Nuovo Masada

giugno 16, 2010

MASADA n° 1156. SONNO E SOGNI. 12° e ultima lezione

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:43 pm

(Pippo Cafarella)

(Questa è la lezione n° 12, l’ultima di un corso su Sonno e Sogni tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Quando l’Altro sogna per te – Il tunnel – La nave dei morti – Il giardino – Il sogno che oltrepassa lo spazio e il tempo – Sogni premonitori

Da qualche tempo faccio sogni che hanno frequenti rapporti con la morte. Sapete che il 50% delle ESP sono sperimentate in sogno?
Quando apparve la voce diretta, parlava a volte di me ma non a me, come se io captassi per caso una sua conversazione che non avrei dovuto sentire. Ci saranno delle smagliature nelle separazioni tra i mondi, immagino. In uno di quegli sprazzi disse: “Questo corpo è arrivato alla fine, ma ha ancora delle cose da fare“. Come mi fosse data una dilazione su un destino temporale precostituito. Sono passati molti anni da allora.
So che lo spirito guida ha la potestà, a volte, di allungare una vita.

Ho sognato la caverna del tempo, era una specie di antro o nido nebbioso e scuro molto grande in cui erano ravvolte come delle uova indistinte, gli anni. La voce ha detto: “Gli anni più brutti sono già usciti, ora usciranno quelli più belli”. Bellissima premonizione, se fosse vera.

(Pippo Cafarella)

La nave dei morti

Una notte ero sopra un grande piroscafo molto affollato, andavamo “nell’altro Mondo” (Ci sono stati altri sogni che preannunciano “il Nuovo Mondo” o l’America, o il mondo che sta di là dal mare. In genere l’Altro Mondo o il Nuovo Mondo è la morte). La partenza era affrettata. Avrei dovuto presentare “il biglietto naturale” a suo tempo, ma non avevo più i biglietti buoni perché, ha detto l’operatore, ero stata troppo tempo “nel giardino” e dunque dovevo comprare nuovi biglietti e avere una nuova cabina, Così girellavo in una enorme sala con bar e ristorante dove tanti come me stavano in attesa, in piedi o seduti, con aria vaga. (Dunque anche qui c’era un ritardo nella partenza per l’altro mondo).

Il motivo del ritardo era che avevo dovuto andare in diverse cabine, che contenevano persone e oggetti stipati, come fossero contenitori di vita, dove uno stava a contatto ravvicinato con altri. Forse questo indicava la mia missione sociale e le migliaia di persone che in qualche modo ho aiutato. Dunque se sei di aiuto agli altri la tua morte può essere dilazionata? Eppure muoiono tante persone buone! Come tutto è imperscrutabile!
Entravo anche con molta audacia in gabinetti “dove ci si sentiva”, ma avvertivo solo uno spiffero freddo. In una cabina c’era un amico moribondo che dovevo visitare per facilitare il suo distacco. In un’altra incontravo Germana, una sensitiva che avevo visto a Riccione ai convegni di parapsicologia e che ho ritrovato a Bologna come mia allieva
.
Io entravo nella sua cabina e le incidevo qualcosa sul biglietto da viaggio con una matita senza punta. Lei mi rincorreva dicendo: “Guarda, questo è il messaggio di un defunto!”. “Per forza – dicevo – l’ho scritto io!”.

Anche una grande santa indiana, Mère, faceva questo sogno del piroscafo, la nave dei morti, e anche Sri Aurobindo, il suo maestro, aveva sognato Mere su un piroscafo, mediatore interdimensionale, transito tra mondo dei vivi e mondo dei morti, mondi paralleli e compresenti.
E nella psicofonia ci si imbatte spesso in voci di defunti che parlano di questa ‘nave dei morti’.
Se la nave che attraversa l’oceano riporta al viaggio nell’al di là, nei sogni la vita su questa terra è spesso chiamata ‘il giardino’ e l’attesa del trapasso è ‘il giardino dietro la casa’ o ‘il giardino che guarda a nord’.

Il giardino

In una delle prime visualizzazioni yoga, vidi al centro della mia fronte una piccola moneta lucente d’argento, per metà scura, a forma di Tao. Nella seconda visualizzazione apparve un uomo di pelle bianca molto vecchio e magro, con gli occhi azzurri e i ricciolini bianchi, molto allegro, in un’aula di lezione, tra saggi indiani col capo rasato, vestiti di bianco ma con una spalla scoperta, come lui. Mi indicò con una canna il disegnino di un Tao a forma di bozzolo allungato, sulla lavagna, dicendo: “E’ qui che devi guardare, ma sei distratta dalle voci del giardino”. Non so chi fosse, ma alcuni anni dopo ho visto la sua foto nello studio di Sassuolo di Jimmi Jonathan, un astrologo karmico e lui mi ha detto che si tratta di un santo indiano, fatto che a me pareva strano perché i suoi occhi erano azzurri, ma sembra che ci siano anche indiani chiari con occhi azzurri nell’India settentrionale.

In molti sogni io esamino una casa (il mio involucro terreno, la casa psico-fisica che contiene oggi la mia anima), e scopro che ha un secondo giardino, sul retro, a volte c’è una parte inesplorata e disabitata della casa a nord, che mi stupisce molto perché non sapevo di averla, con doppie stanze e una doppia cucina (luogo dove si elaborano i sentimenti) che dà su un giardino tranquillo, a nord. Spesso è un giardino incolto, pieno di erbe alte mosse dal vento, che dà sull’Oceano, è un luogo disabitato e solitario.

Lo sognai anche quando morì mia madre e lei stava là, sulla spiaggia deserta, guardando un mare molto sereno, e non stava male, c’era un bel sole e molta quiete.

Una volta ho sognato proprio la casa dove abito, dal giardino a sud saliva a destra un tunnel o galleria verso nord, che portava a un luogo meraviglioso, un paese bellissimo, con bellissimi colori molto forti, quali sono quelli che vengono dall’inconscio profondo..
Sogno spesso questo paese magnifico, coloratissimo, pieno di gente allegra e di botteghe belissime, ci sono cattedrali, e vasche e fontane e scalinate e alberi in un profluvio di fiori coloratissimi. Io viaggio in genere su una specie di monorotaia o cremagliera, sono seduta, passo velocemente tra queste cose bellissime e cerco di fotografarle, ma tutto corre così in fretta e non riesco a fotografare tutto quello che vedo. E’ come se quel paese contenesse tutte le meraviglie del mondo.

Altre volte invece faccio un sogno angoscioso che è quasi sempre uguale.
Sono con tanta gente, come in un viaggio turistico di cui sono la guida, camminiamo insieme (l’io è spesso sognato come gruppo di persone). Ma a un certo punto sbaglio nel girare una strada, svolto un angolo, e mi perdo, rimango sola, non trovo più nessuno. Sono di colpo in una parte della città o in una città che non conosco. Le ore della giornata o il tempo possono essere diversi, a volte è giorno, a volte è notte, può esserci il sole o piove,a volte è notte fonda e la città è bagnata dalla pioggia con poche luci di fanali, a volte è una città mediterranea piena di panni stesi e scalette e cortiletti e bambini, ma è sempre una città molto povera e degradata, con tantissima gente che cammina, parla, gira, ma io non riesco a comunicare a farmi capire, non mi vedono, non mi sentono, sono distratti dalle proprie voci, dalle proprie faccende, e così cammino e cammino, sempre più stanca e confusa e desolata, nella speranza di ritrovare la strada per il centro, da cui so come tornare a casa, ma non riesco mai a farmi capire, non ci sono autobus che portano in centro e quelli che ci sono portano in luoghi ancora più lontani, non ci sono taxi, non ci sono telefoni, non ho soldi, nessuno sa darmi risposte, e vago e vago in questa città senza tempo, piena di gente che non mi capisce e non mi vede, dove non conosco nessuno, mentre il tempo passa in modo sfibrante,lentissimo e inutile e non posso più tornare a casa.
Il sogno è un incubo, sempre uguale.
E mi chiedo se quelle persone, i morti, che vedevo vagare per le strade quando ero una sensitiva, fossero entrate nel mio sogno, e se esistesse un luogo-non-luogo tra la vita e la morte dove potremmo essere costretti a vagare prima di trovare riposo. E mi chiedo se questo sogno ricorrente non sia un ricordo o una premonizione di una situazione di vita-non-vita, in cui non si è è più di qua ma nemmeno siamo arrivati alla meta del viaggio e non sappiamo cosa fare.

Il giardino è la terra ma è anche una parte della nostra anima o della nostra esistenza. Il giardino a nord è la parte oscura che ci completa. Dovremmo distinguere il concetto di vita da quello di esistenza, perché l’esistenza potrebbe essere un passaggio a forme di vita diverse che non si chiamano nemmeno più vita.
C’è dunque un giardino visibile che è questa esistenza in questa Terra e un giardino nascosto dove non andiamo che raramente e che pure ci appartiene, forse è il nostro doppio o la nostra vita nell’altra parte di noi, invisibile al mondo terreno.
C’era un libro che leggevo quando ero piccola “Il giardino segreto”, mi domando ancora qual’era l’ignota ricerca che mi portavo appresso in questa lettura. C’è una parte di noi, oscura anche a noi stessi, che dobbiamo visitare e che dobbiamo coltivare. La chiave sta nascosta nel folto e la porta è coperta da un muro d’edera, e quando siamo là solo gli uccelli sanno la nostra vita segreta e qualcosa cresce e splende solo per noi. Ho anche fatto una pittura su questa porta, su questo giardino segreto.
Spesso mi chiedo se questa parte di casa non ancora esplorata o abitata sia qualcosa che devo fare o qualcosa dove devo andare o semplicemente il mondo dell’al di là che mi aspetta e dove esisto anche mentre sono al di qua, un mondo dove avremo ancora un compito, una missione, un ruolo. Quando ci saremo arrivati. Ma ora la porta è chiusa, la strada ignota. Ora non sappiamo e non possiamo dire.

Il tunnel è una esperienza che ho avuto spesso, specie quando mi addormentavo dopo pranzo.
Cadevo in un torpore di piombo ed ecco che cominciavo a salire in questa galleria nera leggermente inclinata verso l’alto. Vado come un razzo, vertiginosamente, anche se non ho corpo e mi accorgo della velocità perché ai lati del nero ci sono degli sprazzi bianchi di luce come fossi in un tubo, non vedo bene la luce del fondo, ma sono felice perché, penso, ‘sto nascendo’. Non vivo l’esperienza come una morte ma come una nascita. E’ così bello nascere! Ed è così bella questa luce tenera, palpitante, come fosse un amore tenero e vivente che ti aspetta. Ma poco prima che la luce divenga più visibile, tutto precipita e mi risveglio. Vengo fuori dal sonno come se fossi tratta a forza su da un pozzo nerissimo, e sono impastata, confusa e infelice con nausea e vertigine. Sono disgustata! Come è brutto tornare al mondo! E’ come se fossi una creatura di luce e fossi costretta a reincarnarmi in un rettile. La sensazione è disgustante. Poi realizzo il sogno e credo di aver sognato che stavo morendo e allora mi spavento. Il mio spavento non ha nulla a che fare con la felicità che provavo prima né con la luce bellissima e tenera che mi aspettava palpitante di amore, e mi sento separata tra due mondi, tra due modi di essere, come se fossi due persone, o come se fossi stata una creatura bellissima costretta a incarnarsi in una forma animale di basso livello e disgustosa.

L’operatore del piroscafo mi dice: “Sei rimasta troppo nel giardino“. Forse c’è stata una seconda possibilità, un prolungamento di vita, per fare qualcosa, ma che cosa? Ugualmente la voce aveva detto: “Questo corpo è arrivato alla fine, ma ha ancora delle cose da fare”.

Penso che la parola “giardino” in persiano significa paradiso e nel libro “la profezia di Celestino” anche Celestino vuol dire paradiso.

Sono molto eccitata. Ho immagini brulicanti di grande energia che non so come situare. Se chiudo gli occhi vedo persone così vive, che non sembrano nemmeno allucinazioni o immagini, sono estremamente intense e diverse da me, come se osservassi il loro essere da un luogo molto più freddo e distaccato. Devo riaprire gli occhi in fretta perché queste visioni sono eccessivamente reali e mi turbano con la loro violenza di vita, il loro brulicare di cellule. Il vivente è una specie di calore caldo e rossastro, come una sensitività agitata che emana dai corpi, morbosa e difficilmente sostenibile, brulicante, qualcosa che gira verso l’alto in spirali rosse conturbanti. Queste immagini mi turbano grandemente per la loro intensità. Sono normali scene di interni: persone sedute attorno alla tavola che mangiano sotto una lampada serale… ma è come se le vedessi con gli infrarossi, così intense, così brulicanti di vita, così agitate, che mi fanno star male come se osservandole facessi qualcosa di sporco, potessi essere contaminata dalla loro vivacità in un mio essere neutro, freddo, asettico. Appena richiudo gli occhi, la mia percezione cambia, non guardo la vita come la vedo normalmente, vedo il vivente come fosse una qualità estrema di qualche specie strana, un modo di essere eccessivo ed esagerato, come se penetrassi la vita per vie illecite una specie vivente diversa da me, e la spiassi da una percezione aliena, e quella loro vita è qualcosa di proibito, intenso, e perturbante. Ma cos’è che guarda attraverso me?

Il sogno che oltrepassa lo spazio e il tempo

E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno
pensa?”

(Pessoa)

Noi siamo fatti della sostanza dei sogni e ciò che ci circonda non è che un grande sogno
(Shakespeare – “La Tempesta”)

Tutto è energia. L’universo è Energia. L’energia è informazione.

Le leggi principali dell’energia sono: ectropia e entropia, che è come dire costruzione e distruzione, svolgimento e involgimento, spirale in fuori o in dentro, centrifuga o centripeta.
Per l’entropia tutto ciò che esiste è destinato a perdere energia, cioè a sparire. Per l’ectropia tutto ciò che esiste è destinato a essere alimentato da energia dunque a vivere. In ognuno di noi particelle muoiono continuamente, altre nascono. L’equilibrio tra queste due tendenza è ciò che chiamiamo Vita. Così il mondo non prolifera né perisce, ma si trasforma.
La seconda legge della termodinamica dice che un sistema tende ad aumentare la sua entropia nel tempo, ma gli organismi viventi provano al contrario che la vita è sviluppo e crescita.
Fino ad Einstein si pensava che la materia fosse una solida massa concreta, oggi leggiamo il mondo come movimento e attività.

Einstein diceva: “Una volta riconosciuta l’equivalenza tra massa e energia, la divisione tra materia e campo appare artificiosa e non chiaramente definita. Non potremmo allora rinunciare al concetto di materia ed edificare una fisica del puro campo? Ciò che impressiona i nostri sensi come materia è in realtà una grande concentrazione di energia in un spazio relativamente limitato”.

Karl Popper spiegava che ogni volta che osserviamo la realtà partiamo da una prospettiva mentale predefinita. Se la mente è predisposta diversamente, riceve diversamente, il che porta a pensare che la realtà sia ‘una costruzione mentale’. Variare lo strumento mentale porta a cambiare la realtà ricevuta.

Dice Pessoa:
Diventato una pura attenzione dei sensi, fluttuo senza pensieri e senza emozioni. Come vorrei, lo sento in questo momento, essere una persona capace di vedere tutto questo come se non avesse con esso altro rapporto se non vederlo. Non aver imparato fin dalla nascita ad attribuire significati usati a tutte queste cose; poter separare l’immagine che le cose hanno in sé dall’immagine che è stata loro imposta. Smarrisco l’immagine che vedevo. Sono diventato un cieco che vede. Tutto questo non è più la Realtà: è semplicemente la Vita”

(Pippo Cafarella)

Nello Yogi la struttura nervosa può essere tralasciata, in quanto è la ‘mente sottile’ a ‘vedere’ da sola, come avviene in una OBE o in una trance. La ‘mente sottile’ è uno strumento più fine e ampio della materia cerebrale e può prescinderne. Corpo e cervello sono macchine importanti ma non necessarie. Posso mandarti un messaggio attraverso il telefono da cui la parola entrerà nel tuo orecchio e poi nella tua mente, oppure posso comunicare direttamente con la tua mente. Non è poi indispensabile l’uso del medium materiale.

I nostri fisici immaginarono un tempo che si muove in una sola direzione, dicevano che tutti noi viviamo in un campo gravitazionale che costituisce una specifica geometria spazio-tempo, da cui riceviamo dei vincoli, e che ci allinea su una stessa esperienza temporale. Ma la teoria della relatività dopo il 1914 portò a curiose induzioni.
Einstein propose il paradosso dei gemelli: immaginiamo di avere due gemelli, diceva, uno resta sulla Terra e l’altro parte in astronave a una velocità prossima a quella della luce (300.000 km al secondo), quando ritorna trova il fratello sulla Terra invecchiato, cioè ricompare ancora giovane sul suo futuro.
Se mettiamo due viaggiatori in due geometrie spazio-tempo diverse con velocità diverse, le loro vite non sono contemporanee, essi sperimentano intervalli di tempo diversi e non paralleli. É come disegnare un triangolo e tracciare le parallele a un lato che tagliano gli altri due, i segmenti di parallela sono proporzionali tra loro, ma non uguali. I tempi potrebbero dipendere dai campi gravitazionali.
Un esempio macroscopico di geometria dello spazio-tempo è un buco nero, ovvero una stella collassata che attira a sé ogni cosa, ma un buco nero potrebbe essere una porta temporale proprio perché esclude il tempo.

In ognuna delle case dove ho abitato ho percepito dei punti che chiamo PUNTI NODALI nei quali mi sembrava avvenissero dei fenomeni curiosi, nel senso che rapidamente in quei punti vedevo passare delle figure. Ho anche oggi uno di questi punti sul ballatoio del mio salotto in un angolo. In una casa di Pavia avevo uno di questi punti nodali nell’ingresso quadrato, in mezzo a tre porte. Una volta ho visto passare due giovani molto esili, glabri, con viso allungato triangolare e fronte molto alta, quasi senza naso o bocca, con grandi occhi, con piedini molto lunghi e arcuati, in calzoncini rosa. Ho visto i piedi perché portavano calzature trasparenti come fossero di cellofan e anche gli indumenti erano trasparenti e molto aderenti al corpo, quasi una seconda pelle. Erano immersi in qualche comunicazione tra loro e non mi hanno degnato di un’occhiata. Li ho visti rapidamente ma abbastanza bene da osservare tutti i particolari. Ricordo che ho pensato: Il loro tempo è diverso dal mio. Mi è balenata l’ipotesi di due binari che si incrociano, due linee di scorrimento temporale, per cui il loro tempo era più veloce. I nostri universi potevano coesistere grazie a questa specificità che non ci faceva incontrare. C’erano tuttavia dei punti nodali, di incrocio in cui noi umani potevamo vederli anche se solo in rapido passaggio.

Noi viviamo in una precisa geometria spazio-tempo, esseri che vivono in geometrie diverse potrebbero essere sovrapposti a noi senza interferire. Quelle che chiamiamo visioni potrebbero essere solo approcci fortuiti in zone nodali.

Gli scienziati moderni negano la possibilità di un viaggio nel passato in base presupposti puramente logici. Una volta ammesso, infatti, il 2° principio dell’elettrodinamica per cui l’entropia (o disordine) dell’universo è crescente, per invertire il tempo e tornare indietro occorrerebbe altra energia e si aumenterebbe l’entropia nel passato, contro l’ipotesi data.
Si dice che la freccia dell’universo vada in una sola direzione e che potremmo un giorno fare viaggi del tempo nel futuro ma non nel passato. Gli scienziati sono molto attaccati ai loro calcoli matematici e alle loro leggi fisiche, ma la natura è paradossale e non si cura dei loro calcoli e dei loro paradigmi.

La Terra è testimone di troppi casi inspiegabili. Per es. l’enorme numero di mucche o animali domestici ritrovati mutilati misteriosamente in tutto il mondo ma senza perdita di sangue. Una studiosa ha dedicato l’intera vita alla ricerca di queste mutilazioni, afferma che non si possono attribuire a maniaci, che i tagli dipendono da tecniche ignote che non tagliano per metà le cellule.

Ci sono poi quelli che dicono di essere stati rapiti da alieni, dalle testimonianze emerge spesso una affermazione molto strana: gli alieni sarebbero i noi stessi del futuro ritrovatisi in un cul de sac, che sarebbero quasi costretti a riapparire ora, cioè nel loro passato.

Potrebbero esserci luoghi della terra dove certi avvistamenti sono possibili, come piccoli buchi neri, sparsi sulla terra, punti in cui si presentano anomalie spazio-temporali. I popoli antichi hanno sempre parlato di questi punti dove è possibile contattare gli dei, ma solo a chi produce una alterazione della mente, come se la mente stessa fosse in grado di essere un generatore di viaggi, per l’incontro con altre realtà. La situazione ottimale per questi ‘incontri’ è il sonno psicopompo.

Il congiungimento tra due tempi diversi è raccontato dai protagonisti come una specie di sogno, una realtà onirica particolare, un salto temporale come quello sperimentato dalle due signore inglesi che passeggiando a Versailles si trovarono catapultate nel 1700 e videro edifici che ora non ci sono più e personaggi dell’epoca.

In genere noi non introduciamo nei casi osservati la coordinata mentale. La nostra visione del mondo è materialistica, ma potremmo vivere la realtà come una bolla mentale, molte culture affermano che la vita è sogno, e ogni cosa è energia mentale, in questo caso i paradossi tempo-spazio avrebbero soluzioni diverse.

Charles Fort diceva “Nulla è più stupefacente della verità, sempre che si riesca a raggiungerla”.

Anche restando aderenti alla materia, ci sono fatti inspiegabili che sembrerebbero confermare viaggi nel passato, per es. la serie impressionante di oggetti ‘fuori tempo’ come:
-una impronta fossile di un trilobite (piccolo come uno scarafaggio) schiacciato da una scarpa, si vede il tacco, la suola, le cuciture.
-all’interno di un geode, nel buco rotondo, di 500 000 anni fa è stato trovata incastrata una valvola per generare microonde di ceramica e rame.
-in un fiume siberiano in uno strato geologico che va da 100 000 anni fa a 230 000, sono state trovate quantità enormi di micromacchine grandi ognuna come una frazione di mm, create per costruire piccolissimi robot, forse robot da introdurre in organismi viventi
-in una miniera di carbon fossile (era carbonifera) si è trovato un cubo di ferrite perfettamente squadrato
-in un graffito egizio si vede il dio Ra con in mano due saette per indicare che guarda una cosa molto pericolosa o elettrica e accanto a lui il disegno di una lampadina che secondo le proporzioni dovrebbe essere alta due metri e viene alimentata da un generatore elettrostatico a polvere.
-infine citiamo le pietre di Ica che continuano a essere scoperte in grandissimo numero in cui abbiamo inciso finemente con tecniche a noi ignote di tutto, aerei, trapianti ecc.

L’elemento che manca alle teorie scientifiche è la mente come fattore destrutturante del mondo. La mente stessa è un motore di ricerca, un variatore di velocità e dunque di coordinate. La mente potrebbe essere una antenna in grado di captare, o creare, spazio-tempi diversi. Essa è come un apparecchio radio capace di cambiare frequenza. Variando la velocità delle onde mentali si verrebbero a captare altre geometrie spazio-temporali con immagini casuali del passato o del futuro. In particolare il rallentamento di velocità delle onde cerebrali potrebbe produrre il trasferimento nel futuro e produrre la premonizione.

La meditazione e il rilassamento rallentano le onde cerebrali e provocano un rallentamento dell’attività elettrica della mente, queste condizioni sarebbero favorevoli alla visione del futuro, ma la stessa cosa può accadere nel sogno, situazione privilegiata per ‘i contatti’, dove appaiono altre dimensioni le cui coordinate sono specifiche e diverse da quella della nostra dimensione ordinaria.

I sogni negano la concezione ordinaria del tempo lineare. Esso pone la coscienza come un indicatore che scorre su un binario in cui sposta continuamente in avanti la concezione dell’attimo presente, perdendo la percezione degli istanti passati e senza poter percepire quelli futuri.
La fisica classica, cioè la fisica newtoniana fino a Einstein, considera il tempo lineare come una coordinata assoluta, negando altre possibilità, ma forse il tempo lineare è solo una prospettiva della mente razionale, su cui si può costruire un universo possibile.
Una migliore ipotesi cognitiva è che la realtà come la conosciamo esiste in quanto la conosciamo in un certo modo. Cambiando le modalità del conoscere cambia la realtà conosciuta. Nell’atto percettivo gli scienziati classici pongono lo spazio e il tempo ma non la mente che conosce, che pure è lo strumento di rilevazione che segue propri schemi ordinatori. Questo è l’elemento mancante, che ricompare con la fisica quantistica.
Qui il mondo è il frutto di una costruzione mentale, o di un incontro soggetto-oggetto, e non un dato a priori, un oggetto invariante che sta là fuori.
La relatività del soggetto o delle sue condizioni si proietta sulla relatività dell’oggetto. Il dogma principale della fisica classica è che il mondo è di per sé, e che la mente si limita a rispecchiarlo, e non ci sono altri mondi possibili.
Ogni volta che un guru, un santo, un artista, un sensitivo presentano una visione diversa della realtà, vengono emarginati come folli, ma la loro mente può semplicemente essere in grado di elaborare la realtà in modo diverso. La storia è fatta anche da veggenti che hanno impostato forme conoscitive diverse.

Poiché la mente usa lo strumento tempo, è portata a pensare che il mondo esista nel tempo. Ma forse così non è. Forse ogni cosa è un sogno che si modella alla mente del sognatore come una bolla di sapone sul fiato di chi la soffia.
La fisica moderna ha superato il tempo lineare come una delle possibili modalità di percezione, Dirac, Max Planck, Bohr, Sommerfiel, Schroedinger ipotizzano altri universi possibili.

I sogni possono essere una delle prove più vicine a noi per dimostrare che ci si può muovere in un universo con altri tempi o senza tempo. Il sogno potrebbe essere analogo a un buco nero. Potrebbe essere una anomalia nella geometria spazio-tempo psichica.

Freud aveva usato il metodo associativo per riportare alla memoria il passato. Un curioso studioso, DUNNE, ripropose il metodo associativo per conoscere il futuro. Egli affermava che, seguendo catene analogiche, il futuro poteva essere richiamato come il passato, se il soggetto entrava in una forma di attenzione continua, ricettiva.

Uno degli esperimenti fu questo: lesse il titolo di un libro che non conosceva e scrisse tutte le cose che gli venivano in mente; il libro era un giallo e gli venne in mente una pendola che segnava le 10,30. Risultò poi che il nodo centrale del giallo era questa pendola, che però compariva solo a metà libro.

Normalmente noi elaboriamo i dati del reale in modo attivo, l’attenzione continua è invece passiva, acritica, non elabora niente ma si limita a ricevere in modo automatico. Quando Freud applica il metodo delle associazioni automatiche, partendo da un sogno, arriva ad uno spazio vuoto, o tempo di latenza, in cui il pensiero tace, dopo quella pausa può riemergere un ricordo dimenticato, censurato. Dunne fa lo stesso per il futuro, e la cosa funziona.
Il pensiero rivolto al futuro arriva a uno spazio vuoto, ma se la mente resta vacua e accetta tranquillamente questo vuoto, può oltrepassarlo e andare di là, a quel punto emerge qualcosa, il futuro viene evocato. La memoria, secondo Dunne, non è solo conoscenza del passato ma può muoversi nei due sensi come conoscenza globale. Il tempo può essere trattato come un continuum con due sensi di percorrenza, bi-direzionale e, nel sogno, a volte, sembra che si abbia proprio questa lettura.

Mia mamma era ancora viva. Sognai che stava nella sua nuova casetta.. Viveva ancora sola ma non era più affidabile, non potevo occuparmi di lei ma sentivo che era a rischio, la casa era graziosa e più o meno pulita ma lei non ci stava con la testa. Le avevo regalato una specie di pentola che scaldava e frullava la minestra ma era impazzita e la minestra si versava tutt’intorno. Sul resto della casa cercavo una zona di terreno che le apparteneva, era sabbiosa ma non sapevo quale fosse il suo pezzo e parlavo col geometra per questo. Di là c’era l’Oceano. Considerano quel pezzo di terra una ricchezza che le apparteneva ma non era facile distinguere i confini. Mettevo nella casa un giovane molto bello di nome Atteone ma si rivelava un incapace.

(Atteone è un cacciatore mitico che si imbatté nella selva nella dea della natura che si bagnava nuda e fu da lei trasformato in cervo. Il cervo era, presso gli antichi popoli, simbolo della sciamano che ha antenne lunghe come le corna del cervo, con cui può vedere il mondo dell’al di là. Nel mito Atteone trasformato in cervo viene sbranato dai suo cani che non lo riconoscono).

Chiesi al dettato automatico il significato del sogno, mi rispose in poesia, com’è logico.

La vecchiaia è pesante
come una minestra impazzita
che si versa tutt’intorno
e bagna ogni cosa
Non c’è più sapore nella casa
che di lacrime
L’impotenza è un fardello grave
da sopportare
Ci si ricorda l’amore
come un giovane lontano
che entra un momento

nel silenzio morto
ma non sa più cosa fare
Il terreno dietro la casa
l’aspetta
di fronte all’Oceano
Ancora non è deciso
il suo posto
ma ci sarà più luce
e un nulla più grande.

La mamma morì nell’aprile del 98.
..
Così il sogno può parlare, il sogno unito alla poesia.
Nella chiaroveggenza avviene qualcosa di simile, la mente si posiziona come vuota e accetta liberamente tutto quello che le appare, in modo passivo e acritico, cosa più facile se si fa su un estraneo.
La difficoltà maggiore per questi esercizi è psicologica in quanto “Ognuno ha del talento, ma lo rimuove perché esso lo atterrisce” (dal romanzo di fantascienza ‘Dune’), sconvolgendo il suo ordine tradizionale.
Sarebbe forse più semplice rompere l’arbitrio della mente logica, vivendo ogni possibilità come un rituale.

MASLOW diceva: “Noi desideriamo conoscere noi stessi ma anche lo temiamo, coesistono in noi bisogno di conoscere e paura di conoscere. Non abbiamo solo paura di vedere il nostro lato Ombra ma anche l’aspetto divino che è in noi stessi. Siamo ambivalenti. Forse desideriamo davvero scoprire e realizzare le nostre più alte capacità, ma opponiamo anche resistenza”.

É dunque possibile che un sogno sia in grado di vedere il futuro o di conoscere dati ignoti del passato o del presente, sia cioè un sogno di premonizione o di regressione o di chiaroveggenza.

Dunne diceva: “I sogni di preveggenza dicono che non siamo prigionieri del presente”. Forse siamo NAVIGATORI che possono procedere in ogni direzione.
Dunne era un uomo molto intelligente, era un ingegnere aeronautico, amava la matematica e la fisica e faceva ipotesi sul paranormale.
Secondo lui c’è un ‘io’ che vive ogni fotogramma della vita coinvolto in esso, e un altro ‘io’ che può invece vedere l’intero film da fuori con distacco come insieme.
Se il primo cessa di occupare tutto il campo, il secondo può mandare alla coscienza informazioni fuori della sequenza ordinaria dei fatti.

(Pippo Cafarella)

SOGNI PREMONITORI

Franca ha una buona sensitività naturale che ha poi esercitato in vario modo. Racconta:
“Era un periodo particolarmente tragico per gli aerei…Nel sogno non ero una figura particolare, ero come una mente osservante senza corpo. Vedevo l’interno di un aereo normale: lunghe file di sedili occupati da persone con la cintura allacciata che guardavano fuori dal finestrino. L’umore era festoso come quando si parte per una bella vacanza. All’improvviso l’aereo si inclinò paurosamente, si udirono grida, oggetti caddero, e contemporaneamente la sensazione di gioia venne cancellata da quella di terrificante certezza che la vita da lì a poco sarebbe cessata di colpo, ci fu un vorticare di pensieri: passato, presente, terrore della morte imminente si mescolarono tumultuosamente. Improvvisamente mi sentii catapultare fuori da questo caotico ambiente e mi trovai sospesa, ferma sul nulla, sopra sconfinate boscaglie a osservare stupita da lontano un cilindro argenteo che scendeva in verticale e a contatto con la boscaglia esplodeva con grande bagliore.
Al risveglio la sensazione di terribile angoscia non mi aveva ancora abbandonato. Ho cominciato a cercare notizie sui giornali per eventuali riscontri, alla fine ho trovato che un Tupolev delle linee russe sembrava essersi dileguato in volo. Alcuni giorni dopo è comparsa la notizia che l’aereo viaggiava ad altissime quote, è precipitato in verticale ed è esploso a contatto col suolo. Nessun superstite. Era la primavera del ’96.
Non dimenticherò mai cosa si prova a un passo dalla morte.

IL VOLO DEL FALCO
Nel gennaio del 97 per un mese sono stata perseguitata da un’angosciante sensazione, la stessa che ha preceduto sempre la morte di qualche persona che conosco, non sempre una persona importante per me. La sera del 21 ho avvertito la brutale sensazione di dover dormire, la definisco brutale perché sentivo che, se non fossi andata a dormire, avrei aggredito chi me lo impediva, una cosa che non mi capita quasi mai. Ho sognato che mi trovavo in compagnia di qualcuno a passeggio nei campi, alla mia sinistra c’era un filare di vecchie viti e su un palchetto c’era un falco. Ho esultato di stupore e ammirazione perché amo molto i falchi. Mentre lo additavo alla persona che era con me, un gruppo di cornacchie sui filari di vite si è levato in volo. Il falco, fulmineo, ne ha puntato una a caso e con gli artigli le ha squarciato il petto. La povera cornacchia è morta sul colpo ed è rimasta inerte fra gli artigli del falco. La cosa è stata cruenta e crudele, però non ho sentito avversione per la durezza del falco, era come se fosse il suo lavoro, uno doveva prendere e uno a ha preso.
La mattina dopo, andando al lavoro, ho visto sulla mia destra, su un filare di viti identico a quello del sogno, un falchetto e la sensazione di stupore e di gioia mi ha di colpo fatto ricordare il sogno. Nel pomeriggio una mia collega è venuta trafelata in ufficio a dirci che un mio collega, che da mesi non vedevano, perché la fabbrica era ferma, era morto di colpo. Il giorno prima la ragazza con cui conviveva si era suicidata. Avevano litigato e lei si è presa un tubetto di compresse e, nel pomeriggio, lui l’ha trovata morta. Mentre chiamava qualcuno per aiuto, sulla porta, ha avuto un blocco respiratorio e anche lui è morto, forse il dolore, il senso di colpa e chissà cosa oltre il rimorso lo hanno stroncato.
Mentre andavo al suo funerale a Ferrara, ho visto ben tre falchetti lungo le reti di recinzione dell’autostrada.

Questo è ciò che Jung chiamava ‘sincronicità’, cioè il simbolo del sogno si ripresenta nella realtà. Si incontra la stessa cosa a più livelli.
Jung sognò il suo spirito guida con le ali verdeazzurre del martin pescatore (simbolo della fedeltà dell’anima al corpo), la mattina dopo trovò nel suo giardino che dava sul lago un martin pescatore morto, fatto molto inusuale in quel luogo.
Continuiamo con Franca.

UNA NOTTE IN SPAGNA
A fine luglio ero in vacanza in Spagna, al mare. Ho sognato che in terra c’erano sparpagliate tante monete straniere, ne ho riempite le mani e mi venivano consegnati anche dei fogli arrotolati come la mappa di un tesoro, avevo una sensazione di grande fortuna. Alcuni giorni dopo sulla spiaggia ho trovato realmente una manciata di monete spagnole di varie pezzature, tante da riempirmene una mano, il valore era di circa 35.000 lire.
La vacanza stava per finire quando ho sognato un bellissimo cane zoppo che cercava disperatamente il suo padrone. Al pensiero di quella povera bestiola infelice sono stata male e al risveglio avevo un dolore infinito. Il giorno dopo, al rientro in Italia, mi attendeva la notizia che un mio zio carissimo era morto, avevano cercato di avvisarmi per il funerale ma ero in viaggio, mi ha lasciato in eredità 30 milioni. Lo zio faticava a girare per via di una gamba che gli doleva da anni. Era morto la stessa notte in cui sognavo quel cane solo e disperato.


COORDINATE DEL SOGNO

Quando sogniamo, entriamo in un’altra dimensione, che la mente della veglia rifiuta come assurda ma da cui anche può restare affascinata, si apre un universo nuovo che non possiamo trattare con le categorie della mente logica, in particolare con la deduzione e la causa, ma la cosa più strana è che non lo possiamo trattare nemmeno con le regole fondamentali della mente percettiva ordinaria: lo spazio e il tempo.
Spazio e tempo non sono oggetti ma strumenti che appartengono a un certo livello della nostra mente, con cui questa mente costruisce e ordina i dati di esperienza ed elabora un certo tipo di realtà, cioè essi sono strumenti cognitivi o meglio coordinate cognitive della realtà ordinaria.
Come per determinare un punto su una mappa usiamo latitudine e longitudine, così per determinare un punto d’esperienza ci serviamo di spazio e tempo. Tutto ciò che percepiamo è raffigurato in modo spaziale e è ordinato in un tempo lineare, nel sogno no, può mancare lo spazio ordinario, possiamo avere dei sogni in cui manca persino il nostro spazio corporeo, cioè il senso di propriaccezione, per cui sento di essere una coscienza senza corpo, come avviene nelle OBE, o vedo il mio corpo dell’esterno, o agisco un corpo che non è il mio, o lascio il corpo fisico da qualche parte e mi sposto, in tempo reale, da un luogo all’altro come nella bilocazione, o semplicemente sogno spazi che si intersecano, sogno un amico che è nello stesso tempo mio padre.
Nel sogno può mancare o cambiare il tempo ordinario. Passato, presente e futuro sono contratti o rovesciati o sovrapposti, per cui posso conoscere ora ciò che deve ancora avvenire o vedere cose del passato o che riguardano altri. Per questo il sogno sembra a volte avere un carattere magico,.MAG vuol dire potenza. Il sogno ha potere, è un luogo di potere ed è sempre stato considerato dai sistemi religiosi come un varco verso il divino, che rappresenta il potere dell’energia.

Una volta entrati nella sfera delle modificazioni di coscienza, possiamo diventare navigatori dimensionali e dire, come il protagonista di Dune:
Sono come una persona le cui mani siano rimaste paralizzate per tutta la vita e intorpidite, finché un giorno all’improvviso hanno ritrovato la loro sensibilità”, cioè possiamo avere facoltà percettive intorpidite che possono essere risvegliate.
Il viaggio all’interno del sogno o degli stati modificati di coscienza potrebbe diventare un viaggio alla ricerca dei poteri perduti.
Il mondo dei sogni non è solo una funzione biologica della psiche ordinaria, come lo intendeva Freud, una specie di purificatore biologico o un contenitore di oggetti rimossi, ma un vero mondo di potere, una porta dimensionale, un varco attraverso cui si entra in mondi paralleli. Così è il mondo del sogno come è intuito dagli sciamani, gli uomini medicina, i veggenti, i santi, gli artisti, i sensitivi, che lo hanno usato per viaggi d’anima, per aprire altre visioni del reale. La mente logica però rifiuta tutto questo, per la sua necessità di controllo totale dell’io.

Sempre nel libro ‘Dune’ si legge: “Nelle profondità della nostra mente c’è un bisogno ossessivo di un universo logico e coerente. Ma il vero universo è sempre un passo al di là della nostra logica”.
Se vogliamo usare il sogno come un tramite dobbiamo abbandonare la logica. Quante cose dovremmo abbandonare per arrivare alla comprensione di qualcosa! Le certezze a cui teniamo ci tengono avvinti a un universo limitato, oltre il quale esiste solo l’infinito.

Dice Pessoa:
Dormo perché tutti dormiamo. La vita intera è un sogno. Nessuno sa cosa fa, nessuno sa quel che vuole, nessuno sa cosa sa. Dormiamo la vita eterni bambini del destino.”

Eppure io credo che anche attraverso il sonno e attraverso il sognare possiamo svegliarci alla Vita.
..
Il dettato automatico somiglia al sogno come il suo contrario. Il sogno è fatto di immagini e povero di parole. Il dettato automatico porta parole e usa immagini come metafore. Entrambi provengono da un luogo della mente dove siamo noi ma siamo anche l’Altro.
Questo mi disse un dettato automatico:

Non ci sono al mondo libertà che non siano conquiste di coscienza.
L’Atleta parte saggiando i piedi e le mani e rinforza i muscoli prima di provare la strada. Tu scambi le tue ossessioni per impedimenti e nessuno ti impedisce salvo te stessa.
In fondo in ogni luogo tu avevi davanti a te uno spazio di tempo e una possibilità.
Il limite crea solo la direzione, ché altrimenti l’energia irromperebbe come un geyser subito spento. La direzione è la possibilità. Sta a noi riconoscerla e seguirla.
Indaga la possibilità di ognuno – messaggio iniziatico di chi vi ama- e aiutalo con rispetto a riconoscerla, ma prima in te.
Tu non devi chiederti: “cosa non posso fare” ma “cosa posso fare in queste condizioni”, perché esse dettano la strada e la meta e ti sono date per un atto di amore, sono la comunicazione del dio che per te ha fatto un sogno e ad esso ti guida invisibilmente. E dunque non fare come l’atleta che invece di correre per la sua strada piange le strade insepolte che nemmeno vede, come se l’uccello piangesse per non essere farfalla e la farfalla per non essere pianta.
Riconoscere il proprio destino è riconoscere la natura del proprio cuore che per quello è nato e non per altro. E dunque quietati, e impara a svuotare del tutto la mente e a rendere più gradevole la vita degli altri, ché ogni atto d’amore soffocato è la natura che si ribella a se stessa. Vale

Volavo in rettilineo a circa tre metri da terra, sopra un tragitto che sembrava un canale con degli argini alti. Per il fatto che volavo e per come vedevo le cose, era chiaro che ero morta o perlomeno non ero viva come conoscevo. C’erano molte più luci e ombre e colori del normale, come se la realtà fosse più spessa e insieme multipla, per cui le cose erano aureolate da nebulosità di colori diversi, in genere bluastri o violacei, ondulati o sfuggenti, e non ci fossero contorni netti agli oggetti ma questi si espandessero in aloni distorti che penetravano in altri aloni intorno e così via. Una volta preso atto di essere in quella diversa condizione, che fosse morte o non vita, sono entrata in una grande angoscia perché non avevo salutato mio marito. C’era accanto a me un angelo o simile, di cui non mi curavo molto in quanto a immagine, era una generica figura di uomo vestito di bianco. Io però lo imploravo di poter fare una telefonata a mio marito per salutarlo l’ultima volta e, non so perché, non potevo usare il numero del cellulare che conoscevo benissimo, ma il suo numero personale che non ricordavo affatto, perché ogni persona aveva il suo numero, la sua cifra simbolica. Se lo avessi ricordato avrei potuto salutarlo, ma la mia disperazione era che le cifre non mi venivano tutte alla mente e così sarei rimasta in quello strano tunnel senza poterlo salutare un’ultima volta. Tutto questo era molto angoscioso. Pensavo che la morte non doveva venire così alla svelta, avrebbe dovuto lasciare almeno il tempo di salutare chi si ama. Ma non c’era più tempo, non c’era proprio più tempo, perché la cosa che stavo diventando aveva già cominciato a dimenticare…
..
La morte non esiste. Ciò che chiamiamo morte è solo l’inizio di qualcos’altro.
Ciò che chiamiamo sogno, come la morte, è solo l’ingresso nell’altro lato della vita.

S. E. Eliot:

«Gli uomini d’età hanno da essere esploratori
Il luogo e l’ora non importano
Noi dobbiamo muovere senza fine
Verso un’altra intensità/
Per un’unione più completa, una comunione più profonda/
(…) Nella mia fine è il mio principio».

FINE
..
Ti ho regalato un libro di 190 pagine su Sonno e sogni.
Ci ho lavorato molto ma tu non hai speso un euro per averlo.
Spero solo che ti sia piaciuto.

(Ho preso queste immagini dal sito www.pippocafarella.com/pittura/pittura09_big.jpg)

INDICE SONNO E SOGNI

Lezione 1 : masadaweb.org/2010/04/04/masada-n%C2%B0-1115-4-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-1/

Lezione 2: masadaweb.org/2010/04/09/masada-n%C2%B0-1118-9-4-2010-corso-su-sonno-e-sogni-lezione-2/

Lezione 3: masadaweb.org/2010/04/18/masada-n%C2%B0-1123-18-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-3/

Lezione 4: masadaweb.org/2010/04/29/masada-n%C2%B0-1128-29-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-4/

Lezione 5 : masadaweb.org/2010/05/07/masada-n%C2%B0-1133-7-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-5/

Lezione 6: masadaweb.org/2010/05/12/masada-n%C2%B0-1135-12-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-6/

Lezione 7 : masadaweb.org/2010/05/18/masada-n%C2%B0-1139-18-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-7/

Lezione 8: masadaweb.org/2010/06/01/masada-n%C2%B0-1146-1-6-2010-sonno-e-sogni-lezione-8-simboli-animali/

Lezione 9: masadaweb.org/2010/06/04/masada-n%C2%B0-1146-4-6-2020-sonno-e-sogni-lezione-9/#more-4334

Lezione 10: masadaweb.org/2010/06/08/masada-n%C2%B0-1150-8-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-10-i-sogni-di-morte/

Lezione 11 : masadaweb.org/2010/06/13/masada-n%C2%B0-1153-13-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-11/
..
http://masadaweb.org

15 commenti »

  1. Grazie.

    E’ stato un lungo viaggio alla scoperta di un mondo sconosciuto e
    affascinante, accompagnata da una “Virgilio” generosa.

    Paola

    Commento di MasadaAdmin — giugno 16, 2010 @ 3:48 pm | Rispondi

  2. grazie mille delle lezioni sono davvero stupefacenti

    Commento di hui — giugno 16, 2010 @ 4:05 pm | Rispondi

  3. Grazie del prezioso regalo,condividere la tua conoscenza sui sogni è stata e sarà un’esperienza rivelatrice,poichè rileggerò più volte le tue lezioni.
    Vorrei in qualche modo poter ricambiare.

    Commento di Paola Lombardo — giugno 16, 2010 @ 7:13 pm | Rispondi

  4. Ma hai già ricambiato. Grazie.
    Se vuoi farmi cosa gradita, segnala il mio blog a qualche amica o amico. Non costa niente e a me farà piacere
    cari saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 16, 2010 @ 7:17 pm | Rispondi

  5. cara Viviana,

    ho fatto un sogno. Sogno con risveglio.

    Ne faccio sempre ma questo voglio raccontartelo.

    Dei sogni ricordo le sensazioni più che le immagini. Queste non sono ben delineate. Come un gabbiano che attraversa un fiume e non possiamo coglierne i particolari. Ma un segno, un colore, una line veloce curva, un passaggio. Cose del genere le dico sempre ai miei allievi quando li vedo perduti intorno a quei particolari inutili, orpelli…

    Quello che ti vorrei raccontare è il sogno di una serie di orizzonti undulati dolcemente, lievemente curvi come quella linea lontana del mare sulla spiaggia. Questa volta ero in alto tra colori dorati, colline dorate coperte da steli silenziosi che si muovevano delicatamente intorno a me ed io intorno a loro, forse somigliavano a spighe di grano. Colline di tanti colori caldi con varie tonalità di ori, un vento senza suono (ora ricordo un frammento della “Ballata del vecchio marinaio) e di tanto in tanto bellissime macchie di altri colori; non posso fare l’elenco sarebbe interminabile. Mi sono svegliato con gioia e voglia di fissare quei colori sognati.

    Ciao,

    Alfonso Filieri

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 12:26 pm | Rispondi

  6. In fondo questo è il tuo stile. Questi i tuoi colori. Nella pittura vibra l’anima. I colori sono la sua musica. Quello che dipingi fa talmente parte di te che si fa sogno, o piuttosto la tua pittura nasce dal tuo sogno. Ho visto raramente una tale poeticità, così delicata e echeggiante, nelle vibrazioni della luce.
    Quando metti su internet qualcosa di nuovo, dimmelo, così potrò rubertelo per Masada
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 12:26 pm | Rispondi

  7. Carissima Viviana,
    è da molti giorni che vorrei scriverti, poi, per un motivo o per l’altro ho demandato.
    E’ stato un periodo duro,per la stanchezza,il caldo che mi annienta fisicamente e mentalmente e mi riduce ad uno stato vegetativo nel quale un pensiero che si affaccia alla mente è una rarità.
    Poi le notizie agghiaccianti di questi ultimi giorni,vedere lo sfacelo di questa nostra Italia mi ha lasciato in uno stato che è un misto di rabbia, rifiuto,impotenza. Io non ho la macchina, giro a piedi o in autobus e
    le mie frequentazioni sono i supermercati, quelli piccoli con una parvenza di familiarità sennò non riesco ad entrarci e la cosa che mi ha colpito è il silenzio, non c’è il brusio sommesso di scontento, tendo l’orecchio e non sento nesssun commento nessuna velata protesta, é terribile siamo un popolo addormentato che sogna di essere vivo perchè ancora può permettersi di mangiare. Questo,finchè dura, sembra bastare. Non c’è anima, non c’e lotta, non c’è solidarietà, in definitiva non c’è amore.
    Sopravvivere. Ma anche chi è attaccato ad un respiratore è ancora in vita,ma non vi partecipa (perlomeno non consciamente).Ora, mentre lo scrivo, mi rendo conto che vedo l’Italia così,anche se nel paragone dò un vantaggio all’uomo col respiratore che può vivere nel mondo dei sogni. In questo stato d’animo che posso scrivere, l’ho fatto perché innanzitutto ne ho voglia, secondo un ringraziamento è doveroso, terzo perché stamattina mentre spazzavo e pensavo o meglio pregavo per riuscire a mandarti due righe che non fosser banali ho visto una macchia sul vetro e beh! era una coccinella, carino no? Se non avessi letto quello che dicevi sulle coccinelle non l’avrei guadata con tanta gioia, se pur con lo stesso amore. Ti sono sempre vicina anche quando sei stata a Londra, con la speranza che le tue gambe reggessero all’assalto dei nipoti e che il distacco dall’Italia ti abbia lasciato spazio per nuovi progetti. Giorni fa ti ho anche sognata, eravamo in un posto non molto grande, direi un paesino in montagna, i monti non li ho visti, se c’erano stavano sullo sfondo, ma in questa piazzetta chiara e piena di gente che continuava ad arrivare c’era quell’aria fresca e frizzante tipica della montagna. Era giorno fatto con molto sole ma era fresco, sei arrivata con molta gente attorno ed io cercavo di avvicinarti per presentarmi per dirti sono qui, mi riconosci? Quando l’ho fatto e ti ho guardato avevi una certa età, ed i capelli corti però dopo, quando siamo entrati tutti in questa stanza enorme alla destra con questa vetrata fino a terra che dava sulla piazzetta tu eri seduta ad una tavolata enorme (non ne vedevo né l’inizio né la fine)ricoperta da una tovaglia bianca io sono così riuscita a parlarti non so di cosa ,però pur sapendo che eri tu, eri molto più giovane al massimo 30anni molto carina con filo di rossetto e i tuoi capelli erano lunghi, scuri tenuti dietro da un fermaglio a mo’ di coda e io ti guardavo negli occhi mentre parlavi incantata da questa luce azzurra non credo che i tuoi occhi fossero azzurri era la luce che emanavano che li faceva sembrare azzurri. Non so che raduno fosse, certo i seguaci non ti mancano perché sembrava fossimo lì tutti per te o con te. Poi purtroppo mi sono dovuta alzare di corsa spero di sognare la seconda puntata, e di tornare ad essere la sognatrice che ero quando non sapevo nulla sui sogni, sull’astrale, ed andare a letto era una gioia perché mi vedevo i miei film. Ti scriverò presto, ho sempre quel sogno da raccontarti ma lo tengo per la prossima volta,così sono sicura da avere qualcosa da dirti.
    Un abbraccio fortissimo,sperando di trovare il modo di svegliare col sogno l’Italia dal suo sonno.Baci

    Maria

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 12:31 pm | Rispondi

  8. Cara Maria
    terrò sul cuore la tua lettera bellissima. La coccinella è un buon auspicio, auguri! Sono stata sognata spesso a capo di una lunga tavola, forse perché è così il modo con cui ora insegno ai miei gruppi e sono stata sognata così anche da persone che nemmeno mi conoscevano e che poi si sono sedute veramente alla mia tavola. Chissà se un giorno non sia proprio così. La mia grande sala dove faccio i miei corsi ha veramente sulla destra una parete tutta a vetri che dà sul giardino e io sono nata in montagna. La coda di cavallo fermata da un fermaglio ce l’avevo a 14 anni ma rossetto mai nemmeno allora. Anche io vedevo come azzurri gli occhi di certe persone anche se erano scuri e i capelli persino biondi, comunque fossero.
    baci
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 19, 2010 @ 12:32 pm | Rispondi

  9. Grazie e ancora Grazie di tutto quelllo che fai per me per tutti..

    Commento di marco — giugno 23, 2010 @ 10:50 pm | Rispondi

  10. …ed ecco i miei quadri risvegliati da un`emozione,prima addormentata, nel magazzino delle terapie…grazie e a presto ,forse
    pippo

    Commento di pippo cafarella — giugno 5, 2011 @ 9:45 pm | Rispondi

  11. A Pippo Cafarella

    I tuoi quadri sono bellissimi e fanno pensare a ciò che si agita oscuramente nell’inconscio profondo
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 6, 2011 @ 6:32 am | Rispondi

  12. ciao,appena ho tempo e ne sarò capace ti manderò nuove foto dei miei ultimi quadri…forse dipingo ancora sogni. è molto affascinante quello che tu scrivi.
    ciao pip

    Commento di pippo cafarella — marzo 11, 2012 @ 11:09 am | Rispondi

  13. Grazie infinite Viviana, per esser il messaggero Mercurio al femminile. Ti ringrazio per esser stata per me preziosissima, proprio nel momento in cui avevo deciso di mettermi a studiare il codice dei sogni che si son fatti sempre più incomprensibili e sempre più diversi dal solito, ho trovato il tuo sito.
    Volevo segnalarti due cose, sempre che non ti sia già stato detto. La prima è che puoi pubblicare online il/i tuo/i libro/i sul sito ilmiolibro.it (lo trovi sui network di Repubblica). La seconda è che l’autore della citazione della farfalla è Zhuang-zi: ” non so più se sono Zhuang-zi che sogna di esser una farfalla o una farfalla che sogna di essere Zhuang-zi”.
    Un caloroso abbraccio e tutta la mia stima
    S.

    Commento di Guifei — maggio 24, 2012 @ 11:51 am | Rispondi

  14. Lei è l’unica persona che forse potrà aiutarmi a capire il sogno di stanotte, uno di quelli che temo sia di quelli premonitori che mi capita di fare all’alba.

    Ho sognato un bambino di circa cinque- dieci anni al massimo, che veniva rapito, e il padre mi chiedeva di aiutare a cercarlo ma in realtà era lui ad averlo rapito.
    Ho sognato che il bambino era in un paesino nei pressi di Piacenza, che si chiamava Umbertide, e vedevo l’ombra triste di questo bambino in una grotta profonda e oscura, dove io mi ero inoltrata per raggiungerlo, ma poi sono fuggita e mi sono svegliata, perché qualcosa dal fondo di quella caverna rischiava di mordere anche me, infatti mi sono sentita prendere alle caviglie, come da una tagliola o da un morso.

    Non ho mai sentito parlare di un paese di nome Umbertide, e pensavo fosse un suggerimento fantasioso della mia mente per connettermi a qualche altro luogo, invece stamattina ho cercato su internet, e il paese esiste, è in provincia di Perugia, e ci sono anche le grotte del monte Cucco, esattamente profonde e buie come le ho sognate io.
    Ho letto pochi minuti fa che a Umbertide sono stati assassinati dal padre due bambini, pochi mesi fa. Non so se il mio sogno riguarda l’anima triste di questi bambini, o un nuovo fatto di sangue che riguarda la vita di un altro bambino.

    Sono già molto sconvolta nell’aver scoperto che esiste Umbertide con le sue grotte.

    Che sta succedendo? Un altro bambino sarà vittima di un pedofilo?

    E’ tutto così irrazionale…
    X

    Commento di MasadaAdmin — marzo 24, 2013 @ 2:05 pm | Rispondi

  15. Mia cara
    i sogni hanno una loro logica che non è quella della ragione. Questo sogno mi sembra molto interessante ma ha due piani di lettura: uno riguarda solo te e il tuo rapporto col padre, un complesso profondamente nascosto nel tuo inconscio dove ancora non sei pronta ad entrare per affrontarlo, per cui tu devi liberare la tua parte bambina che è rimasta prigioniera di un padre archetipico negativo; l’altro ha il carattere universale per cui, quando siamo nel luogo dei nostri sogni, possiamo contattare altre realtà presenti nello spazio e nel tempo, come se attingessimo a un archivio universale.
    Il fatto che tu abbia scoperto elementi di un evento reale che hanno attinenze col tuo sogno è molto interessante, come il fatto che tu non attribuisci a quella correlazione niente che ti riguardi, ma temi che contenga una predizione funesta su eventi simili che possono ripetersi altrove
    Abbiamo tre letture e io non so certo quale sia quella giusta
    Auguri per qualunque cosa debba essere salvata
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — marzo 24, 2013 @ 2:06 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: