Nuovo Masada

luglio 6, 2010

MASADA n°1166. 6-6-2010. Berlusconi e il punto G

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:01 pm

Il punto G delle donne potrebbe essere quello del piacere. Ma il punto G dei potenti potrebbe essere la Gelida paura di essere scalzati dalla loro potenza.
Avrà anche Berlusconi un suo punto G?

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BASTA BIPOLARISMO! – Giochi da caimani – Il Pallore Gonfiato – Rito abbreviato a Brancher- Santa madre Chiesa della Magliana – Napoli, vincono i boss e la Chiesa manda via il prete degli scugnizzi – Refusik – La tela del ragno nero – La legge Mastella era anche peggio della legge-bavaglio – Le nomine di regime – Berlusconi e il punto G, di Iacopo Fo

Fedele Confalonieri intervistato su la Repubblica del 25 giugno 2000, p.11:
«La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori».

Di chi il merito?
Viviana Vivarelli

Diamo a Fini il merito delle dimissioni ‘obbligate’ di Brancher. Ma se Fini non si fosse impuntato e se il Cavaliere non avesse temuto una conta disonorevole che sconfessava il suo presunto consenso?
La cosiddetta opposizione esulta come di un successo proprio. Non considera l’assioma secondo cui per vincere è necessario esistere.
E il Pd di Veltroni, Franceschini e Bersani, esce da una larva fantasmatica senza spina dorsale, assolutamente inadatta al ruolo. E addirittura contro l’unico alleato certo, contro la piazza che dovrebbe essere sua referente naturale e contro i lavoratori che dovrebbero essere suoi elettori di riferimento. Troppo spesso questo PD è stato neutro o silente, se non complice di B, che insegue in malaffare, candidati inaccettabili, atroce linea neoliberista e una difesa dell’impunità della Casta che ogni giorno risulta più vomitevole.
Ma vi pare normale che la legge consenta a un lestofante come Brancher, e ad altri come lui, le facilitazioni del rito abbreviato, che viene celebrato a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali, e che dà diritto a uno sconto di un terzo della pena?
Più delinqui e più lo fai in alto, coi compari giusti, più una legge iniqua B ti premia, la pena ti scansa, e la cosca ti loda. E sei persino presentato ai cittadini come un emerito cittadino “che rispetta i giudici”, “ha un vivo senso dello Stato” e “ stima le istituzioni”!
Ormai al posto delle fedine sporche e del ludibrio pubblico, abbiamo il rovesciamento di ogni valore, che porta all’elogio del reato e al premio del reo. E, quando si esaltano i delitti e si glorificano i delinquenti, vuol dire che siamo arrivati al totale pervertimento delle coscienze.
Il merito verso lo Stato è sostituito dal servizio verso il Signore. Le cariche, i ruoli e le carriere dipendono ormai da quanto male fai per contentare i peggiori, in quanto questi governano e il bene dello Stato si identifica solo nel loro vantaggio.
Questo Governo non ha nemmeno la pudicizia di nascondere le proprie vergogne e le esalta come virtù.
Cosa vogliamo ancora di peggio?
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Ma come è possibile che un Pdl, che ha 170 voti più dell’opposizione, abbia avuto talmente paura della conta dei voti contro Brancher da indurlo a dimettersi?
E abbia talmente paura della reazione parlamentare alla manovra di Tremonti da imporla alla fiducia?
Berlusconi fa il gradasso. Nega i dati della crisi e spaccia bugie grosse come case.
Ma le apparenze dicono chiaramente che se la fa sotto.
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GIOCHI DA CAIMANI
Viviana Vivarelli

I caimani sono subdoli. Chi ha detto che devono per forza vincere? Quando perdono non te lo vengono certo a dire, fanno piani rettiliani. Strisciano nel profondo. E poi azzannano.
Non c’è solo Brancher che si dimette per non affrontare una conta disonorevole. Non c’è solo la manovra fiscale presentata alla fiducia. Non c’è solo la furia sulla legge-bavaglio. Ci sono altre manovre sospette.
B ha paura e si sente. Si sente il puzzo della sua paura. Noi non sappiamo per cosa. Lui lo sa benissimo. Il grande ricattatore non può non essere anche un grande ricattato. Il gioco è troppo grande. Qualcosa si muove e non è solo Fini con tutto il suo disprezzo palese contro B e la Lega. Né Spatuzza con gli altri 20 pentiti che lo accusano di essere mandante delle stragi. Non c’è la compravendita di onorevoli a cui B si dedica con vizio distorto in questi giorni. O il posto di Scajola offerto a Casini.
C’è puzza di disastro e di incastro.
Così non può restare. Noi non sappiamo perché ma non può restare. E a nuove elezioni non può andare. Rischia davvero di ritrovarsi il grande Centro con Fini transfuga.
Può solo aspirare al Colle. Ma prima deve far fuori Napolitano. L’attacco di Ghedini a “uno che non è stato eletto” non è strafottenza, è strategia.
Si deve trovare la possibilità di incriminare Napolitano (le toghe non sono solo rosse), e spingerlo a dimettersi, poi, forte della maggioranza parlamentare, B prenderà il suo posto e sarà al sicuro per 7 anni.
Ma qui scatta il rebus: il Pd chiede scudo totale per Napolitano!? Per difenderlo? E’ una cosa mai vista. Che cosa sa il PD che non dice che minaccia il presidente della Repubblica? Che può aver fatto Napolitano? O di che può essere accusato anche ingiustamente? Quale altra pioggia di merda sta per arrivare?
Perché se su Napolitano si chiede una assurda immunità totale, questa lo potrebbe difendere ma anche no. E in caso di successiva elezione di B, l’immunità difenderebbe totalmente proprio B.
Che altri sporchi giochi di potere ci aspettano? E perché dentro c’è proprio il PD?
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Il Pallore gonfiato

Dice Travaglio che “il Pallore gonfiato” soffre per la solitudine politico del presidente.
Cavolo! Era con 7 ballerine di lap dance, quante ne voleva?
“Alla solitudine del Capo, più che i divorzi da Veronica e Fini, deve aver contribuito il venir meno dei suoi angeli custodi: prima Previti, falciato nel fiore degli anni da due condanne per corruzione giudiziaria; poi Brancher, prematuramente mancato all’affetto dei suoi cari per aver tentato di imitare l’Inimitabile – ah, la hybris! – profittando del legittimo impedimento in un processo (le leggi ad personam valgono solo per quella Personam lì, cribbio); e prossimamente, forse, pure Dell’Utri che già si porta avanti col lavoro, rammentando l’eroismo di Mangano per far capire che lui, in galera, potrebbe non garantire la stessa tenuta stagna”
Povero Bondi ”affaticato dall’emergenza caldo, spossato dai viaggi in treno con cui percorre in lungo e in largo l’Italia per coordinare un partito che non c’è, deve fare tutto lui: devastare la cultura, rovinare il cinema, sventrare gli enti lirici, rincuorare Cosentino (resti sottosegretario per scongiurare “la vittoria del comunismo”). Ora gli tocca pure colmare col suo consunto corpicino l’incolmabile solitudine del premier. La struggente elegia si chiude con un’agghiacciante minaccia: quella di “una nuova rivoluzione berlusconiana”, dalle conseguenze incalcolabili. Non sappiamo ancora che cos’ha in mente, ma lui sì. Non resta che sperare che il Cavaliere respinga cortesemente le profferte bondiane: che insomma, dinanzi alla terrificante prospettiva di chiudere i suoi giorni su questa terra fra le braccia di un simile damo di compagnia, opti per il harakiri, o per l’aspide, o per la cicuta. Non appena gli avranno spiegato che roba sono.

Rito abbreviato a Brancher
Viviana Vivarelli

Brancher chiede il rito abbreviato. Con esso evita il dibattimento e ottiene la decisione immediatamente nell’udienza preliminare.
Ora però le condizioni per chiedere il rito abbreviato sono: la flagranza, la richiesta del PM che ha già ottenuto convalida di arresto, o la confessione. Brancher non è stato colto in flagrante con la mazzetta in bocca, non è in carcere. Ha forse confessato di essere colpevole? Altrimenti non vediamo qui nessuna di queste ipotesi.
Comunque sia, Brancher non solo ci guadagna a 360° ma così facendo evita di far testimoniare Fiorani che potrebbe mettere nei guai Calderoli, visto che dice di avergli portato 100.000 euro nel 2004. Con questo escamotage la Lega si salva. In fondo era lei che voleva Ministro Brancher per salvarsi il culo dalle accuse di corruzione, con tanto di Tremonti e di Calderoli come “testimoni dello sposo”. E i leghisti vengono qui a rompere gli zibidei vantando una presunta onestà della Lega ??!! Ma vadano a dare via el cu

NULLA OSTA

Nulla osta da parte dell’Autorità ecclesiastica che, su richiesta dell’Autorità giudiziaria italiana, la tomba del Signor De Pedis possa essere ispezionata. Nulla osta a che, su richiesta dell’Autorità giudiziaria italiana competente o della famiglia del signor De Pedis, la salma possa essere traslata altrove.
Osta qualcosa che si sappia anche noi il motivo per cui tanto onore è stato concesso a uno dei peggiori assassini italiani? Sembra che le autorità ecclesiastiche non lo abbiano chiarito alla polizia. Possiamo essere in diritto di saperne qualcosa? Forse fu ucciso nei pressi della basilica? Se ci prende un coccolone vicino a S. Pietro, ci seppelliscono a S.Pietro anche noi?
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Santa madre Chiesa della Magliana

Renatino De Pedis, boss della banda della Magliana, la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma: omicidi, sequestri, rapine, narcotraffico, intrecci con Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta, relazioni poco chiare coi servizi e con Gelli e la P2 nonché con terroristi neri, coi servizi e anche con settori della finanza vaticana (IOR) attraverso Marcinkus.
Ma che ci faceva il Vaticano col De Pedis? Possibile che per fare più soldi al Vaticano non bastassero delinquenti come Marcinkus e truffe come il Banco Ambrosiano (crack di 1200 miliardi di lire e 8 morti)?
Renatino viene ammazzato in un agguato nel 1990 a Roma, quando è un efferato criminale in pensione che pensa di riciclarsi come uomo di affari ed evidentemente fa giochi sporchi denaro col Vaticano.
“Lo tumulano al Verano e poche settimane dopo, lo trasferiscono in segreto a sant’Apollinare. Solo 5 anni dopo ne parlerà Il Messaggero e solo dopo altri 2 si conosceranno i documenti di autorizzazione al trasferimento e si vedrà una foto della tomba nei sotterranei della basilica.
Da subito il Vaticano lo ripulisce lo santifica. “In una lettera del 1990 il rettore di sant’Apollinare, Mons. Vergari, attesta che “è stato un grande benefattore e ha aiutato concretamente tante iniziative sia di carattere religioso che sociale, stando bene attento alla formazione cristiana ed umana dei giovani”!!!
La Chiesa dice che la tomba è un ringraziamento al De Pedis per aver donato 600 milioni alla Chiesa. Scusa scarsa. Per di più dopo il rapimento della giovanissima Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario vaticano e mai più ritrovata e le accuse della donna del De Pedis.
Ora la polizia è stata autorizzata ad aprire la tomba.
Dubitiamo che ciò serva a chiarire qualcosa. Ma anche rivangare quei fatti truci di lucro, morte e corruzione non rinverdirà l’oscurata reputazione della Chiesa.
Ma possibile che in questo paese, ovunque si scavi, Stato o Chiesa, emerga solo una enorme montagna di merda?

Gianni segnala:
Napoli, vincono i boss e la Chiesa manda via il prete degli scugnizzi
Susanna Ambivero (da ARCOIRIS TV)

Quando per le istituzioni le situazioni sociali diventano intollerabili e non si riesce più ad amministrarle, spesso si rivolge la propria speranza alla Chiesa. La Chiesa, grazie sopratutto al suo radicamento sul territorio e al suo intimo rapporto con la gente, spesso riesce a sopperire alle mancanze dello Stato. Ma anche quando si parla di «Chiesa» occorre distinguere tra i messaggi ufficiali che dalla tranquillità dei palazzi vengono emanati delle gerarchie ecclesiastiche; e i sacerdoti che vivono insieme alla gente comune condividendo con loro la miseria di un territorio.
E’ il caso del parroco della chiesa di S. Maria della Provvidenza nel rione Don Guanella a Scampia, Napoli, un prete tutto pelle e ossa che sfodera un’energia incredibile quando si tratta di proteggere i ragazzi e di contrastare non solo la mentalità mafiosa ma anche i camorristi stessi.
Si chiama Don Aniello Manganiello e dal 1994 ha fatto delle strade di Scampia e Secondigliano la sua casa. E si, perché lui non si limita ad officiare messa all’interno delle mura della sua chiesa, lui è per strada a portare speranza a chiunque ha la fortuna di incontrarlo. O almeno questo è quello che ha fatto senza risparmiarsi fino ad oggi, oggi che i vertici ecclesiastici hanno deciso che è meglio trasferire questo indomito prete lontano, da un’altra parte.
Normale avvicendamento dicono, decisione politica poiché ha fatto più lui con pochi e poveri mezzi piuttosto che tutte le amministrazioni cittadine messe insieme, si legge.
E la gente di Scampia? Chi ci pensa a loro? Chi glie lo spiega che le istituzioni, dopo averli abbandonati, ora allontana una delle poche speranze del quartiere perché gli causa imbarazzo e mette in luce le sue manchevolezze?
Don Aniello Manganiello.
Lo stesso anno in cui Don Peppe Diana viene barbaramente ucciso a Casal di Principe per il suo impegno nel salvare i giovani dalla camorra, lui accetta di diventare parroco di Scampia e Secondigliano, quartieri che non hanno bisogno di presentazioni per sapere che si tratta dell’inferno, territori malati tenuti in ostaggio dalla camorra. Da che è arrivato in questi luoghi Don Aniello non si è dato un attimo di sosta, non è mai stato con le mani in mano, non sarebbe stato possibile qui. Si è prodigato in mille modi per dare una reale e concreta alternativa ai giovani, l’hanno minacciato, boicottato, ma lui non si è mai fermato. Agli scissionisti e agli uomini del clan Di Lauro, che fino al suo arrivo non avevano avuto rivali nel predominio del territorio, don Aniello ha imposto caparbiamente la sua presenza. O gli sparavano un colpo in pieno volto, rischiando però di far scoppiare una sommossa da parte dei cittadini di cui ha saputo conquistare l’amore e il rispetto, o lo sopportavano cercando altre strade per liberarsi di lui. Non ci si aspettava che fossero proprio gli alti prelati a correre in soccorso dei camorristi levandogli questa spina dal fianco.
Don Aniello nel frattempo continua a tuonare dal pulpito facendo nomi e cognomi, durante l’omelia parla di pizzo e droga, rifiuta di dare la comunione ai camorristi. Ha organizzato una squadra di calcetto composta da scugnizzi che personalmente va a prendere per le strade del quartiere, ha messo in piedi un semiconvitto diurno per togliere i ragazzi dalla strada, aperto a chiunque ne abbia bisogno. Lui è quello che si dice “un uomo con le palle”, ha fatto (e lui vorrebbe tanto continuare a fare) quello che quasi tutti noi non avremo mai il coraggio di fare.
E allora perché? Perché?
La speranza che don Aniello ha dato ai ragazzi di Scampia non può essere a termine, non si può interrompere questo percorso che tanti risultati ha dato.
Non c’è burocrazia che tenga, se Don Aniello verrà trasferito a vincere sarà stata la camorra e a perdere, prima ancora della gente di Scampia e Secondigliano, sarà stata la chiesa, quella con la “c” minuscola. Avrà perso la fiducia ma avrà anche definitivamente smarrito l’intimo significato della dedizione verso il prossimo che invece Don Aniello così degnamente incarna
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(Ecco uno che in Basilica non ci finirà mai!)
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CASI
Il figlio di sei anni di Massimo Ciancimino è stato rifiutato alla prima elementare dell’istituto religioso ‘Collegio San Luigi’ di Bologna.
“Mentre ancor oggi si inneggia a falsi eroi, dopo aver pagato l’iscrizione del mio bambino, ho ricevuto la telefonata della segretaria della scuola perché il preside, dopo aver visto il mio cognome, ha rifiutato il bambino senza voler dare spiegazioni. Sicuramente il figlio di Anemone o di Mangano lo avrebbero accolto. Purtroppo non appartengo a nessuna cricca, nè ho rapporti con il Vaticano».
Beh, se De Pedis, il boss della banda della Magliana, avesse iscritto suo figlio, come sarebbe andata? Idem per un eventuale figlio di Dell’Utri.
Per un figlio, anche illegittimo, di Berlusconi poi ponti d’oro.
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BASTA BIPOLARISMO!
Viviana Vivarelli

Ormai il problema non è più nemmeno Berlusconi, che prima o poi per morte clinica o per morte politica, si leverà di torno!
Qui occorre rendersi ben conto che il bipolarismo è pernicioso, inadatto all’Italia, e porta ad abusi di potere che alla fine, qui, distruggono la democrazia.
Occorre dunque eliminare il sistema bipolare con quel maggioritario che, grazie alla perversa riforma elettorale di Calderoli, ha espropriato gli elettori anche della loro scelta di lista e ha dato troppo vantaggio alla fazione vincente dotandola del potere di annientare il Parlamento e di svuotare di senso le istituzioni.
A questo punto non mi fa differenza che al potere abusi Berlusconi o Prodi, quando la legge Mastella è identica alla legge-bavaglio, quando le spese in armi di Prodi sono identiche a quelle di Berlusconi, quando con D’Alema o con Franceschini si tende allo stesso presidenzialismo forte a diretta elezioni popolare che vuole B, quando si abusa allo stesso modo del decreto legge imposto alla fiducia, quando non si riesce a far capire alla gente in che la sx è diversa dalla dx, quando solo uno comanda ignorando tutti gli altri che o si adeguano o escono, quando oggi Berlusconi difende Cosentino o Dell’Utri come ieri l’altro D’Alema difendeva Bassolino o ieri Bersani candidava Loiero o De Luca, quando le Regioni in modo bipartisan hanno messo all’incanto i beni pubblici o hanno arraffato fondi europei o italiani o hanno stroncato indagini sulla corruzione politica.
Che garanzie mi dà un presidenzialismo dove la maggioranza chiede per sé una impunità assoluta e l’opposizione chiede la stessa cosa per Napolitano per poterla poi estendere a Berlusconi? Qui chiunque vada al potere, ormai tende a renderlo assoluto, a sentirsi casta e a difendere la casta, distorcendo la legge a proprio vantaggio contro il bene di tutti. E basterebbe vedere la virulenza con cui la Chiaromonte che è di sx difende il ritorno dell’immunità parlamentare per capire chi e cosa questa gente difenda.
Se il bipolarismo doveva assolutizzare il polo vincente e se deve portare a questi risultati che si possono ripetere oltre Berlusconi, allora il bipolarismo deve essere eliminato, perché è un sistema insano, eliminato, prima che ammazzi totalmente la democrazia.

REFUSIK
Viviana Vivarelli

Le cazzate del governo Tremonti continuano, con dichiarazioni di tagli o di norme che destano allarme e sono subito sconfessate come ‘errori’. Sembra che la manovra si in mano a incompetenti. Il povero portavoce di Tremonti si prende tutte le colpe, ma, essendo un portavoce non fa che riportare quanto deciso da Tremonti stesso, il quale ormai sembra strafatto.
Prima l’annuncio che per andare in pensione ci volevano 40 anni di contributi. Falso allarme, non è vero.
Poi che si tagliavano le tredicesime a magistrati, poliziotti e insegnanti. Falso allarme, non è vero.
Poi che facevano tagli agli handicappati. Falso allarme, non è vero, anche se l’indice di invalidità è stato aumentato all’85%, il che è gravissimo.
Ora se hai un debito dei riguardi della pubblica amministrazione hai solo un tempo che va da 150 a 300 giorni per chiarirti e evitare che la PA ti pignori i beni, quando la durata media dei soli procedimenti di 1° grado supera i 700 giorni e la maggior parte le pretese risultano infondate. Confindustria e Confartigianato erano già in rivolta. Si avrebbe poi il problema che già al 1° grado scatterebbe la pena.
Tremonti poi avrebbe vietato la compensazioni fra crediti e debiti fiscali in presenza di accertamenti anche di importo modesto (1.500 Euro). Quindi anche per cifre basse, se il fisco deve a te più di quanto tu devi a lui, ti pignorano lo stesso.
Ora ci manca che Tremonti si affacci in stato delirante a qualche balcone come Zaccai. E speriamo non sia anche trans.

La tela del ragno nero
Viviana Vivarelli

Davvero non so come possano i berlusconiani ritenere attendibili gli sporchi giochi di questo Governo, dove tutto è appeso al fio di un criminale il cui unico pensiero è scapolare la giustizia e continuare a delinquere senza pena, portando per di più al Governo altri delinquenti o portaborse di mazzette per far godere loro analoghi benefici!
Tremonti attacca “le cialtroni regioni del Sud, che hanno inventato uno scandaloso percorso nella gestione dei fondi comunitari”. Verissimo! La gestione di fondi pubblici è stata sempre scandalosa al Sud da quando esiste l’Italia. Il Sud è sempre stato un pozzo senza fondo di sprechi, abusi, truffe e rapine, con politici corrotti, mafiosi o non mafiosi, che si sono sempre spartiti tutto quello che potevano, in modo indecente e senza mai un solo piano di sviluppo serio. E in 16 anni di dominanza di B mai abbiamo visto rigore o severità, controlli o programmazione. Ma con Prodi non è andata meglio! Basti pensare a come Bassolino e a Loiero hanno rovinato le loro Regioni o a Dominici e Martini che svendevano fin l’acqua pubblica. O D’Alema che per ben due volte ha appoggiato il neoliberista Boccia e il piano delle centrali nucleari e della privatizzazioni dei beni pubblici in Puglia!
Dello sviluppo e della legalità di questo paese sembra che non gliene fregi mai a nessuno!
E persino il tentato golpe delle stragi del 92 e 93 è passato, quando lo sapevano cani e porci, ma nessuno della cosiddetta sx si è presa la briga di dircene qualcosa. Anzi hanno fatto ponti d’oro al golpista e con lui D’Alema si offre a tutt’oggi di fare una seconda bicamerale con un bel presidenzialismo forte e senza contrappesi a diretta elezione popolare!
Addirittura da tre mesi il Ministero dello Sviluppo è vacante e B ancora se ne frega o ne fa merce di scambio.
Al Sud la truffa e la rapina non hanno prodotto nessun aumento di controlli sulla gestione privatistica o mafiosa di fondi pubblici, anzi B si è opposto allo scioglimento di giunte a collusione mafiosa, nell’indagine calabrese di De Magistris il Pdl ha smorzato di brutto ma il Pd non è stato da meno e persino RC ha dato la sua manazza, per sotterrare l’enorme furto di 20 MLD di fondi comunitari, e qualunque propaganda elettorale di B come di Fini è sempre stata finalizzata al Sud alla promessa di più MLD da spartire. Lo stesso Tremonti, quando voleva attrarre voti al Pdl, non ha esitato a resuscitare la Banca del Mezzogiorno.
Che il sistema ‘assistenziale’ sia uno dei capisaldi che porta voti a Fini, lo sappiamo. Ma oggi l’attacco di Tremonti al Sud prelude a sporchi ricatti interni. Prima di tutto vuole togliere la base elettorale a Fini, il quale dissente su troppi punti dal piano centralistico e monocratico di B. Ora il ricatto, che si evince dall’attacco insultante di Tremonti alle Regioni del Sud, è questo: noi ritiriamo i tagli al Sud, tu, Fini, fai passare la legge-bavaglio, zitto e mosca!
Per fortuna Brancher si è dimesso, evitando lo scontro palese sul suo nome, scontro che B voleva evitare ad ogni costo perché voleva evitare un conta di voti persi, che avrebbe scalfito il suo presunto record del 63% e della grande unità del Pdl, e perché, se dai inizio a una frana, non sai mai dove puoi andare a finire.
Ma il malcontento tra le due tranche del Pdl cova da tempo e si è fatto rovente.
I cavalli di battaglia di Fini sono sempre stati legalità e assistenzialismo.
La legalità, con 58 decreti, 30 voti di fiducia e 39 leggi ad personam, è ormai da rottamare. Fini ha dovuto votare e digerire una serie infinita di leggi che incaprettavano giudici e poliziotti, da sempre suoi elettori. E quando i tagli hanno più volte colpito o minacciato queste due categorie, i referenti naturali di Fini hanno cominciato a rumoreggiare.
La stessa presenza in Piazza Navona dei sindacati di polizia contrari alla legge-bavaglio e lo sciopero dei magistrati sono chiari segni che anche le classi più succubi al potere della destra non ne possono proprio più.
La manovra fiscale di Tremonti è stata come quella di una sarta folle che prende un vestito da sera da accorciare e manda fendenti a caso rendendolo non più indossabile.
E poi tutti quei tentativi mozzati di tagli presunti poi ritirati ha finito con l’irritare tutte le categorie…non bastano 40 anni di contributi… si taglieranno fondi agli handicappati… via la tredicesima a insegnanti, magistrati e poliziotti…pignoramento se non chiarisci dei debiti con la Pa entro 30 giorni..pedaggi anche sui raccordi anulari… Sembra uno che butta là manciate di tagli a caso, senza il minimo criterio in preda a raptus nervosi.
Per la verità, di fondi pubblici ne ha avuti molti di più il Nord ma a Nord qualcosa hanno fruttato di benessere al paese; a Sud, Pd e Pdl hanno permesso ogni sorta di distrazione, accanendosi anche a riconfermare candidature disonorevoli. Campania, Sicilia e Calabria, pure a direzione politica diversa, sono state rapinose e fallimentari allo stesso modo.
Oggi Brancher dà la dimissioni, pur avendo avuto come padrini Tremonti e Calderoli, quel Calderoli a cui portava, si dice, mazzette o favori alla Banca della Lega perché la Lega sostenesse Fazio. Ma B forse darà il Ministero dello Sviluppo a Galan, cedendo quello dell’Agricoltura a un leghista, con gioia della Lega che ci teneva.
Insomma tutto si tiene con lo sputo, ma le trattative personali e partitiche continuano, con reciproci accomodamenti, sempre più indecenti, fregandosene del paese.
Sul fondo il grande ragno nero Berlusconi tesse la sua rete affinché i suoi ragnetti, salvando se stessi, salvino anche lui da una lacerazione senza rimedio.
Nemmeno la crisi economica, l’impoverimento progressivo del paese o la dequalificazione continua dei partiti ha frenato l’andazzo, nemmeno il 40% di non votanti e lo schifo che ormai pervade anche i loro sostenitori. E ora a questo sono arrivati!

Ricordando la legge Mastella
Marco Travaglio

Ma com’è che nella manifestazione di Pzza Navona c’era anche il PD?
…visto che la legge-bavaglio è figlia naturale della legge Mastella, proposta dal csx e votata alla Camera nel 2007 da tutti i partiti, con soli 9 astenuti o non partecipanti al voto (Giulietti, Grillini, Nicchi, Cannavò, Zaccaria, Carra, De Zulueta, Poletti e Caldarola) e nessun contrario su 630.
La Mastella, se possibile, era ancora peggio dell’ultima versione dell’Alfano: vietato pubblicare, anche parzialmente o per riassunto, tutti gli atti di indagine anche se non più coperti da segreto, fino al processo (l’Alfano, almeno, il riassunto lo consente per tutti gli atti, escluse le intercettazioni); per i cronisti, galera fino a 30 giorni o multe fino a 100 mila euro; quanto agli atti del fascicolo del pm, top secret addirittura fino alla sentenza d’appello. A parte il sindacato, l’Ordine, l’Unione cronisti, il Giornale, l’Unità e Annozero, la grande stampa (anche le testate che oggi si fanno belle sul palco di Piazza Navona) dormiva sonni profondi, e così gli editori.
Quando poi si andò alle urne, nell’aprile 2008, il programma elettorale del Pd al punto 4 (“Diritto alla giustizia giusta, in tempi ragionevoli”) prevedeva “divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia e di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini”. Il tutto per “tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali”. Dulcis in fundo, “sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali per renderle un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati”.
Chi oggi marcia contro il bavaglio con chi ora lo combatte solo perché ha perso le elezioni non fa una bella figura…
Ora si parla di uscita dei giornali per protesta con una pagina bianca.. Non sarebbe meglio uscire tutti in edizione straordinaria, listata a lutto, in forma di dossier con le intercettazioni e gli atti d’indagine più importanti di questi anni che, col bavaglio in vigore, non avremmo potuto pubblicare?

Le nomine di regime
Massimo Giannini

Nel Paese della Cricca può capitare qualunque cosa, e nessuno si scandalizza più. È normale che un presidente della Consob come Lamberto Cardia, rimasto in carica per ben tredici anni filati ai vertici del principale organo di controllo dei mercati finanziari, non si rassegni alla pensione alla venerabile età di 76 anni. È normale che venga invece nominato presidente delle Ferrovie dello Stato, un colosso con le rotaie d’argilla impegnato nella grande sfida dell’Alta Velocità. Allo stesso tempo, è altrettanto normale che al suo posto, alla Vigilanza di Borsa, venga spostato Antonio Catricalà, ex segretario generale della presidenza del Consiglio, e attuale presidente dell’Autorità che vigila sulla concorrenza. Ed è altrettanto normale che si pensi di spostare all’Antitrust forse un viceministro dell’Economia come Giuseppe Vegas, o forse l’attuale direttore generale della Rai Mauro Masi, o forse il primo presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, o forse l’ex segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo.
Di fronte a questo vorticoso e del tutto autoreferenziale valzer delle poltrone c’è da restare basiti. Sembra di assistere a una scena del “Todo Modo” di Sciascia, dove una collaudata compagnia di giro, sempre la stessa da anni, si spartisce le nomine più importanti del Paese. Organismi cruciali per il destino della democrazia politica ed economica, come le autorità amministrative indipendenti, sono appannaggio fisso dei soliti noti, che ballano
tutti sullo spartito di un unico direttore d’orchestra: Gianni Letta, che distribuisce gli incarichi tra giuristi di Corte con la logica della pura e semplice affinità personale o contiguità politica. A prescindere dalle competenze specifiche, dalle esperienze professionali, dalle esigenze anagrafiche. Sia detto con tutto il rispetto, e al di fuori da qualunque profilo giudiziario: ma anche questa è diventata una cricca, che si conserva e si riproduce per partenogenesi con un solo obiettivo: non disturbare i manovratori di regime.

RIDIAMARO : – )

Max
Non avrò pace finché non vedrò Renato Vallanzasca al Dicastero del Bilancio.
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E i soldi per i 150 anni dell’Unità d’Italia?
Finiti per i festeggiamenti per i 7 anni di Dell’Utri
Viviana
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Ecco come B fa dare le informazioni in tv.
Questo è il 1°genere di informazioni che riceveremo dalla tv di stato e non, dopo la legge bavaglio.
Nel 2° step i giudici che attenteranno alla reputazione di Berlusconi saranno messi alla gogna e il loro giudice sarà Dell’Utri in persona, tra gli sghignazzi di Sgarbi e con le ballerine che mostrano il culo rigorosamente scoperto da fili interdentali tricolori

www.youtube.com/watch?v=2uXTIrKyGZc

Brancher e i nipotini
Viviana
Però all’ultimo almeno una deleghina potevano dargliela!
Passerà alla storia come un ministro senza portafoglio e nemmeno un ministero. Un bel record!
Cosa racconterà ai nipotini?
-Nonno, ma quando eri ministro, che cosa facevi?
-Scappavo, tesoro, tacevo e scappavo.
-E sei diventato ricco per questo?
-Ricco e anche molto elogiato. Berlusconi mi baciava con le lacrime agli occhi. La Lega, poi, mi mangiava nella mano. mangano mi benediva dalla tomba. So’ soddisfazioni ! Se parlavo io, cadevano tutti come pere marce.
-E parlasti?
-Non parlai, cocco bello di nonno. C’è chi diventa potente per quello che dice e chi diventa potente per quello che non dice.
-E tu non dicesti?
-Zitto stiedi e molto elogiato fui. Hai mai sentito dire che un bel tacer non fu mai scritto?
Sbagliato era. E io lo realizzai. Mi chiamarono ‘il mafioso di Trichiana’ e mai miglior qualifica fu più meritata.
..
Walter
Un ubriaco sbatte con un militare e :
– Mi scusi appuntato …
– Ma che appuntato non vedi le stelle ?
– Oh, scusami, mio cielo …
..
Paolo B
SALDI: 30%, 50%, 70%, SCONTI INCREDIBILI!!
“Al giudice monocratico Annamaria Gatto, Brancher chiede quindi di essere giudicato con rito abbreviato, che viene celebrato a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali. E che dà diritto a uno sconto di un terzo della pena.”
PS: cos’è un giudice monocratico? Non era meglio uno democratico?

ALESSANDRO ROBECCHI
Urge premio per la satira politica
http://www.alessandrorobecchi.it/

Come ci assicurano le principali agenzie del regime (Tg1 e Tg5), il cuore di B batte ancora. Anzi, il grande timoniere è tornato, e adesso ci pensa lui a risolvere tutti i problemi sul tavolo (possiede un tavolo di otto chilometri quadrati). Il programma è semplice: sacrificare i finiani, fare una pernacchia al Quirinale, mandare in galera i giornalisti, zittire la magistratura, fermare le indagini, accontentare Bossi, sconfiggere la crisi, vincere il concorso “miss maglietta bagnata” di Cesenatico, e persino capire cosa dice Quagliariello, che è la cosa più difficile. Mentre lui fa tutte queste cose insieme, i suoi alleati, amici, famigli, camerieri e Cicchitto si agitano per assicurarsi almeno qualcosa di quel che rimarrà dopo il disastro, fosse anche soltanto la comproprietà di Ronaldinho e le cravatte di Galliani. Nel tempo libero fondano correnti politiche il cui programma dice al primo punto: basta con le correnti. Ora, io vi prego di capire il mio dramma: come fare satira su una cosa simile? Come creare un paradosso più potente di questa catastrofe umana e politica di nome Silvio Berlusconi? Mi arrendo, gente: ci vuole uno più bravo, un principe dell’umorismo, un maestro della satira. E dunque gli cedo volentieri la parola. Ecco qui: “La determinazione con cui questo governo ha saputo affrontare la crisi economica e finanziaria e alcune riforme importanti come il federalismo e l’università dimostra che, senza scuse e accuse di complotti, le cose positive sono alla sua portata”. Ragazzi, questa sì che è satira politica. La prendo di peso dal fondo del Corriere di ieri. Da collezione. Perché chiedere ancora, nel 2010, “riforme liberali” a un tizio che sta per abbattere la libertà di stampa, o che si vanta dei suoi successi economici mentre un giovane su tre non ha lavoro, è come chiedere a uno squalo di diventare vegetariano di colpo. Su, mangia le alghe, amico! E già che ci sei, fai le riforme. Delizioso. Urge premio per la satira politica.

IACOPO FO
www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/berlusconi-non-sa-nulla-del-punto-g/35797/comment-page-1/
Berlusconi non sa nulla del Punto G

La sinistra, la ciulatina di B con la cameriera e i muscoli pelvici.
Come fa l’amore Silvio? In maniera patetica. Ecco le prove. Il suo livello di conoscenza dei misteri del sesso è fermo a quello di un adolescente che ha frequentato i corsi di educazione sessuale della Gelmini. Tragico.
Il 1°campanello d’allarme mi è suonato ascoltando le registrazioni della notte brava con la D’Addario: tu sei lì nel lettone che ti ha regalato Putin, con una ragazza dalle curve portentose, e lei ti dice che non ha raggiunto l’acme del piacere. E tu cosa le dici? di esercitarsi un po’ di più da sola! Un vero principe. Già questo mi fece intravedere una logica erotica un po’ calcistica: se non sei bravo nei calci di rigore tocca che ti eserciti.
Lungi da lui pensare che ci siano magari anche questioni psicologiche, emozionali, sentimentali. Il panorama erotico del pres., la sua visione del desiderio, è un deserto dei tartari. Il nulla per centinaia di km.
Se fosse un uomo di mondo, un vero amante delle donne, avrebbe potuto dire ben altro. Ad es. chiederle se c’erano situazioni nelle quali provava un maggior trasporto. Cercare di farle comprendere che solo se c’è un abbandono mentale profondo scattano i meccanismi dell’ascolto delle sensazioni corporee e quindi si può innescare la meravigliosa spirale del piacere.
Se poi il Pres. avesse proprio voluto entrare nel tecnico avrebbe potuto spiegarle che esiste anche un nesso tra tensione muscolare e piacere sessuale. Circa il 50% delle donne occidentali ha un tono muscolare insufficiente. Il sesso, culturalmente negato viene dimenticato anche muscolarmente. La muscolatura si atrofizza e anche la sensibilità al piacere diminuisce. Il dottor Kegel dimostrò che le donne frigide possono recuperare la capacità orgasmica imparando a considerare il sesso in modo positivo e rieducando al movimento la muscolatura pelvica.
Occorre individuare il muscolo pubococcigeo che è quello che tutti usiamo, anche i maschi, se facendo pipì blocchiamo il flusso delle orine.
Basta contrarlo per circa 5 secondi e rilassarlo per 15. Questo esercizio NON va eseguito facendo pipì.
Poi Silvio avrebbe potuto continuare ad aiutare la D’Addario a superare il suo problema di insensibilità spiegandole anche che tonificando il cosiddetto pavimento pelvico, si ottiene anche di rendere sensibile un’area che si trova tra l’interno dell’osso pubico e la parete superiore del sesso femminile, a circa 3,5 cm di profondità. Quest’area è il Punto G che esiste veramente…Proprio il fatto che le donne che non muovono i muscoli pelvici hanno quell’area atrofizzata ha reso così complesso dimostrare l’esistenza di questo punto orgasmico.
Infine B avrebbe potuto spiegare alla D’Addario che anche la parte emotiva è essenziale e che se lei continua a accoppiarsi con vecchi babbioni economicamente e politicamente molto potenti, non può pretendere anche di essere travolta dal trasporto emotivo indispensabile per una piena soddisfazione.
Sarebbe stato grandioso. Ma non sarebbe stato Berlusconi.
Ma facciamo il caso, giusto per scherzare, che B avesse un po’ più di sensibilità emotiva. Avrebbe magari potuto chiedersi se vi era della responsabilità da parte sua nell’insoddisfazione della ragazza.
Da quel che ne sappiamo l’idea del sesso di Silvio è analoga a quella che un muratore ha del martello pneumatico. Reciprocità zero.
Veramente Silvio pensa che avere 7 amplessi e fare 7 docce fredde in una notte sia il massimo per far raggiungere l’estasi a una femmina?
Il suo problema non è solo che non sa nulla dell’anatomia e delle emozioni femminili. E’ anche che vede la donna come un utensile.
Testuale: “Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: “presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa…”. Vedete che scherzi che fa l’età?”.
Ora lasciamo stare le facili ironie sul fatto che forse dalla seconda più alta carica dello Stato, in un momento di grande crisi internazionale, ci si aspetterebbe qualche cosa di più alto profilo. Quel che ha detto E’ SPAVENTOSO!
Partiamo dalla parola “ciulatina”. Innanzi tutto mi sembra usata nel modo più volgare possibile. Non usa far l’amore, che implica almeno formalmente anche un trasporto emotivo, non usa il termine ciulata che allude a un caldo, focoso rapporto fisico, comunque in grado di smuovere l’emotività, se non i sentimenti. No, il Presidente fa la ciulatina, cioè una robina, un trak trak da 5 minuti. Uno sfogo. Non c’è stupore per la donna che si schiude al contatto con te, non c’è estasi nell’ascolto del miracolo divino del dettaglio delle sensazioni fisiche di piacere, non c’è disponibilità a stupirsi per il tripudio dell’incontro tra i corpi vivi e pulsanti. Non c’è niente. Solo il virile affermare la propria supremazia, il diritto d’uso. E’ un sesso consumato. Basato sulla scarica di adrenalina che accompagna la trasgressione di una sveltina. E’ una visione del sesso senza neppure l’ombra di reale coinvolgimento. Puro uso fisico dell’oggetto donna. Per di più una povera cameriera.
A chi chiedi di farti da ricettore se hai una fase erettile in un albergo?
Alla cameriera. A chi sennò? Un caffè, un cornetto e una passera.
A questo punto mi viene una domanda: B è frigido? E se lo è, lo sa?
E’ un problema enorme che colpisce moltissimi uomini e che io ho sofferto in prima persona. A un certo punto da ragazzo ho iniziato ad avere rapporti senza orgasmo. Intendiamoci, non parlo di impotenza né di assenza di eiaculazione. Ho sofferto anche di questi problemi, certo, ma si tratta di questioni diverse. In questo caso la meccanica era ok ma io non sentivo piacere…Poi scopro che non sono io l’unico con questo problema. E’ noto. Su un vocabolario medico trovo adenia: eiaculazione senza orgasmo, malanno psicologico, che riesco ad arginare col tempo, applicandomi appunto all’ascolto delle sensazioni fisiche.
Poi scopro anche che anche nell’uomo c’è un problema muscolare, speculare e contrario a quello femminile. Noi maschi tendiamo a contrarre troppo i muscoli pelvici. Strozziamo i capillari e perdiamo il piacere. E questo viene aggravato se mentre faccio l’amore invece di godermi le sensazioni sono lì con lo spirito di un ciclista che vuole battere il record di arrampicata. Il sesso mentale, la ricerca delle scariche di anfetamina autoprodotta dal nostro organismo sono collegati alla frigidità maschile e alla contrazione del muscolo pubococcigeo. Cioè, non cerco il piacere orgasmico ma quello provocato dalle scariche di droghe fisiologiche, prodotte dal mio corpo. E secondo alcuni, questi problemi di contrazione eccessiva nei maschi sono la causa principale dei problemi alla zona prostatica che colpiscono il 50% degli uomini dopo i 50 anni.
Come ho detto, la parola “ciulatina” mi fa venire in mente il sesso mentale e la contrazione perineale. E Silvio è stato proprio operato alla prostata. Tutto torna.
E probabilmente anche lui avrebbe gran giovamento a eseguire gli esercizi del dottor Kegel e ad ascoltare le sensazioni invece di ripetersi continuamente: “Sono il più grande ciulatore del mondo e sto esibendomi nella posizione n° 21 del Kamasutra, poi passerò alla 24, transiterò per la 17 e chiuderò in 56!”.
Sospetto che per Silvio l’attività sessuale sia una fatica pazzesca.
E sinceramente mi sono stupito vedendo che dopo la conferenza stampa di Silvio sul tema “cameriere e ciulatine” Bersani non sia insorto dichiarando: “B non ha il minimo senso dei sentimenti, dell’ammirazione mistica della natura femminile e della reciprocità del piacere!”
Ma la sx non ha nessuna intenzione di sforare nei territori erotici. Che c’entra COME fa sesso Silvio? Il problema è che va con fanciulle a pagamento pagate da altri! Se gode o no chissenefrega?”
A me mi frega. Tantissimo.
Se voglio lottare per una società diversa devo costruire una cultura diversa e non posso parlare di cultura se non mi occupo di emozioni, sensazioni e modalità di amarsi. Dimmi come fai l’amore e ti dirò chi sei.
E se voglio costruire un mondo nuovo DEVO sapere che c’è un nesso fortissimo tra la violenza sulle donne e la frigidità maschile (vedi: Lo stupratore è frigido! Gli piace la passera inanimata e non conosce l’estasi dei sentimenti!
E devo sapere che l’educazione sentimentale e sessuale è essenziale per la crescita emotiva dei giovani e DEVO occuparmene nelle scuole. Anche perché esiste un nesso tra incapacità di vivere serenamente la sessualità, criminalità e incapacità di relazioni sociali.
Il modello ottocentesco della politica come categoria perfetta, superiore e distante dai fondamentali problemi che riguardano la felicità delle persone, va finalmente buttata alle ortiche.
Ecco allora che non possiamo proprio immaginare un nuovo modo di far politica che continui a considerare non politica la sessualità, i sentimenti e l’emotività.
E allora io pretendo che Bersani e Di Pietro si esprimano una volta per tutte in maniera chiara: il punto G è un terreno essenziale di iniziativa politica per il movimento progressista? Ci si impegna finalmente a parlare d’amore ai giovani? Si organizzano corsi di ginnastica di Kegel nelle case del popolo?
Ma poi mi viene un dubbio.
Ma Bersani lo sa dei muscoletti pubococcigei?
E qui il sospetto si fa atroce. Vuoi vedere che certi leader della sx fanno l’amore come B? Di Bersani in effetti non so niente. Ma di D’Alema sono praticamente sicuro. Non lo sa.
Quando era lui Presdelcons lanciò una campagna per convincere le donne che soffrono di incontinenza a farsi operare. Uscì proprio un pieghevole. La cosa mi sembrò mostruosa e chiesi un incontro. Andai a spiegare a una cortese portavoce, con gli occhi fuori dalle orbite, che il Pres. D’Alema aveva fatto un errore pazzesco. Lei cercò di difendere Massimino spiegandomi che la decisione era dettata da precise necessità economiche. In Italia sono milioni le donne che soffrono di questo disturbo e se ne vanno MLD di lire in pannoloni. Con le operazioni chirurgiche di massa si sarebbero risparmiati molti soldi. Quindi si trattava di buon governo e di risparmio!
Io le spiegai che era una boiata stellare. Infatti, come dimostrò Kegel nel 1936, l’incontinenza è anch’essa legata alla mancanza di tonicità dei muscoli pelvici e si cura senza intervento chirurgico, con la semplice ginnastica. E non è un mio delirio. Lo dimostrano 30 anni di sperimentazione in Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia che insegnano la ginnastica di Kegel a tutte le donne che hanno problemi nell’area sessuale. E un sistema eccellente anche per ridurre drasticamente i dolori mestruali.
Nei paesi scandinavi addirittura si tengono regolarmente corsi per le ragazzine in prima media inferiore. E lì non le operano. E non pagano conti miliardari per i pannoloni.
La cosa triste è che non ne sapeva niente nessuno. Eppure nel 1987, ai tempi di Tango, il supplemento satirico dell’Unità, io provocai un grande scandalo osando scrivere un articolo: “Muscoletti Vaginali”.
Ora dico: caro D’Alema, ma come fai a fare il segretario di partito e non ti leggi neanche l’Unità!?! Va beh, non pretendo che tu legga la pagina economica che è difficile. Ma almeno il supplemento con le vignette!”
E poi mi chiedo: ma perché l’allora PCI non capì l’importanza di lanciare una grande campagna di informazione sul pavimento pelvico? Ti rendi conto quante sofferenze fisiche e psicologiche avrebbero risparmiato a milioni di donne italiane? Quanti soldi dello Stato si sarebbero risparmiati sostituendo decine di migliaia di interventi chirurgici e milioni di t di pannoloni con un po’ di ginnastica?
Ma la scelta del partito fu diametralmente opposta. Quando “Tango”, troppo estremista e ingovernabile grazie al coraggio di Staino, fu sostituito dal più consono “Cuore” venni allontanato.
..
Francesco Pace
Video in cui berlusconi, alla tv tunisina, invita i maghrebini a venire a lavorare in italia promettendogli accoglienza, casa, lavoro, sanita’ e scuola gratis per loro e le loro famiglie.
www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4

Leghisti, guardatevi il video!

www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4

Viviana
Quando Berlusconi prenderà anche l’interim di Brancher, sapremo finalmente che Ministero è.
..
Arrestato il mullar Omar
Fioccano offerte per la sua motocicletta
Idem per il lettone di Putin
..
Il premier impone la manovra alla fiducia e rifiuta l’incontro con Comuni, Province e Regioni.
Ormai non vuole più vedere nessuno.
Se non sei una escort minorenne te lo puoi anche friggere!
..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Ho appena ricevuto da un’amica la lettera che trascrivo. Leggendola mi prende un groppo alla gola ed un senso di rabbia che non ti dico. Ma non si può fare qualche cosa? Abbiamo un governo di merda seppellito sotto le stronzate delle intercettazioni e balle varie a cui non frega nulla di gente come la signora della lettera, “giornalisti liberi” che non si sprecano in grandi reportage sull’Aquila, televisione imbavagliata. Se loro non scrivono, grazie al cielo trovo te capace di far girare qualche notizia…

    Gianni

    DALL’AQUILA
    Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per
    conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi
    chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la
    mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky
    giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
    Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto
    a chi di dovere.
    Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di
    amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne
    è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che
    scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo
    alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi
    invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
    Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a
    casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno
    indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei
    soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per
    aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a
    pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che
    pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
    regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
    Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà
    in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a
    pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6
    aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da
    soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro
    mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli
    affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
    Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per
    un’appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le
    parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le
    racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima.
    Senza neanche un giornalaio o un bar. Le racconto degli anziani che sono
    stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le
    racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle
    scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
    E lei mi risponde, con la voce che le trema. “Non è possibile che non si
    sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i
    giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono
    scriverlo.”

    Commento di MasadaAdmin — luglio 6, 2010 @ 4:34 pm | Rispondi


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