Nuovo Masada

giugno 10, 2010

MASADA 1151. 10-5-2010. Ci cascano le braccia

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:20 pm

(Roberto Mari)

Pagheremo per essere disinformati – La manovra di Tremonti – Cricca e centrali nucleari – Parole illusorie – Un Ministero ad interim – Il Corriere diffama Di Pietro – Razzisti e empatia – La colpa della crisi

Riflettiamo un momento, tutto quello che di drammatico é successo fino ad ora e quello che ancora sicuramente succederà é stato solo per evitare ad un bastardo criminale di farsi processare.
Ernest
..
Le libertà non vengono date, si prendono!“”

Ecco a cosa si riducono le sedicenti libertà politiche: libertà di stampa e di riunione, inviolabilità di domicilio e tutto il resto vengono rispettate solo se se il popolo non ne fa uso contro le classi privilegiate. Ma il giorno in cui comincia a servirsene per scalzare i privilegi, tutte queste sedicenti libertà sono scaraventate a mare.

(Pëtr Kropotkin)
..
«Nei tempi moderni, la desolazione è venuta dalla filosofia,
la consolazione dalla poesia
».
(Maria Zambrano, scelta da Natalia Castaldi)
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La retorica del vecchio saggio è appunto solo retorica. I vecchi sono costretti a fare i saggi solo perché vicini alla morte. I nostri vecchi politici non sono neppure saggi perché si considerano immortali. I B, i Cossiga, gli Andreotti, ecc. ecc. si vedono in uno specchio che riflette eterna giovinezza.”
Flora Nebbia

Stefano Manuguerra

Credo non si debba abbandonare
l’abbandono frutto di corta memoria
potrebbe portare terra e lutto in una giornata fredda di pioggia
il magistrato politico, e il suo incazzarsi
ignorante e poco ortodosso
non va lasciato solo
stanno preparandogli la bara
stanno lavorando di chiodi e faggio
il falegname becchino di arcore sta lucidando la lama
lo stalliere lo aspetta oltre la porta del nulla facendo passare aliti di inferno
stanno preparando benzina
per far fuoco che si veda lontano
e danzano come polli allo spiedo
alla fiera della carta vendono presunzioni e infamia
si strofinano le mani e assaporano la merda prima di lanciarla verso il bersaglio
sparano i cecchini dell’informazione
dall’attico del potere dietro muri omertosi nascondono la canna del fucile
occhio rugginoso scruta il magistrato detonando falsità come proiettili
non dobbiamo lasciarlo solo
lo stanno cancellando
siamo un popolo senza memoria e la rete un fuoco lontano
nella notte sembra una stella che pochi possono vedere
e cassaintegrati male nella società scegliamo la strada in discesa
quella del tutti sono uguali
quella piena di zucchero e caramelle lasciate dai lupi del potere per i nostri stomaci d vacche
e ruminando perdiamo la strada
comincia lo spettacolo
il clown balla davanti lo schermo
la ghigliottina di legno
splende al sole
la folla si inchina al passaggio del condannato
i ministri ingioiellati di frammenti di vetro
pacchiani e sorridenti battono le mani
asciugandosi il grasso sudore
dalle fronti rugose
il palco si riempieil condannato sale le scale a piedi del boia
mentre la chiesa suona campane a festa per il trapasso
il sole balla nel cielo
il calore scalda la piazza e le anime vampire applaudono lo spettacolo
non dobbiamo lasciarlo solo

..
Pagheremo per essere disinformati
Viviana Vivarelli

Insomma siamo arrivati a questo:
l’Italia è l’unico paese al mondo dove vengono erogati finanziamenti pubblici a tutti i giornali e anche a opuscoli e bollettini di partito, persino di partiti morti e non più esistenti. I finanziamenti sono stati fermamente voluti da due deputati della Lega contro ogni ipocrita lotta a Roma ladrona, ma in base al principio: “depreda più che puoi, e usa il pubblico per fatti i fatti tuoi”. Ora, grazie sempre alla Lega, con la legge-bavaglio che deve parare il culo a B e alla sua cricca, si decide che la stampa deve annientare la cronaca e prostituire il diritto di informazione. E avremo che, contro ogni volontà popolare, si continueranno a sovvenzionare questi residui di giornali con 200 milioni di € l’anno, soldi pubblici, soldi nostri, erogati contro la nostra volontà, contro il nostro interesse, in barba alla Costituzione che ci riconosce il diritto all’informazione, dopo che abbiamo detto di no a questo spreco. Questi soldi si continueranno a versare purché i giornali, però, non pubblichino nulla che dia noia alla cricca dominante. Saranno pagati per “non informare!! Il massimo! Li pagheremo noi con i nostro soldi per “non” essere informati. Manterremo in vita dei giornali inutili affinché non ci facciano sapere cosa viene fatto dal potere o affinché possano pubblicare le veline del potere, omologati ad organi di propaganda interna, il che significa che satolleremo con 200 milioni nostri le cattive mire di un potere interessato a non informarci.
Nemmeno con la manovra per la crisi questi barbari finanziamenti sono stati eliminati, per cui alla fine l’unico scopo dei giornali sarà quello di esistere al fine di riscuotere sovvenzioni abusive per uno scopo incostituzionale, qual’è la disinformazione.
E’ tutto talmente paradossale da restare sbigottiti!
..
Petrolini
Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti”

La iniqua e menzognera manovra di Tremonti-B
Viviana Vivarelli

Non so come si possa continuare a sostenere questo Governo, di fronte ad una manovra fiscale iniqua e classista di 24 MLD, che è solo un assaggio della manovra totale (se lo è lasciato sfuggire Tremonti) che in autunno proseguirà per altri 27 MLD, una manovra pesantissima che ricadrà, nella prima e nella seconda tranche, solo sulle spalle della parte medio-bassa del paese, senza togliere un solo € ai più ricchi (cosa pagheranno per es. un B, un Briatore, un Caltagirone, un Pessina, un Angelucci?), senza cambiare di una virgola un sistema fiscale infame che è il più pesante e meno efficace d’Europa, colpendo solo i lavoratori dipendenti e permettendo di fatto un’evasione fiscale gigantesca che basterebbe da sola a pagare 3 volte gli interessi per il deficit pubblico, che ormai ammontano a 80 MLD l’anno.
Oltre al taglio colossale ai redditi della gran massa delle famiglie italiane che non potrà che impoverirle riducendo ancora di più la domanda di beni e allargando disoccupazione e crisi, l’altro taglio colossale, 15 MLD, sarà agli enti locali, che, se non vorranno sfidare il fallimento, saranno costretti o a tagliare i servizi pubblici, o ad aumentare le tasse locali, ed entrambe le vie costeranno gravemente al cittadino in termini di peggioramento di vita e di impoverimento complessivo.
Come si possa, di fronte a questo scenario inquietante, continuare a ripetere che il Governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani è davvero infame. Il cinismo e la faccia tosta di questa gente sono spaventosi.
Si colpiscono le famiglie medio-basse, si aumentano i disoccupati, si peggiora lo stato sociale, si costringono gli enti locali a nuove tasse, si taglia definitivamente futuro ai giovani, si distruggono scuola e ricerca, si svende il territorio, si mercifica il demanio mettendolo in mano a giunte spregiudicate, mercantili, mafiose o leghiste, che del territorio “di noi tutti” hanno dimostrato bellamente di fregarsene meno che si può ….
E non c’è un solo provvedimento per eliminare fonti di spesa inutile che sono ormai intollerabili ai più come le auto blu o le inutili Province o i finanziamenti alla stampa o i regali al Vaticano o i premi a Confindustria (un miliardo appena dato da B alla Marcegaglia), ma basterebbe il Quirinale col suo apparato principesco e il suo costo impubblicabile perché è un segreto di Stato, coi suoi 2181 dipendenti (!), contro i 300 delle regina Elisabetta, i 543 del re di Spagna, i 466 della casa Bianca, il doppio di quelli del re del Giappone che ha una delle corti più fastose del mondo.
E aggiungiamoci la spesa di un miliardo per la corte pubblica di B che l’ha aumentata di 1400 persone e paga ognuno in modo munifico quanto inopportuno. Quale altro presidente del consiglio europeo mantiene a spese del cittadino una corte tanto spudorata?
E quali tagli si sono dati costoro?
E mettiamoci anche che si sono conservate le ridicole quote pagate per l’abuso di frequenze televisive pubbliche o per l’uso di fonti termali.
Non parliamo poi delle spese militari che ci mettono al 10° posto nel mondo, degli intrallazzi con Finmeccanica, delle commesse con le fabbriche di armi americane, delle inutili quanto dispendiose e assassine missioni in Afghanistan o nei Balcani. A tutto questo nemmeno un accenno. E per fortuna che si è smesso di cianciare del Ponte di Messina e delle centrali nucleari!
Intanto i privilegi dei privilegiati di lusso restano. La sopravvivenza dei meno privilegiati degrada. Il futuro scompare. E una intera generazione di giovani batte il record di disoccupati in Europa, uno su 3, o sono impiegati malamente senza la minima speranza.
E’ non mettere le mani nelle tasche degli italiani questo? Certo! B non mette le mani nelle tasche dei più ricchi. Questo è evidente!
Pensiamo poi alle infinite esenzioni e ai privilegi di cui gode indebitamente una molteplicità di persone (basterebbero le esenzioni fiscali dei parlamentari o le proprietà immobiliari del Vaticano), alle bollette non pagate di dipendenti di certi enti o dallo stesso Vaticano, alle tessere premio, i viaggi gratis, gli abbonamenti, le convenzioni, i finanziamenti, le regalìe… di cui si gloriano indebitamente milioni di persone..in un panorama di squallore che non ha uguali in Europa.
E di converso non si è nemmeno pensato a tassare le rendite finanziarie (12 % contro il 20% europeo) o a equiparare gli esosi compensi e privilegi degli onorevoli a quelli europei (i nostri sono i più pagati d’Europa) o a sfoltire gli organi di rappresentanza (quasi mille persone in Parlamento nullafacenti perché ormai B governa per decreto, in 2 anni ha chiesto la fiducia 32 volte e ha fatto 59 decreti legge). Mai che si pensi ad aumentare le tasse per i più ricchi, o a vietare i cumuli di cariche, o a punire finalmente anche il falso in bilancio e gli altri reati finanziari adesso in piena bagarre, o a maggiorare le pene per le evasioni fiscali (220 MLD annui, con leggi che permettono di recuperare solo il 3% dell’evasione accertata e finiscono sempre per premiare gli evasori rispetto ai cittadini ossequienti alla legge!), senza che si riducano i 3 gradi di giudizio, altra anomalia europea (provvedimento che da solo alleggerirebbe di un terzo le spese per la giustizia).
Ma la cosa gravissima è che mentre il Governo pensa solo a tagli a senso unico, senza mettere le mani nelle tasche dei capitalisti, tendendo ben protette le classi più ricche o più propense all’evasione, e falcidiando i servizi, non si fa nulla per incrementare la ripresa, per correggere il patto di stabilità che impedisce agli enti locali di spendere anche l’avanzo primario per piccole opere che farebbero da volano al lavoro, per incrementare le energie verdi o provvedere a opere pubbliche di manutenzione o migliorìa che creerebbero posti di lavoro, senza snellire i procedimenti burocratici elefantiaci che tengono bloccato il paese (Calderoli in 2 anni non ha fatto nulla e ha cristallizzato l’esistente), senza tagliare via ministeri di fatto inutili come quello per la Realizzazione del Programma, o per la Parità, o per i Rapporti col Parlamento.

Sembra che questo Governo si regga sulla ripetizione sistematica di balle.
L’altra balla che Tremonti continua a ripetere è che noi siamo costretti a questi tagli dalla crisi comandati dall’Europa ma che la paghiamo in termini fortemente minori rispetto agli altri paesi. Ecco, anche questo i dati sconfessano sonoramente.
In apparenza l’Italia taglierà 24 MLD ma lo fa sui 6 mesi, mentre i 30 MLD della Grecia sono su 3 anni, i 100 della Francia su 3 anni, i 100 della Germania su 6. vediamo bene che se riduciamo i tagli sull’anno, non paghiamo affatto in termini inferiori agli altri paesi. Se si avvererà la spifferata di Tremonti che ad autunno ci sarà un’altra stangata di 27 MLD, avremo pagato una cinquantina di MLD per un solo anno là dove la Germania col doppio ha fatto un piano fino al 2016.
Solo che qui la pillola ci viene fatta ingoiare un po’ alla volta e senza che si veda un piano strutturale a lungo termine per la ripresa, si taglieggia e basta.
Dunque in parallelo ai tagli a stipendi e servizi non si vede alcun provvedimento positivo o che mostri una capacità effettiva di governo.
Intanto prosegue la dissennata distruzione del welfare, lo schiacciamento dei diritti fondamentali del cittadino e del lavoratore (il ricatto di Marchionne è veramente schifoso!), l’attacco spregevole e sempre più sfacciato alla Costituzione (“Un inferno” la chiama B), lo svuotamento dell’equilibrio dei poteri e del controllo reciproco delle varie istituzioni.
Aggiungiamoci una depredazione a senso unico dei posti di potere e del territorio a cui la Lega si affianca di buona lena.
Aggiungiamoci uno sprezzo assoluto di fronte ad accuse pesantissime di partecipazione in stragi per destabilizzare il paese.
E ora questa legge-bavaglio che interromperà le indagini e sarà una ferita gravissima nel cuore dell’informazione.
Il cinismo spaventoso di questa cricca non ha pari. E non serve tentare di dissociare le responsabilità di Fini o di Bossi, ormai i voti complici nel comune sostegno alle aberrazioni di B li fondono in un’unica massa inestricabile di infamia.
L’emendamento D’Alia che censurava i blog non è passato, ma questo non vuol dire che non passerà di peggio (si ricordi che D’Alia è capogruppo UdC).
Non è passato nemmeno il famigerato emendamento Vaticano 1707 di Gasparri- Quagliarello, ma solo sapere che si è cercato di farli apre un quadro di abominio senza fine.
Col bocciato emendamento Vaticano, per avere i voti della Chiesa, si è tentato di far passare gli stupri dei minori, ovvero gli atti di pedofilia, come reato di ‘lieve entità’, per cui non potevano essere richieste le intercettazioni e per cui le pene stavano sotto quei 3 anni, senza cui non scatta il carcere.

Ciò che fanno è male ma ciò che pensano di fare è peggio
..
La Cricca e le Centrali Nucleari
Viviana Vivarelli

E dunque la crisi c’è e non c’è, a seconda.
C’è per le classi medio-basse che pagheranno i conti salatissimi di evasori e corrotti, che ci sono e ci saranno sempre, in una nazione che batte giù i record europei per corruzione politica e quelli mondiali per organizzazioni criminali; non c’è né ci sarà per i grandi capitalisti, quelli che con lo Stato ci hanno fatto lauti affari rimpinguando generosi paradisi fiscali (63 solo per le aziende di B) e che a questi affari illeciti non rinunceranno mai.
Ovviamente la manovra non fa parola sulla TAV o sul Ponte di Messina e non ne fa sulle centrali nucleari, su nessuno dei grandi affari dei gran commis di Stato.
Parlando fuori dei denti, qual’è l’unico scopo per cui le centrali nucleari dovrebbero essere fatte?
Se a questo governo interessasse qualcosa dell’energia, non avrebbe eliminato ogni investimento sulle energie verdi, non intenderebbe uscire dal patto europeo sulle energie rinnovabili, per cui doveva impegnarsi a usare entro il 2020 il 20% di energie rinnovabili e a migliorare del 20% l’efficienza energetica. No, al signor B di queste cose non gli interessa, non gli fanno utile. Non c’è un bottino ricco in cui lui e i suoi ci si possano ficcare.
Mettere in mano ai cittadini le energie rinnovabili, farle dipendente dalle scelte di ognuno, significa aumentare il tasso di democrazia diretta e di scelte dal basso, mentre portare avanti il piano delle pericolose e obsolete centrali nucleari apre possibilità di mazzette enormi per la solita cricca, è un affare di MLDgestito da pochi, e saranno gli stessi che hanno gestito tutte le grandi opere con gli scandali che abbiamo visto, con una maggiorazione dei costi per corruzione che arriva anche a decuplicare i costi europei, e con cui se non sarà il nome di Bertolaso sarà quello di Impregilo e se non sarà il Ministro Scajola sarà il Ministro Sacconi, ma il risultato non cambia: un furto a tutti per il vantaggio di pochi.
Le centrali rischiano di essere l’equivalente con massima pericolosità della Salerno-Reggio Calabria, un’opera malfatta e interminabile che scempia il territorio nazionale, con fuga incontrollata di denaro pubblico, in cui pescano a piene mani amministratori corrotti e criminalità organizzata.
E’ di fronte al gigantesco affare con tutte le sue sudicerie che gli occhi dei Ministri brillano, mentre la legge-bavaglio darà loro finalmente la sicurezza di delinquere in pace.
E’ il delitto perfetto!
La pestilenziale cricca ha trovato il sistema della truffa di Stato senza pena di Stato! Il massimo dell’abominio! Faccio il reato e me lo assolvo! Sulla testa di una Nazione!
..
Apocalissi

Viene il giorno dell’ira.
Viene l’inferno, ingoia gl’innocenti.
L’apprendista stregone,
dopo aver scatenati tutti i venti,
preme ridendo l’ultimo bottone.
Le montagne di scoria
si sciolgono in fusione.
E’ finita la storia.
Gli oceani puzzolenti
affogano il bisonte d’Altamira.

Natalia Castaldi
..
L’illusione delle parole
Rosario Amico Roxas

La manovra finanziaria progettata da questo governo, per una nazione che se la passa meglio delle altre, che non ha problemi presenti, né futuri, con una economia in netta ripresa, esportazioni aumentate, evasione fiscale sotto controllo, ha tutti i crismi di una ulteriore illusione proveniente dalle apparenze che si sostituiscono alla realtà.
L’abusato slogan di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, ne rappresenta la sintesi più evidente e più ipocrita.
Secondo la logica di questo governo, le mani nelle tasche degli italiani si mettono solo aumentando le imposte dirette, che il governo non intende aumentare per non colpire i grandi patrimoni che garantiscono continuità al governo; grandi patrimoni già ampiamente premiati con lo scudo fiscale che ha reso anonimi tutti quei capitali frutto di evasioni, estorsioni, pizzi, malaffare, traffico di armi e droghe, tangenti, truffe, scalate e amenità varie.
Ma servono quattrini, perché la verità è ben diversa dalle illusioni esaltate; servono quattrini per mantenere a galla questa barca che fa acqua da tutte le parti, e fornire l’illusione di un benessere che però è riservato ai pochi della casta.
Ecco che viene legiferata una manovra che si aggiunge a tutte le altre indirizzate a colpire sempre i soliti a reddito fisso. Comuni, province, regioni hanno mano libera per costringere i cittadini a mettere le mani nelle proprie tasche per ottenere quei servizi, già ampiamente pagati, ma diventati inefficaci, stente la sottrazione dei finanziamenti.
Si chiamano “privatizzazioni” e sono quelle manovre affidate a gruppi di potere che pretendono, in forza di legge, di farci pagare anche l’aria che respiriamo.
Privatizzati i parcheggi con le strisce blu; privatizzata la riscossione di balzelli vari al fine di poter elargire l’agio sempre ai soliti gruppi di potere occulto; minacciata privatizzazione dell’acqua, dei rifornimenti all’esercito, dei servizi pubblici…. Tutto ciò si aggiunge al regalo dell’Alitalia ad una cordata di eroici imprenditori…. con quattrini pubblici.
L’aumento esponenziale delle tasse indirette, che paghiamo tutti nella medesima dimensione, è lo strumento principe di disuguaglianza sociale, perché serve solo a impoverire i poveri e dilatare le fortune esistenti.
La prova sta nella enorme differenza esistente tra la produzione da lavoro e la commercializzazione industrializzata; si tratta di un passaggio di valuta che costringe il lavoro a non essere retribuito, mentre esalta i rendimenti di quanti hanno posto a disposizione del mercato solamente servizi ausiliari che non generano lavoro anzi ne bloccano lo sviluppo, portando al fallimento le piccole aziende artigianali, a gestione familiare, che una volta rappresentavano l’ossatura principale dell’economia e furono i maggiori attori del miracolo economico degli anno ’60.
Ora viene progettato un miracolo economico inverso: al termine di questa crisi, che non finirà mai, ma ci diranno che è finita, ritroveremo l’85% del patrimonio nazionale nelle mani del 15% della popolazione, che renderà controllabile e ricattabile l’economia, mentre grandi capitali prenderanno la via delle isole felici, in attesa del prossimo condono.
E’ la strada tortuosa, nascosta da panorami di carta, che conduce alla rivolta popolare.
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Non bastava che la Chiesa desse la sua benedizione al sistema neoliberista come il migliore esistente e poi agli OGM, ora benedice anche il nucleare.
Dopo lo scandalo della Pax Bank che investiva in profilattici, armi e tabacco, ora la persistente domanda è: “In quali altre azioni è investito il capitale dello Ior?”
VV
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Paola Bassi scrive:

Non scordiamoci che poche settimane fa la Chiesa ha “benedetto” il nucleare in una lettera circolare nelle parrocchie definendolo non pericoloso.
E’ chiaro che dietro ci stanno interessi economici.
Sugli interessi economici della Chiesa due link che ci fanno trasalire:
1. Un’indagine sugli uomini che gestiscono occultamente le finanze all’interno della Chiesa:

www.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/news/vaticano_uomini_d_oro-4711209/?ref=HRER2-1
2. Un discorso ancora presente nel sito ufficiale vaticano di uno di questi uomini, cioè di Herbert Batliner, definito “lo gnomo degli gnomi”:

www.vatican.va/news_services/liturgy/cap-mus-sistina/documents/capmus_doc_20021214_organo-batliner_it.html
Il tutto è INQUIETANTE!
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Affaristi che appoggiano altri affaristi!
Lasciamo da parte il nome di Cristo, per carità.
Hanno vinto i mercanti del Tempio e si sente!
Viviana
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Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
(Alcide De Gasperi)
E un membro del Pdl e della Lega al saccheggio di giornata.
(Viviana)
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Autogoal

La decisione della Regione Veneto di condizionare la possibilità di trapianto solo a quanti abbiano un Quoziente Intellettivo superiore al 70% sconvolge ogni principio sui diritti umani a livello costituzionale, internazionale e medico.
Ma non è un autogoal?
Viviana
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Un Ministero ad interim
Viviana Vivarelli

Il principale proprietario dei media privati italiani tiene un Ministero ad interim sulle telecomunicazioni pubbliche. Praticamente un ossimoro, concetto che tiene insieme due significati opposti. In pratica: un reato anticostituzionale che lede la sostanza stessa della democrazia.

Dopo il vergognoso caso Scajola, B ha assunto ad interim il ministero dello sviluppo.
Disse che lo avrebbe tenuto il minimo indispensabile ma dopo un mese il successore latita, mentre la situazione del paese (lavoro, impresa ecc.) è sempre più tragica.
Dopo che l’ilare invito alla platea di Confindustria a candidare la Marcegaglia sortì 3 (dico 3) mani alzate (il che la dice lunga anche sui meriti della Marcegaglia), sembra che B ripieghi sulla Moratti, sulla cui destrità nessuno ha avuto dubbi e che porterebbe avanti anche quel neoliberismo persino più fascista dell’UE che sta spiaccicando il nostro paese a crescita zero.
Notare che B in questo momento mira solo ad imbavagliare l’informazione, e il ministero economico è anche quello delle telecomunicazioni. Della Rai la Moratti è già stata presidente e il passaggio al digitale chiede un gestore ministeriale molto fidato quale essa sarebbe a mo’ di Alfano e altri cani da pagliaio.
Se il passaggio avvenisse resterebbe vacante il Comune di Milano che già ha attratto l’avidità della Lega che vuole Bossi sindaco.
E il candidato del PD quale sarebbe? Non c’è!
Bene, non ce la faccio più a commentare la discesa agli inferi di questo troiaio di partito. Una opposizione che non abbia nemmeno un candidato per Milano potrebbe anche spararsi o dedicarsi alle boccette o ai lavori all’uncinetto, per quanto valore tiene.
Ma sapete a chi pensa il PD? Tenetevi forte: a Ferruccio de Bortoli!
Quello coi piedi in due staffe? Quello dell’immondo articolo di Imarisio contro Di Pietro?
Ma Di Pietro non è l’unico alleato che il PD ha? Senza il cui 10% partirebbero verso l’extraparlamentare? Candideranno chi lo sta sputtanando?
Scusatemi se vomito.
Là dove non c’è collusione è estesa l’apatia. Ma se la lotta contro il crimine dev’essere l’apatia, allora possiamo consegnarci mani e piedi ai criminali che ci tratteranno senza pietà.
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L’indifferenza
Antonio Gramsci

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò
odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta già costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’é in essa nessuno che stia dalla alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Peciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”

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Continuo a postare una ERRATA CORRIGE
su una falsità che continua a girare sul web

Credo che Disinformazione sia un blog validissimo e molto serio, bufale non ne ha mai riportate. Questo art. del 7 giugno 2010 è contro la bufala della censura sul blog operata dall’emendamento D’Alia nel pacchetto sicurezza. La bufala è stata riferita come verità persino da Travaglio che, dietro nostra sollecitazione, ne ha chiesto scusa.

Da nichilista.wordpress.com/2010/06/07/dopo-di-pietro-travaglio-la-bufala-dellemendamento-dalia-continua-a-fare-danni-in-rete/

“Dopo Di Pietro, la bufala dell’emendamento D’Alia fa un’altra vittima eccellente: Travaglio, che in una puntata di Passaparola ha erroneamente ritenuto in vita – e addirittura appena “approvato dal Senato” – il famigerato art. 50-bis del decreto sicurezza riguardante la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Fortunatamente, dopo il passaggio a palazzo Madama del 5 febbraio 2009, il senatore D’Alia è stato costretto a subire la votazione favorevole agli emendamenti soppressivi del testo nella notte tra il 28 e il 29 aprile 2009 proposti dal deputato del PDL Roberto Cassinelli Che, a pericolo scampato, annunciava sul suo blog, in un eloquente post dal titolo L’emendamento D’Alia non esiste più, come quello decisivo fosse composto di 11 caratteri: “Sopprimerlo“. Per poi dichiarare a La Stampa: “dell’emendamento D’Alia non c’era bisogno. Si trattava di un testo sbagliato e potenzialmente pericoloso”. Quindi non è neppure vero che la maggioranza di cdx abbia “gradito” l’idea del senatore D’Alia, dell’UDC: l’ha gradita soltanto al Senato – per poi ritornare precipitosamente sui suoi passi alla Camera a fronte di un coro di proteste arrivato addirittura fino all’edizione europea del New York Times…. Abbiamo potuto verificare che la notizia è falsa, che il D.d.l. 733 è stato approvato al Senato come legge n. 94 nel luglio 2009 e che l’emendamento D’Alia, di cui si parla nel testo, è nato e morto in commissione senza mai andare in porto

Abbiamo chiesto a Travaglio di denunciare il suo errore. E questo è stato fatto.

Errata Corrige
Cari amici, era destino che proprio alla centesima puntata di Passaparola incappassi in una bufala. Quella che vi ho letto in apertura del Passaparola sull’approvazione dell’emendamento D’Alia era una notizia vecchia di un anno che qualcuno ha riciclato in rete come se fosse nuova: dopo il voto in senato, infatti, l’emendamento liberticida è stato accantonato alla camera. Scampato pericolo, dunque, almeno per ora. Ma conviene restare vigili. Scusatemi per il “procurato allarme”.
(m.trav.)
..
Sulla giustizia

Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno giustiziati.
Piergiorgio Bellocchio
..
Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.
Luigi Einaudi
..
Non è necessario essere avvocato o magistrato per sapere che la legalità e la giustizia sono lontani dall’essere sinonimi.
Adolphe-Basile Routhier

“Il giusto non è altro che l’utile di chi è superiore.”
Trasimaco
..
Le diffamazioni a Di Pietro esondano sul Corriere della sera
Viviana Vivarelli

La cricca che ha come punta dell’iceberg B ha sempre tentato di abbattere Di Pietro con la diffamazione.
E che in tutti questi anni non si sia trovato altro che un’auto prestata o una laurea presa in tempi brevi da uno studente lavoratore o una foto di una cena della polizia in cui in tempi non sospetti compare Contrada (che si fa allora? Si mette sotto sospetto tutta la polizia?) dice che su Tonino non si è riusciti, nemmeno con la massima malignità, a mettere insieme qualche accusa decente di reato.
Se pensiamo quali e quanti reati gravano la condotta di chi fa queste operazioni diffamatorie e inquinanti vengono le vertigini.
Ma se si pensa che in questo fango ci si sta rivoltolando Il Corriere che è il quotidiano più venduto d’Italia vengono brividi di inquietudine anche maggiori, per la larghezza che il complotto contro lo Stato ha ormai assunto nell’indifferenza di una opposizione complice più che vigile.
Non possiamo provare che schifo per un De Bortoli che si prostituisce ad un potere deviato per salvare posto e carriera e non fare la fine di Mieli.
Arrivati a questo punto, cominciamo a temere che quei sicari che si mossero sotto comando negli anni delle stragi di stato, riprendano la loro tetra funzione di repulisti contro chi contrasta il Cavaliere nero.
Il caso Matteotti non è solo un delitto della storia. E’ un sistema di governo.

Se un avversario non lo puoi comprare, diffamalo!
VV

Circa l’immondo tormentano che il Corriere ha imbastito contro Di Pietro per
compiacere l’ansia di diffamazione di B
Alle zozzerie risponde Travaglio
-Sulla laurea Di Pietro ha prodotto ogni documento, comprese le testimonianze dei prof. che lo esaminarono, ma B. 2 anni fa tornò a insinuare che l’avessero laureato i servizi segreti: Di Pietro l’ha querelato, ma la giunta della Camera ha dichiarato B insindacabile
-Su D’Adamo e Lucibello si è tenuto per 3 anni un processo a Brescia dove Di Pietro ha sostenuto decine di ore di interrogatori e prodotto t di carta
-Il Corriere accusa Di Pietro di silenzi sul dossier dell’84 su Pazienza “che fan sospettare legami coi servizi e Usa”, quando era Pazienza ad avere legami con loro. Di Pietro in ferie alle Seychelles, vide che il ricercato Pazienza stava là protetto da autorità italiane e avvertì i pm. Solo un malato di mente può chiedere a un pm di discolparsi per aver segnalato il rifugio di un ricercato e i nomi dei favoreggiatori: sarebbe stato scandaloso il contrario
-Contrada. Di Pietro partecipò a una cena organizzata nel ’92 dai Carabinieri di Roma, dove s’imbucò Contrada PRIMA che fosse arrestato: con tutti quelli che (anche sul Corriere) han difeso Contrada DOPO l’arresto e la condanna per mafia, si chiede conto a Di Pietro per averlo incrociato PRIMA
-Caso Napoli e figlio. I rapporti col funzionario inquisito Mautone erano così affettuosi che il ministro Di Pietro lo trasferì come fece con Balducci. Il figlio Cristiano, per aver raccomandato un elettricista, si dimise dall’Idv
-Sulle presunte case vaticane, Di Pietro ha già risposto
-Il Corriere cita le accuse di Veltri e Di Domenico, ma non dice che per quelle accuse Veltri ha perso la causa in tribunale e Di Domenico ne ha perse 19.
Attendiamo con ansia dal Corriere un dossier “Silenzi e ambiguità dell’on. B” sulle origini dei soldi, sui rapporti con la mafia ecc. E’ certo da De Bortoli un supplemento a dispense, rilegabile in comodi volumi, tipo Treccani

(comunque bastava l’atteggiamento pieno di piaggeria e servilismo di De Bortoli davanti a B per capire lo schifo che fa)

Di Pietro è umano e come uomo fa le sue cazzate
VV

Una cazzata è stata favorire le scuole private (perché poi? un atto di grossolana furbizia elettorale?).
Una grossa cazzata fu certamente prendere un tipo viscido e rampante come De Gregorio e metterlo addirittura a capo della commissione Difesa.
Una cazzata ancora non digerita dalle vittime fu opporsi ad una commissione parlamentare che acclarasse le responsabilità di certa cricca politica nera nei fatti di Genova (anche se questa era un ossimoro confondendo mandanti e indagatori).
Una cazzata fu non essere abbastanza chiaro quando tenne in vita la società del Ponte di Messina affinché lo stato non pagasse una penale tremenda.
Una cazzata è stata non essere stato abbastanza chiaro sulla TAV di Val Susa.
Ma la maggiore cazzata è stata sicuramente quella di sottostare al diktat di Bersani e cedere alla sua imposizione di un candidato truce e già infame come De Luca, mettersi poi a tirar fuori la ‘realpolitk’…???!! Ma se volevamo la realpolitik non andavamo a cercare uno come Di Pietro! Sono 70 anni che la realpolitik sta facendo a pezzi l’italia!!!
Ma di questi peccati Il Corriere non fa una parola. Cerca invece di sporcarlo con lo spregevole articolo di questo Imarisio, un articolo che non sfigurerebbe nella galleria di articoli-mostro di Farina o di Feltri o di Belpietro, segno che la deriva golpista di questo paese ha preso l’entità della marea nera del petrolio americano.
Il puzzo di orbace ormai avvelena l’aria e ammorba il paese.
A quelli come De Bortoli che hanno svenduto il culo al padrone non posso che augurare una fine lenta e ignominiosa.
Di Pietro farà il mea culpa sulle divergenze con De Magistris, che si è dimostrato più lucido di lui e meno interessato a tenere in vita certe alleanze infide, senza le quali però Di Pietro non va da nessuna parte e sottostando alle quali però Di Pietro ci rimette di persona. Dubbio amletico che il nostro non sa bene come giocarsi.
Al momento De Magistris fa un ottimo lavoro in Europa, combattendo contro la criminalità e la corruzione molto meglio di quanto non faccia il fido Alfano in Italia e di quanto non riesca a fare (o a non fare) questa confusa e balorda opposizione in Parlamento.
Al momento noi non possiamo disporre in Italia di De Magistris e il meglio resta Di Pietro, pur con tutti i suoi errori, insieme alla Lista a 5 stelle che però deve ancora farsi le ossa e diventare partito nazionale, mentre l’estrema sx non si sa più che fine abbia fatto e che progetti intenda produrre.
Ma la constatazione che il primo quotidiano d’Italia sferri questo grottesco e falsificante attacco contro Di Pietro mostra meglio di ogni parola che il vero oppositore di B è lui.
Bersani può pure ritirarsi in qualche bocciofila di Bettola e giocare a tresette coi vecchietti. Non è di gente fiacca così che l’Italia oggi ha bisogno. Come non ha mai avuto bisogno di traditori collusi come D’Alema o Violante, o di finte nuove leve alla Franceschini che nei fatti si è dichiarato a favore di un presidenzialismo forte che per B sarebbe come il cacio sui maccheroni.
Quando il cielo è più buio siamo vicini all’alba. Sono così affranta che mi attacco ai proverbi.
Siamo in una situazione di tale degrado che vedere un De Bortoli capitolare davanti a un potere criminogeno non si sa se fa più male o più schifo o più compassione.
E’ una resa meschina, grottesca, infame, senza luce né onore.
Così fecero troppi davanti al Duce.
Così fa oggi anche la marmaglia che non difetta di lucidità mentale.
La prostituzione dei cervelli e delle coscienze avanza.
E la storia degli stivali pesanti ha sempre marciato sulle schiene prone di costoro.

Gomorrachich
Viviana Vivarelli

Ormai per prevaricare si attaccano a ogni turpitudine: compravendite, corruzioni, piaggerie, diffamazioni, inquinamenti, storture orwelliane di ogni evidenza possibile.
Per attaccare Di Pietro si arrampicano sugli specchi, prostituendo la coscienza in patti di denaro e vigliaccheria.
Per attaccare Saviano hanno coniato l’insulto ‘gomorrachic’, quasi che la lotta alla mafia fosse un hobby da intellettualoidi o perditempo tipo Tamagotschi.
Mettere in ridicolo l’intelligenza è sempre stata la vomitevole rivalsa dell’idiozia.
Sputare sull’onestà e sul coraggio è l’impudenza delle menti deviate.
Chi non ha coscienza deride il giusto.
Chi svende la propria anima finge una morale inesistente.
Continuare ad enfiare il fuscello mentre la trave li acceca.

Dire che il Governo ubbidisce alla mafia o che la mafia è l’esecutrice del governo ormai non cambia nulla. Non abbiamo un’equazione ma un’identità, un intreccio infernale.

Quando la mafia attua le stragi del 92-93 con decine di assassinati e centinaia di feriti
per destabilizzare il paese e “preparare la discesa in campo di un gruppo imprenditoriale-mafioso”, come ha detto Ciampi e come hanno detto ben 20 pentiti con pesanti (purtroppo) riscontri, e quando subito dopo in campo scende Forza Italia, e quando questa fa le leggi che ha fatto per distruggere il diritto elettorale (Calderoli), il diritto sul demanio (Bossi), i diritti dei cittadini (sfregio alla Costituzione), non si può più parlare di chi comanda chi
ma di patto scellerato tra poteri scellerati.

No. Non è più tollerabile, oggi, in Italia che si dica ancora che un cittadino è innocente finché una sentenza di 3° grado dica chiaramente la sua colpevolezza.
Di fronte ai delitti della cricca questo non è più lecito ad alcuno.
Non si può più parlare di presunzione di innocenza per un potente che è stato denunciato dalle parole di ben 20 pentiti e dalla confessione esplicita di un ex presidente della Repubblica.
Non si può più parlare di presunzione di innocenza per un potente in presenza di quello che succede oggi in in Italia.
A questa presunzione non ci si può appellare quando la magistraura è imbavagliata, si fanno leggi per non processare i colpevoli, si tenta di assoggettare i giudici al potere politico, si vuole oscurare le prove e imbavagliare l’informazion.
Ormai da troppo tempo la giustizia in Italia è diventata una chimera ed è sparita la possibilità di vedere puniti i colpevoli quando sono personaggi potenti.
Dire che uno è innocente finché non si arriva a una Cassazione che ne dichiari la colpevolezza è ormai grottesco e inaccettabile di fronte a un giudice di Cassazione Carnevale che ha già mandato assolti 500 assassini mafiosi usando futili pretesti formali.
Oggi possiamo solo dire che sono i fatti a condannare costoro e a gettare nella Geenna. Possiamo solo dire che la storia li condanna.
Chi si attacca alla pretesa di vedere un giusto processo vive ormai fuori dal tempo e non ha capito nulla di quanto accade.
B è colpevole davanti alla storia di aver distrutto ogni giustizia in questo paese.
Esattamente come Andreotti è colpevole davanti alla storia di aver venduto l’Italia alla mafia.
E un cittadino onorato non ha bisogno di una sentenza di terzo grado per crederlo.
Così come non ha bisogno di una dichiarazione scientifica per vedere chiaramente la luce del sole e distinguerla dal buio.

Io sono sempre la stessa
ma questo articolo infame del Corriere è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso
Il Corriere ha sempre tenuto i piedi in due staffe, pubblcando articoli abbastanza disomogenei tra loro
ma questa svolta di De Bortoli che si mette tra le iene aizzate contro gli oppositori politici di B usando le stesse misure di diffamazione è un gravissimo segnale per la nostra democrazia, in cui anche i mediocri e i moderati sembrano schierarsi col potere con una occlusione di coscienza che mi lascia allibita
..
Stai a Roma? Vuoi la pillola abortiva? In Vaticano costa meno

Passi porta Sant’Anna, fai vedere di avere una prescrizione di un medico con un farmaco qualsiasi scritto sopra e non intestata a te. Ma va bene anche un foglio bianco di uno studio medico. A volte nemmeno guardano questo foglio i dipendenti della Santa Sede: “La prescrizione del medico? Può tenerla? Fanno 14 euro. Ed ecco il resto”.
Rispetto alle farmacie italiane in Vaticano l’aborto-express non solo è libero ma costa un euro e 70 centesimi in meno.
lastampa.it

Razzisti e empatia
Viviana Vivarelli

Tre neurologi a Bologna hanno studiato per tre mesi, con tutta la strumentazione neurologica adeguata (elettrodi ecc), alcuni soggetti razzisti e hanno evidenziato che le loro reazioni automatiche dinanzi a scene che mostravano sofferenze inflitte ad esseri umani non sortivano nessuna reazione di partecipazione e sofferenza, mancava, in questi soggetti, l’empatia, una reazione naturale che dovremmo possedere biologicamente per nascita come difesa della specie, così come dovremmo possedere reazioni automatiche di protezione dei piccoli e dei deboli o degli indifesi ecc.
Questi test hanno suscitato un tormentone sui blog e hanno fatto dire ad alcuni che dichiarare i razzisti privi di empatia resuscita la famigerata teoria eugenetica nazisti. I leghisti stessi si sentono talmente attaccati che arrivano a parlare di atteggiamenti razzisti nei loro confronti (il che è perlomeno grottesco).
Mi chiedo come mai il passaggio dall’osservare un comportamento e analizzare il suo aspetto neurologico sia tanto inquietante. Credo che ci sia modo e modo di considerare la questione.
Purtroppo, che ci piaccia o no, tra comportamento, reazioni istintive e configurazione del cervello ci sono delle rispondenze. L’uomo è un essere psico-fisico; la parte fisica riflette o condiziona quella psichica e viceversa. Gli scienziati che studiano il cervello hanno cercato di comporre una mappa cerebrale che non solo localizza le varie funzioni comportamentali in zone cerebrali specifiche ma mostra che ci possono essere sia differenze congenite che differenze indotte, cioè in corso d’opera nei comportamenti, rilevabili anche in modo scientifico.
Per fare un es., i figli di due genitori di lingua diversa e che si dedicano allo studio di molte lingue hanno più circonvoluzioni cerebrali della norma. Nascono in un modo e poi il continuo esercizio linguistico provoca delle variazioni morfologiche, nella materia stessa del cervello.
In quanto alle differenze per nascita, inutile negarlo: esse esistono. Il famoso il cervello di Einstein conservato a Princeton mostra i bozzi musicali (ed Einstein suonava il violino sin da bambino), che la presenza di circonvoluzioni piuttosto rare nella zona interessata alla cognizione matematica e alla funzione visiva (e infatti , Einstein riceveva le sue migliori intuizioni sulla fisica sotto forma di immagini). Oltre a ciò è evidente una parte callosa più pronunciata. Il corpo calloso è l’insieme di neuroni e dendriti che collega l’emisfero destro ovvero l’intuizione a quello sinistro, ovvero la razionalità, e questa particolare conformazione del corpo calloso prova che le relazioni tra la sua parte logica e quella intuitivo-immaginativa erano fortissime, insomma Einstein usava sia il cervello femminile che quello maschile, sin dalla nascita. Ma se dico questo sono razzista?
Certo che l’ambiente e l’educazione importano. Un bambino può nascere dotato come Mozart o può nascere completamente stonato e avere una non risposta nella parte del cervello relativa alla musica, ma se entro i primi dieci anni riceve un’educazione musicale, anche questa parte poco dotata riesce a svilupparsi.
Capisco che dire che alcuni nascono con un cervello che è sordo in alcune sue parti suona sinistramente come un replay del nazismo, il quale sui libri scientifici asseriva che gli ebrei erano una razza inferiore perché avevano un cervello più piccolo, ma non si deve nemmeno esagerare. Le differenze comportamentali tra soggetti esistono, come esistono quelle congenite. Pretendere, come vogliono alcuni, che nasciamo tutti uguali non regge. E fare ricerche scientifiche e dire che i cervelli possono essere diversi o per nascita o per condizionamento non vuol dire fare del razzismo.
Tra fisiologia del cervello e comportamento esistono rapporti sia in un senso che nell’altro, e modificando gli uni si modificano anche gli altri.
Questi tre studiosi di Bologna, che sembra destino tanto scalpore, non sono razzisti, e non dicono nemmeno che ci sono cervelli inferiori o superiori per nascita, ma solo che, studiando le reazioni elettriche di certi soggetti dichiarati razzisti, si vede che sono assenti le reazioni istintive al dolore degli altri (e non mi pare che questa sia una eresia, è solo una constatazione fatta un po’ più scientificamente), un’osservazione che scaturisce, invece che dalla cronaca, da elettrodi e strumenti simili. Finora si constatava che c’era gente che poteva dar fuoco a un barbone o bastonare un gay, e rideva della loro sofferenza senza provare un barlume di pietà, ora la scienza cerca di vedere se i soggetti in questione hanno reazioni ordinarie di fronte alla sofferenza dell’altro, esaminando, in laboratorio e con strumenti di misurazione neurologica, le loro reazioni “automatiche”. E’ male questo? Non credo. E’ razzismo dire che queste persone sono prive di empatia? Lo attestano i fatti e ora anche gli elettrodi.
Si nasce razzisti o si diventa? La ricerca non lo dice.
Io, come insegnante penso che ci siano purtroppo anche delle gravi differenze per nascita e che altre dipendano dal modo con cui uno è cresciuto nell’età evolutiva, dalla famiglia che ha avuto, dall’ambiente, dal modo con cui è stato trattato o condizionato (vd i bambini stuprati che spesso diventano degli stupratori), ma penso anche che l’educazione diretta o indiretta abbia un forte peso sul risultato umano e che se uno vive in un ambiente dove il martellamento dei messaggi quotidiani va nel senso di aizzare all’odio e di colpire il diverso, di trattare parte dell’umanità come inferiore e di accanirsi su di essa, si abbia un forte condizionamento dell’essere umano che può coartare anche le reazioni automatiche ordinarie, come, appunto, la compassione naturale che si dovrebbe provare verso la sofferenza altrui. Appena ieri bruciavano le streghe sulla pubblica piazza e non credo che neanche allora ci fosse molta empatia umana. Ma vorremmo che l’umanità progredisse nel senso di una evoluzione sociale non di un imbarbarimento.
L’essere umano è fortemente condizionabile nel suo meglio sociale come nel suo peggio. Oggi si sta diffondendo un condizionamento brutale e barbarico nel senso dell’odio del diverso, della mercificazione di tutto l’esistente, e della prevaricazione di pochi su troppi, mentre chi lotta per un ideale di solidarietà, verità e giustizia ha contro tutto un apparato mediatico-politico che spinge al contrario.
Oggi viviamo in un contesto fortemente pervertitore delle reazioni comportamentali ordinarie, il soggetto viene pesantemente condizionato con una continua manipolazione mentale sia nel suo rapporto con i beni di consumo, che nei suoi rapporti interpersonali, per es, nel senso di considerare la donna un essere inferiore da usare solo nel servizio, nella perpetuazione della specie o nel sesso, nel discriminare il debole, il povero o il diverso, nel porre il denaro e il potere sopra ogni cosa, nel mercificare tutto l’esistente e anche se stesso.
Che questo condizionamento martellante produca soggetti con reazioni automatiche deviate lo prova la nostra stessa cultura materialista e capitalista, come lo prova qualunque cultura estrema incentrata sul potere di pochi sui molti e sull’abuso di chi comanda su chi ubbidisce. Che certe reazioni istintive (la solidarietà per es, o il rispetto umano o la compassione) ne risultino coartate mi può anche sembrare ovvio e conseguente.
Che poi queste variazioni comportamentali si insedino nel cervello al punto da produrre variazioni morfologiche non saprei dire.
Dunque, se una cultura (o una subcultura) ossessiva induce l’odio al diverso (e non stiamo parlando solo della politica o dell’economia ma purtroppo anche della religione) è possibile che anche le reazioni istintive e automatiche risultino modificate.
E questo, appunto, è ciò che alcuni studiosi a Bologna hanno cercato di attestare in relazione all’empatia.
Questo è razzismo? Io dico di no.
Ricordo gli studi dello scienziato russo Pavlov, il quale esaminava le reazioni di un cane davanti a una bistecca o un bastone. Normalmente con la bistecca il cane salivava e davanti al bastone scappava. Queste erano le reazioni automatiche, istintive. Ma Pavlov condizionò il cane a capire che quando vedeva un quadrato arrivava la bistecca e quando vedeva un cerchio arrivava una bastonata. Così se appariva una bistecca il cane salivava ecc. Era un riflesso condizionato, non più naturale. A quel punto Pavlov cominciò a variare leggermente le figure e il quadrato cominciò ad arrotondarsi; quando le differenze tra le due figure non furono più significative il cane impazzì.
Anche qui stiamo parlando di riflessi condizionati. Nessun scienziato ha detto che i razzisti hanno questi riflessi di non empatia perché sono una razza inferiore. Hanno solo constato che davanti a una scena in cui si dà del dolore un essere umano, i loro cervelli non hanno avuto la reazione che ci si aspetta normalmente. Punto.
Questo non è razzismo. Ma desta tuttavia dei pesanti interrogativi. Se non altro sulla labilità della natura umana e sulla facilità con cui comportamenti antisociali e aggressivi possano insediarsi in una popolazione come sta accadendo oggi in Italia e come accadde nella Germania nazista o nella Russia stalinista. E non credo che avere dei seri timori su un peggioramento dei rapporti sociali in senso antiumano sia razzismo.
Consiglierei di leggere i bellissimi libri di un grande neurologo moderno Oliver Sacks, il quale analizza i comportamenti di pazienti che hanno avuto lesioni cerebrali:

Su una gamba sola
L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Vedere voci, un viaggio nel mondo dei sordi
Un antropologo su Marte, sette racconti paradossali
L’isola dei senza colore
Musicofilia / Racconti sulla musica e il cervello
..
Beppe A

Nei primi 4 mesi del 2010 l’imponibile evaso in Italia e’ cresciuto del 6,7%. Lo dice Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. “In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 156 MLDdi € l’anno. E’ la stima calcolata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it. Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: economia sommersa, economia criminale, società di capitali, ‘big company’ e lavoratori autonomi e piccole imprese. L’economia sommersa sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 135 MLD di € l’anno”. (altre ricerche arrivano a 220 MLD)
Eppure c’han la faccia come il c.. nel continuare a dire in tv che – come non mai – stanno combattendo l’evasione. A parte l’ipocrisia da mentecatti, il popolo teleimbonito ci crede..
E se malauguratamente sorgessero dubbi tranquilli, fra poco le poche trasmissioni che cercano di far filtrare un po’ di luce verranno oscurate.

Yacht ed evasione fiscale
Ferruccio Sansa, Marco Preve

Lo dicevano già i nostri vecchi: “Chi più spende, meno spende!”. E allora cosa aspettate a comprare anche voi uno yacht da 60 metri con bandiera delle isole Cayman? Detassato alla fonte!
“Caro Beppe, l’Italia è un paese ingiusto. Il Governo chiede sacrifici a milioni di dipendenti pubblici, la Lega propone di tassare i venditori ambulanti. E sotto i nostri occhi, viene consumata un’evasione fiscale da oltre mezzo miliardo di €. Basta andare al mare per vederla, basta camminare nei porticcioli turistici: oltre la metà degli yacht oltre i 24 metri batte bandiera dei paradisi fiscali. Sono i furbetti dello yacht, che spesso intestano le loro barche a società con sede alle Cayman e alle isole Vergini. E’ tutto permesso dalla legge, almeno sulla carta. Basta creare una società di noleggio, va bene anche in Italia, ma è molto meglio nei paradisi fiscali così la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate impazziscono. Ma se vai a vedere, pochi, pochissimi noleggiano le barche. Gli altri fanno contratti fittizi con fratelli e cugini. Risultato: così non si paga l’Iva sull’acquisto, sul combustibile, sulle riparazioni, sul posto barca. C’è chi riesce a scaricare lo champagne e il caviale facendoli risultare spese legate all’attività di noleggio. I conti sono presto fatti: i Paperoni italiani risparmiano quasi il venti per cento della spesa d’acquisto. Per uno yacht di 60 metri vuol dire sottrarre al fisco anche dieci, quindici milioni di €. E’ soltanto l’inizio: ogni pieno di gasolio sono 120mila litri. I comuni mortali lo pagano più di un €, gli evasori nemmeno la metà: senza Iva e accise vuol dire 60.000 € risparmiati a botta. Il prezzo di una barca per una persona normale. Che dire poi dei contratti dell’equipaggio? Anche questi sono regolati dalle leggi delle Cayman. Un bel vantaggio per gli armatori, un pessimo affare per i marinai che restano senza tutele. Ogni anno, per la Finanza e l’Agenzia delle Entrate, i furbetti dello yacht risparmiano da 150mila a 500mila € ciascuno. C’è perfino chi, registrando contratti di noleggio gonfiati, costituisce fondi neri alle Cayman, magari per pagare le mazzette ai politici. Ne abbiamo scritto sui nostri giornali, ma da chi governa non è arrivata una riga di risposta. Forse, però, B era troppo occupato a godersi il sole su uno degli yacht della sua flotta. Del resto sono loro che hanno votato una direttiva paradossale: lo sconto sull’Iva per chi ha fatto un contratto di leasing è direttamente proporzionale alle dimensioni della barca. Insomma, più è grande la barca, meno si paga. Questa non è un’assurda battaglia contro gli yacht e chi se li può permettere. Fatti loro. No, è in gioco una questione elementare: la legge – anche quella fiscale – deve essere uguale per tutti. Allora oggi tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare, come diceva Giorgio Gaber. A guardare centinaia di Paperoni italiani che schiaffano in faccia a noi e alla crisi le bandierine colorate dell’evasione. Ma… perché tutti insieme, quando incontriamo uno yacht con la bandiera delle Cayman, delle Virgin Islands o di Guernesey, non chiediamo a chi sorseggia un calice di champagne sul ponte di mostrarci l’atto di proprietà della sua nave? Vediamo se almeno, sotto l’abbronzatura, diventa un poco rosso.”

Cettina segnala:

La colpa della crisi
Superbonus (Il fatto)

Adesso Silvio B e Giulio Tremonti diranno che è colpa dell’Ungheria, che è colpa di chi ha fatto entrare la Grecia in Europa e anche che è colpa degli “speculatori” se la situazione economica si aggrava e sarà necessaria una nuova manovra o un’integrazione di quella in discussione.
Ma questa è una menzogna, la manovra che verrà – non questa da 25 MLD di € appena approvata dal governo, ma la prossima, quella che deve ancora essere annunciata – è necessaria per i seguenti motivi:
a) nella Finanziaria presentata a ottobre 2009 il ministero dell’Economia ha correttamente previsto la crescita del Pil per il 2010 ma l’ha volontariamente mantenuta troppo alta per il biennio successivo
b) passate le elezioni regionali in cui si prometteva “la cura contro il cancro” si sono riviste le stime di crescita del 2001/2012 dal 2% al 1,5% e si è evidenziata la necessità della manovra da 24 MLD
c) la manovra pubblicata in Gazzetta ufficiale riuscirà a racimolare a mala pena 20 MLD la maggior parte dei quali derivano dai tagli agli enti locali che si trasformeranno in tasse indirette sulla popolazione
d) semplicemente per mantenere gli impegni con l’Europa e soprattutto con gli investitori saranno necessari altri 20 MLD di manovra nel prossimo biennio.
Il mercato non è convinto che il governo B sia in grado di affrontare tagli alla spesa o aumenti delle imposte di queste dimensioni ed è per questo e solo per questo che sono sempre meno gli investitori disposti a comprare i nostri titoli di Stato
Il differenziale di rendimento (spread) dei Btp sui Bund tedeschi a 2 anni è passato dal 1,48% prima della manovra al 1,72% all’indomani della pubblicazione della stessa sulla Gazzetta ufficiale. Quando l’Ungheria ha annunciato le difficoltà ad onorare i propri debiti il differenziale è aumentato dello 0,08% a 1,80%. Lo Stato Italiano ha una durata media del debito di 7 anni, quindi ogni anno ricorre ai mercati finanziari per rifinanziare un settimo del proprio debito chiedendo in prestito 250 miliardi. La crisi ungherese, calcolando un effetto più che doppio rispetto a quello registrato fino ad ora, inciderà al massimo sui conti dello Stato per 64 milioni per i prossimi 7 anni così come la crisi Greca inciderà per 150 milioni.
A conti fatti la spesa aggiuntiva derivante dall’aumento del “rischio Italia” è ampiamente mitigata dalla discesa dei tassi d’interesse che ne annullano di fatto l’impatto. Quindi non si può dare la colpa a loro. Il governo sta cercando di nascondersi dietro una situazione difficile dei mercati finanziari per giustificare le sue carenze di politica economica e di eccesso di spesa pubblica. La conferenza stampa di presentazione della Manovra economica nella sala stampa di Palazzo Chigi il 25 maggio, è la migliore rappresentazione della situazione della spesa pubblica italiana. Le parole “abbiamo rinviato il taglio delle tasse” agli operatori finanziari sono sembrate ridicole e pericolose, perché pronunciate da un presidente del Consiglio che nega l’evidenza e non prende atto che gli investitori hanno presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti con conseguenze per il paese molto più gravi di una semplice caduta del governo.
Non siamo di fronte ad una crisi finanziaria emotiva nella quale prevale l’irrazionalità della reazione alla cattiva notizia (Ungheria, Grecia ecc.), ma dobbiamo affrontare la sfiducia degli investitori nella capacità del nostro paese di abbassare deficit e debito per questo motivo non è in discussione il tasso d’interesse che il Tesoro pagherà, ma le stesse linee di credito al sistema Italia iniziano ad essere viste con un occhio differente. Le parole di Tremonti ad Annozero, giovedì sera, peggiorano la situazione: gli investitori vogliono misure concrete e subito, vogliono sentire parole chiare sullo stato dei conti e sulla vera entità delle manovre da mettere in campo, e ad ogni occasione mancata in cui il governo invece di annunciarle parla d’altro , cresce la loro inquietudine.
Per questo motivo i prezzi dei Btp continueranno a scendere nelle prossime settimane e tutte le oche del Campidoglio affolleranno le televisioni per gridare contro gli “speculatori”. Ma alla fine faranno una cosa semplice semplice che produrrà un gettito di cassa immediato: aumenteranno le aliquote Iva così anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni potrà finalmente dire che “sono stati colpiti i consumi e non i redditi”. Proprio una bella soddisfazione.

http://masadaweb.org

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