Nuovo Masada

maggio 23, 2010

MASADA n° 1142. 22-5-2010. Lo scippo dello Stato

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:57 pm

Il federalismo demaniale venderà tutto – Tremonti concede che la crisi è peggio di quanto detto – Il governo del ddl – Anche l’amministrazione Obama contro il veto alle intercettazioni – Rating e BOT – L’Europa in mano alle agenzie di rating

Cettina
Il primo uomo primordiale è apparso sulla Terra 2 milioni di anni fa….ma ha fatto poca strada visti i risultati.
Basta pensare a Berlusconi!
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ERRATA CORRIGE
L’emendamento d’Alia

Abbiamo pubblicato un post del bloggher Ennerre, su una presunta censura di internet contenuta nel pacchetto sicurezza. Ci correggiamo. L’emendamento d’Alia che la prevedeva era del 2009 e fu poi respinta.
In ogni caso, vista la deriva fascista di questo governo e visto che B non tollera critiche o giudizi negativi e li stronca su tutti i media, c’è da aspettarsi che ponga una censura anche sul web, anche se non riesco a capire come potrebbe censurare blog stranieri. Cosa può fare? Mettere una censura a singole parole come in Cina?
Ci terrei molto che qualcuno mi chiarisse cosa è avvenuto dell’emendamento D’Alia che nel 2009 era stato introdotto e poi tolto dal pacchetto sicurezza.
Oggi si ventila che il famigerato emendamento è ricomparso. E’ vero?
Tutti i blog ne parlano ma forse a torto. L’equivoco è ampliato anche dal fatto che se ci cerca “maggio 2010 emendamento D’Alia” col nome di alcuni quotidiani ufficiali, esce, non si sa come la denuncia del 2009, e magari uno non sta a controllare la data e prende la notizia come attuale. Sembra che l’emendamento sia nato e morto l’anno scorso ma non trovo sufficiente prova sui quotidiani che non sia ricomparso e prego chi ne abbia di darcene.
D’altro canto, davanti alla presa di possesso della RAI, agli attacchi continui alla stampa, alla legge sulle intercettazioni, alla cacciata di Santoro e di altri come Travaglio, Vauro, Massimo Fini, Luttazzi, Guzzanti ecc., è oltremodo probabile che l’attacco contro la rete non desista. Insomma dateci prova certa che il timore di un bavaglio anche ai blog non sia una bufala, o continueremo a temere per la nostra sicurezza.
Che si stia assistendo a un’avanzata progressiva e inarrestabile di un regime è certo. Che già ora troppi video di youtube o post di facebook spariscano e siti di lotta siano invasi dalla polizia e distrutti accade. Che stiano scatenando gli hacker su blog che come il mio dovrebbero essere minimali nel quadro generale, posso provarlo io che già una volta ho avuto il blog distrutto con la scomparsa delle centinaia di numeri che avevo prodotto.
Viviamo brutti tempi e che continuino ad esserci italiani che minimizzano e non realizzano la gravità della situazione è disperante.
Come è disperante che Di Pietro continui a fare errori sciagurati come questo appoggio a Bossi nel suo impossessarsi dei beni demaniali per mercificarli nel sacco dello Stato.

Viviana Vivarelli

LA CORTE EUROPEA

C’è una corte europea e non la usiamo.
E’ vero che la procedura è farraginosa, occorre che un provvedimento diventi legge, devono passare sei mesi ecc, ma tuttavia finora c’è stato da parte italiana un solo ricorso alla Corte europea per l’esposizione del crocefisso e, adesso da parte di sky che teme per il suo mercato, e mi sembra inconcepibile che non si usi anche questo strumento contro le infamità del governo B.
Purtroppo la Corte europea non fa nemmeno parte della comunità europea, è lenta, di difficile accesso, e non cogente, ma, vista la pubblicità che il ricorso di un solo privato ha guadagnato a livello internazionale, perché non denunciare B nei suoi tentativi vergognosi di coartare il diritto di stampa e di informazione e il dovere della magistratura di intervenire con tutti i mezzi possibili per contrastare la criminalità?
L’obiezione del sottosegretario alla Giustizia degli USA Lanny Brauer al veto alle intercettazioni ha fatto grande scalpore facendo governare questo governo, perché allora non insistere sullo svergognamento internazionale?

La Convenzione europea di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali è entrata in vigore nel 1953 e aderisce ai diritti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948.
Elenca una serie di diritti e libertà civili e politici e istituisce un sistema per garantirne il rispetto da parte degli Stati.
Il controllo è affidato alla Commissione europea dei Diritti dell’Uomo, alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo e al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa,
Possono far ricorso contro violazioni ai diritti fondamentali sia singoli che gruppi che organizzazioni contro governi rei di violare i diritti garantiti dalla Convenzione.
Lo stato violatore dei diritti umani e civili prima viene avvertito, poi il contenzioso è portato davanti alla Corte. E i casi riportati sono sempre di più. Nel 1997 erano 12.000. E la Corte ne esaminava solo 5 o 6. Non so a che punto siamo ora. La Corte dovrebbe essere resa più funzionante proprio da quei ministri nazionali contro cui sono fatte le denunzie. E’ un conflitto di interessi. Ma io credo che non si debba tralasciare nulla e che, di fronte allo scempio che si sta facendo oggi in Italia all’informazione e al perseguimento dei reati, ricorrere alla Corte europea dovrebbe essere un diritto e un dovere.

Giovanni Amoruso
152366@libero.it

L’Italia è l’unico Paese al mondo che ha contemporaneamente i Comuni, le Province, le Regioni, le Circoscrizioni, le Unioni Provinciali, l’Associazioni comuni, gli ATO, le ASL, i Consorzi, gli Enti Sviluppo, le Comunità Montane, le Associazioni di Categoria, gli Ordini, i Sindacati, due Camere (uguali), le Authority, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, una Università in ogni città, e un aeroporto quasi, decine di Enti previdenziali, 4 cattedre per una sola ortopedia o ginecologia. A parte tutti i Consigli di amministrazione pubblici tanto affollati(e a gettone).
Pillola demagogica: un commesso della CAMERA va in pensione a 52 anni con 8MILA euro netti al mese per 15 mensilità.
Lasciamo perdere il fatto che al ristorante del PARLAMENTO si mangia un pasticcio di maccheroni costa 1 (UN) EURO E CHE QUALCHE ANNO FA SPESERO 2 MILIONI di euro per la sola carta igienica.
Inutile dire che alla Regione Campania è stato finanziato un corso per ASSAGGIATORI DI MIELE. Con una evasione di 200 miliardi. E i nostri politici si stanno sforzando di capire come salassare i cittadini per la prossima finanziaria. Concentriamoci su precisi obiettivi vedrete che dal Paese con il maggior debito pubblico (dopo aver mandato a quel Paese tutti ma proprio tutti) potremmo diventare il Paese del benessere. Basta volerlo. Se non moralizziamo la Società con poche regole precise e chiare, finiremo in default, e molti italiani si vedranno costretti a chiedere cittadinanza in altri Stati che funzionano veramente.
Accetto manifestazioni di volontà da chi non ha velleità politiche e di potere, da chi è sorretto solo dal bene comune e realmente intenzionato ad uscire dal pantano Italia.
Temo di correre, fermarmi, girarmi e ritrovarmi da solo.

Maria Pia Caporuscio

Quante volte ho rimproverato i miei nonni per non essere stati capaci di fermare l’ascesa di Mussolini, ed essersi fatti sottomettere da un branco di criminali, fino a quando la catastrofe della guerra vi pose fine. Oggi che ci ritroviamo esattamente nelle stesse condizioni, cosa stiamo facendo noi per impedirlo? Il passato non fa testo? Stiamo aspettando, esattamente come fecero loro, che la catastrofe si abbatta su di noi in tutta la sua violenza, rimanendo alla finestra. Non ci siamo ribellati quando questi sciacalli offendevano la nostra intelligenza vendendoci, come mediocri imbonitori quali sono, lucciole per lanterne. Quando giorno dopo giorno, ci toglievano ad uno ad uno tutti i diritti acquisiti in cinquant’anni di lotte, sostenute dai nostri genitori, per assicurarci un avvenire migliore, e ci ritroviamo oggi a dover elemosinare un qualsiasi lavoro che è un diritto sacrosanto. Non ci siamo ribellati quando sbranavano il nostro Paese rubandone tutte le risorse e arricchendosi spudoratamente, mentre il popolo sprofondava sempre più nella miseria. E non ci ribelliamo adesso che legano le braccia alla magistratura affinché non li contrasti nelle manovre per depredarci sempre più. Non ci ribelliamo al bavaglio all’informazione così non potendoli più accusare di essere dei criminali, ci mettono tutti nella condizione di non nuocere. Stanno aprendo un’autostrada alla criminalità abbattendo tutti gli ostacoli che potevano impedirlo. Il nostro Paese lo hanno messo all’asta e il peggior mafioso se la può tranquillamente ingoiare.
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Beppe Grillo

L’economia è scomparsa dalle prime pagine dei giornali e dei telegiornali o ridotta a notizia di secondo piano. Eppure la Borsa di Milano continua a perdere il suo già esiguo valore. Il titolo di Telecom Italia è sceso sotto l’euro a 0,972, Intesa San Paolo, la più grande banca del Paese, ha perso il 33% da inizio anno. In generale le perdite per le aziende oscillano tra il 20 e il 30%. La Merkel ha ripetuto più volte che l’euro è a rischio. La ragione per cui può saltare sono i debiti nazionali. I titoli di Stato che coprono il debito dei PIIGS possono trasformarsi in spazzatura da un momento all’altro come è successo in Grecia.
I debiti nazionali riconvertiti in titoli sono l’equivalente dei derivati tossici che hanno fatto fallire banche in tutto il mondo. Dopo le banche falliranno gli Stati. Ora, la Germania dovrebbe ripianare, per tenere in vita l’euro, i debiti di Stati come l’Italia, comprare il debito da Tremorti. Perché dovrebbe farlo? In Germania i cittadini pagano le tasse mentre in Italia l’evasione è stimata in 130 miliardi di euro all’anno. In Germania le truffe ai danni della UE per centinaia di milioni di euro sono inesistenti, le mafie non fatturano tra i 100 e i 150 miliardi ogni anno, la corruzione non drena 50 miliardi come da noi. Perché i tedeschi dovrebbero aiutarci? Perché un tedesco dovrebbe privarsi di servizi sociali o ritardare la sua pensione a causa di una gestione delinquenziale dei conti pubblici attuata da venticinque anni da gente come Craxi e Berlusconi?
La Merkel chiede un limite al debito pubblico e al deficit degli Stati e l’espulsione per chi non lo osserverà. Tremorti si è riunito con quelli che ci ostiniamo a chiamare ministri, ma che senza Berlusconi sarebbero al massimo impiegati di concetto di qualche ente pubblico o addetti alla pulizia dei gabinetti nelle stazioni. Tremorti ha minacciato le dimissioni se non ci saranno i tagli di 24 miliardi. Nessuno meglio di lui sa che ne occorrono almeno 100 di miliardi e che nessun governo politico è in grado di imporre una manovra del genere ai cittadini, anche se diluita nel tempo.
Nel 2010 Tremorti, mentre il nostro debito pubblico aumenta al ritmo di 100 miliardi all’anno, deve vendere alcune centinaia di miliardi di euro di titoli in scadenza. Chi li comprerà? Se non lo farà la UE, e non lo farà, la festa è finita. Si potrebbe chiedere alle mafie di comprarli in cambio di leggi favorevoli. E’ un’idea. Tremorti ci pensi. Forse è l’ultima speranza, prima degli elicotteri. L’opzione migliore rimane comunque la vendita dell’Italia alla Germania in cambio dell’annullamento del debito. Un’Italia protettorato meridionale tedesco, un balcone sul Mediterraneo. Merkel for president. Now!

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La federazione demaniale: lo scippo dello Stato
Viviana Vivarelli

Perché continuare a leggere dichiarazioni di leghisti senza cervello che insistono del decantare un federalismo che allargherà a tutta Italia il cattivo esempio della Sicilia che è già regione con pieni poteri? Una regione in cui i funzionari pubblici si sono dati stipendi da capogiro ma i cittadini si trovano servizi pubblici inservibili e più costosi.
E ora anche Di Pietro fa questo marchiano errore di appoggiare il federalismo demaniale!!??
Non ci posso credere che Di Pietro continui a fare errori spaventosi senza nemmeno accorgersene!
Già adesso il demanio si salva a stento dalle mani rapaci dei furbastri che vogliono mercificarlo, che vogliono riempire le nostre coste, i nostri parchi, le nostre zone archeologiche o di interesse paesaggistico di speculazioni immobiliari. Domani col federalismo demaniale questa mercificazione sarà garantita. Sarà inutile dire che non si può costruire sulle spiagge italiane o sui parchi nazionali o sulle zone archeologiche. Tutto sarò in vendita, con la cementificazione, o lo spregio o il furto dei nostri beni più preziosi.
Sindaci e Presidenti di regione faranno a gara per vendere tutto il vendibile, tanto più visti i tagli dello stato centrale sugli enti locali, e gli spaventosi deficit sanitari.
Ce li vedete queste amministrazioni implicate con la mafia e queste amministrazioni a guida di una destra che è totalmente aliena dal rispetto per i beni nazionali, dalla difesa del territorio, dalla tutela dei beni di tutti? Dopo questa legge gravissima, ogni tipo di amministrazione barbara o corrotta potrà gettare sul mercato ogni sorta di beni demaniali, beni che ora sono di tutti: parchi, fiumi, coste, laghi, porti, persino le sorgenti. Tutto sarà vendibile, e tutto sarà venduto. Col disastro totale di questo paese!
E’ questo che Di Pietro ha appoggiato?
Ed è questo che vedremo mentre i leghisti più illusi continueranno ad illudersi che il federalismo porterà maggiore benessere per i cittadini?

In Italia, per il Codice Civile, il demanio finora è stato intoccabile, esso è costituito dalla spiaggia del mare, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche, le opere destinate alla difesa nazionale e anche, se sono riconosciuti demaniali, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili d’interesse storico, archeologico e artistici; i musei, le pinacoteche, gli archivi e le biblioteche, i porti e gli aeroporti ecc. Tali beni possono anche appartenere agli enti locali (comune, provincia o regione), ma sono ugualmente soggetti al regime del demanio dello stato, per cui finora non potevano essere venduti. Ora la legge di Bossi, appoggiata anche incoscientemente da Di Pietro, mette tutto sul mercato e sarà la manna. Finora questi beni erano disponibili per tutti, ci era garantita la loro fruibilità. Domani non più). Qualunque amministrazione sciagurata potrà farne carne da macello. Potrà essere venduta la Fontana di Trevi come la Biblioteca nazionale di Firenze o il Parco del Pollino.
Ricordo con orrore quando la squadra della Fiorentina era gravata dai debiti di Cecchi Gori e i tifosi chiesero che si vendessero gli Uffizi. E quelli che stanno al Governo o nelle amministrazioni locali non sono meglio. Immaginatevi quello che accadrà con amministrazioni colluse con la mafia o di tipo leghista e assolutamente impermeabili alla cultura o agli interessi nazionali.
Sarà che Tremonti non mette le mani nelle tasche degli italiani, ma questo è il più grande scippo ai nostri diritti patrimoniali che sia mai stato compiuto. Si scippano un intero paese e lo mettono in vendita. E non si sente un fiato dal PD, e la stampa tace, e lo sciagurato Di Pietro addirittura appoggia!!!! Mettono in vendita il nostro paese e non protesta nessuno?! Ma a che bassezza siamo arrivati?
Con la crisi della Grecia alle porte e un debito che è il terzo del mondo, hanno fatto questo atto violento per cui sarà facile dire: ripianate i vostri debiti svendendo ciò che avete, ve ne diamo la potestà. Questo Governo mette in vendita il nostro paese e noi lo tolleriamo?
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Berlusconi ha messo gli enti locali nelle condizioni di poter vendere il demanio.
Prima o poi Tremonti metterà le mani sulle riserve della Banca d’Italia.
E poi?

Donne nel sacerdozio e donne nella politica.
Rosario Amico Roxas

Alessandro VI avrebbe riempito il concistoro di cardinali elevati alla porpora, scegliendo tra le più belle e disponibili femmine dell’epoca, possibilmente ingravidandole tutte così da garantirsi una fedeltà legata all’alcova.
Ma anche in politica non stiamo messi meglio con la promozione a ministro o sottosegretario o, ancora, semplici ma influenti parlamentari, di discutibili e discusse appartenenti al “sesso debole” che usano la loro debolezza come unica forza, con un pizzico di ricatto… che non guasta.
Così il problema diventa, innanzitutto, culturale, dovendosi modificare la cultura stessa del concetto di “peccato”, nel pianeta confessionale, che in quello laico diventa “scelta selettiva”.
Quando non si guarda all’intelligenza o alla cultura di una donna, ma si preferisce identificarla pubblicamente “più bella che intelligente”, per sottolineare la mancanza di sex appeal, come unico criterio di valutazione, si materializza l’incapacità di andare oltre le apparenze per fermarsi all’immediatamente godibile, come fine unico ed ultimo.
Certo che sarei favorevole alle donne nel sacerdozio, come lo sarei per le donne in politica, ma il tutto preceduto da una diversa inculturazione, che sia totalmente paritaria ed edulcorata dai preconcetti maschilisti di dominio che ammorbano le relazioni interpersonali per trasformarle, tout court, in “relazioni” e basta.
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Fini, il mezzometrista
Viviana Vivarelli

Fini non un centometrista, è un mezzometrista.
Alza la testa ed è subito stanco.
E’ uno che si leva a mezzogiorno e poi fa una pennichella.
E’ come quei piccoli soffioni che sono a Larderello.
Uno vede un piccolo geiger che sale dalla mota e crede che venga fuori l’eruzione di un vulcano.
Ma è solo un piccolo soffione che è subito finito. E torna tutto mota.
Fini è un soffioncino.

Attacco al PD
Viviana Vivarelli

Santoro picchia duro anche sul PD e nell’ultimo Annozero è stato chiaro. Ma ormai chiunque abbia rispetto per questo paese non può che picchiare duro su tutti, perché alla rovina ci hanno portato tutti i partiti, e non puoi chiedere a chi ti ha azzoppato dolosamente di rimetterti in piedi e aiutarti a camminare.
Pd e Pdl sono le due facce di una stessa medaglia, quella della rovina italiana.
Berlusconi non ci sarebbe se solo il Pd non lo avesse aiutato e non avanzerebbe tanto se non ci fossero Napolitano e la fiacchezza dell’opposizione.
Addirittura la bicamerale fu voluta da D’Alema che ora si offre per un nuovo scempio della Costituzione. Il maggiore alleato di Berlusconi è stato lui!
Ma questi appoggiano anche il presidenzialismo forte! Non se ne vergogna nemmeno Franceschini! E Veltroni, dopo il danno che ha combinato, ha ancora la faccia di presentarsi come leader! Ogni atto di Violante è emblematico. Come l’abbraccio della Finocchiaro a Schifani appena eletto. O il comportamento di Petruccioli in RAI. O la Chiaromonte che si vanta che il Parlamento non darà mai una autorizzazione a procedere. Il PD è arrivato persino a dire che l’art. 18 non è un tabù e che può essere smantellato! Lo dice il senatore PD Tiziano Treu: “Le norme dello Statuto dei lavoratori che vietano i licenziamenti senza giusta causa possono essere riviste!” Questi non conoscono più la vergogna.
Ormai si può essere solo con Grillo, Padellaro e Travaglio, contro tutti costoro, per l’Italia. Ed è con loro che andrà Santoro.
Che fosse fazioso era facile dirlo, ma che ora resti solo la faziosità di Berlusconi non sarà un guadagno. Ci stiamo avviando a passi da gigante verso la svendita del paese a una cricca di malnati. Il fascismo è vicino insieme alla crisi economica e la verità ci sarà negata per sempre.
Santoro poteva anche essere di parte, ma quale parte? Non certo da quella del PD. Con lui avevano parola i disoccupati, le vittime, i cassintegrati, la parte più debole del paese, e dopo? Io l’ho criticato finché ha fatto le sue trasmissioni, ma mi rendo conto benissimo che con lui se ne va un pezzo grosso della resistenza di questo paese e sarà una perdita per tutti.
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Sacchi comunali
Paolo B. Parma

In tutte le città d’Italia, TUTTE, sindaci, assessori, dirigenti di partito, politici hanno abusato delle direttive europee per costruire società a capitale misto pubblico/privato con il fine ultimo di impossessarsi indebitamente dei soldi dei cittadini. Fanno nascere delle macchine da soldi dove ricevono milioni di € dallo stato per erogare qualsiasi servizio: anziani, ristorazione, sanità, infanzia, case protette, gestione trasporti, logistica, energia, rifiuti, energia rinnovabili, riscossione tasse comunali, manutenzione strade, manutenzione verde pubblico.
A Parma STU S.p.A., ad esempio, società che gestisce la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Parma, nello statuto societario c’è un capoverso che contravviene al diritto amministrativo di base in modo eclatante:….le quote azionarie possono essere cedute anche gratuitamente ad un socio….. come dire che un socio che ha una quota di 1 milione di euro potrebbe regalarla in qualsiasi momento. Magari,quando ne avranno voglia, il comune di Parma detentore della quota maggioritaria potrà cedere gratuitamente la sua quota a un socio. Scherziamo????
Questo è un esempio della gestione del denaro pubblico. Politici e amici dei politici che gestiscono direttamente o indirettamente società di milioni di euro senza che nessuna autorità possa controllare “veramente” la gestione per intero. Politici o imprenditori che sono a capo di società o enti e percepiscono 30 mila euro di qua, 50 mila euro di là. Un vero e proprio ladrocinio legalizzato da una normativa europea nata per uno scopo, il libero mercato, ma stravolto dalla disonestà dei politici senza scrupoli. Ecco perchè tutti i comuni d’Italia pur aumentando le accise comunali a milioni di cittadini non riescono a far quadrare i bilanci con buchi milionari. Più raccolgono denaro e più ne hanno per mangiare. Società di scopo … capito?

La maggioranza dei malvagi
Viviana Vivarelli

Credo che noi cadiamo costantemente in un errore. I delinquenti ci vogliono ingannare facendoci credere che sono la maggioranza nel paese e che non ci resta altro che diventare come loro. Ma è un errore. I delinquenti, la cricca, sono molto meno di quel che si crede, anche se occupano, per nostra disgrazia, delle posizioni chiave nel paese.
Otto milioni di volontari sono la vera Italia.
Molte decine di milioni di italiani, anche senza far volontariato, sono brave persone, buoni lavoratori, ottime persone di famiglia.
Alcuni altri milioni di italiani non sono solo validi cittadini, ma combattono anche come possono per una politica attiva, partecipativa, con la sola forza della loro passione civile.
Quante persone restano? E sono i delinquenti al potere, i delinquenti criminali, i furbetti che neanche sanno quanto sono delinquenti, e gli opportunisti o i sostenitori di chi delinque. Quanti sono ? Molto meno di quanto si crede.
I delinquenti al potere ce la mettono tutta per far credere che la totalità degli italiani è come loro, e fanno di tutto per dar loro bassi esempi morali per peggiorare i loro comportamenti, o per far credere che chi non è al loro posto li invidia e non vede l’ora di essere come loro. Ma non è vero. Semplicemente non è vero. L’onestà è un valore intrinseco inestimabile ed è diffusa ovunque, resiste a ogni deprecabile esempio, a ogni forzatura verso il male.
Questo paese è enormemente migliore di quello che i peggiori al potere vogliono farci credere. Questo paese ha in se stesso la sua ricchezza e la sua forza.
Basta realizzare bene questo e il castello delle menzogne scoppia come una bolla di sapone. E il potere con esso.
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Mario Capanna

“Il voto è una parte piccolissima della democrazia, come a dire un capello.
La sostanza della democrazia è la partecipazione attiva consapevole. Quando manca quella, il cattivo potere può fare quello che vuole.
La sinistra perde perché non ha un progetto politico alternativo. Cambia nome, cambia leader, ma quel progetto non nasce mai, e così Berlusconi continua a vincere, perché va a donne, ruba, imbroglia, ma dà a vedere di avere un progetto ben chiaro che vuole attuare e dunque può fare quello che vuole.
Vendola lo stimo moltissimo ed è mio amico, è una pregevole persona. Il rischio è che il PD lo usi come la Madonna pellegrina, portandolo in giro perché faccia il miracolo, ma finché questo progetto autonomo non nascerà, il PD sarà destinato a perire, con o senza Vendola. La politica la può fare solo la partecipazione civile; quando una linea politica non c’è, non c’è Madonna pellegrina che faccia il miracolo”.

Mario

Nel dicembre del ‘69 avevo quasi un anno e secondo alcuni scoppiò la bomba in piazza Fontana uccidendo tanti civili che stavano dentro la banca nazionale dell’agricoltura.
Napolitano ha chiesto scusa di questa strage che non ha avuto mandanti, se non lo Stato di allora che aveva appena perduto 8 ore lavorative settimanali, dai contratti dei lavoratori nelle fabbriche: gli operai. Così da 48 ore si
fissarono le 40 ore settimanali. Molto prima Don Bosco riuscì a dare la domenica come giorno di libertà per tutti i lavoratori dipendenti. Briciole di dignità fondamentali per vivere e per lavorare. Dopo la strage alcuni attivisti politici, fortunatamente pochi, decisero di utilizzare quegli gli stessi metodi violenti e vigliacchi del potere, per affermare dei diritti, spesso anche pieni di contenuti. Milano non ebbe colonne terroristiche e, prima di allora, nessuna azione armata e violenta verso i cittadini fu perpetrata dalla classi più deboli che costituiscono la forza del lavoro. Da allora circa tre miliardi in più di esseri umani sono venuti alla luce e continuano a vivere, molti a sopravvivere, e di certo le condizioni materiali di vita sono per molti migliorate e meno peggiori. Non so se l’umanità c’è la farà a superare se stessa e non credo che il problema di una dignitosa e sobria vita per tutti, dipenda solo dal rispetto delle regole e che riguardi solo la responsabilità di coloro che hanno potere e ricchezza, però penso e spero che attraverso nuove regole e all’esercizio nel rispetto di esse, l’umanità tutta possa fare un passo in avanti. E’ un periodo di grandi cambiamenti e di confusione mondiale, il pietismo è arido, l’avarizia è colma e la rabbia è molta.
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Beppe segnala:
Ior, scatta l´operazione pulizia al setaccio tutti i conti correnti

Giro di vite sui conti correnti dello Ior, l’Istituto per le opere di religione, la banca del Vaticano, dopo l’indagine G8. “Chiarezza sulla provenienza dei soldi”. Una riservatissima inchiesta interna è in corso dietro le quinte dell´istituto bancario pontificio presieduto da Ettore Gotti Tedeschi
Nel mirino degli “inquirenti” interni tutta la clientela dello Ior, che a norma di statuto dovrebbe essere costituita solo dal personale dipendente della Santa Sede, delle 191 nunziature apostoliche (le ambasciate del Papa) e di tutte le congregazioni religiose sparse nel mondo. Una norma, comunque, non sempre rispettata se si pensa che tra i clienti eccellenti della banca sono emersi recentemente nomi come quelli di Giulio Andreotti o di Angelo Balducci, l´ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici incarcerato nell´ambito dell´inchiesta sugli appalti e per il quale in Vaticano è arrivata per vie diplomatiche anche una richiesta di rogatoria dei magistrati impegnati nell´inchiesta sul G8.
Uno di questi cardinali non ha nascosto il proprio disappunto, ma senza successo. Alla Ior sembrano veramente decisi ad intraprendere la strada della trasparenza e del rigore, sollecitati anche dalle nuove norme Ue sull´antiriciclaggio che la banca vaticana si è impegnata a recepire entro il 31 dicembre prossimo su sollecitazione degli stessi organismi monetari europei.

http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=943739
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8 per mille
VV

Pedofilia, immense proprietà immobiliari, settarismo, collusione con gruppi criminali, protezione di governi fascisti, blocco alla scienza, intrusione nelle leggi dello Stato, parassitismo pubblico, Opus dei, Legionari di Cristo, IOR, omofobia, odio alle donne, attacchi ai diritti fondamentali proclamati dall’ONU…

Con l’8 per mille hai fatto molto per la Chiesa cattolica.

Ora basta!
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VV
…la privacy, il traffico, i lavavetri, le famiglie di fatto, i migranti, gli embrioni, le scuole private confessionali….
I massimi poteri ci dicono che sono questi i più grossi problemi del mondo moderno.
A credergli dobbiamo essere completamente matti.
A seguirli matti pericolosi.
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DI PIETRO

Il ministro dell’Economia Tremonti si è preoccupato all’improvviso. È sembrato quasi caduto dal pero quando ha affermato che la crisi “è peggiore del previsto”. È stato perfino disposto a fare la figura dell’incompetente dichiarando la necessità di una manovra da 24 miliardi. Come se la notizia fosse inaspettata anche per lui che ha avuto i numeri sotto il naso in questi due anni.
Questa crisi si è sviluppata nell’indifferenza del governo. Se l’esecutivo non avesse passato il tempo a negare l’esistenza della crisi ora forse ne saremmo già fuori e non saremmo qui a subirne le conseguenze. A partire dal 2008 l’Italia ha visto aumentare di dieci punti il proprio debito pubblico.
Ora Tremonti parla a mezza bocca di una sospetta volontà della Germania di uscire dall’euro. Anche questa non è una sorpresa: è ovvio che uno Stato sano, anche se in difficoltà, punti a liberarsi di “paesi zavorra” che non vogliono uscire dalla crisi. Ancor più ovvio che non vogliano più condividere le risorse con chi le gestisce in modo sconsiderato e corrotto come l’Italia.
Ma dov’era il ministro dell’Economia quando Berlusconi negava la crisi in nome di un bieco e personalissimo tornaconto? Dov’era il suo “cartellino rosso” quando il debito pubblico sprofondava mese dopo mese? E quando la cricca costruiva cattedrali nel deserto per il G8 sardo e per il Salaria Sport Village? Era a scrivere lo scudo fiscale a quattro mani con la cricca al fine di “sbiancare” i capitali degli evasori e dei malviventi, garantendo loro perfino l’anonimato. Questo governo non è affidabile, non lo è mai stato.
La Germania non uscirà dall’euro, chiederà semmai agli Stati non virtuosi di andarsene e di tornare una volta sanati i propri conti. E il giorno dopo questa richiesta la quotazione dell’euro tornerà a volare riconquistando la fiducia dei mercati internazionali. Il litigio di Berlusconi con Tremonti durante il Consiglio dei Ministri è solo un teatrino per convincere gli italiani che tutto è arrivato troppo in fretta. Tanto in fretta da giustificare il fatto che verranno sfilati dalle tasche dei cittadini anche gli ultimi spiccioli, le pensioni e le tredicesime.
Non mi stupirei nemmeno se il Governo avanzasse la proposta di una dolorosissima tassa patrimoniale del 20%, dopo aver diminuito di un misero 5% lo stipendio dei ministri.
Ma chi è parte del problema non può essere chiamato a risolverlo: è una vecchia regola, signori del governo. L’unica strada è quella di nuove elezioni lampo cambiando la legge elettorale.
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Frequenze in vendita o in regalo
Cettina
espresso.repubblica.it/dettaglio/miliardi-in-regalo-alle-tv/2127116&ref=hpstr2

Mentre tutti gli stati della UE stanno recuperando moneta con la vendita delle frequenze lasciate libere dal digitale terrestre, l’Italia ha deciso di regalarle alle tv…..tra le quali, guarda caso, ci sono le reti Mediaset, la cui rete4 ci costa già 350.000 mila euro al giorno per una multa inflittaci dalla UE.
Siamo in uno stato libero secondo voi?
Uno stato è libero
quando, dopo una sentenza della Corte d’Appello, i condannati finiscono in galera (vedi sentenze del G8) e non restano ai loro posti perché lo ha deciso la classe politica;
quando a capo del governo non c’è un corruttore con evidenti problemi di conflitto di interessi;
quando non si regala la parte buona di un’azienda ad alcuni amici ed i debiti ai cittadini; e non contino perchè l’elenco sarebbe lungo.
Ribelliamoci, abbiamo i motivi e gli strumenti legali per pretendere che vengano rispettate e poste in atto giustizia e legalità.
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La giornalista Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1
per protesta contro Minzolini

Lo scrive lei stessa in una lettera che ha affisso nella bacheca della redazione. Tre cartelle e mezzo per spiegare che non si riconosce più nella testata, e per dire che se un giornalista ha come unico strumento per difendere le sue prerogative professionali quello di togliere la propria firma, un conduttore può solo togliere la sua faccia. Così ha deciso di fare lei, abbandonando la conduzione del Tg1 delle 20. La decisione arriva dopo una serie di scontri con il direttore della testata Augusto Minzolini (fonte: Ansa).
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UMBERTO CAPOCCIA-NAPOLI

Ormai siamo alla totale omologazione della libertà di parola e di stampa. Tutto viene filtrato, distorto,manipolato, per farci credere che tutto vada bene benché la realtà è peggiore di quanto si possa immaginare. Ora tutto lo sforzo di un parlamento corrotto ed inerte è concentrato a far passa la legge sulle intercettazioni che proibisce qualsiasi possibilità a scoprire delinquenti, politici,e faccendieri corrotti. Ci sarà il silenzio totale su qualsiasi azione di malaffare condotta in danno di noi cittadini e dell’intera nazione. Faremo la fine dell’Argentina sottoposti ad omuncoli assatanati di potere, di soldi, e di puttane da altri pagate non avendo la possibilità di procurarsene gratis tenuto conto che altrimenti, se non pagate, qualsiasi donna degna di questo nome li schiferebbe. Gentaglia senza senso dello stato abbarbicati al potere conquistato con il beneplacido di mafiosi e camorristi. Caldoro per accontentare tutti farà altri due assessori in più. Perfino B ha dichiarato che in Campania si è data troppa visibilità a Nicola Cosentino, forse si è dimenticato che lo ha nominato lui sottosegretario e coordinatore del PDL per la Campania. Tanto tutto fa brodo basta che, in nome del popolo sovrano, tutti i fetenti della regione votino per il PDL. Che non è un partito ma un feudo personale del divino Silvio.
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Balle diffuse ad arte
Viviana Vivarelli

Di balle ne girano tante.
1°: Santoro non si è dimesso e anzi ha detto che la RAI gli chiede di restare, lui resta ad Annozero
2°: non è scritto da nessuna parte tranne che nei giornali disinformanti che abbia preso 10 milioni, così come fu una balla di Ferrara che le due Simone in Iraq prendevano 8 milioni al mese, quella era la paga di un mercenario. Sui giornali di B di balle ne abbiamo sentite talmente tante che ripeterle mi sembra da idioti.
3°: infine basta dire che Santoro deluse i suoi elettori. Con l’elezione all’europarlamento Santoro prese una palla al balzo ma chi è nato per fare televisione non può fare il deputato e ognuno ha il diritto di realizzare ciò per cui è nato se è bravo, e ha diritto di combattere per questo fino allo stremo. Anche in questa sua ostinazione Santoro ci dà una grande lezione di vita.
La balla sui 10 milioni deve averla inventata Feltri ma quelli del PD sono così avvelenati e meschini che potrebbero averla copiata anche loro e bene ha fatto Santoro a sputtanarli, anzi spero che anche De Magistris sputtani quanto prima il PD visto quanto il Pd ha fatto contro di lui e contro di noi, Napolitano in testa.
Oggi Treu, del Pd, ha detto che addirittura che è il momento di smantellare l’art 18, è l’ora di smettere di considerarlo un tabù. Non ho parole!!
Un’altra balla è che Santoro prenda anche il compenso o la pensione da europarlamentare. Sia lui che la Gruber si dimisero prima dei 30 mesi previsti e ciò facendo decaddero da qualunque compenso successivo.
Anche la Gruber scoprì che stare a Bruxelles a far niente non era la sua vocazione. Del resto anche D’Alema non vedeva l’ora di uscirne. Non si sono nemmeno traduttori in italiano e deve essere un’agonia.
La Gruber fu votatissima, ebbe 234.00 voti, più di Berlusconi. Eppure nessuno si lamentò del suo abbandono o tradimento come avvenne per Santoro.
Se foste nati per cantare e vi offrissero di andare in bicicletta accettereste? Quando uno può, ha diritto di realizzare se stesso e non sempre è questione di soldi.
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Aldo Antonelli segnala:

Michele Serra
Ammesso che Santoro abbia deciso tutto da solo, un editore che liquida senza esitazioni uno dei suoi prodotti di punta, che editore è? Questa è la vera domanda (né di dx né di sx) che la vicenda Santoro impone, e la risposta (né di dx né di sx) è che la Rai non è un editore. Quasi nessuna delle sue scelte recenti è spiegabile con una logica aziendale, con una politi¬ca del prodotto.
Che cosa sia diventata la Rai (un ufficio di colloca¬mento dei partiti? Una macchina di propaganda governativa con una nicchia compensativa per l’opposizione? Una plaga del sotto¬governo romano e, grazie alla Lega, ora anche milanese? Un pro¬lungamento della lotta politica con altri mezzi?) non si sa con pre¬cisione. Ma si sa, ormai, ciò che non è: un’azienda editoriale. Quel¬lo che sbalordisce è che la pur nutrita schiera di persone che lavo¬rano alla RaiperlaRai, e non per questo o quel padrone esterno, an¬cora non abbiano organizzato una ribellione memorabile. L’umi¬liazione di chi lavora alla Rai, e vede sgretolarsi competenze e idee, è ai suoi massimi. Una Solidarnosc dei lavoratori Rai (lavoro contro potere, autonomia contro regime dei partiti) sarebbe dunque nelle cose: a meno che siano in maggioranza, alla Rai, quelli che devono tutto ai partiti, e non possono mordere la mano che li nutre.

Massimo Giannini
Al culmine dello scandalo che colpisce il governo, nel turbine di appalti truccati e case regalate, tasse evase e favori sessuali che coinvolge ministri e grand commis, B prova a uscire dall’angolo con una mossa che ricorda il Craxi della prima Tangentopoli. Come il Mario Chiesa del ’92, «mariuolo» indipendente e solitario, anche gli Scajola e i Verdini di oggi sarebbero dunque «casi personali e isolati, che nulla hanno a che vedere con l’attività del governo e del partito».
La «dottrina B», affidata ancora una volta alle premurose cure di un Vespa ormai unico «biografo» accreditato dal Palazzo, non sta in piedi da nessun punto di vista. Né etico, né politico.
A1 di là delle retromarce e delle pre¬cisazioni successive, la tesi del Ca¬valiere è «tecnicamente» risibile. L’intenzione è chiara: il premier, nell’illusione di mettere in sicurezza l’ese¬cutivo e il Pdl, non nega gli addebiti al vaglio della magistratura, ma li scarica sui singoli espungendoli dagli organismi collettivi. Ma la spiegazione non regge: qui non stiamo parlando dell’oscuro assessore di un comu¬ne dell’hinterland milanese. Finora nelle inchieste delle Procure di mezza Italia sono coinvolti, nell’ordine: un ex ministro (Lu¬nardi), un ministro dimesso (Scajola), un ministro in carica (Matteoli), un sottosegre¬tario con delega alla Protezione Civile e ai Grandi Eventi (Bertolaso), un nutrito drap¬pello di servitori dello Stato (dal direttore generale dei Lavori Pubblici Balducci al ca¬postruttura del ministero delle Infrastrut¬ture Incalza) uno dei tre coordinatori del partito di maggioranza (Verdini). Di fronte a questo «apparato», fatto di uomini e di in¬carichi, è difficile parlare di «casi isolati». Ed è impossibile non vedere l’elemento «di si¬stema» che, nella zona grigia in cui si mi¬schiano politica ed economia, può trasfor¬mare un episodio in un metodo, e un grup¬po di persone in un comitato d’affari.
Per questo la tesi del Cavaliere è anche po¬liticamente inaccettabile. La giustizia deve fare il suo corso. Le responsabilità penali, personali, dovranno essere accertate. Ma le responsabilità politiche, collegiali, sono già sotto gli occhi di tutti. Si può far finta di non vederle. Si può, manzonianamente, continuare a troncare e a sopire, ripetendo come un esorcismo che «questa non è una nuova Tangentopoli». Ma sapere che oggi si ruba per se stessi e non per il partito (ammesso che sia vero) non può e non deve consolare nessuno. Questi scandali producono comunque una profonda alterazione alle regole del gioco democratico e del libero mercato. E di questo B, che si fregia tuttora di aver portato in politica «una nuova visione morale», non può non rispondere.
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Bruno Pirozzi
IL GOVERNO DEI DDL

Non appena stanno per acciuffarli, ecco che partono i decreti d’urgenza.
Lodo Alfano, uno, bis, ter, legittimo impedimento, processo breve, decreto salvaliste.
Non appena la stampa pubblica le loro malefatte, parte il decreto intercettazioni.
Questa volta la stampa ha pescato nel torbido e l’inchiesta si sta allargando come il petrolio in Louisiana, e come si tenta di arginare la macchia, così i nostri ministri, richiamati in causa ad uno ad uno si apprestano ad imbavagliare l’informazione.
Escono fuori sempre più tresche e sempre più nomi, se continua così in parlamento restano solo il barista e il barbiere, forse.
Il sultano è nel panico perchè se i suoi vassalli indagati reclamano parità di giudizio nei confronti del signore sa che prima o poi toccherà a lui.
Così tra questa corsa ai decreti d’urgenza s’annega la mia Italia:e il naufragar m’è dolce in questo mare di merda.
Anche il governo americano si schiera contro la legge sulle intercettazioni, con una presa di posizione che ha pochi precedenti. Per l’Amministrazione Obama le intercettazioni telefoniche sono uno “strumento essenziale delle indagini” che non va indebolito. “Non vogliamo che succeda niente che impedisca ai magistrati italiani di continuare a fare l’ottimo lavoro fatto finora”, ha affermato il sottosegretario del Dipartimento Penale Usa con delega per la lotta alla criminalità organizzata, Lanny Breuer.
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Rating
Viviana Vivarelli

Ogni banca acquista i debiti di qualcun altro. Ma, per es. chi compra i BOT italiani? Ancora molti italiani anche se i rendimenti sono azzerati, poi banche estere. All’ultima asta sono andati tutti venduti e addirittura la richiesta era superiore. Eppure all’asta dello scorso 27 aprile il rendimento del BOT semestrale è sceso al minimo storico, l’1,07% lordo, in calo di 9 centesimi di punto rispetto alla precedente asta. Al netto di ritenuta fiscale e commissioni sul BOT semestrale si può spuntare un magro 0,53%. In calo anche i rendimenti di CTz e BOT flessibili (7 mesi).
Malgrado ciò i BoT semestrali, offerti dal Tesoro per 9,5 miliardi, hanno avuto una richiesta pari a 18,103 miliardi..
Banche, fondi, assicurazioni… fanno incetta di obbligazioni statali a breve scadenza, soprattutto per esigenze di tesoreria.
I titoli greci sono stati comprati per due terzi dalle banche tedesche, per questo la Grecia non poteva fallire, in quanto ci avrebbero rimesso.
La Cina ha comprato oltre un trilione di dollari di debito pubblico americano, ma la recessione mondiale è cresciuta e Pechino sta iniziando a riportare parte di quei soldi a casa. Se la Cina smette di comprare debito americano, l’America fallisce. Per questo l’Europa fa operazioni economiche che ci sembrano strane, come aprire le frontiere alle merci cinesi o comprare gli OGM o i polli alla varechina americani. Perché sono tutti legati, e se io faccio un piacere a te, tu poi devi fare un piacere a me. Ma anche le manovre contro l‘euro e a favore del dollaro sono pilotate.
Il mercato è dominato dalle operazioni del sistema bancario e borsistico e questa cosa è andata talmente in là che un paese può fallire solo perché le Borse, le Banche e le agenzie di rating hanno deciso che ci guadagneranno e, come abbiamo visto, ci sono ormai pochissime agenzie di rating (tutte private) a gestire a comando i fallimenti di stati o di banche o di imprese o di valute (come oggi l’Euro che viene portato a fallimento dal dollaro americano).
Una mezza dozzina di agenzie di rating possono tramare speculazioni catastrofiche. E le agenzie di rating che hanno questo potere gigantesco non le controlla nessuno. Sono libere di fare tutte le sporche speculazioni che credono e di mandare in fallimento interi stati. Sono soggetti “privati”.
Questa è la cosa pazzesca! Soggetti privati a cui è stato dato un potere gigantesco! Di cui tra l’altro si sono già mostrate indegne, perché, in passato, hanno dato valutazioni eccellenti al fallimentare sistema di mutui americani che spingeva poveracci ad aprire mutui per la casa che mai sarebbero stati in grado di pagare, o hanno alimentato con valutazioni positive la bolla speculativa edilizia che ora sta portando al fallimento la Spagna (ma anche gli emirati godono di bolle speculative simili, col sostegno sempre delle agenzie di rating).
Il rating è un voto espresso come AA, BB + – ecc, che dice quanto merito ha una banca o una impresa o un paese, in base a questa valutazione il suo valore va su o giù.
Per avere un rating, una società, una banca o uno Stato devono fare una richiesta a una di queste agenzie, il servizio è a pagamento. L’agenzia inizia l’analisi, cerca informazioni pubbliche (come i bilanci, ma figuriamoci cosa può avvenire in Italia dove il falso in bilancio non è nemmeno un reato e denunciare il falso è la prassi!), raccoglie tutte le informazioni necessarie e poi dà il suo giudizio.
E’ stato provato che da anni le agenzie di rating vengono corrotte per dare giudizi favorevoli a chi non li merita, o sfavorevoli per favorire concorrenti, e c’è il pesante sospetto che il cattivo giudizio che ora danno dell’euro sia voluto dagli Stati uniti che vogliono declassare l’euro per favorire il dollaro, cosa che favorirà un poco le esportazioni europee ma porterà alla fame chi ha un salario o una pensione fissi o destinati addirittura a regredire.
Gli Stati uniti volevano colpire Saddham perché vendeva petrolio all’Europa facendosi pagare il euro. Un motivo della guerra era anche questo.
Si pensi anche alle enormi operazioni speculative a livello mondiale che si attuano per es. puntando sul fallimento di certi stati. Se la Grecia fallisce, chi ha scommesso sul suo fallimento ci guadagna. Purtroppo i derivati sono anche di questo tipo. Si vince sulla morte degli altri. Ma nessuno, al momento, sembra in grado di frenare queste speculazioni tossiche. E Obama e la Merkel che hanno tentato blande correzioni non hanno smosso l’anarchia della Borsa.

Uno degli errori più clamorosi delle agenzie di rating è stata la valutazione ottima data alla Lehman Brothers, che poche ore dopo falliva. Ora ce la mettono tutta per parlare male delle banche portoghese, spagnole e italiane,e, così, producono realmente il loro fallimento.
Nel sistema neoliberista le agenzie di rating sono una invenzione abbastanza recente, primi del 900. Nascono negli USA come istituzioni private neutrali per dare pagelline finanziarie a stati, enti, governi, imprese, banche o assicurazioni. Col loro giudizio possono far andare su o giù titoli e obbligazioni. Per es. appena hanno declassato la Grecia, i titoli pubblici greci sono diventati spazzatura.
Le principali sono Moody’s e Standard & Poor’s, americane, private, e in pieno conflitto di interessi, perché i loro soci in parte sono le stesse aziende, che poi chiedono i voti di affidabilità, insomma c’è gente che valuta se stessa, e addio neutralità!
Tra l’altro i giudizi che danno sono volubili ed espressi in modo rozzo.
Moody’s ha detto che il sistema bancario italiano è relativamente forte e ha resistito meglio di altri alla bolla immobiliare e ai derivati, però non è esente da rischio di contagio. Ma cosa vuol dire? Che stiamo bene ma a rischio di AIDS?
Qualunque cosa questi valutatori dicano, l’effetto è devastante. Tant’è che appena Moody’s ha parlato male dell’Italia, la Borsa di Milano ha avuto la perdita più forte degli ultimi 30 anni. Poi il giorno dopo Moody’s ha detto: “Ops, ci eravamo sbagliati! Avevamo confuso milioni con miliardi!” Poi ha specificato la sua correzione dicendo che noi siamo abbastanza abituati a gestire un grosso debito e che ci sono stati momenti in cui abbiamo persino avuto un avanzo primario! Peccato che ciò sia avvenuto nei due governi Prodi e che adesso però non ci sia Prodi al governo! Ma come li leggono i fatti economici dei paesi del mondo?
Oggi leggiamo che sono stati bruciato 183 miliardi!
Marx diceva che l’economia è la struttura che regge tutte le altre sovrastrutture, ma qui andiamo anche peggio: la pura speculazione finanziaria è la struttura che sta mandando in malora tutto il mondo!

Il sistema delle imprese che si quotano in Borsa era nato come mezzo per attrarre capitali da investire nella produzione. Quando compravi un’azione era come se tu facessi un prestito a una impresa per favorire i suoi investimenti. Ti chiami Ford costruisci auto, io ho fiducia nelle tue auto, ti compro un’azione e così ti aiuto a produrne di più. Dunque grazie al mio aiuto potrai costruire e vendere più auto, assumere più operai.. e io aiuterò l’economia del mio paese ad andare avanti.
Poi il sistema è degenerato. Ora la base economica è scomparsa. Si specula su tutto come se si scommettesse sulla lotta tra cani. Posso scommettere sulla guerra, sulla distruzione di un paese, sul fallimento di un paese… Gli enti locali, i presidenti di regione partecipano a questa febbre delle scommesse perverse, è una febbre che ha contagiato tutto. Quando Formigoni investe forti capitali pubblici della Regione Lombardia in speculazioni in Borsa è come se scommettesse sulla lotta tra cani, solo che uno di questi cani è l’Italia e si scommette perché fallisca non perché vinca.
Obama ha chiesto che si riveda il sistema dei derivati. Angela Merkel e Nicolas Sarkosy chiedono che si riveda completamente il sistema del rating creando una struttura europea indipendente.
Ma nell’Europa delle banche e delle Borse, nell’Europa di Trichet si risponde con un silenzio di gelo.
E intanto un pugno di giovani laureati senza scrupoli muovendo queste ridicole votazioni, AA, BB, + -, tramano per mandare in rovina l’intera Europa.
Queste agenzie di rating che decidono le sorti del mondo si contano poi su una mano. Le principali sono tre e sono tutte americane : Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Si è già visto che possono dare valutazioni sbagliate e pericolosissime. Si è già visto che hanno un potere enorme e che sono senza controlli. Si è già visto che possono essere “comprate” da persone che hanno tutto interesse a far fallire banche, imprese o stati. Perché cavolo, allora, si continua a considerarle delle potenze?
Ormai il termine con cui le si definisce è “famigerate”!
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EUROPA IN MANO ALLA MAFIA DEI “RATING”
Tito Pulsinelli
selvasorg.blogspot.com/2010/05/europa-in-mano-alla-mafia-del-rating.html

Come il Brasile ed Argentina 20 anni fa – La speculazione usuraia dei croupiers dell’azzardo globale – Partita truccata tra il dollaro e l’euro

Fa un certo effetto osservare gli accadimenti europei dall’angolo visuale sudamericano: sembra di sbobinare immagini di un passato molto prossimo, però a parti invertite. “Default” è una parolaccia inquietante tra i bellimbusti delle cosche finanziarie che erano di manica larga quando la scagliavano contro i “tropicali” e l’America non anglosassone.
Oggi, il monopolio mediatico d’Oltreatlantico spara a zero contro l’Unione Europea, attacca i suoi anelli più deboli così come ieri crocifisse il Messico, l’Argentina e il Brasile. Aggredisce con l’arma di distruzione di massa delle “agenzie di rating”, quelle stesse che aggiungendo (o togliendo) una A, segnano il destino delle nazioni.
Eppure, inutilmente, vent’anni addietro i “terzomondisti” avevano messo in guardia contro queste mafie (Moody’s, Goldman Sachs, Fitch) che sono simultaneamente giocatore e arbitro, “qualificatori di rischio” e società quotate in borsa, croupiers e venditori di fiches. A quel tempo, dalle capitali europee si rispondeva con sorrisi di condiscendente superiorità: si consideravano gemelli-siamesi di Wall street e fratelli spirituali della Chiesa Neoliberista del Business degli Ultimi giorni.
Il brivido che dal caldo Egeo risale il midollo spinale delle élites europee dà la misura del trionfalismo immediatista della classe dirigente politica, intrappolata nel labirinto di sabbia di una “moneta senza Stato”, e l’egoismo necrotico di un’oligarchia finanziaria che ha trucidato l’economia reale e il buon senso.
Hanno fatto l’eutanasia allo Stato sociale che era il cemento che coesionava e rendeva più solido il modello economico e politico europeo e giapponese. Elites ed oligarchie, ispirate al modello di accumulazione dei Morgan, Drake e capitan Uncino, si impegnarono a trasformare l’Europa in una fotocopia degli USA. Però senza forza militare autonoma e senza visione geopolitica: tutto nelle mani dei banchieri centrali (senza eccezioni, garzoni andati a bottega da Goldman Sachs et similia).
Hanno ridato in pasto l’Europa a quel FMI che –quasi estromesso dalle latitudini sudamericane- ora ritrova una Terra Promessa non solo nella bushista “nuova Europa”, ma persino a Bruxelles e Francoforte. Wall street non si accontenta, va alla caccia grossa contro l’anello mediterraneo: alla carica dell’argenteria di famiglia. Puntano agli Stati fondatori dell’unificazione europea. Si tratta di minare l’euro e minimizzare la concorrenza globale europea. Il dollaro deve rifiatare e gli USA devono mettere il freno a mano nella picchiata dell’egemonismo che sta divenendo sempre più relativo.
Tant’è vero che hanno perso protagonismo persino in quell’America Latina la facevano da padroni, dove la vivisezione neoliberista –inaugurata dal noto filantropo Pinochet- produsse ferite mortali e traumi profondi che -oggi- sono diventati anticorpi.
La filastrocca della fu globalizzazione ha finito per produrre il risorgimento di categorie date per spacciate anzitempo: sovranità nazionale, identità nazionali e sociali, autodeterminazione, rottura dei monopoli, dualismo e complementarietà economica, unificazione non solo dei mercati, ecc.
E’ il cosiddetto “populismo” che fa arricciare i nasi siliconati nelle redazioni europee ma fa diminuire i déficit, aumenta le riserve monetarie nazionali e consente politiche redistributive. Mantiene il FMI fuori dall’uscio di casa o dalla cucina. Vedere per credere. Basta dare una scorsa alla graduatoria mondiale dei Paesi più indebitati oggi e nel 1990: esiste il BRIC e i fondi nazionali sovrani.
Ha permesso di dare impulso ad un blocco sudamericano, con una integrazione regionale lenta e contraddittoria, però con visione e progettualità geopolitica, inserita nel multipolarismo, senza le mani legate dai dogmi macro-economici e dai miraggi di fine Millennio del gioco d’azzardo delle tre carte della cupola del rating: che è un monopolio made in USA.
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Max Vinella
Le agenzie di rating sono organismi privati controllati dalle grandi banche e sono dalle stesse utilizzate per distorcere il mercato e favorire gli speculatori, cioè sempre loro !!
E’ un meccanismo apparentemente perverso e governato dalla casualità, ma non è così !! Il sistema delle grandi banche in realtà pilota l’economia mondiale a proprio piacimento, con il fine ormai chiaro e scoperto di depredare le risorse pubbliche degli stati, privatizzando gli utili e socializzando le perdite !!
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Maria Pia Caporuscio
Quello che sta facendo al nostro Paese questo governo non si può più sopportare, giorno dopo giorno si precipita sempre più in basso e sempre più dentro una dittatura, ora col bavaglio all’informazione non si potrà più nemmeno dirle le nefandezze che compiono e nessuno riesce a trovare il modo per fermarli. Chi ci salverà? A quale Santo votarci? Un Paese dovrebbe avere un responsabile e a mio parere dovrebbe essere proprio il Presidente della Repubblica. Ma a che serve un Presidente della Repubblica se non può impedire, né fermare leggi studiate per spalancare la strada alla malavita, bloccando tutti i sistemi che potrebbero ostacolarne l’ascesa e chiudere la bocca ai giornalisti per impedire che si conoscano i misfatti? Queste leggi si equivalgono a quelle delle mafie, che uccidono i testimoni scomodi, essi non li uccidono ma gli tappano la bocca. Alla Magistratura tagliano le braccia così possono delinquere alla luce del sole, senza mai correre rischi. Siamo prigionieri nella barca dei pirati e stiamo aspettando il naufragio.
Ma se dobbiamo essere soli in balia della corrente, se il Presidente della Repubblica deve essere solo un simbolo, se non ha alcun potere per intervenire, tanto vale eleggere Presidente della Repubblica Leonardo da Vinci che oltre a restituirci un po’ di prestigio, non dovremmo pagargli lo stipendio, visto che ai simboli lo stipendio non serve.
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98 miliardi, eccoli!
E’ quanto non è stato pagato in tasse dalle società che gestiscono le lotterie. Sanzioni inflitte a mai pagate
Perché non si fa nulla per farglieli scucire?
E perché non si annullano le spese miliardarie di pubblicità delle aziende controllate dallo Stato come l’ENI, le Ferrovie dello Stato, l’ENEL?
Ecco la lista delle sanzioni e chi dovrebbe pagarle (ricordo sempre che parliamo di miliardi di euro):
Atlantis 31 miliardi. Seguono: Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi).

max m

Per quelli che crocifiggono Santoro

15 milioni cash di “buonaentrata” e uno stipendio di 3 milioni annui per far tornare Vittorio Feltri a dirigere “Il Giornale” e 5 milioni annui a Belpietro per Libero. Sarebbero queste le cifre astronomiche che i due giornalisti percepirebbero per ricoprire le loro nuove cariche. Contro questi numeri ha alzato la voce la Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti. “Se confermate sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche. La Federazione non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti “giri di valzer” dei direttori. Ma questi numeri sono una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi”.
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Ma la Merkel lo sa che in Italia manteniamo uno staterello STRANIERO parassita di appena 44 kmq che si chiama Vaticano e che questo staterello che produce il NULLA ci costa, a noi tutti cittadini (come minimo) 9 MILIARDI di euro ogni anno???? Facciamoglielo sapere alla Merkel!
Giovanni

Ma che Comunità Europea è se di comunitario non ha niente?
Un bel sistema fiscale alla svedese uguale in tutti i paesi d’Europa sarebbe un toccasana!
E la faremmo finita con i patrimoni segreti, gli evasori totali e gli scudi fiscali!
E anche col grandissimo evasore Berlusconi che incetta il maltolto in ben 63 paradisi fiscali!
Tutti a denigrare Santoro perché in caso di dimissioni il suo contratto prevede che gli siano rimborsati i tre anni di lavoro non fatto.
Nessuno a recriminare col patrimonio immenso che Berlusconi ha rubato al fisco e nascosto in 63 paradisi fiscali!!!
Viviana

Qui Sardegna..
Raffaele Deidda
Marmellata di fichi verdini

Se Ugo Cappellacci avesse potuto prevedere le mosse di Gianfranco Fini forse ne avrebbe tratto esempio e si sarebbe evitato non pochi grattacapi. In un incontro con gli studenti a Pisa Fini aveva dichiarato: “Non credo alle marmellate politiche nelle quali alla fine i sapori sono tutti uguali’” e aveva così commentato la smentita di un incontro con Denis Verdini, ambasciatore di Berlusconi: “Fino a quando non ci saranno risposte politiche ai problemi che ho sollevato (lotta alla corruzione e i costi del federalismo) è prematuro fare incontri, soprattutto con intermediari”.
Invece Ugo di incontri con l’intermediario Verdini ne aveva fatti già diversi, e non per avere risposte sulla lotta alla corruzione e sui costi del federalismo. Verdini infatti era stato intermediario nell’incontro telefonico di Cappellacci con l’imprenditore toscano Riccardo Fusi, quello che aveva condiviso col presidente della Regione Sardegna il giudizio negativo sui sardi che sono il vero problema della Sardegna e che, su consiglio di Verdini, sarebbe dovuto andare in Sardegna da Cappellacci a “prendere le aragoste”. Perché in Sardegna le aragoste non si portano via, si consumano sul posto.
Sempre Verdini era stato l’intermediario, mettendo anche a disposizione la propria casa romana, fra Cappellacci e l’anziano uomo d’affari, o imprenditore, o finanziere come benevolmente i media sardi continuano a definire Flavio Carboni un tempo chiamato “faccendiere”, quando il suo nome circolava nei fascicoli che scottano aperti dalle Procure di mezza Italia in relazione alle sue attività come braccio destro del banchiere dell’Ambrosiano Roberto Calvi ucciso nel 1982 sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra e come referente della banda della Magliana e anche dello Ior, la banca del Vaticano. Carboni ha dichiarato che voleva solo perorare la causa dell’energia eolica, null’altro. Con l’occasione chiedeva di nominare il suo amico Ignazio Farris alla presidenza dell’ARPAS. D’altronde, è forse un reato segnalare un amico?
Ah, averlo saputo prima che Fini non credeva alle marmellate, Ugo avrebbe riflettuto e non sarebbe arrivato fino al punto di dover “chiudere nell’armadio a doppia mandata i vasetti della marmellata” per preservarli dalla rapacità degli amici dell’intermediario Verdini. Perché quei vasetti contengono, a detta di Simona De Francisci, giornalista di Videolina e vicepresidente del Gruppo PdL in Consiglio regionale della Sardegna, gli ingredienti per assicurare ai sardi “i benefici derivanti dalla produzione di energia da fonti rinnovabili” e, soprattutto, “per tutelare il nostro paesaggio dall’assalto dei signori del vento”. Perché Cappellacci, lui si e non Soru, ha impedito lo scempio che si paventava per la realizzazione selvaggia di impianti eolici in Sardegna.
Esistono in Italia diverse qualità di fichi il cui nome deriva dal verde che colora la buccia. I bolognesi vantano il loro Verdeccio, i padovani il Verdolino, i genovesi il Verdepasso, i romani il Verdone. I toscani vantano i loro Verdini da cui si ricava, per l’appunto, un’ottima marmellata.
E i sardi? Non avendo i fichi verdini dei toscani i sardi possono vantare solo il fico Ugo, quello che gliel’ha fatta vedere lui a quegli amici rapaci di Verdini. Che fico!

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Ma perché non si fa un fisco con scarico fiscale di tutte le spese?

Quello è il sistema americano
Noi abbiamo il sistema italiano
Sarebbe troppo facile fare quello che, per l’appunto, non si vuol fare.
Non sono i mezzi che mancano, sono le persone.
Nel 72 il governo del tempo chiese all’IBM se potevano meccanizzare i contribuenti fiscali e i loro passaggi di denaro così da costruire un sistema fiscale all’americana che permettesse di portare alla luce tutte le transazioni, permettendo a chiunque facesse una spesa di scaricarla dalle tasse.
L’IBM rispose che non c’era problema. La cosa era fattibilissima e in breve tempo. Il sistema avrebbe portato alla luce ogni passaggio di denaro e avrebbe evidenziato ogni tipo di corruzione mafiosa o politica o comunque illecita, avrebbe finalmente debellato al 99% l’evasione fiscale.
E dunque proprio per questo la riforma fiscale all’americana non venne fatta nel 72 come non venne fatta in seguito.
Nessun governo aveva interesse a portare alla luce le transazioni finanziarie e scoprire l’illecito, quelle per cui, per intenderci, fu arrestato Al Capone.
E’ molto facile capire perché 38 anni sono passati senza che nessun governo di dx o di sx abbia mai tentato di cambiare il sistema attuale, quel sistema per cui solo i dipendenti pagano ed enormi capitali restano fuori dal fisco, quel sistema per cui è stato inventato anche lo scudo fiscale votato vergognosamente da tutti i partiti del Pdl per far rientrare con premio fiscale i capitali neri e aiutare la mafia, quella stessa mafia che l’ipocrita Maroni finge di combattere.
Abbiamo 200 miliardi l’anno di evasione presunta (qualcuno dice 130, ma non fa molta differenza):
Voi credete che a Tremonti importi qualcosa? Ecco lì che ricomincia coi condoni edilizi e gli scudi fiscali! L’unico strumento che conoscono è condonare i colpevoli e graziare gli evasori. Quanto potremmo andare lontano, con un sistema di ingiustizia legalizzata, un sistema in cui sono gli evasori a dettare le leggi e a torchiare gli onesti?
E qualunque balla ci racconti Tremonti non cambia questa evidenza mortale.
Questo è un governo terminale, ma a terminare saremo noi, non loro.


.
http://masadaweb.org

11 commenti »

  1. Ciao Viviana
    credo che questo post di Grillo descrivi bene la situazione degli attacchi presenti e passati alla libertà di internet.

    “Emendamento D’Alia al Ddl S.773 C.2180 “decreto sicurezza” (29/04/2009 L’emendamento D’Alia è stato abrogato)
    Reprime l’utilizzo di Internet per commettere reati di opinione come l’apologia di reato o l’istigazione a delinquere.”

    Un abbraccio Maurizio

    Grazie Maurizio
    l’ho letto anch’io, ma è del 2009, mi chiedevo se nel frattempo tale censura era stata ritentata.
    Hai presente l’articolo 18? Sempre ci riprovano…
    saluti
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 4:07 pm | Rispondi

  2. Questa è la lettera della giornalista Busi
    Renato

    http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/busi_lettera-4240290/

    “Non mi riconosco più nel Tg1″
    Un giornalista puo’ togliere la firma, una conduttrice puo’ togliere la faccia”

    “Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto”. E’ questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l’intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1 1. La missiva, tre cartelle e mezzo affisse nella bacheca della redazione del telegiornale, è indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell’azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi. Ecco il testo integrale.

    “Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori”.
    “Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: ‘La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell’ascolto tradizionale”.
    “Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E’ stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo.

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 4:09 pm | Rispondi

  3. Cari amici, Non vogliatemene se dissento da quanto voi affermate. La colpa non è solo dei politici ma, soprattuto, nostra che non siamo in grado di discernere tra chi è onesto (soprattutto intellettualmente) da chi fa i propri interessi svendendo il proprio popolo (nel nostro caso la Sicilia) per una briciola di potere. Chi è più colpevole? Il corruttore o il corrotto?

    Il federalismo non è certamente la panagea ma, sicuramente, metterà molti “bastoni tra le ruote a chi vuol fare imbrogli. E poi, noi siciliani non siamo già uno Stato federato all’Italia? Lo Statuto di autonomia speciale per la Sicilia, conquistato con il sangue e con grandi sacrifici (cft – On. Montalbano) da decine di siciliani tra i quali moltissimi andati in montagna (Separatisti e autonomisti) per operare una accanita opposizione a fascisti e tedeschi per aiutare gli alleati nell’attuazione dello sbarco in Sicilia. Quando mi riferisco ai Separatisti e agli Autonomisti non intendo i Mafiosi… quelli sono un’altra cosa che non riguarda gli interessi della Sicilia ma quelli Romani. I Separatisti e gli Autonomisti furono il vero apparato PARTIGIANO della Sicilia e che operava in Sicilia e non oltre lo stretto. Queste verità storiche assolute a voi giovani nessuno le racconta.

    IL NOSTRO STATUTO DI AUTONOMIA FA PARTE DELLA CARTA COSTITUZIONALE ED E’ QUINDI LEGGE COSTITUZIONALE. QUESTO STATUTO E’ STATO AFFONDATO DAI POLITICI SICILIANI DI TUTTI I PARTITI POLITICI CHE FANNO RIFERIMENTO ALLE SEGRETERIE POLITICHE ROMANE. VOI CHE VI CHIAMATE “BELLA CIAO”, DALLE NOTA CANZONE POPOLARE ITALIANA QUESTE COSE DOVRESTE SAPERLE… MA NESSUNO VE LE A RACCONTATE.

    NOI SICILIANI DAL FEDERALISMO AVREMMO ED AVREMO GRANDI VANTAGGI POPICHE’ GLI IMBROGLIONI ED I FARABUTTI VERRANNO SMASCHERATI.

    STEFANO LOMONACO

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 4:19 pm | Rispondi

  4. Tralascio sulla storia della liberazione (lo sbarco alleato in Sicilia fu un accordo con la Mafia). La storia del federalismo come ottima cosa è una st..sciocchezza incredibile. Come se già ora i politici regionali provinciali o comunali nn facessero i fatti propri. Il federalismo sarebbe una mannaia per regioni strutturalmente povere come Molise o Abruzzo. Inoltre crediamo veramente che i soldi “mangiati dal sud” rimangano al sud? Se così fosse ora dovremmo avere ultra miliardari meridionali. I soldi del sud vengono (in grandissima parte) mangiati dalle aziende del nord (vedi es. Impregilo). CHi ha costruito quella schifezza di incineritore di Acerra? chi ha costruito l’ospedale de L’Aquila? chi dovrebbe costruire il ponte sullo stretto? Chi aveva vinto l’appalto per il ciclo dei rifiuti in Campania prima del disastro? e il lavori sulla Salerno Reggio? Potrei continuare per ore. L’ultima considerazione è sull’ONOREVOLE DI PIETRO, di cui forse si dimentica il voto contrario alla commissione parlamentare di inchiesta sul G8 di Genova o sull’abolizione della società Ponte sullo Stretto SPA o ancora la sua alleanza con tutto il centro destra in città quali Torre del Greco, San Giorgio a Cremano ecc ecc. In Campania ad esmpio l’onorevole ha fatto incetta di tutti gli ex Udeur. Il suo populismo mi sembra palese, co….gli..one chi gli va dietro come va dietro a tanti altri urlatori populisti, molto più simili a televenditori (mi riferisco per esempio a Grillo, federalista dichiarato e spesso CASCATO in accuse razziste ai Romeni o ai Nomadi). Non vogliamo capire che per cambiare non bisogna andare dietro ad un urlatore ma pensare con la nostra testa. Invece gli italiani seguono sempre il VIP più in voga del momento.
    Io

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 4:19 pm | Rispondi

  5. Di Pietro è un bluff della politica italiana… Con il suo populismo, giustizialismo e per l’antiberlusconismo ha saputo speculare.Sono contento per Viviana che ha capito anche lei chi è Di Pietro, un politicante da strapazzo appertenente alla casta e per giunta ultraliberista!!
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 4:20 pm | Rispondi

  6. Brava ! grazie del coraggio dimostrato…
    quando potremo vedere Luttazzi, la Guzzanti ? Vedremo ANNO ZERO ? siamo in Afganistan ? vogliamo portare lì una DEMOCRAZIA ch da anni non abbiamo più !!!!!!! brava !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 4:45 pm | Rispondi

  7. Il post di Grillo è del maggio 2010.
    Al momento il pericolo è rappresentato dalla legge sulle intercettazioni nell’ambito della quale è previsto l’obbligo di rettifica per i blog

    http://www.guidoscorza.it/?p=1836

    Guido Scorza è considerato uno dei maggiori esperti giuridici della rete e qui il post è del 22 maggio 2010

    Maurizio Zaffarana

    Beh, leggetevi le correzioni che il testo originario ha avuto.
    Non sembra affatto che i blog siano in salvo
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 6:29 pm | Rispondi

  8. Mia carissima Viviana, voglio solo esprimerti la mia sempre crescente ammirazione per il tuo magnifico lavoro. I due ultimi Masada sono straordinari. Praticamente sei diventata l’unico giornale che leggo. Con te mi commuovo, con te mi indigno, con te mi dispero, con te …..imparo.
    Ho letto la tua intervista su “Vita da Streghe” e ho posto il mio commento con tanto affetto e tanta ammirazione, Brava. L’Angelo ti é sempre vicino.
    Brunilde

    Commento di MasadaAdmin — maggio 23, 2010 @ 8:10 pm | Rispondi

  9. Ciao Viviana
    Anche io ho visto (ri)girare questo allarme e ho trovato una fonte attendibile che lo da’ come
    superato…

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/10/cappuccino-con-bufala/

    Quanto a me, vedo circolare leggi e proposte di questo tipo da piu’ di
    un decennio, se ti scarichi dal web il mio libro “Italian Crackdown”
    vedrai che gia’ negli anni 90 la repressione telematica era piu’ che
    attiva, e allora l’opinione pubblica pensava ancora che i modem
    fossero strumenti per crimini informatici…

    Di fronte a leggi liberticide l’unica cosa da fare e’ disobbedire,
    quindi se passeranno continuero’ a scrivere, mi faro’ eventualmente
    della galera, e se tutti faranno come me si aboliranno le leggi
    ingiuste come quelle che mandavano in galera gli obiettori di
    coscienza al servizio militare. Rischio comunque di meno di quello che
    rischiava chi ha fatto la resistenza mettendo in conto di poter
    perdere la vita.

    Caro Gubitosa

    Commento di MasadaAdmin — maggio 24, 2010 @ 6:08 am | Rispondi

  10. INTERCETTAZIONI e microspie : lotta a Mafia e corruzione …..

    vogliamo la lotta alle Mafie e ai CORROTTI: in Italia siamo al punto che i Giornalisti andranno in carcere e i Politici e Amministratori sotto indagini o processi NON VANNO DAI GIUDICI !!!! è finita la Stampa e la TV !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! AIUTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — maggio 24, 2010 @ 7:45 am | Rispondi

  11. Giornalisti in carcere , Ministri a piede libero ! CHE GIUSTIZIA !

    siamo alla frutta ! la Giustizia non c’è più ! SI alle INTERCETTAZIONI SUBITO !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — maggio 24, 2010 @ 5:28 pm | Rispondi


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