Nuovo Masada

giugno 8, 2010

MASADA n° 1150. 8-5-2010. SONNO E SOGNI. Lezione 10. I SOGNI DI MORTE.

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:27 pm

(Gustav Klimt)

Ipotesi cognitive sui sogni di morte

(Questa è la lezione 10 di un corso su Sonno e Sogni tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

SOGNI CHE PREANNUNZIANO LA MORTE

Se la vita è un segmento dell’essere, la Non Vita sta ai bordi del segmento, prima e dopo, come un infinito. Come si varcano i punti del limite, col sogno, la visione, la premorte… la conoscenza si dilata toccando assoluti che la convenzione terrena non conosce.
(Viviana)

La morte è l’ultimo specchio.
Noi conosciamo attraverso archetipi. L’archetipo è il riflesso che ci guida verso un ignoto, è la grande forma originaria dell’energia che forma la nostra esperienza terrena. Si attiva come un grande disegno-guida che smuove il sentimento, irradia l’immaginazione e dirige l’azione. La sua necessità insorge soprattutto in occasioni di forte cambiamento dell’organizzazione energetica. Uno di questi è la pubertà, variazione psicofisiologica che richiama a una nuova configurazione dei compiti vitali. Ma l’occasione di massima variazione energetica presente in tutti è indubbiamente la morte, essa produce uno dei più grandi mutamenti ordinari umani e resta uno dei più grandi misteri conoscitivi.
La morte è una metamorfosi; non è una fine, perché nell’universo l’energia non finisce mai ma solo si trasforma e la morte è un grande momento di trasformazione.

Possiamo trasferire l’assioma della fisica “Nulla si perde ma tutto si trasforma” al mondo spirituale, considerando l’energia totale dell’uomo come una intelligenza che si autostruttura a livelli diversi e in diverse manifestazioni, non atomi che si ricompongono ma trasformazioni dell’energia ai piani sottili del vitale con finalità nuove.
Secondo i sensitivi, l’evento morte è contrassegnato da una tale numinosità, da una tale pregnanza energetica, da poter irradiare la sua valenza anche nell’onda temporale che precede l’evento, anzi nella chiaroveggenza (io ne son testimone) la morte ha una rilevanza e una chiarezza assolutamente superiore a ogni tipo di informazione.
Un sensitivo può confondersi su molti dati in arrivo ma la morte ha una nitidezza non riscontrabile altrove. Di qui le premonizioni e i sogni predittivi di morte.
Essi ci dimostrano che tra l’al di là e l’al di qua non c’è quella distanza e quella divaricazione che immaginiamo e che una parte di noi abita una terra senza tempo.

A 82 anni Jung suggerì a un giornale svizzero una inchiesta sulle esperienze paranormali e, per quanto la ricerca avvenisse nella fredda e razionale Svizzera e non nella immaginifica Irlanda, arrivarono 1200 lettere che furono esaminate e catalogate da Aniela Jaffé, l’analista intelligente e sensibile, che fu prima allieva di Jung, poi sua collaboratrice e segretaria personale.

Gli eventi paranormali possono essere anche negati dalla scienza ufficiale, che richiede l’assoggettamento a criteri non ad essi congrui, come la ripetibilità a comando, la misurazione ecc.; entro tali coordinate difficilmente gli eventi paranormali costituiranno oggetto scientifico, nondimeno essi continuano a presentarsi alla percezione straordinaria come ‘eventi’ storici.
Jung dice: “Ci sono fatti che (semplicemente) avvengono, ma gli intellettuali non ne sanno niente; essi non conoscono se stessi come non conoscono l’uomo quale realmente è”. Quando la mente si riempie troppo di sé diventa mostruosa e caccia l’evento inspiegabile come un disturbatore dell’ordine costituito, perché incrina la presunzione razionale. Quando Pitagora scoprì i numeri irrazionali, che la mente non poteva costringere ai paradigmi logici, vietò che se ne parlasse in giro pena la morte, perché la scoperta avrebbe messo crisi la sua dottrina e il suo prestigio, e, quando un allievo trasgredì il comando, lo fece affogare in un pozzo. Oggi il quadro non è molto cambiato. La cittadella del sapere è un centro di potere che difende se stessa in modo spietato con puntuali rimozioni e condanne. Ma il paranormale non cessa di presentarsi, esso è un Evento, un ‘venire fuori da..’, rompe gli schemi di controllo e la pretesa dominante, non si cura di coincidere con ‘ciò che è accettato scientificamente’, non è riducibile alle forme a priori della scienza dominante, contenitore ristretto che lascia fuori gran parte della realtà e ci presenta un mondo addomesticato o addomesticabile. La scienza, tenendo fuori ciò che non rientra nei suoi stretti paradigmi, segna il suo proprio limite, perché ogni schema è un recinto che include meno di quanto escluda.
Ma l’evento paranormale accade e il suo è un valore fondamentalmente esperienziale, a volte così forte da cambiare la vita dell’uomo, prescindendo dalle pretese di qualsivoglia scienza.

(Melania Avanzato)

Freud aderisce al positivismo ufficiale e quasi sempre rimuove gli eventi paranormali quando si presentano. Ma Jung è un sensitivo, un medium, e i fatti paranormali rientrano nella sua esperienza: atti telepatici, sincronicità, premonizioni, visioni, fuoruscite dal corpo, guide spirituali, defunti, fantasmi… Tratta queste realtà senza prendere alcuna posizione su esistenze oggettive, senza reificare i fenomeni, considera gli eventi paranormali un mondo che ha un suo posto a buon diritto nel panorama psichico. Il suo approccio al reale è molto orientale, e non distingue del resto nemmeno un dentro e un fuori, anzi ritiene normale che psiche e natura comunichino, come due aspetti di una stessa realtà, e che eventi psichici si riverberino in eventi naturali o confluiscano in essi e viceversa. La distinzione tra psiche soggettiva (energia che sta qua dentro) e natura oggettiva (energia che sta là fuori) non lo riguarda. Jung va oltre per una esperienza della realtà totalizzante, che è insieme ‘io’ e ‘non io’ e in cui non si separa un mondo soggettivo o psichico da uno oggettivo o materiale, ma essi sono intesi come manifestazioni qualitativamente molto varie di una totalità. Comunioni che l’energia ha dentro se stessa secondo varo gradi. Del resto nelle filosofie orientali c’è un’anima nella natura così come c’è della materia nella psiche e non esiste la distinzione occidentale tra spirito e materia, che sono solo modi diversi con cui l’energia può essere pensata.
Ugualmente c’è una parte individuale della psiche che può fare distinzioni e costruirsi paradigmi, e c’è una parte cosmica, per cui le distinzioni e i paradigmi non hanno senso, mentre esiste la possibilità di una dilatazione oltre i confini dell’ego psico-fisico fino ad abbracciare la realtà tutta intera.
Quando si presenta un evento, ciò che conta è il suo significato, ed esso può presentarsi indifferentemente dentro o fuori, in una mia intuizione o in un oggetto che incontro sul mio cammino, perché la realtà è panica, indifferenziata.

Lo stesso inconscio collettivo non è un piano a sé stante ma un livello più alto e profondo dell’essere, una realtà sovraumana e onnicomprensiva, che si riverbera dentro e fuori indifferentemente. Così, le modalità dell’inconscio collettivo, gli archetipi, possono manifestarsi nella psiche dentro di me come nella natura fuori di me.

La filosofia di Jung è molto orientale.
Nelle visioni induiste o buddhiste l’io separato esiste solo nei gradini più bassi del percorso ecolutivo, ma, più l’uomo ascende nella scala della conoscenza, più com-prende, cioè prende in sé, l’assoluto e si espande in esso nell’identità tra limitato e illimitato, spirito e natura.
Tutta la ricerca di Jung si muove in questa scena totalizzante, dove le energie confluiscono e comunicano, per cui l’evento paranormale non è visto come proiezione psichica o oggetto a sé stante, ma è manifestazione che appare superando le soglie della limitatezza. Mancano le distinzioni tradizionali, sia quelle positiviste tra fenomeno oggettivo e illusione egoica, sia quelle spiritiste tra soggetto terreno e essere ultraterreno, siamo su un piano di assoluto che valica la separazione immanenza-trascendenza.
Jung è un medium ma non possiamo dire che sia uno spiritista, perché le coordinate sono diverse. Silvio Ravaldini (Direttore della Biblioteca di parapsicologia di Bologna) è uno spiritista, ma probabilmente Ravaldini e Jung non andrebbero d’accordo su molti punti. Un fantasma per Ravaldini è una realtà extrapsichica, per Freud un’allucinazione patologica, per Jung è un evento proveniente da una realtà superpsichica e di cui si può solo cercare la relazione con l’insieme, un portatore di senso, un indicatore di ‘altro’.
I fatti paranormali, dice Jung, si sono presentati sempre nella storia del mondo e non sono frutto di costumi o tradizioni isolate. “Nella vita dell’uomo rivive la vita dei millenni e continuano ad avvenire cose che da sempre hanno accompagnato la vita umana”.
Ognuno di noi, prima o poi, si imbatterà in qualcosa di inspiegabile, percependolo con profondo turbamento. Jung non si chiede se queste cose siano vere né vuole spiegarle: “Il fine è quello di far sì che l’uomo incontri sulla sua strada il mistero”. “All’elemento psichico interessa che il protagonista affermi l’autenticità della propria esperienza, indipendentemente dalla possibilità di interpretarla”. L’elaborazione intellettuale, la definizione o la prova restano spesso fuori dal contesto.

(Chrissie White)

La maggior parte degli eventi paranormali avviene in situazioni di modificazione di coscienza, come se fosse proprio il passaggio da uno stato all’altro ad attivarli.
I Tibetani studiano da migliaia di anni le modificazioni di coscienza, quelle che noi chiamiamo ‘passaggi dell’energia’, ‘bar-do’. La vita stessa è un bar-do cioè un passaggio, una fase intermedia tra configurazioni dell’essere. Bar-do è anche il passaggio al mattino dal sonno alla veglia o quello alla sera dalla veglia al sonno, è il momento in cui usciamo da uno svenimento o da un coma. Ogni passaggio cospicuo dell’energia è produttivo di fenomeni psichici straordinari, e in questi punti di varianza possono emergere quelli che chiamiamo eventi paranormali.
Anche sognare è una situazione di bar-do e, tra i sogni, alcuni possono avere particolare significato.

Tra tutti i sogni ha un forte impatto IL SOGNO CHE PREANNUNCIA LA MORTE. Jung si imbatte spesso in questo sogno o lo ritrova nei suoi pazienti. E’ un sogno straordinario, in cui l’inconscio del sognatore sembra accedere ad una conoscenza fuori del tempo, in grado di preannunciare la morte, o in forma diretta o con simboli, personali o arcaici.
In genere il sognatore non conosce il significato delle sue immagini, anche se ne resta grandemente turbato. Il sogno può dirgli il futuro prima che esso dia tracce di sé.

Ciò significa che in noi ci sono livelli diversi di consapevolezza, che parlano ognuno il proprio linguaggio e che hanno ognuno il proprio sapere. Questi livelli si toccano, comunicano, ma non sempre si intendono.
La mente razionale è uno di questi livelli, a cui abbiamo dato il predominio, ma l’uomo è formato da molte menti, ha una intelligenza corporea o sensoriale, affettiva o del cuore, intuitiva o profetica, mitica o collettiva, sensitiva o medianica, terapeutica o rigenerativa, spirituale o estatica…
Vi sono molti livelli di energia diversi tra loro, ognuno organizzato a suo modo, e, attraverso tutte queste possibilità, l’energia che noi siamo si esprime e conosce.
Aver privilegiato la dimensione razionale ci ha permesso di costruire scienza e tecnica, ma il monopolio dell’intelletto ha impoverito di possibilità la nostra vita totale.
I sette o nove livelli energetici o campi aurici di cui parla il pensiero indiano con le loro porte o centri di alimentazione (Chakra) sono una ipotesi di realtà interessante per permettere all’uomo di pensarsi su piani dell’essere alternativi all’intelligenza puramente razionale.
Il mondo occidentale non è del tutto aperto a queste possibilità. Il monopolio della ragione ha defraudato di significato gli infiniti modi con cui l’uomo può sperimentarsi e può conoscere se stesso e l’universo
Aprirsi al Tutto è una possibilità nuova e le tecniche junghiane tendono ad una integrazione progressiva attraverso rotture di livello.
Oltre al canale della logica ci aspettano molte possibilità non esperite, tanti colori del vivere, strade nuove da percorrere, nuove vie dei canti.

(Jerry Uelsmann)

Cito da una lettera inviata ad Aniela Jaffè da una lettrice:
Per anni sono stata sicura che quando sentivo l’orologio dei morti una delle persone a me care moriva. Quante volte sono stata derisa! Ma quando la persona moriva realmente, non rideva più nessuno. Da quando però è morto mio marito non ho più sentito l’orologio dei morti. E’ come se lui mi avesse portato via quello di cui avevo sofferto da anni”.

Silvia, una vecchia donna di paese, sognava le campane a morto puntualmente poco prima che qualcuno del paese morisse.

Vi sono più facoltà nella mente di quello che lo spirito razionale voglia accettare. Notiamo che molti che hanno la facoltà di sentire la morte ne parlano con orrore, come fosse una malattia o una maledizione.
Una lettera dice: “Ho cercato di liberarmi con le preghiere di questo malanno, però continua a presentarsi. Ecco di nuovo questa cosa buia e spaventosa”.
E un altro: “E’ molto spiacevole essere dotati di chiaroveggenza o simili capacità”.
In quanto a me, ho raccontato che dopo 29 anni di sensitività naturale ho fatto di tutto per eliminare questa spiacevole apertura sul mondo dell’invisibile e ci sono riuscita. Posso quindi capire chi ne resta atterrito e la considera una maledizione. Non sapere e non vedere sono difese naturali con cui l’uomo si preserva da facoltà che possono buttarlo nel terrore o nella disperazione. Ci vuole molta vita per vivere la vita, ma ci vuole molta energia per sopportare di vivere come uno sciamano.

La premonizione può venire attraverso un sogno simbolico o realistico. Simbolico e archetipico è il sogno del ‘ponte’:
Una ragazza sogna di incontrare sul ponte della stazione di Zurigo la cugina che la informa che la nonna è morta. La mattina dopo arriva la notizia reale della morte”.
Abbiamo qui una doppia simbologia: la stazione ferroviaria che indica ‘il viaggio’ e il ponte che allude al passaggio interdimensionale.
Come vedremo, anche ‘l’angelo’ o ‘la colomba’ hanno un significato analogo, come energia di mediazione o passaggio.

Un giorno d’agosto la mia amica Elisa, amante di parapsicologia e curatrice di medium potenziali, mi telefona dal campeggio al mare per dirmi che ha fatto un tabellone e si è manifestato un vecchio signore che dice di essere mio fratello e di proteggermi dall’’al di là.
Quella notte avevo sognato che andavo nel paese dei morti.
Camminavo su un ponte di marmo sgretolato e in macerie sotto cui passava un fiume dove non c’era acqua ma erba (“Ti accompagnerò per verdi pascoli”- dice il Signore) e arrivavo nella città dei morti: lunghe file di case vuote dove non c’era nessuno. Per strada incontravo mio padre, un padre-padrone che mi ha rovinato la vita. Era in buona salute e sorreggeva un vecchio signore vicino alla morte. Nel sogno avevo paura di lui, come quando era in vita e così, per tema che mi facesse del male, cadevo in ginocchio dicendogli: “Perdonami!”. Ma lui allegramente mi faceva segno di alzarmi. Io gli chiedevo se avevo un fratello, e lui mi rispondeva che era proprio l’uomo che stava sorreggendo Spiegava che lo aveva generato a 18 anni quando, con altri emigranti, aveva passato a piedi il confine francese in Piemonte. Nei giorni precedenti aveva soggiornato nel paese di Pavone, seducendo una ragazzina di 14 anni, che aveva dato alla luce un figlio chiamato Aion. Mi mostrava le foto della ragazzina in un prato con una cuginetta, mentre provavano dai sari rossi e oro portati da uno zio tornato dall’India. Quell’uomo morente che mio padre sorreggeva, e che poteva avere dieci anni più di me, era appunto il mio fratello maggiore.
Io restavo molto stupita della rivelazione. Poi tornavo al mondo dei vivi ripassando il ponte ma ora il ponte ora era diventato il ponte della vita ed era nuovo e integro con belle statue di marmo bianco e sotto scorreva un fresco fiume cristallino.
Sconcertata da questo sogno insolito e molto dettagliato, mi sono svegliata facendo dei conti sull’età che mio padre poteva avere quando è emigrato in Francia e sono poi uscita di casa per cercare nell’auto l’album geografico, ed effettivamente vicino al confine francese ho trovato un paesino che si chiama Pavone. In quanto al nome Aion, è quello di un dio indiano che si fece uomo e venne ucciso, il nome vuol dire ‘nato nel tempo’. Anche un’opera di Jung porta questo titolo. Non ho voluto verificare all’anagrafe del paesino piemontese di Pavone se nel 1935 era veramente nato un bambino senza padre di nome Aion. Mi sono contentata dei significati simbolici del sogno. Ma è rimasto il turbamento e la stranezza che un paese con un nome così insolito fosse realmente nel punto indicato e che io e la mia amica Elisa ci fossimo incontrate con la possibilità di questo fratello sconosciuto
.

(Gustav Klimt)

Qualche volta la premonizione può apparire in un disegno, perché anche nell’espressione artistica si manifesta la mente che sta fuori dello spazio e del tempo.
Quando noi entriamo in uno stato creativo, usciamo dalla mente razionale e passiamo a uno stato modificato di coscienza simile a quello del sogno o della visione. Per questo l’artista non parla quando compone la sua opera ed è in un leggero stato ipnotico. Il linguaggio, infatti, come il pensiero verbale, appartiene alla parte sinistra del cervello, mentre la creazione a quello destro.
C’è un quadro moderno, in cui il pittore dipinse un amico con un buco nella tempia e questi, poco dopo, morì in guerra colpito alla tempia da una pallottola.
I sogni di previsione possono emergere nella vita cosciente sotto forma di segni o di disegni.

In un mio laboratorio psicoartistico, una signora incollò sul suo disegno vari numeri che uscirono puntualmente al lotto il giorno successivo.

Miriam pose, in un collage, un ovale ritagliato da una rivista, in cui da una parte c’era un Cristo in croce e dall’altra un numero. Poco dopo suo padre morì per una malattia terminale e il numero del suo letto in ospedale era lo stesso dell’ovale del Cristo sofferente.

Teresa ebbe un figlio che morì il giorno del suo compleanno andando a sbattere col motorino appena ricevuto in regalo contro un pullman. Il giorno prima, il ragazzo aveva scritto sul suo diario scolastico: “Domani mi fanno secco! Vado a sbattere! Crash! Faccio il botto!” Forse parlava di una interrogazione che temeva, si era disegnato in una bara con una croce sopra, con attorno uomini incappucciati. Sopra aveva riportato una grata con i trasferelli del padre e sotto aveva messo la sigla GVS. Nella pagina accanto una sua amichetta aveva scritto: “14 anni /troppo pochi per amare/ abbastanza per sognare” e lui aveva aggiunto “Sufficienti per andare”. Quando, dopo la sua morte, la madre preparò la sua lapide al camposanto, si accorse con orrore che sopra la tomba c’era una grata simile a quella del diario. Il marmista le chiese se sulla lapide voleva scrivere GVS e lei ricordò la sigla scritta sotto il disegno della bara. Ne chiese il significato al marmista, il quale prima si schermì dicendo che era una vecchia sigla non più usata, poi spiegò che voleva dire “Giovane Vita Stroncata”.

Sempre Teresa, dopo la morte del figlio, sentì un forte rumore come di uccello che sbatte le ali, e aprendo la grata del camino cadde dall’alto una rondine morta, pur essendo dicembre, mese poco adatto alle rondini. Nell’antico mondo egizio ba = l’anima, il principio spirituale che sopravvive nell’al di là, è ritratto come una rondine in volo o come una rondine dalla testa umana.

Attorno alla premonizione di morte c’è un caso interessante, che venne a conoscenza di Jung e si sviluppò attraverso una serie di disegni.
Uno psichiatra, suo amico, aveva una bambina che, tra gli 8 e i 10 anni, ebbe una serie di 12 incubi impressionanti. La bambina li disegnò su un quaderno, scrivendo accanto a ogni sogno una piccola fiaba, e regalò il quaderno al padre per Natale. Jung vide i disegni e capì immediatamente che preannunciavano la morte della bambina. La morte venne effettivamente di lì a un anno, per una malattia infettiva del tutto imprevedibile.
I disegni rappresentano immagini forti non associabili al livello culturale e conoscitivo della bambina, ripetendo una simbologia arcaica propria dell’inconscio collettivo. I disegni sono 12, un numero dalla forte valenza, indicativo del compimento di un ciclo, un numero cosmico, ordinativo di universo. Nel pensiero junghiano come in quello alchemico i numeri hanno valore simbolico, vi sono cifre semplici inerenti al livello umano, individuale o della specie, ed altre di ordine superiore in cui si entra nel piano universale.

La bambina sognò e disegnò:
-Un mostro a forma di serpente dotato di corna che divora tutti gli animali. Dio interviene dai 4 angoli della Terra e li resuscita.
Appare l’antico concetto della fine del mondo e della resurrezione finale. La quadruplice divinità, il dio che viene dai 4 angoli, è un topos molto più antico di quello trinitario; molti primitivi (per es. i Toltechi del Nuovo Messico) iniziano i loro riti rivolgendosi ai 4 dei che stanno agli angoli del mondo. Nel mondo alchemico, Mercurio (che indica la psiche profonda o inconscio o anche l’energia della trasformazione e della comunicazione tra l’al di là e l’al di qua) è simboleggiato da un serpente con 4 corna, e ‘serpente’ si dice in greco ‘drakon’, lo stesso drago che nelle fiabe e i miti si presenta come archetipo dell’energia della vita e della morte, nel suo duplice aspetto creativo e distruttivo. L’eroe che uccide il drago e si bagna nel suo sangue o prende il suo tesoro rappresenta il dominio sulla vita e sulla morte.

-In cielo si fanno danze pagane, all’inferno ci sono angeli che fanno buone azioni.
Qui abbiamo una situazione contraddittoria rispetto a ciò che ci viene insegnato. L’immagine dice che tutte le cose sono mescolate e contesta la divisione cristiana tra Paradiso e Inferno, contestazione che ritroviamo nei messaggi di molti sensitivi.

-Un’orda di animali di dimensioni spaventose atterrisce la bambina e uno di essi la divora. Chiaro presagio di morte.

-In un topolino si introducono nell’ordine: vermi, serpenti, pesci e uomini.
La sequenza è interessante perché ci dà le 4 fasi dell’origine dell’evoluzione della vita, come appaiono in molti miti e anche in certe ipotesi scientifiche moderne.

-Una goccia d’acqua ingrandita è piena di rami d’albero. Dunque tutto è in tutto; nella parte più piccola dell’energia, la goccia d’acqua, c’è la vita intera o albero, sinonimo di crescita. Tanto la goccia d’acqua che l’albero sono antichissimi simboli della vita.

-Un ragazzo cattivo tira zolle ai passanti, i quali a loro volta diventano cattivi. Qui abbiamo un processo di infezione e di contaminazione dell’energia, ‘infangare’, nel senso di ‘sporcare di terra’ e ‘abbassare’ o anche ‘riportare alla terra’, sei fango e fango ritornerai.

-Una donna ubriaca cade nell’acqua e ne esce rinnovata e sobria. Qui, al contrario, abbiamo un processo di purificazione, di resurrezione. La donna ubriaca è preda di un’intossicazione del sangue. Bagnarsi nell’acqua indica rinascita spirituale.

-In America un gran numero di persone si rotola su una distesa di formiche e la bambina si vede cadere in un fiume. Sognare l’America è molto frequente ed è un riferimento al Nuovo Mondo, cioè alla morte, che è rinascita a vita nuova.

Germana, prima di morire, sognò che prendeva un grande piroscafo per andare in America. Io sognai che salivo su una grande nave e la trovavo con la madre (entrambe al tempo erano vive). Sulla stessa nave c’era un gabinetto dove potevo comunicare con i morti. Ma loro avevano il biglietto, io no, ero lì clandestina.
Ricordiamo che in metafonia compare spesso la ‘nave dei morti’ per indicare la dimensione in cui sono le anime. Nel mondo celtico ‘morire’ era detto ‘andare oltre la nona onda’, cioè il nono livello dell’essere e spesso troviamo nei miti il concetto che i morti siano in un’isola, al di là di un oceano e che si possano raggiungere con una barca. Vedi la barca egizia del faraone che lo porta nel Duat o la barca di Caronte. Il fiume, di converso, nei sogni rappresenta più spesso la vita terrena. Vedi Eraclito o Lao Tzu “La realtà è come un fiume…”.
Cadere in un fiume può indicare il rientro nel flusso della vita. Il formicaio è un simbolo per molti popoli primitivi che predice la morte. Sappiamo che le formiche fanno il formicaio nei luoghi meno vitali per l’uomo, dove la sua energia sarebbe menomata, infettata; questo indica che la sognatrice prenderà una malattia infettiva che diminuirà le sue risorse vitali.

-Sulla luna c’è un deserto dove la bambina sprofonda e va all’inferno.
Qui abbiamo un cambio di dimensione e di situazione, la possibilità alchemica di passare “dall’alto al basso e viceversa”.

-La bambina tocca una sfera luminosa che emana vapore, un uomo la uccide. La sfera luminosa rappresenta il principio vitale, l’emanazione della vita, l’anima. L’anima di coloro che non sono più sulla terra è spesso vista dai sensitivi come una sfera luminosa. Il vapore è ugualmente sinonimo di vita, l’aura vitale è descritta come vapore o luminescenza. E’ chiaro il presagio: la sfera-anima sarà toccata da qualcuno che le recherà morte con un contagio, e infatti la bambina muore per una malattia infettiva.

-La bambina sogna di essere gravemente malata, dalla sua pelle nascono tanti uccelli che la ricoprono totalmente.
Di nuovo un presagio dell’infezione. Gli uccelli compaiono spesso come segno funesto, l’uccello è anche l’anima che se ne vola via o la morte che ruba lo spirito vitale.

-Sciami di zanzare oscurano il sole, la luna e le stelle, tranne una che cade sulla sognatrice. La scena è apocalittica, gli sciami di zanzare sono una delle bibliche piaghe d’Egitto, qua sono l’equivalente del formicaio e indicano il germinare di elementi virali che producono una caduta apocalittica.

Nove dei dodici sogni parlano di resurrezione; molti miti primitivi narrano di un uomo cosmico divorato da un mostro (balena, drago, serpente) che poi risorge. La linea di energia che qui si manifesta è l’archetipo ‘morte e resurrezione’, lo stesso di Cristo, Odino, Osiride, Dioniso. Nessuno sa come questo archetipo nasca e ogni cultura lo eredita da quella precedente.
Questi sogni sono di tipo sciamanico (portatori di una conoscenza ‘altra’), sha-man vuol dire mente superiore, e rappresentano in modo mitico la morte e la resurrezione, l’origine del mondo, l’evoluzione umana, l’al di là. Sono parabole sull’essere metafisico, come i racconti che costituiscono le grandi cosmologie o metafisiche.
Il fatto che le visioni appaiano a una bambina è inquietante e ci dice che l’inconscio non guarda all’età e può sommergere lo spirito del sognatore indipendentemente dal fatto che questi riesca a contenerlo o a comprenderlo.
La bambina racconta le sue visioni come fossero fiabe, cominciando con un “C’era una volta…”, con ciò le pone in un tempo-non tempo, un piano metafisico.
Molti dei nostri sogni straordinari possono essere simili a fiabe; da vari punti di vista non c’è nessuna differenza tra sogno straordinario e fiaba; possiamo anche ipotizzare che le fiabe nascano da sogni o da modificazioni di coscienza paragonabili al sognare. Anche molte opere d’arte nascono nello stesso modo o nello stesso luogo, ci sono sinfonie o poemi che appaiono in sogno già complete, e anche invenzioni scientifiche o intuizioni filosofiche.

(Giusi Calia)

Freud interpreta i sogni in modo analitico o usando associazioni banali di tipo fenomenico (vicinanza, contiguità, somiglianza, opposizione…), ma il sogno può essere molto più di questo.
Potremmo scrivere come fiabe alcuni sogni più intensi o come poesia. Io lo faccio fare nei laboratori di psicologia junghiana come sollecitazione a comunicare con l’inconscio.
Scrivere il sogno sotto forma di fiaba o poesia o raffigurarlo come pittura o disegno o collage o drammatizzarlo come recitativo o danzarlo permette di non allontanarsi troppo dal suo linguaggio e significato, attivando l’immaginazione attiva, facoltà da non confondersi con la fantasia che indica invece l’apertura di un canale diretto con l’inconscio, e quindi anche col paranormale. E’ da tener presente che la stessa modalità di linguaggio è via di conoscenza, è matrice e funzione, creatrice di realtà ed evocatrice di senso.
Dunque il sogno può diventare opera d’arte.
L’arte, come via analogica, è un mezzo espressivo che resta unito al sostrato del sogno e al suo valore emozionale, come progressione senza discontinuità, secondo le leggi dell’analogia, in quanto ‘dice in modo simile’, mentre il linguaggio razionale rischia di travisare l’essenzialità del sogno e il suo messaggio, impoverendolo e falsificandolo, proprio in quanto lo traspone in strutture non idonee che appartengono ad una opposta funzione della mente, quella che è più portata a tradire il messaggio che a comprenderlo.
Il sogno è poesia e la poesia parla il linguaggio del sogno.
Da questo punto di vista, tutta l’opera di Jung più che una filosofia è il poema di un visionario e ogni sensitivo (ma anche ogni sognatore) procede nel regno della visione.

Il sogno non può essere spiegato o capito razionalmente, è un fattore vivo di trasformazione che non può essere inchiodato nelle regole coese e rigide della logica, è ‘energia in cammino’ e, se è un sogno straordinario, può esplicare la sua funzione trasformatrice anche a distanza di anni, di decenni.

La bambina di cui abbiamo parlato vive dei SOGNI-MITI, simili ai riti di iniziazione delle comunità primitive, riti di passaggio, perché la sua energia sta per subire un forte passaggio, essendo la morte l’atto più trasformativo della vita.
Le società antiche riconoscevano LA POTENZA DELL’ENERGIA CHE CAMMINA e la tribù intera partecipava con forme di penetrazione e sacralizzazione, con un sostegno collettivo, ai momenti solenni del mutamento, nei quali qualcosa moriva e qualcosa rinasceva, mentre si impartivano i sacri misteri, cioè si connetteva la psiche storica e immanente all’energia eterna e trascendente.
I riti di iniziazione o di passaggio, con la loro drammatizzazione artistica e l’immedesimazione emozionale, aprivano l’accesso a gradi di conoscenza superiore, accompagnando la riconfigurazione della vita umana o del ciclo naturale nei suoi momenti di varianza, attuando una riarmonizzazione della vita attraverso la vita.

Ma il nostro mondo presenta un’anomia del sacro. Siamo, come diceva Jung, poveri d’anima. E le nostre chiese o sono disertate o si allontano da se stesse dalle radici dal sacro; lo disconoscono per averlo perduto. Allora i sogni fanno le veci del rito e segnano i trapassi dalla vita terrena: le piccole e le grandi morti.
Rituali sacri accompagnavano un tempo la pubertà, l’ingresso nella giovinezza, il travaglio del parto e soprattutto il passaggio della morte… lo vediamo sin dai tempi più remoti della storia umana, sin dalle epoche preistoriche, come sostegno all’anima nelle sue metamorfosi, dal morire al rivivere.
Il rito e il mito erano contenitori dell’energia in divenire che facilitavano l’assunzione di nuove dimensioni e nuovi ruoli nella grande storia dell’energia che si fa uomo al di là e oltre la storia della singola esistenza. Ma dove la civiltà ha dimenticato il sostegno del rito, l’inconscio lo reinventa nello spazio inconscio, anche attraverso il sogno, residuo di un tempo psichicamente più ampio in cui anche la vita era sogno.
La bambina che sta per morire, anche se non lo sa a livello cosciente, è parte di una energia più grande, che di sé sa tutto e che sa che la piccola sta per affrontare un grande passaggio e i sogni lo aiutano in modo rituale. Il fatto che la bambina morirà per una malattia infettiva, cioè per qualcosa di esogeno e casuale, non limita la conoscenza dell’inconscio, che è universale e extratemporale, ha una coscienza superluminare, che esula dallo spazio e dal tempo e si pone in un universo dominato dall’identità e dall’analogia. La psiche extraemporale della bambina va oltre la bambina storica, sa più di lei, vede il prossimo mutamento e la prepara con immagini straordinarie, le quali non hanno lo scopo di farsi capire alla sua mente conscia ma di trasformare la sua parte inconscia, preparandola al passaggio. Il sogno non parla per essere capito ma per aiutare la modificazione.

Jung dice: “I sogni possono essere racconti brevi che creano un shock dell’anima, (uno spostamento dell’energia), come i Koan del Buddhismo Zen”
.
Ciò che accade è ad un piano sovra-razionale, nel divenire, ed è finalizzato a un senso, ma non è un senso rivolto alla mente, che può comprenderlo o no. C’è un netto dislivello tra le possibilità mentali della bambina e i contenuti di questi sogni. La comprensione intellettiva è sempre marginale, il sogno non opera per una comunicazione ma per una elaborazione, che avviene ad altri livelli di trasformazione dell’energia.
Il sogno cuoce qualcosa che tu mangi magicamente.

Una volta Jung sognò un’antica tomba e sentì che qualcuno esalava l’ultimo respiro; vide una figura femminile con una veste bianca a simboli neri, che si levò in alto. Erano le tre del mattino, alle sette giunse notizia che era morta una cugina della moglie.

Un’altra volta sognò due persone defunte, insieme ad altre vive, tra quelle che credeva vive riconobbe una conoscente e pensò: “E’ già segnata!”. Alcune settimane dopo seppe che la persona in questione era morta in un incidente.

E’ chiaro che questi messaggi non provengono dal vissuto, dal passato, dalla ragione o dalla memoria, ma da un altro livello di conoscenza che non si cura di essere compreso dall’intelletto, è la ‘mente che sa’, ma non è la mia mente razionale né la mia memoria parziale, qui il contenitore è globale e la memoria totalizzante.
L’analista sciamano dovrebbe essere un suscitatore di sogni più che un interprete, cioè un suscitatore di dinamiche inconsce, proprio perché il sogno è un accadere, e l’interpretazione un riduttore.
I dodici sogni della bambina non si possono chiarire con le sue esperienze, ma sembrano provenire da una dimensione universale e cosmica, che conosce il passaggio tra stati dell’essere e li aiuta. Non la bambina sogna il sogno ma l’Essere sogna se stesso attraverso la sua mente sognante e vede in modo simbolico i propri mutamenti.
Non è l’inconscio individuale a operare ma quello collettivo, attraverso immagini arcaiche.
Per l’inconscio collettivo il tempo non esiste perché esso è situato fuori del tempo e domina perciò tutti i tempi. Così per lo spazio. Siamo nel luogo dell’informazione pura, nel luogo dei significati in sé. Unnoumeno del vitale.

Jung si imbatte frequentemente nel sogno o nel segno premonitore o profetico. Freud avrebbe avuto delle esitazioni in proposito, anche se la sua stessa vita, in quanto analista, fu segnata da esperienze di questo tipo, che egli avrebbe potuto accogliere come no, ma Freud elaborava gli eventi secondo un ordine rigidamente logico dove non c’era spazio per il paranormale.
Per Jung l’uomo non conosce il suo futuro con l’intelletto, che è temporale e si basa su catene casuali contigue, mentre l’inconscio è trascendente e può conoscere tutto, il suo sguardo sorvola istantaneamente tempi e spazi diversi.
Per Jung è possibile che il sogno, come mediatore dell’inconscio, veda anche la morte del sognatore, come altri eventi non conoscibili a priori o non deducibili da fatti noti perché esso sovverte l’ordine tradizionale della realtà ordinaria.
Nella realtà ordinaria l’evento accade su una linea temporale, seguendo o precedendo altri eventi; nella realtà straordinaria semplicemente ‘esiste’. Non ci si arriva per dimostrazione logica, o per sequenza, o per derivazione, semplicemente lo dobbiamo constatare. La natura fattuale è più ampia della nostra percezione ordinaria e delle sue categorie e non si cura delle nostre dimostrazioni razionali o delle pretese da laboratorio, essa prova se stessa semplicemente accadendo.
Accadere ed esistere sono fuori dai nostri schemi dimostrativi, ma possono essere percepiti in universi coesistenti o simil-centrati.
Ci sono universi che noi costruiamo con le nostre coordinate scientifiche ed altri che semplicemente si mostrano e stanno al di fuori delle nostre costruzioni razionali.
L’archetipo è la forma a noi visibile di una comunicazione del puntodi coscienza con l’eterno.

Dice Jung: “E’ come se gli eventi futuri proiettassero all’indietro la loro ombra facendo sorgere sulla vittima quei pensieri che accompagnano l’approssimarsi di un esito fatale“.
Il sogno sembra predire il futuro, in realtà il sogno possiede il futuro, perché esso appartiene al regno della totalità, contiene dunque tutte le forme primarie, tutti gli eventi, tutti i luoghi, tutti i tempi. Per noi è difficile concepire la possibilità di un piano che sia talmente sopra il tempo e lo spazio così da vedere tutti i tempi e gli spazi, ma molti fenomeni inspiegabili stanno proprio in questa ipotesi di realtà più ampia di ciò che intendiamo per realtà ordinaria.
Per un sensitivo il livello ultradimensionale è un fatto di esperienza, e l’esperienza dice che la natura è paradossale solo rispetto alle ristrette categorie che l’intelletto umano moderno ha dato a se stesso, in sé è perfettamente coerente, siamo noi che possiamo non comprenderla, chiude nella dominanza di categorie ristrette e gelose dei loro confini, tanto più forti quanto più abitudinarie.

Se una parte di me vive in una realtà calata nella successione temporale e nell’estensione spaziale e un’altra parte si sperimenta invece in una realtà onnitemporale e onnispaziale, posso solo testimoniare che due livelli di me sperimentano due realtà diverse. Per questo io credo che i 29 anni che mi sono stati dati di esperienze straordinarie avessero l’unico scopo di rendermi testimone. Erano l’indicazione di una prova di cui dovevo parlare.

Il sogno o il segno di preveggenza è sempre esistito e rifiutarlo non lo farà venir meno. Non è la natura che si deve adeguare all’uomo ma è l’uomo che deve conoscere la natura per come essa è. “Passato, presente, futuro sono. E’ forse soltanto la coscienza che si sposta” (Pauwels e Bergier).

Jung porta questo esempio:
Un paziente sognò che il suo medico moriva in un gran fuoco. Tre settimane dopo il medico fu assalito da plegmone (febbre cancerosa ) e morì.”
“Nel libro dei sogni di Artemidoro (II sec. d.C.), il più grande libro sui sogni dell’antichità, troviamo un caso simile: “Un uomo sognò che il padre moriva nel rogo della casa e poco dopo il sognatore morì di plegmone = febbre alta, forse polmonite”. Il corpo è la casa, la febbre il fuoco, il padre simboleggia il respiro della vita. Passano 1700 anni tra il primo sogno e il secondo ma le immagini dell’inconscio non sono cambiate.”

Così Jung ci dice che ci sono sogni che possiedono un valore profetico o anticipatore. Egli ne ebbe molti: previde la morte della moglie, quella di alcuni suoi pazienti e persino la propria: i figli di Jung trovarono nel suo diario un sogno venuto nove mesi prima della sua fine che la preannunciava. Se il tre è la cifra della compiutezza, il nove segna il tempo dell’incubazione, e morte e vita sono rette dalla stessa cifra preparatoria, nove: per la vita nove mesi, per la morte nove giorni o settimane o mesi, come se la morte fosse un’altra nascita. Questa costanza del 9 è una tipicità. Ricordiamo che Nostradamus previde la data della propria morte con un errore di nove mesi. I tempi dell’energia sono sciftati rispetto ai tempi della conoscenza.
Questo tipo di conoscenza è blasfema per il determinista che cerca la causa dei contenuti onirici nel passato, in linea con le scienze meccanicistiche, ma per l’alato Jung la causa di un evento può stare anche nel futuro, perché noi non creiamo il futuro ma esso semplicemente ‘è’ in un mondo senza tempo.
Così l’evento non ancora realizzato può attrarre a sé come un magnete il divenire del tempo.

(Marta Sklodowska)

La visione di Freud è causalistica, quella di Jung è finalistica. Cioè per l’uno è la causa che produce l’evento, per l’altro l’evento si produce per un fine che lo attrae a sé (visione telelogica, telòs = fine).
Aristotele poneva come causa degli eventi tanto la causa che sta a monte dell’evento stesso e lo spinge che il fine = Telòs, o ciò che sta davanti allo svolgimento dell’essere dell’oggetto e da cui sono attratti gli eventi nel loro divenire. Ci sono cause che spingono e cause che attirano.
Ma una ipotesi più avanzata potrebbe essere che l’evento non segue la causa né tende al fine, ma semplicemente è, ed è sempre, in quanto semplicemente ‘è’, come informazione.
L’informazione è esistenza in sé.
E l’esistenza può dare informazione di sé come no.
L’esistenza non è l’accadimento; in un universo informazionale l’esistenza è al di fuori dello spazio e del tempo e di ogni tipo di sequenza o distensione. L’accadimento ha bisogno di esteriorizzarsi all’interno di coordinate di attualizzazione, cioè l’informazione si forma, entra in una forma percepibile all’interno di certe possibilità di esistere. Noi possiamo sperimentare l’esistenza, l’accadimento o l’informazione pura, a seconda della frequenza su cui la nostra coscienza si sintonizza.
Se la coscienza si sintonizza sulla mente biologica intesa come corpo-cervello, situato in un dato campo informativo rigidamente regolamentato da ambiente, cultura e abitudine, noi sperimentiamo l’accadimento secondo una sequenza spazio-temporale (la cosa qui ora) in quanto appare rivestita di forma percepibile al corpo-cervello.
Se la coscienza si sintonizza sulla sovramente, svincolata dal corpo-cervello e dall’attuale universo ordinario, teoricamente non è inaccettabile che si possa sperimentare ‘l’essere’ della cosa indipendentemente dal suo accadimento, prima o dopo questo o anche senza che questo si verifichi, come presa d’atto di una informazione pura.
Questo è ciò che si chiama ‘identità del soggetto con l’oggetto’, la mente conosce se stessa, la coscienza è istantaneamente autocoscienza.
Questo mi comandava probabilmente l’ultimo dettato medianico che ho avuto: “Il soggetto deve diventare l’oggetto”.

C’è un universo dove le cose sono molte come informazioni molteplici, ‘distese’ ‘rotolate’ nel tempo-spazio, e logicamente può esserci un universo dove le cose sono ‘una sola’, come informazione totale’, coesa in sé e adimensionale.
E l’unica informazione perfetta e totale non può che essere l’informazione di se stessa, l’autoinformazione, lo specchio dello specchio. Ovvero: l’assenza di ogni riflesso e di ogni specchio come traibili dal sé e non necessari.

La trama delle cose, può essere letta non solo come coesistenza di eventi in uno stesso presente o come conseguenza di cause passate, ma anche come un vettore in due sensi che attraversa i tempi come un senso totale, un libro che si può leggere partendo da una pagina qualsiasi e andando in avanti o indietro, un dover essere o diventare, un senso necessario, solo per noi lineare ma in sé puntiforme, una causa che viene dal futuro o un ‘essere insieme’.
Noi siamo collegati a quelli che eravamo e a quelli che saremo, a quelle energie che vennero prima e a quelle che verranno dopo.
Ci sono magnifiche trame di realtà che attraversano di sbieco i tempi, come ci sono trame orizzontali che legano in uno stesso ‘tantra’, trama o configurazione totale, tutto ciò che è unito in uno stesso contenuto significante (e notiamo che non è sempre il significato umano che noi umani daremmo agli eventi, ma a volte un significato trascendente).
Se l’energia gioca con se stessa nelle sue magnifiche rappresentazioni, nulla le vieta di attraversare livelli orizzontali, verticali o obliqui di tempo, spazio e senso, secondo coordinate certamente non immaginabili, secondo coesistenze e non linearità o coesistenze e istantaneità.

Ci è dato di vivere solo una parte del sogno all’interno di un sogno più grande che l’energia tutta sogna attraverso noi. La coscienza vive nel tempo e nello spazio ma l’inconscio si allarga sopra e li trascende.

Il mondo non è assurdo e lo spirito non è affatto inetto a comprenderlo, al contrario potrebbe darsi che lo spirito umano abbia già compreso il mondo, ma non lo sappia ancora”.
..

Le foto sono state tratte dalle immagini oniriche dal bel blog ‘Minimalismi letterari e dintorni controvento’
nataliacastaldi.wordpress.com/page/2/

INDICE SONNO E SOGNI

Lezione 1 : masadaweb.org/2010/04/04/masada-n%C2%B0-1115-4-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-1/

Lezione 2: masadaweb.org/2010/04/09/masada-n%C2%B0-1118-9-4-2010-corso-su-sonno-e-sogni-lezione-2/

Lezione 3: masadaweb.org/2010/04/18/masada-n%C2%B0-1123-18-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-3/

Lezione 4: masadaweb.org/2010/04/29/masada-n%C2%B0-1128-29-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-4/

Lezione 5 : masadaweb.org/2010/05/07/masada-n%C2%B0-1133-7-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-5/

Lezione 6: masadaweb.org/2010/05/12/masada-n%C2%B0-1135-12-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-6/

Lezione 7 : masadaweb.org/2010/05/18/masada-n%C2%B0-1139-18-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-7/

Lezione 8: masadaweb.org/2010/06/01/masada-n%C2%B0-1146-1-6-2010-sonno-e-sogni-lezione-8-simboli-animali/

Lezione 9: masadaweb.org/2010/06/04/masada-n%C2%B0-1146-4-6-2020-sonno-e-sogni-lezione-9/#more-4334

Lezione 10: masadaweb.org/2010/06/08/masada-n%C2%B0-1150-8-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-10-i-sogni-di-morte/

Lezione 11 : masadaweb.org/2010/06/13/masada-n%C2%B0-1153-13-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-11

Lezione 12 : masadaweb.org/2010/06/16/masada-n%C2%B0-1156-sonno-e-sogni-12%C2%B0-e-ultima-lezione/

..

http://masadaweb.org

12 commenti »

  1. ringrazio le mie immagini per avermi portata qui.
    non sa quanto è prezioso per me quest’articolo.
    grazie.

    Commento di natàlia castaldi — giugno 8, 2010 @ 7:25 pm | Rispondi

  2. carissimi, posso certificarvi che la morte non esiste!
    ecco perchè.
    all’età di sedici anni frequentavo le scuole superiori ma a volte, invece di studiare, passavo il tempo a dipingere quadri che poi, fortunatamente sono stati conservati.
    ultimamente mia figlia mi ha raccontato di aver riconosciuto uno di questi mentre lo dipingevo.

    “papà, mi ricordo quando dipingevi questo quadro, io ero lì con te, anzi, ero come stessi seduta sulle tue ginocchia, fra te ed il quadro e ti domandavo cos’era quella figura, come avresti colorato quell’altra oppure come avresti finito qualche particolare. Ti facevo le domande ma tu non mi rispondevi mai!”.

    il fatto curioso è che mia figlia non era ancora nata, anzi, forse non avevo neanche conosciuto quella ragazza che sarebbe poi diventata mia moglie!.
    e allora….dov’era mia figlia in quel momento? in quale configurazione energetica si trovava la sua entità?

    ecco come rispondere a queste domande significa capire che la morte non esiste, al massimo possiamo parlare di “trasformazione energetica”.
    mi tornano in mente le parole di tesla riferite alla realtà materiale: “….vortici di energia che rallentando si trasformano in materia!”

    saluti da leo

    Commento di MasadaAdmin — giugno 9, 2010 @ 3:02 pm | Rispondi

  3. ciao viviana, sto piano piano conoscendo il tuo sito, sai che mi piace molto?
    a parte che ultimamente sono stanco di leggere nello schermo, mi fanno un pò male gli occhi, ma devo dire che dietro questa vostra “manifestazione energetica” si nota un sacco di forza e amore per la vita.
    e questo non può farmi che piacere!
    non mollare mai e lascia i fantasmi dove stanno, in fondo sono loro che ti cercano ma continua a trovare la forza dentro di te, nessuno può aiutarti dal di fuori!
    l’ipossiemia è tremenda, l’ho vissuta, e sono proprio contento che tu l’abbia superata.
    un caro abbraccio
    Leonardo

    Commento di MasadaAdmin — giugno 13, 2010 @ 3:48 pm | Rispondi

  4. salve a tutti,avrei una domanda riguardo ad un sogno che ho fatto stanotte:
    il tutto è stato breve ma intenssissimo.avevo una figura angelica davanti a me,il mio punto di osservazione era dietro di lui e leggermente al di sopra della sua testa ed i suoi spostamente erano uguali ai miei,era come se eravamo in qualche modo UNO..ad un tratto si avvicinavano degli esseri umani(credo) e lui tutto d’un tratto si infuoca e nello stesso momento mi appare la parola AION,come se fosse il suo stato in quel momento,e riusciva a scaraventare chiunque si avvicinava dandomi la senzazione di essere imbattibile e intoccabile..poi mi sono svegliato!!sarei grato se qualcuno riuscisse a leggere in qualche modo questo sogno perchè mi è riasto molto impresso e cmq negli ultimi tempi ho fatto svariati sogni che in qualche modo mi hanno predetto quello che sarebbe successo. grazie in anticipo

    Commento di fabio — agosto 4, 2010 @ 4:50 pm | Rispondi

  5. Caro Fabio
    Hai fatto un sogno raro e prezioso. Capita a volte, in uno stato alterato di coscienza (e anche il sogno lo è) di uscire dal nostro io umano e limitato e di spostarci, lungo la linea che va dall’uomo a Dio, nella nostra parte immediatamente superiore dal punto di vista spirituale, che possiamo chiamare l’angelo. Parlerò dell’angelo da ottobre in poi nelle prossime lezioni del corso di Jung, in quanto l’angelo è uno degli archetipi junghiani.
    Quelli che ti è capitato è un fenomeno abbastanza raro, in quanto non si tratta di una comunicazione tra due livelli (o esseri) a energia diversa ma implica proprio il diventare altro da noi. A me, in 29 anni di esperienze paranormali, questo è capitato una sola volta e non ne ho mai sentito raccontare da altri, per cui considero la tua una esperienza straordinaria. Credo che sia una interferenza tra il nostro stato di coscienza umano e uno stato di coscienza sovrumano di ciò che siamo a un livello di energia più alto e di solito a noi alieno. In una visione estatica che ebbi durante i miei 29 anni di sciamanesimo naturale, mi venne data, nel corso di tutta una notte, l’intera scala delle energie, che andavano dalle particelle più semplici del creato alle tre energie superiori che erano vicine a Dio, non ho potuto, in quella lunghissima estasi, scrivere quello che avevo ricevuto, solo le ultime tre frasi, che erano corrette nel senso biblico (ricorda che gli angeli esistono in tutte le religioni della Terra). Era uno di quelli che chiamo “i sogni neri”, un fenomeno di cui non ho ancora trovato esperienza in altri. Dunque, ogni livello dell’essere, dalla particella di carbonio, all’ameba, alla pianta, all’anima, all’uomo e oltre, era dominata da un principio organizzativo intelligente, che possiamo chiamare angelo.
    Fa’ conto che dalla nostra cellula minimale, e dalla nostra organizzazione materiale e spirituale parta una linea ascendente che arriva a Dio. Lungo tutta questa scala troviamo punti organizzativi, che, come organizzazione la nostra struttura cellulare, così oltrepassano la nostra coscienza, la nostra anima e il nostro spirito per salire fino a ciò che è supremamente tutto e supremamente è l’intelligenza del Tutto. Immediatamente sopra noi c’è quello che chiamiamo comunemente angelo.
    Ora a te è capitato l’esperienza rarissima di spostarti dalla tua mente umana alla sua.
    Per mia disgrazia sto usando un notebook non mio, dove non riesco ad accedere ai miei file, perché cui hanno installato un sistema operativo che è incompatibile col mio di casa, per cui farò quel che potrò.
    Anch’io una volta ho fatto un sogno in cui compariva la parola AION.
    Questo termine indica il tempo umano, il tempo in cui l’energia si organizza come una totalità di Io e Ombra, Coscienza, Anima e Spirito, l’insieme che connota la creatura umana nata nel tempo storico di questa Terra, un insieme che è una potenzialità, che, se fosse realizzata in tutta la sua compiutezza, costituirebbe un qualcosa dalla forza incredibile.
    Nello stesso tempo AION indica il cambiamento, il divenire nel senso di una trasformazione spirituale che amplifica l’individuo.
    Il sogno appartiene al genere dei sogni sacri, e ti dice che tu e l’angelo siete una cosa sola e se riuscite a comunicare meglio tra voi, puoi attingere alla sua forza, che è infinita. Non importa se tu non credi in lui, lui ti dice che crede in te.
    Può darsi che adesso questo ti appaia strano e insensato. L’inconscio vede lontano e spesso i suoi messaggi risultano incomprensibili al sognatore. Comunque sia, ciò che non capisci oggi ti sarà chiaro domani. L’inconscio ti parla, ma non gli importa molto se comprendi quello che ti dice. Comunque, già il fatto di averlo sentito ti apre una strada.
    Ci sono sogni che lavorano dentro di noi e si fanno chiaro anche dopo molti anni.
    Scrivi questo sogno in un taccuino con la data.
    Scrivi altri sogni che ti sembrano appartenere allo stesso tipo. A volte i sogni straordinari segnano un cammino che ci fa crescere dentro, secondo un divenire che oltrepassa la nostra comprensione.

    Molti cari auguri
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 5, 2010 @ 5:05 pm | Rispondi

  6. Grazie Viviana, ti ringrazio moltissimo per il tempo che mi hai dedicato.. posso comunque dirti che negli ultimi mesi sto dando moltissima importanza ai sogni, a volte mi viene da credere che la vera illusione sia lo status di veglia…un abbraccio
    fabio

    Commento di MasadaAdmin — agosto 6, 2010 @ 7:21 am | Rispondi

  7. Ottimo! Mi hai detto che hai fatto dei sogni premonitori; se me li racconti ne sarò molto lieta. Non dici nulla di te, ma io penso che in te stia avvenendo un grande cambiamento spirituale, e che l’inconscio te lo stia dicendo. Se non ti sei mai interessato agli angeli o se non sei osservante di qualche religione, non ha alcuna importanza. La spiritualità fa parte della nostra natura ed emerge con i suoi modi, che spesso non sono quelli codificati dalle varie religioni, le quali si sono consolidate nel tempo anche seguendo interessi materiali e ponendo dogmi che niente hanno a che fare con lo spirito dell’uomo ma molto spesso riguardano le strutture e gli strumenti del potere, vedi le mistiche medievali che furono censurate dalla Chiesa che bruciò i loro scritti o le loro visioni, o Giovanna d’Arco, che venne arsa al rogo, o Padre Pio che ci mancò poco che venisse scomunicato.
    Il miglior modo per avvicinarsi al sacro è lasciare che esso parli dentro di noi, ma, poiché noi siamo in questa vita per viverla come un compito, ti consiglio di non astrarti da essa ma di usare il meglio di te per viverla al meglio sia per te che per gli altri, così come si fa per ogni lavoro che ci viene concesso.
    Gli induisti dicono che il vero sogno è la vita; la vita è una illusione che viene creata attorno a noi dalla dea Maya, una divinità che ci inganna aprendo davanti a noi il velo di una illusione, un miraggio che noi crediamo vero e ci lega ad esso in modo magnetico. Solo i santi riescono a vedere l’illusione e a capire che la vera vita sta altrove. Nelle estasi dei santi o dopo la morte o in sogni sacri come quello che hai avuto o in alcune esperienze paranormali riusciamo a capire che la vera vita è un’altra. Tuttavia, se siamo venuti a vivere questa illusione, ciò ci è stato consentito come un compito che dobbiamo bene comprendere per poterlo adempiere meglio che possiamo, altrimenti verremo a nascere e a nascere e a nascere ancora, fino alla liberazione finale. Solo i santi, i bodhisattva, non si incarnano più, perché hanno pena dei dolori degli uomini, e scelgono di tornare alla prigione terrena per aiutarli, e anche noi, che santi non siamo, dobbiamo capire che, se siamo su questa Terra, è per migliorare il nostro spirito e avere compassione degli altri così da aiutarli.
    Platone diceva che l’anima, nascendo, si imprigiona in un corpo e desidera per tutta la vita di tornare alla patria celeste che è la sua vera patria. Ma la nascita su questa Terra, in questo corpo che abbiamo, in questo destino che chiamiamo vita, ha una sua necessità fondamentale, è una prova a cui siamo sottoposti e dobbiamo superare al meglio, vivendo una vita giusta e aiutando gli altri.
    Invece, per accedere meglio alle comunicazioni dell’inconscio, ti consiglio di imparare a fare meditazione. Va bene anche un rilassamento yoga fatto a metà della giornata. Ora non è tempo di iscrizione a corsi, ma vedi in ottobre se si apre qualche corso di MT, meditazione trascendentale, o anche di yoga, che ti insegna almeno il rilassamento esteriore e interiore, condizione necessaria per mandare la mente nella fase alfa, una emissione molto bassa e lenta delle onde cerebrali che aiuta la variazione di coscienza.
    Nei miei corsi (io sono a Bologna) faccio fare spesso quelle che Jung chiamava “visualizzazione”, input guidati in fase di rilassamento che sempre aprono visioni. Ma se vai in qualche negozio che vende articoli e libri esoterici, puoi comprare delle audiocassette che insegnano a fare rilassamento o meditazione, anche con musiche apposite e cominciare a lavorare da solo ascoltando le indicazioni. Ti sconsiglio i manta indiani o tibetani che sono molto noiosi e poco adatti alla nostra cultura, ma non ti mancherà la musica da meditazione.
    Cario Fabio, il tuo nome vuol dire “chiuso come un baccello” e già nel nome porti un segno di interiorità e di ricerca interiore.
    Ricorda che quello che tu scrivi e quello che io rispondo viene pubblicato su Masada nei commenti relativi al numero di Masada che hai citato. Ma se tu vuoi continuare con una corrispondenza privata, basta che prima di ogni tua e mail, scriva in alto “NON PUBBLICARE”, e io rispetterò il tuo desiderio di privacy.
    Sono in viaggio e non posso risponderti istantaneamente come faccio quando sono a casa, ma spero di continuare con te questa corrispondenza interessante e seguire i tuoi eventuali sviluppi.
    Quando non sai cosa fare, chiedi all’angelo, non so cosa sia e non saprei definirlo, ma è lì, sempre, e risponde, può farlo in molti modi non verbali, ma sa più di te, vede più di te, conosce più di te, e puoi attingere alla sua forza, quella che nel sogno ti si è rivelata così ampia.
    Non forzare l’inconscio, non ama essere sospinto, ma ha i suoi modi e tempi su cui puoi fare qualcosa ma non puoi fare tutto

    Molti cari saluti e auguri di buoni sogni
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 6, 2010 @ 7:21 am | Rispondi

  8. se devo essere sincero un paio ora non me ne vengono in mente,ma uno si: io ho 3 gatti ed una notte ne ho sognato uno che si lanciava dal mio balcone del 3 piano…la mattina seguente non c’era più,l’ho cercato ovunque e alla fine della giornata l’ho trovato in un appartamento di un vicino, il quale era tornato dal lavoro la sera..niente di particlare credo,anche se ero comunque stato avvertito che non lo avrei trovato.se mi vengono in mente te li racconto volentieri anche gli altri!ultimamente ho fatto anche un altro tipo di sogno,che mi è rimasto impresso:inizia che mi trovo su un treno ma cercavo di non farmi trovare perchè era come se non avevo il biglietto o mi era vietato salirci,sapevo solo che non dovevo farmi beccare.incontrai una donna che mi guardava ed anche io ero attratto da lei…il sogno poi riprende successivamente e devo cercare di salire di nuovo su questo treno e questa volta mi aggrappo all’esterno ma alla fine mi ritrovo sempre fuori ma questa volta davanti alla porta,c’è questa donna che mi dice che alle 5 sarei dovuto andare al cimitero (uno che si trova vicino da me)perchè doveva parlarmi,io gli chiesi anche il num del telefono e me lo diede..poi mi sono svegliato!

    ritornando a me,non so cosa dirti di preciso, però è da circa un paio di anni che ho cominciato a leggere alcuni libri e ad informarmi su cosa sia questa energia interna ,cosa che prima non prendevo nemmeno in considerazione.tuttora provo a fare un pò di meditazione, anche se l’ostacolo più grande è che perdo la pazienza dopo una decina di minuti e rendo inutile la pratica perchè non riesco a tenere la mente libera…un abbraccio e grazie di tutto!
    Fabio

    Commento di MasadaAdmin — agosto 7, 2010 @ 7:36 am | Rispondi

  9. Caro Fabio
    ci sono molti modi per fare meditazione, c’è chi corre, chi ripara la motocicletta, chi coltiva le rose, chi porta fuori il cane, chi balla, chi dipinge, chi canta.. ognuno ha il suo modo per stare al centro di se stesso. Mio marito quando era molto teso, metteva in ordine i suoi attrezzi. Tu trova il tuo. Pensa alle cose che ti piace fare e falle. Anche accarezzare il proprio gatto o accudirlo è un modo di essere in pace.
    Il treno rappresenta la vita. E’ come se in questa vita ti sentissi un clandestino, la donna non so cosa significhi, rappresenta qualcosa che ti attrae, può essere una partner come altro, il 5 rappresenta la famiglia.
    Non mi hai detto se desideri che le tue lettere possono essere pubblicate o no.
    Vediamo se ora che abbiamo sollecitato l’inconscio, ti manda qualche sogno significativo
    auguri
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 7, 2010 @ 7:36 am | Rispondi

  10. Cara Viviana,ho letto tutte le tue lezioni su sonno e sogni e tutto quello che compare in Fuoriradio .Dimmi che c’è qualcos’altro di tuo riguardante sempre studi su Jung, altrimenti mi toccherà rileggere/ristudiare quanto già letto all’infinito. Non voglio spezzare questo filo che mi lega a te. Mesi fa ho acquistato il sublime LIBRO ROSSO ma non è ancora il momento che l’affronti. L’ho riposto come una cosa preziosa, verrà il suo tempo. Ti seguo con tanto affetto. Lou

    Commento di Lou — ottobre 26, 2012 @ 7:28 pm | Rispondi

    • Cara Lou
      Se apri il mio blog http://masadaweb.org, vedi sulla destra della home i ‘Masada consigliati’, e qui trovi un intero libro scritto da me su Carl Gustav Jung. Nella parte finale di questo libro trovi anche il capitolo dedicato al libro rosso. Oltre a queste 700 pagine, trovi altri libri miei derivanti da corsi o da lezioni o numeri autobiografici. Non ho il tuo indirizzo, ma spero che in qualche modo la mia risposta ti arrivi. Se invece ti interessa singoli argomenti, non hai che cercarli su google o browser simile cliccando la parola che ti interessa insieme a Nuovo Masada Viviana Vivarelli, e può darsi che trovo il capitolo che ti interessa

      saluti
      Viviana

      Commento di MasadaAdmin — ottobre 30, 2012 @ 5:39 pm | Rispondi

  11. Tu continui a parlare di Fuorriadio che è un sito che mi linka
    Io invece ti dico di andare direttamente al mio blog http://masadaweb.org
    Lo apri, sulla destra leggi un titolo ‘Masada consigliati’, sotto trovo diversi titoli tra cui psicoanalisi

    Commento di MasadaAdmin — novembre 7, 2012 @ 8:28 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: