Nuovo Masada

giugno 13, 2010

MASADA n° 1153. 13-5-2010. SONNO E SOGNI. Lezione 11

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(Simona Maleti. La luce in gabbia)

(Questa è la lezione 11 di un corso su Sonno e Sogni tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Sogni profetici – I sogni e la guerra – Fuori dalla gabbia spazio-temporale – Espansione di coscienza

SOGNI PROFETICI

Teniamo conto anche che se abbiamo delle apprensioni su uno dei nostri cari, esse possono produrre sogni proiettivi in cui la persona muore o sta male, ma è solo la nostra ansia che produce questo. La saggezza popolare lo sa e dice che se sogniamo la morte di un famigliare gli allunghiamo la vita.
Uno dei grandi archetipi dell’umanità è ‘morte e resurrezione’, una rinascita che presuppone una morte.
La trasformazione può anche essere totale e implicare un corso radicalmente diverso della vita, come avviene per una conversione o per l’apertura di nuovi canali.
Molti sogni di morte preludono a forti cambiamenti della coscienza, come diventare artisti o sensitivi. Tipicamente lo sciamano è uno che simbolicamente o realmente ha attraversato una morte.

SCHWEDENBORG, che fu uno dei più interessanti personaggi europei, un giorno di Pasqua, sognò il padre defunto e questo sogno cambiò la sua vita. Prima egli era stato uno dei più brillanti scienziati europei, dopo divenne un veggente che comunicava col mondo degli spiriti. La sua energia, prima focalizzata sulla mente sinistra passò di colpo alla destra. Una rivoluzione!

(Simona Maleti. Bussola interna)

Secondo Cayce i sogni possono anche essere ponti con i defunti. Cayce credeva che i defunti fossero compresenti a noi, ma in una dimensione non visibile, e che cercassero di mettersi in contatto con i viventi, che non sono in grado di vederli, ascoltarli e sentirli, per cui a volte resta loro solo la comunicazione mediante il sogno.

In genere i defunti dicono di essere vivi e di stare bene. “Ho sognato che mia madre mi è apparsa e mi ha detto: “Sono viva”. Cayce dice: ”Sua madre è, in effetti, viva e felice, perché non c’è morte ma solo passaggio dal piano fisico a quello spirituale.”

Il sogno può essere premonitore:
“La madre di Enza muore. Lei e la sorella la preparano, scelgono il vestito più bello, poi pensano che anche la biancheria deve essere bella. Tolgono da un cassetto una sottoveste di seta ma ha un odore di vecchio e pensano di lavarla, è estate e asciugherà presto. La sorella porta la sottoveste lavata in terrazza per stenderla ma le vola via e cade di sotto. In quell’istante lei ricorda di colpo un sogno fatto un mese prima: aveva sognato che la madre cadeva dalla terrazza, andavano a prenderla e la trovavano morta con un filo di sangue che le usciva dalla bocca. Accanto a lei c’era una neonata di due mesi vestita di bianco. La sorella di Enza racconta il sogno, e osservano che, quando la madre è morta nella realtà, un filo di sangue le è uscito realmente dalla bocca. Hanno pensato che la neonata fosse una bambina che la madre aveva avuto tanto tempo fa e che era morta piccola, forse madre e figlia si erano ritrovate. Poi le due sorelle sono andate alla camera ardente, e hanno visto che c’erano due bare, una era quella della madre, nell’altra stava una bambina di due mesi vestita di bianco.”

Una delle visioni più arcaiche, nota da tempi antichissimi e anche dipinta, è il tunnel. Questa immagine può arrivare per un trauma, per un coma, per un pericolo di morte oppure, più banalmente, come sogno o immagine ipnagogica, tra sonno e veglia, o come visualizzazione repentina.
Io ho avuto varie esperienze del tunnel, questa immagine mi è comparsa per un intero mese in montagna nel sonnellino del dopopranzo in un agosto soffocante in cui ero molto malata di bronchite e probabilmente avevo uno scarso afflusso di sangue al cervello. Del resto lo stato disastroso dei miei bronchi è il motivo per cui vent’anni fa mi era stata diagnosticata una morte precoce.
Quando avevo le esperienze del tunnel, la mente onirica era piena di gioia, non mi sembrava di morire ma di nascere, credevo che il tunnel fosse una vagina e io nascevo alla luce con grande gioia. Poi, come mi svegliavo, la mente conscia cadeva nel terrore, perché pensavo che stavo per morire.

In mille modi noi sogniamo la morte. Prima che mia madre morisse ebbi molti sogni premonitori che al momento non capii, una parte di me si rifiutava di pensare che lei potesse morire, un’altra parte lo sapeva.

Sognai che abitavo al piano alto di una casa e mia madre abitava al piano terra. Andavo a trovarla in ascensore ma erano venuti i ladri e mi avevano derubata e lei non c’era più. Al suo posto avevano lasciato su un letto una bambina, una neonata bellissima silenziosa, che mi guardava con dei grandissimi occhi neri spalancati. Mia madre aveva avuto occhi così belli e grandi quando era giovane. La bambina era bagnata e avrei dovuto cambiarle il pannolino e alimentarla. Salivo al mio piano per prendere il necessario, ma, quando tentavo di riprendere l’ascensore, questo non c’era più e restavo disperata perché non potevo più prendermi cura di lei, i rapporti erano interrotti, i due piani non comunicavano più.

(Simona Maleti. Burining)

Il sogno rappresenta benissimo i livelli diversi dell’esistenza.
Il cambiamento improvviso dell’energia prende spesso le vesti del ladro, dello zingaro, dell’extracomunitario, dell’assassino, forze che ci minacciano o derubano o mettono in crisi.
Qualche volta le nuove energie che vengono dall’inconscio, non ancora metabolizzate, assumono l’immagine di un’alluvione, un nubifragio, di qualcosa di terribile. Non sempre significano morte o pericolo reale, spesso indicano qualcosa di nuovo che emerge dall’inconscio e che le nostre energie conservative rifiutano. Anche nella psiche l’extracomunitario è respinto perché diverso.

La difficoltà del sogno è che ha un suo linguaggio che dobbiamo imparare, il sogno parla in modo figurato e attraverso simboli. Questi possono essere propri di un ambiente o cultura o esperienza, oppure generali, universali, propri del genere umano, della cultura profonda dei popoli.
Nel primo caso abbiamo simboli soggettivi, nel secondo simboli collettivi. Jung parlava di ARCHETIPI, grandi modelli universali, configurazioni dell’immaginario, che sono presenti nei sogni di tutti i popoli, come nei miti, nei riti, nelle favole ecc.. modelli o schemi dell’energia.
Gli archetipi riguardano soprattutto le grandi strutture primarie dell’energia o le sue grandi variazioni: la nascita, la morte, la resurrezione, la protezione, la distruzione, il padre, la madre…

Nei sogni premonitori di morte non sempre le immagini sono chiare, a volte prevalgono i simboli, qualche volta con dettagli esatti che si ripetono in sogni seriali come precisi avvertimenti.

La moglie del generale russo Toutschkoff sognò per tre volte che il marito veniva ucciso in luogo detto Borodino. Cercarono Borodino sulla carta geografica senza trovarlo perché è un piccolo villaggio. Napoleone invase la Russia e presso questo piccolo villaggio fece una grande battaglia, il generale morì lì nelle circostanze del sogno”.

(Simona Maleti. Nel vivo)

Visioni, allucinazioni e sogni possono aprire un ponte col mondo dei morti. Quando Swedenborg cominciò a parlare con gli spiriti, fu consultato da persone che avevano perduto un familiare ed ebbe risposte molto precise.

Su Swedenborg Kant riferisce questo episodio: “Una signora svedese era rimasta vedova e un orefice le richiese il pagamento per un servizio d’argento ordinato dal marito, la signora era convinta che il costoso servizio fosse già stato pagato dal marito ma non era in grado di trovare la ricevuta e ciò la metteva in agitazione. Si chiese allora a Swedenborg di comunicare col marito defunto. Egli disse che la ricevuta stava in un certo mobile della casa, si era già guardato in quella direzione ma inutilmente. Allora Swedenborg spiegò, guidato dal defunto, che c’era un cassetto segreto sul lato sinistro del mobile dove si sarebbe trovata la ricevuta insieme ad altri documenti. E così fu.

Sembra esserci un tempo lineare in cui viviamo in modo ordinario e un altro tempo in cui sono contemporaneamente passato, presente e futuro, e la coscienza può spostarsi dal primo al secondo. Noi esistiamo contemporaneamente in un mondo dimensionato, una geometria spazio- tempo-causa, e un mondo dove queste coordinate non esistono o esistono in modo puntiforme e non esteso.
Anche nello stato di veglia, eccezionalmente, possiamo avere ‘esperienze di vetta’, esperienze eccezionali dove usciamo dalla visione normale coatta ed entriamo in una visione ‘espansà, dove non ci sono più barriere, tra vivi e morti, vicini e lontani e tutto è qui, ora.

Le variazioni di coscienza possono avvenire casualmente.
Eugenio racconta:
Ho avuto un segnale bellissimo di presenze, di fenomeni, diciamo paranormali, Uno è piuttosto recente e per me ha avuto un grandissimo significato. Lo scorso maggio mi trovavo in Portogallo con la mia dolce Giuliana e il penultimo giorno abbiamo deciso di fare un giro fino a Fatima. …..siamo arrivati al famoso santuario ormai sul tardi, un’ora prima del tramonto, quando ormai non pensavamo di farcela. Infatti tante erano state le cose che avevano riempito quella giornata che quasi abbiamo rischiato di non giungere in quel posto sacro. Ma le condizioni favorevoli erano là ad aspettarci….Giunti nell’immenso piazzale sono stato colpito dalla grandiosità del luogo; ma era anche molto semplice e appariva in tutta la sua vastità perché semideserto a quell’ora. Non c’era nulla di più vero. E il sole illuminava tutto obliquamente, in un cielo pressoché sereno. Quando ci apprestiamo ad entrare, noto che si sta rannuvolando l’occidente, con le nuvole dell’oceano. E dentro c’è l’incontro con la Madonna, piccola e semplice, le tombe dei due pastorelli, la vita di Gesù. E poi mi metto a dire qualche piccola preghiera…ma davanti a tanto carisma mi viene da avere un pensiero buono, di pace, di amore, di speranza verso tutte le persone che mi sono vicine. Completamente rilassato e sereno sentivo che lì potevo essere molto più vicino ai miei cari che altrove, quasi che le anime potessero avere dei contatti. Poi, mentre pensavo ai parenti, giunto a mia Nonna, mi sono ricordato di mio Nonno. Infatti fino a quel momento il mio pensiero era rivolto esclusivamente a persone in vita, mentre mio Nonno era morto cinque anni prima. Nello stesso istante in cui mi sono rivolto a lui, ho sentito la sua presenza al mio fianco, a sinistra, e un formicolio, quasi un lieve colpetto come per chiamarmi mi ha fatto voltare e l’ho visto di fianco a me, come quando ho fatto la cresima e lui era il mio padrino. E ora mi stava dicendo: “Non ti preoccupare, sono qua, va tutto bene.” Era come se il cuore si fosse aperto e ci stesse scorrendo un fiume pieno di acqua fresca. Allora ho cercato di allargare il mio pensiero d’amore a più persone, che non avevo ancora considerato, e poi ad altre ancora che non sentivo abbastanza vicine, ma mi sembrava di escluderne altre, allora ho cercato di abbracciare il più possibile di umanità, e anche di altri esseri viventi. Ero straripante di gioia!!! E intanto fuori pioveva…Quando siamo usciti, la pioggia leggera stava terminando. E prima di andar via, voltandomi per un ultimo sguardo cosa vedo spuntare? L’ARCOBALENO !
Non siamo mai andati via da quel posto completamente
.”

(Simona Maleti. L’oro e l’abisso)

SOGNI E GUERRA

I sogni connessi a predizioni di morte sono frequenti. Ci sono esempi celebri. Si dice che Lincoln ebbe sogni che presagivano la sua morte una settimana prima di essere assassinato e la moglie di Giulio Cesare ebbe sogni infausti prima delle idi di marzo, giorno in cui Bruto assassinò Cesare. Socrate, la notte prima di morire nel carcere, sognò una donna vestita di bianco che gli mostrava la libertà. E i figli di Jung trovarono nel suo diario un sogno avuto nove mesi prima della sua fine che la preannunciava. Se il tre è la cifra della compiutezza, il nove segna l’incubazione e la morte, come la vita, hanno la stessa cifra preparatoria, nove, per la vita nove mesi, per la morte nove giorni o settimane o mesi, come se la morte fosse un’altra nascita.

Nei periodi di crisi storica i sogni di morte si infittiscono. Durante la guerra del Kosovo moltissime persone mi raccontarono incubi di morte. L’Europa era sconvolta da una paura che non sapeva razionalizzare e questa germinava incubi. Dopo cinquant’anni di pace l’Europa conosceva di nuovo la guerra ed era una guerra a cui partecipa anche l’Italia. Il sogno di pace europeo era infranto e vivevamo sotto l’ombra di una minaccia. Si presentava a noi drammaticamente il lato oscuro della perdita di ogni sicurezza, la sindrome della precarietà. Ogni giorno il telegiornale ci mostrava persone che fino a un mese fa avevano una casa, un lavoro, una terra, una famiglia e che improvvisamente perdevano tutto. Ciò era inquietante. La guerra è un grande, terribile, archetipo che minaccia tutte le nostre sicurezze, ci fa vedere che tutto ciò che abbiamo può essere spazzato di colpo, ci dice che tutto è impermanente. In tempo di guerra Ungaretti scriveva: “Si sta/ come d’autunno / sugli alberi/ le foglie”.
Questa è la precarietà della vita, sotto l’oscura paura del male.

Raccontano di me un fatto, devo citare quello che mi hanno raccontato i testimoni, perché io non ne ho memoria. Molti anni fa, in V. Orfeo, a Bologna, stavo ascoltando una conferenza di parapsicologia, quando d’un tratto mi sono messa a parlare di colpo senza esserne cosciente e ho descritto con orrore una grande ombra nera, il Male, che stava dilagando pieno di terribile morte dai Balcani. Ero terrificata e tremavo in tutta la persona, sotto una grave emozione, come se lo vedessi e lo percepissi come un’ombra vivente che si allargava. Via via nel tempo mi capita di incontrare delle persone che erano presenti quella sera e che si ricordano di me e mi raccontano quello che successe, ma io non ricordo nulla.

Pablo Neruda ne “I dittatori”, scrive una poesia che sembra un incubo, osservate come le metafore sono di tipo onirico, come è solito avvenire nella poesia.

“Il dolore è celato, simile ad una pianta
il cui seme cade senza tregua sul suolo
e fa crescere al buio le grandi foglie cieche
L’odio si è formato squama su squama,
colpo su colpo, nell’acqua terribile della palude,
con un muso pieno di melma e di silenzio.”

I sogni possono accompagnare un trauma storico, o precederlo come nella profezia. Mentre la premonizione riguarda fatti personali, la profezia (pro facio= parlo prima) entra nella storia dei popoli e indica eventi collettivi.

Nell’autunno del 1913 Jung presentì la prima guerra mondiale, cadde sotto il peso di una oppressione schiacciante, “come se ci fosse qualcosa nell’aria”, come se egli fosse un captatore d’universo. Sentiva che doveva esserci una sciagura universale per l’intera Europa. Cominciò ad avere delle allucinazioni di distruzione, come se fosse preda di una psicosi. Aveva avuto spesso sogni che predicevano la morte di parenti o conoscenti. Quando morì la moglie, lo aveva saputo in sogno 9 mesi prima. (Questa costanza del numero 9 è una tipicità. Ricordiamo che Nostradamus previde anche la data della propria morte con una differenza di nove mesi. Come se ci fosse un’incubazione di 9 mesi per la nascita ma anche per la morte).
Ma nell’autunno del 1913 il messaggio fuoruscì dal sogno e invase la mente conscia con stati allucinatori, l’oppressione interiore divenne insostenibile, l’angoscia lo trasformò in un’antenna dolorosa. Questo senso incombente di fatalità continuò per alcuni mesi fino all’agosto del ‘14, quando scoppiò la prima guerra mondiale.

Scriveva: “Mentre ero in viaggio ebbi un’allucinazione: vidi improvvisamente una spaventosa alluvione che copriva l’Europa come un violento mare di sangue con innumerevoli morti. La visione durò un’ora e mi lasciò sconvolto. Due settimane dopo la visione si ripresentò e una voce mi disse: “Guarda bene, è tutto vero, sarà proprio così.”
Nella primavera del 14 (maggio-giugno) sognai ancora che un’ondata di freddo polare calava in piena estate coprendo di ghiaccio la terra, gelando gli alberi e allontanando gli uomini. Sognai anche un albero pieno di grappoli che distribuivo a una gran folla”
.

Jung prevede la seconda guerra mondiale e nel sogno vede se stesso come un benefattore, un guaritore dei mali umani.

Per Jung i sogni profetici sono una realtà. Jung crede che alcune persone siano più ricettive di altre e possano ricevere messaggi speciali.
Freud considera le premonizioni parte della “nera marea di fango dell’occultismo” ma Jung è un sensitivo e tratta fatti di cui ha esperienza diretta. Il sensitivo o il medium non hanno bisogno di dimostrare niente a chi non ha le loro facoltà, così come uno che ha la vista non può dimostrare niente a un cieco.
L’inconscio collettivo sembra essere un altro piano di realtà, extratemporale e extraspaziale, a cui la mente umana riesce ad aprirsi in situazioni o condizioni particolari. Gli antichi dicevano che questo era il regno degli dei. C’è un luogo dell’essere dove la mente può andare e che non contiene il tempo, può capitarci in sogno oppure in momenti straordinari della veglia. Io sento questo come uno scivolamento laterale, ma non posso dimostrarlo o farne partecipi altri. Posso solo effettuare riscontri. E non è nemmeno detto che i contenuti di queste aperture siano sempre verificati.

Una volta sentii una voce diretta che diceva come se parlasse a un altro: “Sarà un embolo alla testa, saranno sei mesi”. Io ho aspettato sei mesi ma nessuno di mia conoscenza ha avuto un embolo alla testa.

Dunque occorre sempre essere cauti, prendere nota ma non accettare nulla che venga da dentro o da fuori come Vangelo.
Del resto un dettato medianico diceva:
“Anche nell’al di là ci sono ingannatori”.

Riguardo alla dimensione dove non esiste il tempo, tutti i sistemi religiosi ne parlano, riferendosi a un piano divino.
Osiride, l’essere umano che dopo la resurrezione divenne un dio, dice di se stesso: “Io sono l’Ieri, l’Oggi e il Domani”. Il dio egizio vive nella Casa dell’Eternità, la Casa che ha Milioni di Anni. “ (L’esperienza del tempo-M L. Von Franz, Red)

Jung era un uomo molto noto e molto amato, chi lo incontrava restava affascinato dalla sua personalità semplice e profonda. Sapeva sviluppare con gli altri intensi rapporti d’anima. Quando morì, il 6 giugno 1961, molti suoi conoscenti ebbero sogni premonitori o avvertimenti nel mondo degli oggetti, ma anche molti che non lo conoscevano furono avvertiti in qualche modo della sua morte. Una paziente della Von Franz che non lo aveva mai visto fece questo sogno:

Giornata di sole, prato, molta gente tra cui Jung. Il suo abito era verde davanti e nero dietro e per la sognatrice verde e nero rappresentavano vita e morte. C’era un muro nero con un foro che riproduceva perfettamente la sagoma di Jung. Egli entrò nel foro e, poiché il suo vestito dietro era nero come il muro, non fu più visibile. Era lì ma non si poteva vederlo. La sognatrice guardò se stessa e vide che anche il suo abito era verde davanti e nero dietro, vita e morte.” “Forse, dice la Franz, quando moriamo “usciamo dall’orizzonte degli eventi degli esseri terreni ma continuiamo a esistere in uno stato che per i viventi è invisibile.” Rientriamo nel mondo dell’energia non percepibile.

Jung è un sognatore, un veggente e un poeta. I poeti parlano come in sogno. In loro l’inconscio affiora direttamente col linguaggio suo proprio. La poesia è un linguaggio onirico, un metalinguaggio, che viene dalla stessa parte della mente, lo stesso degli oracoli e della veggenza.

Ai primi del secolo, tra il ’20 e il ’40, quando nasceva l’interesse per l’inconscio e cominciava a diffondersi la psicoanalisi, emersero i poeti surrealisti che scrivevano poesie in automatico, come sognando, usando la sola mente intuitiva e ricettiva. La poesia scaturiva in una associazione automatica e inconscia in versi. Si escludeva l’intervento della mente razionale e si apriva la mente analogica o imaginale. Io faccio fare spesso questo tipo di poesia, come esercizio per aprire l’emisfero destro. Da notare che quelli che riescono meno in questa opera sono gli stessi che non riescono a fare visualizzazioni o ad attivare stati modificati di coscienza. Per tutto ci si deve allenare.

Questa poesia è di Robert Desnos, uno dei poeti del surrealismo francese.

Naturalmente di notte ci sono le sette meraviglie del mondo e la grandezza, il tragico e la grazia
Le foreste si urtano confusamente con creature di leggenda e nascoste nei folti
Nella notte passano treni e navi e il miraggio dei paesi dove fa giorno.
Gli ultimi soffi del crepuscolo e i primi fremiti dell’alba.
Un’aria di piano, uno scoppio di voce.
Sbatte una porta. Un pendolo.
E non soltanto gli esseri e le cose e i rumori materiali.

Ma ancora io che mi seguo e mi oltrepasso senza fine.
Strane figure nascono talvolta al momento del sonno e scompaiono.
Se chiudo gli occhi compaiono fosforescenti creature e appassiscono e rinascono come carnosi fuochi d’artificio.
Paesi sconosciuti che percorre in compagnia di creature
E i profumi del cielo e delle stelle e il canto del gallo di 2000 anni fa
e il grido del pavone nei parchi in fiamme e dei baci.
Mani che sinistramente si chiudono in una luce pallida e assi scricchiolanti su strade di medusa.
Ci sei tu senza dubbio che io non conosco, che conosco al contrario.

Ma che presente nei miei sogni ti ostini a lasciartici indovinare senza parere.
Ma che resti inafferrabile nella realtà e nel sogno.
Nella notte ci sono le stelle e il movimento tenebroso del mare, dei fiumi, delle foreste, delle città, delle erbe, dei polmoni di milioni e milioni d’esseri.

Nella notte ci sono le meraviglie del mondo.”

(Simona Maleti. La via maestra)

FUORI DALLA GABBIA SPAZIO-TEMPORALE

L’universo del sogno non è un universo logico, si apre a un pensiero analogico che ha delle curiose caratteristiche. La prima è quella di trascendere lo spazio e il tempo. Per questo vediamo che alcuni sogni sono in grado di prevedere il futuro, sono premonitori, o possono dire cose del passato.
Il TEMPO è l’istante in cui una cosa esiste o un evento accade. C’è un tempo fisico, materiale, misurato dalla scandire dell’orologio, e un tempo dell’anima, come diceva S. Agostino. Ma che tempo è un tempo del sogno? I ricercatori dicono che, se uno viene svegliato durante una fase REM e racconta il suo sogno, le azioni che narra sono avvenute in tempo reale, ma noi sappiamo benissimo che non è vero e che, se la sveglia sta per suonare, possiamo sviluppare un sogno lunghissimo per arrivare proprio a quel suono o che un pisolino di pochi minuti può produrre lunghissime storie.
Da sempre gli uomini hanno elaborato teorie sul tempo ma nessuna è attendibile, forse perché siamo noi a costruire il tempo o perché abitiamo in un mondo temporale piccolo contenuto in un mondo atemporale più grande. I fisici moderni dopo Einstein ipotizzano campi geometrici spazio-temporali, a 4 dimensioni, geometrie spazio-tempo, comprensive di massa e energia.
Ciò che chiamiamo ‘materia’ sarebbe uno di questi campi quadridimensionali e il Sole sarebbe un ‘nodo’ di questo campo.
Il tempo della psiche implica la memoria come ricordo del passato, la percezione del presente e la possibile previsione del futuro, ma è pur sempre è un TEMPO LINEARE, cioè un tempo disteso in lunghezza.
Ma esiste un campo della coscienza dove questi tre momenti sono simultaneamente senza separazione o distensione. Il presente sarebbe una interpretazione ‘qualitativa’, prospettica, dell’insieme temporale, come se guardassi uno stesso oggetto solo da un lato, non potendo vederlo da tutti i lati insieme, mentre questi lati coesistono senza separazione.
L’anziano spegne la sua memoria vicina mentre conserva quella lontana, dunque produce un’alterazione significativa dello spazio-tempo. Il bambino, al contrario, non ha anticipazione del futuro e vive nell’istante presente. Essi presentano una coscienza diversa e un diversa percezione del tempo.
Come dimensione di coscienza, il tempo può essere pensato come un nastro di Moebius elastico che si restringe o si allunga per sfalsature soggettive. Possiamo essere al di qua o al di là del nastro. Lo spazio-tempo potrebbe corrispondere a una faccia senza spazio né tempo e il passaggio dall’una faccia all’altra può essere più semplice e più misterioso di quanto immaginiamo, in una specie di simultaneità a noi ignota.
Più che una linearità consequenziale lo spazio-tempo può essere ipotizzato come un elemento istantaneo chiuso su di sé. Del resto tutti i popoli antichi hanno pensato a un tempo circolare, come un cerchio che si ripete. Il tempo è dunque una dimensione non definibile e non dimostrabile proprio perché, per individuarlo, non possiamo che usare elementi temporali.

Per un veggente il futuro è qualitativamente identico al passato o al futuro in quanto in certe posizioni della mente riesce a coglierlo tutto ‘ora’, tutto ‘qui’, tutto ‘insieme’. Noi viviamo in una bolla spazio-temporale, ma è solo la nostra percezione a crearla. Le visualizzazioni del paranormale sono immagini presenti ‘ora, qui’, colte all’istante come una pagina che venga letta contemporaneamente in tutte le sue righe in un flash di insieme, un mondo coesistente senza distensione spaziale, ma in sé contratto e coeso.
Premonizione, telepatia, retrocognizione sfidano le coordinate spazio-temporali, il veggente può vedere ciò che accade in un luogo lontano o ciò che è accaduto nel passato o che accadrà nel futuro, e quel che vede o sente non dipende da lui e non è spiegabile né ordinabile con le coordinate ordinate.
Forse il mondo è una specie di scatole cinesi significanti, situate in una realtà adimensionale. Nella prima ci si muove secondo direzioni spazio-temporali, nella seconda c’è assenza di movimento e di tempo ecc. Il nostro modello di anelli di consapevolezza potrebbe essere qualcosa di simile. Potremmo disegnare un punto da cui escono vettori, situato in un cubo, attorno a cui si muove una spirale che nelle varie spire crescenti contiene altri cubi maggiori e potrebbe essere possibile passare da una realtà a un’altra secondo variazioni frequenziali della mente.

Nel primo cubo l’energia si addensa come materia, si estende come spazio, si direziona come tempo, appare come ‘immagine’ tridimensionale. Nel secondo l’energia è concentrica, è sempre e comunque adimensionale, esiste solo come informazione, con la stessa assenza di dimensioni con cui una informazione esiste nella memoria di un computer e con la possibilità di essere portata al video della percezione cosciente.
L’informazione può estendersi come immagine per apparire alla percezione ma in sé è atemporale e aspaziale, come le immagini dei sogni. Per questo l’Induismo e il Buddhismo dicono che il mondo è ‘apparenza’, “è il sogno sognato da un dio”, e attraverso la vacuità dei sogni si può apprendere la vacuità del reale, la fantasmidad della vita, come la chiama il cieco Borges..
La creazione dimensionale è emanazione da una fonte luminosa adimensionale.
Il sensitivo coglie il luogo dell’informazione pura e lo estende nell’immagine mentale che proietta nel passato, presente o futuro, sempre che possa distinguerli, perché i tre momenti si confondono, come tre informazioni astratte non localizzate.
La coscienza, in certi momenti, può viversi fuori dallo svolgimento lineare per cogliere l’involgimento incentrato immateriale. La materia è l’informazione che si dilata nelle 4 dimensioni. L’informazione pura è l’energia in sé.

Il punto di partenza esterno della spirale è la capacità creativa, dal Tutto all’uno. Il punto centrale della spirale è la capacità intuitiva, del Tutto nell’uno. Il Sé è la centralità dove tutto annichilisce.

(Simona Maleti)

Se ho un portacenere sul tavolo, lo posso portare in alto, in basso, a destra, a sinistra, più o meno rapidamente. Nel tempo sono obbligato ad andare solo in avanti. In condizioni extrasensoriali, mi svincolo da questo obbligo e la coscienza può guardare in ogni direzione. Prima sono come un cavallo con i paraocchi che sale su una strada di montagna e può vedere solo quello che ha davanti al naso, dopo sono come la cima della montagna che può guardare contemporaneamente tutti i versanti o può anche sognarli nella loro esistenza simbolica.
Noi siamo chiusi in una scatola quadridimensionale, ma fuori la realtà può essere diversa, come ci appare quando casualmente può capitare di evadere e avere percezioni paradossali.
I viaggi astrali dei santoni indiani mostrano che possiamo sfuggire alla gabbia spazio-temporale.
Nei sogni questo può accadere facilmente, come se l’anima avesse dei condizionamenti corporei che possono essere elusi in sogno.
Il crescere di esperienze PSI manifesta un allentamento delle maglie rigide delle nostre catene biologiche e culturali e la possibilità di balzare in realtà a-dimensionali. Forse qui la grande costruzione mentale collettiva che chiamiamo ‘mondo’ si sta smagliando.

Le religioni antiche parlavano di tempo circolare, di eterni ritorni. La circolarità è un altro modo di rappresentare l’istante, pensiamo a un cerchio a diametro zero o a una spirale senza dimensioni dove il movimento è la luminosità della coscienza, la consapevolezza più o meno chiara. In essa: tutto proviene dal Centro-tutto va verso il Centro-tutto è il Centro. Il Centro è il sapere e non ha dimensioni o tempo, è l’informazione pura.
Nella mente logica e sequenziale sviluppo il sapere come la riga di un foglio, come lettura graduale o estensione lineare.
Nella mente intuitiva colgo l’oggetto nella sua interezza globale come esistente fuori dallo spazio-tempo.
Ma l’estensione è identica alla contrazione e così come si può percepire una realtà estesa, si può concepire una realtà contratta.
La realtà estesa è l’universo infinito in tutta la sua evoluzione.
La realtà contratta è il buco nero dove essere e non essere sono identici e io e mondo sono una cosa sola.
Esiste uno psichismo esteso e uno contratto, normalmente partecipiamo del primo, eccezionalmente possiamo partecipare del secondo.
Essere inseriti in una realtà condizionata fa di noi le cavie di un esperimento. L’esperimento nasce ponendo condizioni, cioè limiti. La cavia inserita in un percorso obbligato, eccezionalmente se ne può liberare, il suo compito è il suo comportamento all’interno di certi vincoli. Spazio (lunghezza, larghezza, altezza) e tempo danno 4 vincoli. Altri ci provengono per altre vie e formano le condizioni del nostro problema esistenziale, anche qui possiamo subire le condizioni del destino o uscirne per varchi spericolati. É da vedere cosa riusciamo a fare entro quei vincoli o senza di essi.
Il topolino è inserito nel labirinto, ha vari percorsi ma è sempre nel labirinto. Ma improvvisamente gli diamo il volo. É quello che possiamo chiamare ‘espansione di coscienza’ ma potrebbe essere recepita come pazzia o schizofrenia, o situazione ponte, in bilico tra due mondi.

(Simona Maleti. Energetico)

Il salto dimensionale è una esperienza che dovrebbe essere rituale e culturale, cioè guidata e contestualizzata in un ambito sacro, pena la perdita di qualunque forma di controllo della realtà. E il totale disorientamento, dovrebbe essere come la salita graduale dello sciamano tunguso sulle 8 tacche del bastone asse del mondo.

ESPANSIONE DI COSCIENZA

La nostra coscienza è un territorio piccolo e precario, ma è tutta la base di sicurezza che abbiamo, e basta un piccolo trauma, uno svenimento, un delirio febbrile, un eccesso di alcool o droga, per farci perdere ogni fondamento.
Espansione di coscienza non significa alterazione di coscienza, ma può diventarlo. La crescita in armonia con le nostre possibilità cognitive dovrebbe essere un processo graduale. Ma ci sono scarti che ci prendono alla sprovvista e ci squilibrano.
Conoscenza e consapevolezza non sono la stessa cosa. La conoscenza è un dato informativo o esperienziale che viene da fuori, la consapevolezza è una qualità del vedere, come un occhio che si apre più o meno, vedo più realtà o mi apro a realtà diverse.
La conoscenza è un input, la consapevolezza un partecipare alla funzione. La conoscenza è aggregazione di contenuti nuovi, la consapevolezza è liberazione da limiti, con possibilità di cambiare la funzione. Questo può spaventarci. Possiamo immaginare una dilatazione della visione fuori dagli schemi che crea sbalordimento nella coscienza abituata al proprio standard ristretto e sempre uguale. Nella coscienza dilatata la realtà appare in modi diversi da come siamo abituati a conoscerla e ciò può essere insostenibile. Nulla viene portato dentro, l’apertura è sconvolgente perché vediamo qualcosa che è sempre stato lì fuori ma in modo diverso da come pensiamo. La consapevolezza evade dal limite, è la liberazione della psiche prigioniera. Forse una via per arrivare a Dio, certamente un modo per percepire che l’univocità del mondo è solo illusione e che l’intuibile è il Sacro. Come diceva Platone:

Intorno a queste cose non esiste alcun scritto né ne esisterà.
Tale conoscenza infatti non è per nulla comunicabile a parole ma..
come luce che scaturisce da una fiamma palpitante,
una volta sorta nell’animo,
ormai è lei a nutrire se stessa.
E’ l’intuizione dell’intuibile,
del non mescolato e del Santo,
la quale lampeggia attraverso l’anima
come un fulmine
“.

Lo yogi non ha bisogno di andare in una biblioteca, egli è la biblioteca, egli è la vita. Stando fermo è ovunque. A occhi chiusi vede tutto. Senza studiare sa. Senza toccare persona è ognuno. Ha perso il limite dell’ego. Partecipa della coscienza universale. É l’uomo collettivo, il contenuto universale. Dal suo angolo precipita nel vortice dell’Essere, che è, per sua natura, l’Intero.

(Simona Maleti. Garden)

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INDICE SONNO E SOGNI

Lezione 1 : masadaweb.org/2010/04/04/masada-n%C2%B0-1115-4-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-1/

Lezione 2: masadaweb.org/2010/04/09/masada-n%C2%B0-1118-9-4-2010-corso-su-sonno-e-sogni-lezione-2/

Lezione 3: masadaweb.org/2010/04/18/masada-n%C2%B0-1123-18-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-3/

Lezione 4: masadaweb.org/2010/04/29/masada-n%C2%B0-1128-29-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-4/

Lezione 5 : masadaweb.org/2010/05/07/masada-n%C2%B0-1133-7-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-5/

Lezione 6: masadaweb.org/2010/05/12/masada-n%C2%B0-1135-12-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-6/

Lezione 7 : masadaweb.org/2010/05/18/masada-n%C2%B0-1139-18-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-7/

Lezione 8: masadaweb.org/2010/06/01/masada-n%C2%B0-1146-1-6-2010-sonno-e-sogni-lezione-8-simboli-animali/

Lezione 9: masadaweb.org/2010/06/04/masada-n%C2%B0-1146-4-6-2020-sonno-e-sogni-lezione-9/#more-4334

Lezione 10: masadaweb.org/2010/06/08/masada-n%C2%B0-1150-8-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-10-i-sogni-di-morte/

Lezione 11 : masadaweb.org/2010/06/13/masada-n%C2%B0-1153-13-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-11

Lezione 12 : masadaweb.org/2010/06/16/masada-n%C2%B0-1156-sonno-e-sogni-12%C2%B0-e-ultima-lezione/

..

http://masadaweb.org

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