Nuovo Masada

maggio 15, 2010

MASADA n° 1138- 16-5-2010. Il sonno della ragione

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:24 pm

(Goya)

Berlusconi, Scajola, Bondi, Schifani, Brunetta..
Il sonno della ragione genera mostriciattoli.

(Viviana)
..
VIBRAZIONI
Gigliola

Noi siamo il respiro del tempo,
avvolti da sogni reali. Emozioni
turbinano e prendono: la vita,
i passi, nel bene e nel male.
I giorni s’inanellano e vanno;
restano orme leggere,
spesso graffianti,
ma dalle mani, lascio cadere
dei semi, per far fiorire quei pianti.

..
Nel lungo corso del tempo ho vissuto molte vite, e posso affermare con decisione che sul piano morale l’uomo inteso come individuo non ha compiuto alcun progresso negli ultimi diecimila anni
(Jack London)
..
«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere»
Gaetano Salvemini

Stefano Manuguerra

si sta creando tensione
come un cane randagio
malato e rabbioso
si trascina nella notte

si carica ogni giorno di piu’
e la si sente fuori dalla finestra
sotto la pioggia si accumula
fangosa e grassa

celerini drogati e bavosi
assalgono il popolo
a manganelli il cane malato
al muro viene spinto

nelle vene vibra rancore
e si accumula tensione

dalle terrazze si urla contro
“basta” a perdifiato inutili riempono la via
sirene azzurrano il buio
riverberi sulle auto in sosta

accorrono membri del branco
contro il potere pagato da ministri e corruzione
sbucano dalla notte e incazzati si avventano sul bastone

arrivano camionette blindate
alimentate dal debito pubblico che a malapena se le permette
nei serbatoi risciacqua il petrolio nero
alla frenata come il mare nero

eccoli palestrati nervosi blindati
tutti plexiglass e cuoio
specchiano il buio
blatte impazzite

tengono la folla a distanza
“basta” da lontano e i cani sempre più vicini
salgono in ritirata,
lasciando vuoto e pelo bagnato

nelle vene vibra rancore
e si accumula la tensione

.
Stefano e Viola

Viviana Vivarelli

Quando il regime di un uomo solo
Degenera così oscuramente
Nel martirio di una nazione
Vorremmo un’eutanasia riparatrice
Che terminasse lo sciagurato
Eppure quando la morte
Ponesse fine allo scempio
Come la bolsa opposizione
Non ha saputo mai fare
L’unica cosa che ci colpirà
Sarà la mancanza
Come il miracolato che sana
La sua gamba zoppa
E cerca la stampella
A cui si era abituato.

..
Beppe Grillo
Scajola si dimette da ministro. Non è indagato, non è imputato. Lascia perché è stato preso con il sorcio in bocca di un appartamento sottopagato da lui e integrato da terzi (a sua insaputa). Altri parlamentari che in bocca, o meglio nelle zanne, hanno ben altro sono immuni dalle dimissioni. Cosentino, sottosegretario all’Economia, indagato per concorso esterno in associazione camorristica, accusato dai pentiti di essere il referente politico del clan dei Casalesi. Dimissioni respinte!
Marcello Dell’Utri, senatore, condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno
in associazione di tipo mafioso. Dimissioni mai date!
Totò Cuffaro, senatore, undici anni in secondo grado per favoreggiamento aggravato.
Dimissioni mai date!
Le dimissioni si possono chiedere solo se non mettono a repentaglio il bacino elettorale. Quanti voti controlla la camorra, quanti la mafia? E quanti i giudici? La scelta (contabile) è
obbligata. In Parlamento meno delinqui, più rischi.
..
Don Aldo manda

Alda Merini

La Pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
che a volte mi tocca

e poi diventa tragedia,
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
Far camminare un bambino è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte,
per ogni dove,

come fosse una bocca da sfamare.
..
L’eterna crisi del PD
Paolo De Gregorio

Ben due pagine de “Il Fatto Quotidiano” sono dedicate oggi, 12 maggio, a spezzoni del libro-intervista di Paolo Guzzanti al personaggio De Benedetti, che dà giudizi su Berlusconi e anche su D’Alema.
Ecco la frase che riguarda D’Alema: “credo che D’Alema abbia fatto tantissimi errori, e non capisca più la sua gente. D’Alema e quelli come lui non hanno fatto niente, stanno ammazzando il PD”.
Io avrei aggiunto: i personaggi come D’Alema e il gruppo dirigente del PD sarebbero già da molto tempo a passeggiare ai giardinetti se esistesse una regola, di evidente democrazia interna al partito, che stabilisca che, in caso di sconfitta elettorale, tutto il gruppo dirigente è obbligato a dimettersi e a lasciare spazio ad un nuovo congresso e a una nuova dirigenza.

Tutti parlano del sesso degli angeli, complicano le cose semplici, dicono che tutto è politico, ma qualche regoletta ferrea, che valga per tutti e diventi cultura politica, non la vuole nessuno.
Come nessuno in Parlamento accetta l’idea di una regola che fissi categoricamente a due legislature il massimo di presenza come deputati o senatori, regoletta che ci avrebbe già levato dalle palle il Cavaliere e il berlusconismo.
Io sono strasicuro che, se si chiedesse al popolo di decidere se adottare per i partiti e per il Parlamento queste due regole, il risultato sarebbe sicuramente di condivisione e voto a favore.

Tornando al PD, la tragedia di non avere queste regole ci consegna una opposizione inconsistente, un partito spaccato tra delemiani e riciclati veltroniani, senza una posizione unitaria su cose fondamentali tipo il nucleare ed i referendum, un partito che teme come la peste le elezioni perché incapace di elaborare una strategia unitaria, riconoscibile, bloccato da una classe dirigente vecchia e inamovibile.
In Inghilterra Gordon Brown in 3 giorni si è dimesso da primo ministro e da segretario del Labour Party, visto che aveva perso le elezioni, e probabilmente non ne sentiremo più parlare.

Una buona politica, una nuova politica può nascere solo da nuove regole, a cominciare dal funzionamento dei partiti che preveda obbligatoriamente l’uso delle primarie per selezionare i candidati e da una nuova legge elettorale.
Ecco qualche altra regola che mi piacerebbe vedere inserita:
-ineleggibilità di chi possiede mezzi di informazione, anche locali, tipo tv, radio, giornali, riviste, case editrici etc,
-ripristino delle preferenze
-nessuno può essere candidato in più collegi, ma si può candidare solo nel collegio dove risiede
-nessun condannato in via definitiva può essere candidato
-divieto di trasmettere spot televisivi in campagna elettorale poiché danno un vantaggio solo a chi possiede il denaro per farli mettere in onda, alterando la par condicio
-deputati e senatori devono essere considerati cittadini uguali agli altri e la magistratura non deve chiedere al Parlamento alcuna autorizzazione a indagare e arrestare i suoi membri
-abolizione della pensione ai parlamentari per il periodo passato in Parlamento. L’amministrazione è tenuta a pagare soltanto i contributi versati dal parlamentare nella sua attività civile: se sei operaio il Parlamento verserà i relativi contributi all’Inps, se sei un professionista i contributi saranno versati agli enti di riferimento
-abolizione del finanziamento pubblico ai partiti politici.
..
Viviana Vivarelli

Sono scesa nel mio profondo
Uscendo da me come da una porta
Che era sempre stata lì
Ma la porta una volta aperta
Ha fatto entrare forme indesiderate
E il guardiano del cancello
Ha deciso di chiuderla
Perché non ero pronta
Ad accogliere l’infinito
Ora vago con apatia
In una terra divenuta incerta

Non sono più dentro di me
Non sono fuori nella realtà normale
E devo diffidare
Di ogni tangibile odierno
Sapendo quanto è relativo
Come diffidavo un tempo
Di tutte le fantasime
.

Chi torna da un lungo viaggio
Resta a volte sospeso
Tra i paesi da cui è tornato
E quelli in cui non può rientrare

..
Juan Miranda manda:

E’ tutto falso, e ci stanno ammazzando
Paolo Barnard

Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate. L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi. Perché?
Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere.
E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.
Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che stampa moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (25% del PIL) 60 anni fa: stampare moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. E’ esattamente quello che fa il Giappone da decenni. (Esatto. LucadiEsserre)
Osservate: oltre agli Stati Uniti che sono indebitatissimi (10.400 miliardi di dollari e in crescita prevista fino a 29 mila fra 3 anni), il Giappone ha oggi un rapporto debito-Prodotto Interno Lordo del 200% circa (che in Europa sarebbe considerato l’inferno in terra), la Gran Bretagna ha in pratica lo stesso deficit di bilancio della Grecia e dovrà prendere in prestito 500 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni. Ma avete sentito da qualche parte che vi sia un allarme catastrofico su USA, Giappone e Gran Bretagna? C’è qualcuno che sta infliggendo a quei tre Paesi le sevizie di spesa pubblica che saranno inflitte ai greci? No! Perché?
Perché Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna sono possessori di una loro moneta non convertibile e non agganciata ad altre monete forti, e questo significa che i loro governi possono emettere moneta nel Paese per risanarsi come detto sopra. E attenzione: possono farlo prendendola in prestito da se stessi, che a sua volta significa che se si indebitano fino al collo possono poi rifinanziarsi il debito all’infinito. E’ come se un marito fosse indebitato con la moglie… cosa succede? Nulla, sono lo stesso nucleo. Noi Stati europei invece dobbiamo, prima di spendere, prendere in prestito gli euro dalla Banca Centrale Europea, e quindi per noi i debiti sono un problema, perché li dobbiamo restituire a qualcun altro, non più solo a noi stessi. Noi siamo il marito e la moglie indebitati con gli usurai, ben altra storia.
Ribadisco: uno Stato con moneta sovrana, come appunto Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna, può emettere debito sovrano senza problemi, e finanziarlo praticamente all’infinito con l’emissione di altra moneta, e questo, al contrario di quello che tutti vi raccontano, non è un problema (i dettagli tecnici in un mio studio futuro). Quanto ho appena scritto, è stato confermato pochi mesi fa, fra gli altri, dall’ex presidente della Federal Reserve (banca centrale) americana, Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Infatti USA, Gran Bretagna e Giappone, che emettono debiti immensi, non sono al collasso come la povera Grecia e nessuno li sta crocifiggendo.
A voi che avete una mente libera, non viene da chiedervi perché gli USA sono rimasti al balcone a guardare, senza far nulla, la nascita di questo presunto gigante economico dell’euro? Sono stupidi? No. Sono furbi. Sapevano e sanno esattamente quello che ho detto, e cioè che con l’unione monetaria noi Stati europei ci saremmo ficcati precisamente nella gabbia in cui siamo: prigionieri di debiti che non possiamo più controllare e rifinanziare con una nostra moneta sovrana.
A chi non lo ricorda, rammento che l’Italia con moneta sovrana degli anni ‘70/80 era zeppa di debito e di inflazione, ma aveva un’economia fortissima che oggi ci sogniamo (e su cui ancora mangiano milioni di figli del boom di quegli anni). Guarda caso dalla metà degli anni ’80, dalla nascita cioè dei poteri finanziari sovranazionali che sono quelli che lucrano oggi sulle nostre disgrazie, si iniziò a predicare agli Stati con moneta sovrana che un debito pubblico e un deficit erano la peste, e questo non è vero. Rileggete sopra.
Non lo sono mai se uno Stato ha moneta propria, perché di nuovo “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Alan Greenspan è piuttosto attendibile, e furbo. E allora che scopo aveva quel mantra ossessivo sui (falsi) danni di deficit e debito pubblico che nessuno oggi osa più sfidare? Risposta: spingerci nella mani di una unione monetaria capestro con regole assurde di limiti del deficit e del debito, che ci avrebbe sottratto l’unica arma possibile (la sovranità monetaria) per gestire senza danni l’indebitamento. E questo per compiacere a chi?
Risposta: al Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori guidato appunto dagli Stati Uniti, che con la scusa del risanamento degli Stati indebitati ma non più sovrani (noi appunto) ci costringe a vendere a prezzi stracciati i nostri beni pubblici ai barracuda finanziari, a deprezzare il lavoro con la disoccupazione (tanta offerta di lavoratori = crollano i loro prezzi, come con le merci), rovinando così le vite di generazioni di esseri umani, le nostre vite.
Infine, ricordo chi ha così fortemente voluto in Italia l’unione monetaria europea: Romano Prodi e Giuliano Amato in primis, che non sono stupidi e sapevano benissimo dove ci avrebbero portati. Alla faccia di chi ancora demonizza il centrodestra, che di peccati ne ha, ma confronto a questo sono cosucce da ridere. Qui stiamo parlando della svendita della speranza, per generazioni di cittadini, di poter avere controllo sull’economia, che è tutto, è libertà e democrazia, perché da cassintegrati/precari e senza più uno Stato sociale decente si è a tutti gli effetti degli schiavi.
La crisi dell’Europa, il calvario della Grecia e il nostro prossimo calvario, sono tutta una montatura costruita dall’inganno dell’unione monetaria, dall’inganno dell’inesistente dovere di risanare i debiti degli Stati, che non sono mai un problema se quegli Stati sono monetariamente sovrani. Un inganno ordito dai soliti noti di cui sopra.
Uscire dall’unione monetaria subito!!!!
Ritornare Stati europei con moneta sovrana e non convertibile, ora! Hanno ragione i greci, e faccio eco al loro grido scritto sulle pendici dell’acropoli: “Popoli d’Europa, sollevatevi”.
..
Viviana Vivarelli

Resistere ai barbari
È più che un dovere
E’ una necessità.
I barbari non premono alle porte
Corrodono l’anima
E la portano
All’infima degradazione
Del nulla

Che come un veleno esiziale
Distrugge
La tua umanità.


Lavoratori in controtendenza
Nicolai Caiazza

Dal mese di febbraio era iniziata la lotta per un nuovo contratto di lavoro dei dipendenti comunali nei Paesi Bassi.
La lotta si é svolta in diverse fasi. La prima é stata quello dello sciopero del personale degli uffici. La seconda ha visto intervenire i lavoratori dei parchimetri che per alcuni giorni hanno interrotto il controllo delle auto parcheggiate procurando quindi una diminuzione delle entrate per i Comuni. Con la terza, quella attuale, sono intervenuti i netturbini. Da una settimana non raccolgono i rifiuti, non puliscono le strade: sciopero totale in due grandi cittá, Amsterdam e Utrecht. Quando la spazzatura ha cominciato a diventare insopportabile e i datori di lavoro, l’Unione dei Comuni, aveva dichiarato la non disponibilitá a trattare, il Sindacato AbvaKabo della categoria ha reagito proclamando il prolungamento dello sciopero per almeno ancora una settimana: la decisione é di vincere. Una prima disponibilitá dei Comuni a trattare é stata nel frattempo da questi dichiarata e tra un giorno inizierá una trattativa. Intanto La organizzazione padronale tramite un suo giornale distribuito gratuitamente, de Pers, ha cominciato a suonare l’allarme. Dopo la lotta vittoriosa dei lavoratori delle pulizie che avevano ottenuto un aumento del 3,5% in due anni, questa nuova lotta dei dipendenti comunali e dei netturbini in particolare, rileva de Pers, si sta portando avanti col metodo dell’Organizing. Nel caso specifico il sindacato AbvaKabo non ha in realtá degli organizers al proprio servizio, ma ne sta adottando il metodo. Che non ha un procedura fissa, naturalmente, ma in questo caso si é proceduto ad un tipo di mobilitazione che comporta il minimo sacrificio da parte dei lavoratori e il massimo danno per i padroni, allo stesso tempo che una oculata campagna di informazione e di presenza pubblica dei lavoratori ha suscitato la solidarietá della popolazione. Nonostante il vedere ogni giorno la spazzatura accumularsi e invadere i marciapiedi la gente sostiene la giustezza della lotta e considera il Comune come causa del disagio. L’allarme della Associazione padronale é determinata altresí dalla constatazione che il sindacato da organo con cui discutere dietro un tavolo, sta adottando vieppiú il contatto diretto coi lavoratori, andando davanti agli ingressi dei posti di lavoro, informandosi delle situazioni, spingendo alla lotta. E denuncia appunto l’adozione giá da un po’di tempo dell’adozione del metodo Organizing,che sta guadagnando terreno. ë certo comunque che nel prossimo congresso dell’AbvaKabo, il 19-20 maggio parteciperá uno dei leader del SEIU, il sindacato degli Usa che maggiormente ha approfondito questo metodo conseguendo importanti vittorie.

Amsterdam 12maggio 2010
..
Viviana Vivarelli

Ci siamo riconosciuti
Rinnegando i valori del passato
E’ dura doversi reinventare
Contestando i vizi del presente
Nell’accidia delle parole
Diventate sterili paradoxa
Ci riproveremo nei suoni
E nei balbettii neonatali.

Qualche volta il seme
Nasce dal seme

..
Viviana Vivarelli

I santi sono morti
Gli dei preferiscono nascondersi
Nel falso splendore tecnologico
Di un mondo inaridito
L’uomo è più solo che mai
E deve inventare il proprio cielo
Come un creatore impotente
Partendo dalle radici di se stesso
Generandosi come una madre acerba
Cosa sarà di noi?
Del nostro futuro spezzato?
Adamo ed Eva di una generazione
Che non sa se avrà vita
Dobbiamo superare la fisica
E la metafisica
Verso un povero assoluto
Molto relativo.

Il vivere non è volere
Il vivere è capire
Ma capire non è niente
Se non comprende tutto quello che è.

Non comprendere tutto
È come non comprendere nulla.

..
Andrea Agostini segnala:
da greenreport.it
Quanto pesa (ambientalmente) un chilogrammo di latte?

Da 5 anni la rivista bimestrale del Worldwatch Institute esplora la storia, i metodi di produzione, e gli impatti ambientali e sociali dei prodotti di uso quotidiano, nella rubrica Life-Cycle Studies e da qualche tempo i risultati sono disponibile gratuitamente online su Eye on Earth a cura di Ben Block, staff writer del World Watch, che questa volta si occupa del latte, l’alimento che nutre i cuccioli dei mammiferi da milioni di anni, e che oltre ad una “bevanda naturale”, è diventato un cibo trasformato, manipolato e mercificato dagli esseri umani, gli unici animali ad utilizzare il latte di altre specie.
«Tuttavia – scrive Ben Block – prima che il bestiame venisse addomesticato circa 9.000 anni fa, la mungitura di una mucca era uno sport estremo e gli uomini evitavano semplicemente ignorando il suo latte. E dopo lo svezzamento, non avevano bisogno per gli enzimi per separare gli zuccheri del lattosio separati, quindi la maggior parte degli uomini adulti erano intolleranti al lattosio. Ma genetisti immaginano che 5.000-7.000 anni fa in Europa un raro e avventuroso individuo tollerante al lattosio abbia avuto il coraggio di bere il latte dal suo bestiame. Quelli con un vantaggio genetico simile lo hanno eventualmente seguito lungo una strada simile verso il latte. Molte tra le culture che hanno sviluppato per prime il gusto per il latte, come gli scandinavi quasi per intero tolleranti al lattosio, continuano a berne di più: il più alto livello mondiale pro-capite di consumo di latte si trova in Finlandia (184 litri) e Svezia (146 litri )». Secondo la Fao, nel 2008 sono state prodotte 578 milioni di tonnellate di latte fresco, con una crescita del 20% rispetto al dato del 1998 e Cina, Brasile e India rappresentano quasi la metà di questo aumento produttivo, si prevede che entro il 2050 i consumi di latte raddoppieranno.
Block spiega che «Come gli esseri umani, le mucche devono rimanere incinta per produrre latte. Tra i vitelli, dopo i primi due giorni, le femmine vengono separate ed allevate per la produzione lattiero-casearia, mentre i maschi sono spesso venduti per la carne bovina. Le mucche passano sempre di più la loro vita nelle concentrated animal feeding operations (Cafo – gli allevamenti intensivi, ndr). Secondo l’U.S. Government Accountability Office, negli Stati Uniti le aziende lattiere più grandi hanno circa 1.200 mucche ciascuna. Il Gao stima che queste grandi aziende agricole producano ognuna 30.502 tonnellate di letame ogni anno, formando lagunaggi di rifiuti i cui reflui spesso generano inquinamento delle acque e riempiono l’aria di protossido di azoto ed altri contaminanti».
Le mucche da latte vengono alimentate a mais o soia per aumentare la loro produzione giornaliera, ma i bovini si sono evoluti mangiando erba e una dieta industriale a base di amido si traduce spesso in un aumento dello stress fisiologico e infezioni, che i produttori generalmente curano e prevengono con iniezioni di antibiotici. Inoltre i grandi allevamenti zootecnici per evitare la presenza di mosche e parassiti non lesinano sugli insetticidi, spargendo sostanze potenzialmente inquinanti per i lavoratori, l’ambiente e le risorse idriche. Diversi allevatori continuano a trattare le mucche con l’ormone della crescita bovina (o rBST), che diversi ricercatori collegano all’aumento di nascite di vitelli deformi, infezioni delle mammelle e rischi di cancro nei consumatori di latte. L’utilizzo dell’ormone della crescita è stato vietato in Australia, Canada, Ue e Nuova Zelanda, ma negli Usa i rischi per la salute collegati allo rBST vengono incredibilmente considerati “gestibili”, anche se la crescente opposizione dei consumatori ha costretto numerose aziende lattiero-casearie a porre fine volontariamente all’uso di rBST e, secondo il dipartimento dell’agricoltura statunitense, dal 2005 il suo utilizzo è diminuito del 5%.
Secondo il Worldwatch Institute «In media, le aziende lattiero-casearie contribuiscono per il 93% alle emissioni di gas serra associati al latte (con la trasformazione del latte e la produzione di imballaggi responsabile per i rimanenti gas serra), dovuti principalmente al metano rilasciato direttamente dalle mucche e dei cambiamenti di utilizzo delle terre associati alla realizzazioni di pascoli per le mucche. Un rapporto della International Dairy Federation evidenzia che, in media, un chilogrammo di latte è responsabile di un chilogrammo di biossido di carbonio equivalente. La Fao, in un rapporto pubblicato ad aprile, ha stimato che il settore lattiero-caseario a livello mondiale contribuisca al 4% dei gas serra causati da attività umane. Ogni chilogrammo di latte richiede anche quasi 10 litri di acqua per l’alimentazione, la pulizia, e la produzione».
Le alternative per ridurre l’impronta ambientale del latte esistono: latte biologico prodotto da mucche che pascolano all’aria aperta, con certificazioni che assicurano il non utilizzo di fertilizzanti sintetici, pesticidi, modificazioni genetiche e il corretto trattamento dei sottoprodotti della macellazione, come il letame o il sangue. «Gli agricoltori devono anche garantire l’accesso delle mandrie al pascolo durante il periodo della crescita – scrive Block – curare le mucche umanamente e separare le vacche malate trattate con antibiotici».
Oltre alla certificazione biologica, numerosi governi ed industrie stanno implementando le iniziative volte a limitare gli scarti delle aziende lattiero-casearie, le emissioni e l’utilizzo dell’acqua. La Gran Bretagna ha annunciato nel 2008 la sua Milk Roadmap, una campagna volontaria per ridurre entro il 2010 l’utilizzo di acqua dal 5 al 15% per ogni litro di latte prodotto e per una gestione dei reflui zootecnici che deve riguardare il 95% delle aziende agricole ed una riduzione entro il 2020 dei gas serra provenienti dalla produzione lattiero-casearia del 20 -30% rispetto ai livelli del 1990.
..
Viviana Vivarelli

Siamo travolti tra l’ardire di una coscienza
E il brulicare di una incoscienza
L’uomo è sospeso
Tra l’Angelo e la Bestia
Quando stanno per spuntargli le ali
La Bestia lo attira e lo sprofonda
Riuscire a percepire per un attimo
Che anche nel leghista di Adro
O nel fascista di Casa Pound
C’è qualcosa che cerca la luce
È compito sovrumano.

Paola Nugnes

Noi non siamo degli economisti, siamo degli osservatori, ma l’osservazione degli eventi ci impone una riflessione anche di tipo economico.
Quella che ci presentano oggi come una crisi economica è una crisi di sistema, la crisi di un modello, quello del capitalismo d’assalto, del capitalismo bulimico, divoratore di Ambiente, di Territorio, di Partecipazione e di Democrazia.
Ecco perché la crisi attuale è soprattutto crisi ambientale e crisi democratica.
L’economia convenzionale, come dice Vladimiro Giacchè, ha l’esigenza di mantenere inalterati i consumi, ecco perché è così difficile attuare politiche di buon senso di riduzione dei rifiuti, perché il dictat economico va in altra direzione: la produzione ed i consumi devono crescere, a tutti i costi! Anche a fronte del fatto che i redditi calino e la disoccupazione aumenti. L’obbiettivo utopico è: abbassare i salari e aumentare i consumi. Non a torto il nostro premier si rivolge ai cittadini italiani chiamandoli testualmente “consumatori” invitando i telegiornali a non spaventarli inutilmente con dichiarazioni economiche catastrofiche. Si incentiva così l’indebitamento con il miraggio che i consumi portino la ripresa economica, si incoraggia la cementificazione del territorio e l’abusivismo edilizio, quando oramai il nostro territorio è saturo, al collasso (dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento). In Campania, è notizia degli ultimi giorni, dei fondi Por 2007-2013, per la complessa opera di riqualificazione dei Regi Lagni, si procede a stralcio con progetti più limitati da finanziare di volta in volta, mentre si spostano ingenti risorse economiche per la realizzazione di un altro lotto del centro commerciale il Vulcano buono di Renzo Piano, denominato grande centro logistico intermodale della filiera del commercio in Campania. e per la realizzazione di una bretella di collegamento tra il porto di Pozzuoli e la Tangenziale di Napoli. Si chiariscono ancora una volta gli obiettivi e le mete
Ma il Modello attuale, del capitalismo vampiro ha fallito, è un modello irrazionale di tipo lineare che tende a consumare le risorse in maniera bulimica come se queste fossero inesauribili, e non lo sono; grava sull’ecosistema in maniera oramai insostenibile ad una crescita esponenziale generando un impronta ecologica cinque volte superiore alla capacità della terra di rigenerare la risorse consumate.
NEGLI ULTIMI 60 ANNI ABBIAMO CONSUMATO L’EQUIVALENTE DEI PRECEDENTI 200.000 ANNI!
E SIAMO IN ACCELERAZIONE, VISTO CHE PAESI COME LA CINA, IL GIAPPONE E L’INDIA SONO IN CRESCITA
2 MILIARDI E MEZZO DI PERSONE CHE VOGLIONO IL NOSTRO STESSO SVILUPPO!
CI SERVONO ALMENO 5 PIANETI COME IL NOSTRO!
OGNI GIORNO: 40 MILA ETTARI DI DISBOSCAMENTO!
OGNI GIORNO: 30 MILA ETTARI DI DESERTO IN PIU’!
OGNI GIORNO CONSUMIAMO:
85 MILIONI DI BARILI DI PETROLIO con una crescita del 2,3%
OGNI GIORNO: SCARICHIAMO IN ATMOSFERA 100 MILIONI DI TONNELLATE DI CO2
OGNI GIORNO: 150 SPECIE ANIMALI SI ESTINGUONO
OGNI GIORNO SIAMO 250 MILA ESSERI UMANI IN PIU

QUESTO MODELLO DI SVILUPPO PRODUCE:
OGNI GIORNO: 10 MILIARDI DI TONNELLATE DI RIFIUTI !
Ma il rifiuto è la cartina di tornasole del sistema, è la prova provata dell’errore di progettazione che sta alla base di questa concezione di sviluppo illimitato ed esponenziale.
Il problema della gestione dei rifiuti nemmeno esiterebbe in un modello ecologico di tipo circolare.
Cosa è successo in Campania con l’emergenza rifiuti? Si è messo in atto uno dei capisaldi della scuola del capitalismo fondamentalista di Friedmann, la dottrina dello shock: trasformare il “politicamente impossibile” con il “politicamente inevitabile”.
La teoria, come racconta molto bene Naomi Klein nel suo libro la shock economy, si basa su questa strategia. attendere il verificarsi di una grande crisi o di uno grande shock collettivo per ottenere un guadagno personale ( lobbistico), sfruttare le risorse dello stato quando gli abitanti sono ancora disorientati per poi agire rapidamente per rendere “permanenti” le riforme. (?)
Friedmann in uno dei suoi saggi afferma che soltanto una crisi , reale o percepita, genera il vero cambiamento; e quando la crisi si genera le azioni che si intraprenderanno dipendono dalle idee che circolano. Il controllo dei mass madia, delle televisioni e dei giornali è estremamente funzionale allo scopo di manipolare le idee che circolano. Non a torto l’Italia è tra i primi posti dei paesi “semi liberi” per quanto riguarda la libertà di stampa, anche se il premier, pochi giorni fa ha affermato che da noi “ c’è troppa libertà”.
Ecco perché vi diciamo con una certa sicurezza che la emergenza rifiuti Campana è stata creata ad arte per puntare velocemente agli scopi che si erano prefissati i portatori di interessi economici legati alle lobby inceneritrici e quelle del traffico dei rifiuti tossici, perché come dice Nicola Capone nel video. Le discariche servono e servono grandi per occultare il traffico di rifiuti tossici con la RSU. Per questo non si riduce, non si differenzia, non si recupera, non si divide il secco dall’umido.
Forzare la mano con le popolazioni, portarle a credere che la soluzione proclamata sia la soluzione, usare allo scopo lo shock, la ridondanza mediatica, la persuasione anche con soggetti di valore scientifico riconosciuto, vedi le affermazioni di Veronesi a “che tempo che fa”, portare le scolaresche a visitare l’inceneritore di Vienna. Nascondere ed occultare la verità, negare che ci sia una reale alternativa. Usare le parole d’ordine degli antagonisti come spot pubblicitari tesi a svuotale del reale significato e allora promuovere le giornate del riciclo della riduzione, fumo negli occhi ai cittadini spettatori, manipolazioni da prestigiatore.
Ma quanto ci costa in termini economici, ambientali sanitari tutto questo? Quanto ci costa in termini culturali?

Il sud continua ad essere destinato ad altro che non alla sua vocazione primaria di guida culturale dell’Europa.
Il Mediterraneo oramai è visto solo come piattaforma per il commercio; pattumiera d’Europa; base missilistica, Sigonella è la più grande del Mediterraneo; a Niscemi, gli stati uniti vogliono installare uno dei quattro più grandi sistemi di intercettazione che avrà un impatto ambientale grandissimo. Sottomarini nucleari vengono portati ad Augusta dove già c’è il petrolchimico.
C’è un piano in cui il mezzogiorno viene destinato ad altro, gli investimenti alla cultura vengono tagliati, si tenta di chiudere gli istituti di cultura; si tenta di distruggere il paesaggio, anche nei suoi posti più simbolici, come ad esempio il Parco Nazionale del Vesuvio.Tutto questo avviene impunemente e l’Europa non capisce che non è un problema locale, se viene distrutta la magna Grecia, se viene distrutta la Grecia lasciata annegare nei problemi finanziari che sono stati causati soprattutto anche dall’America, è l’Europa che perde la sua identità invece, tutto questo rientra in una visione ristretta, angusta per cui se si fa la discarica nel parco del Vesuvio il problema magari non è neanche di Napoli ma solo dei comuni di Bosco reale e di Terzigno, o al massimo è un problema di Napoli o al massimo è un problema della Campanai
Mentre invece è un problema dell’Europa, perché l’Europa sta proprio distruggendo quella che è l’origine della sua cultura e della sua identità la Grecia e la magna Grecia
.” ( Anna Fava)

Il piano è la distruzione economica del sud?
Quando si fanno scelte tanto scellerate quanto quelle di scegliere di realizzare discariche di tal quale, non ammesse nel resto d’Europa, in parchi come quello di Chiaiano, con prodotti tipici quali le famose ciliegie e la mela annurca di Chiaiano, le noci, le castagne; o, la più grande d’Europa nientedimeno che nel Parco Nazionale del Vesuvio dove si producono prodotti Dop e DOC, quali vini pregiatissimi come il lacrima Cristy; il pomodorino del pinnulo, quando si lascia che aree come quella del casertano, massimo produttore di mozzarella di bufala del mondo, del Nolano, di Acerra, una volta terre fertilissime e di grande produzione agricola, si facevano tre raccolti all’anno in queste terre dette per l’appunto terre felix, vengono abbandonate ai rifiuti tossici, al degrado, e si destinino senza bonifiche a ricevere impianti di stoccaggio ed inceneritori, allora si sta pianificando la distruzione di un economia e di un intero ecosistema, si è deciso di distrugge la biodiversità di quei luoghi, reale ricchezza dei territori e si condanna al degrado alla povertà e alla malattia intere generazioni.
Quando si lascia che gli storici regi lagni, oggi sversatoi incontrollati di rifiuti di ogni specie, inquinino uno dei litoranei più belli della nostra penisola, con ripercussioni sulla balneabilità di tutto il litorale flegreo e delle isole, si sta dichiarando guerra economica ad una regione, si distrugge insieme all’economia agro alimentare l’economia turistico balneare, si privano i suoi cittadini del diritto inalienabile al mare.
Perché non si fanno scelte coerenti con le vocazioni culturali turistiche ed agro alimentari del nostro territorio?
Per i rifiuti oramai la letteratura è ampiamente conosciuta. Il rifiuto non andrebbe neanche chiamato tale, perché praticamente non esiste, con la riduzione degli imballaggi, con il riciclo e il riutilizzo, con la buona progettazione e la razionale scelta dei materiali, con impianti di compostaggio, per restituire alla terra quello che è della terra, per scongiurare la desertificazione, cui anche la nostra regione è condannata dalle attuali scelte, a costi sopportabili, e non proibitivi come sono quelli del portare fuori regione in altri impianti a 200 fino a 350 euro a tonnellata. E con impianti di selezione e vagliatura del secco con un recupero di materia fino al 100 per 100, e oramai tutti sappiamo che con l’estrusione si produce ottima materia prima seconda certificata, che oramai ha un mercato molto diffuso in tutta Europa ed anche in Italia, grazie alla diffusione di impianti tipo quello di Vedelago. L’impianto di Vedelago a fronte di circa 90 operatori ha un indotto di circa 9.200 unità lavorative.
Quindi lavoro, risanamento, ricchezza distribuita.
Perché questo non si fa?
Le risposte possono essere di diversa natura.
Non si fa perché gli interessi lobbistici sono forti su altri settori,. Non si fa perché da sempre per svilupparsi il capitalismo d’assalto necessità di sacche di povertà e di sottosviluppo da ricattare, da sfruttare da utilizzare come merce di scambio elettorale , come mano d’opera per il mala affare. Gente svilita, deprivata di dignità disposta a tutto per poco.
C’è sicuramente anche una risposta di mercato; la crisi economica del nord necessità di una seria riconversione che non può più reggersi sull’industria pesante in crisi irreversibile e quindi si punta al rilancio dell’agroalimentare e del turismo balneare e turistico. Nel nostro paese avviene che una parte del territorio è molto ben rappresentata nel governo con la lega, che ne è ago della bilancia, forzando scelte a discapito di un’altra area del paese. Come avviene naturalmente nel libero mercato si attua la concorrenza. ed è così che si verifica la possibilità di imporre scelte strategiche come il fiscalismo fiscale, ad esempio

A lungo la storia dell’ambientalismo ha coinciso essenzialmente con la storia di come le élites bianche dei paesi ricchi hanno scoperto la bellezza e la fragilità della natura, e di come hanno cercato di proteggerla. Dietro questa versione dell’ambientalismo è possibile intravedere un’idea della natura e delle sue relazioni con la società: l’aspirazione a un ambiente sano e – perché no? – bello sarebbe, dunque, un lusso da ricchi e colti, fuori dall’orizzonte e dai bisogni dei poveri. Ma è un altro l’ambientalismo che ci interessa: non l’ambientalismo dei ricchi, dei parchi nazionali o dello sfruttamento razionale delle risorse naturali, ma quello dei poveri, che mischia linguaggi e chiede giustizia sociale e ambientale più che una generica protezione della natura o un suo più efficiente utilizzo. Ovviamente questo approccio implica non solo una revisione delle culture ambientaliste, ma anche un ripensamento dell’idea stessa di natura; essa non è tanto un luogo di contemplazione o lo spazio della ricreazione, ma piuttosto la base materiale di sostentamento delle comunità che, difendendo quella natura, difendono se stesse e la loro sopravvivenza”. (Marco Armiero, prefazione al libro di Martinez Alier Juan: “L’ecologismo dei poveri”)
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Viviana Vivarelli

Vedere un albero che cresce
Dentro di sé
Sentire lo spirito della linfa
Malgrado l’ingorgo delle radici
Tremare pur sentendo
La terra percossa
Che si sgretola sotto di noi
Afferrarsi alle tremule nubi
Che vagano nel cielo
Questa è forse la vita.

Ecco, io sono senza basi
In basso
In alto
A est
A ovest
Attirerò a me le forze del nord
L’oscura terra dei morti
Cercherò tra i ghiacci
Delle defunte generazioni

Le energie e i talenti
Dai santi
Dei precursori
Che afferrarono le coscienze
Dalle brume fredde dei ricordi
Riaprirò le fonti della Vita
.

La striscia rossa dell’Unità

Il difetto di Berlusconi è di scegliere le persone in base al fatto che siano essenzialmente degli schiavi e dei servi piuttosto che delle persone. Non valuta le propensioni, le capacità, l’onestà: gli basta che siano al suo servizio.
Carlo Taormina,

Robin Hood oggi? Probabilmente sarebbe a Wall Street a combattere contro gli speculatori e contro chi si arricchisce illegalmente o farebbe la guerra a chi controlla, manipola e monopolizza i media.
Russell Crowe a Cannes

Cento passi, cento passi ci sono da casa nostra. Vivi nella stessa strada, bevi nello stesso caffè alla fine ti sembrano come te..
Dal film «I cento passi»

Sono impegnato sull’acqua come prete perché è un problema etico, come missionario perché se diventa fonte di lucro moriranno milioni di persone, come cittadino perché è un elemento fondamentale per la convivenza umana.
Alex Zanotelli, dal libro «Giù le mani dall’acqua», Emi 2010

È arrivato il momento di scegliere: da una parte c’è l’economia del petrolio, che ormai produce poco benessere e molte catastrofi, dall’altra la terza rivoluzione industriale basata sull’efficienza, sull’innovazione tecnologica, sulle fonti rinnovabili
Jeremy Rifkin, 1° maggio
..
Viviana Vivarelli

Prima che nella prossima vita
Rinunci al pensiero per la Meditazione
Voglio portare la mia scelta di adesso
Agli estremi limiti del possibile
Lo so che il suo potere
È mescolato di zolfo
Dell’aggressività senza luce
Della furia di chi reagisce
Male alle deficienze umane
Quando sarò purificata
Allontanerà da me la rabbia
Ma lasciamela, Signore, ancora
Come una spada arroventata
Per non sentirmi indifesa
Nell’ultima battaglia

Quello che avverserei
Non è la malvagità senza limite
Ma è il limite del capire umano
Che pure è così fragile e compatibile
Ma la stupidità è compagna
Sempre ai vizi peggiori
Perché li sostiene come
Lo zoccolo di capra
Fa da sostegno a Satana

Un’Italia sotto Bruxelles
Viviana Vivarelli

E così Bossi ancora una volta l’ha avuta in tasca! Il federalismo fiscale non si farà. I soldi non ci sono. Tremonti tace e Bossi e Calderoli fingono di non saperlo, ma le casse sono vuote e lo scudo fiscale è una voragine che aprirà a una evasione anche peggiore. Siamo stati un bel po’ a chiedere a Calderoli quanto ci sarebbe costato questo federalismo. Mai una volta ha risposto. Sapeva anche lui benissimo di vivere su una truffa. Ma il popolo di capre ci metterà un po’ a capirlo. Tutte le piazze sono servite solo a una cosa: a portare alla mangiatoia del potere altri ladroni di stato, ma per noi che non siamo leghisti che questi ladroni portino o no il fazzoletto rosso ci importa poco, e che si chiamino figli di Bossi ci importa anche meno.
L’altra cosa che abbiamo chiesto e richiesto senza che nessuno ci desse risposta è: ma col federalismo i debiti per la sanità come ve li dividerete?
Lazio, Campania, Calabria e Molise hanno sforato di quasi 4 miliardi, 1,4 solo il Lazio. Cosa farete? Chiuderete gli ospedali? E la Campania, con un miliardo di debito? Già non paga più gli stipendi!
La Lega ha visto il federalismo come un’occasione ghiotta per occupare posti quadruplicandosi gli stipendi. Possibile che i suoi elettori siano così ciechi da non capirlo? E ora esige anche il controllo di alcune banche, come se il fallimento della sua banca del nord non avesse dimostrato abbastanza la sua inettitudine.
Se Calderoli si finge sordo quando gli chiedono quando costa il federalismo, una commissione tecnica ha appena depositato in parlamento una stima scioccante: 133 miliardi! E chi ce li dà? O meglio con quali tasse pensano di toglierceli? E solo per sanità, scuola e assistenza sociale! E intanto si deve dare alla Grecia un prestito di 5,5 miliardi!
B ci ha promesso di ridurre le tasse? Levatevelo dalla mente! Bossi ha convinto i suoi che col federalismo le tasse saranno più giuste? Levatevi dalla mente anche questo!
L’Economist chiama i tre contapanzane Bossi, Tremonti e Berlusconi “i tre marmittoni”, “The threes Stooges”, e dice in chiaro “l’effetto del federalismo (sempre che si faccia) sarà quello di aumentare le tasse, non di ridurle!
E’ questo che vogliamo?
Il federalismo padano non è una cosa seria, è un feticcio sbandierato a un esercito di capre. Entro primavera prossima B sarà talmente in crisi da non più reggere, Fini sarà ormai fuori del Pdl, altri scandali avranno colpito i membri del governo, Bossi non sarà più credibile anche per i valligiani più duri, la crisi italiana andrà anche peggio e i disoccupati saranno aumentati col crescere della rabbia popolare. Andremo a un governo tecnico? Certo Berlusconi si batterà per non volerlo. E molti ormai pensano a Draghi come unica alternativa. E non veniteci a parlare di Montezemolo che non è una cosa seria. Casini ha già detto che con Draghi si fa un nuovo governo in 10 minuti. Un governo per modo di dire, perché ormai in Italia comanda la BCE che dei nostri interessi non gliene può fregar di meno.
..
Commistione
Viviana Vivarelli

Quando combatti un avversario
Il corpo a corpo ti consuma
Il suo veleno riesce a penetrarti
Malgrado l’obliqua vittoria
Cos’è che spinge il guerriero
A tale contaminazione
Come Laooconte soffocato
Dall’Idra suo compagno
Non riusciamo a resistere
Contro le nostre passioni.

RIDIAMARO : -)

Ma se Scajola valutava la sua casa un terzo del suo costo reale, le centrali nucleari quanto ce le valuterà?

Viviana
..
Londra: uno studio stabilisce che bisognerebbe dormire 6-8 ore al giorno. Farlo regolarmente previene malattie della circolazione, e in più, mentre dormi, qualcuno potrebbe comprarti un appartamento.
Mattia F. Pappalardo

MELE
JENA
Capillare inchiesta della polizia per individuare le sue mele sane.

..
http://masadaweb.org

1 commento »

  1. Un ministero per la PULIZIA MORALE
    legge che obblighi chi truffa a DIMETTERSI subito . Legge per NON COPRIRE MAI LE TRUFFE DI ALTRI POLITICI COLLEGHI O DI AMMINISTRATORI PUBBLICI e UN MINISTERO o una PROTEZIONE CIVILE PER NOI (poveretti ) amministrati da tale gente.
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — maggio 17, 2010 @ 1:03 pm | Rispondi


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