Nuovo Masada

agosto 21, 2010

MASADA n° 1182. 21-8-2010. Metastasi

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:41 am

La guerra da 3000 miliardi di dollari – Camilleri: il nuovo fascismo italiano – Il debito e il declino dell’America – Con un codicillo B non paga i danni alla Mondadori – Gli affari televisivi Berlusconi-Gheddafi – La truffa dei corsi di formazione

“L’Italia non è un Paese povero, è un povero Paese! “
De Gaulle
..
«Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio».

Metastasi
Viviana Vivarelli

Berlusconi ha detto che la corrente di Fini è una metastasi. Per Fini questo attributo è un onore, visto che B lo aveva già affibbiato ai magistrati onesti, ai giornalisti veritieri e ai cittadini democratici. Se è questo il cancro che intende debellare in due anni la vedo molto dura.

Sillogismo
Se Fini è una metastasi del Pdl e il Pdl è una metastasi della democrazia, ne dovrebbe conseguire che Fini è democratico?
Ma come fa a essere democratico uno che per 17 anni ha votato tutte le leggi antidemocratiche di Berlusconi?
E si può credere che sia democratico uno che al G8 di Genova aizzò i poliziotti contro i manifestanti dicendo “Ragazzi, picchiate duro! L’habeas corpus è sospeso. Anche se farete dei morti, ve ne verrà solo onore!” ?

Berlusconi ha promesso di debellare il cancro in due anni. Visto che il cancro di questo paese è lui, cosa pensa di fare? Scappare ad Antigua? Darsi un siero mortale? Suicidarsi a forza di Viagra?
E vorrà trascinare nella sua rovina anche la Lega? Che è ormai il maggior parassita che sta attaccato al cancro Berlusconi, lo sostiene e lo alimenta!
Tra tutti e due chi è che odia maggiormente l’Italia e fa di tutto per distruggerla?

Post Scriptum
Al momento del decesso, o esodo, o esilio, o scappa scappa, o fuggi fuggi, Pdl e Lega ci farebbero il piacere di prendersi come bagaglio aggiunto anche D’Alema e la cricca dei dalemiani che, come cancro sociale, hanno fatto danni abbastanza?
..
IL NULLA
Viviana Vivarelli

Ci sono due nulla
che come tentazioni mi attirano
Uno è quello dei malvagi
i nulla del non fare mai Bene
che sia buona cosa per gli altri
L’altro è quello dei santi

che da questo mondo
si esiliano
Ma io non mi sento malvagia a tal punto
né così egoista
da fregarmene del mondo
per il mio solo piacere
Non sono così bestia
Ma nemmeno mi sento spuntare
le ali dell’angelo
Sono fatta

di pasta terrena
cerco confusamente
il mio compito tra gli uomini
Lascio agli altri
le vette e gli sprofondi
e cammino inciampando
tra i miei errori molto umani
e le mie sicure incertezze
in questa valle di lacrime
in cerca di speranze
in cerca di sorrisi

faccio il mio lavoro
come l’operaio, l’artigiano,
il minatore della vita.


Blair

I militari inglesi hanno rifiutato l’offerta di Blair di dare ai feriti di guerra il ricavato della sua autobiografia.
Le vittime non possono accettare elemosine dai loro carnefici.
Blair, che ora si atteggia a uomo di pace, è responsabile di avere seguito supinamente Bush nella sua carneficina predatoria.
Blair, che pure fu preso a modello dal Pd, è colpevole della morte di 315 giovani britannici solo in Iraq, 285 in Afghanistan.

IRAQ
Secondo una rivista francese, al 2009 gli americani avrebbero avuto in Iraq 6.926 soldati uccisi,167 suicidi, 66.421 mutilati o feriti gravemente, 26.400 definitivamente fuori combattimento, 26.224 disertori e renitenti.
Il 15% dei veterani ha problemi di tossicodipendenza, soprattutto da eroina.
Sono da aggiungere 451 soldati uccisi e 5.901 feriti della coalizione alleata
Almeno 4.000 soldati inglesi presentano problemi mentali.
Le agenzie dei contractor e dei mercenari hanno subito 5.076 morti e 14.382 feriti. Dei morti, 1261 sono statunitensi (ufficialmente 445 e 3307 feriti), spesso presentati come centroamericani.I camionisti stranieri uccisi sono 1053 e 1830 feriti, cui vanno aggiunti 157 membri delle Nazioni Unite uccisi e 244 giornalisti. Inoltre 5.981 volontari e civili arabi morti in Iraq.
Gli iracheni hanno avuto 427.902 morti civili, più di 10 volte di più dei guerriglieri morti in combattimento che sono 36.581.
In totale la guerra al Terrore è costata a chi l’ha fatta 20.124 morti e 143.979 feriti.

AFGHANISTAN
983 soldati USA morti, 33 suicidi e 8.831 feriti.
La coalizione ha subito 632 morti e 6.271 feriti.
Sono stati uccisi 84.473 tra civili, ribelli e militari, afgani e pakistani.
Considerando altri fronti di guerra, il totale dei morti è di 580.492 .
Ma ne è valsa la pena?

Joseph Stiglitz e Linda J. Bilmes hanno scritto nel 2009 :
“La guerra da 3000 miliardi di dollari “, dove indicano l’attacco all’Iraq come il conflitto più costoso dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Una guerra che non è stata pagata alzando le tasse ma aumentando il debito pubblico e mandando il paese alla crisi.

DAL TESTO – “È ormai chiaro che invadendo l’Iraq gli Stati Uniti hanno commesso un terribile errore. Quasi 4000 soldati sono stati uccisi e oltre 58 000 sono stati feriti o si sono ammalati gravemente. Altri 7300 militari sono rimasti feriti o hanno contratto gravi malattie in Afghanistan. Centomila soldati americani sono tornati dalla guerra affetti da gravi disturbi psichici, che nella maggior parte dei casi diventeranno cronici. Per quanto terribile fosse il regime di Saddam Hussein, oggi la gente in Iraq sta molto peggio. Le strade, le scuole, gli ospedali, le case e i musei sono stati distrutti e i cittadini iracheni hanno problemi per le forniture di acqua ed energia elettrica, molto più di quanto non accadesse prima della guerra. Imperversa la violenza tra le fazioni e il caos che regna nel paese ha trasformato l’Iraq in una sorta di calamita che attrae terroristi di ogni sorta. L’idea che l’invasione dell’Iraq avrebbe portato la democrazia e fatto da catalizzatore al cambiamento in Medio Oriente sembra oggi una pura fantasia. Una volta pagato il prezzo di questa guerra, il debito nazionale americano sarà aumentato di 3.000 MLD di dollari. L’invasione dell’Iraq ha anche provocato un’impennata dei prezzi del petrolio. È per questo, e anche per altri motivi, che la guerra ha indebolito la nostra economia.”

“Viste e considerate le sofferenze umane provocate dalla guerra in Iraq, può sembrare fuori luogo pensare al suo costo in termini economici. Le aride cifre non potranno mai cogliere e descrivere il dolore per le tante persone uccise e la sofferenza di chi è rimasto ferito o mutilato per il resto della vita. Tuttavia, riteniamo essenziale capire quanto è costata questa guerra.”

“La decisione di andare in guerra si è basata su una serie di false premesse, fra cui – per es. – l’esistenza di un legame fra Saddam Hussein e i terribili attacchi dell’11 settembre contro il World Trade Center e il Pentagono. A causa di informazioni errate fornite dai servizi segreti, l’Iraq è stato accusato di possedere armi di distruzione di massa, benché gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Iaea) abbiano poi negato la circostanza. Secondo molti, la guerra sarebbe durata poco e in Iraq sarebbe sbocciata la democrazia. E in ultimo, si pensava che la guerra sarebbe costata poco e che la si sarebbe ammortizzata con facilità. “

“Al contrario, la guerra si è rivelata enormemente costosa, sia come tributo di sangue sia per le casse dello Stato. Secondo le nostre stime, il costo economico totale e in termini di budget per gli Stati Uniti si aggirerà attorno ai 3000 miliardi di dollari, mentre il costo per il resto del mondo sarà pari a circa il doppio.”

Joseph E. Stiglitz ha vinto nel 2001 del Premio Nobel per l’Economia. Prof. di Economia presso la Columbia University, è stato consigliere di Clinton durante il primo mandato
Linda J. Bilmes, tra le più autorevoli studiose statunitensi di finanza pubblica, insegna alla Kennedy School of Government della Harvard University e ha ricoperto numerosi incarichi di governo.
..
La guerra in Iraq fu sferrata senza alcun pretesto plausibile ed è stata condotta con metodi di inaudita violenza, a cui hanno partecipato anche i soldati italiani. Spesso sono stati fatti massacri di civili assolutamente gratuiti(come il bombardamento di una festa di nozze con 40 morti, o di pulmini pieni di civili).
Rimarrà celebre tra i casi più efferati di tortura e crudeltà fine a se stessa quanto avvenne nel carcere di Abu Graib, in cui erano rinchiusi civili e anche ragazze al cui rastrellamento parteciparono anche soldati italiani.
Moltissimi gli abusi sulla popolazione civile da parte dei soldati.
Il massimo della violenza fu la città di Fallūja rasa al suolo da bombardamenti al fosforo, con la distruzione di 2/3 degli edifici. Gli abitanti erano 300.000. Nessuno sa quante furono le migliaia di morti. Ma Bush voleva provare le nuove armi al fosforo bianco. La tragedia di Falluja è più grave di quella di Hiroshima. Tra i superstiti i casi di cancro si sono quadruplicati, e sono nati molti bambini mostruosi, come avvenne a Hiroshima.
Ma i media nascosero la strage e troppi italiani non ne hanno mai sentito parlare, mentre i nostri parlamentari di ambedue gli schieramenti continuare a votare per proseguire una guerra disastrosa, criminale e totalmente dissennata.
Nel 2005 nel massacro di Haditha, una squadra di Marines assassinò 24 civili iracheni disarmati-
Le varie milizie irachene (siano esse sciite, sunnite, curde o persino governative) sono ritenute responsabili di campagne di omicidi mirati o di vera e propria pulizia etnica (a Kirkūk 180.000 persone furono costrette a lasciare le proprie case, ma si stima che oltre un milione di iracheni abbiano lasciato il Paese.
Nel 2005 l’ex primo ministro Iyād ʿAllāwī descrisse gli abusi della polizia del nuovo governo iracheno come “peggiori di quelli di Saddam”. Poche settimane dopo si scoprì una prigione nello stesso palazzo del governo dove i corpi speciali del governo iracheno (fortemente infiltrati dalle milizie sciite) sottoponevano sistematicamente a tortura dei prigionieri sunniti.
Noi continuiamo a spendere in Afghanistan 2 milioni di euro al giorno. E’ giusto? E La Rrussa ha appena ordinato nuovi caccia e armi per 25 MLD. Ha senso?
Era questa l’esportazione di democrazia promessa da Bush?

Sauro manda

Camilleri parla di B: in Italia “nuove forme di fascismo”
Sulla Sueddeutsche Zeitung

Lo scrittore di successo Camilleri denuncia: un italiano su due non riesce a leggere e si informa solo tramite la TV – e questa è controllata dal “nemico della Costituzione” B. Egli avverte: i danni del sistema B avranno conseguenze per molti anni.

Andrea Camilleri, sceneggiatore, regista cinematografico e teatrale e ideatore del Commissario Montalbano, uno degli autori italiani più letti e trasportati nel cinema, è uno dei pochi intellettuali, che si sia continuamente occupato con passione e in maniera critica dello sviluppo politico del suo paese.
“L’Italia ha 150 anni, e sta molto peggio di me che ne ho 85. Ci sono stati già i primi festeggiamenti per l’anniversario. I rappresentanti politici della lega della Lega Nord, alleati di coalizione del PDL al governo di B, erano assenti. Io credo che i ministri abbiano il dovere di partecipare alle manifestazioni per l’unità nazionale. Alcuni ministri però spesso sostengono opinioni, che rappresentano il contrario dell’idea di unità. Non sono un nazionalista, non lo sono mai stato, sono comunista. Ma non si può avere al vertice dello stato persone che non credono nella Costituzione. In Germania è stata una delle critiche rivolte ai terroristi della RAF, che erano nemici della Costituzione. Mi sembra una critica estremamente seria. Anche da noi ci sono nemici della Costituzione, ma sono al potere. E nessuno lo denuncia.
Il capo della Lega ha affermato, che con il tricolore ci si pulirebbe il sedere. Mi sembra una dichiarazione tremenda. Poiché insozza tutti coloro che hanno dato la vita per questa bandiera. Insudicia anche la memoria dei caduti dei nostri giorni, che rientrano dall’Afghanistan e le cui bare vengono ricoperte da questo vessillo. Lo trovo insopportabile. E trovo incredibile che gli italiani non reagiscano.
Questa confusione italiana esiste da decenni. Dal mio punto di vista esiste soprattutto un progressivo decadimento della morale nella classe decisionale, che ha fortemente influenzato la popolazione. Da noi c’è il detto, il pesce inizia a puzzare dalla testa. Se la testa puzza, è chiaro che la decomposizione inizi a diffondersi nel paese.
Quando ero ragazzo, nel 1945, subito dopo la liberazione dell’Italia, lessi un articolo del grande giornalista americano Herbert Matthews. Il titolo diceva: “Non lo avete ucciso”. Voleva dire, mentre avete ammazzato Mussolini, non avete ucciso il fascismo. Egli descriveva, quali danni il fascismo aveva lasciato persino nel DNA degli italiani. E che ci sarebbero voluti molti anni per sanarli. Allora la cosa mi lasciò sconvolto. Nel corso degli anni ho dato sempre più ragione a Matthews. Il Fascismo è un virus che muta. E così ci troviamo in una nuova forma di fascismo. Sono forme diverse. Quindi credo che le conseguenze del Bsmo saranno simili a quelle del fascismo. E’ come se la natura degli italiani fosse infettata.
Eravamo già infettati, ora c’è di più. Si devono osservare le continue Eternazioni di B, che poi poco dopo vengono di nuovo negate. Questa è la sua caratteristica: smentirsi da solo. Cioè, se viene frainteso, stravolge quello che gli viene attribuito. Cioè non ha dichiarato quello che tutti hanno sentito. Così ha affermato che è giusto non pagare le tasse, se sono superiori ad una certa cifra. La prima volta era riferito all’evasore fiscale da perseguire, da parte della polizia di finanza, che in Italia ha soprattutto questo compito. Lo ha smentito e subito dopo ripetuto. Significa che ogni evasore fiscale – ed in Italia ce ne sono molti – si sente dalla parte del giusto.
B attacca continuamente la magistratura e la sminuisce in ogni modo possibile – sia con il suo impegno politico che personalmente. Che siano innocenti o colpevoli, gli imputati si professano sempre innocenti. E si parla poi di persecuzione mediante la giustizia. Un’ alta carica dello stato tenta di delegittimare un’istituzione dello stato.
Vede tutto contro di sé, ciò che è in linea con la costituzione e si oppone alle sue idee di egemonia. Non perché Napolitano gli sia ostile, bensì perché la carica e i compiti di Napolitano lo limitano. Ultimamente B ha detto, che non ha nessun tipo di potere. Il potere lo hanno i magistrati, che cambiano la normativa, quando una legge non gli piace. Il tribunale dichiarerebbe alla fine tale legge come nulla.
B personifica un’anomalia nella democrazia italiana. Esistono enormi conflitti d’interesse di B. Per esempio il ministro dello sviluppo economico Scajola che è stato costretto a dimettersi (in maggio, a causa di una vicenda di corruzione, ndr). Questo ministero è responsabile degli accordi con le televisioni pubbliche e private. B ha assunto l’incarico ad interim e ha assicurato al capo di stato che sarebbe stato solo per breve tempo. Altrimenti sarebbero intervenuti mostruosi conflitti di interesse. Sono già passati due mesi e B è ancora ministro dello sviluppo economico. E in qualità di ministro, afferma, e’ tentato gradualmente, a non rinnovare il contratto di servizio con l’emittente di stato RAI. lo dice il dirigente della concorrenza con la RAI! (Alla Mediaset di B appartiene la più grande rete televisiva in Italia, ndr). Non credo che in qualsiasi altro posto possa esistere una simile situazione. Perciò la vedo dura per l’Italia. Anche perché l’opposizione non ha la forza di fare l’opposizione. Poiché l’evoluzione dei partiti di sinistra purtroppo ha portato ad un progressivo allontanamento dalla gente. Viceversa la Lega Nord lo fa con grande successo.
Il PD non ha afferrato l’importanza della televisione in Italia. E continua a non capirla. Esso crede che presentarsi in televisione sia già sufficiente per sistemare tutto. Il rinomato linguista Tullio de Mauro ha pubblicato un’illuminante analisi sulla situazione culturale dell’Italia. Nel 2008 c’erano 2 milioni di analfabeti. 13 milioni e mezzo di semianalfabeti, persone che sanno firmare, ma non sanno leggere un giornale. 15 milioni sono analfabeti del secondo tipo, sapevano già leggere e scrivere, ma lo hanno disimparato. Sono quindi 30 milioni di italiani (su circa 60 milioni, ndr). L’unica fonte di informazione di questi analfabeti è la televisione e non i giornali. Solo circa il 20% della popolazione legge un giornale. Di questo 20% il dodici percento legge solo i titoli. E bisogna pensare (ridendo) che i Italia i titoli non concordano quasi mai agli articoli.
Tre emittenti appartengono a B. Di 3 delle reti di stato, che lui controlla in qualità di rappresentante di governo, sono controllate direttamente da personale del suo partito. RAI 1 è completamente nelle mani di B. Ha collocato al suo vertice un direttore che invece di trasmettere importanti notizie politiche, parla invece, per es. di argomenti assurdi come per esempio la coltivazione delle rape in Indocina. Solo un canale è libero.
Rai 3 sopravvive a continui attacchi. Inoltre c’è la rete La 7 (Telecom Italia, ndr) che ha ottimi ascolti. Significa quindi due su cinque.
I politici sono sempre diffidenti verso la cultura – almeno quelli contemporanei. Non vogliamo sputare sull’Italia e la sua storia, da cui sono nati politici altamente istruiti. Oggi questi appartengono ad una categoria scarsamente istruita. Perciò la cultura fa paura. Lo si nota anche nella politica del ministro per i beni culturali Sandro Bondi: un continuo cancellare di ciò che è cancellabile. Anche la scuola è cultura, e così anche nella scuola si elimina. A favore degli istituti privati, che sono per la maggior parte diretti dal clero. Anche questo è un argomento tabu.
C’è Umberto Eco non è certo più un giovanotto, Vincenzo Cerami e Francesco Piccolo. Forse la maggioranza degli intellettuali ha un’altra idea di se stessa, non dovrebbero sporcarsi le mani immischiandosi con la politica. Quindi gli intellettuali, me compreso, vanno là dove trovano posto – nei giornali di opposizione. Predicano a se stessi.

Sauro segnala

Il debito e il declino dell’America
di Mario Margiocco
http://www.project-syndicate.org/commentary/margiocco1/Italian

Viste le grandi difficoltà degli italiani, e di altri europei, a gestire il debito pubblico e privato, potrebbe sembrare poco modesto da parte di un europeo discutere i problemi del grave debito statunitense in costante aumento. Tuttavia, le realtà fiscali di entrambe le sponde dell’Atlantico sono, oggigiorno, molto simili, e solo una fiducia duratura nella promessa americana mantiene viva l’aspettativa europea secondo cui un grande colpo di scena americano risolverà la grave situazione di debito del paese.
Ovviamente, gran parte degli americani riconoscono l’entità del peso del loro debito. L’Ammiraglio Mike Mullen, Presidente dei Comandi Congiunti del Personale e, di conseguenza, il più alto funzionario militare in grado, ha affermato recentemente che il pericolo più grande per la sicurezza americana deriva dal debito pubblico. 4 americani su 10 sono d’accordo con lui, mentre meno di 3 su 19 considerano il terrorismo e l’Iran più pericolosi.
Lo status di grande potenza dell’America è sempre dipeso dal suo livello di debito. E’ stato infatti grazie all’assenza di debito pubblico che gli Stati Uniti hanno ottenuto e mantenuto il titolo di potenza mondiale tra il 1914 ed il 1917. Gli Stati Uniti sono passati da un debito di 3 milioni di dollari (gran parte del quale nei confronti della Gran Bretagna) ad un credito netto di una cifra simile, grazie ai 6 milioni di dollari dei crediti di guerra concessi agli alleati occidentali. Altri 3 milioni di dollari di credito per la ricostruzione europea nel dopoguerra hanno consolidato il suo status di primo paese creditore a livello mondiale, con un surplus pari all’8% del PIL.
Questo spostamento ha portato l’America a rimpiazzare la Gran Bretagna quale fulcro del sistema finanziario e monetario. In precedenza, grazie al sistema aureo ed alla stabilità politica della Gran Bretagna, la City di Londra aveva svolto il ruolo di fonte principale di capitale e di garanzie finanziarie a livello mondiale, per più di un secolo.
La nuova era è iniziata improvvisamente nel gennaio del 1915 quando, dopo qualche mese di profonda incertezza, sono iniziate consistenti spedizioni d’oro con destinazione New York. Qualche mese prima, il finanziere veterano di Boston, Henry Lee Higginson, aveva presentato in una lettera al Presidente Woodrow Wilson quella che, a suo avviso, doveva essere la nuova strategia americana. Questa è la nostra opportunità di arrivare al primo posto, scrisse. Era necessario ristabilire l’ordine nel sistema finanziario americano, ripagare i debiti, e, come aveva fatto Londra per lungo tempo, bisognava mantenere la fiducia, il che significava garantire la convertibilità del dollaro in oro.
Gli Stati Uniti sono riusciti da soli, tra le grandi nazioni del mondo, a garantire la convertibilità del dollaro durante tutto il periodo della Grande Guerra. Con l’instaurarsi della pace, il dollaro e Wall Street erano diventate le forze dominanti nello scenario finanziario mondiale.
Le regole del mercato finanziario, definite dopo il 1933 dal New Deal del Presidente Franklin Roosevelt, permisero al dollaro di rimpiazzare la sterlina britannica al centro del sistema internazionale.
Il ruolo di banchiere del mondo dell’America rimase invariato per i successivi 40 anni, fino a quando il Presidente Nixon decise di disaccoppiare la relazione tra dollaro e oro. Ciò nonostante, pur in assenza del sistema aureo, l’economia americana, insieme al riciclaggio dei petrodollari, sarebbe comunque stata in grado di mantenere il dollaro in testa.
Ed infatti gli Stati Uniti sono rimasti i primi creditori a livello mondiale fino al 1986-1987, quando hanno rimesso le vesti di paese debitore. Nei due decenni a seguire, il debito americano si è sempre assestato intorno ai 3 trilioni di dollari, con aumenti e ribassi a seconda del tasso di cambio del dollaro.
Dal 1990, hanno iniziato ad importare sempre più capitale, in particolar modo dall’Asia. A partire dal 2000, la Cina è poi diventata la prima fonte di finanziamento del debito pubblico, con grande contentezza degli americani in quanto ha permesso alla riserva federale statunitense di mantenere bassi i tassi di interesse.
Ma alcuni avevano già previsto dei rischi. L’economista svedese, Axel Leijonhufvud, aveva previsto un’inflazione dei prezzi dei beni immobili, in particolar modo delle case, ed un peggioramento della qualità del credito. L’innovazione finanziaria ha trasformato in poco tempo la previsione in realtà. Basta ricordare che, nel 2008, solo 12 aziende al mondo avevano un rating AAA, mentre più di 60.000, la maggior parte americane, disponevano di prodotti finanziari strutturati con rating tripla A. Gli Stati Uniti sono passati da banchiere a fondo d’investimento mondiale.
Con questo cambiamento, si è perso l’imperativo tradizionale del banchiere di mantenere fedeltà e fiducia, di conservare la fede come sosteneva Higginson. Ed è nel debito pubblico americano che vengono ora accumulati i resti delle mancate promesse del sistema finanziario, così come in Italia la prodigalità statale del passato, incide ora sul suo enorme debito pubblico.
Le cifre statunitensi sono sbalorditive. Il debito pubblico comprende non solo i 13,2 trilioni di dollari del governo federale, ma anche altri 3 trilioni di dollari di debito di stati, contee e città americane. Inoltre, ci sono i 3,9 trilioni di dollari di debito delle agenzie di finanziamento immobiliare americane sostenute dal governo (Fannie Mae, Freddie Mac ed altre), che attualmente garantiscono più del 90% dei mutui statunitensi. Ciò ha portato il debito americano approssimativamente al 140% del PIL.
Il Congresso statunitense sa bene cosa implicano questi numeri, ma i suoi membri hanno deciso di chiudere gli occhi. Oltretutto, il presidente non ha più il dovere di presentare la previsione della posizione fiscale del paese dei 5 anni a venire, bensì solo quella di un anno.
Ma quali conseguenze ha tutto questo sull’economia mondiale? Non c’è alcuna grande potenza emergente che possa assumersi la responsabilità della finanza globale, com’è successo nel 1914. Allora, Wall Street era pronta per l’incarico. In futuro, potrebbero esserlo Shanghai ed Hong Kong, ma questa possibilità non aiuta di certo il contesto attuale.
L’ultimo libro di Mario Margiocco è Il disastro americano. Riuscirà Obama a cambiare Wall Street e Washington?

Di Pietro

A luglio l’inflazione italiana è balzata all’1,7%. E’ il dato più alto dal dicembre 2008. Le stime dell’Istat aprono il campo a uno scenario paradossale.
Oggi in Italia il costo della vita è ai livelli del 2008, con una differenza sostanziale: 2 anni fa la crisi economica era ancora una previsione teorica. Non c’erano fabbriche in dismissione, migliaia di cassaintegrati, fuga degli imprenditori all’estero. Oggi, invece, gli effetti del crollo finanziario hanno sconvolto il mercato del lavoro italiano.
Precari e disoccupati sono cresciuti in modo esponenziale in 12 mesi. Le multinazionali, come la GLAXO, hanno lasciato il Veneto per aprire bottega altrove. Il mondo della Scuola ha partorito disastri sotto i colpi del ministro Gelmini.
Soprattutto per questo l’aumento dell’inflazione deve preoccuparci. In autunno la crisi economica sarà galoppante. Scadranno migliaia di Cigs e contratti di solidarietà che hanno consentito la sopravvivenza a molte famiglie negli ultimi mesi. Il futuro di centinaia di aziende e migliaia di dipendenti è appeso a un filo. I più accreditati giornali economici internazionali (come The Economist) danno l’Italia fra i Paesi a rischio default.
In questo scenario preoccupante si inserisce una maggioranza parlamentare spaccata in due, impegnata nella ricerca di chi ha rubato di più. E’ un copione già visto.
Mentre i precari assediavano i tetti delle aziende in chiusura, il Governo si occupava del legittimo impedimento. Mentre il mondo della Scuola generava migliaia di nuovi precari, in Parlamento si discuteva della legge bavaglio. Mentre le multinazionali abbassavano in fretta la saracinesca, la maggioranza pensava al Nucleare per far contenta la Francia di Sarkozy
Il debito pubblico intanto cresce di oltre 16 MLD al mese. Forse bisognerebbe dirlo ai cittadini, invece di disinformare la gente con scenari da mulino bianco.
..
B-Gheddafi, “amici di tv?” Un articolo del Guardian svelò la “connection” tra i due
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/B-gheddafi-soci-tv-511427/

Il Guardian ha raccontato una storia complessa il cui succo in realtà è molto semplice: B e Gheddafi fanno insieme affari privati usando il trampolino della carica pubblica. B più di Gheddafi, stando al Guardian. E affari privati. Dove? Ovviamente nelle tv.
Eccola, la storia. Già nel 2009 il Guardian riporta la notizia che una società libica, la Lafitrade, ha acquisito il 10% della Quinta Comunication, una compagnia di produzione cinematografica fondata da Tarak Ben Ammar, storico socio di B. La Lafitrade, è noto in Libia, è controllata da Lafico , a sua volta società di investimenti della famiglia Gheddafi. Della Quinta Comunication è socia, al 22%, anche una società con sede in Lussemburgo di proprietà di Fininvest, ovvero la finanziaria di Silvio B. Fin qui è evidente, secondo quando raccontò il Guardian, che B e Gheddafi sono entrambi soci di una stessa azienda di cinema: la Quinta Comunication.
Ma non finisce qui. Perché Quinta Comunication, insieme a Mediaset (azienda televisiva della famiglia B) possiedono ciascuna il 25% di una nuova televisione via satellite araba, la Nessma Tv, che opera anche in Libia. Quindi non solo B e Gheddafi sono soci della stessa società di cinema, ma proprio grazie a questa società fanno insieme affari in una rete tv proprio lì in Libia. E anche di questo affare non proprio “cristallino” i due potrebbero voler parlare nel prossimo incontro che avranno a breve, quando Gheddafi tornerà in Italia lunedì 30 agosto. Anche perché, osserva il giornalista che firmò all’epoca quello scoop sul Guardian, in un anno tutto è rimasto come prima, nulla si è mosso e nessuno in Italia ha nemmeno fatto un’interrogazione parlamentare…

Sante Marafini segnala:

Lodo Cassazione. Con un codicillo B non paga i danni alla Mondadori
Belisario

“E così B, grazie al codicillo inserito proditoriamente nel decreto incentivi, è riuscito a sistemare un vecchio contenzioso della Mondadori: in pratica chi ha avuto due sentenze a favore in un procedimento che lo vede contrapposto all’erario per tasse non pagate, può risolvere la questione con una transazione pari al 5% delle somme dovute”. Lo afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sottolineando come “con soli 8,5 milioni di € Marina B (la Mondadori ufficialmente è sua) ha sistemato un mancato pagamento di 173 milioni sulle plusvalenze realizzate nel ’91 quando ci fu la fusione tra Amef e Arnoldo Mondadori”.
“Insomma – continua Beliisario – la famiglia B, utilizzando una legge fatta dal Governo B e approvata dalla maggioranza parlamentare di B, ha risparmiato in un botto circa 164 milioni di euro (per non parlare degli interessi, qualcosa come altri 230 milioni, ma quelli non contano…). Milioni che il fisco non incasserà più e che, tanto per pareggiare i conti, dovranno essere sborsati da tutti i contribuenti italiani (quelli onesti che pagano le tasse, ovviamente). Alla faccia della lotta all’evasione fiscale e ai “furbetti” tanto sbandierata dal ministro Tremonti”.
“Tra l’altro in questi giorni la maggioranza rischia di incagliarsi per sempre sul processo breve e sul lodo Alfano in Costituzione, certamente non per risolvere i problemi del Paese – conclude Belisario – ma solo i problemi giudiziari di B. Per credere chiedere all’avvocato Mills”
..
Sauro segnala

Le truffe dei corsi di formazione
DAVIDE CARLUCCI e ANTONIO FRASCHILLA
(sunto)

La formazione è una fabbrica di precari Ci sono 2,3 milioni di persone in cerca di un posto, un mercato enorme per i professionisti dei corsi. Gli unici a godere dei fondi stanziati sono gli organizzatori e negli ultimi anni i casi di raggiro si sono quintuplicati.
Ogni persona che perde il lavoro o non riesce a trovarlo per loro è una straordinaria. Sono i professionisti della disoccupazione. Organizzano corsi di formazione, a volte finti, spesso inutili. E mai come ora fanno affari: con la crisi, secondo le ultime rilevazioni Istat, il numero degli italiani in cerca di lavoro è salito alla cifra record di 2,3 milioni, e altri 230mila posti si bruceranno, secondo Confindustria, entro il 2010: per loro è una manna dal cielo. Per loro è nato un sistema un sistema che attira ogni anno quasi 20 MLD di fondi pubblici.
La Lombardia ha stanziato nel 2009 112 milioni di € per le “doti formative”. Sicilia e Campania 500 milioni l’anno. Spesso sono una straordinaria montatura, con cifre gonfiate sulle ore di lezione o il numero di docenti.
Tutti i palazzi di giustizia italiani sono pieni di denunce.
Il deputato Pdl Giorgio Simeoni è accusato di aver ricevuto, da assessore regionale alla Scuola, nel 2005, una tangente da 100mila euro dai titolari della Euro Consulting group per chiudere un occhio sui corsi di formazione inesistenti, ma regolarmente finanziati con contributi comunitari, da loro organizzati. In Liguria ogni partito aveva il suo consorzio da spingere, come dimostra un’inchiesta della procura di Genova che vede coinvolti, tra gli altri, l’assessore regionale alla Pesca Giancarlo Cassini e il consigliere Vito Vattuone, del Pd, e Nicola Abbundo, del Pdl, teorico, nei tempi in cui era assessore, del “modello ligure dell’eccellenza formativa”.
E se in Campania gli stage dei mille partecipanti al progetto “Isola” avvenivano solo sulla carta, in Puglia, ai tempi del cdx, i fondi per l’inserimento dei disabili finivano in tasca ad assessori, funzionari regionali e imprenditori: così sono spariti 5 milioni di euro. Dopo gli scandali, Vendola ha cercato di far pulizia tra i cosiddetti enti storici della formazione.
Molto rigoroso nel valutare i risultati della formazione professionale è il Friuli-Venezia Giulia. La percentuale di inserimento dei cassintegrati e dei disoccupati friulani è molto alta. Ma è così in tutt’Italia?
La risposta della procura della Corte dei conti siciliana è no: per ogni corso di formazione solo un disoccupato e mezzo trova effettivamente lavoro.
I costi della collettività per ogni occupato, secondo i calcoli deimagistrati contabili, ammontano a 72mila euro. Soldi che in Sicilia vanno a 400 enti privati i quali danno lavoro a 7300 persone, ai quali andrebbero aggiunti i 1800 impiegati agli sportelli multifunzionali affidati ai privati dalla Regione, che nel frattempo spende altri 60 milioni di euro perfinanziare i centri per l’impiego pubblici. L’isola è tra la regioni con il più alto tasso di disoccupazione, il doppio rispetto alla media italiana. E così l’Europa attraverso il Fondo sociale dal 2003 al 2010 ha fatto piovere in Sicilia 1,5 MLD di € per finanziare i corsi. Il risultato? Un boom di enti che fanno capo a politici targati Mpa, Pdl, Pd e Udc, Cisl e Uil e associazioni cattoliche (dai salesiani alle Acli). Tutti enti accreditati dalla Regione per far diventare i disoccupati siciliani marinai, artigiani, parrucchieri, esperti informatici, colf o badanti.

La maggior parte dei formatori sono stati assunti tra il 2006 e il 2008, a ridosso delle grandi tornate elettorali che hanno portato sul trono della Regione prima Salvatore Cuffaro e poi Raffaele Lombardo. Un ginepraio che
garantisce un sussidio che va dai 400 ai 1.000 euro al mese per oltre quarantamila corsisti che ogni anno si siedono sui banchi d’oro pagati dalla Regione-
La montagna ha partorito un topolino anche nell’efficiente Lombardia, dove 64mila persone hanno beneficiato, nel 2010, della “dote lavoro”, per un totale di 45,8 milioni di euro impegnati. La metà dei fondi tuttavia, sono
stati gestiti da dieci operatori. Chi sono? I soliti noti, enti di area Cl – o più in generale cattolica – come l’Enaip, lo Ial-Cisl, Obiettivo Lavoro.
Gli enti di formazione servono davvero a qualcosa o hanno finito per creare una “sovrastruttura”sganciata dalle esigenze reali del mercato del lavoro? La media dei disoccupati ha un bagaglio di ore di formazione triplo rispetto a quello di un lavoratore.
Per ogni corso organizzato in Lombardia 3000 euro vanno al candidato, mentre gli altri 7000 vanno agli organizzatori.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/20/news/tangenti_truffe_poco_lavoro
_la_formazione_una_fabbrica_di_precari-6385604/?ref=HRER1-1

RIDIAMARO : – )

Mandi
Un vecchio partigiano comunista chiama il figlio e gli dice:
“Figlio mio, và dal prete e digli che mi porti l’estrema unzione e la tessera del PDL”.
Il figlio resta perplesso, ma l’anziano, con un gesto imperioso lo congeda.
Arriva il Prete, contento di avere ritrovato la pecorella smarrita.
Amministra i sacramenti richiesti, e, con voce dolce chiede all’infermo, mentre gli consegna la tessera del PDL, dice:
“Ma ditemi, carissimo, come mai questa conversione così repentina: è un miracolo? E la tessera del PDL…, come mai?”
“Perché – risponde il vecchio – è sempre meglio se muore un Bano piuttosto che un comunista!”.
..
Mandi
Muore B e arriva in Paradiso.
S.Pietro lo accoglie e gli dice:
-Prego cavaliere, mettiti pure lì vicino a San Francesco…-
-Ma come, io, capo della più grande casta di furfanti e pregiudicati, da sempre il più grande svicolatore di giusti processi, e nonostante questo con un seguito incredibile di italiani, in Paradiso?
e x di più vicino a San Francesco!!-
-Vedi figliolo, non ti devi stupire: Lui parlava agli uccelli, tu ai coglioni…-
..
Einstein si ritrova a un party, e un tizio gli va a parlare.
Einstein gli chiede:
– Qual è il tuo QI, il tuo Quoziente d’Intelligenza?
– 250, gli risponde il tizio.
Allora, Einstein gli parla della relativita, dei buchi neri…
Un po’ più tardi, un’altra persona gli va a parlare. Einstein gli chiede:
– Qual il tuo QI?
– 150 – gli risponde
Allora, Einstein gli parla di diritto internazionale, dei problemi etici dovuti alle manipolazioni genetiche….
Un po’ più tardi, una terza persona gli va a parlare.
Einstein gli chiede:
– Qual è il tuo QI?
– 100, gli risponde.
Allora, Einstein gli parla del governo, del tasso d’interesse dei conti correnti, del prezzo della benzina…
Un po’ più tardi, un’altra persona lo va a trovare. Einstein gli chiede:
– Qual è il tuo QI?
– 50, gli risponde.
Allora, Einstein gli parla di «Operazione Trionfo», del «Grande Fratello», di «C’e posta per te»…
Alla fine della serata, un’ultima persona si avvicina.
Einstein gli chiede:
– Qual è il tuo QI?
– 10, gli risponde.
Allora Einstein gli chiede:
– Insomma … questa padania… come va?
..
L’anno scorso ha vinto la Juve per onorare la memoria del presidente Gianni Agnelli.
Speriamo che l’anno prossimo vinca il Milan.
..
La sedia da spostare
Gaber

a) Secondo me quella sedia lì va spostata.
b) Anche secondo me quella sedia lì va spostata.
a) Facile dirlo quando l’han detto gli altri.
b) Se è per questo sono anni che lo dico e nessuno mi ascolta.
a) Da una approfondita analisi storica e sociologica viene fuori che quella sedia pesa dai nove ai dieci chili.
b) Non sono d’accordo. Dai sondaggi il 2% degli intervistati dice che pesa dai cinque ai sei chili, il 3% dai sei ai sette chili, il 95% non lo so e non me ne frega niente. Basta che la spostiate.
a) Secondo me per spostarla bisognerebbe prenderla con cautela per la spalliera e la metterla da un’altra parte.
b) Eccesso di garantismo. Al punto in cui siamo non resta che affidarsi a una figura autorevole e competente, forse un tecnico. Magari di destra appoggiato dalle sinistre.
a) Un tecnico? No, un tecnico non può garantire la stabilità della sedia e poi costituisce un’anomalia antidemocratica e anticostituzionale.
b) Se è così cambiamo la Costituzione.
a) Non è una cosa che si può fare da un giorno all’altro. Nel frattempo propongo di indire un referendum.
b) Non si troveranno mai 500.000 firme per spostare una sedia.
a) E allora non c’è scelta: elezioni anticipate.
b) No, le elezioni oggi no. Sarebbe troppo grave per il Paese. Forse domani.
a) Rimane il problema urgente della sedia da spostare.
b) Su questo sono d’accordo. Può essere un punto di incontro.
a) Parliamone.
b) Parliamone.
a) Parliamone.
b) Parliamone.
..
“C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
– Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun po’ avé mmai vosce in capitolo -.
Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: È vvero, è vvero.”

G.G. Belli
..
Ci mancherà Cossiga, quei bei depistamenti così tanto fantasiosi:
“La strage di Bologna fu un incidente della resistenza palestinese.”

Si narra che durante la sepoltura, il becchino sentisse ripetutamente le parole: “Picconnatte, picconnatte, picconnatte!!”

JENA
FILM
E’ finito il film di Kappa e Gladio
..
Nonciclopedia

“Dio, ho pregato perché tu eliminassi quel tipo truccato, pieno di lifting, dalla pelle di colore indefinito, a cui piacevano tanto le ragazzine… E mi hai fatto fuori Michael Jackson?! “ ( Deluso di sinistra sul trapasso di Michael Jackson)
..
http://masadaweb.org

5 commenti »

  1. Mi ricordo ancora, l’indignazione mondiale, per la distruzione dei monumenti sacri di una civiltà millenaria, effettuata dai talebani, definiti rozzi,incivili.
    Poco dopo con la guerra in Iraq bombardamenti americani, hanno distrutto il museo di Bagdad.Notizia passata fra le altre, ma dove sta la differenza ?
    Gigliola Mazzali

    Commento di MasadaAdmin — agosto 21, 2010 @ 4:26 pm | Rispondi

  2. Ciao Viviana…
    spero tu stia meglio, vedo che lavori forte, amo leggere i tuoi Masada, sai pero’ che sono un po’ difficili da trovare, se non si mette proprio il numero esatto il motore di ricerca non da’ una cronologia dei numeri…sarà un caso? ..io fino a poco tempo fa credevo che tu facessi una puntata del tuo blog ogni 2, 3 mesi credimi… comunque i miei complimenti per il lavoro che porti avanti…io è una settimana che sono raffreddato, cosa vuoi qui vicino ai monti un giorno fa caldo da far paura, un altro viene pioggia e vento freddo, troppi salti di temperatura, io ero già delicato prima di avere problemi di salute, figurati adesso…buona settimana a te e buone cose,
    Ennio.

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 5:46 pm | Rispondi

  3. Ciao Ennio
    in realtà io cerco di scrivere un Masada ogni 2-3 giorni e per averli tutti in fila basta che ti iscrivi alla newsletter, che è gratuita, non comporta alcun impegno e può essere dismessa in ogni momento, solo non riporta le figure.
    In quanto al motore di ricerca, mi pare proprio un bagaglio che funziona male, non si riesce a trovare quasi nulla. E a volte sparisce anche la possibilità di andare a ‘pagina precedente’ e bisogna protestare.
    Prima avevo un format migliore programmato da mia figlia che è laureata in informatica, ma poi sono stata attaccata e tutti i contenuti dei vari numeri hanno cominciato a sparire. Dopo, lei non aveva più tempo e me ne ha messo a disposizione uno ordinario, come hanno tanti, ma non funziona molto bene. Devo ritenermi contenta se riesco a fare quello che faccio. Anche postare dei video è difficilissimo, sembra che ci siano ma dopo un po’ spariscono.
    Si fa prima a digitare quel che ti serve su google, insieme a “Nuovo Masada, Viviana Vivarelli”, altrimenti dimmi cosa ti interessa e vedo di trovartelo io.
    Ci sono dei corsi fatti da me e riportati per intero e li trovi nella home di http://masadaweb.org a destra sotto ‘masada consigliati’.
    saluti
    viviana
    ciao
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 5:52 pm | Rispondi

  4. Oggi (sono a Londra) il mio impegno di nonna si è raddoppiato perché c’era a pranzo una amica toscana di Nicoletta con i suoi due bambini, uno di sei mesi e uno di 3 anni. Dilan e Oliver.
    Sofia è invaghita di Oliver e faceva la tenera persino col piccolino, come non si è mai degnata di fare con suo fratello, che come lo vede gli dà una sberla o gli strappa di mano quel che tiene, che lui, giustamente si incazza, e comincia a tartagliare “Didididi” con la faccia tutta rossa dalla stizza e i pugni stretti.
    Con 4 bambini piccoli in un tinello stretto non vi sto a raccontare il casino che c’era. Comunque è stato divertente.
    Io ho raccontato varie storie, con Sofia che stava con la copertina rosa in testa e il cestino da picnic sul braccio a simulare Cappuccetto Rosso (sapete che Cappuccetto rosso non esiste più e lo hanno censurato da tutte le librerie?) e io che facevo la nonna malata (parte che mi viene bene) mentre Olivier mi sparava e salvava le due infelici.
    Poi è successo una cosa curiosa.
    Prima ho letto (si fa per dire) a Oliver un librino pieno di trattori che scavavano terra e sgretolavano muri con palle di ferro e facevano crash e scrunch e splosh e altri versi simili, che lui, arrivato alla fine, ha sospirato e ha detto: “Bella storia!”
    Poi ho raccontato a tutti e due questo giornaletto indiano, che lo zio Yogi ha portato dall’India, con la lotta della dea Durga e i diavoli cattivi.
    Ora la cosa curiosa è questa:
    Oliver non parla molto meglio di Sofia, anzi direi che parla parecchio peggio, però il nome di Mahisha, il capo degli asura, lo ha detto subito benissimo e sì che di parole ce n’erano tante. Ma la cosa più interessante è che ha indicato col dito l’esercito dei soldati chiari, quelli che io chiamo i buoni contro i diavoli cattivi e ha detto con molta esattezza: “deva”
    Ora io questa parola non l’ho detta mai, né con Sofia, né con lui. Da dove è uscita? In effetti questo è l’esercito dei deva, creature divine, angeli.
    Nei Veda c’è il corrispettivo del nostro Lucifero che si ribella a Dio e viene precipitato negli inferi e da allora la lotta tra angeli e diavoli avviene senza fine.

    “Nella tradizione vedica c’erano un gruppo di 33 divinità e demoni che governavano le regioni di cielo, aria e terra, e assistevano l’umanità con i loro poteri benigni. Nella lotta cosmica tra le forze dell’ordine e il caos, ai Deva si contrapponevano i demoniaci Asura.
    Un grande mito narra di una immensa una battaglia che infuriò tra Deva e Asura per centinaia di anni; i Deva furono messi in fuga dal demone bufalo Mahisha, ma si salvarono grazie alla collera di Vishnu e Shiva, così violenta da materializzarsi nella forma della divinità Durga, il leone, che ebbe la meglio sul bufalo. In numerosi miti gli Asura ottennero l’aiuto di Brahma, che consentì loro, ad esempio, di costruire tre grandi città da cui dominare le regioni di cielo, aria e terra. All’apice della gloria, tuttavia, le città degli Asura furono ridotte in cenere da Shiva e gli stessi Asura vennero scagliati in mare (anche l’Apocalisse racconta qualcosa di simile con la distruzione di una città che sembra New York).
    Durga è la guerriera che libera il mondo dal male. E’ uno degli aspetti della Madre Divina, è una forza insieme di creazione e di distruzione. È raffigurata come una donna che cavalca una tigre (o un leone), con numerose braccia mani che impugnano diversi tipi di armi e fanno dei mudra (gesti simbolici). E’ l’incarnazione dell’energia creativa femminile (Shakti).

    Beh, il mondo è strano. I bambini pure.
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 6:10 pm | Rispondi

  5. sempre lieto di leggerti ti auguro una buona notte

    Commento di cesare — agosto 24, 2010 @ 9:48 pm | Rispondi


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