Nuovo Masada

giugno 24, 2010

MASADA n° 1160. 23-5-2010. La sconfitta del padrone

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:13 am

Referendum di Pomigliano (1673 no su 4642), lo scacco di Marchionne – L’impero immobiliare di Propaganda Fide – Ambigua bocciatura del Nucleare dalla Corte Costituzionale – Le firme false di Cota – Il consigliori – Quello che Marchionne promise agli operai polacchi – Attacco a Di Pietro – Il Giornale condannato per tre volte per diffamazione a Di Pietro – La Padania non esiste

OPERAI

Si sta
come d’autunno
sugli alberi
le foglie

Ogni uomo che piegherà la schiena di fronte a una iniquità costringerà un altro a piegare la schiena dopo di lui e ancora un altro e ancora un altro, come una lunga catena di maledizione.”

“La scala dalla libertà non è mai stata costruita sul collo di quelli che hanno piegato la testa”

Viviana Vivarelli
..
Avete capito perché vogliono togliere l’articolo 1 della Costituzione che dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro?
Vogliono che sia una dittatura fondata sui loro sporchi interessi.

A tutti quelli che votano Berlusconi, che votano Bossi, che sotengono organizzazioni criminali come la mafia o la P2 o che continuano a credere nella buona fede del Pd o di sindacati come la CISl e la UIL o che applaudono a Confindustria, Confesercenti, Confartigianato e a tutte le altre organizzazioni omertose che sostengono la manovra di Tremonti e il patto di Pomigliano, voglio urlare tutto il mio enorme, gigantesco, vomitevole SCHIFO!!!
Viviana
..
In una nazione in cui la corruzione la fa da padrona, si perdono i principi basilari della democrazia.
Vi sono diritti inalienabili per il vivere civile, e sono giustizia uguale per tutti, lavoro onesto e dignitoso per tutti, informazione, onestà mentale.
Con il passare del tempo, però, questi diritti “inalienabili” si sono persi per strada.
Alcuni ne attribuiscono la perdita al capitalismo, altri all’inefficienza di chi sta al governo e deve amministrare la cosa pubblica.
Una cosa è certa, bisogna correggere gli errori e ripristinare i diritti, obbligando “tutti” a rispettare i doveri.
Si è creato un mondo incivile in cui ad alcuni sono stati addebitati solo doveri e ad altri, i pochi, accreditati solo i diritti.
Naturalmente, questa è la base scatenante per un conflitto civile, la storia lo insegna.
Il problema di Pomigliano, quello del ricatto morale per cui chi ha contratto debiti contando su uno stipendio deve cedere ed accettare un contratto capestro, non fa altro che mettere in dubbio uno dei diritti che rendono l’uomo un essere degno di rispetto, rendendolo schiavo.
E’ questo che vogliamo?

Cettina
.
L’unico tiranno che accetto in questo mondo è la «silenziosa piccola voce dentro di me.”.
Mahatma Gandhi
Citato da Tatiana

Lo scacco di Marchionne (1673 no su 4642)
Pietro Ancona

I no al decreto Marchionne sono stati numerosissimi, assai di più di quanto fosse lecito aspettarsi da un evento svoltosi in un clima di pesante intimidazione con il ricatto della chiusura dello stabilimento fonte del lavoro e della vita di cinquemila lavoratori e delle loro famiglie. Accanto alla Fiat si erano e sono tuttora schierati i massimi calibri del governo e della politica italiana da Bersani a D’Alema a Sacconi e la Confindustria non ha mancato di coprire tutta l’operazione non solo con intenso traccheggio con i partiti e i maggiorenti della Oligarchia ma anche con i ripetuti insulti della signora Marcegaglia ai lavoratori.
Qualcuno dei pennivendoli più servizievoli della Fiat si è spinto financo a tacciare gli operai come ladri. I no sono oltre un terzo dei votanti: 1673 su 4642. Voti pesanti che valgono moltissimo perchéscaturenti da un convincimento profondo che ha permesso di superare controcorrente una pressione enorme.
Merito della Fiom e dei Cobas che hanno dato una indicazione di difesa della salute, della dignità e della libertà dei lavoratori e della città di Pomigliano che non può e non deve diventare sede di uno stabilimento-penitenziario di sperimentazione di una spaventosa riforma della organizzazione del lavoro.
L’introduzione del sistema WMC succede all’uomo albero di Gianni Agnelli che 40 anni orsono fece la sua comparsa alla Fiat di Termini Imerese. Era un operaio che da una buca scavata sotto la catena di montaggio era costretto a tenere alzate le mani per stringere bulloni. Il sistema WMC voluto da Marchionne e dai sindacati collaborazionisti ridurrebbe i lavoratori a mero macchinario vivente e spingerebbe molti di loro al suicidio come è accaduto dovunque è stato sperimentato dalla Cina alla Francia.
La lunga lista di suicidi della Telecom francese si deve proprio ai principi di questo nuovo Verbo post taylorista. Il plebiscito reclamato da Marchionne è originato dalla preoccupazione di avere la piena malleabilità dell’intera manodopera. Si afferma che basterebbe un granello per inceppare il meccanismo produttivo. Il sistema richiede una manodopera che sia docile, ubbidiente, capace di produrre per tutti i secondi della sua giornata lavorativa che non deve essere disturbata dalla pausa pranzo.
8 ore consecutive di lavoro a digiuno per proseguire magari con altre 4 o 5 ore. Insomma la differenza tra un robot meccanico ed un operaio deve ridursi al minimo. A questo sarà anche difficile svuotarsi la vescica e non gli sarà permesso un solo istante di distrazione. Sarà controllato intensamente.
Il sistema WMC introdotto con il decreto Marchionne a Pomigliano diventerà la Grande Svolta reazionaria e fascista del sistema economico italiano. Il padronato si è attrezzato per vincere tutte le resistenze e sollecita alla politica una svolta anticostituzionale. L’attacco all’art.41 della Costituzione è in linea con il sibilo della frusta di Marchionne e della Marcegaglia. Con questa Costituzione il sistema WMC non può convivere.
Il lavoro deve perdere ogni contenuto di umanità, dignità, libertà e questo potrà farsi con la collaborazione di sindacati “venduti” ma abbisogna di un nuovo contesto legislativo e costituzionale. L’Italia dovrebbe diventare una vera e propria Caserma del lavoro militarizzato.
E’ il più grave attacco della lotta di classe del padronato contro i lavoratori che dovrebbero cedere la loro autonomia in cambio di una squallida ed infelice sopravvivenza fisica priva di diritti. Ma a Pomigliano questa linea ha incontrato una fortissima resistenza. Si tenterà di aggirarla spingendo la CGIL a firmare l’accordo, si tenterà di mettere in crisi la Fiom additata ieri da D’Alema come isolata e perdente. Bersani chiede il rispetto dell’ “accordo” facendo capire alla Fiat che il PD lavorerà per piegare le resistenze. A volte, chi troppo vuole o chi si sente talmente sicuro da fare lo spaccone, da svillaneggiare come ha fatto Marchionne in questi giorni, non ottiene i risultati che si prefigge.
Avrebbe fatto bene Marchionne ad accettare il furbo suggerimento di Epifani di rinunziare a scioperi e malattia per fare passare il grosso della sua riforma. Si è incaponito ed ha permesso ai lavoratori ed alla sx italiana di scoprire la natura orribile del suo progetto, di rifletterci sopra, di parlarne con la gente che ha capito e si è allarmata. Il terzo che ha votato contro convincerà i due terzi che hanno votato a favore appena il sistema sarà messo in funzione.
Basteranno pochi giorni per fare capire agli abitanti dello stabilimento intestato al grande filosofo napoletano che è preferibile uccidersi piuttosto che ridursi ad ingranaggi del profitto Fiat.
L’uomo di Vico capace di pensare l’infinito non ha nulla da spartire con il robot di Marchionne. Ed è anche difficile cancellare un paio di secoli di continua emancipazione degli esseri umani dalla barbarie della violenza dei potenti e degli sfruttatori.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it

Il testo dell’accordo è questo

www.repubblica.it/economia/2010/06/14/news/il_testo_dell_accordo_su_pomigliano-4840160/index.html?ref=search

Buona lettura!
Qualcuno si è chiesto come mai, visto che in Polonia hanno accettato di tutto e gli operai polacchi sono tanto meglio di quelli italiani, ora si intende chiudere i loro stabilimenti e togliere loro il lavoro per riportarlo in Italia?
Qualcuno si rende conto che l’Italia sta per diventare una immensa Rosarno?
Qualcuno riesce a fare un calcolo anche approssimato di quanto lo Stato italiano ha regalato alla FIAT prendendolo dai nostri soldi?
Solo nel decennio ’90 lo stato italiano ha dato al gruppo Fiat più di 10 miliardi di lire e ne ha ricavato più o meno 6500 di imposte. Nello stesso periodo, gli azionisti della Fiat hanno versato un po’ meno di 4200 miliardi nelle casse sociali sotto forma di aumento di capitale e ne hanno ritirati quasi 5700 sotto forma di dividendi”.

Manuela Bellandi segnala
Fiat, lettera degli operai di Tychy a quelli di Pomigliano

La lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai colleghi di Pomigliano che stanno per votare se accettare o meno le condizioni della FIAT per riportare la produzione della Panda in Italia.
(Questa lettera è stata scritta il 13 giugno, alla vigilia del referendum a Pomigliano. La FIAT ha accettato di investire su questa fabbrica per la produzione della Panda che al momento viene prodotta a Tychy in
Polonia.

La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend)
A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso.
Che cosa abbiamo ormai da perdere?
Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.

In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.
E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.
Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.
Lavoratori, è ora di cambiare”.

www.nuovasocieta.it/inchieste/6345-fiat-lettera-degli-operai-di-tychy-a-quelli-di-pomigliano.html

La minestra rancida se la mangia il padrone
Roberto

Nonostante che il padrone avesse deciso che chiudendo Termini Imerese era possibile ricominciare a produrre la Fiat Panda in Italia.
Nonostante che i sindacati complici avessero deciso di firmare.
Nonostante l’appoggio dell’intero governo.
Nonostante che quasi tutti i giornali abbiano pubblicato fantasiose ricostruzioni sul tasso di assenteismo.
Nonostante tutti quelli che in perfetto stile da bar continuavano a ripetere che non era possibile tollerare assenze dell’80% al sabato sera. Nonostante che la Cgil nazionale e la Cgil campana avessero fatto capire più volte che la Fiom era irresponsabile.
Nonostante il maglioncino casual e gli studi da liberal del manager che ha studiato in Canada piacessero anche ai presunti leader o ex leader della sx. Nonostante che i giornali sedicenti di sinistra come la Repubblica continuassero a ripetere che non ci sono alternative. Perché il mercato, il capitalismo e la finanziarizzazione dell’economia sono immutabili, è un dato di natura, ovviamente.
Nonostante la sparizione di ogni forma di compromesso socialdemocratico. Nonostante che Fassino pur di far passare tutto abbia anche pensato di essere un operaio. Nonostante le dichiarazioni di Chiamparino, Ichino, Letta di dx e Letta di sxa.
Nonostante che i sindacalisti della Fismic abbiano parlato di alleanza nichilista tra ideologi e fancazzisti.
Nonostante le intempestive dichiarazioni del Ministro Sacconi che si affrettava a dichiarare che da oggi l’Italia era cambiata.
Nonostante i DVD della Fiat che spiegavano che altrimenti la fabbrica chiudeva. Nonostante avessero richiamato a votare anche i cassintegrati.
Nonostante abbiano tentato di fare una marcia bis dei quarantamila, ma fossero solo 2000 tra giornalisti, sindaci, presidenti della regione e giornalisti.
Ecco, nonostante questo più del 30 % degli operai di Pomigliano li ha mandati a quel paese. Gli hanno detto che se la minestra diventa sempre più rancida è giusto che se le mangi anche il padrone, il sindacalista che dice sempre di sì, il politico del governo, l’editorialista della Repubblica, della Stampa del padrone. Tutta questa gente che ragionevolmente ha capito tutto dell’economia e del lavoro e distribuisce patenti di fannullone, assenteista, ideologo a gente che passa otto ore su una catena di montaggio. Hanno fatto quello che gli avevano gentilmente suggerito gli impiegati di Tichy che si sono stufati di subire tutto anche loro. Che il vento stia cambiando?

Giulietto Chiesa
Ecco la scimmia in azione. Ovvero bombaroli ai vertici

Leggo le minacce (definite decisioni) di Marchionne. Altri 6 milioni di macchine. 34 nuovi modelli. Perfino i giornali di sx tacciono sulla vera minaccia che incombe. Si chiedono invece se ci riuscirà. E, se ci riuscisse, sarebbero contenti (anche i sindacati): salva l’occupazione, fa crescere l’economia, il PIL. Bravo! E nessuno che grida al pericolo di una nuova bomba innescata sotto i nostri deretani. Perché altri milioni di auto sono un attentato alla vita dei nostri figli e nipoti. Perché la scimmia vuole crescere ancora e ci prova, incurante del fatto che non potrà. E se potesse sarebbe peggio. Leggo che il socialista Gordon Brown chiede, adesso, un’inchiesta su Goldman Sachs, definendo l’onorata banca autrice della “più gigantesca truffa” mai perpetrata in tutti i tempi. Ma un anno fa dov’era Gordon Brown? Dormiva? Insieme a Draghi e a D’Alema. Mentre la scimmia Goldman Sachs accendeva un’altra miccia sotto la sua e la nostra sedia? E penso che se avessimo avuto, ieri sera, una “Rai non per una notte, ma per tutti i giorni”, qualche milione di italiani avrebbe potuto ascoltare un commento meno scemo e subalterno di quelli che hanno ascoltato e ascoltano. E avrebbero potuto vedere la scimmia in azione, prima sbertucciandola e poi prendendola a pedate nei denti.
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Un pianeta in estinzione

«Ci estingueremo tutti. Qualsiasi cosa possiamo fare, ormai è troppo tardi». Frank Fenner è l’uomo che nel 1980 annunciò al mondo intero la sconfitta del vaiolo. Oggi, a trent’anni da quel giorno, lo scienziato novantacinquenne ha una visione molto più pessimistica sul destino del Pianeta e, in un’intervista esclusiva al quotidiano The Australian spiega: «Siamo entrati nell’Antropocene, cioè l’era geologica in cui l’impatto dell’uomo sull’ambiente è devastante tanto quanto quello di una cometa o di un’era glaciale». Per Fenner, professore emerito di microbiologia all’Australian National University, l’uomo come lo conosciamo oggi «si estinguerà entro cento anni, insieme a tante altre specie animali. Faremo la stessa fine degli abitanti dell’Isola di Pasqua»
Avete notato che la negazione del cambio climatico è ancora negata da chi continua a sostenere la dittatura di B o la barbarie della Lega o un sistema neoliberista scellerato e suicida che porta a miseria 2/3 dell’umanità per arricchire una cricca di magnati o che essa è ancora convinta di aver difeso a buon diritto l’invasione del Medio Oriente che da 9 anni ha devastato interi stati senza conseguire nemmeno un guadagno rispetto al costo uccidendo o rovinando le migliori gioventù, in una dannazione satanica per il possesso del petrolio di cui ora l’America paga amare conseguenze in casa propria?
Potrebbero anche parlare con gli esperti che mostrerebbero loro quanto la calotta polare si stia assottigliando e come i ghiacciai si stiano sciogliendo o con i climatologi che mostrerebbero loro come le grandi correnti come quella del Golfo o i venti che portano l’0ndata Atlantica col bel tempo stanno peggiorando.. e continuerebbero imperterriti ad avere le stesse fissazioni che non sono più ormai nemmeno idee ma tatuaggi mentali, purtroppo non cancellabili e destinati a portare altri fastidi a un’umanità già agonizzante
Cosa faremo per la morte del pianeta? Ordineremo come fa Zaia che non se ne parli in tv?
Viviana
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La Casa Chiesa
Viviana Vivarelli
i
Don Evaldo Biasini, detto don Bancomat, pure missionario era! Della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue ha fatto transitare nei conti del suo ordine 4 milioni di € in contanti o assegni circolari, versati da imprenditori coinvolti nello scandalo del G8 a copertura di un giro di tangenti. Davvero un buon uso del Preziosissimo Sangue! A meno che per un miracolo di San Gennaro il Preziosissimo Sangue non si sia trasformato in preziosissima grana.

Cardinale Crescenzio Sepe, presidente della Sacra Congregazione della Propaganda Fide. Cosa propagandava? Nel 2003 fa ristrutturare il palazzo di propaganda Fide a Zampolini, poi uomo di fiducia di Anemone, l’impresa è prossima a Balducci, insomma nella cricca e nella ghenga un bel prete ci sta bene! Ai principi fraudolenti si adegua prontamente il cardinale. Finanziamento statale: 2,5 milioni di euro.

Perché noi nell’8 per mille e oltre non paghiamo solo le prebende dei parroci e non paghiamo affatto le belle opere caritatevoli che vediamo negli spot, ma alimentiamo un vivace mercato dell’illecito, fatto di mazzette favori e contro favori, che farebbero rizzare i peli a qualunque paese onesto, con carceri a catena. Qua no. Qua la Chiesa non si tocca, neanche quando fa un crack di miliardi e 8 morti come al Banco Ambrosiano o violenta migliaia di bambini o si mette in affari con la banda della Magliana. No, qua Gasparri e Quagliarello cercano anche di depenalizzarle gli stupri, e i governi si prestano di buon grado a penalizzare i consultori, a incattivirsi con le donne, a vietare i contraccettivi, ad attaccare le famiglie di fatto o i gay! Cosa non si fa per quei 4 voti che la Chiesa garantisce come una cambiale coperta in un indegno mercato!
Ma il meglio è che il famoso palazzo era un espediente per rubare allo Stato, peggio della Salerno-Reggio Calabria! Perché qui Bertolaso docet, i lavori basta cominciarli, vedi L’Aquila. Poi qualche santo provvederà.
Nella 2° tranche di lavori il costo sale a 24 milioni, il palazzo si mette al 2° posto nei costi dello Stato dopo la metropolitana di Napoli. La Corte dei Conti critica inascoltata anzi ora B le toglierà anche ogni potere di critica, che rompe a fare? Lunardi è ministro e concede nel silenzio-assenso di tutti. Tra l 2001 e il 2005 molti appartamenti e palazzi di Propaganda Fide vennero ristrutturati dal solito Anemone. Un nipote di Sepe viene assunto all’Anas, azienda pubblica sotto Lunardi. Gestiva tutto il Balducci. Intanto Lunardi sana un rigetto del Tar del Lazio sul Salaria Sport village, riconducibile a Diego Anemone dove Guido Bertolaso avrebbe usufruito di alcune prestazioni sessuali. La Corte dei conti lamenta la mancanza di un regolamento per le famose costruzioni di Sepe, sapete a chi lo si fa fare? A uno indagato per corruzione e socio di quello che rideva a telefono sul terremoto dell’Aquila!
… e che in una situazione di merda del genere, dove la Chiesa cattolica sprofonda ogni giorno di più nell’inferno e nella vergogna, tutto quello che sa fare l’osservatore Romano è sputare veleno sul morto Saramago per avere esecrato l’Inquisizione dice solo il grado di satanismo di costoro!
Ha ragione l’esorcista Padre Amorth a scivere: “I demoni sono tra noi ma sono annidati soprattutto in Vaticano!”
Li prendesse la Morte secca!
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Mario di Bari

SONO 761 GLI IMMOBILI NELL’IMPERO DI PROPAGANDA FIDE FINO A POCHI ANNI FA NELLE MANI DELL’ARCIVESCOVO DI NAPOLI – SOLO A ROMA 725 FABBRICATI E 325 TERRENI – IL VATICANO CONTROLLA BENI ANCHE A ROVIGO, NAPOLI, MANTOVA…E ALTROVE.
SI AFFITTANO ANCHE LOCULI DI PRESTIGIO….BASTA CHE SI PAGHI PROFUMATAMENTE, NON HA IMPORTANZA DA DOVE PROVENGONO I SOLDI, come mostra la banda della Magliana: il pluriomicida Enrico De Pedis ha ricevuto una sepoltura del tutto inusuale per un comune cittadino, che risulta ancora più sorprendente trattandosi di un criminale della sua caratura: la sua tomba infatti si trova all’interno della cripta della basilica di Sant’Apollinare a Roma, attualmente di proprietà dell’OPUS DEI e solo alla moglie viene consentito l’accesso.
E’ incredibile l’Italia vista dal di fuori.
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Mi pare che Gesù sia nato in una capanna.
Si vede che col tempo si sono rifatti!
Altro che la moltiplicazione dei pani e dei pesci per nutrire i poverelli?!
Ma una Chiesa così: pedofila, imperialista, fascista, dittatoriale, misogina, avida e avara, menzognera, priva di pietà per i miseri, tutta presa dal proprio lusso e dal desiderio di grandeggiare e di prevaricare.. cosa aspetta Nostro Signore a fulminarla con un grande schianto del Cielo?
E hanno anche il coraggio di attaccare il morto Saramago perché aveva recriminato contro le inquisizioni? Ma si guardassero in faccia che non bastano tutte le loro acquasantiere a mondarle!!!
VV
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La cosa che fa più male a un cristiano…

Lettore aporra
.. è che all’interno della chiesa cattolica, non ci siano dei movimenti che si pongano come obiettivo la rinascita spirituale della chiesa e lo sradicamento di queste sue corrotte gerarchie. La chiesa è anche fatta di tanti religiosi che vivono la loro missione genuinamente… perchè non si sentono le loro voci???
Diano le case agli sfrattati

Lettore_8847
Il Vangelo recita: “Avevo fame e mi avete sfamato, avevo sete e mi avete dissetato ecc.” La chiesa cattolica, che possiede il più grande patrimonio immobiliare italiano, dovrebbe quanto meno usarlo per accogliere gli sfrattati. Invece, a quanto pare, caccia via gli inquilini per donare le case in comodato d’uso (o a basso affitto) ai potenti.
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Mentre loro, Stato e Chiesa, pensano solo a trombare
A noi ci daranno le vuvuzelas e ci tromberemo quelle
..
E il cielo è sempre più blu

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Questa genìa superba e criminosa è intollerabile!
L’autodifesa del cardinale Sepe sullo scambio di favori illeciti con sottrazione di danaro pubblico e invischiamento nella cricca è stata: “Niente che sia rilevante!” Come la pedofilia, che per decenni è stata ritenuta ‘irrilevante’ dalla Chiesa finché l’ondata delle denunce non ha fatto vacillare il soglio di Pietro.
Come dice Lunardi: “Favori? E allora?”
Penso che sia ora di aggiornare anche la dea bendata con la bilancia che presiede i tribunali con la scritta “La legge è uguale per tutti” e sostituirla con “Embè?”

Ma è proprio vero? La Corte Costituzionale boccia il nucleare?
Viviana Vivarelli

Con sentenza n. 215/2010 dell’11 maggio 2010, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 (commi 1 – 4) della Legge 102/2009 che voleva provvedimenti anticrisi e il proseguimento di missioni internazionali
L’art. 4 prevedeva Interventi urgenti per le reti dell’energia.
Il comma 1diceva che:
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico (Scajola) di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (Matteoli) sentito il Ministro per la semplificazione normativa (Calderoli), individua gli interventi relativi alla trasmissione e alla distribuzione dell’energia, nonché, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, gli interventi relativi alla produzione dell’energia, da realizzare con capitale prevalentemente o interamente privato, per i quali ricorrono particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico e che devono essere effettuati con mezzi e poteri straordinari.
Quali erano gli interventi che prevedeva? Quelli sulla produzione dell’energia
Bocciato il Governo per aver superato le competenze regionali, non esistendo i presupposti d’urgenza e non potendosi affidare in via esclusiva ai privati le procedure di realizzazione che risultano incerte ed aleatorie. Altro che federalismo!
Basterà questo per dire che il nucleare non si farà?
Scusate il replay ma vorrei saperne di più del nucleare
E vorrei sapere se quanti qui si professano indefessamente leghisti sono d’accordo con le scelte dei loro vertici sulle centrali
Questi vogliono trasformare il Veneto in tante Chernobil
Al di là delle facili ovazioni di Pontida e delle urla da stadio bovine, avete discusso con loro di questo? Lo avete scelto? Avete capito cosa comporta per il vostro futuro? O vi siete limitati a muggire consensi come branchi di mucche non pensanti?
Non è che il fanatismo vi salverà da futuri disastri. Credete che l’elettricista Bossi li abbia considerati e capiti?
La Corte Costituzionale dice che senza il consenso della Regione, il Governo non potrà impiantarvi una centrale nucleare. Le Regioni italiane sono 20. Hanno detto tutte NO al nucleare, meno Veneto, Lombardia e Friuli.
Mi sembra pazzesco! Se anche voi aveste detto di no, il fronte antinucleare sarebbe stato compatto. Cosa vi ha fatto delirare? I vostri leader vi tradiscono presi solo dal loro potere personale. Vi hanno già venduti per poco
Zaia è stato zitto finché non è stato votato. Se avesse detto che voleva le centrali, avrebbe perso voti. Ora che ha il posto dice di sì al governo. Se non è ipocrisia questa?!
Dunque il Veneto dice sì a 3 centrali: una a Verona, una presso Treviso presso Vittorio Veneto, una nella val del Chiampo (che ha già le concerie?). Se ne occorre una quarta eccoli pronti: a Rovigo, Porto Tolle, dove di cancro ce n’è già abbastanza, qualche pericolo in più o in meno per loro fa niente. E per voi?
Ma non era meglio se chiedevate di questo a Pontida invece di fare una sagra paesana e inveire contro i napoletani?
E se non basta, si impianterà una bella centrale proprio davanti a Venezia. Tanto in mare ci sono già gli scarichi di diossina della Montedison! Non ne avete abbastanza di inquinamento e pericoli? non avete figli?
Cosa non farebbero i padani per amore del loro territorio?
Dialetto e diossina, cancro e stupidina.
Questo siete e questo vi ritroverete.
La Corte Costituzionale dice che senza il consenso della Regione, il Governo non potrà impiantarvi una centrale nucleare. Le Regioni italiane sono 20. Hanno detto tutte no al nucleare, meno il Veneto, la Lombardia, il Fiuli.
Zaia è stato zitto finché non è stato votato. Se avesse detto che voleva le centrali, avrebbe perso i voti. Ora che ha il posto dice di sì dice di sì al governo. Se non è ipocrisia questa??!!
Dunque il Veneto si apre a 3 centrali: una a Verona, una presso Treviso presso Vittorio Veneto, una nella val del Chiampo (hai presente le concerie?). Se ne occorre una quarta eccoli pronti: a Rovigo, Porto Tolle. A Porto Tolle di cancro ce n’è già abbastanza, qualche pericolo in più o in meno fa niente.
Ma non era meglio se quei crucchi dei leghisti chiedevano su questo a Pontida invece di inveire contro i napoletani?
Ma se non basta ancora, si impianterà una bella centrale proprio davanti a Venezia, per migliorare la vista. Tanto in mare ci sono già gli scarichi di diossina della Montedison!
Cosa non farebbero i padani per amore del loro territorio?
Dialetto e diossina, cancro e stupidina.

Questi sì che sono governatori seri che si preoccupano dei loro cittadini!

Vasi comunicanti
VV

A 8 e mezzo,non sono riuscita ad ascoltare Scalfari oltre l’incipit sciagurato, e per fortuna che agli inizi della direzione di Repubblica lo stimavo intelligente!
Costui ha concionato che c’è una legge ‘Naturale’, che si chiama ‘dei vasi comunicanti’, per cui se si mettono in comunicazione 2 vasi con liquidi a diversi livelli, Natura vuole che il più alto cali e il più piccolo cresca, finché non saranno alti uguali.
Da cui il mister derivava la necessità ‘Naturale’ (capisci bene: ‘Naturale’!) delle leggi sul lavoro per cui, in era di globalizzazione, esistendo paesi in cui il lavoro è più tutelato ed altri in cui non è tutelato affatto, accadrà ‘inevitabilmente’ che i lavoratori più tutelati perderanno i loro diritti per equipararsi a quelli che stanno peggio.
Una tale assurdità mi ha fatto rizzare i capelli e ho cambiato canale, perché non c’è legge di Natura che mi obblighi ad ascoltare gli sproloqui di un pazzo in mala fede.
Quello che Scalfari chiama ‘Legge Fisica Naturale’ non esiste che nella sua mente malata e scambiare una politica malvagia per Natura è addirittura una bestemmia che negherebbe non solo qualunque evoluzione storica ma financo il libero arbitrio e l’intelligenza umana. Noi non siamo affatto in una tale cecità determinista. E la politica o l’economia non sono identificabili con le rigide leggi della fisica che negano le scelte umane.
Ciò che accade contro il diritto del lavoro è solo il frutto bacato di atti di forza politici, niente affatto Naturali.
Altrimenti dovrebbe spiegarmi, Scalfari, come mai lo stesso livellamento tra vasi comunicanti non avvenga anche tra coloro che sono troppo ricchi e coloro che sono troppo poveri, tra coloro che sono troppo potenti e coloro che non lo sono affatto.
O è soltanto il suo odio verso i sindacati, la democrazia dal basso e le conquiste civili e del lavoro che gli fa inventare una simile tesi ‘fisicistica’ e bislacca, non sapendo come spiegare in altro modo i massacri che stanno avvenendo contro ogni civiltà?

Renato Medini

Anche solo guardando all’Italia la questione è semplice:
anno 1960: abitanti 50 milioni; energia: 75% da produzione idroelettrica; veicoli 1,1 milioni.
anno 2010: abitanti 60 milioni (+16%); energia: 5 volte tanto e solo 15% idroelettrica; veicoli 40 milioni.
i dati parlano chiaro. il capitalismo è inaccettabile, perchè è il pianeta che non lo assimila. i Pomigliani, le BP, i tumori e le recenti guerre sono lì a dimostrarcelo. paradossalmente, ci salverà solo un trauma.

Bruno Pirozzi
MADE IN ITALY

In Giordania sarà costruita entro il 2012 una centrale solare da 100MW interamente made in Italy.
Darà occupazione a 20.000 lavoratori e sarà completamente green.
Qui da noi:centrali atomiche, fiat, pale eoliche stile Gardini, ddl intercettazioni, chiesa e protezione civile che tolgono lavoro invece di darlo, cemento inutile, barzellette del premier, stronzate della Lega, corruzione e scandali.
Il lavoro si può creare, ma se siamo sempre in mano agli imbecilli e alle lobby dei caxxi loro, dovremmo sempre esportare la nostra intelligenza.

Lalla di Arezzo segnala:
L’elezione di Cota si basa su firme false

«18 firme false su 19: praticamente nessuno dei candidati della lista “Pensionati per Cota” aveva sottoscritto la propria candidatura alle elezioni regionali. Hanno firmato, al posto loro, i due indagati: Michele Giovine, esponente principale della lista, rieletto in consiglio regionale con 27 mila preferenze, e suo padre Carlo».
Così oggi rivela Repubblica su un caso che forse meriterebbe più attenzione a livello nazionale: l’illegittima elezione del leghista Roberto Cota a governatore del Piemonte.
Ora, le cose stanno così: alle elezioni del 28-29 marzo una lista che poi si è rivelata decisiva per la risicata vittoria di Cota sulla Bresso si è presentata con firme farlocche, quindi era illegale.
A questo punto si apre una nuova, gigantesca, questione giudiziario-politica: va invalidata o no l’elezione di Cota?
Certo è che se si seguissero le regole, la risposta non potrebbe essere che sì. Eppure c’è in giro una gran voglia di lasciar perdere. Perché si dice che “il dato politico prevale”, cioè Cota ha preso più voti della Bresso. Tanto più che nessuno ha voglia di sentire urlare di nuovo al “golpe giudiziario”, e le toghe rosse, e così via. E la stessa Bresso alla fine ha mollato il ricorso (che però va avanti con altri proponenti) in cambio di una poltroncina di consolazione.
Alla fine, in molti, prevale la stanchezza, il “che si tengano il Piemonte e buonanotte”.
Nemmeno io so più cosa augurarmi. A parte l’esilio a vita a Montecristo per Michele Giovine e i suoi cari, che hanno sputato negli occhi alla democrazia.

gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/06/21/sputare-negli-occhi-alla-democrazia/#comments

Mario Mori segnala
Una storia italiana
Marco Damilano e Denise Pardo

Ricordate ‘Una storia italiana’, il bel libretto che Berlusconi ci spedì a casa tre elezioni fa? Siamo andati a vedere che cosa c’era scritto. E a rileggerlo adesso non si sa se ridere o piangere.
Ponti, strade, porti e faraonici tunnel verso l’Europa.
Uno Stato leggero, iper tecnologico, digitale.
Un Parlamento finalmente snello.
Una giustizia rapida con le norme riscritte da capo.
E poi il Piano per il Sud, e soprattutto, la realizzazione dello slogan della vittoria, il lasciapassare per la Storia, la Rivoluzione Liberale.
Via le tasse e, signore e signori, un Codice Fiscale Unico al posto di 3 mila leggi.
Dopo Giustiniano e Napoleone, il Codex Berlusconi, uomo sobrio, cortese, animo bucolico e agreste.
Italia 2010, il paese che non c’è. Il paese dei sogni? No, il paese di Silvio.
Quello che aveva garantito nel 2001 con il libro spedito alla vigilia della campagna elettorale nelle case degli italiani per presentare lo Stato che avrebbe costruito in dieci anni, a immagine e somiglianza della sua vita e della sua vis. Ben più che un programma, un album di famiglia, una tavola delle leggi, la proiezione di quello che sarebbe diventata l’Italia sotto la sua guida.
Il titolo, indimenticabile, “Una Storia Italiana”.
Dieci anni dopo, il Decennio si rivela per quello che è, una storia all’italiana: biografie candeggiate, promesse mirabolanti, progetti grandiosi.
….
Il consigliori
Viviana Vivarelli

Dell’Utri è il consigliori di B, che non vuol dire consulente, ma in siciliano significa “Uomo di fiducia del capo famiglia di un’associazione mafiosa”. Dell’Utri è il tramite tra B e la mafia, dopo che la mafia tentò di sequestrargli il figlio e dette fuoco alle Upim in Sicilia e B capì come tirava il vento e dovette sottostare alla vigilanza di Mangano in casa sua. Ma quale amico? B fu sequestrato in casa propria finché non addivenne a un accordo. Quando in tv dichiarò Mangano ‘eroe nazionale’ il messaggio sotteso era che aveva ceduto e la mafia aveva vinto.
Lui si accordò con la mafia, la quale in cambio gli promise quel bottino elettorale che per 60 anni era stato di Andreotti. I pizzini di Ciancimno sono solo una parte dell’accordo. Il resto sarebbe venuto in condoni, scarceramenti facili, appalti, riciclaggio del denaro nero, abbattimento delle cosche rivali, eliminazione dei vecchi capi clan ormai obsoleti, apertura dell’Italia al narcotraffico colombiano, distruzione programmata dalla magistratura, giudici di Cassazione dall’assoluzione facile, tutti e due gli occhi chiusi sulle giunte ad associazione mafiosa, lotta ai sindacati, estromissione delle sinistre, piano obiettivo e fisco compiacente.
Chi in questa partita decise di preparare il terreno per la discesa in campo di B con le bombe non è chiaro, se qualche volpe della P2 o B stesso, che agli inizi non esitò a far torturare e pestare da sicari il povero Mascia, reo solo di aver portato qualche cartello contro i magazzini del Biscione.
Ora il processo Dell’Utri è ai round finali. Condanna in 1° grado a 9 anni per associazione mafiosa. L’accusa chiede 11 anni.
Pesano le dichiarazioni di Spatuzza, ma il trio famigerato Berlusconi-Alfano-Mantovano pensa bene di togliere il pentito dal Programma Protezione, come se i dettagli che sta per dire adesso non si riferissero a quanto ha già confessato nei 180 giorni di legge.
Ovviamente sulla sua connivenza con B nelle stragi di mafia del 92-93 (una trentina di morti e 200 feriti) Dell’Utri parla di ‘invenzioni’. Anche la mafia, da 60 anni, a sentire i mafiosi, è una ‘invenzione’! Spatuzza sta per essere molto chiaro ed allora gli si toglie la protezione e lo si porge alla mafia che ne faccia quel che vuole. Se qualcuno lo ammazza B mostrerà le mani candide, come Pilato.
Intanto si corrompono i giudici: un figlio del pres. della Corte di Appello Claudio Dall’Acqua, è arrestato per riciclaggio e l’altro è chiamato dal sindaco Pdl di Palermo Cammarata, come segretario generale del Comune. Un altro giudice è già stato sanzionato nel 1996 dal Csm per ‘pigrizia’. Il 3° giudice giocava a poker in casa Ciancimino e non ha ammesso Ciancimino figlio a testimoniare.
Intanto il compagno di cella di Spatuzza fa casino scrivendo a B che Spatuzza voleva accusare D’Alema. In pratica si è arrivati a dire che Ciancimino è meglio non ascoltarlo (notare che è un testimone, non un accusato, ma qui i testimoni scocciano).
la sentenza al 28 di giugno. Dell’Utri, ovviamente, si dichiarerà innocente.

(Il tutto è un sunto tratto da Di Pietro www.antoniodipietro.com/2010/06/processo_dellutri_le_arringhe_1.html?notifica Ovviamente, come al solito reinterpretato)
..
Attacco a Di Pietro
Viviana Vivarelli

I troll che sostengono il mafioso pidduista indagato per stragi e reo di un golpe contro la democrazia, sono poi gli stessi che, con gli occhi gravati da travi monumentali, attaccano con goduria Di Pietro sotto la furia diffamatrice di Libero e soci, che fin dai tempi di tangentopoli hanno in odio chi ha svelato i loro altarini di sozzura, che oggi sono più sozzi che mai.
I fatti abusati sono vecchi di 6 anni, usati come una clava da un Veltri rancoroso e vendicativo, sul cui allontanamento dall’IdV non è mai stata fatta chiarezza, ma il suo livore parlerebbe da solo. Più volte Di Pietro se ne è scagionato giudizialmente, ma a questi non basta mai per cessare la loro furia devastatrice.
Se ogni partito che ha cambiato nome dovesse essere imputato di truffa elettorale per aver ricevuto soldi sotto un nome mentre ne stava prendendo un altro, PD e Pdl sarebbero i primi imputati. Ma la verità non conta. Conta la sporcizia. Fa comunque senso constatare il piacere orgiastico e idiota di costoro. E mi viene a mente una storiella.

Un moscerino si invaghì di una elefantessa e cercò di fotterla.
Si attaccò a due peli del cavernoso orifizio e, usandoli a mo’ di altalena, si buttò dentro di esso. In quel mentre l’elefantessa poggiò la zampa su una pietra appuntita e mandò un possente barrito di dolore. Al che il moscerino gridò: “Godi, eh, brutta troia!”
..
Silvanetta segnala:
Obiettivo: diffamare
Il Tribunale di Monza ha condannato per la terza volta “il Giornale” per gli articoli su Di Pietro

Non è vero che Antonio Di Pietro abbia fatto pasticci con i rimborsi elettorali dell’Italia dei Valori e con l’acquisto di case.
L’ha stabilito il Tribunale civile di Monza, che in 3 sentenze ravvicinate spazza via anni e anni di campagne del Giornale, condannando in 1°grado il quotidiano della famiglia Berlusconi a risarcire l’ex pm per un totale di 244 mila euro, avendolo più volte diffamato con una serie di articoli.
Soccombenti l’ex direttore Mario Giordano, i giornalisti Gian Mario Chiocci, Massimo Malpica e Felice Manti, oltre all’ex deputato Elio Veltri.
Ma, al di là dei nomi, il punto è un altro.
Le denunce penali e civili sono rischi del mestiere di giornalista e può capitare a tutti di incappare in una parola di troppo, un’inesattezza dovuta alla fretta, un eccesso di sintesi o di critica, insomma in un errore in buona fede.
Qui invece i giudici hanno accertato un modus operandi di assoluta malafede: quello delle sistematiche campagne diffamatorie di chi sa di avere le spalle coperte da un editore pronto a investire milioni di euro per screditare, sui giornali e le tv che controlla in conflitto d’interessi, i propri avversari politici.
Qui non si parla di cronisti che sbagliano, ma di killer che mentono sapendo di mentire.

segue
antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2477334&yy=2010&mm=04&dd=22&title=obiettivo_diffamare

RIDIAMARO : – )

Il Mandi

TG4: “L’Italia, nonostante ed a causa delle preponderanti forze nemiche, ha comunque conquistato un meritatissimo pareggio contro una squadra sicuramente formata da spie comuniste che cercavano di demoralizzare l’ottimo clima nazionale che il presidente cav. dott. ing. silvio berlusconi ha finalmente portato a livelli mai conosciuti degli ultimi 150 anni.
Nonostante un inizio in svantaggio, la linea diretta aperta dai servizi ultrasegreti tra il presidente berlusconi e l’allenatore lippi, ha dato i suoi frutti, infatti l’allenatore ha seguito i consigli del cavaliere e il meritato pareggio è arrivato.
TG1: l’Italia non è stata sconfitta, anzi!
la Nuova Zelanda non ha assolutamente vinto, anzi!
il cane della Moira Orfei ha partorito, avanzi!
TG3: se continua così l’Italia torna a casa e risparmiamo un poco di soldi!
così magari la differenza la danno agli abruzzesi.
TGPadania: Oggi a Pontida 1.500.000 persone hanno cantato il và pensiero e l’inno della nazionale neozelandese.
Peccato che quel cornuto di arbitro abbia dato un rigore a quegli extrapadani e quel terrone di Haquinta abbia pareggiato!
..
Ora per vincere i Mondiali basta gemellare la Nazionale coi sondaggi di Berlusconi.
Viviana
..
Porci leghisti
Sarà che a forza di mettere il tricolore al cesso, l’inno nazionale porti sfiga?
VV
..
Taci. Su le soglie
di Pontida non odo
i raschi dei gridi
caprini, ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le Padanie
verdastre

piove sui Galli
scagliosi ed irti,
piove sui Boi
suini,
su le casacche fulgenti
di miseri stolti,
sui bovari folti
di puzzole aulenti,
piove sui vostri volti
verdini
piove sulle vostre mani

ladrone
sui vostri vestimenti
da stupidone,
su i sciocchi pensieri
che il ventre dischiude
su la favola bella
che ieri
ti illuse, che oggi ti illude,
o bel somarone.

Viviana
..
Fin qui hanno scherzato
Quand’è che l’Italia comincia la partita vera?
VV
..
Il vero problema è che Berlusconi prima di partire ha detto alla Nazionale di calcio:
“Voi rappresentate l’Italia all’estero! Siete i nostri delegati! Pensate di essere il mio Parlamento!”
..
Il Mandi
L’Italia ha pareggiato (di culo)
Lippi:
a mia insaputa!
..
Padania bagnata Padania sfortunata
Proverbi e buoi dei paesi suoi
Quando el tonegia prima del cuc, l’è ‘n an baluc.
..
Pafanìa bel suol d’amore!
Chi semina vento raccoglie tempesta
Se il prossimo convegno lo fate a Venezia
arriverà un’acqua alta che vi porta via per l’Adriatico
Sarà la famosa ‘marea verde’

VV
.
SINCRONICITA’

Avete notato la strana coincidenza temporale
delle mozzarelle azzurre?
Ogni riferimento ai mondiali i calcio è puramente premeditato.
E speriamo che il virus dell’immangiabilità colpisca anche il parlamento azzurro.
Le mozzarelle rosse sono ormai uscite dal mercato e non fanno più storia.
Bersani! Torna a Bettole e datti allo scopone!

..
Il patrimonio immobiliare della Chiesa è il 22% dell’intero patrimonio immobiliare italiano
Mi pareva che Cristo avesse detto a Pietro: “Su questa pietra fonderai le mia casa”. Non “le vostre case”!
VV
..
Le battute di costoro sono impagabili. Se esistesse un inferno, ne avrebbero pagato il biglietto solo con quelle. Una vera antologia di soperchieria, sfottò, faccia di bronzo o dovrei dire di merda, ma di quelle più sporca.

Berlusconi: “Sono solo andato a una festa di una diciottenne figlia di un amico che era autista di Craxi, ma non la conosco nemmeno”

Berlusconi: “Io non ho poteri, fanno tutti i miei pretoriani”

“Il primo problema dell’Italia è la privacy”. Ovviamente la mia.

“In Italia ci sono 7 milioni e mezzo di intercettati” (Sono 15.000!)

“Il costo di queste intercettazioni è insopportabile” (Con pochi milioni si riprendono miliardi)

“I giudici non fanno che spifferare ai giornali i materiali intercettati” (non c’è MAI stato un solo giudice che lo abbia fatto)

Marcegaglia: “La manovra fiscale pro ricchi è splendida. Il contratto di Pomigliano pro schiavi è una mano santa”. (Per chi?)

Marchionne: “Gli operai hanno scioperato per vedere i Mondiali”

Bertolaso. “Ero solo andato a curarmi una cervicale” (Di notte, di nascosto, con una ballerina brasiliana, coi preservativi?)

Berlusconi “All’Aquila abbiamo fatto di tutto e di più. Vengono da tutto il mondo a vedere i risultati”. (speriamo di no)

Previti disse: “Magistrati comprati in nero! Embè?”

E Lunardi: “Favori! E allora?”

Nonciclopedia
LA PADANIA

La Padania è inesistente come la fatina dei denti, il cervello dei truzzi, Babbo Natale o il drago Grisù. Sappiamo che ciò sconvolgerà molti poveri leghistini che credono fermamente nell’esistenza di una cosa chiamata “Padania”, ma è così
I corollari che dovrebbero comprovare la tesi sull’esistenza della Padania dovrebbero essere (ma quando mai il corollari convalidano la tesi?)
-il padano c’è l’ha duro (come Bossi?!)
-i Napoletani sono merde.. bandiera verde, bandiera verde.. (invece chi accetta 3 centrali nucleari cos’è?)
-Calderoli ce l’ha duro (dicono che sia addirittura gay)
-Bandiera verde la trionferà (questa somiglia a una che l’ho già sentita)
-Maroni che l’ha duro anche lui (e infatti i mafiosi li leva di sotto, gli rispuntano di sopra e lui pure li vota)
-La Patanìa è bella perché io amo fare le scorregge nella nebbia, specie sopra la mortadella

La Pafania o Patania o Pafania fu inventata nel 1970 da Bossi (ma non aveva 29 anni?) dopo un’eccessiva dose di LSD (è proprio vero che le droghe e le pornostar non le regge), da cui si vede che l’ictus era da prima
Malgrado ogni dimostrazione di centralismo berlusconiano, che avanza come un treno verso un Dominus Cesarius Supremus, ancora Bossi racconta la favoletta di una fantomatica indipendenza (non si sa di quali Regioni-Stati, visto che le sta riducendo al lumicino) e promette ai suoi fedeli che un giorno, la Patanìa sarà indipendente dall’Italia, dall’Europa, dal pianeta Terra e fors’anche dalla Via Lattea (dall’intelligenza lo è già)
Da quando Bossi è stato colpito dalla grazia divina ha iniziato a esprimersi soltanto in Bossese (sacra e potente lingua fognaria, dimenticata dalla morte dei tempi), fungendo da tramite tra Egli e il suo popolo. Intanto che Egli rifulge, i poteri veri della Patania diminuiscono a vista d’occhio. Ma questo alla nuova classe ladrona patanese non importa. Tanto da coniare il detto “Tra patanese e catanese non ci sta neanche un cinese”
Vacca boia e puzza.

La Patanìa (lett. Terra dei Patanari) si estenderebbe in tutte le religioni del nord Italia, dalla Val d’Aosta alla Toscana passando per la Russia e l’Ucraina. Di recente, però, la Lega ha anche rivendicato la Danimarca (Calderoli crede che sia il nome di un comune in provincia di Verona), l’ Austrizzera e il Borneo Meridionale (ove vivono i Gurzi). Alcune correnti leghiste-patane rivoluzionarie (soprattutto nella zona di VI S.Giovanni) rivendicano perfino la Bielorussia, più 18 terrritori a scelta con almeno 2 armate. Del resto nel Risiko tutta l’Asia è verde, e quindi duramente padana fino alla Kamchakta. È facile collocare geograficamente la Patanìa vera e pura: si tracci una retta che attraversi interamente il Po, questa linea deve passare rigorosamente al centro, perché solo la parte nord del Po è padana. Poi bisogna eliminare la Val D’Aosta e il Piemonte perché confinano con la Francia (tutti recchioni), infine bisogna eliminare il Trentino Alto Adige, perché sono mezzi mischiati con altre popolazioni e poco orgogliosi della loro patanità (con la loro fissazione di essere crucchi), infine bisogna levar via anche il Friuli Venezia Giulia inquinato poiché confina con paesi dell’Est (ove vi sono in numerosa presenza i Romenassi e i Singani per fare una bella merda di macedonia). La vera Patanìa è composta dalla Lombardia (ove c’è la casa di Calderoli) e dal Veneto (perché a Treviso c’è la sede delle ronde della Lega Nord). La Liguria è tollerata nonostante il pessimo carattere degli indigeni, perché le ricche sciùre patane e i cumènda ci vanno a svernare durante il nebbioso inverno patano. Uno dei pochi vantaggi della Padania è che essendo in pianura è molto facile spostare le auto, furgoni, camion e treni rimasti in panne …spingendo, per contro non si può mettere in moto in discesa.

Il mito di una terra popolata da eroi celtici, circondata da terribili barbari di matrice slava, è il concetto su cui si basa la Lega Nord
Trascurabile il dettaglio che un tempo la Padania fosse abitata da un’accozzaglia di popoli oltre ai Celti, tra cui i Caahjkos (popolo di colore proveniente dal Sud Africa), i Pollyuwaj (nomadi di origine Rom) e i Rashwahziah (comunisti antileghisti di sx ultraestrema e ultraradicale)
Secondo la profezia del Venerabile Umberto, i patani (detti anche Terroni del Nord) o Polentoni o Puffi sempreverdi sono il popolo eletto, con la missione divina di liberare la terra santa, unirla a un paese a scelta tra Grecia e Unione Sovietica, sconfiggere i terroni del Sud ricacciandoli in Terronia (che però nessuno sa dove sia) o, in alternativa, conquistare 24 territori. Purtroppo i patani sono spesso confusi con gli amici di Robin Hood per la loro colorazione verde
Altri nemici giurati del popolo patano sono: i musulpiedi abbronzati terroristi islamici (del resto la radice di terrorista è la stessa di terrone), i gialli zafferano, i nègher (tranne gli esemplari femmine e prostitute, in quel caso il colore della pelle perde di rilievo), i ROMeni (che provengono da Roma Ladrona, infatti sono ladri), la Guardia di Finanza, i culatùn (tranne i viados brasiliani), gli hobbit e i koala.
Sono invece alleati della Patania: gli svizzeri, gli austriaci, gli elfi di Bosco Atro, i terroni di Forza Nuova (gli unici che si salvano), i marzianini verdi e Borat, ispiratore del comunismo patano e tiranno del comune lombardo di Sborate
In realtà lo spirito combattivo dei patani nasce dall’amore per la loro stessa terra: non sopportano che gli stranieri la rovinino e la deturpino, dopo tutti i loro sforzi per conservarla, al punto che hanno rinunciato a costruire fabbriche ed autostrade ovunque pur di non inquinare i fiumi e non abbattere foreste. Difatti l’acqua dei fiumi è limpida e pura e in città come Milano si respira aria fresca di montagna
I Patani sono un popolo orgogliosamente operoso, tanto che a confronto pure le api appaiono scansafatiche ai loro ochhi, ricoperti di rovagnati. Da mane a sera, dal lunedì alla domenica, lavorano duramente dando ordini ai loro ipendenti albanesi, parlando al cellulare e ingegnandosi per evadere le tasse. Da questa industriosità nasce la consapevolezza della loro superiorità sugli altri popoli, tutti inetti scansafatiche che vengono al nord solo per rubare o respirare la loro fresca aria di montagna.
Il popolo patano è fervidamente cattolico e segue strettamente l’insegnamento di Cristo: “Ama il prossimo tuo, purché sia lumbàrd”. Del resto, lo stesso Gesù era di Varese. La Patanìa professa anche la comunione dei beni e lo statalismo in chiave celtica, facendo orazioni e inni sacri a Thor, dio del tuono.
Il motto della Patanìa è: “Ce l’ho duro e verde”. Questa formula ha origini così antiche che si è persa la certezza del suo significato, lasciando spazio a congetture. Secondo la dottoressa Maria Stuarda Rossi potrebbe trattarsi della risposta che Calderoli diede alla maestra quando gli fu chiesto come facesse, a 32 anni, a non sapere la tabellina del 2: l’attributo “duro” in questo caso sarebbe del cervello del Calderoli stesso. Un’altra ipotesi viene dall’enologo Fabrizio Frizzi il quale sostiene che la frase sia da attribuire ad Umberto Bossi in riferimento alla durezza del proprio ano, di cui B si sarebbe lamentato la prima volta che ha fatto mettere il senatùr a pecorina.
Tuttavia, secondo il credo popolare, il motto si riferisce al pene del Patano Modello. Ciò non è da escludere, visto l’enorme tasso di consumo di viagra nella popolazione
In realtà è soltanto un posto di verde, meta turistica di spastici vaccinati al Cottolengo Questa terra, calpestata da orgie barbariche da cui nascono soltanto figli di di Puttana, noto alchimista di origini patane, è casa di bizzarri personaggi dediti al lavoro quali Puffi soliti nel vestire di verde
Gli abitanti della Padania sono per il 50% elettori della Lega Nord. L’altro 50% è troppo impegnato a concordare col commercialista di fiducia come esportare capitali all’estero per andare a votare. Essi si limitano a guardare le prime 2 notizie di Studio Aperto nella pausa pranzo da 10 minuti o ad ascoltare le notizie flash alla radio mentre si recano al lavoro (sulla loro Porsche Cayenne), bestemmiano e poi si lamentano che non ci sono più i tempi di una volta, le mezze stagioni e che sta andando tutto in mona. Sarà colpa di quei clandestini di merda che vengono qui a delinquere e a fotterci il lavoro a noi poveri diavoli che ci facciamo un culo quadro tutto il giorno. Perché alla fine l’è tutto un magna-magna generale. E ricordate: il nuoto è uno sport completo!
Non amano leggere, più che altro perché non hanno tempo di imparare a farlo; si limitano a guardare le figure dei manifesti elettorali e a ripetere slogan sempreverdi imparati a memoria alle elementari:
«Roma, ladrona, la Lega non perdona!(però, se mi dai una tangente, forse…)»

(Il tutto non sempre rigorosamente ripreso da nonciclopedia)
….
Lalla segnala

Alla traccia del tema ufologico proposto da una Gelmini palesemente ubriaca – «Siamo soli?» – mi auguro di cuore che qualcuno abbia risposto: «No, ma in questo momento vorremmo tanto esserlo».
..
La Padania? Bocciata! E non è prevista la possibilità di riparazione a settembre.
Potranno esibire le loro corna, in loco; ma solo durante il periodo di Carnevale. Se escono dai confini che non esistono gliele rompiamo.
(da Il Messaggero):
..
I geografi bocciano la Lega:
«La Padania non esiste»

Ma a bocciare la tesi fondativa della Lega Nord sono ora anche gli studiosi della Società geografica italiana nel loro rapporto annuale, presentato oggi a Montecitorio e dedicato al Nord della penisola.
«Tanto vale dirlo subito – dice il rapporto – la Padania, come spazio etno-culturale omogeneo, non esiste». Bocciata anche l’idea di una «nazione padana»: per i geografi dell’istituto la sua inesistenza «è ancora più evidente». Tutto il rapporto (intitolato «Il Nord, i Nord»), mette in evidenza «il mosaico delle differenze settentrionali». Il Nord italia «è fatto di sistemi territoriali e urbani di varie dimensioni e vocazioni che testimoniano modi di regolazione socio-politica profondamente diversi, quando non divergenti».
«La Padania di oggi – insistono i geografi, senza paura di dispiacere alla Lega – appare quindi come un’aggregazione piuttosto tardiva di tessere regionali espulse da mosaici precedenti». Insomma, la Padania sarebbe un’area, anzi un «caleidoscopio», dove le differenze interne sono maggiori dei tratti comuni. Come nel caso del Piemonte, che gli studiosi della società geografica vedono nettamente diviso in tre: un’area metropolitana, un nord pedemontano e un sud ancora a dominanza agricola.
..
La Padania è come le mozzarelle blu, una contaminazione da batteri nocivi alla salute da rispedire al mittente dopo averla levata dalla circolazione.


..

http://masadaweb.org

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