Nuovo Masada

maggio 18, 2010

MASADA n° 1139. 18-5-2010. SONNO E SOGNI. Lezione 7

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(Bosch)

(Questa è la lezione 6 di un corso su Sonno e Sogni tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Le visualizzazioni – Il sogno come comunicazione sacra – O come spettacolo – I simboli onirici: scala, mezzi di trasporto, scarpe, piedi, nave, abisso, casa, parti del corpo, acqua, luna, sabbia, ladri…

VISUALIZZAZIONI

Cayce cominciava con una visualizzazione molto bella che può essere praticata da tutti, meglio se guidata da un maestro.

Immaginava di essere in una misteriosa biblioteca dove erano scritte tutte le conoscenze del mondo, del presente, passato e futuro. In ogni libro era scritta la storia di una vita umana, di ciascun essere vivente, di ogni avvenimento, e non solo la storia di questa vita ma tutte la serie di vite entro cui questa è inserita, dunque anche le vite precedenti e quelle future. Cayce riceveva generalmente in un albergo, sdraiato su un letto, quasi addormentato. Quando il suo visitatore gli poneva una domanda, vedeva dal nulla uscire una mano che apriva un libro e Cayce leggeva quello che c’era scritto. Per questo le sue risposte erano chiamate “letture”. Diceva che quello era ‘il libro del mondo’.

Anche in India si parla di questo libro di conoscenza, gli archivi dell’Akasha, la Bibbia lo chiama ‘libro della Vita’.
La chiaroveggenza di Cayce era un sognare, in cui si attivava un’altra energia oltre il tempo e oltre lo spazio e quindi oltre il sognatore.

Entro in un grande edificio, nella sala degli Archivi, e qui una mano mi porta un libro aperto alla pagina che corrisponde a quell’entità (Cayce diceva sempre:‘questo corpo’ (Ho trovato molto curioso questo particolare, quando sentivo le voci dirette, sentii “Questo corpo è ormai alla fine ma ha ancora delle cose da fare”).
Diceva ancora: “La luce si sposta nel tempo e nello spazio e su questo schermo situato nel mezzo, ogni anima trascrive le registrazioni delle sue azioni per l’eternità. Tali memorie vengono scritte in virtù della coscienza dell’anima, non solo nella parte conscia e non solo nella materia, ma anche nel pensiero
Ora questo, quando l’ho letto, mi è sembrato molto strano, perché una volta sognai una stanza nera (io avevo la specialità piuttosto rara dei sogni neri’). In mezzo ad essa stava un proiettore in cui entrava un raggio di luce e da cui usciva un raggio di luce, davanti sullo schermo io vedevo passare la mia vita. Una voce fuori campo diceva: “Quello che vivi ora è quello che vedi sullo schermo, la parte di raggio che viene proiettata, solo perché tu la vedi ora, ma la vita è il raggio intero dove sono, allo stesso tempo, presente, passato e futuro”. Non è diverso da quello che diceva Cayce.

LA VISUALIZZAZIONE DELLA BIBLIOTECA
Poiché la visualizzazione della biblioteca mi sembrava bella, l’ho fatta fare ai miei gruppi e i risultati sono stati curiosi. La meditazione imaginale viene guidata per un certo tempo con piccoli input che ognuno realizza a suo modo, poi la mia voce tace e ognuno va avanti guardando quello che appare, deve solo essere testimone di un sogno e guardarlo nei minimi particolari. Quando il sogno finisce ci si comincia a muovere piano piano e si aprono gli occhi. Si aspetta che tutti abbiano aperto gli occhi.
Prima per dieci minuti si prepara un lento rilassamento con respirazione adeguata, poi si fissa l’attenzione sul punto di coscienza incorporea in mezzo agli occhi, lo si porta fuori dal corpo, sopra il capo, in alto sul soffitto, poi fuori della stanza, sopra la casa, nel cielo, sempre più in alto, fino alle nuvole. Su una nube c’è un grande palazzo, il punto di coscienza arriva al palazzo, entra nella enorme biblioteca, km. di libri che salgono in alto, pareti infinite di libri. Uno di questi su una scansia si accende, diventa luminoso. Il punto di coscienza vola fin lì, lo prende, lo porta su un grande leggio e il libro si apre, viene girata una pagina. A questo punto ognuno vede quello che c’è.
Mentre facevo fare la visualizzazione agli altri ho perso coscienza e mi sono trovata in un bosco.

Ero una donna Maori della Nuova Zelanda. Avevo i capelli scuri ricci cespugliosi ed ero vestita poveramente di canapa o simile, una veste informe. Era grande e grossa, scura di pelle, con un viso rincalcagnato, grossolano. Mi trovavo in un bosco autunnale e sentivo sotto i piedi i rametti rotti e secchi e le foglie che frusciavano. Il bosco era misero e stento, con alberelli tisici e foglie cadute. Un gran silenzio piuttosto minaccioso. In mezzo agli alberelli c’era una grande pietra piatta a forma di altare. Mi sembrava di officiare un rito, a un dio pesante e oscuro, pericoloso, unito al potere della terra. Sull’altare c’erano tracce di sangue, di pollo mi pare, e cenere nera. La scena era perfettamente realistica. Ero proprio un’altra persona, potevo sentire i miei pensieri che erano grevi, lenti, oscuri, un po’ inquietanti. Non era un dio piacevole quello che stavo pregando, era un dio oscuro, un po’ cattivo e io stessa ero pericolosa per quello che facevo, per le energie che stavo evocando..

Come mi sono svegliata, sono rimasta per un po’ in forte turbamento, per la veridicità della scena, non sapevo più chi ero, se quella di adesso o quella oscura creatura di cui sentivo ancora il pensiero profondo, pesante, intriso di magia. Come entrare in un altro corpo, in un’altra vita.

La visualizzazione è un modo per produrre una leggera variazione di coscienza, non si è addormentati né svegli, appare un sogno senza che si sia nelle condizioni del sonno, tuttavia la mente conscia cede il suo controllo e la mente inconscia si apre.
La visualizzazione è un bar-do, cioè una situazione transitoria, si è su un guado, su un crinale, a metà tra uno stato di coscienza e un altro e in grado quindi di vedere meglio i contenuti del sogno e di ricordarli. Questo stato è molto interessante, perché in certi casi apre ricordi di vite precedenti o di squarci di futuro, oppure manda simboli interessanti dal punto di vista psicoanalitico o della simbolica universale.
La condizione richiesta è un totale abbandono, uno stato di ricezione passiva, un lasciarsi andare alla reverie.
Non sempre il film mentale si sviluppa, non lo fa se non ci si abbandona totalmente. Ripetendo l’esercizio si migliorano i risultati, alla fine la mente impara a rilassarsi più facilmente e le occorre meno tempo per farlo.

DROGHE NATURALI E VISUALIZZAZIONE

Quando ho un problema, ho tre vie per affrontarlo: la via conoscitiva, la via pratica e la via immaginativa.
Il nostro sistema nervoso è come una centralina elettrica con cavi e cavetti, la rete neuronale con i suoi canali, dendriti e sinapsi, le ghiandole che secernono ormoni, sostanze chimiche che facilitano le scintille elettriche, che viaggiano veloci nei canali informativi come comunicazioni scoppiettanti. E così passano rapidissime informazioni di benessere, di salute, vita.
La mia via pratica è istintiva, vincere lo stress lavorando come una negra, rovescio gli armadi e il giardino. Ci vuole fegato, perché, quando il drago ti afferra, non te ne frega proprio niente di fare qualcosa, e l’unica cosa che vorresti è chiuderti in una stanza buia e ringhiare a qualunque cosa tenti di entrare nel tuo buio. Ma la soluzione del lavoro massacrante è utile perché nel momento dello sforzo fisico si produce endorfine, gli ormoni del piacere. Per questo il lavoro, anche pesante, è utile anche per le tossicodipendenze e sarebbe utile anche nei regimi carcerari, purché accompagnato anche da un minimo di utile finanziario. Lavorare fa bene.

Noi possiamo usare però anche la visualizzazione, come energia noetica e morfogenetica, anche la visualizzazione è energia che mette in moto energia, pensiero positivo che migliora la condizione psico-fisica.
Anche una buona visualizzazione produce endorfine, che sono droghe naturali, e produce serotonina, la sostanza del sonno e del rilassamento. La psiche stessa ha in sé le sue cure e i suoi rimedi, può farsi un’autoterapia spirituale con risultati anche migliori a quelli di un farmaco allopatico. E’ il pensiero che si cura, ovvero l’energia che riorganizza se stessa.
Se suscito in me simboli rappresentativi per tutti i miei livelli, posso curare il mio insieme in tempo reale, riorganizzandolo in modo più utile, cosicché il corpo sottile compenetri e sani anche la parte più materiale.

La facoltà di operare visualizzazioni compete al sesto chakra o terzo occhio, varco della chiaroveggenza; il suo correlato fisico è la ghiandola pineale o epifisi. Qua è concentrata la serotonina, responsabile di benessere o disagio esistenziale, sostanza molto diffusa in natura, il 90% è nella mucosa intestinale (vedi le coliche), l’8% nelle piastrine del sangue (vedi sistema immunitario), il 2% nel sistema nervoso centrale, ma il luogo più importante dove è concentrata è la ghiandola pineale o epifisi.
La serotonina o ormone del buonumore ha ruolo di neutrotrasmettitore in alcune sinapsi.
Synapsis in greco vuol dire unione. Il collegamento tra due cellule nervose che si trasmettono una informazione avviene grazie ai neurotrasmettitori, sostanze chimiche prodotte nelle terminazioni nervose (acetilcolina, noradrenalina, dopamina, serotonina, istamina, sostanza P, prostaglandine e endorfine), per es. la noradrenalina provoca vasocostrizione, la dopamina inibisce (reazioni di fuga), l’istamina ripara i tessuti, la sostanza P trasmette il dolore, le endorfine sono analgesiche come la morfina, combattono il dolore ecc..
La serotonina non ha ancora svelato tutti i suoi misteri, regola troppe cose: il meccanismo sonno-veglia, la temperatura, la percezione del dolore e del piacere, le emozioni ecc.

Che cosa c’entra questo con le visualizzazioni? C’entra perché ci apre un discorso sullo channelling, così da passare dalla neurochimica alla parapsicologia.
Lo channeling è uno dei vocaboli della New Age, che tratta dei corpi sottili, dunque ancora non scientifici, e vuol dire canalizzarsi, aprirsi a un’altra ricezione.
La visualizzazione è una canalizzazione di energie sottili che agisce attraverso e realizza una sinapsi ovvero un contatto comunicativo tra livelli diversi del nostro IO, ciò produce anche riorganizzazione del nostro essere proprio e dunque metamorfosi, ovvero evoluzione a una migliore ristrutturazione.
La visualizzazione non è solo una operazione fantastica, ma è, a tutti gli effetti, una valutazione diagnostica (inconscia) e terapeutica, cioè ricostruttrice dei legami interrotti.

Noi riceviamo spontaneamente il sogno, ovvero le immagini oniriche inconsce, ma dovremmo lavorare anche sull’intuizione lucida, cioè la facoltà dell’immaginazione consapevole, attivando le energie salviche che sono intatte a livelli profondi e possono essere attivate.
Se rappresentiamo la situazione di disagio, ambientale, stressoria o endogena, come una nebbia fitta che copre i nostri livelli profondi, questi possono apparire come giardini di luce, da cui arriveranno quelle immagini simboliche che esattamente ci occorrono per capirci, contenerci e armonizzarci.
I simboli sono raggi di chiarezza che salgono dal profondo, sgorgando con immediatezza e intensità vitale, per il nostro bene. Sono molto di più di indicatori di significati, sono energia in movimento.
Queste immagini dell’inconscio collettivo possono contenere il nostro disagio e mostrarcelo in modo dolce, indicando la soluzione.
Vengono da luoghi positivi della nostra psiche di cui possiamo fidarci, perché sono totalmente nostri in una sintesi di economia e intelligenza, mirante al nostro benessere.

Aprire i canali con la visualizzazione non significa diventare medium, non all’inizio almeno. Anche se ciò che appare ha un valore simbolico e dunque non è sempre facilmente decodificabile, il suo contenuto ci appartiene e lavora per noi, ci nutre e risana.

IL SOGNO COME COMUNICAZIONE SACRA

Luise Von Franz dice che si deve osservare l’inizio del sogno e la conclusione, ma secondo me è importante notare anche il tono emotivo, l’emozione in cui viviamo il sogno dormendo e non quella con cui lo valutiamo al risveglio.

Per iniziare l’interpretazione di un sogno Jung partiva dall’elemento più strano e sconcertante. Il sogno può finire con una frase a cui bisogna dare molta attenzione e che può essere un vero e proprio messaggio. Ricordiamo che i sogni dell’alba possono essere premonitori e che tra i sogni speciali ci possono essere reminiscenze di vite precedenti o premonizioni di eventi futuri. Ma quando si sfocia in ciò che la coscienza non conosce e si toccano altre realtà, l’interpretazione del sogno non è possibile e porta a fraintendimenti.
Un sogno di predizione, per es., viene capito completamente solo quando l’evento si realizza.

Il sogno è una via di collegamento dell’energia. Con altra energia, dentro, sopra, sotto, attorno a noi e oltre. Energia umana, ambientale e divina.
Dio parla all’uomo attraverso sogni e visioni “ (Jung).
I popoli antichi avevano persone speciali preposte a fare sogni speciali che le mettevano in contatto con le divinità per decidere scelte importanti per la tribù. I Celti, quando dovevano scegliere un nuovo re, preparavano un banchetto per il Druido o Vate, finché questi cadeva addormentato al centro di riti e formule magiche, egli avrebbe sognato il nuovo re.
Il sogno veniva stimolato da ingestione di carne di cane di cane cruda, si pensava così che l’anima, disturbata da una digestione difficile, se ne sarebbe uscita al più presto dal corpo. L’indigestione produceva una OBE naturale. Viceversa altri popoli usano il digiuno.
Presso i nativi americani i riti di iniziazione dei giovani prevedono prove in cui essi vagano per giorni in luoghi deserti sottoposti a un digiuno propiziatore, i sogni che avranno in questo periodo saranno premonitori della loro vita futura e decideranno per es. chi sarà uomo-medicina, e chi guerriero.
Analogamente gli aborigeni australiani vanno a sognare nelle grotte sacre, convinti di incontrare gli spiriti dei sogni che sono i custodi del popolo e danno messaggi di conoscenza.
I riti preparatori di questi sogni particolari devono essere compiuti con estrema precisione, perché solo la ripetizione puntuale programma la mente e le permette di arrivare al punto in cui salta a un livello superiore. I passi rituali sono tutt’altro che folkloristici, costituiscono una vera scala energetica, finalizzata al balzo frequenziale. Sono come i passi necessari per mettere in moto una macchina.

In un racconto di fantascienza tutti i bambini ricevevano dei messaggi alieni inconsci e si mettevano con gran lena a fare tutti uno stesso gioco in cui dovevano cercare certi oggetti e metterli sul terreno uno di seguito all’altro secondo schemi incomprensibili, spirali, disegni collegati. Gli adulti non facevano caso a questo insolito fervore e si incuriosivano solo dell’estrema serietà e attenzione con cui questi schemi venivano composti. Poi, quando tutti gli oggetti furono sistemati e tutti i disegni furono compiuti, tutti i bambini in un colpo solo scomparvero.
Nel film ET si vede il piccolo alieno che costruisce un apparecchio per comunicare usando giocattoli, un ombrello ecc., il curioso è che la macchina del film funzionava davvero.

La procedura del rito con i suoi passi, formule e canti, per quanto assurdi possano sembrare, è indispensabile nella sua impeccabilità, come una programmazione neurolinguisica che fa scattare l’aggancio giusto con l’altra energia. É un percorso fisso che produce il salto coscienziale, la liberazione del meccanismo liberatorio che sradica la coscienza dal complesso anima-corpo spazio-tempo per sbalzarla in un’altra dimensione. L’impegno deve essere assoluto con impeccabilità e il rito funziona come una strada di passi esatti verso il bersaglio: la consapevolezza superiore, quella in cui lo sguardo sarà ampliato.

Gli antichi Greci isolavano le varie forme di energia e davano loro nomi e sembianze umane, l’energia di amore si chiamava Afrodite o Eros, la giustizia Giove ecc., ma il collegamento, la comunicazione era Mercurio. Mercurio era immaginato come un giovane viaggiatore con il cappello, il corto mantello e i sandali che si usavano in viaggio, sul capo e dietro i talloni aveva delle ali per indicare la comunicazione veloce, portava i messaggi dei morti e degli dei. Ecco, il sogno è un luogo di comunicazione, una modalità mercuriale.

Il sogno è la più bella funzione energetica che abbiamo. Trascurarla, costringerla a deperire, a nascondersi, è un peccato.

La von Franz dice: “Mi fu detto che non importava che io capissi i miei sogni, importava invece che fossero i sogni a capire me. Il mio atteggiamento verso i sogni avrebbe determinato il loro nei miei confronti. É un dialogo vivo. Se li ascoltiamo, noi cambiamo e quando i sogni vengono seguiti, essi cambiano”.

Nei tempi antichi i sogni erano considerati la voce di Dio, e questo appare anche nella Bibbia. “E Giacobbe sognò, ed ecco una scala appoggiata alla terra, la cui cima toccava il cielo, ed ecco gli angeli di Dio che salivano e scendevano per la scala. E l’Eterno stava al di sopra di essa e gli disse: “La terra sulla quale stai coricato io la darò a te e alla tua progenie e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua progenie. Ed ecco io sono con te e ti guarderò ovunque andrai”.

(Blake)

La scala con l’incessante movimento degli angeli simboleggia il collegamento continuo tra le energie del cielo e quelle della terra. Dio dice con questo sogno a Giacobbe che lo aiuterà e che il suo popolo si diffonderà per tutta la terra. É un sogno dato a un capo sociale come una profezia energetica che va da un dio a un popolo.

L’equivalente della scala è l’albero o la croce o il palo dello sciamano, una verticalità che indica una direzione, ognuno di essi è simbolo del collegamento tra cielo e terra, anche l’arcobaleno o il ponte. Il simbolo egizio analogo è forse lo ZED, che compare in molte raffigurazioni nelle piramidi, un cilindro con 4 linee orizzontali, su di esso è stato detto di tutto, meno quella che forse è l’ipotesi più ovvia, lo zed rappresenta la scala, con 4 livelli di consapevolezza, nel tempo i livelli cambiano, da tre diventano 5, come i livelli aurici in India da sette diventano nove.
In India si immaginava che una corda si levasse e facesse da ponte e i guaritori erano detti maestri della corda.
In un certo senso anche il sogno è una scala o una corda che ci lega a un’altra dimensione. É uno ZED.

Il sogno è un’astronave che ci porta in alto. É un ascensore, una via in salita attraverso i livelli dell’essere, dal corpo a Dio, un varco attraverso le conoscenze, i tempi, gli spazi, le consapevolezze.

Nei tempi antichi si credeva che vi fossero dei luoghi della Terra dove si poteva sognare e avere sogni connessi al divino; gli aborigeni australiani vanno in occasioni particolari a sognare in caverne misteriose, piene di cristalli di quarzo e vi sono caverne per gli uomini e caverne per le donne.
Un’antichissima statuetta di Creta mostra il sonno incubatorio di una sacerdotessa.

In genere il luogo dei sogni è una grotta, una voragine, un tunnel sotterraneo, che diventano l’ingresso nel mondo divino, dell’al di là. Si entra nella terra per arrivare al cielo, l’oscuro della terra rappresenta fuori la profondità dell’anima. Si scende o si sale. Il primo tempio è indifferentemente la cripta per la dea della terra, o la montagna per il dio del cielo. Sotto Chartres i pellegrini giravano in catacombe.
Mosè sale sulla montagna, sul Sinai per ricevere la voce di Dio.
Il luogo è scelto in quanto luogo d’anima, luogo che sale o che scende.

La pietra è un altro simbolo dell’anima del mondo, dell’eterno, dell’infinito, la pietra immobile, senza tempo che parla dell’altrove. La pietra che segna il confine sacro, che delimita il tempio. Gli uomini hanno sempre venerato le pietre. Le pietre sono state i primi altari e le prime immagini del divino. La pietra è la proiezione terrestre della stella, luogo dove alto e basso si toccano.

I sogni hanno determinato la sorte di molte persone. Hanno persino modificato il destino di intere culture. Hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della civiltà occidentale” (Von Franz).
Il sogno ha sempre parlato ai singoli e ai popoli. Ci dice quale è la nostra vera vocazione, il senso, il futuro, la lettura del passato, ma possiamo non ascoltarlo, in tal caso rinneghiamo noi stessi e allora ci ammaliamo, compare la nevrosi, come sempre quando la nostra energia non segue il corso naturale per cui è venuta a esistere ma cambia strada.

La Von Franz racconta di un pittore che faceva quadri bui scuri e figurativi odiando l’arte astratta, e poi cominciò a sognare quadri molto diversi, colorati, interiori e astratti. Era un consiglio a cambiare vita ma non lo seguì, e cominciò ad ammalarsi, l’energia si bloccò e divenne impotente, solo quando cambiò stile di pittura ogni male scomparve.

Nel mondo primitivo si ricorreva al sogno quando l’uomo stava male, quando il gruppo stava male, quando un intero popolo soffriva. L’uomo primitivo pensava per simboli e viveva profondamente la simbologia del rito, capiva dunque meglio i propri sogni, era in contatto con lo spirito, l’uomo di oggi si è separato dalla propria anima e dunque anche dal mondo dei propri sogni. Così la psicoanalisi lo aiuta a comunicare di nuovo con la propria vita interiore.

Jung invitava l’analista a dimenticarsi tutte le teorie che sapeva e a accogliere il paziente solo con la mente con il cuore per cogliere la sua unicità di essere umano (Von Franz).

Il sogno è unico e arriva sempre al momento giusto, è una realtà necessaria. É un messaggio dell’inconscio che dice sempre ciò che occorre sapere.

Un messaggio che proviene dal centro divino della psiche, è diretto all’individuo nella sua unicità e si riferisce alla situazione unica in cui si trova

(Laura Sciacca)

IL SOGNO COME SPETTACOLO

Il sogno ci fa entrare in un mondo sottile, extracorporeo, che procede dallo stesso soggetto, consiste in forme sottili che derivano dalla stessa forma sottile del soggetto. Gli elementi del sogno sono azioni dell’io, realizzano possibilità che non sono attuabili nel mondo corporeo. nel sogno l’io si pluralizza in esseri e cose, le sue modalità animano soggetti e oggetti. Hillman diceva “l’anima è molti dei”, cioè è formata da molte energie, queste nel sogno si esteriorizzano e si animano, per cui guadare un sogno è come guardare le molte parti dell’io.

TCHOUANG-TSEN sogna di essere una farfalla, è lui che sogna di essere una farfalla o una farfalla che sogna di essere Tchouang- Tsen? Vi sono due soggetti reali o la trasformazione di uno nell’altro o ci sono due modificazioni apparenti di una stessa energia, in cui tutti gli esseri in tutti i loro stati sono una cosa sola?

Il sogno è una modalità extracorporea dell’essere, la coscienza ci interpreta tutti i ruoli. “Molte le apparenze, una la sostanza”.
Anche l’intreccio e i personaggi sono parole, qualche volta anche in un libro i personaggi sono gli alberi, le case, le montagne. Quel che conta è ciò che essi hanno in comune, la loro relazione. In un libro un albero o una donna non sono legno o carne, sono le parole cioè il senso.

Nel sogno lucido il soggetto è cosciente di sognare, vede questo ma sa che è un sogno, sa che gli eventi che ha di fronte hanno solo la realtà che egli dà loro nel sogno e ne è toccato meno, la sua coscienza abbraccia in sintesi tutte le modificazioni del suo essere.
L’errore della allucinazione consiste nell’attribuire all’oggetto percepito una realtà diversa da quella che ha. Si confonde cioè l’ordine della manifestazione sottile con quello corporeo.

Addison dice: “Nel sogno noi siamo simultaneamente il teatro, il pubblico, gli attori, l’argomento e la parole che sentiamo.”
Il sogno è uno spettacolo, da skeptomai che vuol dire guardare, è un evento fatto per essere guardato, è il teatro dell’anima. Questo elemento visivo, imaginale, è molto importante e viene spesso sottolineato da indicatori analoghi: “ero a teatro, ero al cinema, guardavo una piazza, avevo davanti un anfiteatro…c’era un regista...” Il sogno è una rappresentazione e le nostre parti psichiche sono gli attori, il paesaggio o ambiente è l’interno che si esteriorizza.

Una volta abbiamo fatto un gioco in cui ci siamo divisi in coppie, uno stava seduto, l’altro dietro in piedi e lo toccava, tutti e due con occhi chiusi e vedevano un paesaggio. Curiosamente quando lo hanno raccontato, ogni coppia ha visualizzato un paesaggio simile. Si era creata un’unione energetica che si manifestava con le stesse visioni.
Quando sogniamo un paesaggio stiamo attenti a come è, alla luce, all’ora del giorno, alla trasparenza o meno dell’aria. Tutto è simbolico. L’anima si è sempre sognata come un paesaggio, e cerca fuori di sé nel mondo il proprio specchio. Per questo ci sono luoghi particolari che sono luoghi d’anima, ogni popolo ha i propri luoghi privilegiati dove comunica con gli dei. L’uomo cerca luoghi d’anima e pietre.

La prima cosa da fare quando sogniamo è ricordare che in linea di massima stiamo sognando sempre di noi stessi, stiamo sognando il nostro corpo globale; ogni parte del sogno, ogni riferimento è a noi stessi.
Il sogno è un’enorme proiezione figurata dove attraverso metafore visive, sciarada o rebus, proiettiamo configurazioni del nostro essere. Il sogno è un teatro dove si rappresentano i livelli dell’io con tutte le loro immagini. Come un grande libro illustrato. Rare le parole. I personaggi, le cose, stanno al posto delle parole, le parole sono rare e spesso fuori campo, anche se, quando compaiono, sono in genere preziose. Un teatro dove tutto venga rappresentato in forma visiva attraverso figure e emozioni.
La prima caratteristiche del sogno è il vedere. Il sogno è fatto per essere visto. La seconda è l’elemento simbolico. Le cose raramente significano ciò che sono. Esse sono i rappresentanti visibili di concetti o movimenti o mutamenti o significati. Colomba sta per pace, leone sta per forte, vento sta per cambiamento, lago sta per energia immobile, palude energia che ristagna ecc.

“Una signora sognò che lei e il marito lavavano due cadaveri e li vestivano di bianco.” Forse nel loro matrimonio ci sono delle parti morte che possono essere purificate e vestite del colore della vita.

E’ poi importante l’elemento emozionale. I sogni attivano emozioni, e a volte lo fanno con grande violenza: paura, odio, amore, ansia, speranza, felicità… Il sogno è come un film che tratta emozioni. Visualità, simbolo e emozione sono i tre elementi del sogno.
Ricordatevi sempre che tutti i sogni sono necessari, ma non tutti i sogni sono importanti. E solo alcuni sono straordinari.
Io sono una interprete di sogni e ne ho sentiti a migliaia, a volte essi non hanno poi tutto quel gran significato. Occorre allenamento per distinguere i sogni speciali e anche per farne.
Se uno ama se stesso dovrebbe seguire i propri sogni, curarli, ascoltarne i messaggi. Essi provengono da un’altra mente che sa di noi molto di più di quanto sappia la mente cosciente.
Dice la von Franz: “I sogni ci indicano come trovare il senso della nostra vita, come realizzare il nostro destino, come esprimere al massimo il potenziale che c’è dentro di noi”.
I sogni sono stimoli di vita che muovono la vita, c’è un detto che recita: “Se il calcio che tiri a un sasso è abbastanza forte, può darsi che il dio si risvegli e rida di noi o ci sorrida”.
Ognuno di noi è il produttore dei propri sogni ed è lui alla fine il vero interprete, perché solo lui sa in fondo cosa ha sognato, solo che non sempre è facile per il sognatore interpretare i propri sogni, è come vedere la propria nuca, è più facile per un altro. La psiche è formata da due contenuti, una parte conscia, che possiamo immaginare come la parte frontale di un uomo, quella visibile, e una parte inconscia che è come l’ombra che l’uomo si tira dietro e che è nascosta al suo sguardo. I sogni vengono da questa parte nascosta e oscura e si presentano a noi in forma simbolica altrettanto oscura. Il linguaggio del sogno non assomiglia al linguaggio della parte cosciente, è un altro linguaggio, un altro codice. É come se di giorno noi parlassimo in italiano e di notte in arabo, vediamo i segni arabi ma non sappiamo cosa significhino, abbiamo bisogno di un arabo che a poco a poco ci insegni a tradurre o a capire. Via via che si scoprono i sogni, ma è più facile all’inizio capirli se c’è qualcuno che li interpreta e ce ne insegna il linguaggio. Una parte di me mi manda delle informazioni, se riesco a capirle vengo ad avere uno strumento formidabile di conoscenza, anche perché queste informazioni provengono da una parte di me molto più saggia, sapienziale, parapsicologica, che vede il futuro e conosce anche il senso della mia vita che io stento ad afferrare, il mio progetto globale.
Ma se io non do ascolto ai sogni questi non vengono ricordati al mattino e così molte persone dicono che non sognano, ma non è vero, è solo che non considerano importante questa parte di loro.
Quando uno va dallo psicologo, quello chiede per prima cosa i sogni, essi indicheranno infatti il problema e la soluzione. Entrare nel mondo dei sogni è un’esperienza straordinaria, un’avventura incredibile, ma occorre lasciar andare la razionalità. Se l’energia si sposta tutta nell’emisfero razionale ci saranno delle difficoltà, ma noi rischieremo di diventare più aridi, più squilibrati e cominceremo a produrre delle patologie.
Non sognare equivale a morire perché nel sogno c’è la vita. Ma in genere noi sogniamo anche quando non ricordiamo di averlo fatto.

I sogni sono dei ponti che ci permettono di contattare una parte inesplorata di noi, che risvegliano nuove energie, interessi, sentimenti.
Per quanto noi possiamo essere intelligenti, il mondo onirico ci porta un’altra forma di intelligenza. Ci mostrano dove sbagliamo, dove possiamo osare di più, ci danno intuizioni e scoperte.

Molti scienziati ebbero intuizioni fulminanti in sogno, scoperte improvvise, sinfonie, quadri, strame di romanzi, svolte di vita. É come se dentro di noi ci fosse un tutore, una guida spirituale molto saggia che quando sbagliamo ci guida verso la nostra salute e il nostro benessere, solo che raramente parla con parole, più spesso ci manda immagini, emozioni…A volte il sogno ci aiuta ad affrontare passaggi importanti.

Socrate quando era in cella condannato a morte e doveva bere la cicuta che era un potente veleno, sognò la notte precedente l’esecuzione, una donna bellissima vestita di bianco che gli diceva che al mattino sarebbe stato liberato.

Molti vecchi che hanno paura della morte cominciano a sognarla come un passaggio felice; la loro guida spirituale li abitua poco a poco ad affrontare il passaggio, mostrando loro qualcosa di molto diverso che non fa più paura.
Questa sapienza segreta è così importante che il più grande dio azteco è anche il creatore dei sogni. Perché i sogni sono importanti, sanno cosa è bene per noi, ci mostrano il futuro. Buddha dice che quando un uomo è sulle retta via interiore ha dei bei sogni. Questa guida interiore che sa tutto di noi e ci conduce verso il bene può essere proiettata in una immagine esterna, che in genere è divina, l’angelo, il dio protettore, lo spirito guida, l’animale totemico. In queste immagini fuori e dentro si incontrano.
Noi possiamo stimolare la produzione di queste immagini con una visualizzazione, cioè con un sogno lucido.
I sogni ci danno informazioni sui nostri lati oscuri, su qualcosa di noi che ignoriamo. Ma essi sono in codice e non è facile interpretarli, compaiono immagini e simboli che costituiscono le parole dell’inconscio, il sogno sembra a volte un rebus, una sciarada, un quadro animato. In più dicono di noi qualcosa che sta alle nostre spalle e che noi non vediamo, per questo è difficile capirli. Freud considerava il sogno come l’esaudirsi di un desiderio sessuale, ma questo è troppo poco, si ogni sono di molti tipi e Jung ci porta a interpretazioni multiple e diverse.
Porsi in contatto coi propri sogni è la cosa più sana che possiamo fare. Da una parte l’Io deve restare a contatto con la vita reale, col concreto, con i doveri, i compiti, la realtà tangibile. Dall’altra deve comunicare attraverso il sogno con l’inconscio, da cui possono venire risorse, energia, intuizioni, spiegazioni, informazioni, messaggi, valori e sensi.

IL LINGUAGGIO DELL’INCONSCIO- I SIMBOLI

Noi riceviamo i sogni come oggetti sconosciuti provenienti da un altro pianeta. Il sogno è un frammento giunto da una diversa dimensione, da un altro mondo, da quella metà di noi che parla un linguaggio che dobbiamo tradurre”.
(Giorgio Abraham, medico)

Sognare bene rende migliore la vita. Ma sognare è un’arte.
Cayce diceva: ”C’è un linguaggio del sogno che bisogna imparare, come le parole di una lingua straniera”.
Sia Freud che Jung conoscevano moltissime lingue straniere e diventarono traduttori di nuove dimensioni della psiche. L’analista è un traduttore di sogni, perché il sognatore da solo non riesce a fare molto, a meno che non si impegni per lungo tempo. L’analisi consiste proprio nel far capire come i sogni siano importanti, debbano essere ascoltati ed essere seguiti su quanto consigliano o mostrano.
Noi andiamo a farci analisi del sangue, lastre ecc. per il nostro corpo, ma abbiamo ogni notte la possibilità di accedere a un diagramma della nostra psiche e vederne lo stato di salute.
I sogni parlano però un linguaggio che non è quello ordinario della mente cosciente, usano immagini, simboli, emozioni. Sono come la poesia che parla attraverso immagini (metafore), simboli, emozioni. Il suo linguaggio è analogico, cioè funziona per similitudini.
Il simbolo collega campi diversi della realtà in base a caratteri qualitativi. In una poesia noi possiamo sostituire tra loro termini analoghi e usare immagini figurate, per es. invece di occhi azzurri possiamo dire pezzi di cielo o laghi montani o fiordalisi. Nel linguaggio comune usiamo spesso metafore, es. ‘oggi mi sento un giunco’, oppure ‘ sono uno stracciò, o ‘ho fatto scintille’, ‘muto come un pesce’, e nel sogno posso sognare gli equivalenti: giunco straccio, scintille, pesce.. É come se il sogno non avesse parole ma parlasse per immagini, come potrebbe fare un poeta o un pittore.
Il modo per conoscere i sogni è imparare il significato dei simboli, per questo entrare nel linguaggio dell’arte è un modo per aprire la mente destra e comprenderne i messaggi.
Marie Louise von Franz, che lavorò con Jung per 30 anni come sua prima collaboratrice e decifrò 65.000 sogni, prima di incontrare Jung fece un sogno straordinario. Aveva 18 anni e andò da Jung per essere presa in analisi.
La notte di Natale sognò di essere nell’al di là e di fare una grande discesa nel regno del profondo per cercare l’acqua mistica dell’alchimia.
Si svegliò così turbata e tremante che per molte ore non riuscì a muoversi. Dopo qualche tempo cominciò il suo lavoro a fianco di Jung sul simbolismo alchemico e il sogno glielo aveva prefigurato.

(Carlo Carrà)

Nei sogni compaiono simboli, questi sono suscettibili di interpretazioni diverse. Il simbolo ha una accezione molto più ampia della parola che delinea una fetta più specifica di realtà.
Fin dalla notte dei tempi si è tentato di costruire delle simbologie all’interno dei sistemi religiosi e magici, e il sogno è sempre stato considerato una via molto importante per avere illuminazioni sul corpo e l’anima del singolo, e sulla storia e il futuro del gruppo.
Il mondo antico si occupava moltissimo dei sogni. Nel nostro secolo l’interesse per i sogni si è riacceso soprattutto dopo che Freud esordì in Occidente ai primi del 900 proprio con la sua “Interpretazione dei sogni”, preludio alla psicoanalisi moderna, introducendo la categoria dell’inconscio.

Il linguaggio del sogno è il linguaggio dell’inconscio. Non è facile da capire perché noi siamo abituati al linguaggio parlato e pensato che obbedisce alle regole della mente sinistra, quella che pensa, costruisce la scienza e la tecnologia, deduce e definisce. Diverso è il codice della mente destra, irrazionale e alogica, che si manifesta nella poesia, nella religione e nell’arte. A volte il poeta, il mistico, l’artista comprendono il sogno perché sono più aperti alla mente intuitiva e alle sue regole misteriose.

L’inconscio, come una sentinella, può avvertirci di qualche pericolo o malattia con sogni di avvertimento o di diagnosi.
Dovremmo stare attenti, quei sogni guardano dove noi dimentichiamo di guardare, sono come le spie del cruscotto che si accendono quando qualcosa non va.
Se sogno di sbandare con la macchina, di deragliare col treno, di uscire di strada ecc. mi si avvisa che dovrei riguardare qualcosa, forse sto andando all’impazzata, forse ho imbroccato una strada sbagliata, forse lavoro troppo.. dentro di me c’è un guardiano attento che interviene a richiamarmi quando non c’è ordine e armonia, quando non sono nel giusto. Il sogno è un regolatore che ci richiama al centro. Ci dice: “Datti una calmata! Recupera la tua pace! Torna al tuo centro!”

Il sogno ha mille modi per dire ’centro’: il centro della città, andare in centro, andare a Roma, la capitale, il lago di montana, il fiore di loto, la rosa, il cerchio, la piazza, la sfera, il mandala, tutti indicano il centro della nostra psiche, il centro del cuore.
“Ho sognato che dovevo andare in centro in una via che si chiamava Via della Libertà”. Qui non occorrono spiegazioni.

Auto, aeroplani, moto ecc. indicano che ci stiamo muovendo in fretta e come lo facciamo, sono i mezzi che la nostra energia usa nel viaggio della vita, più o meno veloci, o bloccati, in panne ecc., cioè il modo con cui viviamo, la velocità, il ritmo, i mezzi… Anche il treno ha questo significato. E il nostro corpo, se ci pensiamo, è un mezzo di trasporto, il veicolo in cui l’anima entra in questo mondo.

Anche le scarpe o i piedi significano sempre il modo di andare, il modo con cui viviamo, con cui stiamo in piedi, con cui ci teniamo ritti sulla terra, il primo chakra, il radicamento. I piedi o le scarpe ci danno il chek hup della situazione attuale nel senso della stabilità e sicurezza, ci mostrano come siamo equipaggiati nei chakra bassi, gambe e piedi, le basi, della sicurezza primaria, del radicamento.
“Andare scalzi”, “essere coi piedi a terra”, “essere a terra”, ”avere i piedi sanguinanti” sono metafore, per indicare una condizione umana critica, precaria, poco sicura. Le scarpe sono il primo modo con cui ci proteggiamo dalle durezze della terra, cioè della vita.
Sette paia di scarpe ho consumate “dice il Carducci
sette lunghi anni di lacrime amare
Notate che lo stesso simbolo può avere anche un significato opposto. “Sono scalzo, ma felice di camminare sull’erba, sulla terra”. Ciò vuol dire un ritorno a un rapporto con la natura, riprendere possesso di una nostra energia profonda. I sacerdoti della Madre Terra nel tempio greco di Dodona camminavano scalzi e dormivano per terra per essere sempre in contatto con le segrete energie sotterranee della Dea.
Lo stesso simbolo, può avere significati opposti.
Per questo, a rigore, solo il sognatore sa nell’interno di sé il vero significato del suo sogno.

Il simbolismo delle calzature ha risvolti molto interessanti. Quando si hanno sogni di iniziazione, quando sta per iniziare una svolta importante per la nostra anima, le calzature assumono simbologie particolari, i tacchi si sollevano, appaiono lacci e colori, il giallo, segno di rinascita, l’azzurro simbolo di elevazione spirituale, diventano simboli rituali, gli stessi simboli che troviamo negli antichi riti.

Nel sogno possiamo camminare a fatica o zoppicare, chiaro segno che qualcosa va storto nella nostra vita, le energie non sono equilibrate e che dobbiamo far crescere qualche parte per non restare sbilanciati.

Viceversa la mancanza di piedi, anche in un disegno, può indicare la mancanza di basi, di sicurezza.
Una bambina di 5 anni ha un fratellino, disegna tutti i membri della famiglia senza piedi e senza mani, solo lei ha piccole mani e piccoli piedi, mette tutti e 4 i membri della famiglia, solo il padre, con cui lei ha un buon rapporto, ha i lineamenti; fratellino e mamma hanno visi pieni di colore ma senza occhi o bocca (non la vedono, non comunicano con lei). Il fratellino è troppo grosso per la sua età e sembra un bagaglio immobile. La mamma é tutta rosa ma le sta lontana (tenerezza perduta), il padre ha i lineamenti ma non ha mani per accarezzarla, né piedi per andare da lei. Lei si è disegnata con l’arancione (vivacità nervosa).
I criteri per interpretare un sogno sono gli stessi per interpretare un disegno.

CARTESIO iniziò la sua maggiore opera filosofica e matematica con una decisione focale, abbandonare l’esercito e dedicarsi agli studi; la decisione si maturò attraverso tre sogni emblematici che ebbe la stessa notte. I tre sogni furono così importanti che li raccontò nel ‘Discorso sul metodo’, l’opera che segna l’inizio della scienza moderna.

Sognò che camminava debolmente su una via ventosa, si reggeva a fatica contro il gran vento che lo ostacolava, procedeva a malapena zoppicando, piegato dalla parte sinistra, per una grande debolezza a destra, mentre gli altri passanti si reggevano benissimo sulle loro gambe. (Il vento era il genio della sregolatezza, il cammino impedito indicava la precarietà della sua esistenza, il sogno mostrava con una immagine forte l’avversione che Cartesio ormai provava per il tipo di via su cui era incamminato).
-Voleva raggiungere una chiesa per pregare, quando vide qualcuno che lo prega di andare da un signore che gli consegnerà un melone (la pienezza del suo sé, che poteva essere ritrovata solo nella solitudine e in una ricerca più seria. Occorreva cambiare vita e affrontare una nuova via che partisse dall’interiorità).
Si svegliò turbato con un dolore al fianco e chiese perdono a Dio dei suoi peccati sentendosi in colpa, poi si riaddormentò.
-Un fragore di tuono lo svegliò di soprassalto e vide faville di fuoco per la stanza (questo era segno di un grande mutamento, il tuono segnalava che lo spirito della verità scendeva su di lui facendo scaturire scintille di sapienza).
-Ricadde in un torpore profondo e vide un tavolo su cui stava un dizionario. Poi un’antologia di poeti latini, l’apre e legge: “Quale strada seguirò nella vita?” Uno sconosciuto gli parla di una poesia: “Est et non”, poi libri e uomo scomparvero. (Il dizionario è l’insieme di tutte le scienze. Il libro di versi riconduceva a un’unità di filosofia e intuizione. Con le parole “Sì e no” iniziava, si dice, il libro di Pitagora, il riferimento è alla conoscenza matematica. “Sì e no” indicava anche una svolta decisiva della vita, essere e non essere, verità e non verità. Realtà e illusione, ciò che è e ciò che non è. Dunque la strada che Cartesio doveva seguire riguardava la ricerca di una verità di tipo matematico-logico che distinguesse chiaramente l’essere dal non essere, la verità vera dall’illusione.
Questi sogni furono studiati anche da Freud e per Cartesio costituirono un evento così importante che li mise nella prefazione della sua opera.
Cartesio insiste molto sul fatto che il 10 novembre 1618 aveva incontrato Beeckman, il 10 novembre 1619 aveva avuto i tre sogni, il 10 novembre 1620 aveva iniziato a comporre la sua nuova scienza.
Svegliatosi di colpo, capì cosa doveva fare: dedicarsi alla matematica, e cambiò la sua vita facendo addirittura un voto alla Madonna, come se i sogni fossero un segno divino che gli indicava una missione.

Se sogniamo la nave, il transatlantico, che attraversa l’oceano, c’è molta strada da fare, grandi cambiamenti nel futuro, c’è da attraversare un mare, da andare ‘nel nuovo mondo’, ‘in America’, nella ‘ terra promessa’.. dove si deve iniziare una vita nuova.
Un sogno che raccontano a Cayce è questo:
Eravamo su una nave, c’erano rumori di tuono, un violento combattimento, colpi di arma da fuoco. La fine arrivò quando la nave venne colpita da un fulmine: la caldaia esplose a rimanemmo uccisi”.
Se partiamo dall’ipotesi che il sogno rappresenti noi stessi, è chiaro che il sognatore sta vivendo in modo rischioso. Giustamente Cayce interpreta: “La nave è il viaggio della vita. I combattimenti sono i cambiamenti, accompagnati dalle prove che stanno per arrivare. L’esplosione e la morte sono simbolo di un cambiamento a livello di coscienza, la quale raggiunge una pace maggiore dopo essersi stabilizzata. Questo è un avvertimento per le persone coinvolte: esse devono mettersi sulla retta via per scambiarsi reciprocamente maggiore armonia.”

Anche il baratro, l’abisso, il crepaccio, il fiume, il ponte.. possono indicare qualcosa da attraversare, una svolta fondamentale, un grande passaggio esistenziale, e bisogna vedere come il sognatore si comporta.

I vestiti sono protezione ma anche immagini, sono la ‘persona’, il modo con cui ci presentiamo al mondo, l’immagine sociale, in cui mettiamo in mostra certe cose e ne nascondiamo altre, o molto semplicemente i vestiti sono il nostro corpo materiale in questa vita.
Se sogniamo di essere nudi, senza pantaloni, senza mutande.. non abbiamo protezioni, ci stiamo vergognando di qualcosa, non siamo ben difesi contro gli altri, ci sembra di non avere una buona immagine sociale, dimostriamo insicurezza. Ci sentiamo mal presentati nella nostra visibilità, nell’opinione che di noi ha la gente.
Mancanza di indumenti intimi può significare insicurezza sessuale, timore che gli altri approfittino della nostra inesperienza, “Essere scoperti” vuol dire essere indifesi, non destreggiarsi bene…
Ma la vita stessa, questo nostro corpo è un vestito. I tibetani dicono che quando moriremo lasceremo questo corpo come si lascia un vestito la sera per indossarne uno nuovo al mattino, e cambiare vestito può voler dire morire o anche cambiare modo di vita o atteggiamento.
Possiamo sognare di avere vestiti inadeguati o tropo corti o impudichi, e dovremmo fare una analisi di come viviamo, forse le nostre energie sono inferiori a quello che vorremmo fare, non siamo attrezzati bene, siamo allo scoperto, poco difesi, in balia degli altri.
Il vestito è una protezione contro le intemperie, avere vestiti succinti, vuol dire avere poche difese. Essere nudi però può significare anche mettersi a nudo con se stessi, senza sovrastrutture, essere autentici.

Il sogno di cadere. Forse col nostro desiderio ci siamo posti troppo in alto, e cadere significa tornare coi piedi per terra. L’inconscio ci riporta bruscamente alla realtà, forse abbiamo affrontato qualcosa con leggerezza senza essere realmente preparati o ci accorgiamo di aver mirato troppo in alto e l’inconscio ci riequilibra.
Per Freud il sogno di cadere ha un risvolto sessuale, ma per Freud tutto è sessuale.
Per i Tibetani che si occupano intensamente dei sogni, l’interpretazione è molto interessante. Essi ritengono che oltre al nostro corpo denso e visibile siamo circondati da altri corpi più sottili che hanno particolari funzioni, quelli che in Occidente chiamiamo ‘corpi aurici’. Uno di questi è il corpo astrale che ci permette di fare dei viaggi extracorporei, a volte il sogno apre questi viaggi, una energia sottile si stacca dal corpo materiale e viaggia senza legami col tempo e lo spazio, restando unita al corpo grossolano da una corda d’argento, cioè una colonnina di vibrazioni rotanti che collega la coscienza alla vita sulla terra come una specie di attrazione magnetica e riporta la coscienza alla sua sede pesante e terrena.
Nella vita su questa Terra si ha il connubio anima/corpo, l’energia sottile si trova imprigionata nell’energia densa. Il sogno può essere una transitoria liberazione, per un breve tempo l’energia sottile si libera parzialmente pur restando connessa sottilmente al corpo e il sogno può essere un viaggio astrale. Ma, quando il sogno finisce, la coscienza precipita nuovamente nel corpo, in modo brusco con senso di cadere e nausea.
Per i nostri psicologi organistici il sogno di cadere dipende semplicemente da un rilassamento brusco dei nostri muscoli, quello che non si capisce è come mai, visto che il tronco encefalico, durante il sogno, si stacca, e mette la muscolatura in uno stato di totale abbandono come se fossimo paralizzati, ci dovrebbe essere un ulteriore rilassamento con senso di caduta. Certo è che la teoria tibetana è molto suggestiva e spiega sogni che sembrano veri e propri viaggi.

Germana era lontana dal marito e dal figlio che erano in una città del nord, mentre lei faceva un viaggio ad Assisi. Sognò che usciva dal corpo e volava rapidamente sopra l’Italia, vedeva le montagne e le pianure con un percorso molto rapido. Arrivò alla loro casa, entrò, i suoi famigliari dormivano, li guardò silenziosamente e poi tornò indietro.

Uno psicologo nostro direbbe che questo è un sogno di desiderio, un tibetano un viaggio astrale.

Una impiegata sognò che andava nella casa del suo direttore, entrò e la visitò, annotandone molti particolari, la forma strana del salotto, l’arco ecc. Non c’era mai stata. La casa risultò nella descrizione identica a quella reale. Non c’erano rapporti particolari tra lei e il suo capo né desiderio alcuno in tale senso.
Come si spiega il fatto?

Ho sentito molti sogni di questo tipo, non ho trovato spiegazioni visibili, il sogno sembra proprio una perlustrazione, un viaggio come se la coscienza fosse stata un visitatore. Ma non solo questi viaggi avvengono nello spazio, sembrano avvenire anche nel tempo.

La casa è ovviamente la nostra casa interiore; i vari ambienti simboleggiano funzioni; la cucina è il luogo dove si cucina il cibo, cioè il cuore come caldaia dei sentimenti; la camera è il luogo della nostra energia sessuale o della nostra intimità, dei sentimenti più profondi, una zona molto privata; il bagno il luogo dove scarichiamo le scorie, le parti che dovremmo abbandonare.
Il bagno è collegato con l’acqua cioè con la purificazione della psiche che si contamina, si sporca con pensiero o azioni riprovevoli (qualche volta la donna può sognare che è dal parrucchiere dove le lavano i capelli o li tagliano, ciò simboleggia purificazione delle idee o taglio o mutamento; anche indossare abiti bianchi riporta alla purificazione, urinare è produrre acqua da sé, ciò riporta alla nostra energia di scorrimento vitale, urinare è un atto liberatorio, purificatorio, urinare è esprimere se stessi in modo naturale, riguarda l’essere autentici, essere nei sentimenti più genuini, liberare lacrime, purificarsi.
Nella simbologia, le lacrime che non sono state piante si fissano nei reni e producono problemi renali, cioè problemi di depurazione, di urina.
Anche la prostata adempie a compiti simili, in modo un po’ diverso. L’energia di scarto invece di fluidificarsi, si cristallizza formando ciottoli. Potremmo dire che c’è un difetto di tenerezza affettiva e sessuale che diventa il suo opposto: la durezza del sasso.
Quando si sogna un bagno, facilmente è un gabinetto alla turca, che permette di vedere le nostre scorie. Torna il concetto del ‘mostrare’.

Sono in un gabinetto alla turca, sto facendo moltissima cacca, è bianca e asciutta, ne sono molto contenta.
Questo è un tipico sogno di evacuazione psichica, la sognatrice ha probabilmente conservato a lungo delle scorie psichiche che a forza di stare lì si sono prosciugate, hanno perso ogni elemento organico, cioè vitale, è venuto dunque il momento della pulizia interiore; parte delle vecchie energie negative sono ormai bianche, cioè morte, hanno perduto ogni forza e possono essere evacuate.

Se nel sogno vomitiamo abbiamo troppe cose sullo stomaco, vomitare è ancora una forma di purificazione e di riequilibrio, in genere si vomita quando si è mandato troppo giù, mandare giù significa non protestare, non ribellarsi, ingoiare le proprie proteste o necessità).

I corridoi sono spesso le anse intestinali; il tetto o le camere alte la testa; il salotto la nostra socievolezza, il luogo dove contattiamo gli altri; le cantine il nostro inconscio; le stanze nuove che scopriamo improvvisamente nella casa sono nuovi luoghi della psiche da cui possono venirci nuove energie.. se la casa è vista come albergo, viviamo troppo al di fuori di noi a contatto con cose o persone e poco con la nostra interiorità, manca la privacy, il luogo segreto.

Sogno della casa azzurra
Sogno che sono in una grande casa senza mobili, piena di cianfrusaglie, carte, oggetti vari su tutto il pavimento. Passo un tempo lunghissimo a spazzare via tutto quel ciarpame, sono stanca ma so che devo togliere tutti quegli ingombri. Mentre spazzo alzo gli occhi e mi accorgo che le pareti sono di un celeste dolcissimo, di un materiale ceroso morbido che ricorda l’ambra, di un colore azzurro-grigio molto bello. E tuttavia, pur essendo quel colore molto dolce e tenero, so che quelle pareti sono fortissime come fossero onice o lapislazzuli. Dello stesso colore è anche il pavimento. Vedo una fila di sale di quel colore azzurro e penso: “Ma questa casa è una reggia!” (La casa di lapislazzuli, simile alla casa adamantina o a quella di smeraldo degli alchimisti, o al corpo di giada dai Cinesi, simbolo del Sé).

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Pulire, spazzare, riordinare indica che c’è del lavoro da fare nella psiche. Ogni atto, anche il più umile, partecipa del percorso verso una meta grande che non potrebbe essere raggiunta senza di esso.
Lavare i panni è purificatorio, c’è qualcosa da riguardare nelle nostre intenzioni, nei nostri atti. C’è una metafora che parla dei panni sporchi, è un’autocritica.

Le scale sono un simbolo molto comune con interpretazioni diverse.
In genere salire le scale è meglio che scendere. Scendere può avere il senso di entrare nell’inconscio individuale o collettivo, o anche scendere a terra, verso i primi chakra o luogo della sopravvivenza, della maternità, della sessualità. Salire a piani alti o salire le scale significa andare verso livelli superiori o verso le idee, la testa.
Ma nelle visualizzazioni ciò che si vede salendo riguarda il futuro, scendendo il passato.

La luna simboleggia l’energia femminile, (vedi i Tarocchi), la notte è il luogo della riflessione, dell’introspezione, è anche il lato ombra della nostra psiche…Guardare la luna o guardare le stelle può significare la ricerca di un orientamento nella vita. Se un uomo sogna la luna inizia in lui una riflessione sul femminile che può riguardare lui stesso, la luna è connessa alla maternità, alla ciclicità.

I numeri: il tre. Molti sogni presentano tre oggetti simili, un ciclo di tre ecc., il tre sembra sia una delle principali cifre mistiche del mondo, si pensi alla trinità religiosa. É il ciclo compiuto. Il ciclo divino.

Essere sospesi in cielo, su un materasso, su una nuvola ecc. dice che non siamo radicati alla terra, manca il contatto con la realtà, si vive nel mondo delle illusioni senza concretezza. Nei Tarocchi troviamo ‘il sospeso’ o ‘appeso’ o ‘appiccato’ e ci sono sogni in cui la persona si vive come un appeso a capo all’in giù, antica forma rituale di sacrificio, che indica un rovesciamento delle energie, una situazione messa a rovescio, di grande limitazione e ostacolo, dove la nostra libertà di fare e scegliere è fortemente impedita e i nostri sacrifici non servono a molto. Questa situazione limitativa nella realtà grossolana è invece feconda nella realtà spirituale perché apre nuove vie sottili, crea illuminazione.

Il mare rappresenta in genere l’inconscio, l’acqua è collegata all’energia, il tipo di acqua che sogniamo rappresenta la qualità di vita che stiamo vivendo, l’energia più o meno fluida e pulita che si agita attorno a noi. Il lago è acqua ferma, stagnante. La palude energia morta. Il fiume può essere di vari tipi, vorticoso o piacevole, indica sempre lo scorrimento delle nostre energie. Il fiume è il flusso della vita, la vita è un fiume. Il fiume indica lo scorrere del tempo vitale e da tempi infiniti gli uomini hanno visualizzato il tempo come un fiume che scorre ad anello. L’inconscio è un oceano. In senso spazio-temporale possiamo immaginare l’energia universale come un immenso oceano in cui la nostra vita scorre come una corrente interna. Dalla nascita alla morte noi cambiamo continuamente, non abbiamo nessuna delle cellule con cui nascemmo, ogni sette anni il nostro corpo cambia interamente tutte le sue cellule e in ogni istante la nostra psiche si trasforma eppure esiste un Io, cioè uno sostanza psichica o spirituale che ci individua, che fa sì che ognuno sia se stesso, quella sostanza contrassegna la nostra identità Noi siano il fluire di un invisibile che è immerso nel fluire di un invisibile ancora più vasto. Siamo vivi quando ci sentiamo vivi, e ci sentiamo vivi quando siamo in contatto col fluire della psiche inconscia.
La Franz dice. “Ogni notte ci viene offerto un sorso di acqua della vita e se comprendiamo il sogno ne siamo vivificati”.

La sabbia indica che nella nostra vita c’è qualcosa di cedevole, di poco sicuro o di futile, se si porta dei fardelli di sabbia, vuol dire che i pesi che ci portiamo appresso non hanno molto significato. Se c’è della sabbia che si accumula si staranno accumulando cose terrene mutevoli, di poco valore.

Sono nelle fondamenta della mia casa, è un luogo immenso fatto interamente di sabbia, la sabbia è modellata così che vi sono ambienti, rocche, corridoi, stanze, così grandi che i coinquilini hanno qui una seconda abitazione, dove hanno fatto cantine o alloggi o luoghi di lavoro. La sabbia sembra cedevole vista da fuori ma in realtà è molto solida visti gli ambienti che vi sono stati scavati. É una sabbia molto pulita e l’impressione è di fresca piacevolezza.

Se la sabbia è ciò che siamo, la stella è ciò che dobbiamo e possiamo essere, il nostro progetto interiore. La stella è un grande simbolo culturale, si pensi alla stella di Betlemme. La stella cadente è una nuova nascita, nasce il bambino divino. Una stella che nasce significava presso i Cinesi la morte di una persona importante con la sua anima che ascendeva al cielo. Noi non siamo fatti di carne e di sangue, siamo fatti anche di stelle. Pensiamo anche al linguaggio comune “la mia buona stella” “ritrovare la propria stella”.. essendo la stessa la luce interiore che ci guida verso il compimento del compito per cui siamo nati, la stella può indicare anche l’anima. Ci sono molti modi in cui l’anima appare, la piccola piuma bianca, l’uccello bianco, la farfalla chiara. In Egitto l’anima o BA era raffigurata come uccello o stella.

Nel poema di Gilgamesh che è di 4600 anni fa, il re di Uruk Gilgamesh fece un sogno e lo fece scolpire nella pietra “nel mezzo della notte mi aggiravo con orgoglio tra la mia gente. Vi erano stelle in cielo. Improvvisamente una delle stelle del dio del cielo Anu cadde su di me. Tentai di sollevarla ma era tropo pesante per me. Tutta Uruk si raccolse intorno a questa stella e la gente ne baciò la base”.
Il sogno è di 4600 anni fa ma l’inconscio parla con le stesse immagini che userebbe oggi, l’inconscio non ha età. Il sogno diceva che Gilgamesh era predestinato a un grande compito collettivo e tutto il suo popolo lo avrebbe adorato come un dio. Egli avrebbe dovuto impersonare il mito del dio-eroe e costruire l’epopea del popolo di Uruk. Il re è a metà della sua vita e non ha fatto ancora molto ma di colpo un grande destino cade su di lui dal cielo, è un destino così grande e faticoso che nel sogno non riesce a sollevarlo, è come la croce di Cristo, una pietra cioè un fardello.
Il suo destino è qualcosa di più grande di Gilgamesh uomo, il popolo non venera lui ma la stella di pietra.
Nel sogno l’inconscio gli dice: “Tu sei solo un uomo, il popolo non venera te ma la stella che ti è caduta addosso. Tu non rappresenti più solo te stesso”. Da quel momento Gilgamesh cessa di cercare la potenza per sé e diventa un eroe, mette se stesso a servizio di un compito eroico e questo sarà molto faticoso.

Si può dire che ogni anima ha una stella in cielo, la stella è la parte universale di noi, la parte cosmica, superiore. Sognare la propria stella, sognare la stella polare vuol dire cercare la propria direzione e guida, vuol dire cambiare strada o atteggiamento, diventare noi stessi stella e faro e guida per altri che ci seguiranno, vivere non più un destino individuale ma collettivo, diventare strumento del mondo.
Chi ha delle grandi doti naturali deve sempre pensare alle sue doti come strumenti. Se invece si identifica in esse si gonfia di un orgoglio smisurato e diventa arrogante, si inflaziona o diventa un pallone gonfiato, perde il senso della misura e della autocritica, allora può darsi che l’inconscio ti smonti, ti sgonfi per riportarti alla realtà…Anche la presunzione è uno squilibrio. Se una persona è inflazionata desta irritazione o fa ridere. Qualche volta gli inflazionati sono persone che apparentemente si denigrano, dicono di non essere capaci ecc., anche chi dice continuamente di essere inferiore o incapace è un orgoglioso in eccesso. Il timido spesso è un presuntuoso travestito. Viversi in modo naturale è molto difficile, in genere si eccede o di qua o di là.

Quando l’inconscio irrompe nel sogno con energie nuove e non elaborate può farlo nella veste di zingari, extracomunitari, alieni, ladri, marziani, stranieri. Il ladro può essere un nuovo contenuto dell’inconscio ma anche un’idea nostra autodistruttiva che ci deruba della nostra pace. I ladri possono essere energie negative e distruttive che irrompono nel nostro sistema psichico. Appena ci abituiamo alla nostra vita cosciente e ci dimentichiamo della nostra vita segreta, ecco che l’inconscio irrompe dentro le nostre stanze normali, inaspettato, con una violenza che ci spaventa, arriva con la figura del ladro, dell’extracomunitario, dell’invasore, dello zingaro, dell’extraterrestre perché è un contenuto alieno che non conosciamo, ignoto e dunque temibile. Eppure noi dovremmo pensare che non viene per derubarci delle nostre false certezze ma per smuoverci dal torpore, per scuoterci e renderci vivi magari con la paura, perché ciò di cui abbiamo paura di essere derubati non è che roba stantia, un insieme di vecchiezza, di conformità, di consuetudine.

Oppure l’inconscio dice: vieni a visitarmi! E noi ascendiamo scale maestose e andiamo nei sotterranei, nelle cantine, scopriamo nella nostra casa stanze inesplorate, sotto o di lato o sopra. E in queste stanze possiamo trovare tesori, meraviglie o il filo perduto della nostra vita.

La crocifissione è naturalmente il dolore, la sofferenza, il sacrificio, portare la propria croce, affrontare una trasformazione attraverso il dolore, Cristo è il modello dell’uomo che si fa carico del proprio destino.

Lo specchio è la riflessione, lo specchio mostra la nostra vera identità, dice la verità come quello della matrigna di Biancaneve.Buddha viene rappresentato con in mano unospeccio che non rappresenta la vanità ma la riflessione.

Se ci sogniamo privi di gambe, braccia ecc., pensiamo alla mappa simbolica, le braccia indicano la libertà d’azione, i piedi per terra saranno le basi solide di realtà. gli stessi significati si possono trarre da disegni di sé. Anche le somatizzazioni delle patologie parlano un linguaggio d’organo. Disegni, sogni e patologie possono ripetere gli stessi messaggi analogici.

La parte destra del corpo in genere è quella maschile, relativa al padre, tesa all’azione, al progetto, all’esplicazione della volontà.
La parte sinistra è la parte femminile, relativa ai sentimenti, alle emozioni, alla madre.

I capelli sono le idee, la mente, a volte anche la virilità (si pensi a Sansone); nella donna la capigliatura folta e lunga può significare anche la seduzione.

L’occhio è la percezione intellettuale, la conoscenza.

Il naso fiuta se gli altri sono simpatici o no.

La bocca è l’alito di fuoco, l’espressione sociale.

La gola è la porta delle emozioni.

Le spalle indicano la fatica, la sopportazione, il potere di fare.

Il seno la maternità e la dolcezza.

Il polso è l’abilità del fare, sempre in riferimento a un fare femminile o maschile.

La mano contiene un’idea di attività. Il piede di movimento. La punta del piede di direzione. La caviglia è lo snodo del piede, esprime la partenza, l’avvio, la libertà di muoversi. Il piede è in relazione con la terra, dunque con la solidità, la sicurezza.
Il fegato è l’aggressività. La pancia il potere. I reni indicano i desideri segreti e il pianto.

(Ivo Stazio)

INDICE SONNO E SOGNI

Lezione 1 : masadaweb.org/2010/04/04/masada-n%C2%B0-1115-4-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-1/

Lezione 2: masadaweb.org/2010/04/09/masada-n%C2%B0-1118-9-4-2010-corso-su-sonno-e-sogni-lezione-2/

Lezione 3: masadaweb.org/2010/04/18/masada-n%C2%B0-1123-18-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-3/

Lezione 4: masadaweb.org/2010/04/29/masada-n%C2%B0-1128-29-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-4/

Lezione 5 : masadaweb.org/2010/05/07/masada-n%C2%B0-1133-7-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-5/

Lezione 6: masadaweb.org/2010/05/12/masada-n%C2%B0-1135-12-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-6/

Lezione 7 : masadaweb.org/2010/05/18/masada-n%C2%B0-1139-18-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-7/

Lezione 8: masadaweb.org/2010/06/01/masada-n%C2%B0-1146-1-6-2010-sonno-e-sogni-lezione-8-simboli-animali/

Lezione 9: masadaweb.org/2010/06/04/masada-n%C2%B0-1146-4-6-2020-sonno-e-sogni-lezione-9/#more-4334

Lezione 10: masadaweb.org/2010/06/08/masada-n%C2%B0-1150-8-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-10-i-sogni-di-morte/

Lezione 11 : masadaweb.org/2010/06/13/masada-n%C2%B0-1153-13-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-11

Lezione 12 : masadaweb.org/2010/06/16/masada-n%C2%B0-1156-sonno-e-sogni-12%C2%B0-e-ultima-lezione/

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http://masadaweb.org

8 commenti »

  1. Tu sei dono,aria,luce,
    Vibrazione cosmica,
    espressione d’armonie.
    Il fiore di ogni fiore
    che infonde vigore,
    linfa nuova alle menbra,
    all’anima assopita.
    Balsamo, rugiada, sorriso.
    Viviana, compagna, vestale,
    amica,incontrata per “caso”
    in questa vita

    Commento di Gigliola — giugno 1, 2010 @ 1:23 pm | Rispondi

  2. Grazie, Gigliola
    non merito tanto
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 1, 2010 @ 2:00 pm | Rispondi

  3. Commento di MasadaAdmin — febbraio 25, 2012 @ 1:59 pm | Rispondi

  4. Commento di MasadaAdmin — febbraio 25, 2012 @ 2:00 pm | Rispondi

  5. Commento di MasadaAdmin — febbraio 25, 2012 @ 2:00 pm | Rispondi

  6. Commento di MasadaAdmin — febbraio 25, 2012 @ 2:01 pm | Rispondi

  7. Commento di MasadaAdmin — febbraio 27, 2012 @ 7:50 am | Rispondi

  8. Commento di MasadaAdmin — febbraio 27, 2012 @ 8:48 am | Rispondi


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