiurare la rivalità mimetica e l’invidia distruttrice che minacciano ogni società democratica. Lo spirito del dono, fondamentale per la costruzione di una società di decrescita, è presente in ognuna delle R che formano il cerchio virtuoso proposto per dare vita all’utopia concreta della società autonoma. Soprattutto nella prima R, rivalutare, poiché indica la sostituzione dei valori della società commerciale (la concorrenza esacerbata, il ciascuno per sé, l’accumulo senza limiti) e della mentalità predatrice nei rapporti con la natura, con i valori di altruismo, di reciprocità e di rispetto dell’ambiente. Il mito dell’inferno dalle lunghe forchette con cui si apre la seconda parte del libro La scommessa della decrescita è esplicito: l’abbondanza abbinata al ciascuno per sé produce miseria, mentre la spartizione, pur nella frugalità, genera soddisfazione in tutti, perfino gioia di vivere. La seconda R, riconcettualizzare, insiste invece sulla necessità di ripensare la ricchezza e la povertà. La «vera» ricchezza è fatta di beni relazionali, quelli fondati appunto sulla reciprocità e la non rivalità, il sapere, l’amore, l’amicizia. Al contrario, la miseria è soprattutto psichica e deriva dall’abbandono nella «folla solitaria», con cui la modernità ha sostituito la comunità solidale. (…) »

“Né destra, né sinistra, ma in alto”
Primo Mazzolari

Sacerdote e partigiano, carismatico e profeta, partecipò attivamente alla lotta di liberazione, incoraggiando i giovani a parteciparvi e subì l’arresto, vivendo in clandestinità fino al 25 aprile del 1945, per sottrarsi ai fascisti. Chiamava Cristo “compagno”, era per il dialogo coi lontani e per la Chiesa dei poveri, combatté il fascismo e ogni forma di ingiustizia e di violenza, nascose, durante la guerra, numerosi ebrei e antifascisti, ma anche persone coinvolte nel fascismo ingiustamente perseguitate. La Chiesa fece chiudere il suo giornale e gli vietò di scrivere su temi sociali, isolandolo nella sua parrocchia di Bozzolo, ma le sue idee circolarono. Attaccò anche la glorificazione della guerra ‘giusta’ e l’ideologia della vittoria in nome della nonviolenza.

Disse:
“I farisei vivono in tanti modi, dicono che la giustizia è a sx, la libertà al centro, la ragione a dx. E nessuno chiede più niente a se stesso e incolpa gli altri di tutto ciò che manca, attribuendosi la paternità di ogni cosa buona. Non dico che siano sbagliate le strade che partono da dx, da sx o dal centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate per punti d’arrivo e di possesso.
Siamo così sicuri delle nostre equazioni, che nessuno s’accorge che c’è gente che scrive con la sx e mangia con la dx: che in piazza fa il sinistro e in affari si comporta come un destro: che l’egoismo di sx è altrettanto lurido di quello di centro, per cui, dx, sx e centro possono divenire tre maniere di «fregare» allo stesso modo il Paese, la Giustizia, la libertà, la Pace.
L’alto cosa sarebbe allora?

Una dx pulita, una sx pulita, un centro pulito, in virtù di uno sforzo di elevazione e di purificazione personale che non ha nulla a vedere con lo schieramento.
Oggi non conta l’uomo di dx né l’uomo di sx, ma solo la nuova creatura: la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte del Cristo.

I sistemi servono, ma divengono presto insufficienti: l’anima, che crede e che ama, costruisce, demolisce, ricostruisce.
Inutile vantarci di essere di sx o di sx, per il momento non c’è più conflitto tra uomini di ragione e uomini di fede. Siamo tutti in ginocchio.
A cosa serve che le mie mani siano pulite se le ho sempre tenute in tasca?
Sperare vuol dire resistere a quello che ogni giorno vediamo di brutto nella vita.”

Primo Mazzolari

Si cerca un uomo
Si cerca un uomo
capace di rinascere nello spirito ogni giorno.
Si cerca un uomo
senza la paura del domani
senza paura dell’oggi
senza complessi del passato.
Si cerca un uomo
Che non abbia paura di cambiare
che non cambi per cambiare
che non parli per parlare
.
Si cerca un uomo
Capace di vivere insieme agli altri
di lavorare insieme
di ridere insieme
di amare insieme
di sognare insieme.
Si cerca un uomo
capace di perdere senza sentirsi distrutto
di mettere in dubbio senza perdere la fede
di portare la pace dove c’è inquietudine
e inquietudine dove c’è pace.

Si cerca un uomo
che sappia usare le mani
per indicare la strada da seguire.
Si cerca un uomo
senza molti mezzi
ma con tanta voglia di fare
che nella crisi non cerchi un altro lavoro
ma come meglio lavorare.
Si cerca un uomo
che ami la sua libertà
nel vivere e nel servire
non nel fare quello che vuole.

..
La cosa grottesca è che il pazzo e amorale Sgarbi ha querelato Grillo perché a suo dire gli ha ‘copiato’ il motto “Né a dx. né a sx, ma in alto”.
Bossi, dal canto suo, dice di averlo usato per la Lega !?
Io le avevo apprese da un giovane di valore, Carlo Gubitosa di Pieacelink ed erano il motto dei no global.
Le parole che girano nel mondo sono pressappoco le stesse.
Le hanno usate i santi come gli assassini.
Ma non le belle parole contano, che sono solo suoni, bensì ciò che nelle opere umane si incarna di esse.

Viviana

Pulizia a Bologna
Viviana

Ho conosciuto Favia del Movimento 5 stelle e l’ho anche votato alle regionali.
E’ un ragazzo candido e pulito.
Non so come sono gli altri candidati eletti, ma questo basta vederlo per capire come è. Siamo fuori dai brutti ceffi della politica.
A Bologna oggi si sta svolgendo la solita manfrina per fare un nuovo sindaco dopo gli sfracelli vergognosi dell’ultimo, che usava i soldi pubblici per andare a ganze, e la dittatura di Cofferati.
Sono tutti lì che si litigano i fondi che ‘forse’ verrebbero da Roma per cose del tutto inutili che la città ha già rifiutato e si inventano di tutto per metterci le mani sopra: dal fallimentare Civis all’inutile metro, intanto mancano i soldi per i bus ordinari e si pensa di tagliarne una bella fetta e si discute se chiudere gli asili perché non ci sono soldi per mantenerli.
E’ uno schifo indicibile e i nuovi candidati non si vergognano nemmeno di partecipare in modo indecoroso a questa spartizione dei fondi.
Da dx a sx la vergogna non cessa in questa città che dovrebbe essere il prototipo delle città ben governate d’Italia ma sta in fondo a ogni classifica ormai da troppo tempo.
E’ troppo idiota, oggi, dire che si deve essere per forza o a destra o a sinistra.
Se la scelta è tra un truogolo o una mangiatoia, lascio questa preoccupazione alle bestie.
..
EUROPA
VV
Oggi l’Europa stringe i freni con i paesi inadempienti per evitare il ripetersi del caso Grecia. Evitano tutti di parlarne, B in primis
I mercati finanziari, intanto, hanno già decretato la fine di Irlanda e Portogallo. Inutile dire ai sordi e ai ciechi che la sigla PIIGS contava anche l’Italia.
Ogni paese ha un debito, ma l’interesse che ci paga sopra varia a seconda delle garanzie che dà. Così la Germania è un buon garante e paga solo il 2,3% sul debito, ma l’Irlanda è un cattivo garante e paga il 6,8. Se non ce la farà a pagare, dovrà chiedere aiuto all’Europa. Ma se in Europa i paesi deboli aumentano e diminuiscono quelli forti, l’Unione barcolla.
Per questo si chiede duramente ai paesi peggiori come l’Italia di ridurre il loro debito di un ventesimo l’anno. Lo facciamo? No, certo. Con Berlusconi e Tremonti il debito è ancora aumentato, l’evasione fiscale è aumentata, gli sprechi della macchina politica sono aumentati, nulla è stato fatto per tagliare le spese inutili, mentre sono cresciuti i licenziamenti a cui ha contribuito anche lo stato e sono aumentati i tagli al welfare, con conseguenze recessive sulla domanda. Di sviluppo inutile parlarne.
Aumenta l’insofferenza europea verso paesi mal governati come l’Italia che portano a picco tutti, perché vivono sopra le loro possibilità con scudi e condoni che svuotano le casse dello Stato e allargano il gap tra ricchi corrotti e poveri onesti.
Gli imprenditori sanno che si va male e hanno paura. Ma B continua sulla sua strada di corruzione e malaffare e non farà mai riforme efficienti del fisco o della giustizia perché e il primo evasore e il primo iniquo. Che oggi li prenda o non li prenda questi 312 voti, questo andazzo non è sostenibile.

SETTARISMI AUTOREFERENZIALI
VV
In programma due manifestazioni popolari e il colmo della demenza è che le fanno separate. Sono entrambe contro il governo ma gli organizzatori evidentemente ci tengono a distinguersi, per la serie “facciamoci del mal e stiamo disuniti”.

2 ottobre, mezzo popolo viola, con 4 organizzatori diversi (e siccome uno è
Mascia non mi meraviglio di nulla)

16 ottobre, contro Berlusconi e accanto alla FIOM, qui c’è Micromega con Flores d’Arcais e Don Gallo

Flores d’Arcais ha tentato in tutti i modi di unire le due manifestazioni in una sola ma gli altri hanno rifiutato.
Manifesteranno: Camilleri, Margherita Hack, Don Gallo, Tabucchi, Fiorella Mannoia, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Corrado Stajano, De Magistris, Vattimo, Sonia Alfano, Don Mazzi, Don Paolo Farinella, Don Franco Barbero,…
Una manifestazione eterogenea, laici e cattolici, intellettuali e operai..
Ma che non sia una manifestazione sola è un regalo a B
Il divisionismo ha vinto ancora una volta. C’è da battere la testa nel muro.
..
Beppe A segnala

E se fosse l’ignoranza il primo problema della democrazia in Italia?

“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea“.
Siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat più della metà degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre la tv generalista, pur in declino, rimane il mezzo di comunicazione dominante.
“La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, mi ha detto nell’intervista che allego, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi – sono forme vuote”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/29/lignoranza-degli-italiani/65755/
..
BILANCE
VV
Oggi 29 settembre compiono gli anni sia Bersani che Berlusconi. Sono tutti e due della Bilancia e anche Di Pietro. Che Berlusconi sia della Bilancia si capisce subito, la Bilancia è attenta alla bellezza, precisina e tutta rivolta all’aspetto fisico. Che gli altri due siano della Bilancia sembra un’offesa all’astrologia. Bersani manco si pettina e non si leva nemmeno i peli dal naso!
Bersani compie 59 anni, ma sono proprio messi male, sembra che ne abbia il doppio.
Di Pietro compie 60 anni il 2 ottobre ma ha una tale energia e una tale passione che sembra più giovane.
Berlusconi compie 74 anni ma è talmente pompato di droghe e talmente ritoccato che sembra più giovane della Naomi dopo il botulino e il silicone.
Per un settantaquattrenne si deve dire che ha una bella tenuta respiratoria, una bella memoria e una capacità recitativa al meglio della forma.
Il “belato della pecora” di Rai 2 per il suo compleanno gli regalerebbe Calearo, come ministro dello sviluppo al posto di Scajola, perché stava nel Pd “a sua insaputa”.
Curioso lo scontro tra queste tre Bilance, ognuna delle quali pesa l’Italia a sua misura.
..
Copio da una mail di Sauro

Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni “anti-terrorismo”, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico; o come i marocchini delle truppe francesi, in Ciociaria, nell’invasione, da Sud, per redimere l’Italia dal fascismo (ogni volta che viene liberato, il Mezzogiorno ci rimette qualcosa). Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma. E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile”.
(Pino Aprile, “Terroni”).
..
BOFFIZZATI
VV
Commento de Il fatto su l’Avvenire: ben due pagine dedicate al degrado politico.
CEI, Cardinal Bagnasco: “L’Italia si sta disintegrando. Se si eludono con malizia i sistemi di controllo, se si falcidia il concorrente con mezzi impropri, se non si pagano le tasse, se si disprezza il merito.. si cade nell’ingiustizia”.
Tutti i punti del degrado sono toccati dal quotidiano dei vescovi. Salvo uno: “lo scardinamento delle regole praticato da Berlusconi e unico in occidente” (Marco Politi). Su questo l’Avvenire non dice una sola parola.
La boffizzazione ha funzionato. Da settembre la CEI non si è più permessa di criticare direttamente Berlusconi.
Quando qualcuno si meraviglia che tanti cedano al Cavaliere, provino a pensare a quei dossier ricattatori costruiti dai servizi segreti alle dipendenze di Berlusconi con la collusione della Telecom che hanno intercettato in modo illegale 30.000 italiani.
..
Venezuela
Hanno un bel dire che Chavez perde consensi! E magari la sx qui perdesse consensi nella stessa misura!
Chavez ha vinto ancora. E ha esteso la democrazia a tal punto che prima votava solo il 20% ora il 60. Per quanto lo si possa contestare, il Venezuela, grazie a lui, è il paese del mondo dove maggiormente un governo si è dato da fare per ridurre la povertà (l’ha dimezzata) e per ridurre la disuguaglianza sociale.
Qualcuno dei governi europei è riuscito a fare altrettanto?
..
Italia Alarm!
Visto che 17 ospedali del Lazio sono a rischio di chiusura col taglio di 3000 posti letto, mentre prosegue l’occupazione dell’Afghanistan e l’acquisto di nuovi cacciabombardieri e i nostri figli andranno a scuole a esercitarsi con le armi, possiamo almeno chiedere l’accesso agli ospedali militari?

Beh, ho sentito parlare fin troppo del deficit della sanità di Lazio e Puglia, ma del MILIARDO di disavanzo del Veneto (un MLD, non 500 milioni come si era tentato di dire!) non dice niente nessuno?
E qualcuno per caso se lo ricorda che l’assessore alla sanità della giunta Galan (Pdl) era Flavio Tosi (della Lega)?

RIDIAMARO : – )

Il vernacoliere
La Gelmini vuole dare unaLaurea Honoris Causa a Bossi…
Speriamo che il CEPU gli faccia lo sconto.
La risposta di Renzo Bossi: Anch’io un giorno mi laureerò in Honoris Causa!”
..
Come ha risposto la curva nord della Roma al PQRS di Bossi?
Sono stati allusivi
Hanno innalzato questo striscione: “BMFC: Bossi, Maroni, fuoi dai coglioni!”
..
Viviana
“Il confronto delle idee è diventato una cosa impossibile”
Lo ha detto Berlusconi?
No, Minzolini.

Calearo aveva detto: “Voto solo se il mio voto è decisivo”
Che fanno? Lo fanno votare per ultimo?
E se non basta?
Lo contano doppio.
..
Giornata nera per B. Si roderà fino alle 19, sfogliando margherite: “Mi vota… non mi vota….”
..
Fini dice che voterà per Berlusconi. “Lo farà per l’elettorato!”
E figurati al suo elettorato quanto gliene frega se vota per Berlusconi!
Allora tanto valeva che restasse con Gasparri!
..
Da RAI 2
Belen: “Corona è inaffidabile, traditore e bugiardo. Ma non lo lascio”
Ecco il consigliere occulto di Fini!
..
Lettera di Aldo Passarella:
Ricetta: “SI prendano tutti gli uomini politici italiani, nessuno escluso. Si accatastino nella famosa casa di Montecarlo, stipati, fino all’inverosimile. Vengano murate porte e finestre.
Infine, si butti la chiave in mare!”
..
JENA
VERSO
Il finiano è un animale che emette un verso unico al mondo, gli etologi lo definiscono il ruggito del coniglio.

STAINO
Scusa cara, ma secondo te mi sputtano di più a dire che ho preso i soldi.. o che mi ha convinto il suo discorso?
..
Vadelfo
Il presidente ha incassato la fiducia
Subito dopo l’ha depositata su uno dei suoi 64 conti off shore
..
Viviana
Il misfatto di Fini è di avere usato una sola società off shore e non 64.
Bisogna schiacciare il microbo che non delinque in grande. Eccheccazzo!
..
Monica Murgia
Oggi è il compleanno di Berlusconi, ma anche quello di Bersani. Giusto per sottolineare che le disgrazie non vengono mai da sole.
..
LISTA PD

«Cameriere? Vorrei ordinare, mi porta la lista?».
«No. Per lei abbacchio scottadito con castagnetti».
«No, grazie, a me i castagnetti mi restano sullo stomaco, vorrei la lista».
«Che lista?».
«La lista, per scegliere cosa mangiare».
«Qua non si sceglie: scegliamo noi quello che è meglio per lei. Di antipasto fioroni di zucca, di primo bersani al ragù, di secondo veltroniani allo spiedo con contorno di finocchiaro, per dolce un bel gelato al fior di letta il tutto annaffiato da un bicchiere di D’Alema del ’98».
«No, per carità col D’Alema del ’98 me ce so presa ‘na sbornia che ancora me la ricordo. Mi girava tutta la testa! Sbandavo da tutte le parti, confondevo la destra con la sinistra…».
«Allora fioroni di zucca».
«No, guardi sono allergica, mi dia la lista!»
«No».
«Ma come no, io voglio scegliere…».
«Bersani al ragù, è deciso».
«Ma non avete il menù?».
«…Poi le porto i veltroniani allo spiedo con contorno di finocchiaro e gelato al fior di letta».
«Ma il letta è quello fresco? perché c’è il letta a lunga conservazione che fa venire le malattie, indebolisce il sistema immunitario…».
«Signò, forza che io c’ho da lavorare, fanno 25 euro».
«Ma si paga prima di mangiare??».
«E certo».
«Ma allora sa che c’è? Io me ne vado!».
«E che fa, non mangia?».
«Ma voi non mi fate scegliere!».
«Signò, la legge mica l’abbiamo fatta noi! Si metta a sedere, si magni i veltroniani allo spiedo e poi a casa e si piglia tre buste di digestivo».
«Ma me volete fà morì…».
«Signò, è la democrazia!».
«Quale democrazia, a me mi pare una porcheria!».
«È porcellum, ma a lei che le frega, tanto mica è musulmana. Mangi questa porcata e basta».
«La prego, mi dia la lista!».
«No».
http://www.unita.it/rubriche/fornario/103909
..
Paolo R
“Silvio, stuprato da Antonio Di Pietro.
Oggi in un’aula “sorda e grigia”, senza onore, dignità’, ed idee, mentre Antonio di Pietro pronunciava il suo discorso al vetriolo contro il governo che puzza ogni giorno di più di cammello, abbiamo assistito ad una scena che non ha prezzo, il “cavaliere di hard-core” ha interpretato uno di quei pezzi comici che passeranno alla storia, con l’animo gonfio di bile, prima ha fatto il gesto “Ma questo è pazzo”, poi si è rivolto verso Ginafranco Fini quasi ad implorarlo di farlo smettere, poi giacché non riusciva a mettergli il bavaglio, l’ha gettata sul ridere, ma non ha considerato che al suo fianco c’era Giulio Tremonti che lo guardava con uno sguardo mefistofelico, come a chi sta per venire un coccolone.
Povero “Silvio Magno”, stuprato davanti alla servitù e costretto a chiedere venia all’odiato Gianfranco Fini.
“AUGURI SILVIO, MILLE DI QUESTI GIORNI”.
..
Aldo di Napoli
Berlusconi ha detto:
Lascerei volentieri ad altri il sacrificio di governare.
Poi ha aggiunto:
Solo se fossi sicuro che badassero ai cazzi miei come faccio io.
..
Silvanetta
Nel 2013 raggiungeremo risultati importanti, come il completamento della Salerno-Reggio Calabria”. (La migliore barzelletta di B degli ultimi 150 anni!)
..
Paolo Ojetti
La Russa stamattina: “Il discorso di Berlusconi volerà alto”
“Lo ha letto?”
La risposta è un suicidio: “No. Angòra no!”
..
SOFISTI. Gorgia (2400 anni prima dello stop alle intercettazioni)
“Nulla è. Se anche qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile.
Se anche qualcosa fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile”
Figurarsi riportata in processo!
E’ tutto un deja vue. La noia incombe. Tutto il mondo cambia, l’Italia sotto Berlusconi no. Che parli o taccia, è merda pietrificata.
VV
..
Luigi Galella: “La verità inseguita è lo spettacolo di chi la costruisce a proprio vantaggio”.
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Nuova italia = No INCENERITORI (ACERRA ROTTO!) ma…

    riciclo di VEDELAGO Treviso e basta inceneritori rotti ed inquinanti ! DIFFERENZIATA porta a porta ! Grazie per la nuova Italia SENZA INCENERITORI, SENZA NUCLEARE, SENZA CONDONI, con più regole ! GRAZIE !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 1, 2010 @ 6:35 am | Rispondi

  2. Salve,

    avrete certamente sentito parlare di “vivisezione” in occasione della discussa approvazione della NUOVA DIRETTIVA EUROPEA in materia (lo scorso 8 settembre).

    “L’olocausto degli innocenti” è un DOSSIER SULLA VIVISEZIONE realizzato al fine di dimostrare, nella maniera più semplice possibile, le RAGIONI (etiche, scientifiche ed conomiche) DELL’ANTI-VIVISEZIONISMO!

    Se siete “sensibili” alle problematiche degli animali, allora, siete invitati:

    1- a LEGGERE IL DOCUMENTO, consultabile sul blog “Panta Rei” alla pagina:
    http://gaspareserra.blogspot.com/2010/09/lolocausto-degli-innocenti.html

    2- a LASCIARE UNA TESTIMONIANA (anche critica) del vostro pensiero in merito (sul blog o alle pagine facebook sotto indicati)

    3- e a DIVULGARE QUESTO MANIFESTO ANTI-VIVISEZIONE attraverso le vostre reti informatiche (siti, blog, pagine facebook, newsletter…).

    LA VIVISEZIONE E’ UNA PRATICA “IMMORALE”, “INUTILE” E “CONTROPRODUCENTE”!

    NON RESTIAMO IN SILENZIO, allora.
    “URLIAMO” IL NOSTRO SDEGNO!

    ——————————————————–
    Gaspare Serra:
    http://www.facebook.com/Gaspare.Serra.IV

    Blog “Panta Rei”:
    http://gaspareserra.blogspot.com

    Commento di MasadaAdmin — ottobre 2, 2010 @ 5:39 am | Rispondi


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