Nuovo Masada

giugno 26, 2010

MASADA n° 1161. 26-5-2010. Il colibrì

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:00 am

I capisaldi della democrazia – Libero Stato con Libera Chiesa (ma in Belgio) – Nessun taglio ai 15 MLD di spese militari – La truffa del Ministro Brancher – La Corte Costituzionale e le centrali nucleari – Marchionne bluffa – La mostruosa Legge bavaglio – Si dimette Lucio Stanca dall’Expo – Ci mancava anche uno come Sacconi! – Schifani e soci – Ghenga, cricca e sudiciume vario – Un bel tema sulle foibe

Il colibrì
Bloggher

Eduardo Galeano racconta questo mito Inca.
In tempi remoti tutti gli uomini camminavano chinati in avanti come avessero una gobba, perche il cielo li schiacciava.
Nessuno era libero con questo peso addosso. Non volava nemmeno un uccellino.
Ma un giorno il più piccolo degli uccelli, il picaflor, o colibrì, col suo becco a punta come un ago pizzicò il sedere al cielo che dal dolore si alzò, concedendo spazio a tutti gli altri.
Così altri uccellini, imitando il colibrì, costrinsero il cielo ad alzarsi dalla sua posizione per dare la libertà a tutti.
La storia dice che anche il più insignificante, il più debole, può fare qualcosa contro il più forte e indiavolato.
L’importante è crederci, chiamiamolo Di Pietro, chiamamolo Movimento 5 stelle, “il obietivo è derrocar al potente / al bastardo che oprime la gente”.
Non mi importa chi sarà il colibrì l’importante che ci sia!!

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Fino al giorno in cui minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura; si ama forse il proprio respiro?“(citato da Sauro)

I capisaldi della democrazia
Enzo Luzi

Non c’ e’ bisogno di vedere se verrà attaccato l’art. 1, per sapere che B ha in mente un’Italia più autoritaria e meno democratica.
Quali sono i capisaldi della democrazia?
1°) La possibilità per i cittadini di candidare alle cariche alcuni piuttosto che altri (attualmente scarsissima)
2°) La possibilità per i cittadini di conoscere la verità sui candidati (attualmente scarsissima)
3°) La possibilità per i cittadini di eleggere i candidati preferiti (attualmente vera solo per il legislativo) (VV: io direi nemmeno per il Parlamento)
4°) La possibilità per i cittadini di eleggere quattro poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario, di garanzia) indipendenti tra loro e sovrani nella propria sfera di competenza (attualmente sono tutti connessi) (VV: peggio ancora si cerca di farli dipendere dall’esecutivo).
5°) la possibilità di controllare agevolmente QUALSIASI AZIONE della pubblica amministrazione (attualmente la cosa più comune è il “muro di gomma”) (VV. e penalizzare inadempienze ed errori, aumentando i risarcimenti)
6°) la possibilità di far sapere facilmente agli altri cittadini quanto appurato (già oggi scarsa, perché legata quasi esclusivamente a siti Internet non istituzionali
7°) la possibilità di rimuovere facilmente l’eletto “furbacchione” (oggi bisogna aspettare a volte sette anni).
In questo quadro, già di per sé deprimente, B vuole ridurre ulteriormente il potere del Parlamento, del Presidente della Repubblica e della Magistratura, per concentrarlo nelle mani del Presidente del Consiglio (cioè presumibilmente lui, visto che detiene il quasi monopolio dell’informazione).
Cicerone disse. “Fino a che punto, Catilina, abuserai della nostra pazienza”? Oggi bisogna dire: “Fino a che punto, Italiani, riusciamo a essere fessi”?
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Tra i capisaldi della democrazia metto al primo posto l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Cancellata questa, qualsiasi sistema non può essere che antidemocratico.
VV
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Comunicato Stampa del Consiglio Nazionale di Pax Christi
Una vuvuzela per la pace

Nel momento in cui si chiedono enormi sacrifici ai settori sociali più deboli e si riducono drasticamente le risorse destinate agli Enti locali, Pax Christi intende far risuonare la vuvuzela della pace, della giustizia e dello sviluppo solidale.
Riteniamo imperativo morale e civile tagliare le spese per armamenti destinate a lievitare senza controllo, soprattutto dopo la nascita della “Difesa Servizi spa”.
Negli ultimi 3 anni, l’Italia ha speso per armamenti 3.5 miliardi di € l’anno.
Nel 2009 i nuovi contratti di esportazione d’armi hanno raggiunto i 5 miliardi di €, il doppio rispetto al 2007, un livello mai visto da 20 anni.
Sul bilancio dello Stato incombono 71 programmi di ‘ammodernamento e riconfigurazione’ di sistemi d’arma fino al 2026, sfuggiti allo sguardo ‘tagliente’ del governo. Basti citare i 131 caccia-bombardieri F-35 e i 121 Eurofighter.
Chiediamo ai parlamentari di affrontare con senso di responsabilità e coscienza tutto il problema degli armamenti. Non possiamo dimenticare il monito della Santa Sede, che fin dal lontano 76 denunciava “La corsa agli armamenti, anche quando è dettata da una preoccupazione di legittima difesa…costituisce in realtà un furto, … un’aggressione che si fa crimine: gli armamenti, anche se non messi in opera, con il loro alto costo uccidono i poveri, facendoli morire di fame”.
Bloccate il progetto degli aerei da guerra F 35, che costano 15 miliardi di €!
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La truffa del Cavaliere
GIUSEPPE D’AVANZO

Il capo dello Stato smaschera il gioco e gli abusi di potere, la truffa politica, l’umiliazione delle istituzioni occultati nell’affaire Brancher. Il neo-ministro – cooptato da B a capo di un dicastero al solo scopo di evitargli un processo per appropriazione indebita – si è aggrappato al “legittimo impedimento” per evitare il dibattimento. “Devo organizzare il ministero” si è giustificato. Non c’è nulla da organizzare, spiega Napolitano, perché il ministero di Brancher – quale che sia: per l’attuazione del federalismo o per il decentramento e la sussidiarietà – è senza portafoglio. Quindi “non c’è nessun nuovo ministero da organizzare” e nessun legittimo impedimento da invocare… si faccia processare! Le poche parole di Napolitano, secche e fattuali, lasciano l’intera Operazione Impunità del governo B senza alibi. Ne mostrano la violenza istituzionale.
Contiamo gli abusi, gli inganni, le truffe dell’affaire. È stato ingannato il capo dello Stato. Gli è stata presentata la nomina di Brancher come un riequilibrio indispensabile all’efficienza del governo, era solo un espediente per renderlo immune alla giustizia. Si è lasciato credere – a un Paese in attesa di decisioni e politiche che lo proteggano dalla crisi – che fosse necessario un nuovo ministero. Falso. Di questo ministero – di cui peraltro si ignorano ragione, missione e anche la denominazione – non c’è alcun bisogno. Si è piegata l’oggettività di una funzione pubblica, la legittimità di un’istituzione (addirittura, il governo) alla soggettiva urgenza di un signore che, da sempre è nel cuore di Silvio B fin dai tempi in cui era soltanto uno spregiudicato imprenditore. Si è mentito ai giudici. Ha mentito l’imputato-ministro, ma ha mentito anche il governo che ha taciuto per un’intera giornata una verità elementare: Brancher non ha alcun ministero da organizzare.
Ma perché B si è cacciato in questo pasticcio? Ne aveva proprio bisogno?
Brancher è imputato, nel processo Antonveneta, di appropriazione indebita. Ha “grattato” qualche centinaia di migliaia di € al banchiere Fiorani. Avrebbe potuto affrontare il processo senza troppi patemi e approfittare agevolmente dei labirinti procedurali messi a punto in due legislature da B per annientare il processo penale e rendere arduo ogni accertamento dei fatti e delle responsabilità. L’ampio ventaglio di opportunità offerte da codici, che hanno ridotto il processo a ferro arrugginito, gli avrebbero ragionevolmente dato la possibilità di farla franca senza danno. Ma ammettiamo che, con una sentenza, il danno alla fine sarebbe arrivato. Quale danno? Una condanna neutralizzata dall’indulto che avrebbe fatto fatica a guadagnare, nei giornali, uno spaziuccio tra le brevi di cronache. Perché allora sollevare questo polverone? Perché accendere le luci su un processo che si trascina stancamente nella penombra e nel disinteresse? Quale minaccioso racconto o vergogna può farvi capolino se l’imputato Brancher entra in aula?
Perché B si convince a mettere la sua faccia su un abuso politico e una truffa istituzionale che, senza alcuna speranza di occultamento, avrebbero provocato l’interesse dell’opinione pubblica, l’irritazione dell’alleato leghista, la contrarietà del cofondatore del Popolo della Libertà, il fragore dell’opposizione? Un gioco a saldo tutto, e decisamente, negativo. Bisogna allora chiedersi: qual è la ragione che obbliga B ad affrontare questa tempesta? Quale ricatto si muove dietro le quinte? E quale fragilità il capo del governo deve coprire con la cooptazione nel governo di Brancher?
Nelle democrazie sane c’è un luogo dopo porre queste domande e ottenere risposte che possono essere vagliate e verificate: è il Parlamento. B dovrebbe avere il coraggio di affrontarlo, per una volta. E l’opposizione e i settori della maggioranza coinvolti inconsapevolmente in quest’affaire molto imbarazzante dovrebbero pretenderlo. Brancher dovrebbe dimettersi fin da oggi, prima di raggiungere il tribunale di Milano. Le parole di Napolitano sembrano pretenderlo.

Silvanetta segnala:
Aldo Brancher, il primo ministro reo confesso di aver pagato mazzette a un altro ministro

Brancher, il neoministro del Pdl nel 1993, da dirigente Fininvest, confessa ai pm di aver pagato 300 milioni all’allora ministro della Sanità Francesco De Lorenzo
Aldo Brancher è il primo ministro della storia repubblicana ad aver ammesso di aver pagato mazzette a un altro ministro. Ecco chi è il nuovo titolare del dicastero per l’Attuazione del Federalismo, nominato da Silvio B il 18 giugno.
Il dato emerge da alcuni verbali che ilfattoquotidiano.it pubblica in esclusiva.
Ex prete di Trichiana (Belluno), venditore di spazi pubblicitari per Famiglia cristiana, negli anni 80, svestita la tonaca, Brancher passa alla corte del Cavaliere. L’amicizia con Marcello Dell’Utri e la collaborazione con Fedele Confalonieri gli apre le porte di una folgorante carriera politica. Eppure i due interrogatori dell’estate 1993 tratteggiano una storia che ancora nessuno ha raccontato. Non i giornali, né tantomeno i tg che nel giorno della nomina si sono limitati solamente ad accennare a un suo generico “coinvolgimento” in Tangentopoli.
Nella primavera del 1993, Brancher si ritrova a San Vittore, rinchiuso in cella assieme ad alcuni rapinatori. Finisce in carcere per aver pagato 300 milioni di lire all’allora ministro della Sanità Francesco De Lorenzo. Una delle tante mazzette intascate dal notabile del Partito liberale, coinvolto in 9 processi di corruzione e condannato a 7 anni e 6 mesi per le tangenti alla sanità napoletana. Brancher, detto lo spretato, viene condannato a 2 anni e 8 mesi per finanziamento illecito ai partiti e falso in bilancio. In Cassazione, però, il 1°reato cade in prescrizione, mentre il 2° viene depenalizzato dal secondo governo B. Brancher, dunque, non è stato affatto assolto, come ha dichiarato.

www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/aldo-brancher-il-primo-ministro-reoconfesso-di-aver-pagato-mazzette-a-un-altro-ministro/
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Beppe A
Gli ingenui che non capivano il motivo della promozione di Brancher quando già esistono 4 ministri, a cominciare da Bossi, con competenze sul federalismo, oggi hanno avuto risposta: il neoministro, imputato per la scalata all’Antonveneta, ha chiesto di avvalersi del legittimo impedimento e quindi non si presenterà all’udienza.
Chi aveva ancora dei dubbi sul fatto che questo governo è amico e protettore di corrotti e corruttori, ora si sarà schiarito le idee.

Travaglio
Pigi Battista si domanda perché mai Brancher sia diventato ministro, visto che non lo voleva neppure Bossi e, nel suo piccolo, nemmeno Gasparri. “Una scelta estrosa”. A un certo punto accenna al legittimo impedimento che lo mette al riparo dal processo Antonveneta, ma subito lo liquida come “un sospetto ingiusto”. La notizia che Brancher pagava tangenti per la Fininvest e, in tre mesi di carcere, tenne la bocca chiusa, non gli è pervenuta. Lui del resto è ancora convinto che i bambini li porti la cicogna o si trovino sotto un cavolo.
La mamma non gli ha ancora detto nulla.
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Di Pietro
Ciò a cui stiamo assistendo, non si chiama solo conflitto d’interessi, si chiama ladrocinio di Stato portato avanti da persone che sono andate al potere solo per poter rubare legalmente. Ho pregato Tremonti di non buttare via qualche milioncino di € per costruire un ministero solo per permettere a Brancher, che avrebbe dovuto presentarsi dal giudice, di farla franca. Ai cittadini voglio ricordare che il legittimo impedimento non è altro che un provvedimento ad personam che ha voluto B per garantire l’improcessabilità a lui e ai suoi ministri, per assicurare a delle persone la propria impunità, spendendo per la costituzione di un nuovo ministero quei soldi che, invece, dovrebbero essere destinati alla parte più povera del Paese, ai lavoratori precari, a quelli del mondo della cultura, dello spettacolo, della scuola, ai giovani in cerca d’occupazione, al comparto sicurezza.
Il legittimo impedimento è stato usato anche da B che, insieme ad altre 11 persone, è coinvolto nel processo Mediatrade. Si dice che la giustizia perde tempo, che i suoi tempi sono lunghi. Certo, se si fanno delle leggi ad hoc per non farsi processare, se si diventa ministri per sfuggire alla giustizia, ecco è questa la conseguenza. Vergognatevi! State attuando un ladrocinio di Stato.

Marco Bracconi

Un uomo politico vicino al capo del governo è imputato in un delicato processo. In Italia c’è una legge che consente ai ministri di rinviare le udienze. Pochi giorni prima che l’uomo politico compaia davanti ai giudici il capo del governo inventa un ministero inutile e lo nomina a capo di quel dicastero. L’uomo politico, nemmeno una settimana dopo, utilizza quella legge.
Nel caso Brancher tutto è avvenuto alla luce del giorno. Chiaro, lampante, cristallino. Perfino trasparente. Con esattezza evidente e matematica.
La stessa esattezza matematica prevederebbe che il partito del capo del governo e dell’uomo politico perda per una cosa così alcuni milioni di voti.
Ma in Italia non succede e probabilmente non succederà.
Perché?
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Viviana
Ma i leghisti ci prendono per scemi? Brancher è indagato per appropriazione indebita in relazione a soldi incassati da Fiorani, l’imputato per la Banca Popolare di Lodi, la banca della Lega, e immediatamente lo fanno ministro perché non si presenti al processo. E lo fanno ministro ‘del federalismo’! E Bossi dice che lui non c’entra e non ne sa niente. Anzi che è stato truffato! Dal ‘caro amico Aldo’? Ma il federalismo non è materia sua? E se lo fa scippare così? E la banca di Lodi non l’aveva voluta lui?
I suoi dicono: “Non è cosa che ci riguardi” Ma siamo matti!!?? Fanno ministro del federalismo un indagato e la cosa non li riguarda??
“Ognuno sceglie i suoi B, prende chi gli pare e noi non obiettiamo niente” !!??
Ma Brancher non è il ponte tra B e la Padania??!! E loro non ne sanno niente?
Lo hanno fatto ministro senza che Bossi lo sapesse? “A sua insaputa2?
Ma ci prendono per il culo?
Sono o non sono in questo Governo e questo Governo fa o non fa ministri persone indagate col solo scopo che usino legittimi impedimenti e la Lega se ne lava le mani??!! Scaricano Bancher? Ma non era ‘ il caro amico Aldo’?
“C’è un solo ministro per il federalismo, e sono io”, ha detto Bossi.
E cosa ha fatto in 16 anni? Un benemerito nulla
Zaia: “Non ci occupiamo di vicende giudiziarie di altri”.
Ma ci siete o no in questo governo? E come ci siete? Come la figlia della serva? Come chi non lo caca nessuno? O ci siete dentro come il topo nel vaso del miele? Scaricate Brancher? Ma Calderoli non è suo grande amico?
Salvini fa pure lo scemo: “Sono distrutto per la sconfitta degli azzurri e non parlo di notizie minori”. Notizie minori? Lo scacco dello Stato è una notizia minore?

FIRMA CONTRO BRANCHER E L’USO SPREGIUDICATO DELLE ISTITUZIONI PER CREARE SEMPRE NUOVE IMPUNITA’

B ha creato un ministero su un imputato per permettergli di non presentarsi ai processi adducendo ‘il legittimo impedimento”. Non bastava Dell’Utri che è stato fatto senatore per non andare in galera, ora la prassi è di fare ministri gli amici per permetter loro di sfuggire ai processi? Il ruolo di ministro non può essere degradato a strumento di salvacondotto giudiziario. Il ministro Brancher rinunci al “legittimo impedimento” e affronti il tribunale della Repubblica. Oppure si dimetta!

Firma il tuo dissenso contro l’abuso di potere

temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391167&ref=HREA-1
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Max cita:

E’ chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E’ muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare

Perché lo protegge il mare
Com’è profondo il mare
Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

(Lucio Dalla)
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Uno Stato separato dalla Chiesa
Sauro

Parto dall’Italia, dal cosiddetto decreto legge Alfano (la legge bavaglio, tanto per intendersi), per evidenziare il seguente punto presente nel decreto:
Art. 1 Comma 4: “Impossibile intercettare un sacerdote senza avvertire l’autorità ecclesiale”. Direi che si commenta da solo.
Evidenzio invece quanto successo in Belgio.
Là Chiesa e Stato sono separati e non si conoscono forme di protezione palesi o occulte che tutelino la Chiesa di fronte ad accuse per gravi reati come purtroppo avviene in Italia.
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Arrivata l’informazione che un dossier pedofilia era nascosto in una cripta, la polizia belga non ha esitato ad aprire alcune tombe col martello pneumatico. La soffiata si è dimostrata infondata ma è risultato chiaramente cosa può fare una polizia civile e non asservita in una indagine su pesanti reati. Le indagini della polizia belga sono dunque ben diverse da quelle italiane. Da noi per 60 anni ci si è guardati bene dal fare inchieste serie sulla Chiesa sia nel rapimento della Orlandi che per le varie denunce di preti pedofili che per reati finanziari come quelli dello IOR.
In Belgio il Vaticano ha manifestato tutto il suo sdegno per la violazione delle tombe. Ma la risposta è stata: “Se dai dossier sequestrati dovesse emergere che alcuni ordini religiosi hanno impedito sistematicamente, per decenni, che i pedofili potessero essere giudicati, allora per la legge formerebbero un’organizzazione criminale. E’ complice anche chi aiuta a garantire l’impunità. Si tratta di appurare se da più di 20 anni la Chiesa è stata complice dei pedofili.”
In Italia avremmo avuto articoli in cui comparivano impropriamente termini sacri quali quelli usati dal cardinale Sepe in un pastone ipocrita e blasfemo. C’è chi usa gli strumenti dello Stato per coprire i propri delitti, e c’è chi usa gli strumenti della Chiesa. Ma l’indignazione è ugualmente ipocrita.

La Corte Costituzionale e le centrali nucleari
Viviana Vivarelli

11 Regioni contestano allo Stato la competenza in materia nucleare, per le prerogative riconosciute loro dalla Costituzione e si sono rivolte alla Consulta.
Il loro ricorso in parte è stato accolto, in parte no (mancano ancora le motivazioni). Le questioni sollevate sono state giudicate in parte infondate e in parte inammissibili.
Le Regioni che sollevano l’incostituzionalità della legge delega n. 99 del 2009 del Governo sul nucleare sono: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria. Mancano ovviamente le Regioni a guida Pdl e Lega a cui va bene tutto. Con l’elezione di Cota, è uscito dalla protesta il Piemonte. Cade ora la speranza di bloccare il piano nucleare imposto dal Governo.
Resta un ricorso precedente di febbraio su cui la Corte ancora non si è espressa, sempre per incostituzionalità e procedure anomale del decreto.
B, che è anche Ministro dello Sviluppo e non si decide a nominarne un altro, deve dire infine quali sono i siti scelti per centrali e scorie e ci vorranno 3 anni solo per questa scelta. Ma non si riesce a capire dove Tremonti troverà i soldi necessari (ogni centrale costa 10 miliardi, di più se la fanno imprese italiane mazzettare o mafiose o c’è di mezzo la Protezione Civile, soggetti buoni solo a decuplicare i costi, vd la TAV o Grandi Opere), e servono circa 3 anni solo per partire e 8-10 per finirle, il che ci dà almeno la speranza che il governo caschi prima, senza contare che B ha già 73 anni ed è anche lui mortale.
Il Piemonte, dopo la vittoria di Cota, ha rinunciato ufficialmente al ricorso che era stato approvato dalla precedente giunta di csx.
Le Regioni non governative contestavano anche che il provvedimento fosse stato varato senza il parere della Conferenza Stato-Regioni.
Indipendentemente dalla decisione della Consulta, l’IdV sta raccogliendo le firme per un referendum contro il nucleare. Il Pd come sempre è in coma.
Il Governo intanto attacca la Regioni che hanno respinto con proprie leggi le centrali e i siti della scorie.
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Flavio Amerighi
L’Aquila – Faenza

(viaggio immaginario nell’inimmaginabile)

case vuote
castelli di finestre disegnate
appunti sparsi in cartella, sorridevi
nel fascicolo rimasto sotto i detriti
con le foto dell’ultima vacanza,
Pomerania duemilanove, rido sguaiato
perché è giorno, ventitré ore di macerie

una d’aria

come incroci convergono al casello
per esportare bottiglie in pet
e acqua di sorgente,
perlacei mendicanti (help us Mister Obama)
malsani solo all’idea
di occupare l’autostrada,
poca polizia, molta rabbia

meno sazi più disperati i giovani,
capinere da battaglia le ragazze
la ferita non fa male, dopo un poco
indolenzito è soltanto un ricordarsi
la casa dello studente
slittata su poltiglie
di temporale e tiglio

non è mondo questo collettame
italiano, lingua morta di un popolo vitale
d’indomiti coglioni, legati al suolo patrio
dalle televisioni, se mi sfiorasse
proverei vergogna, imbarazzo pudibondo
e fuggirei, almeno a orecchio
quello struscio

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Diario di Rorschach
Luca Massaro

Il sesso e i delitti accumulati come sudiciume li sommergeranno fino alla cintola e le puttane e i politici guarderanno verso l’alto e grideranno: “Salvaci!”
Ma io sussurrerò: “No”.
Ora il mondo intero è in bilico contemplando quel dannato inferno sotto di sé; e tutti quei liberali, intellettuali e melliflui chiacchieroni: all’improvviso nessuno sa più che cosa dire. Sotto di me questa orribile città urla come un mattatoio pieno di bambini ritardati; e il crepuscolo puzza di fornicazione e coscienze sporche».
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I tagli del Governo
Viviana Vivarelli

Ci sono scuole italiane con 5 ragazzi disabili e nemmeno un insegnante di sostegno. Ci sono ragazzini down che si sono visti tagliare i sussidi di Stato. Ci sono invalidi all’80% che sono stati tagliati via come rami secchi mentre l’invalidità richiesta per un aiuto è salita all’85%.
Ma B ha preteso un secondo ministero al federalismo per coprire un Brancher che poteva dare pericolose testimonianze. Maledetti!
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99 posse

Pagherete caro
tutta l’arroganza del vostro danaro
pagherete tutto
non ho niente da perdere se non miseria e lutto
tutto pagherete caro
tutto pagherete tutto.

non so, non so più cosa tentare
tanto ho seri dubbi che tu possa capire
non so, non so più cosa tentare
forte è la tentazione di farti del male.

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Una odiosa FIAT da galera
Viviana Vivarelli

Visti i precedenti parassitari e irresponsabili di FIAT, visti i miliardi che lo stato italiano le ha versato abbondantemente nei decenni, vista la cassa integrazione di cui ha più che ampiamente usufruito e i continui incentivi statali, visto il cinismo di un tipo gelido come Marchionne e la disumanità dei due rampolli FIAT, visto e considerato che risulta “incomprensibile” da un punto di vista economico e industriale la scelta di chiudere quegli stabilimenti polacchi dove gli operai si sono piegati a ogni sorta di schiavismo, dove hanno accettato ogni sorta di riduzione del salario, dove sono riusciti ad aumentare la loro produttività come più non si poteva… per investire a Pomigliano, dove, per dichiarazione di Marchionne, gli operai sarebbero assenteisti, poco produttivi e indocili, visto che questo scambio in perdita dalla Polonia con l’Italia sarebbe incomprensibile da ogni punto di vista… resta solo una lettura possibile degli eventi: Marchionne ha deciso da subito di chiudere ogni stabilimento italiano per delocalizzare il lavoro Fiat là dove costa meno e tutta questa manfrina con intimidazione e ricatto serviva solo a uno scopo: costringere gli operai italiani a dire di no al turpe ricatto per potersi poi sfilare da ogni responsabilità di fronte al lavoro italiano e di fronte all’Italia, ributtando ogni colpa sulla FIOM.
Ora che il risultato dei sì non è stato schiacciante, Marchionne si vede sfilare di mano il marchingegno truffaldino.
Ma è stato inventato un sistema per mettere gli operai di un paese contro quelli di un altro, aggravando la lotta tra poveri, massacrando i diritti del lavoro, retrocedendo in ogni livello di civiltà e di umanità, avanzando sporchi ricatti fino a portare la gente a vendersi per una miseria. E in questo gioco turpe e spregiudicato abbiamo anche dovuto vedere una Marcegaglia che batteva le mani, un Ministro del Lavoro Sacconi che incensava e un capo del PD Bersani che era incapace di balbettare qualcosa. La nostra desolazione non potrebbe essere più grande.
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Forse un giorno…
poter dire
non che lavorare è gioia
ma che il lavoro non costa
più del piacere complessivo del giorno.

Giancarlo Majorino,
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Parafrasando una citazione di Luca Massari
Da “Come presentarsi di fronte al nemico”

“Come dovrebbe l’operaio italiano presentarsi di fronte al padrone, secondo Marchionne, la Marcegaglia, Bonanni, Angeletti, Sacconi e gli altri laidi puzzoni”

a quattro zampe
brancolando ciechi
con le dita in culo (beckett)
trascinando alzati
digrignando i denti
riempiendosi i pantaloni per la paura di cacca
sbattendo i denti
immobili trattenendo fiato fingendosi morti
a pernacchie
simulando storpio

gridando tenetemi sennò lo scanno
con le braccia in croce
covacciati a bulda
ululando isterici
girando pollici
rovesciando palpebre
semiaprendo bocca
sbavando statici
simulando rogna
a scoregge
a pernacchioni

a tentoni
monologando
quattati carponi
nusandosi come fan cani
tergiversando
voltando le carte in tavola
puntando il dito e facendo pum con la bocca
quindi dicendo sei morto
affrontando un suicidio in proprio
dandosi fuoco come un bonzo
offrendosi qual’escort o puttano

o con una bomba a mano?
..
Legge bavaglio
Cesare Beccaria

Ripetiamolo, sono regole matte degne dell’Italia berlusconiana. E notiamo il nuovo nomen delicti, rivelazione illecita dei segreti d’un procedimento penale. L’imputato può disfarsi dell’avversario denunciandolo: l’effetto è automatico; quel pubblico ministero scomodo sarà sostituito (art. 36). Non l’avete ancora capito? Lui plana super leges, tenendo i soci sotto le ali, e nessuno disturbi i grassi topi annidati nel malaffare governativo.
Il prof.Cordero non sempre facile da capire , ma questa volta ha ben sintetizzato il governa dei ladroni B da proteggere, alla faccia della libertà e dell’amore pagano. Il divino lasciamolo al Papa in odore di peccato mortale.
..
Viviana
La legge bavaglio è un misfatto di una evidenza mostruosa!
in pratica un malfattore potrà permettersi di inguaiare ogni giudice che si trova sul suo cammino, basta che spifferi qualcosa del suo processo ai giornali e poi dica che è stato il giudice a farlo. Non solo quel giudice sarà sostituito ma rischierà anche il carcere!!!! E’ una cosa di una perfidia diabolica!
Ma come è possibile che Napolitano formio anche questa mostruosità?
Ma come è possibile che Alfano e Maroni la difendano?
Ma come è possibile che ci siano ancora sostenitori di Bossi e Fini e B che ancora non riescono a vedere che abbiamo una banda a delinquere che distorce le leggi solo per tenersi libera a impunita????? Ma non lo vedono che stanno portano a distruzione tutto quello che c’è? Ma sono completamente idioti oltre che irresponsabili e cattivi?
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Si dimette Lucio Stanca dall’Expo

Sono mesi che Stanca viene attaccato con polemiche e accuse varie per aver ecceduto nelle spese, essere in forte ritardi coi lavori e aver mantenuto la carica di deputato oltre a quella di AD dell’Expo, cumulando due incarichi, privilegi e stipendi. Il progetto Expo è diventato sempre più fiacco, visti i tagli di Tremonti, altri 5 milioni sui 24 previsti. I progetti nazionali e internazionali sono stati praticamente azzerati: da 2 milioni a solo 100mila €. Anche i costi per rappresentare Milano all’Expo di Shanghai sono calati da 2 a 1,1 milioni, così come i viaggi e le trasferte (da 1,3 a 1). In picchiata le sponsorizzazioni: a bilancio c’erano 8,5 milioni; non si supereranno i 3,2 e ad aprile in cassa c’erano solo 200mila € arrivati dai privati. Ma la spesa dovrà calare ancora. A cominciare da quella per il personale. Le prime teste hanno cominciato a cadere: una decina di dipendenti – su un centinaio – sono già stati lasciati a casa e qualcuno ha già iniziato ad avviare azioni legali. Altri licenziamenti seguiranno. Tra l’altro dopo un anno non ci sono nemmeno i terreni su cui fare l’Expo, non è arrivato dalla Fondazione Fiera e dal gruppo Cabassi il milione di mq previsti per i padiglioni. Tutta la macchina organizzativa è ferma.
Si profila un altro buco come quello di Alitalia o Malpensa! Davvero bravi questi padani e berlusconiani!! Complimenti all’efficienza nordista!
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La Signoria Moratti – Sodoma
it-cultura.confusenet.com/showthread.php?t=258734

Domenica ero a Palazzo Marino per vedere la mostra multimediale di Dolce&Gabbana (la Bellucci era passata il giorno prima) e, a un certo punto, la mia fragile mente ha avuto un guizzo: e se fossimo Sodoma? … nessun riferimento all’omosessualità…se Gomorra è laggiù, come abbiamo imparato da Saviano e don Peppino Diana, allora Sodoma potrebbe essere quassù… e se fosse l’ altro nome di Milano?
Anche le immagini iper pop post delle sfilate di D&G hanno contribuito ad alimentare la mia ossessione. Cosa sta succedendo a questa città? Cosa c’ è dentro questo cuore milanese così tumefatto? Qual è la sua misura?
La “misura di Sodoma”, secondo la tradizione ebraica, è la misura della spartizione. “Il mio è mio e il tuo è tuo”. Una spartizione ferrea, che non consente eccezioni. Infatti la colpa degli abitanti di quella città (Gen. 19, 1 -11) fu contro l’ ospitalità, vale a dire contro la modalità antichissima di rendere gli altri partecipi di quanto è proprio. Un commento medievale ebraico, sempre a proposito dei sodomiti, ammonisce a non fare come loro, “i quali non pretendevano nulla dagli altri uomini, ma non tolleravano che un povero potesse beneficiare delle loro ricchezze”, e cita un passo del profeta Ezechiele (Ez 16, 49): “Ecco era questa l’ iniquità di tua sorella Sodoma: orgoglio, sazietà di pane, prosperità tranquilla erano in lei e nelle sue figlie. Eppure non diede mai la mano al povero e all indigente”.
Siamo Sodoma? Mi verrebbe voglia di chiederlo innanzitutto alla Signora, che proprio oggi festeggia il 4° anno da sindaco. Ma Lei è sempre così lontana. La immagino presa tra economia ed estetica, tra lunghi estratti conti e infiniti vestiti nell’armadio. Borse in calo e gonne in allungo sono ciò che sa misurare con il metro di carta che si ritrova tra le mani.
Una volta, prima della fine della consigliatura, vorrei dirglielo in faccia, col tono giusto: “Se ti togliamo ciò che non è tuo, non ti rimane niente”. Le direi a lei, ma subito mi girerei per ripeterle a me e a ciascuno dei consiglieri, queste parole tremende, maleducate, “fuori misura” proprio perché fanno saltare “la giusta misura”, il confine blindato tra il mio e il tuo.
Siamo Sodoma. Siamo, chi più chi meno, come quel sodomita di Mazzarò, l’ infaticabile accumulatore di ricchezze descritto nella pagina finale de La roba di Giovanni Verga, che ormai prossimo alla morte “andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: roba mia, vientene con me”. Siamo, chi più chi meno, sodomiti specialisti nella negazione: è fin troppo evidente che nulla sulla terra è spartito in modo così disuguale (e casuale) come la ricchezza (o la povertà, per guardarlo dall’altra parte).
La Sodoma di quattromila anni fa finì distrutta. Noi abbiamo ancora qualche mese per trovare un’altra misura, un battito interiore tutto diverso dall’ansia della spartizione, un modo di stare insieme che preveda finalmente il contagio reciproco.
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Barbara segnala:
Anche questo mi inquieta!!!
La legge bavaglio del premier e le censure sfondano sul web
DON PAOLO FARINELLA

Il fascismo è in atto. Il bavaglio ha la firma del Senato, ma non ci faranno tacere. Voglio raccontare un fatto grave vissuto personalmente. Ogni mercoledì pomeriggio spedisco una e-mail a oltre 1.230 amici che mi hanno fatto espressa richiesta di ricevere la liturgia commentata della domenica successiva, insieme ad alcune riflessioni sui fatti del giorno, a cui aggiungo anche «l´opinione» di Repubblica della domenica precedente…. Avevo preparato un´omelia dal titolo «Pentecoste 2010: “Venne un fragore dal cielo”. La legge-bavaglio sarà frantumata dal fragore dei Liberi», mettendo in rapporto la festa di Pentecoste come esplosione delle lingue nella comunicazione universale che a sua volta si verifica nella libertà di espressione: tutti parlano e tutti ascoltano e, fatto straordinario, tutti capiscono tutti. Non c´è verità senza libertà di comunicazione. Parlai logicamente del tentativo del governo e della maggioranza parlamentare di varare la «legge-bavaglio» come negazione della democrazia e dell´essenza stessa del cristianesimo che non può respirare in un contesto di censure e di vessazione, perché la fede può regnare solo se c´è libertà e adesione gioiosa. Non sono stato tenero con il governo e citavo B come maledizione di Dio sull´Italia.
Via e-mail non si possono spedire più di 300 indirizzi a volta.. ma tutto mi torna indietro con questa spiegazione: «La email con oggetto “Paolo Farinella… non è stata recapitata in quanto contenente termini proibiti dalle politiche aziendali». … Nel frattempo vengo a sapere che B ha messo su uno stuolo di tecnici che hanno aperto una pagina «Facebook» con il compito di catturare tutti i termini negativi o critici che si riferiscono a lui, al governo e alla sua maggioranza.
I due fatti sono gravi perché significa che qualcuno può leggere e individuare anche gli «allegati» contravvenendo all´articolo 21 della Carta Costituzionale. Un ex fascista sta alla Camera, un frequentatore di mafiosi siede al Senato, un piduista governa con un sistema massonico che plana sul Paese come una piovra. Fascismo e dittatura sono in atto e la legge-bavaglio ne è l´ultima prova. Restano due possibilità: cedere ai corrotti o ribellarsi. Non ci è lecito rassegnarci. O subiamo o reagiamo. Non ho paura dei dittatori e tanto meno di B dal tacco rialzato, e non ho nemmeno paura di salire le montagne dell´Appennino ligure se fosse necessario resistere ad oltranza. Una cosa è certa: non tacerò e li combatterò fino a tre giorni dopo la mia morte, l´unica censura che accetto.
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Blog: antefatto.ilcannocchiale.it
I soci di Schifani?
Arrestati, condannati e confiscati

Peter Gomez e Marco Lillo

La storia di Renato Schifani è spesso ridotta all’elenco dei suoi clienti.
Si fa presto a dire: Schifani era l’avvocato dei mafiosi per poi sottolineare che Schifani non lo sapeva e che comunque era tutto legale.
Il fatto è che il presidente del senato prima di approdare a Palazzo Madama nel 1996 non è stato solo un avvocato ma anche tante altre cose.
Per es. è stato titolare di quote in tre società.
La prima è la Desio Immobiliare, una cooperativa nata nel 1976 che ha assegnato nel 1986 l’appartamento nel quale il politico ha risieduto fino a luglio scorso.
La seconda è la Sicula Brokers, una compagnia assicurativa nata nel 1979 e la terza è la Gms, creata nel 1992 insieme a due amici per svolgere attività legale a Roma e rimasta inattiva.
Scavando negli archivi si scopre che una decina di soci di queste vecchie società sono stati poi arrestati per le accuse più varie, dalla mafia alla bancarotta, dalla corruzione alla truffa.
Dietro ogni arresto (avvenuto sempre dopo l’ingresso dell’avvocato nella compagine) si apre uno spaccato rivelatore.
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Un bel tema sulle foibe
ombardia.indymedia.org/node/30313

Chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il presente,
controlla il passato
” (George Orwell, 1984)

Oggi uno dei terreni della fascistizzazione dell’Italia è senza dubbio la scuola e la formazione. Già il ministro Gelmini aveva prospettato nuovi programmi scolastici che esaltano gli scrittori italiani come momenti dell’«identità nazionale» e persino la tragedia greca come fondamento dell’«identità occidentale» (la rivolta di Antigone contro il potere potrà allora serenamente giustificare i crimini di guerra in Iraq, Afghanistan, ecc.).
Così, nella prima prova della maturità il ministro ha voluto lasciare il segno di questo nuovo corso. Un tema su «Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader» con una bella frase retorica di Benito Mussolini del 1925, sei mesi dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, che recita fra l’altro:
«Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della miglior gioventù italiana, a me la colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e prolungati applausi)».
E già il 16 giugno 2010 il ministro Meloni ostentava la sua «passione superba» salutata da una selva di mani tese nel saluto fascista, in piazza Vescovio davanti alla sede romana di Forza Nuova.
Ma il «leader» Mussolini non basta. C’è anche una bella traccia revisionista dedicata al «giorno del ricordo al fine di conservare e ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe». Nel 2004 i partiti di destra hanno infatti istituito, per bilanciare la «Giornata della Memoria» (il 27 gennaio, in ricordo dello sterminio nazifascista di circa 6 milioni di ebrei), una mistificante
«Giornata del Ricordo» (il 10 febbraio, in memoria dei presunti eccidi delle Foibe: 326 vittime accertate, 6.000 vittime ipotizzate senza concrete prove storiografiche). E non riuscendo a documentare le proprie fantasie, la destra giunge persino ad appropriarsi di partigiani fucilati dai nazisti travestendoli da «vittime delle foibe». Il «ricordo» istituzionale delle Foibe non è pietà verso i morti, ma una strumentalizzazione volta solo a rivalutare storicamente l’esperienza della dittatura fascista, screditando la Resistenza partigiana, mettendo sullo stesso piano nazifascisti e antifascisti, sfruttando tragici episodi
del passato per manipolare la storia a proprio uso e consumo.
L’occupazione fascista della Jugoslavia comportò una feroce persecuzione razziale delle genti slave (considerate «razza inferiore»), l’italianizzazione forzata, il divieto di parlare la propria lingua, la soppressione di tutte le scuole croate e slovene, il sequestro (spesso reso superfluo dalla devastazione dei locali) di circa 4.000 sedi di associazioni culturali slave. Già nel 1920 Benito Mussolini affermava: «Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 500 italiani». Tra il 1941 e il 1945 l’occupazione nazifascista produsse la distruzione di decine di migliaia di abitazioni, la morte di circa 45.000 civili sloveni e croati e l’arresto e l’internamento di altri 95.000.
Il regime fascista costruì in Jugoslavia 15 campi di concentramento e 14.000 prigionieri persero la vita nei lager italiani in Slovenia. Quella fascista fu una delle prime e più feroci «pulizie etniche» dell’età moderna secondo una politica di colonizzazione che prevedeva il massacro delle popolazioni locali e l’esproprio di terre e proprietà a favore della superiore «razza italiana». Come avvenne in Albania e nell’Africa Orientale Italiana, anche con l’uso massiccio di armi chimiche contro le popolazioni civili.
Proprio questa volontà revisionista di equiparazione e bilanciamento simmetrico tra vittime e carnefici, tra repubblichini e partigiani, tra sterminio nazista e presunti martiri delle foibe entusiasma la destra italiana, a copertura delle sue violente politiche xenofobe.
«Con le tracce della maturità di quest’anno», ha dichiarato Giovanni Donzelli, portavoce nazionale del movimento giovanile del PdL, «i giovani saranno
finalmente orgogliosi di essere italiani. La traccia sulle foibe accanto a quella su Primo Levi mostra una scuola finalmente capace di rappresentare tutta l’Italia».
«Questa», aggiunge il portavoce dei gggiovani del PdL, «è la scuola che da sempre sogniamo: libera e meritocratica. È finita l’epoca in cui sindacalisti ed ex sessantottini egemonizzavano la scuola trasformandola in un ammortizzatore sociale utile a indottrinare i nuovi giovani a ideologie vecchie e superate».
Già, mentre governo e sindacati istituzionali benedicono accordi sindacali capestro, c’è chi s’impegna a spazzar via anche il ricordo di una lotta di
liberazione sociale che non è mai riuscita davvero a defascistizzare questo misero, smemorato paese.
Ed esitante sembra anche la reazione degli storici di professione come quella di Lucio Villari che ha dichiarato: «Il tema storico sulle foibe si presta a strumentalizzazioni».
Comunque la scelta è varia. C’è la traccia artistico-letteraria su «Piacere e piaceri» con D’Annunzio in prima fila controbilanciato da Brecht. Ci sono pure gli Ufo, la cui minaccia ha inquietato di recente la Lega Nord: il saggio breve di ambito scientifico-tecnologico s’intitola infatti «Siamo soli?».
Oggi bisogna invero ribadire che la trasversalità bipartisan è un progetto di normalizzazione autoritaria che, ovunque s’impone, divide distrugge e
impoverisce. Anzi, la trasversalità “condivisa” è stato uno dei vettori della corruzione e del disastro sociale e culturale di questo paese.

(“La democrazia é una costituzione piacevole, anarchica e varia, dispensatrice di uguaglianza indifferentemente a uguali e ineguali.” – Platone)
..
RIDIAMARO : – )

Marchionne “deluso”!!! Acc, non mi è uscita la schedina. Riproverò un’altra volta
Il mondo peggiora. Non ci sono più gli schiavi a buon mercato di una volta
E pensare che nel pasto dopo le 9 ore di lavoro voleva ripristinare le cipolle come agli schiavi delle Piramidi!
VV
..
Ci mancherà il lavoro, ci mancherà il pane ma grazie al cielo i ministri idioti non ci mancheranno mai…

Sacconi. Uno che è felice per il grande passo avanti fatto dai lavoratori col patto di Marchionne
-Nel 2009 Sacconi (Min. della Salute) rassicura gli italiani: “l’influenza stagionale è 10 volte più forte dell’influenza A”. Rassicura?!?
-Notare che mentre è Ministro della Salute la moglie è direttore di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche, tanto per non parlare di conflitto di interessi..
-(Pillininj). Sacconi parla dell’eutanasia e dice che non si può aiutare i cittadini a morire. Si riferiva alla malasanità?
-Quest’anno presenterà un piano per l’integrazione dei migranti. Gli sparano già mentre sono in acqua?
-Intanto insiste che bisogna riformare lo statuto dei lavoratori. Mettiamo al cesso anche quello? Ma non ci farà male tutta questa carta igienica?
-Il patto di Marchionne lo ha salutato come l’ingresso in un mondo del lavoro “più libero”. Lo scrivevano anche a Mathausen.
-Ha detto che è “un bel progresso”. Non abbiamo capito bene: si passerà da diritti a 90°? (da facebook)
-Ma Sacconi si preoccupa anche dei nostri figli e difende la norma della Gelmini per cui si può equiparare l’ultimo anno scolastico della scuola dell’obbligo con un anno di lavoro (a 15 anni?)
-(Spalmalacqua) Secondo Confindustria e Sacconi gran parte degli incidenti sul lavoro dipendono dalle ‘distrazioni’ dei lavoratori (Sacconi! Vaglielo a dire a quelli dell’amianto!)
-La sua battaglia più famosa è per mettere il crocefisso in classe. Un operaio in croce sarebbe stato più realistico.
-La sua incazzatura più famosa davanti alla CISL che mandò a fare in culo perché “Abbiamo vinto noi e facciamo quel che ci pare!”
E uno così Craxi lo aveva già fatto deputato a 29 anni! Peggio di Renzino Bossi!
Ma qui il peggio non finisce mai.

Sacconi ha salutato il patto di Pomigliano dicendo: “Tempi Moderni!”

Guardate la faccia di tolla di Sacconi mentre difende B che racconta la favola che guarirà il cancro in tre anni mentre taglia la ricerca e la sanità

www.youtube.com/watch?v=C3kf1rmijjw
Siamo al raccapriccio!
Questi non sono umani
Sono ommini emmerda!
..
Scuola di giornalismo
Marco Travaglio

Più che per il fatto in sé, già masticato e ruminato da 6 anni di indagini tutte archiviate, l’iscrizione sul registro degl’indagati di Di Pietro per l’annosa polemica sui rimborsi elettorali del 2004 è illuminante per come la trattano i giornali “garantisti”: quelli che escono ogni mattina non per dare notizie, ma per coprire le vergogne dei loro editori pregiudicati o imputati.
Partiamo dal Giornale (B) e da Libero (Angelucci).
Feltri l’altro ieri lacrimava per il rinvio a giudizio di don Gelmini per molestie sessuali: “Finire sui giornali quale protagonista di torbide vicende è una sofferenza atroce per tutti” (e lui ne sa qualcosa, avendo sbattuto in prima pagina una falsa informativa di polizia sull’omosessualità di Boffo).
Infatti ora titola: “COSÌ IMPARI”. “L’ex pm nei guai. Se fosse coerente dovrebbe lasciare il Parlamento”. “Neanche l’ennesimo scandalo (sic, ndr) convincerà Tonino a smettere di atteggiarsi a modello di legalità”.
Ecco: i fatti non contano nulla, l’importante è poter mettere sullo stesso piano Di Pietro e B in una notte dove tutte le vacche sono nere ed espellere la questione morale dal dibattito politico.
Libero, l’inserto satirico del Giornale, titola in prima: “DOVE HA MESSO I SOLDI?”. Parla delle tangenti degli Angelucci e di B? No, dei rimborsi elettorali Idv. Belpietro (avete capito bene: Belpietro) si lagna perché Di Pietro “è uscito candido come un giglio” da tutte le inchieste, anzi osa pure “atteggiarsi a vittima di calunniatori e avversari politici”: in effetti 30 procedimenti a Brescia basati sul nulla e finiti nel nulla sono pochi. Per atteggiarsi a vittima bisogna depenalizzare i propri reati o farla franca per amnistia, prescrizione, Cirielli, lodo Schifani o Al Fano, legittimo impedimento.
Ma stavolta il garantista Belpietro ha buone speranze che Di Pietro verrà arrestato: “Aspettiamo la fase 2, quella delle manette pulite, un giorno arriverà”, purché si trovi “un giudice vero”. E Libero ne ha trovati addirittura due. Alla Procura di Roma. Il pm Caperna che indaga su Di Pietro “è un bell’uomo, alto e distinto”, mentre l’altro, Pisani, “è minuto e affabile”. Finalmente due pm che piacciono a Libero. Anche fisicamente.
Il Pompiere della Sera, dall’alto delle sue campagne moralizzatrici sui suoi editori pregiudicati (Ligresti) e imputati (Geronzi), si domanda se il Fatto darà la notizia dell’indagine su Di Pietro o la nasconderà. Spettacolare la “Nota” di Massimo Franco, il pompiere capo ieri moderatamente piromane: dicendo che la sua iscrizione è un “atto dovuto” in seguito alla denuncia di Veltri, cioè la pura verità, Di Pietro “tenta di screditare in anticipo qualunque possibilità che l’indagine possa metterlo nei guai”. Molto meglio gridare al complotto delle toghe azzurre pilotate dai nemici politici, invocare l’immunità e la privacy, attaccare la Costituzione, depenalizzare la truffa, invocare un lodo Di Pietro.
Gran finale di Franco: “‘Male non fare, paura non avere’, dice ai militanti il leader nella sua memoria. Ma la scelta di rovesciare valanghe di documenti sul proprio sito è la conferma di un imbarazzo palpabile”.

Blog
-”Ieri un farabutto si è intrufolato nel mio appartamento, si è fatto mia moglie, ha sgozzato il cane, ha rapito i bambini, si è mangiato tutto quello che c’era nel frigo e mi ha svaligiato completamente la casa!”.
-”Santo Cielo, e che hai fatto?”
-”L’ho denunciato sul blog!
Viva internet, la libertà e la democrazia in rete!”
..
Chi lo fa ne sa
Bossi: “Tanto la partita contro la Slovacchia la comprerà l’Italia, vedrete che nel prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi nelle squadre italiane…”
B “Tanto la partita con la Lega l’ho comprata io, vedete che nel governo ci sono due o tre della Lega nella squadra del Pdl”.

Calderoli aveva proposto che i giocatori della Nazionale devolvessero all’Italia i loro premi.
Ora gli azzurri devolveranno parte degli insulti alle celebrazioni alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia?
spinoza.it

Organizzare
Viviana

Dunque Brancher non può presentarsi in tribunale perché deve ‘organizzare’ il suo Ministero.
A parte che il suo Ministero è senza portafoglio ed è pure un doppione di un Ministero che c’è già e che è di Bossi, e sarebbe il caso che si stabilisse cosa è di Bossi e cosa di Brancher, che cosa poi deve organizzare il Ministro più fasullo d’Italia?
Deve cambiare l’arredamento delle amate stanze?
Deve metterci qualche Tintoretto?
O deve comprare qualche prezioso crocefisso mignon carissimo per quanto di autore ignoto?
Deve riordinare i falsi diari di Mussolini gentilmente offerti in visione da Dell’Utri?
Deve selezionare le segretarie prendendole da un book di veline prestato da Fede?
Deve giurare fedeltà alla Repubblica delle banane?
Deve stabilire quanti milioni di € fottere agli italiani per una carica che significa niente?
O di quante persone inutili deve essere formato il suo parassitario entourage, e quante mogli, parenti, figli, amici, e soprattutto ‘cognati’ insediare nel suo prezioso Ministero?
O quante auto blu intende utilizzare?
Deve contattare il Cardinale Sepe o il caro don Bancomat per pre-scambi di mazzette?
Deve portare i suoi ossequi al Papa vantando vere radici cristiane?
Deve ripassare la storia dei Galli Boi, senonché Unni e Ottentotti?
O deve prestare la sua augusta firma a qualche altro bel progetto di segaprocessi o di tagliatribunali o sciancaleggi o di strozzacostituzione?
Noi siamo qui desiosi di sentire quali cose necessarie e meravigliose ci verranno dal neo Ministro di noi tutti.
Secondo il motto “Ciò che aiuta la GM, aiuta l’America”, ciò che aiuta B aiuterà l’Italia? Fortemente ne dubitiamo.
..
http://masadaweb.org

9 commenti »

  1. Tra poco avremo due e trecento ministri , tutti legittimamente impediti.

    La casta ha permesso questo in primis a Berluskoni per poi farsi estendere il privilegio anche a se stessa in toto !!

    Quando avranno messo la magistratura sotto il diretto controllo dell’esecutivo, non avranno più bisogno di questi meschini espedienti e potranno usare i giudici per colpire gli oppositori, se esisteranno ancora !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 26, 2010 @ 2:09 pm | Rispondi

  2. Coimputato con Brancher c’è Piersilvio: proteggere Brancher vuol dire proteggere il pupo!!!!
    michele

    Commento di MasadaAdmin — giugno 26, 2010 @ 2:09 pm | Rispondi

  3. DIMISSIONI di BRANCHER subito !

    un Ministro ex carcerato ? un Ministro sotto processo ? è veramente TROPPO ! dimissioni SUBITO e si dimetta anche CRESCENZIO SEPE !!!!!!!!!!!!!!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 27, 2010 @ 10:52 am | Rispondi

  4. cara Viviana noi ( siamo uno piccolo gruppo di indignati) divulghiamo sempre i tuoi articoli a migliaia di persone che abbiamo tra i nostri contatti, talvolta alcuni lettori commentano anche quel che scrivi,purtroppo non ho moltissimo tempo a disposizione ma quel poco che ho lo spendo nel sociale e tu sei un grande nutrimento…appena posso ti invio anche qualche commento interessante relativo alle tue considerazioni..
    Grazie..
    Manu

    Commento di MasadaAdmin — giugno 27, 2010 @ 12:41 pm | Rispondi

  5. Cara Viviana, é vero.. Scrivere é come parlare. E’ una forma di psicoterapia. Mi dispiace tanto, ma tanto che tu stia soffrendo così per i tuoi problemi alla schiena. Sei così brava, così spiritosa, c on un senso di autoironia difficile da esternare quando si soffre. Ti ho sempre considerato una donna speciale, anzi…..”anomala”, come quei fenomeni che hanno caratterizzato tanti anni della tua vita. Poter scrivere é una specia di autoterapia. Per me é la vita.
    Anch’ io sono piuttosto sofferente, cammino poco e male, non esco quasi più.
    Mi rallegro per il collegamento di Masada con fuoriradio.com
    E’ fantastico. Ho trovato tante cose da leggere che mi sono persa. Spero di ritrovare sempre il tuo Masada che é la mia più fedele fonte di informazioni.
    Ti abbraccio, Viviana e ti auguro che la tua ‘grinta’ e il tuo grande coraggio ti aiutino ad affrontare con serenità la tua malattia. Sai che ti voglio bene e ho tanta stima per te. Un caro abbraccio

    Brunilde

    Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2010 @ 6:39 am | Rispondi

  6. A Napoli lo stress è la nomina di un Ministro ex carcerato e sotto processo e un Cardinale sotto INCIUCIO CRICCOSO ! STRESS !!!!!!!!!!!!!!

    Graziella

    (Per non parlare dell’attuale sindaco e dell’ex governatore di regione!
    Viviana)

    Commento di MasadaAdmin — giugno 29, 2010 @ 8:28 am | Rispondi

  7. Il SEn DELL’UTRI è CONTENTO !

    o sarà prescritto oppure ASSOLTO nella famosa CASSAZIONE da cui io ho avuto una SENTENZA ERRATA !!!!! a firma pres. CARBONE !

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — giugno 30, 2010 @ 3:07 pm | Rispondi

  8. [Non ringraziarmi, tu sei la mia unica fabbrica di ormoni sopravvissuta alla mia personale crisi epocale.]

    Speriamo davvero che cominci questa riflessione pubblica sulla fatiscente inerzia del massimo tutore istituzionale del nostro misero Stato. I sondaggi dell’onesto Pagnoncelli che danno solido al primo posto il gradimento popolare del suddetto PdR (o semplicemente p.r.?) mi provocano una sempre maggiore stanchezza interiore. A voi no? Allora vuol dire che il solo vecchio rimbambito in Italia sono rimasto io tra i pensionati: l’altro infatti purtroppo non lo è, pensionato

    Brunopol

    Commento di MasadaAdmin — giugno 30, 2010 @ 3:35 pm | Rispondi

  9. Ciao Viviana, sono ancora convinta che referendum, manifestazioni “pacifiche”, piazza, ecc. non servano a smuovere niente, visto un governo sporco e maleodorante che ci ritroviamo, però…per scrupolo di coscienza, quando c’è da firmare per qualcosa di giusto, lo faccio (e che so’? Napolitano? :-D) con piacere, anche se senza speranza alcuna.
    Ti “passo il link.
    Sta a te decidere.
    Serena giornata
    Emanuela
    http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/

    Commento di MasadaAdmin — giugno 30, 2010 @ 3:37 pm | Rispondi


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