Nuovo Masada

giugno 22, 2010

MASADA n° 1159. 22-5-2010. La cosa Berlusconi

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:24 pm

L’inevitabilità del bene – I nuovi scandali del Vaticano – Saramago – Travaglio vince su Schifani – Thoreau – Il massacro della verità – Aspettando il referendum- Lec – Cancellata la sindrome di Down – La tragedia di Pomigliano

Come il male ha fatto
un’altra mostruosa oscenità
aspetto sempre uno scossone sul mondo
mi alzo atterrita
da una reazione che mi immagino
spietata, fortissima,
come un terremoto
Non può la pazienza umana
sopportare tanto
ma apro la finestra

e tutto tace
volano sempre meno rondini
i passanti passano
i giornali ciarlano
gli indifferenti non escono
dalla loro lugubre indifferenza
i morti dormono
gli zombi avanzano
i malvagi continuano a fare
le loro smorfie

ributtanti
e a mandar fuori i loro conati
di odio
è come se il mondo non cambiasse mai
Chi sa se a Mathausen
a Sabra e Chatila
a Korogocho
a Gerusalemme
ad Haiti
a Washington

volano sempre meno rondini
i passanti passano
i giornali ciarlano
gli indifferenti non escono
dalla loro lugubre indifferenza
i morti dormono
gli zombi avanzano
i malvagi continuano a fare
le loro smorfie
ributtanti
e a mandar fuori i loro conati

di odio
come se il mondo non cambiasse mai

Viviana Vivarelli

L’inevitabilità del bene
Viviana Vivarelli

Constatiamo il male come presenza inevitabile. Molto più raro è riconoscere il bene, come perla rara.
Abele fu ucciso e Caino dette origine agli umani.
La Bibbia è una metafora poetica che indica che fu la malvagità ad avere la meglio sulla razza umana. Per ciò desta ancora più meraviglia che vi siano uomini che intendano opporsi a questo, offrendo e sacrificando anche se stessi.
L’esistenza del bene, pur in tutte le sue limitazioni, errori, debolezze e fallimenti, è e resta un miracolo. Anche perché, ogni volta che il male stravince, il bene non muore mai e persiste con una costanza che è di per sé straordinaria.
La malattia morale umana è grave. E i malvagi sono poi così accaniti nel fare il male che raggiungono quasi sempre vette alte, perché desiderano sopra ogni altra cosa abusare di potere contro gli altri o trasformarli a loro immagine, e la stessa violenza del male affascina anche i deboli come una forza magnetica. E’ una dolorosa constatazione ma è ciò che accade. La stessa gestione del potere nello Stato è nel 99% dei casi frutto di egoismo, avidità, superbia e disprezzo degli altri. Ma non è che nei tempi passati questa estensione nociva fosse minore. Solo che l’umanità era composta da un numero inferiore di persone e il danno dei malvagi era più circoscritto. Oggi, al contrario, ogni causa è globale.

Speriamo di essere noi gli anticorpi della malattia umana e di essere tanti.
Ognuno di noi ha la viva e fondamentale importanza di un fautore di mondi.
Quando saremo intimamente persuasi di questo, della nostra responsabilità totale nel declino o nella rinascita anche parziale di questo mondo, il primo passo sarà fatto.
Io non credo nella possibilità di una rivoluzione esterna, con armi e movimenti violenti, come alcuni, che pure non muovono un passo, vanno ripetendo. Ma credo fortemente nella possibilità di una catarsi morale, nell’acquisizione di un senso di responsabilità universale.
Vedo molti segni di questo e molto al di là e al di sopra di quanto il potere non voglia.

..
I nuovi scandali del Vaticano
Viviana Vivarelli

Mi urta l’autodifesa chiesastica del cardinale Sepe, questo mix di furbizia affaristica e linguaggio sacrale, per cui parole come Cristo, Chiesa perseguitata, Calvario, Passione, Resurrezione, Perdono… servono per coprire artamente un losco affare di fondi pubblici deviati. Certo i rapporti tra Stato e Chiesa nella storia della Repubblica italiana sono stati sempre poco chiari. Ora ci sono tribunali che chiedono chiarezza negli affari di Propaganda Fide che ha usufruito illecitamente di milioni di € per restaurare in lavori senza fine la facciata di un palazzo extraterritoriale di pura competenza del Vaticano e un cortile sempre privati, e ha ripagato il Ministro Lunardi col solito giochetto alla Scajola dell’appartamento ceduto a un terzo del valore, mentre i compari si ripartiscono soldi pubblici. Quanti ne hanno fatti di questi giochetti?
Ma il cardinale Sepe parla di Calvario come si paragonasse al Cristo.
Si tenga conto che Propaganda Fide a Roma ha un patrimonio immobiliare di 9 MLD di € e che i suoi rapporti con la cricca sono più che evidenti, tanto più che il Balducci, l’altro eroe della cricca, è stato fatto ‘Gentiluomo di Sua Santità’ (ora silenziosamente depennato dal titolo), mentre non sappiamo quanti milioni di denaro pubblico sono stati regalati con truffe varie allo Stato Vaticano.
Il grave errore di Scajola è che ha mostrato una prassi. La sua improvvida quanto demenziale discolpa ha aperto una breccia in uno scenario orripilante. Si noti che Scajola non ha ricevuto alcun avviso di reato, ma la sua dabbenaggine ha aperto uno squarcio su tutto un mondo iniquo e truffaldino in cui gli scambi d favori basati su spreco di danaro pubblico e ricavi privati è la norma e in cui il denaro pubblico viene spartito tra compari con una corruzione che non esenta Madre Chiesa, ben felice di accedere chissà da quanto alla mangiatoia statale. Non solo le Grandi Opere, ma ogni sorta di opera, persino non italiana, in una depredazione e una spartizione da compari di truffa. Uno spreco enorme di denaro pubblico, e per di più, in un momento di crisi gravissima per la maggior parte degli italiani, che dovrebbero essere falcidiati nei servizi pubblici, negli stipendi, nei diritti, a fronte di una corruzione pubblica che sembra una voragine e che si allarga ora anche agli Ordini della Chiesa.
Il danno fatto da Scajola è indicibile, pari a quello del mariuolo Chiesa che disse candidamente: “Così fan tutti”, precipitando nel disdoro la prima repubblica. Ugualmente oggi emerge uno scenario terrificante di furti di Stato, di una cricca che si scambia favori illeciti sprecando una mole enorme di denaro pubblico e che addirittura vede come complici membri della Chiesa, qualcosa che può accadere solo in Italia, dove patti scellerati tra Stato e Chiesa hanno dato a quest’ultima delle garanzie inconcepibili nel mondo del diritto.
Che poi il Cardinale Sepe, di fronte a tali accuse di corruzione, pensi di uscirne con un linguaggio pretesco, appellandosi alla Passione del Cristo, sfiora la bestemmia.
Cristo e ciò che lo riguarda non può servire a scudo di pratiche truffaldine per quegli affari finanziari in cui la Chiesa si è sempre coperta di vergogna, con punte estreme come gli 8 morti del crack Ambrosiano o gli appoggi a Fazio indagato per insider trading, reato che in USA si guadagna 30 anni di carcere e che qui non fa perdere nemmeno la scrivania.
Di quale Calvario parla il cardinale Sepe, quando conosce benissimo le salvaguardie vaticane che lo preserveranno da qualsiasi pena o processo da parte di quello Stato che pure ha derubato? Uno Stato dove si possono commettere reati restando impuniti e alle cui leggi furbescamente ci si può sottrarre, nella corruzione come nella pedofilia, mentre la nuova riforma della sicurezza di B rafforza ancora di più le guarentigie vaticane, richiedendo per ogni atto della Magistratura il consenso preventivo del Papa?
Ratzinger è un papa tedesco e in Germania tutte le diocesi pubblicano il loro bilancio in piena trasparenza. Ma Ratzinger non ha importato in Italia questa chiarezza e la Chiesa italiana naviga in pericolose collusioni con un potere implicato in reati finanziari, reati contro cui la Chiesa non presenta trasparenza e chiarezza ma le guarentigie che Craxi e B hanno voluto per la sua impunità
Le parole del cardinale le abbiamo sentite, nei fatti si è guardato bene dal contattare i magistrati o dal presentare prove a discarico.
Sul Ministro Lunardi, già reo di aver sfasciato il territorio nazionale con la follia dei trafori delle sue imprese, spunteranno altri reati, siamo solo alla punta dell’iceberg, a meno che il veto alle intercettazioni non mozzi ogni possibilità di indagine.
Il copione è sempre lo stesso. Alla base c’è sempre lo stesso conflitto di interessi per cui il vigilante è il percettore del frutto illecito e la legge è il prodotto del committente che rende impunibile se stesso. Il conflitto di interessi di Lunardi che da Ministro faceva leggi per favorire le sue aziende era lampante da subito, ora il sistema Scajola dell’uso privato di denaro pubblico comincia disvelarsi. E con le riforme di B l’andazzo peggiorerà. B vuole metterci una toppa ma è peggio del vulcano islandese. Al momento Bossi e Fini hanno stoppato la legge-bavaglio, ma essa procederà inevitabilmente e dietro c’è una tale depredazione dello Stato che la prima tangentopoli è una bazzecola a confronto.
Sono 16 anni che la bolla corruttiva di Berlusconi dissangua questo paese. Sono 16 anni che, comunque vada, un fiume di denaro pubblico finisce in tasche private in vergognosi scambi di favori, in cui, come si vede, la Chiesa non esita a mettere la sua parte.
Sepe ha parlato di ‘nemici’ dentro e fuori la Chiesa. Al Vaticano questo non è piaciuto, non si vuol fare sapere se ci sono intrighi o scontri dentro la Santa Sede. Eppure “Nella Chiesa ancora ci si morde e ci si divora”, aveva detto una volta Ratzinger.
Anche nella Chiesa le cricche non finiscono mai. I lupi sbranano, quando i pastori lo consentono. E anche la Chiesa, prima o poi, dovrò abbandonare la sua arroganza ed affrontare una questione morale che oggi è più urgente che mai. E oscurarla dietro un linguaggio chiesastico da presunta vittima non giova alle circostanze criminose, come non ha giovato piangere una Chiesa perseguitata davanti allo scandalo della pedofilia. Ma se la pedofilia si è allargata a tutto il mondo, l’intreccio di relazioni ambigue e poco corrette tra Stato e Chiesa è una delle piaghe italiane, consolidato nei secoli.
Ora una crepa rischia di far intravedere anche ai fedeli più ignari una struttura di potere famelica di lucro che ha dimenticato i fini religiosi per quelli mondani.
I due poteri hanno sempre fatto reciproci interessi ma la palese corruzione che trasuda da ogni atto della cricca di Governo sta infamando anche la Chiesa.
Per sempre deve continuare questo andazzo o ci sarà un momento in cui le crepe metteranno in crisi la struttura?
E quando Lunardi firmava senza batter ciglio regalìe da milioni di euro per palazzi che non sono nemmeno nello stato italiano, chi controllava chi?
L’oscurità deve gravare sempre su questi sporchi maneggi e noi dobbiamo anche tollerare che B, con una legge bavaglio, pretenda di aumentarla a favore di una cricca di delinquenti che dissanguano lo Stato distorcendo le sue leggi?
Come ha detto un giornalista: “Tutta l’Italia finisce in tribunale e di lì al niente”.
Ma la crisi di credibilità di queste istituzioni, di questi Ministri, di questi politici, di questa Chiesa, è lacerante.
..
E dunque dovremmo dare l’8 per mille alla Chiesa perché ci paghi i risarcimenti per i preti pedofili (6 milioni di dollari solo a Denver), insidi i governi democraticamente eletti come è avvenuto nell’America latina o nell’Est europeo, brighi scalate finanziarie insieme a Legionari di Cristo corrotti come il governatore di Bankitalia Fazio, aumenti il proprio impero immobiliare, presti le sue case come garconniere ai Bertolasi di turno, faccia crack tipo il Banco Ambrosiano, installi sontuose cliniche private e collegi di lusso per figli di magnati, e presti anche bancomat ai politici e agli imprenditori più corrotti per i loro passamano di mazzette? Per non parlare degli investimenti bancari in armi, tabacco e preservativi! O dei rapporti con bande di assassini come quella della Magliana in losche maggiorazioni di affari.
E’ questa la Chiesa che voleva Cristo? E’ a questo impero finanziario ammanicato col crimine e con regimi fascisti che noi dovremmo dare pure l’otto per mille?

Non bastava
Viviana Vivarelli

Non bastava alla Chiesa lo scandalo del Banco Ambrosiano con 8 morti e le congiunzioni contro natura con la P2 di Licio Gelli. Non le bastava il lungo connubio durato mezzo secolo con Andreotti, il più malefico dei politici italiani. Non le bastavano i complotti di Voitila per far fuori le democrazie democraticamente elette nel Sudamerica o brigare con Solidarnosc. Non le bastavano gli Ordini a chiaro fine di accumulo finanziario come i Legionari di Cristo, per di più pedofili, e le manovre subdole col Governatore di Bankitalia Fazio in scalate illecite. Nemmeno le sono bastati gli sporchi affari finanziari con la banda della Magliana e il rapimento e l’uccisione della ragazzina Emanuela Orlandi e la turpe ammissione della salma del bandito De Pedis in Basilica. Abbiamo constatato la sua indifferente perfidia quando le antenne di Radio Maria hanno ucciso bambini romani di leucemia e come poco le importasse di questi bambini, quanto invece le importava la forza della sua propaganda. Con sconcerto abbiamo visto le processioni di scelte e atti che col Cristo non avevano nulla a che fare: il rifiuto del sacerdozio alle donne, l’insistenza su un celibato che ha fatto più danni di qualsiasi matrimonio, e poi la condanna della teologia della Liberazione e della difesa dei poveri, sempre spacciata per comunismo, con l’affratellamento coi peggiori regimi fascisti e persino la felice carriera di quel Pio Laghi che partecipava pure alla torture dei prigionieri. E inolte tutta quell’ipocrisia di chi predica una cosa e pratica il contrario, non solo sul sesso ma anche contro quei preservativi quando poi la Pax Bank ci investiva sopra. E la condanna con diffamazione di Padre Pio ma l’esaltazione di un personaggio così rapace come Ruini e poi così maldestro come Bagnasco. Non ci bastava la pedofilia che è uno scandalo orrendo che non finisce mai. Né che venisse confermato il vescovo usuraio di Napoli, sempre a Napoli dovevamo vedere, dopo i preti bancomat dei delinquenti, persino un cardinale, Sepe, che si presta cordialmente a tenere i cordoni dei furti di Stato.
Cosa altro dobbiamo vedere, Santità, che ancora non abbia sputtanato a sufficienza l’immagine ormai così poco attendibile di questa Chiesa?

Veleno su Saramago
VV

La Chiesa ha accolto la morte di Saramago spruzzando il veleno della sua acida cattiveria. In un momento in cui le azioni del Vaticano non sono mai state così basse ed emergono ogni giorno nuove vergogne, questo attacco a uno dei migliori uomini del mondo, che si professò ateo e marxista, e scrisse le pagine più umane e illuminate della nostra letteratura, fa pensare solo che chi azzanna con tanto veleno farebbe meglio a badare alla sporcizia che alimenta in casa sua.

Saramago

“La Chiesa cattolica scatena nuovi odi alimentando rancore. Il Dio della Bibbia è vendicativo, rancoroso, cattivo e indegno di fiducia. Voi vertici della Chiesa alimentate nuovi odii, rancori, incomprensioni e resistenze. Nella Bibbia si narrano crudeltà, incesti, violenze di ogni genere, carneficine. Tutto ciò è incontestabile, ma è bastato che lo dicessi io, per suscitare una polemica. La Chiesa vorrebbe piazzare un teologo dietro ciascun lettore della Bibbia per spiegargli ciò che sta leggendo e sostenere che quello che legge va interpretato in modo simbolico. Ma il diritto di riflettere appartiene a ciascun individuo. Io denuncio l’intolleranza delle religioni organizzate”.
“Mi sono sempre considerato un ateo tranquillo perché l’ateismo come militanza pubblica mi sembrava qualcosa di inutile, ma ora sto cambiando idea. Alle insolenze reazionarie della Chiesa Cattolica bisogna rispondere con l’insolenza dell’intelligenza viva, del buon senso, della parola responsabile. Non possiamo permettere che la verità venga offesa ogni giorno dai presunti rappresentati di Dio in terra ai quali in realtà interessa solo il potere. Alla Chiesa nulla importa del destino delle anime, quello che ha sempre voluto è il controllo sui corpi. La ragione può essere una morale. Usiamola.”
.
Cecità
” Il mondo è pieno di ciechi vivi…” scriveva Saramago in “Cecità”.
Siamo ciechi, perché vogliamo esserlo, perché non vedere e soprattutto non guardare rende il nostro cammino di uomini meno complesso e accidentato: siamo figli dell’indifferenza.”
..
“Se Cicerone vivesse ancora tra voi, italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto:“Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.
Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza”.

dal Caderno, 12.07.2009
..
La Cosa Berlusconi
Saramago

“Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Belusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. È da tanti anni che la cosa Berlusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, per quanto riguarda i dettami morali invece, non vale neanche la pena parlarne, tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Belusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’ immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?”
..
Olivero Beha dopo il pareggio con la Nuova Zelanda:
“Per fortuna che il cardinale Sepe ha detto che dopo il calvario c’è la resurrezione”
Al momento siamo al calvario. O almeno alle brutte figure.
Ma dato l’ammontare degli ingaggi, che calvario è?
Quanti lavoratori di Pomigliano farebbero a cambio?

Silvanetta cita
TRAVAGLIO: Avevo detto la verità

SONO CONTENTO che il presidente Schifani sia contento.
Ma nemmeno io mi posso lamentare, per due motivi: il tribunale gli ha liquidato meno di un centesimo di quanto pretendeva da me (gli devolverò un terzo dei 41 mila euro che ho appena ricevuto da Vittorio Sgarbi, come risarcimento per la diffamazione subita ad Annozero); ma soprattutto il tribunale ha riconosciuto che tutto quel che ho detto e scritto sui suoi rapporti con uomini di mafia era vero e documentato, mentre quello che lui sosteneva nel suo atto di citazione era falso. Il giudice mi ha condannato solo per una battuta. Dunque, da oggi, si può dire che la seconda carica dello Stato ha avuto rapporti con gente di Cosa Nostra, ma non che il suo successore potrebbe essere un lombrico o una muffa.
Battuta che mi è costata un po’ cara, ma ne è valsa comunque la pena.
..
Gli uomini di legno

Andrea Trianni cita:
« La massa degli uomini serve lo Stato in questo modo, non come uomini soprattutto, bensì come macchine, con i propri corpi. Essi formano l’esercito permanente, e la milizia, i secondini, i poliziotti…. Nella maggior parte dei casi non v’è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece si mettono allo stesso livello del legno e della terra e delle pietre, e forse si possono fabbricare uomini di legno che serviranno altrettanto bene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggior rispetto che se fossero di paglia o di sterco. Hanno lo stesso tipo di valore dei cavalli e dei cani. Tuttavia persino esseri simili sono comunemente stimati dei buoni cittadini. Altri, come la maggior parte dei legislatori, dei politici, degli avvocati, dei ministri del culto, e dei funzionari statali, servono lo Stato principalmente con le proprie teste; e, dato che raramente fanno delle distinzioni morali, sono pronti a servire nello stesso tempo il diavolo, pur senza volerlo, e Dio. »
(Henry David Thoreau, Disobbedienza civile)
.
Mi piace Thoreau.
La sua frase che mi attagliava fino al 2001 fu:
“La maggioranza dell’umanità vive un’esistenza di tranquilla disperazione.”
Ma da quando scrivo su questo blog e ho un mio blog, la rassegnazione si è trasformata in lotta viva. Non so se mi sento meglio, ma certo sono uscita dalla rassegnazione anche se non riesco ancora ad aprirmi alla speranza.
Come dice sempre Thoreau:
“Bisogna essere in due perché la verità nasca: uno per dirla e l’altro per ascoltarla.”
Così bisogna essere in molti per realizzare una catarsi sociale. Tanti per capire la sua necessità, ma molti di più per passare dalla necessità all’azione.
..
Stefano di Iorio

Originariamente il capitale era così, sfruttava oltre ogni limite i proletari, molto di più del sistema precedente, quello feudale, che pure veniva additato dagli illuministi come il simbolo del prevalere dell’uomo sull’uomo. poi sono intervenuti le prime lotte operaie, i sindacati, gli scioperi, le guerre civili, lo spettro della Rivoluzione sovietica, due guerre mondiali, e il capitale ha capito che doveva raggiungere un compromesso con il lavoro. ecco allora il welfare state, le costituzioni sociali del novecento. ma si trattava soltanto di un componimento provvisorio di un rapporto di forza che oggi volge decisamente a favore del capitale. tutti incolpano la globalizzazione, ma nessuno ricorda i famosi anni ottanta, le liberalizzazioni selvagge della Thachter e di Reagan, che peraltro sono alla base delle attuali crisi economiche e finanziarie. il capitalismo adesso può decidere dove produrre, alle condizioni migliori, e lo stato se vuole accattivarsi i capitali deve ridurre al minimo le garanzie dei suoi lavoratori. ma tutto questo era già scritto in Karl Marx, semplicemente con la caduta del Comunismo abbiamo buttato anche il bambino (ossia le cose valide del pensiero di Marx) con l’acqua sporca (gli errori del pensiero di Marx e i dogmi che su di esso sono stati edificati).

Paola Nugnes manda

SIAMO ALLA FRUTTA ?
NO ALL’AMARO!!!
Pomigliano, Marchionne e il ricatto liberista.

L’ingloriosa storia della Fiat, grande arraffatrice di fondi statali dietro continui ricatti di licenziamento, tenuta in vita grazie alla cassa integrazione pagata ancora dai contribuenti, che le ha permesso nel secolo di arricchirsi a dismisura.
Previsioni mai rispettate.
Fare impresa per “puro lucro altrove”.
Apriamo un’inchiesta e calcoliamo nel secolo cosa ha dato e quanto ha preso. Con quello che ha preso l’avremmo potuta ricomprare due, se non tre volte!
Il ricatto continua ma questa volta è diretto, è agli operai: GARANZIE ZERO!
Propone 2 anni di lavoro a condizioni disumane e mal pagato:
18 turni continuati di lavoro alla catena di montaggio, senza pausa pranzo;
40 ore di straordinario coatto;
nessuna copertura sanitaria per tre giorni di malattia;
più facilità di licenziamento che in passato;
divieto di sciopero.
Cosa hanno in mente i sindacati che si prestano a tutto ciò? La CISL e la UIL, Bonanni e Angeletti dicono che è la sola cosa da fare, per Tremonti è mercato, per Sacconi è svolta storica!
Per Noi è nuova schiavitù!
In condizioni di normalità l’accordo proposto da Marchionne ai sindacati su Pomigliano sarebbe rigettato in partenza, perché «richiede la liquidazione di diritti indisponibili» «che nessun sindacato potrebbe mai “negoziare”, per il semplice fatto che non gli appartengono». Parliamo di diritti «costitutivi di una civiltà giuridica che trascende le parti sociali e gli individui», alcuni dei quali sono «sanciti costituzionalmente» (come quello di sciopero) o «garantiti dalla legislazione ordinaria» (il pagamento dei primi tre giorni di malattia).
La proposta avanzata aggredisce «un livello contrattuale Nazionale impegnativo per tutti i contraenti» (la «difesa del proprio tempo di vita da una gestione del tempo di lavoro drammaticamente soffocante e totalitaria») e riduce drasticamente la sicurezza sul lavoro.
“Siamo alla lotta per la sopravvivenza” applicata alle imprese, agli uomini e ai territori. A Pomigliano si materializza la verità della “globalizzazione” nella forma più estrema del “prendere o lasciare”, che travolge ogni principio giuridico, ogni regolazione Nazionale e ogni accordo sancito.
«Operai: né malattia né sciopero, o le Panda si faranno in Polonia!»
Marchionne promette 700 milioni di investimento. In cambio vuole che il contratto Nazionale diventi, “almeno per il sud”, carta straccia. Vorrebbe azzerare oltre un secolo di lotte dei lavoratori.
La crisi attuale, da loro stessi causata, è diventata mezzo di ricatto, abile strumento per portare ancora più in basso, e più velocemente, i diritti del mondo. E chi mette in discussione l’accordo sarà licenziato in tronco. Non sono ammessi scioperi in merito, l’accordo è inviolabile, altrimenti si chiude: tutti a casa, senza lavoro!
A Pomigliano non si sta giocando solo con il futuro dei lavoratori italiani, ma con i diritti dell’uomo, violando la legge, la costituzione, il diritto al lavoro, il diritto alla vita, alla libertà e alla democrazia.
È ora di dire basta alla mortificazione dello stato sociale, alla politica dei tagli e alle finanziarie che rendono i poveri sempre più poveri. È l’ora della guerra agli sprechi e ai soprusi, all’assistenzialismo basato sul ricatto, all’era del salario in cambio di un posto, anziché di un lavoro. È giunta l’ora di un giusto reddito di cittadinanza, unico mezzo contro il non lavoro inflitto a molti.
È proprio necessario investire altri 700 milioni di euro in un settore già saturo e obsoleto senza alcuna garanzia di continuità se non l’attesa della risposta del mercato?
Un settore quasi inutile, l’auto a combustione, quale futuro apre alle nostre città ricoperte di latta fumante e altamente inquinante?
Non sarebbe oggi più opportuna e quindi auspicabile una riconversione ambientale del sistema produttivo? Basta con prodotti obsoleti! Non sarebbe ora di pensare a qualcos’altro? Riconvertire Pomigliano all’auto elettrica, con reparti dedicati alle energie alternative, puntare su tecnologie futuribili, necessarie e verdi.
Col referendum non rendetevi schiavi, restate uomini liberi. Siamo con voi. Proviamo a costruire dal basso un mondo migliore.

Giuseppe Cristoforoni

Leggerti è ritrovare la strada,
sentire profumo di casa.
Sapere che un’amica
ci attende, mentre con dovizia
prepara, aggiornamenti per noi.
Per non subire gli eventi,
è bene prestare attenzione
che non venga cambiata
“La Costituzione” Non è
una” carta” d’alta ristorazione,
dove il menù viene cambiato

a piacere, secondo
le stagioni o per i convitati
dello stesso banchetto.
Qualcuno a qualcuno,
lo deve per bene spiegare.
Per le intercettazioni, avrei
anche qui, qualcosa da dire.
L’art. 114 di procedura penale,
spiega chiaro come si devono
usare. Chi sbaglia paga,

Perché lo si vuol cambiare?
Questo, mi fa molto, ma molto,
pensare.

Gigliola Mazzali
..
Il massacro della verità
Paolo De Gregorio

Ditemi voi se è possibile che un capo di governo appaia in Tv agitando dei dati palesemente falsi, nella fattispecie citando un numero di 7 milioni e mezzo di cittadini intercettati dalla magistratura, bugia sulla quale si fonda la legittimità di fare una legge restrittiva gradita a tutti i ladri e delinquenti.
I dati ufficiali del Ministero della Giustizia parlano di 130 mila decreti di intercettazioni all’anno, e l’80% sono intercettazioni per reati di mafia. Il costo è di 272 milioni di euro, ampiamente ripagati dal sequestro di beni mafiosi.
E’ insopportabile che nell’ordinario svolgersi di un dibattito parlamentare sia lecito inquinarlo con dati falsi, senza che una istituzione dello Stato, indipendente (la Corte dei Conti ad esempio), sia in grado in tempo reale di censurare le false affermazioni, imporre una immediata rettifica con gli stessi tempi e modi e la stessa ampiezza con cui i dati falsi sono stati diffusi.
L’ultima campagna elettorale, quella che 2 anni fa riportò B. al governo, fu incentrata su un presunto disastro economico creato dal governo Prodi, senza che nessuno sia intervenuto d’autorità per annullare una campagna basata su dati falsi.
I dati della Banca d’Italia ci dicono che entrambi i governi, Berlusconi e Prodi, hanno aumentato il debito pubblico, ma l’aumento del governo Berlusconi è di molto superiore.
Qui non si tratta di false promesse, tipo quella di abbassare le tasse, ma della consuetudine di mentire ai cittadini, che oggi si fa con cinica disinvoltura, facendo di ogni dibattito una buffonata, dove prevalgono i professionisti della rissa e della menzogna.
Anche le inaudite affermazioni che esiste una parte di magistratura politicizzata che perseguita Berlusconi (con decennale insistenza), le “toghe rosse” che tramano per far cadere un governo legittimato dal popolo, dovrebbero avere una risposta istituzionale, costringendo chi fa queste accuse all’onere della prova, a fare nomi e cognomi, altrimenti deve essere incriminato per calunnia.
Un cittadino può essere un buon elettore solo se possiede dati validi su cui dare il proprio giudizio, e solo una istituzione di grande indipendenza, terzietà e serietà può fornirgli informazioni depurate da propaganda e bugie.
Anche a livelli minori, come per le percentuali di adesione ad uno sciopero, o per il numero dei manifestanti, il cittadino è privato dalla possibilità di capire come sono andate realmente le cose, essendoci tra i dati della questura e quelli degli organizzatori delle differenze abissali.
Anche qui sapere con certezza non sarebbe difficile, basterebbe avere una foto aerea dall’elicottero della Polizia, quando i cortei sono tutti arrivati in piazza, metterci sopra una carta millimetrata a quadretti, contare le persone in un quadretto, e fare una semplice moltiplicazione per il numero di quadretti occupati dalla folla, una specie di “auditel” accettato da tutte le parti. Si saprebbe la verità con un margine di errore minimo, bisognerebbe solo avere rispetto dei cittadini e della verità.
Comunque, tornando all’aspetto principale, già ora la Corte dei Conti potrebbe attivarsi con un sito per fornire i dati ufficiali richiesti dai cittadini.
La democrazia si costruisce con questo tipo di mattoni.

Aspettando il referendum
Viviana Vivarelli

Accadono cose gravissime. Siamo ancora sbalorditi dall’impudenza di Marchionne e da quello che si tenta di fare al mondo del lavoro col consenso di B e dei suoi compari. All’UE non importa un fico secco dove facciamo i tagli e come ammazziamo i lavoratori. Alla Marcegaglia interessa solo abbattere lo statuto del lavoro e quell’art. 18 che le sta sul gozzo come a B l’intera Costituzione. I commercianti hanno avuto la faccia di applaudire la manovra di Tremonti come se non fossero bastati i loro rincari iniqui dopo la truffa del cambio con l’euro con cui hanno raddoppiato prezzi e incassi e ora battono le mani a chi tenta di annientare anche il welfare e i diritti dei lavoratori. B sta loro bene in quanto garante della loro evasione permanente e impunita e dei loro intrallazzi con lavoro nero e merci avariate. Eppure qualcosa non torna nel truce disegno di B di aumentare guadagni illeciti e capitali in nero, abbassando il livello di vita nel paese e annientando uno dopo l’altro tutti i diritti civili.
Il no della FIOM resta un boccone amaro, ultimo residuo di dignità di un fronte sindacale che non è mai stato veramente dalla parte dei lavoratori e che è sempre andato a rimorchio col potere. Se la FIOM cede, sarà molto di più di una perdita per i lavoratori di Pomigliano. Sarà un regresso immenso per la dignità del lavoro, quel lavoro che dovrebbe essere fondamento della nostra Repubblica e che B vuole affossare insieme all’inno di Mameli.
Intanto lupi e iene sono incazzati e si dicono ‘delusi’ da Epifani. Delusi? Cosa dovrebbero dire i lavoratori, costretti a lavori sempre più precari, meno pagati, meno garantiti, i parìa d’Europa. E intanto il Pd traccheggia, bubbola, stronfia, con la solita linea confusa e tremolante di cui abbiamo solo enorme vergogna, mentre Veltroni si permette di dare di assenteisti agli operai, dopo tutte le cazzate che ha fatto. Dov’era quando l’UE tentava di far passare la direttiva Bolkestein per appiattire salari e diritti al minimo europeo? Dov’è tutta questa marmaglia di preudo-politici di fronte al tentativo turpe di portare i lavoratori italiani sotto quelli europei, sotto quelli polacchi, verso quelli cinesi?

La farsa del referendum di Pomigliano
Antonio Di Pietro
Maurizio Zipponi

“Vuoi che la Fiat chiuda e ti licenzi, oppure rinunci ai tuoi diritti, compreso quello allo sciopero? Rispondi!”. Sarà questo il vero quesito del Referendum al quale dovranno rispondere i lavoratori il 22 giugno.
Siamo certi che questi saranno tutti presenti alla votazione. Non è difficile immaginare i risultati: presenti 100%, votanti 99%, a favore 83,2% schede bianche o nulle 3,8%, contrari 13%. I contrari verranno impiegati a fare sempre il turno di notte, l’accordo sarà approvato a larga maggioranza e, soprattutto, ‘convintamente’.
Per l’IdV emergono 3 problemi: il 1° sulle reali intenzioni di Fiat per Pomigliano. L’attacco ai diritti dei lavoratori rispetto agli obiettivi dell’azienda è talmente sproporzionato da far temere che ci sia semplicemente la ricerca di un capro espiatorio nel caso in cui la Fiat non riuscisse a mantenere gli impegni.
2°: per lo stabilimento di Termini Imerese, in Sicilia, Fiat ha annunciato la chiusura senza un’alternativa credibile.
3°: totale assenza del Governo sulla politica industriale.
Nel momento più critico della crisi, mentre tutti gli Stati più avanzati sono concentrati nel risolvere i problemi legati all’economia reale, in Italia, il ministro dello Sviluppo Economico non c’è perché Scajola è impegnato a cercare chi gli abbia pagato la casa, a sua insaputa, per poterlo finalmente denunciare
Il nostro Paese avrebbe bisogno di un Governo serio che chiedesse conto alla Fiat dei soldi pubblici che ha ricevuto negli ultimi anni e magari di come intenda restituirli agli italiani, in produzione e occupazione. E, soprattutto, come intenda sviluppare le nuove filiere della Green Economy volte a migliorare l’ambiente.
Ma al Ministero dello Sviluppo Economico non c’è nessuno, ovvero c’è B ma c’è sempre lui: B, in altre faccende affaccendato.
..
Pomigliano

Mi pare che il significato sia questo: in Polonia, o il costo del lavoro è aumentato, o la produttività è scesa, o tutt’e due. In ogni caso non è più affidabile, meglio tornare a casa dove almeno c’è un governo su cui fare affidamento. E questo è il punto fondamentale. Gli operai di Pomigliano non hanno scelta perchè non hanno un governo amico. Si presenta un ulteriore interrogativo: battersi per sè o unirsi alla lotta dei polacchi? Proletari di tutto il mondo o solo proletari locali? Non sarà forse il segno che nella globalizzazione qualcosa cambia?
..
Dal blog di repubblica, i commenti a Marchionne

Punto 1
Lo vogliamo capire o no che l’Italia sempre più deindustrializzata degli ultimi anni con un sindacato sempre più diviso e litigioso è destinata a fare sempre più passi indietro! Nel futuro dell’Italia si sarà soltanto: – lavoro più pesante (orari, straordinari …) – stipendi fermi se non più bassi – sempre meno sicurezza e diritti sul lavoro – lavoro sempre più precario – scioperi sempre più a rischio – licenziamenti sempre più facili Prepariamoci, il peggio è già arrivato! La guerra tra poveri è già scoppiata! Ed il Governo: se la ride e si frega le mani!

Piumina
il ricatto dimostra l’incapacità di gestione di una dirigenza cinica, che non conosce la costituzione e non rispetta i contratti nazionali.Che un migliaio di impiegati con famiglie incluse e pochi operai manifestino non è molto; siamo ben lontani dalla marcia dei quarantamila di buona memoria. Forse, oggi è meno facile prendere per i fondelli la gente.

Nunzio
Henry Ford diceva: voglio che ciascun mio operaio guadagni abbastanza da acquistare un’auto FORD. Oggi siamo molto lontani da questo ragionamento. Siamo tornati all’ ancien régime di Luigi XVI, compensi d’oro per cortigiani e casta, e gabelle e corvée (lavoro interinale, cococo, a progetto etc) per il Popolo. Operai con la testa piegata in avanti, come nel film Metropolis. E il ricatto delle multinazionali riesce: o rinunci ai diritti o rinunci del tutto al lavoro. E intanto Marchionne, si rialza da solo i compensi di miliardi. E i consumi calano, comprese le vendite di auto. La scienza microeconomica, diminuire i costi e massimizzare i ricavi, snobba il pensiero macroeconomico, dove i salari non sono costi ma reddito che spinge la domanda aggregata. Nella cui domanda ci sono gli acquisti delle auto.

Prado
Dalle mie parti si dice: “‘o perucchie sagliuto”. E tale è Marchionne: un pidocchio salito agli altari, ma pur sempre un pidocchio. È canadese, figlio di emigranti italiani. Nel suo paese, il Canada, i suoi compari, i padroni, possono far ciò che vogliono: licenziare, pagare o no contributi e via di questo passo. Il rapporto lavorativo lui lo intende come lo intendono al suo paese: io sono il capo, quindi fai quello che dico io. Prendere o lasciare! … Probabilmente in alcuni casi si è abusato dei vantaggi conquistati con le lotte e non lo nego, ma che un Marchionne si permetta di dire quello che ha detto e di ricattare, questo no. La FIAT, della quale rimane, gli piaccia o meno, semplice dipendente è stata costruita con il lavoro di tanti lavoratori e con i soldi di tutti noi. Il canadese Marchionne impari ad avere più rispetto, o torni da dove è venuto: prendere o lasciare!

Alfa 47
se negli stabilimenti polacchi si lavora di più, megli0 ed in economia rispetto a quello italiano come dice Marchionne, come mai vuol ritornare in Italia? Qual è il patto scellerato e con chi, che si nasconde dietro tutto questo? Forse l’accordo con la destra per scompaginare il sindacato e dettare nuove regole? E quale sarà la contropartita per la fiat.
Alberto Albertini
..
Ci sono stati tempi in cui gli schiavi bisognava comprarli legalmente.
(Stanislaw Jerzy Lec)

Mi piacciono gli aforismi di Lec.
Ne trovai un libretto in una biblioteca di paese, una volta.
Mi riprometto sempre di comprarlo.
Disse:
“Al momento del confronto il cadavere non ha saputo riconoscere il proprio assassino.”
Il riferimento all’Italia è puntualmente non casuale.
..
Scarpe da gangster
VV

Lanciate a Pitti le scarpe da gangster anni ’40, bianche con la mascherina nera.
In linea con la mise mafio-gangsteristica di Berlusconi: gessato, camicia nera, capelli appiccicati, busto antiproiettile, body guard erculei e in occhiali neri.
Ci manca solo il capello di Al Capone.
Ma la coppola va bene lo stesso.
..
Voli di stato
Beppe A

”Le spese per i voli di Stato aumentate da 28 a 37 milioni e il trasporto pubblico locale tagliato del 30%. E’ la fotografia della politica di questo governo”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile dei Infrastrutture e Trasporti della segreteria nazionale del Partito democratico.
”In questo periodo di crisi e di difficolta’ – spiega – il governo predica lacrime e sangue e poi aumenta del 30% il fondo per i voli di Stato, utilizzati in teoria solo da una quindicina di persone, mentre i finanziamenti per i pendolari, che rappresentano un quarto della popolazione, vengono tagliati senza criterio. Evidentemente, i sacrifici valgono per tutti tranne che per i ministri”.
No comment.
..
La manovra che cancella la sindrome di Down
Antonio Palagiano

FORSE NON TUTTI SANNO CHE ….
“Sembrerebbe una barzelletta di cattivo gusto, ed invece si tratta dell’ennesima trovata – altrettanto di cattivo gusto – di questo Governo.
Stiamo parlando del decreto legge n. 78 del 2010, meglio conosciuto come “manovra finanziaria”, che nel comma 1 dell’articolo 10, cancella l’assegno di invalidità per le persone affette dalla sindrome di Down, oltre che per altre numerose categorie di malati ed invalidi. Questo comma, infatti, innalza la percentuale d’invalidità necessaria all’ottenimento del sussidio – per la cronaca 256 euro al mese – da 74% a 85% escludendo di fatto tutti i down che, secondo le tabelle del Ministero della Sanità, hanno un’invalidità pari al 75%.
Incredibile ma vero! Tutte le persone affette dalla sindrome di Down e le loro famiglie, che sino ad oggi hanno contato su questo, pur irrisorio, contributo statale dovranno rinunciarvi, a meno di non essere costretti a farsi riconoscere un’invalidità del 100% (individuata solo a chi, oltre alla sindrome di Down, presenta anche gravi disturbi mentali). Tutto questo però avrà il solo risultato di azzerare tutte le battaglie finora condotte dalle associazioni a tutela dei Down. Con il 100% d’invalidità nessun Down potrà più trovare un posto di lavoro.

italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/salute_e_ambiente/la_partita_che_si_sta.php?notifica
(segnalato da Carlo di Ravenna)
..
RIDIAMARO : – )

“Anche se a una mucca dai da bere cacao, non ne mungerai cioccolata”
Anche se un leghista lo fai Guardiasigilli, non ne ricaverai giustizia.
..
Piovono rane
Di Alessandro Gilioli

A Roma il Pd ha fatto un bel convegno su Internet al quale e’ intervenuto anche il segretario Bersani, che è riuscito a parlare per oltre un’ora senza mai nominare Internet, il che – in un incontro sul web – è davvero notevole. Ha parlato di piccole imprese, Alitalia, Fiat, elettricità, giacenze di magazzino e così via, ma sul Web manco una parola. Va beh. A un certo punto Giovanni Floris – che lo intervistava genuflesso – per fortuna ha dato la parola al pubblico e così il segretario è stato costretto a pronunciare la parola Internet per dire che:
delle sue mail si occupano i suoi collaboratori.
La Rete in effetti può essere utile allo sviluppo delle piccole imprese.
Lui ha un l’iPhone che però usa solo a casa “perché e’ una distrazione” (qualsiasi cosa voglia dire).
Il disegno di legge di Ricardo Franco Levi sui blog non l’ha mai sentito nominare, o comunque non se lo ricorda, insomma non sa cos’è.
Allo stesso convegno, in mattinata, il democratico americano Alec Ross aveva spiegato che l’invenzione della stampa aveva portato all’illuminismo, e quella di Internet non si sa ancora bene cosa ci porterà ma il cambiamento culturale non sarà di minore portata rispetto a quello creato da Gutenberg.
Per Bersani, invece, e’ al massimo una cosa buona per le piccole imprese e per la distrazione a casa, la sera.
A fine convegno ho spedito un sms all’amico funzionario del Pd che mi aveva invitato, chiedendogli se per caso avevano anche un segretario per questo secolo.
Non mi ha ancora risposto.
..
Piove, governo ladro e lazzarone
Viviana

I troll scoreggiano di primo mattino e dicono che non è bello criticare la dittatura, meglio andare per verdi pascoli.
Bersani economizza l’adrenalina, pensa che sia poco educato alzare la voce e taglia dal suo vocabolario la parola ‘opporsi’.
Veltroni davanti al rischio schiavi sul lavoro produce una interessante concione sull’assenteismo.
Rotondi ci spiega che è più sano non mangiare mentre si lavora. Io credevo che sacco vuoto non sta in piedi e invece si dicono che sacco vuoto lavora di più e aumenta la produttività.
La Marcegaglia plaude alla manovra fiscale pro-ricchi e alla schiavitù sul lavoro e manda le donne in pensione a 65 anni, ma a 79 è meglio, per la salute della Repubblica, si intende.
Telesette ci presenta libri sonniferi di sicuro impatto politico come ‘La filosofia del porno’ e “La vendetta delle zitelle’.
Minzolini ci preserva dalle notizie inutili che ci fanno male al fegato.
Berlusconi mette provvidenziali stop alle intercettazioni e alle inchieste perché ‘male non sapere, cuore non soffrire’.
Ora abbiamo anche Zaia che ordina che il meteo sulla Padania sia sempre al bello, sennò si rovina il turismo.
Tutte queste premure per il nostro bene mi fanno una tenerezza…!!
..
Federalismo dappertutto
Viviana

Dopo il federalismo fiscale e quello demaniale, il federalismo meteorologico!
Il neogovernatore del Veneto l’impomatato Zaia (imbrillantina la testa fina!”, in visita a Gardeland, si bagna perché piove ma tuona: “”Chi fa le previsioni del tempo in televisione e mette il dito sul Veneto, pensi dieci volte prima di dire che piove” E’ una intimidazione!
Se i meteorologi dicono che pioverà si allontano i turisti. Dunque per legge non pioverà più sul Veneto! Sapevo che era vietato scrivere sulla Pravda che c’era stato un terremoto, ma a vietare la pioggia non ci era arrivato nemmeno Stalin. Comunque è una bella notizia! Ci siamo messi alle spalle, dopo la crisi, anche il mal tempo. Ci bagniamo lo stesso, ma possiamo sempre pensare che i disastri climatici e perfino gli acquazzoni siano un bieco complotto dei soliti sinistri.
Ci hanno detto che i prezzi raddoppiati con l’euro erano una illusione, poi che anche la crisi era inesistente e il solito partito comunista metteva zizzania, e infine che non è possibile che la mafia fatturi 400 MLD l’anno perché i mafiosi li ha presi tutti Maroni, ora possiamo uscire felici senza ombrello. C’è il bel tempo per legge! E se non basta faremo un decreto interpretativo!
L’unica è affidare a Minzolini anche il meteo.
….
Gilioli- Piovono rane

Faccio notare che l’uscita del governatore Zaia sul meteo (sostiene che la Rai centralista mette troppa pioggia sul Veneto) era stata anticipata dalla Satira preventiva di Michele Serra, che si immaginava la telefonata di un leader del Svp all’Authority per le Telecomunicazioni:
«Puonciorno. Zono secretario cenerale di Volkspartei! Non posibile continuare kosì! Pollettino telle nefi fatto da Rai è com-ple-ta-men-te trukkato! Foi dite sempre tanti metri tappertutto, e poki zentimétri in Sud Tirol! Qvesta è kativa informazione!».
«Abbia pazienza, Sepp. Il commissario leghista fa pressioni per attirare gli sciatori in Veneto e Lombardia. Non ci si metta anche lei».
«Ma qvesto è skandalo! Tofe è finita korettezza?».
«Mah, che vuole, qua stamo a Roma. Che ce frega de ‘a neve… Qua fanno a chi strilla più forte. Non ce se metta pure lei, dottò…».
«Non zono tottò! Non zono dei fostri! Non partezìpo a qvesto skifo!».
«E vabbé, nun te scaldà. Famo venti zentimètri in più? Alzamo ’sta neve? Basta che nun strilli. Che a ’st’ora della matina già sto col mal de testa…».
Scritto venerdì, 18 giugno, 2010 alle 08:29 nella categoria Senza Categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
….
Vito Farina
Tutti questi incontri tra il nostro beneamato premier e Putin preludono forse ad una intesa per un puttanodotto che garantisca un passaggio di escort dalle provincie russe fino a Palazzo Grazioli?
..
Maro
“SAI QUANDO UN POLITICO MENTE?
APPENA APRE BOCCA”
un detto americano
….
Se avete sky, guardatevi Travaglio su Current, è uno spasso, su youtube tutti i passaggi, merita di guardarli, la lucidità ironica e satirica di Travaglio sono ineguagliabili. Nemmeno mettendo insieme tutti i neuroni di questa destra si riesce a farne uno suo.

http://www.youtube.com/watch?v=xn4VNDLrbcM

“Quando cadrà Berlusconi cadrà anche questa sinistra che è la sinistra più comoda che Berlusconi si potesse immaginare, tanto che se questa sinistra non ci fosse, Berlusconi se ne farebbe una uguale, si sostengono a vicenda come due carte, tanto che quando sembrava che Fini fosse contro a sinistra erano molto preoccupati, perché se gli cadeva Berlusconi andavano nel pallone non sapevano più che fare, non sapevano più come esistere. Eppure bisogno cominciare a immaginarsela la vita senza Berlusconi. bisogna pur pensare a un tempo in cui non ci sarà. rendiamocene conto bene: c’è vita oltre Berlusconi? sì, c’è vita.”
..
Carlo Carli
Ipocrisia
E per non farci mancare niente, abbiamo eletto il più grande Presidente del Consiglio ipocrita degli ultimi 150 anni, non per una volta, non per due ma bensì per tre volte.
..
Mandi
mi ha telefonato il capo……
devo andare a lavorare!
spero che nessuno abbia intercettato la chiamata….
non vorrei che qualcuno andasse a lavorare al posto mio a mia insaputa!
..
POMIGLIANO: Gli operai doneranno alla FIAT e figlie adolescenti
Alessandro Robecchi

Una svolta nelle relazioni sindacali e forse uno spiraglio per la sopravvivenza dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Secondo indiscrezioni, l’offerta dell’azienda torinese-americana agli operai di Pomigliano per il mantenimento del posto di lavoro sarebbe complessa e articolata. Ovviamente si chiedono turni sulle 24 ore sette giorni su sette, una disponibilità agli straordinari notturni, la rinuncia al diritto di malattia e al diritto di sciopero. “Ma a far questo – dice un dirigente che preferisce restare anonimo – son buoni tutti, anche i polacchi”. Le richieste agli operai italiani comprendono altre condizioni. La prima: le mogli dei lavoratori Fiat che manterranno il posto di lavoro dovranno presentarsi ai cancelli della fabbrica ogni lunedì con una pastiera napoletana di sei chili da donare ai dirigenti. Sulla pastiera – confezionata con ingredienti freschissimi – dovrà essere scritto “Grazie dottor Marchionne” con lo zucchero a velo, eventuali errori di ortografia saranno puniti con l’immediato licenziamento dei mariti. Un’altra condizione posta ai lavoratori è quella di aprire una sottoscrizione per il calciomercato della Juventus: servono due difensori sotto i sessant’anni e un centrocampista. Ma la clausola che fa più scalpore, scritta in piccolo nell’offerta di Marchionne ai sindacati, è la cessione delle figlie adolescenti dei lavoratori al management Fiat per un periodo di una o due notti a partire dalla data della firma del contratto. “Ci sembra una buona proposta – ha detto il leader della Cisl Bonanni – che mette al riparo i lavoratori da una possibile chiusura dello stabilimento e ne salvaguarda la dignità”. Quanto alla Uil, ha firmato subito senza nemmeno leggere, perché il suo leader Angeletti aveva una partita a briscola che non poteva rimandare.
….
Visto che a Berlusconi dava noia anche il quieto Bertolino, godiamocene un pezzetto con Cornacchione fa la Busi, o almeno come la Busi doveva presentare le notizie, in linea col tg di Minzolini

www.youtube.com/watch?v=-eUTvBq9i8w&feature=digest

JENA

SARAMAGO
Vaticano, tu uccidi un uomo morto!
..
Ellekappa
L’articolo sbagliato
C’è in giro molta discussione sulla formulazione, effettivamente un po’ insensata ma credo fondamentalmente innocua, del primo articolo della Costituzione.

Ce ne sarebbe un altro, però, veramente mefitico di cui ci si occupa sempre troppo poco e che andrebbe totalmente abrogato:
Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Vogliamo parlarne?
..
Alessandro Gilioli- Piovono rane

La mirabolante avanzata del Pdl
Dice B. che secondo Euromedia il Pdl sta al 38 per cento.
Calcolando che alle regionali del 29 marzo scorso ha preso il 27 per cento, vuol dire che e’ aumentato di undici punti 90 giorni.
Continuando così, entro la fine della legislatura dovrebbe tranquillamente arrivare oltre il 150 per cento dei consensi.

Alessandro Gilioli- Bettole

Tanti anni fa a Milano c’era una bettola talmente mal frequentata – dalle parti di Lambrate – che qualcuno all’ingresso ci aveva messo un ironico cartello con su scritto: “vietato l’ingresso a chi ha la fedina penale pulita”.
Stamattina, rileggendo la biografia del nuovo ministro per il federalismo, mi chiedevo se quel cartello e’ ancora recuperabile da qualche parte.
….
Tato
Bersani ha detto che “la Rete in effetti puo’ essere utile allo sviluppo delle piccole imprese.”
Eh giá, la rete puó essere molto utile, si pensi alle piccole imprese di pescatori, le piccole fabbriche di calze, piccoli fornitori per le porte nei campi di calcio, ai piccoli proprietari di televisioni, i piccoli distributori, i piccoli ferrovieri, i piccoli proprietari di autostrade, e quant’altro a che fare con la rete.
Grande Bersani!
..
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Brancher : perchè MINISTRO ? INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

    Vogliamo una interrogazione parlamentare : creare un NUOVO MINISTERO per un ministro sotto processo o indagini non ci va bene ! la CRICCA aumenta ?

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 23, 2010 @ 9:06 am | Rispondi

  2. Quello che mi disturba di più è la tentata offesa alla nostra intelligenza di persone dotate di acume.

    Oggi (23/6) ne scrivo – appena – sul mio Blog

    http://www.eugualemcalquadrato.ilcannocchiale.it

    Non siamo tutti creduloni e/o credenti.

    e=mc2

    Commento di MasadaAdmin — giugno 23, 2010 @ 9:08 am | Rispondi

  3. L’unico che poteva far chiarezza e pulizia nel sottobosco affaristico del Vaticano era Papa Luciani, che, non a caso, regnò per un solo mese !!

    Molto spesso i Papi sono ostaggio di quel sottobosco e non hanno la forza per andare contro millenarie prassi di malaffare, che poi sono quelle che hanno consentito alla Chiesa di sopravvivere per duemila anni, attraversando impunemente rivolgimenti sociali, guerre ed eresie.

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 23, 2010 @ 9:08 am | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: