Nuovo Masada

agosto 14, 2010

1010- MASADA n° 1179. 14-8-2010. Uomini col cuore e uomini senza cuore

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Uomini che odiano le donne: la mattanza – Povera Aisha – L’Italia 72° per parità di genere, la Carfagna potrebbe anche dimettersi – Vota contro la caccia- Un Pd in coma permanente – Ci sono case e CASE – Il suq dei partiti –Gay pride e patriarcato

DIARIO AZZURRO n.323 del 11.08.2010
L’amore che c’è ma non si vede
di SILVANO AGOSTI

Non ci sono limiti al vagare inquieto delle leggende metropolitane, quelle che sfidano ogni fantasia. Quindi anche il quartiere sussulta quando una vicenda, narrata da tutti e da nessuno, si espande a macchia d’olio nella memoria collettiva e diviene parte operante e indiscutibile della “verità”. Quando poi l’evento si rivela sconcertante, allora viene spontaneo chiedere a chi ve lo racconta “Chi te l’ha detto che è andata così?” La risposta è sempre “Ma come, lo sanno tutti…”. Si tratta della figlia minore della farmacista, Irina che vent’anni fa avrebbe subito una delicata operazione al cuore. Occorreva trovare subito un cuore per il trapianto. Trascorsi altri tre giorni Irina sarebbe morta. Poi è’ successo che Norman, il suo amore, si è schiantato con la motocicletta contro un camion proprio mentre l’andava a trovare all’ospedale e i genitori hanno consentito che il cuore fosse messo a disposizione di Irina per il trapianto. Naturalmente a Irina non è stato detto nulla se non che il ragazzo era partito per una missione umanitaria all’estero e così da vent’anni il cuore di Norman pulsa nel petto di Irina e Irina aspetta fedelmente il ritorno del suo primo, grande e unico amore. A chi le dice che dopo tanto tempo sarebbe giusto dimenticarlo il suo ragazzo, Irina risponde che la sua sensazione profonda, quella che l’aiuta da sempre nell’attesa è che Norman non si sia mai allontanato da lei, che lo sente vicino. Talvolta ha perfino la sensazione che la sfiori, che sia lì accanto a lei, non solo nella sua mente. “La presenza di Norman è così viva che l’idea di avvicinarmi a qualsiasi altro uomo mi allontana da me stessa, non riesco neppure a immaginarmi capace di non aspettarlo, di dimenticarlo.” Così, misteriosamente, per una delicata alchimìa di amorosa omertà, gli abitanti del quartiere mantengono e proteggono il segreto e Irina vive la propria fiaba crudele offrendo a tutti una espressione gioiosa del volto, quasi volesse permanentemente rassicurare che il suo amore un giorno sicuramente verrà e sarà felice della sua attesa. Certo c’è anche chi, come la portiera dello stabile 123, sussurra che forse quello di Norman non è stato un incidente ma un atto d’amore.

Per voi un nuovo piccolo talento, una esile bambina di dieci anni che è già un grande soprano

Jackie Evancho

Emanuela manda:
Da liriche cinesi
(1753 a.c. – 1278 d.c.)

Ogni famiglia, quando nasce un bimbo
lo vuole intelligente;
io con l’intelligenza
ho rovinato tutta la mia vita.
Spero solo che il bimbo
si dimostri stupido ed ignorante.
Coronerà così una vita placida,
diventando Ministro.

SOU CHE
..
Ci sono cose belle al mondo che costano poco ma ti fanno sentire in paradiso.”
Viv
..
Beppe Grillo
Le morti rosa

Il TIME ha dedicato una copertina a Aisha, una ragazza afgana mutilata del naso e delle orecchie dai talebani per aver abbandonato la sua casa (i talebani in seguito hanno negato di essere stati i carnefici, ndr). I nostri soldati sono in Afghanistan anche per questo, per portare la civiltà a menti ottenebrate dal fanatismo religioso, Una missione di Pace e di Civiltà mentre in Italia è in atto una macelleria sociale sulle donne. Si uccidono più ex fidanzate alla volta, si investe la moglie con la macchina, si accoltellano compagna-sorella-suocera, tutte insieme, si uccide a pugni per rabbia la prima donna che si incontra per strada, si affoga la fidanzata nella vasca da bagno, si butta dal balcone l’amica, si seppellisce viva l’amante. I più sobri si limitano a sparare con una pistola regolarmente denunciata. Al maschio italiano la fantasia omicida non manca.
L’assassinio di una donna è normalità, notizia quotidiana da sorseggiare con il caffè al bar. Nessun soldato dell’ONU o della NATO interverrà per salvare dagli orchi italiani una donna. Nessuna prima pagina del TIME sul massacro rosa del Bel Paese. Le Morti Rosa sono oggetto di dotte analisi nelle terze pagine dei giornali, argomenti per discussioni sociologiche e letterarie, per studi sulla depressione maschile, sulla contrapposizione uomo/donna, sulla società consumistica, sul maschio senza più sicurezze. A morire è però sempre la donna tra le mura di casa o in mezzo a una strada dove viene costretta dai suoi aguzzini. E’ una mattanza. La caccia alle streghe si è evoluta dal rogo alle mille e una morte.
L’Italia non ha mai avuto una donna alla presidenza della Repubblica o del Consiglio, i parlamentari sono da sempre in assoluta maggioranza uomini. I manager delle grandi industrie sono uomini con poche eccezioni, lo sono i responsabili delle principali Istituzioni che contano, delle grandi banche, di tutti gli apparati militari e paramilitari, dei maggiori quotidiani. La donna ha una paga inferiore. è licenziata se aspetta un bambino. La donna oggetto è ovunque, rappresentazione di una società malata: dai culi della televisione alle tette delle riviste, al lettone di Papi. Rifiutarsi ai desideri del vicino, dell’amico, del marito è un’offesa che va lavata con il sangue. In Italia è stato abolito il delitto d’onore, è rimasto il delitto, ma senza l’onore.
..
TALEBANI, COPERTINA SHOCKANTE DEL TIME: AISHA MOSTRA COSA ACCADE A CHI SCAPPA DAI TALEBANI

Contro la guerra in Afghanistan, il Time fa uscire una copertina shockante, che è un vero pugno nello stomaco per i suoi lettori: la foto di una ragazza afghana di 18 anni sfigurata dai talebani, che le hanno mozzato naso e orecchie perchè lei era scappata dai parenti che la abusavano.
La giovane Aisha ha accettato di posare davanti all’obiettivo dei fotografi per far vedere al mondo “cosa succederebbe all’Afghanistan se i Talebani tornassero al potere”. Il volto sfigurato della 18enne sembra dire ai lettori di tutto il mondo “Ecco cosa succede quando cerchiamo di lasciare l’Afghanistan”.
Il direttore del settimanale, Richard Stengel, ha confessato di essere stato a lungo in dubbio nel decidere di pubblicare la foto di Aisha in copertina: “Volevo essere sicuro in primo luogo che Aisha fosse consapevole di quanto stava facendo e di cio’ che significa essere in copertina. Lei sa che ora diventera’ un simbolo del prezzo che le donne afghane devono pagare a causa della ideologia oppressiva del talebani”.
Aisha è solo una tra le tante vittime della brutalità afghana, forse tra le meno sfortunate. Infatti, Stengel ha spiegato che la ragazza e’ diretta alla volta degli Stati Uniti dove sara’ sottoposta ad un intervento di plastica ricostruttiva.
L’immagine introduce l’articolo della reporter Aryn Baker del Time sui diritti umani in Afghanistan e sulla minaccia che un rapido accordo tra Usa e Nato a favore delle forze militari afgane possa penalizzare ancora la già difficile condizione femminile nel paese.

http://www.clandestinoweb.com/number-news/179393-talebani-copertina-shockante-del-time.html
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DONNE – SOCIAL WATCH: L’ITALIA 72a NEL MONDO PER PARITA’ DI GENERE
La Carafagna può anche dimettersi per la vergogna

http://www.clandestinoweb.com/classifiche/138450-donne-social-watch-litalia-72esima-nel-mondo-per-parita-di-ge.html

Le donne in Italia subiscono così tante discriminazioni che siamo in fondo alla classifica globale per la parità di genere secondo Social Watch. Anzi, tra il 2008 e il 2009 siamo scivolati dal 70° al 72° posto, mentre in cima sono svettano Svezia, Finlandia e persino il Ruanda.
Nel Rapporto ”People First” si analizza la disparità tra i sessi, classificando 157 paesi in una scala in cui 100 indica la completa uguaglianza tra donne e uomini.
L’indice e’ composto da una serie di indicatori: istruzione, partecipazione all’economia e l’empowerment (concessione di pieni poteri alle donne). Poco sotto al gruppo di testa si classificano Norvegia (83 punti), Bahamas (79), Danimarca (79) e Germania (78).
Un alto livello di reddito non è sinonimo di maggiore uguaglianza e anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di parità molto elevati.
Noi stiamo dopo paesi come Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana.
Confrontando il dato dell’Italia con la media europea (72), emerge il ritardo del nostro paese. Il divario nei tassi di alfabetizzazione e di iscrizione a scuola in Italia le donne vanno meglio. Sugli spazi decisionali e l’esercizio del potere, invece, la disuguaglianza tra uomini e donne è più evidente: non c’è un solo paese dove le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini di partecipare ai processi economici o socio-decisionali.
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Chi dobbiamo ringraziare di questo livello di inciviltà che si accompagna alla misoginia?

VV

Innanzitutto la Chiesa che è sempre stata la prima nemica delle donne al punto da negare ferocemente l’accesso delle donne al sacerdozio o alle gerarchie ecclesiastiche.
In secondo luogo la misoginia e la feroce ignoranza dalle Lega e le maialate di Berlusconi che vede nelle donne solo eventuali oggetti di piacere e ha stravolto nel senso di un immane bordello qualunque media, e principalmente la tv, infondendo l’idea della donna-oggetto.
In terzo luogo l’assenteismo dell’opposizione che nemmeno quando è stata al governo si è degnata di occuparsi della parità femminile e ha candidato quasi solamente uomini.
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Eppure..
la Tatcher non era una bellezza ma ha governato.
Golda Meir non era una bellezza ma ha comandato.
la Merkel come bellezza sta sul piano della Rosy Bindi una distinta, intelligente e piacevole signora, ed ha amministrato il suo paese.

Otto donne nel mondo governano i loro paesi:
Cristina Fernandez Kirchner,presidente dell’Argentina,
Pratibha Patil , presidente dell’India,
Mary McAleese, riconfermata per altri 7 anni presidente dell’Irlanda,
Tarja Kaarina Halonen, riconfermata per altri 6 anni presidente della Finlandia,
Maria Gloria Macapagal Arroyo, presidente delle Filippine,
Ellen Johnson Sirleaf,presidente della Liberia,
Michelle Bachelet, presidente del Cile
Micheline Calmy Rey, presidente della Svizzera

Hanno potuto essere candidate e vincere per merito della loro bravura e intelligenza e perché non avevano sudditi tanto idioti da pensare che una donna per valere qualcosa deve essere tale che vi viene voglia di invitarla a bere una birra e una pizza e dopo a letto e deve fare la sua bella figura su un calendario per camionisti.
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Il Premio Nobel è stato assegnato 36 volte a donne tra il 1901 e il 2008; più le due premiazioni per la medicina a Elizabeth H. Blackburn e Carol W. Greider: 38 premi quindi in tutto.
Una donna, Marie Curie, è stata onorata per 2 volte, nel 1903 con il Premio Nobel per la Fisica e nel 1911 con il Premio Nobel per la Chimica.
Alle italiane il premio è stato assegnato solo 2 volte: a Rita-Levi Montalcini per la Medicina, e a Grazia Deledda per la letteratura.
Questi i premi assegnati:
FISICA 1903 – Marie Curie 1963 – Maria Goeppert-Mayer
CHIMICA 1911 – Marie Curie 1935 – Irene Joliot-Curie 1964 – Dorothy Crowfoot Hodgkin
MEDICINA E FISIOLOGIA 1947 – Gerty Cori 1977 – Rosalyn Yalow 1983 – Barbara McClintock 1986 – Rita Levi-Montalcini 1988 – Gertrude B. Elion 1995 – Christiane Nusslein-Volhard 2004 – Linda B. Buck 2008 – Francoise Barré-Sinoussi 2009 – Elizabeth H. Blackburn 2009 – Carol W. Greider
LETTERATURA 1909 – Selma Lagerlof 1926 – Grazia Deledda 1928 – Sigrid Undset 1938 – Pearl Buck 1945 – Gabriela Mistral 1966 – Nelly Sachs 1991 – Nadine Gordimer 1993 – Toni Morrison 1996 – Wislawa Szymborska 2004 – Elfriede Jelinek 2007 – Doris Lessing
PACE 1905 – Bertha von Suttner 1931 – Jane Addams 1946 – Emily Greene Balch 1976 – Betty Williams 1976 – Mairead Corrigan 1979 – Madre Teresa 1982 – Alva Myrdal 1991 – Aung San Suu Kyi 1992 – Rigoberta Menchù Tum 1997 – Jody Williams 2003 – Shirin Ebadi 2004 – Wangari Maathai.

Ma nel mondo ci fosse parità tra generi, i premi Nobel al femminile sarebbero quanti quelli degli uomini e anche di più.
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La più farabutta fu la Lega che candidò delle donne che poi furono elette e le costrinse a dimettersi per lasciare il loro posto a dei maschietti, e ora non è che vada meglio.
Le troie al potere sono state una caratteristiche del puttanaio del governo Berlusconi, il quale ha imposto il suo modello degenerato di donna da bordello.
Prima, in alto ci salivano donne come Tina Anselmi o Nilde Iotti, persone toste e intelligenti.
Oggi un prototipo di queste grandi donne italiane è Susanna Camusso, la vice di Epifano nella CGIL, destinata a succedergli.
Nel 2008 il Pdl e il Pd sembravano fare a gara per chi candidava più donne in Parlamento, il Pd si dava l’obiettivo del 33% e vantò poi 61 deputate, su 211 eletti, e 39 senatrici su 116, in pratica il 30% degli eletti nelle liste democratiche è donna.
Al Senato il PDL conta solo 11 donne su 141 eletti, pochissime, mentre alla Camera 42 su 272, un 20% in tutto, troppo poche!
Per quanto riguarda le altre liste, alla Camera l’Italia dei Valori su 28 eletti 3 sono donne, il 10%, nella Lega 10 donne su 60 deputati, nell’Udc una donna su 36. Eppure le donne sono la maggioranza degli elettori italiani.
Basterebbe che si rifiutassero di votare per quei partiti che non candidano il 50% di donne e qualcosa succederebbe.
Il Pad con la sua quota di elette contribuisce nettamente a far salire la percentuale femminile in Parlamento ma siamo ancora molto lontane da livelli di civiltà.
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Nei citare le donne presidente non sono entrata nella valutazione se fossero o no stimabili, ho solo detto che chi le ha elette non ha certo pensato a quanto fossero fighe.
E ho citato apposta presidenti donna della destra peggiore, per indicare che la destra italiana oggi è anche peggio delle destre degli altri paesi.
In quanto alla valutazione personale, credo che donne e uomini possano essere pari nel bene come nel male, e se ci fossero donne vescovi o donne colonnelli potrebbero essere egualmente buone o cattive.
Una donna non è migliore perché è una donna (anche se le percentuali di criminalità di donne è enormemente inferiore a quello degli uomini, le detenute sono oggi 3.003, i detenuti sono 65.255, e tra i criminali schedati le donne sono meno del 4% degli uomini), ma la donna ha diritto di essere considerata pari all’uomo, perché è una persona, non un tronco di figa, come intende considerarle Berlusconi e qualche maiale suo compare.
Io una come la Camusso la voterei subito presidente, e vorrei proprio che fosse una donna a far fuori quel gran maiale di Berlusconi con tutta la sua corte di bestie varie e repellenti.
VV

Gay pride e patriarcato
Niccolai Caiazza

Le vie del patriarcato
Nei paesi a struttura capitalistica totalitaria il processo di emancipazione della donna ha raggiunto un certo livello per cui a uguale lavoro corrisponde,almeno secondo le leggi, un uguale compenso.
La donna non é piú ripudiabile per mezzo dell’uxoricidio. Picchiare la propria partner non é piú possibile farlo senza scontarne le conseguenze, almeno stando alle leggi. Cosí come lo stupro non è considerato piú “sottostare alle voglie dell’uomo”, ma un delitto.
Sono molte le situazioni in cui l’uomo non ha piú la sicurezza di farla franca. Insomma il patriarcato é in un momento di crisi. Un processo parallelo che ha avuto luogo nello stesso periodo è l’emancipazione del sesso. Da attivitá marginale ha guadagnato una posizione in prima linea. La conoscenza del corpo, delle sue pulsioni, la disposizione di tempo libero ha reso possibile lo sviluppo dell’erotismo come attivitá non piú riservata a una élite di ricchi
“viziosi” ma come attivitá accessibile alla massa. Le varie espressioni della sessualitá hanno imposto la loro presenza. Cosí la omosessualitá ha preso la forma di un movimento che da espressione di sfida, rivendicazione, rivolta, si é adattato alle nuove relazioni di forza. Il movimento, originato a NewYork con una sfida alla polizia e che prese forma poi come GayLiberationFront, alleandosi con le femministe e con le BlackPanters, ha trovato la sua espressione piú eclatante nelle GayPride. Le GayPride che hano luogo in tutti i paesi capitalisti dominanti, sono una espressione del solo sesso maschile.
La quantitá di omosessuali femminili che vi partecipa é praticamente trascurabile. Non perché le donne omosessuali si vergognino o non siano bene organizzate, ma pittosto perché il movimento GayPride è dominato da componenti del sesso maschile. Lo stesso termine ‘omosessuale’ é stato confiscato e si riferisce solo a quelli di sesso maschile mentre per le donne si usa il termine ‘lesbiche’. Per cui ci si riferisce a ‘omosessuali e lesbiche’, senza tenere conto dell’inconguenza dell’espressione. I GayPride si presentano come una festa del sesso. Che peró si riferisce alle persone di sesso maschile.
Gli show, le esibizioni, la rappresentazione del femminile nel maschio é al fondo della dimostrazione. Il pubblico di riferimento é quello maschile: una esplosione di libertá sessuale dove il protagonista é il maschio. La festa é uno spettacolo pubblico rappresentato da uomini e rivolto ad altri uomini, dove la donna puó al massimo partecipare come complice. Quella che viene rappresentata e imposta é la sessualitá del maschio, appunto, nelle sue varie espressioni, come essere la sessualitá dominante Del resto non é una novitá. Nella antica Grecia la sessualitá era il dominio dei maschi, nelle forme che si
desideravano. Forse puó essere azzardato pensarlo, peró sorge il sospetto che il GayPride contenga una forma di revanche dei maschi nei confronti delle femmine, dove si sta cercando, sia pure inconsciamente, un modo per reimporre il proprio dominio a partire dal dominio sessuale. Proprio in un momento in cui la donna sta guadagnando terreno a livello sociale e economico.

Ferragosto
Viviana Vivarelli

Domani è ferragosto, ma in Inghilterra non esiste ferragosto, non c’è l’esodo del 50% della popolazione verso altri posti, mentre al restante 50% rimangono città deserte e desolate come se fossero dei nessuno, e non esiste che persino in momenti di crisi ci siano negozi che chiudono due mesi per ferie.
Se un negozio chiude perché il proprietario va due mesi alle Seycelle merita come minimo un controllo fiscale che lo aspetti al ritorno.
A Londra la crisi ha colpito duro come ovunque, hanno chiuso molti negozi, imprese, uffici, aziende, ma oggi, come prima nella crisi, non esistono per i negozi chiusure per ferie, come non esistono chiusure domenicali, per Natale, Pasqua e santi vari. Qua i negozi sono sempre aperti con orari vari. La domenica fanno magari turni ridotti, dalle 11 alle 17, ma non si vedrà mai il deserto della nostre città la domenica quando un disgraziato turista non trova nemmeno il pane e il latte, anzi i supermercati qui nei giorni feriali aprono alle 8 e chiudono alle 21 e il pollo arrosto caldo o il pane nuovo caldo di nuovo lo ritrovi alle 11,30 e a partire dalle 18 per chi esce dal lavoro e fa la spesa la sera. I negozi, insomma, sono a misura di cliente e non viceversa, e, quando non sai la lingua, i commessi si fanno in 4 per cercare di capirti e, se sei italiano, chiamano qualcuno che sappia almeno lo spagnolo e ti accompagnano nello scaffale giusto, e non hanno la sbobbia stupida e inerte di certe commesse italiane, non solo dei negozi di lusso, ma persino dalla Coop o di Castorama, che se gli chiedi qualcosa sembra che gli pesti i calli e devi aspettare che abbiano finito di spettegolare tra di loro o di telefonare non si sa a chi per avere qualche attenzione e poi ti indicano con la mano una direzione generica senza fare un passo. A Londra una volta cercavo la polenta e telefonarono al magazzino e alla fine arrivò per me una farina di mais italiana eccellente come non ne ho mai mangiata prima.

Nicoletta manda
Glory of Love

http://www.youtube.com/watch?v=BAj-Y6uUA_k

You’ve got to give a little, take a little,
and let your poor heart break a little.
That’s the story of, that’s the glory of love.

Devi dare un pochino, prendere un pochino
e lasciare che il tuo cuore si rompa un pochino
questa e’ la storia e la gloria dell’amore

You’ve got to win a little, lose a little,
yes, and always have the blues a little.
That’s the story of, that’s the glory of love.

Devi vincere un po’, perdere un po’,
amare sempre il blues
questa e’ la storia e la gloria dell’amore

..
Let the river run

http://www.youtube.com/watch?v=cv-0mmVnxPA

It’s asking for the taking.
Trembling, shaking.
Oh, my heart is aching.
We’re coming to the edge,
running on the water,
coming through the fog,
your sons and daughters.

Let the river run,
let all the dreamers
wake the nation.
Come, the New Jerusalem.

Ci chiedono di provare, tremare, scuotere
Mi fa male il cuore
Stiamo arrivando al limite
correndo sull’acqua, venendo dalle nebbie
i tuoi figlie e le tue figlie

Lascia che il fiume scorra
e che tutti i sognatori sveglino la nazione
Vieni, nuova Gerusalemme!

Firma contro la caccia
http://www.larena.it/polls/Sondaggi/134/
Viviana Vivarelli

I leghisti fanno di tutto per trasformare l’Italia in un Far West con l’uso delle armi come in America e la caccia a piede libero. Maledetti criminali! Come se non morissero ogni giorno abbastanza persone, in genere donne, perché a qualche squilibrato gli salta il piffero di fare una strage! Ma loro vorrebbero una mattanza ancora più grande, magari una di quelle belle stragi all’americana dove uno impugna un’arma e fa una carneficina in una scuola o per strada o in un supermercato. Prima volevano bombardare le barche dei migranti, poi volevano che fosse possibile sparare a un migrante se si affacciava in casa loro e se gli toccava la macchina, poi li volevano castrare, come se non ci fossero abbastanza stupri o atti di pedofilia fatti da italiani, ora chiedono il porto d’armi ai sedicenni… e Bossi è sempre lì ogni giorno a spararle grosse e a dire che sono pronti a scendere su Roma in 20 milioni armati!! Ma 20 milioni dove??? Idioti integrali!!!
Nell’81 ci fu un referendum per l’abolizione delle regole per il porto d’armi e i No furono l’85%.
Nel 90 un altro referendum per permettere ai cacciatori di entrare nei fondi privati, invalido per mancanza di votanti, poi però si fecero una legge per permetterlo lo stesso
Ora ci riprovano attaccando gli uccelli anche in tempo di migrazione.
Vogliono la caccia senza regole, off limits.
Vogliono uccidere animali protetti dalle direttive comunitarie.
I sondaggi dicono che gli italiani sono in buona parte contrari alla caccia, l’Ue ci tiene sotto tiro e aumentano i procedimenti di infrazione alle direttive comunitarie sulla protezione degli uccelli migratori.
Noi potremmo chiedere una legge che permetta ai cittadini italiani di sparare in testa a un leghista, una volta individuato, come specie pericolosa, naturalmente purché il cacciatore abbia più di 16 anni.

Coma permanente
Viviana Vivarelli

Il ridicolo è che dicono che sono pronti per le elezioni! Con Bersani!? Vogliono fare una gara di scopone per vecchietti? E con quale programma, di grazia! Con quello che mette l’avvocato di D’Alema al CSM, vota per Vietti, attacca Vendola e Di Pietro, vende l’acqua pubblica, e presenta come candidati del lestofanti come Loiero, De Luca o Bassolino? Oppure ripresentano Marrazzo? O D’Alema riparte per la Bicamerale 2? O si dicono pronti al presidenzialimo forte a diretta elezioni popolare che piace tanto a Franceschini e a D’Alema?
L’unica cosa per cui sono pronti da tempo è dare via el cu. E’ l’unica cosa ormai che hanno imparato a fare. Non lo hanno ancora capito che tra un criminale e un incapace la gente vota sempre di più il criminale?

Tafanus
Ci sono case e CASE

45 mq a Montecarlo, contro 3.500 mq (oltre ad un milione di mq di parco, pinacoteca, biblioteca) ad Arcore.
Siamo d’accordo; la spiegazione di Fini non ci soddisfa. A Montecarlo a 300.000 € non si compra neanche una capanna, visto il “valore d’uso” che ha un indirizzo qualsiasi, condizione per avere la residenza ed i relativi benefici fiscali. Siamo d’accordo, le spiegazioni di Fini sono tardive, lacunose e buffe. Ma queste accuse a Fini possono essere mosse da tutti, tranne che dal nano di Arcore, che nel 1977 scippò per 500 milioni di lire (non di euro) una villa di 145 stanze, da 3500 metri quadri, più un milione di mq di parco, più una biblioteca con tremila libri di antiquariato, più un numero notevole di quadri d’autore, ad Anna Maria Casati Stampa, il cui tutore (…si fa per dire…) era un personaggio diventato famoso nei casellari giudiziari: Cesare Previti, attualmente in galera, sia pure a casa sua.

Tutti conosciamo per sommi capi la storia, ma vale la pena di riprenderla (Claudia Fusani dell’Unità ci ha risparmiato la fatica di scannerizzarla da un libro di Guarino e Ruggeri della Edizioni Kaos, “Inchiesta sul Signor TV”. Quando il libro uscì, Berlusconi fece causa per diffamazione, e chiese il ritiro del libro e i danni. Perse la causa, il libro campeggia ancora nelle librerie di tutti gli antiberlusconiani trinariciuti. Ma ecco l’articolo della Fusani:

L’acquisto della villa a Arcore. Un giallo da Agatha Christie (di Claudia Fusani – l’Unità – 21 settembre 2009)
Claudia Fusani

Quella che segue è la storia di un “delitto” perfetto. Così perfetto che alla fine si fatica ad individuare vittima e delitto. La procura di Milano se n’è occupata per un certo periodo, ma la faccenda non ha mai assunto lo spessore di un fascicolo giudiziario. Certo, una storia da raccontare.
I protagonisti. La faccenda ruota intorno a Villa San Martino ad Arcore, ex convento rinascimentale, per secoli appartenuta alla famiglia Casati Stampa Soncino, 145 stanze con relativi arredi, collezioni pregiate di quadri e libri, ettari di parco con rarità di flora e caprioli al pascolo. Ne è proprietaria una ragazzina di 19 anni, Annamaria Casati Stampa, rimasta orfana all’improvviso il 30 agosto 1970 quando il padre, il marchese Camillo, uccide la moglie Anna Fallarino sorpresa con l’amante, prima di suicidarsi. Un ruolo, nella vicenda della villa, ce l’ha da subito un giovane avvocato di nome Cesare Previti, figlio di quell’Umberto che negli stessi anni già compare nei busillis societario di Silvio Berlusconi. E c’è lui, Berlusconi, che nel 1970 sta costruendo Milano 2. Nel tentativo di smettere i panni del palazzinaro per indossare quelli di Sua Residenza, è in cerca di una dimora adeguata per rappresentare se stesso nell’élite dell’imprenditoria.
Passata la curiosità per l’omicidio-suicidio del marchese e della moglie, restano la ragazza e il suo patrimonio. Anzi, a dire la verità, qualcuno prova a mettere in dubbio la legittimità dell’erede. La famiglia Fallarino, infatti, chiede di verificare tramite autopsia chi è morto per primo: nel caso fosse il marchese Camillo, i legittimi eredi sono i Fallarino. Cesare Previti, 36 anni, origini calabresi ma da tempo residente a Roma, assiste legalmente la famiglia Fallarino, ma il dubbio viene in fretta archiviato.
Annamaria resta unica erede, ha 19 anni ed è minorenne. Viene affidata ad un avvocato amico di famiglia, Giorgio Bergamasco, che siede in Senato tra i liberali. E chi spunta fuori tra gli assistenti di Bergamasco? Di nuovo il giovane Previti, che riesce nella non facile impresa di passare in un batter di ciglio da “nemico” (aveva assistito i Fallarino per togliere l’eredità ad Annamaria) ad “amico”.
La ragazza si ritrova così un’eredità pari a due miliardi e 403 milioni di lire tra beni mobili e immobili e gioielli, che diventano un miliardo e 965 milioni al netto di debiti e tasse. Decide di lasciare l’Italia e lo scandalo, va a vivere in Brasile, e il 27 settembre 1972 affida i suoi beni – senza limitazioni di mandato – a Bergamasco, il suo ex tutore, nel frattempo diventato ministro del governo Andreotti. Il vice tutore Previti resta tra i legali. E a lui Annamaria nell’autunno del 1973 dà l’incarico di vendere Villa San Martino «con espressa esclusione degli arredi, della pinacoteca, della biblioteca e delle circostanti proprietà terriere».
Pochi mesi e l’acquirente si materializza nei panni di Silvio Berlusconi. Mediatore è Previti. Il prezzo pattuito 500 milioni, tutto compreso, anche quello che l’erede aveva esplicitamente escluso dalla vendita, terreni e annessi, pinacoteca e biblioteca. In Inchiesta sul signor Tv (Guarino e Ruggeri, Kaos editore), il libro che più di tutti ha indagato sulla vendita della villa e i cui autori nel 2000 hanno vinto la causa per diffamazione avviata nel 1994 da Previti, si dice chiaramente che 500 milioni sono nulla per una villa settecentesca di 3500 metri quadrati. Nel libro si parla di «raggiro». In più momenti.
Il primo: Berlusconi dilaziona il pagamento fino al 1980 (atto di cessione il 2 ottobre), ma Annamaria Casati continua a pagare le tasse.
Il secondo: il 4 maggio 1977 nasce l’Immobiliare Idra SpA della già affollata galassia berlusconiana, che ancora oggi gestisce almeno dodici dimore del premier tra cui Arcore, Villa Certosa e Macherio. Bene; nel cda di Idra siedono da subito Umberto e Cesare Previti. Idra otterrà dalle banche due superfinanziamenti sulla villa di Arcore appena pagata mezzo miliardo a rate: oltre 7 miliardi subito rigirati alla Cantieri Riuniti, società di Berlusconi, più altri 680 milioni.
Un delitto perfetto, appunto. Sempre che delitto vi sia stato. Arcore poi è diventata quello che tutti sappiamo: il rifugio del Presidente, la cabina di regìa degli alleati di governo, dimora vincolata dal segreto di Stato, custode di un mausoleo e di più grandi segreti. Si dice, anche, della longevità.
(Claudia Fusani)

All’articolo della Fusani, aggiungiamo un piccolo particolare: prima di procedere all’acquisto (pagato come descritto) Berlusconi pretese ed ottenne di vivere gratis per un periodo di prova (durato circa un anno) nella “villetta” di Arcore, per verificare se fosse adatta alle sue esigenze…
Ora, il primo attore di questa squallida storia, monta sul Geniale di famigghia un rebelotto, una raccolta-firme per cacciare Fini dalla presidenza della Camera (ma siamo già all’elezione – ed alla cacciata – diretta?). Per un appartamento di ben 45 mq al suo cognato di fatto. Casomai, un conto da regolare all’interno di AN fra Fini e i suoi commilitoni. Per ora, solo un episodio di cattivo gusto. Da 45 mq.
Allora ho fatto una cosa ripugnante: mi sono registrato sul Geniale, per andare a vedere queste migliaia di firme raccolte, per leggere i commenti, per poter commentare a mia volta. Da non credere. E’ la prima volta che vedo una “raccolta di migliaia e migliaia di firme già pervenute”, senza un link all’elenco delle firme. Per quanto mi riguarda, le firme potrebbero essere cento. Ma ecco l’incredibile articolo del geniale, in puro stile spargimerda:
Un’ondata di firme travolge Fini: “Ora dimettiti” Ma lui si nasconde e lascia i suo soli in trincea
(di Laura Cesaretti)

Grande successo per l’iniziativa del Giornale, migliaia le firme. L’ex leader di An si rifugia in una villa in Toscana con la compagna e i suoceri. I fedelissimi chiedono una tregua: “Basta col massacro, chiudiamo la vicenda”. Mentre Pd e Idv perdono la lingua e si scoprono garantisti.
Le mia dita si rifiutano di postare tutta questa porcheria.
Anche Laura Cesaretti, come già Capezzone, si è guadagnata i galloni (e lo stipendio) da italoforzuta, dopo anni di levatacce alle 5 del mattino, in tempo per poter leggere la Rassegna Stampa delle 7,00 su Radio Radicale. Era un personaggio, la Cesaretti… Famosa per accompagnare, con artificiosi colpetti di tosse, assolutamente arbitrari, le “sciocchezze” che andavano dicendo i “comunisti”… Cacciata da Pannella perché una mattina aveva osato non dare per prima la notizia della milionesima conferenza stampa di Pannella stesso, ha trovato pronta ospitalità nel Geniale. Va’ dove ti porta il cuore…
Ma la merda nel ventilatore del Geniale non finisce qui. Da un altro articolo a firma “Redazione” veniamo informati che le firme raccolte in poche ore sono già migliaia. Sono curioso. Vado sul link per la raccolta-firme, sperando di trovare uno dei soliti softwares da noi normalmente impiegati (firmiamo.it, piuttosto che petitiononline.com), sui quali è possibile non solo firmare e lasciare il proprio nome e cognome, ma anche altre informazioni di verifica (residenza, eventuali commenti, eccetera).
Niente di tutto questo: ci ritroviamo davanti a questo ridicolo volantino in pdf con apposito spazio per la “firma” (nessuno ha spiegato a questi coglioni che si tratta di un file *.pdf di sola lettura?) e di inviarlo ad un certo indirizzo email; oppure di inviarlo per fax o per posta ordinaria. O anche, ancora, si mandare un messaggino SMS. Da non credere. Una cagata pazzesca. Possibilità di controllo per il “firmatario? ZERO. Se Feltri domani ci dirà che sono già arrivate 357.000 firme, non abbiamo alternative. Dobbiamo credergli. Sulla parola. E credere sulla parola a Feltri è – almeno per me – opera assai improba…
Allora ho fatto una cosa ignobile: mi sono registrato sul “Geniale”, proprio col mio nick, Tafanus, per poter commentare, leggere i commenti altrui, contarli, e verificare quanto entusiasmo sprizzino da ogni battuta… Ebbene, alle 18,30, su un giornale che ieri dedicava metà delle pagine a questa grande campagna, un giornale che vende (dicono loro) oltre 200.000 copie sul cartaceo, è letto da 600.000 persone, ed è aperto online da circa 500.000 persone al giorno. sono arrivati la follia di… 115 commenti. Su oltre 1.100.000 lettori fra il cartaceo e la versione online. Complimenti vivissimi! Lo 0,01% di lettori ha commentato! E’ come se sul Tafanus arrivasse un commento ogni quattro giorni!
Ora non precipitatevi a controllare: da stamattina si clicca inutilmente sul link “leggete tutti i commenti”, e la cagata è sparita dalla homepage, tranne un microscopico e introvabile rinvio alle pagine interne.
..
IL SUQ DEI PARTITI: OGNUNO PER SÉ E DIO PER NESSUNO
Paolo Farinella
pubblicato su la Repubblica/Il Lavoro (locale)

La pazzia della delinquenza al potere e il malaffare tracimano dal governo e fanno saltare il tappo per tutti. La pantomima della scissione del Pdl in nome della legalità e la panna montata del centro che inneggia alle istituzioni fanno impazzire tutti, meno il Pd che fa finta di non esserci. Un parlamento che acclama come allo stadio Berlusconi è agghiacciante e disgustoso per gli onesti. La sfiducia di un viceministro è atto di gravità istituzionale somma e dovrebbe ispirare comportamenti compunti e non l’indecenza da curva sud. Chi compra senatori e deputati, chi è definitivamente individuato come corruttore di giudici e testimoni, è osannato da chi ha l’obbligo di rappresentanza libera e cosciente dell’intera Nazione: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato» (Cost. Ital., art. 67). In quel giorno il parlamento ha dichiarato formalmente se stesso servo di un padrone senza rispetto. Molti mi chiedono una valutazione e altri cosa penso della scelta di Beppe Grillo di mettere in moto il «Movimento a cinque stelle» e dell’auto-candidatura di Niki Vendola. Provo a dare una risposta complessiva.
Una cosa è certa: lo scoppio della maggioranza, entro Natale, provocherà una deflagrazione nel Pd che si frantumerà: la parte ex Dc (quella destrorsa per vocazione), ritornerà a casetta Casini-Fini-Rutelli; mentre la parte ex Pci-Ds (soggiogata da D’Alema per mire personali), navigherà a vista senza mèta. Al suo interno alcuni sperano in Vendola. Il Pd ha paura delle elezioni che lo dimezzerebbero: non ha linea e strategia, ma pensa, restando bloccato e immobile: qualunque decisione, se va bene agli ex Pci-Ds non va bene agli ex Dc-Margherita da Roma alla periferia. In regione Liguria deve allearsi con l’Udc di Casini che non è il massimo della legalità; nel comune di Genova senza politica, galleggia su un equilibrio instabile. Il Pd è morto nelle sabbie mobili dell’immobilismo dalemiano. Una prece.
Quali scenari si aprono? Se si va alle elezioni in autunno (evento improbabile), Berlusconi e Lega stravincono per la «legge porcata», la macchina da guerra mediatica del padrone e l’appoggio incondizionato dei miscredenti che abitano in Vaticano, Bertone capofila [sì, quello della cena carbonara!]. Di Pietro non va molto lontano perché ormai è dentro fino al collo nella fauna partitica di cui ha imparato presto tattiche e metodi da sottobosco immorale (basta vedere l’Idv all’opera per es. a Genova e Liguria). Beppe Grillo presenta il Movimento, ma dopo il mio intervento provocatore (la Repubblica, 2 agosto 2010), ho sentito moltissimi che sono perplessi e temono un qualunquismo diffuso: Grillo può avere la maggioranza per prendere le redini della legalità e dell’economia alternativa? Avrà successo, ma più aspetta e più perde e di questo passo si va alle kalende greche. In questo momento l’Italia si riforma solo in un modo: prendendo il governo e la maggioranza, abolendo tutte le leggi-Berlusconi e facendo leggi coerenti con la Costituzione con uomini e donne onesti. Punto.
Resta Vendola come ultima speme del Pd. Non mi entusiasma. La sua precedente presidenza pugliese ha mostrato il disastro in cui ha portato la sanità. E’ vero che lui come persona è rimasto fuori dalla maglie del malaffare, ma è anche vero che le persone inquisite e le loro politiche le ha scelte e approvate lui. L’ultima perla: il 28 maggio 2010 don Luigi Verzè (è lui, è lui) firma insieme a Niki Vendola l’atto costitutivo della «Fondazione San Raffaele del Mediterrano» che gestirà a Taranto un complesso ospedaliero privato (convenzionato). Costo inizale: 120 milioni di euro, tutti sborsati dalla Regione Puglia. Il Consiglio di Stato ha sentenziato che don Verzè e il suo San Raffaele svolgono «attività commerciale», cioè gli interessa «fare soldi», altro che la salute!.
Vendola non ha indetto una gara d’appalto, ma ha appaltato la sanità tarantina a don Verzè e a Luigi Berlusconi (sì, il figlio di Silvio e ciellino per sovrapprezzo) che per il 24% è nel consiglio di amministrazione della MolMed spa di Milano, da cui dipende la porcata che Vendola sta facendo in Puglia. La domanda semplice, semplice è la seguente: Perché Vendola non ha speso i 120 milioni per un centro pubblico di sanità, ma li ha regalati al peggiore affarista in ambito sanitario, compagno di merenda di Berlusconi che così lucra anche sulla sanità pugliese? Se queste sono le prime luci dell’alba, figuratevi cosa sarà il mezzogiorno! Aveva ragione Nanni Moretti: «con questi qua non vinceremo mai». In attesa di un cataclisma, aspetto fiducioso che qualche santo provveda di suo, perché Dio è scappato inorridito dalla «serva Italia, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello» (Dante, Purg. VI, 76-78).

I pentiti
Marco Travaglio (sunto)

Lo diceva già Goebbels: se ripeti una bugia 30 volte, alla fine diventerà una verità, e bugie sono quelle tirate fuori e ossessivamente ripetute dai media di Berlusconi per attaccare i pentiti, Sapete che Dell’Utri è stato giudicato mafioso solo fino al ‘92 perché i giudici si sono rifiutati di ascoltare pentiti come Spatuzza o testimoni incensurati come il figlio di Ciancimino.
Prima questo Governo ha fatto una legge affinché il pentito potesse parlare solo per pochi mesi e poi mai più.
Poi alcuni magistrati, collusi con B, si sono rifiutati di ascoltare e quindi di verificare i dettagli di quanto detto dai pentiti perché sforavano i tempi prescritti.
Infine si sono rifiutati di ascoltare anche un testimone come il figlio di Ciancimino che non è un pentito perché non ha commesso alcun reato, sa solo delle cose sulla mafia e vorrebbe dirle Tutto questo è stato fatto per eliminare le confessioni, perché erano pericolose per certi personaggi politici e allora bisognava eliminarle anche quando i pentiti accusavano se stessi come mandanti in stragi, come fa Spatuzza.
B ha attaccato in modo turpe e massiccio i magistrati onesti con la balla delle toghe rosse, solo che quanto rosse fossero le toghe dei giudici corrotti lo abbiamo visto col n° 2 di Alfano che tramava con la cricca P3 in concussione o compravendita di magistrati di ogni ordine o grado.
Il giochetto è sempre lo stesso: B attacca gli altri dei misfatti che compie lui. Fateci caso: è sempre stato così.
Attaccava le toghe rosse mentre comprava i giudici, lo abbiamo visto sin dai tempi del processo per la Mondadori, dove la sentenza che gli dava ragione era stata comprata corrompendo i giudici e anche quando la verità è stata ristabilita, si è tenuto la Mondadori.
Infine abbiamo visto quanto gli importasse sapere la verità sulle stragi dal modo con cui Alfano e Mantovano hanno screditato Spatuzza chiudendogli la bocca negandogli il programma protezione. E un programma di protezione non consiste, come ripete falsamente Mantovano in tv, nel mettere qualche poliziotto di scorta al pentito, ma nel ricostruirgli una vita nuova altrove sotto altro nome. E questo non è stato fatto.
Dice Travaglio: chi sono i pentiti?
i pentiti non esistono, esistono semplicemente degli imputati che parlano e degli imputati che non parlano, tra quelli che parlano poi bisogna verificare chi dice il vero e chi no (e qui non sembra sia stato fatto un bel lavoro, visto che c’è un sacco di gente in galera per dichiarazioni false).
Il pentito che mente in ogni paese del mondo viene punito duramente, in America c’è l’oltraggio alla Corte e ti danno una pena aggiuntiva se scoprono che hai pure mentito nel processo.
Negli altri paesi non si consente ai pentiti di raccontare le cose quando vogliono loro.
Ma a Spatuzza è stata negata la protezione dal governo Berlusconi dopo che ha parlato di Berlusconi. Il modello americano è esattamente quello che aveva importato Falcone in Italia e che abbiamo abbandonato grazie alla dx e alla sx che ci toccano in sorte nel 2001, non ce l’hanno con Spatuzza perché parla in ritardo, ce l’hanno con Spatuzza perché parla di Berlusconi.

Don Aldo manda:

“Rabbino, non riesco a capire: si va accanto a un povero, ed egli è cordiale e aiuta, dove può. Si va invece accanto al ricco, ed egli nemmeno ti guarda. Che cosa fa dunque il denaro?”
“Avvicinati alla finestra! Cosa vedi?”.
“Vedo una donna con un bimbo ed un carro che va al mercato”.
“Bene. Ora vai davanti allo specchio. Cosa vedi?”
“Rabbino! Cosa mai dovrei vedere? Me stesso”.
“Vedi dunque: la finestra è di vetro, e anche lo specchio è di vetro. Ma basta mettere appena un po’ d’argento sotto quel vetro e si finisce per vedere solo se stessi”.
(Da un racconto ebraico).

RIDIAMARO : – )

Mandi
Boom abbandono di cavalli,
la crisi economica ha colpito anche il settore ippico.
i somari non corrono rischi,
la Lega non abbandonerà mai il suo elettorato!

Aldo di Napoli
“In Francia rischiano l’arresto due calciatori della Nazionale che frequentavano prostitute minorenni.
In Italia rischierebbero la Presidenza del Consiglio”.
..
JENA
Tempo
Perché il Pd non vuole
le elezioni anticipate?
Ha ancora bisogno di tempo
per prepararsi a riperderle.
..
spinoza.it
Bersani: “Il governo non c’è più”. Finalmente ora sono pari.

Dai commenti di spinoza,it
Il peggio
Bologna, 2 Agosto: nessun ministro al trentennale. Come si dice: alla prossima.
..
http://masadaweb.org

..

6 commenti »

  1. Dell’Utri e Cosentino che varcano il cancello di un carcere da visitatori sono l’icona vivente della nostra giustizia di classe:
    i poveracci dormono in dieci in una cella da tre, loro – da buoni colletti bianchi – entrano in carcere da ispettori tra una vacanza e un’altra, tra uno yacht e l’altro, tra un processo e un altro.
    Buon Ferragosto Viviana.
    Cesare

    Commento di MasadaAdmin — agosto 14, 2010 @ 3:29 pm | Rispondi

  2. Carceri nuove? Giustizia veloce? non se ne parla.

    le carceri in costruzione e già finite ma non usate ? nessuno ne parla? la giustizia più veloce con più giudici ? nessuno ne parla?
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — agosto 14, 2010 @ 8:29 pm | Rispondi

  3. Tra poco un carcere annesso a Palazzo CHIGI ?

    se vi sono decine di parlamentari condannati o sotto processo si potrebbe fare un carcere di lusso per loro ? o non sconteranno mai nessuna pena ?
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — agosto 14, 2010 @ 8:30 pm | Rispondi

  4. Miss, ho letto l’articolo su Aisha e come sulla storia ‘Della donna incinta giustiziata’ c’è una cosa abbastanza singolare: i taleban in entrambi i casi negano l’accaduto. Nel secondo caso poi non si sa manco quando e dove…….

    Io sono stato 7 anni alle Nazioni Unite e so per esperienza che niente è come sembra. Altro esempio gli operatori cristiani uccisi dai taliban con l’accusa di spionaggio, ebbene per paradosso hanno ragione, nel senso che in questi posti caldi molti operatori ong, giornalisti e personale delle organizzazione ONU fanno spionaggio per i motivi più disparati.

    Gino Strada hanno provato a farlo fuori perchè pulito, un caso paradossale. La sua presenza e il modo corretto di comportarsi danno fastidio, soprattutto ai cosidetti liberatori. Da fuori può sembrare strano, ma la presenza di Emergency ovunque è considerata scomoda proprio per il modo di fare corretto.

    Semmai, Viviana, la questione è un’altra: in Occidente si confonde la libertà con la dignità, se manca la seconda cosa non può esserci la prima. La pace, checché ne dicano fascistoni come Fini o La Russa, non puoi metterla dentro un m-60 di un elicottero.

    Ciao, miss, e buon ferragosto!

    Paolo Mucci

    Commento di MasadaAdmin — agosto 15, 2010 @ 7:06 am | Rispondi

  5. Buona l’idea di una legge che consenta di sparare ai leghisti,specie altamente dannosa per l’equilibrio naturale e non certo in via d’estinzione. Purtroppo.
    Ciao Viviana

    Commento di Paola Lombardo — agosto 18, 2010 @ 11:07 pm | Rispondi

  6. Ciao Paola
    L’idea era sono una boutade, io non amo lo spargimento di sangue, verde poi…. 🙂
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 19, 2010 @ 6:44 am | Rispondi


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