Nuovo Masada

giugno 18, 2010

MASADA n° 1157. 18-5-2010. A un passo dall’inferno

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:26 pm

(Bosch)

Il virus letale di Pomigliano – Spatuzza: un monito ai pentiti – Chi ha paura di Gaspare Spatuzza? – Le balle sulle intercettazioni – Il punto di non ritorno – Ma quale libertà d’impresa? – Le varie libertà – Finanziamenti pubblici alla faccia della crisi – Di quale federalismo stiamo parlando? – Habemus novum Ministrum

Il virus letale di Pomigliano
Viviana Vivarelli

Mi domando se stiamo impazzendo? Se c’è un virus della cattiveria che ha preso gli italiani? Se siamo invasi da qualche alieno malvagio che ci rende come lui? O stiamo precipitando all’inferno? Avanza una epidemia che è molto peggiore dell’aviaria o della suina e non ci sono campagne statali per frenarla, non si vedono farmaci né medici, non ci sono anticorpi, a meno che tutto l’organismo sociale non reagisca come un solo anticorpo per espellere da sé questa rovina.
Guardo Marchionne che ricatta i lavoratori per due miserabili anni di lavoro senza alcuna garanzia futura. Due miserabili anni di caduta verticale verso il basso, contro ogni principio di umanità sostenibile, per il puro gusto dell’odio verso l’uomo, per il puro gusto del vizio della prevaricazione e del potere fine a se stesso. Guardo questi due rampolli viziati, viziosi, di casa Agnelli, questi due drogati esemplari di un’umanità senza cuore, questi due alieni della civiltà. Che Dio strafulmini questa genìa corrotta di Satana!

18 turni continuati di lavoro a catena senza pausa pranzo con posture obbligate e catalettiche, con 40 ore di straordinario coatto, divieto di sciopero, niente coperture sanitarie per tre giorni di malattia e più facilità di licenziamento di prima. E per 2 anni di sporco malpagato lavoro!!
Si sono presi i soldi dello Stato ma non basta, 50 anni di finanziamenti pubblici quanto un numero inverosimile di Finanziarie, ma non basta, si sono presi decine di anni di cassa integrazione a spese dello Stato ma non basta, hanno delocalizzato il lavoro in Polonia ma non basta, ora lo riportano in Italia licenziando i lavoratori polacchi e portandolo a livelli più bassi, ma non basta, e domani cosa faranno? Ricatteranno i lavoratori polacchi per riportare il lavoro in Polonia a livelli ancora più bassi? E avanti e indietro, lavoratori contro lavoratori, a condizioni sempre più miserabili e meschine? Finché l’uomo non sarà a livello di uno schiavo. Cosa hanno in quelle teste malate e viziate?
Cos’ha in testa quel miserabile di Veltroni che attacca gli operai?
Cos’ha nel cuore quella sciagurata della Marcegaglia che spinge verso un contratto infernale?
Cos’hanno in mente Bonanni e Angeletti per prestarsi a un tunnel simile?
Come può un qualunque operaio, di fronte a uno scenario simile, consentito da Pdl e Lega, votare ancora per questi aguzzini?
Come può un mondo qualsiasi reggere ancora alla cieca sordità umana dei demoni che lo infestano inneggiando a spregi come questo? Spregi alla civiltà, al buon senso, all’Uomo!

Per Sacconi è svolta storica, per Tremonti è mercato, per Marchionne, CISL e UIL è la sola cosa da fare. Per i lavoratori è ricatto nero.
Questo Governo ha sempre cercato di far fuori l’art. 18 e lo statuto dei lavoratori. Il contratto FIAT apre alla schiavitù fatta norma. Si chiude l’era dei diritti, si entra nel medioevo.
Il lavoro diventa far west. Applaude Marcegaglia spudoratamente. Viva l’economia liberista più spietata di prima! Viva il profitto senza regole, e la politica rampante del mercato libero fatto sulle spalle dei più deboli!
Un colpo all’informazione, uno alla giustizia, il terzo al lavoro. E sono all’opera per distruggere la Costituzione! Cos’altro vogliamo?
A Pomigliano si gioca il futuro di tutto il lavoro italiano. Muore il lavoratore, nasce lo schiavo. Il modello di riferimento è Rosarno è la camorra, che ora prende la faccia del business e si accomoda nei Cda, lasciando Maroni giocare coi picciotti o le famigghie che hanno perso la corsa, tanto poi libereranno anche quelle, o in Cassazione o penalizzando i pentiti.
Marchionne promette 700 milioni di investimento, in cambio vuole stracciato il Contratto nazionale di lavoro e sputi alla Costituzione. Si deve sputare su due secoli di lotte per il lavoro. Tornare indietro di due secoli. Anzi al medioevo. Signori e servi della gleba. Chi ha il diritto di spaccare il mondo e chi non ha il diritto nemmeno di rispettare se stesso. Una robetta da poco! I diritti sospesi! Vedete come lo spauracchio della crisi renda bene a certuni! Tanto bene che possiamo solo pensare che anche la crisi sia stata uno strumento abile per portare ancora più in basso, ancora più rapidamente, i diritti del mondo.
Chi mette in discussione l’accordo da schiavi sarà licenziato in tronco! Non sono ammessi scioperi postumi. Siamo extracomunitari in casa!
E sennò? Sennò si chiude. E tutti a casa. A morire di fame! E sotterriamo l’art. 40 della Costituzione! Il diritto di chi lavora a scioperare. Al suo posto sarà infoltito il diritto dell’impresa di fare quel che la pare. Già si fa una Costituzione a misura di impresa. La repubblica deve essere fondata sul lucro. Il contro in banca ripulisce la coscienza e la legge garantirà dalla magistratura. Niente diritti ai deboli niente umanità. L’era del sopruso cresce sotto i colpi ben diretti di un liberismo che dalla sua crisi trae colpi meglio assestati contro gli impotenti, così ben assestati da credere che anche la crisi sia stata fatta artamente per velocizzare la schiavitù dei deboli.
Fino a quando? Fino all’apocalisse finale. Praticamente il mondo sarà diviso tra chi è schiavo e chi aumenta la sua potestà del far male. Schiavi e demoni. E questo trova tra gli schiavi perfino degli estimatori!! A questo punto siamo arrivati di aberrazione finale!
E il sindacato? Non c’è posto per il sindacato in un neoliberismo estremo. Solo per corporazioni succubi di tipo fascista e CISl e UIL già sono su quella strada. La strada di Minzolini e De Bortoli. E’ il primo passo per l’annullamento fascista dei sindacati e la loro riduzione a corporazioni fasciste, cosa a cui CISL e Uil si sono già aggiogate, malgrado la fregatura del Patto per l’Italia. Siamo sulla strada su cui già stanno opportunisti e vigliacchi.
Cosa dicono ora quegli operai che sono passati così superficialmente alla Lega? Quei lavoratori dipendenti che ancora nel Pd e nella Lega non riescono a vedere i segni della loro disfatta?
A Pomigliano non si gioca il futuro dei lavoratori FIAT ma di tutto il lavoro italiano. Si giocano i diritti dell’uomo. Ci sono dei passaggi che aprono all’inferno. Qui si viola la legge e la Costituzione. Si uccide il diritto del lavoratore a essere rispettato. Si uccide l’uomo. Passato quel limite, tutto il peggio è possibile.

(Bosch)

Il lager di Marchionne
Pietro Ancona

Bisognerebbe che Merchionne spiegasse perché sposta la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano nonostante le vantaggiose condizioni di cui ha finora fruito e non solo per i bassi salari ma anche per le brutali regole imposte ai metalmeccanici polacchi che certamente stavano assai meglio ed godevano di ogni diritto nel regime comunista. Mi domando se Solidarnosh che, manovrato dalla Chiesa e dall’Occidente, riuscì ad avviare il rovesciamento del regime comunista sia soddisfatto del passaggio alla “libertà” ed alla “democrazia” ed all’insediamento di multinazionali che comprimono il livello di vita e la possibilità di crescere culturalmente e socialmente del popolo polacco. Il tanto sbandierato investimento di 700 milioni di euro a Pomigliano, lodato da pennivendoli servili che lo agitano davanti ad una popolazione povera ed bisognosa di lavorare, non garantisce alcuna certezza per il futuro. Quali sono i programmi di Merchionne per Pomigliano ? Esiste un piano industriale a lunga scadenza che tenga conto anche del fatto che la Panda potrebbe non avere una lunga vita come altri fortunati modelli di automobili? Colpisce l’assenza totale del governo in questa vicenda tranne la retorica e spocchiosa dichiarazione di Tremonti che proclama dopo la sconfitta della Fiom la vittoria del “riformismo”. Anche la Regione Campania che si agita assieme alle altre per i tagli imposti dalla “manovra” che certamente farà pagare alla popolazione e non alle greppie di consulenti, amministratori, manager ed altri parassiti, non ha mosso un dito, non interviene, non ha nulla da dire…..
In effetti non sappiamo niente e l’art.41 della Costituzione è ignorato. L’inerzia dei pubblici poteri consente una operazione di pirateria da terzo mondo operata da una multinazionale che oramai di italiano ha molto poco e che comunque, nella storia industriale e civile di questo Paese si è distinta per i reparti confino inventati da Valletta e per l’enorme compressione di diritti a Mirafiori rotta soltanto dagli immigrati meridionali negli anni sessanta.
La storia della Fiat non è per niente gloriosa. Quando il lavoro abbondava in Italia la gente preferiva andare a lavorare dappertutto ma non alla Fiat degli Agnelli noti per essere gretti e avidi di sfruttamento. Intanto credo che il Parlamento dovrebbe avviare una inchiesta parlamentare sulle condizioni di Melfi che non sono durissime come quelle firmate ieri dai sindacati felloni ma sono certamente molto pesanti. I lavoratori non sono utensili animati, bipedi parlanti e non possono essere sottoposti ad uno stress che incide profondamente sulla loro salute fisica e psichica. 8 ore di lavoro senza pausa sono contro la Costituzione, contro la legge sulla sicurezza del lavoro, contro tutte le raccomandazioni internazionali che invitano a non superare i limiti della sopportabilità umana.
Credo che bisognerebbe avviare un intervento della Magistratura per prevenire malattie nervose, infortuni, logoramento psichico. Si può tenere digiuna una persona per 8 ore facendola lavorare a ritmi predeterminati da un computer e cronometrati dalla sorveglianza? Sebbene siamo nell’Italia di B e della destra al potere credo che questo non si possa fare. La fabbrica non può diventare un penitenziario ed il logoramento della salute dei lavoratori diventerebbe anche un costo che si scaricherebbe sullo Stato.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it

DI PIETRO

Agli operai della Fiat di Pomigliano è stata posta questa domanda: preferite essere licenziati subito oppure rinunciate ai vostri diritti contrattuali e costituzionali?
Nemmeno il referendum corrisponde a un atto di libertà. Che libertà c’è, infatti, nel decidere sotto ricatto? Nessuna: i lavoratori subiranno il ricatto e si ricorderanno tutto quando, tra qualche giorno, quando si spegneranno i riflettori su di loro e dovranno lavorare privi dell’elementare diritto costituzionale che è il diritto allo sciopero.
Questa vicenda rischia di diventare un pericoloso precedente, che potrebbe essere usato da altre realtà di crisi aziendali. E’ un vero e proprio apripista per una deregulation nel mondo dei diritti dei lavoratori.
Per uscire da questa crisi bisogna tornare ai principi fondamentali dell’economia e del lavoro. Basta speculazioni finanziarie, più risorse all’economia reale, basta precarietà, più valore alle professionalità e al merito, basta ad un governo che propone centrali nucleari e il ponte di Messina, ma servono proposte serie come le nuove filiere di green-economy per un lavoro che rappresenti un nuovo modello di sviluppo.
Quindi il rilancio del lavoro, in particolare quello dei giovani, è l’unica leva importante per far sì che l’investimento, anche quello di Pomigliano, porti ad una fabbrica che duri nel tempo. Ciò che fornirà certezza sarà, infatti, la capacità di produrre con qualità e questo si può ottenere solo se i lavoratori non saranno mortificati, ricattati e oppressi.
Ed è per questo che saremo il 25 giugno in piazza a Napoli al fianco dei lavoratori. Anche su questa vicenda il Governo, tramite il ministro della Disoccupazione e della Precarietà, Maurizio Sacconi, ha pensato bene di attaccare i lavoratori e la Fiom. E’ come se l’arbitro di una partita giocasse con una delle due squadre in campo. A questo punto non è più un arbitro ma un truffatore.
Un Governo serio avrebbe gentilmente fatto presente alla Fiat quanti soldi ha preso in questi anni dallo Stato, togliendoli in molti casi alle piccole imprese ed agli artigiani, e avrebbe convocato la trattativa cercando una soluzione per rendere compatibili la fabbrica che funziona con i diritti fondamentali di chi lavora.
Comunque la strada sarà la ripresa di un dialogo rispettoso tra azienda e lavoratori. Non c’è alternativa se vogliamo che a Napoli e nel Mezzogiorno il lavoro serio e dignitoso sia un argine alla criminalità organizzata.

Rivoluzione? Ma quale rivoluzione?

Siamo sempre in tre/ tre briganti e tre pistole
sulla strada da Girgenti a Monreale…
Sì ma c’è il castello
del marchese di Mondello
uno passa dal portone
uno salta dal bastione
uno ammazza i servitori
due si pigliano i tesori
e ce ne andiam.
Ma se siamo in tre
tre somari e tre briganti… un due e tre

Siamo rimasti in tre
tre somari e tre briganti
sulla strada lunga lunga di Girgenti
M pecché fai chidda faccia accipigliata Dragoné…
Comandaci ca anche contro tutti possiamo andare.
Anche contro i cicloppidi…
Ma siamo sempre in tre
tre briganti e tre pistole
sulla strada da Girgenti a Monreale..
siamo in tre

tre somari e tre briganti…
un due e tre


Un monito ai pentiti
Viviana Vivarelli

E’ stata rifiutata la protezione al pentito Spatuzza che viene ritenuto attendibile da ben tre procure nelle sue accuse a Berlusconi e Dell’Utri di essere i mandanti delle stragi di mafia del 92-93.
Senza il sistema protezione il pentito potrà essere ora tranquillamente liquidato come trippa per gatti, con chiaro monito dall’alto a coloro che nella mafia intendessero confessare altri coinvolgimenti inquietanti di personaggi eccellenti.
La motivazione con cui Spatuzza è stato abbandonato al suo destino è che ha parlato dopo i 180 giorni che Berlusconi ha voluto come limite massimo a eventuali confessioni. In realtà Spatuzza ha parlato prima di quei 180° giorni che la legge degli amici della mafia ha posto per frenare le confessioni mafiose, e ora sta precisando i dettagli, dopo una lunga estenuante trattativa con lo Stato per avere proprio quelle garanzie che ora lo Stato spavaldamente nega.
180 giorni per le confessioni, 75 giorni per le intercettazioni… lo scopo di questi strani limiti temporali è sempre lo stesso: oscurare la giustizia con limiti inaccettabili in modo da non far sapere la verità.
La decisione sbalorditiva e senza precedenti è stata presa dal Ministro degli Interni Alfano, appoggiato dal sottosegretario Mantovano, nei confronti del boss della mafia Gaspare Spatuzza, contro la richiesta avanzata dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo che indagano sulle stragi di mafia e sulle presunte trattative tra la ghenga pidduista di Berlusconi e Cosa Nostra.
Alfano fa schifo! Non è un uomo. E’ un quaraquaquà.
Invano il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo ricorda: «La Cassazione ha ritenuto che anche le dichiarazioni per così dire “tardive”, se rese nel contraddittorio tra le parti, possono essere utilizzabili». Per Di Pietro «la mancata assegnazione del programma di protezione a Spatuzza è un modo per intimidire chi riferisce fatti rilevanti su scomode verità. I personaggi eccellenti non si toccano. E le leggi sono fatte proprio per quelli. Non è un caso che le scomode verità oggi coinvolgerebbero proprio il presidente del Consiglio e il suo eterno consigliori e tramite mafioso Dell’Utri.
Spatuzza aveva detto che avrebbe dato i dettagli e le prove di quanto diceva se avesse avuto dallo stato sufficienti garanzie di un sistema protezione, non la blanda protezione generica che Mantovano gli garantisce, ma la possibilità di rifarsi un’altra vita con un altro nome, un altro lavoro. Due anni sono durate le trattative e che gli promette ora lo Stato? che gli leverà anche la protezione generica che si dà a un pentito! Che lo consegnerà alla mafia! Inutile pensare che proprio B e dell’Utri gli avrebbero dato protezione per fargli dire quello che sa su di loro! Sarebbe contro natura.
Siamo andati avanti per mezzo secolo dicendo che non si poteva saper nulla della mafia perché c’era l’omertà e nessun mafioso parlava e per lo stesso motivo non si poteva nemmeno sapere quali fossero i rapporti tra Stato deviato e mafia. Siamo andati avanti mezzo secolo con un Andreotti ai massimi poteri che svendeva la Sicilia alla mafia. Poi abbiamo detto che gli erano condonati tutti i rapporti con la mafia fino al 1960. Oggi la mafia controlla quattro regioni, ha invaso il nord, è entrata in parlamento e al Governo. Ha un fatturato di 400 Miliardi l’anno. Con uno stupido Maroni che si vanta di averle tagliato la testa mentre è lì che comanda sopra la sua testa. Oggi i pentiti parlano, ma l’antistato contro cui possono fare denunce è lo stesso di Berlusconi.
E Il monito che manda Berlusconi è questo: “Chi collabora coi magistrati non viene protetto!”
E quindi, da oggi, Spatuzza è un morto che cammina.

(Guttuso)

Cettina segnala:
Chi ha paura di Gaspare Spatuzza
Pippo Giordano
palermo.blogsicilia.it/2010/06/chi-ha-paura-di-gaspare-spatuzza/

Anche un bambino e gli adulti che non “masticano” di mafia capiscono che non voler ammettere al programma Spatuzza ha il sapore di farlo “scantare” (spaventare) e non venitemi a raccontare frottole che i 180 giorni previsti sono scaduti: baggianate!
La verità è che Spatuzza ha fatto dichiarazioni contro Dell’Utri e sta, con le sue assunzioni di responsabilità, facendo luce sulle stragi del 92/93. Nello specifico si è assunto la responsabilità della preparazione e partecipazione della strage di via D’Amelio, affermando che uomini dei “servizi” avrebbero assistito all’operazione.
In un Paese normale la possibilità che finalmente le nuvole che gravavano sulle stragi si stanno diradando, sarebbe la norma. Invece da noi si rema contro, ci si attacca ai cavilli di una legge, guarda caso, fatta apposta contro i pentiti. Mi chiedo, ma chi ha paura che la verità si scopra?
Chi ha paura che venga rintracciata l’Agenda Rossa di Paolo Borsellino? Il contenuto annotato è davvero così illuminante per accertare la “trattativa” tra mafia e Stato, ammesso che di questo si tratti?
Ma perché lei On. Berlusconi non interviene pubblicamente e dice una volta per tutte che la maggioranza del suo governo “vuole accertare la verità sulle stragi”? Glielo chiedo in nome e per conto di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli uomini delle Istituzioni, compresi i miei colleghi, assassinati da mano mafiosa. Però, se accoglie il mio invito, oltre alle dichiarazioni di principio, devono seguire i fatti: e i fatti potrebbero essere quelli di ammettere subito Spatuzza al programma di protezione. Lei On. Berlusconi, dovrebbe dare serenità ad una persona che poteva ben stare zitto, eppure ha dichiarato di essere responsabile, in concorso con altri, della strage di via D’Amelio.
A proposito di pentiti, già allora quando è stata approvata la legge dei 180 giorni, ho espresso tutta la mia contrarietà. La mia ritrosia alla nuova legge sui pentiti nasceva dall’esperienza fatta nello specifico settore e subito ho intravisto aspetti negativi proprio sul pentitismo. Intravedevo e non a torto, un provvedimento pro mafia.
Durante la mia attività, ho avuto modo di “trattare” taluni pentiti di Cosa Nostra a cominciare da Tommaso Buscetta. Marino Mannoia, Totuccio Contorno, Gaspare Mutolo, Gino La Barbera, Pino Marchese, Giovanni Drago e il padre del piccolo Giuseppe, sciolto nell’acido da Brusca, Santino di Matteo.
Ebbene, proprio in virtù della mia esperienza non ho condiviso la nuova legge e non condivido, oggi, l’esclusione di Spatuzza dal programma. La verità non può subire altre fermate, già siamo in ritardo dolosamente e scientemente per oltre 18 anni.
Ci sono voluti Spatuzza e Massimo Ciancimino per mettere in moto la macchina della verità: macchina che qualcuno vorrebbe fermare. Le minacce di morte a Massimo Ciancimino e l’episodio di Spatuzza, vanno in questa direzione.

(Giotto)

Le balle sulle intercettazioni
Viviana Vivarelli

Il premier si sta sbracciando in balle megalattiche per portare avanti la strana tesi che bloccare le intercettazioni e impedire le indagini sia un apporto di civiltà, urla quanto più può che il 1° imperativo oggi in Italia sia “tutelare la privacy”, strana formula usata per coprire quell’oscuramento imposto alle informazioni e alle inchieste che farebbe precipitare il suo discutibile ‘consenso’, una volta venisse alla luce che ieri un disegno criminale e omicida precedette la sua discesa in campo per destabilizzare lo Stato con stragi di mafia (30 morti e 200 feriti), e, che oggi la sua è una politica di corruzione e depredazione del danaro pubblico fatta sistema, che negli scandali dell’Aquila e della Maddalena trova solo la punta dell’iceberg.
Sbraita dunque il Cavaliere che 7 milioni e mezzo di italiani sono intercettati, praticamente tutti gli italiani sono sotto assedio, e che il problema riguarda dunque tutti, e lo stesso senatore Centaro, relatore della legge-bavaglio al Senato, deve correggere, con vera faccia di bronzo, che la cifra non si riferisce a un solo anno ma a molti anni, decenni forse, sì, facciamo un secolo se basta!
Che B di ai numeri è più che certo. Che questo invece di offendere il senso comune, sia anche accettato supinamente da una moltitudine di zombi è inquietante.
Le cifre vere e non fantomatiche delle intercettazioni in un anno in Italia danno numeri ben più bassi di quelli che il Cavaliere delira, nel suo furente tentativo di farsi un bunker a suon di leggi liberticide.
Si parla di un numero che va dai 30.000 ai 40.000 intercettati, in un paese che è primo in Europa per corruzione politica, che ha le tre massime organizzazioni criminali del mondo, e che è in mano a una cricca di ladri e a una cosca di mafiosi o pregiudicati! E viste queste condizioni, il numero è persino troppo basso!

Non è che al momento la legge bavaglio trovi molti consensi.
Sono contro gli ultimi finiani non venduti al dio danaro, come Gasparri o Mantovano o la misera Meloni.
Sono contro i magistrati. I giornalisti. Gli editori, Le forze di polizia. I cittadini onesti. La Corte Costituzionale. E’ debolmente contro (ed è tutto dire) anche il PD). Si sussurra che sia contro (ma è tutto da dimostrare) persino Napolitano.
Il sottosegretario alla Giustizia USA ha screditato la legge anche se è stato messo presto a tacere.
Sono contro gli stati europei che vedono in questa copertura al crimine un ostacolo alla lotta internazionale alla mafia, alla corruzione, al terrorismo.
E’ contro l’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza in Europa, che ha già stilato un comunicato di allarme.
E ora, per quanto Berlusconi abbia sbraitato per blindarla, comandando al Parlamento di votarla senza discussione (ora non basta più la fiducia, dopo i decreti ‘interpretativi’, abbiamo anche le leggi senza fiducia ma blindate!), per quanto mantovano abbia protestato vivamente contro le intromissioni indebite degli organismi internazionali e dell’alleato americano, per quanto si sia spergiurato che il blocco alle intercettazioni non avrebbe riguardato la mafia (come se i delitti di mafia avessero sopra un cartellino di riconoscimento), oggi si comincia a vacillare e il blocco di Fini a cui si è aggiunto Bossi consigliano meno prepotenza e tempi più lunghi.
Oh, non dubitiamo che qualcosa il Cavaliere si inventerà. Caduto un inganno, se ne prepara un altro. del resto la sua equipe di avvocati lavora a tempo pieno al Governo come in azienda per la sua salvezza che è, quella sì, il primo problema d’Italia.

Stupisce che B abbia aggregato una forza di conniventi simile, ma altri precedenti storici, Peron, Pinochet, Stalin, Hitler, Franco, Pol Pot, Amin… fecero di peggio. Il male si agglutina e fa massa. Gli zombi seguono per fatale destino genetico come il debole cade al più forte, anche se è malvagio, per legge attrattiva come il magnete attrae a sé le particelle insignificanti di ferro.
Dice il senatore Pdl Centaro: “Il prodotto deve arrivare al committente”. Chi è il committente di questa infame legge? Inquietante frase che echeggia quella dell’”utilizzatore finale” di Ghedini. Non si fanno più leggi per il paese in questa sciagurata Italia, ma per “il committente”?
Arriva, questo Centaro, al culmine dell’impudenza: giura che la legge-bavaglio rinforzerà il giornalismo investigativo, come dire a uno a cui tagli la lingua che potrà cantare alla Scala!
Respinge tutto Zanda del PD che chiede cosa c’entri la privacy col limite a 75 giorni delle intercettazioni, col dover portare centinaia di faldoni scortati al capoluogo di regione, col dover richiedere l’assenso di ben tre magistrati, col dover richiedere di volta in volta la reiterazione ogni 3 giorni, col negare intercettazioni ambientali “salvo che in flagranza”, come a dire che non puoi prevenire una rapina in banca e puoi intercettarla solo mentre avviene, il che è inutile. Si chiede Zanda cosa c’entrino questi ostacoli alla prevenzione e al rinvenimento di un reato con la privacy. In tutto il mondo questo strumento è fondamentale per combattere il crimine. Solo in Italia si dovrebbe limitarlo per favorire un potente? E’ assurdo vietare uno strumento tanto importante, salvo che nel crimine non ci sia immersi sono al collo.
Ma Centaro minimizza, dice che non è vero che camion di faldoni andranno su e giù per la penisola, impegnando forze dell’ordine e magistrati e paralizzando di fatto la giustizia. Dice che tutto sarà informatizzato! Ma se nelle procure non ci sono nemmeno i pc?! Ma se nei tribunali non mancano solo i magistrati (a Palermo ne mancano 125!), manca un quinto del personale, mancano i cancellieri senza cui i giudici non possono fare nulla, manca persino la carta per le stampanti, come nelle scuole manca persino la carta igienica! E la polizia non ripara le auto e non ha nemmeno la benzina per muoversi!
E si parla di informatizzazione? Si giura che un anno tutti gli uffici giudiziari saranno informatizzati? Lo si diceva anche per le scuole! Larghi a promettere, parchi nel dare.
I magistrati sono in sottonumero oberati da processi che non possono nemmeno seguire. E ora questo…
..
Nota: le spese per la giustizia sono circa 700 milioni. Di questi 150 milioni per periti e consulenti, 30 milioni per custodire beni sequestrati e addirittura 50 per le notifiche, nell’era informatica si consegnano ancora per posta o a mano.
Nel 2009 la spesa per le intercettazioni è stata di 265milioni, che corrispondono a il 33-34% delle spese di giustizia, ma al 3-4% del bilancio complessivo del ministero.

Ma quale libertà d’impresa?
Di Pietro

Dopo un anno, il Parlamento è ancora invischiato nel ddl intercettazioni.
Ma cosa c’entrano le intercettazioni con la crisi economica che sta cambiando il Paese? Nulla. Ci sono 170 aziende che chiuderanno a breve, tra cui molte multinazionali, con i loro oltre 200 mila lavoratori a rischio. Questo, sia chiaro, in aggiunta al milione di posti persi nello scorso anno.
Tra le multinazionali sotto la lente d’ingrandimento c’è lo stabilimento Fiat di Pomigliano che, attualmente, è sotto ricatto: si vogliono scardinare i diritti della Costituzione e stravolgere l’assetto dei contratti nazionali del lavoro, frutto di un percorso democratico durato decenni.
Dopo il casus belli di Pomigliano, si procederà con le altre realtà. Mentre tutto questo avviene, il Tg1 ha aperto l’edizione di lunedì 14 giugno con B che “risolve” il problema tra Tripoli e Berna. Una cialtronata ampliamente smentita dalla stampa estera e dai telegiornali svizzeri. La questione di Pomigliano, la ricerca sfrenata di uno stato d’impunità certa attraverso l’eliminazione delle intercettazioni, gli insulti all’inno nazionale del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, sono segnali visibili di come la nostra democrazia si stia trasformando in qualcos’altro. Un cambiamento che tutti percepiscono come inevitabile.
Nei Paesi europei la crisi porterà a un ripensamento dei modelli capitalistici e sociali. Tale ripensamento sarà a favore dei cittadini, sono pronto a scommetterci.
Di quello che succederà in Italia ho un’altra impressione: si vuole sfruttare la situazione per acuire i divari sociali, accentrare i poteri nelle mani della politica, e soggiogare l’informazione già moribonda.
Poche ore fa l’Antitrust, attraverso Catricalà, ha parlato di soddisfazione per la volontà del governo di aprire alle liberalizzazioni e si dice d’accordo sulla necessità di modificare gli articoli 41 e 118 della Costituzione per favorire una maggiore “libertà d’impresa”.
Anche in questo caso, sono pronto a scommettere che il governo stia preparando una mossa “sporca”.
Come si può parlare di “libertà d’impresa” con un Presidente del Consiglio che, da una parte, è proprietario delle principali emittenti private e, dall’altra, controlla indirettamente il sistema di informazione pubblico del Paese?
Come si può parlare di “libertà d’impresa” in un Paese dove un’azienda come la Telecom è responsabile dell’incolmabile digital-divide tra Italia ed Europa nella diffusione della banda larga?
Come si può parlare di “libertà d’impresa” in un Paese dove una decina di imprese di Confindustria e un paio di gruppi bancari controllano l’intero sistema economico e finanziario?
Come si può parlare di “libertà d’impresa” in un Paese dove gli appalti pubblici sono in mano alle cricche della politica i cui loschi affari, a breve, non potranno più essere scoperti attraverso l’utilizzo delle intercettazioni?
Come si può parlare di “libertà d’impresa” in un Paese dove l’Agcom e la Presidenza del Consiglio decidono il palinsesto delle televisioni pubbliche?
Il Paese vuole cambiare, ripeto. Il problema è che coloro che vogliono cambiarlo sono gli stessi che lo hanno messo in ginocchio.
Nella migliore delle ipotesi ho l’impressione che si voglia “cambiare tutto per lasciare tutto com’è”. In quella peggiore, invece, credo si voglia utilizzare la crisi per accelerare un progetto di rinascita piduista.
L’Italia dei Valori non si accetterà né la prima né la seconda ipotesi. In tal senso, la Conferenza delle regioni sembra essere in sintonia con l’Italia dei Valori. Infatti, ha approvato un documento all’unanimità che rigetta la manovra economica del governo al mittente. E’ dal territorio e nel territorio, dove la crisi economica viene vissuta in contraddizione con le menzogne e la propaganda del governo, che può innescarsi quel cambiamento per un rinnovo completo della classe politica attuale.
Italia dei Valori sarà con i cittadini e al fianco delle Regioni per aiutare questa rivoluzione dal basso.
..
Mario di Monopoli

A Gaspare Spatuzza succederà qualcosa!!!!
Tra le tante morti misteriose.
NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHE’ SI VIENE UCCISI.
Salgono a 21 i detenuti suicidi da inizio anno (62 in totale i morti in carcere)
La frequenza dei suicidi tra i detenuti è cambiata nel corso degli anni?
Negli ultimi dieci anni (2000-2009) i detenuti suicidi nelle carceri italiane sono stati 568, mentre nel decennio 1960-69 sono stati “soltanto” 100, con una popolazione detenuta che era circa la metà dell’attuale: in termini percentuali, la frequenza dei suicidi è quindi aumentata del 300%.
Non ho intenzione di giocare con la vita di una persona, ma ho la ferma impressione che a Gaspare Spatuzza succederà qualcosa è testimone troppo scomodo TROPPO!!!!
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OSCE
Il Rappresentante OSCE per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, oggi ha invitato l’Italia ad abbandonare un progetto di legge sulla sorveglianza elettronica – noto anche come il ‘intercettazione law’ garantiti dal governo italiano, o rivedere a portare emendamenti in linea con gli standard internazionali della libertà di espressione e di impegni OSCE
http://www.osce.org/item/44592.html
L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha chiesto oggi all’Italia di rinunciare al disegno di legge che limita le intercettazioni nelle inchieste e ne proibisce la pubblicazione nei media, oppure di emendarlo per portare la legislazione italiana in linea con gli standard internazionali sulla libertà di espressione. Lo ha detto in un comunicato Dunja Mijatovic, rappresentante dell’Osce per la libertà dei media.
“Sono preoccupato perché il Senato ha approvato un disegno di legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia, nonostante i ripetuti richiami del mio ufficio”, ha detto Mijatovic. Il ddl “è un passo verso la criminalizzazione del lavoro giornalistico”.

it.notizie.yahoo.com/4/20100615/tts-oittp-intercettazioni-osce-ca02f96.html
e
www.reuters.it
..
Mario da Bruxelles

‘Na molotovve è facile… il problema è che danni ne fa, eccome :-)))
Ma se continua così, i casini che scoppieranno saranno tali e tanti che, chi ci passa, ci passa… perché ci sono sempre più persone con sempre meno da perdere, anzi proprio nulla da perdere – senza lavoro, senza pensione, senza casa e senza speranza di averli, il tutto in una società consumista dove se non “hai” non sei “nessuno”…
È questo che non capiscono tanti ottusi, siano politici che padroni che banchieri che servitori vari: che dagli e dagli, schiaccia schiaccia, togli togli e taglia taglia, sta crescendo il numero di esclusi e di fottuti senza più nulla in mano… e quando uno arriva a non avere più nulla in mano, diventa pericoloso, per tutti, perché può fare qualunque cosa. Cos’ha da perdere infatti? E chi ci passa, ci passa, appunto.
La Grecia ancora non è niente in confronto……. oggi ma specialmente quando tra venti-trent’anni i giovani di oggi che non hanno altro lavoro che il precariato avranno solo una misera pensione sociale quando saranno vecchi, quando i vecchi di oggi con pensioni ancora decenti che reggono le economie di molte famiglie saranno morti e quindi quelle pensioni non ci saranno più, quando le ricchezze nazionali e mondiali saranno ancora più concentrate in sempre meno mani e tale ricchezza sarà sempre più sfacciatamente esibita di fronte a chi invece non sa come sbarcare il lunario per mangiare o anche per stare al passo di una società sempre più frenetica…
… e per non parlare di quelli che oggi sono gli ultimi degli ultimi, i migranti, che prima o poi si stancheranno di essere bestialmente sfruttati e per di più di prendere mazzate e disprezzo razzista da questi coglioncini bianchi che si credono chissacchì, e allora si incazzeranno e si organizzeranno come si deve e gli/ci faranno un kulo così (perché sono più grandi e grossi, hanno più fame e stanno crescendo…)

EPOPEA
Gian Franco Dominijanni

Transizione caotica di un’epoca segnata dalla crisi d’identità. Una ricerca costante di un nuovo modo vivere. Tutto viene stravolto. Le precedenti categorie politiche, morali, filosofiche e comportamentali potrebbero, se già non lo hanno fatto, trasformarsi assumendo un comportamento diametralmente opposto a quello che dovrebbe esprimere. Passando, in qualche modo, dalla ribellione all’obbedienza. L’obbedienza, come è noto, non ha portato mai conquiste importanti e utili al cittadino. L’Italia ha avuto le sue maggiori conquiste sociali grazie alle proteste. Oggi la verità del falso progresso copre la menzogna del vero regresso.
Oggi si riempie l’immaginario comune con progetti sociali già falliti in partenza: libera iniziativa privata, libero mercato e libera concorrenza. Parole magiche che in termini più spicci equivale ad una regolamentazione selvaggia. Ovvero: il soggetto economicamente più forte, sleale, spregiudicato e corruttibile avrà la meglio in questo mercato che di “libero” non ha niente.
Parlare di libera concorrenza nella nostra realtà economica è da ingenui per chi crede a questa affermazione e di mala fede da parte di chi la diffonde.
I fallimenti, le controversie e i disastri prodotti da questa “convinzione” economica sono sotto gli occhi di tutto il mondo.
L’economia mondiale continua a divorare capitali mandando in disgrazia interi paesi spostando il flusso di danaro da tanti piccoli risparmiatori verso una esigua minoranza di profittatori senza scrupoli che gestiscono la finanza internazionale.
L’Italia non ha sviluppato, per ovvi motivi di interesse personale e privato. degli antidoti a questo sistema. Anzi, sempre per i soliti motivi, lo promuove facendolo proprio.
Noi siamo maestri nel fare tesoro e adottare i sistemi fallimentari degli altri. Non abbiamo sufficiente fantasia per cercare alternative e, qualora dovessimo trovarle, manca la volontà politica.
Ormai il sistema capitalistico è in decadenza costante e nessun sostenitore di questa ideologia può negarlo senza una buona dose di malafede.
Questa fase evolutiva di una crisi globale affonda le sue radici in quel processo che vuole sviluppare un interesse privato approfittando della fragilità di un sistema politico adeguato e coerente con i sui principi di interesse che usa l’arma dell’inganno e del falso ottimismo.
Una complessa macchina economica e politica che promuove illusioni passandole per assiomi granitici. Salvo poi zittire quando queste certezze granitiche certezze si infrangono in mille pezzi come oggetti di cristallo.
Hanno però una linea di attribuzione delle colpe comune: è colpa della crisi! Voi siete la causa della crisi. Fuori voi finisce la crisi.
Il male non è fuori, è nello Stato. Lui è il nostro cancro che alimenta i suoi privilegi con le nostre risorse. Le nostre risorse non vengono usate per salvare il debito pubblico ma per rigenerarlo continuamente a favore di privati senza scrupoli.
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Cavalieri
VV
Ahmadinejad ha detto che il secondo reattore nucleare gli serve per fabbricare farmaci contro il cancro.
Questa battuta è buonissima per Berlusconi che potrebbe unire la balla delle centrali nucleari con la balla della lotta al cancro.
Del resto i suggeritori delle sue barzellette sono, oltre a Mussolini, Putin e Gheddafi. Aggiungiamoci Ahmadinejad e siamo al completo coi quattro Cavalieri dell’Apocalisse.

(Bosch)

I geologi d’Italia
VV

Si apre a Roma il convegno dei geologi italiani che quest’anno sarà incentrato sull’energia solare e gli strumenti politici, economici e tecnologici atti a sviluppare le potenzialità del solare in Italia al di là dei meccanismi incentivanti, ovvero il nulla, visto che Berlusconi si è tolto dal gruppo europeo per le energie verdi.
L’Italia è uno dei paesi al mondo più a rischio di danni idrogeologici e la spesa per catastrofi naturali è dieci volte di quel che basterebbe alla prevenzione, ma fare il geologo in Italia non è nemmeno una professione considerata, è un hobby.
Intanto si continua a costruire dove non si dovrebbe e si continua a condonare le costruzione abusive.
Un paese che frana sotto un governo franoso. Il massimo per un futuro non sostenibile.
….
Il mio regno per uno yacht
Viviana Vivarelli

Il provvido Brunetta ha presentato un disegno legge, depositato in commissione Trasporti, con una norma sulla nautica di diporto tesa a semplificare la vita ai proprietari dei megayacht, ed in particolare a salvare dal sequestro il Force Blue di Flavio Briatore, attualmente in mano alla Finanza per reato di contrabbando e reato fiscale. Sono queste le loro preoccupazioni.
….
David Lak
In GERMANIA causa crisi hanno sospeso il progetto della costruzione del “Palazzo del Kaiser” (400 milioni di euro).
Rendiamoci conto della differenza tra un popolo civile e un popolo di mentecatti decerebrati.
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Vito Farina
CHI HA DETTO CHE LE AUTO BLU NON SONO UTILI?
Servono anche per mandare l’autista a prendere il biglietto per lo stadio (biglietto gratis naturalmente).
Fino a 40 auto blu in fila all’Olimpico per Roma Arsenal.

www.youtube.com/watch?v=kauRG-BjHAg&feature=related

Solo Brunetta ne ha sei
Francesco Pace
(Grande Uomo = grande parco macchine)
….
Il punto di non ritorno
Sauro Sapori

Credo che siamo in un momento delicato del mondo. A parte la mostruosa perdita di petrolio della BP, che lascerà una macchia indelebile per molti e molti anni, mi si perdoni il gioco con le parole.
I potenti della terra, a mio modesto parere, hanno capito molto bene che la terra, la Madre Terra, è ad un punto di “non ritorno”.
Lo hanno capito talmente bene, che hanno deciso di cambiare le regole del gioco.
E hanno deciso che a “banchettare” con le risorse di Madre Terra, saranno meno persone, dovranno essere meno persone.
Semplice.
Meno persone a banchettare, più risorse per chi banchetta.
Altrettanto semplice.
Questo spiegherebbe perché un paese come la Germania, virtuoso, imposta una manovra da 60 MLD di € quando un paese come il Giappone o gli USA, messi peggio, stanno a guardare…
Per ora!
Ma ci arriveranno anche loro!
Questo spiegherebbe, in fantascienza, me ne rendo conto, tutto un mondo in cui si sta distruggendo quello che era il cuore del “capitalismo” di stampo fordiano: la “midlle class”. La classe media che maggiormente contribuiva allo sviluppo, inteso come economia che gira, gira a dx e gira a sx (non come scelta politica), come direbbe Antonio Albanese. E’ stata la “middle class” il motore dell’economia capitalistica, il suo cuore. Senza quella, crolla il castello.
Ora invece la torta deve essere ridotta drasticamente, il livello dei consumi della popolazione mondiale, che non sia per i ricchi ed i potenti, deve essere diminuito.
Le prove sono state già fatte.
Thailandia. Argentina. Islanda. Grecia. E poi via via. Toccherà a tutti i paesi occidentali, ridurre di brutto il proprio tenore di vita.
Ma senza che si sia arrivati ai concetti di una “economia sostenibile”.
Semplicemente con la riduzione del welfare e degli stipendi, delle risorse economiche in mano ai privati. Meno risorse, meno consumi.
Se ci pensate, il tasso del denaro non è mai stato così basso. I soldi in pratica non rendono niente. Il mercato azionario è una roulette. Il mercato mobiliare è una bolla speculativa tenuta ferma in maniera artificiosa, altrimenti altro che 1929…
Le retribuzioni sono ferme, almeno in Italia, aumentano solo nei bollettini di regime, il mio stipendio è fermo da anni!
I sindacati sono stati o asserviti, parlo dell’Italia ovviamente, come CIS, UIL, UGL, o messi in un angolo senza speranza, come la CGIL.
A questo punto il disegno è pronto. Mancano ancora pochi tasselli.
Il banchetto per i signori, i veri signori, è quasi pronto, e forse sarà per molti, ma non per tutti.
……
Le varie libertà
Paolo De Gregorio

-Pomigliano: gli operai scelgono liberamente fra condizioni di lavoro
durissime, e la disoccupazione

-Berlusconi è in trattativa con la famiglia nobile Odescalchi per comprare un
Caravaggio (la Conversione di Saulo) del valore di molti milioni di euro, ma
avrà il duro problema di decidere in quale delle sue ville metterlo. A ciascuno
la sua pena.

Ho la leggera sensazione che quando B. parla delle libertà, con tanto
entusiasmo, pensa alle sue, che sono quasi infinite.
Bisogna dare atto alla famiglia Berlusconi di avere una grande solidarietà
verso l’Italia in crisi, anche Piersilvio ha speso 18 milioni di euro per la
sua barchetta, sua sorella progetta l’acquisto di una mega villa in Toscana,
una famiglia esemplare che all’estero ci invidiano
..
Finanziamenti pubblici alla faccia della crisi
Viviana Vivarelli

La pioggia dei finanziamenti pubblici ai giornali, voluta dalla Lega, continua e se ne infischia della crisi.
La Padania pur avendo pochi lettori riceve ogni anno 4 milioni di finanziamenti pubblici. Da dove li levano se non dalle nostre tasche?
E poi mancano gli asili e la Gelmini vuol chiudere le scuole un mese in più, infischiandosene degli allievi e delle famiglie che lavorano. E portano il tasso di invalidità all’85%!
Però finanziano Chitarre 273.000 €, Il Granchio 88.000, Sportsman Cavalli e corse: 2,5 milioni e Motocross 506.000, Italia Ornitologica 40.000, Buddismo e Società 26.000, Famiglia Cristiana 312.000. L’Avanti nel 2008 incassava ancora 2,5 milioni. Conquiste del Lavoro (Cisl) 3,3 milioni. Il Manifesto 4,3. La Voce Repubblicana 624.000. 2,5 milioni al Riformista come al napoletanissimo Roma. 3,7 al Foglio. Il Denaro 2,4 milioni. Libero 7,7 e Avvenire 6,1. Guida la classifica l’ Unita 6,3 milioni, seguita da Padania 4 ed Europa 3,5. Due soli beneficiari per le tv satellitari tematiche: 3,5 milioni alla progressista Nessuno Tv, altri 2,1a Informazione Libera
I maggiori giornali sono di proprietà o sotto il controllo di personaggi noti
-RCS: Mediobanca, Pesenti, Ligresti, Della Valle, Banca Intesa, Generali ass., Merloni ed Edison
-MONDADOR: B per Fininvest(57,4%), SISa Silchester in ternational Investors e Tweewdy Browne Co. (5%)
-GRUPPO ESPRESSO a De Benedetti
-GRUPPO CALTAGIRONE a Caltagirone
-GRUPPO RIFFSER a Maria Luisa Riffler e società poligrafica editoriale
-LA STAMPA alla famiglia Agnelli..
e questi gruppi comprendono, oltre al Corriere della sera, Gazzetta dello sport, Repubblica, Gazzetta di Mantova, Messaggero Veneto, La Stampa, La Nazione, Il resto del Carlino, Il Mattino di Napoli, Il Giorno ed Il Piccolo, un centinaio di giornali locali che nessuno compra e non sono nemmeno in edicola
Ma per volontà della Lega tutti ricevono ricche sovvenzioni, come per volontà della Lega non si elimineranno le Province e anzi aumenteranno, ma i leghisti continuano a gridare contro Roma ladrona!
Sapete che per legge un giornale, per ricevere contributi pubblici, cioè soldi presi dalle nostre tasche, deve dichiarare quante copie vende, e che la Padania si rifiuta di farlo? Perché le sue copie vendute sono una miseria, ma il contributo glielo danno lo stesso.
In 7 anni si è aggiudicata 28 milioni solo per il suo giornalucolo! E poi vengono a gridare Roma ladrona! Ladri!

La Lega ha fatto anche una legge per dare uno stanziamento pubblico di un milione di euro alle radio che avessero precisi requisiti, comma 190, articolo 4. Sapete quali radio hanno i requisiti previsti da questa legge?
Radio Padania e Radio Maria!
Un milione di euro!!
E il contributo di stato è a carattere permanente cioè viene dato tutti gli anni, e deve essere spartito tra sole due radio!
Eccolo il motto della Lega! Altro che Roma ladrona! Piuttosto ‘piatto ricco, mi ci ficco’!
Ladri!
Sapete cosa significherà per le casse dello Stato portare l’invalidità del 74% all’85? Spiccioli! Poco o niente!
Ma quante sofferenze in meno avrebbe significato tagliare invece i fondi ai giornali, come la proposta di Grillo prevedeva con 350.000 firme?
Ai giornali si danno senza batter ciglio 700 milioni di euro ogni anno, più tutte le sovvenzioni varie, sulla carta, le copie rese ecc.
Quante iniquità di potevano evitare con questo miliardo di euro che la Lega ha preteso si buttassero per pura scellerataggine?
E invece si pensa a tagliare la scuola o la sanità o la ricerca o i treni dei pendolari o le forze di polizia!!?
Ladri!
Questa è dissennatezza! E la dissennatezza non va premiata! Va presa a calci in culo!
..
Regina effe

La Lega si sta ogni giorno di più dimostrando il partito che più di tutti ha tradito il suo elettorato credulone. Non si conosce una loro proposta di legge atta a diminuire gli scandalosi privilegi loro & C. Non c’è mai stato dissenso alcuno sulle leggi porcate volute dal premier. Hanno avuto perfino il coraggio di votare per la privatizzazione dell’acqua e per il nucleare. Il numero 22 del settimanale l’Espresso porta la notizia che, visto i tempi che corrono, si è trovato giusto spendere ben CENTO MILIONI di euro per acquistare un’altra flotta di auto blu nonostante il parco macchine blu sia già adesso il più numeroso al mondo. Però si tagliano gli aiuti agli invalidi. La Lega non profferisce parola.
..
Don Aldo
Dal Centro di Ricerca per la pace di Viterbo, “coi piedi per terra” n. 263 leggo:

LE AUTOMOBILI SI NUTRONO DI ESSERI UMANI
“In Gran Bretagna, durante la stesura degli enclosure acts, Tommaso Moro scrisse: “Le pecore mangiano gli uomini”. Si riferiva al passaggio dalla terra coltivata per le necessità e il sostentamento degli uomini a quella destinata all’allevamento per produrre la lana e il materiale grezzo finalizzati al profitto dei proprietari terrieri e delle fabbriche. I contadini furono sradicati e nacque una nuova povertà. La terra, che fino ad allora aveva nutrito le persone, era ora destinata ad alimentare le fabbriche.
Oggi sono le macchine che mangiano gli uomini. La terra è destinata alla costruzione di parcheggi, di autostrade, di cavalcavia e di fabbriche automobilistiche. L’estrazione del ferro e della bauxite da cui si ricavano l’acciaio e l’alluminio sta distruggendo la terra e l’ecosistema. Le trivellazioni per estrarre il petrolio stanno divorando altra terra. Le macchine mangiano la terra e gli ecosistemi. E le emissioni dei combustibili fossili l’atmosfera”. (VANDANA SHIVA)

(Aggiungiamoci anche le guerre per il petrolio e la marea nera della PB..!)

Mentre, sempre dal Centro di ricerca per la pace, Telegrammi 222 leggo questo editoriale:

“Così funziona il sistema dei mass-media della società dello spettacolo. Così funziona il sistema di potere del regime della corruzione. Così funziona la costruzione del consenso nella struttura del sempre uguale e del sempre iniquo. Così funziona questa dittatura di classe che totalitariamente si pretende mondo senza alternative. Che si parla sempre d’altro, e mai di ciò che veramente conta.
Noi invece vogliamo parlare della guerra assassina e del dovere di ogni essere umano decente di contrastarla.
Noi invece vogliamo parlare del colpo di stato razzista e del dovere di ogni essere umano decente di contrastarlo.
Noi invece vogliamo parlare dei rapporti di produzione e di proprietà e del dovere di ogni essere umano decente di contrastare un modello di sviluppo e un’organizzazione della società e delle relazioni tra le persone e tra i popoli e tra l’umanità e la natura che sta distruggendo la biosfera, i diritti umani di tutti gli esseri umani, la civiltà.
Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.
E l’ora della lotta è adesso”.
.
Smisurata preghiera di André
www.youtube.com/watch?v=mZR9n6DEeEY

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere

I COBAS della scuola hanno già bloccato 25.000 scrutini

I COBAS chiedono che si cancellino i 41 mila tagli e la Finanziaria-massacro, il blocco degli scatti “di anzianità” e dei contratti, il furto delle liquidazioni e l’allungamento dell’età pensionabile, in particolare a 65 anni per le donne; e reclamano l’assunzione a tempo indeterminato dei precari/e, massicci investimenti nella scuola pubblica per il funzionamento degli istituti, l’annullamento della “riforma” delle superiori, la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
..
Rosaria Amato
Di quale federalismo parliamo?

Tagli per 5,2 MLD per il 2011, 6,1 per il 2012 e 6,2 per il 2013: è questa la riduzione dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni, secondo il calcolo effettuato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Questo si traduce, come spiega Errani, in una riduzione della capacità di spesa delle Regioni del 55% sul 2011, del 42% sul 2012 e del 41% sul 2013. Le riduzioni della spesa saranno per gli enti locali nel complesso del 60%.
A questo punto è lecito chiedersi, come fanno i governatori, di qualunque colore politico, come fanno molti giuristi ed economisti, di quale federalismo si voglia ancora parlare. A chiederselo è anche la Corte dei Conti, che già sul 2009 ha rilevato per via dell’abolizione dell’Ici e del blocco delle addizionali la riduzione di 1/5 dell’autonomia impositiva di Regioni e Comuni. Adesso, in nome del risanamento, si andrebbe ben oltre.
Colpisce la differente distribuzione dei tagli, problema sollevato da Burlando: lo Stato paga solo il 2% della manovra, le Province il 3%, i Comuni il 4%, mentre le Regioni pagherebbero il 14%”. Si vuole modificare di fatto la Costituzione, come ipotizza Formigoni?
Ovvio che questa è una riduzione dell’autonomia delle Regioni, che va in senso opposto al federalismo.
Le regioni dovranno tagliare i servizi: asili, trasporti, sanità, sanità, vigili urbani, incentivi alle imprese, protezione civile, invalidi civili, opere pubbliche, viabilità, ambiente, difesa incendi, politiche sociali, lavoro disabili, procreazione assistita, prestiti d’onore, lotta all’inquinamento, fondo affitti, fondo politiche per la famiglia, consiglieri di parità, turismo, edilizia residenziale agevolata, sostituzione autobus, fondo occupazione.
..
La politica italiana è la più corrotta d’Europa.
E costa da sola 40 miliardi.
Perché non tagliano quella?

..
Alla faccia della crisi Berlusconi aggiunge un ministero, quello per l’attuazione del federalismo. Un contentino alla Marcegaglia con la promessa di liberalizzare l’apertura di impresa (magari con una inutile manomissione della Costituzione) e un contentino a Bossi con questo ministero di cui nessuno sentiva la necessità.
Ora i ministeri inutili sono di più: Rapporti con le Regioni (Fitto), Attuazione del Programma di Governo (avete mai visto un governo che ha bisogno di un ministero per attuarsi? Per fortuna che c’è Rotondi, Pubblica amministrazione e Innovazione (quale innovazione avrebbe portato in due anni di Governo Brunetta?), Pari opportunità (Carfagna, ha forse fatto qualche progresso la disparità uomo/donna o l’apartheid dei gay?), Politiche Europee (Ronchi. Ecco un altro essere inutile), Rapporti con il Parlamento (Vito. L’unico rapporto che B ha col Parlamento è non andarci mai), Riforme per il Federalismo (Bossi), ma non bastava evidentemente viste le condizioni e allora lo si affianca con un Ministro al federalismo (capite voi la differenza?), Semplificazione Normativa (Calderoli, due anni a svaccare), Turismo (Brambilla, vista la carenza d’acqua farà de campi da golf in Sicilia),
Quanto costa un ministero? Quanto personale impegna? Quanti asili ci si può fare? Ma c’era proprio il bisogno di sdoppiare in due il ministero di Bossi? Tanto il federalismo a Bossi Berlusconi non glielo darà mai.
..
RIDIAMARO: – )

Radio Padania esulta al gol del Paraguay. Per fortuna, avevo temuto che tifassimo per la stessa squadra. [archi il leone]
http://www.spinoza.it

16 giugno 1941:
Gli ingegneri svizzeri W. Jaeger ed E. Meili
inventano il primo rivelatore di fumo
per i sistemi antincendio,
collegato a una sirena
26 gennaio 1994:
Gli ingegnosi italiani S. Berlusconi ed M. Dell’Utri
inventano il primo rilevatore di fiducia
per i sistemi anticostituzione,
collegato alla mafia
..
Viviana

Don Maurizio Dassié ha detto: “Fucilate i preti pedofili”
Il leghista Buonanno: “Mafiosi e pedofili. Bene se si suicidano”
La maggioranza non trova di meglio che stuprare la Costituzione.
Alfano consegna Spatuzza alla mafia che se lo ammazzi come meglio crede.
Il governo Berlusconi respinge l’invito dell’Onu a introdurre nell’ordinamento penale il reato di tortura.
La Marcegaglia spinge la FIOM a suicidarsi con un contratto schiavitù.
Gasparri e Quagliarello tentano di far passare la pedofilia come danno di lieve entità.
Berlusconi tenta di far passare il bavaglio ai magistrati e alla stampa come difesa alla privacy.
L’Europa appoggia la manovra fiscale strozzacittadini di Tremonti.
In 10 anni nelle carceri italiane sono morti più di 1.500 detenuti, di cui oltre 1/3 per suicidio.

Poi uno, se si arrabbia, si deve sentire anche sbeffeggiare…
..
Copio da Mario Ricca

(da Leggo.it). ”’Escludo che i suicidi in carcere possano essere collegati alla questione del sovraffollamento, non vedo questa equazione”. Lo afferma il sottosegretario alla giustizia con delega alle carceri Elisabetta Alberti Casellati.
Giusto. I suicidi riducono l’affollamento

(da Giornalettismo). Luttazzi ha impunemente scopiazzato decine e decine di battute a destra e a manca, spacciandole per sue.
Un po’ come se il programma di governo lo spacci per tuo e, invece, te lo ha scritto Gelli.

(da Giornalettismo). Il responsabile comunicazione nazionale dei Giovani Democratici è scappato con la password del sito del partito. che non può essere più aggiornato.
È “Opposizione”. Nessuno del Pd ci arriverà mai.

(da il Messaggero, in un blog). «L’accordo siglato con la Fiat non “tocca” i lavoratori e non prevede vincoli sullo straordinario …. Ma sempre in quel posto lo prendono.
Pomigliarco d’Ano.

(da Repubblica). La segretaria del deputato regionale ed ex senatore dell’Udc Salvatore Cintola acquistava droga per conto del politico, il quale poi inviava i soldi con l’auto blu.
Un pusher vendeva cocaina a credito a uno dell’Udc. La notizia è questa.
(da La Repubblica). Berlusconi all’assemblea di Confcommercio: “L’architettura istituzionale scritta dai nostri padri risentiva del timore che ritornasse la dittatura”. Ha aggiunto, “Bisogna riformare la Costituzione”.
Ha detto tutto.

(da La Repubblica). Il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, sulla mancata ammissione di Spatuzza al programma speciale di protezione ha dichiarato: “Non ha i requisiti per avere la protezione”.
Non è un eroe (come Mangano).

Non bisogna mai dimenticare le Regole di comportamento della Mafia:
-L’UOMO d’onore ” NON parla,
-L “UOMO d’onore” non tradisce,
-L “UOMO d’onore” non fa nomi,
-L “UOMO d’onore” non racconta,
-L “UOMO d’onore” non fa la spia,
-L “UOMO d’onore” non si vende,
-L’OMERTA’ è la sua dote che lo fa un EROE! agli occhi della FAMIGGHIA ….proprio come Mangano: UOMO d’ONORE, condannato all’ergastolo che visse per alcuni anni in casa Berlusconi.
Mangano è un eroe? per Berlusconi, SI’!
..
http://masadaweb.org

12 commenti »

  1. ti voglio tanto bene per le cose che hai scritto e che sono gridate dal cuore!

    Pietro

    Commento di MasadaAdmin — giugno 18, 2010 @ 5:31 pm | Rispondi

  2. Mio caro Pietro

    tu sei diventato per me una fonte e un orientamento. Ormai non potrei sapere ciò che attiene al lavoro da altri che da te e non solo perché sei stato un sindacalista dunque ne sai di queste cose più di altri ma perché sei rimasto un uomo appassionato, cosa ormai sempre più rara in questa Italia arida, ipocrita ed opportunista. Ti leggo sempre volentieri e ti riporto su Masada o riporto i tuoi scritti sul blog di Grillo e dico ai miei amici di leggerti.

    Io non so dove andremo a finire, e certi giorni mi ritrovo disperata anche se nella mia famiglia tutto va bene, ma quello che mi accade attorno non riesco a metterlo fuori della porta. Mi interesso di politica solo dal G8 di Genova e ne so poco, non per mia colpa ma perché i problemi che ho dovuto affrontare prima erano terribili e non mi lasciavano troppo posto per cose non personali.

    Oggi che dovrei essere in salvo, mi sento come su una zattera in mezzo ai caimani con gente attorno a me che sta per affogare e non riesco nemmeno a godere questi ultimi anni perché sono oppressa dal peso del mondo.

    Ho una sola figlia che vive a Londra ed è sposata là felicemente e con bambini. Io non posso andare là ma non posso nemmeno dire a lei di venire qua. Quando sento la superficialità e la rozzezza con cui si indica ai giovani la via dell’estero mi prende la strizza al cuore. Non è giusto, non è giusto che governanti incapaci e partiti inefficienti ci abbiano ridotto così.

    Ogni popolo ha il sacrosanto diritto di far crescere i suoi figli là dove sono nati, di trovare per loro un lavoro e di permettere che si costruiscano un futuro. perché noi no? Siamo bravi a schernire gli extracomunitari ma c’è chi ormai tratta noi come se lo fossimo in patria

    Grazie per tutto quello che fai, sempre tua amica

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 18, 2010 @ 5:32 pm | Rispondi

  3. Cara Viviana,

    grazie per la stima. Cercherò di meritarmela anche in futuro. Siamo nella fase della barbarie. Ieri sera a TG3 ho visto uno straziante reportage da Haiti. La gente viene fatta morire di fame e di stenti. Sono in gran parte sotto le tende che dovranno affrontare la stagione degli uragani. Mi sono ricordato con rabbia di Obama che, con accanto Clinton e bUSH, si era proposto coordinatore degli aiuti all’Isola che da duecento anni tengono prigioniera. Clinton è intervenuto ma per imporre la vendita del riso dei suoi elettori che agli haitiani sembra cattivo e meno buono del loro che non si produce più. Insomma l’isola deve importare tutto dagli Usa ed offrire soltanto mano dopera a tre o quattro dollari al giorno…… Migliaia e migliaia sono stati amputati di un arto. Sono quasi tutti ragazze e ragazzi. Forse era troppo costoso curare le ferite, tenerli in ospedale. Un bel taglio e via di nuovo in mezzo alla strada…. Ti racconto di Haiti perchè è il paradigma dell’occidente sfruttato dagli USA. Obama è un pagliaccio nelle mani delle multinazionali. La sua riforma sanitaria è stata una benedizione per le assicurazioni che ora possono contare sulla obbligatorietà imposta a tutti. Ora magari gli americani non avranno niente o quasi niente ma dovranno pagare lo stesso alle sanguisughe. Condivido la tua sensazione di trovarti su una zattera. Ho un figlio di 36 che soltanto da poco si è potuto sposare. Non potendo pagare un affitto abita nel nostro villino a pochi chilometri da Palermo. Fa il vigilante e guadagna meno di mille euro al mese. Se, con il vento che soffia tra gli imprenditori, la sua azienda decide di svincolarsi dal ccnl oppure otterrà da questo nuove condizioni che potrà imporre unilateralmente la sua vita precipiterà. Finora io e mia moglie lo aiutiamo. Ma quando noi (siamo anziani)non ci saremo più come farà? Non ci sono più margini per trattare con questo capitalismo e questa borghesia. E’ finita per sempre l’era fordista degli operai messi nelle condizioni di comprare le auto che producevano. Ora le auto vengono prodotte da schiavi utensili umani. Tutto il tempo dei lavoratori appartiene al padrone. La media dei salari sta scendendo al disotto e ben oltre la stessa legge bronzea che garantiva il mantenimento in vita del lavoratore. Ora si scende sotto i minimi vitali e nello stesso tempo il welfare viene saccheggiato dagli iperstipendi dei managers, dai consulenti, dagli amministratori, dalle spese militari e di mantenimento di polizie interne. Se da queste macerie nascerà un movimento di recupero dei diritti, della civiltà e della felicità non lo so proprio. Certo la reazione del voto di melfi e l’allarme che suona dentro il gruppo Fiat sembrano dati positivi ed incoraggianti. Purtroppo quasi tutto il Parlamento è confindustrialista e sulla CGIL non potremo mai più contare in futuro. Condizioni del genere si verificarono un secolo fu ed indussero Di Vittorio ad uscire dalla CGIL e fondare l’USI. Ora bisognerebbe lasciare la CGIL al suo destino di collaborazionismo appellarsi alla grande base umana della CGIL costituita da cinque milioni di persone in grandissima parte colte, motivate, combattive e cercare una soluzione diversa assieme ai sindacati di base. Qualcosa c’è. C’è il Manifesto, Liberazione, Vendola, Ferrero e lo stesso gruppo dirigente dell’IDV pur estraneo alla storia ed alla cultura del movimento operaio ha assunto posizioni incoraggianti.
    Pietro

    Commento di MasadaAdmin — giugno 18, 2010 @ 5:32 pm | Rispondi

  4. Questo virus viene da lontano, dalla resa del luglio 1973 e poi via via dai cedimenti che i sindacati confederali e i partiti della sinistra hanno concesso a confindustra, fino al terrificante pacchetto Treu che ha sanzionato il principio del precariato!

    Be’, vorrei sentire una analisi che prenda tutti i fatti in considerazione, non una accusa in una sola direzione. Motivazioni per rendere più flessibile il rapporto di lavoro ce ne erano, al quel tempo e di buone. Sembra che tu non le prenda neanche in considerazione.
    E’ oggi che le cose degenerano, senza alcuna valida motivazione nè prospettiva.
    Se metti tutto insieme, senza fare distinzioni, difficilmente troverai soluzioni.

    A questo si aggiunge che l’assoluta passività del movimento operaio europeo difronte allo sfruttamento schiavistico dei lavoratori del terzo mondo, cina e india compresi, ha consentito che il sangue e la vita versata da quei lavoratori ricada ora su di noi! E se non si vuole scomodare il pensiero marxiano, basta pensare al principio dei vasi comunicanti: la globalizzazione spinge a garantire il massimo profitto di un capitale finanziariamente crescente, che può realizzarsi solo a scapito del lavoro, e dato l’immenso esercito di riserva che deve almeno sopravvivere, mediamente e costantemente diminuisce tendendo a zero. La morte per guerre, conflitti, malattire nuove e non curate, fame, incidenti sul lavoro, calamità, migranti, ecc. non sta portando i benefici voluti dal capitale finanziario: dopo aver divorato i patrimoni della classe media, dovranno fare una tosatura della popolazione mondiale non indifferente: una vera apocalisse, se non li fermiamo!

    Allora, cosa si dovrebbe fare? Da dove partire, per prendere una direzione che eviti di andare sempre peggio? Scelte magari che non potranno garantire grandi risultati subito, ma che diano speranze di un grande cambiamento, nel lungo periodo?

    Lorenzo dalla Corte

    Commento di MasadaAdmin — giugno 18, 2010 @ 5:33 pm | Rispondi

  5. grazie viviana, ti sarò sempre riconoscente per l’energia che impieghi….
    un caro abbraccio

    Leonardo

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 5:48 am | Rispondi

  6. ……….Guardo questi due rampolli viziati, viziosi, di casa Agnelli, questi due drogati esemplari di un’umanità senza cuore, questi due alieni della civiltà. Che Dio strafulmini questa genìa corrotta di Satana!……….

    $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

    …mi fai ridere Viviana:-)))))))…….bellissimo ………sei forte quando ti incazzi !!!
    E’ un piacere leggerti !!!…..e consolante che ci sia in giro gente come te anche se pochissimi !!…. purtroppo per la penisola lanciata nel mediterraneo non c’e’ futuro !! Non ci sono anticorpi per reagire al Male !!

    Ciao con ammirazione e auguri

    Juan

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 5:48 am | Rispondi

  7. Grazie anche da parte mia, a te ed a coloro che collaborano con te.
    E non farti prendere dalla disperazione, a forza di cercarla ed insistere una soluzione si troverà sempre.
    Un abbraccio

    Commento di Paola Lombardo — giugno 19, 2010 @ 11:52 am | Rispondi

  8. Nomina di Ministri con reati prescritti !

    La nomina di Brancher MINISTRO con reati prescritti e un passato poco chiaro è una vergogna per l’Italia in questo momento storico dell’Italia stessa ! Non si può chiederne la revoca da Ministro ?

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 12:34 pm | Rispondi

  9. Mando un affettuoso saluto a Viviana e Pietro, vi seguo sempre e oggi mi avete commosso per qui commenti ricchi di sincerità, passione e umanità. a Pietro dico non so se ci possiamo fidare di Vendola, Ferrero e Idv anch’essi paladini del riformismo e liberismo, poi Vendola lo conosco abbastanza bene da tanti anni,perchè pugliese come me, e poi stiamo constatando delle contradizzioni e ambiguità. un abbraccio,
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 2:29 pm | Rispondi

  10. Sepe SERENO ma noi agitati ….

    avere per vari anni un Cardinale sotto processo in una città con i disastri che ha Napoli ci fa AGITARE ! Il Papa dovrebbe finalmente mandarci un Cardinale senza NOIE CON LA GIUSTIZIA ! GRAZIE !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2010 @ 4:01 pm | Rispondi

  11. Il gruppo di Cologno Monzese farà ricorso
    Contributo a decoder è “un aiuto di Stato”, Corte Ue boccia il ricorso di Mediaset
    ultimo aggiornamento: 15 giugno, ore 17:21
    Bruxelles – (Adnkronos/Aki) – Per Bruxelles l’incentivo pubblico per l’acquisto del ddt “deve essere recuperato” in quanto “la misura non è neutra dal punto di vista tecnologico e attribuisce alle emittenti digitali terrestri un vantaggio diretto a danno di quelle satellitari”

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Contributo-a-decoder-e-un-aiuto-di-Stato-Corte-Ue-boccia-il-ricorso-di-Mediaset_544452492.html

    Serena giornata
    Emanuela

    Commento di MasadaAdmin — giugno 20, 2010 @ 4:02 pm | Rispondi

  12. Ho apprezzato molto il commento della sig. Cettina. Da come parla mi sembra di aver capito che ella è un’appartenente alle Forze dell’Ordine. Dovrebbero pensarla tutti come lei. Putroppo su altri blog ho letto dei commenti di un’Ispettore in pensione che dice di avere lavorato con Falcone e Borsellino. Questo Ispettore ritiene che Bruno Contrada sia innocente e addirittura afferma che Paolo Borsellino è stato assassinato perchè stava per scoprire l’innocenza del Contrada.Quest’analisi offende la verità. Detta poi da un investigatore che ha lavorato alla DIA di Palermo, mi lascia parecchio perplesso.
    Gradirei un suo pensiero su questa vicenda sig. Cettina, anche per chiarirmi le idee, visto che con questo Ispettore non mi sono trovato d’accordo su nulla, sui post che egli scrive su Blog Sicilia e che comunque gli ho dato le mie risposte.-
    La ringrazio.-

    Commento di francesco — luglio 18, 2010 @ 3:54 pm | Rispondi


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