Nuovo Masada

settembre 8, 2010

MASADA n° 1191. 8-9-2010. Il profitto e l’etica

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:15 pm

Totò e Peppino sono nel pantano.
Indossate scarpe grosse da pantano si aggirano tra i tappeti e gli stucchi del Quirinale. In testa hanno le domanda che devono rivolgere al “vigile” del Quirinale, un vigile Napolitano. “Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare ?”.
(dal film Totò, Peppino e u malamente)
Kasap Aia

Cattivi auspici – Appello contro il porcellum – Robert Owen – Sospesa la lapidazione di Sakineh – Storia dell’Iran – Il profitto e l’etica – La scomparsa della classe media – Fischi e non fischi – Ballisti che salgono al Qurinale – La finta autocritica di Fini – Anomalie democratiche – Gli incantamenti della Lega- Suicidi

CATTIVI AUSPICI
Sauro

Ho cattivi auspici per le sorti della povera Madre Terra:
Un manipolo di manigoldi,
-pochi ricchissimi e potenti persone sul pianeta
-le multinazionali
-i super manager mercenari
-i dittatori di qualsiasi espressione politica filosofico religiosa
-i politici pseudo democratici al soldo delle multinazionali / ricchissimi
tengono in totale scacco oltre
-6.000.000.000 miliardi di essere umani,
-il mondo animale e vegetale,
-la biodiversità ed il patrimonio di Madre Terra e della Natura, vero Paradiso Terrestre
-l’Universo intero, per la regola del “butterfly effect”
Senza che nessuno di noi sia realmente in grado di poter fare poco più di nulla.
Se non ti sembra triste tutto ciò….

“Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso”
Eleanor Roosvelt

“L’uomo che possiede intelligenza e capacità non si sentirà mai insultato dai latrati di coloro che sono privi di intelligenza e capacità”

Viviana
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“Chi tradisce i propri compagni per opportunismo o per profitto nutrirà sempre un odio smisurato contro di loro, e diventerà il loro peggiore nemico, perché essi, con la loro presenza, gli ricorderanno la sua meschinità”
VV
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”Viviamo tutti sotto il medesimo cielo,
ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte.”

Konrad Adenauer

Alcuni hanno cieli dorati e di cartapesta
altri vivono nel paradiso delle Urì
Come meravigliarsi se non si accorgono delle miserie
di questa Terra?

APPELLO

La presidenza di Libertà e Giustizia lancia un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si impegnino a restituire al cittadino il potere previsto dalla Costituzione di eleggere propri rappresentanti alla Camera e al Senato. E’ infatti unanimemente riconosciuto che con l’attuale legge elettorale detta “porcellum” (fatta da Calderoli della Lega) questo potere è stato totalmente sottratto all’elettore e depositato nelle mani di pochi capi partito.
L’attuale Parlamento è dunque composto da parlamentari “nominati” e non eletti: è questa la più grave offesa alla Repubblica parlamentare disegnata nella nostra Carta costituzionale.
LeG chiede che se non fosse possibile trovare un accordo in tempi rapidi su una legge elettorale realmente rispettosa delle scelte del popolo, i partiti si impegnassero almeno a ripristinare la legge elettorale in vigore fino al 2005, nota come “Mattarellum”, basato su un sistema misto, maggioritario e proporzionale.
Una democrazia non può vivere in un regime in cui deputati e senatori “nominati” sono sostanzialmente sotto perenne “ricatto” dei pochi capi partito cui è attribuito il potere di nomina. Il presidente onorario di LeG, Gustavo Zagrebelsky e tutto l’ufficio di presidenza dell’associazione si impegnano a promuovere al più presto una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare composta di soli due articoli: il 1° che dichiara abrogata l’attuale legge elettorale, il 2° che stabilisce il ritorno alla legge precedentemente in vigore.
Nel frattempo vi chiediamo di firmare quest’appello e di aiutarci a diffonderlo .

http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/?ref=HREC1-5
(Al momento le firme hanno superato le 31.000)

Robert Owen
Viviana Vivarelli

Un imprenditore che pensava a migliorare le condizioni dei suoi operai veramente c’è stato ed è giustamente finito nella storia. Si chiamava Robert Owen, era gallese e sperimentò il socialismo utopico e i suoi tentativi furono così importanti da produrre il primo sindacalismo
A soli 19 anni era dirigente di una fabbrica di cotone che impiegava un centinaio di persone e con le sue capacità gestionali e imprenditoriali ne fece uno dei migliori impianti della Gran Bretagna. Alla fine aveva sotto di sé 2000 persone, tra cui 500 bambini condotti lì a 5-6 anni di età da orfanotrofi
Univa principi ideali a principi commerciali. Voleva che i suoi operai avessero case sane e lavorassero in ambienti sani, pagò per primo gli operai con moneta e non con buoni cambiabili solo in magazzini di merci scadenti, creò negozi cooperativi, dedicò molta cura alle scuole
Le sue fabbriche furono un gran successo commerciale, e Owen credeva che esponendo i suoi principi agli altri imprenditori si sarebbero avute fabbriche più sane ma non fu così
Come datore di lavoro poteva dimostrare che trattare meglio gli operai rendeva
La sua opera a New Lanark ebbe rilevanza nazionale e persino europea.
Owen incontrò membri eminenti del governo, incluso il 1° ministro, Lord Liverpool, e molti governanti e statisti d’Europa. New Lanark fu molto frequentato da riformatori sociali, statisti, e membri di dinastie reali, incluso Nicola, più tardi zar della Russia. Tutti lo complimentavano.
Nessuno lo imitò.
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SAKINEH

Il ministro degli esteri iraniano annuncia la sospensione della condanna per Sakineh, accusata di adulterio, dopo settimane di mobilitazione internazionale.
Oggi l’Europarlamento ha votato all’unanimità una risoluzione di condanna. La solidarietà dei premi Nobel.
Forse Sakineh si salverà.
Non si sa se si salveranno le altre 150 donne condannate alla lapidazione.
Il movimento contro la pena di morte e la tortura deve continuare.
Il mondo è un villaggio globale dove ogni atto, ogni gesto, ogni firma si ripercuotono e hanno il loro peso. Abbiamo solo l’opinione pubblica internazionale per fermare il male nel mondo, possiamo smuovere solo quella, ma possiamo farlo, ed è un potere di cui possiamo far parte.
Ma quelli che stanno a polemizzare non solo non smuoveranno nulla ma faranno solo perdere tempo.
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Lo scià voleva occidentalizzare le donne iraniane, ma la rivoluzione khomeinista ha riportato l’Iran a un tempo cupo e intollerabile, fu introdotto l’obbligo del velo (non si devono vedere volto, caviglie e polsi), e Khomeini dispose come si dovevano vestire le donne sul lavoro e nei luoghi pubblici. Le donne manifestarono per protestare ma la polizia ne arrestò 1300. Le leggi religiose sono fortemente misogine. Esiste una polizia religiosa che gira per le strade per punire infrazioni.
Ahmadinejad ha fatto nuove leggi restrittive sull’abito islamico con pesanti multe per chi trasgredisce portando abiti trasparenti o attillati, foulard che lasciano sfuggire ciocche di capelli, fuseaux troppo corti, smalto sulle unghie, piccole trasgressioni, strappate una alla volta negli anni.
Una donna non può fare politica né essere magistrato.
Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, era giudice sotto lo scià, ora non può esercitare.
Lilli Gruber dice: “Nel 2006 in Iran quattro donne sono state impiccate in pubblico e altre otto attendono l’esecuzione nel braccio della morte. Si stima che siano almeno 300.000 le ragazze fuggite di casa e ogni mese una media di 45 giovani tra i sedici e i venticinque anni vengono portate in Pakistan per essere avviate alla prostituzione” Le impiegate governative che violano il codice di abbigliamento vanno incontro prima ad una temporanea sospensione dal lavoro per due anni, poi all’espulsione, sino alla definitiva privazione di ogni impiego pubblico.”
“Il marito può vietare a sua moglie le occupazioni e i lavori tecnici che sono incompatibili con gli interessi della famiglia o con la dignità di sua moglie”.
Decine di migliaia di donne dal 1979 sono state arrestate per motivi politici, spesso torturate e giustiziate nelle famigerate prigioni di Evin, a Teheran.
Molte sono decedute durante le torture. In base ad una consuetudine religiosa le vergini condannate alla pena capitale devono essere stuprate prima di essere giustiziate, perché le vergini non vanno in paradiso.

Carlo Panella:
“L’avvento della repubblica islamica si configura allora come un vero e proprio contrattacco maschilista a una liberazione della donna già in atto. Contrattacco che usa … i mezzi e le forche del terrore per reintrodurre nel corpo sociale le regole della schiavitù femminile. Il risultato è agghiacciante e si esemplifica nel ritorno alla pratica di massa del matrimonio con bambine che non abbiano ancora avuto la prima mestruazione. Un matrimonio che spesso inizia con un vero e proprio stupro pedofilo che garantisce il totale ed esclusivo possesso della donna riproduttrice e quindi la certezza matematica del controllo maniacale della continuità del proprio sangue incontaminato. La famiglia costruita in questa maniera, coartando e sottoponendo all’occhiuta giustizia dei tribunali islamici gli atti e le ispirazioni delle donne… è il baricentro su cui si basa tutto lo Stato islamico (inclusi la lapidazione delle adultere con pietre non troppo pesanti e non appuntite e il supplizio in stato pre-agonico cosciente, non inferiore, per prescrizione della sharia, ai venti minuti)”.

Così centinaia di donne sposate di varia età sono state lapidate in tutto l’Iran per il reato di adulterio. Lo stesso accade per gli uomini, ma con una differenza: al momento della lapidazione gli uomini vengono interrati sino alla vita, mentre le donne fino al collo. Cosa cambia? Molto, se si considera che la sharia consente l’impunità a coloro che nel corso dell’esecuzione riescono comunque a divincolarsi e a liberarsi dal terreno. Dunque anche nell’ultima agonia del supplizio la donna ha una posizione di inferiorità rispetto all’uomo. Alcuni siti islamisti contestano tale dato, riferendo che la lapidazione attualmente in Iran viene comminata al di fuori dei tribunali ordinari, e cioè solo da quelli tribali. Resta il fatto che tale pratica venga comunque ampiamente tollerata …
Un altro elemento di sperequazione fra uomo e donna riguarda la capacità penale: il premio Nobel Shirin Ebadi, infatti, riferisce che una ragazza già a 9 anni è responsabile penalmente delle proprie azioni, mentre un ragazzo ne è responsabile solo a partire dai 15 anni.
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In Iran i ragazzi e le ragazze arrestati durante le manifestazioni sono stati stuprati in carcere.
Una ragazza 18enne fu violentata ripetutamente in modo così feroce che i torturatori dettero fuoco alla parte bassa del suo corpo e l’abbandonarono nei dintorni di Teheran
Lo stesso sembra sia stato fatto al figlio di un potente uomo del regime, anche qui il corpo del ragazzo era stato deformato dalle violenze e avevano dato fuoco alla parte bassa del suo corpo.
L’uso della violenza carnale è esistito fin dagli inizi del regime di Khomeini ed è proseguito con Khamenei.

Sakineh fu condannata sulla base di una confessione che il suo avvocato Mohammad Mostafei denuncia essere stata estorta dopo una punizione di 99 frustate.
L’avvocato Mohammad Mostafai, difensore della donna è fuggito per sottrarsi all’arresto; gli agenti che si erano recati a casa sua hanno però arrestato la moglie e il cognato. Il che dice che la difesa di un imputato viene considerata un reato e non si esita a colpire i famigliari di chi incorre nell’ira del regime.
Il processo a Sakineh non ha nulla di equo e rimane piuttosto oscuro.
Nel 2005 Sakineh fu condannata in quanto adultera e 99 frustate e 10 anni di carcere (pena che giudichiamo eccessiva).
Il suo amante fu incolpato di aver ucciso il marito e condannato a morte
5 anni dopo il giudice rovescia le condanne.
Lei confessa l’omicidio del marito dopo essere stata torturata, il che annulla qualunque confessione.
Ora, la tortura non è legittima in nessun stato del mondo e non diventa legittima se uno cita le carceri delle torture americane o le condizioni delle carceri italiane e i pestaggi a morte che si sono moltiplicati in Italia negli ultimi anni.
Questi sono reati efferati chiunque li compia, siamo fuori da ogni ambito di applicazione della giustizia.
Non è legittima e basta!
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Giampiero Gramaglia

Salviamo tutte le vite affidate ai boia di questa Terra perché la mobilitazione contro la pena di morte è un impegno di civiltà senza confini e senza distinzione di sistema politico, di religione, di modalità di esecuzione.
Ci sono casi che colpiscono di più l’opinione pubblica: le donne, i minorenni
E ci sono modalità d’esecuzione che c’indignano più di altre: la lapidazione ci disturba più dell’iniezione letale (non solo in Iran, ma pure in Afghanistan, in Arabia e negli Emirato o in Nigeria).
Il diritto/dovere di ingerenza morale è avvertito più forte quanto meno il percorso che conduce alla condanna è trasparente, quando ci sono sospetti di persecuzione politica, quanto maggiore è la distanza che ci separa dal regime o dall’ambiente culturale o religioso che la ispira.
Nel caso di Sakineh.., comunque sia, la pena di morte resta eccessiva, smisurata, disumana. Ma, se è colpevole del delitto per cui la giustizia iraniana l’ha condannata, è giusto che Sakineh sconti una pena adeguata. Il suo caso, come il caso di tutti gli uomini e le donne nelle sue condizioni, non può lasciare indifferenti, ma non può neppure condurre ad atteggiamenti libertari
Nel Mondo, sono migliaia i condannati in attesa di esecuzione. Molti fra di essi, probabilmente la stragrande maggioranza, sono delinquenti della peggiore risma e assassini: ucciderli non è giusto, liberarli neppure.
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IRAN

L’Iran non è un paese primitivo ma di antichissima civiltà e se il regime teologico non avesse rovesciato Rehza Pahlevi sarebbe oggi più avanzato e moderno della Turchia, laico e non confessionale.
La modernizzazione comincia nel 1925, la scuola diventa laica, si limita il potere degli ulema, si riorganizza l’amministrazione giudiziaria, si pone la supremazia dello stato.
Il problema è sempre stato il petrolio, conteso da russi, inglesi e americani che guidano i vari colpi di stato. Costrinsero lo Scià a dimettersi a favore del figlio Reza e abbatterono Mossadeq che voleva trasformare il paese in democrazia e nazionalizzare il petrolio contro gli interessi delle 7 sorelle.
Col colpo di stato del 53 si ricreò un regime accentrato e autoritario basato sull’appoggio straniero e favorevole alla modernizzazione economica e sociale
Ma le riforme agrarie non tolsero la miseria e aumentarono emigrazione e inflazione. Di buono ci fu l’aumento dei diritti femminili (istruzione, lavoro, divorzio, voto) contro i voleri del clero.
Nel 63: la rivolta degli ulema guidati dall’Ayatollah Khomeyni, che nel 64 fu esiliato in Iraq. Il regime si inasprì, ci furono morti nelle strade. I dimostranti leggevano poesie, nel 78 erano milioni, lo Shah fuggì e Khomeini tornò come un trionfatore con un governo islamico sempre più confessionale. Dall’80 all’88 l’Iran resiste a Saddham. Succede Khamenei che tenta di commerciare con l’Europa contrastato dagli USA.
Il resto è oggi.
Con gli ayatollah la condizione delle donne non fa che peggiorare.
Al vertice c’è la Guida Suprema, Khamenei, che nomina i 6 membri religiosi del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, 12 membri, che approva le candidature alla presidenza della Repubblica con giudizio insindacabile e certifica la loro competenza e quella del parlamento, come le alte cariche giudiziarie. La Guida Suprema comanda anche le forze armate. A capo dello Stato vi è il Presidente, teoricamente eletto, in pratica scelto dal potere religioso (brogli).
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Alcuni ritengono fazioso l’attacco all’Iran causato dal caso Sakineh.
Io non credo che si facciano delle predilezioni in nome di faziose scelte politiche.
I casi che accentrano più attenzione cambiano nel tempo, e così i paesi che vengono accusati di infamia.
Ma i problemi restano gli stessi:
-la non accettabilità, oggi, chiunque lo faccia, di un processo che non abbia un minimo di legittimità; non si può accettare come valido un processo in cui è reato difendere l’indagato, si estorce la confessione con la tortura e la pena è diversa per l’uomo dalla donna. Ciò è stato fatto in passato e viene ripetuto nel presente, ma non diventa più accettabile per questo
-la non accettabilità della pena di morte
-la non accettabilità della tortura e dello stupro.
Ci dobbiamo battere contro questi misfatti anche con l’opinione pubblica mondiale, sia che essi siano praticati dall’Iran o dagli Emirati arabi o dagli Stati uniti o dall’Italia.
Ci deve essere un movimento mondiale di ripulsa che spinga gli stati che compiono queste atrocità ad abbandonarle.
Io credo nella forza dell’opinione pubblica e nell’immagine che uno stato sente di avere sul piano planetario. E’ solo questo che sta riducendo il numero degli stati che usano la pena di morte a soli 68 (un tempo erano tutti).
E questo movimento deve continuare.

Vorrei ricordare che tra gli stati che conservano formalmente la pena di morte c’è anche il Vaticano, che, di fatto, non l’ha mai eliminata, e che la violenza su bambini, benché goda tuttora di grande magnanimità papale, è equiparabile a tutti gli effetti e stupro e tortura.
Vorrei ricordare anche che nel trattato di Lisbona (nelle note) la pena di morte viene formalmente reintrodotta contro quelle masse che si ribellino (anche giustamente) loro governi.
Io personalmente posso trovare interessante lo studio delle varie religioni ma ritengo cosa efferata che il controllo politico, amministrativo, militare e giudiziario di uno stato sia nelle mani di un potere confessionale.
Con tale potere la libertà e i diritti delle donne non possono che essere turpemente calpestati.
Ed è per questo che il caso di Sakineh mi tocca personalmente, come mi tocca il caso di ogni donna iraniana che 85 anni fa ha visto arrivare forme crescenti di rispetto e di democrazia paritaria e che se li vede oggi vergognosamente strappare.
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Ho sempre considerato il pensiero l’attività più nobile dell’uomo, ma solo a patto che il pensiero si universalizzi, cessi di essere a sevizio dell’egoismo e dell’opportunismo più spietato e si metta a servizio di un bene sociale che trascenda l’individuo e il suo interesse privato, altrimenti diventa solo lo strumento della furbizia personale.”
Viviana
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IL PROFITTO E L’ETICA
Viviana Vivarelli

Nessun bene potrà mai stare agli estremi.
Non si può pensare che il profitto possa essere eliminato per sempre dalle motivazioni individuali. Postulare una società priva del profitto è da illusi. Sarebbe al più una società con una massa fanatica o soggetta agli imperi di una minoranza dominante, la quale, ancora una volta, farebbe il proprio profitto, manipolando la mente del cittadino. E sarebbe una società basata su un gioco di ipocriti. La Russia sovietica ne era un es.. Quel profitto che era negato dall’ideologia veniva praticato dal popolo col mercato nero e arricchiva la nomenclatura al potere.
Al lato opposto, non si può nemmeno pensare che possa sopravvivere una società basata unicamente sul profitto, anche perché questo, alla fine, sarebbe monopolio di una classe sempre più ristretta di persone sempre più ricche a scapito di una moltitudine crescente sempre più povera, pronta a deflagrare come una bomba atomica contro lo sfruttamento e l’iniquità.
Il profitto è un istinto dell’uomo e può essere la molla del progresso economico e civile del mondo, ma, quando diventa totalitario, si trasforma in un nemico dell’uomo e del mondo. Quando l’avidità spinge ad aumentare il profitto di pochi al punto da immiserire tutti gli altri, come ha fatto il neoliberismo, in cui anche le crisi finanziarie servono ad aumentare il gap tra ricchi e poveri, si passa dalla natura all’infamia.
E se una casta politica, di dx come di sx, si mette al servizio solo del profitto, che è interesse personale come difesa di privilegi corporativi o come arricchimento mediante mercificazione dei beni dello stato, si esce dal campo di una politica tollerabile.
Là dove il profitto o l’interesse di un gruppo prevalgono sul bene comune è inutile parlare di contrapposizione politica. Abbiamo l’appiattimento delle differenze sotto un denominatore comune, non contemperato da alcuna etica sociale.
Le politiche di dx come di sx sono state tese ad aumentare il precariato, distruggere i diritti del lavoro, amplificare gli sprechi e i privilegi dei dominanti, ridurre gli spazi democratici, mentre la popolazione diventava sempre più povera e i diritti costituzionali erano costantemente calpestati. Queste politiche devono sparire dalla faccia della Terra!
Il profitto dovrebbe essere contemperato dall’etica.
Il discorso di un’etica di impresa non è nuovo e viene affrontato da decine di anni. E’ fondamentale dentro un discorso no global, proprio perché si oppone ad una globalizzazione selvaggia dove dominando i tipi alla Marchionne che porteranno solo a un indebolimento economico generale, a scapito dello stesso mercato.
Se Ford diceva che il suo operaio doveva essere in grado di comperare l’auto che produceva, creando un circolo perfetto, la perversione del piano Marchionne tende a dividere il mercato tra meri produttori sempre più esosi e schiavisti che intendono solo vendere sulla pelle dei lavoratori massimando i profitti, ed una moltitudine di lavoratori o disoccupati che non saranno in grado di comprare quei prodotti stessi. Ma una divisione così micidiale finisce col bloccare ogni mercato, distruggendo la stessa strategia Marchionne.
Ove l’avidità di pochi pretenda di squilibrare i fattori in gioco, puntando solo sul profitto e distruggendo la capacità di acquisto e i diritti acquisiti, il risultato non può essere che la paralisi della produzione con i magazzini pieni di merce invenduta perché manca chi può comprarla.
Il problema di chi produce non può ridursi a minimizzare i costi, deve essere anche quello di mantenere in vita l’acquirente e di farlo progredire, ma se l’acquirente è la classe del proletariato o la classe media, distruggerle diventa per la produzione un atto suicida.
Ma di questo la crisi economica non si è curata, il mercato non si è curato, i piani di sviluppo non si sono curati.
Un appiattimento del mondo subalterno ai gradini più bassi di diritti e salari, non può tradursi, alla fine, che in un indebolimento anche delle caste economiche e politiche che intendono arricchirsi a suo detrimento.
Se Henry Ford non solo produceva auto ma aveva in mente un ideale sociale etico, l’assoluta mancanza di etica nel piano Marchionne e della politica italiana degli ultimi 16 anni non può che precipitare ognuno nella rovina, compresi i promotori di questa dissoluzione selvaggia.
La perversione è che ci hanno assuefatti a pensare che l’etica debba essere incompatibile con la politica o l’economia.
Questa è la peggior cosa che possiamo fare alla nostra intelligenza.
Ci hanno abituati a credere che sia normale che chi ha una posizione di potere faccia del suo peggio per mantenerla, che chi è nel mercato come produttore o finanziere pensi solo al proprio profitto truffando, imbrogliando o usando leggi di opportunità, che chi è a capo di una Chiesa abbia delle ragion di stato che lo inducano a infrangere la morale comune o a tollerare che ciò sia fatto dai suoi membri.
Abbiamo eliminato la parola etica dal campo della politica e dell’economia e anche dal campo della religione, ma questo è intollerabile!
La ragion di stato, che è sempre stata la ragione delle loro tasche e dei loro comodi, è subentrata ad ogni cosa come la massima autorità do fatto.
In nome di questa ragion di stato, cittadini, adepti e fedeli, si sono messi a credere che il mantenimento di Parigi val bene una messa o anche una immondezza.
E’ sparito dalle considerazioni del potere qualunque riferimento all’etica e abbiamo fatto sì che questo riferimento sparisse anche dalle nostre valutazioni sulla politica, l’impreso o la chiesa, in nome di un turpe machiavellismo per cui il fine val bene il mezzo e non si guarda, da ultimo, né al fine né al mezzo.
In questo scadere sempre più in basso alla fine chi ha perso è l’uomo.
Tutto pur di vincere. Tutto pur di conservare il potere. Tutto pur di considerarci superiori agli altri.
Con questi parametri stiamo finendo all’inferno.

Gravissima la ripulsa di Marchionne del Patto Nazionale del Lavoro. Un atto di grave anarchia che si allargherà ad altri imprenditori, che speculeranno sulla mancanza di lavoro per ricatti intollerabili.
Due secoli di lotte per strappare faticosamente qualche diritto sul lavoro e poi, impunemente, arriva uno squalo che le cancella rigettando la società in una anarchia dove prevalgono i più forti.
Ma davvero la legge della giungla deve tornate ad essere quella dominante?
Ma davvero precipitare la società nel disordine e nella prepotenza è quello che i potenti desiderano per il loro bene?Davvero è qualcosa che li favorisce e non significa scatenare un caos dove anche gli squali avrebbero da perdere?
Le vendite della FIAT sono precipitate del 35%. Costruire macchine a sempre minor costo in un mondo con sempre maggiore miseria, porterà solo a macchine invendute e a operai la cui ira potrebbe essere una bomba a orologeria.
L’Italia è bloccata da un governo incapace che violaper primo le norme di legalità e giustizia e permette ad altri di farlo, scatenando le energie sociali peggiori.
L’Italia è ferma da dieci anni, ben prima della crisi, incapace di sviluppo economico e oggi governata da una cricca che si è dimenticata del paese e governa per interessi privatistici se non mafiosi.
Nei tempi di massimo sviluppo, il Giappone puntava moltissimo sulla domanda interna. Su quale consumo interno punta la FIAT?
Henry Ford diceva che non solo gli operai dovevano costruire auto ma dovevano esserne anche i compratori.
Diceva: “Un affare in cui si guadagna soltanto del denaro non è un affare.”
“Un idealista è una persona che aiuta gli altri a prosperare.”
(ma Marchionne non è né un idealista né un persona perbene, è solo un bieco sfruttatore di uomini e un distruttore di leggi.. Il progresso del mondo non andrà mai avanti grazie ai distruttori di leggi, diventerà solo più sporco e infelice)
Ford diceva:
C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.”

Io non considero le macchine che portano il mio nome semplicemente delle macchine. Se non fossero che quello, mi sarei occupato d’altro. Per me sono la concreta realizzazione di una teoria che mira a fare di questo mondo un posto migliore per gli uomini”.

E: “Ciò che definiamo male è semplicemente ignoranza, che batte la testa nelle tenebre.”

La vita è facile o difficile a seconda dell’abilità o dell’incapacità nel produrre e far circolare le ricchezze. Si è creduto per lungo tempo che l’industria non abbia altro scopo che il profitto. E’ un errore. L’industria ha per scopo l’utilità generale. Occorre che essa si comporti in base ad una morale professionale riconosciuta…Tutto ciò che hanno fatto le imprese industriali della Ford è stato tentare di far capire che l’utilità generale passa davanti al beneficio individuale… In caso diverso, avrei smesso di lavorare, perché non mi importa del denaro che guadagno. Il denaro è utile finché serve a mettere in evidenza, con un esempio pratico, che una industria è giustificata se è utile, che deve sempre rendere dei servigi alla comunità, e che se l’esistenza di un’impresa industriale non si traduce in un beneficio per tutti, questa impresa non ha diritto di esistere…Un giorno, tutta l’industria sarà come noi. Un giorno l’industria diventerà onesta”.

Difficile crederlo! no non solo non è arrivato, ma oggi prevalgono solo coloro che vogliono farla diventare più disonesta, sfruttano una crisi che gli speculatori hanno creato, non hanno mai sanato, e ora sfruttano come un alibi per rendere le masse più deboli, meno tutelate, più sfruttate e più misere.
Non sarà facendo girare il mondo all’indietro, cancellando secoli di lotte e di progresso sociale che l’avidità umana troverà successo. La miseria crea solo miseria e la fame sarà una brutta molla che travolgerà anche chi oggi crede di dettare leggi di egoismo e di ingiustizia.

Guai ai distruttori di civiltà! Saranno distrutti!

La scomparsa della classe media
Sauro

Marchionne è espressione di questo neo liberismo erede del vecchio capitalismo.
Distrugge non tanto la classe operaia, ormai ridotta nel numero, ma la middle class, vera sostanza del capitalismo stesso.
Distruggendo la middle class, si distrugge l’essenza stessa del capitalismo.
Chi potrà infatti consumare, a quel punto?
La classe operaia, stremata e ridotta nei numeri, no.
La middle class, impoverita quando non annullata, NO.
I Berlusconi? I Rockfeller? I Bloomberg?
I ricchi con la R maiuscola, certo non operano i loro acquisti nella catena commerciale dove acquista la middle class.
Ecco quindi spiegata in maniera lapalissiana la crisi nei consumi.
La recessione.
Al di là della giusta economia, che sarebbe quella dello sviluppo sostenibile, così non si va da nessuna parte, tanto meno si può parlare di “sviluppo e di crescita”.
Da qui a poco, se non cambia qualcosa ma non credo proprio, qui si può solo parlare di “decrescita”, e non da applicazione di “sviluppo sostenibile”, ma a seguito di crisi, di licenziamenti, di cassa integrazione, di calo del potere d’acquisto del reddito salariale. Middle class, appunto, in crisi.
Marchionne, il marpione maialone, fa parte della High Class, ovvero una ristretta cerchia oligarchica di super manager, super pagati, super cinici, super avidi, di cui pure il signor Profumo fa parte. Essendosi staccato un assegno di 4.500.000 €uro come stipendio del 2009, con tutta la crisi di UniCredit.
In pratica una sorta di super manager mercenari, che si spostano da un gruppo ad un altro, da un paese all’altro, per prestare la loro opera come tagliatori di testa dove li pagano meglio.
E’ il caso di Corrado Passera, grande amministratore delle Poste Italiane, dove ha fatto i suoi bei danni, passato al gruppo Intesa San Paolo.
O Abete, che ha girato un po’ tutto ed ora si trova piazzato alla BNL.
Questi signori rappresentano la vera novità, in campo di nuove classe sociali. Manager super pagati, per fare lavori sporchi.
Per distruggere anche aziende, come nel caso di Richard S. Fuld, CEO della Lehman Brothers.
Che escono dalle vicende anche più scabrose sempre in piedi, riciclandosi da un’altra parte, mentre i lavoratori delle aziende dove hanno fatto strage rimangono a leccarsi le ferite.
L’obiettivo è smontare il frutto delle lotte che negli anni ’70 hanno portato alla legge che ha istituito lo Statuto dei lavoratori.
Smontare i CCNL = contratti collettivi nazionali di lavoro.
Per arrivare a tanti contratti separati, come da volontà dell’accordo del 22 gennaio 2009.
Indebolire i lavoratori, ridurli nelle condizioni di non riuscire a “contrattare”.
Si preparano tempi molto cupi, per il mondo del lavoro dipendente. Marchionne è un ingranaggio, super pagato, super cinico, esponente del sistema neo liberista che vuole portare il mondo non ho ancora capito bene dove, ma non sicuramente “in un mondo migliore”, bensì sicuramente peggiore.
Tutto questo, sia ben chiaro, con obiettivi lontani da quello che un mondo civile e consapevole dovrebbe tendere: lo sviluppo sostenibile.

Salire al Quirinale
Vv

Berlusconi annuncia che salirà al Quirinale con Bossi (vedi figura) per chiedere le dimissioni di Fini da Presidente della Camera. Tre giorni sono passati ma nulla è avvenuto. Ma quanto è alto questo Quirinale?
Berlusconi fa agli altri quello che dovrebbero fare a lui stesso.
Due terzi degli italiani dovrebbero salire al Quirinale. E chiedere a Napolitano di imporre le dimissioni di un golpista, traditore della repubblica, massacratore della Costituzione, mafioso e camorrista, che ha abusato dello stato e ha fatto delle cose pubbliche per la sua sporca utilità privata.

Bonaiuti continua a parlare di elettori che l’hanno votato in nome del programma di B e del patto con B che lui non avrebbe rispettato.
Se credono questo, lo caccino dal Pdl.
Invece, riguardo al suo ruolo di Presidente della Camera, non c’entrano né gli elettori né il patto con B, la Costituzione non prevede che si possa cacciare un Presidente della Camera né che si possa delegittimarlo, soprattutto sulla base di una campagna di stampa basata sul nulla.
E da parte di chi? Davvero ci vuole molta spregiudicatezza da parte di Berlusconi per parlare di onestà e legalità con tutte le porcate che ha combinato, quando il parlamento intero dovrebbe salire al Quirinale per chiedere la cacciata sua e delle sue cricche per golpe sullo Stato, leggi ad personam, distruzione progressiva della Costituzione e delle istituzioni democratica, furto della sovranità popolare, truffe, evasione, corruzione…Ma stiamo parlando di bruscolini? E Bossi gli tiene pure banco su questo, anzi lo preme e ricatta perché faccia peggio?

La campagna di Berlusconi e dei suoi infami giornali per diffamare Fini e costringerlo a dimettersi è assurda e anticostituzionale.
A parte che Berlusconi ha dietro di sé tali reati che il presunto affare sull’appartamento di Montecarlo è davvero un bruscolino che riguarda al massimo Fini e il suo partito, ma non toglie un solo euro allo stato o un solo diritto ai cittadini italiani, e siamo anche contenti che le iene di Berlusconi non siano riuscite a trovare altro che questo sul conto di Fini, il che, con i politici mafiosi e corrotti che ritroviamo e soprattutto con le cricche di ladri, mazzettari e truffatori, che circondano Berlusconi, sembra quasi un miracolo.
Grazie a feltri, Fini si presenta al momento come il politico più pulito che ci sia al potere.
Ma pretendere poi, in nome di una campagna falsa e diffamatoria con 50 gg di attacchi e 60 prime pagine, che Fini dia le dimissioni è proprio pazzoide.
Meraviglia che Napolitano non ponga fine a questa indegna gazzarra, tanto più che le consegne costituzionali sono molto chiare: qualsiasi parlamentare è sciolto da vincolo di mancato sia da parte degli elettori che da parte di presunti poteri partitici o pretesi padroni. A maggior ragione è sciolto da mandato un Presidente della Camera che viene eletto dall’intero Parlamento e ha un ruolo istituzionale “nazionale” e non partitico, amministra la Camera in nome del popolo italiano e non è soggetto ad alcun padrone.
La pretesa proprietaria di Berlusconi che vuol punire Fin per mancata succubanza appare pertanto oltremodo infame e vergognosa.
Come fa Napolitano a permetterla?
E a che serve un ordine dei giornalisti che non riesce mai a sanzionare in modo utile Feltri e i suoi e accetta come normale continue campagne di boffizzazione?
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Cesare Beccaria cita
Mi piace interpretare personaggi mediocri, meschini, reazionari, ai limiti dell’ignominia: come il vostro presidente del Consiglio, per intenderci
Fabrice Luchini, attore. Venezia 4 settembre.
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FISCHI E NON FISCHI
Viviana Vivarelli

Non capisco perché non si possa fischiare Schifani? E perché ci sia stata una tale gazzarra su due fischi? Tanto più che non sono stati tali da impedirgli di fare la sua concione o a spingere Fassino o altri del Pd a chiedergli conto o in quell’occasione o in parlamento dei suoi legami con la mafia
Questa cosa che personaggi fortemente sgraditi non possano essere contestati deve finire! La contestazione fa parte della democrazia. Mentre non fa parte dei paesi democratici dell’Occidente la costumanza di invitare alle proprie feste membri dell’opposizione, soprattutto se inquisiti. Questo puzza di leccaculismo!
E soprattutto non si capisce perché impedire a dei cittadini di fare domande su questioni così gravi come i rapporti di un presidente del Senato con la mafia, quando un ferreo controllo mediatico impedisce di far conoscere questo al paese (sapete che Fede del discorso di Fini a Mirabello nemmeno ha parlato?)
Nelle contestazioni, inglesi e irlandesi si va molto oltre i fischi alle persone non gradite, tirando bottiglie, uova e scarpe contro chi si presenta con falsità avendo alle spalle scelte sciagurate che hanno pesato sul bene del paese E nessuno tira in ballo la democrazia! Contestare anzi fa parte della democrazia, checché ne pensi Fassino!
Dopo la contestazione di Londra e le scarpe e uova di Berlino e i continui attacchi di pacifisti e veterani, Blair ha deciso di non fare altre presentazioni delle sue memorie, su una guerra sciagurata in cui l’Inghilterra si è ritrovata a fianco di Bush in una pura predazione aggressiva che è costata totalmente 1767 morti, di cui 267 inglesi e 3000 miliardi di dollari .
Il Ministero della Difesa inglese ha un buco di ben 36 MLD di sterline per il prossimo decennio, e i politici scalpitano nel dover spiegare agli inglesi che si continuerà a spender soldi per mandare la gente a morire.
La guerra in Afghanistan è finita. E noi cosa ci restiamo a fare? Perché invece di scrivere 60 testate su Fini e la cucina Scavolini, il Ministro La Russa e Tremonti non ci spiegano perché dobbiamo continuare a spendere 2 milioni al giorno in Afghanistan e perché ci si deve armare per altri 25 MLD per arricchire Finmeccanica e le industrie di armi americane?
Speriamo che anche sui falsi diari del Duce cali il silenzio e che certe facce sgradite agli italiani come il mafioso Dell’Utri smettano di esibirsi.
Speriamo che l’opinione pubblica si faccia finalmente sentire, visto che i proprietari dei partiti non hanno alcun pudore a dare alte cariche a delinquenti e censurare l’informazione.

Di Pietro e Fini

Dice de André “Si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio”. E’ ciò che ho pensato sul trattato sull’incoerenza di Mirabello.
Fini ha attaccato B con un discorso che, per lunghi tratti, sembrava scritto dall’IdV. Ma non si può giocare a fare il Di Pietro per un giorno a settimana, e stare gli altri 6 dall’altra parte della barricata.
Fini, più che prendere le distanze dal Pdl, ossia da se stesso, si è proposto come il nuovo che avanza nel cdx, dimenticando che è stato fedele alleato di B per 16 lunghi anni, che ha contribuito in modo diretto e determinante ai successi personali del Premier e alle disfatte del Paese.
Fini ha dato all’Italia i condoni edilizi e fiscali nel 2003, votando con B, ha approvato lo Scudo Fiscale nel 2009, ha votato i ddl della Gelmini che hanno partorito migliaia di nuovi precari nella scuola, ha votato almeno 18 leggi ad personam, dal digitale terrestre alla legge Cirielli, dalla legge Pecorella al lodo Alfano (idem la Lega). Ora ci sta prendendo per scemi? E se ha una profonda crisi di coscienza e di identità, come può proporsi come alternativa a B? I pentiti non possono pretendere di diventare i leader dell’antimafia.
L’IdV rimane scettica nei confronti di chi polverizza l’operato del Governo ma, allo stesso tempo, promette di rimanergli fedele.
A Mirabello Fini ha detto: “Fa piangere il cuore il fatto che un ragazzo su 4 non lavori”, e lui che ha fatto per loro? Almeno dimostri coerenza sfiduciando Berlusconi. Diversamente potremmo definirlo un comune quaquaraquà.
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Sauro ricorda la contestazione a Prodi

http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/politica/prodi-contestato-motor/prodi-contestato-motor/prodi-contestato-motor.html

Al Motor show di Bologna Prodi è stato accolto con fischi ed insulti ed è stato costretto a rifugiarsi nei locali del blocco servizi
Nei confronti di Prodi è partito qualche fischio. Quando il premier è arrivato tra gli stand, i fischi e le contestazioni sono aumentate con grida di “buffone” e “mortadella” e Prodi è stato costretto a rifugiarsi nei locali del blocco servizi della manifestazione, scortato da Cazzola e da numerosi agenti delle forze dell’ordine, che hanno formato una barriera di protezione per evitare problemi di sicurezza.
“Non ho sentito contenuti ma solo insulti. – ha detto Prodi- Agli insulti non si risponde, si continua la visita. Guai se la democrazia si ferma davanti agli urli organizzati”.
La Cdl: “Contestazioni segnale di protesta”. “Troppo semplicistico affermare che chi ha contestato Prodi è solo un gruppo di propagandisti. Il professore chiude gli occhi di fronte ad una realtà che non gli piace e che ha colpevolmente determinato – ha detto Schifani – “I fischi al Motor Show sono l’ennesimo segnale della protesta diffusa in tutto il Paese contro questa Finanziaria”. Dello stesso tono il commento del portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti: “Ma perché Prodi si arrabbia tanto? Forse Prodi non capisce che gli italiani respingono un governo che mette le mani nelle loro tasche”.
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Ne ha di faccia da ipocrita Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi!

E’ lì a la 7 che nega che Fni sia mai stato cacciato
-quando il 29 di luglio al convegno all’Eur risultò tanto chiaro che B lo cacciava che Fini stesso chiese: “Che fai? Mi cacci?”
-quando c’è stata una campagna diffamatoria che è durata tutto agosto delle testate di Berlusconi contro Fini e la sua famiglia, e dette testate hanno fatto raccolte di firme per cacciarlo dalla Camera
-quando si è indetta una riunione di probiviri contro di lui trattandolo come un traditore
-e quando oggi Berlusconi e Bossi salgono al Quirinale per chiedere le due missioni
Più cacciato di così!?.
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è tutta scena
sprizzano odio da tutti i pori
“Saliamo al Quirinale!”
la mossa è anticostituzionale
lascia il tempo che trova
sono proprio dei turisti della democrazia!!!

Comunque, alla faccia del partito dell’amore, non si era mai visto uno scontro istituzionale di questa portata, e, se non era il partito dell’amore che cosa facevano? Si scannavano sulla pubblica piazza?
Il discorso di Fini a Mirabello è stato stupefacente, a parte strane incoerenze giudiziarie, aveva fatto un florilegio del meglio, un pachworth, come quelle coperte in cui trovi pezzi dei vestiti di tutta la famiglia e del vicinato. Facile!
C’era proprio di tutto: difesa della legalità, etica, difesa della scuola e della polizia, lavoro ai giovani, sud, confronto democratico, pluralismo ideologico.. fantastico! Come un Papà Natale che soddisfa tutti i nostri desideri e ci regala di tutto e di più. Troppo facile! Così sono buoni tutti. Peccato che il contrario di tutto questo Fini lo stia votando da 17 anni! Ma si fosse mai battuto, Fini, prima d’ora, per uno solo di questi punti! Al contrario, ha votato tutte le infami leggi e Finanziarie di Berlusconi che affossavano tutti i bisogni e diritto di una democrazia civile e sana!
Mi è venuto da ridere quando ha detto che era anche a favore di un federalismo “equo e solidale”, chiari appellativi di tipo no global. Ci mancava anche la nota no global! Come quelle del libro di Tremonti! Gente che dice tutto e il contrario di tutto, per non dire nulla. E per fare, poi, esattamente quello che non vogliamo.
Il suo discorso ha raccolto 60 ovazioni.
Di tutto e di più. Alla grande!
Magari qualche altra cosina ce la poteva aggiungere, dico, a caso: Vaticano, ecologia, salvezza del territorio.. e.. questo mi fa proprio ridere: “MAFIA”. In un’ora e mezzo non c’è stato un solo riferimento alle infiltrazioni della mafia nello Stato! Eppure sono anche nella cronaca di giornata!
Ma ovviamente in un’ora e mezzo tutto non ci poteva stare : – )
Ora aspettiamo che su questo punto dimenticato ci faccia chiarezza Schifani.
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Finta autocritica di Fini
Paolo de Gregorio

Cari camerati, è con dolore che vi annunzio una bella cifretta di errori che il “delfino” di Almirante non doveva commettere, e me ne accorgo solo ora.
E’ triste ammettere che un raffinato politico di professione come me sia stato incapace di valutare l’indole accentratrice e dittatoriale del fondatore del PDL, malgrado fosse noto da molti anni il “cursus honorem” del personaggio, nato economicamente e politicamente dell’intreccio tra affari e politica, miracolato da Craxi, che con un vero colpo di stato, creò il monopolista mediatico a disposizione del partito socialista.
E malgrado questi natali fossero già sufficienti per emettere una sentenza definitiva, dal 1994 in poi non si è fatto altro che adattare le leggi dello Stato alla estinzione degli innumerevoli reati commessi da B. e la sua cricca, e per me, custode della tradizione della destra per la legalità, è stato un continuo far finta di non capire e turarmi occhi, bocca, naso.
Da segretario di Alleanza Nazionale ho fatto votare ai miei parlamentari tutte le leggi “ad personam”, compresa la legge elettorale, meglio conosciuta come “porcata”.
Non mi sono nemmeno accorto che il partito, che ho contribuito a fondare due anni fa, era il cassonetto dei rifiuti della prima Repubblica, una accozzaglia di ex socialisti, ex democristiani, piduisti, affaristi, ex fascisti, personaggi collaterali a mafia e camorra (Dell’Utri, Casentino), confluiti festosi nel PDL per continuare a saccheggiare il bene pubblico, senza altra strategia che non fosse la continuità di 40 anni di potere democristiano e socialista.
Certo dovevo essere proprio accecato dalla contiguità con il potere e forse mi ha salvato il fatto di aver assunto la 3° carica dello Stato che mi ha costretto a praticare l’imparzialità e la correttezza e ho cominciato a svegliarmi e a non tollerare più i diktat del sultano.
Certo ho toppato anche nella scelta della mia vita privata, mettendo su famiglia con una tipetta che aveva fregato un ladro (Gaucci), e che ha continuato a spingere per avere favori e vantaggi per i propri parenti, mettendomi in una situazione eticamente insostenibile.
Sono andato a Mirabello per rilegittimarmi come capo di un nuovo partito di destra, con l’ambizione di indebolire Berlusconi e costringerlo a trattare se vuole terminare la legislatura.
Ma anche questa mossa non mi sembra molto brillante. L’apparato mediatico in mano al Cavaliere, che gli ha consentito di farmi passare per ladro (da che pulpito!), in qualche mese di campagna elettorale è in grado di ridurre il mio peso e il mio nuovo partito nei pressi della soglia di sbarramento, che significherebbe la scomparsa politica della destra storica.
Peggio di me sta solo Rutelli, che aveva trionfalmente annunciato la nascita del “terzo polo”, che altro non sarebbe che un altro cassonetto dei rifiuti democristiani, ma della corrente di “sinistra”.
Stiamo messi male, la sinistra è scomparsa, e se scompare anche la destra, la dittatura della TV e dei soldi diventa regime.
Vostro affezionato Gianfranco
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Tiziana
La cosa tragica è che ormai, in ‘sto paese allo sbando, succede che le uniche cose di sinistra le si sentano dire dai fascisti e dai preti di famiglia cristiana.
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Anomalie democratiche.
Rosario Amico Roxas

La nostra democrazia mostra di essere in preda ad una sindrome da mancata chiarezza; non è ancora una malattia in fase terminale, ma mostra i segni di una grave patologia incipiente: la mancanza di chiarezza, che scivola, ogni giorno di più nelle iniziative interessate spacciate per bene comune: si vorrebbe far credere che l’intera classe piccolo e medio borghese, la classe operaia, i giovani disoccupati, i precari, i cassintegrati, non abbiano altra preoccupazione che vedere azzerata la possibilità di intercettare mafiosi, camorristi, delinquenti e criminali, nonché colletti bianche che si spartiscono il pubblico denari al fresco di un bar di Via Veneto, in quel di Roma, tramite una legge che azzera le intercettazioni telefoniche, oppure la brevità dei processi, con valore retroattivo in modo da cancellare dall’agenda delle Procure i procedimenti a carico dell’intoccabile.
Si sperperano parole inutili nel vano tentativo di accreditare false verità, illusorie opinioni, ipotesi improbabili, quando la chiarezza è dietro l’angolo, ma nessuno vuole prenderla a due mani, nel timore di non riuscire popolari. La nostra democrazia, più per strada obbligata che per libera scelta, si è circoscritta in un bipolarismo imperfetto: una destra che destra non è e non sa essere e una sinistra che sinistra non è più e non sa più essere, così entrambi gli schieramenti tentano di avvicinarsi ad un “centro” che medierebbe gli eccessi della destra, così come quelli della sinistra.
Ma un Centro non esiste di suo, perché ancora inquinato da una intera legislatura sotto un tallone anomalo, frutto di una alleanza più di comodo che di convinzione; vada per la presidenza della Camera, passi per qualche ministero, ma a forza di sorvolare, questo Centro, ha finito con il sorvolare anche sui progetti che dovrebbero identificare il centro, che non è Destra e non è Sinistra, ma compendio equilibrato e sintesi delle esigenze legittime dell’intera popolazione
Impresa improba quella di volere essere “graditi a Dio e a li nemici sui”, è il momento delle scelte, anche quelle impopolari, perché necessarie.
Da una parte c’è un liberismo che cerca il consenso (per governare e rinnovare tale consenso con i regalini suggeriti dai sondaggi…!) della classe mediana, oltre a quello della classe imprenditoriale che già gli appartiene, più per convenienza che per convinzione.
Dall’altra parte emerge l’esigenza di una politica sociale che scaturisce dall’unione del cattolicesimo sociale con il socialismo umanistico, dando forma e vita ad un Partito Democratico che ancora non sa bene cosa essere.
Ci sono poi gli estremi: dalla destra i nazionalismi che sfociano nella discriminazione di una Lega recintata nel suo orticello, assente nel panorama della “statalità”, in quanto carente in assoluto del senso dello Stato; dalla sinistra un planetario frammentato, incapace di darsi una cultura di governo.
E’ stato facile, almeno fin ora, ergersi al di sopra di queste parti inesistenti a farsi autoritario capopopolo; è stato facile, facilissimo…. è bastato il predellino di un’auto.

Incantamenti
Viviana Vivarelli

Quand’è che gli elettori leghisti si sveglieranno dal loro plagio?
Hanno denunciato in piazza il P2ista B perché applicava il piano di golpe antidemocratico di Gelli e poi per 18 anni lo hanno aiutato a realizzare quel piano, partendo dalla legge porcellum che ha rubato la sovranità ai cittadini fino alla distruzione della giustizia.
Hanno denunciato in piazza la prepotenza della mafia e poi per 18 anni hanno votato leggi che favorivano i grossi interessi della mafia, dagli impedimenti al processo, allo stop alle intercettazioni al condono fiscale e, ora, al processo breve, così che, mentre Maroni finge di fare arresti che saranno annullati in Cassazione, la mafia ormai è padrona anche al nord.
Hanno denunciato in piazza Roma ladrona per mettere al potere una cricca leghista che ha fatto anche peggio con le mazzette di Bossi e Calderoli, la truffa della Banca del Nord, l’occupazione delle cariche pubbliche, la conservazione di enti inutili come le Province e perfino le sovvenzioni ai giornali che non ce l’ha nessun paese civile e, ora addirittura la tessera del tifoso, che è una card inventata da Maroni per finanziare banche amiche.
Con l’ossequio a Gheddafi, dopo tutto quel che hanno vomitato contro l’Islam, siamo arrivati al massimo dell’ipocrisia: ossequiare il rais di quei disgraziati libici che Calderoli e Borghezio volevano prendere a cannonate e che tuttora rimandano indietro infrangendo il diritto d’asilo, obbligo europeo per cui si deve ospitare chi fugge da paesi che negano i diritti civili.
E poi tutto il contorno di oscenità a cui B li ha abituati: pornostar, cocaina, mazzette..
Ancora una volta i capi della Lega hanno dimostrato cos’è la corruzione, e come sia facile fare discorsi accesi sulle piazze istigando l’odio centro i poveri cristi e negarli poi nei palazzi, dove tutto è pappa e ciccia, si vota un mafioso come Schifani, si sostiene un farabutto come B e siamo ancora divisi tra chi ha tutto e vuole avere ancora di più e chi non ha niente e avrà ancora di meno.
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Dati elettorali
Marco Calì

Dalle ultime tornate elettorali il risultato é stato che circa un 52% ha votato cdx e un 48% ha votato csx.
Ma il fatto più importante é che c’é stato un astensionismo di circa un 35%.
Su 100 persone, aventi diritto al voto, quindi 35 non hanno votato.
I risultati delle campagne elettorali si basano quindi sul voto del 65% delle persone che hanno diritto al voto.
Tenendo conto di chi non ha votato, i risultati sono appunto:
35% nessun partito.
33,80% centro dx.
31,20% centro sx.
Vuol dire che la maggioranza degli italiani fa parte del partito del “non voto” e non si rappresenta né con il centrodx né con il centro sx.
Una legge, per essere approvata, dovrebbe avere più del 50% del consenso.
Se si tenesse conto dei non votanti non passerebbe nessuna legge. Il “non voto” dovrebbe contare, eccome se dovrebbe contare.
Solo che chi la pensa diversamente non può esprimersi. Con il 30% circa dei voti quindi uno schieramento si trova a governare, questa é la realtà.
A mio avviso questo é antidemocratico. In parlamento dovrebbero esserci su 100 sedie: 34 al centro dx, 31 al centro sx e 35 vuote.
Se il “non voto” fosse considerato voto a tutti gli effetti nessuna legge passerebbe.
Il vantaggio sarebbe, però, quello di dare voce a tante persone che hanno tante idee che invece in questo momento non hanno nessuna possibiltà di dire la loro.
O mangi sta minestra o salti dalla finestra….

http://www.sapienza-finanziaria.com/
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SUICIDI

Su 305 milioni di abitanti, l’America ha 8 milioni di potenziali suicidi: troppi. L’America è disperata e lo confermano i dati del 1° studio sul suicidio condotto a livello federale negli Stati Uniti: nel 2008, sono stati oltre 8 milioni quelli che hanno seriamente pensato di togliersi la vita, più di un milione è morto.
La crisi economica ha avuto un impatto emotivo enorme, tanto da privare anche i più giovani del normale senso di aspettativa e fiducia verso il futuro proprio e del paese.
Ancora peggiori i dati sui tentati suicidi tra i soldati americani in Iraq o Afghanistan o tra i soldati tornati a casa.
Si tolgono la vita 18 giovani al giorno, nel mese di agosto i tentati suicidi sono stati 900.
I suicidi sono ormai superiori ai caduti per cause belliche.
Nel 2009 si sono tolti la vita 245 soldati e la cifra quest’anno è superiore: 145 si sono suicidati nel primo semestre e 1713 hanno tentato senza riuscirci
18 veterani si suicidano ogni giorno e si registra una media mensile di 950 tentati suicidi tra i veterani che ricevono qualche tipo di trattamento dal dipartimento federale. Si tratta di veterani di tutte le guerre che gli USA ha scatenato in terre straniere e soffrono di PTSD, nevrosi da guerra o stress da combattimento o shock.
Su 18.300 soldati esaminati a 3 mesi e un anno di distanza dal loro invio in Iraq: dal 20 al 30 per % soffrivano di PTSD e una depressione profonda colpiva il 16 %
14,7% dei veterani sono disoccupati, 33% vivono all’addiaccio, un milione e mezzo corrono il rischio di perdere la casa per la povertà e la mancanza di sostegno pubblico.
E’ diventato un incubo il sogno americano?
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RIDIAMARO : – )

Le barzellette di Mario

Berlusconi va dallo psichiatra:
– Dottore, ho un grave problema! Gli Italiani non mi amano più, i miei avversari e persino molti miei alleati mi dicono che mi do troppe arie, addirittura che mi credo Dio. La prego, mi aiuti!
E il dottore:
– Va bene Cavaliere, mi racconti tutto dall’inizio.
E Berlusconi:
– Certo, ascolti: in principio ho creato il cielo e la terra…
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La badante di Bossi inciampa.
Il senatur, molto educatamente, l’aiuta a rialzarsi.
Lei dice:
– Sindaco, che gentile, come posso ringraziarla?
Bossi risponde:
– Tra pochi giorni ci sono le primarie della lega … potrebbe votare per me!
La donna ribatte:
– Ho sbattuto il sedere, mica la testa!
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UMBERTO BOSSI:
– Dottore, da quando mi sono messo a fare politica ogni notte mi sogno una porta con una grande targa. Spingo e sudo, sudo e spingo e sudo ma non riesco a aprirla …
– Ma cosa c’è scritto sulla porta?
– Tirare …
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Un tizio incontra un amico che non vedeva da molto tempo. Lo vede scendere da una macchina sportiva, vestito con grande eleganza.
“Ehi”, gli dice, “hai fatto fortuna?”.
“Sì”, risponde l’amico: “Ho telefonato alla Rai e ho detto che sapevo tutto su Garibaldi. Mi hanno invitato a una trasmissione di quiz, mi hanno fatto tante domande e ho vinto due miliardi”.
Passa qualche mese e anche il primo tizio comincia a girare con macchine costose. Un giorno incontra l’amico e gli dice: “Sai, devo proprio ringraziarti. Ho seguito il tuo metodo e ho fatto fortuna anch’io”.
“Hai telefonato alla Rai?”.
“No. Ho telefonato a Mediaset. Ho detto che sapevo tutto su Berlusconi e mi hanno dato subito i due miliardi senza nemmeno farmi una domanda!”.
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Liberal vox
Ma i carabinieri lo sanno che Cossiga è morto?

Francesco Cossiga è morto il 17 agosto scorso. Ma il servizio di vigilanza davanti alla sua residenza romana è rimasto. I militari stanno ancora lì! Tre turni al giorno, pattuglie che montano e smontano anche nel cuore della notte. Una Fiat Punto con due carabinieri a bordo staziona ancora giorno e notte, 24 ore su 24, davanti al civico 77 di via Ennio Quirino Visconti. Perché? Ma non li hanno avvisati? Non sanno che il presidente è morto?
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Hai capito?
Come no!?
Pensa a quando Berlusconi sarà morto, e il Pd continuerà a non fargli opposizione
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GLI AMICI DEL BAR.. LUSCONI
Rosario Amico Roxas

Il cavaliere non fa altro che convocare i più sviscerati yesmann che gli ruotano famelicamente intorno, per sentirsi approvare e confermare, afflitto come si ritrova dal “complesso dell’abbandono”. Non aveva mai immaginato che qualcuno del suo entourage potesse criticarlo e rinfacciargli come difetti tutto ciò che fin ora ha ritenuto i suoi punti di forza.
“Sono ricco, sono bello, ho successo ovunque, mai donna mi si è negata e mai uomo ha respinto le mie offerte”, questo il ragionamento che lo stritola dentro una megalomania patologica.
Finge di ignorare che ha sempre pagato quelle donne (in un modo o in un altro) e che ha sempre corrotto quegli uomini (in un modo o nell’altro).
Certo ci sono i critici e gli avversari esterni, ma quelli non contano… si tratta solo di comunisti. Ci sarebbe anche la magistratura, ma quella è politicizzata. E poi i sindacati che si dimostrano illiberali e nemici della libertà che “il capitale” deve avere per promuovere lo sviluppo, mentre i sindacati pretenderebbero di imporre regole ormai vecchie e superate che ruotano ancora intorno al lavoro e all’uomo che lo compie.
Così raccoglie i fedelissimi, che tali sono perché non avrebbero altro posto dove andare, troppo compromessi con l’adulazione retribuita. L’appuntamento è sempre a cara del munifico principe, uno dei castelli o uno dei palazzi, magari ristrutturati da Anemone nel solito modo.
Le facce sono noiosamente sempre le stesse e tutti ex qualcosa, ex comunisti, ex socialisti, ex democristiani, ex liberali, ex radicali, ex fascisti e anche qualche fascista dichiarato, ex incensurati, ex ballerine, ex aspiranti a miss Italia, tanto ex da non avere più spazio credibile per cambiare ancora casacca, per fuggire in tempo dalla nave che affonda.
Si riuniscono pateticamente concordando fra di loro i modi più diversi per compiacere l’imperatore.
Si tratta di riunioni della serie “quattro amici al bar”, appunto il nuovissimo “Bar Lusconi”, dove il cerimoniale prevede una conclusione ripetitiva: la partitina a poker.
Il cavaliere vince sempre perché le regole le detta lui e gli altri annuiscono, e sono regole che hanno valore retroattivo: un doppia d’assi del cavaliere batte il full di kappa, perché “di mano” e se l’avventore tenta di ribattere che esistono le regole e che, semmai, tutto ciò può valere dalla prossima mano, viene rimbrottato e accusato di essere anti-democratico, infatti il cavaliere propone subito di mettere la regola ai voti (dopo aver indirizzato un’occhiata significativa agli altri giocatori) in omaggio al suo confermato liberismo democratico.

http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. Torino 7 settembre 2010 ore 21 Piazza Castello.

    In questi giorni a Torino è in corso la Festa del PD.
    Gli appuntamenti si sono susseguiti con alterno interesse ed alterna affluenza in relazione agli ospiti in calendario.
    Ieri sera come per incanto piazza Castello si invece è riempita, la gente è arrivata con larghissimo anticipo, la sala dedicata a Norberto Bobbio era gremita e cosa ancora più strana ……..tantissimi giovani, tantissimi in riferimento alle serate precedenti, ma tantissimi anche in senso assoluto.
    Già alle otto un’ora prima dell’inizio del dibattito che aveva per titolo “Una nuova stagione per l’Italia” non sapevi più non solo dove sederti, ma dove stare come si dice all’impiedi.
    A Torino stava per parlare un pugliese e …alla faccia del razzismo e dell’antimeridionalismo un mare di torinesi e piemontesi erano lì ammassati sotto la pioggia per ascoltarlo con l’aggiunta di un tifo sfegatato.
    Mi sembrava di essere ritornato alla vivacità dei miei anni dell’università , di quel meraviglioso ’68, alla faccia di chi lo ha distrutto.
    Moderava l’incontro Mario Calabresi Direttore della Stampa, insieme a Vendola la simpatica e seria Madama Bindi.
    Entrambe hanno ricevuto un caloroso saluto, ma Vendola durante il dibattito ha ricevuto continue ovazioni, ciò che affermava era una musica totalmente nuova, una musica che da molti anni la politica non è più stata in grado di suonare.
    Una musica che per una volta aiuta a volare molto più in alto dello squallore che ci sta uccidendo.
    Nel giorno in cui il diktat di Marchionne getta nel terrore migliaia di lavoratori e la “spettinata confindustriale” assomiglia sempre più ad un pechinese ubbidiente e maldestro, sentire una musica che rifiuta l’appiattimento e l’oblio e si ribella all’arroganza di un capitalismo decotto ed assistito, fa bene al cuore.
    Ero contento di ciò che Torino aveva espresso ieri sera e, stamattina…..fiducioso…..sono andato a leggere i giornali ed a guardare i Tg del mattino .
    Ieri sera, aggiungo, era pieno di giornalisti e TV di ogni genere e tipo e il moderatore era il Direttore della Stampa.
    Il Nulla…………..
    A parte qualche trafiletto nascosto…..nulla….
    Questo è il nostro paese……un paese omertoso….un paese vigliacco…….un paese morto.
    Un paese dove un Sindaco viene ucciso dalla camorra è lo stato è assente.
    Un paese che continua a inchinarsi ai diktat del potere e teme che dire di Vendola sia una pericolosa offesa all’azienda dei morti viventi.
    Alla mostra di Venezia la gente si stupisce al racconto su Mazzini….non stupiamoci di Mazzini……ritorniamo ad essere Mazzini, la forza delle idee, della diversità contro la debolezza e la meschinità del denaro.

    Un caro saluto da Torino
    Ugo Arcaini

    Commento di MasadaAdmin — settembre 8, 2010 @ 5:39 pm | Rispondi

  2. Però, molto buona l’idea di riservare seggi vuoti al parlamento in proporzione dei non votanti. Innanzituto
    si risparmierebbero un sacco di soldi pubblici, quindi nostri,e sarebbero da monito ai parlamentari rimasti. Sì , mi piace!

    Commento di Paola Lombardo — settembre 9, 2010 @ 8:46 pm | Rispondi

  3. Cara Viviana, ho paura che i leghisti non si sveglieranno mai, hanno la stessa testa di quelli che votano
    ( vedi la “Trota” votato dai giovani e Bossi padre dai relativi genitori).
    Forse ha ragione mia mamma quando sostiene che stanno arrivando gli ultimi giorni,quando saranno morti gli ultimi reduci della grande guerra.

    Commento di Paola Lombardo — settembre 9, 2010 @ 8:52 pm | Rispondi

  4. Cesare B. e Dell’Utri vice Cesare si comprano i giudici…

    e poi Berlusconi parla male dei Giudici !!!!!!!!!!!! La P3 si è comprata per Cesare B. : Umberto Marconi, Vitaliano Esposito, Vincenzo Carbone, Pasquale De Lise, … Miller, Mancino. Gargani, Caliendo, Marra, Albano Bonaiuto … TUTTI COMPRATI ! ORA BASTA ! più si parla male dei giudici e più si VENDONO ! basta B. !

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — settembre 11, 2010 @ 5:03 pm | Rispondi


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