Nuovo Masada

maggio 19, 2010

MASADA n° 1140. 19-5-2010. LA CRICCA

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 3:33 pm

Ministri che giocano a Monopoli – Impregilo e lo sfascio del paese – Morti in una guerra altrui – Le basi delle leggi – La Massoneria – Nuova sentenza per i macellai della Diaz

Non è raro incontrare dei ladri che predicano contro il furto
Miguel de Unamuno
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Firma su nobavaglio.adds.it/
Opponiti alla legge che vieta le intercettazioni e la conoscenza degli atti processuali

In ogni paese civile un politico anche solo sospettato dei reati gravissimi si dimetterebbe. In Italia una classe politica infame fa leggi per proteggere i propri delinquenti e in primo luogo il Presidente del Consiglio.
Mentre si impongono tagli pesantissimi a servizi sociali, scuola, sanità e stipendi pubblici, il governo pensa solo a proteggere i corrotti e gli evasori.
Con questa legge vergognosa la cricca aumenterà la propria impunità per continuare a delinquere mettendo un bavaglio a magistratura e informazione.
Tutti gli scandali attuali sui furti e le truffe di politici e imprenditori stanno per essere oscurati da una legge fortemente voluta da Berlusconi, che, anche nella crisi attuale, pensa solo a proteggere se stesso. Questa legge ha la precisa intenzione di coprire, insieme a Berlusconi, una cricca di delinquenti, e un paese civile non può assolutamente accettarla.
Chi la sosterrà nel Pdl o nella Lega resterà per sempre nella storia come affossatore della libertà.
Tremonti ci chiede sacrifici per 29 miliardi di euro, quando la corruzione politica ha portato un danno al paese stimato in 90 miliardi.
A questo appello hanno già aderito 100.000 persone, gruppi, sindacati, associazioni e i maggiori costituzionalisti italiani.
Firmate o mettete la faccia, alla pagina Facebook bit.ly/cVcr10 (già 37.000 adesioni).
Una pesante censura sta per cadere su informazione e giustizia. E anche sui blog.
Se la legge fosse in vigore, non sapremmo nulla degli scandali sulla corruzione.
Se sarà approvata, la magistratura non potrà più intervenire su reati gravissimi (si pensi solo a casi come la Clinica Santa Rita di Milano).
La cricca ha posto la propria privacy (ovvero la propria impunità) come primo interesse nazionale, sopra giustizia e verità. E’ un insulto gravissimo alla Costituzione, alla democrazia e al paese. E’ il primo passo di un regime.
Nessuna maggioranza può calpestare le libertà costituzionali. Difendiamole!

L’asta dell’indecenza
Di Pietro

Il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, propone un taglio degli stipendi del 5% a parlamentari e ministri. Comincia così il gioco al rialzo che sta coprendo di ridicolo la politica italiana.
Il teatrino è triste, tristissimo. Pronta una squallida asta di beneficenza.
La Santanchè, sottosegretario all’Attuazione del programma, rilancia con un taglio del 15% e ci mette dentro anche le auto blu.
A sorpresa si inserisce nell’asta il ministro della Difesa, La Russa, che taglia corto mettendo sul piatto una mensilità.
“Gasparri pigliatutto” la spara più grossa e chiude la partita: 3 mensilità.
E’ una grande presa per i fondelli, tutta sulla carta. In cui si divertono solo loro. Credono di giocare a Mercante in fiera!
Da una parte non passa giorno in cui non emergano avvisi di garanzia per appropriazioni, ruberie, favori, evasioni e occultamenti di denaro pubblico su conti privati e stranieri, appalti truccati, false fatturazioni, regalie, mazzette di ogni tipo da quelle in natura a quelle in contanti, dall’altro si tagliano e si taglieranno pensioni, posti di lavoro pubblici, infierendo su una popolazione ormai allo stremo, schiacciata da tasse, bolli, gabelle, irpef, irpeg, irap, iva ed altre decine e decine di sigle e oboli che rendono l’esistenza di chi lavora un vero e proprio inferno.
Questa è una classe politica grassa, ingorda, in doppiopetto, sprezzante del cittadino, con gli stipendi più alti d’Europa che ha generato anche un debito pubblico mastodontico, una spada di Damocle che penderà sul capo delle generazioni future per chissà quanti anni, sempre che il filo non si spezzi e la spada cada sul loro capo con un default che catapulterebbe il Paese nel Terzomondo.
In questo scenario osceno, dove i ricchi, sempre più ricchi e impuniti, rubano ai poveri, si innesta la manovra finanziaria di Tremonti che dovrebbe colpire 100 mila italiani e che prevede taglio a buste paga e liquidazioni di personale della pubblica amministrazione e un rinvio dei pensionamenti 2010 di almeno un anno.
IdV ha un preciso programma per i tagli dei costi della politica, un programma di rinunce e non di dichiarazioni.
Per gli stipendi dei parlamentari, basterebbe adeguarli ai livelli dei colleghi europei.
E visto che B sembra privilegiare la Francia dell’amico Sarkozy mi stupisce che non abbia proposto lui stesso un taglio che adegui la remunerazione dai 144 mila euro annui dei nostri parlamentari ai 62 mila dei colleghi d’Oltralpe.
E visto che ci siamo, il Presidente del Consiglio, o Tremonti, potrebbero pensare anche ad un recupero retroattivo di quanto Publitalia non ha versato agli italiani e allo Stato per lo sfruttamento delle concessioni per le frequenze radiotelevisive, avute in comodato pressoché gratuito (1% fatturato RTI) da oltre 20 anni, e che hanno fruttato miliardi e miliardi di € all’impero di famiglia B.
Adeguino dunque, ministri e parlamentari, da domani le loro remunerazioni a quelle europee e rinuncino alla pensione maturata dopo appena 2 anni se vogliono realmente dare un segnale, ed un esempio, ai cittadini. Tremonti invece abbia l’onestà di dire che questo giro di vite da 25 miliardi è soltanto l’inizio di una serie di tagli, e di aumenti di tasse, anche se lui lo nega, che raggiungeranno le tre cifre mettendo per strada altre migliaia di famiglie italiane che già oggi arrivano a stento alla terza settimana del mese.
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Forma mentis
Ho letto che va di moda questo taglio del 5% agli stipendi, l’ha già fatto Cameron, l’ha fatto Zapatero, l’ha fatto Socrates, l’ha fatto Sarkozy (che in fatto di tendenza non è mica l’ultimo dei pirla), e chi siamo noi, i figli della serva? Lo facciamo pure noi, *dobbiamo* fare *tutti* dei sacrifizi: il povero Gianni Letta quest’anno rinunzierà alla manicure. E voi, per amor di Patria, sareste disposti a tanto?
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Paola Nugnes manda:

CINISI 6-9 maggio 2010 FORUM SOCIALE ANTIMAFIA
Giuseppe Cristoforoni

Oggi viviamo in una realtà inaccettabile, quella di un paese dove la vita e la morte dei cittadini altro non sono che il danno collaterale di un’industria senza pietà!
Paese, il nostro, totalmente asservito ai potenti, agli industriali, alle banche, ai madia che regolano a loro piacimento tutto: il governo, le finanze, gli incentivi, lo sviluppo. Un paese in ostaggio, nella più sfacciata illegalità; con ricatti, mazzette, escort, appartamenti ed auto di lusso, che ne regolano il destino.
Siamo allo sfascio; l’arricchimento di pochi a scapito di molti, con l’inosservanza di leggi, di regole, continuamente raggirate e derogate a proprio piacimento.
Azioni perseverate nel tempo, che quando vengono spudoratamente a galla hanno da subito il sommo colpevole, Il capro espiatorio, l’alibi risolutivo;
In realtà l’anello più basso, quindi più affamato e risoluto: la mafia, la camorra, la ndrangheta!
Ovviamente, nessun cittadino pensava si potesse arrivare a ciò, né tanto meno di doversi occupare in prima persona di controllare quello che accade quando si affrontano: emergenze, catastrofi, eventi, smaltimento rifiuti, grandi opere, centrali energetiche. Il fenomeno “Nimby” apre le menti!
Quello che sta accadendo oggi nella nostra nazione è lo specchio di quello che è accaduto in Campania, i risvolti saranno gli stessi, oramai collaudati ed acclamati a furor di popolo: come disse Berlusconi “il modello Campania è da esportare in tutta la nazione”, ovviamente perfezionato! Il “modello” l’hanno perfezionato, con la creazione di due nuove unità, ovviamente con decreto legge ed ovviamente come sempre anticostituzionale, in deroga alla salute, alla libertà, alla democrazia.
Le nuove unità sono: Unità stralcio ed Unità operative; quelle per cui a chiusura dell’emergenza abbiamo ancora l’esercito a controllare le discariche e gli inceneritori, verso le quali “non potranno essere intraprese azioni giudiziarie ed arbitrali”; cosi’, saranno evitati controlli, indagini, processi stralci e prescrizioni; tutto ciò per evitare l’intervento di “fanatici ed eversivi magistrati comunisti” atti a disturbare i conducenti, nell’equa distribuzione ad Impregilo, ad Anemone, e pochi altri, che liberamente, come da sempre le subappalteranno a camorra, ndrangheta e mafia, con l’arricchirsi di pochi e l’affamarsi di molti.
Tutto questo naturalmente è sempre accaduto in Italia, ma da oggi non accadrà più, niente più indagini, processi, stralci prescrizioni, processi secretati, tutto sarà alla luce del sole per decreto.
Di fatti, finalmente li hanno arrestati quasi tutti quelli “brutti” latitanti da anni e non. Oggi non servono più !
Fanno da soli, tutelati per legge.
I nostri popoli, le nostre regioni, hanno molto in comune, dalla culla, la Magna Grecia;
Alla cultura mediterranea multietnica, tollerante ed aperta.
Alla similanza delle organizzazioni criminali; mafia e camorra.
Alla gloria del Regno, che fu, delle due Sicilie.
Alle invasioni: i Mille e gli americani.
Da oggi ne abbiamo una in più. Impregilo, mostro a più teste, general contractor tra i più forti del mondo, società firmataria di crimini sociali ed ambientali commessi ovunque: dalla Nigeria al Curdistan, dal Lesoto all’Islanda, da Torino a Firenze. Non ultima la Campania.
Ora, ci spiace, tocca a voi, con il ponte sullo stretto.
Perché Impregilo ci lega tanto?
Perché una consistente parte dell’ingente finanziamento creditizio, per la realizzazione del Ponte sullo stretto, Fibe- Impregilo, l’ha ottenuto vincolando le eco-balle campane.
L’Impregilo è responsabile di parte del colossale disastro ambientale della Campania, dovuto all’accatastamento, in siti provvisori, di oltre 9 milioni di eco-balle, “munnezza” tal quale, tritata, pressata ed impacchettata.
E pensare che se la legge fosse stata applicata nemmeno una di quelle eco balle sarebbe depositata sul territorio campano:
Oggi, per lo smaltimento delle quali vorrebbero costruire altri quattro inceneritori, di cui uno appositamente per loro.
Impregilo negli anni ’90 fronteggiò l’Enel per la gara per un ciclo integrato dei rifiuti per la Campania. Impregilo vinse grazie a due parametri che non furono mai rispettati; la realizzazione e consegna degli impianti funzionanti in 300 giorni; ed il prezzo più basso a chilogrammo di rifiuto bruciato.
Vincere una gara presentando solo un opuscolo illustrativo di un inceneritore della Babcok, che brucia rifiuti tal quale al posto di un progetto reale, accompagnato alla realizzazione di 7 impianti di CDR, è assolutamente una truffa premeditata.
Infatti i nostri impianti non sono CDR ma trito vagliatori, legalizzati con il decreto ’90 a STIR, sistemi di trito vagliatura di rifiuti.
Il progetto prevedeva dal CDR una produzione di compost, pari al 35% del rifiuto in ingresso, e nessuna discarica.
Invece ci hanno inondato di discariche non a norma e di siti di stoccaggio provvisori, del tutto illegali, e per di più a copertura di sversamenti illeciti pregressi (vedi processo Cassiopea).
Non tutti sanno, perché non si deve sapere, che a Napoli è in corso un processo per appropriazione indebita e frode in pubbliche forniture intitolato:”Fibe-Impregilo, Bassolino e altri”.
Processo che non appassiona la stampa.
Processo pubblico, ma muto, cieco, anche sordo, visto l’assordante silenzio creatogli intorno dal procuratore Galano che per “ragioni di sicurezza”, decise di tenere fuori dall’aula telecamere, cellulari, registratori, macchine fotografiche.
Quello che si riesce a sapere di questo processo è dovuto alla costante presenza di alcuni di noi, cittadini, che assistono e resocontano divulgando in rete tutte, o quasi, le sedute.
Processo destinato a prescrizione!
Ovunque nel mondo Impregilo è frode, profitto, crimine.
Siciliani! Non fatela “aggrappare” alle vostre coste !
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Parafrasando Sanguineti

La democrazia non è una cosa morta, ma rischia di vivere una vita clandestina

E’ morto Sanguineti, un anarchico comunista.
Aveva detto: “Il problema del proletariato attuale è che comprende i tre quarti della popolazione, ma molti non lo sanno”.

“La nozione di chiarezza, per nostra disgrazia, pare essere intrinsecamente e fatalmente oscura.”

..e questa sembra scritta per Berlusconi:
Copulo ergo sum. Siamo animali. Punto e basta
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Un punto dell’economia, il debito pubblico
Sandro Trento (Italia dei Valori)

L’Italia ha un debito pubblico pari al 120% del Prodotto interno lordo. Si tratta del terzo debito pubblico più grande del mondo. E’ un dato che ci deve far preoccupare soprattutto in un momento in cui i mercati finanziari sono molto nervosi, e attaccano altri paesi con situazioni finanziarie molto difficili.
Storicamente ci sono 3 modi per abbattere un debito pubblico di queste dimensioni:
-nel 1° modo un Governo fa scattare un’iper-inflazione. E così azzera il debito del paese stesso;
-nel 2° un Governo si rifiuta di pagare il debito. Si chiama “ripudio” e vuol dire fallimento;
-nel 3° si punta sulla crescita economica, così da far crescere il Pil.
I primi due sono catastrofici. Con un’iper-inflazione avremmo ricadute drammatiche sulle famiglie risparmiatrici, sui piccoli commercianti e sui lavoratori. Il “ripudio” fu adottato dall’Argentina negli anni ’90, i risparmiatori si ritrovano senza soldi, i titoli pubblici vanno a zero, molte banche rischiano di fallire.
L’Italia dovrebbe puntare sulla crescita economica: concentrare tutte le risorse e le intelligenze del Paese per consentire all’Italia di ritornare a crescere a tassi sostenuti.
E’ questa la priorità, in questo momento. Bisognerebbe avere il coraggio di fare alcune riforme necessarie sul mercato del lavoro, sul fisco, sulle liberalizzazioni.
Invece il governo Berlusconi è fermo e si preoccupa di questioni legate alle vicende personali del Premier, come il lodo Alfano. O di accontentare la Lega.

Saverio segnala:
E poi parlano di tagliare le pensioni e gli stipendi dei lavoratori pubblici...

Non sono più in Parlamento ma continuano ad avere stipendi da favola. Sono gli ex deputati, senatori e consiglieri regionali. Li paghiamo a peso d’oro. Le spese pubbliche vengono tagliate, gli aumenti degli statali congelati, potrebbe essere rinviata anche l’uscita dal lavoro per chi ha già i requisiti. Ma loro, i politici, hanno il baby vitalizio da quando compiono 50 anni. E nessuno si azzarda a toccarlo. Sono quasi 2.500 i beneficiari, guadagnano dai 3 ai 10 mila € al mese. Poi ci sono gli assegni mensili di reversibilità per i familiari dei parlamentari scomparsi.
Agli ex paghiamo anche i trasporti. Soltanto Palazzo Madama spende 1 milione 810 mila € per rimborsare i loro spostamenti. Per i vitalizi, invece, il Senato paga 81 milioni all’anno: 59 milioni e 400 mila € di assegni diretti, 17 milioni e 600 mila di contributi di reversibilità e 4 milioni per altre spese connesse.
La Camera ne spende molti di più. Nel 2009 gli ex deputati hanno avuto 138 milioni 200 mila €, di cui 96 milioni 700 mila per vitalizi diretti, 24 milioni e 500 mila per assegni di reversibilità e il resto di altre spese connesse alle pensioni. Vanno aggiunti i rimborsi di viaggio: 1 milione e 200 mila €.
Ma ci sono anche le Regioni. Il Lazio è particolarmente generoso. Prevede l’indennità di fine mandato: 10 mila € lordi per ogni anno. Ne hanno diritto anche gli assessori che non sono mai stati eletti. Poi c’è il vitalizio: la Regione Lazio assegna agli ex consiglieri che abbiano finito una legislatura 3.200 € netti al mese a partire da 55 anni. Va ancora meglio a quelli che hanno trascorso 2 mandati al servizio dei cittadini: 5.100 € netti al mese. Ai più longevi, con 3 legislature, vanno 6.200 € al mese. Poco meno dello stipendio base di un consigliere: 8 mila € al mese. Se poi gli ex hanno avuto incarichi particolari, allora i soldi aumentano: i presidenti del Consiglio e della Giunta regionale ottengono 2.311 € in più, il vicepresidente della Giunta 1.783, assessori e vicepresidenti del Consiglio 1.485, i presidenti dei Gruppi, delle Commissioni consiliari e i consiglieri segretari 891, infine i vicepresidenti di Commissione 594 euro.
Ma non è tutto. Perché se il Parlamento ha aumentato da una decina di anni, almeno in teoria, l’età minima per incassare il vitalizio, alla Regione Lazio si può ottenere già a 50 anni, con una riduzione del 5%, fino ai 55 anni quando si ha diritto all’intera pensione.
Torniamo a Camera e Senato. Il vitalizio scatterebbe a 65 anni dopo 5 anni in Parlamento ma, grazie alle riduzioni previste per chi ha più di una legislatura di contributi, si scende a 60. Fanno eccezione quelli che sono stati deputati prima del 1996 che possono conquistare l’assegno addirittura a 50 anni. Norme diverse ma stessa musica per i senatori. Se poi la legislatura s’interrompe prima dei 5 anni previsti, nessun problema. In questo caso bastano 2 anni e 6 mesi per maturare il vitalizio, basta riscattare i 2 anni e mezzo mancanti. L’assegno viene calcolato sulla base dell’indennità lorda e il periodo in cui sono stati versati i contributi. Come alla Regione Lazio. Dunque chi ha accumulato più anni di legislatura prende più soldi. Si va dai 3.200 € al mese ai 10 mila. Così l’ex ministro Renato Altissimo può contare su 9.000 € al mese, Vincenzo Scotti su 10 mila, Claudio Martelli su 8.600, l’ex sindaco di Roma Clelio Darida 10 mila, l’ex ministro Rino Formica 9.500, l’ex An Publio Fiori 10 mila, come l’ex parlamentare Mario Segni, l’ex Ds Claudio Petruccioli 9.500, l’ex ministro Ugo Intini 8.700. Ci sono anche gli ex Franco Bassanini (10 mila) e lo scrittore Mario Capanna (4.900). L’ex leader di Potere Operaio Toni Negri, eletto per una legislatura con i Radicali, conta su 3.300 al mese. Ci sono anche gli artisti, politici pentiti: Gino Paoli e Pasquale Squitieri (3.300 al mese), Franco Zeffirelli (5 mila). Ma la lista è lunga e ogni legislatura aumenta. Perché non cominciare a tagliare da qui?

ltempo.ilsole24ore.com/politica/2010/05/17/1159844-onorevoli_pensioni.shtml
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Barbara manda:
Citazione dell’anno …e si commenta da sola!
… dal vincitore del Nobel per la medicina, il medico brasiliano Drauzio Varella:

“Nel mondo d’oggi spendiamo 5 volte di più per i medicinali che aiutano l’impotenza dei maschi e il silicone per le donne, che non per investire sulla guarigione dell’Alzheimer, di conseguenza in futuro avremo donne vecchie con le tette grosse e uomini vecchi con il pisello duro … però nessuno di loro riuscirà a ricordare a cosa servono !”.
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Altre due militari italiani morti in Afghanistan
Don Aldo

L’unico modo per esprimere affetto e rispetto per gli esseri umani uccisi, e’ impedire che altri esseri umani siano uccisi.
L’unico modo per impedire che la guerra continui a fare stragi, e’ cessare di fare la guerra.
Cessi la partecipazione italiana alla sciagurata guerra afgana. E si adoperi invece l’Italia per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti.
Si torni finalmente al rispetto dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia la guerra.
Si salvino tutte le vite umane.
Solo la pace costruisce la pace.
Solo la pace salva le vite”.

Così Peppe Sini su “Telegrammi” 194 del centro di ricerca per la pace di Viterbo.
Una cosa talmente elementare che solo delle menti depravate possono mettere in dubbio. Menti depravate,,,,. ma che dico? Menti drogate e infettate, accecate dalla passione per il ruolo in un cortocircuito in cui la coscienza è solo zerbino per la potenza, predellino per la carriera.
E benvenuti i morti. Ce ne fossero!
Nell’olimpo degli eroi tutte le vittime avranno le loro are.
E per allungare il calendario dei martiri noi non ci tireremo mai indietro.
Anzi; aumenteremo il numero dei nostri soldati affinché cresca la schiera degli eroi! Noi non ci tireremo indietro e, come muli, andremo avanti: foraggiati dallo stato e benedetti dalla chiesa.
La dentiera a cremagliera di La Russa ha parlato.
Il sorriso sardonico del Bernottola rassicura.
Ogni cosa al suo posto!
La pace?
Sulla canna del fucile!
La democrazia?
Sul registro degli acquisti!
Il benessere?
Sul libretto degli assegni!
Il progresso?
Sul banco delle scommesse!
La libertà?
A Porto Cervo!
La giustizia?
In culo a chi ci crede!
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Morti in una guerra altrui
Rosario Amico Roxas

Calderoli: “Questi sacrifici servono?” Come se non lo sapesse che servono e a chi servono !!!!!!!
Contestualmente all’invio del contingente militare in Iraq, in sedicente “missione di pace”, ma sotto copertura del Codice militare di Guerra e al comando del contingente inglese, dichiaratamente in guerra, le aziende del cavaliere presidente del consiglio (fininvest e mediaset) ricevettero finanziamenti americani di una dimensione tale da evitare il fallimento annunciato. Lo confermò lo stesso cavaliere quando, ritenendo di criticare il governo Prodi, affermò che “i suoi investitori americani” non erano affatto contenti dei provvedimenti presi da quel governo.
Quindi qualcuno gli fece notare che in quel modo, implicitamente, ammetteva finanziamenti americani in una tempistica quanto meno preoccupante…. così non ne parlò più.
C’è poi da aggiungere l’accordo bilaterale con Israele, preteso da Bush, che impegna l’Italia alla guerra qualora i sionisti decidessero di dilatare il conflitto.
Intanto muoiono i nostri giovani, mentre le aziende italiane produttrici di armi ed esplosivi si attestano al secondo posto mondiale come produzione ed esportazione.
Leggo ancora nell’articolo citato, che “È stato un ordigno fatto esplodere contro un blindato Lince”; come molti italiani vorrei conoscere il tipo di ordigno, se per caso non contiene il “made in Italy” !!!!
Condoglianze alle famiglie, ma con tanta rabbia…!
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Sono 21 i militari morti dall’inizio della missione in Afghanistan dal 2004.
A Nassirya nel 2003 morirono 28 persone.
Dal 2004 ad oggi, sono morti 7860 operai per incidenti sul lavoro.

Come una china rovinosa
Vivi

Il discredito di cui soffrono i partiti non fa che salire. Del resto che ciò sia opinione diffusa nella massa europea lo provano i numeri dellee astensioni elettorali, in cui destra e sinistra appaiono ormai partiti defunti da museo delle cere.
In Francia il primo partito è stato quello degli astenuti. In Westfalia non ha votato il 40% degli aventi diritto. Il 53,5% degli elettori francesi ha scelto di non andare a votare.
Per quanto resti gente incaponita coi rossi, la triste realtà è che i partiti tradizionali sono on grave recessione. In Italia Berlusconi sa benissimo di avere i piedi di argilla e sa anche di non potersi fidare di Bossi, come sa che la cricca di ladri scoperti del suo partito non farà che aumentare, mentre Fini diventa sempre più infido, e, mentre con una mano promette di restare attaccato come una medusa, con l’altra si apre nuove strade, ed è per questo che Berlusconi cerca Casini come ciambella di salvataggio, anche contro l’ira di Bossi, ma quando la nave affonda i topi scappano e Casini nicchia perché già avverte puzza di fallimento.
Un tempo potevamo sperare che al potere andasse
la creme de la creme
Oggi che non speriamo più abbiamo la certezza
che al potere è andata
la merde de la merde

Miracoli italiani
Rosario Amico Roxas

“E’ un dato certo! Questa crisi economica mondiale sta dimostrando che l’Italia sta compiendo l’ennesimo miracolo della sua storia“. Questa frase, scritta senza pudore, è pubblicata su “Lo dico alla Sicilia”, cronaca di Caltanissetta, del 18 maggio a firma “on. Alessandro Pagano” (PdL). Viene anche specificato che tale miracolo scongiurerebbe il baratro nel quale la nazione si trovava, ovviamente, per colpa del governo precedente.
Ma una nazione non compie miracoli, piuttosto l’autore andrebbe identificato in chi la guida! Questo governo, con il suo presidente, sarebbe, quindi, il governo dei miracoli, quei miracoli che non trovano altra spiegazione se non nell’intervento superiore, essendo impossibile fornire una spiegazione logica.
Serve una premessa.
Ai miracoli ci abituò Gesù, anche se i contemporanei non manifestarono grande apprezzamento. Sono certo che nessuno sarebbe tanto blasfemo dall’accusare Gesù del suo primo miracolo, effettuato per intercessione della Madre: la trasformazione dell’acqua in vino. Oggi sarebbe sofisticazione alimentare, passibile di denuncia, processo e galera; l’interpretazione che i Vangeli suggeriscono è quella concernente il riconoscimento delle esigenze umane, che Gesù volle soddisfare, imprimendo nel suo gesto la sua dimensione umana, quella della quale oggi viene manifestata tanta paura:
Torniamo quindi ai miracoli italiani, per i quali non c’è rischio di blasfemia….
Stante i paragoni iperbolici che questo governo, e il suo presidente, amano porre alla pubblica attenzione (Napoleone, il più grande presidente del consiglio degli ultimi 150 anni) siamo in grado di valutare quale miracolo può essere evidenziato in analogia ai miracoli descritti e compiuti da Gesù.
Nessuno è risorto, anche se viene promessa una sopravvivenza fino a 120 anni; nessuno è guarito, anche se viene promessa la sconfitta del cancro entro la fine di questo mandato parlamentare. Praticamente il solo miracolo italiano, tangibile e visibile, di questo governo consisterebbe nel commettere reati e riuscire a non essere processato attraverso le modifiche imposte alla legislazione vigente, driblando la magistratura, i tribunali, gli inquisitori, le intercettazioni telefoniche, le indagini, le notizie stampa…. E non serve scomodare la teologia.
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Giorgia Vezzoli
IO NON CI STO

Io non ci sto
alla dittatura televisiva dell’avvenenza,
che mi fa esistere solo se bella o appetibile,
barattando il mio pensiero in nome di una magra
visibilità.

Io non ci sto
ad essere solo corpo.
Da guardare,
da toccare,
da giudicare,
da mercificare.

Io non ci sto
poiché conosco
cosa genera l’offerta della mia carne
sugli sguardi inconsapevoli.

Io non ci sto
e pretendo rispetto
e che si dia spazio a tutte le mie
diversità.

La mia rivoluzione comincia con il rifiuto
dell’immaginario imposto
per mutare nel respiro di una nuova dignità.

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Mariapia segnala:
La colpa di chi fa le leggi per se stesso
Gustavo Zagrebelsky

Qui è la grande responsabilità, o meglio la grande colpa, che si assumono coloro che fanno leggi solo per se stessi o che, avendo violate quelle comuni, pretendono impunità. Contrastare costoro con ogni mezzo non è persecuzione o, come si dice oggi, “giustizialismo”, ma è semplicemente legittima difesa di un ordine di vita tra tutti noi, di cui non ci si debba vergognare.

Un dio o un uomo, presso di voi, è ritenuto autore delle leggi?” chiede l’Ateniese ai suoi ospiti venuti da Creta e da Sparta. “Un dio, ospite, un Dio! – così come è perfettamente giusto“. Queste parole aprono il grande trattato che Platone dedica alle Leggi, i Nòmoi. Il problema dei problemi – perché si dovrebbe obbedire alle leggi – è in tal modo risolto in partenza: per il timor degli Dei. Le leggi sono sacre.
Chi le viola è sacrilego. Tra la religione e la legge non c’è divisione. I giudici sono sacerdoti e i sacerdoti sono giudici, al medesimo titolo. Oggi non è più così. Per quanto si sia suggestionati dalla parola che viene dal profondo della sapienza antica, possiamo dire: non è più così, per nostra fortuna. Abbiamo conosciuto a sufficienza l’intolleranza e la violenza insite nella legge, quando il legislatore pretende di parlare in nome di Dio. Ma, da quella scissione, nasce la difficoltà. Se la legge ha perduto il suo fondamento mistico perché non viene (più) da un Dio, ma è fatta da uomini, perché dovremmo prestarle obbedienza? Perché uomini devono obbedire ad altri uomini? Domande semplici e risposte difficili.

La legge si basa sulla forza?
Forse perché abbiamo paura di chi comanda con forza di legge? Paura delle pene, dei giudici, dei carabinieri, delle prigioni? Se così fosse, dovremmo concludere che gli esseri umani meritano solo di esseri guidati con la sferza e sono indegni della libertà. In parte, tuttavia, può essere così. In parte soltanto però, perché nessuno è mai abbastanza forte da essere in ogni circostanza padrone della volontà altrui, se non riesce a trasformare la propria volontà in diritto e l’ubbidienza in dovere. Ma dov’anche regnasse la pura forza, dove regna il terrore, dove il terrorismo è legge dello Stato, anche in questo caso ci dovrà pur essere qualcuno che, in ultima istanza, applica la legge senza essere costretto dalla minaccia della pena, perché è lui stesso l’amministratore delle pene. In breve, molti possono essere costretti a obbedire alla legge: molti, ma non tutti. Ci dovranno necessariamente essere dei costrittori che costringono senza essere costretti. Ci dovrà essere qualcuno, pochi o tanti a seconda del carattere più o meno chiuso della società, per il quale la legge vale per adesione e non per costrizione. In una società democratica, questo “qualcuno” dovrebbe essere il “maggior numero possibile”.

La legge si basa sulla paura?
Che cosa è, dove sta, da che cosa dipende quest’adesione? Qui, ciascuno di noi, in una società libera, è interpellato direttamente, uno per uno. Se non sappiamo dare una risposta, allora dobbiamo ammettere che seguiamo la legge solo per forza, come degli schiavi, solo perché la forza fa paura. Ma, appena esistono le condizioni per violare la legge impunemente o appena si sia riusciti a impadronirsi e a controllare le procedure legislative e si possa fare della legge quel che ci piace e così legalizzare quel che ci pare, come Semiramìs, che “a vizio di lussuria fu sì rotta, che libito fé licito in sua legge, per tòrre il biasmo in che era condotta” (Inferno, V), allora della legge e di coloro che ancora l’invocano ci si farà beffe.

La legge si basa sull’interesse?
Quale interesse? La moralità della legge come tale, indipendentemente da ciò che prescrive, dovrebbe stare nell’uguaglianza di tutti, nel fatto che ciascuno di noi può rispecchiarvisi come uguale all’altro. “La legge è uguale per tutti” non è soltanto un ovvio imperativo, per così dire, di “giustizia distributiva del diritto”. È anche la condizione prima della nostra dignità d’esseri umani. Io rispetto la legge comune perché anche tu la rispetterai e così saremo entrambi sul medesimo piano di fronte alla legge e ciascuno di noi di fronte all’altro. Ci potremo guardare reciprocamente con lealtà, diritto negli occhi, perché non ci sarà il forte e il debole, il furbo e l’ingenuo, il serpente e la colomba, ma ci saranno leali concittadini nella repubblica delle leggi.
Questa risposta alla domanda circa la forza della legge è destinata, per lo più, ad apparire una pia illusione che solo le “anime belle”, quelle che credono a cose come la dignità, possono coltivare. È pieno di anime che belle non sono, che si credono al di sopra della legge – basta guardarsi intorno, anche solo molto vicino a noi – e che proprio dall’esistenza di leggi che valgono per tutti (tutti gli altri), traggono motivo e strumenti supplementari per le proprie fortune, economiche e politiche. Sono questi gli approfittatori della legge, free riders, particolarmente odiosi perché approfittano (della debolezza o della virtù civica) degli altri: per loro, “le leggi sono simili alle ragnatele; se vi cade dentro qualcosa di leggero e debole, lo trattengono; ma se è più pesante, le strappa e scappa via” (parole di Solone). Anche per loro c’è interesse alla legalità, ma la legalità degli altri. Poiché gli altri pagano le tasse, io, che posso, le evado. Poiché gli altri rispettano le procedure per gli appalti, io che ho le giuste conoscenze, vinco la gara a dispetto di chi rispetta le regole; io, che ho agganci, approfitto del fatto che gli altri devono attendere il loro turno, per passare per primo alla visita medica che, forse, salva la mia vita, ma condanna quella d’un altro; io, che posso manovrare un concorso pubblico, faccio assumere mio figlio, al posto del figlio di nessuno che, poveretto, è però più bravo del mio; io, che ho il macchinone, per far gli affari miei sulla strada, approfitto dei divieti che chi ha la macchinina rispetta; io, che posso farmi le leggi su misura, preparo la mia impunità nei casi in cui, altrui, vale la responsabilità.

Le leggi a cui pensa Socrate sono state benigne coi cittadino.
L’ultimo episodio della vita di Socrate, alle soglie dell’autoesecuzione (la cicuta) della sentenza dell’Areopago che l’aveva condannato a morte, è l’incontro con Le Leggi. Le Leggi gli parlano. Qual è il loro argomento? Sei nato e hai condotto la tua vita con noi, sotto la nostra protezione nella città. Noi ti abbiamo fatto nascere, ti abbiamo cresciuto, nutrito ed educato, noi ti abbiamo permesso d’avere moglie e figli che cresceranno come te con noi. Tutto questo con tua soddisfazione. Infatti, non te ne sei andato altrove, come ben avresti potuto. E ora, vorresti ucciderci, violandoci, quando non ti fa più comodo? Così romperesti il patto che ci ha unito e questo sarebbe l’inizio della rovina della città, le cui leggi sarebbero messe nel nulla proprio da coloro che ne sono stati beneficiati.
Le Leggi platoniche, parlando così, chiedono ubbidienza a Socrate in nome non della paura né dell’interesse, ma per un terzo motivo, la riconoscenza. Il loro discorso, però, ha un presupposto: noi siamo state leggi benigne con te.

Ma se Le Leggi fossero state maligne?
Se avessero permesso o promosso l’iniquità e non avessero impedito la sopraffazione, avrebbero potuto parlare così? Il caso non poteva porsi in quel tempo, quando le leggi – l’abbiamo visto all’inizio – erano opera degli Dei. Oggi, sono opera degli uomini. Dagli uomini esse dipendono e dagli uomini dipende quindi se possano o non possano chiedere ubbidienza in nome della riconoscenza.

Che si fa se le leggi le fa chi le sfrutta per il proprio interesse?
Il compito della legge, per poter pretendere obbedienza, è di contrastare l’arroganza di chi le infrange impunemente e di chi, quando non gli riesce, se ne fa una per se stesso. Se la legge non contrasta quest’arroganza o, peggio, la favorisce, allora non può più pretendere né riconoscenza né ubbidienza. Il disprezzo delle leggi da parte dei potenti giustifica analogo disprezzo da parte di tutti gli altri. L’illegalità, anche se all’inizio circoscritta, è diffusiva di se stessa e distruttiva della vita della città. Tollerarla nell’interesse di qualcuno non significa metterla come in una parentesi sperando così che resti un’eccezione, ma significa farne l’inizio di un’infezione che si diffonde tra tutti.

Abbiamo ogni diritto di contrastare chi fa le leggi solo per sé.
Qui è la grande responsabilità, o meglio la grande colpa, che si assumono coloro che fanno leggi solo per se stessi o che, avendo violate quelle comuni, pretendono impunità. Contrastare costoro con ogni mezzo non è persecuzione o, come si dice oggi, “giustizialismo”, ma è semplicemente legittima difesa di un ordine di vita tra tutti noi, di cui non ci si debba vergognare.

Storia minimale della Massoneria
Viviana Vivarelli

Vorrei separare nettamente la massoneria iniziatica primitiva, con la sua utopia simil spiritualistica e i suoi miti e riti, dalla massoneria che nasce a Londra dopo il 1717 ma soprattutto dalla massoneria del 1900.
Unica nota che accomuna le due correnti è il segreto.
Carattere prevalente della prima è la saggezza spirituale dell’uomo superiore e una generica religione dell’universo, della seconda è il potere materiale dell’uomo economicamente forte.
Residui della prima certi simboli che si perpetuano come segno di riconoscimento e certi rituali.
Ho sentito delle conferenze similspiritualiste della massoneria ma non mi è parso che i convenuti fossero lì per scopi culturali quanto per obblighi disciplinari, e ho notato la frequenza di aristocratici e di militari di alto rango, i quali solitamente non sono portati per loro natura alle materie simboliche o filosofiche.
Del resto anche il nazismo ha avuto bisogno di una sua simbolica, di ascendenze mitiche e di ritualità.
Certo è che la massoneria come sistema di potere internazionale nasce in Inghilterra, con la Gran Loggia di Londra, poi d’Inghilterra, fino ad arrivare ad un sistema moderno non più speculativo e idealistico ma di dominanza politica e finanziaria.
Nel 1700, tuttavia, le motivazioni morali erano ancora molto forti, almeno negli enunciati.
La Loggia si divise tra Ancients e Moderns, e si diffuse rapidamente in Europa e negli Stati Uniti, secondo le linee di espansione dell’impero britannico, dei suoi commerci marittimi e delle colonizzazioni.
Malgrado la diffusione nel mondo, la massoneria inglese conservò un posto di preminenza, fortemente selettiva nella scelta dei propri membri, e divenne una componente stabile della società britannica e della sua classe dirigente. Dopo il 1800 la famiglia Windsor fu tra i suoi protettori stabili anche se nel tempo le varie logge si distaccarono con progressivi gradi di autonomia. Tra le varie Logge ci furono guerre e scomuniche reciproche.
Non credo sia molto significativo alla luce dei comportamenti massonici odierni citare come membri personaggi come Mazzini, Garibaldi, Ettore Ferrari, Amendola ecc., che appartengono alla fase idealistica.
In Italia oggi le istituzioni con il maggiore numero di aderenti sono il Grande Oriente d’Italia (o di Palazzo Giustiniani) e la Gran Loggia d’Italia (o di Piazza del Gesù).
La storia della massoneria italiana si mescola dapprima col Risorgimento e pertanto essa viene combattuta dalle milizie austroungariche e papaline. In questo periodo sono chiare le istanze spirituali, utopiche, libertarie e universalistiche (gli stati d’Europa e poi del mondo di Mazzini, o le guerre di liberazione nazionale di Garibaldi). I liberi muratori si confondevano coi carbonari.
Nel 1814 Vittorio Emanuele I la proibì con un editto. Altri ne seguirono. La Chiesa mise la massoneria al bando, scomunicando i massoni.
Nel 859, a Torino nasce una loggia, chiamata “Ausonia” da cui il Grande Oriente Italiano con Costantino Nigra. Garibaldi fu salutato come “primo libero muratore italiano”, ricevendo il 33º grado del Rito scozzese da Francesco Crispi ma la sua carica durò pochissimo. Tra i successori ci fu Mazzini ma su di lui sappiamo poco e c’è chi mette in dubbio la sua appartenenza.
Nel 1884 Leone XIII pubblicò l’enciclica Humanum Genus contro la massoneria.
Tra i massoni citiamo Giovanni Bovio, Giosuè Carducci, Agostino Bertani, Giuseppe Zanardelli.
Il 6 giugno 1889 in Campo de’ Fiori a Roma ci fu l’inaugurazione del monumento a Giordano Bruno, opera dello scultore e futuro gran maestro Ettore Ferrari. L’oratore fu il filosofo Giovanni Bovio; nel 1895 divenne gran Maestro Ernesto Nathan, poi sindaco di Roma.
Nel 1901 il Grande Oriente inaugurò la sua nuova sede di Palazzo Giustiniani, mentre iniziava un fermento scissionistico che portò nel 1910 alla fondazione di una Gran Loggia, in Piazza del Gesù.
Col 1900 gli attacchi continuarono. La Chiesa li aveva scomunicati. La condanna arrivò anche dal IV congresso moscovita dell’Internazionale Comunista nel 22.
Nel 23 il Gran Consiglio del fascismo dichiarò l’incompatibilità tra militanza fascista ed appartenenza alla massoneria e la sciolse nel 25.
Gli esuli fondarono una nuova loggia, da cui venne un notevole contributo alla causa repubblicana nella guerra civile spagnola.
Dopo la caduta del fascismo la massoneria italiana risorse.
La P2 è una Loggia storica del Grande Oriente d’Italia, con un preciso programma politico di golpe attraverso lo svuotamento o l’uso perverso delle istituzioni democratiche, quello che risulta essere stato messo in atto da Berlusconi, che ricopia passo passo tutte le indicazioni di Gelli (salvo l’uso manipolante dei media. Gelli non aveva capito l’importanza della tv). Lo scandalo determinò un notevole danno di immagine della P2 con la condanna da parte della Loggia d’Inghilterra.
Nel 1981 furono ritrovate le liste della P2, e la corte centrale del Grande Oriente d’Italia, per evitare ulteriori scandali, espulse Gelli e promulgò una nuova costituzione dell’Ordine.
Nel 93, dopo una grave inchiesta giudiziaria (PM Agostino Cordova), il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Giuliano De Bernardo prese le distanze dalla P2 fondando la Gran Loggia Regolare d’Italia, che fu riconosciuta dall’Inghilterra.
La P2 (“Propaganda Due”), il cui maestro era Licio Gelli, fu al centro di uno dei più grossi scandali della storia della Repubblica, con indagini che condussero alla scoperta di una lista di mille nomi (tra cui esponenti politici, militari ed istituzionali di primo piano come Berlusconi, tessera 1816) e il “piano di rinascita democratica”, una sorta di progetto per l’inserimento di esponenti della P2 nei settori chiave dello Stato. Esponenti della P2 sono stati coinvolti in vari episodi oscuri della storia della Repubblica (dal Golpe Borghese all’operazione Gladio alla bancarotta del Banco Ambrosiano, con i suoi otto morti, con l’assassinio di Roberto Calvi e di Sindona, entrambi appartenenti alla P2. Nel 1982 la legge Spadolini sciolse la P2 e dichiarò illegali le associazioni segrete. Licio Gelli fu espulso dal Grande Oriente d’Italia nel 1981. Tuttavia non finì mai in carcere né perse il suo patrimonio.
In Gran Bretagna nel 1990 una parte minoritaria del partito laburista al governo tentò invano di far passare una legge che richiedeva a tutti i pubblici ufficiali che fossero massoni di dichiararlo apertamente.
Negli stati totalitari la massoneria è quasi sempre bandita. Nella Germania nazista i massoni furono internati nei lager. Così in tutti i regimi totalitari comunisti, meno a Cuba dove la massoneria è sempre stata ammessa.
In Italia, la massoneria è stata dichiarata fuorilegge nel 1925, durante il fascismo. Negli ultimi anni l’Italia, caso unico tra i paesi democratici, è stata ripetutamente condannata dalla Corte di giustizia europea per violazione dei diritti umani poiché alcune leggi dello stato e di alcune regioni risultavano discriminatorie nei confronti dei massoni.
Le sentenze del CSM degli anni 90 ritennero censurabile anche la lontana affiliazione di un Magistrato alla massoneria.
L’art. 18 della Costituzione riconosce e tutela la libertà d’associazione, e prevede che i cittadini abbiano il diritto di associarsi, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalle leggi. La legge Spadolini-Anselmi dice che non è segreta l’associazione che mantenga segreti i suoi iscritti, ma quella che tiene segrete finalità ed attività sociali, e svolga attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di pubbliche amministrazioni.
..
Per chi dubita dell’evoluzione dello spirito
Viviana Vivarelli

Credere o no all’evoluzione umana è come credere o no in Dio.
Nessuno può dimostrarti che esiste e molti possono dimostrarti che non esiste,
ma tra un mondo che non crede nella possibilità di cambiare le cose in meglio
e un mondo che non vi crede affatto, io preferisco il secondo, se non altro perché in tal modo mi metto nelle condizioni di cercare di cambiare io qualcosa.
La storia non è mai stata fatta dai pessimisti.
I rinunciatari aiutarono sempre il male
I grandi rivolgimenti si ebbero grazie a degli utopisti che si chiamavano Luther King, Gandhi, Mandela, Salk,.. e ad altri utopisti che li seguirono sul cammino della speranza.
Io non posso essere un Mandela o un Gandhi, ma posso sempre essere una
Rosa Park e fare avanzare il mondo col mio sì e col mio no.
C’è un ottimismo della ragione e un ottimismo della disperazione, ma anche il più piccolo di questi potranno fare sempre di più del pessimismo della volontà
.
..
Più che casa delle libertà
sarebbe corretto chiamarla
casa circondariale dei diversamente liberi
Vivi
..
Per chi suona la campana?
Paolo De Gregorio

Negli ultimi 20 anni, dalla caduta del muro di Berlino, nella psicologia delle masse si è formata una delusione profonda, quella del fallimento del comunismo, fino allora percepito come fattore di progresso e di riscossa, rivelatosi una dittatura della nomenklatura del partito, inamovibile, irriformabile, con le masse popolari passate dalla dittatura dei padroni a quella dei burocrati, senza decisive e storiche diversità.
Anche oggi la vita degli operai, dei minatori, dei contadini cinesi non è cambiata molto, e non gli è stato nemmeno detto ufficialmente che il loro paese non è più comunista, ma è diventato una potenza imperiale che vuole vincere sul mercato globalizzato, esattamente come i suoi competitori capitalisti.
Se non si capisce che le parole socialismo e comunismo evocano un recente fallimento storico, una profonda disillusione, un grande scetticismo, non capiremo mai come in Italia le masse popolari si siano affidate al più antico dei poteri, quello padronale, che però resta un terreno conosciuto, tradizionale, che non richiede eroiche militanze, ma doti ben affinate come sottomissione e passività.
Berlusconi, malgrado i suoi sforzi, non è stato mai percepito come il nuovo, come uno che potesse cambiare la vita delle classi subalterne. E’ stato visto come il male minore, in quanto rappresentante diretto dei padroni e della Confindustria, a fronte di squallidi politicanti democristiani, socialisti e falsi comunisti, che avevano costruito una Casta di ladri, tangentari, politicanti di professione.
Tra l’altro considerare un monopolista mediatico, miracolato dal vecchissimo intreccio affari e politica, come il nuovo era operazione impossibile. Il suo partito divenne ben presto il ricettacolo di vecchi arnesi democristiani e socialisti e di tutti i miracoli promessi nulla si è visto. Dopo 15 anni il suo governo e la sua leadership appaiono alla luce di una nuova tangentopoli e sull’orlo di un fallimento, questa volta senza ritorno e senza appello.
Resta a galla solo perché non vi è una opposizione decente e riconoscibile con un programma che possa scuotere le masse dalla passività e dalla rassegnazione.
Se le elezioni si facessero domani, B. vincerebbe ancora perché anche il sano, limitato antagonismo di Di Pietro si è spento e una ammucchiata tipo Unione di prodiana memoria è impresentabile.
E’ più facile che abbia successo un nuovo partito (si fa per dire nuovo), sempre padronale e di destra, con a capo un Montezemolo o un Draghi, che tagli fuori la maggior parte dei vecchi politicanti e tangentari accolti nella cricca berlusconiana e si ponga fine a questo spettacolo di un Parlamento bloccato dalla difesa degli interessi personali e giudiziari del presidente, a fronte di una grave crisi economica, finanziaria e monetaria che ci bracca, e che richiede interventi quotidiani e tempestivi.
Credo che il reale presidente del PD, De Benedetti, trovi un ruolo per il suo partito solo in questo scenario, portando il PD in un governo di salute pubblica, senza più B. di mezzo, per fare riforme (quella elettorale per prima) e fronteggiare la crisi in un clima di unità nazionale.
Francamente non riesco a vedere un altro scenario possibile con le attuali forze in campo.
L’unico spazio nuovo nel panorama politico può essere quello di un partito che metta solennemente al primo posto l’obiettivo di piegare le convenienze della economia alla sostenibilità ambientale, che parli di un nuovo corso economico che ci assicuri indipendenza economica ed alimentare, e che questa ristrutturazione sia fatta nella direzione giusta, cioè quella di piccoli impianti di energia rinnovabile diffusi sul territorio, che portino benessere alle popolazioni, senza concentrazioni monopolistiche che si vedono nei parchi eolici o nella follia nucleare.
Finché non si aprirà questo fronte, con persone e linguaggi nuovi, B. e i suoi compari possono dormire sonni tranquilli.
..
Cettina segnala:
Diaz, condanne per i dirigenti di polizia

Qualche crepa nel sistema dell’impunità.
La “macelleria messicana” di Genova non fu opera di un pugno di agenti colti da raptus, come si voleva far credere.
Dopo la sentenza d’appello per le torture a Bolzaneto, arriva la condanna in appello per i dirigenti della polizia coinvolti negli abusi alla scuola Diaz.
Sono passati quasi 9 anni da quella notte. Nel frattempo – in assenza di inchieste di carattere istituzionale e disciplinare – hanno fatto tutti carriera.
Con in testa Gianni De Gennaro, il quale – da Capo della Polizia all’epoca dei fatti – non si accorse né fu informato di nulla: così almeno dovremmo credere.
Ora è capo dei servizi, custode di molti segreti. In caso di conferma in Cassazione, ci si può almeno attendere che certi personaggi siano cacciati per sempre dalla polizia?
Grazie a coloro che in tutto questo tempo non hanno mai smesso di lottare civilmente per la verità e la giustizia: hanno dato a questo sventurato Paese una lezione di dignità.

Vedi il video
www.pieroricca.org/2010/05/19/diaz-condanne-per-i-dirigenti-di-polizia

RIDIAMARO : – )

VAURO
Il sovraffollamento delle carceri non è vero.
Anemone è già uscito.
E da quando si è saputo che regala case,
è assediato da una folla di senza tetto.
..
Bertolaso se ne va.
Ora bisogna che qualcuno si accerti che non abbia lasciato preservativi in giro.
..
La Moratti ha detto che gli stranieri che non lavorano delinquono.
Invece gli italiani che non lavorano se ne stanno tutti in parlamento.
..
JENA

PRIVACY
Ha ragione la sottosegretaria Santanchè: anche i mafiosi hanno diritto alla loro omertà.
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. rispondo al tuo articolo, solo perché direttamente interessato, essendo appartenente ad una loggia, facente parte della comunione della Gran Loggia D’Italia, obbedienza mista (differenza importante sia a livello iniziatico che “sociale”). detto questo per dover di cronaca tengo a precisare, che esprimo una mia personale opinione e non certo una posizione riconducibile in alcun modo alla massoneria in senso lato o ai suoi rappresentati regolarmente eletti nelle cariche. devo dire che trovo quanto da te scritto interessante, anche se fin troppo breve (come da titolo del resto), e forse per questo motivo, in certe sue parti rimane troppo in superficie. per quella che è la mia esperienza, sia all’interno della loggia, che in giro per i convegni, non ho mai riscontrato questa dominanza “aristocratica” che va li solo per dover, certo i convegni pubblici muovono una certa curiosità, quindi come per qualsiasi altro evento la presenza è decisamente vasta, ma tra i presenti Sorelle e Fratelli, appartenenti a chi sa quale alta aristocrazia del luogo personalmente non l’ho riscontrata. Anche questa netta divisione tra massoneria iniziatica primitiva (come da te definita) e un’altra massoneria, io conosco una sola massoneria che è la prima da te citata, l’altra che si “fregia” di questo nome, non è massoneria (a mio avviso ovviamente), ma la divisione non può essere data dal 1717, nascita della massoneria organizzata (Se così si può dire), ma quello che uno fa all’interno del tempio, e soprattuto fuori dal tempio, primo fra tutti il rispetto delle leggi dello stato. sulla vicenda P2 ci sarebbero da scrivere migliaia di parole, il quadro da te fatto per quanto sintetico è nel complesso esatto, almeno per quello che so, tuttavia il Grande Oriente D’Italia, prese preso le distanze, appena si accorse che il maestro venerabile di quella loggia irregolare, faceva cose del tutto irregolari sia a livello iniziatico, sia a ben altri livelli, cosa che ci coinvolse tutti in quegli anni bui della storia d’Italia. Una precisazione, non è mai stato accertato storicamente che Mazzini abbia fatto parte della massoneria, né condivideva molti ideali, ed era stato eletto membro onorario conferendogli onorificenze, ma da quel che mi risulta non partecipò mai ai lavori di loggia o di altro. io credo che ci sia una visione distorta della massoneria, che continua ad essere vista come covo di complottisti e manovratori, ma che nella realtà è solo un luogo o meglio un metodo per migliorare se stessi, un metodo che non è spiegabile certo in poche righe, ma che sicuramente non prevede l’arricchimento materiale, la ricerca del potere, o il cambiare le sorti del mondo per il proprio tornaconto. ti ringrazio comunque per il tuo interessante articolo.

    Matteo

    Commento di MasadaAdmin — maggio 19, 2010 @ 3:47 pm | Rispondi

  2. http://www.grandeoriente.it

    Commento di MasadaAdmin — maggio 19, 2010 @ 3:50 pm | Rispondi


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