Nuovo Masada

agosto 3, 2010

MASADA n° 1175 3-8-2010. Io non dimentico

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:56 pm

No, il tempo della verità è fermato dai mandanti.

Io non dimentico
Fulvio Amerighi

Io non dimentico sabato
Bologna, le dieci e venticinque
come non ricordo
di smettere di ricordare
che li hanno scaricati in mare
brulicati di sale
e ai loro figli dettero altri nomi,
una lapide dopo lo scoppio
a polvere caduta.

Io non dimentico
e non mi sposto e non so,
ma voglio sapere
il perché del liberi tutti
con ostentato onore,
e aspetto un treno,
parta di nuovo
ma non ci lasci qui.

La strage di Bologna – Beppe Grillo presenta le liste a 5 stelle – Se trasgredisci ti premio – Le balle della Santanchè- I parenti del Senatur – Cronache dalla Sardegna –

Da arcoiris riceviamo

Strage di Bologna – Il governo non c’è, ma questa piazza è ancora oggi, come 30 anni fa, solidarietà e democrazia-I sondaggi catastrofici del Cavaliere – Le balle della Santanchè – La pedagogia all’incontrario –

Il discorso di commemorazione di Paolo Bolognesi

30 anni fa, alle 10,25, chi collocò in questa stazione una bomba voleva un massacro e lo ottenne. Le scene strazianti che si presentarono ai soccorritori sono ancora oggi negli occhi e nel cuore di ciascuno di noi: corpi martoriati, grida di aiuto, polvere, sangue, calcinacci e, su tutto, l’odore acre della polvere da sparo, mentre già c’era chi si adoperava per accreditare l’ipotesi dello scoppio accidentale di una caldaia.
Ancora una strage, ancora persone innocenti massacrate. Ancora a Bologna, nuovamente colpita, ma pronta a rialzarsi.
Non dimenticheremo mai la solidarietà ricevuta quel 2 agosto 1980, il contributo di tanti cittadini che, al di là delle loro convinzioni politiche, ci hanno dato e ci danno ancora un appoggio concreto e morale straordinario.
Una scena tra tutte è emblematica della reazione della nostra città: l’autobus 37, trasformato in camera mortuaria per lasciare le ambulanze ai feriti, in servizio permanente grazie al senso civico del suo autista; il quale, nonostante da tempo fosse finito il suo turno, ai colleghi che gli offrivano un cambio, con gli occhi lucidi, ma voce ferma rispondeva: “Vado avanti”.
La volontà di andare avanti, di reagire alla sfida terroristica, ha portato noi familiari delle vittime a non arrenderci, chiedendo da subito verità e giustizia; ha portato la cittadinanza a stringersi intorno a noi, reagendo contro ogni volontà di imporre il disimpegno e la rassegnazione; ha portato la parte sana dello Stato, forze dell’ordine e magistrati onesti, a cercare di smascherare chi aveva voluto, pianificato ed eseguito quella strage.
Grazie a loro, grazie a chi non si è arreso ai molteplici e costanti tentativi di inquinamento e di intossicazione delle indagini e dei processi, oggi, per la giustizia e per la storia, l’attentato del 2 agosto ha precise responsabilità che non ci stanchiamo di ripetere.
Ad eseguire materialmente la strage sono stati i neofascisti dei NAR Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.
A depistare le indagini sono stati Licio Gelli, Gran Maestro della Loggia Massonica P2, il faccendiere Francesco Pazienza, gli appartenenti al SISMI generale Musumeci e colonnello Belmonte, uomini ai vertici del servizio segreto militare entrambi iscritti alla Loggia Massonica P2.
Nel manifesto di quest’anno abbiamo scritto:
30 anni
di veleni contro le tante verità accertate
di premi per gli assassini
di mandanti ancora senza volto
di segreti di Stato
Non lo scoppio di una caldaia, non terroristi internazionali maldestri che, senza volere, hanno dimenticato una bomba alla stazione, non i libici, non i palestinesi, ma neofascisti, servizi segreti, Banda della Magliana e Loggia Massonica P2, tutti assolutamente interessati ed alleati per impedire l’accertamento della verità.
Questo oggi è un dato sia storico che giudiziario, è un dato che i mandanti e gli ispiratori politici della strage alla stazione, che su quell’attentato hanno costruito e rafforzato le proprie posizioni di potere, non si possono permettere che venga divulgato.
Assicurare l’impunità agli autori di quell’orrendo crimine è un obbligo per chi ha armato la loro mano: libertà in cambio di omertà, in questo modo si spiegano gli incredibili benefici concessi a Mambro, Fioravanti e Ciavardini, che denunciamo da anni:
Ciavardini, condannato nel 2007 a scontare 30 anni per strage, è uscito dal carcere 1 anno fa, dopo solo 2 anni di detenzione.
Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati complessivamente a14 ergastoli per strage e 12 omicidi, e a più di 200 anni di carcere per reati minori come occultamento di cadavere e rapina, hanno scontato in carcere 2 mesi per ogni morte causata.
Delle loro vittime i giornali non parlano mai, né pubblicano le loro foto, come se si cercasse di farle dimenticare, perché il loro ricordo contrasta con la nuova immagine di questi due vigliacchi assassini, in vista di una loro futura carriera politica. Ma noi non le dimentichiamo, sono:
Roberto Scialabba, 19 anni, ucciso perché aveva i capelli lunghi e l’aspetto di un comunista;
Antonio Leandri, 24 anni, ucciso per uno scambio di persona;
Maurizio Arnesano, 19 anni, soldato di leva ucciso per impadronirsi del suo fucile;
Marco Pizzari, 18 anni, e Giuseppe De Luca, uccisi perché ritenuti traditori e testimoni pericolosi;
Franco Evangelista, Enea Codotto, Luigi Maronese, Francesco Straullu e Ciriaco Di Roma, uomini delle forze dell’ordine uccisi perché ostacolavano l’attività criminale dei NAR;
Francesco Mangiameli, ucciso perché poteva incastrare Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna;
Alessandro Caravillani, 17 anni, ucciso con un colpo alla tempia durante una rapina.
E soprattutto, non dimentichiamo il magistrato Mario Amato, al cui ricordo siamo legati da profondo affetto e gratitudine. Da solo, a Roma, svolgeva le indagini sul terrorismo nero con rigore e serietà e per questo fu ucciso. Si era accorto che l’estrema dx era in fermento, si preparava a qualcosa di grosso, probabilmente un attentato di dimensioni senza precedenti e, dopo aver denunciato durante un’audizione di fronte al Consiglio Superiore della Magistratura, il suo isolamento all’interno della Procura di Roma e la pericolosità dinamitarda dei NAR, 10 giorni dopo fu ucciso. Era il 23 giugno 1980, 40 giorni prima della strage alla stazione.
Oggi, a 30 anni di distanza, vogliamo sottolineare un fatto importante che ricorda gli ambienti in cui si era imbattuto Mario Amato durante le sue indagini sul neofascismo e sui suoi legami col sottobosco finanziario, economico e col potere politico. Nell’ambito di un’inchiesta su un maxiriciclaggio, è stato arrestato l’estremista di dx Gennaro Mokbel, indicato come responsabile del riciclaggio di ingentissimi capitali illegali e legato alla ‘ndrangheta e alla Banda della Magliana, con infiltrazioni nella Massoneria e nelle forze dell’ordine, talmente influente da chiamare “schiavo” un Senatore della Repubblica e trattarlo come tale e da disporre di milioni di euro in diamanti e opere d’arte. Decine e decine sono le telefonate intercettate,come riferito dalla stampa, tra Mokbel, sua moglie e Mambro e Fioravanti, che emergono come veri e propri consulenti politici.
Non sappiamo se l’intercettazione in cui Mokbel dichiara di aver dovuto versare un milione e 200.000 euro per liberare Mambro e Fioravanti corrisponda al vero.
Sappiamo però che ancora oggi aspettiamo di conoscere le basi sulle quali è stata concessa la liberazione condizionale a Mambro e Fioravanti in spregio ai presupposti giuridici previsti per ogni normale cittadino.
Abbiamo appreso, con sconcerto, la disinvoltura e la noncuranza dell’etica politica, con cui il candidato Radicale del Csx, alle recenti elezioni regionali del Lazio: Emma Bonino, abbia avuto nel suo comitato elettorale, come consulenti proprio i due terroristi fascisti Mambro e Fioravanti mandanti dell’assassinio del giudice Amato ed esecutori materiali della strage alla stazione.
10 anni fa da questo stesso palco avevamo detto: in un Paese in cui due stragisti condannati per 97 omicidi sono incredibilmente liberi e sono dirigenti di un partito politico, può davvero succedere di tutto.
Volgendo lo sguardo ai 30 anni passati dobbiamo dire che tanti sono stati i depistaggi e le coperture che sono state messe in atto per far perdere tempo ai giudici e per annullare i risultati processuali faticosamente raggiunti.
Oggi l’Associazione è convinta che anche la pista internazionale messa a disposizione dalla commissione Mitrokin subirà lo stesso misero esito delle precedenti piste. A questo punto sarà necessario che la Procura di Bologna riprenda le indagini sui mandanti per colpirli come meritano.
L’Associazione e’ vigile, tante verità nascoste in passato stanno emergendo sulla base di nuove indagini e nuovi processi ad esempio a Brescia. Il nostro impegno e il nostro contributo verranno forniti nei prossimi mesi ai magistrati di Bologna.
In questo Paese esiste un grumo cancerogeno che ha attraversato 30 anni di storia italiana facendo stragi, uccidendo magistrati e politici scomodi, autotutelandosi presso le istituzioni e utilizzando anche una strana connivenza con certa stampa, secondo un perfetto disegno piduista. Questo grumo accomuna eversione nera, massoneria, settori deviati dello Stato e Banda della Magliana. Ed il recente arresto di Flavio Carboni, inquietante crocevia di questa espressione criminale, dimostra l’attualità di quelle alleanze.
Questo grumo in passato è stato funzionale ad un micidiale progetto politico studiato molti anni addietro, addirittura negli anni sessanta come dimostrato dagli atti del convegno dell’Istituto Pollio su “LA GUERRA RIVOLUZIONARIA”.
Progetto che poneva la gestione degli effetti di criminali e devastanti attentati come utile strumento di lotta politica, come metodo di condizionamento della dinamica della vita democratica del Paese.
Poi lo svuotamento dall’interno dei principi alla base della nostra costituzione con il progetto eversivo della Loggia Massonica P2 denominato “PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA”.
Oggi dobbiamo constatare che quel progetto politico è stato in gran parte attuato rendendo sempre più difficile la vita democratica del nostro Paese.
Questa non è una storia da relegare nelle pagine interne dei quotidiani: questa è la storia del Paese. Quella che non si vuole raccontare, perché i cittadini non devono sapere.
Nonostante il silenzio assordante del ceto politico e l’indifferenza dei mass-media, riceviamo ogni giorno lettere di solidarietà e attestati di stima da cittadini indignati, che ci spronano a continuare a gridare ad alta voce lo scandalo di questi due stragisti e pluriomicidi, che hanno scontato condanne pagate a prezzi di saldo: non esiste detenuto in Italia che abbia goduto di maggiori benefici.
Non ci muove l’odio, ma il senso di dignità, perché senza esigenza di memoria e pretesa di giustizia non vi è vita collettiva che abbia un senso e un valore.
C’è oggi una gran voglia di normalizzare a forza questo Paese, di farci abituare al peggio.
Ci sentiamo confortati dalle parole del Capo dello Stato che, l’8 maggio, nel corso della cerimonia per il giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, ha voluto sottolineare, ricordando i rischi estremi che il nostro Paese corse nel 1980 e come seppe uscirne:
“… avemmo così la prova di quanto profonde fossero tra gli italiani le riserve di attaccamento alla libertà, alla legalità, ai principi costituzionali della convivenza democratica su cui poter contare.”
Parole che sembrano di estrema attualità visti i pericoli che corre la nostra vita democratica.
La nostra Associazione, da sempre, si batte affinché l’informazione sui fatti tragici del nostro Paese venga portata alla conoscenza di tutti: per questo abbiamo pubblicato nel nostro sito tutti gli atti dei processi sulla strage alla stazione; partecipiamo attivamente alla Rete degli Archivi per non dimenticare affinché nessun atto giudiziario, legato alla storia del nostro Paese, vada disperso e possa essere fonte di studi e ricerche.
È con grande contrarietà che assistiamo al tentativo di limitare per legge l’uso delle intercettazioni; questo creerebbe un grave danno alle indagini e alla possibilità di nuovi sviluppi sulla conoscenza di fatti riguardanti le stragi che hanno insanguinato il nostro Paese. L’informazione è importante soprattutto per i giovani e per dare a tutti la possibilità della conoscenza dei fatti, di essere consapevoli, in modo che nessuno possa più farsi scudo del non sapere e dell’ignoranza altrui. Perché gli assassini, così come i mandanti della strage alla stazione, si affidano all’indifferenza della gente e su di essa costruiscono la propria impunità.
Dopo 6 anni dobbiamo constatare che la legge 206/2004 non è’ ancora in gran parte applicata, dalla sua approvazione ad oggi sono stati approvati dal Parlamento 3 ordini del giorno che impegnavano il Governo in carica ad attuarla completamente senza nessun risultato. All’inizio di questa legislatura abbiamo avuto le assicurazioni e le promesse del Presidente del Consiglio Silvio B, del Sottosegretario Gianni Letta, del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, del Ministro dell’Interno Maroni, ma nulla è stato fatto, la legge è ancora in gran parte inattuata, la delusione dei familiari delle vittime è grande. Questo dà la misura della mancata doverosa attenzione, nei confronti delle vittime, dei Governi che si sono succeduti dal 2004.
L’assenza del Governo, oggi, ne è la conferma.
L’ONU-UNESCO PER LA PROMOZIONE DI UNA CULTURA DI PACE ha inserito il memoriale della strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, nell’ambito del programma “Patrimoni per una cultura della Pace”. Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e sarà un ulteriore impegno per mantenere la memoria negli anni futuri compiendo nel contempo azioni in favore della Pace.
Noi 30 anni fa in questo piazzale abbiamo perso gli affetti più cari, un pezzo della nostra vita. Per onorare la loro memoria abbiamo scelto la strada della ricerca della verità e della giustizia, l’unico modo per vincere con le armi della democrazia i disegni criminali.
In questi anni abbiamo cercato di far esaltare l’orgoglio di appartenere ad una associazione che ha come impegno primario ottenere giustizia e verità, abbiamo soffocato la commozione che ci deriva dall’enorme tragedia che ha colpito ognuno di noi. Abbiamo guardato avanti e tanti sono i risultati che in questi anni si sono ottenuti, specialmente sui diritti delle vittime nonostante che i vari governi, con ripetute promesse e assicurazioni, non operino per applicare completamente le leggi pur approvate dal Parlamento.
È consapevolezza, ormai di tutti i cittadini, che l’ostacolo principale alla verità, allo smascheramento dei mandanti, è l’apposizione anche in modo non ufficiale del segreto di Stato in tutti i processi di terrorismo e stragi. Per questo ribadiamo con forza che, passati 30 anni dall’evento, tutti i documenti ad esso relativi ed i nominativi in esso contenuti, in possesso dei Servizi Segreti, della polizia e dei carabinieri, vengano catalogati e resi pubblici senza distinguere tra documenti d’archivio e quelli d’archivio corrente. L’ipotesi di reiterare il segreto di Stato dopo 30 anni è una vergogna, sembra fatta non per tutelare la sicurezza dello Stato ma per rendere impossibile colpire i mandanti e gli ispiratori politici.
A chi ha tentato di piegarci abbiamo contrapposto la fermezza di chi non si fa comprare, e continuiamo con ostinazione, a portare avanti le nostre battaglie.
Nel rivendicare i nostri diritti abbiamo evitato di sentirci o farci sentire vittime, ci siamo sempre comportati come cittadini che chiedono cose a loro dovute.
La nostra è stata ed è una lunga battaglia: contro il tempo che passa; contro i silenzi e le menzogne; contro i tentativi di delegittimazione ancora in corso; contro chi pensa di difendere i carnefici e non le vittime; contro chi vuole farci dimenticare, abbassare la testa;a questo proposito quest’anno abbiamo assistito ad un triste tentativo di immiserire la manifestazione che è in corso ora, quasi che molti politici si fossero stancati dei cittadini che scendono in piazza per ricordare e pretendere giustizia. Questa manifestazione, la solidarietà e la partecipazione dei cittadini che ogni 2 agosto vogliono farci sentire la loro vicinanza non è un elemento di disturbo da eliminare, ma è il segno di una società civile vitale, che non è disposta a farsi zittire da chi vorrebbe avere a che fare con sudditi e non con cittadini dotati di senso critico e di volontà di partecipazione alla vita democratica.
La stima che abbiamo ottenuto dai cittadini è stata grande e ci auguriamo di poterla mantenere anche per i prossimi anni.
QUESTA PIAZZA È ANCORA OGGI, COME TRENTA ANNI FA, SOLIDARIETÀ E DEMOCRAZIA.

Dunque a Bologna le famiglie delle vittime della strage della stazione avevano chiesto che, se il Governo mandava dei rappresentanti ufficiali come fa ogni anno, venissero ricevuti nei luoghi istituzionali e non facessero discorsi offensivi e retorici in piazza, che sarebbero stati fischiati, perché per 30 anni ogni Governo, di dx e di sx, aveva calpestato il diritto di verità e giustizia dei cittadini, negando qualsiasi inchiesta seria e decretando col segreto di Stato l’oscuramento sui mandanti della strage, mentre spregevoli rappresentanti della politica, come Cossiga, aiutavano i servizi a depistare e ingannare.
Ma Berlusconi, primo in 30 anni, ha preferito non mandare alcun rappresentante delle istituzioni a Palazzo d’Accursio, arrecando una ulteriore offesa alle vittime e ai loro parenti, mentre La Russa si effondeva in televisione in discorsi privi di senso e disonorevoli per un Ministro.
E ora si viene a sapere che la legge Prodi, per cui, dopo 30 anni, il segreto di Stato deve decadere, sarà beffata con un ddl che prolunga il segreto di Stato e che sarà firmato proprio da quel Fabio Granata che fa oggi tutti quei bei discorsi moralizzatrici per conto di Fini e parla di etica della politica!
Come se ciò non bastasse, dobbiamo vedere il Pd perfettamente d’accordo con questo prolungamento.
E allora mi domando con quale faccia si presentino costoro, non dico alla Nazione ma al cospetto di Dio, che, se fosse un giustiziere, dovrebbe bruciarli con una saetta per quanto puzzano ormai di zolfo e putrefazione.

Emanuela

Inchiesta sulle bombe del ’93, Berlusconi e Dell’Utri indagati per strage
Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Firenze. Per strage. Lo scrive oggi il quotidiano l’Unità, rivelando che il presidente del Consiglio e il senatore Pdl compaiono nel fascicolo numero 11531 del 2009 con generalità protette, “Autore Uno” e “Autore Due”, come già successe nella prima indagine sulle stragi del 1993, poi archiviata nel 1998. “Da settimane, forse da mesi”, scrive sull’Unità Claudia Fusani, “risultano iscritti nel registro degli indagati della Procura di Firenze che da 17 anni indaga senza sosta sui mandanti occulti di quelle bombe che hanno ucciso sette persone, ne hanno ferite decine e messo in ginocchio l’Italia, che in quella primavera, dopo le bombe che nel 1992 avevano ucciso Falcone e Borsellino, si trovò a un passo dall’abisso e dal golpe”.
Il salto di qualità dell’inchiesta è stato determinato innanzitutto dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, il boss di Brancaccio, vicino ai fratelli Graviano, poi diventato collaboratore di giustizia. “I Graviano mi dissero che gli attentati di Firenze, Milano e Roma non ci appartenevano. Quello era terrorismo. Ma mi dissero anche che era bene portarsi dietro questi morti, così chi si doveva muovere si sarebbe mosso”. E ancora: “Giuseppe Graviano mi disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo. Mi parlò di Berlusconi e Dell’Utri: con loro ci eravamo messi il paese nelle mani”.
Ora l’indagine di Firenze, coordinata dai sostituti procuratori Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini e dal procuratore Giuseppe Quattrocchi, dopo un anno di lavoro, ha ottenuto una proroga di altri sei mesi. Dovrà trovare riscontri alle dichiarazione “de relato” di Spatuzza sulle bombe del 1993 agli Uffizi, al Pac di Milano, a due basiliche romane e sul fallito attentato allo stadio Olimpico della capitale.
Pasolini diceva: IO SO!
In quanti ci sentiamo pasoliniani in questo momento?
Tutti sanno, ma chi veramente sa e parlando può dare conferma a tutto, porterà tutti i segreti, le infamie, le sporcizie di questa Italia dal dopoguerra in poi, nella tomba.
Prepariamoci allora: avremo bisogno di medium capaci.

Beppe Grillo spiega al fatto quotidiano.it le ragioni della “discesa in campo” alle elezioni politiche del Movimento 5 stelle.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/02/il-movimento-5-stelle-scende-in-campo-con-internet-i-cittadini-leader-di-loro-stessi/47015/
Dal blog di Beppe Grillo arriva una notizia che è destinata a sparigliare i giochi di palazzo. Il Movimento 5 stelle ha deciso di presentarsi alle prossime elezioni politiche, “che siano ora o nel 2013”, e alle comunali del 2011.

Il comunicato politico n°34 parla chiaro: “La scelta dei candidati sarà fatta online attraverso il portale dagli iscritti, che sta arrivando”. A tale riguardo Beppe Grillo, al fattoquotidiano.it dice che la piattaforma telematica “sarà un social network nazionale dove chiunque potrà loggarsi inserendo i propri dati e partecipare alla creazione del programma”. Il fondatore del Movimento 5 stelle assicura: “Non ci sarà niente di fisso e si discuterà su tutto, compresa la lista di nomi da candidare al Parlamento e ai consigli comunali.”

Un click un voto. Secondo Grillo è la Rete la vera forza del loro movimento, grazie a Internet i cittadini saranno finalmente leader di loro stessi. Con una regola, però: “Uno conta uno”. Nelle discussioni che andranno a formare il programma e l’elenco dei candidati vige infatti la regola della pari dignità fra tutti: “Da Jeremy Rifkin all’elettricista di Poggibonsi che, nel caso non fosse d’accordo con quello che scrive, potrà tranquillamente scrivere ‘Rifkin. Che cazzo stai dicendo?’. Una testa un voto.” Poi, una volta fatte le elezioni, il compito dei grillini eletti sarà quello di fare entrare la Rete nelle stanze dei bottoni, “aprendo il Parlamento a milioni di persone” e facendo sì che il popolo di Internet controlli sia il Palazzo, sia gli stessi rappresentanti che ha contribuito a fare eleggere. “La rete ti tiene d’occhio – continua Grillo – Se non pubblichi niente per tre giorni e non rendi conto al movimento del lavoro che stai facendo, la gente potrà chiederti ‘che cazzo stai facendo?’”.

“Andare ora alle elezioni e’ pura follia, chi le vuole non ha chiaro tre cose: la prima è che il Paese è in pre-default e non può permettersi un periodo di stallo elettorale di sei mesi senza saltare per aria, la seconda è che l’attuale legge elettorale è una presa per il culo del cittadino (…). La terza è che Berlusconi vincerebbe di nuovo grazie al controllo totale delle televisioni e all’evanescenza dell’opposizione del Pd meno elle”. Semaforo verde al governo tecnico, ma a tre condizioni: che l’esecutivo faccia una norma sul conflitto d’interessi “per eliminare alla radice il problema Berlusconi”; che intraprenda una seria azione di ridimensionamento del debito pubblico “che sta esplodendo nel silenzio generale”; e infine che riscriva daccapo la legge elettorale “per ridare la scelta del candidato agli elettori”.

Comunque vada a finire, secondo i militanti a Cinque stelle, i partiti attuali appartengono all’album dei ricordi e gli unici che ancora non lo sanno sono loro stessi e chi gli dà voce. I giornalisti che si ostinano a fare “interviste a degli ectoplasmi e a cadaveri estratti dai sarcofaghi come Rutelli. Il Movimento 5 stelle – continua il comunicato – non compare in quella che questi sorci dell’informazione chiamano ‘agenda politica’. Ma esiste, ha raccolto mezzo milione di voti in cinque regioni, autofinanziandosi”.

Politica, soldi, Internet e partecipazione dal basso. Impossibile non pensare a MoveOn, il movimento simbolo della vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali americane del 4 novembre 2008. Durante la campagna elettorale l’organizzazione era riuscita a mettere in campo una forza di quasi un milione di volontari raccogliendo 88 milioni di dollari. La chiave del successo di MoveOn è il territorio e il rapporto diretto con le persone mediato solo da Internet. Grillo lo sa bene ed è per questo che, primo in Italia, ha creato i meetup, un altro strumento di lotta politica che viene dall’America e che ha molto a che fare con la rete. I meetup sono dei siti Internet che permettono la discussione e la condivisione di temi di interessi comuni, con un forte legame col territorio e con l’azione politica.

“Quando è venuto a trovarci Howard Dean, il politico americano che durante le primarie democratiche del 2003-2004 ha usato con maggior successo questo strumento – continua Grillo – ci ha fatto i complimenti perché i nostri meetup erano migliori di quelli degli Stati Uniti, perché noi abbiamo sviluppato dibattito e realizzato azione politica. E noi siamo solo in centomila”.
Peccato che, come ilfattoquotidiano.it ha scritto, l’Italia non sia un “paese per Internet”. Grillo ne è cosciente, ma nonostante la maggioranza di governo cerchi di contrastare la libera circolazione delle idee nel web con una serie di leggi, “bloccare la rete non è più possibile”.

“Il mondo va avanti a una velocità pazzesca e questi camminano ancora con la diligenza. Sono morti”.
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Cesare Beccaria

Il Movimento 5 Stelle esiste, ha raccolto mezzo milione di voti in 5 Regioni autofinanziandosi: 0,8 centesimi a voto il costo delle regionali. Il Movimento 5 Stelle ha rifiutato 1.700.000 euro di finanziamento ai partiti, gabellati per rimborsi elettorali, mentre i partiti incassano un miliardo di euro».
Conflitto d’interessi, nuova legge elettorale, diminuzione del debito pubblico, una legge che permetta 2 sole legislatura ai parlamentari, togliere il finanziamento pubblico ai partiti, basterebbe modificarlo, ecc. Sono d’accordo, i giornalisti cominciano a parlarne, perfino la ridente Serracchiani ieri sera l’ha citato, come se fosse lei l’autrice, conclusione i soldi servono, oltre la questione morale anche la pubblicità costa, gli avversari non sono leali.
Avanti Grillo, intelligenza e coraggio e tieni duro, lo slogan non mi piace, ma è secondario, gli slogan li fa B e con quelli si impiccherà.
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I SONDAGGI CATASTROFICI CHE PORTANO FORTUNA
Il Corriere della Sera, 3 agosto 2010
GIAN ANTONIO STELLA (sunto)

Una buona notizia: nel Paese della smorfia e del «curnaciell”e corall`» il Cavaliere non teme la sfiga. Sennç, mai e poi mai avrebbe previsto per Fini un futuro disastroso. Ogni volta che l`ha fatto con gli alleati in fuga, infatti, ha portato bene. A loro.
B avrebbe detto nei giorni scorsi ai suoi collaboratori: «Fini da solo vale solo l`1,4%”». Tesi confermata, a dispetto delle stime di Mannheimer, da Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita. Alleandosi col csx, andrebbe dall1 al 2%.
Quando si smarcò Casini, 4 anni fa, i sondaggi di B lo davano a picco.
Il Giornale sparò: «Ecco quanti elettori perde l`Udc che vota Prodi». Ma Casini balzò al 5,6 e conquistò quei 36 deputati che oggi tanto farebbero comodo alla dx dopo la scelta di Fini.
Idem con Dini, reo di aver messo su un governo tecnico: “La lista Dini non raggiungerà il 4%o», «Arriverà al 3,3%», certificò il suo sondaggista preferito, Luigi Crespi. Dini passò il quorum e prese 26 seggi.
Il capolavoro del Cavaliere nelle vesti della Pizia, resta però la raffica di sondaggi sulla Lega e su Bossi dopo il ribaltone. B disse: “Bossi è un cadavere. Gli resterà uno zoccolo duro del 2%, anzi, meno, andrà sotto l1 %%. Andò avanti così per mesi, E difatti si ebbe il maggior si ebbe il maggior successo leghista leghista di tutti i tempi: oltre il 10%, con un bottino di 3.776.354 voti.
Vuoi vedere che le previsioni catastrofiche del Cavaliere porteranno fortuna anche a
Fini?
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Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senatù
Gian Antonio Stella

Lega Nord guarda al futuro. E ha mandato a prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi Renzo, Roberto Libertà ed Eridanio, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senatùria: Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito). Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l’attaché, ogni deputato riceve infatti 12.750 euro. Pari a 24 milioni e 687 mila vecchie lire. Al mese. La notizia, contenuta nell’elenco ufficiale pubblicato dall’Europarlamento e facile da controllare sul sito nternet www2.europarl.eu.int/assistants, non precisa che mestiere facciano i due.
Intendiamoci: tutto il mondo è paese. Lo ricordava già, ai suoi tempi, il cardinale Enea Silvio Piccolomini diventato Papa col nome di Pio II: «Quand’ero solo Enea / nessun mi conoscea / ora che sono Pio / tutti mi chiaman zio”. La scelta del fratello e del primogenito del Senatùr per quelle due cadreghe europee, tuttavia, sia pure preceduta da altri piacerini a parenti e amici, segna il punto d’arrivo di un cammino che pareva partito con altri itinerari. Basti ricordare alcuni dei moniti di Umberto contro il «familismo amorale» e i regali ai clientes: «La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!».
«Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!».
Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al mitico «Sciur Cüràt». E impresse nel marmo della storia da un gesuitico comunicato dall’allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, “i pentiti” e i lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici, non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto». Parole d’oro. Premiate un paio di anni fa con la nomina di Simonetta, in quota leghista, a vice della ancillare Anna La Rosa alla direzione dei servizi parlamentari della lottizzatissima Rai.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/11_Novembre/11/bossi_stella.shtml
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A babbo morto o a babbeo vivo?
Raffaele Deidda

“Mi sa che è meglio a babbeo vivo” deve aver pensato, riferendosi ad Ugo Cappellacci, il toscano Denis Verdini, il coordinatore nazionale del Pdl oggi iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sugli appalti per gli impianti dell’eolico in Sardegna e in concorso con Marcello dell’Utri, Flavio Carboni e Massimo Lombardi sulla cosiddetta P3, una società segreta che, secondo i giudici del Riesame, “è in grado di interferire con le scelte delle istituzioni”.
“A babbo morto” è un’antica locuzione della lingua italiana che significa l’incassare un credito con molto ritardo o, più specificamente, senza che vi sia una scadenza prefissata. Non è certa la data e il luogo d’origine del detto ma secondo alcuni sarebbe stata coniata in Toscana, patria del banchiere Denis Verdini, quando gli usurai concedevano prestiti ai rampolli delle ricche famiglie che si indebitavano al gioco, consapevoli che i debiti sarebbero stati saldati solo una volta ereditati i beni di famiglia, ma avendo la certezza che le somme da recuperare, a causa degli alti tassi di interesse applicati, sarebbero cresciute in maniera esponenziale col passare del tempo, in attesa che il facoltoso babbo dei debitori fosse morto.
Nel tempo sono stati attribuiti all’espressione altri significati, quali: 1) Essere condannati a babbo morto (ovvero a cose avvenute), oppure essere condannati per qualcosa di cui non si è responsabili. 2) Ricevere o corrispondere qualcosa senza alcun merito.
Tornando a Denis Verdini si può ragionevolmente supporre che fosse ben poco interessato ad attendere la morte (politica, ovviamente) della Sardegna, di cui Cappellacci è figlio, per recuperare con cospicui interessi i crediti erogati al figlio dell’ex commercialista di B per favorirne l’elezione a governatore della Sardegna e che ritenesse invece molto più utile poter disporre del babbeo Ugo (“Su Flavio Carboni sono stato un babbeo ma solo al principio. Quanto devo scontare per questo? Mi diano qualche giorno per dabbenaggine! La verità è che sono stato troppo educato e cortese, ne sono pentito”) in vita se, come lo stesso Cappellacci ha confermato ai giudici romani, la nomina di Ignazio Farris ai vertici dell’Arpas fu suggerita da Flavio Carboni e imposta da Denis Verdini. Cappellacci ha, infatti, spiegato che Farris fu scelto da una commissione “che aveva indetto una procedura a evidenza pubblica” e che anche le altre nomine erano già stabilite in precedenza, in base ad un preciso accordo elettorale con il Pdl stretto al momento della sua scelta come candidato alle regionali. Una volta eletto, Cappellacci si era quindi adoperato per soddisfare le richieste che arrivavano da Denis Verdini in qualità di coordinatore del Pdl.
Come dire, fra galantuomini, “pacta sunt servanda”.
Un Verdini nei confronti del quale il governatore della Sardegna, l’autoproclamato babbeo, sostiene: “C’è un punto giudiziario e sarà in grado di dimostrarsi estraneo alle accuse. E uno politico: è un ottimo coordinatore. Abbiamo un rapporto eccellente”. C’è da chiedersi a quanto veramente ammonti il debito contratto dal sardo Cappellacci col toscano Verdini se, nonostante i guai decisamente seri in cui Verdini ha contribuito a cacciarlo, ritiene di dover ancora difendere il coordinatore nazionale del Pdl, indagato per corruzione e violazione della legge Anselmi nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta loggia massonica P3.
Lo stesso Verdini avrebbe raccomandato (imposto?) al “babbeo” Cappellacci di tenere buoni e proficui rapporti con Flavio Carboni, nei confronti del quale Verdini è accusato per l’appoggio che avrebbe dato al comitato d’affari che faceva riferimento al noto “faccendiere”, che nelle scorse settimane è stato arrestato. Le vicende che legano Verdini e il gruppo di Carboni riguardano sia appalti da affidare per gli impianti dell’energia eolica, che presunte pressioni su organi della magistratura per orientare il giudizio della Corte Costituzionale rispetto al Lodo Alfano.
Deve davvero trattarsi di un debito molto oneroso quello di Cappellacci se il governatore della Sardegna ha organizzato nel dicembre 2009 nel piccolo, appartato paese di Suelli in provincia di Cagliari, un “summit”con Denis Verdini, Flavio Carboni e Marcello Dell’Utri (il senatore del Pdl condannato in secondo grado a sette anni di carcere per concorso in associazione mafiosa) per fissare le linee e preparare le direttive regionali sull’eolico, delegando quindi alla “cricca” un compito prettamente istituzionale di competenza della Regione Sardegna.
Il csx ha finalmente presentato in Consiglio Regionale la mozione di sfiducia, quasi come un atto dovuto, nei confronti di un Cappellacci indebolito dagli scontri interni alla coalizione di cdx e dall’inchiesta giudiziaria in corso. La mozione è centrata sull’inadeguatezza del governatore e della giunta di cdx nella gestione della grave crisi economica ed occupazionale che ha colpito la Sardegna e denuncia la subalternità del presidente Cappellacci da “oscure” centrali romane.
Un atto dovuto è apparsa anche la difesa del presidente da parte della maggioranza, intenzionata a votare no alla sfiducia pur con una serie di distinguo da parte degli alleati ma con l’unica, inconfessata motivazione del timore di dover tornare tutti a casa dopo solo un anno e mezzo di governo dell’alleanza di cdx.
D’altronde, a prescindere dalle più nobili motivazioni politiche, “mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante..”, cantava Francesco Guccini.
Walter Veltroni ha recentemente definito quella sarda “una delle vicende esemplari che illustrano le trame che tengono in ostaggio la democrazia e l’eclissi della legalità in cui versa il nostro Paese”, sostenendo che ci fossero tutti i presupposti del connubio tra affari, politica e illiceità, supportati da una candidatura, quella di Cappellacci, “molto vicina alla famiglia e agli interessi personali del presidente del Consiglio”.
Oggi, anche moltissimi sardi che in buona fede nel 2009 scelsero il “babbeo” che prometteva il ritorno al sorriso, oggi assistono sgomenti alle evoluzioni in senso giudiziario della politica e si rammaricano di aver interrotto col proprio voto una politica virtuosa, impersonata da Renato Soru e dalla sua giunta, di tutela e non di saccheggio del territorio, di promozione e non di mortificazione dell’istruzione, di attenzione e non di dispregio per i bisogni dei meno abbienti e degli ammalati.
E’ possibile rimediare all’errore? Sì, se il csx sarà in grado proporre un’immagine di forza di governo credibile e affidabile, inattaccabile dalle “cricche” e da ogni forma di degrado politico, con un alto profilo morale e acclarata capacità amministrativa.
La parabola dei pinocchi babbei e dei loro burattinai deve finire, al più presto.
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Se trasgredisci ti premio. La pedagogia all’incontrario
VV

Napoli: in motorino senza casco? I vigili di regalano uno Swatch pagato dalla Regione Campania
nuovo di pacca che riporterà la scritta: “Senza casco ho le ore contate”.
Con la crisi della Regione Campania e lo stato di fatiscenza e di illegalità diffusa di Napoli, destinare risorse pubbliche a premiare i trasgressori mi pare improprio.
Diciamo pure che si voleva uno scoop per colpire l’opinione pubblica e salvare qualche vita giovanile. Ma non sarebbe stato meglio sequestrare il motorino? Lo scoop ci sarebbe stato lo stesso e l’effetto deterrente sarebbe stato maggiore.
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Le balle della Santanchè
VV

Oggi su La 7, a Omnibus Estate, (dalle 7 alle 10 del mattino, l’unico programma interessante di dibattito di questi tempi grami) c’era la Santanchè, nominata Segretaria all’Attuazione del Programma
Per fortuna che stavo male e mi sono addormentata sul divano, salvandomi dalle sue stronzate galattiche, ma qualcuna ho fatto a tempo a sentirla:
-Dunque B è in una botte di ferro, fa niente se i suoi uomini si rivelano uno più marcio e corrotto dell’altro, lui si salverà per la bontà del suo programma. Basterà che spieghi bene agli italiani quante cose meravigliose ha fatto e non resterà che osannarlo come migliore presidente degli ultimi 1.500 anni
-Parimenti di grande orgoglio per l’Italia è un Ministro delle Finanze dall’incommensurabile valore di Tremonti. Non importa che mandi alle stelle il deficit di bilancio, che abbia impoverito tutti gli italiani, meno i grandi evasori, i ricchi e i ricchissimi, che non abbia investito un € nello sviluppo, con una manovra così iniqua come mai si era vista.
Per la Santanchè questa manovra è la migliore d’Europa, ha colpito tutti i grandi papaveri, ha visto forti tagli da mille € che i politici hanno inferto stoicamente sui loro emolumenti (i tagli sono solo sui Ministri e sottosegretari non parlamentari, cioè 2 ministri e 7 sottosegretari in tutto. EVVIVA!! Con 72 mila € l’anno, Governo, Parlamento e Senato hanno salvato dalla crisi il paese!)
-Ma la cosa che più scandalizzava la Santanchè era la casa fatiscente monegasca di 45 mq di Fini, venduta a una societò di comodo, e affittata, sembra, a un cognato. Questa grande moralizzatrice dei pubblici costumi era proprio furiosa e avrebbe voluto un dibattito solo su questo, allargato a reti unificate con processo in diretta a Fini, reo, lui che come Pres. della Camera, è tenuto per il suo ruolo a vigilare sulla moralità politica, di aver prodotto un conflitto di interessi così devastante
Sui conflitti di interesse di B questa grandissima tr..a non aveva nulla da dire.
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RIDIAMARO : – )

Obama si rallegra con Marchionne perché ha salvato la Chrisler.
Voglio vedere la faccia di Obama quando i soldi Stato saranno finiti, e Marchionne chiuderà la Chrisler e delocalizzerà in Messico!

viviana
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JENA
Afghanistan
Dopo le ultime rivelazioni c’è qualcuno in grado di spiegare ai morti perché sono morti?
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spinoza.it
Recenti indagini hanno svelato l’esistenza di un’associazione con fini politici che agisce nella completa oscurità: il Pd.

I sospetti gravano su Verdini, coordinatore Pdl. Il primo a cui si pensa è sempre il maggiordomo.

Verdini starebbe mettendo su una nuova P2. La vecchia si è un po’ adagiata sugli allori, da quando è al governo.

Indagati anche Dell’Utri e Cosentino. Cominciavo a preoccuparmi.

Dopo la condanna per mafia, Dell’Utri accusato di corruzione e loggia segreta. Un uomo che ha saputo reinventarsi.

Fra qualche anno in molte città ci saranno delle targhe con su scritto “Qui Marcello Dell’Utri non si incontrò con nessuno”.

Ghedini: “B non è Cesare”. Ha solo in testa un’idea meravigliosa.

Sulla P3 è terremoto giudiziario. Pare che stanotte abbiano intercettato Travaglio che rideva.

B sminuisce la nuova P2: “Sono solo quattro pensionati, quattro sfigati”. Anche il mio mister mi criticava per farmi impegnare di più.

B: “Chi vota la sfiducia a Cosentino è fuori dal Pdl”. E dovrà trovarsi un altro clan.
(Accusato di legami con la camorra, Cosentino si è dimesso da sottosegretario. Con due lavori non trovava mai tempo per sé)

B critica l’arresto di Flavio Carboni: “Non si incarcera un uomo di 78 anni”. Potrebbe stancarsi e parlare.

Celebrazioni di via D’Amelio: presenti cariche dello Stato. Proprio come allora.

Vandalismo a Palermo: distrutte le statue di Falcone e Borsellino. Ora però assomigliano incredibilmente agli originali.

Libero compie dieci anni. L’ho letto sulla medaglietta.

D’Alema: “Premier è finito, sì a governo transitorio”
2. D’Alema: “Premier è finito, ma se si andasse a votare perderemmo un’altra volta” (Marco Bressanini)
..
http://masadaweb.org

7 commenti »

  1. Cara Viviana, sono d’accordo con te, i famosi moralizzatori finiani che non vogliono che si svelano i segreti di Stato è tutto dire…Chissa quanti scheletri nell’armadio avranno i fascisti e gli ex.
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — agosto 4, 2010 @ 3:46 am | Rispondi

  2. PM al GUINZAGLIO ? è la FINE DELL’ITALIA

    diventeremo MAFITALIA e CRICCAITALIA ma l’Italia non ci sarà più ! e CALIENDO si dimetta SUBITO !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — agosto 4, 2010 @ 3:47 am | Rispondi

  3. Grazie Cesare,
    purtroppo una cosa è l’animus e un’altra è il corpo. Il mio animus è forte. Il corpo molto meno. Comunque si ricomincia a camminare. In un modo o nell’altro, c’è sempre del cammino che aspetta
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 5, 2010 @ 5:10 pm | Rispondi

  4. Crediamo nella GIUSTIZIA e la VOGLIAMO….

    e deve essere celere dato che non si dimette mai nessuno e NON è BELLO AVERE UN MINISTRO SOTTO PROCESSO ! vogliamo Giustizia e Processi VERI ! VOTEREMO per FINI e MARONI che ci assicurano quanto sopra

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — agosto 6, 2010 @ 7:27 am | Rispondi

  5. Non ci togliete MARONI !!!!!!!!!!!!!

    se vi è altro Governo Maroni rimanga dov’è ! la camorra e MUNNEZZA sono insopportabili e lui ce le toglie ! Grazie
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — agosto 6, 2010 @ 4:40 pm | Rispondi

  6. Ciao carissima Viviana.
    Anni di duro lavoro qualche risultato lo hanno pur prodotto…
    Gianni

    (tratto da http://www.iltafano.typepad.com)

    La “Grande Immagine” dell’Italia all’estero: “…la situación es grave pero no seria…” – Parole del “Pais”. riprese da Ennio Flaiano

    Riprendo questo articolo del “Pais”, che lascio in lingua originale perchè è assolutamente comprensibile a tutti al 95%, e perchè certi termini, peculiari della vergognosa politica italiana, fanno un certo effetto, se letti in una lingua estera. Questo articolo conferma la strepitosa immagine che sedici anni di berlusconismo hanno regalato all’Italia. Grazie, papi… Tafanus

    Un país sin futuro político
    (di Miguel Mora – El Pais)

    La situación es grave pero no seria. El adagio del escritor Ennio Flaiano sigue definiendo el deprimente panorama político italiano. El país se dirige otra vez hacia el caos tras tirar a la basura en dos años y cuatro meses de gobierno el deseo de estabilidad de los electores que eligieron en 2008 la mayoría más cómoda de la historia republicana. Berlusconi, acorralado por una corrupción sin freno, sin más ideas que la de salvar su pellejo judicial y abandonado por su delfín-tiburón, se ha quedado solo al frente de un partido de plástico, un feudo de fieles secretarios donde medran amigotes, súbditos, empleados, ex velinas y jefes de clanes más o menos legales.

    El Pueblo de la Libertad, o Partido del Amor, aparece como lo que siempre ha sido: un antipartido, un comité de negocios y una mera fábrica de leyes ad personam que piensa y actúa a mayor gloria del padrone. Cuando suena la hora de hacer política de verdad o de responsabilizarse realmente del país, el tenderete se resquebraja. La única receta que conoce el populismo a la italiana es optimismo y elecciones. Cuando la cosa se tuerce, recurrir al pueblo. La esperanza es siempre el Gran Hermano: tres meses de televisión, chistes y propaganda unificada para arrasar a los que no tienen televisión ni sentido del espectáculo. Y a ganar otra vez. Si en el camino se hunde el país en la deriva griega, culpa de los otros…

    Commento di MasadaAdmin — agosto 7, 2010 @ 8:19 am | Rispondi

  7. Graziella Iaccarino manda da Napoli

    una “CHIACCHIaraTA del prof. ANTONIO MARFELLA, che dice:

    “1. A Napoli si vive 2 anni di meno rispetto alle altre città Italiane; in Italia mediamente gli uomini vivono 78 anni (a Napoli 76), le donne 84 (a Napoli 82), a causa dell’aria che respiriamo.
    Negli ultimi 20 anni circa abbiamo perso circa 2 anni di vita a testa in Campania rispetto a tutte le altre Regioni di Italia (dati ISTAT 2008) non solo per il peggioramento dell’aria che respiriamo ma per tutte le cause di morte registrate. Dal peggioramento della qualità dell’aria (record italiano ed europeo sia pure negato) ma anche dagli omicidi (record italiano ed europeo) a tutte gli esiti di patologie croniche come infertilità ed obesità anche infantile di cui registriamo sempre i picchi massimi di incidenza nazionali (ultimo esempio: miss Cicciona 2010). Il dato fa quindi riferimento alla qualità di vita complessiva in Campania (ma statisticamente i records li fanno sempre Napoli e Caserta) al punto che gli epidemiologi intendevano correggere il dato nazionale di ripartizione della quota capitaria del fondo del SSN non solo per età ma per “disagio economico” (ricordate Bassolino? Anche Calabro’ lo chiede ora) . Io direi però, dal momento che la Lega Nord non consentirà mai questo, con tutte gli imbrogli come camorra, evasione fiscale e falsi invalidi che falserebbero il dato, che sia arrivato il momento di pensare ad un altro tipo di correzione del riparto della quota capitaria purtroppo non criticabile né discutibile: INCIDENZA DI PATOLOGIE CRONICO DEGENERATIVE (dal diabete a Alzheimer a autismo) VS ETA’ DELLA POPOLAZIONE! Sono le patologie croniche come i tumori o il diabete ad esordio in età giovanile ad assorbire il massimo di risorse sanitarie, persino più di una vecchiaia ben portata! Come Economista Sanitario e Segretario regionale CISL MEDICI ne parlai già a Lina Lucci come proposta CISL MEDICI regionale e oggi colgo l’occasione che NAPOLIPUNTOACAPO mi offre per renderlo pubblico,”

    Sul piano individuale, il popolo napoletano ritiene di potere sopravvivere all’inquinamento in un modo o nell’altro. Alla mancanza di lavoro no! Nella mia ormai vastissima esperienza come ambientalista tutto dipende dalla percezione della gravità del danno individuale: la mancanza di lavoro è sempre avvertita come il problema maggiore per la sopravvivenza a Napoli, e se si deve respirare male ma lavorare di più i napoletani accettano! Basta pensare all’ITALSIDER. Nessun governo intelligente e previdente avrebbe piazzato una fabbrica così inquinante in uno dei panorami e dalle ricchissime risorse naturali come le Terme di Agnano Cuna Bagnoli,sito tra i più antichi e belli del mondo! Ricchezza di luoghi come Ischia , Montecatini, Salsomaggiore, ecc. Noi si. E addirittura oggi la rimpiangiamo! “

    “Basta ricordare un poco la nostra Storia e renderci conto che viviamo la stessa dicotomia insanabile tra intellettuali e istinto di sopravvivenza del popolo che costò il fallimento della Rivoluzione del 1799. In fondo nulla è cambiato. Se leggete i documenti elaborati per es. dal CORERI (Comitato Regionale Rifiuti) che raccoglie il meglio come cittadini ed intellettuali che si sono occupati ed impegnati del problema rifiuti, sono elaborate e presentate analisi e proposte perfette e ineccepibili sul piano teorico e formale ma qualunque napoletano le legga le ritiene di fatto inapplicabili e teoriche! … Tendere a Rifiuti Zero è giusto ed è obiettivo finale, ma dobbiamo accettare purtroppo l’enorme quota di inciviltà e incolpevole ignoranza di gran parte della popolazione che va educata, innanzitutto con modelli virtuosi e l’es. personale dei Governatori (ottima idea fare Assessore all’Ambiente chi la raccolta differenziata la fa!). La vera tragedia e i veri imbrogli sono nel GIGANTISMO CAMPANO degli impianti (tutti!) finalizzato solo a illeciti guadagni e furto dei soldi pubblici!
    Se gli “eroi” della IMPREGILO accettano e costruiscono un perfetto inceneritore a Berlino per sole 300mila/tonn/anno e soli 100 milioni di euro chiavi in mano, perché non lo accettano e lo costruiscono anche in Campania, dove invece non si parla di inceneritori se non a partire dai 350 milioni di € in su e solo da 1000 t al giorno anziché 400 come in tutta Europa? Ecco, se tutti convergessimo a prestare attenzione innanzitutto sulle portate degli inceneritori e sul sistema integrato dei rifiuti nel suo complesso, come in tutta Europa, senza criminalizzare niente, neppure i mortali inceneritori, scopriremmo che più facciamo chiasso tendendo a Rifiuti Zero, più ci vengono propinati ed imposti, giocando sulla inciviltà presunta dei napoletani, maxi inceneritori supermortali (e che non si faranno mai, vedi Acerra!) al costo almeno quintuplicato del loro reale valore in Europa! Chiedete inceneritori di portata media europea (150 mila tonn/ANNO) e non se costruiranno più in Campania perché non si riuscirebbe più a trarre sufficiente guadagno tra costruzione e tangenti! Per 100 milioni di offerta come a Berlino, gli imprenditori assassini non avrebbero abbastanza soldi da dividere in “mazzette” tra loro e i politici conniventi. Occorre spezzare la spirale dei maxifinanziamenti legate alle tangenti conseguente al “gigantismo campano” delle opere (la Commissione Europea lo ha capito anche se non ha potuto esplicitarlo per iscritto!) (le più grandi Vele di Europa a Scampia, i più grandi depuratori di Europa, i più grandi inceneritori di Europa!) per imporre una seria riflessione sul ciclo integrato dei rifiuti e vera depurazione delle acque! E allora sarebbe realizzabile persino Rifiuti Zero anche in Campania!
    Da tempo io propongo che per legge regionale nessun inceneritore si possa costruire in Campania che superi le dimensioni medie europee (150mila tonn/anno e 40mila tonn/anno per biomasse)! Solo così potremmo cominciare a discutere sul serio di impianti seri e correttamente dimensionati sul territorio per evitare il commercio dei rifiuti industriali tossici e si comincerebbe a realizzare impianti di compostaggio, del tutto volutamente dimenticati per smaltire rifiuti tossici e fare tanti soldi con la truffa dell’incenerimento finanziato dai CIP 6! A Salerno lo hanno cominciato a comprendere, bloccando “Nerone” De Luca e il suo maxi inceneritore. Perché a Napoli no? Eppure l’inquinamento mortale dell’aria che grava su Napoli non grava certo su Salerno! Non possiamo tollerare anche un ulteriore maxi inceneritore a Napoli est! A soli 9 km dal mostro di Acerra! E combatteremo per non fare realizzare questo ennesimo insulto mortale! “

    “L’istinto di sopravvivenza individuale del popolo napoletano non fa parte solo del basso ceto. Per mantenere il lavoro, priorità assoluta per la tutela della Famiglia (magari pure in modo amorale), e quindi anche il posto di Primario, di Direttore , di pagatissimo consulente regionale, occorre “attaccare il carro” della consulenza là dove vuole il “padrone”! Va dato atto però che associazioni come l’Ordine dei Medici di Napoli e il suo Pres. Peperoni, non solo “I Medici per l’Ambiente”, da tempo si batte affinché la Verità non venga confinata nei cassetti come hanno fatto i numerosi consulenti, Direttori, Primari epidemiologi nominati da Bassolino!”

    “Non siamo mai riusciti ad avere un incontro tecnico, pubblico e costruttivo con l’Assessore sul tema dell’inquinamento dell’aria. E’ l’ennesimo esempio della tutela a qualunque costo del proprio “posto di lavoro”! E’ triste che sia un ex Verde! Ha danneggiato, come Bassolino, l’intera Sx e i Verdi. Ma il loro “posto di lavoro” rimarrà salvo sino al termine della legislatura! Che importa se , per farlo, muoiono circa 2300 napoletani in più al giorno perche’ non si affronta il problema? A Napoli, si unisce la funicella corta (il governo che non vuole governare per non assumere decisioni impopolari) e lo strummolo a tiriteppola (il popolo che non vuole sapere purché continui a mantenere comportamenti incivili non sanzionati!)” . E, a tirare la somma, si dirà sempre che i napoletani sono “geneticamente” incivili!

    “I fondi europei non hanno prodotto alcun aumento di “richezza” in Campania. Le risorse sono state polverizzate. I fondi europei oggi sono oggetto solo di “caccia” improduttiva da parte di lobbies politico camorristiche. A mio parere, prima ce li tolgono, più facilmente recupereremo la governabilità reale del territorio! E’ la triste ma veritiera analisi della Lega Nord! Senza fondi europei, non potremo fare inutili e dannosi maxi inceneritori e scopriremmo perché per soli 15 milioni di € mancanti non si fanno le banchine elettriche nel porto, responsabile di circa il 40% del pm 10 mortali oggi a Napoli! Se non costano almeno 150 milioni di € europei, quelle banchine elettrificate oggi non si faranno! Il gioco ormai è palese!”

    “Dopo il problema dell’aria è importante far capire al popolo napoletano che la tutela dell’Ambiente da noi è il vero modo di tutelare e dare futuro al LAVORO, per se stessi e soprattutto per i nostri figli! “

    “Come stiamo combinati oggi in Italia, è difficile pensare che esiste veramente una Giustizia, ma, se esiste ancora, la Giustizia non può rimanere indifferente a questo deliberato genocidio a Napoli.”

    Il Comune di napoli qualche anno fa aderì all’elenco delle 400 città europee che si impegnarono a ridurre l’inquinamento cittadino a valoro ancora più bassi di quelli stabiliti nel protocollo 20/20/20. Si aderisce sempre e solo nella speranza di recuperare sempre qualche fondo o “fondino” europeo, mica per adeguarci alla civiltà internazionale! Certo, sono stati aperti nuovi parchi pubblici, mi risulta che anche varie Scuole abbiano installato pannelli fotovoltaici, ma i problemi reali e di fondo, da affrontare con decisione e chiarezza, non vengono mai affrontati, Persino la MAXI ZTL più grande di Italia è solo di facciata ed è stata deliberata nella consapevolezza che non avrebbe risolto il problema dei pm10, che in gran parte è legato ad altre cause. Perché? allo scopo appunto di legittimare i napoletani al mancato rispetto della stessa maxi ZTL, tanto non serve a niente!“

    “I giornali locali e i loro Direttori non possono non seguire la filosofia napoletana della priorità assoluta della tutela del proprio posto di lavoro! Ma do’ atto che comunque sono stati i meno omertosi in assoluto! A mio parere, certo molto meno dei MEDICI! E, per alcuni di essi, dobbiamo parlare ancora di eroi! Di quelli veri, non alla “Impregilo”!

    “Napoli è Cultura, anche se non lo sappiamo, e sottrarre risorse alla Cultura significa sottrarre risorse al futuro dei nostri figli ! Il problema è che la gestione del Forum non segue trasparenti criteri ma sempre e solo criteri politici, lobbistici e clientelari, come da prassi della politica locale! Sappiamo tutti benissimo che ci sono sufficienti risorse per fare tutto, se non si sprecassero in clientele!

    “Per risolvere il problema dell’ARIA AVVELENATA, occorre:

    A) fare e mantenere la ZTL con chiari e rigidi criteri di applicazione;
    B) obbligare a chiudere la gara per la elettrificazione delle banchine del porto pena il blocco degli attracchi;
    C) impedire in zona rossa del Vesuvio uno spropositato ampliamento sia delle attività portuali che di trasporto pesante favorendo altre aree regionali, vedi Salerno;
    D) bloccare, senza se e senza ma, qualunque impianto inquinante , tipo maxi inceneritore Napoli Est, almeno sino a quando le centraline non registrano “sforamenti “ in numero e qualità compatibili con le leggi già vigenti. Allora mai? Mai! Con la salute dei napoletani si deve smettere di scherzare!
    E) impedire la costruzione di qualunque impianto industriale di dimensioni maggiori alle medie europee. Ci vorrebbe legge regionale ad hoc. Io lo vedrei un po’ per tutto. Come discutevo con Rossella Paliotto, dobbiamo recuperare un UMANESIMO INDUSTRIALE per recuperare un UMANESIMO AMBIENTALE! Noi abbiamo ancora una delle città più belle e antiche del mondo e una Regione tra le più belle e ricche del Mondo. Se difendiamo la nostra aria, la nostra acqua, la nostra Terra, il nostro Sole, abbiamo ancora la possibilità di mantenere tante, tantissime industrie e dare lavoro a piccole, ma “sane” attività imprenditoriali! “

    “L’Ordine medico si è già mosso, i Medici per l’Ambiente crescono come iscritti ogni giorno che passa. Speriamo di far comprendere che la Prevenzione Primaria (quella vera! La secondaria fa fare solo soldi ai Veronesi!) è l’unica speranza per mantenere in vita il Sistema Sanitario Nazionale Pubblico, che è stato il più bello e grande regalo dei nostri Padri Costituzionali. Per darvi una idea, io propongo pure che il 1.400.000 di € che Il Comune di Napoli vuole pagare per dare l’acqua gratis ai poveri di Napoli (ed evitare quindi tantissime malattie pericolosissime!) debba gravare sul fondo sanitario pubblico in quanto l’Acqua è, a tutti gli effetti, un FARMACO ESSENZIALE PER LA VITA DA INSERIRE IN FASCIA A GRATUITA! Sapete che quest’anno al Pascale per consentire solo qualche mese di vita in più (forse) a pochi pazienti affetti da tumore al polmone (evitabile combattendo l’inquinamento dell’aria almeno per un 30% dei casi!) spenderemo circa 1200 € a fiala per paziente? Sapete quanto costa ancora oggi un l di acqua buona, “umile , preziosa e casta” ? 0,12 € A LITRO! Oggi copiare la Natura e far farmaci anticorpali sotto brevetto, ci costa oltre centomila volte in più che tutelare quanto di meraviglioso nostro Signore ha donato cosi in abbondanza alla nostra Terra! Aria, Acqua, Terra e Sole! Questo è il motivo per cui io sono oggi uno dei più convinti medici ambientalisti di Napoli! Perchè sono consapevole degli impossibili costi delle cure! “

    Commento di MasadaAdmin — agosto 7, 2010 @ 8:48 am | Rispondi


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