Nuovo Masada

giugno 2, 2010

MASADA n° 1147. 2-6-2010. Sete di libertà

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:29 pm

Insegnanti contro la legge bavaglio – La denuncia di Ezio Mauro – Il vile attacco di Israele a una nave di pacifisti – La Pax Bank investe in contraccettivi, armi e tabacco – L’export di armi è aumentato del 74% in 2 anni – Nulla ancora contro la pedofilia – La legge vieta i doppi incarichi e invece.. in Pdl e Lega abbondano – Massoneria e PD – Gli sprechi scandalosi della RAI – Catastrofe ambientale

Libera non è la mano che abbatte
ma quella che costruisce,
la mente che inventa e non quella che ordisce
trame, la voce che s’innalza
al cielo, non quella che maledice

Domenico Turco
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Non invocare la libertà, vivila!
È questo il solo modo
per onorare coloro che caddero
sotto gli acri strali della tirannide,
o che vissero lottando una vita
per annunciare un po’ di verità,
tessere la seta di un nuovo mondo
e di una nuova umanità.

Domenico Turco

In questo paese spariscono gli spazi di libertà, aumentano gli spazi di conformità e di omologazione. Questo è un segnale negativo di regime, di degradazione culturale, di perdita di democrazia. Rischiamo che corpi negativi orientino il paese, eliminando la trasparenza e la verità.”
(Un membro delle forze di polizia)
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Oltre confine, a pochi chilometri da Zurigo, il mondo si stava sfasciando, i politici si erano trasferiti dal tavolo dell’osteria ai banchi del governo e adesso promulgavano come leggi dello Stato i loro slogan farneticanti.”
Charles Lewinsky
La fortuna dei Meijer
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Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta
la nostra intelligenza. Agitatevi, perché
avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.

Antonio Gramsci
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NO AL DDL INTERCETTAZIONI, AL BAVAGLIO ALL’ INFORMAZIONE E ALLA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE
Comunicato del Forum Insegnanti

Consideriamo la legge contro le intercettazioni un tassello di un piano più generale, perseguito da questo Governo, che tende a sottrarre diritti ai cittadini, allo scopo di difendere interessi più o meno occulti, e a calpestare e a mettere “fuori uso” la Costituzione. Per quanto ci riguarda, come insegnanti e come cittadini non possiamo accettare:
Che siano sottratti gli strumenti essenziali di lavoro alla Magistratura, in un mondo sempre più tecnologizzato, rendendo difficoltoso se non impossibile un reale contrasto a quelle mafie e a quella corruzione con cui nelle scuole ci troviamo quotidianamente a fare i conti. Infatti, la critica all’assoluta negatività delle mafie e della mentalità mafiosa costituisce argomento essenziale dell’educazione alla cittadinanza dei ragazzi, in un Paese dove dilagano i poteri delle cosche e della corruzione. Inoltre, i bambini e i ragazzi, qualora passasse tale devastante legge, sarebbero ancora di più alla mercé di trafficanti di droga, di adescatori di giovani vite e di pedofili, senza essere tutelati in modo adeguato.
Che si attui un ridimensionamento alla libertà di informazione e di espressione e che ne sia stabilito un limite, violando in tal modo le norme costituzionali. Ciò avviene contemporaneamente al tentativo di imbavagliare gli insegnanti che esprimono pubblicamente il loro dissenso e le loro preoccupazioni per il degrado a cui è costretta la Scuola Pubblica a causa delle ultime leggi e di porre divieti alla Ricerca storica, istituendo “liste di proscrizione” per coloro che non si allineano alla lettura della Storia che piace agli ambienti governativi, su determinati argomenti.
Riconfermiamo pertanto che ci sentiamo:
uniti ai giudici che coraggiosamente portano avanti per il Paese indagini delicate e pericolose per la loro vita e per quella delle loro famiglie e delle loro scorte;
uniti ai giornalisti e agli organi di informazione e a tutti coloro che diffondono notizie ed esprimono le loro idee attraverso la stampa e la televisione, mediante internet, in Convegni pubblici, nelle piazze e nelle scuole, scrivendo libri, perché ciò che fanno è il sale della democrazia.
Rivendichiamo il nostro diritto di cittadini ad essere difesi dalla criminalità mafiosa e dei colletti bianchi e ad essere informati, il nostro diritto ad avere una Giustizia uguale per tutti (art. 3 Cost.) e un’informazione libera (art. 21 Cost.).
Annunciamo che appoggeremo e parteciperemo a tutte le manifestazioni di contrasto alla devastante legge Alfano sulle intercettazioni e a questo piano di governo antidemocratico ed illegale in quanto incostituzionale.

Katamaji
VOGLIO SAPERE :
Chi è l’architetto del programma stragista dell’ultimo trentennio; chi ha armato la mano dei killer di Falcone e Borsellino; chi è a capo della cupola del malaffare; chi sposa gli interessi dei delinquenti, entro e fuori i palazzi del potere, e se fra questi vi siano amici del “venerabile” Gelli; cosa ci facesse lo “stalliere” Mangano ad Arcore; chi e perché regala case ai ministri; in nome e per conto di chi, la “cosca dei grandi eventi” ha fatto scempio dei soldi nostri e arricchito faccendieri senza scrupoli. Infine, se la “legge bavaglio” non serva a coprire le nefandezze di “stragisti”, “cupole” e “cosche”, lasciando col cerino in mano gli Italiani onesti. Ma anche, se il “capobastone” e i suoi accoliti abbiano il senso della vergogna.
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Paul43
Voglio sapere, perché solo la conoscenza mi rende libero.

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Aladino
Il potere non si può fondare sull’ignoranza dei fatti. Prima o dopo la verità viene a galla. La storia vi condannerà.
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Viviana
Ammazzare costoro? No, io sono pacifista e mi accontenterei che scappassero tutti ad Antigua, il feudo di B, per godersi insieme a lui il meritato frutto di tanti furti agli italiani, MLD rimpiattati nel compiacente paradiso fiscale di cui B è proprietario.
Pensate che bello! Essere in procinto di finire in carcere per bancarotta e reati vari, ma grazie ad un colpo di coda e all’aiuto massiccio di Mafia, P2 e Vaticano, ribaltare la situazione, destabilizzare il paese con le stragi del 92-93, scendere in campo subito dopo apparendo come il liberatore, l’uomo della Provvidenza, l’unto del Signore, quello che fa fuori i rossi, scendere in campo e prendere i voti della mafia, appropriarsi delle televisoni con l’aiuto compiacente di dementi traditori quali D’Alema e Violante, diventare il padrone d’Italia, uccidere uno dopo l’altro tutti i diritti civili, fare a pezzi la Costituzione, cambiare la legge o renderla inoffensiva, rubare al paese così tanto da arrivare ad essere il quinto uomo piò ricco del mondo, portare al potere politico o economico i più grandi malviventi d’Italia.. e poi: dare la botta finale al golpe ‘democratico’, tappando la bocca a stampa e magistratura e innalzare un regime a se stesso, inneggiando a Mussolini!
Una apoteosi!
Io non voglio spargimenti di sangue: E non voglio nemmeno falsi processi come in Argentina dove hanno finito per graziarli tutti
Se ne andassero tutti ad Antigua e ci stessero per sempre!
Ma potrà Antigua coi suoi 280 kmq contenerli tutti?
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Ezio Mauro a Che tempo che fa
Più chiaro di così il direttore di Repubblica non poteva essere. Bravissimo!

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cf85bc0a-be95-413b-aeb4-997909bec93d-ctcf.html?p=0

Mauro ha detto: Ci sono state già 4 stesure della legge bavaglio ma ancora è inapplicabile. Con essa si tenta di vietare anche di riassumere le inchieste e i processi. Questa non è una legge sulle intercettazioni, è una legge sulla libertà, la libertà di indagare sui reati (gli americani ci riconoscono che le intercettazioni in Italia sono state utilissime) e sulla libertà di sapere. Si intende privare i cittadini del diritto costituzionale e democratico di essere informati, Non si può essere consapevoli se non si conosce la verità. Se per 4 o 6 anni i giornali non possono dire nulla su una inchiesta ciò significa tenere i cittadini all’oscuro. Con questa legge i giornali non possono dire più nulla di quanto accade e non lo possono sapere i cittadini.
Ci sono 3 diritti che rischiano di entrare in contrasto: il diritto di privacy, il diritto
delle forze dell’ordine di colpire i delinquenti e il diritto dei cittadini di sapere quel che accade. Se passa può accadere questo: e parti interessate durante l’inchiesta possono lasciar trapelare subdolamente all’esterno fatti che li riguardano, e in base a questa legge il magistrato sarebbe incolpato di aver fatto uscire notizie e sarebbe iscritto nella lista degli indagati mentre l’indagato avrebbe il diritto di rifiutare quel giudice, e si interromperebbe così l’indagine e il processo. I processi non si potrebbero più celebrare. Si capisce dove con questo si andrebbe a finire, Non si potrebbero più fare processi. (In particolare non si potrebbero più fare le inchieste e i processi che si sono aperti adesso, non solo sulla corruzione di parti dello Stato, ma sulla direzione che parti dello Stato attuale ebbero nel 92-93 sulle stragi di mafia che tentarono di destabilizzare il paese per favorire un colpo di Stato. Queste stragi si aprirono di colpo con obiettivi molto strani per la mafia, che non si era mai occupata di istituti culturali come i Georgofili e si chiusero di colpo quando un nuovo partito entrò in campo. Non entrano affatto negli interessi dei capitali mafiosi, ma entrano in un tentativo politico e golpista di destabilizzare il paese, e oggi quel tentativo comincia a emergere dalle confessioni di 20 pentiti e dalle dichiarazioni del procuratore antimafia Grasso).
In base a questa legge bavaglio, se c’è una fuga di notizie, l’imputato può fare una denuncia, il magistrato viene iscritto nella lista degli indagati e non può più fare la sua indagine. L’indagine si interrompe. (Questo è lo scopo: interrompere le indagini in corso). Se questa legge fosse già applicata, oggi si chiuderebbero di colpo le inchieste sul G8 di Genova.
I cittadini hanno il diritto di sapere ciò che riguarda le inchieste sul mondo del potere.
Ma come? C’è stato un periodo di stragi di mafia e veniamo a sapere che erano comandate da pezzi di antistato!?! Lo dicono 20 pentiti. Ciampi racconta un episodio gravissimo della notte di quel 27 luglio in cui si precipitò a parlare con Scalfaro, e per un breve tempo tutte le linee caddero (bombe di Milano e a Roma), Ciampi cerca di sapere cosa accade ma cade la linea. Palazzo Chigi, la sede del potere esecutivo del paese, è isolato. Ciampi convoca alle tre di notte il Consiglio supremo di Difesa. Alle 4 sveglia il presidente della repubblica Scalfaro “quella notte ho temuto che qualcuno stesse inscenando un colpo di Stato. In queste stragi c’erano dentro pezzi di antistato. E’ gravissimo! Com’è possibile che di questo non si parli in Parlamento? E che il Governo non abbia il dovere di spiegare cosa successe? Cosa ci fu nel fondo oscuro della Repubblica.
Si è banalizzato Spatuzza, sarà pure un delinquente ma quello che ha detto ha avuto riscontri oggettivi! La manipolazione mediatica sbreccia le notizie, le annulla, il cittadino finisce col non sapere e col non capire, la manipolazione mediatica destruttura la realtà. Cosi i cittadini non sanno nulla di tutto questo.
Ci deve essere una assunzione di responsabilità! Su tutto questo si tenta ora di mettere un bavaglio, Si tenta di applicare il bavaglio alle indagini in corso, ai processi in corso, per chiudere tutto. Si voleva attraverso queste bombe aprire la strada a un nuovo partito politico, un aggregato politico-imprenditoriale- dice Grasso- che sarebbe entrato in campo poco dopo. Quanto è stato detto deve essere spiegato.!Non si può tenere in paese a bagno maria di fronte a queste accuse gravissime.
(Il male principale. chiede Fazio, non è tanta assuefazione e indifferenza da parte degli italiani? Come se queste cose riguardassero un altro Stato?)
Mauro: Quando ci si raccorda coi cittadini e si cerca il loro consenso mettendo lo Stato da parte, quando lo Stato è importante per comandarlo ma non per rappresentarlo, allora le conseguenze sono queste, è il populismo. Quando la politica si trasforma in evento e in evento quasi puramente mediatico alla ricerca breve del consenso, e si trasforma il consenso in sondaggio, il capo di un governo si trasforma il leader, e il cittadino è ridotto ormai al rango di spettatore e non gli si chiede un’analisi critica, motivata e informata ma solo una vibrazione di consenso, dopodiché fatti i fatti tuoi e alla vicenda pubblica penso io con la tua delega, allora le conseguenze poi sono queste e non ci si può poi lamentare.
Il ministro Scaloja non si è dimesso per l’azione della magistratura ma per l’opinione pubblica. Non è nemmeno stato interrogato dai magistrati ma si è dovuto dimettere per la reazione dell’opinione pubblica. Questa legge sarà modificata solo per la spinta dell’opinione pubblica, perché è anticostituzionale ed è irragionevole. Non tutto è possibile nemmeno nell’Italia del 2010.
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Interviste di quest’anno

www.youtube.com/watch?v=Bu4m-qiDo0Q
www.youtube.com/watch?v=L4SMvRsmvao&NR=1

Gli chiedono se è vera l’accusa di B di aver trasformato Repubblica in un partito.
Risponde che il giornale è fatto di tante voci e dei suoi lettori.
L’unione degli ultimi mesi di tanti attorno a Repubblica è la risposta straordinaria dei lettori, la raccolta delle firme, le mail, che testimonia la vitalità del giornale e delle sue idee. In questi ultimi mesi si è scoperto che il peso dei giornali di dialogare col potere è rilevante e unico e non compete con la tv o internet, se un giornale ha qualcosa da dire lo può e lo deve dire, raccogliendo la pubblica opinione.
Le accuse di B sono sempre più pesanti, lo accusa in Parlamento di fomentare l’odio. E’ un tentativo miserabile di mettere Repubblica in un angolo. E’ scioccante vedere un Presidente del Consiglio che si alza in Parlamento e pronuncia una lista di proscrizione contro la stampa. In un paese libero lo condannerebbero ad andarsene seduta stante.
Qui si dice che si trasforma una notizia in una campagna di stampa, ma nessuno ha fatto la stessa accusa al Washington Post, nessuno li ha accusati di fomentare odio. Nei paesi liberi là dove si apre uno spazio di menzogna nel potere, si apre lo stesso sulla stampa. Quando arrivò la lettera di Veronica fu avvertito Letta prima di stamparla. Ma non ci furono risposte, e quando arrivarono fu nello spazio di Vespa.
Repubblica fu accusata di attaccare su uno spazio molto privato. Ma Mauro chiede: come si fa a trovare qualcosa di privato quando Veronica fece una dichiarazione a una agenzia citando 3 cose molto politiche: lo scambio tra favori privati e cariche pubbliche, e B rispose in uno spazio pubblico, L’uomo politico deve rispondere in pubblico dei suoi comportamenti privati, soprattutto quando mettono in imbarazzo le istituzioni. Si accusa repubblica di avere dietro De Benedetti, ma De Benedetti non è un soggetto pubblico o istituzionale. Repubblica ha usato la sua libertà senza tema di smentite e ha fatto domande lecite. Questo è giornalismo. Il giornalismo fa domande e pubblica notizie. L’anomalia è B.

Pietro Ancona
Punire i pacifisti, punire la Turchia!

L’aggressione mafiosa alla piccola flotta di imbarcazioni pacifiste che portava aiuti alla martoriata popolazione di Gaza si è proposta diversi obiettivi, analizzati con freddezza dai dirigenti militari e politici dello Stato nazista di Israele. E’ stata aggredita l’imbarcazione turca con spargimento di sangue per un meditato progetto di rivalsa. Bisognava punire in modo esemplare la Turchia che, nei giorni scorsi, in una iniziativa congiunta con il Brasile, ha raggiunto un importante accordo di pace e di collaborazione nucleare con l’Iran. Turchia e Brasile hanno accettato la discussione con l’Iran riconoscendo il suo diritto di dotarsi di una industria nucleare dal momento che, per quanto sia grande produttrice di petrolio, ha bisogno come tutti di una opzione diversa per assicurare energia ai suoi 70 milioni di abitanti. L’accordo tripolare, rarissima iniziativa diplomatica assunta al di fuori della diplomazia di guerra degli USA e dei suoi alleati, è stato accolto con irritazione dalla casa Bianca e, naturalmente, da Israele. Questa, dotata di un possente arsenale di bombe nucleari di cui ha sempre negato l’esistenza, vuole essere la sola potenza atomica del Medio Oriente.
Gli accordi generali sottoscritti all’ONU per fare del MO una zona denuclearizzata hanno accresciuto il ruolo della Turchia e la sua importanza diplomatica e militare finora conculcata dagli USA e ridotta ad alleato passivo buono per fare transitare gli aerei da bombardamento americani nei suoi cieli. L’altro scopo del blitz notturno è ribadire davanti al mondo che le regole del diritto internazionale non valgono per Israele.
Lo spargimento di sangue è stato voluto per scoraggiare l’iniziativa umanitaria in Europa e nel Mondo a favore di una popolazione prigioniera da anni ed impedita a muoversi da un muro al quale presto se ne aggiungerà un’altro ad opera degli egiziani, degli Usa e di alcuni paesi della Nato.
Ripagando Israele della sua stessa moneta bisognerebbe approvare all’ONU sanzioni nei suoi confronti pari a quelle che esso impone ai palestinesi. Condividendo le sofferenze che si impongono agli altri forse potrebbe esserci un rinsavimento. In ogni caso, la comunità internazionale dovrebbe intervenire con molta energia per contrastare la megalomania di una entità che si vanta di avere gli Usa e quindi il mondo nelle sue mani. Bastava vedere stamane a TG3 come si contorceva per non dire la verità Claudio Pagliara il corrispondente Rai da Gerusalemme o la lettrice protempore di Prima Pagina Laura Cesaretti del Foglio per avere una idea del potere della lobby israeliana sui massmedia occidentali. Claudio Pagliara è stato quasi sul punto di dire che i soldati israeliani paracadutati sulla flottiglia sono stati aggrediti. Un servilismo canino da suscitare conati di vomito.
Mi auguro che il popolo palestinese si riunifichi subito e riprenda la sua lotta per l’indipendenza e la libertà contro il cuculo che si è infilato nel suo nido uccidendone i piccoli. Il mondo non può continuare ad essere preda della diplomazia di guerra e delle azioni di guerra degli USA che non si propongono la pace ma la sottomissione di tutti all’Impero. Non c’è una sola azione diplomatica di pace promossa dagli USA ma soltanto accordi per fare del male a qualcuno o qualcosa.
Dove non si può usare la guerra o la diplomazia di guerra, si usano i titoli tossici e l’inquinamento finanziario per fare fallire gli Stati che si vogliono disgregare e ridurre in miseria.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
http://www.radio.rai.it/grr/view.cfm?V_IDNOTIZIA=60071&Q_PROG_ID=421&Tematica=27

Moni Ovadia

È il mio dovere di ebreo essere solidale con tutte le persone che soffrono a causa di ingiustizie, e quindi lo sono come essere umano, prima di tutto, perché questa e la mia prima identità; quella di essere umano universale, perché se non avessi la dignità di essere umano, non potrei neanche essere ebreo. Poi la mia identità ebraica, che è una delle mie altre identità, alla quale io tengo molto, mi ha insegnato che bisogna praticare la giustizia nei confronti di tutti; che bisogna praticare il riconoscimento dell’altro e l’accoglienza dell’altro; quindi io non sono pro-palestinese, o cose di questo genere: io semplicemente assumo atteggiamenti che ritengo giusti, in primo luogo seguendo l’etica umana, quella dei diritti universali, in secondo luogo, l’etica della Torah, che è un riferimento che per altro è in piena sintonia con i diritti fondamentali dell’uomo”.
Ciò che domina in particolare una certa stampa nazionale, è il pensiero: “ Tengo famiglia”. Io invece, proprio perché gli ebrei sono stati sterminati, perché milioni di masse grigie, ed i loro governanti girarono la testa dall’altra parte, non solo i carnefici: quelli fecero lo sporco lavoro, ma non avrebbero potuto farlo, se altri non avessero storto la testa, io ho giurato a me stesso che nei confronti di nessuno girerò la testa dall’altra parte; la violenza, il sopruso, sopraffazione, ingiustizia, non hanno patria! Non hanno bandiere, non hanno appartenenze etniche!

Rosellina970
I vizi privati del Vaticano: con una mano investono in armi e profilattici, con l’altra ci indicano la retta via… (sunto)

La Chiesa cattolica dichiara di battersi contro la guerra, anche se non ha mai scomunicato nessun guerrafondaio. E si batte contro l’uso della pillola anticoncezionale, molto meno per la salute dei cittadini (basti pensare all’AIDS ed al profilattico). Ma Der Spiegel ha scoperto che la Pax Bank ha investito 580mila € in azioni della “Bae Systems” che produce armi, 160mila nella pillola contraccettiva Wyeth e 870mila in società del tabacco.
E per fortuna che la Pax Bank promuoveva gli investimenti in fondi etici!
La Chiesa condanna la contraccezione dal 1968 come grave peccato. Da una parte condanna le donne che usano la contraccezione, dall’altra guadagna quando la usano. Lo stesso per le armi. Chissà che ne pensano i poveri frati comboniani (Zanotelli in testa) che da anni combattono contro le banche finanziatrici del traffico d’armi?
La storia cinica della chiesa è lunga, basti pensare a Marcinkus e alllo Ior.
La Pax Bank ha una filiale a Roma dal 2001. Offre anche un Portfolio a condizioni favorevoli per i soggetti ecclesiastici per cui interessi e dividendi sono accreditati senza detrazioni fiscali.
Del resto perché stupirsi? Il libero mercato del crimine unisce mine antiuomo e beneficenza senza vergogna.
Magari si scoprirà che l’azienda di armi è una gran benefattrice, perché elargisce parte dei suoi profitti ai mutilati di guerra. Un po’ come il boss della Magliana seppellito nella chiesa di Sant’Apollinare. Era un bandito ma sempre un gran benefattore. E dunque i soldi (di qualsiasi provenienza) sono sempre benedetti

news.bbc.co.uk/2/hi/8180739.stm
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Armi, l’export che ignora la crisi
Nell’ultimo biennio aumento del 74%

A “Terra Futura”, a Firenze, il rapporto sulle connessioni tra la finanza e le industrie che producono armamenti. Nel 70% dei fondi comuni titoli di aziende del settore. Qualcuno anche nei fondi pensione
C’è un export che non conosce crisi, quello delle armi. Tra il 2008 e il 2009, quando tutti i settori produttivi, senza eccezioni, ripiegavano su percentuali negative (dalle quali stentano a riprendersi) l’esportazione italiana di armamenti ha raggiunto un picco del +74 per cento. Il dato emerge dal rapporto “Finanza e armamenti: le connessioni di un mercato globale”, presentato stamane a “Terra Futura”, a Firenze, dall’Ires Toscana.

GUARDA IL GRAFICO SULL’EXPORT DI ARMI TRA IL 2000 E IL 2009 :
download.repubblica.it/pdf/2010/armi_italiane_export.pdf

I committenti sono Paesi che si trovano in aree critiche, che si sentono minacciati. Negli ultimi due anni ci sono state grosse commesse alle imprese italiane da parte di Arabia Saudita, Turchia, Iraq e Libia”, spiega uno degli autori della ricerca, Giorgio Beretta, caporedattore di Unimondo.
Nell’ultimo decennio sono state autorizzate agli istituti di credito italiani operazioni relative a esportazioni di armamenti italiani per un valore di 15,5 MLD di €. Per l’esportazione, le imprese italiane si appoggiano in molti casi alle banche italiane. Nel solo 2009 gli istituti di credito del nostro Paese si sono ripartiti operazioni di incasso da vendite dell’industria italiana di prodotti per la “sicurezza e difesa” pari a 3,79 MLD di €, su un totale di commesse autorizzate alle aziende pari a 4,9 MLD che, con una crescita del 61% rispetto al 2008, rappresentano il record ventennale dell’esportazione del settore.
“Più del 55% delle operazioni relative alle esportazioni – spiegano Beretta e Chiara Bonaiuti, l’altra autrice del rapporto – sono ripartite in maniera abbastanza uniforme fra tre gruppi bancari: il gruppo BNL-BNP Paribas, che ha assunto operazioni per oltre 3,3 MLD di € (cioè il 21,5% del totale); il gruppo Capitalia-Unicredit che – soprattutto per le operazioni autorizzate alla Banca di Roma – ne ha assunte per oltre 2,65 MLD di €, cioè il 17,2%, e infine il gruppo Intesa-SanPaolo, che ne ha svolte per oltre 2,62 MLD di € (16,91%)”.
Tuttavia, spiega Beretta, “negli ultimi tre anni Intesa-SanPaolo e Unicredit hanno limitato e contenuto le loro operazioni, soprattutto Intesa, mentre BNL-BNP ha comunque una policy piuttosto rigorosa, restringe le operazioni a Paesi Nato e dell’Unione €pea”. Dunque ultimamente sono altre le banche che si contendono le operazioni di appoggio all’esportazione delle imprese italiane. Quali, e in che misura, dice Beretta, è però complicato sapere dal momento che “da tre anni a questa parte è sparito “l’elenco di dettaglio degli istituti di credito” che dal 1990 veniva pubblicato a cura delle presidenza del Consiglio. E quindi i ricercatori devono accontentarsi dei dati sulle operazioni autorizzate e delle autocertificazioni delle banche.
Altro campo d’indagine del rapporto è quello dei fondi comuni d’investimento venduti ai risparmiatori dalle banche: il 70% contiene azioni di aziende a produzione militare. L’unica società d’intermediazione italiana che non ha alcun coinvolgimento in materia è Etica Sgr (Banca Etica). Al primo posto, emerge dal rapporto, si colloca Unicredit (478 milioni di € investiti in aziende produttrici di armi), seguono Mediolanum (207 milioni di €), Intesa San Paolo (189 milioni di €). “I fondi più esposti sono quelli tematici con focus geografico o tecnologico – spiega Chiara Bonaiuti – ad esempio il cliente che abbia acquistato il fondo Pioneer SF US Equità Market Plus, ha investito in 13 delle prime 100 aziende a produzione militare, tra le quali Boeing, Lookheed Martin, General Dynamics, Textron, Rayteon, United Technologies, due delle quali producono armi nucleari e tre munizioni cluster. Altro fondo esposto è l’Eurizon Easy Fund di Equity Industrial”.
Se la stragrande maggioranza dei fondi comuni d’investimento contiene partecipazioni in aziende che producono armi, qualche investimento di questo tipo è stato rilevato dai ricercatori anche nell’ambito dei fondi pensione. “Si tratta di investimenti marginali rispetto a quelli dei grandi fondi pensione americani, ma sempre significativi da un punto di vista qualitativo”, dice Franco Bortolotti, coordinatore scientifico di Ires Toscana.

www.repubblica.it/economia/2010/05/29/news/terra_futura_armi_e_banche-4426313/

Il belpaese in svendita
Salvatore Setta (sunto)

Procede a marce forzate la Grande Festa dello smantellamento dello Stato in favore del profitto privato.
Da anni abbiamo le svendite del patrimonio immobiliare pubblico, anche se le due società a cui Tremonti nel 2002 prevedeva di cederlo in blocco hanno prodotto un gettito minimo rispetto alle previsioni.
Gli enti locali si danno da fare.
Treviso vende la chiesa di San Teonisto (sec. XIV), che fu donata nel 1811 dal viceré d’Italia.
Prato il monastero di San Clemente (fondato nel 1515).
Salerno il Palazzo d’Avossa.
Verona vende Palazzo Forti e utilizzerà i 33 milioni per cementificare per 280.000 metri cubi. Col federalismo demaniale di Calderoli, venderà mura, forti, bastioni, porte antiche e altri beni vincolati).
Saranno destinati a fini turistici tutti i fari e le caserme in centro città a Firenze e a Venezia.
Brescia vende la centralissima caserma Gnutti.
Stratega è il ministro La Russa che ricaverà il 15% delle cessioni. Il federalismo demaniale trasferisce a Comuni, Province e Regioni i beni del demanio marittimo e idrico, caserme e aeroporti e monumenti vincolati.
Si calpesta con un solo colpo la costituzione che prevede (art.9) che il patrimonio culturale è elemento costitutivo della Nazione.
Il demanio marittimo e idrico (coste, sorgenti, fiumi, laghi, porti..) è di proprietà pubblica perché comprende beni comuni di uso collettivo; ma il decreto Calderoli sdemanializza tutto e lo rende vendibile. Addirittura prevede l’attribuzione gratuita di immobili demaniali a fondi immobiliari di proprietà privata, purché i privati ci investino l’equivalente.
E la chiamano anche “valorizzazione”, ignorando cinicamente che secondo il Codice dei Beni culturali la valorizzazione ha l’unico fine di «promuovere lo sviluppo della cultura» !

Riparte intanto puntuale il condono edilizio, che mediante una minima ammenda sanerà tutti gli abusi contro il paesaggio. E mentre in Campania le costruzioni abusive sono oltre il 20%, in buona parte da riciclaggio di introiti della camorra, il governo appronta un “decreto antiruspe” bloccando l’abbattimento, già deciso, delle costruzioni abusive. Allo “stato d’eccezione” che alcuni protagonisti della politica pretendono per se stessi si aggiunge un “paesaggio d’eccezione”, in cui le norme di legge non valgono nulla, e le strutture della tutela vengono o asservite o defenestrate. Un bell’esempio è l’ordinanza 3840 del presidente del Consiglio, che assegna al sindaco di Milano, in quanto commissario per l’Expo 2015, il potere di agire in deroga (fra l’altro) al Codice dei Beni Culturali e alle norme su esproprio, opere idrauliche e contratti pubblici: 5 anni di azzeramento delle leggi in nome dell’emergenza. È la logica con cui alla Protezione Civile si assegnano commissariamenti d’ogni sorta (anche l’archeologia di Roma e Pompei, anche l’allestimento del Museo Nazionale di Reggio Calabria). Il ricorso al commissariamento, giustificato in nome dell’urgenza, non è neutro: al contrario, delegittima l’amministrazione ordinaria avviandone la finale dissoluzione, proclama la vittoria delle nomine politiche sulle competenze tecniche, accresce l’arbitrarietà delle decisioni e ne riduce la responsabilità. Precisamente il contrario della funzionalità di un’amministrazione, pubblica o privata che sia.

Ancora abbiamo nelle orecchie le sinistre risate di chi a poche ore dal terremoto d’Abruzzo si spartiva gli appalti. Non meno sinistre sono le manovre in corso, sotto gli occhi di tutti a cominciare dall’inerme “opposizione”, per dividersi il grande bottino. Questa spartizione non è il frutto casuale delle leggi, è anzi vero il contrario: decisa la spartizione, si confezionano leggi ad hoc, e quel che resta della macchina dello Stato opera per disfarlo. Il nobile assetto di valori della Repubblica è calpestato ogni giorno, sostituito da un continuo negoziato al ribasso, nello spirito (non dimentichiamolo) non della Costituente, ma della Bicamerale. Mitridatizzati dal veleno che, boccone dopo boccone, assorbiamo ogni giorno, sapremo trovare nella Costituzione un ultimo

B dixit
Giusto perché la memoria e la consapevolezza rendono cittadini liberi, ecco un elenco di dichiarazioni scandite dal corruttore in questi 16 anni di occupazione delle istituzioni italiane. (Daniele Martinelli)

“Mussolini, in una certa fase, è stato un grande statista. Dopo, ovviamente, ha represso la libertà e portato il paese alla guerra. Chiaro che il risultato finale è la condanna, ma per un certo periodo Mussolini fece cose positive”. (B al Washington post, 27 maggio 1994).

“Il bilancio dello Stato è terribile.” (8 luglio 1994).

“L’Italia non è mai andata così bene, siate sereni e riposatevi. Agli italani dico: buone vacanze, e tornate tonificati, perché ci rimboccheremo le maniche per un futuro di benessere e di libertà. Sono solo tuoni, ma la realtà e che non piove… Tranquilli, ci aspetta un grande futuro.” (12 agosto 1994) E’ il venerdì nero della lira col marco tedesco a 1.030.

“La fiscalità è obiettivamente eccessiva e va drasticamente ridotta e sottoposta a un limite massimo fissato per legge. E’ il nostro elemento di maggiore differenza nei confronti del cartello delle sinistre.” (2 gennaio 1994).

“Ridurremo il numero delle tasse da 200 a 10.” (28 febbraio 1994).

“Bisogna passare da 100 tasse a 8: l’è un laurà dè la madòna.” (28 maggio 1999).

“A Palazzo Chigi l’è un laurà dè la madòna come dice la mia mamma.” (21 dicembre 2001).

“Fare le riforme l’è un laurà dè la madòna.” (B all’assemblea di Confindustria 24 maggio 2002).

“Tra le qualità del presidente del Consiglio c’è quella di essere un battutista.” (26 gennaio 2006).

“Non ho ambizioni personali di potere, né adesso né per il futuro. Io mi considero una risorsa a disposizione del Paese.” (a La Stampa 30 dicembre 1995).

B TELEFONA A BALLARO’: “Mai sostenuta evasione fiscale”

B chiama in diretta dopo l’intervento del vicedirettore Massimo Giannini che ricordava la frase del premier: “Evadere in Italia è inevitabile”: “Sono il primo contribuente d’Italia. Il mio governo ha aumentato gli introiti provenienti dall’evasione fiscale come il ministro Tremonti ha ricordato. Sono cresciuti di più, e questo decreto darà un altro colpo. Quindi – conclude il premier senza attendere la risposta e riattaccando il telefono – è menzogna assoluta dire, come è stato fatto, che io avrei in qualche modo giustificato e sostenuto l’evasione fiscale”.
B attacca poi i sondaggi di Ballarò sul gradimento degli italiani nei suoi confronti: “Sono sondaggi fasulli, ho in mano un sondaggio di euromedia che dice che il 62% degli italiani sta col presidente del Consiglio e il mio governo ha un gradimento del 50%. Tanto vi dovevo perché non è accettabile sentire in una Tv di Stato certe menzogne”. Subito dopo il premier ha riattaccato ‘ripreso’ dal conduttore della trasmissione, Giovanni Floris, che ha stigmatizzato il fatto che “ciò che veramente è inaccettabile in una televisione di Stato è che si inizi un dialogo ma poi si insulti e si butti giù il telefono prima che arrivi la risposta”.

Nando Pagnoncelli, dell’Istituto Ipsos, replica: “Noi siamo al di sopra delle parti, siamo perfino quotati in Borsa in Francia: se faccio sondaggi fasulli, vengo subito cacciato. Al presidente del Consiglio chiedo rispetto e dico solo: come giustifica la differenza fra i voti al suo partito e il gradimento che lui sostiene di avere?”.
E Massimo Giannini ha aggiunto: “Purtroppo il dialogo non è possibile, non mi colpisce l’insulto, noi di Repubblica siamo abituati. Vado al merito: mi dispiace di non aver portato con me i dispacci d’agenzia in cui il presidente del Consiglio giustificava l’evasione fiscale, ma posso confermare le sue parole”.

“B fa un uso criminogeno del mezzo pubblico. Si permette di intervenire in una trasmissione della Rai insultando ospiti e giornalisti, senza accettare il contraddittorio. Si conferma un ‘dittatorello’ che non gradisce chi non le pensa come lui e preferisce eliminare le voci scomode. Ormai la misura è colma. Garimberti intervenga”, si auspica in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.
..
Ecco un lancio di agenzia Ansa in cui B giustifica l’evasione fiscale. E’ il 2004. Nel 2008 lo ripete.

Alla GdF: ”Vi ringrazio per quel che fate. Agite con grande equilibrio e rispetto dei cittadini, nei confronti di chi si vuole sottrarre ad un obbligo che qualche
volta si avverte come eccessivo…. C’e’ una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio di servizi. Se ti chiede di più o molto di più, c’e’ una sopraffazione dello Stato nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità e che non ti fanno sentire colpevole”.

Massoneria e PD
Viviana Vivarelli

Ho visto che qualcuno tenta di far passare la tesi illusoria che la massoneria non sia altro che una pia associazione di idealisti dediti a studi simbolici e spirituali, ma la realtà è che in Italia la P2 è tutt’altro che un insieme di saggi studiosi illuminati nello spirito, bensì appare con spudorata chiarezza come un’accolita di individui legati tra loro da un disegno politico infernale e associati alla mafia, con scopi di eversione delle istituzione democratiche e di distruzione della Costituzione repubblicana.
Si è anche tentato pietosamente di distinguere una massoneria buona da una P2 cattiva, ma nel nostro paese non abbiamo avuto la fortuna di vedere questa massoneria ‘ buona’, mentre appare più che chiaro il disegno golpista delle P2 ‘cattiva’ che sta distruggendo diritti e valori democatici.
Ora sembra che ci siano membri della massoneria anche nel Pd.
Qualcuno malignamente avrebbe potuto vederli da tempo, in tutti quegli atti incomprensibili del Pd o precursori, dalla bicamerale ma anche da prima, in cui la cosiddetta opposizione ha fatto tutto fuorché opporsi all’esecuzione del Piano di Rinascita Democratica del Venerabile Licio Gelli, ma piuttosto lo ha favorito ed aiutato, come ha aiutato vari atti definibili solo come ‘fascismo di ritorno’, dalla riabilitazione dei repubblichini al velato appoggio a forme di bavaglio su internet o gli altri media, dalla svalutazione della magistratura al sostegno per un Presidenzialismo forte, dalla svendita vergognosa della RAI all’abbandono di personaggi scomodi come Santoro o De Magistris o la Guzzanti..
Oggi la crociata contro i massoni viene portata avanti da Fioroni, uno che non ci pareva proprio il massimo difensore della libertà e che tentò, a suo tempo, di mettere una censura a internet.
Nello statuto del Pd c’è un chiaro divieto di associazione alla massoneria. E allora come la mettiamo?
Sono accaduti un paio di fatterelli: Ezio Gabrielli, assessore ad Ancona, del PD, ha detto di essere un massone e di essere “orgoglioso di esserlo”. Il sindaco di Ancona non l’ha presa bene e Gabrielli si è dimesso, chiedendo però al PD di esprimersi sulla vicenda. La questione è ora sul tavolo della commissione di garanzia del PD.
2° episodio. A Scarlino, paesino del grossetano, è apparsa una foto che ritrae una riunione di loggia con 12 frammassoni: 11 a volto coperto e uno no, l’assessore Destri. Il sindaco gli ha chiesto di andarsene.
Ora, nel nostro strano paese, la Costituzione vieta associazioni segrete con fini occulti, ma d’altro canto non esiste legge dello stato che proibisce a un massone di fare l’assessore, il consigliere comunale, il parlamentare o il sindaco.
Ma un partito ha anche un suo regolamento interno, e quello dei partiti che hanno preceduto il PD dice chiaramente: è proibito ai membri del partito fare parte della massoneria, pena l’espulsione. Ma lo statuto attuale no, chissà perché. Del resto molte cose di questo PD rispetto alla vecchia sx non sono affatto chiare (radici, scopi, classi di riferimento, appoggio a Confindustria o a B, visione storica ecc ecc ecc.)
Non sarà che a forza di scivolare a dx il Pd si troverà trasformata in una loggia?
Ora il gran giurì (ma esiste poi un gran giurì?) deciderà la questione. Oppure no. Ormai siamo nella scia del ‘ma anche’ di sciagurata memoria. Forse si deciderà che un massone non può essere del PD, ma anche…
Scrive provocando Il Foglio (ma dice di citare un anonimo dirigente del PD): “Avete idea di quanti dirigenti, soprattutto nel centro Italia, perderemmo se dovessimo davvero vietare la massoneria? Neanche la chiesa oggi ti scomunica più se sei massone. Perché dovremmo continuare a farlo noi?”.
Ma la domanda piuttosto dovrebbe essere: “Ma voi del PD, se non riuscita a distinguervi dalla sx e addirittura vi confondete con la massoneria, ma perché cavolo dovete esistere come partito diverso?”

Gli sprechi scandalosi della RAI
Viviana Vivarelli

Floris ha denunciato 350.000 € lordi l’anno. Ciò ha suscitato scandalo e qualcuno gli ha chiesto di rendere parte di questi soldi alla Rai. E perché dovrebbe farlo? Chiunque riceva lecitamente alti stipendi ne è ben contento e non ci pensa nemmeno a renderli indietro. L’unica eccezione è stato Beppe Grillo che ha rinunciati al milione e 700.000 che gli spettava come sovvenzione pubblica di partito, sovvenzione peraltro respinta con referendum dal popolo italiano, ma è stato molto criticato per questo anche dai suoi.
Floris ha detto anche che basta uno solo degli spot per coprire il suo stipendio, e ciò vale per Santoro che ha record di ascolti in base ai quali la RAI massima i costi pubblicitari.
Allora, si chiede, se la pubblicità rende tanto, perché dobbiamo pagare anche un canone?
Risposta: per pagare l’enorme carrozzone RAI, enorme e nullafacente, visti che quasi tutti i programmi sono comprati fuori. Il solo pessimo tg1 ha 130 redattori. Rainews24 batte il record degli sprechi, ha 100 redattori e costa 35 milioni di € l’anno per soli 3000 ascoltatori, quanto una radio locale
I dipendenti della RAI sono 13.226! E non riescono nemmeno a fare prodotti che possiamo vendere all’estero, mentre la RAI compra telefilm, telenovele e format di ogni tipo o appalta i servizi ad agenzie esterne. Tutto è in mano a pochi gruppi ( tra questi la Endemol di Marco Bassetti, marito di Stefania Craxi, la Ballandi Entertainment di Bibi Ballandi, la Magnolia di Giorgio Gori), legati ad aree di potere Bano, tanto che producono per RAI come per il principale concorrente Mediaset e per SKY. Per non parlare di piccole società fittizie sorte attorno ad ex-alti dirigenti RAI andati via o in pensione, che si ritagliano una fetta dalla grossa torta degli appalti.
Certamente in tempo di crisi risulta ancora più intollerabile sentire come gli stipendi alti o altissimi non abbiano sbuto né congelamenti né tetti massimali.
Ma la manovra di Tremonti è stata fatta appositamente per colpire solo gli stipendi bassi e i salari, nel peggiore stile del neoliberismo i becero.
Fa senso sentire persone che si scandalizzano scoprendo gli stipendi di un santoro o di un Vespa o di un Floris e poi votano per partiti come la Lega, il Pdl, il PD, che nulla hanno mai fatto per frenare il gap gigantesco che esiste tra le paghe dei alti papaveri del mondo dello spettacolo o del calcio e stipendi di insegnanti, poliziotti, impiegati, operai.
La RAI è un esempio scandaloso di come un pessimo servizio pubblico sia stato piegato alla logica predatoria dei partiti con la connivenza anche del PD.
La Rai è una delle più grandi aziende di comunicazione d’€pa, il 5° gruppo televisivo del continente che opera con tv, radio e cinema.
È una società per azioni sotto partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze che possiede il 99,56%. Il restante 0,44% è proprietà della SIAE.
Suo obbligo è produrre trasmissioni di servizio e di pubblica utilità (tipo quelli di Monica Setta, si immagina)
Col referendum del 95 fu abrogata la legge che riservava esclusivamente alla mano pubblica il possesso delle azioni RAI, ma non si è MAI proceduto alla privatizzazione che si intendeva avviare (??)
Nel 2008 la RAI ebbe quasi 3 MLD di € dai ricavi di produzione
1 MLD e 600 milioni dal canone che copre il 54,8%
Più di un MLD di pubblicità
238 milioni da varie
Su 60 milioni di abitanti gli abbonati sono 15 milioni (!!)

Non credo ci sia una regola economica per cui è giusto che uno guadagni in proporzione a quanto rende sul piano del favore del pubblico o sul piano dei guadagni di una azienda. Ci dovrebbero essere comunque dei tetti.
E pensiamo poi che, se non è giusto il reddito milionario di un Totti o di un Valentino con gran successo di pubblico, o quello di un Floris o di un Santoro che almeno fanno audience, non è nemmeno giusta la liquidazione di un Catania che lascia dietro di sé un disavanzo spaventoso.
Ci dovrebbero essere imposte più che proporzionali e pene più rigide sulle evasioni. Invece ora chi evade gode. E chi imbosca soldi neri all’estero gode addirittura di un premio di rientro nettamente inferiore a quanto paga un contribuente onesto.
E” inutile che B faccia il gradasso telefonando a Ballarò come se fosse immune dalle colpe di una evasione di 200 MLD quando lui per primo ha incentivato l’evasione distruggendo quel poco che aveva fatto Visco, facendo pagare percentuali ridicole agli evasori scoperti, condonando a tutto spiano ogni sorta di illeciti e da ultimo premiando col 5% di tassa il rientro di capitali sporchi e anonimi!
Cosa fare con la RAI?
Possiamo fare come ha fatto Zapatero con la televisione spagnola, che è diventata una Fondazione, finanziata per metà da fondi pubblicità da un 40% dalla pubblicità, un 10% dalla vendita di programmi all’estero. Il canone è stato abolito poco dopo la fondazione (1956) a causa dell’elevata evasione. La tv in Spagna è gratis.
La prima riforma Zapatero ha slegato la tv pubblica dal controllo dei partiti, a partire dalla nomina del consiglio di amministrazione, fino alla ridefinizione di programmi tv e finanziamenti. Il Consiglio d’amministrazione dura 6 anni, ha 8 membri eletti in parti uguali tra Camera, Senato, sindacati e Consiglio audiovisivo ed elegge con maggioranza di 2/3 il direttore generale. Si sono licenziati i presentatori condannati per manipolazione dell’informazione (come a dire Minzolini), si è reintegrato chi era stato allontanato per motivi politici come il comico El Gran Wyoming, che aveva un programma simile a Le iene (come a dire si richiamano Luttazzi, Grillo, la Dandini e la Guzzanti)
Si sono introdotte tribune elettorali con domande aperte (anche a Zapatero) e programmi di divulgazione sessuale.
E’ possibile anche in Italia? Escluso.
Perché?
Perché l’Italia non è una democrazia dove i servizi sono in funzione dei cittadini,
ma è un sistema feudale, dove i feudatari usano i cittadini per torchiarli dei loro averi e dei loro diritti con la scusa di prestare loro dei servizi.
..
Gli strani silenzi
Rosario Amico Roxas

Nel Golfo del Messico si sta consumando la più grande catastrofe ambientale mai accaduta nel pianeta; bisognerà aspettare la fine di agosto perché la fuoriuscita di petrolio possa rallentare, grazie ad altre perforazioni che ridurrebbero la pressione che spinge il petrolio.
Intanto sono milioni di barili che si riversano quotidianamente in mare, distruggendo tutto ciò che investono. I danni ambientali non sono quantificabili, poiché faranno risentire le conseguenze per parecchi decenni. Ovviamente si è acceso un grande clamore, forse eccessivo e artatamente gonfiato. Non che l’evento disastroso non meritasse il clamore sollevato, ma talune operazioni mediatiche forniscono il dubbio che si voglia nascondere ciò che non viene detto, per esaltare le conseguenze del momento.
Ma se ci sono conseguenze devono esserci necessariamente le cause che le hanno provocate.
Basterebbe andare indietro nella storia di questa maledetta trivellazione off shore, per cercare le cause e denunciarle pubblicamente. Ciò non avviene, perché dietro tale disastro ci sono i potenti della terra che decidono tutto, anche della vita e della morte del pianeta.
Basterebbe indagare alla ricerca dei tanti “perché”, che nessuno solleva, forse temendo le risposte.
-Chi ha autorizzato quella perforazione ?
-Chi ha sottovalutato i rischi e le misure di sicurezza ?
-Quali petrolieri americani sono associati in tale perforazione della BP ?
-Chi ha accuratamente evitato che si facessero le doverose ispezioni per documentare l’applicazione delle norme di sicurezza ambientale ?
Sono quesiti ai quali si potrebbe rispondere con molta facilità, sole che lo si volesse .
-Cosa si vuole nascondere ?
-Quali personaggi si nascondono dietro le analisi delle conseguenze ?
-Quali personaggi si nascondono dietro le ipotesi della cause ?
E’ ben noto che il potere dei petrolieri, associato a quello dell’energia e a quello della produzione e vendita di armi, è tale da condizionare anche il governo degli USA (Casa Bianca e Congresso compresi), ma possono anche stravolgere l‘eco-sistema del pianeta senza che nessuno li indichi come gli avidi responsabili di una catastrofe che pagheremo noi e pagheranno i nostri figli.
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Germano Reale segnala:
I LEGHISTI RAZZISTI HANNO BISOGNO DEGLI IMMIGRATI?

È stato verificato che se d’un tratto si fermassero tutti gli immigrati, l’Italia –comprese la Lombardia e il Veneto – entrerebbe in crisi. E’ un dettaglio che non distoglie mai la Lega dalle sue ossessioni. Con i suoi 3 o 4 stipendi a testa per ogni leader (Cota, eletto presidente del Piemonte, non ha mai dato le dimissioni dal Parlamento; quasi tutti i deputati e senatori della Lega sono anche sindaci, presidenti di Regione, assessori, consiglieri regionali, tutto alla fine, a carico di Roma ladrona) e non distoglie gli attentissimi “promotori della libertà”, che devono salvaguardare i voti leghisti per tenere in piedi B
(da il fatto quotidiano)
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Beppe
Manovra: “B ha aumentato le tasse, le pagheranno le Regioni”. Fresco di riconferma a capo della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani parla chiaro a nome di 20 Regioni. La manovra da quasi 25 MLD di € approvata nei giorni scorsi scarica quasi metà dei risparmi sui governatori, cioé 10 MLD nei prossimi 2 anni. Altra conseguenza collaterale: è morto il federalismo. Quindi Bossi, se fosse coerente, dovrebbe far cadere il governo.
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Cettina segnala
Abusi

La Chiesa italiana fa la sua scelta: azione zero.
Sugli stupri del clero l’assemblea dei vescovi decide che un intervento collettivo non serve. Niente “tolleranza zero” come negli Usa, niente linee guida come quelle che autorizzano in Germania a chiamare a rapporto il singolo presule disattento, niente commissione d’inchiesta come in Austria, niente numeri verdi né referenti cui possa rivolgersi la vittima.
L’esempio inglese citato dal direttore dell’Osservatore Romano – una task force in ogni parrocchia–viene definito “non un’indicazione per l’Italia”.
Troppo persino per una giornalista cattolica, che in conferenza stampa ha chiesto al cardinal Bagnasco: “Scusi Eminenza, ma allora uno deve chiamare il centralino della diocesi dicendo: sono una vittima, mi passi il vescovo?”.

antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2492927&yy=2010&mm=05&dd=29&title=cei_azione_zero_sui_pedofili
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Doppi e tripli incarichi. Una vergogna nazionale
Viviana Vivarelli

La legge non lo consente ma ormai la legge non si ubbidisce, ‘si interpreta’.
Sapete cosa dicono questi stacanovisti delle cariche? Che quando gli elettori li hanno eletti lo sapevano e dunque va bene così. Come a dire che se uno elegge un assassino, quello ha il diritto di continuare a fare l’assassino.
E così abbiamo 18 doppiopoltronisti.
Ma la giunta per le elezioni della Camera ha dichiarato a maggioranza (8 voti contro 3) compatibili i 9 onorevoli-amministratori targati Pdl e i 3 leghisti che hanno violato la legge collezionando cariche.
-Riccardo de Corato, dal 1997 è contemporaneamente deputato Pdl e vicesindaco di Milano
-Ettore Pirovano, deputato Lega Nord ma anche presidente della provincia di Bergamo (ora avete capito perché la Lega non vuol abolire le Province? Perché di cariche ci vuol fare la collezione!)
-Daniele Molgora (3 poltrone!), deputato Lega Nord, sottosegretario all’Economia, presidente della Provincia di Brescia, assessore al bilancio e turismo (Ecco cosa sono i leghisti, altro che Roma ladrona, piuttosto piatto ricco, mi ci ficco!
-Maria Teresa Armosino, deputata Pdl e presidente provincia di Asti
-Edmondo Cirielli, deputato Pdl e presidente Provincia di Salerno
-Adriano Paroli, deputato Pdl e sindaco di Brescia
-Giulio Marini, deputato Pdl e sindaco di Viterbo
-Antonio Pepe, deputato Pdl e presidente della Provincia di Foggia
-Antonio Azzolini, senatore Pdl, sindaco di Molfetta e presidente della commissione bilancio del Senato
-Cosimo Sibilia, senatore Pdl e presidente della provincia di Salerno
-Luigi Cesaro, deputato Pdl e presidente della Provincia di Napoli
-Vincenzo Nespoli, senatore Pdl , sindaco di Afragola e membro giunta delle elezioni senato
-Mauro Cutrufo, senatore Pdl, vicesindaco di Roma e assessore al turismo
..
RIDIAMARO : – )

2 giugno, festa della Repubblica, assente la Lega, sono rimasti chiusi nel cesso

Paola Bassi segnala
UNA MANOVRA DELLA MADONNA :- )

Mai una manovra aveva suscitato tanto entusiasmo. E non ci riferiamo tanto agli attestati arrivati dalla Federescort o dal Circolo pensionati del molo di Portofino per la possibilità di continuare a pagare in contanti fino a cinquemila €: la riconoscenza di professioniste che hanno nelle mani le istituzioni del paese e chiedono privacy, o quella di anziani che vogliono continuare a mettere i soldini nel portafoglio per acquistare mocassini di pitone albino, o cappotti di vigogna è, se vogliamo, normale.
Senza precedenti è la gioia con la quale sono state accolte misure finalmente eque: prevedere il pedaggio non solo per chi va in auto, ma anche – grazie a un microchip nella suola delle scarpe – per i tanti pensionati che vanno alle poste e fanno su e giù ai giardinetti consumando ettolitri di catrame, o introdurre, come avviene per la licenza edilizia, un contributo al metro cubo per l’aria respirabile significa sanare antiche ingiustizie.
Ma ciò che piace di più sono le grandi riforme come quelle della scuola, con la settimana dal martedì al giovedì. “Abbiamo lasciato 4 giorni liberi per rispetto delle religioni” ha spiegato la Gelmini “il venerdì per i musulmani, il sabato per gli ebrei, la domenica per i cristiani, il lunedì per non discriminare i barbieri”. Riforme che portano efficienza e risanamento: i docenti saranno pagati a ore. “Ma saranno contenti di avere un aumento” dice Brunetta “e non in €, che è in crisi, ma in lire. Con la Bolaffi stamperemo copie dei miniassegni degli anni ‘70. Tra un paio d’anni quando ci butteranno fuori da Bruxelles torneranno utili”.
Solo una voce di protesta isolata si leva: quella del parroco della Madonnina di Civitavecchia: “Dire né lacrime né sangue significa escluderci”. Ma il governo è deciso ad appaltare alla statuetta una serie di indispensabili miracoli.
(L’Antefatto)
..
Juan Miranda ci manda dall’India

L’Italia vista da fuori
Tracy Wilkinson (l’articolo è vecchio ma sempre attuale, e non fa ridere, purtroppo)
Times

Quando voteranno in questo weekend, gli italiani potranno scegliere fra una vasta gamma di condannati, oppure la solita ballerina a go-go della TV. Per non parlare di amici personali, parenti e in un caso anche del massaggiatore personale dei leader di partito che mettono insieme i loro possibili governi. I reati in questo paese non ti impediscono di candidarti, né sembra necessario avere delle qualifiche effettive per farlo.
La campagna elettorale per eleggere il 62° governo in 63 anni ha messo in luce la lunga lista di problemi irrisolti che penalizzano il paese, impediscono importanti cambiamenti, e sminuiscono quella che una volta era una favolosa icona culturale.
Uno splendido paese romantico, fatto di panorami di ulivi e di antiche piazze di ciottolato, noto per il suo cibo, la sua moda e la bella apparenza, l’Italia è oggi un paese pervaso dalla corruzione, dalla crisi economica, dalla stanchezza politica e dall’impunità rampante, con un livello di vita che sta declinando rapidamente. L’inflazione è fra le più alte dell’Europa occidentale, la crescita economica la più bassa. Quantità sempre maggiori di persone denunciano di non essersi mai sentite così povere.
Lavorare in Italia è un’esperienza torbida e frustrante, a meno di appartenere alla Mafia, l’industria numero uno oggi in Italia, che secondo la Confindustria rappresenta il 7% del prodotto nazionale lordo. Il sistema giudiziario non funziona quasi mai. Le cause possono languire non per anni, ma per decenni. I parlamentari italiani sono i più pagati di tutta Europa, ma secondo molta gente sono i meno efficaci, una elite intenta a replicare se stessa, che sembra diabolicamente intenzionata a portare a fondo il paese insieme a loro.
Con la sua tradizione politica bizantina e decadente, l’Italia è giunta a un punto di non ritorno – ha detto il sociologo Luca Ricolfi, autore della critica intitolata “L’arte del non governo”. Impossibilità di attribuire responsabilità taglia alla radice ogni intento di dovere civico. E nessuno può illudersi che delle elezioni politiche possano cambiare le cose dall’oggi al domani.
L’uomo che in questo momento è in testa agli exit-poll, Silvio B, è un chiassoso industriale miliardario che a 71 anni sta per diventare primo ministro per la terza volta. Per quanto abbia introdotto una certa stabilità, è accusato da più parti di governare allo scopo di arricchire se stesso, il suo impero mediatico e i suoi compari. B guida una lista che include il suo massaggiatore e un fascista irriducibile, come molte donne di centro dx che B ha definito la settimana scorsa “sicuramente più carine” di quelle di sx. Fra di loro c’è anche una voluttuosa ballerina che normalmente appare in abiti succinti sulle sue reti nazionali.
Il suo maggiore antagonista è Veltroni, popolare sindaco di Roma ed ex-comunista che ha cercato di riproporsi come fonte di cambiamento, nonostante i decenni passati in politica. Veltroni è alla guida di un raggruppamento informale della notoriamente frastagliata coalizione dei partiti di sx e di centro sx. L’entusiasmo fra gli elettori è penosamente basso. Gli ascolti televisivi dei recenti interventi di B e Veltroni sono stati frantumati dall’ennesima riedizione di un poliziesco italiano.
Gli italiani hanno assistito al naufragio di un governo dopo l’altro: dal disperato e maldestro tentativo di vendere la compagnia aerea nazionale, alla crisi della spazzatura alimentata dalla Mafia, che ha sepolto il sud e rovinato le riserve della famosa mozzarella locale, alla prematura caduta del governo uscente dovuta ad un singolo politico rimasto impigliato in faccende di corruzione dopo l’arresto della moglie.
Gli italiani si arrabbiano per questa situazione, ma la rabbia non porta automaticamente al cambiamento. Vi sono molti motivi per questo, compreso l’importanza che si dà alla priorità regionali rispetto alla coscienza nazionale, la fiducia cieca nella famiglia soltanto, ma non nelle autorità, il ruolo palliativo dell’ancora imperante Chiesa cattolica. Nonostante tutte le lamentele, gli italiani fino poco tempo fa non se la passavano nemmeno tanto male.
La reazione è quindi di rassegnazione, apatia e impotenza. Gli elettori italiani sentono di non aver una vera scelta e sanno che il governo non porterà loro alcun beneficio, e questo allontana molti di loro da un ruolo attivo nella democrazia. Una classe dominante corrotta, con chiari interessi nel mantenimento dello status quo, blocca ogni riforma effettiva. “Questo è un sistema che sfrutta gli italiani, che succhia le migliori energie del paese, che impedisce alla meritocrazia di crescere, e obbliga chiunque ad adattarsi alle regole del gioco – dice Alexander Stille, un accademico specializzato in questioni italiane – l’Italia è sempre stato un paese in cui la gente pensa che a meno di frodare o infrangere le regole il destino è contro di te”.
Lo scorso anno, un libro per la prima volta ha messo nero su bianco la corruzione ufficiale a lungo nascosta. “La Casta” è divenuto un bestseller ed ha aperto un dibattito che ha coinvolto la nazione per mesi. Il termine casta è diventato parte del lessico nazionale ed è ora utilizzato universalmente per descrivere una elite politica indolente e straviziata. Tra le esasperanti rivelazioni del libro:
-i membri del Parlamento italiano lo scorso anno hanno intascato i più alti stipendi in Europa (di oltre il 50% superiori a quelli dei loro colleghi britannici, tedeschi e francesi).
-il Parlamento italiano costa più di qualunque altro in Europa – 10 volte più di quello spagnolo. Nella scorsa legislatura, 16 legislatori hanno ricevuto condanne (e sono rimasti al loro posto) e un’altra decina avevano processi in corso.
-“E’ impossibile cambiare la situazione finché le persone sono le stesse” afferma Sergio Rizzo, un giornalista e coautore di “La Casta” col collega Gian Antonio Stella. Sull’onda del malcontento, l’irriverente comico Beppe Grillo ha tenuto enormi raduni lungo il paese, raccogliendo centinaia di migliaia di firme per chiedere un limite di due legislature per i parlamentari e l’espulsione dei condannati dal loro posto. Ha evitato i tradizionali media televisivi e la stampa (sostiene siano controllati da interessi particolari) ed ha utilizzato Internet e la parola verbale per rivolgersi in particolare ai giovani. Oggi Grillo è parte di un vero movimento, e schiera anche candidati locali.
Gli italiani hanno tollerato il loro rancido sistema politico, [Grillo] afferma, essenzialmente come dei sonnambuli. “Facciamo leggi sull’economia, ma non c’è economia”, ha detto. “Facciamo leggi sul lavoro, e non c’è lavoro. Abbiamo una costituzione che nessuno conosce. Siamo un paese che non si comporta come una nazione”.
Un socievole 59enne con una testa piena di ricci argentei, Grillo è in aspro contrasto con i politici italiani, che sfoggiano vestiti di marca e trucco perfetto. Cacciato informalmente dalla tv per il suo stile non-si-fanno-prigioneri, Grillo ha lanciato una campagna sollecitando l’Unione europea a non inviare più fondi pubblici in Italia, che secondo lui il governo ruba o dilapida. In seguito, ha invitato la Germania ad invadere l’Italia per salvarla. Per un momento, c’è stato un barlume di speranza che la rabbia popolare si sarebbe affermata in qualcosa di più catalitico.
Ma poi ad inizio anno il governo del primo ministro Romano Prodi è collassato in un dispetto di politici insignificanti, 20 mesi su un termine di 5 anni e prima che passasse una legge per riformare il sistema elettorale. Senza cambi ad un sistema pieno di difetti, gran parte degli analisti concordano, il paese è condannato ad un altro turno di leader politici incontentabili dediti alla lotta per il potere soffocando così riforme creative.
Tra i vari difetti, il sistema elettorale corrente dà un’influenza sproporzionata ai piccoli partiti, alcuni formati da non più di una singola persona con un po’ di soldi. E’ stato uno di questi partiti-persona a buttar giù il governo; un partito persino più piccolo, guidato da un politico di nome Pizza (?), ha quasi mandato a monte le elezioni del weekend quando ha scatenato un putiferio per l’utilizzo del simbolo del proprio partito. Gli italiani vivono nel loro caotico sistema politico da generazioni.
L’indignazione è ora forte, tuttavia, poiché molti qui si aspettavano miglioramenti dopo la fine della Guerra Fredda e dopo che uno scandalo di corruzione nei primi anni 90 scosse l’establishment politico. Invece, hanno avuto un cavalier B e, dopo di lui, un sonnacchioso Prodi. La realizzazione che i problemi vanno oltre un singolo partito o leader è infine arrivata. “Ci vorranno circa 10 anni per cambiare questa classe politica”, ha detto Ricolfi, il sociologo. “Ma il problema è che entro 10 anni saremo affondati così in basso che non riusciremo a venirne fuori di nuovo. Sarà troppo tardi, fine della storia”.

http://masadaweb.org

9 commenti »

  1. Fra le varie regole che ha la politica, credo ci sia anche quello, che quando un rappresentante del governo viene colpito da un’aggressione, ci dovrebbero essere i migliori medici qualificati, di struttura pubblica che esaminano ed emettono un bollettino medico. Non sempre viene fatto e non lo trovo corretto. L’assistenza deve essere completa.

    Gigliola

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 6:31 am | Rispondi

  2. INERCETTAZIONI SI !!!!! e PULIZIA di POLITICI e Amministratori

    Subito SI ! alle intercettazioni SENZA LIMITI DI TEMPO se autorizzate da Giudici e non da faccendieri ! SUBITO !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 6:48 am | Rispondi

  3. Ciao Viviana, “armi, banche e politica”……………..quanto aveva …ha ragione Thomas Jefferson 2′ presidente americano: “PER MANTENERE SANA UNA DEMOCRAZIA CI VORREBBE UNA RIVOLUZIONE OGNI 15 ANNI !!”

    Jefferson fu sostenitore dei cittadini armati !! “quando le banche e i loro servi politici ridurranno voi e i vostri figli alla fame, avrete il DOVERE E IL DIRITTO di roversciarli, fare giustizia e ristabilire l’equilibrio” diceva e scriveva questo grande presidente americano !!

    Ma l’italia e’ senza speranza per i prossimi 50 anni !

    Ciao e sempre Auguri ….
    Juan

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 6:50 am | Rispondi

  4. cara Viviana nel PD di Ancona i maggior5i vecchi e nuovi leaders sono iscritti alla massoneria e lo sanno tutti gli addetti e fanno affari e decidono le cose.

    cesare Beccaria

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 6:53 am | Rispondi

  5. Stipendi
    quoto il fatto che ci vorrebbe un tetto, pero’ la moratoria deve provenire da entrambe le parti, inutile che sia uno solo dei due e casomai la parte piu’ debole ad attuarla.

    Francesco Pace

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 6:54 am | Rispondi

  6. vorrei darle solo un consigio, e lo cosideri un privilegio solo perchè è una donna, non scriva di cose che non conosce, perchè da come ne parla lei è solo una povera indottrinata, mi riferisco alla Massoneria, da non confodere neanche per sbaglio con un partito ,tanto più col pd. Sia ben chiaro la Massoneria con isuoi principii, con le sue tradizioni e con isuoi regolamenti non ha mai e dico mai, nuociuto all’umanità, se mai è accaduto il contrario, alcuni individui (comunque pochi) hanno dannegiato la massoneria ed i tantissimi Massoni Uomini Liberi e di altissima caratura morale ed etica. sono uno di quei tanti Massoni che lei,mi auguro per ignoranza, ha offeso , non pretendo le sue scuse ma la esorto a riflettere quando scrive , generalizzare è una caratteristica che spesso(quando è in buona fede )denuncia una grave ignoranza ed è degna di poca credibilità. In caso contrio, qualora vi fosse malafede vorrebbe dire che la sinistra italiana , è una malata terminale.
    Saluti E.C. un Massone.

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 2:20 pm | Rispondi

  7. Mi permetta di avere ogni sorta di dubbi. Immagino che lei abbia un qualche interesse a mascherare la realtà, ma purtroppo l’italia non è il paese migliore per far passare messaggi elogianti la P2

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 3, 2010 @ 2:20 pm | Rispondi

  8. Cara Viviana leggo da poco questo blog ma hai tutta la mia comprensione per le sciocchezze di qst massoni. Cari massoni gli ignoranti siete voi e lo dico senza rispetto per voi. Credete in archetipi e sciocchezze falsi. Ad esempio l’architetto del Tempio da voi venerato, Hiram, altro non è che il re di Tiro Hiram I (citato in altri passi della Bibbia). Quando nella Bibbia si paral di lui come architetto è molto verosimile si confonda l’invia da parte del re di Tiro di artigiani, architetti e maestarnze varie come dono di scambio (pratica comune tra le elite dell’epoca). Infine la massoneria non ha mai fatto bene a nessuno. Siete solo dei patetici ricconi. Per ultima cosa invio un link di un articolo molto interessante su peacereporter sull’ultimo incontro Bildembreg che sta avvenendo oggi in Spagna dopo l’ultimo in Grecia (un caso?) http://it.peacereporter.net/articolo/22346/In+Spagna+il+conclave+dei+Potenti+del+mondo

    Io

    Commento di MasadaAdmin — giugno 5, 2010 @ 12:43 pm | Rispondi

  9. Che la Massoneria, come tutte le cose rituali ( funzioni religiose comprese) sia un qualcosa di ridicolo non posso che convenire.

    La Massoneria ha avuto un suo ruolo storico tra fine settecento ed ottocento come espressione ( comunque una delle tante) del ceto borghese, sia intellettuale che produttivo/commerciale, che lottava per il potere contro monarchi, nobili e clero.

    Oggi tutto ciò è patetico ed antistorico ed è quindi diventato preponderante, nella Massoneria, il dato “affaristico”, ovviamente non sempre limpido e pulito.

    Però è vero che esiste massoneria e massoneria.

    E che quella di Gelli era una “anomalia”, non fosse altro per lo stretto rapporto con ambienti ecclesiastici ( la Massoneria storica è sempre stata anticlericale) e per quello con ambienti fascisti e criminal/mafiosi ( la Massoneria storica fu sciolta da Mussolini ed ha sempre avuto una logica tutta “legge ed ordine”)

    Sarebbe come ascrivere in genere a tutto il movimento marxista il brevissimo ed a dir poco criminale regime dei Khmer Rossi cambogiani.

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — giugno 5, 2010 @ 12:43 pm | Rispondi


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