Nuovo Masada

settembre 4, 2010

MASADA n° 1189. 4-9-2010. INSEGNANTI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:32 pm

La distruzione sistematica della scuola – Colpe dei sindacati – Sindrome da insegnante – Il Ministro Gelmini – Obama intende frenare i licenziamenti di dipendenti pubblici – Fini e l’emergenza educativa – La crisi pretestuale – Le scuole confessionali non subiscono tagli – B ora vuole il processo lungo – Current – Matteo Renzi – Current – Tg

Dove sarà il mio ragazzo, il mio ragazzo –
in quale parte del mondo?
Il ragazzo che amavo più di tutti a scuola? –
Io, la maestra, la zitella, il vergine cuore,
che feci di tutti loro i miei figli.
Seppi conoscere veramente il mio ragazzo,
credendolo uno spirito ardente,
attivo, sospinto da continue aspirazioni?
Oh, ragazzo, ragazzo, per cui pregai e pregai
in più di un’ora notturna di veglia,

ricordi la lettera che ti scrissi
sul bellissimo amore di Cristo?
E che tu l’abbia ricevuta o no,
ragazzo mio, ovunque tu sia,
lavora per il bene della tua anima,
ché tutta l’argilla in te, tutta la scoria in te,
possa cedere al fuoco che è in te,
fino a che il fuoco non sia altro che luce…
altro che luce!

Edgar Lee Masters

Sciopero generale per la Scuola e contro la Fabbrica Italia
Pietro Ancona

La questione della scuola creata dalla riforma Gelmini merita la massima attenzione ed il massimo impegno della CGIL. E’ una questione che non riguarda soltanto i precari come si vorrebbe far credere, ma tutta la scuola e le famiglie dei lavoratori italiani, di tutti coloro che non debbono subire la dequalificazione della scuola che procede speditamente assieme alla dequalificazione della sanità, del sistema pensionistico, del contratto e del salario. Siamo di fronte ad un passaggio cruciale. Ieri Gelmini ha scaricato sul passato la responsabilità di avere creato duecentomila precari. Ha detto che le assunzioni non erano necessarie ed erano spesso clientelari. Ha ribadito il suo proclama di guerra: “la Scuola non potrà assorbirli”.
Poco prima che la sentissi al TG Sicilia era stata intervistata la Preside di una Scuola del quartiere Zen di Palermo. Aveva denunziato di avere avuto assegnati tre insegnanti per 95 alunni! Questo Governo di dx marcia con lucida visione di classe (quella che manca alla cosiddetta sx) verso un drastico ridimensionamento del servizio scolastico nazionale. Solo i rampolli delle famiglie della borghesia imprenditrice e delle professioni potranno godere di una scuola al livello dei licei classici pubblici o scientifici e di quella che è stata la grande scuola elementare italiana. Esattamente come in USA: i collegi per coloro che possono pagare da trenta a cento mila dollari l’anno. Il resto in scuole degradate con professori precarizzati organicamente che vengono assunti di anno in anno dai direttori o dai presidi sulla base delle disponibilità che hanno avuto dal bilancio annuale della contea. La Gelmini nel denunziare l’eccesso di precari accumulato negli ultimi decenni dalla scuola italiana non ha tenuto conto del fatto che la precarietà della condizione dei lavoratori non era derivante dalla precarietà del posto. Il posto era organico, stabile, fissato nella realtà dell’istituzione e del quartiere. Precaria era soltanto la condizione umana ed esistenziale dell’insegnante. Insegnanti precari venivano utilizzati nelle scuole e seguivano gli alunni per tutto il corso di studi.
La causa della precarietà non è nell’eccesso di insegnanti rispetto la necessità. E’ vero invece che i professori subivano una violenza giuridica che per anni ed anni li ha privati della certezza del futuro esattamente come oggi i giovani rovinati dalla legge Biagi subiscono il destino di essere precari e sottopagati in posti assolutamente stabili e sicuri.
L’innalzamento del numero di alunni per classe, la soppressione di materie di insegnamento con il malvagio obiettivo di ridurre la cultura che si impartisce nella scuola pubblica, rendono ora davvero precaria la posizione di una parte di insegnanti.
Bisogna reagire con l’abrogazione della legge Gelmini, il ripristino delle normative precedenti, l’ aumento delle materie di insegnamento nelle scuole ed il miglioramento della loro fruizione con la creazione di laboratori, dalla linguistica alla informatica, dappertutto.
Lo Stato deve fare un grosso investimento nella pubblica istruzione. Deve recuperare la priorità della istruzione pubblica su ogni altra forma di istruzione. Deve ridare alle famiglie italiane che hanno fatto laureare i figli, spesso con sacrifici inenarrabili, lo sbocco del concorso e della sistemazione nella scuola pubblica.
La laurea deve tornare ad avere il suo valore di passaporto per la vita, di promozione sociale.
Gli stipendi degli insegnanti e del personale scolastico debbono essere aumentati e portati al livello di quelli tedeschi o francesi. Non siamo forse per Pil la settima potenza del mondo occidentale?
Ho notato e non mi piace come si comportano i sindacati nella pesante vicenda che si è aperta. Stanno dalla parte dei precari ma si limitano ad assisterli nelle loro lotte e quasi subiscono le iniziative spontanee di denunzia che vengono messe in campo: sciopero della fame, uomini e donne stiliti, sitin di protesta. Non basta. Questa conduzione della vicenda farà inghiottire dalle sabbie mobili la causa dei docenti. E’ giunto il momento della proclamazione di uno sciopero generale per la scuola e contro il progetto di Fabbrica Italia di Marchionne e Marcegaglia. Lo sciopero generale deve essere fatto subito e deve essere se del caso ripetuto.
La CGIL come Confederazione deve assumersi la responsabilità della vertenza che non è settoriale o categoriale ma riguarda un punto essenziale della crisi italiana.
Se passa la linea Gelmini nella scuola e la linea Marchionne nelle aziende il declino dell’Italia sarà segnato per sempre. L’Italia diventerà una terra in cui staranno bene soltanto i ricchi, i benestanti. La coesione sociale della nazione non ci sarà più. Non si deve parlare solo di precari che quasi elemosinano la loro vita, di essere graziati dalla mannaia del boia. La CGIL deve subito lanciare il suo proclama di lotta. I professori sanno che se combatteranno la loro battaglia per la vita soltanto come “precari” perderanno. Si potrà salvare qualcuno di loro. A fronte di cinquemila licenziamenti in Sicilia la Gelmini ha “graziato” un centinaio di persone. Subito lo sciopero generale indetto dalla CGIL! Pietro Ancona già consigliere CNEL e sindacalista CGIL
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Scuola: la riforma che nessuno chiede
Paolo De Gregorio

Sulla questione della “riforma Gelmini” ci sarebbe poco da dire: ci sono solo tagli e nessun progetto che renda la scuola più utile alla società. Secondo me, la scuola dell’obbligo dovrebbe durare due anni in più, seguita da 3 anni di liceo con i vari indirizzi.
Il compito della scuola dell’obbligo non dovrebbe essere selettivo, ma quello di formare cittadini consapevoli, informati della nostra storia recente, con particolare riferimento alla nostra Costituzione, conoscitori delle regole della politica e delle leggi elettorali, formati scientificamente sulla sessualità e la corretta alimentazione, educati al rispetto dell’ambiente.
Questa, con testi e programmi adeguati, dovrebbe essere la cultura e la formazione di base offerta a tutti i giovani italiani, all’interno di un sistema nuovo di gestire la scuola, che deve essere quello dell’autogestione a cui partecipano i professori, gli studenti, i genitori, con completa autonomia didattica e amministrativa.
Una scuola vissuta molto diversamente, aperta ai genitori, e al quartiere anche nelle ore pomeridiane, con l’attività di ginnastica solo in quelle ore (e mai di mattina), aperta ad esperti e studiosi che tengono conferenze sui temi richiesti dagli studenti. Insomma una scuola viva, partecipata, sburocratizzata e punto di riferimento del quartiere. Il movimento dei professori e dei precari sarà perdente se non è capace di portare avanti un progetto alternativo alla “ghigliottina Gelmini”, e deve chiamare anche gli studenti a battersi per una scuola dell’obbligo radicalmente diversa.
La selezione, per inclinazioni personali, attitudinali, per capacità, per profitto, avverrà comunque, ma con il vantaggio di scegliere un indirizzo di studi con una maggiore maturità e consapevolezza data da due anni in più.
Il potere economico, quello politico, quello religioso, hanno bisogno di molti sudditi ignoranti e obbedienti, solo una grande riforma della scuola dell’obbligo può infastidirli, formando persone informate, consapevoli, che hanno appreso la . più importante: che la democrazia è partecipazione e autogestione.
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Renato Mazza segnala:

Se non son matti non li vogliamo: il disagio del docente diventa malattia
Maria Rosa Panté

Nel bel mezzo di diatribe partitiche (che di politico nel senso nobile mi pare abbiano poco) scriverò partendo dalla mia esperienza personale per descrivere un fenomeno poco conosciuto, ma che, un po’ come il problema dell’inquinamento, avrà di certo grosse implicazioni, tutte negative, per il nostro futuro. Insomma una bella lettura estiva.

Nella mia presentazione ho scritto insegnante, in realtà io sono stata insegnante e ottima (lo dico supportata dalle testimonianza dei miei alunni di allora, non tutti perché non sono perfetta, ma buona parte), dopo anni di dedizione a un lavoro che mi piaceva da matti (e matti è una parola chiave), dopo anni in cui ogni dolore, problema di un mio allievo era anche mio, dopo dolori, delusioni, ma anche gioie e soddisfazioni condivise coi ragazzi, ho cominciato a non poterne più.
Le classi erano sempre più numerose, i ragazzi sempre meno motivati ed educati (senza mai trascendere, non ho mai messo una nota in vita mia), il lavoro di insegnante sempre meno considerato, i miei metodi innovativi non sempre apprezzati… insomma dopo queste cose ho cominciato a stare male.
Insonnia, problemi gastrici, cefalee tensive, irritabilità, angoscia, desiderio, quasi come in trincea, di spararmi in un piede per stare a casa…
I ragazzi non li sopportavo più, non sopportavo le loro sfide adolescenziali, che chissà perché non indirizzavano nemmeno più alla famiglia (ora lo so perché, la famiglia già si disgregava), non sopportavo che mi dicessero “Prof. posso parlarle? Ho un problema”, non tolleravo che non mi ascoltassero se non a sprazzi quando io portavo loro la cultura: come si faceva a distrarsi davanti a Leopardi, a Dante, all’evoluzione del pensiero?
Insomma non li sopportavo, non c’era nessuno che mi potesse aiutare e mi sentivo terribilmente in colpa per le assenze (cui ero costretta dal mio medico), perché i ragazzi non mi piacevano più, perché non facevo il mio lavoro-missione con la devozione e l’impegno dei primi anni.
Era il classico burn out.
Di cui non sai nulla finché non sei già dentro mani e piedi, di cui non ti rendi conto finché i sintomi psicofisici diventano così fisici che devi cominciare a curarti: la depressione, il mal di stomaco, il mal di testa, la pressione alta e molte altre patologie (per fortuna non tutte mie!).
A me è accaduto circa 10 anni fa, ho precorso i tempi, allora fare scuola era più facile di oggi, ma si vede che io ero più fragile o più sensibile chissà. Forse ero solo più accorta, o avevo un medico più attento, le variabili sono tante. Il fatto è che ho affrontato subito il disagio, pensando che dovevo liberarmi della fonte del disagio ossia l’insegnamento, lo stare in classe coi ragazzi.
Ho fatto varie visite che dimostrassero i miei problemi (spesso umilianti, talvolta con medici competenti e gentili) e ora sono fuori ruolo per motivi di salute a tempo indeterminato (con sacrosante visite di controllo).
Ho talvolta nostalgia dell’insegnamento, ma mantengo contatti coi ragazzi attraverso progetti, teatro, biblioteca, concorsi, conferenze e essere di supporto ai colleghi è gratificante, mi rendo anzi conto che la mia esperienza di burn out e le mie parole talvolta dsono un aiuto perché il disagio avanza, avanza inesorabile in quasi tutto il copro insegnante.
Incidentalmente dirò che il problema dei fuori ruolo è il rapporto coi dirigenti giacché non essendoci una legge precisa noi siamo un po’ in balia dei dirigenti, non siamo carne né pesce, siamo insegnanti che non insegnano (un vero ossimoro) e spesso questo ci fa sembrare privilegiati o fannulloni o sfruttabili per qualsivoglia uso scolastico…
Ma questo è già il problema del dopo.
Ora il problema che voglio porre (invitando anche a leggere a questo link le testimonianze di un medico che da ani si occupa dei disturbi di salute mentali nei professori) è proprio questo disagio, credo che fondamentale sia parlarne portarlo allo scoperto e fornire a docenti e dirigenti il modo per aiutare il docente scoppiato, perché un docente scoppiato fa male a se stesso, ma non fa nemmeno bene alla classe, ai ragazzi.
Il docente scoppia per fragilità personale certo, ma soprattutto perché il suo lavoro, che è un lavoro ormai sociale, di aiuto prima ancora che educativo e culturale, non viene riconosciuto come tale, come lavoro usurante e, se per medici e altre categorie c’è un supporto psicologico, in Italia questo manca, ma manca anche la presa di coscienza del problema.
Il che fa anche parte del gioco: se voglio demolire la scuola la cultura devo partire dagli insegnanti… Se agli occhi di un ragazzo l’insegnante appare come uno sfigato il gioco è fatto, la cultura perderà molta della sua importanza e la scuola perderà prestigio, portando a un circolo vizioso cui partecipano con entusiasmo anche molti genitori sempre pronti a difendere la loro prole.
C’è anche il concorso dell’impreparazione dei dirigenti di fronte al problema e anche dei colleghi.
In Francia ci sono cliniche specializzate, c’è lo psicologo per i docenti, in Italia la risposta al disagio (oltre alla rimozione) sono classi più numerose, demistificazione di cultura e scuola e rappresentazione del professore come lo sfigato, il poveraccio di turno.
Concludo dicendo che anche questo è un grave male della scuola italiana, forse uno dei peggiori e poco conosciuto, molti leggendomi penseranno alla solita malata immaginaria con problemi di olio gomito, pazienza, la testimonianza è importante, inviterei comunque queste persone a fare una settimana o un mese il lavoro dell’insegnante, magari in un professionale, con colloqui generali coi genitori, con consigli di classe, discussioni col ragazzo che non vuole studiare e ti insulta e madri chiocce che ti beccano quando attacchi il loro pulcino…che magari in realtà è già un avvoltoio che aspetta il tuo cadavere, professore, che passi soffocato nel fiume dell’indifferenza, della stupidità e dell’ignoranza.

Ps ricordiamo che per lo più nella scuola sono donne e che c’è la bella novità della pensione a 65 anni.
Ricordiamo che i tagli alla scuola colpiscono le tre fasce più deboli del paese:
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Renato Mazza segnala:
Misura per arrestare i licenziamenti dei dipendenti pubblici

Gli insegnanti sono al centro della nuova legge sul lavoro fermata ieri da Barack Obama. Dopo il sì della Camera, il presidente ha dato il via libera ad un pacchetto di aiuti da 26 miliardi di dollari. L’obiettivo è proteggere dal licenziamento 300mila insegnanti e altri dipendenti pubblici, tra cui i poliziotti. Per i democratici, la misura, approvata con 247 voti a favori e 161 contrari, è un successo.
“Non possiamo restarcene con le mani in mano senza fare nulla quando vengono licenziate le persone che educano i nostri bambini e che rendono sicure le nostre comunità”, ha detto Obama in un breve intervento nello Studio Ovale della Casa Bianca dove ha firmato la legge. I repubblicani sono sul piede di guerra. Per loro la legge non è altro che una concessione inutile al sindacato degli insegnanti, un “classico esempio della politica di sprechi”, che finirà per punire i democratici nelle elezioni di novembre.
Il Senato ha approvato la legge, con margine ridottissimo, la scorsa settimana. La legge garantisce 10 miliardi di dollari agli istituti scolastici per riassumere gli insegnanti licenziati e conservare decina di migliaia di posti a rischio. Secondo il dipartimento dell’Istruzione, saranno salvati almeno 160mila lavoratori. Gli altri 16 miliardi di dollari saranno devoluti come fondi per programmi di Medicaid di diversi stati. Finanziamenti che consentiranno di liberare risorse con cui assumere nuovi dipendenti. In tutto si stima che saranno creati circa 150.000 posti lavoro, tra poliziotti e altri dipendenti pubblici.
(Apcom)
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Renato Mazza segnala:
Ecco cosa scrivevo l’8 luglio sul sito di Professione insegnante

Fini e l’emergenza educativa
Libero Tassella

E chi se lo aspettava, che dovesse essere proprio Gianfranco Fini a esprimere l’emergenza educativa nel paese, ma fino a ieri ha appoggiato con i suoi luogotenenti in Parlamento la politica dissennata di B- Tremonti sulla scuola, realizzata dal ministro Gelmini, che, anche in questo frangente ( seconda manovra Tremonti ) non ha speso una sola parola, dico una, in difesa degli insegnanti a differenza dei suoi colleghi degli altri dicasteri ( es. difesa e interni). Ora esce allo scoperto con dichiarazioni alla stampa, la vera mission dell’avvocato bresciano e del suo dicastero sarebbe stata quella di aprire il mercato alla scuola privata, distruggendo il pubblico con tagli, giustificati , di volta in volta, con la crisi economica e spacciati per riforme in nome di un ipotetico quanto improbabile qualità e di una valorizzazione degli insegnanti e della scuola pubblica statale, attraverso una comunicazione Bana, ispirata alla propaganda e al marketing. L’emergenza educativa di cui parla Fini è l’amaro frutto di una dismissione della scuola pubblica statale, la qual cosa ad esempio non è successa in Germania dove, a fronte di tagli, ancora più pesanti, la spesa sull’istruzione non solo non è stata toccata, ma è stata addirittura incrementata; la Germania pensa al futuro, l’Italia al presente e alla salvaguardia degli interessi del 10% della popolazione ove si concentra ogni ricchezza, si salvaguarda chi ha, ha avuto e avrà, le famose caste, la Germania pensa a navigare, l’Italia solo a galleggiare, dopo aver distrutto un’ istituzione di tutti che ha unito l’Italia dal 1861 e che dal dopoguerra ha educato generazioni ai principi della solidarietà e della democrazia e della libertà. Un paese condannato all’immobilità sociale sempre in difesa di quei ceti in cui si concentra la ricchezza,gli stessi in cui si annida l’evasione fiscale, la razza padrona si sarebbe detto negli anni ’70.
Solo ora Fini parla di emergenza educativa,non è mai troppo tardi!

DI PIETRO

Oggi il ministro della Pubblica distruzione, Maria Stella Gelmini, davanti alle telecamere del Tg della Rai, ha affermato che non parla con i precari della scuola che stanno protestando da giorni contro la sua riforma e che sono arrivati a fare lo sciopero della fame, perché alcuni di essi appartengono all’Italia dei Valori. Insomma ha deciso che il precario ha diritto alla parola solo se fa parte della sua fazione politica, quindi del Pdl.
E’ un atteggiamento palesemente antidemocratico, tipico dei sistemi totalitari, dove il cittadino viene discriminato sulla base delle sue convinzioni politiche. La colpa dei precari in questione è quella di simpatizzare per IdV. Maria Stella Gelmini dimentica che anche questi docenti sono italiani ed hanno diritto di parlare, pensare e protestare, e un ministro di un Paese democratico ha il dovere di ascoltarli. Lei vuole scegliersi gli interlocutori, o meglio credo che voglia selezionarsi qualche utile pedina che possa avallare la sua disastrosa riforma che produce solo tagli e danni irreversibili. E’ la solita propaganda di regime che vuole nascondere la verità ai cittadini, negando ciò che è evidente a tutti.
E’ un comportamento gravissimo, degno di questo governo ormai al tramonto. Infatti, solo nelle dittature le proteste della società civile vengono bollate come opposizione politica proprio per nascondere la verità. Il ministro della distruzione Gelmini ha lasciato per strada milioni di precari che, dopo tantissimi anni di insegnamento, si ritrovano senza lavoro, senza speranza, senza futuro. Ha effettuato tagli di otto miliardi sul settore dell’istruzione pubblica che peseranno sul nostro Paese come un macigno. Ha tarpato le ali ai nostri figli che si ritroveranno senza un’adeguata formazione. Quando penso alle sue dichiarazioni rilasciate ai tg, mi chiedo: ma quale film ha visto? Ma nessuno l’ha informata di tutte le proteste degli insegnanti in giro per l’Italia, sui tetti delle scuole e in sciopero della fame? Questi docenti hanno dato la vita per un progetto che è alla base di uno Stato democratico, ossia l’istruzione.
Per anni e anni questi precari, ormai arrivati a trenta quaranta e anche cinquant’anni, hanno contribuito alla crescita culturale e sociale di questo Paese e adesso questo Governo, invece di ringraziarli, li manda a casa. Noi dell’Italia dei Valori continueremo a batterci per portare dentro il Parlamento le istanze di chi è in piazza a protestare, anche se i nostri interlocutori sono sordi e in malafede. Promuoviamo una mobilitazione nazionale sulla scuola insieme agli insegnanti.
Gelmini vuole lasciare a casa i precari? Noi manderemo a casa lei e il suo Governo.

I tagli intollerabili
Viviana Vivarelli

La Gelmini annienta 229.000 posti di lavoro nella scuola e le taglia 8 MLD: un preside ogni 2 scuole, 30 ragazzi stipati per classe, via gli assistenti ai disabili, niente carta igienica, via materie di lezione, riduzione degli orari, riduzione del tempo dell’obbligo.
C’è chi digiuna da 16 giorni per protesta, ma la Gelmini liquida la contestazione dei senza lavoro dicendo che è “politicizzata”!? Dice anche la sua riforma è “epocale”, in effetti è il più grande taglio alla scuola pubblica mai fatto in qualunque epoca.
Da quando in qua la perdita del lavoro è politicizzata? e la distruzione della scuola è “epocale”?
Questa donna non conosce nemmeno l’uso delle parole, oltre a non conoscere il valore della scuola.
Poi la cretina continua a cianciare di “merito” e di “qualità”!?
Come si raggiungono merito e qualità? Col più grande licenziamento mai visto?
Il csx fece un piano di assorbimento triennale per 150.000 precari. Il cdx ne licenzia 229.000?!
Ha già tagliato 87.000 docenti e 40.000 assistenti tecnici, per non parlare della scure alla ricerca!
Dice che non ha toccato il tempo pieno. Come mai le famiglie denunciano il contrario? Come mai i dati sul tempo pieno con lei non sono mai stati pubblicati?
Gli insegnanti in protesta hanno ricevuto la solidarietà dei licenziati dell’Eutelia! E’ il massimo!

Scrive Marina Boscaino su Il fatto:

“Alla scuola si taglia tutto: orari, carta igienica e legalità, soprattutto diritti, costringendo bambini e ragazzi al rischio di cancro in scuole non bonificate all’eternit, stipandoli a 30 per volta, in edifici non a norma di sicurezza, umiliando una legge a tutela dei disabili che era la migliore d’Europa, separando ricchi da poveri, mettendo i primi in lussuose scuole private sovvenzionate dallo stato, e i secondi in ghetti, come figli di un dio minore, schiacciati perché diversi per censo o origine o colore o religione o nascita, al fine di creare, in futuro, un popolo ignaro ed ignorante, buono solo a consumare e a lavorare come intende Marchionne, privo di futuro e senza la minima speranza di emancipazione”

Come disse B: “Certo non vorrete che il figlio dell’operaio abbia lo stesso futuro del figlio del notaio!”
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La crisi pretestuale
Viviana Vivarelli

La crisi non è casuale e per certuni non è stata affatto una disgrazia. Le destre hanno aumentato consensi. I poveri sono diventati più poveri, I ricchi sono diventati più arroganti. La miseria non ha sortito mezzi per combattere la miseria ma ricatti sul mondo dei lavoratori e restrizioni ai poveri.
A ben vedere, salvo rare eccezioni, coloro che hanno prodotto la crisi (governi, banche, Borse) ci hanno guadagnato, e i governi ne hanno approfittato per tagliare i diritti democratici. Gli ammanchi sono stati ripagati coi soldi dei contribuenti. E la crisi è servita a far saltare le leggi a tutela del lavoro e a far passare salari più bassi e balzelli più alti sui soliti che li pagano.
Alla fin fine nulla è stato fatto affinché le crisi non si ripetessero mai più.
Nemmeno la più piccola regola sulle transazioni finanziarie, sulle regole di borsa. Nulla di nulla sui paradisi fiscali.
Vien da pensare che la crisi stessa sia stata usata e abusata apposta dal grande capitalismo per metterla anche meglio in tasca al proletariato.
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Però le scuole confessionali non subiscono tagli per la crisi
Viviana Vivarelli

Lo stato italiano paga alla chiesa cattolica ogni anno un miliardo (unico caso nel mondo). Negli altri paesi chi vuole una certa chiesa se la paga di tasca sua col 10% del suo stipendio.
Lo Stato italiano paga 27.000 insegnanti di religione scelti dal vescovo ma pagati dai noi contribuenti. Per pagarli esborsa 900 milioni di euro.
Lo Stato paga un tot per le scuole private, per quanto la Costituzione dica che esse sono libere di esistere purché non comportino oneri pubblici, per cui le quote versate a dette scuole private e previste in certe Regioni come contributo alle famiglie che intendano avvalersene sono da considerarsi anticostituzionali.
Cosa ha pagato il Vaticano per la crisi? Nulla, anzi ha ricevuto dei premi maggiorati. E gli insegnanti normali si devono veder scavalcati dagli insegnanti di religione che hanno pure una paga superiore.
Tutto questo la Chiesa cattolica lo ha strappato ai fiacchi e venduti governi italiani ma non ha potuto farlo con nessun altro Stato del mondo, nemmeno la cattolicissima Austria o Irlanda.
Negli Stati Uniti i finanziamenti delle scuole private sono generalmente forniti dalle rette degli studenti, dalle donazioni e dalle sovvenzioni da parte di enti religiosi, fondazioni o privati.
In Italia, i finanziamenti alle famiglie che mandano i figli alle scuole private confessionali furono introdotti dal governo B e non più erogati dal governo Prodi.
In Lombardia Formigoni ha voluto il buono scuola per un totale di 400 milioni di euro.

Si dice che B, vista l’impossibilità di farsi votare il processo breve, che per eliminare le sue pendenze giudiziarie, ne avrebbe eliminate migliaia, ci rinunci, per il momento. Qualche altra cosa si inventerà.

Travaglio: E’ troppo lungo, allunghiamolo

Sempre più smunti, emaciati, sfatti, con due Samsonite sotto gli occhi e le piaghe da decubito, Angelino Al Fano e Niccolò Ghedini hanno varcato anche ieri il portone di Palazzo Grazioli per l’ennesimo vertice dedicato alla prima e unica emergenza nazionale: salvare le chiappe al principale. La tragicomica coppia ricorda Fantozzi e Filini sullo yacht del megadirettore galattico che finge di invitarli in crociera-premio e poi li adibisce a mozzi di bordo in uniforme a righine. Non si può dire che il Duo Impunità abbia lesinato impegno, devozione e abnegazione. Sono anni che i due avvenenti scudi umani del Caimano le provano tutte per risparmiargli la galera. Niente sonno, niente ferie, manco il tempo di guardarsi allo specchio (che ogni tanto aiuta). Notte e giorno sottoterra, nelle segrete di Palazzo Grazioli, ad architettare algoritmi sempre più complicati per mandare in fumo quei due o tre processi. Due o tre si fa per dire, perché intanto quell’altro torna a delinquere, è più forte di lui, così i processi si moltiplicano con progressione geometrica e quei due sempre lì sotto a rifare i calcoli da zero. Ora, dopo 39 leggi ad personam, siamo al punto a capo: se il 14 dicembre la Consulta si beve anche il “legittimo impedimento”, il pover’ometto torna dritto e filato in tribunale, che poi è il suo habitat naturale. Processi Mediaset, Mediatrade e Mills. Il più preoccupante è il terzo, perché a febbraio la Cassazione ha stabilito che Mills fu corrotto da B. (reato prescritto ma accertato con risarcimento alla Presidenza del Consiglio, dove simpaticamente siede il corruttore). Dunque, per il principio di non contraddizione, è ragionevole pensare che B. corruppe Mills. E siccome i fatti accertati nelle sentenze definitive non devono essere ri-dimostrati in altri processi, è probabile che B. venga condannato almeno in primo grado: per lui la prescrizione scatta a inizio 2012, visto che, tra lodo Al Fano e legittimo impedimento, il suo processo è rimasto congelato un paio d’anni. E proprio grazie alla sentenza definitiva su Mills, il suo sarà un processo breve, brevissimo. In teoria c’è tempo pure per l’appello e la Cassazione. E proprio questo è il guaio. Infatti, per scongiurare un processo breve, vuole la legge sul “processo breve”. La lingua italiana, specie da quando ci ha messo le mani lui, si presta a qualunque ossimoro: dopo le guerre chiamate “missioni di pace”, la legalità spacciata per giustizialismo, Craxi venduto per esule e Mangano per eroe, Minzolingua scambiato per giornalista e il Tg1 per telegiornale, abbiamo il processo breve per evitare che quello a B. sia troppo breve. Non è meraviglioso? Angelino e Niccolò, visti i catastrofici precedenti, han proposto al principale quattro leggi ad personam, nella speranza che ne funzioni almeno una.
1) Il “processo breve” che ammazza quelli più lunghi di 6 anni (cioè in media tutti, visto che in media durano 8 anni), ma ha una controindicazione: milioni di vittime potrebbero lievemente incazzarsi nel veder salvare il loro colpevole.
2) Idem come sopra, ma solo per i reati puniti fino a 8 anni, esclusi gli imputati recidivi; ma pure questa ha un difettuccio, è incostituzionale.
3) Allungare i 18 mesi del “legittimo impedimento”, così la Consulta non può bocciarlo perché lo stanno cambiando e si guadagna altro tempo in attesa che qualcuno gli voti il Lodo Al Fano-bis.
4) Legge Costa sul “processo lungo”: si vieta ai giudici di usare sentenze definitive e di escludere i testimoni inutili, così non si finisce mai. Frattini Dry ha pronta una lettera all’Ue, roba da Achille Campanile: “Cari, siccome B. rischia un processo troppo breve (capirete, è in corso da appena 5 anni), lo allunghiamo un po’ con la legge sul processo breve”. La missiva sarà ovviamente in italiano, essendo intraducibile in qualunque altra lingua. L’altro giorno Frattini ci ha provato con Gheddafi, che ha riso di gusto, poi gli ha inviato il suo stregone personale per una visita approfondita.
Di Pietro
Il governo in carica non fa gli interessi del Paese. Lo hanno capito un po’ tutti. Del resto, basta tastare il malumore che arriva dalle piazze, il disagio di milioni di italiani alle prese con una crisi economica ignorata. D’altronde i cittadini, a causa di una legge elettorale da 3° mondo, hanno votato alcuni simboli e si sono ritrovati con una cerchia di nominati molto larga, fra indagati, condannati e affaristi. Una squadra di politici che fa soltanto gli interessi dell’azienda Pdl, appartenente al gruppo Fininvest.
B, ormai da troppo tempo, è anche ministro per lo Sviluppo Economico. Ha tenuto per sé la carica del distratto Scajola, ignorando gli appelli del Presidente della Repubblica, ruolo relegato dal Premier a quello di mero firmatario delle sue leggi. Napolitano viene applaudito o denigrato dal cdx in base alle posizioni sui disegni di legge.
In realtà quella di tenere per sé il ministero per lo Sviluppo Economico è una scelta pro domo sua: B concepisce il Paese con una sua azienda, dalla quale trarre un utile (il caso Gheddafi è l’ultima conferma) e il ministero in questione è una cabina di regia troppo ghiotta. A lui non importa dei cittadini, dei precari, dei cassaintegrati, opera come l’imprenditore più cinico, cerca solo l’utile per le sue tasche. E, in queste ore, sta calcolando la tenuta del suo Governo, anche senza l’area finiana. Sta mettendo in moto una campagna acquisti spregiudicata, basata sul modello Saccà, a lui tanto caro.
Non si illuda però di trovare terreno fertile nel gruppo parlamentare dell’IdV. Questa maggioranza non esiste più. E le elezioni rimangono l’unica soluzione per risollevare economicamente il Paese con un piano economico strategico per il futuro.

CURRENT

Il miglior canale satellitare che potete guardare è CURRENT, canale 130, l’informazione libera.
Dà interviste a personaggi italiani, come Vendola o Ciancimino junior o ricostruisce casi come la scalata alle banche di Consorte o l’ascesa di B
E’ sempre rigoroso e interessante.
Si possono trovare su youtube i vari pezzi e goderseli con calma
Cliccate su google o virgilio ecc “Youtube current” e poi il nome che vi interessa e vedete. Merita sempre.
Spesso non ci sono intervistatori o commentatori ma solo il personaggio che parla da solo e non viene zittito, interrotto o falsato.
Questo canale dovrebbe essere contattato da Grillo per le sue denunce, visto che abbiamo detto tante volte che dovrebbe avere un canale tv.
Current è un network tv internazionale di informazione indipendente, creato nel 2005 da Al Gore – ex vicepres USA, Premio Oscar per il documentario ecologista Una scomoda verità e Premio Nobel per la Pace 2007 .
Premiata nel 2007 con un Emmy Award per il suo originale servizio TV interattivo, è una piattaforma cross-mediale attiva 24 ore su 24 che integra tv e internet, si fonda sul concetto dei contenuti generati dagli utenti, dunque conta sulla partecipazione attiva di un pubblico di 18-35 anni, pronto a proporre e fruire dei contenuti con l’intento di creare una coscienza collettiva attraverso lo scambio partecipativo d’informazioni da ogni angolo della Terra.
Ha implementato per 1° nell’industria tv il modello dei contenuti creati dallo spettatore che costituiscono 1/3 delle sue trasmissioni; ha inoltre sviluppato un nuovo modello di spot chiamato V-CAMs, spot creati dallo spettatore.
Si vede in USA, UK, Italia, Irlanda, Canada.
Si discosta dalle usuali programmazioni e investe su idee e persone nuove. Il concetto base è proporsi come alternativa alle forme tradizionali d’informazione imposta dall’alto, senza possibilità di feedback da parte dell’utente. Con Current invece la tv è fatta con lui.
“Si tratta di portare l’internet intelligente in tv non la tv stupida in internet”.
..
Beppe Grillo

In Italia la pena è inversamente proporzionale al delitto. Se fai una strage
a Bologna ti crei una reputazione. Una strage, meglio se di Stato, dà, al termine
della galera, anche la garanzia di un lavoro sicuro. Un partito lo trovi sempre.
Lo stesso vale per i reati finanziari, il bancarottiere al massimo va ai
domiciliari, chi non paga una bolletta di Equitalia si ritrova la casa sotto
sequestro. Il grande delitto paga. Il piccolo furto, l’evasione inconsapevole,
una querela per aver detto una verità sono invece imperdonabili. Non si
scomoda la macchina della Giustizia per delle sciocchezze e questa, implacabile, te la fa pagare. Fate debiti per seimila miliardi di vecchie lire con Mediaset, distruggete la Telecom, incassate tangenti superiori (almeno) ai 100 milioni di euro, fate fallire la Parmalat, la Cirio, usate per i cazzi vostri la Banca
Popolare di Lodi e andrete lontano. Le Istituzioni e le banche vi rispetteranno,
voi stessi potrete diventare Istituzione e le donne faranno la fila per voi Sarete
portati a esempio ai giovani nei convegni. Per i soldi all’estero nessuna
preoccupazione, ci sarà sempre uno Scudo Fiscale. Se delinqui, fallo in
grande, Think bing!
..
Matteo Renzi
Patroclo

Il Nuovo Ulivo fa sbadigliare è ora di rottamare i nostri dirigenti”
“Nuovo Ulivo? Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd”

Ambizioso programma, sindaco Matteo Renzi.
Non è mica solo una questione di ricambio generazionale. Se vogliamo sbarazzarci di nonno Silvio, io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un’intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani.. Basta. E’ il momento della rottamazione. Senza incentivi”.
Rottamare i “vecchi” del Pd vuol dire automaticamente sbarazzarsi di B?
“E’ la precondizione, il punto di partenza. Ma li vedete? B ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo… I nostri iscritti, i simpatizzanti, i tanti delusi che aspetterebbero solo una parola chiara per tornare a impegnarsi, assistono sgomenti ad un imbarazzante Truman show. Pensando: ma quando si sveglieranno dall’anestesia? Ma si rendono conto di aver perso contatto con la realtà?”.
Sembra di sentire Nanni Moretti.
Io però faccio politica col Pd e sono impegnato nel mio ruolo di amministratore. E soprattutto quel grido di piazza Navona, “andate a casa”, allora era di un solo intellettuale. Oggi temo sia condiviso della stragrande maggioranza del popolo democratico“.
In conclusione.
Gli attuali politici de PD sono i veri responsabili di questo disastro.
Ha ragione Renzi che fino a quando questi irresponsabili siederanno in parlamento non ci sarà nessuna possibilità di cambiamento.
B aumenterà ancora consensi.
A questi vecchi rimbambiti del PD conviene perchè più legislature faranno e più saranno contenti di averci preso per il culo.
..
Insopportazione
Viviana Vivarelli

A volte la storia va avanti.
Mai come oggi in Italia abbiamo visto la storia andare indietro.
Possiamo sperare solo in un cambio climatico che faccia fuori tutti i dinosauri.
Ma oggi davanti a Maroni, Scaroni, B e il Vaticano, che leccano i piedi di Gheddafi sento solo una viva e cocente disperazione…
E vedere l’insorgenza volgare e senza limite di Marchionne che disprezza ormai lavoro e lavoratore per uno sfruttamento senza confini…
E vedere tante persone appoggiare sciaguratamente il processo breve che sarà il colpo di grazia a qualunque idea di giustizia e futuro in questo paese…..
Vedo passare dalla parte delle iene gli opportunisti, i falsi ideologi, i parolai, quelli che devono tirare a campa’, quelli che ‘tengo famiglia’, quelli che “non tengo coraggio”. C’erano già dalla loro parte gli idioti, i corrotti, i rei, i cortigiani, le troie, tutta gente a cui non è mai importato un piffero dell’Italia o della coscienza e che ha sempre trovato il B di turno. “Mosche della merda” tutti quanti, ben lieti di ammerdarsi, per odio sociale, egoismo, predazione o semplicemente vocazione alla merda, perché esiste anche questo al mondo come un virus senza fine.
Ma il fatto che coloro che non accettano questo massacro ancora non levino il capo, ancora non insorgano, ancora non si uniscano, il fatto che coloro che dovrebbero geneticamente essere contro questa sciagurata Gomorra si sperdano in fazioni e funzioni microbiche, in liti intestine, in disunioni pietose, in diversificazioni sterili, il fatto che le forze sane ancora sopravviventi del paese non riescano nemmeno a mettersi insieme contro un nemico comune… questo io non lo sopporto più.
..
Tg sul pc
Spero di farvi cosa gradita. Leggo spesso di italiani all’estero o in viaggio che dicono di prendere solo la tv generalista di Minzolini.
Ma non è così. Col pc si possono vedere tutti i telegiornali.
E, cosa anche più interessante, si può anche vedere, benissimo, e in perfetta continuità, 24 ore su 24, anche il tg24 di sky, per cui di solito uno pensa ci sia bisogno di una card.
Ai suoi esordi, questo tg di Murdock aveva una forte impronta fascista, ma al momento, vista la degradazione degli altri telegiornali, oggi, questo tg si presenta come il migliore, a tutto scapito delle faziosità intollerabili della RAI e di MEDIASET.
L’indirizzo è
http://wwww.sky.it/common/tg24_live_697.html
..
Gad Lerner

Con questi energumeni, una nuova strana razza segna una svolta nello sviluppo antropologico dell’Homo Sapiens, generano automi dimentichi del passato e incuranti del futuro e proni davanti alla nuova divinità: il danaro!
Il maestro esimio di questa orchestrazione di merda è sempre Lui, il comparuccio di Craxi, il ladro della Milano 2, il plurinquisito, l’estorsore di Arcore, il circonventore di minorenni e manovratore di minorati; il manipolatore dei conti affetto da raptus predatorio, che per denaro spergiura sui figli, sposa tiranni e ingoia rospi, purché ingrassi.
L’esibizione da circo del tiranno da quattro soldi Muhammar Gheddafi, l’assoldamento delle hostess sverginate per 80 euro, l’ammutinamento sordido dei “Grandi Industriali” di una volta, disposti a tutto pur di collezionare “investimenti” e la viscida prostrazione del capo di governo sono il segno del degrado massimo in cui siamo sprofondati.
Perché siamo caduti così in basso.?
Io non trovo risposte. E tutte quelle che voi potete darmi, messe insieme, non riempiono questo silenzio osceno che è diventato il “requisito unico di questa totale sottomissione”
..
Lo sviluppo insopportabile
Giorgio Bocca

Cominciamo dai fondamentali: lo sviluppo. Silvio B si è presentato agli italiani e ha ottenuto il loro consenso come campione dello sviluppo. Citando in continuazione il suo esempio di uomo cresciuto dal nulla (in realtà era figlio di un dirigente di banca che amministrava un istituto di credito milanese, la banca Rasini) ai massimi successi.
I valori dello sviluppo e del progresso sono fra i massimi e indiscutibili della nostra civiltà tecnico-industriale, non c’è cittadino emarginato, perseguitato, violentato dal progresso e dallo sviluppo che non sia disposto a giurare sul loro indiscutibile valore. Sono la moda, l’utopia, la speranza comuni contro cui è impossibile resistere, neppure con l’evidenza dei fatti.
Eppure i fatti ci sono e macroscopici: che danni ha provocato nel nostro paese questo sviluppo anarcoide e imprevedibile che piace al signor B come al senatore Agnelli? Per cominciare: la distruzione irrimediabile della natura, al massimo grado delle coste. Quel gioiello naturale che era la costa ligure di levante e di ponente non esiste più, mentre la distruzione delle coste venete, marchigiane, pugliesi, calabre, siciliane, sarde è in corso.
Quale è il costo provocato da questo tipo di sviluppo? Ufficialmente il costo è zero, anzi dovremmo parlare di un profitto, perché la contabilità dello sviluppo è a senso unico: conta solo quello che privatamente si guadagna, non conta quello che, invece, pubblicamente si perde.
L’ossessione di tutti i governi sulla crescita del prodotto – per cui ci si straccia i capelli se non si realizza un aumento del tre o del quattro per cento l’anno – sarebbe insensata se si tenesse conto che il sistema perde altrettanto e di più, ogni anno, in sprechi e inquinamenti. Lo sviluppo da noi ha inquinato l’intera pianura padana con un danno così astronomico che nessuno ha più il coraggio di fare un progetto di bonifica.
Di fronte alla cementificazione delle coste siciliane o campane prodotta dallo sviluppo non c’è altro da fare che alzare le braccia.
Essere parte del progresso e dello sviluppo è facile e conveniente, ci si mette dalla parte della inesausta speranza umana di un ritorno alla mitica età dell’oro o di un futuro paese dei balocchi, che sono la medesima illusione.
E allora tutti d’accordo a demonizzare i luddisti che osarono opporsi alla prima rivoluzione industriale delle fabbriche tessili, come fossero dei figli del demonio, nemici del genere umano che l’industria stava salvando. Ma erano semplicemente delle persone raziocinanti che avevano previsto l’esito di quella rivoluzione: i milioni di morti di cui si nutrì, i regimi autoritari di cui fu la levatrice.
E allora vogliamo dire che bisogna essere contro lo sviluppo, contro il progresso?
No, vogliamo dire più pacatamente che non siamo più disposti a bere, ad occhi chiusi, le imposture e le menzogne della sua propaganda, che non siamo più disposti a farci incantare dalle corporazioni dei produttori e degli scienziati che in questi anni hanno invaso il mondo di merci avvelenate o inutili, di armi di distruzione universale.
C’è venuto un sospetto. Che lo sviluppo e il progresso del Novecento, sia pure con i loro esiti catastrofici, fossero ancora sopportabili perché avvenivano a ritmi sopportabili di cambiamento, ma che non lo siano più oggi, sospinti dalla voracità del neoliberismo mondialistico.
Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi c’è stata una sorta di tregua nelle novità rivoluzionarie. Oggi, invece, siamo alla rotta, siamo al fiume che esce dagli argini, siamo ai Bush e seguaci che vanno all’ultimo arrembaggio del mondo.
..
Sakineh Mohammadi Ashtiani

E’ orribile quello che il regime iraniano ha fatto a Sakineh Mohammadi Ashtiani. Bisogna alzare la voce perché tutto il mondo lo sappia. In particolare ci ha riempiti di sgomento il fatto che vorrebbero addirittura costringere Sakineh ad abortire: secondo la legge islamica una donna prima del quinto mese deve interrompere la gravidanza per essere giustiziata. Ma va specificato che è una sedicente legge islamica, inventata negli ultimi anni per ragioni di opportunismo politico. Tutta questa vicenda è una follia emblematica di come la religione continui a esercitare il potere sulle donne

Dario Fo e Franca Rame
..
RIDIAMARO : – )

Jena
Grossi problemi

Partendo dall’assunto che questo governo ha grossi problemi, gli analisti si dividono soprattutto in quattro scuole di pensiero. Secondo la prima scuola, il vero grosso problema del governo sono Gianfranco Fini e i finiani. Per la seconda scuola, il vero grosso problema del governo sono Umberto Bossi e i leghisti.

Poi c’è una terza antica scuola secondo la quale il vero grosso problema del governo sono Silvio B e i Bani.

Infine c’è la quarta apocalittica scuola convinta che il vero problema del governo è il governo. Le quattro scuole concordano su un punto solamente: questo è l’unico caso in cui il vero grosso problema non è Bersani.
.
JENA
Convocazioni
Estremo tentativo di Obama, convocati alla Casa Bianca Fini e B.
..
PDL
L’otto settembre riapre la Camera ardente.
..
spinoza. it

Libidine!

Gheddafi arriva con 30 cavalli. Ad attenderlo un maneggione.
(Alla base di tutto c’è un malinteso: aveva capito che gli avrebbero fatto trovare molte bighe)

“Dateci cinque miliardi l’anno o l’Europa sarà invasa dagli africani”. Mai vista una richiesta di riscatto per non liberare gli ostaggi.

La predica di Gheddafi mette in imbarazzo il Pdl. E non era facile.

La linea degli esponenti della maggioranza è quella di minimizzare le frasi provocatorie del dittatore. Routine, insomma.

Gheddafi paga 500 ragazze con 70 € a testa. Voleva solo parlare.

Rosy Bindi: “Umiliata la dignità delle donne italiane”. In effetti 70 € è un prezzo da nigeriane.

Alcune ragazze hanno detto di non aver mai sentito discorsi così inutili. Le altre sono iscritte a Scienze della comunicazione.

Il Colonnello dice di aver convertito all’Islam 3 hostess. In realtà pare che fossero piegate verso la Mecca solo casualmente.

Cordiale scambio di opinioni nell’ultimo incontro tra il premier e Gheddafi. Si è parlato soprattutto di hennè.

Si è conclusa la visita di Gheddafi in Italia. Per sicurezza, continuiamo a tenere i radar spenti.

Benedetto XVI: “Dio è gratis“. Allora ne prendo 2.

(“Dio è gratis”. “Allah è grande”. Non sanno più cosa inventare per rifilarti le patacche

Napolitano: “Governo verso evoluzione benigna“. Ma resta sempre qualcosa da asportare.
..
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. Lista ANEMONE 2 : altri GIUDICI in lista !

    non bastava Achille Toro, Vincenzo Carbone, Umberto Marconi etc. ora anche Pasquale De Lise del TAR poi passato al Consiglio di Stato ! non è una compravendita di Giudici ? con la separazione delle carriere poi si avrà che i più disponibili alla vendita diventeranno PM separati ! VERGOGNA ! ci vuole una legge per la PULIZIA DELLA TOGA ! non “processo BREVE”, ” o processo LUNGHISSIMO ” e SEPARAZIONE DI CARRIERE

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — settembre 4, 2010 @ 4:37 pm | Rispondi

  2. Ebbene sì , ci si sente impotenti di fronte a questa enorme masnada di delinquenti. Hanno compiuto un così ampio spettro di reati e crimini che pare non resti nessun altro tipo di reato da commettere.
    Mi piacerebbe tanto credere in un Dio benevolo e giusto, ma qualcuno mi spiega cosa sta facendo adesso ? Dorme per caso? o sta “sognando ” il prossimo universo?

    Commento di Paola Lombardo — settembre 5, 2010 @ 12:10 am | Rispondi

  3. Ciao Viviana,

    sento il bisogno di intervenire sul “tg sul pc”:

    seguo sky da molto tempo e per questo noto l’involuzione, il declino, il decadimento, la degenerazione e la regressione che ha avuto questo canale che era il migliore in fatto di informazione.
    Sono sicura che in qualche modo, non so come, B sia riuscito a mettere le mani anche lì.
    Forse con i soliti metodi ricattatori.
    Forse solo per portare avanti il “Piano di Rinascita Dmocratica”….

    Oggi questo telegiornale ha giornalisti che neanche sanno cosa stanno leggendo, neanche hanno prima dato un’occhiata a ciò che altri hanno scritto loro.
    Sono tutte scollature e ammiccamenti, il linguaggio è lo stesso che in altri tg: “paura a”, “momenti di terrore a”, “disastroso”, “allarmante”, e così via.
    E pare un doppione di Studio Aperto.
    Senti ripetere “Berlusconi” per tutto il tempo, è diventato il suo megafono. Tra poco ci diranno a che ora ha sorseggiato il primo caffè della mattina e se ha defecato oppure sta affrontanto una giornata di stitichezza :-).

    Ultimamente mi sembra più valido il tg di rai news 24: le giornaliste sono brutte (non è vero, scherzo. Sono solo sobrie e preparate), coperte, con pochi discreti ed eleganti monili, obiettive. 🙂

    Sky tg, inoltre, quotidianamente offre un sondaggio: sembra che rispondano solo fascisti e xenofobi.
    Ho scritto a Sky chidendo su cosa si basi la percentuale che ci propinano: non c’è il numero dei partecipanti, la fascia d’età, ecc.
    Per esempio il loro 78% a cosa corrisponde? Il 78% di quanti aderenti al sondaggio?
    Mi piacerebbe sapere se rispondono in 10, 100, 1.000 o 1 milione. I numeri fanno la differenza. Se non vengono citati c’è un secondo fine, un indirizzamento occulto e subdolo per esempio.

    La moltitudine è sotto effetto di Prozac e Codeina (tranne i soliti noti).

    Emilio Carelli, per esempio, che ora è in Sky e non per svolgere mansioni di facchino… Chi è? Chi era?
    Qualcuno potrebbe dire: ma come? Ha presentato il lancio di Current Tv in Italia!
    Beh, anche Mondadori è stato l’editore di Gomorra, di saviano.
    Fumo.
    Come disse Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma il più delle volte s’indovina.

    Mi piacerebbe avere una tua impressione su quanto ho esposto, perchè Donna e Persona intelligente, colta, impegnata, sveglia, attenta.
    Sei una delle poche persone che leggo con piacere, interesse e fiducia.

    Un bacio
    Con immensa stima

    Carla Chiari – Milano

    Commento di Carla — settembre 5, 2010 @ 5:33 pm | Rispondi

  4. Ciao Carla
    pensa che io invece ho notato il decadimento proprio di rainews24, forse tu non la seguivi quando era direttore Morrione, che permise alcuni bellissimi servizi che divennero famosi in Europa come quello sulla distruzione di Falluja di Siegfrido Ranucci, io allora la guardavo continuamente per quanto era avvincente e aggiornata
    http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=57784
    Ma poi avvenne che Morrione diede le dimissioni, e il nuovo venuto Mineo (scelto da Curzi) è stato decisamente inferiore. Sono sparite le dirette delle manifestazioni popolari. Sono scomparsi i grandi servizi giornalistici. Sono cominciati i perditempo stupidi (diventato leggendario il servizio sui peti dei canguri). Malgrado questo, rainews24 continuava ad avere una sua importanza, soprattutto perché poteva essere vista in chiaro su rai 3 al mattino. Poi anche questo diventato insignificante coi tg regionali di cui sinceramente non avevamo bisogno a quell’ora
    Mi spiace. Mineo non mi piace.
    Inoltre è stato pesantemente criticato perché, a fronte di una scarsezza di servizi reali, e ascolti bassissimi già 3 anni fa denunciava 35 milioni di spese e l’audience di una piccola radio (0,03%, 3000 ascoltatori al giorno) con 100 giornalisti. Veramente troppo!

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 5, 2010 @ 7:29 pm | Rispondi

    • Ciao Viviana,

      tutto vero.
      Seguivo Morrione, e Mineo che subentrò perchè il primo andò in pensione dopo che ricevette un bossolo calibro 9, non l’ha degnamente sostituito, anzi.
      Mineo è stato persino un “fan” di Berlusconi, come uomo, poi le cose sono cambiate, da un paio d’anni, forse meno.
      Per sua stessa ammissione ha sempre avuto degli ascolti bassissimi e poca qualità, ma ha deciso di dare una svolta e persino di battere gli ascolti di sky.
      E pare che stia riuscendo nell’intento, pur avendo mezzi più contenuti della concorrente.

      A maggio fu “oscurato” sia sul digitale che su sky. Problemi tecini, si disse.
      A luglio quello di Arcore vagheggiò che Mineo non andava bene per Rai News, al suo posto avrebbe visto meglio Franco Ferraro, attuale caporedattore di SkyTg24 e conduttore di Seven, sempre su sky….!
      Uno denunciato per procurato allarme, turbativa dell’ordine pubblico con aggravante della simulazione di reato nel 2002, per lo show sulla scalinata di Trinità dei Monti….
      Ma RiNews anche in Internet va forte, ha in Twitter una manciata di migliaia di fallowers in meno di sky e il sito è visto da milioni di utenti unici.
      I minori mezzi a disposizione credo che non gli facciano fare servizi importanti o le dirette delle manifestazioni popolari o lunghi servizi come quello di oggi, di Fini. O del Popolo Viola, o di Grillo.
      Ricordo però una lunga diretta non stop sul terremoto dell’Aquila da cui attinse anche la CNN.
      E poi Raiperunanotte. I servizi denuncia sull’Aquila.
      Vedremo come si comporterà con Woodstock 5 stelle e il 2 ottobre.

      Non giudico le persone da come ne escono da un paragone.
      Ognuno vale per ciò che è e che fa.
      Nessuno però potrà farmi cambiare idea sugli ammiccamenti e le generose scollature del tg di sky. Li trovo insopportabili e inammissibili.
      Specialmente quella Federica de Santis….. Una sfacciata berlusconiana di stampo berlusconiano, se non lo è ci sembra.
      Odiosa. Fa il tg mattina come una pornodiva :-). Opss. 🙂
      E i gossip a scapito delle notizie importanti per il Paese?
      E’ vero che poi sky fa lunghe dirette con i più importanti avvenimenti, per lo share sicuramente.

      Ma questo è solo il mio accalorato pensiero, non ho la verità in tasca.

      Serena notte

      Carla

      Commento di Carla — settembre 5, 2010 @ 11:53 pm | Rispondi

  5. Ciao Carla
    Condivido molte cose che hai detto. Sono lieta di sentirti tanto informata, quella delle minacce a Morrione non la sapevo. Siamo in un gran brutto mondo.
    Grazie di avermi scritto. Sarò semrpe lieta di leggerti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 6, 2010 @ 6:27 am | Rispondi


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