Nuovo Masada

giugno 15, 2010

MASADA n° 1155. 15-5-2010. L’urlo di radio Padania

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Ai Mondiali la Lega tifa contro l’Italia – Lavoratori schiavi – La fretta di B sulle intercettazioni – Lo spionaggio della Telecom – Niente case popolari da 30 anni – Le prostitute del Sudafrica – L’emendamento pro-pedofili – La serendipità ai tempi della politica statica – Pensione a 70 anni? Non ci arriveremo – E non è l’UE che chiede la pensione a 65 anni per le donne – La FIOM e Marchionne

Leghisti!
Quando gli Unni distruggevano una città gettavano sale sulle macerie perché non ci ricrescesse niente.
Quando avrete distrutto l’Italia, cosa farete? Ci piscerete sopra?

VV.
..
JENA: “IERI SERA ABBIAMO ASSISTITO ALLA SFIDA TRA DUE REPUBBLICHE SUDAMERICANE”

L’urlo di radio Padania
Viviana Vivarelli

Sia chiaro che i confini del mio paese non chiudono i miei orizzonti; come no global il mio orizzonte è il mondo e la mia patria l’umanità. Ma vale per me, come per ogni uomo la gerarchia naturale per cui apro gli occhi prima sulla la mia famiglia, la mia città, poi la mia regione, il mio paese, il mio continente, il mio orizzonte culturale e infine l’intera Terra.
Se pure ci sono diritti e valori che vorrei riconosciuti sull’intero mondo, è naturale ed umano che la mia crescita avanzi per gradi ed è in questi gradi che incontro la Nazione in cui sono nata e a cui sento di appartenere, di cui porto i caratteri e la cultura.
Quando il grado di evoluzione di un uomo è sufficientemente vasto, questi gradi sono come anelli di cui l’uno comprende l’altro e nessuno viene respinto o calpestato.
Sarebbe del tutto anomalo che respingessi uno di questi gradi, che non mi sentissi parte della mia famiglia o brigassi contro di essa, che sporcassi la mia città, che rinnegassi la mia patria, che sputassi sulla mia lingua materna, che rifiutassi di riconoscere gli apporti della mia cultura di appartenenza.
Nessuna evoluzione ulteriore potrebbe essere tale da danneggiare le mie radici. Io per prima non posso farlo, pena il mio esilio dal contesto umano.
L’uomo è ciò da cui parte. La sua evoluzione si origina da lì.
Gandhi arrivò ad una filosofia universale ma non rinnegò mai il suo essere indiano. Lottò per far migliorare il suo paese e le sue parole hanno valore per ogni uomo di ogni paese, e si mise contro quegli ostacoli che impedivano all’India di emanciparsi da ostacoli religiosi, politici e sociali, ma fece questo per amore del proprio paese, non per odio.
Martin Luther King non cessò mai di essere americano, anche se combatté contro uno dei vizi peggiori dell’America, l’apartheid.
Rigoberta Menchù non si è mai messa contro il Guatemala anche se ha lottato per la giustizia sociale del Guatemala.
Leonardo Boff non ha mai cessato di essere brasiliano e cristiano anche se tutta la sua vita è stata offerta nella lotta contro le storture del Brasile e della Chiesa cattolica.
Ma chi manifesta odio verso il proprio paese, chi trama contro di lui, chi gli vomita odio, dovrebbe essere vomitato a sua volta come figlio indegno e traditore.
Ieri volevo chiedere ai quei rinnegati dei padani se avrebbero tifato contro l’Italia, ma sono una signora e lascio sempre agli empi una via per salvare la faccia.
E invece in questa Italia sciagurata non c’è fine al peggio. Abbiamo dovuto anche sentire l’urlo di radio Padania che vomitava il suo odio contro l’Italia.
Non sono una tifosa e francamente gli eccessi dei fanatici del calcio mi lasciano gelida mentre vedo benissimo quanto male si può fare a un paese usando un interesse morboso come il calcio per distogliere da realtà molto più pregnanti, ma il laidume di questa fasulla Padania è intollerabile
Salvini dice che ognuno è libero di tifare per chi gli pare, ma qui non hanno esultato i tifosi del Paraguay, queste iene hanno manifestato in modo sciagurato l’odio verso il proprio paese.
E io mi rifiuto di essere governata da chi mi odia in quanto italiano.
Mi rifiuto di avere come partito di governo una cricca sciagurata e miserabile che non perde occasione per sputare su ciò che io in quanto italiano rappresento, che mette il tricolore al cesso, che sputa sulla festa della Repubblica, che getta nel fango l’inno di Mameli, che diserta le manifestazioni ufficiali, che in ogni situazione manifesta odio verso l’Italia e che arriva a tifare contro l’Italia.
Se costoro odiano il loro paese, se costoro odiano il MIO paese, allora se ne vadano, lascino quelle cariche del MIO paese per cui hanno spergiurato fedeltà alla Costituzione, alla Repubblica e all’Italia, e vadano a vomitare il loro odio lontano da noi italiani.
O forse dovrei dire, citando il socio di maggioranza dei leghisti, che essi sono antropologicamente tarati?
Siamo governati da 3 partiti, uno si è dissolto ma era l’erede del peggiore fascismo, il 2° porta avanti un disegno di golpe antidemocratico dello Sato insieme alla mafia, il 3° non è nemmeno un partito ma l’accozzaglia infame di gente satura di ignoranza e barbarie che vuole solo la distruzione dell’esistente in una razzia sistematica dello Stato e in una distruzione progressiva dei diritti civili. Odio è il loro nome!

L’odio scellerato dei padani distruggerà l’Italia
VV.

Il diritto italiano parla chiaro: se la libertà di parola è basilare, l’incitamento all’odio nazionale costituisce reato…
E se questo incitamento proviene proprio da un partito che fa parte della compagine di governo? Dobbiamo essere governati da chi ci odia? Quale elettorato del mondo potrebbe desiderare di essere governato proprio da chi odia la Nazione a cui appartiene?

Commento di Francesco Pace

Voi leghisti, invece di “odiare” l’Italia, perché non fate qualcosa per cambiarla in meglio dal momento che ora siete voi che avete il governo della nazione?
Tu mi dirai: “lo stiamo facendo”. ok, mi sai dire cosa avete fatto in questi anni di governo a beneficio dell’Italia o anche solo della “Padania”?
Avete cominciato il vostro cammino politico ululando contro gli sprechi e la corruzione, e questi, da quando ci siete voi al governo, sono aumentati (dati della Corte dei Conti, Bankitalia, Istat ecc.), dovevate combattere le mafie e adesso ve le ritrovate che dirigono i lavori a Milano, eravate contro le lobby e adesso qui è tutta una lobby, dovevate migliorare le condizioni socioeconomiche della gente e qua, piano piano, di categoria sociale in categoria sociale (lavoratori pubblici, aziende, negozi, partite iva in generale, famiglie, pensionati ecc.) state rendendo tutti più poveri (anche qui dati alla mano), siamo i messi peggio come stipendi, pensioni e introiti tra i paesi europei con cui storicamente dovremmo fare paragoni, ci rendete simili sempre più come reddito alla Romania, e siete poi lì che appoggiate leggi del lavoro simili alla tanto odiata Cina), dovevate portare democrazia e giustizia sociale, sicurezza e anche qui stendiamo un velo pietoso.
E’ tutto peggiorato.
Cosa aspettate a fare bene, la “Padania”? Perché, se amate la Padania e odiate l’Italia, toglietevi dalle balle dal governo dell’Italia e fatevi il vostro staterello, e se non ve lo lasciano fare toglietevi dalle palle dal governo dell’Italia.
Perché se un giorno vi capitasse che la gente capisce che state governando un paese che odiate e che quindi state devastando senza scrupoli, saranno c…i da cagare per voi.

Agli idioti leghisti
VV

Avete la testa infarcita di slogan e siete antropologicamente incapaci di governare alcunché. Non vi accorgete nemmeno dell’enorme presa per i fondelli che Berlusconi vi fa da 16 anni.
Lasciamo perdere il vostro malfatto (basterebbe la bretella di Mestre o il figlio di Bossi o i crack iniqui di Tremonti a far cadere le braccia), lasciamo perdere che i vostri veri slogan sono ‘piatto ficco mi ci ficco’, e Viva Roma ladrona, ed è per favorire le vostre spartizioni di potere che non abbiamo eliminato nemmeno una Provincia e anzi le abbiamo aumentate, e sappiamo come ulteriori sprechi di Stato come le sovvenzioni alla stampa siano di marca padana e grazie a voi non leveremo una sola auto blu o una legge inutile.. ma cosa avete fatto per i famosi enti locali, di cui avreste dovuto aumentare il potere dal basso?
Siamo arrivati al punto che grazie alle vostre leggi e ai tagli della manovra di Tremonti gli enti locali hanno ormai solo gli occhi per piangere. Gli avete tagliato Ici, sanità, forza pubblica, sicurezza.. e ora li mettete in ginocchio con altri 11 miliardi di tagli pubblici, tanto che Formigoni, che non è certo di sx, ha detto: “Qui ci siamo giocati il federalismo!”
Come si dice in Toscana: “Senza lilleri non si lallera” e se vuoi togliere potere a qualcuno tagliagli i fondi! Questo avete fatto! Vi siete tagliati le palle per far fottere meglio Berlusconi!
Per fare il federalismo ci vogliono 133 MLD. Coi vostri tagli non solo non si fa federalismo, si fa un De Profundis anche sulle Regioni!
Possibile che siate così idioti da votarvi da voi la bara?
Matteo Rossi dice: “E’ sorprendente come gli autorevoli esponenti della Lega non pronuncino una sola parola a sostegno delle autonomie locali contro una manovra che rischia di produrre pesanti danni. Davvero uno strano modo di rappresentare gli interessi delle Regioni! Dopo questa mannaia, nessuna ipotesi federalista potrà essere realizzata. La Lega non è più, nei fatti, un partito federalista”.
E infatti lo vediamo: Voi non siete federalisti e non siete democratici e non lavorate per una maggiore democrazia e un maggior controllo dal basso. Siete solo dei servi di scena.

Vito Farina
La Russa difende la scelta del brano di Verdi: “E’ persino più patriottico dell’inno di Mameli”.
Non sapevo che La Russa fosse ebreo.

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LAVORATORI SCHIAVI
Maria Pia Caporuscio

Cosa aspettano gli iscritti alla UIL e alla CISL a strappare le tessere? Questi sindacati sono colpevoli di aver trasformato i lavoratori italiani in schiavi. Dagli anni 80 piuttosto che difendere i lavoratori che rappresentavano li hanno presi a martellate nei denti permettendo agli industriali di tornare ad essere i PADRONI.
I potenti non hanno ancora capito che avendo distrutto il lavoro si sono presi a calci nelle palle. Quando nel mondo del lavoro esisteva una parità di diritti l’economia non era in sofferenza, il danaro circolava i commercianti vendevano le merci, i lavoratori comperavano e tutto funzionava meglio.
Distruggere il mondo del lavoro a chi è servito? Chi ci ha guadagnato?
E’ vero i lavoratori muoiono di fame ma di fame creperanno anche gli industriali!
Oggi la FIAT continua il massacro cancellando ogni diritto, ogni regola, sputando sulla Costituzione che aveva la pretesa di salvaguardare il lavoro dagli squali del potere e con la benedizione dei sindacati (esclusa la CGL) ricatta i lavoratori costringendoli, dietro la minaccia di trasferire le fabbriche all’estero, ad impiccarsi con le proprie mani. E i soldi con cui lo Stato foraggiava la FIAT erano oltretutto dei lavoratori, versati col pagamento delle tasse e che sono stati utilizzati contro di essi col risultato di essere stati cornuti e mazziati.
La minaccia è un arte antica per la FIAT lo ha fatto centinaia di volte con lo Stato per farsi dare incentivi a fondo perduto anche quando non vi era alcuna necessità. Certo è comodo farsi dare soldi quando le cose non vanno bene e incassare i profitti quando invece vanno bene. Lo Stato (generoso) non ha mai preteso la restituzione e ha subìto i ricatti. Non sarebbe ora di chiedere conto a questi signori di tutti i soldi prestati? Richiedendo la restituzione diventerebbe proprietario della FIAT e potrebbe cacciare a calci questi sfruttatori, restituendo dignità ai lavoratori che li hanno arricchiti.

Beppe A

Quando il ‘nostro’ dice che ci sono segnali di ripresa capita sempre il peggio: Auto, in calo il mercato Ue a maggio: giù del 9,3%. Il gruppo Fiat al 7,8%
Ma anche in Germania non scherzano: Francoforte, 15 giu – Fiducia degli investitori in picchiata in Germania a giugno. L’indice elaborato dall’Istituto di ricerca economica ZEW e’ infatti sprofondato a 28,7 punti dai 45,8 punti registrati a maggio. Il dato è uscito nettamente peggiore delle previsioni degli analisti che si attendevano una leggera flessione a quota 42,8 e mostra attese negative per la ripresa nella seconda metà dell’anno.

Cesare Beccaria
Che cosa nasconde la fretta di Berlusconi sulle intercettazioni?
inquietante domanda perché tra la fine di luglio o i primi di agosto che cosa dovremmo venire a sapere della cricca e del suo capo mandamento?
Da settembre in poi che cosa si potrebbe sapere di nuovo sui governanti del bel Paese che sta marcendo?
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VV
Primo: gli scandali sulla ricostruzione de L’Aquila, la protezione civile, le grandi opere e le mazzette ai politici sono ancora tutti da scoprire. Si sta appena appena svelando la punta dell’iceberg, ma non è azzardato ipotizzare che lo scandalo della corruzione del governo Berlusconi sia così grande affossare la prima tangentopoli e disegni un quadro della situazione italiana talmente fosco da non poter reggere, e gravemente responsabile sia del deficit di bilancio che della grave crisi che colpirà solo alcuni strati medio bassi del paese.
Secondo: siamo arrivati a ben 20 pentiti, oltre Spatuzza, che accusano Berlusconi e dell’Utri di essere i mandanti delle stragi di mafia del 92-93 per destabilzzare il paese e preparare la discesa in campo di Berlusconi nel 94 come l’Uomo della Provvidenza che riporta l’ordine
E queste confessioni, si dice, sono state provate con tanto di riscontro e inchioderebbero Berlusconi e la sua cricca a una manovra così gravida di sangue e morte che seppellirebbe non solo lui ma anche la Lega e An, sue complici, per sempre
Ce n’è abbastanza per giustificare la furia con cui B tenta di oscurare tutto nelle macerie della Giustizia.

Lo spionaggio della Telecom
Mario Mori segnala:

“Una gravissima intromissione nella vita privata delle persone mossa da logiche partigiane nella contrapposizione tra blocchi di potere economici e finanziari, logiche che tendono a beneficiare non già l’azienda come tale ma chi in un dato momento storico ne è il proprietario di controllo”. Sono le parole con cui il giudice per l’udienza preliminare milanese, Mariolina Panasiti, chiama in causa Marco Tronchetti Provera, ex presidente dei consigli di amministrazione Telecom e Pirelli, per la vicenda dei dossier illegali compilati da una struttura interna alle due società.
Motivando i patteggiamenti da lei ratificati, il giudice osserva: “Le richieste di acquisizione di informazioni e di intrusione informatica erano attività strettamente pertinenti a scelte aziendali, nelle due aziende pienamente condivise e conosciute, idonee a soddisfare e corrispondere a specifici interessi delle due società e del gruppo dirigente, che in quegli anni era rappresentato dalle medesime persone, il presidente Marco Tronchetti Provera e l’amministratore delegato Carlo Buora”.
La sentenza del gup ha ratificato il patteggiamento di 16 imputati tra i quali Giuliano Tavaroli (4 anni e 2 mesi), Fabio Ghioni (3 anni e 4 mesi) e delle due società Telecom e Pirelli (sanzioni pecuniarie per 7 milioni di euro). Il giudice lo scorso 28 maggio, nel decidere sui patteggiamenti e sulle richieste di rinvio a giudizio, aveva fatto cadere l’accusa di appropriazione indebita ai danni di Telecom e Pirelli contestata dalla procura ad alcuni imputati, tra cui Tavaroli, Ghioni ed Emanuele Cipriani. Nelle motivazioni si legge:
“Ritiene questo decidente che sia mancata in atti proprio la prova, anzi si è positivamente formata la prova contraria, che le manovre per come contestate agli imputati” siano state compiute “all’unico fine di stornare risorse economiche dalle società Telecom e Pirelli”.
I pm, secondo il giudice, hanno “fatto proprie le tesi delle due società”, che parlavano di un’appropriazione indebita ai loro danni.
Una tesi che il giudice non ha accolto, spiegando che le richieste dei dossier erano attività “nelle due aziende pienamente condivise e conosciute”.
Come emerge dalle motivazioni, Tronchetti Provera e Carlo Buora “hanno approvato il bilancio dei due diversi settori security delle due aziende, senza alcun rilievo di sorta”.
Il budget delle direzioni security “approvato e condiviso”, si legge ancora, “era negli anni cresciuto, passando da 10 milioni di euro a 50/60 milioni di euro, fino a toccare i 120 milioni di euro nell’anno 2004”.
Tronchetti Provera, attuale presidente di Pirelli, scrive ancora il giudice, nelle sue dichiarazioni in fase di indagini sulla vicenda dei dossier illegali ha manifestato un “ostinato diniego di ogni consapevolezza di quanto accadeva nelle aziende da lui, almeno formalmente, gestite”.
Il gup spiega, in uno dei passaggi delle oltre 300 pagine di motivazioni, che l’allora presidente di Telecom e di Pirelli nelle dichiarazioni “rese in sede di esame in fase di indagini” ha manifestato un “ostinato diniego” anche “nella consapevolezza di quegli elementi di conoscenza comunemente condivisi in azienda da dipendenti e dirigenti di diversi livelli, e addirittura portati alla conoscenza delle collettività in convention di security”.
Il giudice, nelle scorse settimane, anche alla luce di alcune testimonianze in sede di udienza preliminare, tra cui la deposizione di Tronchetti Provera, ha disposto la trasmissione degli atti in procura perché valuti la possibilità di nuove indagini.

www.repubblica.it/cronaca/2010/06/14/news/tronchetti-4830490/?ref=HREC1-4
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Lode del dubbio
Brecht

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.

Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si potè contare.
Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!

Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!

Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi
.

Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo

che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.

Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua
.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
Ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!

Case popolari
Giuseppe Flavio

Non solo non si fanno case popolari a Roma da 30 anni ma in tutta Italia.
L’ultimo piano casa degno di nota è degli anni 60 (INA – Fanfani)
I governi democristo-socialisti che si sono poi susseguiti hanno pensato solo a favorire i palazzinari, gli speculatori, le grandi società immobiliari, le finanziarie, le banche. In cui erano implicati i beneamati governanti & C.
Non si sono più costruite case popolari e/o in affitto, a basso costo; si è lasciato il campo libero ad ogni più sfacciata speculazione, col risultato che le famiglie sono state costrette a strozzarsi coi mutui bancari: le nascite sono diminuite; non si sono più fatti figli perché la casa costava troppo, i servizi per la maternità e infanzia inesistenti.
E la Chiesa si lamenta del disfacimento delle famiglie. Sono state proprio le speculazioni favorite dai loro governi a causare lo sfacelo dei valori della società attuale!
E la chiamano libertà.
E la chiamano democrazia..

L’emendamento pro-pedofili
Gianni Cerutti ci scrive:

CHE SCHIFO!
La fiducia nella classe politica italiana è ai minimi storici. Di quella nel cdx non ne parliamo. Chi, con grande sforzo, tentava di conservarne ancora un briciolo vada a leggersi l’emendamento 1707 (già battezzato “ tutela pedofili”) a firma dai senatori Federico Bricolo, Sandro Mazzatorta e Sergio Divina (di Lega Nord), Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Roberto Centaro e Filippo Berselli (del Pdl).
Cosa si proponevano i paladini della pedofilia libera? Con questo emendamento, infilato con leggerezza tra le pieghe del ddl blocca intercettazioni, si voleva cambiare la norma impedendo l’arresto in flagranza di reato per chi compie su minori atti sessuali “di minore entità”. Una proposta indecente che, in caso di approvazione prevedeva che non ci fosse obbligo di arresto per chi era sorpreso a compiere violenze sessuali ‘di lieve entità’ verso minori….
Ciò è non solo aberrante e disgustoso, ma estremamente pericoloso e socialmente dannoso.
I firmatari della proposta ormai li conosciamo bene. Il loro acume e la loro intelligenza è tale per cui stento ad immaginare che siano in grado di scrivere una norma del genere. Chi li muove?
Tanto per ricordarceli, ecco i nomi di quelli che hanno firmato l’emendamento salva maiali:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
sen. Roberto Centaro (Pdl),
sen. Filippo Berselli (Pdl),
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania)

Il sen. Bricolo propose il “carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico” (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina);
Il sen. Berselli ha dichiarato “di essere stato iniziato al sesso da una prostituta” (e da qui si capisce molto…);
Il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari “emendamenti per impedire i matrimoni misti”;
Il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che “i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone” (citazione di una frase di Mussolini)

www.corriere.it/politica/10_maggio_28/intercettazioni-arresto-violenza-minori_8639e8e2-6a88-11df-bd58-00144f02aabe.shtml
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Su segnalazione di Vita da streghe
I mondiali degli uomini

Vogliamo rivolgerci agli uomini, e in particolare a tutti gli uomini italiani che attendono con trepidazione l’inizio del campionato mondiale di calcio in Sudafrica.
Migliaia di ragazze africane strappate nei mesi scorsi alle loro case e alle loro famiglie con la violenza, o con l’inganno e il ricatto vengono messe per strada dalle organizzazioni criminali nelle città sudafricane che ospiteranno nei prossimi giorni le partite del mondiale.
Si tratta di un impressionante traffico di esseri umani provenienti dai paesi limitrofi al Sudafrica come il Mozambico, finalizzato allo sfruttamento forzato della prostituzione, dell’accattonaggio, della pedofilia e del turismo sessuale.
Come denunciano molte organizzazioni internazionali (U.E., Amnesty …) fenomeni analoghi caratterizzano da alcuni anni tutti i grandi eventi sportivi internazionali. Si calcola che ben 40.000 ragazze, tra le quali molte minorenni, furono trasferite con la forza in Germania dai paesi dell’est-Europa in occasione dei mondiali di calcio del 2006.
Anche in Italia ogni anno molte ragazze africane, sud-americane, est-europee etc. arrivano sulle nostre strade come schiave. Il meccanismo è lo stesso: vengono minacciate di morte insieme alle loro famiglie e costrette a prostituirsi per pagare il debito contratto con chi aveva promesso loro l’illusione di un lavoro in un paese più ricco, e quando si rifiutano, o non potendone più, cercano di scappare vengono picchiate e stuprate anche fino alla morte. Cinquecento sono state le donne vittime di tratta assassinate in dieci anni nel nostro paese.
A milioni (4 secondo alcune statistiche, 10 secondo altre), noi maschi italiani continuiamo ad andare “a puttane”. Facciamo finta di non accorgerci che gran parte delle volte davanti a noi non c’è una persona che dispone liberamente del proprio corpo e della propria vita e che potrà spendersi quei soldi che le diamo come meglio crede, e così andiamo ad alimentare il mercato e il traffico di esseri umani, di organi, di armi e droga, rendendo sempre più violente e invivibili le nostre città e le nostre stesse vite. Un prezzo davvero troppo alto da pagare e far pagare!
Ma davvero disporre del corpo di una donna non libera è un esperienza appagante? Davvero abbiamo una percezione così misera dei nostri corpi e della nostra sessualità?
Siamo sicuri che solo con il denaro, il potere, la violenza possiamo ottenere quello che cerchiamo e desideriamo nella relazione con una donna (un uomo o una trans) e con il suo (loro) corpo?
A chi andrà in Sudafrica per i mondiali o a chi pensa di festeggiare una notte magica di vittoria o sfogare la rabbia di una sconfitta con un vero e proprio “stupro a pagamento” nelle strade delle nostre città, a noi, agli uomini tutti, chiediamo di aprire gli occhi e vedere quali sono le condizioni di vita che spingono tante donne e uomini a fuggire dal proprio paese illudendosi di trovare fortuna in un paese più ricco, e trovando invece troppo spesso l’orrore, lo sfruttamento, la disperazione, la morte.
A tutti vogliamo dire che si può andare in Sudafrica (o godersi il mondiale in TV o per strada) e tornare a casa alla fine di una giornata di lavoro, di una partita, di un viaggio, senza diventare criminali o complici di tutto questo. Semplicemente rimanendo umani.

Maschileplurale
www.maschileplurale.it/cms/index.php
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Nelle elezioni provinciali in Sardegna il centrosinistra conquista 6 province contro le due che vanno al centrodestra. Nel 2005, però, il centrosinistra ne aveva 7
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La serendipità ai tempi della politica statica
Raffaele Deidda

…dal termine inglese serendipity, da Serendip, nome persiano dell’attuale Sri Lanka. Fu lo scrittore inglese Horace Walpole che nel 1754 utilizzò il termine serendipity ispirato dalla spiritosa fiaba I principi di Serendip: “facevano sempre nuove scoperte, per caso e per intelligenza, di cose che non andavano minimamente cercando”. Il termine ha così assunto, nel tempo, il significato di “trovare una cosa non cercata o imprevista mentre se ne cerca un’altra” (Zingarelli).

L’idea di un andamento che dispone a trovare cose inaspettate mentre si sperimenta o si opera in tutt’altra direzione, e magari con tutt’altri fini, si è progressivamente introdotta nelle cognizioni di umanisti, filosofi, economisti e, soprattutto, è andata ad occupare un posto rilevante nella storia delle scoperte scientifiche.
Dal viagra della società farmaceutica Pfizer alla penicillina di Fleming, dalla mela di Newton alla vasca di Archimede fino ad internet, prodotto dalla paranoia della Guerra Fredda. Così, da esclusivo appannaggio di pochi fortunati scienziati, il web si è trasformato in quell’esperienza sperimentata quotidianamente dalla moltitudine dei suoi frequentatori.
Alcuni studiosi hanno fatto coincidere, molto sofisticatamente, il concetto di serendipità con la struttura del pensiero liberale inteso come pensiero libertario, in cui lo Stato non può più essere assoluto e la società non è determinata dallo Stato, ma da esso semplicemente garantita nel suo libero sviluppo. La serendipity viene cioè vista come il superamento del problema dello Stato (e dello Stato come problema, come ostacolo) in direzione delle aperture che nella società nascono, solo apparentemente a caso, come libero correlarsi di situazioni e uomini.
Altri studiosi si sono interrogati sulla possibile esistenza di una relazione fra serendipità e politica, oggi che la polis non esiste più, sostituita da un villaggio globale che è altra cosa rispetto a quell’universo compiuto in cui individuo e collettività si fondevano in una sfera del politico come socialità in azione.
L’uomo inteso come “animale politico” è probabilmente scomparso dall’orizzonte della nostra esperienza per rimanere nei luoghi comuni. L’uomo politico attuale è concepito come colui che fa o che dovrebbe fare politica, che spende parte del proprio tempo nella sfera pubblica al servizio delle istituzioni. La sensazione che però se ne ricava è che la politica, lungi dal farsi fulminare dal colpo di genio, si comporta come se tutto fosse lasciato al caso in un paese come il nostro, statico e in perenne ricerca di un atto di fede, che attende un evento rivelatore che possa determinare un cambiamento, ma è comunque impreparato a questo cambiamento.
Forse la politica, come la scienza, dovrebbe prendere spunto dalla massima di Pasteur: “La fortuna favorisce le menti preparate”, quelle, cioè, disponibili ad affrontare situazioni inconsuete e a rivisitare in termini innovativi le proprie visioni della realtà. Se ad osservare gli eventi non c’è una mente preparata, anche l’incontro fortuito con interessanti contributi di idee di cui s’ignorava l’esistenza è improbabile che venga colto nella sua importante novità.
Se dovessimo rilevare quante menti politiche realmente preparate operino oggi in Italia, a tempo pieno o a tempo parziale “al servizio delle istituzioni”, ci troveremmo davvero molto avvantaggiati dalla semplicità del calcolo.
“La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino”.
(Comroe).
Così si spiegherebbe il principio del “a mia insaputa”, o del “per caso”, utilizzato a piene mani da molti politici per giustificare ad esempio una casuale contribuzione di uno (non più) sconosciuto filantropo disinteressato che ti paga la casa, un ritrovamento fortuito di un dossier di 750 pagine anti Soru nella propria cassetta (?) delle lettere (Mauro Pili, deputato Pdl), un incontro casuale a casa di Denis Verdini col “faccendiere” Flavio Carboni (Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna indagato per lo scandalo dell’eolico), per giungere all’impareggiabile premier B che nell’enorme letto regalatogli da Putin scopre, per caso, una prostituta inviatagli da un amico imprenditore.

Da rilevare che, navigando in internet, molte persone hanno scoperto, per caso, che le prostitute di alto bordo si chiamano escort. Potenza della serendipità!
..
Qual’è il vero?

Rincorro i sogni
come bambina,
nei prati le farfalle.
Eppur le vedo, son vere
semplici, morbide, leggere.
E i sogni? Che ne sappiamo
noi, del Regno di Morfeo,
così abissale, nero.
Compaion immagini
in quel fondale, senza prospettiva
e dimensione, neppur

son note le ragioni
di tali movimenti,
ma quando chiudiamo gli occhi,
vediamo immagini
che i sentimenti non riescono
a celare, allora mi chiedo:
“Qual’è il vero” se solo il tempo
ed il luogo possono
cambiare questa dimensione?

Gigliola Mazzali
….
Un menage à trois
Don Aldo

“Quando in un dato Paese o in dato momento della storia, vedo che gli applausi piovono, che la Religione è onorata da tutti e che Dio come la Chiesa hanno un grande successo, ogni spirito prudente e veramente ispirato dalla fede sarà non già tranquillo, come sovente siamo stati, ma inquieto, temendo che sia qualche specie d’idolo che si adora al posto del vero Dio, e che sia qualche deformazione della religione ad avere un tale successo”!
Così il card. John H.Newman già negli anni del secondo ottocento (Pensées sur l’eglise).
Chissà cosa direbbe oggi…!
Fatto sta che se il dio di Bossi e di Berlusconi è un idolo (e lo è!) allora la chiesa che lo ostenta e che convive con la Lega e il Pdl non è una chiesa ma una setta.
E i cristiani che essa genera benedice e difende più che cittadini del mondo, quali dovrebbero essere i veri figli di Dio, sono semplicemente adepti di una setta, come i massoni o gli iscritti alla P2.
Culto del capo, obbedienza cieca e ritualità fine a se stessa sono i pilastri cardine di questo nuovo modo di essere cristiani e di fare politica. Il tutto abbondantemente annaffiato da pioggia di danaro e propagandado dalle reti uniticate raimediaset.
In questo ménage à trois (chiesa-politica-denaro) Berlusconi ruba, Bagnasco assolve e il bottino viene equamente diviso.
Il popolo bue guarda, ammira e plaude.

In relazione all’articolo sulla pensione a 70 anni
Sauro

Ho avuto modo di partecipare ad un corso organizzato e sostenuto dalla mia azienda intitolato “Alimentazione e Benessere” molto ma molto interessante, dove ha partecipato, tra gli altri relatori, un professore, il signor Ottavio Borsello, Ordinario di Gerontologia e Geriatria – Università di Verona, il quale, in maniera circostanziata e competente, ci ha reso edotti di una notizia che mi ha letteralmente sconvolto.
La generazione della nostra gioventù, sotto i 25 anni, sarà la prima, nella storia del genere umano, che avrà una aspettativa di vita inferiore alle precedenti. Le cause sono plurime, si va dall’obesità dei bambini di oggi che provoca tutta una serie di malattie croniche come diabete e ipertensione tipiche dell’età senile ed irreversibili, all’uso ed abuso di droghe, tabacco ed eccesso di alcolici tra la popolazione adolescenziale.
La sintesi è che il mix di queste modalità errate di vita, considerate dall’OMS (cfr. Organizzazione Mondiale della Sanità) in cima ai fattori delle principali malattie cardiovascolari, farà sì che le aspettative di vita della popolazione giovanile attuale saranno inferiori alle attuali.
Quindi addio 70 anni di vita media.
Ergo, voi lo capite da voi, niente pensione ma proprio neanche con la fantasia.
Domanda: ma gli studi di questo esimio professore, nei piani alti della nostra politica, nessuno li ha sfiorati??
Risposta: evidentemente no!
Altra domanda: ma ci sono o ci fanno?
Risposta: ci fanno, ci fanno! Fessi, a tutti noi!

EUTANASIA DI UNA NAZIONE
Carlo Bertani

E così, zitti zitti, hanno portato la pensione di vecchiaia a 70 anni e quella d’anzianità oltre i 66, andando ben oltre ogni altro Paese europeo.
Il provvedimento interessa chi è nato dopo il 1955 ed inciderà sempre di più con l’avanzare dell’anno di nascita: l’avevano annunciato da tempo che l’età della pensione sarebbe stata “collegata” con l’aspettativa di vita.
Così siamo i primi a raggiungere la fatidica “quota 70”, quando i regimi pensionistici europei sono tuttora orientati verso questi valori:
Francia: 60 anni, con riduzioni per i lavori usuranti e possibilità di prosecuzione fino a 65.
Germania: 65 anni, con pensione d’anzianità a 63 ed a 60 (con riduzione dell’assegno) per chi ha avuto periodi di disoccupazione;
Spagna: 61 anni e 30 di contribuzione, 60 anni per chi ha iniziato a lavorare prima del 1967.
Non prendiamo in considerazione sistemi pensionistici come quello inglese – che prevede un’età massima di 70 anni già oggi, o quello svedese – che si basa più sugli anni di cittadinanza piuttosto che su quelli di contribuzione – perché sono strutturalmente molto diversi dal nostro. In quei casi, l’età di pensionamento non è comparabile con la nostra, giacché le condizioni sono molto diverse e ci sono più variabili e possibilità.
Francia, Germania e Spagna hanno invece una struttura simile alla nostra, perciò sono utili per capire lo “sfregio” che l’attuale governo sta per fare: non mettono le mani nelle tasche degli italiani – nelle loro ed in quelle del 10% di ricconi che li sostiene meno che mai – semplicemente, porteranno via letteralmente la vita al rimanente 90%. Anche quelle dei fessacchiotti che sgobbano e poi li votano: spiacente, ma è così.
Il sistema pensionistico italiano è quello, fra quelli europei, che destina percentualmente meno risorse, mentre la gestione previdenziale dell’INPS era in attivo per un MLD l’anno già prima della controriforma Damiano del 2007 (quando c’è da massacrare i lavoratori, sedicenti destre e sinistre trovano accordi “miracolosi”), e di ben 17 MLD l’anno dopo l’intervento del “Mazzarino” del csx.
Non abbiamo stime della Sacconi-Tremonti ma..faranno un ricco “bottino”.
Due punti da chiarire:
a) Ci sono serie basi demografiche, sociologiche, storiche, scientifiche od etiche per un simile provvedimento?
b) Quali sono le vere motivazioni della riforma Sacconi-Tremonti?
L’incremento della vita media che c’è stato nell’ultimo mezzo secolo non è da imputare a mutazioni genetiche ma a una serie di “accidenti” che prima troncavano la vita anzitempo, e con l’incremento della protezione sanitaria sono stati debellati (tetano, morsicature di vipere, emorragie, meningite, tifo, colera, ecc) e una serie di malattie un tempo mortali (polmonite, broncopolmonite, infezioni varie, TBC, ecc).
Il risultato è stato il crollo della mortalità nell’età dell’adolescenza ed in quella della riproduzione.
Le generazioni che oggi hanno più di 70 anni sono nate nell’era “pre-antibiotici”, o dovuto sopportare vicende di selezione terribili (ritirata di Russia o guerra in Africa).
La demografia italiana è in costante calo e la popolazione è mantenuta pressoché costante con l’immigrazione – questa, è bene dirlo, specificatamente richiesta dagli imprenditori, salvo poi criminalizzare l’immigrato per ottenere condizioni di lavoro che rasentano la schiavitù.
La scienza non ha mai sostenuto che vi sia stato una modificazione genetica dell’“orologio biologico” e la nostra aspettativa di vita non è cambiata nei secoli. Vorremmo sapere quale “bonus” acquisisce un lavoratore a progetto a tempo determinato, il quale non avrà nessuna sicurezza del proprio futuro, saprà che avere un figlio sarà una grossa incognita, o che, in caso di malattia, non avrà protezione sociale.
Se non basta la scienza, possiamo ragionare sul semplice buon senso: un operaio edile di 70 anni, potrà portarsi la carrozzella sul tetto? Che gioia, affidare i propri figli in gita scolastica ad un autista settantenne! O un treno? E, tutto questo, mentre intere generazioni di giovani appassiscono nei call centre.
Siccome le gestioni previdenziali sono fortemente in attivo, l’unica ragione per un simile innalzamento può derivare dal cedere della “gamba nascosta” della gestione: l’assistenza.
A differenza delle altre nazioni europee, l’Italia non ha separazione fra l’assistenza e la previdenza: i soldi per le pensioni e per i sostegni al reddito (cassa integrazione, ad esempio) provengono dalla stessa cassa.
Come può, un governo, garantirsi la pace sociale di questi tempi? Dando un po’ d’elemosina a chi perde il lavoro.
Ma, per farlo, non s’assume la responsabilità in proprio – ossia non s’inserisce come arbitro fra le imprese ed i lavoratori – ossia non partecipa al gioco come attore responsabile: semplicemente, prende soldi dalle casse previdenziali e distribuisce elemosine. Quella “solidarietà caritatevole” con la quale si riempiva la bocca Bush.
Un simile percorso, però, conduce alla generale de-responsabilizzazione dell’impresa: che mi frega – pensa l’imprenditore – se tutto va a rotoli? Salvo i capitali creati con il “nero” in Lussemburgo – se, poi, serviranno nuovamente in Italia me la caverò con il 5% dello “scudo fiscale” – e butto tutto nel deretano agli operai.
Salvo la piccola impresa – la quale, semplicemente, va a gambe all’aria e lascia sul lastrico i lavoratori – le imprese italiane pretendono soldi per produrre (incentivi) e ferree garanzie se le cose vanno male. Quante FIAT sono state pagate, nei decenni, con soldi pubblici?
Aumentando l’età pensionabile in un quadro di sempre minor protezione sociale, s’aumenta la mortalità nella fascia fra i 60 ed i 70 anni, cosicché le prestazioni pensionistiche da fornire sono annullate in mancanza d’eredi (l’INPS trattiene tutto), e dimezzate per vedove e vedovi. Un bel malloppo.
Dunque, l’accusa di omicidio premeditato non è proprio campata per aria: e sappiamo che fanno tutto questo per potersi permettere ogni anno 18 MLD di auto blu, tangenti, case gratis, puttane e tutto il resto.
Cosa bisogna fare? Per prima cosa smetterla di seguire il giochino “dx-sx” sul quale campano. Poi, smetterla di seguire la TV: anche quando sembra tutto sommato accettabile, quasi sempre cela una pozione velenosa: perché, altrimenti, hanno ostacolato qualunque possibilità di TV indipendenti? La “pluralità” che doveva garantire la legge Gasparri – l’aumento delle frequenze disponibili – dov’è finita?
Per seconda cosa dobbiamo saper distinguere fra scenari macroeconomici e le situazioni nazionali e locali.
Il grande scenario internazionale è certamente dominato dalle grandi holding, multinazionali, sistema finanziario, Bilderberg, Illuminati, ecc.
Ma, a queste strutture, non potremo mai opporci proprio perché transnazionali e, in alcuni casi, semiocculte.
In campo nazionale e locale, invece possiamo opporci e dobbiamo farlo, ne va della nostra vita e di quella dei nostri figli.
Come opporsi?
La strategia vincente passa ancora e sempre per l’informazione – l’attuale classe politica lo sa, e cerca di controllarla in modo ferreo – e finché potremo farlo dal Web alla luce del sole lo dovremo fare.
Qualora le leggi liberticide che stanno per varare dovessero metterci un bavaglio, trovare – ma insieme! E qui mi rivolgo ai tanti colleghi scrittori, giornalisti e bloggher – i mezzi per lavorare su piattaforme estere in lingua italiana, mediante pseudonimi, per aggirare la censura. I modi, se si vuole, si trovano: altre soluzioni sono auspicabili e, se migliori, da attuare.
Ultima cosa: saper distinguere, al nostro interno, le vere voci di dissenso.
Fin quando accetteremo di comportarci come i Polli di Renzo, di strada ne faremo poca.

L’Ue obbliga la pensione a 65 anni? Falso
Rosa Rinaldi (segreteria Prc, ex sottosegretaria al lavoro)
www.ilmanifesto.it

Non è assolutamente vero che l’Europa impone che le donne italiane vadano in pensione a 65 anni, come invece viene motivato in modo infondato non solo dal governo, ma dalla più parte dei media. Com’è che invece l’informazione non solleva alcun dubbio?
I pronunciamenti di Commissione e Parlamento europeo non riguardano l’innalzamento dell’età, ma sono fondati sull’esigenza di non discriminare il lavoro femminile, giacché tutte le ricerche denunciano retribuzioni e pensioni inferiori a quelle maschili. Con la direttiva 79/1978, l’Europa salva infatti la possibilità per gli stati di stabilire età di pensione differenti tra uomini e donne; e comunque l’Unione non può intervenire sull’età stabilita dai paesi membri. Può, invece, chiedere conto di atti discriminanti, come «obbligare» le donne ad andare in pensione prima: perché, in presenza di un regime legato ai contributi, porta a un rendimento ridotto.
Esiste dunque una questione di parità, ma non riguarda l’età. Nella «Piattaforma di Pechino» i governi si erano piuttosto impegnati a esplicitare l’impatto delle politiche economiche in termini di lavoro pagato e non pagato e di accessi al reddito delle donne. E il Consiglio Europeo di Lisbona, nel marzo 2000, fissava l’obiettivo del pieno impiego attraverso un miglioramento quantitativo e qualitativo dell’occupazione e il diritto fondamentale al lavoro di uomini e donne. Nel diritto comunitario, del resto, la tutela antidiscriminatoria è da sempre un architrave, che col Trattato di Amsterdam del 1998 è divenuto un principio fondamentale. I dati ufficiali mostrano invece che siamo ben lontane da una parità retributiva, quindi economica, sociale e politica. Questo il quadro: fino a 20.000 euro, 48% donne e 52% uomini; da 20.000 a 40.000, 27% donne e 73% uomini; da 40.000 a 60.000, 20% donne 80% uomini; da 60.000 a 80.000, 15% donne 85% uomini; da 80.000 a 100.000, 12% donne 88% uomini; oltre 100.000, 10% donne 90% uomini.
Il differenziale retributivo uomo/donna si attesta su una media del 23%. Il gap per le retribuzioni nette annue delle donne va da 3.800 euro per i dipendenti a tempo indeterminato agli oltre 10 mila degli autonomi. Gli uomini hanno in media redditi superiori in tutte le forme contrattuali: 23% nel lavoro dipendente, 40% in quello autonomo, 24% per le collaborazioni. Il lavoro delle donne nei 14 paesi più avanzati per un terzo è lavoro pagato e per due terzi è lavoro non pagato. Mentre tre quarti del lavoro degli uomini è pagato ed un quarto no. Quindi, è il peso dell’ineguaglianza di genere nella distribuzione del lavoro non pagato che determina le condizioni materiali delle donne nel lavoro produttivo a tutti i livelli. Ciò mentre rimane un carico di lavoro famigliare non retribuito: all’Italia appartiene infatti il primato del tempo dedicato dalle donne al lavoro familiare. Lisbona auspica il raggiungimento nel 2010 di un tasso di occupazione femminile del 60% in tutti i paesi. I nostri tassi di occupazione femminile risultano inferiori a quelli medi dell’Ue per ogni classe d’età e non solo rispetto all’Europa a 15, ma anche rispetto alle recenti adesioni. L’Italia infatti è, dopo Malta, il paese con i più bassi livelli di occupazione femminile di tutta l’Ue.
Quanto poi alle anziane e pensionate, due dati sono confermati in tutte le aree del paese e in tutti gli enti previdenziali: il 76% dei trattamenti integrati al minimo (cioè sotto i 500 euro mensili) riguarda le donne (2,6 milioni) e le donne mono-pensionate sono il 64,8% del totale, con un importo medio annuo di circa 7.300 euro. Si aggiunga che solo l’1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione fra i 35 e i 40 anni e ben il 52% è al di sotto dei vent’anni. Il che la dice lunga su ogni ipotesi di elevamento dell’età pensionabile per le donne, che attualmente in Italia avrebbe solo l’effetto di peggiorare le condizioni per quelle poche che riescono ad andare in pensione con una vita lavorativa consistente alle spalle. Prima di omologarsi ad una stramba idea di parità, ci piacerebbe che almeno il sistema dell’informazione desse conto di questa condizione in modo documentato. E forse scopriremmo che quella della disparità tra differenti è l’unica uguaglianza e una battaglia politica che val la pena di fare.

La storia dimenticata

Nonostante il grande apporto di Craxi alla sua espansione come imprenditore, nel 1992 le aziende di B assommavano debiti per 7.140 miliardi (rapporto Mediobanca), quindi ad alto rischio di bancarotta, considerando che nel 1993 gli introiti pubblicitari ebbero una crescita pari a zero. Quindi le banche (Cariplo, Comit, Banca di Roma, BNL, Montepaschi) cominciarono a richiedere il saldo dei conti, dal momento che pezzi importanti della Fininvest erano praticamente ipotecati. Fu in quel periodo che le banche imposero Franco Tatò quale “commissario” del gruppo: “Cavaliere, dobbiamo portare i libri in tribunale…” Così disse Marcello Dell’Utri in una intervista del 2003. Quindi la “discesa in campo” di B fu obbligata: o in politica o in galera, dal momento che l’inchiesta “Mani Pulite” aveva azzerato i suoi referenti politici.
Si può senza dubbio affermare quindi che l’ingresso di B in politica, sia stato il risultato di un intreccio impressionante di interessi: l’alta finanza, rappresentata dalle banche, che vedevano sfumare i loro crediti; dalla mafia, che non aveva più il riferimento dei partiti (soprattutto la DC), e il Vaticano, che dell’inchiesta “Mani Pulite” temeva la prosecuzione. Bisognava fermarla a tutti i costi, imponendo qualcuno da “spacciare” per nuovo, ma che in realtà garantisse il mantenimento della situazione come prima dell’inchiesta.
Tant’è che Mani Pulite perse la sua forza dirompente, la possibilità di porre un freno alla corruzione dilagante, mano mano che le inchieste coinvolgevano personaggi minori della politica locale, i quali videro in B la persona giusta per continuare a svolgere i loro affari, praticamente fino ad oggi.

L’affermazione è avvalorata dal fatto che di tutte le leggi “ad personam” si sono avvalsi tutti coloro i quali avevano qualche problema, o con la giustizia o col fisco. Così sono state permesse leggi sulla depenalizzazione del falso in bilancio, delle rogatorie internazionali, della prescrizione breve, i vari condoni, ecc, che sì, favorivano B, ma anche tanti altri oscuri personaggi. La stessa cosa si ripete oggi per la legge sulle intercettazioni: si vuole ad ogni costo impedire di indagare in tutti i casi di malaffare, tutti casi che vedono implicati finanzieri, mafiosi, politici corrotti e l’immancabile Vaticano, che oltre a tutte le vicende che hanno riguardato( e riguardano) lo IOR, oggi deve coprire anche lo scandalo dei preti pedofili,
Forse nel suo perenne delirio, B ha detto una cosa vera: paragonandosi a Mussolini, afferma che il vero potere ce l’hanno i suoi gerarchi, ammettendo che lui in pratica è solo un figurante.

(fonte dati Wikipedia)

3mont…agne di parole inutili
Rosario Amico Roxas

Dopo 15 anni di imporre un liberismo inquinato da libertinaggio, 3monti scopre l’aria fritta e la chiama economia sociale di mercato.
In bocca a 3monti questa ipotesi, che dovrebbe prevedere un totale stravolgimento dell’attuale sistema, diventa un esercizio di parole buone solo a tacitare sindacati e sindacalisti creduloni.
L’economia sociale di mercato, per essere concretamente applicata dovrebbe coniugare insieme il capitale/denaro con il capitale/lavoro, elevando quest’ultimo alla medesima dignità del denaro, ponendo sul medesimo piano l’imprenditore (onesto per rinnovata vocazione !) con il prestatore d’opera (onesto per impossibilità del contrario).
Si tratterebbe di reinventarsi il rapporto tra diritti e doveri, e ridisegnare la geografia umana dell’intera nazione, con l’eliminazione dei privilegi assurdi e delle privazioni forzate.
Ma 3monti non tiene in nessuna considerazione il fatto che il liberismo berlusconiano (ci ha fatto una Università apposta per tramandare ai posteri il suo alato pensiero), non può coniugarsi con alcuna politica sociale (non socialista), in quanto si basa sulle disuguaglianze che vengono premiate e non scoraggiate. Come consueto, nel suo discorso, 3monti ha recitato una formula, ma non il piano di applicazione, rimanendo così 3mont..agne di parole, utili ad una ulteriore presa per i fondelli, buona solo per rinviare di qualche giorno o mese la legittima reazione delle vittime del liberismo del capitale, che è e rimane capitalismo sfrenato.

L’utopia popolare
Rosario Amico Roxas

La gente non legge più i giornali, perché è diventato necessario una interpretazione che prevede un livello culturale di gran lunga superiore alla media nazionale.
Così si preferisce l’informazione TV, magari in attesa del Grande Fratello.
Nessuno ha capito l’esigenza della legge sulle intercettazioni telefoniche, tranne che i padroni del vapore esigono rispettata la loro privacy, specialmente quando dialogano con le escort di turno, in una sorta di masturbazione mentale…. in mancanza di altro.
L’utopia popolare sarebbe la chiarezza, velata com’è da nubi tempestose verso bassa quota, quella popolare, nubi che si aprono in un cielo luminosissimo quando si sale verso l’alto livello dei redditi, dove tutto segna “calma piatta”.
La chiarezza utopistica popolare desidererebbe un presidente del consiglio che non chiede di immedesimarsi a lui, ma capace di immedesimarsi a quanti non arrivano a fine mese.
Manca l’uomo capace di attirare i consensi…!
Almeno così viene cantata la giustificazione.
Direi piuttosto che di uomini come li si vorrebbe al vertice della Cosa pubblica (diventata cosa privata o privatissima, quando non è Cosa Nostra !) ce ne sono tantissimi.
Basterebbe un bravo ragioniere esperto in partita doppia: entrate-uscite; padre di famiglia con figli a carico e moglie casalinga. Capace di gestire la sua famiglia secondo i bisogni necessari, evitando i vezzi del modernismo consumistico; in grado di valutare le capacità dei figli e indirizzare ciascuno verso la migliore utilizzazione delle capacità (quante oneste braccia vengono oggi sottratte all’agricoltura, per indirizzarle, come minimo, al consiglio regionale della Lombardia !); così oculato da riuscire a creare un fondo-famiglia per affrontare con onestà e decoro i momenti più difficili o imponderabili; ecco, un personaggio del genere sarebbe un eccellente Presidente del Consiglio (da scrivere con le maiuscole)

Dalla politica del cu-cù al nobel per la pace
Rosario Amico Roxas

Bankitalia: debito record, entrate in calo. Ocse: disoccupazione quasi ai massimi.
L’aggravarsi delle conseguenze di una crisi annunciata ma nascosta nelle pieghe del qualunquismo, sta conducendo la nazione alla bancarotta, da non paragonarsi alla situazione greca, bensì a quella argentina, quando venne depauperata l’intera popolazione, tranne quei pochissimi nelle cui mani il governo aveva accentrato l’85% del patrimonio nazionale.
Il cavaliere non demorde e continua far finta di niente, preferendo inaugurare un monumento a Garibaldi, piuttosto che affrontare una crisi economica che sventra il potenziale nazionale, ma non quello del presidente del consiglio, che anzi si incrementa a cura e spese del reddito fisso.
Dal monumento a Garibaldi è volato dal suo amico e compare Gheddafi per liberare il finanziere svizzero già libero, e tre pescherecci di Mazzara del Vallo, sequestrati in acque internazionali.
Ovviamente le TV, i giornali e i portavoce del cavaliere hanno fatto a gara per dimostrarsi abili casse di risonanza e spargere al mondo credulone la buona novella di un preteso prestigio internazionale del premier, che, però, si ferma ai bordi del deserto libico.
Ci provò con Russia e Turchia a prendersi i meriti degli accordi sull’oleodotto e il metanodotto, facendo ridere di compassione gli interessati; anche allora doveva nascondere eventi di quest’Italia disastrata, mimetizzandoli dietro il paravento del suo autoreferente prestigio internazionale.
C’è margine operativo per Bondi, Capezzone, Cicchitto per tornare a riproporre, unilateralmente, il nobel per la pace.
Queste manovrine dilettantesche gli riescono con personaggi da Gheddafi in giù, non potrebbero mai riuscirgli con nazioni a sviluppo avanzato, dove i governanti hanno finito di conoscerlo assai bene, reputandolo idoneo alla sola politica del cu-cù.

Sauro manda
COMUNICATO STAMPA
Fiat. Fiom: “Respingiamo il diktat su Pomigliano. Lunedì 14 convocato il Comitato centrale”

Di fronte al rifiuto della Fiat ad apportare qualsiasi modifica al testo da lei presentato lo scorso 8 giugno, la Fiom ha confermato la propria indisponibilità ad aderire a un documento che contiene deroghe al Contratto nazionale e alle leggi in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e la messa in discussione di diritti individuali, compreso il diritto di sciopero.
La Fiat, dopo aver disdettato, nel solo sito di Pomigliano, tutti gli accordi aziendali in vigore nel resto del Gruppo in materia di orario e organizzazione del lavoro, vuole condizionare l’investimento per il rilancio di Pomigliano all’accettazione di un nuovo accordo da parte di tutti i sindacati, basato tra le altre, sulle seguenti condizioni:
realizzazione di 18 turni settimanali di lavoro sulle linee di montaggio;
120 ore di straordinario obbligatorio;
possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno;
riduzione delle pause dagli attuali 40 minuti a 30 minuti per ogni turno;
possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti;
sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento;
facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa.
Le altre Organizzazioni sindacali, pur avendo inizialmente giudicato inaccettabili alcune richieste della Fiat e formalmente avanzato proposte di modifica, hanno alla fine aderito al testo iniziale dell’Azienda, accettandone le condizioni imposte.
La Fiom denuncia il ricatto a cui sono sottoposte le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano, in Cassa integrazione da oltre 18 mesi, chiamati a scegliere fra il proprio posto lavoro e il radicale peggioramento dei propri diritti.
La Fiom, di fronte al carattere generale di questa scelta della Fiat che punta a cancellare il Contratto nazionale e superare le Leggi di tutela sul lavoro, ha convocato il Comitato centrale per lunedì 14 giugno per dare un giudizio approfondito, per impedire la condizione di isolamento nella quale si vuole relegare i lavoratori di Pomigliano e assumere le decisioni necessarie.
Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

RIDIAMARO : – )

Dalla palestra di Luttazzi
Intercettazioni. Napolitano risponde a Di Pietro: “Parole a vanvera”. Alcuni le parole, altri le firme. (fabio bellacicco)

Minzolini: “il mio e’ un tg che e’ geloso della sua immagine tradizionale, di testata trasparente ed imparziale”.
E’ talmente geloso di quest’immagine che nell’ultimo anno non l’ha fatta vedere mai a nessuno. (agostino cinelli)

Senato, via libera al ddl intercettazioni: da parte del Governo, una feroce pugnalata alla legalità e alla libertà di informazione. Il provvedimento adesso tornerà alla Camera, ma state pure tranquilli: avrete tutto un mondiale per distrarvi. (Nicola Congiu)

La Bp crolla alla borsa di Londra. “Non siamo a conoscenza di alcuna ragione che spieghi il tonfo del titolo”. (Repubblica.it/Marco Elio Tabacchi)

Indiano metropolitano

L’unico mestier ghe el gha da far el napolitano, par tri milioni de euro al mese, l’è de star a guardia ala costitusion e nel caso sciogliere le camere, sicuramente stà bertuccia manteniuda el sà guadagnà un posto nela storia, si nel casoneto !

El bossi el disea “ghe l’ho duro, ghe l’ho duro” (par dover de verità l’era seco) e la prima volta che i ghe cambia cavala da soto le bale par un pel non el tira un sciopon, pensì che par salvarlo ia dovuo infilarghe un catetere nele recie, nele recie? Te disi! Si parchè doe credio che el galegia el servel de na simile bestia.

Avrai un solo Dio!
E chi vorrebbe sobbarcarsi la spesa di due?
Arthur Hugh Clough
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Riepilogando: Aspettativa di vita inferiore per i giovani, innalzamento dell’età pensionabile.
    Significa che una buona parte di pensioni in futuro non sarà elargita, con un risparmio enorme per le casse dei vari fondi pensione.
    Diabolicamente geniale! Il prossimo passo sarà ( come diceva già dieci anni fa la buonanima di mio zio ) estrazione a sorte giornaliera di un pensionato da far ammazzare da un killer per sfoltire le rimanenti pensioni pagate. E dar da lavorare ad un killer mafioso disoccupato.
    E non è mica poi tanto fantascienza!

    Commento di Paola Lombardo — giugno 15, 2010 @ 8:32 pm | Rispondi

  2. CARA VIVIANA, TI ABBRACCIO E MI STRINGO A TE NEL RANCORE E NEL DISGUISTO PER TUTTO CIO’ DI SEMPRE PIU’ IMMOPNDO CHE ESCE DA QUELLA “padania” –
    tua Brunilde

    Commento di MasadaAdmin — giugno 18, 2010 @ 7:20 pm | Rispondi


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