Nuovo Masada

agosto 26, 2010

MASADA n° 1185. 26-8-2010. CIPPUTI

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:00 pm

“Quand’è che il futuro è passato da essere una promessa a essere una minaccia?”
(Chuck Palahniuk)
..
Un neoliberismo di merda
Viviana Vivarelli

Hanno tanto propagandato un neoliberismo che avrebbe portato ad un mondo migliore, con più lavoro e più benessere per tutti, meno miseria e meno disoccupazione, che tutti ci sono cascati, e anche chi sperava in una rivoluzione proletaria o in una socialdemocrazia nordica o in una democrazia allargata e partecipata ha ceduto alle sirene del mercato, ad una presunta libera concorrenza che si autoregolasse da sola, ad un crescente progresso generalizzato, a guadagni facili e rapidi ottenuti con metodi dubbi e discutibili, e ha messo lo scopo della sua vita nella speranza di possedere di più, di avere maggior potere sugli altri, di moltiplicare i propri desideri, imitare i vizi delle classi abbienti e trasgredire la legge pur di soddisfare voglie meschine.
Il piacere e il possesso sono diventati i massimi Dei.

E in loro nome si sono spacciate autentiche sciagure, come le guerre di esportazione di democrazia, la delocalizzazione del lavoro, l’abbattimento delle norme di tutela del lavoro, l’annientamento dello stato sociale, la corrosione dei diritti costituzionali, la distruzione del pianeta, il cambio climatico, la schiavizzazione del lavoro, la speculazione borsistica selvaggia, il sostegno dei gruppi bancari alle guerre e al crimine, la fine dei diritti democratici, il moltiplicarsi della miseria e della disoccupazione…
Come in queste condizioni sia possibile che le masse votino ancora per i loro aguzzini resta un mistero che solo il plagio e la corsa al potere e al possesso può spiegare.
Ma quando in uno Stato non c’è altro e non si parla d’altro, quello Stato ormai è moralmente e legittimamente finito.
E il potere di fare la legge o di gestire l’economia o di amministrare la religione diventa un potere senza più diritto, senza più carisma, senza più giustificativo etico e sociale che ne legittimi l’esistenza. Diventa potere e basta, dunque sopruso fine a se stesso.
Ma quando il potere si scopre nudo nella sua essenza più feroce e insensata, quando serve solo a mantenere la sua forza e a coprire i suoi abusi, allora, sia esso laico, politico, economico o religioso, può essere solo rigettato dalla compagine sociale.
L’egoismo arido e cinico, la mancanza di partecipazione sociale, la caduta di valori e di ideali e l’assenza di empatia verso chi sta peggio sono diventati le regole di una vita sciagurata e fine a se stessa che le classi egemoni hanno presentato come modello abietto del vivere e che le classi subalterne hanno cercato di imitare senza riuscire a produrre anticorpi durevoli ed efficaci.
In questo declino dissennato di ciò che rende onorevole un’esistenza e lodevole una nazione, né i partiti né le religioni né le ideologie laiche apartitiche né i gruppi economici sono riusciti a costituire un polo di luce a cui ispirarsi, anzi sono cresciuti i tentativi dei malviventi del potere di feudalizzare lo stato, unificare le opposte facioni nei privilegi e negli abusi, creando sempre nuove impunità a favore di pochi e sempre nuove disparità per i soli potenti, allargando il solco tra la cricca che comanda e il resto del popolo e uccidendo al contempo futuro e democrazia, fino alla dissoluzione dello stato stesso.
Col neoliberismo, il corpo sociale ha perso via via qualsiasi significato di merito che lo tenga unito, non più la religione, la chiesa, la patria, i valori civili, il senso di umanità, l’appartenenza a una nazione o a una etnia, la speranza nel futuro o nel progresso, solo sporadici tentativi di agglomerare le masse sulle voci dell’odio, della paura, del vizio e dell’egoismo.
Ma egoismo più paura non fanno uomini, fanno bestie.

Viviana
La classe operaia non va più in paradiso. Non va più da nessuna parte. Non va più nemmeno al suo posto di lavoro quando è stata licenziata per ingiusta causa e reintegrata dal giudice. Quest’epoca ha deciso che la classe operaia va al cesso. Ma le ha tolto anche il cesso.

La classe operaia è stata resa superflua da quelli come Marchionne, che il Pd ha detto che ha fatto bene a fare quello che ha fatto. Lo ha ripetuto pure D’Alema. E lo hanno confermato CISL e UIL. Epifani astenuto.

Marchionne è un fine linguista. Ha dichiarato che ‘operaio’ è un termine obsoleto.
‘Stronzo speculatore’, invece, è a la page.

C’era una volta la classe operaia… poi vennero le prese per il culo.
Ora se chiedi a uno se fa la classe operaia ti risponde: “No, grazie, io rubo per hobby”.

Pierino è stato messo in castigo dalla maestra per aver detto che suo padre fa l’operaio.
Il Trota invece per aver detto che vuole rubare come suo padre senza mai lavorare lo hanno fatto vicepreside.

Il mondo è diviso tra quelli che fanno i dipendenti e chi comanda. Al momento la battaglia dei dipendenti è persa, e assistiamo all’ultimo massacro. L’ultima speranza è che quelli che massacrano si massacrino tra loro.

Una volta c’era la classe operaia e tutti gli altri. Ora ci sono solo tutti gli altri.

Quando chiedono alla classe operaia per chi vota e risponde “Lega”, cosa spera esattamente? Di entrare nei nuovi consigli comunali dell’Italia federale a far niente, con stipendio triplicato? Certo, rispetto alla catena di montaggio sempre più dura alla Marchionne, voterei Lega anch’io.

Prima c’era la classe operaia e basta. Ora c’è la classe operaia italiana che le prende in culo meno della classe operaia polacca, che la prende in culo meno della classe operaia serba, che la prende in culo meno della classe operaia cinese, che la prende in culo meno della classe operaia africana… Il dilemma è sapere chi sta in fondo alla lista (che gran culo!), e se ci vuoi stare anche tu. E’ quello che chiamano progresso liberista.

Mi fanno ridere quelli che non hanno mai lavorato un’ora nella loro vita e fanno fini concioni sull’assenteismo degli operai italiani, che sarebbe, secondo i fini dicitori, la causa delle localizzazioni del lavoro, perché erano ultimi nella classifica della produttività europea. I polacchi, guarda caso, erano primi e l’hanno presa in culo anche loro. Ma dei polacchi i fini dicitori non si abbassano a parlare. Nemmeno dei cinesi per quello.

Dopo che uno è stato tanto alla Fiat, come Montezemolo, abbiamo anche gente dell’opposizione che pensa a lui come a un possibile capo di governo. Viste le regalie che lo Stato ha fatto in 60 anni alla Fiat è come unificare il consumatore col produttore, o lo squalo con la preda, un’operazione che solo dei fuori di testa possono fare, gente, per intenderci, che ha candidato Calearo e Colaninno e che la classe operaia se l’è persa per strada da dopo Lama. La proposta potrebbe essere: pensioniamoli tutti e cerchiamo tra gli operai un nuovo Lula. Se poi si chiama Cipputi è anche meglio. Almeno quando parlerà di lavoro, non sembrerà un esquimese che parla di pommarola.

Se il compito della Fiat è stato di diminuire gli operai da 223.000 a 198.764, quello di Marchionne nei prossimi due anni sarà di eliminare 5.000 operai italiani.
Marchionne smentisce le indiscrezioni: “Non abbiamo licenziato mai nessuno”.
Di fronte alle cifre inconfutabili, ha fatto la solita faccia da Marchionne.
La Telecom aveva 120.000 dipendenti, ora ne ha 58.000.
Sono i miracoli dei cosiddetti ‘imprenditori’ italiani, più prenditori che imprenditori. Non si sa come, sempre nelle simpatie dell’opposizione.
In Italia hanno dismesso tutto: il chimico e il petrolchimico, l’informatico, il minerario, l’agricolo, l’alimentare, il tessile.. ora non sapendo più cosa dismettere, dismettono gli operai, i giovani, i ricercatori, gli impiegati… A dismettere il territorio ci ha già pensato la Lega, ma anche il Pd non si è tirato indietro. La Costituzione l’hanno già messa tutti al macero, a partire da D’Alema. Lo Statuto del lavoro è in mano a gente che prende a modello Marchionne. La Magistratura è all’asta. Cosa resta da distruggere ancora? Alla fine resteranno da distruggere solo i distruttori!
Il Pd partecipa bellamente al massacro, quale che sia la peggiore idea, ormai si accoda. Al Vaticano interessano solo le cene da Vespa e anche gli attacchi di Famiglia cristiana dopo il caso Boffo, saranno prontamente rientrati appena si passerà dall’8 per mille al 9, o si farà qualche altra porcheria simile.
Inutile sperare in una qualche opposizione. Il Pd non fa che perdere elettori. E’ quel che si dice corsa alle cifre minime. Ma un conto è farlo sulla pelle degli altri, un altro sulla propria.
Ormai dovrebbe chiamarsi PDM, partito democratico masochista e prendere come candidato Tafazzi, quello che gode parandosi sulle palle.

Un messaggio capito all’incontrario. Ma com’è che l’unico risultato di “Proletari di tutto il mondo, unitevi!” è stata l’unione massiccia di preti, magnati e magnacci?

Prima l’essere proletari era una classe, ora è una nazione. Domani sarà il mondo. In alto, in bilico sull’immane catasta umana di sventurati, le poche centinaia di squali in piena supremazia, sempre più sporchi, sempre più brutti, sempre più corrotti, sempre più vecchi, padroni dei media, padrone dei beni, padroni della vite, padroni dei corpi, padroni delle anime. Padroni.

Schifani: “Bisogna educare questa classe operaia alle regole!”
La prima: “Morire in dignitoso silenzio.
La seconda: “Finché vivi, non rompere le palle!”

La regola di Mangano: meglio un posto da mafioso oggi che uno da operaio domani.

I leghisti sono tutti contro la classe operaia, perché sono convinti, con uno sfruttamento migliore, di diventare tutti padroncini.

In Inghilterra si licenziano gli operai e gli impiegati inglesi e si importano operai e impiegati di altri paesi, moltissimi indiani. Il padrone paga loro l’alloggio. Con il basso salario che paga, gli conviene dargli anche la casa. E’ una delocalizzazione all’incontrario. Non importa che crei la fabbrica all’estero, puoi anche importare lavoratori da fuori.
I leghisti questo non l’hanno capito.

Ma chi fu il primo a dire “La classe operaia va in paradiso”? Dio. Era una barzelletta, da un podio di Confindustria. Risero tutti, come per le battute di Berlusconi.

La sai qual è l’ultima battuta di Berlusconi?
Magari!

La battuta che fa sguarare dal ridere Marchionne:
“Sì, chiediamo tanti aiuti economici allo stato, ma almeno non licenziamo nessun operaio.”
Dio, ma perché non lo fulmini, quest’uomo?

Avete notato che da un po’ di tempo, in Italia, i devastatori, si presentano tutti in maglioncino blu?
..
Lo voglio vedere Obama come si congratulerà con Marchionne quando chiuderà la Chrisler e trasferirà la produzione in Messico!
..
Fare la classe operaia, più che un destino è una vocazione.
Se uno diventa ricco ricattando personaggi famosi, fotte solo show girl, guida solo Lamborghini, Ferrari 612 Scaglietti nera e Bentley, paga con banconote false, ricetta pistole e fa bancarotte fraudolente, è molto difficile che abbia la vocazione di fare il membro della classe operaia. E come punizione, Altan non si occuperà mai di lui.

Da Nonciclopedia

Il termine classe operaia indica una patologia, come la mucca pazza, o il desiderio di sopravvivenza delle classi abiette. In genere le sintomatologie non sono evidenti. I membri della classe operaria possono condurre una vita quasi normale: si interessano esclusivamente di calcio, guardano Striscia la notizia e Domenica in, non praticano il sesso, chiedono prestiti a tassi usurai per comprarsi la Fiat Punto o fare 3 giorni di vacanze l’anno ammassati in riviera, non presentano sentimenti nefasti quali l’invidia per i ricchi e anzi si illudono persino di poter imitare il loro stile di vita solo perché possono permettersi di comprare un cellulare nuovo ogni mese, fanno la fame per pagare il mutuo della casa convinti che questo li farà diventare ricchi e danno prova di grande generosità pagando le tasse al posto di Valentino Rossi.

Se la classe operaia è una patologia, contro cui giustamente le classi padronali prendono delle profilassi, occorre evitare assolutamente che essa dilaghi come epidemia.
Troppe sono e forze che me temono gli sviluppi con ripercussioni in economico, politico e persino religioso. Per questo i governi, i banchieri e la Chiesa cattolica apostolica cristiana romana e universale del santo sepolcro imbiancato hanno sempre alta l’attenzione con efficaci metodi di prevenzione quali le armi di distrazione di massa: televisione, calcio, Sanremo, TG4 e padre Pio.
A tale scopo inoltre sono indetti nelle aziende corsi sull’igiene e sicurezza del lavoro allo scopo di formare nuovi sindacalisti il cui compito è sopratutto quello di distribuire le vasellina agli operai e istruire i datori di lavoro sui rischi di rapporti non sicuri.
Per quanto riguarda la profilassi, si è potuto notare attraverso attenti monitoraggi che, se prese le dovute misure con tempestività, l’epidemia decorre velocemente: è utile ricordare ad esempio il caso della tentata abrogazione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori da parte del governo Berlusconi: gli operai che lo votarono scesero in massa per le strade presi dalle allucinazioni della malattia, ma allo stralcio del disegno di legge tutto tornò alla normalità e gli operai poterono continuare a votare per Silvio.
Efficace è stata anche la creazione di specifici presidi ospedalieri, di solito posti negli studi televisivi, dove si gira Annozero, in cui gli operai della Fiat che stanno per essere licenziati vengono invitati tra il pubblico a parlar male del capitale, della globalizzazione e in difesa dei loro diritti e dignità di persone, argomenti sconosciuti in condizioni di salute normale e dettati solo dal delirio e dalla confusione provocate dalla malattia e dalla casuale lettura di un qualsiasi quotidiano che non parli di sport.

Operaio del nord-est
L’operaio del Triveneto di solito è un uomo con il livello culturale mediamente più basso rispetto agli altri esponenti della sua specie, visto che abbandona la scuola intorno ai 13-14 anni per andare a lavorare in qualche piccola fabbrichetta manifatturiera, ma non come si vuol romanticamente credere per aiutare la famiglia in difficoltà, ma perché vuole avere soldi subito per comprarsi lo scooter o, arrivato alla maggiore età, la Lancia Thema di seconda mano con cui andare a schiantarsi contro un frassino il sabato sera dopo essersi ubriacato in discoteca; o nel più fortunato dei casi almeno dopo aver dato a una prostituta nigeriana quello che lui ha ricevuto durante tutta la settimana, il tutto in linea con lo stile di vita dettato dai sani principi cattolici tipici di quelle zone. Lavora in media 20-22 ore al giorno ma almeno riesce ad acquistare la villetta con il giardino; il problema di tanta fatica si presenta la sera quando rientrando a casa è costretto a chiamare i carabinieri per far portare via quella misteriosa donna sciatta e poco curata con in braccio un paio di neonati che si è intrufolata in casa. In caso di crisi economica e conseguente licenziamento, il virus dapprima si manifesta con ingiustificati impeti di razzismo verso marocchini, cinesi e persino contro le sue amiche prostitute nigeriane, poi solo quando ha perso pure la casa diventa comunista, ma almeno riacquista la memoria e ricorda che quella donna che ha fatto portare via dai carabinieri era sua moglie che ormai non riconosceva più, stando tutto il giorno a lavoro: inutile dire che ovviamente i figli non erano i suoi ma del suo datore di lavoro.

Operaio lombardo
L’operaio lombardo è stranamente convinto che l’imprenditore che lo ha assunto apre un attività perché è un uomo pieno di spirito di iniziativa e non per arricchirsi alle sue spalle. Il suo stile di vita è il più basso di tutti visto l’esorbitante costo della vita imposto loro dai calciatori del Milan, dell’Inter e dai VIP di Merdaset, ma nonostante questo è contento perché comunque vive nella regione più ricca d’Italia.

Operaio meridionale
Contrariamente a quanto si può credere lavora quanto un operaio del nord est, ma a differenza di questi è lui che paga il suo datore di lavoro. Pur essendo il più inculato sfruttato di tutti è almeno il più resistente al virus, visti i risultati di tutte le elezioni nel sud Italia dalla nascita della Repubblica, e questo lo rende molto orgoglioso di sé. Infatti interrogato dai ricercatori sul suo bizzarro comportamento risponde: “Io devo ringraziare il mio padrone che io almeno un lavoro ce l’ho….”

Operaio napoletano
L’operaio napoletano è il più atipico di tutti, infatti di solito è incazzato quando il lavoro lo trova e non quando gli manca. Purtroppo l’avvento della crisi economica non consente più di mantenere tutti quei disoccupati a spese del clientelismo politico e della comunità, ma per fortuna i sindacati, come i cattolici per Lourdes, organizzano viaggi della speranza ad Annozero dove, come già anticipato, i lavoratori dell’Alfa Romeo di Pomigliano D’arco in cassa integrazione possono curarsi dalla terribile malattia.

La classe operaia è la classe più lungimirante, disinteressata, la classe dallo spirito rivoluzionario più conseguente. Tutta la storia della rivoluzione dimostra che senza la direzione della classe operaia la rivoluzione fallisce, mentre con la direzione della classe operaia trionfa. Nell’epoca dell’imperialismo, nessuna altra classe in nessun paese può condurre alla vittoria una vera rivoluzione”.

Mao Zedong, La dittatura democratica popolare, 30 giugno 1949
(ora non so se voleva prendere per il culo anche lui…”)

“La dittatura della classe operaia”
La ditta…che??

Il furto è il modo migliore per farsi delle proprietà.
La proprietà non è più un furto.
Dipende dal proprietario. O dal ladro.
Se è marocchino, è un reato. Se si chiama Berlusconi, è un merito.
Se si chiama cognato di Fini, un conflitto di interesse.
Se si chiama operaio, svegliati che ti stai facendo una canna.

Ma chi l’ha detto che per vivere si deve stare alla catena di montaggio?
(Da facebook, segnalato da Cettina)

LA PRIMA MACCHINA DA SOLDI: LA MENDICANZA COORDINATA E CONTINUATIVA

Gli ingredienti sono pochi così come la dotazione necessaria.
Tempo per entrare a regime: qualche giorno
Investimento iniziale: nullo
Costo sociale: pressocché ininfluente
Livello etico: medio – basso

MANSIONARIO E TECNICHE:

1) Ci si colloca per 5-6 ore al giorno in un angolo affollato di strada, preferibilmente nei pressi di esercizi commerciali che vendono cose economiche, (per la nota legge che ricchi non si diventa con le opere di solidarietà, pertanto è inutile fare l’elemosina a ridosso dell’opulenza..)

2) Realizzare una comunicazione efficace ma non troppo drammatica perchè inquieterebbe i passanti che invece hanno bisogno di pensare che col loro aiuto tu ce la possa fare!
I migliori slogan sono quelli del tipo: “AIUTATEMI A TORNARE A CASA MIA”
Generico, Sintetico ed efficace, inoltre se cambi zona ogni due o tre mesi, ingeneri nei passanti abituali l’idea che la loro solidarietà sia valsa a farti tornare a casa e sono spinti a Rifare l’elemosina se dovesse capitarne l’occasione.
Creerai così mercato per l’amico che verrà a mendicare in quella zona subito dopo di te.

3) Abbigliamento povero, ma dignitoso.
Niente gambe finte, mani mozzate, biglie al posto degli occhi (se hai questi problemi fisici la mendicanza non è l’attività giusta per te!)
Non funzionano,
la gente comincia quasi subito a pensare che tu possa in qualche modo estendere la tua sfiga anche a loro!!!
Devi sempre dare la sensazione di poterti rialzare con le tue gambe!
“Questo ragazzo ce l’ha fatta… anche grazie a me!!!”

Importante: tenere presente che l’unico motivo per cui si regala un elemosina è per lavare la propria coscienza,senza rinunciare a nessun peccato.
Pertanto dopo la confessione è l’attività con maggior mercato potenziale!

Benefici economici: se in media passano al tuo angolo circa, 3.000 persone al giorno (concentrate peraltro in specifiche ore di punta) , ed hai seguito alla lettera i consigli di cui sopra, puoi star certo che avrai una Redemption media (% di persone che elargiscono l’elemosina per intenderci) pari almeno al 25%.
Questo vuol dire che almeno 750 persone elargiranno un elemosina.
Se consideri che mediamente l’importo di un elemosina si aggira intorno ai 0,40 centesimi di Euro (l’ho domandato ad un paio di professionisti), avrai ottenuto in una giornata circa 300 Euro!
Per cinque giorni la settimana, fanno la bellezza di 1.500. Euro esentasse!

Esattamente quanto guadagna mediamente un impiegato di primo livello per dedicare all’Azienda circa 14 ore giornaliere (dalle 7 del mattino alle 18 di sera, più un ora in media di straordinario) della propria vita!
Nel tuo caso ho ipotizzato cinque ore di lavoro al giorno, ma questo non toglie che tu possa tarare il tuo fabbisogno di denaro ad una soglia più bassa e lavorare ancora meno, oppure decidere di non “scendere a lavorare un paio di giorni” e poi recuperare quelli successivi!!!
Per il resto delle tue 19 ore giornaliere, ti vivi la tua vita in santa pace!!!

Al momento le due macchine per soldi preferenziali sono fare la escort o fare politica.
Per fare politica non devi nemmeno allargare le gambe. E la bellezza te la puoi scordare.
Basta ripetere le minchiate di chi comanda e ti fai un conticino ad Antigua non te lo leva nessuno.

Seriamente parlando:

CLASSE OPERAIA

Non sentite l’odore del fumo ? E’ il titolo di un vecchio libro di Danilo Dolci che metteva in guardia dai pericoli del ritorno della barbarie nazifascista.L’acre odore di fumo nero non si sentiva così forte dall’inizio degli anni ’70, dai tempi in cui nacque la strategia della tensione, che iniziò con la strage di Piazza Fontana e che aveva un solo obiettivo, spezzare con la violenza l’ascesa politica della classe operaia dopo l’autunno caldo del 1969. Le aggressioni di Berlusconi alla costituzione antifascista, a partire dall’articolo 41, e il ricatto inaccettabile di Marchionne ai lavoratori di Pomigliano d’Arco, sono fatti inquietanti da non sottovalutare, che parlano della volontà delle classi dominanti di sovvertire le regole della Repubblica che sono da intralcio ai progetti autoritari della borghesia italiana, finalizzata ad ridistribuzione della ricchezza ancor più a favore dell’oligarchia finanziaria e industriale del nostro paese. D’altronde il fascismo, nella sua concretezza storica, non fu altro che lo strumento illegale e violento con cui agrari e industriali schiacciarono le lotte operaie e contadine del 1919-’20, periodo storicamente ricordato come biennio rosso. Siamo lì. Le differenze ci sono, nei mezzi, per ora.

Ci sono perché la possibilità che la oligarchia capitalista e la sua rappresentanza politica odierna, diano vita ad una svolta reazionaria è stata spianata loro sia dai governi di csx con personaggi come Amato, D’Alema, Prodi, Padoa Schioppa, Treu, solo per citarne alcuni (anch’essi protagonisti di lunghe stagioni di precarizzazioni del lavoro e privatizzazioni), che non hanno fatto altro che sterrare la strada asfaltata da Berlusconi e dai suoi camerati; sia da sindacati confederali che hanno concertato in nome del mercato ogni sorta di richiesta padronale.
Dal 1980 ad oggi ne hanno fatte di tutti i colori e si sono mangiati tante delle conquiste operaie ottenute con il ciclo di lotte degli anni ’70, dalla scala mobile al diritto di sciopero. Ora siamo all’affondo, senza che ad opporsi vi sia un partito dei ceti poveri, senza che a resistere vi sia un sindacato generale della classe dei lavoratori.
Se riflettiamo sui due fatti simbolo di questi giorni, l’aggressione Berlusconiana alle garanzie sociali contenute nella costituzione, cancellando l’esplicito riferimento all’articolo 41, dove è scritto che l’attività economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza , alla libertà, alla dignità umana” , e il ricatto di Marchionne, il nuovo Valletta della FIAT, attraverso il quale il diritto individuale di aderire a uno sciopero, sancito dall’articolo 40 della Costituzione, diviene oggetto di provvedimento disciplinare fino al licenziamento, ci rendiamo conto che siamo ad un passaggio di una gravità senza precedenti.
Non che non fosse evidente da anni che la globalizzazione capitalista stesse facendo piazza pulita di ciò che rimaneva dei diritti dei lavoratori, ormai è da tempo che i padroni non chiudono più solo perché sono in crisi, ma anche se guadagnano e molto, smantellano tutto per andarsene dove guadagno più, potendo sfruttare il lavoro ad un costo inferiore, lasciando i lavoratori per strada alla fame.
Del compromesso costituzionale del 1948 vogliono cancellare tutto ciò che riguarda le tutele sociali e i diritti dei lavoratori, dello Statuto dei Lavoratori vogliono cancellare tutto.
Fermarli non sarà facile, quello che si può e si deve fare, pur nell’ assoluta indipendenza di giudizio politico, di autonoma collocazione e organizzazione politica, è unire le forze per la massima resistenza possibile.
Ci sono forze politiche, sindacali, disposte a dare vita a un Movimento di Resistenza che abbia la forza reale di far pagare ai padroni la crisi, di far rimangiare a Berlusconi i suoi tentativi reazionari ? Se ci sono si facciano avanti, è ora !

http://www.spoletonline.com/index.php?page=articolo&id=131820

Silvanetta segnala:

La fame
1,02 miliardi di persone, nel mondo, oggi, soffrono la fame.
Circa una persona su sei non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva. A livello mondiale, il rischio maggiore per la salute degli individui è rappresentato dalla fame e dalla malnutrizione, più che dall’azione combinata di AIDS, malaria e turbercolosi.
Le principali cause della fame sono i disastri naturali, i conflitti, la povertà endemica, l’assoluta scarsità di infrastrutture per l’agricoltura e lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente.
Inoltre, per effetto della recente crisi economica e finanziaria, un numero maggiore di persone soffre la fame.
La fame non significa solamente mancanza reale di cibo.
Essa si manifesta anche in forme più nascoste.
La mancanza di micronutrienti, ad esempio, espone le persone a contrarre più facilmente le malattie infettive, impedisce un’adeguato sviluppo fisico e mentale, riduce la produttività nel lavoro e aumenta il rischio di morte prematura.
La fame non colpisce solamente gli individui ma mina anche le potenzialità economiche dei paesi in via di sviluppo.
Gli economisti stimano che ogni bambino il cui sviluppo mentale e fisico sia alterato dalla fame e dalla denutrizione, ha una minore capacità di generare reddito, nel corso della sua vita, che varia tra il 5 e il 10 per cento.
Tra gli Obiettivi di Sviluppo per il Millennio, stabiliti dalle Nazioni Unite per il XXI secolo, al primo posto vi è il dimezzare la proporzione del numero degli affamati.
Nonostante i progressi compiuti nella riduzione della fame cronica nel corso di tutti gli anni Ottanta e nella prima metà dei Novanta, nell’ultimo decennio si è registrato un lento ma costante aumento della fame.

http://it.wfp.org/la-fame

Indecenza politica. Veltroni batte B
Paolo de Gregorio

Il “caro leader” del PD, Valter Veltroni, riemerso dal nulla, uomo con una idea fissa, rimanere nel giro della politica anche se perditore professionale, profeta del “ma anche”, nel 2007 protagonista della mano tesa a B. per un teorico “tavolo delle riforme” che dette ossigeno e forze al Caimano e scavò la fossa al governo Prodi.
Questo “acuto stratega” che, per fortuna degli africani, ha messo da parte i suoi insani propositi di fare qualcosa per l’Africa, oggi ci spiega (sul Corriere della Sera) che se si vogliono vincere le prossime elezioni bisogna evitare una ammucchiata contro il berlusconismo.

Possiamo capire il “caso umano”, qui il Valter cerca di far restare in sella il Cavaliere perché la vittoria di un FRONTE ANTIBERLUSCONISTA sconfiggerebbe la sua teoria e la sua prassi politica, ma, se il PD fosse un partito serio, un soggetto del genere lo farebbe portare via in camicia di forza da robusti infermieri.
C’è un piccolo particolare però che questo partito, il PD, è spaccato in tre: vi è il blocco dalemiano, il gruppo di Veltroni, e gli ex-democristiani con la valigia in mano pronti al salto nel possibile “grande centro”.
Da anni questo partito, che abusivamente si definisce di sinistra, è bloccato da questa lotta intestina, che sembra infinita, è un partito che galleggia, visibile sul territorio solo per le ospitate televisive, senza una identità né un programma riconoscibili, mentre in Parlamento la sua opposizione appare ibernata, incapace di proporre e gestire alleanze né con Di Pietro, né con la galassia della sinistra sparita.

In questa situazione l’unico collante che può sviluppare alleanze, anche disomogenee, e recuperare la grande astensione, è proprio il fronte anti-Cavaliere, che faccia finire 15 anni di sultanato e cancelli l’anomalia di un monopolista dei media al massimo potere politico. Un soggetto che disse in confidenza a Indro Montanelli: “se non entro in politica finisco in galera e fallisco per debiti”.
Il berlusconismo è una iattura da cancellare, un vulnus alla democrazia. Ci ha tolto la possibilità di votare le persone di nostra fiducia, ha portato in Parlamento il malaffare e le famigerate leggi ad personam che attentano alla nostra Costituzione.

Per farlo cadere io farei patti sottobanco, anche con Bossi, con Fini, con Casini, perché è necessario che si chiuda questa fase orribile e si ponga mano ad una nuova legge elettorale che, nel primo articolo, stabilisca: nessun cittadino che possiede direttamente o indirettamente il controllo di mezzi di informazione (giornali, radio, tv, case editrici), anche a carattere locale, può essere ammesso alla competizione elettorale.
Senza se e senza ma

http://masadaweb.org

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