Nuovo Masada

settembre 6, 2010

MASADA n° 1190. 6-9-2010. Il Pdl non c’è più

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 12:47 pm

Il Patto tra 3 partiti – Il discorso di Mirabello – Fischi a Schifani, fiasco del Pd – Schifani accusato di essere il consulente della mafia – Squadrista a chi?- Riesumato l’art. 21 pro Schifani – Gomez- Travaglio – Sonia Alfano- Tremonti irride al modello tedesco. Vediamo cos’è

Ma esiste ancora una maggioranza berlusconiana?
Viviana Vivarelli

Il Pdl si basava su un patto tra 3 partiti, quelli di Berlusconi, di Bossi e di Fini. Solo grazie allo stare insieme di questi 3 gruppi, B poteva avere la maggioranza. E’ caduto quando si è sfilato Bossi, vedremo cosa accade adesso che viene cacciato Fini (cacciato almeno dalla diffamazione protratta sui media di B con tanto di denunce e controdenunce e raccolta di firme dai 3 giornali perché Fini si dimetta da Presidente della Camera).

Certo le cose non potranno continuare come se nulla fosse, con animi esacerbati e lotte a coltello. Se la dx ha riso abbondantemente sui parenti serpenti dei due governi Prodi, ora certo non ride nel massacro reciproco che va in onda da mesi dentro quella che si era baldanzosamente chiamata “la casa dell’amore”.
Certo è polemica che Fini sia stato cacciato o si sia cacciato da solo, ma 50 prime pagine di attacchi e insulti a Fini e alla sua compagna sui giornali berlusconiani, l’infame boffizzazione col sistematico ritornello alquanto idiota della casa di Montecarlo e della cucina Scavolini, hanno creato un clima di lotta intestina non più sopportabile non solo da parte loro ma anche da parte nostra, un clima che non si può più protrarre più a lungo e che ormai fa vomitare l’intero paese su B e le sue cricche. E’ vero, come dice Vaime, che si affeziona a tutto, anche agli spot sui germi del water, ma quando è troppo è troppo.
La disoccupazione aumenta, si riducono persino gli acquisti di pane e latte, i diritti del lavoro sono calpestati, le industrie italiane chiudono o delocalizzano, e, mentre la Germania ha iniziato una ripresa del 4,1%, noi siamo l’ultimo paese d’Europa e, in queste condizioni, che tutta l’attenzione sia presa da B che esige il processo breve (o lungo, è lo stesso, pur di non essere processato) e la rissa vergognosa tra Fini e B, non è più una licenza, ma un reato.
Fini sarà anche uno lento a muoversi ma quando si muove ha l’abilità dialettica di trascinare con sé la storia, e il discorso di Mirabello davanti a 10.000 fan entusiastici non è qualcosa che si possa facilmente superare.
Una cosa è chiara: oggi B non ha più in Parlamento la sua maggioranza. La defezione dei colonnelli attaccati alle poltrone non lo salva dalla crisi. E Filippo Rossi asserisce che la stessa parte residua di B contiene una maggioranza silenziosa sul cui voto ormai non v’è certezza.
Rendiamoci conto che, nel mare di sondaggi taroccati, di certo c’è che il massimo storico raggiunto da B da solo è stato del 23% (altro che il millantato 68% di consenso!).
Da solo B non regge. Per questo ha fatto di tutto per fondere nel suo partito i suoi soci, giochetto che è stato sdegnosamente respinto dalla Lega e che è stato erroneamente seguito da Fini che ora ritira il suo consenso, pur perdendo parte dei suoi, attratti più dalle poltrone che dalle ideologie o dalla fedeltà di partito (“pronti a vendersi oggi a B domani ad altri partiti” come ha detto con disprezzo Fini.
Oggi B si trova in una condizione molto peggiore di quel 23% e l’ascesa della Lega non lo salverà. Se la sua natura totalitaria e vendicativa lo portasse a sancire la cacciata di Fini (a regola per aspettare i famosi probiviri dovrebbe arrivare a fine ottobre), si dovrebbe andare ad elezioni anticipate, soluzione molto dubbia e pericolosa che non gioverà a nessuno.
Bersani si potrebbe anche tenere il suo 26% oppure no. L’astensionismo che è già al 50% potrebbe ancora aumentare. Il partito di Fini potrebbe avere molte più adesioni di quel 6% che i sondaggisti prevedono, da quei settori di scontento (insegnanti, famiglie del sud, polizia, magistrati…) che oggi non trovano alcun riferimento nel Pd e che sono rimasti bruciati dalle leggi e dai tagli di B.
Dubito che Lega e B si lascino sfuggire quello strumento di antilibertà che è la legge elettorale’porcata’ di Calderoli che crea un Parlamento di cloni e dà un enorme premio di maggioranza a chi ha anche solo il 23% di voti.
Ma intanto maturano i processi di B. La Consulta può respingere le sue indegne leggi ad personam. Il processo breve non è passato e il duo Alfano-Ghedini dovrà pensare qualche nuova porcata. Può darsi che non passi nemmeno la legge bavaglio. Le indagini sulle stragi del 92-93 procedono. Compare il nome di B nei pizzini della mafia come nella lista dei beneficati da Anemone. Ogni giorno è una nuova prova di reato contro B e famiglia. Potrebbero sorgere all’orizzonte nuove coalizioni. Si potrebbe perfino formare un Centro che preluda a una nuova Dc e intercetti i voti dei cattolici, non dimentichiamoci che il Vaticano è rimasto molto scottato dal caso Boffo e interi settori cattolici (vd Famiglia Cristiana) sparano ormai a zero su B. Salgono alla ribalta personaggi nuovi: Di Pietro, Vendola, Grillo, De Magistris… Lo stesso Tremonti appare sospetto e lanciato verso traguardi molto personali. Aumenta la durezza del Presidente di Bankitalia e anche la Marcegaglia ormai lamenta ogni giorno lo sviluppo perduto che da seconda nazione industriale d’Europa che eravamo ci sta trascinando sempre più in basso. Troppe parti sociali sono state ferite dai tagli delle Finanziarie di B… insomma la situazione è quanto mai precaria.
E quando la nave affonda i topi scappano e dubito che tutti quelli che hanno votato B ieri lo voterebbero domani. B ha disatteso troppe delle sue promesse e ha sotto di sé troppi opportunisti pronti a passare a un miglior offerente.
E poi c’è l’incognita Formigoni. Comunione e Liberazione ha sotto di sé una gran parte delle imprese e delle cooperative del nord e potrebbe ritirare il suo appoggio. A quel punto ci chiediamo se tutta la galassia cattolica lo appoggerebbe ancora.
Le tendenze centrifughe sono forti. A nuove elezioni, B potrebbe prendere meno del 23% e dovrebbe restare aggrappato alla Lega cedendo a tutti i suoi ricatti, cosa che lo renderebbe un visconte dimezzato e non sarebbe ben vista da larghi settori del paese.

Fini ha ripetuto più volte una frase di Ezra Pound: “Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla”. Ma quale rischio corre Fini? Possiamo considerarlo di fatto fuori dal Pdl? Ancora no. Vuole essere formalmente cacciato da B. Lascia la responsabilità a lui.
Bello in molti punti il discorso di Fini. Grillo o Di Pietro dicono alcune cose identiche tutti i giorni. Bossi ha bocciato il discorso come ‘comunista’, ma in pratica tutti i punti che hanno riscosso applausi sono punti democratici: il garantismo non deve essere impunità, occorre salvare la scuola, non si può dimenticare la povertà del sud, un partito deve permettere il confronto e il dissenso e non può essere gestito in modo totalitario…
Di Pietro, a questo punto, ha replicato: “Fini, sii coerente! O stai al governo o stai all’opposizione! O ti stacchi da quello che hai chiamato despota stalinista o ne sei complice come sei sempre stato!”.
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Opinione di Sauro:

Non so esattamente cosa produrrà la svolta di Fini, ieri, a Mirabello.
Dopo tutto quello che ha detto Gianfranco Fini, secondo gli opinionisti le elezioni anticipate sarebbero sempre più vicine. Con tutte le incognite del caso.
Nulla è cambiato, per il cx. Non si faccia soverchie illusioni. Non vincerà. Il bombardamento mediatico di Berlusconi e Bossi sarà spaventoso.
Non si guarderà in faccia a nessuno e sarà di una violenza inaudita, nei temi e nei toni.
Il csx intanto è sempre diviso. Ho sentito su radio radicale un Niki Vendola cantarle al PD nel corso della festa nazionale di Torino. Vere e proprie sferzate. Nulla di nuovo che non si sapesse già. Come le ragioni citate da Fini a Mirabello, del resto, nulla che non si sapesse già. Solo che certe cose sono diverse se vengono dette pubblicamente, su una pubblica piazza.
Berlusconi e Bossi sigleranno sempre di più un patto scellerato con il diavolo tra di loro che li lega in maniera indissolubile fino alla loro fine.
Tutto il resto è magmatico. Diviso tra pragmatismo ed idealismo.
La mossa di Fini era da un lato obbligata. Dall’altro non si capisce cosa sia successo per farlo svegliare da un torpore durato qualcosa come 15 anni.
Lo stesso Casini, l’ho udito ieri con le mie orecchie, ha riconosciuto di essersi sbagliato, alleandosi con Silvio Berlusconi.
Adesso io faccio fatica a fare delle previsioni.
Però, visto il personaggio Silvio Berlusconi, permaloso, orgoglioso, testardo, se non accetterà il diktat proclamato sul palco di Mirabello, e difficilmente credo che lo accetterà, non avrà altra strada se non pericolose elezioni anticipate.
Le sentenze incombono su di lui in maniera pericolosa come non mai. Ma anche le elezioni sono minacciose e pericolose, sotto tanti, troppi punti di vista.
Pericolose perché l’autunno è alle porte, la nostra economia è sempre appesa al filo del rasoio e soprattutto al filo dell’enorme debito pubblico da finanziare.
Pericolose perché i bazooka della speculazione dei mercati è lì alla finestra, ed è pronta a sparare un fuoco impressionante contro i PIIGS.
E senza la barra dritta di un governo efficiente ed efficace, noi siamo con il fianco esposto. E corriamo il rischio di servirgliela su un piatto di argento. Alla faccia dei proclami di Giulio Tremonti. Bossi. ecc ecc.
E poi c’è il rischio, da più parti ventilato e concreto, che con la attuale legge elettorale, il porcellum del signor Calderoni, da elezioni anticipate possa non uscire una maggioranza certa al Senato, che permetta di governare. E lì allora si scatenerebbe la bagarre e la politica magmatica.

Berlusconi senza berlusconismo
Rosario Amico Roxas

Con il discorso di Fini il PdL è imploso, con una scarica di esplosivo collocata all’interno stesso del partito-azienda e, ciò che risulta più grave e non ritrattabile, collocata da quel “fuoco amico” che ha, di fatto, svuotato il cavaliere di tutte le prerogative che ha preteso indirizzarsi.
Non è stato un passaggio di una partita a scacchi, in attesa della “mossa del cavallo”; è stata una sfida a distanza di scherma “all’ultimo sangue”, dove aleggiava la durlindana di Berlusconi, alla quale Fini ha opposto una scherma da fioretto, con affondi precisi, ripetuti, documentati e, spero proprio dolorosi.
Fini ha saputo giostrare il presente, facendo dimenticare il passato di 15 anni di convivenza e connivenza, lasciando ampio spazio alle speranze per un futuro diverso dagli incubi nei quali è precipitata la nazione.
Ma non c’è stato un “metodo Boffo”, che pure Berlusconi avrebbe ampiamente meritato (e Fini è certamente consapevole di molte magagne cavalleresche che si dovranno ancora scoprire !!!), c’è stata una smontatura degli effetti causati dal cavaliere, cioè del berlusconismo, salvando quel poco che rimane da salvare dell’immagine del cavaliere.
Il risultato è stato quello di svuotare il cavaliere del suo berlusconismo… come dire che “il re è nudo.
L’otre berlusconiana è, così, scoppiata non potendo contenere oltre tutto ciò che si voleva farci entrare.
Tutto cominciò con la conclusione ingloriosa della prima repubblica travolta da “mani pulite”.
Alla prima repubblica subentrò il berlusconismo che portava con se le “coscienze sporche” che erano riuscite e salvarsi o nascondersi.
L’inventore del berlusconismo si propose come il demiurgo della nuova nazione che aspettava un messia salvifico.
Fu infelice lo stresso esordio, quando vennero incolonnate le truppe mercenarie sotto la falsa bandiera del liberalismo democratico che nascondeva l’interesse privato del solo gaudente padrone e signore che dominò quella scena.
Fin dall’esordio venne dimensionata l’impostura che voleva spacciare la reiterazione dei reati con una presunta persecuzione giudiziaria; in questo modo venne dato l’esempio di una impunità che avrebbe stimolato i più spregiudicati a delinquere sotto le insegne di una volontà popolare illusa e tradita
La certezza della impunità realizzò il resto: condoni, sanatorie, modifica delle leggi punitive identificate come restrittive della libertà (v. il falso in bilancio) e un nevrotico ottimismo che avrebbe nascosto le verità che si volevano nascondere.
Nelle more la nomenclatura giuridica, se rivolta al premier o a fedeli lanzichenecchi, venne perfezionata:
l’avviso di garanzia diventò giustizia ad orologeria,
l’indagine giudiziaria a sua volta diventò accanimento giudiziario,
gli interrogatori di rito furono persecuzioni giudiziarie,
il processo una bolgia infernale,
il collegio giudicante un plotone di esecuzione.
Tale nomenclatura, predisposta dal cavaliere, venne subito fatta propria da quanti avevano l’interesse di autodifesa.
Nessuna meraviglia se l’otre è scoppiato; doveva essere ben resistente per essere riuscito a resistere a tante porcate tutte insieme.
Ci sarebbe da ricostruire innanzitutto la fiducia, ma può essere appannaggio di chi l’ha tradita ?
L’attuale crisi di credibilità non si differenzia da tangentopoli se non nei fini; ora i furti non riguardano più i finanziamenti ai partiti ma le singole individuali tasche dei ladroni. Piuttosto è peggiore di Tangentopoli, perché allora venne avanzato il finanziamento ai partiti, con Craxi che illustrò il teorema “Tutti colpevoli, nessun colpevole”, quindi raccattò le monetine e fuggì a precipizio per Hammamet, da latitante, fuggitivo e contumace. Oggi diventato esule, perseguitato, vittima.
I sondaggi allarmano il cavaliere; risulta che il berlusconismo ha pesantemente stufato gli elettori, il marcio avanza, e le procure vengono disabilitate, i truffatori proliferano mentre si concede loro uno scudo fiscale come ciambella di salvataggio. Il berlusconismo si rivolta contro il suo inventore, che della sua creatura si era fatto demiurgo; ma i sondaggi sono impietosi, il calo diventa emorragia. Ecco che il demiurgo si trasforma in taumaturgo; senza miracoli niente fede. Ecco l’invenzione mediatica del cavaliere: liste elettorali vietate ai farabutti: come dire Berlusconi senza il berlusconismo.
Di Pietro ha sbagliato tutto…. Doveva brevettare la sua proposta, così oggi potrebbe richiedere i diritti d’autore.
I laudatores del cavaliere (da Capezzone a Bonaiuti, da Gasparri, a Bondi e Cicchitto), che per contratto ad ogni intervento dovevano insultare Di Pietro, perdono la loro specificità e sono costretti a osannare la trovata del cavaliere dopo averla insultata quando veniva avanzata dal loro nemico preferito.
Il taumaturgo miracoloso ha perso anche il braccio destro dei miracoli, quel Bertolaso per il quale “lo spirito è forte, ma la carne è debole” (Matteo 26,41).
Con la carne debole pur dentro uno spirito forte non è agevole mettere in opera la politica del fare; quella politica attiva, operosa, fattiva, produttiva e producente. Per una politica del fare necessitano le mani libere, da ogni forma di limitazione o di vincolo; mani libere dai capestri delle regole, delle norme da rispettare e delle leggi da onorare; mani libere…. molto libere… specialmente dalle manette che tintinnano dietro l’angolo. Ma chi illumina quelle manette, impone il rispetto delle regole e l’onore alle leggi ?
E’ rimasta solo la magistratura, dopo che tutti i presidi etici sono stati travolti dal miracolismo mediatico (ma solo mediatico); magistratura che si serve delle intercettazioni… allora si aboliscano le intercettazioni, si serve dei pentiti…. allora si sviliscano i pentiti…. si serve anche di azioni decise come la confisca dei beni…. allora si vendano all’incanto quei beni (così ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra); tutti provvedimenti che contrastano con la lotta alla criminalità, quando non configurano una colpevole connivenza.
Connivenza sarebbe stata la Protezione Civile spa, sventata sul filo di lana dalle opposizioni ma di più dai sondaggi che indicarono quel provvedimento come sgradito alla stragrande maggioranza, per cui venne innestata, con urgenza, la retromarcia.
Il resto lo vedremo in questi giorni…!

Cesare Beccaria

1) I sondaggi non sono buoni. Il Pdl rischia di vincere le elezioni anticipate ma di non avere una maggioranza netta in Senato. L’astensione potrebbe essere molto più alta che nel 2008 (secondo i calcoli del premier del 7-8%) e danneggerebbe il Pdl prima di altri. La cosa sconsiglia un braccio di ferro parlamentare con i finiani, che non ha un esito prevedibile.
2) L’umore e il carattere dell’uomo: persino alcune vignette sui giornali sembrano aver avuto una parte. Il premier è stanco di vedersi dipinto come colui che pensa soltanto a salvarsi dai magistrati con leggi ad personam. «E’ indignato per come è stato stravolto il senso di una norma sacrosanta per il Paese», riassume il portavoce Bonaiuti.
3) L’ultimo colloquio fra il ministro Alfano e il presidente della Repubblica sembra sia stato molto costruttivo. Legittimità ed esigenza di uno scudo giudiziario per il Cavaliere non sono negati dal Colle, d’ora in poi il governo potrebbe abbracciare apertamente e pubblicamente la ratio di un’innovazione legislativa, di marca costituzionale, senza causare ricadute sul sistema giudiziario e sui cittadini.
4) Si è tolto un argomento di polemica, il primo fra i tanti, a Gianfranco Fini. Non è poco, secondo Palazzo Chigi. A questo punto, in attesa che il lodo Alfano costituzionalizzato faccia i suoi passaggi in Parlamento, le norme vigenti sul legittimo impedimento potrebbero essere modificate; in questo modo slitterebbe la decisione della Consulta, attesa per dicembre, che potrebbe bocciarle. Su questo punto il gruppo di Futuro e Libertà è favorevole. Se così non fosse comunque si cercheranno in un clima più sereno altre strade per garantire la governabilità.
5) Sembra che i calcoli fatti finora da Nicolò Ghedini e dagli avvocati del premier sui tempi della sentenza del processo Mills siano stati rivisti. Una decisione non è più attesa per la primavera del 2011, ma molto più in là. Questo permette di rimandare nuove leggi ad personam.

FISCHI E FIASCHI

Il Popolo Italiano sarà rispettoso delle istituzione quando queste saranno rispettose del Popolo sovrano!
Oreste
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I fischi di Torino

A Torino Fassino invita Schifani. Ma non riesce a parlare. Viene disturbato da una quarantini di grillini e popolo viola che gli lanciano accuse di mafiosità. I fischi e la contestazione indigna Fassino che li chiama squadristi e fascisti. Ma perché poi ha invitato a una festa del Pd proprio un personaggio in odore di mafia? Il giorno dopo era tutto un coro di solidarietà a Schifani. Ma hanno proprio sbagliato i grillini a fischiarlo?
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Sono bastati dei fischi a Schifanibastalaparola e a FassinoinSerafini per scatenare un’isteria di massa. Il Sistema è ormai uno scolapasta, i liquami escono da mille buchi, impossibile tapparli tutti. Sembra una cristalleria piena di bicchieri, uno vicino all’altro, in cui è sufficiente farne cadere uno perché tutti precipitino al suolo in mille pezzi. Il Sistema fa quadrato, al modo della vecchia formazione della testuggine romana, tutti difendono tutti. In piazza, ieri, a fare domande scomode a Schifani c’erano dei cittadini, ma non era presente NESSUN esponente di partito. Le 350.000 firme di “Parlamento Pulito” marciscono in Senato perché una legge che restituisca ai cittadini il diritto di scelta del candidato e elimini i professionisti della politica (chi non lo è?) con un massimo di due mandati non la vuole nessuno. Sarebbe la fine della casta. Tin, tin, tin, I primi bicchieri oscillano, chi sarà il primo a frantumarsi?

Testimonianza del MoVimento 5 Stelle Piemonte.

“Il Movimento 5 Stelle ha aderito alla manifestazione contro l’intervento di Schifani alla “Festa Democratica” nel dibattito su istituzioni e legalità. La nostra intenzione, nel pieno rispetto della festa del Partito Democratico, era di poter rivolgere delle domande alla seconda carica dello Stato, quali la mancata discussione della proposta di legge popolare per un “Parlamento Pulito” sottoscritta da 350.000 cittadini italiani nel 2007 e chiarimenti riguardanti la sua vicinanza a persone condannate per mafia. Ciò è stato impedito, trattenendo diversi manifestanti fuori dall’area del dibattito da un cordone di Polizia in tenuta antisommossa.
Un nostro attivista, mentre Fassino e Giubilei gridavano “fascisti” e squadristi” alle persone che manifestavano all’esterno dell’area del dibattito dopo che era stato loro impedito di entrare, ha mostrato uno striscione che chiedeva conto delle 350.000 firme del primo V-Day. Nelle immagini, Ivan Della Valle è stato aggredito da un addetto alla sicurezza che lo ha spintonato e, con l’aiuto di un’altra persona, gettato a terra con una gomitata. Risultato: tanto spavento, una contusione al viso, camicia e cintura strappate. Contro l’energumeno “democratico” verrà probabilmente sporta denuncia. Gli atteggiamenti di Fassino e Giubilei, non stupiscono affatto, sono un ulteriore segno del degrado morale al quale siamo arrivati. Piuttosto fa rabbia e dolore vedere parte della base del partito, persone che si definiscono “democratiche” e “di sinistra” gridare “fascisti” a cittadini che manifestano dissenso e avversione alla mafia. La mafia non è solo questione di indagini e processi, ma anche di mentalità omertosa, e in quanto tale, connivente. Pensare poi che la questione politica si riduca ancora allo scontro tra fascisti ed antifascisti e tra destri e sinistri è non solo fuorviante ma anche offensivo. La legalità deve essere alla base di ogni nostra singola azione, ancor più la politica deve essere fatta con la certezza delle “mani pulite”. Questo è solo l’inizio, continueremo a lavorare per riprendere in mano la nostra Regione, il Piemonte, ed il nostro Paese. Loro non molleranno mai, noi nemmeno!”.

MoVimento 5 Stelle Piemonte

Maria Pia Caporuscio

Sig. Presidente della Repubblica è proprio perché rispettiamo la Costituzione, il Parlamento e la Magistratura di questo Paese che oggi fischiamo chi queste Istituzioni se l’è messe sotto i piedi. Gli italiani vogliono che in Parlamento siedano persone al di sopra di ogni sospetto e non accettano che venga infangato da inquisiti e sospettati di mafia. Chi ha pendenze in corso deve lasciare il Parlamento e sottoporsi a giudizio e se non lo fa spontaneamente deve essere cacciato. E’ immorale che chi scrive le leggi è il primo che non le rispetta. Non vogliamo rispettare leggi dettate da INQUISITI di crimini. Il popolo ha il diritto di pretendere che nelle istituzioni del proprio Paese siedano persone integerrime e ha il dovere di cacciare chiunque non abbia questi requisiti.
NON SONO I CONTESTATORI A SBAGLIARE SIG. PRESIDENTE MA CHI SI AVVALE DI UNA CARICA CHE NON MERITA!
CHI CONTESTA L’ILLEGALITA’ E’ GENTE ONESTA E VA RISPETTATA E SOSTENUTA!
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Grillo:
“Questo è solo l’inizio. “Questo è solo l’inizio. Devono rendersi conto che è finita. Che si blindino con i poliziotti antisommossa, chiamino Maroni e l’esercito. Paghino la gente che va ai comizi per applaudirli. Oppure se ne vadano a casa”.
“Io non sono l’autore o il sobillatore, io interpreto quello che vedo e che sento: la gente non ce la fa più”, ha aggiunto Grillo, per il quale i grillini sono “persone educate, perbene che manifestano un pensiero assolutamente giusto”.
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Manuela segnala
Squadrista a chi?
Sonia Alfano

Che Piero Fassino riconoscesse come una forte avversità il confronto con i cittadini lo sapevamo. Diverse volte infatti si era lasciato andare a offese gratuite e a filippiche rivolte a chi gli poneva delle legittime domande durante incontri pubblici. Ma che addirittura osasse additare con l’appellativo di ‘squadristi’ dei liberi cittadini giunti alla cosiddetta “Festa Democratica” per far sentire la propria indignazione nei riguardi di un Presidente del Senato dal passato quantomeno ambiguo, francamente stentavo a crederlo. E invece…
Tra i contestatori del Presidente Schifani, ieri, figuravano famiglie con bambini e giovani armati solo del coraggio di essere onesti. Sono stati trattati come lestofanti in cerca di visibilità e dello scontro fisico. Niente di più lontano dalla verità. Conosco personalmente molti di loro, miei compagni di irrinunciabili e preziose battaglie civili, e sono pronta a giurare circa la loro onestà, correttezza ed educazione; sono pronta a giurare che ripudiano la violenza.
Squadrista quindi a chi, signor Fassino?
A Carmen Duca, che insieme al fratello Fabio, al marito Claudio Marchina, e al gruppo ‘Agende Rosse‘ di Torino, all’ingresso si è sentita dire “non si possono agitare questi libretti rossi. Si sieda e non disturbi“? A Morena Capurso, al nostro fianco fin dal giorno dei sit-in a sostegno di Gioacchino Genchi (marzo 2009) e anche lei come Carmen madre di tre figli? A Castolo Giannini ed Adriana Castelli, instancabili sostenitori dei magistrati antimafia? A Salvatore Bova, professore che insegna ai suoi ragazzi l’amore per questo Paese e il rifiuto dei compromessi? Alla signora Elena Saita, che come gli altri usa le proprie ferie per partecipare alle manifestazioni antimafia, o alla figlia ventenne malmenata da un poliziotto per aver alzato un’agenda rossa? A Ivan Della Valle arrivato in piazza con moglie e figlioletto per poter mostrare uno striscione che chiedeva conto a Schifani delle 350.000 firme raccolte durante il primo V-Day e picchiato anche lui dalla polizia?
“Fascisti”, li ha appellati il giornalista Giuliano Giubilei di Rai Tre. Perchè per lui, evidentemente, il fascista è chi chiede verità e giustizia e non chi impedisce a un gruppo di cittadini (trincerandosi dietro l’effimera illusione della festa “democratica”) di porre domande e di esprimere il proprio punto di vista ed eventualmente le proprie critiche.
Squadristi sono quelli che difendono la Costituzione, la libertà, la democrazia? Fascisti? Loro? E Fassino e Schifani che coronavano il loro sogno d’amore infischiandosene di cosa accadeva fuori cosa sono?
L’ex segretario dei Ds, mentre all’esterno del tendone la polizia caricava, proseguiva nelle sue invettive: “Vi riempite la bocca della parola mafia, ma dimenticate che noi siamo il partito di Pio La Torre!“. Caro Fassino, voi siete il partito di Crisafulli e di Loiero che dichiara il proprio amore al partito di Cuffaro e Cesa, se proprio vogliamo dirla tutta. Voi, e lei Fassino lo sa benissimo poichè ne era segretario nazionale, siete il partito che ha abbandonato il Prof. Adolfo Parmaliana, e che stenta a ricordarne le battaglie per la legalità e l’indiscutibile onestà intellettuale. Noi invece, queste persone non le possiamo dimenticare. Noi le vittime di mafia non possiamo piangerle durante le passerelle istituzionali, noi dobbiamo difenderne la memoria, che voi calpestate con la vostra insolenza e la vostra oltraggiosa e spietata corsa al vantaggio personale! Pio La Torre, che alla mafia dichiarò guerra, con certa gente non avrebbe preso neanche un caffè, e anche questo, voi, dovreste saperlo.
Secondo Giorgio Napolitano, infine, chiedere a gran voce che lo Stato diventi credibile attraverso la rimozione delle connivenze e delle infiltrazioni mafiose che lo hanno incancrenito, equivale ad una “gazzarra intimidatoria“. Bene, se per “intimidazione” si intende la ferma volontà di cacciare via dalle istituzioni squallidi personaggi il cui unico obiettivo è quello di accaparrarsi, ad ogni tornata elettorare, una comoda poltrona (non disdegnando, per arrivare a questo risultato, il sostengo e le amicizie di mafiosi e delinquenti vari) allora sì, sappiano che sono stati minacciati eccome!
Le persone che ieri hanno contestato Schifani sono quelle che hanno promesso ai propri figli che avrebbero preteso e difeso le terribili verità nascoste sugli anni più bui della nostra Repubblica, e non si tireranno indietro di fronte alla vostra prepotenza.
Caro signor Napolitano da cittadina le dico che ammiro profondamente questi italiani, e da parlamentare le comunico che sono estremamente orgogliosa di rappresentarli in Europa!

http://www.soniaalfano.it/blog/2010/09/05/squadrista-a-chi/

Cos’è il fascismo. Attenti con le offese!
Viviana Vivarelli

L’ideologia fascista è molto chiara: restringere il potere nella sola casta dominante, possibilmente con un unico padrone, fare leggi costantemente a favore di quella casta, da quelle economiche a quelle finanziarie a quelle sul lavoro, eliminando per quanto possibile lo stato sociale e facendo pagare il fisco alle sole classi subalterne, cancellando i diritti e i valori democratici per un’idea prevaricante del potere, assoluto, impunito, superiore ad ogni legge e che amministra, legifera e sentenzia solo pro domo sua.
Ora sul fatto che questo fascismo sia l’idea fissa di Berlusconi non c’è dubbio. Che la Lega lo sostenga in questo concetto dittatoriale, ne fanno prova i voti dati a getto continuo a favore di 39 leggi ad personam e l’intento di distruggere la Costituzione e la nazione italiana.
Che Bersani, Veltroni, Finocchiaro, Violante, D’Alema, Fassino e compari non abbiano fatto in 18 anni che favorire questa deriva antidemocratica ugualmente non può essere messo in dubbio.
Eppure oggi il paradosso qual’è?
Che si dà di fascisti proprio a coloro che si oppongono a questa distruzione sistematica della democrazia che non ha la pari in nessun paese occidentale.
Oggi sono quelli che fischiano a Schifani i fascisti!
Pazzesco!
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La riesumazione dell’articolo 21 pro Schifani
Viviana Vivarelli

Avete sentito? I giornali di destra lo hanno ribadito oggi bello chiaro: non si può zittire nessuno! Ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni, perché l’articolo 21 della Costituzione garantisce a tutti la libera espressione democratica, il pluralismo ideologico e il democratico confronto.
Masi, hai sentito pure tu? In nome dell’articolo 21, ci ridai Santoro?

Ci siano riuniti in piazze stracolme e ci avete ignorato o sputato addosso.
Abbiamo raccolto un milione e mezzo di firme per 3 leggi a iniziativa popolare e le avete nascoste o respinte.
Abbiamo dato vita a un movimento popolare dal basso unico in Europa e lo avete trattato come un lurido clandestino.
Abbiamo preso voti di elettori nelle 5 regioni d’Italia dove ci eravamo presentati e vi siete accaniti contro di noi da dx a sx trattandoci da intrusi sabotatori.
Da tre anni siamo il primo sito di rappresentanza popolare diretta con precise lamentele, programmi e proposte e avete tirato di lungo per non vedere e sentire.
Quando il 50% del popolo italiano ha manifestato il suo dissenso contro di voi non votando per il 50%.
Ora prendiamo a fischi i vostri rappresentanti e starnazzate di democrazia e di libertà e di diritto di espressione??
Ci dite di presentare le nostre opinioni nei luoghi e modi appositi. E quali sarebbero dopo tre anni di silenzio e censura i luoghi e modi appositi?
Oggi non fate che parlare di diritto alla libera espressione democratica, ma solo per Schifani. E per tutti gli altri?
E qual’è dunque la libera espressione democratica che intendete garantire? Solo quella dei vostri mafiosi?

Squadristi
VV

Ma questi berlusconiani che fanno tanto i puritani non stavano per mandare un pulman della Brambilla a Mirabello per fischiare Fini?
E non tentano di buttarlo fuor dal partito chiamandolo traditore per aver manifestato del dissenso?
Ora la storia del pulman fa scalpore. La Brambilla nega di aver mandato sms a tutti per fare la manovra e minaccia querele. Bocchino la incalza: “Faccia pure! Rimettiamo tutto alla magistratura e vediamo chi mente!” Ci mancava anche un pulman di scalmanati berlusconiani a Mirabello in difesa del sire. “Squadistri!” li chiama Bocchino, visto che la Brambilla li aveva chiamati “Squadra delle libertà”. “Squadristi” dice Fassino ai grillini che fischiano Schifani. Fanno ridere questi termini che si palleggiano ormai decontestualizzati e privi di qualsiasi valore che non sia quello del volgare insulto.
Mi chiedo se siano più democratici i fischi di Torino, i pulman della Brambilla, o le diffamazioni i dossier spionistici e le menzogne efferate di Feltri, Farina o Berlusconi? Ormai “fascisti” e “squadristi” sono titoli che si danno agli “altri”. Il mondo è diviso tra “noi” e “gli altri”. Null’altro conta.
..
Di Pietro: “La contestazione a Schifani è la reazione degli onesti”

A chi i fischi
Viviana Vivarelli

E dunque prima Letta, poi Dell’Utri, ora Schifani. Bene, bene. Cominciamo bene”.
Mettiamoci anche che è grazie all’indignazione popolare che se ne sono dovuti andare Scajola, Brancher e Cosentino.
Tra poco toccherà a Verdini, Bertolaso e Letta.
Ed è grazie alle continue denunce e all’indignazione popolare che metà degli elettori non ha votato. E che Fini sé messo anche lui contro Berlusconi. E che il consenso di Berlusconi continua a scendere.
Non ci dovremmo mai dimenticare che l’indignazione popolare può abbattere i governi.
Certo che la dobbiamo allargare ben oltre a questi fischi sennò resteranno solo a far folklore!
Ahi, come si sono arrabbiato per i fischi a Schifani!
Già avevano digerito male i fischi a Dell’Utri che gli avevano impedito di declamare i falsi diari del Duce a Como e lo avevano dissuaso a ripetersi a Milano.
Ma i nuovi fischi di Torino sono stati come acido su una ferita. Si sono improvvisamente resi conto che quel 68% di consensi che B e i suoi millantano è una emerita bella, che i contestatori ci sono, esistono eccome, e si fanno sentire! E questo, nel loro Stato delle banane, non può essere!
Tutti i giornali di B eccoli lì a fare le vittime, proprio loro che hanno spiato, diffamato e crocefisso persone incolpevoli, tutti lì come la pura innocenza offesa, a inveire contro chi fa “un uso distorto e indegno della democrazia” e impedisce la libertà di parola e di informazione del relatore politico, libertà che sono sacre e vanno rispettate (evidentemente a senso unico!), tutti a invocare l’art. 21 della Costituzione e a dire che Schifani aveva pieno diritto a parlare e assolutamente non poteva essere zittito, e che se qualcuno intende dissentire ha tutti gli strumenti democratici per farlo: comizi, manifestazioni, stampa, partiti, parlamento, tv… Completamente dimentichi della cappa di piombo che B ha messo da 18 anni su questo paese, con le sue censure, i suoi diktat, le querele, le intimidazione, il parlamento imbavagliato, i media intimiditi o comprati, la polizia aizzata, le continue restrizioni alla libertà di espressione, le minacce ai giornalisti, i licenziamenti bulgari, la legge bavaglio le tutte le continue leggi mafio-fasciste che incaprettano il paese (si pensi solo all’attacco violento a Fini per aver parlato di onestà e legalità), tutto quello che LORO hanno messo in atto per impedire in ogni modo il dissenso, la libera espressione della propria opinione, e hanno anche il coraggio di citare quel famoso art. 21 che improvvisamente scoprono ma che per loro non è mai esistito
Oh, come avrei voluto vederlo rispettato quel diritto, a Genova, 9 anni fa!
..
Lalla segnala
I fischi sono stati l’unica cosa civile alla festa del PD
http://italianimbecilli.blogspot.com/2010/09/i-fischi-sono-stati-lunica-cosa-civile.html

Colui che viene definito ‘il presidente di tutti gli italiani’ non ha capito o non vuole capire che il Paese è stanco, spossato, ma possiede ancora la forza di fischiare e di gridare. Nonostante le batoste che il popolo ha ricevuto da questa politica di malaffare e di autoreferenza, qualcuno seduto sull’alto scranno addita e accusa chi osa lamentarsi e fischiare. Guarda un po’, secondo il potere costituito gli italiani dovrebbero essere buoni soltanto a votare i loro padroni, ma non possono fischiarli. E cosa avrebbero dovuto fare questi italiani da ‘gazzarra intimidatoria’? Andare alla festa del PD a battere le mani a chi li prende per il culo da sempre, palesemente, senza ritegno?
Certo, una cosa diversa sarebbe se a tutti noi ci venisse concesso di entrare nei palazzi del potere liberamente, o meglio ancora in un TG nazionale, per lasciare un messaggio personale di disapprovazione a tale politico o a tale schieramento, allora è probabile che gli italiani, alla spicciolata, entrerebbero senza neanche creare troppo tumulto. Invece questo non ci è concesso e l’unico modo di manifestare il dissenso è quello di profittare delle assemblee o delle uscite pubbliche dei politici. Già, ma -dicono gli alti papaveri- che non si può disturbare un’assise, ancorché pubblica, non è corretto, non è civile! Il fatto è che l’unica cosa civile vista in quella festa è stato proprio il dissenso della gente, perché certamente il comportamento del partito non è stato dei più impeccabili ed onesti. Invitare Schifani… in qualità di che? Di avversario politico? Di presidente del Senato? O di amico? In ogni caso, un personaggio di dubbia moralità. L’errore è stato anche quello di invitarlo in una pubblica piazza, cosa diversa sarebbe stato un inciucio consumato nel palazzo, come avviene normalmente.
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Fischi a Schifani Fiasco del Pd
VV

Come sarebbe che non si può dire: “Fuori la mafia dallo Stato”?!
Ma allora, questa è la miglior prova che è la mafia che comanda nello Stato.
Fassino implora. Napolitano deplora.
La mafia delle poltrone è il miglior collante che ci sia. Tutti da una! E’ sempre stata l’ideologia vincente.
E perché poi Fassino ha invitato a una festa di persone perbene un mafioso corrotto come Schifani? Non è un insulto ai suoi elettori?
O si può invitare tutti, cani e porci? E fare come fa Comunione e Liberazione che invita pure Francesca Mambro e Nadia Mantovani? E osanna per decenni il primo mafioso d’Italia: Andreotti?
Cosa si aspettava Fassino? Rose e fiori?
E perché quando questo mafioso corrotto è stato eletto, la Finocchiaro è volata ad abbracciarlo e baciarlo?
Non meritano fischi e insulti anche loro? Non è volata ad abbracciarlo anche a Torino?
Per i fischi a Schifani i media di Berlusconi hanno resuscitato il cadavere della democrazia! Credevo che gli assassini fossero stati loro! Appellarsi ai diritti della vittima! Ce ne vuole di faccia di bronzo!
In nome della democrazia Berlusconi si vuole tenere quella legge elettorale di Calderoli, con cui vince facile ma anche ha scippato la sovranità ai cittadini e li costringe o a votare gentaglia scelta dall’alto o ad astenersi dal voto.
In nome della democrazia, Berlusconi non nomina da cinque mesi il Ministro allo Sviluppo e ne approfitta per rifilarci per sviluppo italiano quello dei suoi patti aziendali con dittatori del calibro di Putin e Gheddafi, non mette lo sviluppo nei suoi famosi 5 punti, e usa quella poltrona come esca per eventuali compravendite!
Ha un concetto della democrazia pari a quello del cliente che paga la prostituta, mazzetta contro prestazione!
..
GOMEZ

Peter Gomez, persona educatissima, uno di quelli che non è di dx né di sx, ci dice che “Sì, si può fischiare Schifani”
Non si può, invece, paragonare a “squadristi” i cittadini che hanno rumorosamente contestato la sua presenza alla festa del PD ed erano mossi da sacrosanta indignazione.
Nell’ultimo anno, sebbene sul conto di Schifani siano emersi interrogativi gravissimi, nessuno in Parlamento ha detto una parola.
Il Fatto con pochi altri, ha ricostruito la carriera di avvocato civilista e di affari di Schifani. Ha fornito un elenco dei suoi assistiti mafiosi. Ha chiesto se, per il buon nome delle istituzioni, è un bene o un male avere alla testa del Senato un uomo che è stato consulente della mafia.
Noi ci chiediamo: è o no compito dell’opposizione fare domande su questi fatti ben più gravi della cucina Scavolini di Fini?
In ogni democrazia che si rispetti il primo potere di controllo sulle istituzioni non è né dei giornali, né dei giudici, ma delle opposizioni.
Il Pd sul caso Schifani (e su molti altri), questo potere non lo ha esercitato. Come può, allora, invitare Schifani alla sua festa senza mai avergli chiesto prima di dare conto dei suoi rapporti con la mafia?
Come può chiamare fascisti i cittadini che hanno pieno diritto di fare al suo posto questa domanda?
In quale democrazia si crede di vivere il Pd? In quella che protegge la mafia e celebra i suoi consulenti?
Fassino non può cavarsela dicendo che loro accolgono gli avversari e li lasciano parlare e il giorno prima hanno fatto parlare Galan. Nessuno ha mai accusato Galan di essere un mafioso”
Se una opposizione tace in un silenzio colluso su fatti così gravi, non può ordinare alla gente di fare altrettanto e chiamarla fascista se non lo fa. L’accusa di fascista è molto grave ma, in questo caso, Fassino farebbe meglio a farla a se stesso.
..
Chiede a Furio Colombo un lettore perché il Pd abbia rinunciato in 18 anni a fare opposizione.

Risponde Colombo di non sapere e di non capire perché da tanti anni il Pd abbia preferito assistere B con un gentile silenzio. Eppure sta passando sotto i nostri occhi increduli il peggiore periodo della nostra storia, peggiore per disordine politico, volgarità, aggressività, violenza e colpi di mano, un golpe fascista che avanza a passo di carica, urti alla Costituzione, botte alle istituzioni, eventi fuorilegge, mafia al potere, cricche di affari sporchi dappertutto… Ma il Pd, davanti a tutto questo, tace e sceglie di non disturbare il manovratore, per quanto scempia e intollerabile sia la sua condotta. Mentre la dx si dilania con manifestazioni di bassissimo e indecoroso disordine (ma empietà sarebbe il termine più adatto, e per corruzione politica siamo primi in UE e ultimi per grado di civiltà, mentre avanza un colpo di stato massonico e mafioso a forza di leggi della maggioranza che distruggono praticamente la democrazia) il Pd si preoccupa lamentosamente sul perché Cota non l’ha invitato alla festa di Torino. Mentre a Melfi si licenziano 3 sindacalisti e ci si rifiuta di riammetterli al lavoro, calpestando il diritto dei lavoratori che ha forza di legge, il Pd si interroga su Casini (e dopo una finanziaria oscena come quella di Tremonti discute se accettare Tremonti a capo di un governo tecnico, o forse Montezemolo…).
Poi Fassino dice che “non capisce” come mai fischino Schifani e chiama “squadrista” chi contesta.
Fassino, tu della vita non hai capito niente! Non solo usi in modo offensivo il linguaggio ma anche il ruolo che rivesti e la posizione storica che ricopri, e, se offendi gli altri, è perché altrimenti non avresti ragioni per spiegare quello che fai e quello che fai sarebbe poco dirlo un insulto al paese, perché è una condotta, questa sì’, di collusione a un vero fascismo.
..
Paola segnala:

Leggo dei fischi a Schifani, invitato alla festa del PD (?!), e della deprecazione generale cha va da Bersani a Napolitano. Epperché? Anche io se fossi stato là lo avrei fischiato. Perché Schifani da troppo tempo risulta avere legami e rapporti con mafiosi, ed il fatto che sia la seconda carica dello Stato lo rende ancora più inaccettabile. Come avrei fischiato Bondi per aver scelto come Direttore del polo museale di Venezia una persona, il signor Sgarbi, già condannata per truffa aggravata nei confronti dello Stato Italiano. Come avrei fischiato Brancher, fatto Ministro solo per evitare un arresto e il relativo processo. Come avrei fischiato la Gelmini, che per sua stessa affermazione ha ottenuto l’iscrizione all’albo degli avvocati grazie ad una provvidenziale trasferta a Catanzaro, e che è stata sfiduciata dal suo stesso partito “per manifesta incapacità politica ed organizzativa”. E che oggi fa solo la passacarte di Tremonti. Come avrei fischiato Bossi, per aver fatto eleggere al Consiglio regionale della Lombardia un probabile semi-analfabeta, il figlio Renzo, bocciato tre volte alla maturità. Come fischierei il primo ministro Berlusconi, entrato in politica per sua stessa ammissione “per non fallire e per non essere arrestato”. Come fischierei tutti quei parlamentari che hanno accettato e accettano di avere all’interno dei loro gruppi parlamentari persone condannate per mafia o per corruzione (Previti, Cuffaro, dell’Utri….) Perché tutte queste persone violano, con la loro sola presenza nelle istituzioni, l’art. 54 della Costituzione “ i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Ecco, il punto è questo: per servire lo Stato non basta non avere condanne definitive, serve anche l’onore. E queste persone l’onore lo hanno perso. Ed è un mio diritto protestare fischiandoli, almeno fin quando anche il protestare non sarà un reato.
Carlo Cosmelli
Dip. Fisica
Università la Sapienza-Roma

..
Il Movimento a 5 stelle

Solo gli idioti possono continuare a ripetere che Il Movimento 5 stelle non significa nulla e non porta a nulla di concreto.
Presentatosi, solo quest’anno, e in sole 5 regioni il Movimento 5 stelle ha avuto 400.000 voti che gli hanno consentito di eleggere quattro consiglieri regionali in due regioni (Emilia Romagna e Piemonte) e 5 consiglieri comunali.
In Val di Susa il Movimento 5 stelle è la prima forza politica.
Si appoggia a questo Movimento un giornale, Il fatto, e condivide molte delle sue campagne un partito, quello di Di Pietro.
Non mi pare che questo sia nulla.
Senza contare il grande lavoro fatto per creare una informazione e una opposizione in un paese dove l’informazione è sparita, sostituita dalla propaganda di un solo padrone, e l’opposizione si è liquefatta da sola come ha fatto il Pd o si è suicidata come la sx extraparlamentare.
Per qualcosa che nasce da poco come movimento di opinione dal basso che non ha dietro di sé la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, Confindustria, il Vaticano, MLD di dubbia provenienza, la Cia, la televisione.. mi pare anzi che questo sia moltissimo.
..
Schifani accusato di mafia
Travaglio su Current, canale satellitare 130

Marco Travaglio si chiede quante prime pagine siano state scritte, in questa estate piena di odio, dalla casa dell’amore, sulla cucina Scavolini di Fini o sulla casa da 65 mq di Montecarlo, che, fino a prova contraria, non fanno un euro di sottrazione di fondi pubblici né un reato grave contro lo Stato, e quanti giornali, anche di sx, abbiamo indagato, invece sui fatti ben più gravi dei rapporti con la mafia di Schifani, pres. Del Senato. La risposta è facile: solo due, Il fatto e l’Espresso.
Ma il vero reato di Fini è stato quello di essersi smarcato da B, mentre a chi resta legato a lui si può perdonare ogni sorta di reato o di pesante sospetto, per cui contro Fini e la sua compagna è lecito l’insulto e il linciaggio (e anche la raccolta di firme di Libero perché si dimetta), ma Schifani resta sotto l’ombrello protettivo di B, ombrello che evidentemente anche il Pd rispetta.
Già 2 anni fa Gomez, Lillo e Abbate presentarono i sospetti su Schifani e Repubblica addirittura attaccò Travaglio per questo
Ora ci sono 4 novità.
Travaglio premette che quando un caso viene archiviato per decorrenza dei termini non vuol dire che l’indagato sia stato trovato innocente ma che c’erano indizi di colpevolezza ma il tempo non è bastato a confermarli e il caso resta aperto.
Questo per Schifani è avvenuto 3 volte.
Per 3 volte il suo nome è stato fatto negli affari di grosse famiglie mafiose come i Bontate che volevano investire al nord i proventi delle loro attività illecite.
Nel 96 il pentito Lanzalata, professionista di Palermo, racconta a Caselli dell’appalto della metanizzazione di Palermo, con gara truccata e percentuale dell’1,5% alla mafia, l’appalto sarebbe poi andato alle ditte mafiose.
E a parlare di questo appalto truccato la mafia ci mandò proprio Schifani
Ma nel 98 le indagini si dovettero archiviare perché il GIP della GdF non aveva consegnato il suo rapporto.
Il caso si riapre con nuove confessioni su Cancemi e Buscemi: concorso in corruzione abuso d’ufficio, pilotaggio d’asta, accordi con la mafia…. Una parte degli indagati viene arrestata ma ancora Schifani si salva per decorrenza dei termini.. finché si arriva alle dichiarazioni di Spatuzza che dice di averlo visto in un capannone dei Graviano..
Nel Comune di Villabbate, chiuso 2 volte per mafia, Schifani è tutt’uno col famigerato sindaco Navetta. Dalle dichiarazioni dei pentiti Schifani risulta il consulente della mafia finché B non lo fa senatore. Spatuzza lo accusa di aver fatto parte della strage del 93 e dice che il suo ruolo fu decisivo per mettere in contatto Dell’Utri e B coi fratelli Graviano.
Tra i vari clienti di Schifani c’era un certo costruttore Lo Sicco, arrestato per mafia che produsse illegalmente un palazzo-mostro spartito tra mafiosi e covo di latitanti. Il palazzone abusivo incombeva sulla casetta di due sorelle che tennero duro per 18 anni in un processo storico che è terminato con la loro vittoria, costringendo il palazzo-mostro ad arretrare di vari metri e a ricostruirla la casetta danneggiata, ma nessuno sa niente di questo caso mentre tutti i giorni ci parlano della compagna di Fini.
In questa ridda di indagini e sospetti cosa fanno i giornali di B? Sollevano un polverone mai visto sui 65 mq di Fini e su una cucina Scavolini.
Tra i clienti di Schifani i mafiosi già abbondavano. Negli anni 70 Bontade investì nei cantieri edili e delle tv di B e S faceva l’intermediario tra gli uno e l’altro. I Graviano si presero poi la responsabilità delle stragi che servivano a destabilizzare il paese e a far scendere in campo il nuovo partito di B.
E il Pd che fa? Tace. Se ne frega. Appoggia Schifani. Lo invita. Chiama squadristi quelli che lo fischiano.
Ma vi pare umano?
..
Travaglio sul discorso di Fini:

Considero valida la deturpazione che Fini ha fatto del corpo mistico di B, praticamente non c’è pezzo del berlusconismo che non sia stata fatta a pezzi. E Fini per un’ora e mezzo non ha fatto che ripetere e ripetere sistematicamente, tra le ovazioni generali, proprio tutte le parole che Berlusconi non vuole sentire: etica, legalità, onestà, democrazia, pluralismo, diritto al dissenso, parlamento eletto e scelto dal popolo, diritti delle classi più povere del paese, sviluppo…
Però tutte le cose dette sono tardive, avrebbero potuto essere dette tranquillamente 18 anni fa.
Fini poi sbaglia quando dice che un presidente eletto ha diritto al legittimo impedimento per tutelare la democrazia. Una legge simile non esiste in nessuna democrazia.
(Fortissimo l’attacco alla campagna di demonizzazione di Feltri, il quale più volte viene chiamato “infame”. Feltri rovescia l’accusa di infame, che gli brucia, su Fini, dicendo che se Fini vuole il dissenso deve accettare anche le contestazioni rivolte a lui da Libero. Feltri evidentemente scambia le sue diffamazioni per dissenso. Era dissenso anche la diffamazione di Boffo?)
..
Fini ha detto che il Pdl non c’è più, che lui è fedele all’idea del Pdl delle origini, ma che B ha tradito quell’idea, rendendo ridicola l’idea di un partiti dell’amore o delle libertà. Ora B deve decidere, vuole un patto di legislatura, questa volta a 3 gambe? O vuole continuare da solo con la Lega, cacciando Fini? Fini gli ripassa il cerino. Ma le accuse sono state pesanti e uno come B non potrà che reagire nel modo peggiore.
Forte l’attacco a quei ex colonnelli “che ora passano con Berlusconi, domani con altro partiti”
E totale lo schiacciamento di quel Feltri che ha attaccato non tanto lui ma la sua famiglia, e che lo ha fatto con tale volgarità da essere aggressivo e patetico, tanto da meritare il disprezzo di tutte le persone perbene.
Urso: “Fini ha dimostrato di essere l’altro leader del paese e ha detto chiaramente cosa vuole sia realizzato dal governo. Il discorso di Mirabello è stato un grande discorso.”
Travaglio: “Fini ha demolito punto per punto tutto il governo, i rapporti con la Padania che non esiste, la distruzione della scuola, la politica delle tasse, il dottor Stranamore Ghedini, il garantismo spacciato per impunità permanente, il partito del predellino.. dà addirittura di stalinista a B.. “
Ora si aspetta la replica di Berlusconi. Praticamente Fini gli ha rovinato la faccia. Chissà come schiuma!
..
Tremonti irride come cosa da bambini l’ammirazione per il “modello tedesco” presentata da Draghi, governatore di Bankitalia. Il reciproco disprezzo non potrebbe essere maggiore.

Il modello tedesco
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-04/draghi-italia-segua-berlino-080532.shtml?uuid=AYv61eMC

Il Presidente della Repubblica ed il Governatore della Banca d’Italia sono intervenuti in diverse occasioni per suggerire all’Italia il modello della Germania che è diventata una locomotiva non solo per l’Europa ma per il mondo.
La Germania cresce con il passo sicuro del maratoneta che sa di dover fare tanto cammino, non ha sprint di accelerazione particolari ma procede possente e sicuro per la sua strada.
I pennivendoli dell’economicismo della destra italiana ed anche lo stesso giornale della Confindustria tendono a ridurre lo stacco tra Italia e Germania ad una questione di produttività e di competitività.
La ricetta che ne consegue è facile facile: facciamo la Fabbrica Italia, cambiamo dalle fondamenta i rapporti di lavoro, decontrattualizziamo. Riduciamo la spesa pubblica magari licenziando duecentomila professori, privatizziamo la terra il cielo ed ora il mare (tirrenia), riduciamo quasi ad una elemosina da quarto mondo le pensioni, abbassiamo tutte le prestazioni di welfare e così facendo prendiamo la ricorsa per avvicinarci alla Germania. Questa ricetta adoperata da quasi un ventennio è proprio la causa che ci ha ridotto in rovina.
Oggi l’Italia appare un paese con “eccellenze” retributive e rendite mostruose ed inaccettabili che sovrastano una palude di infelici a redditi bassi. Lo Stato è aggredito da nugoli di cavallette, imprenditori o pseudo tali, che hanno scoperto il business delle privatizzazioni ed è appesantito da oneri derivanti dal costo delle oligarchie politiche.
Pensate quanto costa da sola la Nomenclatura della Lega costituita da migliaia e migliaia di amministratori tutti stipendiati dai contribuenti. Quanto costano i 350 Sindaci ed amministratori della Lega? Unite a questo segmento di spesa il costo di tutti gli altri partiti e avremo una cifra pari a quasi 200 MLD di euro annui.
Vorrei elencare alcuni punti di differenza tra Italia e Germania:
1) Il Governo tedesco amministra tenendo conto degli interessi generali della nazione. Non è lardellato da Cricche che sequestrano per se e per i loro amici gli appalti. Un fenomeno Bertolaso che amministra negli anni qualcosa come 10 MLD di euro sottratti al controllo della Corte dei Conti non sarebbe pensabile.
2) Il Governo tedesco, pur essendo di dx, non ha inciso profondamente nel welfare delle classi lavoratrici. Lo ha garantito seppur ridimensionandolo rispetto a quello dei governi socialdemocratici.
3) 2) l’opposizione è anche diversa. La socialdemocrazia tedesca, erede di una grande cultura socialista ed umanitaria che ha impregnato di sè lo Stato e l’Europa non rincorre e non adula l’elettorato di Angela Merkel. Non si sbraca rispetto gli interessi della destra economica. Per quanto abbia attenuato il suo programma che non è più neppure quello di Bad Godesberg, conserva la sua identità ed il riferimento alle classi popolari. La scissione che ha subito le è stata salutare dal momento che ogni suo spostamento a dx farebbe guadagnare consensi alla Linke.
4) In Italia il PD insegue il peggio delle voglie della dx, aspira a rappresentarla, ha abbandonato i lavoratori, condiziona negativamente la CGIL, attacca la Fiom., si schiera con Marchionne……
5) Diversa è la Confindustria. Gli industriali tedeschi non sono nell’anticamera del governo a piagnucolare ed a chiedere soldi, soldi, soldi (quelli buoni diceva in una occasione la Marcegaglia). Hanno un rapporto con governo e sindacati “corretto”. Non hanno chiesto ed ottenuto favori come quello della Maddalena. Hanno puntato molto sulla qualità e sulla solidità dei loro prodotti. Il prodotto tedesco è accurato, ben fatto, curatissimo nei particolari. Magari meno fantasioso del nostro ma più resistente e più conveniente.
6) I sindacati sono diversi. I sindacati tedeschi da quasi cinquanta anni praticano la politica della codecisione. Gli scioperi sono rari ma non perché il sindacato è inetto o venduto ma perché gestisce contratti tra i migliori del mondo. I lavoratori tedeschi sono al 4° posto della tabelle Ocse con un salario medio di 27.000 €. Gli italiani sono al 18°posto con 19.000 €. Ma in effetti stanno assai peggio perché la tabella non calcola i 6 milioni precari biagizzati che guadagnano in media la metà dei minimi contrattuali. Insomma siamo in fondo alla classifica e con una media che non supera di 13.000 € euro annuali.
Per rincorrere la Germania dovremmo aumentare i salari di almeno il
30% subito per tonificare in modo radicale l’economia, rianimare il
commercio, alleggerire il peso della famiglia in cui i figli sopravvivono
attingendo alle pensioni dei genitori. Inoltre é necessario ridurre il peso
delle Oligarchie, dei consulenti, dei servizi appaltati.
La sottrazione alla Corte dei Conti dei servizi delle municipalizzate è costata un aumento delle tariffe, un appesantimento delle bollette e questo per mantenere un nuovo magnacciato pubblico fatto di amministratori pagati con emolumenti scandalosi. Si possono aumentare i salari di almeno il 30%. Si può perché l’incidenza del salario sui costi di produzione non è rilevante neppure nell’industria manifatturiera e perché si potrebbero innalzare con l’introduzione del SMG (salario minimo garantito) che aiuterebbe moltissimo i precari.
L’estensione del contratto a tempo indeterminato a tutti darebbe un elemento di sicurezza non solo ai lavoratori ma all’intero sistema economico. In conclusione bisognerebbe cancellare la “anormalità” italiana dovuta a governi che fanno interessi di parte, a sindacati che da due decenni cedono uno dopo l’altro i diritti conquistati dalle generazioni precedenti dei lavoratori, ad una confindustria assistenzialistica, ad una opposizione che ha perso la sua identità e si sforza di clonare la maggioranza.
.. ..
Luca Popper

Fini, con una estrema faccia tosta, sta cavalcando il malessere che avrebbe dovuto far proprio la sinistra.
Berlusconi è finito, ma se le genti di sinistra abboccano alle fandonie di Fini, è finita anche l’Italia.
..
RIDIAMARO : – )

Giovanni Dekaro
Adesso e’ ufficiale: il Fini al governo da piu’ o meno 15 anni e’ quello dei tortellini!
..
Viviana
Alla fine del discorso Fini si è sentito male
Lo sforzo di fare il democratico per un’ora e mezzo era talmente contro natura che è stato eccessivo, a momenti si accoppava
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Una domanda stupida.
    .. lo so, me ne rendo conto.

    Però la faccio lo stesso. Portate pazienza.

    Mettiamo che io abbia i miei buoni motivi, non importa quali, in questa sede.

    Mettiamo che un gruppo “X” di persone, un numero “999”, di persone abbia i suoi buoni motivi.

    Quali?

    Buoni motivi, non importa esattamente quali motivi, ma dei motivi, anche personali, per voler manifestare il suo, il mio dissenso nei confronti di un esponente di un governo.

    Qualsiasi sia il governo.

    La manifestazione di disappunto, più immediata, più semplice, che mi viene, è fischiare, urlare, buuuu, vergogna, a casa, cose di questo genere.

    Come a teatro, quando un artista “stecca”.

    Senza arrivare ad insulti.

    Ma comunque facendosi sentire.

    Altrimenti, che manifestazione di disappunto è???

    La domanda è: come posso manifestare il mio disappunto? In quali forme? In quali contesti, luoghi?

    Per voi, sinceramente, è un errore manifestare il dissenso in un contesto come quello di un dibattito, come quello della Festa dell’Unità a Torino?

    Le persone che volevano manifestare il loro dissenso a Schifani, in quale contesto o palcoscenico avrebbero dovuto farlo? Chiedendo una udienza in Parlamento?

    Cosa significa, oggi, <> . Attraverso quali forme è, secondo Voi, legittimamente possibile e corretto manifestare il proprio dissenso?

    Grazie della Vostra attenzione.

    Cordiali Saluti.

    Sauro.

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2010 @ 4:50 pm | Rispondi

  2. Pianti per la morte di VASSALLO sindaco – pescatore …

    mai visti tanti pianti per un politico ! che bella persona ! Il Ministro Maroni venga a Pollica ! faccia qualcosa ! Grazie !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2010 @ 6:41 pm | Rispondi


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