Nuovo Masada

luglio 8, 2010

MASADA 1167. 7-6-2010. L’anticamera della rivolta sociale

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:49 am

Manifestazione degli Aquilani a Roma

Contro di Germano Bonaveri – Morte alle energie verdi della manovra di Tremonti – Come restituire l’acqua alla gestione pubblica –Il Pdl, un partito quasi senza iscritti – L’Algeria caccia la TV di B dal Maghreb- Tagli alla Difesa- Manifestazione degli aquilani a Roma – Un paese senza politica – Film: Un tocco di zenzero

Germano Baniveri è un giovane cantautore bolognese che raccoglie nei suoi ritmi e nei suoi versi la rabbia di una generazione contro uno stato iniquo dominato da un potere spregevole che ha messo il male sul trono.
Questa sua canzone nacque con parole diverse che sono state cambiate dopo la legge-bavaglio ma esprime un identico anelito di libertà.

CONTRO
(Testo di Germano Bonaveri, Musica Guercio – Bonaveri)

Contro ogni bavaglio all’informazione
Contro chi ha paura della verità
contro giornalisti servi di un padrone…
contro opinionisti senza libertà

Contro grandi marchi e multinazionali
Contro i terroristi delle pandemie
Sono contagiosi più di quei maiali
che hanno macellato nelle farmacie

contro gli incentivi alla rottamazione
contro sfruttatori della precarietà
contro ogni delirio di globalizzazione
e l’azzeramento di ogni identità

Contro ogni razzismo etnico e sociale
Contro i paladini dell’italianità
Che hanno rinnegato l’inno nazionale
Pare per questioni di musicalità

Contro chi deplora le intercettazioni
Causa primigenia di lesa maestà
sono più immorali le conversazioni
dei politicanti di questa società

contro gli evasori e i loro paradisi
contro chi ha scudato la loro impunità
paghino loro adesso il prezzo della crisi
a noi è rimasta solo la nostra dignità

Contro chi tradisce la costituzione,
sotto giuramento d’eterna lealtà:
contro chi fa scempio della mia nazione
non ci siano sconti, non ci sia pietà.

Contro chi non crede che si possa fare
contro il pessimismo e l’immobilità
Contro chi decide le regole del gioco
contro chi partecipa e regole non ha.

www.youtube.com/watch?v=Dp9rFTLT1GQ

Delle diversità (Bonaveri)

C’è una precisa scala di valori:
ci sono i perdenti ed i vincitori…
e per ognuno un preciso colore
che devi imparare a classificare…
C’è una chiara distinzione
tra migliore e peggiore…
c’è l’urgenza, che è dell’uomo,
di appartenere
.

Sappi che i buoni non perdono mai:
hanno il sostegno del cielo,
perciò ricorda devi stare con noi,
noi siamo nel vero…
C’e’ questo strano disegno umano
che crea il nemico e il diverso,
questa violenza del quotidiano,
questo gioco perverso.
..

Ci sono terre di confine da esplorare
oltre il senso comune
ed altri popoli da rieducare
finché giunga la fine,
perché nel nome dell’ ideologia
tutto si può giustificare
ma che la colpa non sia solo mia,
tutti dovrete partecipare
.

Siete le ombre cinesi sul muro
proiettate da un’altra mano,
avrete tutte un radioso futuro
con un fucile a canne mozze in mano.
Vi insegneremo la disciplina
ipnotizzati dalle televisioni,
vi lasceremo uscire ogni mattina
solo a determinate condizioni.

Terre di confine
senza telefoni, senza vetrine.
Oceani da esplorare
senza una spiaggia per naufragare.
Mari senza vento,
da un portolano del quattrocento.
Terre come stagioni
senza condanne né assoluzioni

Ma c’è un’ incognita da contemplare
nel compilare una strategia,
c’e’ sempre uno che non vuole ubbidire,
non sta allineato, non percorre la via:
il cane sciolto che ha perso un orecchio
mentre lottava per un pezzo di pane

allungato dalla mano di un vecchio
che nell’altra nascondeva un bastone
.

E non ci sono scale di valori,
neanche il tuo dio ti appartiene:
ci sono differenze e colori
che sanno e possono vivere assieme:
e non sarà una divisa
e non saranno gli eroi,
e una coscienza rinchiusa
si sveglierà prima o poi.

Siate l’incognita non contemplata
nei manuali dell’autorità,
siate la forza che giunge insperata,
siate la vera possibilità.
Siate il sorriso dell’incoscienza,
la leggerezza dello stupore,
siate la voce dell’inesperienza
ma una voce pulita d’amore.

E non cedete alle mode
e non abbiate rancore,
che non si ama per fede
ma solo per amore…
E allora forse scriverete una storia
dove bellezza è nelle diversità
e non parlate di vittoria
ma solo di libertà.

Terre contadine
senza telefoni, senza vetrine.
Terre da esplorare
con cieli azzurri a capofitto sul mare.
Terre senza vento,
da un portolano del quattrocento.
Terre da seminare
per una storia tutta da inventare
.
..
Dissolutezze verdi della manovra di Tremonti
Viviana Vivarelli

Il pacchetto europeo su clima ed energia del 2008, dice che entro il 2020 i Paesi UE dovranno usare rinnovabili per almeno il 20%, alzare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di CO2. Ma siccome siamo governati da baluba, in Italia tutto questo nemmeno arriva.
Entro il 2020 i 27 leader si sono impegnati a portare dall’8,5% al 20% le energie rinnovabili utilizzate, a diminuire del 20% le emissioni di CO2 e ad aumentare del 20% l’efficienza energetica. Per ogni Paese ci sono 27 obiettivi interni per aumentare le rinnovabili, e quello dell’Italia è del 17%. Ogni 2 anni i paesi UE devono presentare un rapporto sui progressi fatti. E questo piano porterà anche 2 milioni e mezzo di nuovi occupati.
Oltre agli interventi diretti del Governo, ci devono essere incentivi fiscali ed economici ai pannelli solari, l’energia eolica, le coibentazioni di edifici, la sostituzione di vecchie caldaie, la messa a norma di edifici pubblici i certificati verdi ecc.
Obama ha detto che per la ripresa avrebbe puntato su energie verdi, scuola, ricerca e sviluppo. Lo stesso dice l’Europa. B, al contrario, penalizza tutti questi settori. In controtendenza col mondo progredito, la manovra di Tremonti non è solo punitiva del presente e del futuro al punto da ammazzare ogni crescita economica, ma riporta l’Italia a vecchie e costose dipendenze con energie non pulite e non sostenibili, stroncando di fatto il vasto movimento privato verso un mondo più sostenibile.
Non solo questa manovra è fatta a casaccio, tagliando servizi indispensabili ai cittadini, punendo categorie già in difficoltà e abbattendosi sulle classi medio-basse senza toccare i grossi cespiti, le rendite finanziarie, gli enti inutili come le Province e gli abusi della casta, ma taglia servizi pubblici senza aprire sviluppo, persistendo su principi vecchi e obsoleti, che hanno nella corruzione e nella mafia i loro primi mandanti e fruitori.
Quando sia l’Europa che l’America, per non parlare dell’Inghilterra, puntano sulle energie verdi, anche di fronte ai rischi crescenti del petrolio e del nucleare e, ovunque, dalla Svezia alla Cina, si realizzano intere città ad economia pulita, con architetti italiani che sono i migliori e i più ricercati del mondo, non solo noi cacciamo le eccellenze come Rubbia, grazie alla ristretta cultura nepotistica del Pdl e della Lega, ma Tremonti esce addirittura dal piano delle energie verdi europee e con la manovra fiscale praticamente lo ammazza.
Lo scopo è chiaro: eliminare ogni possibilità di gestione democratica e diffusa dell’energia, che col piano verde allarga le scelte del cittadino, e concentrare, invece, tutto nelle Grandi Opere, che sfuggono ai controlli di giustizia e permettono alla Cricca di procurarsi forti ricavi privati con la truffa e la maggiorazione dei costi, come abbiamo visto per tutte le grandi opere, dai trafori di Lunardi alla Tav, dalla Salerno-Reggio Calabria alla Maddalena, dall’Expo al terremoto dell’Aquila.
La manovra di Tremonti, con l’art. 45 smantella tra l’altro i certificati verdi, cosa che non solo non dà un € allo Stato ma ne toglie molti. Vista la follia della scelta, si fa capire che, pur di portare avanti un nucleare proficuo per i grossi ricavi che permetterebbe ai ladri di Stato, si tagliano addirittura le energie pulite così da eliminare concorrenze. Il piano mostra che l’unico scopo della cricca sia continuare sulla linea dissoluta dei Piani-Obiettivo, delle Grandi Opere fuori controllo alla Bertolaso, della spartizione di soldi tra compari.
Ci sono già impianti di rinnovabili per 4,6 MLD già realizzati e altri per 2,7 MLD in fase di completamento. Bloccando i certificati verdi, si bloccano i pagamenti. “E’ come se si rendesse impossibile pagare le rate del mutuo di una casa”, dice Simone Togni, segretario dell’Anev, l’associazione dei produttori eolici. “Vorrebbe dire consegnare gli impianti alle banche, che non avrebbero la possibilità di gestirli e li chiuderebbero. Tradotto in termini energetici ed economici approvare l’art. 45 porterebbe a 3 danni.
1°: si rinuncia a 3,5 miliardi di kw di energia pulita. 2°: si toglie dal bilancio dello Stato il gettito fiscale garantito dalle industrie che vengono chiuse che al 2020 saranno 8 MLD. 3°: scatterebbero le sanzioni di Bruxelles per alcuni MLD che saremmo costretti a pagare per il mancato rispetto degli obiettivi europei.

Un altro peggioramento ambientale con tutte le conseguenze di costo successive verrà dall’orrendo federalismo demaniale che consegnerà alla speculazione privata dei poteri locali (spesso a collusione mafiosa o ad avidità corruttiva) ben 11.000 beni pubblici, tra cui sorgenti, coste e spiagge, parchi ecc, con conseguente allargamento di speculazione, cementificazione, rovina del paesaggio, arricchimento dei soliti pochi e distruzione o contaminazione dell’ambiente.
Oggi lo Stato dà ai parchi 50 milioni di €. Tremonti li dimezza. Tutelare il 10% del territorio non dà solo benefici ambientali, ma mozza un indotto turistico in continua crescita. E, visto che l’Italia è povera di materie prima e il turismo è una delle sue voci prevalenti, ciò equivale a un suicidio. Tagliare la forestale e i mezzi antincendi sembra folle, sia per i costi dell’incuria e degli incendi, sia perché i boschi salvati assorbono 500.000 t di CO2.
Dunque Tremonti intende:
-punire le rinnovabili e le imprese o le famiglie che le vogliono usare, privilegiando petrolio e nucleare;
-dimezzare i parchi nazionali, annullando 30 anni di sforzi per preservare clima, ambiente, aria pulita e bellezza;
proseguire con condoni illegittimi (82.000 nel 2001-2002, 40.000 nel 2003, con annullamento del senso di legalità e protezione dei cantieri mafiosi e dell’abusivismo edilizio, che già costa al Governo troppo in termini di disastri ambientali e di potere delle ecomafie);
-svendere zone demaniali, acque, sorgenti, fiumi, arenili… alla speculazione privata, che già imperversa nel controllo dell’acqua e nei cantieri abusivi con scarsi introiti per lo Stato e con scempio dell’ambiente, e che consolida nuovamente le associazioni criminali con le cosche politico-imprenditoriali che già hanno dissestato il paese.
Come si vede, nulla viene al cittadino da questa manovra scellerata, molto viene alle parti peggiori del paese che tendono a ricavi illeciti e inquietanti.

Molti sono i motivi per cui Comuni, Province e Regioni hanno chiesto con forza a B un incontro per una concertazione di tagli più intelligenti che non li obblighi a rimettere le loro funzioni. B si è rifiutato di riceverli, insultando organi costituzionali che hanno tutto il diritto di essere ascoltati, soprattutto davanti a piani che tagliano ogni ripresa al paese, svuotando ancor più le casse dello Stato e consegnandolo alla criminalità speculativa o mafiosa. Il No di B dimostra solo da che parte sta e che è fuori da ogni accettabilità democratica. Il No dimostra che, malgrado inchieste e processi svelino la crescente corruzione e il crescente controllo sul paese di cosche criminali, non solo B le protegge, ma ha tutta l’intenzione di proseguire sulla stessa strada, con arretramento delle tutele, dissoluzione dei servizi, attacco al bene pubblico e disastro ambientale. E che intende farlo con un autoritarismo assolutistico ormai non più sopportabile, calpestando ogni garanzia costituzionale di istituzioni e cittadini.
La manovra sarà imposta alla fiducia, senza dunque discussioni ed emendamenti, contro ogni filo di democraticità. E la Lega la sosterrà, dimostrando fino in fondo che la sua difesa delle realtà locali e del territorio è solo la grandissima bufala di un gruppuscolo di arrivisti a cui interessa solo mantenere il potere e fare soldi illeciti.
..
Andrea Agostini segnala:
Come aprire l’acqua alla gestione del pubblico
sbilanciamoci.it

Acqua pubblica o privata, è necessario pensare un sistema che ne permetta una gestione sostenibile. Chi difende la gestione pubblica dell’acqua è a maggior ragione interessato che questo sia fatto nel modo più efficiente possibile: considerando che la gestione dell’acqua è simile ad altri beni e servizi a carattere monopolistico come energia elettrica, gas, rifiuti, trasporti ecc; che la gran parte degli enti gestori sono società di diritto privato ma di proprietà pubblica; e infine che il costo individuale è relativamente basso (la tariffa), ma quello collettivo (le tasse) è alto.
La finanziaria del 2008 stabilisce che al fine di garantire qualità, universalità ed economicità dei servizi gli enti locali devono prevedere: obbligo della redazione della carta dei servizi da parte dell’ente gestore in accordo con le associazioni dei consumatori; consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori; verifica periodica con la partecipazione delle associazioni dei consumatori; monitoraggio permanente da parte dell’ente gestore con la partecipazione delle associazioni dei consumatori; istituzione di una sessione annuale di verifica dei servizi tra gli enti locale e di servizio e le associazioni dei consumatori ed infine un costo delle attività da addebitare all’ente gestore.
Il sistema di gestione e controllo delle aziende municipalizzate prevede la fornitura di un servizio ad un cliente/utente, allo stesso tempo socio, attraverso i propri rappresentanti che siedono nel Consiglio di Amministrazione.
I consiglieri di Amministrazione sono nominati dall’Ambito Territoriale Ottimale (Ato). Nell’Ato siedono i rappresentati dei Comuni dell’Ambito dove si redige il piano di gestione. I rappresentati dell’ambito sono gli assessori eletti dai cittadini. C’è una sorta di rapporto circolare tra cittadini, politici, amministratori delle imprese municipalizzate, clienti/utenti i quali sono i cittadini in un’altra veste.
Di conseguenza i clienti/utenti/cittadini dovrebbero essere in grado di controllare le società di gestione in due modi. In quanto cittadini, eleggono gli amministratori che controllano le società. In quanto clienti/utenti attraverso l’acquisto del servizio. Tuttavia essendo l’acqua un bene necessario ed allo stesso tempo messo in sistema di monopolio, è difficile per i clienti/utenti far valere le proprie ragioni. Diventa allora importante il ruolo delle associazioni dei consumatori per servizi migliori a un costo individuale e collettivo minori.
Da qui l’esigenza di formare i cittadini ad una cittadinanza attiva ed i clienti/utenti ad un consumo responsabile e consapevole.
Sulla carta il sistema potrebbe dare buoni risultati. Ma sappiamo quanto sia difficile realizzare la democrazia partecipativa. Da una parte i cittadini non sono in grado di controllare gli amministratori (politici e aziende). Dall’altra, i clienti/utenti hanno scarsa conoscenza del sistema. Infine, chi sulla carta dovrebbe fare i controlli non li fa. E le associazioni dei consumatori sono troppo deboli mentre i politici sono troppo distanti.
Se le associazioni dei consumatori avessero i fondi, cooperassero con gli istituti di ricerca e si impegnassero a far rispettare le attuali normative si potrebbero ottenere alcuni risultati. Il 1° passo è la comparazione dei piani d’ambito, industriali e della carta dei servizi, da parte delle associazioni dei consumatori. L’organizzazione di un tavolo di contrattazione permanente con gli enti gestori dando indicazioni e suggerimenti pratici e puntuali. Nel frattempo occorrerebbe la somministrazione periodica di un questionario ai cittadini di valutazione dei servizi offerti.
..
Gli anni mentali
Viviana

Verdi compose fino a 84 anni, Monet dipinse fino a 77, Ungaretti scrisse le sue più belle poesie d’amore a 68 anni, Edison fece a 81 la sua ultima invenzione e Chaplin a 83 vinse l’Oscar. Il problema del mondo non è l’età, ma la stupidità.
Berlusconi a 73 anni dimostra di essere un cretino di 12 anni e parla a un pubblico di dodicenni e che anni mentali dimostrano quelli che votano Lega?
….
Roma ladrona, la Lega non perdona
Viviana

Non solo la Lega ha tradito tutti i suoi proclami. non avanzando economie di sprechi o controlli di abusi o proposte dei democraticità, ma ha fatto celermente parte del peggio: nepotismo, spartizioni, mazzette, sostegno a mafiosi e corrotti, appoggio alla casta, imbrogli bancari.. unendo a tutto questo lo sprezzo verso la patria comune e una ipocrisia di facciata per cui si proclama il contrario di quello che poi si fa.
La Lega si è opposta addirittura all’abolizione di enti inutili come le Province, che da sole avrebbero alleggerito la manovra di ben 14 MLD sui 24 previsti nella prima tranche, rendendo del tutto superflui tagli dolorosi o paralizzanti.
Anzi la Lega ha preteso l’ennesima Provincia: Monza, dimostrando che alla grande mangiatoia politica si è omologata benissimo.
Per colmo di incoerenza con i loro stessi ruoli e compiti istituzionali, all’inaugurazione trionfalistica del 1° anniversario della Provincia di Monza, i sindaci leghisti si sono tolti la fascia tricolore ripudiando l’Inno di Mameli. Stupidità, incoerenza, rinnegamento dei loro stessi proclami, tradimento di quei doveri che hanno ottenuto ricoprendo come barbari le cariche di quello Stato che nei fatti rinnegano e taglieggiano.
Poi uno chiede: come mai ce l’avete coi leghisti?
……..
Silvanetta segnala
SOLO 730 MILA EURO DALLE QUOTE PDL, IL PRIMO BILANCIO DI UN PARTITO QUASI SENZA ISCRITTI
Il Fatto Quotidiano

(Ricordate quando in P.zza Duomo a Milano Berlusconi perorava il tesseramento auspicando un milioni di tessere? Il giorno in cui la duomata di Tartaglia pose in essere una ridicola pagliacciata? E quel tesseramento che fine ha fatto?)

Il Pdl è un partito leggero, senza immobili, né dipendenti (questi sono ancora in carico in gran parte a FI che, giuridicamente, esiste ancora), e soprattutto senza iscritti.
Il Secolo d’Italia ha pubblicato i bilanci del Pdl, della Casa delle libertà (esiste ancora) e di quel che resta di FI, un partito con due residui, per la serie “B non butta via niente”.
Il dato più curioso è la voce “quote associative annuali”: 730.577 €.
Ora non vi sembra un po’ poco per un B che dichiara di avere il 63% del consenso? O per un Pdl che nel 2008 ha preso 13 milioni di voti? Dunque ogni elettore avrebbe contribuito in media con 5 centesimi. Un po’ poco da gente che da B si aspetta vantaggi economici pure illegali!
È vero che nell’ottica di B sono tesserati simbolici tutti ma i paganti sono proprio pochini.
Solo la Camorra conta 7.200 affiliati e 82.000 fiancheggiatori. Cosa nostra 5.400 affiliati e 65.000 fiancheggiatori. La ‘Ndrangheta 6.000 affiliati e 72.000 fiancheggiatori. La Sacra Corona Unita 1.600 affiliati. Fanno 237.600 delinquenti.
Poi ci sono tutti i politici del Pdl sparsi a Roma e nel paese. E tutti i bottegai e gli imprenditori fieri di evadere le tasse. Qualcosina potevano dargli.
Solo con i parlamentari del Pdl che pagherebbero 1.000 € l’anno e sono 420, se fossero iscritti al partito si avrebbero 420.000 €.
Presidenti di giunta e di consigli provinciali, assessori, consiglieri e sindaci pagano 300 €.
Di comuni cittadini quanti ne restano? Quasi nessuno.
Secondo il dep. Valducci: “il Popolo della libertà non può essere strutturato come un partito novecentesco, basandosi unicamente sul tesseramento”. E allora su cosa?
..
L’Algeria caccia la TV di Berlusconi dal Maghreb
Lalla

‘Nessmà è l’emittente televisiva maghrebina di proprietà di B, elogiata dallo stesso (chi si loda s’imbroda) in un ridanciano intervento e in un pessimo francese. Questa emittente però è stata letteralmente cacciata dal suolo algerino, perché evidentemente in Algeria il senso dell’onestà è più forte che da noi. L’ingiunzione pone un limite di 15 giorni entro cui lasciare il territorio, pena sanzioni. La tv di Berlusconi è infatti accusata di attività illegale e il direttore della rete, Nabil Karoui, è stato raggiunto da procedimenti giudiziari a causa di un uso illecito dei numeri telefonici (Telecom Algeria) nei quiz e nei giochi televisivi. Ma c’è anche una tentata frode ai danni dello Stato a causa di un contratto con l’operatore di telefonia mobile Djezzy.
Inutile dire che nel gran Maghreb questa TV rappresenta il non plus ultra dell’illegalità catodica, anche in termini di propaganda. Si è persino visto il ministro Frattini ospite in una trasmissione durata un giorno intero in onore di Bettino Craxi.
Che fine farà Nessma, adesso? Semplice, sbarcherà in Italia, dove nessuno avrà il coraggio di cacciarla. Il lupo perde il pelo…

italianimbecilli.blogspot.com/2010/05/lalgeria-caccia-la-tv-di-berlusconi-dal.html
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TAGLI ALLA DIFESA
Viviana Vivarelli

Il Ministro della Difesa La Russa annuncia tagli in armi, navi da guerra e aerei senza piloti per 5 MLD. Ci fa piacere. Quando annuncerà il ritiro dalla missione afgana che costa 2 milioni di € al giorno e che ha ‘ucciso’ 1500 afgani, cosiddetti “terroristi”, nella nostra cosiddetta ‘missione di pace’, ci farà un piacere ancora maggiore.
Il numero degli afgani uccisi da soldati italiani (notiamo che sono morti nel ‘loro’ paese combattendo contro un esercito ‘straniero’ che li ha invasi per depredarli delle ‘loro’ risorse) è attribuito al direttore di ‘Rid’ (Rivista Italiana Difesa) Andrea Nativi, uno dei più autorevoli e informati analisti militari, autore tra l’altro del dossier sulle forze armate della Fondazione Icsa, che ha come presidente onorario Cossiga e come presidente l’ex sottosegr. e parlamentare Pd Minniti.
E NOI SAREMMO UNA FORZA DI PACE?
Notiamo che con soli 25 giorni di astensione da questa guerra si salvano tutti i parchi d’Italia, o, con altri tot giorni a scelta di non guerra, potremmo migliorare le condizioni dei malati in attesa di un posto letto nei corridoi degli ospedali, o la vergogna dei down a cui sono stati tagliati i miseri sussidi di Stato o dei ragazzi con handicap privi di assistenti di sostegno.
Ma sembra non nasca mai l’alba del giorno in cui i Governi decideranno di spendere per la vita e non per la morte.
E, se qualcuno rimpiange il Governo Prodi, ricordiamo che batté il record delle spese militari e fu B che cominciò ad abbassarle.
Nel 2005 le spese militari furono 33,5 MLD e nel 2006 29.9. Con B l’Italia era scesa un po’ dal 7° all’8° posto nella classifica mondiale, superata dalla Russia. Ma con la prima finanziaria Prodi del 2007, ecco che si risale fino a 23 MLD nel 2008 e poi fino a 30.
Prodi fa anche un fondo pluriennale di investimenti in armi di 3 MLD che lascia in eredità a B, ponendo l’Italia al 10° posto per spesa militare, e al 6° spesa procapite.
Ricordiamo il piano faraonico del programma del caccia F-35 dell’americana Lockheed, che costa da solo 15 MLD, contratto firmato al Pentagono, prima, nel 1998, dal governo D’Alema, poi, nel 2002, dal governo B, infine, nel 2007, dal governo Prodi e ancora nel 2009 dal governo B, che delibera l’acquisto di 131 caccia, già deciso da Prodi. E bravi tutti! E intanto il caccia F-35 è salito da 50 a 113 milioni di dollari per aereo. Tutta roba destinata a missioni d’attacco. Altro che missioni di pace!
Inutile parlare di radici cristiane o di rispetto all’art. 11 della Costituzione o di dx guerrafondaia e di sx pacifista. Questi, dei gran maiali sono!

Precisazioni

Non è vero che tutto l’Abruzzo ha votato Pdl. All’Aquila e dintorni hanno votato contro Berlusconi. I suoi show non hanno incantato nessuno.
Non è vero, come è stato detto, che all’Aquila e comuni lesionati abbia vinto il Pdl. Nella città dell’Aquila e zona limitrofa la Pezzopane, candidata della sx, ha preso quasi il 60%. Lo sconosciuto Del Corvo i voti li ha presi nella zona della Marsica non coinvolta nel terremoto. Come a dire: se colpito non sono, a me che me frega? E bravi abruzzesi!
Basta allontanarsi un poco dall’epicentro di un terremoto e l’irrealtà di Berlusconi vince sulla realtà dei fatti.
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Rissa in Parlamento

Barbato (IdV) all’ospedale.
La Meloni presenta un ddl per dare fondi alle comunità giovanili, in realtà alla corrente del suo partito. Barbato contesta immediatamente laatruffa. Una decina di deputati del Pdl, uomini e donne, si butta contro di lui insultandolo, e uno, da dietro, gli sferra un violento pugno sullo zigomo, facendolo svenire così che deve essere portato all’ospedale. Intanto Fabio Rampelli del Pdl era impegnato in un corpo a corpo con un collega dell’Idv, mentre Maurizio Bianconi indirizzava un “pezzo di merda!” a Barbato gridando a squarciagola. Anche la Mussolini, che si era opposta al ddl, è stata insultata e minacciata da Rampelli e Marsilio, gli stessi che si sono scagliati contro Barbato.
Scene dal Partito dell’Amore.
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Di Pietro

Sono al fianco degli aquilani che stamattina hanno protestato a Roma contro un Governo che li ha illusi e abbandonati. Gli scontri con le forze di Polizia sono vergognosi. Questa è una battaglia della disperazione. Una battaglia tra poveri che porta solo dolore. L’errore è aver bloccato i manifestanti e alzato il livello dello tensione. Anche i terremotati hanno il diritto di manifestare.
E mentre in piazza alcuni manifestanti venivano feriti durante gli scontri, in Parlamento un deputato di Italia dei Valori (Franco Barbato) veniva colpito con un pugno da un esponente del Pdl (il partito dell’amore). Questo è il governo dell’odio e del manganello.
Dobbiamo organizzare la resistenza, la strada per una rivolta sociale in Italia è alle porte rispetto a un governo sordo e cieco.
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DELIRI
Viviana

Roma, botte ai terremotati. Guerriglia, premier blindato.
Giovanardi alla Pezzopane e a Cialente:
“Se i suddetti capipopolo se ne stessero all’Aquila a lavorare per la ricostruzione, sicuramente non dovremmo registrare questi vergognosi, incredibili ritardi per la realizzazione di strutture che per loro responsabilità sono ancora totalmente al palo. Ma vadano a lavorare!».

Intanto Frattini nega che 250 deportati eritrei e somali in parte respinti dell’Italia senza asilo politico stiano morendo seviziati come bestie nelle prigioni sotterranee di Gheddafi. Dice che ha avuto dal dittatore libico “le massime rassicurazioni e garanzie ” e che “di lui si fida ciecamente”.
A Gheddafi Berlusconi ha regalato un miliardo, baciandogli le mani.
Matteoli addirittura afferma che i disgraziati stanno benissimo, e che non sono nemmeno in condizioni di bisogno, “visto che informano il mondo con un telefono satellitare!”

Ma basta! Ma per quanto si deve ancora tollerare da questi pezzi di m…a simili deliri?
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Un Paese senza politica (sunto)
Ernesto Galli Della Loggia

C’è una sensazione che domina su tutte le altre: che sono finiti i tempi felici. Fino a ieri il Paese… appariva orientato ad una visione positiva del proprio futuro. Aveva dei punti di riferimento sicuri.. Ora..l’Occidente, l’Europa stessa, stanno svanendo. E con loro la sensazione di forza, che per tanto tempo hanno incarnato. Compaiono nuovi giganti mondiali lontanissimi da noi. Indifferenti ai modi nostri e alle nostre esigenze. E di nuovo, dopo decenni che non accadeva, soldati italiani muoiono combattendo in remote contrade, di nuovo senza molte speranze di vittoria.
La Chiesa e la famiglia stesse..sono alle prese con forze corrosive che ne stanno alterando il profilo sociale e attutendone la voce. Insieme è finita.. la speranza di un lavoro ragionevolmente sicuro nel tempo.
L’industrializzazione sembra ormai giunta a fine: interi settori produttivi sono scomparsi nell’ultimo ventennio mentre non si contano gli impianti, le fabbriche del Paese passati in mani straniere nel disinteresse generale.
E’ come se stesse cambiando sotto i nostri occhi la moralità di fondo del Paese e al medesimo tempo il valore del nostro stare insieme.
Il moltiplicarsi senza freno dei casi di corruzione pubblica, di malversazione, di sperperi, non fa altro che rafforzare il senso di una disgregazione.
Da quanto tempo un libro, un film, un’architettura, una rappresentazione, insomma una cosa nuova pensata o fatta in Italia, non fa parlare di sé il mondo? Siamo un Paese in declino?
Senza dubbio siamo un Paese che sente di essere in mezzo a un passaggio assai difficile della sua storia. E senza guida, abbandonato agli eventi, al giorno per giorno. Nessuno è in grado di dirgli qualcosa circa il futuro che ci aspetta. Nessuno vuole o sa parlare alla sua mente e al suo cuore. Nessuno è capace di indicargli una via e una speranza.
Ma che cos’è questo se non il compito della politica? Questa è il cuore duro della nostra crisi.
Ciò di cui l’Italia è oggi drammaticamente e specialmente priva è la politica.
Non riusciamo a farci una ragione del presente e a vedere come affrontare il futuro perché ci manca la politica: un progetto per la comunità, un’idea del suo destino.
Il discorso cade su B che ha rappresentato la politica in tutti questi anni.
Ma B è mai riuscito a iscrivere quello che fa in un discorso generale rivolto a tutto il Paese, che fosse capace di parlare al suo animo, di comunicargli quel senso della sfida e quell’esigenza di mobilitano in tempi difficili.
Egli è rimasto fino in fondo l’uomo di una parte ( o di se stesso), convinto che in ciò consistesse l’ascendente sul suo elettorato.
Alla fine si è ridotto ad essere l’uomo della non-politica.
Ma in questo non è solo: il suo non essere un politico nazionale ha corrisposto alla crisi di tutti i suoi oppositori. I quali sanno solo parlare ossessivamente di lui e contro di lui, ma oltre non sanno andare. Sicché il Paese ascolta anche l’opposizione nella più totale indifferenza. Neppure da lei questa gli viene l’indicazione di una via, di una proposta.
L’Italia accetterebbe anche medicine amare, se qualcuno gliene spiegasse il senso e la necessità: se qualcuno sapesse parlare di politica.
..
La Corruzione (sunto)
Ernesto Galli della Loggia

La corruzione italiana appare invincibile. Rinasce di continuo perché non muore mai, dal momento che a tenerla viva ci pensa l’enorme serbatoio del Paese. La verità, infatti, è che è l’Italia la causa della corruzione italiana.
Chi si ostina a credere che il problema è politico, che tutto si riduca a dx e sx, sa che le tangenti continuano a girare vorticosamente anche nel privato: che dappertutto qui da noi, quando ci sono soldi in ballo, non si dà e non si fa niente per niente. Lo sa che i concorsi più vari (non solo le gare d’appalto!) sono sempre manipolati. Riservati agli amici e ai protetti quando non truccati.
Sa che l’ evasione fiscale dilagante non ha colore. E che gli italiani in modo bipartisan fanno di tutto per violare i regolamenti urbanistici ed edilizi anche con mazzette. E che indipendentemente dal partito siamo taglieggiati tutti allo stesso modo da chi ci offre una merce o un servizio, dall’artigiano al commerciante, dal pediatra allo specialista, dalle società autostradali alle assicurazioni, dai telefoni al petrolio, dalle medicine agli aerei, per non parlare degli abusi e arbitrii delle banche, delle società del gas o dell’acqua o dei telefoni.. è tutta una serie di tariffe esagerate, contratti truffaldini, balzelli supplementari, clausole capestro, sicure dell’ impunità.
Come non chiamare corruzione tutto questo?
In altri Paesi comportamenti del genere sono severamente sanzionati anche sul piano penale. Da noi no, sono considerati normali. Perché?
Poca legalità, assenza di Stato, molto individualismo anarchico, troppa famiglia, e via enumerando.
Oggi che l’Italia ha perso gli ultimi pezzi delle sue fedi e dei suoi usi antichi, appare come un paese più terribile e incarognito che mai. Più corrotto
L’ ultimo film di Pupi Avati, ‘Il figlio più piccolo’, ci dà un ritratto spietato di che cosa siamo diventati: una società dove gli unici «buoni» sembra non possano che essere dei disadattati senz’ arte né parte; dove, nell’ ultima scena, dal volto pur devastato e ormai annichilito di un grandissimo De Sica, ladro e canaglia ridotto all’ ozio forzato su un terrazzino di periferia, non cessa tuttavia di balenare il guizzo di un’ inestinguibile mascalzonaggine.
È di una lucida resa dei conti del genere che abbiamo bisogno; di guardare a fondo dentro di noi e dentro la nostra storia. Non di credere, o di fingere di credere, che cambiare governo serva a cambiare tutto e a diventare onesti.

Da www.mamma.am

Bologna città più cara d’Italia. Dopo Bolzano.
E per fortuna che c’erano giunte di sx e la Coop che doveva calmierare i prezzi!

..
De Luca non ci pensa due volte. Prescritto in Appello

Grave atto di scempiaggine quello di Bersani di candidare un lestofante come de Luca e quello di Di Pietro di seguirlo. De Luca aveva solennemente giurato che se il processo fosse andato avanti si sarebbe immediatamente dimesso dimostrando la sua innocenza senza usufruire della prescrizione. Per fortuna il mariuolo non è stato eletto. Ma, nel processo sullo stoccaggio dei rifiuti i una discarica abusiva, ha immediatamente accettato la prescrizione..accettando che la Corte d’Appello di Salerno mettesse una pietra tombale sul processo, 6 anni dopo le 5 condanne in 1° grado per le violazioni del decreto Ronchi. Condanne con le quali si concluse il dibattimento per la discarica di Ostaglio, un sito di stoccaggio di immondizia utilizzato oltre la scadenza delle autorizzazioni, fino all’incendio del 2 agosto 2001 che avvelenò di fumo e miasmi una fetta del territorio salernitano e mandò in tilt la circolazione sulla Salerno-Reggio Calabria (il sito era stato ricavato su un’area nei pressi dell’autostrada).
Antonio ma di chi cacchio ti volevi fidare? Vergogna!

Da www.mamma.am

Lettera di Ennio
I segreti delle parole

..vorrei fare qui un esempio di riflessione sulla parola. La parola può essere inganno. Può’ distorcere, distrarre, nascondere, non solo con la dialettica beninteso.. Apprendendo un po’ di Inglese mi risultò piu facile ricordare i giorni della settimana ai nomi dei pianeti in loro nascosti, sì il giorno di Giove si cambiava in quello di Thor e quello di Venere nella dea femminile nordica Fry è vero.. ma cosa è questa monomania, paranoia continua degli Antichi per tutti questi dei-pianeti, per la loro astronomia? Sempliciotti o ingenui?
La parola sensibile (sempre in lingua Inglese) si la traduce con sensitive..il termine sensible sta per sensato, giudizioso…
Ennio.
..
UN TOCCO DI ZENZERO
Viviana
Ho sempre amato i segreti e le profondità delle parole. Le parole sono molto più che segni o suoni, sono mondi nella cui scoperta riemerge la storia dell’umanità e della sua psiche collettiva. Le parole sono parti della magia dell’universo. All’origine del mondo stavano i suoni e un suono creò il mondo. In ogni parola è contenuto un frammento della storia del mondo. E i suoni delle parole sono storie che disvelano altre storie e collegano le creature umane tra loro e col tutto.
Una volta una filologa mi consigliò come terapia la ricerca dell’etimo delle parole.
E ricordo che, da piccola, nella mia lunga prigionia anomala durata 29 anni, in cui mi si impediva di uscire salvo scuola e lavoro e di avere contatti umani, e ho dovuto vivere in una solitudine da eremita, paradossale per qualunque creatura umana, quando non esisteva il pc e nella mia casa non entravano libri né giornali, ricordo che, ogni volta che mi imbattevo in una parola nuova, me la segnavo religiosamente per usarla nei miei pensieri, come l’indizio topografico di una mappa misteriosa e affascinante, un frammento del potere dell’uomo che cammina col mondo e con se stesso come parte del mondo.
Mi è sempre parso di vedere nella storia delle parole qualcosa che univa non solo l’uomo all’uomo e alle sue diverse espressioni semantiche, ma gli uomini tutti a una magia sottile pervasiva in cui si poteva intravedere il mistero dell’essere e in cui le parole erano un filo sottile che univa l’uomo ad una essenza universale comune.

Ho visto da poco un film delicato e sensibile, “Un tocco di zenzero”, del greco Tassos Boulmetis, sullo scontro dei turchi contro la comunità greca che poi venne cacciata dal quella Turchia che essa considerava ormai una seconda patria, pur conservando l’amore per il cibo della madre originaria come una passione patriottica, in cui metteva se stessa come poesia, bellezza e identità.
Nel film si snoda il rapporto tra un nonno venditore di spezie, finissimo diplomatico, filosofo e poeta, e il nipote a cui il nonno insegna fin da bambino i segreti delle spezie in termini universali e trasmette l’amore per il cibo in un modo in cui i 5 sensi si uniscono all’affettività e alla meditazione in una visione amica.
“Gastronomia – gli dice il nonno- contiene la parola astronomia”.
E, nella soffitta odorosa di spezie, gli pone sui disegni di pianeti e luminari pizzichi di spezie che simboleggiano i significato esoterici degli astri e i loro effetti sull’animo umano.
Il bambino diventerà un gourmet e un astronomo, unendo due mondi solo in apparenza lontani, come sembrano lontane tutte le cose che invece in questo mondo stanno insieme e come dovrebbero unirsi tutti gli umani.

www.youtube.com/watch?v=5OZpgiSzJW8

UNA RECENSIONE DEL FILM

www.lankelot.eu/cinema/boulmetis-tassos-un-tocco-di-zenzero.html

Ho imparato i primi segreti delle spezie nella bottega del nonno sulle rive orientali del Bosforo. Per imparare i segreti della nostra cucina bisogna partire dalle spezie. A volta bisogna usare quelle sbagliate per ottenere l’effetto desiderato. Il cumino è forte ed aggredisce, induce le persone a chiudersi. Lo zenzero è delicato e pungente, spinge a guardarsi negli occhi

Grecia dei nostri giorni.
Fanis sta aspettando, per l’ennesima volta, l’arrivo del nonno Vassilis che non vede da quando aveva 7 anni.
Durante i preparativi di un banchetto in onore di Vassilis e dei suoi antichi amici, riceve una telefonata che lo riporta 30 anni dopo nel paese che aveva lasciato. I ricordi si riaprono in attesa di quel nonno che gli aveva insegnato i segreti della vita e del carattere delle persone attraverso l’accostamento delle spezie ai pianeti: “Il pepe è caldo e scotta: è il sole che illumina ogni cosa; ecco perché va in ogni cosa. Venere era la più bella di tutte le donne; Venere è la cannella che è dolce e amara come le donne. Poi c’è la terra dove c’è la vita e di cosa ha bisogno la vita? Del cibo che necessita del sale per essere più gustoso

Turchia, 1959. Una famiglia di origini greche deve lasciare Istanbul per le tensioni tra i due Stati che si contendono Cipro. I greci li accolgono come turchi ed i turchi li scacciano come deportati. Il nonno resta nella terra amata promettendo al nipote di raggiungerlo presto. Passano gli anni…ogni volta il nonno si annuncia, ma non arriva mai.
Fanis lo attende, pur conoscendo la verità delle cose. Mantiene, tuttavia, la promessa di guardare le stelle ogni volta che il nonno tarda, perché, come il nonno ha detto: “Se per qualche ragione dovessi tardare, ricordati di guardare le stelle, ovunque tu sia. Lassù ne cielo ci sono cose che possiamo vedere e ci sono anche cose che non possiamo vedere, parla sempre delle cose che gli altri non possono vedere, alla gente piace ascoltare le storie di cose che non possono vedere. Lo stesso vale per il cibo: a qualcuno importa se non si vede il sale quando il cibo è saporito? Certo che no, ma la sostanza sta nel sale”.
E tanto guarda il cielo che diventa astronomo, ma un astronomo della bellezza.
Senza radici, senza terra, senza legami, Fanis vive nei ricordi di quei primi 7 anni di vita, continuando i suoi sperimenti culinari con la combinazione di spezie inusuali, come lo zenzero nelle polpette, come se allo stesso modo si potessero combinare gli uomini separati dalle differenze politiche e culturali.
Il bambino Fanis cucina di nascosto, prepara manicaretti invece di applicarsi nelle materie in una scuola che tenta di estirpare la cultura turca dalla sua mente per instillarvi il patriottismo greco. Scoperto a causa delle pressioni del prete cattolico ortodosso e della sua maestra, viene sottratto alla cucina e al piacere di guardare le stelle, interrompendo di fatto quel legame spirituale con il nonno lontano.
Il bambino soffre perché represso nelle sue passioni…
Ciò che tiene ancora viva la speranza è il sentimento tenero ed infantile per una bambina rimasta in Turchia, Saime, a cui un tempo confidava i segreti della cucina in cambio di un ballo. Ed è per ritrovare la serenità di un tempo che prima tenta di scappare e poi si trova a cucinare in un bordello. …
Una storia malinconica e delicata, con quell’ombrellino rosso che si alza in volo, tra le stelle, e che si apre tra tanti ombrelli neri ad un funerale per farsi riconoscere, come quelle spezie sepolte dalla polvere che si sollevano con il soffio di un Fanis ormai adulto nella soffitta dove un tempo c’era la vita del nonno.
….Quando arriva la notizia che il nonno sta molto male, Fanis torna a Istanbul e capisce perché il nonno non è mai staccato dalla sua terra, e perché lui non è mai andato a trovarlo: il nonno aveva paura di non rivedere più la sua patria, lui aveva paura di doversene staccare di nuovo.
Intenso il momento del ritorno in Turchia con un Fanis che ripercorre la geografia dei ricordi dei suoi primi anni, tentando di afferrare una memoria evanescente. La bellissima Istanbul con i suoi vicoli, le moschee, i viali eleganti, i suoi ponti, i suoi profumi, è nelle sue mani, ma gli sfugge. Triste destino il suo, nel vedere il passato allontanarsi del tutto proprio nel momento del ritorno in Turchia, dopo aver tentato di conservarlo ad ogni costo durante gli anni della Grecia: restano quei residui di spezie che pone sul tavolo a formare una galassia su cui soffiarci affinché possano assumere la forma di pianeti sospesi nell’aria.
Sui binari del treno ci voltiamo e quell’immagine resta come una promessa

RIDIAMARO : – )

Viviana

5000 aquilani inferociti hanno assaltato Palazzo Grazioli.
Il blocco della polizia è stato così duro che non è passata neanche una velina.
..
Presenti tra gli Aquilani Ferrero, Franceschini e Di Pietro.
D’Addario non pervenuta.
..
Contemporaneamente si svolgeva la manifestazione degli inabili, derubati dalla manovra di Tremonti.
Berlusconi non ne ha capito le motivazioni, essendo il discorso sul palco tenuto da una sordomuta.

Protestano a Roma 5000 aquilani: 5 disabili secondo la Questura.
Minzolini lascia la notizia della manifestazione aquilana per ultima; dicendo che è stato contestato Bersani. Su tre feriti e sulla rissa in Parlamento si perde la notizia.
Non è stato contestato Berlusconi per legittimo impedimento. Era troppo occupato a non presentarsi alle Regioni.
..
In azione a Roma contro gli Aquilani il Partito dell’Amore.
Il partito del fare”.
Del manganellare, pareva.
..
Un proverbio cinese dice: “Siediti sulla riva del fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico”.
Certo. Ma Bersani quant’è che aspetta su quel fiume?
..
POESIA

LENTAMENTE MUORE
Pablo Neruda

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità
.
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Vorrei solo ricordare che molti programmi della Difesa sono tuttora finanziati anche da banche partecipate dal Vaticano !!

    Evidentemente non era solo Marcinkus che faceva affari sporchi con il commercio di armi !!

    Ma “pecunia non olet” e poi in ogni caso in Vaticano sanno anche tapparsi il naso !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — luglio 8, 2010 @ 12:14 pm | Rispondi

  2. I giornalisti nascondono le notizie !!! AUTO-BAVAGLIO ?

    a Napoli per anni non si è saputo nulla della ” MUNNEZZA ” (nascosto) ! su i processi di Bassolino, Mastella + 51 , Clemente Mastella non si sa nulla ( solo Grillo e Di Pietro parlano ) ; sull’inceneritore di Acerra che non può funzionare perchè non a regola non si sa nulla : il Giornalisti stanno zitti ! perchè protestano di un BAVAGLIO che già hanno ?
    Grazie Iaccarino di Napoli

    Commento di MasadaAdmin — luglio 9, 2010 @ 2:18 pm | Rispondi


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