Nuovo Masada

settembre 10, 2010

MASADA n° 1192. 10-9-2010. Il crepuscolo della democrazia

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:20 pm

Al voto sì, al voto no – Anche il Dux se la fa sotto – La contestazione ei palloni gonfiati – Quei bravi ragazzi della Lega – Pure il tradimento del dio Po – Abbiamo perso la ripresa – I peccati capitali di Bonanni – La vera competitività non è affamare la classe operaia – La morte dei lavoratori e il trionfo della casta – Assassinio di Vassalli, il sindaco ecologista – I pericoli del fanatismo

“È meglio morire sui tuoi piedi che vivere sulle tue ginocchia”
Dolores Ibarruri Gomez, detta la pasionaria.
..
Cosa direbbe di questa sx italiana che ormai vive a pecorina?
..
Don Aldo Antonelli ci scrive:

“Al voto!”
“Al voto!”
“Al voto!”
Se fosse per la frequenza con la quale in questo paese si ricorre alle votazioni, L’Italia sarebbe il paese più democratico al mondo.

Sta di fatto che il ricorso alle elezioni è ormai strettamente legato all’incapacità dei governi a governare. Non solo. Le elezioni, ormai, sono diventate la legalizzazione dell’immobilismo, la legittimazione dello strapotere, la democraticizzazione della dittatura.
Guardateli.
Sembrano di quei bulli adolescenziali che si sfidano tra di loro e chi vincerà.
Ricordo di aver letto da qualche una frase trovata scritta su un muro di San Francisco che diceva testualmente: “Se il voto cambiasse qualcosa, sarebbe illegale”.
Non so di quanti anni è vecchia questa citazione, perché oggi stiamo allo stravolgimento completo dei ciò che una democrazia richiederebbe.
La democrazia richiede un elettorato adulto, informato, libero e indipendente che dà il suo assenso a dei programmi precisi e puntuali.
Oggi non c’è né l’uno né l’altro.
Oggi siamo di fronte a delle battaglie pubblicitarie, di cui i partiti sono solo le agenzie, che si impongono ad un popolo coatto, imbonito e imbrogliato, disposto a vendersi al primo banditore.
Le campagne elettorali sono campagne pubblicitarie tese a comprarsi l’elettore e non ad ascoltarlo, ancor meno ad informarlo.
Massimo Cacciari, in un bellissimo articolo apparso su Carta del 9 Luglio scorso parla di “decerebrazione consensuale”, di “schiavitù volontaria”, di “melassa ubiqua” a cui i palinsesti televisivi forniscono punti di riferimento [dis]valoriali e modelli comportamentali [a]sociali…
E aggiunge: “Il supercapitalismo non ha più bisogno di trattare con nessuno. La cittadinanza ha perso il diritto di avere diritti sulla sfera produttiva. L’economia si è autonomizzata dalla pratica politica. O meglio: le oligarchie economiche si sono costituite in autarchia. Ha scritto un riformista ben temperato come Guido Rossi: «La democrazia e il capitalismo hanno rovesciato il loro rapporto: il capitalismo ha invaso la democrazia e le leggi ovunque non toccano il potere delle corporation» [prefazione a Robert B. Reich, «Supercapitalismo. Come cambia l’economia globale e i rischi per la democrazia», 2008]. In compenso ci viene offerta una consolazione: come consumatori avremmo sempre più hamburger argentini, jeans cinesi, telefonini di Taiwan, viaggi organizzati e persino auto pseudosportive coreane a poco prezzo”.
Naturalmente la pubblicità costa.
Naturalmente in una battaglia pubblicitaria che pià ha più vince.
Si spendono miliardi per convincere il “popolo” e “castrarlo” con le sue stesse mani.
L’industria dei gruppi di pressione» negli Usa ha un fatturato di 6 miliardi di dollari e 35.000 addetti. Alcuni esempi: la Nnbna [carte di credito] ha speso per attività di lobbying 17 milioni di dollari in cinque anni. L’industria del legname 8 milioni di dollari solo nella ultima campagna elettorale presidenziale. L’industria farmaceutica ha un organico di 2 lobbisti per ogni membro del parlamento. Le banche schierano 2,4 lobbisti per ogni membro del parlamento e spende 600 milioni di dollari per attività di lobbying. Le assicurazioni sanitarie nell’anno della riforma di Obama hanno speso 300 milioni di dollari…
Questo nella patria della democrazia.
Noi, da buoni scolaretti, osserviamo, impariamo e mettiamo in pratica.
Nello stesso articolo di cui sopra, Cacciari continua:
«Ha scritto Arundhati Roy [Quando arrivano le cavallette, Guanda 2009] a proposito del crepuscolo della democrazia: «Che cosa ne abbiamo fatto della democrazia? In che cosa l’abbiamo trasformata? Che succede una volta che si è consumata, svuotata, privata di senso? Cosa succede quando ciascuna delle sue istituzioni si è fatta metastasi fino a trasformarsi in una entità maligna e pericolosa? Cosa succede ora che capitalismo e democrazia si sono fusi in un unico organismo predatorio dell’immaginazione limitata e costretta, incentrata quasi esclusivamente sull’idea della massimizzazione del profitto? Viene da chiedersi se sia rimasto qualche legame tra elezioni e democrazia».
In Italia, poi, con il porcellum, l’elettore è colui che gode del sacrosanto privilegio di votare per un candidato scelto da altri!
Buona notte, con buona pace per la democrazia!
Aldo

Anche il Dux se la fa sotto

Tutti e esecrare o fischi a Schifani
Ma anche il pernacchio di Bossi non è niente male
E allora chi è che comanda?
Bossi vuole elezioni subito ma Berlusconi no.
Ma Bossi tiene per le palle Berlusconi:
“O ti dimetti o ti sfiducio!”

Noi si può anche ridere, ma pensate a quanta gente se la fa sotto,
ex colonnelli in testa.
Siamo nelle mani di un cerebroleso.
Fassino è così contrito per i fischi a Schifani (avevo scritto schifi :-))che è andato in pellegrinaggio ad Arcore a offrire al DUX i voti del Pd.
Mira anche lui a un posto di stalliere?

Ultimatum di Bossi: O Berlusconi si dimette o lui lo dimette
Si è rovesciata la situazione: ora i diktat bulgari li ordina un altro
Il caimano ha perso i denti
I caimanini tremano e sbattono le gengive
Ma senza Berlusconi, che se ne fa Bossi di qualche voto in più?
Ribaltone 1
Ribaltone 2
E’ davvero l’8 settembre.
..
Totò: “Il guaio e’ che non siamo vincoli, ma sparpagliati.”

Un fumogeno ha colpito Bonanni
La coda di paglia si è tutta bruciacchiata
..
E uno! Preso e affondato!
..
Bonnani non ha proprio parlato!!!

La contestazione era enorme, urla, fischi, fumogeni
“Buffone!” era il minimo
Bonanni non se l’aspettava (?!), dice che è molto turbato.
Chiede più misure di sicurezza.
Chiedono tutti al Pd più misure di sicurezza
Lo accusano di nutrire esagitati
dimenticando i 500 contro Maroni, per la carta del tifoso
Eccone un altro che ha bisogno di parlare da dentro un carro armato.
Non essendoci abbastanza carri amarti, l’unica è chiuderli tutti in un bunker.
E poi buttare via la chiave.
VV
..
Il Mandi
ho un cane pirla:
ho lanciato il fumogeno,
me lo ha riportato indietro….

Quei bravi ragazzi della Lega
Viviana Vivarelli

Umberto Bossi, condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont;. Per vilipendio al tricolore condannato a un anno e 4 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. Per altre offese all’Italia la Cassazione ha rigettato il suo ricorso di immunità in quanto europarlamentare, confermando la condanna a 3000 € di multa.

Roberto Maroni, Min. degli Interni, condannato a 4 mesi e 20 g per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (addentò a un polpaccio un poliziotto).

Mario Borghezio, condannato nel 93 a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un ragazzo marocchino di 12 anni. Condannato nel 2000 per incendio aggravato da “finalità di discriminazione” a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 € di multa, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino.

Matteo Bragantini, 2004, condannato a 6 mesi di carcere e 3 anni di interdizione dall’attività politica per istigazione all’odio razziale e propaganda di idee razziste. Bragantini e altri 6, tra cui l’attuale sindaco di Verona Flavio Tosi, hanno “diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici”. Nel 2009 la Cassazione ha condannato in via definitiva Tosi, Bragantini e gli altri a 2 mesi di reclusione, con sospensione della pena, e a 4.000 € di multa e alla sospensione per 3 anni dai pubblici comizi Logicamente Bragantini è stato ricandidato ed eletto alla Camera, Tosi resta sindaco di Verona.

Matteo Brigandì, assess. regionale in Piemonte, arrestato per truffa aggravata ai danni della Regione: ha regalato all’amico imprenditore Agostino Tocci 6 miliardi di L per inesistenti danni subiti dalle alluvioni tra il 1994 e il 2000. Anche lui premiato per la sua condotta: Onorevole.

Roberto Castelli, indagato per abuso d’ufficio per facili consulenze concesse quand’era Ministro della Giustizia. Il voto del Senato, tuttavia, l’ha salvato regalandogli l’immunità dai suoi reati ministeriali. Ma non è sfuggito alla Corte dei Conti, che l’ha condannato a rimborsare un danno erariale di 99.000 €.

Roberto Calderoli, indagato per ricettazione nell’inchiesta sulla Bpl di Fiorani che dichiarò di averlo corrotto per ricevere l’appoggio politico della Lega. Calderoli e l’allora sottosegretario Brancher si sarebbero spartiti 200.000 €.

Ieri: 15 luglio 2009-Saluzzo, quote latte, 56 condanne per truffa ai danni dell’ UE. La pena più pesante è di 3 anni e sei mesi di reclusione per Giovanni Robusti europarlamentare della Lega Nord.
Oggi: 12.7.2010-Processo Cobas Latte. Condannato il leader dei cobas latte Giovanni Robusti (Europarlamentare della Lega) e altri 54 allevatori per aver truffato 240 milioni di €.

Condannata per truffa alla regione Lombardia la moglie del parlamentare leghista Giorgetti, Laura Ferrari, ha patteggiato una condanna a 2 mesi e 10 giorni.

Vicenza. Assessore della Lega indagato per sfruttamento della prostituzione, faceva affari con annunci hot. Il Carroccio lo sospende (la moglie di GIORGETTI, NO?!).

Il tribunale di Saluzzo condanna il sindaco di Villorba a 8 mesi di reclusione per «falso ideologico commesso da pubblico ufficiale» L’inchiesta riguarda un sistema di elusione delle multe sulle quote latte a carico dei produttori I magistrati hanno stimato in 130 milioni di € il danno all’Erario e all’UE.

Il ministro Brancher fortemente voluto dalla Lega (portava le mazzette da Fiorani a Calderoli) è condannato dal Tribunale di Milano a 2 anni di reclusione per ricettazione e appropriazione indebita per la vicenda Antonveneta.

Rinviati a giudizio 34 leghisti tra cui il sindaco di Treviso Gobbo e il deputato Bragantini per banda armata a carattere militare

.. e gli dovremmo dare anche il voto a questa gentaglia?

Charles Bukoski mi ha ricordato un altro fatto grave addebitato alla Lega e a persone molte vicine a Bossi : la truffa del paradiso padano delle vacanze.
E’ una delle tante truffe della famosa banca padana, o banda del Nord o eurocreditnord, quella in cui agì tanto brillantemente Fiorani, frodando i correntisti e portando mazzette a Calderoli.
Doveva essere il villaggio padano delle vacanze ma si rivelà una truffa fatta di mazzette.
Si era nel 2004. Si pagarono tangenti per tutto “Mazzette” e mance varie, per ben 2 MLD di lire che mancarono dalle casse della Ceit srl .
Tangenti per gli allacciamenti della luce, per ottenere l’aumento dei volumi e realizzare le mansarde, perfino per le autorizzazioni dei posti barca che non riuscirono a fare. Era a Umago in Croazia.
Tutto ciò che la Lega ha toccato sinora è andato in malora in un mix che sta tra la tracotanza di Berlusconi e la corruzione omertosa della mafia.
La Lega ha fatto fallire la propria banca, ha fatto fallire l’Italia. Ha tutelato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, ha violato e cercato di distruggere la Costituzione. Ha fregato la sovranità popolare agli elettori. Proteggendo Berlusconi ha protetto la mafia, permettendo anche l’elezione di una persona come Schifani e l’ingresso in posti istituzionali di pregiudicati, ultimissimo Brancher, che doveva star zitto sulle truffe della Lega e veniva tacitato addirittura con un posto da Ministro!
Dietro ogni nefandezza di B c’è il sostegno della Lega!
In 16 anni la Lega ha mandato in rovina l’Italia e ci ha fatto denigrare dal mondo, mettendoci in posti sempre più bassi delle classifiche mondiali, dell’intelligenza e della morale civile.
Tremonti, fortemente sostenuto dalla Lega, ci sta facendo rotolare all’ultimo posto in Europa e al 48° nella competitività mondiale.
E noi dovremmo anche votare questo sfacelo ambulante, questo disastro di partito?
Un partito che ci manda al macello, che odia l’Italia, che odia gli italiani, che semina soltanto odio e barbarie!

LE PAURE DEL DOTT. BOSSI!
Mario di BARI

Lega e quote latte: l’ombra della Credieuronord dietro i favori di Bossi?

La banca del Carroccio già coinvolta in una storia di riciclaggio sui fondi UE per la produzione extra Ue. Ora Galan rivela: Berlusconi non vuole l’emendamento.
GIOVANNI ROBUSTI – “Associazione a delinquere finalizzata alle truffe ai danni dello Stato e dell’Unione europea, esercizio abusivo del credito, falso in bilancio e in scritture contabili”: questi i capi di imputazione. Al centro di questo sistema dunque Giovanni Robusti, già difensore in giudizio di molte delle società coinvolte in questo giro, e attualmente Europarlamentare della Lega; inoltre, leader della protesta dei Cobas del latte, quelli coi trattori in mezzo all’autostrada, per capirci: il Giudice di Cuneo condannò Robusti a tre anni e mezzo nell’ambito di questa inchiesta. E addirittura “fu un’ispezione di Bankitalia a indicare Robusti come uno dei «soggetti in sofferenza» premiati dai «crediti facili» di Credieuronord. Un puzzle politico-economico che solo Fiorani, nei suoi interrogatori a San Vittore, potrà ricomporre”.
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Il tradimento del dio Po
VV

Facile fare della retorica epica e mitica sulla Padania e sul dio Po. Più difficile, se non impossibile, passare dalla retorica alla difesa effettiva del territorio.
“La Lega ha votato per il dirottamente dei fondi destinati a opere di manutenzione del Po alla Presidenza del Consiglio.
Quei fondi (180 milioni di euro) saranno utilizzati in maniera diversa eppure erano stati già stati stanziati dal Cipe per il Progetto Strategico Speciale (PSS) denominato Valle del fiume Po. Ma grazie al voto della Lega non sarà finanziato un progetto realizzato dalla Consulta composta da ben 13 province del Po, da Torino fino al mare, progetto che ha coinvolto 4 Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) e interessato i territori i 490 Comuni.”
E ora, quando arriveranno le piogge d’autunno e gonfieranno le acque contro gli argini si ricordi di questo chi intende votare leghista.
Evidentemente la sicurezza idrica e ambientale del Po e la sua valorizzazione non sono una priorità di Bossi che per la sua Padania e il suo fiume spende solo parole roboanti ma nei fatti se ne frega.
E brava Lega!
Non bastava fottersi il popolo. Si è fottuta anche il dio Po!
Spero che domenica nell’anniversario del rito dell’ampolla, il 12 settembre sul Monviso, il Po si gonfi e affoghi chi lo ha tradito, facendolo rotolare a valle.
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Le sottotribù
Viviana

Restiamo chiusi nelle beghe delle divisioni di una piccola tribù come l’Italia quando l’economia si gioca ormai sul piano del mondo. Siamo assolutamente obsoleti e grotteschi.
E in questo piccolo villaggio che è l’Italia pretendiamo addirittura di giocare l’economia, la vita, il futuro, la sopravvivenza di 60 milioni di persone sulle beghe ancor più privatistiche degli interessi personalistici e assolutisti di una persona sola come Berlusconi o di una fazione minimale e marginale come la Lega, il cui occhio è limitato addirittura ad una frazione del territorio italiano, la spaccatura micronesimo della sotto tribù! Ciò denota una visione talmente limitata e angusta da essere folle!
….
Abbiamo perso la ripresa
Viviana Vivarelli

La ripresa sarà inferiore del previsto ma non ci sarà per l’Italia le cui stime sono state tutte ritoccate al ribasso. Per noi la ripresa è già finita, senza mai essere cominciata. Siamo ultimi nel G7, e siano quarantottesimi tra i primi 110 paesi del mondo. Il paese scivola sempre più in basso grazie alla guida sciagurata del Pdl. Confindustria ha poco da rallegrarsi e la Marcegaglia non può ogni volta che porta lamentele al governo essere tacitata con un miliardo o venirci a raccontare che per la ripresa basterò la strategia Marchionne. Se Prodi ci ha portati in Europa, i tre partiti di Governo ci hanno cacciato ai margini dell’Europa. Siamo noi oggi gli extracomunitari della UE. Di questo hanno colpa sia Berlusconi che Bossi, che quel Fini che oggi nel suo discorso di economia nemmeno parla.
Se solo gli elettori capissero qualcosa di economia, se solo ascoltassero i dati economici, se solo guardassero al di là del loro naso e dei loro odi tribali, si guarderebbero bene dal votare uno dei tre partiti sciagurati che hanno portato l’Italia alla rovina.
Possiamo ricordare lo slogan di Umberto Bossi. ”Quando uno fa fallire un paese, lo si fucila!”
Noi siamo più magnanimi. Se pure a malincuore non fuciliamo nessuno, ma sarebbe grottesco premiare anche col voto chi ha fatto questo scempio, Tremonti in testa e a seguire tutti gli altri.
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DI PIETRO

3° trimestre: il prodotto interno lordo è sceso dello 0,3% (Ocse)
L’Italia è l’unico Paese del G7 ad avere un Pil in retrocessione. Un disastro. Forse nel 4° trimestre avremo un + 0,1%. E Tremonti tirerà un respiro di sollievo ma per noi va malissimo. Siamo i peggiori d’Europa e siamo in piena recessione, da oltre 3 anni. La crisi, dopo essere stata occultata dal Governo e da alcuni media pilotati da palazzo Grazioli, ora è stata accertata anche dal presidente del Consiglio, che finora ne ha negato l’esistenza. L’Italia, fanalino di coda dell’Europa, sarà esclusa dal G7, dal G8 e, se continuiamo così, rientrerà nel G20 dalla porta di servizio (finiremo insieme alla Romania). L’economia è allo sbando. Il debito pubblico continua a salire, il Pil è in contrazione inesorabile, così come i consumi, e il potere d’acquisto dei salari ma nessuno ne parla. Ogni lavoratore versa contributi per altri 5 che non lavorano (tra pensionati, disoccupati, studenti e lavoro nero). La disoccupazione è del 10% ma in realtà equivale al 15%. Le uniche industrie che continuano a macinare utili sono quelle di proprietà della famiglia Berlusconi (chissà perché), quelle intubate dallo Stato (e dunque dai cittadini) e quella della criminalità organizzata che può sfruttare il lavoro di chi per sopravvivere è disposto a passare dall’onestà all’illegalità. Il cdx ha fallito.
Gli italiani, secondo i sondaggi sarebbero stati disposti a chiudere un occhio sui comportamenti discutibili di B ma in cambio si sarebbero aspettati almeno il risanamento dei conti, la tutela dell’occupazione, nuove strategie di sviluppo, l’apertura di nuovi mercati, la riduzione delle tasse, l’ingresso di investimenti e capitali esteri che, invece, se la sono data a gambe levate. Le risposte del governo sono andate esattamente nella direzione opposta: il debito pubblico è lievitato a livelli di craxiana memoria, molte imprese sono state costrette a chiudere e a licenziare migliaia di dipendenti, i lavoratori precari sono aumentati vertiginosamente e diverse multinazionali (Glaxo, Alcoa, Fiat, Yamaha, Motorola e Nokia) hanno delocalizzato in Romania, Cina e Polonia. La già fragile stabilità economica del Paese sarà esposta a nuove e pericolose scosse con le possibili elezioni politiche. Elezioni che rappresentano l’estremo tentativo di salvare l’Italia dal crack economico e sociale che appare ogni giorno più vicino a causa della mancanza di una politica industriale da parte del governo e di un ministero essenziale come quello dello Sviluppo Economico, vacante ormai da 128 giorni.
Certo, presentarsi alle elezioni senza un leader, senza una coalizione e un programma politico chiaro sarebbe come riconsegnare il Paese alla stessa maggioranza, sarebbe dunque un suicidio politico.
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STILITI
VV

Più che fare una gloriosa macchina di guerra anche quelli del Pd rischiano di finire come stiliti come la sx radicale.
“Stiliti” = monaci cristiani anacoreti che vissero nel Vicino Oriente a partire dal V secolo. Avevano la particolarità di trascorrere la propria vita di preghiera e penitenza su una piattaforma posta in cima ad una colonna, rimanendovi per molti anni e spesso sino alla morte.
Però mentre gli stiliti extraparlamentari in genere insultano vivacemente chiunque faccia qualcosa, mentre loro non fanno niente, questi, in genere, continuano a non far niente ma bofonchiano ogni tanto dando di fascisti squadristi a tutti gli altri.
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LA MORTE DEI LAVORATORI E IL TRIONFO DELLA CASTA
Maria Pia Caporuscio

Se gli italiani del 1943 fossero stati come gli attuali, avremmo ancora Mussolini al governo.
Vedere i lavoratori italiani trasformarsi in schiavi senza ribellarsi è davvero insopportabile. Non bastava la precarietà, gli stipendi da fame, l’insicurezza del domani, adesso viene addirittura cancellato lo statuto dei lavoratoci, così la casta ha diritto di vita e di morte, come da sempre desiderato.
Gli operai non si ribellano, piegano il capo asserendo di non poter fare altrimenti. Certo è necessario lavorare per poter mangiare ma permettere a questi assassini di rubarvi la vita è un’altra cosa.
Se i partigiani, per la paura di essere uccisi, avessero rinunciato a lottare, saremmo ancora prigionieri dei tedeschi. Rischiare di perdere la vita è assai più grave che perdere un lavoro, oltretutto precario e senza speranza di cambiare. Qualche partigiano è morto ma anche qualche lavoratore si suicida.
Pensate sia meglio un finto lavoro che lottare per una dignità sacrosanta, cui ha diritto ogni lavoratore? Vi fate condizionare dai ricatti di questi luridi becchini. Se siete incapaci di alzarvi in piedi, se non siete capaci di sollevare la schiena, allora è davvero inutile sperare in un mondo più giusto perché non ci sarà mai. A TRIONFARE SARA’ SOLO IL MERCATO A CUI QUESTI MOSTRI HANNO VENDUTO L’ANIMA!
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Don Aldo, Ulrik Beck e Danilo Zola

«Il successo del populismo di dx in Europa va inteso come reazione all’assenza di qualsiasi prospettiva in un mondo le cui frontiere e i cui fondamenti sono venuti meno.…
Noi europei facciamo come esistessero ancora la Germania, l’Italia, i Paesi Bassi, il Portogallo, ecc. E invece non ci sono più da un pezzo, poiché quelle riserve di potere che sono gli stati nazionali chiusi in se stessi e le unità nazionali delimitate l’una rispetto all’altra sono diventate irreali. … Non ci sono più le frontiere, le competenze e gli spazi di esperienza esclusivi si cui si fondava questo mondo di Stati nazionali… Nello spazio di potere dai contorni ancora indefiniti la distinzione tra nazionale e internazionale, su cui si era basata la nostra visione del mondo, è cancellata. Se ciò che è nazionale non è più nazionale, allora il realismo politico prigioniero dell’ottica nazionale, è sbagliato… Come può il mondo della politica organizzata per Stati aprirsi alle sfide dell’economia mondiale?
… Lo stato nazionale non è più il creatore di un quadro di riferimento che include in sé tutti gli altri quadri di riferimento e che rende possibili le risposte politiche».

Così scrive Ulrich Beck nella premessa del suo ultimo libro “Potere e contropotere nell’età globale (Ed. Laterza).
In effetti, già da tempo mi interrogavo sulla impossibilità di una politica statale a governare fenomeni non più di competenza degli stati. Gli stati ormai hanno perso la loro indipendenza, così come noi la nostra libertà.
Loro ricattati da una economia “nomade” e “anarchica”; noi colonizzati perfino nel nostro immaginario.
Non per niente il premio Nobel per la pace, l’indiana Arundhati Roy, ama ripetere che “la globalizzazione è la forma imbellettata del colonialismo“!
L’unica istituzione, anch’essa globale, che avrebbe potuto governare questi nuovi processi di “globalizzazione” era l’ONU, che però è stata volutamente, scientificamente, diabolicamente depotenziata dalle politiche forcaiole e neoimperiali di Reagan e di Bush, con il plaudente consenso dei nostri politicanti.
E di fronte a questo vuoto di “governance” cosa si fa da noi?
Le multinazionali spadroneggiano, le lobbie borseggiano, le cricche si spartiscono il bottino, in Italia il ladro per antonomasia continua a rubare e Bossi tiene sacco. Tutto “in nome del popolo sovrano” e della “libera Padania”!
Noi, da parte nostra, continuiamo a lottare, nella speranza che gli uomini e le donne sopravvivano all’assedio dei processi di americanizzazione dell’Occidente e di occidentalizzazione del mondo che tendono a dissolvere le identità collettive e ad omologare gli universi simbolici e gli stili di vita”. (Danilo Zolo su Carta 3/9 marzo 2007).
..
Ricevo da un sindacalista di Roma:
PRETENDERE FISCHI PER FIASCHI

Dopo la “Violenta contestazione dei centri sociali al leader della Cisl” di ieri, si è avuta l’ennesima dimostrazione che un certo establishment voglia continuare a godere di un’ampia immunità, a prescindere da tutto e tutti. E’ sufficiente elencare i fatti degli ultimi anni, per dare credibilità alle dichiarazioni di Giorgio Cremaschi (“La CISL è ormai il sindacato più a destra d’Europa”):
-“Si” alla legge Biagi
-“Si” allo smembramento di Alitalia – con relativa perdita di posti di lavoro e peso specifico della compagnia
“Si” al trasferimento della produzione FIAT all’estero, grazie ad un accordo pre-concordato da 3-4 mesi con Marchionne;
firma (senza interpellare neppure il proprio direttivo nazionale) del famigerato “accordo separato”, con relativa rottura dell’unità del fronte sindacale.
D’altronde basterebbe il solo fatto che sia circolata con una certa insistenza la voce di corridoio di una sostituzione al ministero dello Sviluppo Economico del tenero Scajola con Raffaele Bonanni a rendere evidente ai più che il dubbio che il leader della CISL sia ancora un sindacalista sia legittimo e lecito.
Sarebbe stato molto più imbarazzante per chi lotta quotidianamente per trovare un posto di lavoro, o per difendere un contratto a tempo indeterminato, sentirsi ripetere la favoletta che “è inutile combattere le battaglie già perse” o che “la CISL contrappone la guerriglia alla guerra in campo aperto della CGIL”. Lo pseudo generale Bonanni dovrebbe magari degnarsi di comunicare per lo meno ai suoi iscritti quali siano queste battaglie, se non quelle per la tutela dei diritti dei lavoratori.
Avere ancora la forza di indignarsi è sembrato un rigurgito della moribonda coscienza di classe, che il sig. Bonanni continua quotidianamente ad affondare, nascondendosi dietro una politica di concertazione i cui successi sono tutti da dimostrare. E’ sufficiente analizzare la Premessa del Patto per l’Italia, che è il prodotto di questi accordi:
Governo e parti sociali assumono quali obiettivi alti e condivisi del presente accordo quelli definiti per tutti i Paesi dell’Unione Europea dai Vertici di Lisbona e di Barcellona, secondo i quali dinamismo economico e giustizia sociale devono procedere di pari passo”. Tanto è stato detto e fatto da quel 2002 da aumentare considerevolmente la forbice tra ricchi e poveri.
“L’Italia è il Paese in Europa con il più basso livello di occupazione e con i maggiori squilibri territoriali e di genere. L’organizzazione di un mercato del lavoro moderno, trasparente ed efficiente, l’emersione del lavoro sommerso, le politiche dell’educazione e della formazione, la riduzione della pressione fiscale sui redditi medio-bassi costituiscono le azioni convergenti per produrre una più tempestiva traduzione della crescita economica in nuovi e migliori posti di lavoro Lo sviluppo economico e la crescita dell’occupazione nel Mezzogiorno oltre i livelli medi nazionali costituiscono la misura principale del successo delle politiche condivise in questo documento
.” Quindi hanno fallito tutti gli obiettivi.
La competitività dell’intero sistema Paese si realizza attraverso la rimozione degli ostacoli alla nuova occupazione, orientando così gli investimenti alla innovazione dei prodotti, alla formazione del capitale umano e alla crescita delle imprese.” Ma non sarà che uno di questi ostacoli è lo Statuto dei Lavoratori?
“Le riforme qui negoziate sono quindi tutte rivolte a stimolare i consumi e lo sviluppo nonché a promuovere una società più attiva e dinamica, più equa in termini di inclusione sociale e di integrazione territoriale, più moderna in termini di regole, di istituzioni e di servizi di pubblica utilità
”.
Sarebbe bastato rileggere anche solo quest’ultima affermazione per rendersi conto che lo sbandierato “Patto per l’Italia” del 2002 sia stato un fiasco globale per il Paese, se non una sciagura per tutti i lavoratori dipendenti?
A fronte di tutti questi risultati, non ci si deve stracciare le vesti se si risponde sacrificando un briciolo di democrazia (senza però usare violenza) sull’altare dell’indignazione ai fiaschi con i fischi (finalmente!). Viene da pensare che forse, se si fosse cominciato a fischiare da prima, non saremmo arrivati a dover difendere con le unghie e con i denti anche i diritti più elementari, come il rispetto delle sentenze emesse dai tribunali del lavoro.
..
LA COMPETITIVITA’
Viviana Vivarelli

La ricetta non è quella di Marchionne di abbassare i salari, togliere diritti, delocalizzare lavoro. No, la ricetta è quella di Obama, abbassare le tasse ai poveri e rialzarle ai ricchi. E,per la competitività, basta con l’abbassare i salari dei lavoratori italiani che sono già i più bassi d’Europa!
La Germania che è il primo paese industriale d’Europa sta già rialzandosi col 4,4% di ripresa e ha tutti i fattori che aiutano il progresso:
-infrastrutture
-tasse eque
-iter amministrativi facili e brevi
-contenziosi giudiziari semplici e agili
-spesa in scuola e ricerca
E noi che facciamo? Esattamente il contrario.
Tanto per fare un esempio: in Germania le autostrade sono gratis e il traffico delle merci è quasi tutto su rotaia. Da noi è il contrario, il Governo ha ordinato alle Ferrovie di abbandonare il trasporto delle merci e di passare tutto a camion e tir. Sai come lievitano i costi! Già questo rende meno competitivi i prezzi.
E se in Italia una impresa deve andare in tribunale non ne cava più le gambe, senza contare il tempo infinito di ogni pratica burocratica. Perché la Marcegaglia non parla di questo quando va da Berlusconi e invece ogni volta si fa tacitare con un MLD?
Queste cose non le dico io, le ha dette anche Draghi. Peccato che quell’intelligentone di Tremonti abbia replicato che sono “ricette da bambini!”

Sauro segnala:
Il pugno di ferro degli industriali
Luciano Gallino

Il contratto nazionale di lavoro dovrebbe svolgere due funzioni fondamentali: perseguire una distribuzione del Pil passabilmente equa tra il
lavoro e le imprese, e stabilire quali sono i diritti e i doveri specifici dei lavoratori e dei datori.
Diritti e doveri al di là di quelli sanciti in generale dalla legislazione in vigore. La disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici da parte
di Federmeccanica compromette ambedue le funzioni, a scapito soprattutto dei lavoratori. Caso mai ve ne fosse bisogno. I redditi da lavoro hanno infatti perso negli ultimi venticinque anni almeno 7-8 punti sul Pil a favore dei redditi da capitale (dati Ocse). Perdere 1 punto di Pil, va notato,
significa che ogni anno 16 miliardi vanno ai secondi invece che ai primi. Questa redistribuzione del reddito dal basso verso l´alto ha impoverito i
lavoratori, contribuito alla stagnazione della domanda interna, ed è uno dei maggiori fattori alla base della crisi economica in corso.
Quanto ai diritti, sono sotto attacco sin dai primi anni ´90 e la loro erosione ha preso forma della proliferazione dei contratti atipici che sono
per definizione al di fuori del contratto nazionale. Per cui lasciano ai datori di lavoro la possibilità di imporre a loro discrezione, a milioni di
persone, quali debbano essere le retribuzioni, gli orari, l´intensità e le modalità della prestazione, e soprattutto la durata del contratto.
Si potrebbe obbiettare che il contratto dei metalmeccanici riguarda solo un milione di persone, su diciassette milioni di lavoratori dipendenti. Ma non
si può avere dubbi sul fatto che altri settori dell´industria e dei servizi seguiranno presto l´esempio di Federmeccanica. Dietro la quale è sin troppo
agevole scorgere non l´ombra, bensì il pugno di ferro che la Fiat sembra aver scelto a modello per le relazioni industriali.
Le conseguenze? Ci si può seriamente chiedere come possa mai immaginarsi un imprenditore o un manager, e come possa sostenere in pubblico senza arrossire, di riuscire a competere con i costi del lavoro di India e Cina, Messico e Vietnam, Filippine e Indonesia, cercando di tenere fermi i salari dei lavoratori italiani mentre li si fa lavorare più in fretta, con meno pause e con un rispetto ossessivo dei metodi prescritti. Magari a mezzo di altoparlanti e Tv in reparto, come già avviene in aziende del gruppo Fiat.
Allo scopo di competere con tali paesi bisognerebbe produrre beni e servizi che essi non sono capaci di produrre, o perché sono altamente innovativi, oppure perché sono destinati al nostro mercato interno. Ma per farlo occorrerebbe aumentare di due o tre volte gli investimenti in ricerca e sviluppo, che ora vedono l´Italia agli ultimi posti nella Ue. Affrontare una buona volta il problema dello sviluppo di distretti industriali funzionanti come fabbriche distribuite organicamente sul territorio, tipo i poli di competitività francesi o le reti di competenze tedesche. Accrescere gli stanziamenti per la formazione professionale, le medie superiori e l´università, invece di tagliarli con l´accetta come si sta facendo.
A fronte di ciò che sarebbe realmente necessario per competere efficacemente con i paesi emergenti, la guerra scatenata da Fiat e Federmeccanica al contratto nazionale di lavoro è un povero ripiego. Che farà salire la temperatura del conflitto sociale. Per di più impoverirà ulteriormente i lavoratori, che così acquisteranno meno merci e servizi, abbasseranno gli anni di istruzione dei figli e dovranno andare in pensione prima perché non possono reggere a un lavoro sempre più usurante. Fa un certo effetto vedere degli industriali che nel 2010, a capo di fabbriche super tecnologiche, si danno la zappa sui piedi.
..
Viaggiamo velocemente e fermandoci poco, ascoltiamo frammenti e non tutto, scriviamo nei telefoni, non ci sposiamo per sempre, guardiamo il cinema senza più entrare nei cinema, ascoltiamo letture in rete senza più leggere libri e tutto questo andare senza radici e senza peso genera tuttavia una vita che appare sensata e bella. La superficie é tutto e in essa é scritto il senso.”
Alessandro Baricco

Debora Billi
Quello che i media non dicono.

http://petrolio.blogosfere.it/ scrive:

Omicidio del sindaco ecologista Vassallo

Parco Nazionale del Cilento.L’Accordo di Reciprocità (AdR) prevede un finanziamento di 70 milioni di fondi europei alla Campania. Il progetto coinvolge 73 Comuni dell’area per l’autonomia energetica, con obiettivi di risparmio significativo e rilancio delle fonti energetiche alternative in armonia con lo sviluppo di un’area protetta di particolare pregio storico, Si parla di “economia leggera” per lo sviluppo dei territori e di rispetto dei limiti dell’ecosistema.
Diceva Vassallo: “Ad Acciaroli sarà costruita una centrale fotovoltaica di 20 Kw con la quale si illuminerà tutto il comprensorio della variante, le discese a mare e l’impianto sportivo. Un impianto minieolico sorgerà a Bellosguardo e vecchie centrali idroelettriche saranno rimesse in funzione per produrre energia azionate da potenti turbine. Questo a Sant’Angelo a Fasanella, Felitto, Omignano e Torre Orsaia. “È una sfida rivoluzionaria – conclude Vassallo – se la vinceremo il futuro del Cilento sarà garantito”. Che questo già urti gli interessi di un Governo che vuole il nucleare e dell’Enel che non vuole perdere grossi affari è lampante.
Questi fondi sono già stati stanziati. Si attendeva solo il completamento del progetto per erogarli. Doveva gestirli Vassallo. Ora i fondi passeranno a qualcun altro. Chi?
Com’è che di tutto ciò sui giornali non si parla? Che vuol dire che c’entra la camorra? Perché non si cerca chi ci guadagna cosa?
Nessuno dice che Vassallo era a capo di un accordo tra sindaci che prevedeva l’uso di 70 milioni di euro con bellissimo piano per le energie alternative che avrebbe ridicolizzato le centrali nucleari e messo in forse i grossi affari dell’Enel che ce la sta mettendo tutta per pubblicizzare i fantomatici vantaggi del nucleare.
Intorno all’energia si muovono troppi MLD, ormai è un campo minato.
Il sindaco Vassallo è la prima vittima dell’energia. Se la mano che ha eseguito l’omicidio può essere quella della camorra, gli interessi dei mandanti stanno molto più in alto e sono interessi di gente senza scrupoli che non ha esitato ad usare le organizzazioni criminali come killer materiali dei propri interessi e che non esita a fermare le mani della magistratura quando li sta scoprendo, la stessa mano che censura i pentiti di mafia quando parlano e ricusa testimoni come Ciancimino Junior per non coinvolgere gente di governo.

Scrive Debora Billi:
Segnatevi la data delle morte di Vassallo, è la prima volta, in Italia, che la criminalità organizzata ammazza un politico ambientalista e proprio per il suo impegno sull’ambiente, la sostenibilità, la riqualificazione, l’energia. Mi auguro sia anche l’ultimo, ma qualcosa mi dice che probabilmente non sarà così.
Finora, gli amministratori locali che sono finiti crivellati dalle “menti raffinatissime” si erano messi per traverso sui soliti traffici di cemento e calcestruzzo, appalti, opere pubbliche. Stavolta no.
Da quando Vassallo era sindaco, sembrava di stare in una città del Trentino. E non solo per quanto riguarda gli spazi pubblici: anche i negozi, le aree private, erano rinate ad una nuova vita. Le idee del sindaco erano penetrate profondamente nella mentalità della popolazione, che lo appoggiava e aveva imparato a valorizzare il proprio territorio. Vassallo sosteneva che non si devono buttare soldi per opere inutili che portano voti, bensì investire per sistemare i fiumi, gli acquedotti, il territorio. La sua cittadina vanta il 70% di raccolta differenziata, in Campania.
Poi arriva l’AdR progetto di energie sostenibili per 73 Comuni.
Viene subito in mente il caso di Camigliano, il comune virtuoso sciolto perché disobbediente: faceva la differenziata invece di conferire in discarica come la legge di quella provincia comanda. Ma qui si è finiti molto diversamente, si è finiti con un morto sull’asfalto, e le mafie non ammazzano se possono farti smettere in altri modi.
Saviano diceva che finché fai l’anticamorra nel tuo paesino nessuno dice nulla, ma se trovi risonanza al di fuori, se diventi insomma un simbolo, allora hai firmato la tua condanna. E proprio tra pochi giorni, Acciaroli avrebbe dovuto ospitare per la prima volta nella sua storia un importante convegno su tematiche ambientali, l’energia e la decrescita. Promosso dal Comune, organizzato da un’associazione di Parma, sponsorizzato da Slow Food, sostenuto dai MeetUp di Grillo, vedeva tra i relatori anche Maurizio Pallante del Movimento della Decrescita e, in un primo momento, anche l’economista italo-britannica Loretta Napoleoni. Oltre a sindaci di mezzo Cilento, professori universitari e artisti di fama nazionale.
Saviano ci ha insegnato che non si può salire alla ribalta nazionale, perché i simboli diventano poi intoccabili: e la camorra non avrebbe mai consentito che il Cilento diventasse la Val di Susa della sostenibilità al Sud.
Angelo Vassallo è riuscito a coinvolgere, per la prima volta, tutto un territorio che, per questo, ha smesso di pensare “per campanile”, riunendo tecnici, amministratori, privati e politici, realizzando così, l’idea del grande Parco. La Regione Campania ha messo a disposizione per l’intero sistema 70 milioni di euro, che andranno ad essere completati da interventi del privato sociale ed economico, che ammonteranno complessivamente a 128 milioni di euro, di cui 5 milioni destinati alle PMI per gli aiuti sulle riconversioni, per finanziare l’energia alternativa, con un ulteriore possibilità di accesso al microcredito attraverso il Fondo Verde.
Si ammazzano i simboli. Ma soprattutto, si ammazzano i simboli che si avviano a gestire decine di milioni in modo non gradito.
..
Kasap Aia

Prima dell’inizio delle votazioni in occasione della plenaria a Strasburgo, il presidente dell’Europarlamento Jerzy Buzek ha chiesto ai deputati di osservare un minuto di silenzio in memoria di Vassallo, freddato con sette colpi di pistola. Vassallo «si è sempre battuto contro le infiltrazioni delle organizzazioni criminali nella sua città – ha detto Buzek, intervenendo in aula a Strasburgo – Non bisogna sottovalutare il ruolo della criminalità organizzata in alcuni Stati membri, bisogna restare uniti per estirpare questo male dalla nostra società: la morte di Angelo Vassallo non deve essere stata invano».
Ciascuno prenda atto, e faccia le sue considerazioni.
..
Maurizio Dati

Bersani e bersanini al seguito,
che serve andare al funerale del sindaco di Pollica?
Non avete faccia eh?
Non muovete un dito, fate rispondere ai vostri “segretari personali”, alle vostre ragazzine di sezione, vi dissociate, vi riempite la bocca di “Andiamoci cauti”, “lasciamo che la magistratura indaghi”, “lo sviluppo sostenibile”, date spazio e voce solo e sempre ai soliti capi corrente, lasciate che gli uomini onesti si facciano la lista civica, vi “schiaffeggino” pubblicamente con migliaia di consensi e l’affetto della gente e poi che fate? Andate ai funerali! Ma che bravi. Quasi mi commuovo.
Mi raccomando la camera. Non quella dell’amico Fini. La camera, la cam, come la chiama lei? Si faccia riprendere. Guardi è quella con la lucetta rossa accesa, proprio di fronte a lei sicuramente.
ANGELO VASSALLO SINDACO DELLA GENTE, SINDACO DEL CILENTO E DELLA LEGALITA’ VERA.
Onore a te, maestro!
..
Ai funerali del sindaco ecologista non hanno mancato di farsi vedere i soliti noti per motivi elettorali.
Quell’ipocrita di Casini ha detto: “Bisogna aiutare il Sud mettendosi a fianco degli onesti”.
Come Cuffaro.

Assurdità
VV

Continuano in sala parto le morti oscure di partorienti e neonati. E per fortuna che siamo il paese dove si tutela la famiglia! L’unica cosa a essere tutelata è stata la vita dell’embrione. Di mare e figlio nessuno si cura. E se non è speculazione questa… !
Oggi ho scoperto che i medici possono avere le più varie specializzazioni ma non esiste una preparazione al parto e spesso quelli che sono abusivamente chiamati ‘ginecologi’ vanno in sala parto senza aver mai visto partorire nemmeno una volta. Che meraviglia se poi accade quello che accade?

L’impunità necessaria
VV

Diabolico Fini! Attacca Berlusconi su tanti punti liberali traditi ma gli garantisce l’impunità che è l’unica cosa che a Berlusconi interessa. Ma allora a che giova fare tanti elenchi di diritti democratici? Diventa tutto ipocrita. E come fare tanti palleggi senza mai minacciare la porta.
..
Il reverendo Jones tiene in allarme l’America con la sua minaccia di bruciare il Corano per ‘festeggiare’ l’11” settembre. Dice che sentito la voce di Dio che gielo ordinava.

I fanatici non muoiono mai
Viviana Vivarelli

Il mondo è distrutto dagli utilitaristi come dai fanatici. Entrambi sono puramente distruttivi. Il fanatismo è una forma diversa ma non meno micidiale dell’egoismo. E’ un egoismo ideologico che colpisce a morte come quello materiale e lavora per la distruzione del mondo.
Abbiamo già avuto Bush che diceva che la guerra al Medio Oriente gli era stata dettata da Dio. E ora rischiamo di precipitare in un vortice di odio religioso a causa di un altro fanatico che dice che Dio gli ha ordinato di bruciare il Corano. Il che sarebbe come se nel Medioevo qualcuno avesse ordinato di bruciare il Crocefisso.
Nel 2001, al tempo del primo attacco di Bush, feci una ricerca sui discorsi ‘ispirati dal Cielo’ di Bush, per verificare che erano del tutto simili ai discorsi ‘ispirati dal Cielo’ di Obama.
“Sia Bush che bin Laden si sono presentati come profeti di un popolo, difensori della fede e paladini del Bene. I loro simboli erano simili. I loro messaggi avevano un carattere messianico. I loro discorsi sono terribili e medievali, ci riportano ai proclami invasati del Savonarola, delle crociate, delle guerre contro le eresie, dei fanatismi religiosi, di chi si presenta come ispirato direttamente da Dio e dunque indiscutibile. Ognuno dichiara di rappresentare l’impero del Bene e di lottare contro l’impero del Male. Entrambi agitano una forma estrema di teologia politica che sacralizza il conflitto.

Bush è stato alcolizzato per vent’anni, si è disintossicato con l’aiuto di una chiesa evangelica conservatrice. Si è presentato alle elezioni come “l’uomo che ha Gesù nel cuore” e ha vinto usando un linguaggio religioso. In effetti la sua fede consiste nella ripetizione di slogan molto semplici in cui compaiono termini come fede, preghiera, religione, provvidenza, male…. Riesce a dire che “gli USA sono nati da una imacolata concezione e hanno raggiunto la santità totale senza conoscere il peccato originale.” Se l’America è santa, “i suoi nemici sono dei depravati, nulla può spiegare la loro malvagità“. “Sono molto confuso– dice Bush – di fronte ai malintesi che esistono verso il nostro Paese e di fronte al fatto che la gente ci possa odiare… Semplicemente non riesco a credervi, perché io so quanto siamo buoni. Dobbiamo fare un lavoro migliore di presentazione del nostro Paese al mondo. Per es., dobbiamo spiegare meglio alle popolazioni del Medio Oriente… che stiamo soltanto lottando contro il male, non contro di loro… ” (Falluja è il perfetto es. di ciò che intendeva).
Noi siamo il paese più pacifico della terra… Esercitiamo il potere senza conquiste e facciamo sacrifici per la libertà di stranieri sconosciuti. Gli americani sono un popolo libero, che sa che la libertà costituisce il diritto e il futuro di ogni nazione. Questa nazione combatte contro la propria volontà… cerchiamo la pace; lottiamo per la pace; a volte la pace deve essere difesa… Ti ringraziamo, Signore, perché non siamo come gli altri popoli, terroristi e senza libero mercato…I terroristi odiano la nostra libertà… Sono così cattivi da odiare il bene perché è bene. Questa è una lotta colossale tra il bene e il male ma nessuno si inganni: il bene vincerà… I terroristi odiano il fatto che siamo liberi di adorare Dio come ci pare… Essi sono l’asse del male”. E’ un linguaggio irrazionale, pseudo-religioso e radicalmente assertivo con un manicheismo morale assoluto: di qua gli americani che sono buoni e perfetti, di là i nemici degli americani che sono demoni.
All’inizio l’amministrazione Bush battezzò la sua crociata antiterrorista “Operazione giustizia infinita”. Il messaggio era che i talebani erano infinitamente colpevoli e gli USA infinitamente innocenti e che la “giustizia infinita” nei loro riguardi sarebbe stata una vendetta senza limiti. Quando si presentò come candidato alla presidenza, Bush disse: “Ho ascoltato la chiamata.” ovviamente da Dio. “Dobbiamo ricordare la nostra vocazione, come nazione benedetta, a creare un mondo migliore… e sconfiggere i disegni dei malvagi… La libertà non è un dono degli USA al mondo… è dono di Dio a tutta l’umanità… Per questo, la nazione che incarna la libertà deve portare questo dono divino ad ogni essere umano, in tutto il mondo… La nostra nazione è stata scelta da Dio e incaricata dalla storia per essere un modello di giustizia nel mondo”.
La preghiera ebbe un ruolo senza precedenti nella presidenza di Bush. Sono molte le foto di Bush in preghiera (un po’ come le foto di Andreotti che prende la comunione tutte le mattine).
George McGovern, ex candidato democratico alla presidenza, scrisse: “Frequentemente il presidente afferma di essere guidato dalla mano di Dio. Però, se Dio lo ha mandato ad invadere l’Iraq, ha mandato altri messaggi al Papa, alle Conferenze Episcopali cattoliche, al Consiglio Nazionale delle Chiese e a molti insigni rabbini, tutti uniti nel credere che l’invasione e il bombardamento dell’Iraq erano contro la volontà di Dio. Con tutto il rispetto, mi pare che Karl Rove, Richard Perle, Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld, e Condoleeza Rice.. siano gli dei che il presidente ha ascoltato”.
Con la presidenza di Bush si sono organizzati migliaia di “Gruppi presidenziali di preghiera” e di “catene di preghiera”, per tutte e ventiquattro le ore del giorno, per pregare per la vittoria americana.

Non diversamente si presenta bin Laden:
Ecco l’America, colpita da Dio Onnipotente in uno dei suoi organi vitali tanto da distruggere i suoi più grandi edifici. Sia Grazia e gratitudine a Dio. L’America è stata colmata di orrore… sia resa grazia a Dio che ciò che l’America sta assaggiando ora è solo una imitazione di ciò che noi abbiamo assaggiato. La nostra nazione islamica ha assaggiato tutto questo per più di 80 anni di umiliazioni e disgrazie. I suoi figli uccisi, il loro sangue versato, e le loro santità profanate. Dio ha benedetto una piccola avanguardia di musulmani, la prima linea dell’Islam, affinché distruggessero l’America.
Dio li benedica, e conceda loro un posto supremo in Paradiso, poiché Egli è l’unico che ha la capacità e il diritto di farlo. Quando questa avanguardia si è eretta in difesa dei loro figli più deboli, i loro fratelli e le loro sorelle della Palestina e di altre nazioni musulmane, il mondo è entrato in un grande clamore. E gli infedeli sono stati seguiti dagli ipocriti. Un milione di bambini innocenti stanno morendo mentre parliamo, uccisi in Irak senza nessuna colpa. Non ascoltiamo denunce né editti dai regnanti ereditari. In questi giorni, i carri armati di Israele imperversano per la Palestina, a Ramallah, Rafah e Beit Jala, e in molte altre parti della terra dell’Islam, e non sentiamo nessuno levare la sua voce o reagire. Ma quando dopo 80 anni la spada si è abbattuta sull’America, ml’ipocrisia ha rialzato la testa compiangendo quegli assassini che hanno giocato con il sangue, l’onore e la santità dei musulmani. Il meno che si possa dire di questi ipocriti è che hanno rinnegato la propria fede, apostati che hanno preso il sentiero sbagliato. Hanno sostenuto il macellaio contro la sua vittima, l’oppressore contro il figlio innocente. Cerco rifugio in Dio contro di loro, e Gli chiedo di dare loro ciò che meritano.
Io sostengo che il problema è molto chiaro. Ogni musulmano dopo questi fatti dovrebbe combattere per la propria religione, dopo che i dirigenti degli Stati Uniti d’America – a cominciare dal capo mondiale degli infedeli Bush e dal suo stato maggiore – hanno continuato a fare sfoggio di vanità con i loro uomini e la loro cavalleria; dopo che hanno rivoltato persino i paesi che credono nell’Islam contro di noi.
Loro, gli americani, sostengono questa bugia mondiale, che combattono contro il terrorismo. In un paese alla fine del mondo, il Giappone, centinaia di migliaia di persone, vecchi e giovani, furono uccise. E questo non è un crimine mondiale. Un milione di bambini uccisi in Irak. Per loro questa è una conclusione controversa. Ma quando poco più di dieci persone sono state uccise a Nairobi e Dar es Salaam, Afghanistan e Irak sono stati bombardati, e l’ipocrisia si è levata alle spalle del capo mondiale degli infedeli, il simbolo del moderno paganesimo, l’America, e i suoi alleati. Dico loro che questi fatti hanno diviso il mondo in due campi: quello di chi ha fede e quello degli infedeli. Dio ci protegga e vi protegga da loro. Ogni musulmano deve sollevarsi e difendere la propria religione. Il vento della fede e il vento del cambiamento stanno soffiando per estirpare il male dalla penisola di Maometto, la pace sia con Lui. All’America e al suo popolo poche parole: giuro su Dio che l’America non vivrà in pace sinché la pace non regnerà in Palestina, e prima che tutti gli eserciti di infedeli abbiano lasciato la terra di Maometto, la pace sia con Lui. Dio è grande, sia gloria all’Islam
“.
.
E ora dovremmo ricominciare tutto da capo perché un idiota di reverendo intende insultare un miliardo e mezzo di musulmani bruciando il loro libro sacro? Ma imprigionatelo per attentato all’America!
Se non c’è un legge per bloccare costoro, non basterebbe una clinica psichiatrica?

IL FANATISMO
Viviana Vivarelli

Ho pena per chi vede del fanatismo nel Movimento a 5 stelle. Vuol dire che non ha capito nulla né di sé né di noi. E’ solo un debole tentativo di proiettare sugli altri dei meccanismo anomali del proprio io.
Grillo non alimenta fanatismo, fa informazione e suscita crescita sociale.
Se uno non capisce nemmeno questa differenza, è messo proprio male.
Del resto fanatici si nasce. Fanatico è colui che rifiuta di vedere l’evidenza dei fatti perché ha bisogno di difendere a spada tratta e in modo cieco e incontrollabile un’idea fissa o una persona che vuole adorare. Il fanatico è un debole che deve appoggiarsi a qualcuno o a qualcosa, altrimenti non esiste.
Il fanatico non cambia. Non evolve. Resta in una fissità di morte.
Jung diceva che il fanatico è un incerto, uno che non crede in se stesso e allora si “ipercompensa”, buttandosi in modo esagerato su una idea o una persona ed esistendo solo attraverso quella. Il termine fanatico vuol dire ‘invasato da un demone’ e dunque non nella capacità di intendere.
I grillini non sono invasati, e Grillo non è un demone. Capisco che nel vuoto di personalità odierno, qualcuno può dubitarne.
I grillini spesso lo contestano o camminano per conto loro. Grillo stimola il loro senso critico e il loro amore per la libertà e l’indipendenza. Il principio base del Movimento a 5 stelle è l’autonomia, la democrazia dal basso, il riprendere la strada della politica partendo da noi stessi e sfuggendo alla morsa del plagio mediatico, e non ci può essere nulla di meno fanatico di questo.
Essere d’accordo su idee simili camminando ognuno per la sua strada non è fanatismo, è democrazia.
Dipendere in tutto e per tutto da un solo soggetto credendolo Dio in terra, come avviene con Berlusconi, quello è fanatismo.
Berlusconi del resto ha sempre usato tutto l’armamentario ideologico e strutturale usato da sempre per creare cloni fanatici, non cittadini consapevoli.
Sono gli stessi metodi usati da Hitler o da Mussolini.

Il fanatismo spesso fa parte del bisogno di appartenenza che va molto al di là della simpatia che lega persone che seguono la stessa causa o credono negli stessi valori. Il bisogno di appartenenza è molto più inconscio e viscerale, ha dietro di sé il vuoto non elaborato di una figura genitorale, un padre che ti abbandona o una madre che non ti ama come tu vuoi. E’ il tentativo patologico di ricostruire quella figura parentale proiettandola su un dio fantomatico, una chiesa, un partito, un leader, una ideologia. La ricostruzione ha bisogno di ricreare tutte le caratteristiche che legano il bambino piccolo ai genitori-dei: l’uso di termini affettivo-sacrali (colori, simboli, motti, figure metaforiche tratte dal sacro, miti fittizi, riti..), un lessico famigliare ripetuto (slogan, abitudine a parlare per formule fisse..) il fideismo cieco con cui il bambino si affida ai genitori, la loro divinizzazione, il tabù di ogni critica qualunque cosa essi facciano, il considerare qualunque dissenso al pari di una bestemmia profana ecc.
Bossi o Berlusconi hanno costruito il loro partito al di fuori di ogni via democratica, ma usando tutti i metodi inconsci triti e ritriti che sono sempre stati usati nella storia dai dittatori del passato per creare un tipo di appartenenza che nulla ha a che fare con la democrazia: simboli, slogan, venerazione della figura del capo, canti, mitologia ecc. Sono mezzucci ben noti ai sociologi, ma che fanno sempre presa sulle menti deboli o bisognose di un padre divino a cui appoggiarsi. Nel caso di Bossi questo uso sacro di ciò che è politico è avvenuto quasi per vocazione. Nel caso di B c’è dietro lo studio della pubblicità e un uso basso e utilitaristico dei meccanismo di vendita.
Ma dall’altra parte, la divinizzazione che si fa di Marx o l’uso del testo sacro come strumento di battaglia come fa il reverendo Jones non sono molto diversi. Il problema è che coloro che sono preda di questa prigionia mentale non si rendono nemmeno conto del loro stato. L’orgasmo fideistico dà loro un tipo di pienezza che soddisfa totalmente qualunque vuoto identitario.

RIDIAMARO : – )

Missy Elliott
L’Italia bolle, buttiamo la casta.
..
Federico
Andreotti ha un deposito di 60 milioni di euro presso la banca vaticana: I.O.R. (Istituto Opere di Riciclaggio). Nella gobba del senatore a vita, in realtà c’è la scatola nera che racchiude TUTTI i misteri d’Italia, dalla costituente ad oggi.
..
Viviana
Letta ha detto che è stata una questione di “toni”.
E pensare che noi credevamo fosse una questione di “diritti”!
Viviana
..
“Il confronto delle idee è diventato una cosa impossibile!” è ormai il leit motiv della destra. Lo ha detto Berlusconi? No. Minzolini?
..
Scajola è stato richiamato in gran premura per organizzare le elezioni, cosa mai la tregua dei 15 giorni con Bossi andasse in malora. Vista la situazione terremotata, forse era meglio Bertolaso.
..
Le elezioni non le vuole nessuno.
Berlusconi si vede a rischio.
Fini si deve organizzare.
Il Pd morirà non organizzato.
E Bossi?
E’ troppo occupato a rubare i fondi del dio Po.
..
Dopo che Fini ha detto che il re è nudo, complimenti alla finiana Angela Napoli che ha aggiunto che sue deputate e senatrici si sono prostituite. Realmente lo sapevamo già, ma certo il suo è un osservatorio privilegiato.
Fini ha ovviamente censurato. Certe cose si sanno ma non si dicono.
..
Il buco nel giubbotto.
“Volevano fargli male”
Non esageriamo. Uno come Bonanni si è già fatto male da solo.
Per ogni evenienza, Angeletti ha detto che arriverà col giubbotto antiproiettile.
Avranno stampato le maxibanconote anche con la sua faccia?
Oppure della carta igienica? Qui al cesso ci troviamo ormai di tutto.
..
“Non permetterà a nessuno di ricattarmi”, ha urlato Berlusconi.
Ha parlato il diritto di monopolio.
..
Europa scrive: “Oggi Berlusconi ci fa pena”
Oddio, pena è una parola grossa, schifo piuttosto
..
2010 fuga dal Tg1
Appare Minzolini e scappano in 150 mila. Apre bocca e si dileguano altri 244 mila (in parte rimpiazzati dai fan di Fede). L’indomani perdita secca di mezzo milione”.
Come noterete non serve essere anti-berlusconiano basta farlo lavorare e si estinguerà da solo.
Au revoir.
Francois Marie Arouet
..
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. Crepuscolo?

    Probabilmente vivo in un altro “fuso orario”: da diciassette anni qui e’ notte fonda.

    Con la sola Italia dei Valori a fungere da faro …

    Commento di Enzo LUZI — settembre 10, 2010 @ 2:41 pm | Rispondi

  2. cara Viviana,
    stiamo assistendo alla decomposizione della democrazia. Il sindaco Vassalo è stato sostenuto ed eletto dai suoi cittadini. Come Lui, se ne contano in Italia, solo, sulle dita di una mano, ma noi Italiani siamo capaci solo di commemorare e lasciare che le cose accadano. Ci stiamo abituando, a questo schifo ? Siamo clonati? Impastoiati di chiacchere? di Telenovele politiche?
    Compriamo il petrolio dai paesi Arabi, Il gas dalla Russia, perchè non continuare ad approvigionarci dalla Francia? E’ parte dell’Europa le centrali nucleari le abbiamo al confine.
    L’uranio è in esaurimento e le scorie se pur ridotte sono un pericolo per la Terra,
    nel frattempo impegnamoci per l’energia pulita..
    Non sappiamo smaltire i rifiuti normali, gestire le inondazioni dei fiumi e vogliamo fare centrali nucleari? La società la vedo come una piramide, ma se la base è franante
    tutto crolla. Che la morte di VASSALLO non sia la morte dei suoi progetti, ne va della salvaguardia della TERRA. In ognuno di noi, ci sono germogli di vita, anche in coloro
    che li vogliono distruggere. Confido nel Signore perchè tocchi i nostri cuori e faccia fiorire
    germogli.
    Gigliola Mazzali

    Commento di MasadaAdmin — settembre 11, 2010 @ 5:46 am | Rispondi

  3. Minacce ai Magistrati, a Fini….

    questo è il PARTITO dell’AMORE ? ci siamo seccati di sentirlo !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 11, 2010 @ 5:47 am | Rispondi

  4. Morte VASSALLO : 1° punto Governo sia Lotta alla CAMORRA….

    alle Mafie, più SOLDI A POLIZIA E CARABINIERI E MAGISTRATI, più MAGISTRATI A ENNA …. I soldi dei sequestri siano spesi come sopra. La morte di VASSALLO : PRIMO PUNTO di TUTTI i GOVERNI d’Italia e di UE sia LA LOTTA ALLE MAFIE ! grazie !

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — settembre 11, 2010 @ 5:55 am | Rispondi

  5. Angela Napoli ha ragione : SI CAMBI la LEGGE ELETTORALE !…

    che determina un MAGNA-MAGNA di tutti i tipi ! SUBITO nuova legge elettorale più decente

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — settembre 11, 2010 @ 5:57 am | Rispondi

  6. Se si governasse l’Italia come VASSALLO….

    pensando al Paese e non a sè stessi l’Italia sarebbe un’altra: eleggeremmo belle persone e non ci sarebbero pericoli per nessuno. è un SOGNO per le condizioni in cui è l’Italia oggi; cominciamo da una nuova legge elettorale.

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 12, 2010 @ 3:33 pm | Rispondi


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