Nuovo Masada

giugno 20, 2010

MASADA n° 1158. 19-5-2010. Il mare ghiacciato

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:23 pm

“Vorrei che un libro fosse un’ascia che infrange il mare ghiacciato della nostra coscienza”
Saramago

..
Morto il premio Nobel Saramago – E subito la Chiesa lo azzanna – Nasce il secondo Ministero per il federalismo, si vede che non bastava il primo – Un Ministro come Rotondi – Il cinismo di Marchionne – E queste sarebbero liberalizzazioni !? – Si possono perdere i diritti di un secolo di lotte per avere il lavoro? – A chi ‘odia’ la Costituzione – Il pozzo nero – Berlusconi e l’Unione Europea – Pronto lo studio legale per ricorrere a Strasburgo – Ma quali intercettazioni??

E’ morto, a 87 anni, Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura

E i marinai, domandò lei, Non è venuto nessuno, come potete vedere, Ma li avete ingaggiati, almeno, insistette lei, Mi hanno detto che di isole sconosciute non ce ne sono più e che, anche se ci fossero, non hanno nessuna intenzione di lasciare la tranquillità delle loro case e la bella vita delle navi da crociera per imbarcarsi in avventure oceaniche, alla ricerca dell’impossibile, come se fossimo ancora al tempo del mare tenebroso, E voi, che cosa gli avete risposto, Che il mare è sempre tenebroso, E non gli avete parlato dell’isola sconosciuta, Come avrei potuto parlare di un’isola sconosciuta, se non la conosco, Ma siete sicuro che esiste, Tanto quanto è tenebroso il mare”. (da Il racconto dell’isola sconosciuta)

Ho imparato in questo mestiere che chi comanda non solo non si ferma davanti a ciò che noi definiamo assurdità, ma se ne serve per intorpidire le coscienze e annullare la ragione”. (da Saggio sulla lucidità)

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito”. (da Viaggio in Portogallo)

Su Silvio Berlusconi
Non vedo quale altro nome potrei dargli. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che che dà feste, organizza orge e comanda un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte del paese di Verdi se un vomito profondo non riesce a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene e distruggere il cuore di una delle più ricche culture europee.
da ‘La cosa Berlusconi’, El País, 7 giugno 2009)

Berlusconi è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale. Ma del resto, nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente? Berlusconi è un capo mafioso, è un delinquente.
Sarebbe pittoresco se il fatto che un politico accumuli tanto potere non facesse temere per la qualità della democrazia. Le qualificazioni che ho dato di Berlusconi non nascono dalla mia testa ma si basano su informazioni giornalistiche che ogni giorno appaiono sulla stampa europea. Io semplicemente osservo e concludo. Con dispiacere, naturalmente
“.

Il piccolo partito di Antonio Di Pietro, l’ex magistrato di Mani Pulite, può diventare il revulsivo di cui l’Italia ha bisogno per giungere a una catarsi collettiva che risvegli il civico agire nella parte migliore della società italiana. È l’ora

Einaudi rifiuta di pubblicare il suo quaderno (lo pubblicherà Bollati Boringhieri).
L’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’accusa che qualsiasi giudizio condannerebbe. Si assisterebbe a un processo davvero paradossale, col non trascurabile dettaglio che l’Einaudi è di proprietà di Berlusconi. Sarebbe allora grottesco che la casa editrice si facesse convocare in giudizio per diffamazione dalla sua proprietà con la certezza di venire condannata. Non lo si pretende da nessuna azienda, da nessun quotidiano, da nessun periodico, indipendentemente dalle parti politiche in gioco. Lo si chiede di tanto in tanto all’Einaudi. Ne prendiamo atto».

L’eminente statista italiano di nome Silvio Berlusconi, conosciuto anche col soprannome de “il Cavaliere”, ha appena generato nel suo privilegiato cervello un’idea che lo colloca definitivamente alla testa del plotone dei grandi pensatori politici.
Pretende lui che, per ovviare ai lunghi, monotoni e tediosi dibattiti e snellire il funzionamento delle camere, senato e parlamento, siano i capi dei gruppi parlamentari ad esercitare il potere di rappresentanza, finendola con il peso morto di varie centinaia di deputati e senatori che, nella maggior parte dei casi, non aprono la bocca in tutta la legislatura, salvo che per sbadigliare.

A me, devo riconoscerlo, sembra giusto.
I rappresentanti dei maggiori partiti, tre o quattro, diciamo, si riuniranno in un taxi sulla strada di un ristorante, dove, intorno a una buona tavola, prenderanno le decisioni pertinenti. Dietro di loro si porteranno, ma viaggiando in bicicletta, i rappresentanti dei partiti minori, che mangerebbero al bancone, se c’è, oppure in un bar vicino. Niente di più democratico.
Su questa strada potranno cominciare a liquidare questi imponenti, arroganti e pretenziosi edifici denominati parlamenti e senati, fonti di continue discussioni e di elevate spese che non giovano al popolo
.
Di riduzione in riduzione suppongo che arriveremo all’agorà dei greci. Chiaro, con l’agorà, ma senza i greci. Mi dicono che a questo Cavaliere non bisogna prenderlo sul serio. Sì, ma il pericolo è finire per non prendere sul serio neanche chi lo vota”.

Penso a Roberto Saviano, minacciato di morte per aver scritto un libro di denuncia di un’organizzazione criminale capace di sequestrare un’intera città e chi ci vive, penso a Roberto Saviano che ha la testa non messa a taglia ma a termine, e mi chiedo se un giorno ci risveglieremo dall’incubo che la vita è per tanti, perseguitati perché dicono la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. Mi sento umile, quasi insignificante, davanti alla dignità e al coraggio dello scrittore e giornalista Roberto Saviano, maestro di vita”.
(da Il Quaderno, traduzione di Giulia Lanciani, Bollati Boringhieri, Torino, 2009)

Trovarsi d’accordo non sempre significa condividere una ragione, la cosa più abituale è che un gruppo di persone si riuniscano all’ombra di un’opinione come se fosse un parapioggia”.
(da L’uomo duplicato)

Se non siamo capaci di vivere globalmente come persone, almeno facciamo di tutto per non vivere globalmente come animali.
(da Cecità)
..
Vengano infine

Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.

..
Qui nel cuore, forse o meglio ancora

Qui nel cuore, forse, o meglio ancora:
una ferita inferta col coltello,
da cui sfugge la vita, sperperata,
in tutta la coscienza ci ferisce.
Desiderare, volere, non bastare,
disillusa ricerca del motivo
che spieghi il nostro esistere casuale,
questo è che duole, forse qui nel cuore.

Doriana Goracci scrive:
www.reset-italia.net/2010/06/18/jose-saramago-arrivato-partito/

Nacque da una famiglia precaria, lo fu anche lui da giovane, per anni. E fu tante cose: scrittore poeta critico letterario blogger comunista ateo antisemita sovversivo censurato…Quante le esperienze vissute da Josè Saramago? Se ne è andato oggi 18 giugno, all’ora in cui solitamente in Italia, come in Spagna o Portogallo, si mangia e si digerisce un boccone amaro. Nella biografia di Wikipedia, si apprende che a 85 anni Saramago ha aperto un blog dove scrive costantemente e mantiene il contatto diretto con i suoi lettori. E’ certo che la poesia vive, para niños y adult: “A maior flor do mundo”, in un mondo lacerato da individualismo, disperazione e mancanza di ideali. Nel suo blog è stato scritto: “Hoy viernes 18 de Junio, José Saramago ha fallecido a las 12:30 horas en su domicilio de Lanzarote, a los 87 años de edad, a consecuencia de un fallo multiorgánico después de una larga enfermedad. El escritor murió acompañado de su familia, despidiéndose de una forma serena y plácida. Fundación José Saramago 18 de junio de 2010″
La Poesia va avanti come il via vai della marea, che non sa cosa sia la paura e cosa è prudente evitare, in ogni stagione della vita.
..
Traccio un solco per terra, in riva al mare: e la marea subito lo spiana. Così è la poesia. La stessa sorte tocca alla sabbia e tocca alla poesia al via vai della marea, al vien-vieni della morte.
..
Saramago e le osservazioni cattoliche
Doriana Goracci

www.reset-italia.net/2010/06/20/saramago-e-le-osservazioni-cattoliche-della-cricca-sulla-palummella/

Due giorni fa è partito Josè Saramago e in meno di 24 ore è arrivata anche l’opinione dell’Osservatore Romano con il suo sincero coccodrillo, apertamente contro, senza nessun pudore e prudenza, come di chi non deve chiedere perdono ma solo giudicare e senza renderne conto: L’onnipotenza (presunta) del narratore, a firma di Claudio Toscani.”Sotto questo titolo, l’Osservatore Romano ricorda lo scrittore José Saramago, morto ieri alle Canarie, e ne sottolinea la sua “ideologia” anti-religiosa. E’stato scrive il quotidiano del Papa, “un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all’ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo. Lucidamente autocollocatosi dalla parte della zizzania nell’evangelico campo di grano, si dichiarava insonne al solo pensiero delle crociate, o dell’inquisizione, dimenticando il ricordo dei gulag, delle ‘purghe’, dei genocidi, dei samizdat culturali e religiosi”.Per “quel che riguardava la religione, uncinata com’è stata sempre la sua mente da una destabilizzante banalizzazione del sacro e da un materialismo libertario che quanto più avanzava negli anni tanto più si radicalizzava, Saramago non si fece mai mancare il sostegno di uno sconfortante semplicismo teologico: se Dio è all’origine di tutto, Lui è la causa di ogni effetto e l’effetto di ogni causa”, incalza ancora il giornale vaticano. “Un populista estremistico come lui, che si era fatto carico del perché del male nel mondo, avrebbe dovuto anzitutto investire del problema tutte le storte strutture umane, da storico-politiche a socio-economiche, invece di saltare al per altro aborrito piano metafisico e incolpare, fin troppo comodamente e a parte ogni altra considerazione, un Dio in cui non aveva mai creduto, per via della Sua onnipotenza, della Sua onniscienza, della Sua onniveggenza”, aggiunge l’articolo.
Dalle ultime notizie: “il cardinale Crescenzio Sepe e l’ex ministro Pietro Lunardi sono ufficialmente indagati per corruzione dalla procura di Perugia, nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘cricca’ per i Grandi eventi: l’arcivescovo di Napoli e l’esponente del Pdl sono iscritti in 2 distinti fascicoli dell’inchiesta.”
Al professor Claudio Toscani, che leggo essere fine musicologo e redattore della nota su Josè Saramago, dedico Palummella zompa e vola del 1873: “fu proibita per i suoi evidenti contenuti sovversivi, poiché alludeva alla libertà, ed infatti gli autori ne cambiarono il testo, ma il popolo napoletano continuò a cantarne la musica a bocca chiusa”. Sarei fiera se qualcuno scrivesse di me con tanta veemenza, come la chiesa cattolica e poteri connessi,quando starò zitta, per sempre.

www.youtube.com/watch?v=3Xdv2pmCdJE
..

Non c’è solo il rapporto intimissimo di cardinali dello IOR con l’ex Governatore di Bankitalia nonché Legionario di Cristo FAZIO, né Don Bancomat che offriva i servizi del suo ordine del Sangue di Cristo alle mazzette della cricca, nell’inchiesta per gli appalti salta fuori un altro cardine, Crescenzio Sepe

Da Repubblica: “Non ci sono solo la “svendita” del palazzetto di via dei Prefetti a Roma, quei 960 metri quadri nel centro di Roma pagato a “Propaganda Fide” 4,16 milioni di euro, e il contributo che il ministero delle infrastrutture diede in cambio per ristrutturare alcuni musei vaticani; i pm di Perugia chiederanno all’ex ministro Pietro Lunardi ed all’ex responsabile di Propaganda Fide, il cardinale Crescenzio Sepe, entrambi indagati per corruzione aggravata in concorso con altri, chiarimenti anche su ulteriori vicende. Vicende tutte legate alle nomine pubbliche nei posti chiave per la gestione degli appalti G8 e per altri grandi lavori: Lunardi, in particolare, è chiamato in causa decine di volte nelle intercettazioni telefoniche contenute nelle ordinanze di Perugia e Firenze che hanno portato in carcere i funzionari pubblici Angelo Balducci, Fabio de Santis e Mauro Della Giovanpaola e l’imprenditore Diego Anemone.

Il cinismo di Marchionne

“Era un accordo che doveva essere estremamente semplice”

“Smettiamo di prenderci per i fondelli. Lunedì scorso lo stabilimento di Termini Imerese è andato in sciopero e l’unica ragione era che stava giocando la Nazionale italiana”.

“O facciamo il nostro lavoro seriamente o se no la Fiat non è interessata. Se si vuole ammazzare l’industria ditemelo. L’Italia non avrà un futuro manifatturiero, l’industria non esisterà più”.

“In Polonia il livello di qualità è più elevato che nei nostri stabilimenti. La Panda la producono in Polonia, l’hanno prodotta bene con un livello di qualità che non è mai stato raggiunto in uno stabilimento italiano”.

Dura la replica dello Slai Cobas:
“E’ come dire a un commerciante di pagare il pizzo perché altrimenti la camorra lo uccide”

Bersani ribadisce il suo ”sì con riserva” chiedendo, però, che questa vertenza non sia “ideologizzata o portata a modello da trasferire in tutto il Paese”.
..
Pettirosso cita
Ferrero: «Marchionne fa ricatti in stile mafioso»

«Marchionne mente sapendo di mentire, perché in realtà lui vuole obbligare i lavoratori italiani a lavorare come quelli cinesi, allo stesso costo e alla stessa produttivita’. E per questo fa i ricatti di stile mafioso come ha fatto a Pomigliano». Così il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, ha commentato le parole dell’amministratore delegato della Fiat che ha attribuito alla conflittualita’ sindacale il potere di ”ammazzare l’industria” manifatturiera in Italia. «L’alternativa – ha aggiunto Ferrero, che ha partecipato a Bologna a un convegno sulla manovra economica organizzato dalla Rete dei Comunisti – non e’ tra chiudere le fabbriche o lavorare come bestie come vuole Marchionne. Ma che le aziende facciano un po’ meno profitti e che si facciano delle politiche economiche che non favoriscano la speculazione finanziaria ma il mondo del lavoro. Questa e’ la vera alternativa che Marchionne, come tutti i padroni, non vuole vedere. E lui usa il ricatto della delocalizzazione per obbligare la gente a lavorare in modi peggiori anche rispetto agli anni ’50». «Il Pd è un non partito, ha dentro 500 cose diverse ma, al di la’ di questo, continua a pensare che le politiche neoliberiste siano quelle giuste: ha lo stesso impianto di politica economica di Marchionne e di Tremonti», ha poi aggiunto parlando del partito guidato da Bersani. «Questo è il problema del Pd, che è incapace di vedere se questa politica economica è quella che produce la crisi. Se si peggiorano le condizioni dei lavoratori italiani non si esce prima dalla crisi ma questa si aggrava, perché vuol dire ridurre la domanda nel paese».
«La lettera degli operai polacchi svela il gioco di Marchionne che, per fare i suoi interessi, mette i lavoratori gli uni contro gli altri e produce una guerra tra poveri» ha detto riferendosi alla lettera di un gruppo di operai polacchi della fabbrica Fiat di Tychy inviata ai colleghi di Pomigliano e pubblicata in prima pagina da Liberazione. ‘«Gli operai polacchi – spiega – dicono invece che dobbiamo allearci. Perché la soluzione al dilemma che pone la Fiat (o schiavizzati o licenziati) ha una terza possibilità ed è costruire una Europa sociale in cui ci siano anche la riduzione dell’orario di lavoro, un salario europeo e in cui possano lavorare civilmente gli operai polacchi come quelli italiani».
..
Ci sono stati tempi in cui gli schiavi bisognava comprarli legalmente.
(Stanislaw Jerzy Lec)
..
Fronte del porto
Pietro Ancona

A quanto pare il no della Fiom ha messo in agitazione l’establishment italiano che ha difficoltà a reggere la scelta Fiat senza unanimità di consensi. Soltanto l’unanimità può nascondere la profonda ferita ai diritti arrecata dal documento Marchionne.
La scelta della Fiat sottoscritta da tutti i sindacati esclusa la Fiom è troppo dura, troppo pesante per essere esposta ad una pur minoritaria opposizione. Anche Veltroni è intervenuto per spruzzare veleno contro gli operai di Pomigliano assenteisti ed invita la Fiom a non fare troppe storie, a non resistere.
Ieri, in occasione della assemblea della Confcommercio, la signora Marcegaglia ha fatto trapelare tantissima irritazione e si è detta stupita della resistenza Fiom. Il tono del suo intervento è stato quello di chi, avendo ricevuto rassicurazioni sull’adesione della CGIL al piano Merchionne, sia rimasta delusa della opposizione della Fiom. Si è incontrata con Epifani e, qualche ora dopo, arriva ai giornali, la presa di posizione della CGIL campana che dichiara di partecipare al referendum del 22 e invita a votare si per l’accordo. Contemporaneamente il leader della minoranza Fiom che aveva votato contro l’accordo ha detto che se vince al referendum il si, la Fiom dovrà firmare. In sostanza ha cambiato posizione e si è adeguato al perentorio richiamo della CGIL e del PD. Il messaggio della Marcegaglia è stato prontamente recepito e tradotto in prese di posizione e scelte che isolano ancora di più il coraggioso gruppo dirigente della Fiom. Il suo rimprovero ha avuto risposte immediate. I ribelli della Fiom sono già nel tritacarne… Chi resta accanto ai lavoratori? Chi continua a difendere la Costituzione, a stare dalla parte del diritto? Certamente la sinistra di Vendola e di Ferrero ma anche l’IDV che ha assunto una limpida posizione di rigetto del programma Marchionne di riduzione gli operai a robot umani. Forse Veltroni ed Epifani non hanno letto le prescrizioni Marchionne sulla nuova organizzazione del lavoro in fabbrica: non soltanto otto ore continuative di lavoro a digiuno, senza pausa pranzo ma anche una postura obbligata del busto del corpo operaio che dovrà ripetere i movimenti programmati dal computer e cronometrati. Una sorta di allucinante attuazione della profezia di Chaplin di “tempi moderni” Naturalmente Pomigliano, lo sappiamo tutti, è il cavallo di Troia della Fiat e del padronato italiano. E’ naturale attendersi che le “innovazioni” di questo accordo saranno trasferite in tutto il gruppo Fiat e una svolta radicale, una controrivoluzione padronale, divamperà in tutta Italia e troverà buon combustibile dalla tristissima situazione di disoccupazione e di cassa integrazione. Gli industriali sperano, sanno, che il terrore di non trovare altro lavoro spingerà i lavoratori ad accettare il cappio che si stringerà al loro collo. Il fascismo avanza non soltanto ad opera della destra che ci governa e del suo blocco sociale. E’ allarmante registrare gli applausi frenetici alle richieste di Berlusconi di fare carta straccia della Costituzione che si levano in tutte le assemblee dei corpi organizzati del padronato italiano: confindustria, confcommercio, confartigianato. Lo squadrismo veste doppio petto e cravatta. E’ diverso dai manganellatori di Mussolini che assaltavano e bruciavano le Camere del Lavoro. Non ne hanno bisogno dal momento che il maggiore partito di opposizione, l’erede del PCI e della sinistra cattolica, condivide ed approva tutte le sue richieste e la CGIL si trasforma in strumento di imposizione ai lavoratori della volontà del padronato. La società si rimodella in senso autoritario con il concorso delle forze che dovrebbero difendere la libertà e la democrazia. La libertà è indivisibile. Non si difende contrastando la legge bavaglio di Berlusconi ed assecondando la militarizzazione del lavoro italiano. Senza libertà nelle fabbriche e nei posti di lavoro sarà difficile difendere la democrazia . C’è un rapporto diretto tra proposta di modificare la Costituzione e proposta Marchionne-Marcegaglia. Camminano insieme e ci riportano indietro nel tempo. L’atteggiamento di Cgil, Cisl, UIL costituisce uno strappo della Costituzione ed una anomalia enorme della democrazia italiana. Sindacati che tirano la volata al padronato e ne soddisfano tutte le voglie anche le più brutali e asociali deformano la “normalità” del Paese. Non so se ci siano interessi oscuri dietro questa servile accondiscenza ma credo si possa parlare di “fronte del porto” della globalizzazione. In ogni caso ci sono gli interessi politici del PD che vuole attrarre la base sociale della destra non solo con le liberalizzazioni riproposte da Bersani ma anche con l’asservimento della CGIL. La Fiom, dopo l’intervento della CGIL campana, ha anche problemi che riguardano la sua affiliazione alla Confederazione. Può continuare ad abitarvi dopo la pugnalata alla schiena di ieri? Forse è necessario uno strappo. Una scelta di continuare a vivere e lottare con chi ne condivide le idee e lontani da chi è diventato longa manus del padrone.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
..
Scrive ancora Pietro Ancona

Chi resta accanto ai lavoratori? Chi continua a difendere la Costituzione, a stare dalla parte del diritto? Certamente la sinistra di Vendola e di Ferrero ma anche l’IDV che ha assunto una limpida posizione di rigetto del programma Marchionne di riduzione gli operai a robot umani.
Forse Veltroni ed Epifani non hanno letto le prescrizioni Marchionne sulla nuova organizzazione del lavoro in fabbrica: non soltanto 9 ore continuative di lavoro a digiuno, senza pausa pranzo ma anche una postura obbligata del busto del corpo operaio che dovrà ripetere i movimenti programmati dal computer e cronometrati. Una sorta di allucinante attuazione della profezia di Chaplin di “tempi moderni” Naturalmente Pomigliano, lo sappiamo tutti, è il cavallo di Troia della Fiat e del padronato italiano. E’ naturale attendersi che le “innovazioni” di questo accordo saranno trasferite in tutto il gruppo Fiat e una svolta radicale, una controrivoluzione padronale, divamperà in tutta Italia e troverà buon combustibile dalla tristissima situazione di disoccupazione e di cassa integrazione. Gli industriali sperano, sanno, che il terrore di non trovare altro lavoro spingerà i lavoratori ad accettare il cappio che si stringerà al loro collo.
Il fascismo avanza non soltanto ad opera della destra che ci governa e del suo blocco sociale. E’ allarmante registrare gli applausi frenetici alle richieste di B di fare carta straccia della Costituzione che si levano in tutte le assemblee dei corpi organizzati del padronato italiano: confindustria, confcommercio, confartigianato. Lo squadrismo veste doppio petto e cravatta. E’ diverso dai manganellatori di Mussolini che assaltavano e bruciavano le Camere del Lavoro. Non ne hanno bisogno dal momento che il maggiore partito di opposizione, l’erede del PCI e della sx cattolica, condivide ed approva tutte le sue richieste e la CGIL si trasforma in strumento di imposizione ai lavoratori della volontà del padronato. La società si rimodella in senso autoritario con il concorso delle forze che dovrebbero difendere la libertà e la democrazia. La libertà è indivisibile. Non si difende contrastando la legge bavaglio di B ed assecondando la militarizzazione del lavoro italiano. Senza libertà nelle fabbriche e nei posti di lavoro sarà difficile difendere la democrazia
C’è un rapporto diretto tra proposta di modificare la Costituzione e proposta Marchionne-Marcegaglia. Camminano insieme e ci riportano indietro nel tempo. L’atteggiamento di Cgil, Cisl, UIL costituisce uno strappo della Costituzione ed una anomalia enorme della democrazia italiana. Sindacati che tirano la volata al padronato e ne soddisfano tutte le voglie anche le più brutali e asociali deformano la “normalità” del Paese. Non so se ci siano interessi oscuri dietro questa servile accondiscenza ma credo si possa parlare di “fronte del porto” della globalizzazione. In ogni caso ci sono gli interessi politici del PD che vuole attrarre la base sociale della destra non solo con le liberalizzazioni riproposte da Bersani ma anche con l’asservimento della CGIL. La Fiom, dopo l’intervento della CGIL campana, ha anche problemi che riguardano la sua affiliazione alla Confederazione. Può continuare ad abitarvi dopo la pugnalata alla schiena di ieri? Forse è necessario uno strappo. Una scelta di continuare a vivere e lottare con chi ne condivide le idee e lontani da chi è diventato longa manus del padrone.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
..
Donna di Lidia
Si possono perdere i diritti di un secolo di lotte per avere il lavoro?

Si può.
Non mi riferisco ai lavoratori di Pomigliano, ma ai milioni di lavoratori che sono nelle aziende con meno di 15 dipendenti, ai milioni di interinali, contratti a termine, Co.Co.Co., e le altre forme atipiche. Il loro, nostro, problema è che sono distribuiti. La loro, nostra, sofferenza è stato un avvelenamento mitridatico dei diritti di tutti. Un veleno sottile propinato in piccole dosi.
80.000 insegnanti hanno perso il lavoro con le riforme della Gelmini e non è successo niente. Migliaia continuano a perderlo tutti i giorni perché scade il contratto o termina il progetto. Ma non succede niente.
Sono piccole dosi di veleno, piccole ferite del corpo sociale che non hanno fatto veramente male all’opinione pubblica. Milioni di zanzare che pungono. Il protozoo che hanno inoculato ha agito lentamente e ora la febbre sale. E non ci siamo preoccupati di trovare l’antidoto.
Che puoi farci, ormai? La guerra è durata trent’anni. Ed è persa.
Morire per un diritto che si è irrimediabilmente perso non ha senso. Pomigliano, se eroicamente cadrà, non sarà il Piave. Anzi, sarà un esempio. I disoccupati senza speranza di Pomigliano dissuaderanno Cassino, Melfi e Mirafiori che cederanno senza combattere.
Pensiamo, se ne saremo mai capaci, al dopo.
..
Giorgio Riparbelli

Due secoli di lotte dei lavoratori (cioè della parte che produce la ricchezza di cui tutti godiamo), e dell’opinione pubblica che le appoggiò, portò i governi a imporre camicie di forza al “capitale” e al grado di plusvalore che potesse essere spremuto lecitamente dalla forza lavoro. Le 8 ore, per dire, la proibizione del lavoro minorile, e poi le condizioni igieniche, di sicurezza, la tutela dei sindacalisti, fino insomma allo “statuto dei lavoratori”.
Queste conquiste sacrosante non furono solo patrimonio dei produttori di ricchezza, ma patrimonio di tutta la società che si arricchì di costumi civili e tese ad inverare Liberté, Egualité, Fraternité.
Se la tecnologia non aumenta l’ umanità dell’ uomo, il progresso tecnico è cecità.
Ma come “la moneta cattiva scaccia la moneta buona”, un modello industriale cattivo riduce l’uomo ad appendice della macchina.
Con questa ” globalizzazione”, i nostri lavoratori saranno schiacciati alle condizioni di vita di quelli di Shangai o di Bucarest. E tutti ben presto ne subiremo le conseguenze.
Il “modello Pomigliano” fa carta straccia di 2 secoli di avanzata della civiltà e intende costituire un precedente da seguire(con gli straordinari ad libitum l’orario vero diventa di oltre 9 ore giornaliere).
Ma passerà, se continuerà la “guerra tra poveri”, precari contro occupati, disoccupati contro precari, e tutti contro gli immigrati

(Dai campi di concentramento di Wols)

Alla nera forca, amabile moncone,
danzano, danzano i paladini ladroni,
i magri paladini del demonio,
gli scheletri dei Saladini
Messer Berlubù tira per la cravatta
i suoi piccoli neri fantocci che fan smorfie al cielo,
e picchiandoli in fronte con la ciabatta
li fa danzare sulle note d’un vecchio Natale!
E i fantocci Italioti scioccati intrecciano i loro gracili braccini,

come neri organi i petti squarciati
che un tempo stringevano dolci escort e donzelle
cozzano a lungo in un amore immondo.

Maverick
..
I ministri farfallina: Ieri Rotondi, Oggi Brancher
Viviana Vivarelli

Abbiamo già un ministro del federalismo, Bossi. Che bisogno c’è, e in piena crisi, di raddoppiargli il ministero? E per di più chi mettono nel doppione? Un vecchio amico di famiglia: Aldo Brancher! Come dice Di Pietro, ormai per entrare nel governo giova avere problemi con la giustizia. Se Grillo aveva chiesto, con 350.000 firme, che pregiudicati o gravemente accusati se ne andassero da Governo e Parlamento e B aveva giurato di togliere le mele marce, ecco, al contrario, che la cricca aumenta. A Craxi piacevano i ladri, a lui anche altri tipi di malfattori.
Brancher è stato in carcere per falso in bilancio e finanziamento illecito al PSI, scarcerato solo per decorrenza dei termini e salvato in Cassazione solo grazie alla prescrizione del 1° reato e alla depenalizzazione del 2° dopo essere stato condannato in appello. Condannato in 1° e 2° grado a 2 anni e 8 mesi per tangenti, falso in bilancio e violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Ed eccolo perfetto anche per Bossi! Che, ricordiamolo, a P. S. Giovanni, disse – testuali parole- “Io e B abbiamo gli stessi valori e gli stessi principi”. Evidentemente i valori in banca e i principi dell’illecito!
Non sappiamo cosa Brancher c’entri col federalismo ma sappiamo cosa c’entra con la Fininvest e che versò 300 milioni a Craxi per conto di B addossandosene le colpe, e B è sempre riconoscente a chi gli toglie le castagne dal fuoco. B disse una volta: “Quando il nostro collaboratore era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere: volevamo metterci in comunicazione con lui”. “E perché? –chiede Di Pietro – Avevano paura che parlasse?”. Ma Brancher non parlò. Un altro, come Mangano, da fare eroe nazionale! Anzi federale!
E il nesso con Bossi? Ognuno ha la sua merda sotto il letto. Brancher è sotto processo per appropriazione indebita per soldi incassati da Fiorani per la Banca Popolare di Lodi, la banca della Lega che rubava anche i morti nonché ai vivi. Ma la nomina da ministro lo salva dal processo, ora sventolerà i suoi “impegni istituzionali” e sarà esentato da dichiarazioni che potrebbero mettere nei casini anche Bossi e Calderoli. Guarda caso è coinvolto anche nella truffa di Mokbel, maxiriciclaggio, che lo nomina in una intercettazione (ahi, quanti reati verrebbero fuori da queste intercettazioni! Per fortuna che le bloccano, “per la privacy”!) Un altro impunito che si salva per le leggi ad criccam!
Ora insieme alla bandiera padana sventolerà il legittimo impedimento, e tutte le capre leghiste beleranno in coro contro Roma ladrona, forse è la Roma imperiale, chissà!
Come dice Di Pietro, B, Dell’Utri, Cosentino, Brancher e i loro numerosi amici, con nutrite fedine penali, hanno sostituito il Parlamento e i Ministeri con le Aule dei tribunali e i carceri.
Chi più ipocrita di costoro! E i leghisti strillano che loro sono puri e coi reati dei politici non c’entrano! per forza, li fanno ministri!
Ora con Brancher abbiamo un altro che spergiura la fedeltà alla repubblica e metterà il tricolore al cesso.. insieme alla Costituzione e all’Italia tutta intera?
Ieri pagava mazzette al PSI, oggi pagherà la copertura alla Lega?
Così avremo un doppione di ministro federalista, altrettanto inutile e costoso del primo. Un ministro nullafacente ma pagatissimo e munitissimo, impunibile e improcessabile, per misteriose e imprescindibili funzioni istituzionali, che solo lui e Bossi sanno cosa siano, e che avranno a che fare o a che non dire con la Banca di Lodi e altri compagni di merende.

Un Ministro, insomma, come Rotondi, la nullità italiana

Copio da face book
“Mi ero dimenticato che esistesse Rotondi. Avete presente? E’ quell’omino con lo sguardo miope che occupa il misterioso ministero “per l’attuazione del programma”. Di solito se ne sta nelle retrovie in silenzio e gratitudine. In fondo è uno dei tanti miracolati dal Cav.: proviene dalla Dc avellinese, ha girovagato tra Il Patto per l’Italia di Segni, i Popolari, i Cdu (i Cdu, do you remember?) fino a trovar casa sotto l’ombrello accogliente del Pdl, e diventare lui, avvocaticchio irpino, addirittura ministro. Il giorno di Santo Stefano, digerendo i cappelletti, Rotondi però ha esternato. E ha detto che lui è molto preoccupato per quello che sta succedendo su Facebook. Per carità, ognuno si sceglie le preoccupazioni che crede. Magari ci sarebbe gente che ha passato il Natale sui tetti o chiusa in fabbrica, o impiccandosi in un Cie o tentando di evadere da un altro: ma pazienza, il ministro Rotondi ha deciso che quest’anno il problema del paese è Facebook. E va beh, ma starei abbastanza tranquillo. Non è un nuovo attacco del governo alla Rete, ma solo un ruttino dichiaratorio di Santo Stefano. Adesso Rotondi è più contento e sta già tornando serenamente a casa, che c’è da preparare lo zampone.”

In due anni di lavoro indefesso per l’attuazione del programma che cosa ha prodotto il celere Ministro Rotondi? Non è che vogliamo dargli il premio per la produttività. In verità, visti questi ministri, l’unica speranza è che producano meno che possono. Lo si diceva anche delle Arpie che defecavano sulle mense imbandite. Comunque, tanto per farsi due risate amare, il lodevole e stakanovista Ministro Rotondi, oltre a un estemporaneo attacco a facebook. Ha prodotto questo:
“La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia. Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare (beh, Marchionni può) ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un’attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo. Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi. In Germania, ad esempio, per incentivare la produttività la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz’ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore (Marchionne l’ha abolita proprio! Sara più rotondiano di Rotondi?). Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell’intera settimana. Negli ultimi due anni si è scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. Addirittura meno di 3 per le donne (meglio tenerle a dieta). In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non è proprio prevista dalla legge federale ed è regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania”.

Questo ha detto il Ministro, come faticosa sintesi di due anni di febbrile lavoro. Poi, si immagina, è andato in qualche ristorante in di Roma a sgrifare.
Brancher sarà come Rotondi, ministro di carta di un ministero fasullo (l’attuazione del programma che ministero è? Ma quale paese ce l’ha ? Lo saprà B se attua il programma o no, non glielo dovrà ricordare qualcuno). E quanto ci costa questo ministero inutile? (siamo così ricchi da permetterci ministeri di fantasia e ministeri doppioni come quello del federalismo?)
Intanto Rotondi ha 2 stipendi: quello da onorevole (10.000 € lordi al mese, esclusi diaria e benefit) più quello da ministro (5.000 €). Per non far niente gli hanno dato: 15 funzionari, 10 interni alla Presidenza del Consiglio e 5 di nomina diretta, un Comitato di 4 membri presieduto dall’inossidabile Paolo Cirino Pomicino, 20 consulenti esterni per una spesa totale di 210.000 € (più di quanto speso nel 2008 per consulenze dal ministero dell’Università e della Ricerca, ben più complesso e attivo), un ufficio stampa e 4 esperti in comunicazione. Non sappiamo quante auto blu, ma è alto quanto Brunetta che ne ha 6. Quanti milioni di € fanno tutti questi parassiti? E Brancher quanto prenderà?
Di sicuro si sa solo che in 2 anni Rotondi ha fatto solo qualche viaggetto. Con auto blu e aereo blu, si intende, viaggi per sponsorizzare B, unico ministero che B terrebbe ad interim benissimo.”Toccheremo 100 città!”. 11! Successo? Scarso. A Salerno Rotondi ha rischiato di essere linciato da un gruppo di precari della scuola inferociti. 5 città delle 11 erano sotto elezioni. Al ministero va poco, in aula presente al 13%. Dice che ha una zia malata. Ma quanto ci costano queste zie?
..
San Marino ha protestato con lo stato italiano perché con lo scudo fiscale le sue banche hanno perso 5 miliardi.
Minaccia l’embargo contro l’Italia!!!!
E noi si deve anche stare a sentire queste scemenze!?

Il procuratore di Bologna Roberto Alfonso, che ha un lungo passato nella lotta contro la mafia a fianco di Grasso, ha dichiarato che la legge contro le intercettazioni renderà molto difficile la lotta alla mafia nel Nord.
Bene! E’ esattamente quello che il Pdl e la Lega volevano! Così Maroni potrà continuare a vantarsi di aver preso qualche coppola mentre i colletti bianchi entreranno indisturbati nei Consigli di amministrazione!

(Burri, Bianco)
..
Mi manca
VV.

In giorni come questi mi manca Ballarò, mi manca Annozero, mi manca Report, mi manca anche Augias che, mentre pranzavo, mi rallegrava con la presentazione di un libro eccellente e intelligente, che perfezionava un po’ i miei principi su un mondo civile.
Ora cosa mi resta? Lasette. Qual’è il suo contributo colto e politicizzato? Ieri ha presentato un libro sulla “filosofia del porno”! Ma cosa perfeziono? Oggi “la vendetta delle zitelle’. Non ho parole. Mi vergogno di lei.
Berlusconi ha sparato su Grillo, Fo, Biagi, Santoro, Travaglio, Vauro, Massimo Fini, Floris, Dandini, Gabanelli, persino Littizzetto.. oggi sento che ha messo al muro anche il garbato Bertolino di glob. Difficile vedere in loro truculenti comunisti assatanati nemici delle libertà! Il nemici assatanato delle libertà è e resta uno solo.
..
“La carta costituzionale scritta dai nostri padri risentiva del timore che ritornasse la dittatura. E quindi hanno spartito i poteri tra i diversi organi: Parlamento, Capo dello Stato, Corte costituzionale, e tolto ogni potere al Consiglio dei ministri e al presidente del Cdm. Ergo: bisogna riformare la Costituzione”
(Silvio Berlusconi)
..
Miss Marple scrive:

Un governo di pregiudicati comandato da un CORRUTTORE PATENTATO che si chiama Silvio Berlusconi P2ista non poteva che respingere il teatrino delle dimissioni di un De Gennaro capo della polizia che ha istigato alla falsa testimonianza per coprire un massacro di cittadini inermi da parte di una squadraccia di poliziotti fascisti che hanno sporcato la divisa della Polizia di Stato.
E non poteva che fare ministro un altro pregiudicato di nome Brancher, noto malfattore della banda di berlusconia.
Evviva anche alla Lega che a questa corruzione si associa per coprire i propri panni sporchi e le sottrazioni indebite che fece ai suoi elettori con la Banca padana.

Il Partito dell’amore
Viviana Vivarelli

Che odino i comunisti (esistenti solo nei post di troll insani) te lo ricordano come slogan sempiterno e martellamento interminabile, del resto è l’unico alibi per alcuni in assenza di cose serie, così come la chiesa quando predica l’odio ai gay, alle famiglie di fatto o alle democrazie.. o la Lega contro i migranti

Che odino la Costituzione non v’è dubbio, non occorreva nemmeno dirla ‘un inferno’, il che vuol dire odiare i diritti dell’uomo e del cittadino, le libertà fondamentali che fanno uno libero e rispettato e non suddito, i principi base della democrazia, l’equilibrio dei poteri che impedisce che l’uno prevarichi l’altro, l’uguaglianza di tutti sotto la legge, tutto l’insieme nobilissimo di fondamenti che promanano da una Costituzione che è una delle migliori del mondo

Che odino le donne c’è nelle classifiche mondiali dove i diritti delle italiane scendono sempre più in basso, mentre un tetto di vetro chiude loro la carriera e prendono 30% in meno dei maschi, e il premier ha diffuso l’andazzo di mostrarle solo come oggetti di svago sessuale, senza cura nemmeno per le minorenni, con una tv privata e pubblica affiancate di buon grado a una linea postribolare

Che odino progresso, evoluzione e innovazione è fin troppo chiaro nella distruzione sistematica e criminale della scuola e della ricerca, dei diritti degli insegnanti e degli allievi

Che odino il lavoro e intendano schiavizzare i lavoratori c’è negli innumeri tentativi di far fuori l’art. 18, nell’acquisizione di sindacati indegni, nell’eccesso di precariato, nella compressione progressiva dello statuto del lavoro, nel silenzio sulla Bolkestein che tentava in UE di livellare tutti i lavoratori al peggio, e, ora, nel silenzio complice col piano scellerato di Marchionne

Che se ne ridano del Cristo o della fede è chiaro dalle ostie rubate, da come trattano i deboli, i carcerati, i pensionati, i malati, i poveri, i migranti

Partito dell’amore??!! Ma cosa amano costoro, che non sia la nostra rovina?

(Gorky)
..
E queste sarebbero liberalizzazioni??!
Amedeo Moretti

Ho letto qualcosa sull’art. 41, sulla liberalizzazione dell’Impresa, tanto osannata e sottolineata, come toccasana per l’economia, dal Governatore Draghi e soprattutto fortemente voluta dal P.d.C., e qui “casca l’asino” in quanto, ormai è storia, quando vuole fortemente qualcosa è già 20 passi avanti a tutti su quello che ci deve fare. Spiego il mio pensiero:
“Se ho capito bene sarà possibile aprire una attività imprenditoriale con una semplice “D.I.A.” senza presentare visure camerali riguardanti i soggetti “intraprendenti” e legali rappresentanti che potrebbero essere dei falliti, truffatori, pregiudicati (visto che non si deve presentare neanche il casellario giudiziario ed i carichi pendenti). Ma la cosa che più mi fa pensare è che queste società potrebbero nascere e morire nel tempo necessario di espletare la loro funzione di “scatola cinese” in traffico di armi, droga e movimenti finanziari di pulizia di danaro sporco, quindi essere chiuse, alla faccia delle Autorità Giudiziarie e di Polizia che avrebbero l’unica frustrazione di correre dietro scatole che si aprono e si chiudono nel momento in cui vengono individuate.”
(fanno già così le fabbriche abusive di cinesi)
Questa è l’Italia che stiamo vivendo in questo momento storico, GRAZIE A BERLUSCONI.
..
IL POZZO NERO
Bruno Pirozzi

Più vai ad indagare sulla composizione di questo governo, più ti accorgi che è un pozzo di merda senza fine.
Questi non sono solo ipocriti,questi cambiano le regole,fanno quello che caxxo gli pare,sono spregiudicati,non se ne fregano un tubo del sociale,si passano il lavoro tra di loro come una comunità solidale,vanno al lavoro quando gli pare,se ci vanno,calpestano l’ambiente,se ne fottono dell’economia.
Delegittimazione della magistratura, carta costituzionale scottex, lavoratori sotto ricatto, confusione e pazzia federalista, promesse inattuabili, orge, droga, privilegi: una vita spericolata.
No Beppe questi non sono ipocriti, questi sono delinquenti, sono un’associazione criminale organizzata.
Ci sono i vertici e una lunga filiera di intermediari.
Ogni mattina il capo si sveglia e dalla sua cupola ordina di andare a prelevare il pizzo agli Italiani.
Così la filiera si mobilita dal ministro all’assessore per portare i proventi alla cupola.
La cupola è protetta dalle forze dell’ordine e se qualcuno si ribella carcere,tortura e miseria.
Nella cupola vivono con le loro famiglie lontani dalla crisi,non ci sono preoccupazione, non c’è disperazione, qui c’è lavoro per tutti, viaggi, corsi di formazione,la meglio scuola è già pagata,il meglio sport è pagato,i trasporti sono gratis,il divertimento è assicurato,qui non ci si sono concorsi,non ci sono esami,non ci sono bandi di gara,non ci sono cartellini da marcare,la pausa pranzo è obbligatoria come la ricreazione e l’orario di lavoro è molto flessibile, se commetti un reato la stampa non lo deve pubblicare perchè la cupola è opaca e fuori nessuno deve vedere, nessuno deve sapere.
Chiamatela esagerazione, chiamatela mistificazione ma è così che si vive nella cupola e fuori un brulicare di formichine.
..
Il tricolore no, ma l’azzurro
Marco Bracconi (Repubblica)

Non è vero come ha bestemmiato Marchionne che i lavoratori della FIAT hanno scioperato per vedere i mondiali, ma è vero che all’ora della partita Italia-Paraguay, erano presenti nell’aula di Montecitorio 4 deputati: Giachetti (Pd), Bruno (Pdl), Ciccanti (Udc) e Calderoli.
Si doveva esaminare il Codice delle autonomie, definito dalla Lega “uno dei pilastri del federalismo”. Volpi del Carroccio si era lamentato: “Che questo tema coincida con la partita è una follia”. Tanto più che giocava l’Italia, mica la Padania.
Radio Padania farà anche il tifo per i sudamericani e Zaia infilerà Verdi al posto di Mameli, ma quando gioca l’Italia di leghisti in aula ce ne sono due e solo due. Hai visto mai che anche i lumbard, in attesa della secessione, intanto si vedono la partita. Ovviamente tifando tutti, ma proprio tutti tutti, per il Paraguay…
..
Bene. Sarà che gli operai devono firmare un accordo in cui non hanno nemmeno la pausa pranzo entro 9 ore di lavoro filato pena licenziamento. Ma che accordo hanno firmato i parlamentari per non avere nemmeno una pausa voto entro le loro mille faccenduole? (Viviana)

(Fautrier. Albero verde)
..
Le mostruose intercettazioni di Berlusconi
Viviana Vivarelli

I magistrati seri sono tutti d’accordo.
I numeri sulle intercettazioni che dà il premier non stanno né in cielo né in terra.
E’ una manovra di pesante plagio informativo.

-Non è vero che 7 milioni di cittadini sono intercettati.
Si prescrivono intercettazioni in una riduttissima percentuale dei processi penali.
A Torino 300 processi su 200.000. E c’è chi parla solo di 15.000 persone intercettate. Chi del doppio.
Ma risulta sempre più spesso che nelle intercettazioni su gravi reati appaiano politici. Politici che parlano a mafiosi, o che si accordano su mazzette con imprenditori, o imprenditori che truffano e imbrogliano tra loro per maggiorare i costi o ottenere appalti in modo illeciti dando regalìe ai politici. Non per niente abbiamo la classe politica più corrotta d’Europa.
E abbiamo le tre più grandi associazioni criminali del mondo: mafia, camorra e ‘ndrangheta.
Da questo punto di vista le intercettazioni attuali sono perfino poche, visto l’elevato numero di reati gravissimi che restano impuniti e viste le menzogne raccontate sfiacciatamente dai nostri amministratori, e visti i loro rapporti clientelari-mafiosi, e visto come hanno ridotto lo stato con le loro ruberie che rispetto a tangentopoli sono addirittura aumentate. L’unica differenza è che oggi Berlusconi fa ogni sorta di legge e di stravolgimento del sistema penale per mettere al sicuro i lestofanti.
“Oggi- dice il magistrato Bruno Tinti – quando un politico dice che si sono troppe intercettazioni in realtà sta dicendo che ci sono troppi amici suoi che sono intercettati o che ha paura di essere scoperto lui stesso nei suoi reati.”

-Dicono anche che le intercettazioni costino troppo. ” Non è vero – commenta Nicola Gratteri – Sono il mezzo più economico e garantista che esista. Se metto sotto controllo un telefono con 11 € più iva, so per 24 ore dove si sposta questa persona. Per avere lo stesso risultato devo fare un pedinamento con 2-3 auto e allo stato costa almeno 2-3 mila €”
Costerà meno portare centinaia di faldoni su e giù al capoluogo di provincia con un furgone e due gazzelle?
Le menzogne che Berlusconi spara in queste ore sulle intercettazioni sono ripugnanti. E ricordiamo che ha contro la Comunità Europea e gli organi di Sicurezza e Giustizia americani, perché i limiti che questa legge infame porranno sulle inchieste su mafia e terrorismo sono pesantissimi e danneggeranno anche gli altri paesi, che sono interessati a combatterli, mentre l’Italia li aiuterà.
Le spese sostenute ora per le intercettazioni sono una parte piccolissima del bilancio della Giustizia che è pari a 7 MLD e le cifre che si danno comprendono anche i periti e i consulenti, le spese di missione giudiziari, le trascrizioni ecc.
Il fatto è che grazie alle intercettazioni si scoprono reati gravissimi di tipo economico, e sono quelli che la cricca vuole nascondere: frodi fiscali, truffe allo stato, falso in bilancio, riciclaggio, corruzione, costi gonfiati, mazzette… E’ tutta la cricca di Stato che andrebbe in crisi se gli italiani scoprissero quel che hanno commesso.
Anemone, Bertolaso, Benedetti e gli altri sono solo la punta di un iceberg che coinvolge tutta la compagine di Governo che fa di tutto affinché non si scopra che l’immondo debito pubblico che abbiamo si deve in gran parte alle ruberie di Stato.
Ridicolo dire che costano troppo. Le intercettazioni hanno un costo che sarebbe anche inferiore se solo lo Stato lo chiedesse alla Telecom, come fanno gli altri governi, condizioni di favore e non più costose. Ma a questo quel Brunetta tanto attento a punire i dipendenti discoli della PA e a premiare gli yacht di Briatore non fa molto caso.
I costi per le intercettazioni si ripagano più che ampiamente con i guadagni apportati allo Stato dai reati scoperti. Su 15 milioni di spesa e solo dalle inchieste Telecom-Fastweb-Antonveneta ecc.. si sono recuperati 15 Miliardi! Di che costi si sta parlando? Recuperi semmai alle casse dello stato!

-Non è vero nemmeno, come dice il grande mentitore, che le intercettazioni siano pubblicate abusivamente. Appaiono sui giornali solo quando è scaduto il segreto investigativo. Quando sono pubblicate sono pubbliche, quindi non c’è alcun abuso. Ma B e i suoi vogliono ora imporre che i reati dei politici restino sconosciuti sempre, per garantirsi un diritto al delitto impunito. E insultano il diritto costituzionale che ogni cittadino ha di essere informato e di poter valutare con la massima trasparenza chi lo governa. Soprattutto con una classe dirigente come questa, su cui pesa ormai un marchio pesantissimo di infamità a livello internazionale, e dove troviamo di tutto: dall’essere mandante in stragi di mafia, alla svendita dello stato a organizzazioni criminali, al furto pubblico conclamato, alla corruzione fatta sistema di governo, addirittura al golpe!

-Non è vero che le intercettazioni sono passate ai giornalisti dai giudici. Questo non è stato mai provato. E’ una bella invenzione di Berlusconi che lo ha detto tante volte da farlo sembrare vero. Mentre è vero che i suoi giornali hanno diffamato persone senza prove come è successo con Boffo, violando ogni sua privacy e ogni verità e rovinandogli la vita, e giornalisti suoi come Farina sono stati implicati nello scandalo di migliaia di italiani spiati dalla Telecom e dai servizi segreti (alle dipendenze sempre di Berlusconi) a fini di ricatto.

Vogliono una legge i cui qualunque imputato voglia rifiutare il suo giudice basta che passi qualche notizia del proprio processo ai giornali e può denunciare il giudice di averlo fatto lui e fargli passare guai seri.
I giornalisti hanno sempre detto che hanno pubblicati dati sui processi ricevendoli dai difensori degli imputati. Ma loro vogliono il silenzio del cimitero. Vogliono ammazzare l’informazione e sostituirla con la diffamazione, la menzogna, il plagio.
Come dice il magistrato Bruno Tinti: “Stanno costruendo il manuale del perfetto impunito”.
Tentano di nascondere le loro malefatte a suon di leggi inique. Ciò che la classe dirigente di un paese fa, pensa o medita, sia esso privato o pubblico, deve essere completamente noto ai cittadini di quel paese, pena la morte della democrazia e il passaggio a una dittatura che calpesta ogni diritto civile.
Chi dirige un paese deve essere sotto gli occhi di tutti nella massima trasparenza, nel suo pubblico e nel suo privato, e non ci deve essere nulla che possa nascondere o tramare. E se questo governo pensa invece di delinquere e di imbavagliare la giustizia e l’informazione affinché ciò non si sappia è destinato a perire e a restare nella storia come un governo di scellerati.
Quando abbiamo visto togliere la protezione a Spatuzza e avanzare con tanto di blindatura contro ogni diritto di emendamento del Parlamento una legge che copriva i malfattori, doveva essere chiaro a tutti che Berlusconi si sentiva in gravissimo pericolo di essere scoperto nei suoi misfatti e azzannava come poteva per difendere se stesso.
Sia maledetta la maggioranza di Governo di questa disgraziata Italia!
Ma se in questo paese abbiamo anche una maggioranza di scemi o di inetti, che si interessano a tutto fuorché della crisi gravissima della democrazia, e deridono chi se ne occupa, anche costoro siamo maledetti per la loro pericolosa scempiaggine!
..
Berlusconi e l’Unione Europea
Viviana Vivarelli

L’Italia non ha più una politica estera e i contatti che Berlusconi promuove non sappiamo mai se sono nei suoi interessi privati o seguendo una strana linea di partito, e palesemente non sono mai nel senso dell’Europa, anzi vanno in senso opposto.
Eppure noi sentiamo sbandierare l’alibi dell’Europa per le peggiori iniziative di Berlusconi, come quella della pensione alle donne a 65 anni. “Lo vuole l’Europa!” L’Europa non vuole un accidente!
Precisiamo: l’Unione Europea non è Cristo in Terra e non è nemmeno l’Eden idealistico che alcuni ignari si sono illusi che sia
E’ una trita associazione di banchieri e multinazionali che sta portando avanti un bieco neoliberismo, infischiandosene del fatto che esso sia storicamente fallito, nella totale inerzia di un qualche autocorrettivo, immiserendo il mondo intero, e continuando a far lucro anche sulle sue macerie, talmente tanto lucro da far sospettare legittimamente che la crisi stessa sia stata artamente prodotta per usarla come mazza ferrata contro le classi lavoratrici così da eliminare in un solo colpo due secoli di lotte per i diritti civili e del lavoro e instaurare un regno di padroni assoluti su un mondo di schiavi.
Ci sono fin troppi segnali in questo senso.
Ma, oltre a ciò, il modo con cui B si avvale o non si avvale dell’UE è spregevole.
Viene tirata fuori quando gli fa comodo, derisa quando no.
E’ follia dichiarare che l’UE vuole le pensioni delle donne a 65 anni quando in realtà l’UE ha sollecitato la parità tra lavoro maschile e femminile in tutte le condizioni del lavoro, carriera e stipendio compresi e ha sollecitato gli aiuto sociali alle donne con famiglia.
E’ follia usare integratori sociali diversi da quelli europei, sistemi previdenziali che non distinguono assistenza da previdenza, patti iniqui come quello di Marchionne nel mutismo del governo, e poi mazziare il mondo del lavoro e dire che è l’Europa che lo vuole. Nemmeno l’Europa neoliberista chiede questo.
E’ follia dire che ci si attiene all’Europa quando si disattendono i patti firmati, come il diritto di asilo o il rispetto ai diversi sessuali, la libertà di stampa o il diritto di indagine, il restringimento degli strumenti democratici, il perseguimento dei reati fiscali e l’oscuramento dei passaggi di capitali che contiene in sé quello della criminalità organizzata o del terrorismo che sono entrambi fenomeni internazionali.
Quando a B non ha fatto comodo ha negato che l’Europa avesse i mezzi per perseguire gli stessi delitti. Quando gli ha fatto comodo ha cercato di mettere lo stop alle rogatorie internazionali. O di impedire le indagini sui paradisi fiscali. Quando gli ha fatto comodo ha usato uno scudo fiscale che è contro tutti i princìpi europei, non per l’altro per l’appoggio che dà a mafiosi e evasori.
E quando gli ha fatto comodo ha fatto uscire l’Italia dal patto per le energie verdi o si è ritirato dagli sforzi comuni per incrementare ricerca e scuola.
Sempre per i suoi comodi abbiamo una politica estera orientata a Putin, a Gheddafi, agli emiri arabi, a Erdogan ma non agli interessi europei, con scelte che lasciano di stucco gli altri stati.
Troppo facile fingersi europei solo quando gli conviene distorcendo la stessa UE…e non dimentichiamo che non solo l’Europa ma la stessa ONU ha chiesto a Berlusconi che la nostra legislazione introduca la tortura come reato e lui ha risposto di no, perché a un regime fascista non conviene punire una polizia che applica tortura ai prigionieri o addirittura li uccida, non conviene a nessun regime che i suoi sicari siano processati e puniti, anzi il premio è quello che spetta si sicari fedeli. Allo stesso modo ha risposto picche quando il sottosegretario alla Giustizia americano ha criticato la legge-bavaglio.

Ma voi che tanto difendente Lega e Pdl, anche questo vi va bene? Perché se vi va bene anche questo, siete peggio degli aguzzini di Mathausen!
..
Pronto lo studio legale per ricorrere a Strasburgo
Viviana Vivarelli

Addirittura ce ne sono ormai diversi che porteranno davanti alla corte di Strasburgo le due ultime cazzate dei devoti al dio Po e dei devoti al denaro del nuovo duce: la legge contro le intercettazioni e la manovra fiscale di Tremonti.
Mentre c’è chi sogna o dispera, c’è gente che si dà da fare.
Berlusconi capisce benissimo che ha contro più di mezzo paese e che il suo zoccolo duro diventa sempre più stretto.
Quand’anche riuscisse nell’impresa, e Napolitano come d’uso gliela firmasse, non supererebbe lo scoglio della Corte Costituzionale, ci sono troppe incostituzionalità in quella legge. Ma lui se la cava dicendo: “La Costituzione è un inferno”. E’ un inferno per lui, perché lui è l’antistato, il nemico per antonomasia di ogni democrazia. Ormai si è messo contro ogni diritto democratico in modo schiacciante, si sta giocando il tutto per tutto e più va avanti più i suoi cloni si serrano a falange perché stanno crescendo a dismisura i loro reati e ormai o cadono insieme o reggono insieme. Per questo Berlusconi straparla di riforma della Giustizia. Spianata la stampa come uno stuoino, schiantati i sindacati, addormentato il popolo con una televisione mostruosa per cretineria e disinformazione, non gli resta che domare la magistratura, toglierla da potere autonomo e indipendente e farne uno strumento a livello di Alfano, e soprattutto trasformare la Corte Costituzionale a misura Carnevale (il magistrato di Cassazione che ha assolto 500 mafiosi assassini. E poi regime è fatto.

(Lucio Fontana)

RIDIAMARO : – )

JENA
CON
Segretario Bersani, lei sta con la Fiat o con la Fiom?
«Non condivido la domanda».

Per extrapolare l’altro Marx:
“È da tanto che sto in giro, mi ricordo perfino di quando Berlusconi era ancora vergine”.

Groucho Marx:
La prima cosa a sparire quando un paese viene trasformato in uno stato totalitario è la commedia e i comici. Poiché le persone ridono di noi, non credo che capiscano davvero quanto siamo essenziali per la loro salute mentale.
..
I troll non ridono, sghignazzano.
Ovviamente per ridere ci vuole intelligenza.
Un troll sghignazza su se stesso, anche dandosi nomi diversi. Per fare l’effetto onda. In realtà fa l’effetto schizzo. Si schizza sui piedi. Capita da piccoli quando non si è ancora imparato a mingere. Per questo il troll cammina coi piedi aperti come una papera (vd Berlusconi) e ha sempre le scarpe bagnate (Berlusconi si è inventato che cammina sull’acqua, ma è inesatto, cammina sul piscio).

Viviana
..
Sempre estrapolando Groucho Marx:

“Prendi due leghisti, 4 fascisti, un magnate, 10 pidduisti, 100 mafiosi e nessun democratico, prepara una base di corrotti, opportunisti e ignoranti. Mescola bene. Dopo il primo assaggio, eviterai di mangiare la stessa zuppa per il resto della tua vita.”

VV.
..
POESIA

TRASFIGURAZIONE

Non è morte è trasfigurazione.
Noi, non siamo più gli stessi.
Purificati dal dolore
in questa catarsi obbligata,
siamo diversi e migliori.
Confusi e soffusi di Luce,
uniti nell’amore grande
di una vita che non ha confini.
Il buio non fa più paura
e la Luce non produce ombre.
Una certezza grande è dentro noi

come l’alba, che risorge ogni giorno.
Pare d’aver toccato il Cielo,
ma il Cielo ora, siamo noi.

Gigliola Mazzali

http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. “I Nostri grandi amori… oggi non esistono più”, disse Alda Merini, poetessa. Si è persa la favola ribattè, poi aggiunse: “telefonini, computer, messaggini, mi si trovi uno che scrive ancora lettere alla propria fidanzata, se ne si è capaci. Gli italiani sono sempre più stolidi, malati di padreternismo, egoisti e primitivi”.

    E infine disse: “mi era rimasto Berlusconi, l’unico che mi facesse ridere, in un paese che non ride più, con la sua caduta di Berlusconi, è morto l’ultimo pagliaccio d’Italia: aveva una stupidità che incanta…”

    Descrizione coeva, solida, per niente approssimativa, ma non dimentichiamoci dei suoi ricoveri in ospedali psichiatrici; però vorrei dire che io non ho mai smesso di ridere ogni giorno della mia vita, prima dopo e durante Berlusconi…

    Commento di Orqcie — giugno 21, 2010 @ 7:58 am | Rispondi

  2. Leggetevi bene cosa diceva Saramago di B, cose del resto di cui è convinto ormai il mondo intero, Italia compresa, che non è generalmente stupida anche se tende sempre più ad essere politicamente corrotta o frolla. A prescindere da ciò, adesso noi, unico paese democratico al mondo, abbiamo anche un capo dello Stato che sceglie sovrumani silenzi e profondissima quiete istituzionale, e piuttosto, per dimostrare l’insostituibilità del proprio ruolo e l’altissimo senso dello stato che lo contraddistingue, non esita un attimo a rimbrottare aspramente in pubblico un popolare calciatore per un calcio altrettanto popolare sui campi del gioco più popolare d’italia. Sarebbe ora che in Italia si cominciasse a parlare seriamente anche di questo.

    Bruno

    Commento di MasadaAdmin — giugno 21, 2010 @ 1:33 pm | Rispondi

  3. SEPE: la verità vince sempre… quale?

    quella della CRICCA o dei loro avvocati o la nostra che vogliamo sapere perchè si danno case a prezzi irrisori quando c’è gente che non ha casa ?

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 21, 2010 @ 1:42 pm | Rispondi

  4. Le attuali vicende evidenziano che il potere in realtà è un colossale castello di carte ma, in realtà, a differenza di quello classico, è truccato. Le carte sono incollate da un intreccio di interessi a tutti i livelli: di denaro di scambi di favori e di latenti ricatti. Per questo motivo farlo crollare è difficile ma non impossibile.

    Tutto dipende dalla capacità di impostare battaglie semplici chiare e largamente condivisibili, come quella contro la privatizzazione dell’acqua, per esempio.

    Alberto Albertini

    Commento di MasadaAdmin — giugno 21, 2010 @ 5:55 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: