Nuovo Masada

settembre 13, 2010

MASADA n° 1193. 12-9-2010 . La democrazia partecipata

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:36 am

Senza una democrazia partecipata, la politica è un furto che legittima se stesso.”
Viviana

Non si può vivere in questo mondo,
ma non c’è nessun altro posto dove andare
.”
Jack Kerouac
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Matera non ha un treno – Gli sprechi dei Comuni – La democrazia partecipata – Esempi negativi di democrazia: Matera e Bologna – Una corruzione endemica – La legge anti-corruzione alla Versi liana

Il segnale più grave che la democrazia italiana era mozzata è stato la legge porcellum di Calderoli con cui la sovranità popolare veniva abolita a favore delle scelte di una mezza dozzina di capi partito. Come conseguenza di questa porcata, è stato delegittimato il Parlamento nelle sue funzioni di rappresentanza popolare, sia pure senza mandato, ed esso è scaduto alle mere funzioni di esecutore delle decisioni di pochi vertici il cui mandato è totale, e, nel caso del Pdl, sotto i comandi di un solo padrone assoluto, con l’obbligo di una ubbidienza perfetta e acritica. Se la Lega voleva uccidere ogni democrazia in Italia, non poteva scegliere strada più funzionale.

Firma l’appello per una legge elettorale che rispetti la democrazia e non ci trasformi in una oligarchia, in un duumvirato o ,peggio, in una dittatura!

http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/?ref=HREA-1

Ellekappa
Siamo seri! Non si può andare a votare per una legge elettorale che grugnisce”
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Il debito pubblico italiano ammonta a 1740 miliardi di euro. 1740 miliardi di euro!
Ma Berlusconi minimizza:”Ho speso più io per il mio divorzio.”
(Aldo Trevisan). luttazzi.it
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LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA
Viviana Vivarelli

L’unica democrazia reale a cui posso pensare è la democrazia partecipata, quella cioè dove le decisioni sulle spese vengono prese anche dall’elettore che è in grado di influenzarle coi suoi bisogni e le sue necessità le scelte, controllandolo che gli amministratori le seguano correttamente.

MATERA

Mentre si straparla di TAV e spariscono i treni per i pendolari, mentre si straparla di produttività e competitività e si elimina il trasporto merci dai treni con conseguente aumento del costo delle merci trasportate su gomma,… si rimane allibiti scoprendo che Matera non ha il treno!!!!
Matera è città Capoluogo di Provincia e di grande interesse turistico, città bellissima e unica nel suo genere..eppure questi schifi di governi (e non solo questo!) hanno fatto sì che, negli enormi sprechi di spese pubbliche incontrollate, nelle enormi gare per cognati, amici e mazzettari, nelle altrettanto incontrollate opere pubbliche stile Bertolaso, a nessuno importasse che Matera, 60.000 abitanti e capoluogo della Basilicata, fosse irraggiungibile in treno. Questa è una vergogna per l’umanità!
Non so a chi lo danno il voto a Matera e chi ne siano gli amministratori, ma sono 21 anni che le infrastrutture, i ponteggi, i viadotti… sono terminati, c’è persino la stazione, mancano solo i binari. MANCANO SOLO I BINARI!!!!
Matera è patrimonio mondiale dell’umanità per i Sassi, gli antichi rioni di case in tufo, ma è l’unico Capoluogo di Provincia in Italia a non avere la ferrovia statale!
“Già 21 anni fa sono iniziati i lavori per realizzare la tratta Ferrandina-Matera, tronco che collegherebbe la città dei Sassi alla linea Taranto-Potenza-Roma ma ritardi annosi, ripetute interruzioni e vari stop-and-go non permettono a tutt’oggi di fare rosee previsioni. Eppure la stazione delle ferrovie dello Stato a Matera c’è ma è un fabbricato fantasma, senza binari, realizzato alcuni anni fa e mai più utilizzato, a rischio di disuso.”
Io, se fossi un elettore di Matera, smetterei di votare. Forse, vedendo 41.000 schede nulle, lo Stato si ricorderebbe che questa città esiste.

BOLOGNA

A Bologna il sindaco di dx Guazzaloca approvò opere inutili e già finite male altrove come il Civis o un metrò da km 1,5 Stazione-Fiera
Il primo è una tranvia elettrica che sconvolgerebbe la viabilità e devasterebbe il centro storico con un impatto terribile sulle Torri e gli altri edifici antichi (un po’ come il progetto di tranvia che Renzi bocciò a Firenze). Ovunque il Civis è stato messo l’hanno poi tolto.
Il secondo dovrebbe sostituire 5 minuti (cinque) di un veloce bus Stazione-Fiera più che sufficiente, distruggendo strade e case e paralizzando la città.
Troppi palazzi di Bologna sono già in grave disastro per i danni della TAV che ha aperto crepe negli edifici rendendoli pericolanti e abbassandone il valore di mercato mentre nessuno paga i danni. Ora queste due opere inutili e sconclusionate sono ripresentate dal nuovo candidato del Pd!
Sotto un sindaco di dx ci siamo chiesti a quale scopo spendere cifre esorbitanti per un vantaggio minimo o addirittura per uno svantaggio evidente e abbiamo pensato immediatamente a un giro di tangenti.
Ovviamente queste due opere furono immediatamente bocciate dalle commissioni di cittadini eletti dai quartieri (io c’ero) che per un anno lavorarono per costruire il programma di richieste e lavori per il neo-sindaco Cofferati, allora digiuno dei problemi di Bologna e che arrivava qui scaricato da D’Alema che non lo voleva a Roma. Ovviamente la prima cosa che Cofferati fece fu di buttare nel cestino le nostre richieste-proposte e di adottare l’inutile metro e il devastante Civis, che è stato contestato anche da Italia Nostra.
Ora Cofferati è impresentabile, bocciato dai cittadini e va a fare altri danni altrove (lo compri chi non lo conosce!). E’ caduto ignominiosamente dopo soli 7 mesi anche Del Bono (Pd) accusato di peculato, truffa aggravata ed abuso d’ufficio.
Da 7 mesi la città è commissariata per colpa di Del Bono che tardava a dimettersi, finché il commissariamento è stato fatale. Ora si parla di nuove elezioni del sindaco e sembra al Pd piaccia l’allegro Cevenini, quello divenuto celebre perché celebra i matrimoni civili con poesie e battute scherzose.
E sapete quali sono i primi due progetti del candidato Cevenini? Il metro e il Civis!!! C’è da spararsi!!
Ma a questi che gliene frega dei cittadini?

Il Civis coprirà un percorso già coperto ora da due autobus, prevede lo scasso della pavimentazione stradale in strade ad alto traffico e centrali, non ha conducente e dunque sarà pericolosissimo in quanto funziona a lettura ottica, non vede il traffico ma segue una striscia verniciata in basso, sarà altamente invasivo specie nel centro storico, produce vibrazioni pericolose per gli edifici antichi, costa l’80% in più degli autobus normali e in cambio porta meno passeggeri e non è conforme alle normative in materia di tutela dei centri storici.
Un filosnodato come questo, in uso per la linea 13, costa 670’000. Un tram su gomma ne costa 1’300’000, il primo ha 36 posti a sedere, il secondo 29. Per di più se ne prevede meno degli attuali autobus con chiaro danno ai passeggeri, ed è ingombrante, 3.40×2.55 contro 2.93×250 dei vecchi.
Non ci sono mezzi di questo tipo in nessuna città d’Europa. A Rouen li avevano provati ma hanno rinunciato subito al progetto.
La spesa totale per il Civis è di 109 milioni di euro ed è una spesa totalmente superflua.
Cos’è che affascina tanto il Pd in quest’opera inutile?

Contro la ridicola metropolitana Stazione-Fiera di km 1,5 che scasserebbe una zona centrale per 5 minuti di percorso, i cittadini di Bologna e hinterland avevano chiesto invece una metropolitana di collegamento che unisse in modo permanente Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena. Tre linee, 56 stazioni, 55.0000 passeggeri al giorno, 1.828 milioni di euro di investimento per oltre 37 Km.
Sono almeno 20 anni che i cittadini abbandonano, per motivi vari (costi, parcheggi, vetustà degli edifici, tasse..) il centro storico e riparano nei comuni limitrofi che sono: Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Zola Predosa.
Moltissimi di questi cittadini si spostano tuttavia continuamente per andare al lavoro e non si può costringerli a farlo con auto private, tanto più che la tangenziale in alcuni orari scoppia.
Attualmente i mezzi pubblici di Bologna sono grotteschi e conformi ancora alle esigenze di 20 anni fa.
La città è piccola, impraticabile nel cerchio dei mille ma servita abbastanza bene da una tangenziale, salvo che nelle ore di punta, non ha gli ingorghi pazzeschi di Firenze o Napoli, ma non ha mai avuto alcun piano che risolvesse le nuove esigenze dei cittadini e presenta dei problemi per chi intenda usare i mezzi pubblici.
Ci sono comuni limitrofi che ormai dovrebbero far parte dell’area metropolitana di Bologna perché sono in continuità con essa. Che senso ha separare, per es., S. Lazzaro o Castelmaggiore da Bologna? Ormai fanno tutt’uno con la città, per di più con una città piccola, di soli 377.000 abitanti, abitanti che continuano a diminuire nell’area urbana e continuano a spostarsi nei Comuni vicini.
L’area metropolitana conta quasi un milione di abitanti e avrebbe ogni diritto di avere un sistema integrato di mezzi pubblici che comprenda anche i piccoli comuni limitrofi. Ma questo non vale non per l’ATC, che continua a fare tariffe superiori per i comuni esterni, quando non impone il cambio di bus o linee azzurre rade, inesistenti la sera e i festivi.
Corticella e Primo maggio, per es., sono ormai una continua all’altro, eppure devi prendere un altro bus o pagare una tariffa superiore, e la sera e i festivi non li trovi. Eppure dal centro a Corticella ci sono appena 20 minuti di percorso. Cioè dopo 20 minuti devi cambiare bus e pagare una tariffa superiore. E’ ridicolo! Ma che senso ha? Questo è antidiluviano e non tiene conto dei bisogni dei pendolari.
Eppure anche il Pd pensa solo al Civis o al metrò breve.
Se proprio un sindaco voleva fare qualcosa per Bologna non era sostituire l’esistente con mezzi più costosi e inutili ma migliorare la rete dei servizi pubblici estendendola ai comuni limitrofi o collegare questi alla città con trenini di superficie di cui ci sono già tracciati, binari e stazioni e che quindi si possono migliorare con spesa ridotta.
Bologna è una città piccola estesa longitudinalmente e ci vuole molte tempo per andare da un estremo all’altro.
La ridicola metropolitana che i politici vogliono fare sul tragitto brevissimo Stazione-Fiera costerebbe 300 milioni di euro e non servirebbe a nessuno; sarebbe di maggior interesse collegare con mezzi pubblici un estremo all’altro della città, evitando di ingorgare la tangenziale nelle ore di punta.
Se i bolognesi potessero scegliere farebbero scelte diverse da quelle della dx o della sx.
Che senso ha parlare di democrazia se poi i desideri e i bisogni dei cittadini sono ignorati?
Ma qui siamo ancora al centro di una politica separata dalla gente, microcefala, verticistica e antidemocratica.
Eppure, a Bologna, di democrazia partecipata si era parlato….E se n’era parlato nell’epoca storica dei sindaci di Bologna, e, più recentemente, nell’anno che precedette l’elezione di Cofferati.
Lo ripeto: finché i cittadini non avranno voce in capitolo nelle scelte di spesa dei loro amministratori, parlare di democrazia sarà una burletta. E anche parlare di lotta alla corruzione in politica sarà ridicolo, perché i fondi pubblici saranno sempre una forte tentazione di corruzione per gli amministratori.

Che senso ha parlare di democrazia, far balenare all’orizzonte uno schema di democrazia partecipata come fece Cofferati con le assemblee di cittadini che lavorarono per un anno migliorare dal basso la loro città, e poi prendere tutti per il culo bellamente come fece Cofferati, facendo esattamente il contrario?
E ora Cevenini ci riprova? Perché non si va a spulciare quei famosi quaderni di richieste e proposte che furono riempiti in un anno di lavori dai rappresentanti eletti dai quartieri? Perché continua a fare proposte che interessano solo una cerchia ristretta di politicanti?
Ma cos’è la democrazia per costoro?
Ma cosa sanno di quel che i cittadini chiedono, se a loro interessa solo avere soldi pubblici per cavarne degli utili privati?

Cos’è la democrazia partecipata
Viviana Vivarelli

La democrazia è quella in cui i cittadini hanno voce vincolante sul modo in cui gli amministratori gestiscono i soldi pubblici.
Ogni altra cosa è truffa.
Quello che avvenne a Bologna nell’anno di preparazione per l’elezioni di Cofferati fu uno splendido es. di democrazia. Peccato che Cofferati la chiuse sabotandola nel modo più dittatoriale possibile.
Bologna è divisa in 9 quartieri: Borgo Panigale, Navile, Porto, Reno, San Donato, Santo Stefano, San Vitale, Saragozza e Savena.
Ogni quartiere si riunì per sentir parlare i candidati ed elesse i suoi rappresentanti (io fui eletta non perché avessi dietro interessi di partito o voti di dipendenti di azienda, ma perché parlai di democrazia partecipata. La gente può darsi che prenda fischi per fiaschi se sente parlare di no global, ma capisce benissimo se parli di democrazia partecipata, e l’unica partecipazione che capisco è quella che controlla e dirige le spese)
In ogni quartiere i rappresentanti eletti si divisero in gruppi analoghi agli assessorati, e cominciarono a riunirsi per discutere delle materie di loro competenza (io avevo edificabilità e traffico e nel mio gruppo c’erano architetti, ingegneri, anche un ingegnere delle ferrovie.., le tendenze politiche erano diverse e anche le proposte di soluzione), Allo stesso tempo ogni commissione cominciò a raccogliere dai cittadini del suo quartiere le richieste e le proposte, che furono discusse, vagliate, sintetizzate e presentate. A tratti c’erano riunioni plenarie in cui si presentava lo stato dei lavori.
Dopo un anno, la sintesi finale di ciò che Bologna chiedeva alla sua amministrazione fu presentata al candidato come indicazione per il suo programma elettorale. Cofferati fu eletto su quello, ma, come fu eletto, stracciò tutto e fece il contrario.

Sono comunque felice di aver partecipato a questo esperimento di democrazia e so per certo che la democrazia partecipata può esistere, può funzionare e costituisce l’unica alternativa possibile di fronte alla corruzione politica e partitica.

Una corruzione endemica
Viviana Vivarelli

Uno dei punti salienti della democrazia è il controllo e la gestione dei fondi pubblici. Senza quel controllo e senza parte di quella gestione finanziaria, attuati dal basso, non riusciremo mai a frenare la corruzione pubblica e continuerà a valere l’equivalenza tutta italiana: politica= furto; legge= truffa; democrazia = inganno.
E’ da stupidi dire che fanno tutti così. Non fanno tutti così.
La corruzione politica italiana è ormai endemica (anche Moro aveva 200 milioni rimpiattati in Svizzera), 20 anni dopo tangentopoli è aumentata di dieci volte, oggi è la più alta d’Europa, sfiora livelli da terzo mondo e più si va avanti più è peggio, secondo un sistema di spartizioni, appalti, mazzette, truffe e sottrazioni che deve assolutamente finire e che coinvolge tutti i partiti, anche se si accentra nella figura del Presidente del Consiglio, che usa ormai platealmente il potere per farsi gli affari suoi, vergognosamente appoggiato da una Lega che ha rinnegato tutti i suoi proclami di piazza e si è venduta ogni pretesa etica e risanatrice per una spartizione di potere.
In nessun paese d’Europa si entra in politica per sfuggire il carcere, come hanno fatto Berlusconi, Dell’Utri o Brancher..; in nessun paese si appoggia qualcuno in politica perché non testimoni in giudizio, come ha fatto la Lega, o si vende un appoggio politico per salvare una banca, come ha fatto sempre la Lega. In nessun paese civile si fanno indulti che mascherano per impedire il carcere a politici ladri, o si introducono di soppiatto, in leggi omnibus, sanatorie per furti pubblici, o si depenalizzano reati finanziari, o si fanno scudi fiscali per tutelare capitali illeciti. In nessun paese europeo si va in politica per creare ulteriori arricchimenti a sé e alla propria famiglia, come hanno fatto quasi tutti i politici (valga per tutti lo schema Mastella).
In nessun paese democratico esiste che chi sta al potere apra la strada alla criminalità organizzata o se ne serva come esecutrice di crimini, o porti con sé mafiosi, pregiudicati e corrotti, o ci sia un presidente del Consiglio in costante e sfacciato conflitto di interessi, che usa bellamente 63 paradisi fiscali per rimpiattare i MLD che ha rubato al fisco e dunque ai suoi stessi elettori, e che fa leggi ormai solo per arricchirsi o per salvarsi da processi per truffe o evasioni fiscali gigantesche o corruzione di giudici e testimoni.
In nessun paese europeo esiste un sistema politico che si regge come in Italia sul clientelismo e il nepotismo (ora dovremmo dire il ‘cognatismo’).
In nessun paese si accetta che l’interesse privato prevalga così turpemente sul bene comune.
E’ del tutto anomalo che gli italiani si siano assuefatti a pensare che è inevitabile che uno entri in politica solo per sfuggire al carcere, per procurarsi arricchimenti, per godere tutele privilegiate o far parte di una casta di intoccabili.
E’ veramente mostruoso che si accetti che l’ingresso ad alte cariche sia condizionato alla prostituzione fisica o ideologica, che tutto e tutti si possano comprare e, dopo essersi venduti, godano ancora di stima sociale, e che un Presidente del Consiglio, prima di una tornata elettorale dichiari pubblicamente che sta “facendo una campagna acquisti”.
E’ mostruoso che si possa votare chi costringe un altro ad essere una merce nel mercato politico pronta a vendersi al più alto offerente. I voltagabbana sono ormai l’infamia più palese e mostruosa del sistema Berlusconi, la riduzione vile della persona a merce, sin nei vertici più elevati dello Stato, con scadimento dello Stato stesso a indecente e volgare suk.
Ed è ancor più mostruoso pensare al mercato delle cariche pubbliche quando nel mondo civile chiunque si renda anche solo sospettabile di una simile resa sarebbe immediatamente licenziato dalla sua carica sull’onda di una reazione indignata dell’opinione pubblica.
Ma dov’è più l’opinione pubblica italiana?
Certo, affolla di firme gli appelli per salvare il salvabile di una democrazia ormai ridotta a puttana del potere. Certo, aleggia in quel 50% di cittadini italiani che non sono andati a votare per nessuno di questi politici indecorosi e impresentabili, la cui funzione sembra essere solo quella di indignarsi per i fischi dei cosiddetti traditori della democrazia molto più che per i tradimenti che essa fa ogni giorno al suo popolo.
Ma quell’opinione pubblica è scomparsa ormai dai media di dx, di sx e di centro, che eseguono solo balletti omologati agli interessi di una sola casta che non intende cedere ad alcuna ragionevolezza e appoggia la propria ragione di essere a una plateale impostura.
Quando chi domina lo fa in virtù del solo 30% di un paese, contro il residuo 70%, parlare di democrazia è insano.
Quando in un paese il 50% degli elettori non vota, la politica è stata sconfitta.
Qui si continua a votare gente che racconta barzellette o lancia slogan di mercato, e poi sceglie progetti contro il bene pubblico ma permettono mazzette o creste più ampie o favori a cricche di compari e parenti.
Ormai è la norma cha da noi una strada, un traforo, una piscina.. costi il triplo che in Francia o in Germania o che un terremoto faccia la fortuna degli amici dei vari Bertolaso dotati di pieni poteri, e che vi sia un partito che delira sui furtarelli dei migranti mentre rende impunibili i grossi furti di Stato. Altrove non è così.
L’assurdo italiano è che abbiamo le procedure burocratiche più lunghe e complicate del mondo sotto il capestro di ben 300.000 leggi, tali da creare una paralisi allo sviluppo, e poi, quando dovremmo velocizzare le pratiche, creiamo solo “le eccezioni” di cui usufruiscono pochi eletti.
In USA in tre mesi costruisci un grattacielo e in 24 ore ottieni una licenza commerciale; in Italia non inizi nemmeno una pratica.
Siamo già andati in escandescenze quando Prodi elogiò, tutto beato, quel Piano Obiettivo che prevedeva iter accelerati per opere pubbliche, quando ‘accelerati’ voleva dire saltare a piè pari osservanze e controlli. I controlli hanno un loro perché, servono a impedire l’anarchia dei delinquenti. Ma con le Grandi Opere di Bertolaso, Berlusconi è andato ancora più in là, nell’infrazione totale di ogni regola di appalto, piani regolatori, vincoli ambientali, lotta alla criminalità comune e mafiosa. E ora B vuol aggiungere altre violazioni a quelle leggi che sono state poste per il bene di tutti, per impedire a cricche di malfattori di mettere le mani sulla cosa pubblica.
E’ lo sgretolamento dello stato di diritto, il trionfo dell’affarismo più bieco, contro ogni idea di democrazia.
Altrove non è così.
Non possiamo accettare una coalizione di governo che ci sbatte tra i paesi peggiori del terzo mondo!
Altrove non esiste che la realizzazione di un’opera sfori i tempi di consegna o sono multe salatissime! E non esiste che un’opera costi il triplo del previsto o non sarà pagata affatto. E che la qualità sia inferiore al pattuito o gli appaltatori ne risponderanno penalmente. E non esiste che chi lavora sia pagato dagli enti locali dopo due anni, mentre questi trattengono i soldi pubblici per specularci coi derivati.
Se succede quel che succede, se la voragine dei conti pubblici ci divora, se la classe politica si degrada a vista d’occhio e candida ormai solo pregiudicati, persone in fuga dal carcere e corrotti, la colpa è nostra che lo abbiamo permesso, che applaudiamo ai retori menzogneri, quelli che rinnegano nelle aule quel che promettono in piazza e che sostengono il crimine quando dicono di combatterlo.

Lo ripeto: finché il cittadino non prenderà nelle sue mani il controllo e la gestione dei fondi pubblici, è vano sperare che questa perversa genìa di dissipatori possa ravvedersi. E fino a quel punto sarà vano parlare di democrazia.
La democrazia si può fare e si deve fare ripartendo dalle città, riprendendoci la città.
Ma finché continueremo a votare per sindaci che portano avanti progetti lucrosi per loro ma inutili per noi, avremo poche speranze di crederci democratici.

La legge anticorruzione
Viviana Vivarelli

Dal 92 (tangentopoli) a oggi, la corruzione è aumentata di 10 volte e costa 60 MLD alle tasche degli italiani, quanto 3 Finanziarie pesanti, e ci starebbe dentro tutto: una scuola decente, una sanità civile, i treni per i pendolari, opere pubbliche per rimettere in moto il lavoro, una polizia attrezzata ed efficiente, aiuti ai giovani, sussidi ai poveri…
Tanto più dunque è grottesco che il governo più ladro che l’Italia abbia mai avuto, il governo più corrotto, quello più dissipatore d’Europa, quello che nulla ha fatto per lo sviluppo e la ripresa, quello delle 36 leggi ad personam per aiutare uno solo, quello in cui uno solo ha distrutto il sistema processuale e penale rendendo impossibile la giustizia, annunci ridicolmente una legge contro la corruzione. Il lupo non morderà se stesso.
Quando a Mirabello Fini ha chiesto a Berlusconi che fine avevano fatto le leggi contro la corruzione (domanda che avrei voluto sentire dal pd) gli ha risposti un silenzio di tomba. Tra gli anatemi e le scomuniche di Berlusconi al reprobo, non abbiamo sentito la replica a nessuno dei punti sotto processo. Il rimbombo delle ingiurie ha coperto tutto.
Sara dunque Il fatto a discutere e proporre questa legge, là dove i partiti se ne esimono.
Non è vero, come disse Lunardi, che con la mafia ci dobbiamo convivere. E non è vero, come intende Maroni, che la lotta alla mafia deve essere fatta solo in basso, stando bene attenti a non pestare i piedi e imprenditori, colletti bianchi, banchieri e politici. E non è vero, come vuole la Casta, che dalla corruzione è giocoforza essere governati, perché così fan tutti
Diventano fatali solo le disgrazie contro cui non si combatte, quelle contro cui non ci ribelliamo.
Nei tre giorni della Versiliana si è parlato proprio di questo, raccogliendo ciò che in parlamento si finisce col non fare.
Sono partiti dalla Convenzione penale dell’UE del 99, aggiungendo i nuovi reati finanziari, quelli dei colletti bianchi, ripristinando come reato il falso in bilancio, sbloccando le prescrizioni, le restrizioni alle confessioni dei pentiti, allargando le premialità anche a chi dà informazioni sulla criminalità comune e finanziaria, unificando corruzione e concussione, rendendo obbligatoria la custodia cautelare sia per corrotti che per corruttori….

Bossi ha rinnegato la patria.
Berlusconi l’ha violentata.
Se fosse stata sua madre, l’italiano medio avrebbe continuato a fregarsene?
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DEMEN-PIDEMIE

In questo paese la demenza fa scuola. Scajola è epidemico. Anche Prampolini che gli versò 90 mazzette per 900.000 euro, ha detto che “non ne sapeva nulla!”
Di questo passo avremo intere cricche che delinquono ’inconsciamente’. Più che un caso di conclamata corruzione pubblica, l’Italia sarà un caso pubblico di conclamata psichiatria.
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Tanto tuonò che non piovve

E allora? Strepiti di Fini. Linciaggi mediatici. Processi epocali. Sconquassi giurati. Elezioni a furor di Bossi. Al Colle! Al Colle! Rodomonti in carica. E poi? La montagna non ha partorito nemmeno un topolino. Restano ancora tutti insieme! Sono sempre tutti uniti in modo complice a votare il legittimo impedimento di tutti. E mentre l’Italia inesorabilmente affonda nella palude della crisi, la legislatura peggiore degli ultimi 150 anni continua sulla linea del galleggiamento come se niente fudesse.

La Camera ha 630 deputati. La maggioranza relativa è 316.
Il Pdl ha 238 deputati, la Lega 59. Il totale è 297. La maggioranza di 316 non c’è. Cosa aspetta Napolitano a dichiarare decaduto questo Governo?

Mussolini: “Farò di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”
Grazie al Pdl e al Pd, la profezia si è avverata.
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La ridicola cena di Masi

Masi, il vergognoso direttore Rai, organizza a Venezia una cena in proprio onore, con registi, produttori e giornalisti. 15.000 euro se ne vanno per 30 cloni Rai spesati e vestiti, poi cena per 200 invitati eccellenti che dovrebbero applaudire Masi, il trionfatore mediatico. Ma 100 invitati gentilmente declinano, la cena va a puttana (come la Rai del resto), la cena non si farà. 20.000 euro solo di penale.
Una Rai che è scesa a livelli infimi di qualità e informazione, che da 7 mesi ha imbavagliato i talk show, che protegge l’indegno Minzolini, che è serva di Berlusconi, che non produce più nulla e ha ucciso quel che c’era, quella Rai dei debiti e del collasso sfiorato, cosa aveva mai da celebrare?
Se voleva mostrare la feccia dal fondo, Masi ci è riuscito benissimo!
Dall’opposizione neanche in fiato. Ma non c’era una volta un garante?

Giancarlo Paietta diceva: “La politica è scienza, fantasia, immaginazione, concretezza, coerenza, sacrifici!”
Quello che abbiamo sentito da Berlusconi alla Meloni è il suo opposto.
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Il mio programma è la Costituzione! Basta e avanza!
Chi vuole distruggere l’Italia basta che dice che vuole distruggere la Costituzione e diventa, automaticamente, un nemico della democrazia.

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Per evitare la morte de L’Aquila occorrono 3 MLD e mezzo, meno del Ponte di Messina, meno di un terzo dell’autostrada Mestre-Civitavecchia.
Quanto darà Tremonti? Zero euro.
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Aberrazioni
Furio Colombo

… per buona misura interviene nell’umiliante caso di Melfi (tutta la Fiat contro 3 operai) Panorama con la più spregevole copertina mai apparsa nel giornalismo italiano. La forza di un settimanale da 3 milioni di copie viene gettata contro 3 operai da 1000 euro l’uno al mese (quando non sono in cassa integrazione) messi alla gogna in copertina con la loro fotografia e il titolo ‘ Gli eroi bugiardi’; l’accusa (sempre in copertina) di sabotaggio, dunque di un reato, che dà dello stupido (e anche del comunista) al giudice che li ha reintegrati nel loro posto di lavoro. E’ una nobile iniziativa che assicura a quegli operai che non saranno mai più accettati in un posto di lavoro in Italia. Ma tutto trova la sua giustificazione nel nuovo motto da issare sui cancelli: “Se non c’è la fabbrica non ci sono i diritti”. La frase è l’equivalente di “O la borsa o la vita”. Il messaggio è chiaro: o cedi o finisci alla gogna su Panorama. Ma è inquietante che la frase possa anche essere detta a rovescio: “La fabbrica c’è se ci sono i diritti”.
D’ora in poi la fabbrica è extraterritoriale. Si fa secondo le regole che vigono dove vuoi essere accettato. Se ti va bene ti pagano, se no ti accompagnano alla
frontiera. Ora ditemi se un mondo di persone che un tempo chiamavano lavoratori deve rassegnarsi a vivere senza un sindacato (l’immagine della FIOM è peggiore di quella di Vallanzasca), senza un partito (vedi la cauta distanza del Pd dalla questione), con la sola opzione di obbedire. E il rischio di un linciaggio pubblico nello sciagurato caso di una protesta.
..
Le strida di Sacconi

Carlo Carli: Sacconi: «Assalto a Bonanni? La ragazza andava arrestata»
E bravo il nostro ministro. Invece di preoccuparsi di queste cose mi chiedo come mai non prevede l’arresto per gli industriali che non rispettano le sentenze dei giudici del lavoro. Ma forse è chiedere troppo ad un Ministro del Lavoro…..

Viviana: Ma Sacconi ha leggi longobarde?
Voleva arrestare la ragazza del fumogeno.
Peccato che accendere e lanciare il fumogeno non sia reato!
Altrimenti dovremmo arrestare metà dello stadio.
Siamo nel paese dove si scarcerano i pluriassassini e dove il premier è accusato di strage, e dovremmo arrestare chi lancia fumogeni?
Ma per cosa? Forse per lesa maestà?
Andiamo, Sacconi, va bene tirarsela, ma qui si esagera!
Nemmeno la sua potente alterigia può far arrestare chi vìola la Casta!
Lei fa solo sogghignare.
Abbiamo senatori accusati di ben altro, per non parlare del suo capo partito, che se la spassano indisturbati. Ma chi crede di essere? Dovrebbe chiedere scusa per la sua spocchia! Siamo ancora in una democrazia, non ancora in un sultanato! E anche in un sultanato si incarcera chi offende il sultano, non un servo prezzolato.
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MARCHIONNE (Il fatto)

Un tentativo che ha trovato sponda nei sindacati ad eccezione – coraggiosa – della Fiom. Un tentativo che si condensa in un vero e proprio ricatto: disoccupazione oppure schiavitù. Emblematico il comportamento Fiat: investimento in Italia, alle condizioni imposte da Marchionne, oppure delocalizzazione della produzione all’estero (Est Europa), con conseguente ecatombe occupazionale nostrana (da Pomigliano a Mirafiori, tutti in mezzo ad una strada). Lo abbiamo visto in occasione della consultazione presso lo stabilimento campano. E’ il capitalismo bellezza, quello che dopo aver vissuto per decenni degli aiuti di Stato non si sente minimamente in debito verso i cittadini che lo hanno foraggiato. E’ colpa del dumping sociale, bellezza, che va combattuto importando il modello cinese: lavorare lavorare lavorare, privati dei diritti e del sindacato. Facciamoci cinesi, insomma, è la risposta che Marchionne&co. oppongono alla concorrenza che proviene dai paesi in via di sviluppo, dove non esiste rappresentanza del lavoro e il ritmo produttivo è quello delle “24h24”. E se a tutto questo si fa resistenza, ecco che la reazione è punitiva ed educativa al tempo stesso. Vedi il caso dei tre operai licenziati dalla Fiat per aver preso parte allo sciopero nei giorni caldi di Pomigliano e che, nonostante un giudice del lavoro ne abbia decretato il reinserimento condannando l’azienda per comportamento anti sindacale, vengono mortificati con l’esclusione dal lavoro (Fiat li paga ma non consente loro di riprendere l’occupazione, concedendogli di fare solo capolino in fabbrica e solo nei locali sindacali). L’ultimo atto di tale braccio di ferro si è consumato con la scelta della Federmeccanica di seppellire il contratto nazionale di lavoro delle tute blu del 2008 (che non prevedeva deroghe), sottoscritto da tutti i sindacati e approvato con referendum dai lavoratori.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/11/non-piu-lavoro-solo-schiavismo/59414/
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Chi deciderà o chi dovrebbe decidere?
Rosario Amico Roxas

Il caos politico nel quale è piombata la nazione, impone un quesito: “Chi deciderà ?”
Viene offerta una soluzione che non è frutto di un dibattito nella sede naturale di ogni democrazia, e cioè il Parlamento, bensì di una scelta architettata, dopo una lunga serie di contraddizioni, sempre dal medesimo presidente del consiglio, convinto di essere l’amministratore delegato dell’azienda Italia; una scelta imposta come scontata, come se si trattasse di una tombola con esito previsto, quella tombola che ha già estratto l’ambo, il terno, la quaterna e la cinquina, tutto assegnato al medesimo giocatore che si è accaparrato le cartelle.
Ora si attende solo la tombola con la conferma di una leadership senza leader, che, però, pretende decidere per tutti, in nome e per conto di un “bene per gli italiani” che è stato il viatico della più pesante presa per i fondelli esercitata da un governo in carica da 150 anni a questa parte.
Così si attende l’esito scontato, senza neanche riflettere e far riflettere su “chi dovrebbe decidere”; si tratta di contrastare il metodo di “acquisizione di potere”, opponendogli un auspicabile “spirito di servizio”, specie in un momento storico ed economico di emergenza.
Il metodo di potere ha già steso i suoi tentacoli accaparrandosi posizioni determinanti al solo scopo di dilatare se stesso.
Per materializzare la speranza occorre fare chiarezza, rendendosi conto che la possibile alternativa soffre di una eccessiva parcellizzazione e non tenta nemmeno la ricerca di un comune denominatore in grado di generare una base solidale su cui edificare la propria credibilità.
Eppure tale base esiste, ma non viene esplorata, privilegiando l’antitesi ideologica alla sintesi costruttiva; la base consiste in una medesima tradizione solidaristica, pur se ispirata da differenti (ma non contrastanti) ideologie: la tradizione cattolica e la tradizione socialista entrambe tenute insieme dalla reciproca vocazione democratica.
Non può esserci spazio né per il fondamentalismo dei teocon alla Binetti o Magdi Allam, né per il radicalismo libertario alla Bonino, o le fantasmagoriche voluttà di Bossi, espresse a pernacchie e dito medio elevato nel suo cielo; questi estremi sono destinati ad ostacolarsi a vicenda senza mai raggiungere un punto propositivo.
Così il nome “selezionato tra i più affidabili”, di colui, cioè, che dovrebbe decidere, come viene auspicato, non può sortire che dalla tradizione solidaristica in grado di superare le divergenze dialettiche in nome del più urgente spirito di servizio, per non cadere, o ricadere, nell’attuale trappola del potere fine a se stesso.
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IN CHE DIO CREDE BERLUSCONI?

In viaggio in Russia lo psiconano ha elogiato Medvedev e Putin dicendo loro “Siete due doni di Dio”… La figuradimerdoteca è aggiornata anche per oggi.
Ma forse prima di commentare questa frase sarebbe meglio leggere l’elenco dei 106 giornalisti morti durante il “regno” di questi due “doni di Dio”.

Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale, ucciso in Georgia attraverso lo schiacciamento del torace, un metodo tipico dei servizi segreti sovietici. Russo era in procinto di rientrare in Italia per portare nuove testimonianze e documenti sull’atrocità della guerra in Cecenia. Il suo corpo privo di vita è stato trovato sulla strada dove si trovava la base russa di Vasiani.

Anna Politkovskaja, del quotidiano Novaya Gazeta, Mosca,

Ilyas Shurpayev, giornalista Dagestano responsabile per la copertura delle notizie del Caucaso Settentrionale su Channel One; muore strangolato con una cintura a Mosca.

Gaji Abashilov, responsabile della Tv di Stato del Daghestan, VGTRK, fucilato nella sua auto.

Magomed Yevloyev, proprietario di Ingushetiya.ru, ucciso a colpi di pistola in un’auto della polizia.

Khabarovsk Konstantin Brovko, giornalista della compagnia televisiva “Gubernia”, ucciso a Khabarovsk.

Ivan Safronov, militare opinionista del quotidiano “Kommersant”. Morto a Mosca il 2 marzo; la causa della sua morte non è mai stata chiarita.

Vadim Kuznetsov, redattore capo della rivista “World and home. Saint Petersburg”, ucciso a San Pietroburgo.

Vaghif Kochetkov, del quotidiano Trud (Labor), ucciso a Tula;

continua al link
http://www.sconfini.eu/Approfondimenti/2-doni-di-dio-o-106-morti.html
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Dal tg3

Grazie a Tremonti-Gelmini e B, l’Italia spende in percentuale per la scuola meno del Brasile e gli insegnanti italiani guadagnano la metà di quelli tedeschi.
Ormai, visto lo stato fatiscente di costruzioni e arredi, si accetteranno banchi di imprenditori col loro nome come si fa coi banchi in chiesa. E questo sarebbe il meno.
La tendenza è arrivare a fare come avviene in America, dove chiederanno l’immissione di distributori di merendine o coca cola, metteranno spot di prodotti nei libri di testo e obbligheranno i ragazzi a guardare un tot di spot televisivi nelle ore di lezione. E’ l’uso privato della scuola pubblica, in nome di una mercificazione estrema.
Mi è parso grottesco Bernanke il quale ha detto che il deficit italiano è, sì, alto, ma ora noi ci apriremo a investimento nell’educazione! Ha detto proprio così “educazione”! Ma a quale educazione si riferiva? All’educazione al consumismo?
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La Germania voleva uscire dal nucleare, ma la Merkel ha deciso diversamente.
Dopo una tempestosa riunione, alcune centrali saranno prolungate di 8 anni, altre di 12.
Altissime le proteste del paese.
Per compensare questa scelta impopolare, la Merkel destinerà alle energie pulite 15 Miliardi.
Come è evidente, ci sono paese, moderni e civili (la Germania ha una ripresa del 4,2% contro l’1 dell’Italia) che pensano seriamente di uscire dal nucleare, e altri paesi, non civili e non moderni (ultimi in Europa per ripresa, sviluppo e investimenti) in cui si pensa di riaprire il nucleare.
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Mario di Bari

Le Elezioni politiche del 2008, secondo l’ultimo Referto della Corte dei Conti, a fronte di una spesa complessiva di 110.127.757,19 euro ci sono costate ben 503.094.380,90 euro, ovvero 200 milioni di euro in più rispetto al taglio di risorse per la scuola e l’università programmato dall’ultima finanziaria. Non solo, il valore totale dei rimborsi statali versati ai partiti, che nel 1994 ammontava a circa 47 milioni di euro, negli ultimi 14 anni si è più che decuplicato, facendo esborsare agl italiani, tra il 1994 e il 2008, un totale complessivo di 2.253.612.233,79 euro.

E pensare che il finanziamento pubblico ai partiti. introdotto con la legge n.195 del maggio 1974, era stato abrogato grazie a un referendum dei radicali, impegnati da 30 anni sul fronte, che con 31.225.867 voti su 34.598.906 votanti ottenne un consenso del 90,3%.
No, dico: e che problema c’è… Siamo in Italia! Avete abrogato il “finanziamento pubblico” ai partiti? E noi introduciamo il “rimborso elettorale”. Togliete il rimborso elettorale? E vorrà dire che approveremo la “donazione forfettaria”. Basta cambiare nome alle cose e il gioco va avanti. Questo è un paese di forma, non di sostanza.
Così, senza neppure aspettare il tempo necessario a salvare la faccia, nello stesso anno del referendum si vara la legge 515/1993, che all’art.9, comma 1 cambia la rosa in patata – per dirla alla Shakespeare -, ovvero introduce i rimborsi elettorali, specificando che il rimborso non è calcolato in base alle spese effettive – non sia mai! -, ma moltiplicando il numero degli italiani quale risultava dall’ultimo censimento, compresi i non aventi diritti al voto, per lit 1.600, per poi spartirsi il montepremi in misura proporzionale ai risultati elettorali. La seconda Repubblica iniziava bene, non c’è che dire!
Tutto qui? Illusi. Nel 1999 il Parlamento porta il rimborso da 1.600 a 4.000 lire. Poi, con il cambio di moneta, il contributo passa a 5 euro, da moltiplicarsi non più per tutti i cittadini della Repubblica, cani e gatti compresi, ma per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei deputati, e solo per i partiti che abbiano superato una soglia di sbarramento dell’1%.
In base a alla legge 5122/2006, poi, l’erogazione dei rimborsi è saldata in cinque comode rate annuali, che ovviamente sono indipendenti dalla durata effettiva della legislatura. L’Udeur di Mastella, insomma, continua a percepire i rimborsi elettorali della tornata del 2006, e lo farà fino al 2011. Tutti gli altri partiti, tra 15° e 16° legislatura, percepiscono doppio stipendio. E’ come se facessero un doppio lavoro, sebbene ci sia qualcuno fra loro che non arriva a farne neppure mezzo. E via così almeno fino al 2013!
E io che mi credevo che una crisi di governo fosse un evento luttuoso per un partito… Macchè: è vero l’esatto opposto! Quando ti servono un po’ di soldi, fai tornare il paese alle urne e ti riempi le tasche.
Ecco la classifica dei più furbacchioni: in testa, manco a dirlo, la Lega di Roma ladrona. Se Roma è ladrona, Umberto Bossi è il miglio ricettatore sulla piazza: spende 3,4 milioni e se ne fa dare 41,3, un bel +1190% secco. Quale fondo di investimento garantisce un rendimento simile? Giocatori di borsa: vendete tutto e investite in una competizione elettorale. Forse non andrete al governo, ma avrete realizzato la più grande speculazione della vostra vita.
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Carlo Carli

Per Letta e per Fassino la democrazia è stare seduti in Parlamento con dei mafiosi, portarsi a casa 15000 euro al mese e votare contro le richieste dei magistrati per processare i parlamentari.
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Padre contro figlio
Vv

E’ indubbio che dalla contestazione a Dell’Utri ai fischi a Schifani ai fumogeni a Bonanni c’è una escalation rapidissima che non può che spaventare chi, come i nostri polotici, ha anche troppo la coscienza sporca e ha venduto anche troppo fumo per non sapere benissimo cosa si merita. E’ per questo che la casta si arrocca a difesa della propria incolumità perché sa che da una rivolta popolare, qua, non si salva nessuno.
Le recriminazioni sono d’obbligo. E anche l’ipocrita rifarsi a diritti costituzionali che in 60 anni sono stati fin troppo violati dalle classi egemoni stesse senza che i Battista o i Minzolini o gli Scalfari avessero mai nulla da ridire.
Il solito idiota del blog ha visto che la lanciatrice di fumogeni a Bonanni era figlia di una magistrato e ha subito parlato di toghe rosse, IDIOTA! quando ogni evidenza dice che è più facile che i figli si mettano contro i padri e li contestino che il contrario. Una figlia che opera nei centri sociali è più facile che nasca da un padre reazionario che di sx.
Valgano per tutti gli es. dei due figli di Paolo Guzzanti di idee palesemente avverse a quelle del padre, o del figlio di Donat Cattin (esponente DC),mentre Marco fu un militante dell’organizzazione terroristica di estrema sx Prima Linea, che assassinò il magistrato Emilio Alessandrini, partecipò ll’omicidio del barista Carmine Civitate a Torino, effettuato come rappresaglia (peraltro sbagliando obiettivo) per la morte dei compagni, avvenuta durante uno scontro a fuoco con le Forze dell’Ordine …
Anche il caso di Sara, la ragazzina scomparsa all’uscita di casa, potrebbe avere una chiave di lettura nel fatto che la madre è Testimone di Geova e si dovrebbe vedere a quale grado di fanatismo domestico questo fatto potrebbe portare, giustificando la tesi di una fuga.

Michele Serra

«Questo reverendo Terry Jones, che vuole bruciare il Corano per festeggiare (uso questo verbo a proposito) l’11 settembre, almeno un merito ce l’ha. Ci ricorda quanto contano gli idioti nella storia e, beninteso, anche nella vita. L’intelligenza, in fondo, è come la democrazia: una fatica ininterrotta lungo un percorso fragile, così fragile che un solo idiota, particolarmente dotato, è in grado di mandare in malora la fatica e l’intelligenza degli altri».
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Un idiota vuole bruciare il Corano
Sarebbe meglio bruciare l’idiota

Viviana

Quell’esibizionista deficiente del reverendo Jones ha detto che domani forse non brucerà alcun Corano. Intanto la sua sortita ha già prodotto violente manifestazioni di protesta con un morto, come la maglietta demenziale di Calderoli produsse una manifestazione a Bengasi di migliaia di musulmani con 11 morti.
Ma Jones non ha un capo religioso sopra di lui che possa cacciarlo?
E sia lui che Calderoli non possono incorrere in una legge che li incrimini per aver messo a rischio la sicurezza nazionale?
Possibile che dobbiamo essere nelle mani di simili cretini?
Possibile che questi giornali che vedono pericoli tremendi per la democrazia nei fischi a Schifani non dicano parola contro questi sconclusionati fanatici che eccitano stragi?
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Anche il Premio Nobel Dulbecco ha aderito alla protesta contro la lapidazione di Sakineh.
Il paradosso è che l’Iran è membro dell’ONU. E che addirittura è stato eletto presidente della commissione per i dritti alle donne!
Praticamente in Iran, se un uomo vuole liberarsi della moglie, basta che dica che lei lo ha tradito e la disgraziata sarà lapidata, senza nemmeno avere diritto a una difesa, perché, se un avvocato osasse difenderla, sarebbe arrestato pure lui con tutta la sua famiglia, anzi quella donna, se pure, innocente, sarà costretta con la tortura a confessarsi colpevole. Tra le ultime dieci donne lapidate con l’accusa di adulterio, c’è una ragazzina di 15 anni. In Iran una donna può essere data in sposa a un uomo scelto dal padre già a 9 anni.
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RIDIAMARO : – )

JENA: Ipotesi

Bersani le pensa tutte pur di evitare le elezioni anticipate: «Un governo tecnico, un governo del Presidente, un governo di salute pubblica, ho lasciato la macchina in doppia fila…».
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Mario di Bari

Muore Berlusconi, leader del centro-destra.
Il giorno dei funerali Fini si avvicina a Casini e gli mormora in un orecchio: «Senti, dopotutto penso che spetti a me prendere il suo posto».
«Sì, ma sbrigati, che stiamo per chiudere la bara».
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Mandi
Scuola, Gelmini:
“Entro 6-7 anni l’esercito di oltre 200mila precari verrà riassorbito”
Politica, Mandi:
“Entro 6-7 mesi l’esercito di oltre 1000 politici inetti verrà sotterrato”
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Reverendo Jones:
“Dio ci ha ordinato di bruciare il Corano”
Reverendo Jones
“Dio ci ha detto di fermarci”
Per fortuna, stavo già per restituire la tessera.
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Ma com’è che un tempo quando uno si credeva Dio arrivava l’ambulanza e ora arriva la televisione?
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Toni Jop

Ore frenetiche per la Lega e per le sue ampolline. Oggi a Venezia Bossi dovrebbe versare in laguna il contenuto di un’ampollina che ha riempito alle sorgenti del Po. Lo fa tutti gli anni, per dire: la secessione verrà o non verrà?, intanto un po’ di teatro tipo «intervallo». Ma contemporaneamente – bell’avverbio – quell’altro filone di Gian Paolo Gobbo, leader leghista del Veneto, ha provveduto con analoga sacralità a raccogliere l’acqua delle sorgenti del Piave in un’altra ampollina. Anche Gobbo, benché gli sia capitato un fiume più piccolo, farà la sua matta figura a Venezia, versando la santissima acqua nei fanghi lagunari. Emozioni. Zaia, in tutto questo via vai, ha tuonato contro i veneziani che hanno promesso di salutare la kermesse dei fedeli delle ampolle con bandiere tricolori alle finestre. «Mi auguro che siano veneti», ha minacciato. A quelli che non hanno la mamma di Treviso che farà? Niente paura: i veneziani quanto a identità stanno benone, le ampolle le usano per le analisi delle urine.
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Giulio Volano (Il fatto)

Dopo la morte di Cossiga si era creato un vuoto istituzionale: c’era bisogno di un senatore a vita che sparasse cazzate. C’era un solo uomo che poteva risolvere la questione: Giulio Andreotti, l’unico politico con un archivio personale così ampio da averlo diviso in avanti e dopo Cristo.
E quando gli chiesero perché Ambrosoli era morto, Andreotti non resistette e disse: “Perché se l’era andata a cercare”.
E allora abbiamo tirato un sospiro di sollievo perché il posto di Cossiga non era più vacante.
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Flavio Oreglio (da Il fatto)

Ai tempi del fascio l’Italia marciava
Nell’era di sfascio, l’Italia marciva
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A proposito di gente che ha dimenticato le cause..
Può essere utile ricordare che la porcata elettorale è stata votata in Parlamento da: Forza Italia. Alleanza Nazionale, UdC e Lega Nord.
..
Un chretien (che vuol dire cristiano ma anche cretino) ha proposto di bruciare il Corano.
Speriamo che un Tartaglia buddhista gli tiri una Torah in faccia, urlando : “Viva Visnù!”.. così tanto per usufruire delle possibilità che le molteplici religioni ci offrono.

Marco Presto (da Il fatto)

Il presidente Fini ha chiesto immediatamente che Angela Napoli si scusasse per aver detto quello che tutti sanno, e cioè che a Montecitorio siedono delle prostitute. Tale idea, infatti, non è accettabile e ci indigna profondamente.
Per quanto riguarda, invece, mafiosi, camorristi, corrotti, cocainomani, evasori fiscali e abusivisti edilizi, ci siamo ormai abituati. E’ assolutamente giusto: in un paese civile ci vuole tolleranza.

Berlusconi e Putin che parlano a un convegno sulla democrazia sono come il boia di Londra che vada a una conferenza sulla ricrescita dei capelli.
Viviana
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Chi è causa del suo mal
piangano gli altri.

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luttazzi.it
Crollano gli ascolti del TG1. Non so quanto siano bassi, ma ieri sera il giornalista ha aperto dicendo: “Buonasera, mamma”. (Fabio Bellacicco)
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Politica fai da te

Le feste dell’Unità continuano
Partecipa anche ti portando il tuo fumogeno
Puoi star certo che non andrà sprecato
VV
..
Luttazzi.it

Fiat, la cura Marchionne: chiusura di Termini Imerese, più turni e più ore di lavoro a Pomigliano, porte sbattute in faccia alla Fiom, e la Nuova Punto. E’ come la vecchia Punto, ma con un sofisticato motore bicilindrico che va a sangue umano. (Aldo Fontana)

… e zitti!
Altrimenti Marchionne lo fanno presidente del Consiglio!
VV
..
La causa e l’effetto

luttazzi.it
Bersani: “Sia chiaro che se si arriva ad elezioni anticipate, esse avranno un padre ed una madre: Berlusconi e la sua crisi. Ha fatto tutto lui, ha disfatto tutto lui.”
2. Bersani: “Non abbiamo fatto un cazzo per fermare Berlusconi.” (Davide Rossi)
..
Alessandro Zilioli
Diceva Pio XI che Mussolini era stato mandato dalla Provvidenza. Dice don Verzé che Berlusconi è un regalo del Signore. Dice Berlusconi medesimo che Putin è un dono di Dio.
Poi si chiedono perché la gente diventa atea.

Ad Adro, il paese dell’odio, il sindaco che tormente gli extracomunitari ha aperto una scuola padana, dedicata a Miglio, tutta verde e piena di simboli della Lega, dove gli scolari mangeranno maiale per disgustare i bambini islamici.
Ma è costituzionale che una scuola pubblica sia piena dei simboli di un partito?
Se fosse stata aperta una scuola pubblica dedicata a Stalin e piena di falce e martello, i leghisti avrebbero detto qualcosa?
..
“Putin e Medvedev esempi di democrazia. Anzi un vero e proprio “dono del signore” per il popolo russo”.
Non ridete, la dichiarazione è vera e l’ha pronunciata il presidente del consiglio.
Franco
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Scajola vende casa. Qualcuno glielo dica.
( Nico Donisi )
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Anche Iva Zanicchi tra quelli che hanno votato a favore della vivisezione.
Ma non l’avevano vivisezionata?
Toni Coccio
..
Fidel Castro a sorpresa: “Il socialismo non è più adatto a Cuba. Non solo. Vedete la mia barba? E’ finta. La tengo su con un elastico.”
(Raffaele Esposito)
http://www.danieleluttazzi.it/

4.000 insegnanti sullo stretto di Messina.
Dopo la scuola padana, faremo la scuola del ponte.
..
http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. Brunetta dice che Napoli è da buttare….

    e infatti MOLTI SE NE VANNO: traslochi di case e negozi con CEDESI scritto . Napoli è stata abbandonata dal Governo e dalla UE in mano alla camorra, cocaina e MUNNEZZA: Brunetta venga a Napoli con la Prestigiacomo e utilizzino la VIDEOSORVEGLIANZA SATELLITARE per individuare e condannare per strage chi invia i TIR TOSSICI e i loro complici. Grazie.

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 13, 2010 @ 8:50 am | Rispondi

  2. La GIUSTIZIA in Italia rispetto alla Turchia

    Erdogan dice che in democrazia la Giustizia verrà rispettata e non assoggettata ! in Italia è comprata, venduta, assoggettata, offesa, umiliata e con un CSM rovinoso ! ORA BASTA ! passiamo alla DEMOCRAZIA COME IN TURCHIA !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 14, 2010 @ 10:01 am | Rispondi

  3. A me Straquadanio piace: è surreale, è il berlusconismo fatto persona. Sotto certi aspetti è più berlusconiano di Berlusconi ( che qualche volta ci fa ma non ci è).Incarna nella sua persona tutti i difetti ed i vizi degli italiani( soprattutto la piaggeria) in un’unica persona. Straquadanio e Ghedini sono veramente un mito!
    michele

    Commento di MasadaAdmin — settembre 16, 2010 @ 5:35 am | Rispondi

  4. “Sotto il tiro degli hacker, il Predellino, sito gestito da Stracquadanio sospende le pubblicazioni. “Da alcuni giorni qualcuno altera i nostri testi con espressioni volgari”..L’attacco è grave e lede il diritto alla libera espressione. Nella giornata odierna ci rivolgeremo alla polizia postale affinchè indaghi sulla vicenda e sia possibile determinare chi sia colpevole di detta situazione. Chi pensasse di mettere i bastoni tra le ruote ad una testata, il Predellino, che sin dal sua fondazione ha fatto del rispetto dell’avversario e delle proprie idee, della coerenza e del coraggio i pilastri fondamentali del lavoro giornalistico, commette un imperdonabile errore”

    E speriamo che Berlusconi, sotto l’onda della riprovazione generale contro Stracquadanio, si decida a porgli un freno e a togliergli la visibilità. Col suo impero che scricchiola non è proprio il caso di sollevare altro scandalo
    Non è abbastanza spregevole il capo-pappa, dobbiamo anche tollerare che i sotto-papponi siano più spregevoli di lui?
    Non vedo l’ora di vedere un mondo in cui la gente schifosa come Berlusconi, come Stracquadanio, Feltri, Lupi, Ghedini, dell’Utri, Capezzone.. si levi dai piedi!
    Ogni giorno questa teppaglia è peggio, ogni giorno ci ammorba con la sua mancanza di moralità, il suo puzzo di fogna, l’esaltazione di qualche vizio o reato, lo sdogonamento di quel che c’è di peggio al mondo!
    Tra la Lega e Berlusconi il paese non fa che cadere sempre più in basso in un vortice senza fine che non può che sollevare il disgusto della gente perbene. Mafia, P2, evasione fiscale, scudo ai criminali, corruzione, concussione, intimidazioni, ricatti, campagne di diffamazione, spionaggio, compravendita di onorevoli come fossero maiali, ascesa di puttane, elogio della prostituzione, razzismo, xenofobia, apartheid, uso privato dei beni pubblici, leggi ad personam, massacro dei diritti, oggi l’attacco nazista ai rom… questa spirale perversa sembra non avere mai fine e ha come termine l’inferno!

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 16, 2010 @ 5:53 am | Rispondi


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