Nuovo Masada

maggio 2, 2010

MASADA n° 1130. 2-5-2010. Un paese che corre alla rovina

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:16 pm

Lavoro che non c’è e inflazione che sale- Idiotes – Primo Maggio – L’era della Globalizzazione Neoliberista, cosa condanniamo, cosa salveremo – Crisi e rating

La democrazia ha bisogno della dissoluzione del potere privato. Finché esiste il potere privato nel sistema economico è una barzelletta parlare di democrazia. Non si può nemmeno parlare di democrazia, se non c’è un controllo democratico dell’industria, del commercio, delle banche, di tutto.”
Noam Chomsky
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Il lavoro che non c’è e l’inflazione che sale
Viviana Vivarelli

Primo maggio dei sindacati a Rosarno. I rosarnesi non c’erano.
700.000 persone al concertone a Piazza San Giovanni a Roma.
I giovani cantano, ma ci sarebbe da piangere.

In Italia: disoccupazione record, le previsioni danno una crescita in due anni dal 7,4% al 10,5%, che colpirà i giovani per il 28,2%, tasso superiore a quello europeo che è del 20,6%.
I disoccupati salgono dal milione e mezzo del 2007 ai 2,6 milioni del 2010.
Invece del milione di posti di lavoro promessi da B, avremo presto 2 milioni di senza lavoro in più e senza che gli sprechi della Casta diminuiscano di una virgola.
La disoccupazione cresce per l’aumento del caro vita che contrae i consumi, perché, malgrado la crisi, la diminuzione di liquidità e il fallimento di migliaia di aziende, l’inflazione continua a salire contro la basilare legge di mercato che vuole una riduzione dei prezzi in presenza di una riduzione della domanda.
Bevande alcoliche e tabacchi aumentano del 4,3%; casa, acqua, luce e benzina del 3,9%; scuola (come se non fosse abbastanza alta) del 3,3%.
Calano le spese in comunicazioni (-2%), trasporti (-1,7%), abbigliamento, elettrodomestici…

L’inflazione sale anche perché il Governo non la frena dove può, sulle bollette e le tariffe: treni, autostrade, benzina, aerei, acqua, luce e gas. La privatizzazione Ronchi farà lievitare irrimediabilmente anche il costo dell’acqua.
Bisognerebbe tagliare i prezzi del 20% e invece continuiamo ad essere il paese europeo che va peggio ma, paradossalmente, ha i prezzi più alti, perché non c’è un Governo che li freni o controlli. Prezzi più alti in tutto: strade, alberghi, alimentazione, vestiti, libri, dischi…Diminuisce di conseguenza anche il turismo.
E il Governo non fa nulla per comprimere gli aumenti sciagurati delle filiere e dei grossisti che forzano i produttori agricoli a usare lavoro nero o a fallire.
Non fa nulla per dare regole severe alle banche o per incentivare il credito.
Non fa nulla per limitare l’evasione fiscale che anzi viene premiata e alligna soprattutto nel Governo, con un premier che usa 63 paradisi fiscali e fa leggi per rendersi non processabile per reati fiscali.
Non fa nulla per mettere un tetto ai superstipendi, alle superliquidazioni, ai supercompensi dei consulenti dello Stato, o agli emolumenti di assessori e consulenti dello Stato, o di assessori e consiglieri, che invece sono lasciati liberi di correre ad libitum.
Il Governo non fa nulla per controllare la corruzione che fa triplicare i costi delle opere pubbliche ma anzi, coi suoi membri, vi partecipa ampiamente e fa leggi di protezione e incentivo della corruzione stessa.
Non fa nulla per frenare la soperchieria delle società per azioni, ma anzi depenalizza il falso in bilancio, premia gli amministratori più colpevoli, vieta la class action dei piccoli azionisti e dei consumatori e vuole depenalizzare anche la bancarotta fraudolenta.
Il Governo non fa nulla per abbassare le tasse, cosa che darebbe fiato alla produzione e al consumo.
Non fa nulla per snellire le procedure. Mentre i maggiori Paesi europei hanno adottato provvedimenti per ridurre il peso della burocrazia, noi lo abbiamo aumentato. Nel momento in cui molte imprese grandi e piccole chiudono in Italia per delocalizzare all’estero, si deprimo i giovani che vogliono aprire nuove attività con un numero spropositato di regole. Le tasse prendono denaro e tempo agli imprenditori italiani: soltanto gli adempimenti burocratici per pagare imposte e contributi richiedono ben 360 ore l’anno contro le 254 negli altri paesi europei e le 58 nel paese più virtuoso, il Lussemburgo.
L’aliquota marginale sul reddito d’impresa in Italia è del 32%, contro una media europea del 23,5%. La pressione fiscale media sui profitti è del 22,9% contro un 12% comunitario. Per gli individui l’aliquota massima è del 43% a fronte del 35,7% medio dell’Ue. La riforma del sistema tributario non è più rimandabile.
Ma la riforma maggiore che manca è la trasparenza fiscale e la possibilità di scaricare fiscalmente ogni tipo di acquisto o transazione finanziaria, cosa che renderebbe non solo visibile il sommerso ma perseguibili corruzione e criminalità.
Il Governo non fa nulla per limitare gli sprechi pubblici (ora le Province le vuole anche la Lega e col federalismo avremo il raddoppio delle spese della Pubblica Amministrazione). La Lega ha capito benissimo il gioco dell’occupazione dei posti pubblici e il clientelismo dei posti di lavoro in cambio di voti e tende ad aumentare la Pubblica Amministrazione, come se la Grecia non insegnasse nulla.
Intanto la spesa del cittadino diventa sempre più onerosa. Oggi in Italia un litro di benzina costa il 16,9% in più dell’anno scorso, per un rincaro di 10 € a pieno, e ciò è un problema non solo per gli utenti ma anche per i costi di altri settori, come i trasporti su ruota di merci e i costi delle merci stesse.
Più di metà del reddito famigliare va in affitto o mutuo della casa, il 20% per la spesa alimentare, il 15% per energia, trasporti e spese domestiche.
E tra poco finirà anche quel poco che resta di cassa integrazione e di integratori sociali.
E dopo?
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In questo momento il debito pubblico italiano ammonta a 1.701 miliardi e 695 milioni di euro
Solo oggi abbiamo speso in interessi per il debito pubblico 24 milioni
Sono nei primi 4 mesi di quest’anno sono stati evasi al Fisco 99 miliardi e 674 milioni
Solo nei primi 4 mesi di quest’anno sono stati spesi in lotterie 17 miliardi di euro

Vedi scorrere i dati in tempo reale su http://www.arcoiris.tv
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Ieri festa del lavoro che non c’è.
Viviana Vivarelli

E non passa settimana che il governo non tenti un blitz contro il lavoro.
Negli ultimi tre anni 120.000 famiglie hanno perduto la casa. E sono famiglie che avevano uno stipendio medio e ora è troppo basso per vivere.
Una parte enorme del paese vive a debito e ora non riesce più a pagare i debiti che ha fatto. La crisi incalza e il Governo permette il rialzo di bollette e tariffe, mentre i prezzi hanno ripreso a salire.
E noi si deve star qui a sentire dei 63 paradisi fiscali di Berlusconi! Dei soci mafiosi di Schifani! Dei 900.000 euro dati come mazzetta a Scajola da un imprenditore corrotto in cambio di appalti che triplicheranno i loro costi perché devono contenere le mazzette ai politici e le truffe dei costruttori! Noi dobbiamo sentir parlare di mezzette da tre milioni ! Dello stipendio da 12.000 euro dato al figlio pluriripetente di Bossi! Delle banche che Bossi vuole spartire in famiglia! Degli assessori leghisti che hanno cominciato triplicandosi lo stipendio! Di chi ha sanato i capitali in nero grazie allo scudo fiscale! Della mafia che fattura 135 miliardi di euro!
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Qualcuno, di fronte agli scempi attuali propone di eliminare la festa del 1° maggio.
Semmai si dovrebbe farla una volta la settimana!
Vi pare giusto, dopo l’assassinio, eliminare il funerale della vittima?
(Viviana)
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IDIOTES
Viviana Vivarelli

IDIOTES vuol dire piccola mentalità privata e meschina, persona di corto intendimento che non riesce ad andare al di là delle proprie idee limitate e continua tuttavia a propagarle, incapace di vedere oltre, appoggiandosi ai peggiori, sostenendo il disfacimento e danneggiando l’insieme. Nell’800 il termine ‘idiota’ era clinico e contrassegnava una categoria di minorati mentali. Nel nostro secolo l’idiota è uno che mette le proprie idee in difesa di qualcosa che danneggia tutti, e anche lui stesso ma, stupidamente, non se ne rende nemmeno conto e continua, da vero idiota, a propagarlo.

Oggi in Italia sono idioti quelli che dicono “Chi se ne frega del fallimento della Grecia?”
Chi se ne frega cosa? Dietro la Grecia ci siamo noi. E quello che sta accadendo alla Grecia oggi accadrà a noi domani.
La Grecia, grazie a una classe politica corrotta che è andata al potere con la corruzione, comprando il voto con regali e posti di lavoro, usando in modo clientelare la democrazia, dilatando in modo inverosimile l’Amministrazione Pubblica, concedendo privilegi non sostenibili e profittando di abusi intollerabili, si ritrova oggi con le casse dell’erario vuote e il deficit dilatato, fino a una situazione di fallimento pubblico, che ha richiesto l’aiuto pesantissimo dell’UE, un aiuto che richiede come corrispettivo tagli e economie che porteranno il paese al disastro sociale.
La Grecia vede i suoi titoli declassati a livello spazzatura, il che vuol dire che i possessori greci di titoli si ritrovano invece che dei risparmi dell’’immondizia nelle mani, e dovrà abbassare pensioni, salari e stipendi del 30% in 10 anni e tagliare ogni sorta di servizio sociale.
Non saranno penalizzati i colpevoli di questa situazione: il centrodestra che governa, i politici corrotti, i partiti infami, le banche, gli imprenditori disonesti, la finanza perversa. Questi conserveranno tutti i loro capitali provvidenzialmente messi in salvo. La mannaia colpirà la gente comune e sarà così dura da portare alla rivoluzione. Non occorre sbandierare ideali anarchici o comunisti: la rivoluzione scoppierà perché la maggior parte della gente non riuscirà a sopravvivere. Non sarà l’ideologia, sarà la fame. E non sarà una rivoluzione mirata, ma disordinata e che finirà nel sangue.
E la contrazione della domanda di beni sarà tale da schiantare ogni mercato possibile, col fallimento di tutti, precipitando anche gli altri paesi nella rovina, per la quota che hanno di titoli greci e per il fatto che tutti i paesi europei sono legati a una sorte comune, come sono legati al fallimento dell’economia americana.
Ora non ci vuole molto acume per vedere che quello che ha portato la Grecia al default è identico a quel che accade in Italia: abusi, privilegi, e sprechi, corruzione pubblica, politica allo sbando, deficit alle stelle.
Quello che un Governo serio dovrebbe fare è una politica di economia, di tagli agli sprechi, di tetti agli abusi, di razionalizzazione della spesa pubblica, di snellimento delle leggi e alleggerimento delle tasse.
Cosa accade invece? Un boss della mafia e della P2 fa leggi solo per imbavagliare la libertà e rendersi impunibile e dispotico.
A questo l’idiota applaude. Col danno di tutti.

PRIMO MAGGIO

La Polverini prima ha fatto il saluto romano poi è andata a farsi fischiare ala festa della Liberazione
Il suo sindacato ha appoggiato il Governo in ogni suo tentativo di distruggere i diritti dei lavoratori.
Andrà a farsi fischiare anche al primo maggio?
v.v.
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Berlusconi si è appropriato della festa della Liberazione trasformandola nella festa della libertà.
Domani è la festa del lavoro. La trasformerà in una sagra padronale?
Cosa celebreremo? Precariato, delocalizzazione, assalti all’art.18, fuga dei cervelli e disoccupazione?
v.v.

Scajola è l’emblema di questo regime.
Biagi lo hanno ammazzato una volta, i lavoratori non finiscono di ammazzarli mai.
v.v.
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Eduardo Dumas

Mussolini arriva al potere e proibisce la celebrazione del Primo Maggio.
Durante il fascismo la festa del lavoro viene spostata al 21 aprile, giorno del cosiddetto Natale di Roma; così snaturata, non dice più niente ai lavoratori (come Berlusconi snatura il 25 aprile facendolo diventare da festa della Liberazione ‘la Festa delle Libertà’, in analogia al Popolo delle Libertà). Invece il Primo Maggio ha una connotazione quanto mai “sovversiva”, divenendo occasione per esprimere in forme diverse – dal garofano rosso all’occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria – l’opposizione al regime.
All’indomani della Liberazione, il Primo Maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d’Italia in un clima di entusiasmo.
Il Primo di Maggio non si dovrebbe lavorare, dovrebbe essere un giorno di riflessione, dal ricordo, delle lotte operaie da Chicago dal 1800 alle lotte della Fiat nel 1900. Ma il sindacato piano piano lo ha dimenticato, il governo farabutto delle destre (ma anche Renzi a Firenze) lo sporca invitando a aprire i negozi.
A Roma lo hanno fatto diventare uno spettacolo musicale.
Ma il Primo Maggio dovrebbe restare il giorno di lotta dei lavoratori, il giorno di denuncia degli abusi, il giorno di accusa al Governo che si dovrebbe nascondere per la vergogna di fronte alla mobilitazione di lavoratori e studenti.
Piano piano lo fanno diventare un giorno normale, come normale diventa che un politico come Scajola, beccato con la mano nel reato, sia difeso come una “vittima” mentre Saviano che denuncia la mafia viene chiamato “mafioso”.
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Essere al centro della Vita
Riuscire a dire parole appassionanti
Cogliere l’Universale di ogni cuore
Sentirsi nella parte migliore della Storia
Scuotere le coscienze e colpire i potenti
Sognare l’Ideale e provare a praticarlo
Respirare con la salvezza della Terra
Trovarsi all’unisono con la sofferenza del Mondo
Che ci può essere di più esaltante
per l’essere Umano?

Viviana Vivarelli
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Il Popolo delle libertà:

epurazione ai critici
sanzioni agli assenti
gogna ai magistrati
querele ai giornalisti
diffamazione ai politici
impunità alla gang
condoni e mazzette
paradisi fiscali e protezione civile
grandi opere fuori legge

il capo è tana libera tutti
Il lettone è scala del potere

Se abbiamo lasciato fuori
qualche vizio o turpitudine
è solo perché la nostra innocenza
non riesce a pensare
a tutte le nefandezze
di questo regime

Viviana Vivarelli
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Sgominata cellula islamica
Distrutta cupola mafiosa
Smantellata banda albanese..
Quand’è che leggeremo:
arrestata gang politica
disfatto partito criminale
cacciato despota massimo?

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L’Era della Globalizzazione Neoliberista
Viviana Vivarelli

Un analista americano ha previsto la crisi dell’euro.
Noi non sappiamo più dove siamo. Non sappiamo cosa accade. Non sappiamo dove andiamo. E meno di tutti sembra lo sappiano quelli che pretendono di governarci.
La nostra sarà ricordata come l’Era della globalizzazione neoliberista.
Ovvero del dominio perverso delle Banche, della Borsa e delle Multinazionali

Emblemi di questa epoca dissennata saranno:
-la mercificazione di tutto l’esistente
-le crisi finanziarie sempre più tragiche e a catena
-il crollo delle monete
-gli scempi climatici
-l’inquinamento del Pianeta
-l’immiserimento del mondo
-le guerre per esportare democrazia
-la marea di petrolio nell’Oceano
-il continente di borse di plastica
-la morte di infinite specie animali
-gli Organismi Geneticamente Modificati
-l’imbarbarimento umano nell’apartheid, la ghettizzazione, la xenofobia, il razzismo. l’omofobia, la ginofobia, la pedofilia…
-la dequalificazione delle ideologie
-la crisi e la caduta delle grandi Chiese
-la perdita di valori umani, familiari, nazionali, universali….
-la fine in un materialismo brutale senza una spiritualità redentrice
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Cosa salveremo di questa epoca sciagurata:
-le migliaia di gruppi del volontariato
-la marcia per la pace di 110 milioni di persone
-la critica al mercato e al neoliberismo
-l’affermarsi dal basso e sul web dell’informazione e del confronto
-la costruzione dal basso di una democrazia partecipata
-la lotta dei popoli contro le multinazionali
-un’economia sostenibile
-la condanna della guerra come abominio umano
-la condanna a livello ONU del razzismo, della xenofobia, dell’omofobia, della ginofobia, della pedofilia
-la fine del petrolio e dell’uranio
-le energie verdi
-la fine delle ideologie fondate sulla prevaricazione del denaro, del potere, del credo religioso, delle armi
-la ricerca di valori e diritti universali
-la necessità di salvare il Pianeta Terra
-il sentimento di appartenere a una stessa razza umana
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Va’ pensiero

La neo religione leghista ricorda l’appropriazione delle feste pagane da parte del cristianesimo trionfante. Il 25 aprile diventa la festa della liberazione da Roma. Il I° maggio la festa dei sindaci padani con tanto di fazzolettino verde nel taschino. Un modo di essere che non annuncia minimamente il rinnovamento, ma l’appropriazione dell’esistente. L’assenza di idee è talmente evidente che non serve commentarla.
In questo contesto lo strappare il manifesto del ‘nemico’ politico diventa lo sfregio delle statue degli dei olimpici da parte del ‘popolo’ dei credenti. Un viaggio a ritroso di chi non ha niente da proporre, se non il proprio odio nei confronti di tutto quello che è diverso e potenzialmente concorrente. Un narcisismo e un autopossesso ideologico che cancella la reale fatica di vivere e i mezzi per migliorarla. Un salto nel medioevo delle corporazioni e degli steccati di cui la modernità non sa che farsene, essendo un modello perdente, perché troppo costoso e inefficiente. Al centro non c’è il cittadino consumatore ma il villano che ha il culto di se stesso, mentre il costo della politica resta inalterato, anzi si aggrava di nuovi balzelli e cartelli stradali scritti in dialetto. Un chiamarsi fuori dal mondo e dal suo competere in attesa della messianica realizzazione della ‘Padania’ dove abbonda il latte e il miele della nuova ignoranza appropriatrice .
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Il Messaggero

La Guardia di Finanza e i magistrati di Perugia che indagano sugli appalti per le Grandi opere stanno cercando di capire da quali «delitti contro la pubblica amministrazione» provenivano i contanti che l’architetto Angelo Zampolini versava nella sua banca per poi consentire l’emissione di assegni che, secondo l’accusa, sono stati impiegati per acquistare immobili «nell’interesse» dell’ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Angelo Balducci, del generale della Guardia di Finanza (in servizio all’Aisi) Francesco Pittorru e del ministro Claudio Scajola.
Zampolini avrebbe ammesso che il denaro utilizzato per l’appartamento del ministro Scajola era stato «messo a disposizione» da Anemone
Zampolini sembra gestisse 240 conti correnti bancari
si parla di centinaia di assegni per poco meno di tre milioni di euro. Di questi assegni sono state seguite le tracce e si è scoperto che numerosi sono stati girati – direttamente o sotto forma di immobili o altre utilità – a diversi personaggi i cui nomi, non tutti ancora noti agli inquirenti, sono coperti dal massimo riserbo.
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Bruno Pirozzi
IL COVO DEI SARACENI

Ormai le accuse contro Scajola per aver ricevuto 900.000 euro dall’imprenditore Anemone sono supportate da testimonianze, tracce bancarie ed atti notarili.
Quale dichiarazione ci si poteva aspettare da un premier che dirige la nave dei pirati? ‘Difenditi col coltello tra i denti. Non ti devi dimettere’.
E’ proprio il fare del partito dell’amore che li tiene tutti uniti di fronte alle più nefaste evidenze di corruzione, solo che l’amore è tutto per loro mentre per il popolo che li ha eletti una manciata di populismo.
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ACQUA
Viviana Vivarelli

Il decreto Ronchi ha privatizzato l’acqua. Il Pdl nega di averlo fatto ma l’ha fatto. E senza che l’Europa glielo chiedesse. E in controtendenza con Francia e Germania che si pentono delle loro scelte e ripubblicizzano quell’acqua che avevano venduto.
Sapete cosa accade all’acqua gestita da spa quando i consumi calano?
Aumentano le tariffe, perché gli azionisti non vogliono perdere i loro utili.
E ciò va contro ogni regola di libero mercato, che prevede che il prezzo di un bene scenda quando si riduce la domanda. Ma gli squali non seguono le regole di quel mercato che doveva essere il grande regolatore dei prezzi e pretendono comunque il loro beneficio.
E adesso il consumo dell’acqua diminuisce a causa della crisi che deprime il consumo industriale dell’acqua. E allora paradossalmente i prezzi aumentano per garantire lo stesso ammontare di guadagni agli azionisti. La crisi si aggrava e i prezzi aumentano!!
E non serve che l’acqua sia gestita da società a partecipazione pubblica. Nella virtuosa Emilia 60 Comuni protestano contro Hera. Ma Hera è quotata in Borsa e se i guadagni non ci sono, li fa saltare fuori aumentando le bollette ai cittadini.
Ma vi sembra logico che un bene come l’acqua sia quotato in Borsa?
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IL MURO
Viviana Vivarelli

Quando uno cerca tanto muri per gli altri vuol dire che vive dentro un muro lui stesso. Può essere una soffitta, una vita senza lavoro, un destino senza amore, può essere una vita da parassita, da isolato sociale, da sfigato, può essere un muro di ignoranza o di bassa intelligenza che fa sentire sempre in inferiorità verso gli altri e fa cercare qualcuno da trattare più da inferiore di lui stesso.
Quando qualcuno cerca di fare delle apartheid, vuol dire in una apartheid ci vive lui. Mentale, psicologica, lavorativa.. apartheid di intelligenza, di volontà, di sfortuna, di vera sfiga qualche volta. Apartheid spesso caratteriale.
Cosa si può fare per costoro? Molto poco, in verità.
Chi è ignorante può imparare. Chi è senza lavoro lo può trovare. Chi è di QI basso, può ugualmente essere utile al mondo, non si vive di solo QI e a volte questo è addirittura controproducente.
Se si tratta di sfiga congenita però, riversare sugli altri la rabbia di una vita malvissuta serve a poco.
Ma se si tratta di debolezza psichica e questa si accompagna a una dose letale di cattiveria. nemmeno Dio può risolvere il problema.
Il tratto comune che accompagna questi ‘diversi sociali’ è che, sentendosi cacciati da tutto il mondo, tentano sempre di cacciare qualcun altro, come fa il cuculo cresciuto in un nido non suo.
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Anna Oxa. Il Muro. Canzone

E poi chi l’ha detto che è contraddizione
avere un’idea poi dopo cambiarla
In fondo la vita è trasformazione
Lo vedi anche il bruco diventa farfalla
A volte succede col punto di vista
Ci basta un niente perché si arrovesci
Così da padrone ritorni apprendista
Cominci da capo e allora capisci che
il muro quello che abbiamo dentro
È uguale a quello che c’è fuori

Io credo nel suo superamento
Se è vero che siamo noi i mattoni
E poi quello che serve è destrutturazione
Una specie di viaggio che porta all’interno
A conoscere meglio le nostre paure
Che sembrano marmo e sussurrano…eh…iye
Il muro di gomma il muro del pianto
Un bimbo davanti che gioca al portiere
Il muro che prima è di ferro e cemento
Il muro che dopo diventa macerie

Il muro che cresce e pian piano ti chiude
Un po’ per la guerra un po’ per la pace
Il muro ne ha viste di cotte e di crude
Al muro gli manca soltanto la voce
Il muro quello davanti a scuola

Mattine a far castelli in aria
Ed io che mi sentivo sola e odiavo rileggere la storia
Ed è vero che siamo un po’ tutti studenti
Ed abbiamo bisogno tutti di ripetizioni
Anche se oggi la regola è bruciare i tempi
E non si ha proprio voglia di inchini e di…eh…iye
Ed ora comincio con le mani avanti
Non servono appigli ma molto coraggio

Il muro ferisce ma non voglio guanti
Restare ai suoi piedi mi sentirei peggio
Invece io voglio ad ogni costo scalarlo
Lasciarmi alle spalle paure e incertezze
E uccidere adesso e per sempre quel tarlo
Che rode il carattere e da debolezza
E il muro è qui in alto In piedi sul muro
Mi sento diversa mi sento più vera
Se guardo lontano ci vedo più chiaro
E poi come dire mi sento più intera sul muro

il muro…

www.youtube.com/watch?v=5f9iKAILeAI

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Sauro segnala
CRISI E RATING
www.repubblica.it/economia/2010/04/30/news/signori_rating-3717987/

I signori del rating che declassano le nazioni. Con i loro voti hanno messo
ko la Grecia e inguaiato la Spagna. Chi sono e come lavorano le agenzie che
stilano le pagelle delle Nazioni
FEDERICO RAMPINI (sunto)

Arturo Cifuentes, ex dirigente di Moody’s, definisce “una vergogna il modo in cui le agenzie di rating stabiliscono le loro pagelle sul credito, i voti di solvibilità”. Eric Kolchinsky, anche lui manager pentito di Moody’s, pronuncia la parola “frode”. Frank Raiter che ha lavorato per Standard&Poor’s parla di “oligopolio che accumula profitti grazie al ruolo di arbitri”. Si parla di “sindrome di Stoccolma”, complicità che si stabilisce tra ostaggio e rapitore. Quelle comunicazioni interne, dai contenuti esplosivi, le ha scoperte il Senato di Washington nell’indagine appena avviata sulle agenzie di rating. Questa “è gente che distribuisce passaporti falsi”, secondo Paul McCulley di Pimco, il più grande fondo d’investimento mondiale in titoli di Stato.
Le agenzie di rating hanno avuto un ruolo infame nell’ultima crisi finanziaria. E tuttavia più potenti che mai. È bastato mercoledì il declassamento del debito pubblico spagnolo da parte di Standard & Poor’s per far cadere l’euro, precipitando i mercati nella sfiducia. Fino a costringere a intervenire di persona sulla Merkel, per convincere la Germania a togliere i veti sul salvataggio della Grecia. “E’ inaccettabile – protesta il governatore della banca centrale austriaca Ewald Nowotny – che il destino dell’Europa dipenda dal giudizio di un’agenzia di rating”.
Il destino dell’Europa? E non solo quello. Pierre Cailleteau, il grande guru di Moody’s che ha l’ultima parola nelle pagelle sui rating “sovrani” (i voti di solvibilità dei debiti pubblici) lunedì 15 marzo fece tremare il Tesoro di Washington con l’annuncio che gli Stati Uniti si stavano “avvicinando a un declassamento” del debito pubblico.
E’ dal 1949 – il 1°anno in cui queste pagelle si applicarono ai Treasury Bond.
Un declassamento non significa l’anticamera della bancarotta, ma quasi automaticamente fa salire i rendimenti necessari per collocare buoni del Tesoro sul mercato. Quindi aumenta il costo del debito pubblico, in una situazione già delicata per gli equilibri di bilancio.
Chi mai ha dato questo potere smisurato al signor Pierre Cailleteau della Moody’s? I governi stessi. Sorprendente, perché queste agenzie sono società private a scopo di lucro.
John Moody inventa i primi rating nel 1909 con un’applicazione limitata. Il
suo “Manual of Railroad Securities” è un annuario delle 200 compagnie
ferroviarie americane, a ciascuna delle quali corrisponde un giudizio sulla
solidità di bilancio. Una guida per i risparmiatori americani del 1° Novecento che vogliono investire in obbligazioni ferroviarie. L’idea piace, la imita nel 1916 Standard Company (poi fusa con Poor’s), quindi Fitch negli anni Venti. Viene allargata ad altre categorie di obbligazioni. Dopo il crac di Wall Street del 1929, l’authority americana di vigilanza sulle banche nel 1936 per limitare la speculazione ordina che gli istituti di credito comprino solo obbligazioni dotate di un “voto d’investimento”. Cioè un rating. E’ il timbro ufficiale di un regolatore sul potere delle 3 sorelle. Che aumenta ulteriormente negli anni 70 quando l’organo di controllo della Borsa americana, la Sec, riconosce le 3 agenzie come “Nationally Recognized Statistical Rating Organizations”. Ne fa gli arbitri della salute finanziaria.
Da quel momento è un crescendo irresistibile. Via via che si sviluppano i mercati finanziari globali, qualsiasi azienda che voglia piazzare sul mercato un’obbligazione per finanziarsi, va in cerca di quel “voto” magico. Perché molte categorie di investitori per legge possono comprare solo titoli che abbiano un rating. E’ vero per le banche: dai rating dei titoli che possiedono in bilancio, dipende quanto capitale devono accantonare per sicurezza. E’ vero per compagnie assicurative, fondi pensione. Tutti gli investitori istituzionali che manovrano grandi volumi di capitali, nell’acquistare obbligazioni si tutelano verso la legge esibendo “l’etichetta” che Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch incollano su quei titoli. Compresi i titoli del debito pubblico. Così le tre sorelle diventano di fatto la massima autorità nel giudicare perfino gli Stati sovrani,
misurano la fiducia che bisogna avere nella loro capacità di ripagare i debiti. Ma le confessioni di ex manager pentiti disvelano un panorama di incompetenza, collusione e conflitti d’interessi. Oggi i governi si accorgono di aver creato un “mostro”. Tutti sono alla mercé dei rating. Il procuratore generale della California Jerry Brown accusa Moody’s di “distruggere questo Stato”. A New York la minaccia di un declassamento da parte di Moody’s costringe il governatore a licenziare insegnanti e tagliare fondi agli ospedali. Nel
maggio 2009 la minaccia che Standard&Poor’s tolga una “a” alla Gran Bretagna, ha fatto precipitare del 3% in poche ore la Borsa di Londra. Eppure la credibilità delle 3 sorelle è infangata nella crisi del 2008. Una vera e propria corruzione, documentata dallo studio legale Grais & Ellsworth nella bancarotta di Lehman. “Dietro compenso, le agenzie di rating sceglievano i titoli tossici che la banca collocava sul mercato e poi a quei titoli davano loro il voto”. Le “triple a” si sprecavano, anche se dietro quelle obbligazioni c’erano crediti irrecuperabili legati ai mutui subprime. “Il 93% dei titoli che nel 2006 ebbero il rating Aaa – denuncia il premio Nobel dell’economia Paul Krugman – in seguito sono stati declassati al rango junk, spazzatura”. Un altro economista, Sylvain Broyer, accusa le tre sorelle di andare al rimorchio dei mercati: nelle bolle speculative regalano voti alti a tutti, quando arriva la paura i rating crollano e amplificano le ondate di vendite.
Perciò oggi lo stesso direttore generale del Fondo monetario internazionale,
Dominique Strauss-Kahn, invita a “non credere ciecamente al verdetto delle
agenzie di rating”. Per quanto riguarda i titoli del debito pubblico, c’è chi propone che sia la Banca centrale europea a dare i rating. Col rischio però di esporre la Bce a tremende pressioni da parte dei governi membri dell’Eurozona. E il piccolo risparmiatore si fiderebbe a comprare Bot, se il rating fosse oggetto di negoziati fra gli Stati?
Delegittimate, inquisite, le agenzie di rating continuano però a macinare profitti favolosi. La sola Moody’s ha un margine di utile del 37%. Per istinto gregario, conformismo e paura, investitori e governi sono in loro ostaggio, le vere vittime della sindrome di Stoccolma.
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Mark
Le banche tedesche hanno una esposizione verso la Grecia pari al 23% del PIL tedesco, la Francia addirittura del 30%!
Ora ho capito il perchè del salvataggio.
L’Intesa San Paolo sarebbe esposta per 1,5 miliardi di euro a bond governativi di Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna: gran parte di questi titoli (circa due terzi) sarebbe direttamente collegata al debito greco.
Quello è un mondo dove se qualcuno si muove è solo per salvarsi il culo.
..
V.V.

Sono almeno 30 anni che ogni qual volta arriva un ‘razionalizzatore’ per far salire le quotazioni di una impresa, la ‘razionalizzazione’ consiste nel licenziare i dipendenti. Nella logica neoliberista, di impresa, e quindi di Borsa, i lavoratori sono considerati ‘costì’ e pertanto quando si riducono i lavoratori, le azioni salgono perché si sgravano di un peso. Questa è la logica neoliberista. Quella che sostiene ogni elettore quando dà il suo voto alla destra. A questo dovrebbe pensare l’illuso che sogna che l’UE sia una specie di toccasana.
Citatemi una sola direttiva europea che sia stata a favore del lavoro, contro la disoccupazione, contro le leggi che aumentano gli anni di lavoro o diminuiscono le difese della classe operaia! Citatemene una sola!
E del resto cosa ci si dovrebbe aspettare da una Comunità Europea che deve fare gli interessi di un gruppo di banche tedesche e di un pugno di multinazionali europee? Credete che alle multinazionali interessi qualcosa della sopravvivenza delle famiglie o dell’aumento della povertà?
Ma se è proprio su questo aumento che fondano il loro strapotere economico!
Mentre gruppi sediziosi come la Lega o il partito di Le Pen o il nuovo nazismo austriaco pensano a deviare l’attenzione degli incolti contro odi razziali, sociali o di genere.
..
Le fesserie che ho dovuto leggere il 25 aprile e il 1° Maggio!
v.v.

Un fascistello idiota ha avuto la faccia di scrivere che i partigiani morti sono stati 300 “di UNA cellula partigiana”, uno che, nella marea nera montante in Italia, considera “obsoleto” festeggiare la Resistenza, uno che parteggia per la Repubblica di Salò, che adora il nazismo e ovviamente incensa Berlusconi
Uno che, davanti ai 15.000 caduti per la Resistenza, ha avuto la faccia di scrivere. “Dovremmo essere ancora qui a celebrare “300 e rotte vittime”, fra dissidenti politici, delinquenti comuni e “qualche ebreo”, per l’azione irresponsabile, a guerra ormai finita, di una cellula partigiana, che hanno fatto per dimostrare che c’erano anche loro?”
Gli italiani deportati nei lager furono 23.826, e metà di essi fu ucciso.
Questo imbecille ha la faccia di dire che “i repubblichini si comportarono con onore”, quando il periodo che va dal 4 ottobre 1943 al 30 aprile 1945 fu un continuo susseguirsi di stragi a opera di nazisti e di repubblichini. Nei massacri, i fascisti repubblichini fecero da guida, da informatori e delatori, consegnando gli italiani alla furia nazista e furono anche quasi sempre esecutori. E si ha pure il coraggio di dire che l’unica vittima del fascismo fu Matteotti!
Il somaro fascista parla con supponenza di “qualche ebreo” quando in totale gli ebrei deportati dall’Italia dal 43 al 45 furono 8.556. Solo gli ebrei romani che furono deportati dai nazisti con la collaborazione dei fascisti furono 1023, e ne sopravvissero solo 16 , ma questi non erano vittime, si immagina!
Il fetente ha la faccia di dire che sarebbe bastato che i partigiani si consegnassero ai tedeschi per avere un’Italia felice, quando le vittime civili dei nazifascisti furono 10.000
….
Prendiamone atto: il fascismo sta risorgendo in Italia
Viviana Vivarelli

Le caratteristiche ci sono tutte:
-isolazionismo internazionale
-patti con governi antidemocratici (Putin, Gheddafi, Erdogan, emirati arabi)
-separazione dalle nazioni più evolute
-crescita del gap tra ricchi e poveri
-altissimo deficit di bilancio
-favori all’alta borghesia e ai ladri di Stato
-aumento della spesa bellica
-xenofobia
-razzismo
-odio per le istituzione democratiche e loro progressivo smantellamento a cominciare dal Parlamento
-nullificazione del voto popolare mediante mercificazione, coartazione, clientelismo politico, vendita di posti di lavoro o brogli
-cambio del sistema di voto in senso antidemcoratico (vedi riforma di Calderoli)
-totalitarismo
-intimidazioni mediatiche o giudiziarie
-epurazioni
-uso distorto della polizia
-torture e morti nelle carceri che restano impunite
-censura all’informazione
-pesante propaganda falsificante attraverso i media
-uso demagogico delle piazze
-distruzione sistematica dei diritti civili
-fagocitamenoe dei sindacati, due dei quali sono già di fatto diventati due corporazioni collaborazioniste col Governo al modo fascista (i fischi alla Polverini erano del tutto meritati)
-attacco alle protezioni del lavoro, vedi sistematico attacco all’art. 18, la precarizzazione avanzante, la disoccupazione in aumento, il lavoro nero di fatto indisturbato, la libera delocalizzione, l’abbandono di interi settori produttivi che di fatto sarebbero controllati dal ministro delle Finanze…
-populismo ai massimi livelli
-distruzione della scuola, devitalizzata per essere organo di propaganda fascista con repressione ideologica interna
-demonizzazione dello spirito critico
-distruzione del dissenso
-patti sporchi col Vaticano
-tendenza ad assemblare ogni partito nel partito unico
Se a questo ci aggiungiamo la debolezza delle opposizioni, ci manca giusto un Aventino (o una sporca bicamerale come già fasteggiano D’Alema e Napolitano) per consegnare il paese al fascismo
abbiamo tutto.

RESISTENZA

La Resistenza fu una rivolta di popolo contro l’invasione della Germania nazista e le sue atrocità. Parteciparono persone diverse (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici). I partiti che la fecero costituirono i primi governi del dopoguerra e dettero all’Italia una Costituzione repubblicana e democratica.
La lotta partigiana affiancò la guerra degli alleati, che non erano solo americani, ma canadesi, francesi, inglesi e russi.
La guerra durò 20 mesi e finì il 25 aprile 45. Fu anche contro i repubblichini di Salò e ottenne il controllo di quasi tutte le città del Nord che si arresero ai partigiani prima dell’arrivo degli alleati.
I partigiani furono circa 300.000, c’erano anche i soldati scappati dall’esercito dopo il vile tradimento del re e che rischiavano la deportazione in Germania. Il bando del 44 prevedeva la pena di morte per renitenti alla leva e disertori e poi estese la pena di morte anche a chi li appoggiava. Molti si fecero partigiani per non combattere insieme ai tedeschi e rischiarono di essere e giustiziati coi propri familiari.
I caduti furono 44.700; 21.200 mutilati ed invalidi; tra partigiani e soldati regolari caddero 40.000 (10.260 della sola Divisione Acqui impegnata a Cefalonia e a Corfù).
Le donne partigiane combattenti furono 35.000, 70.000 fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d’oro.
Dei 40.000 civili deportati per motivi politici o razziali ne tornarono solo 4.000. Gli ebrei deportati furono più di 10.000; dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma tornarono vivi solo in 15.
Tra i soldati italiani che dopo l’Armistizio decisero di combattere in divisa contro i nazifascisti morirono in 45.000 (esercito 34.000, marina 9.000 e aviazione 2.000), molti dopo l’armistizio parteciparono alla nascita delle prime formazioni partigiane (che spesso erano comandate da ex ufficiali).
40.000 soldati morirono nei lager, su un totale di 650.000 deportati in Germania e Polonia . Il 90% dei soldati e 70% di ufficiali rifiutò di entrare nella RSI.
Tra l’8 settembre 43 e l’aprile, 45 Wehrmacht, SS e Repubblica Sociale Italiana fecero più di 400 stragi con 15.000 vittime.
La Repubblica Sociale Italiana fu una prosecuzione del fascismo al servizio dei nazisti. Partecipò al rastrellamento degli ebrei. Partecipò a torture e stragi, si macchiò di delitti orrendi anche su donne, bambini e civili. Partecipò attivamente alla retata di Venezia del 5-6 dicembre 1943 in cui 150 ebrei furono arrestati in una notte. Collaborò alla deportazione degli ebrei romani. Applicò con zelo le leggi razziali e anzi furono proprio i repubblichini italiani a volerne l’applicazione
Combatterono contro gli italiani ed ebbero morti, ma non erano, come afferma Violante, morti uguali a quelli partigiani, erano nemici del nostro paese e combatterono per distruggerlo.

Ci dispiace per chi è tanto vile e fazioso da non comprendere la grandezza della lotta partigiana e il valore della Resistenza e tenta di svilirne il ricordo scrivendo cose false e ingiuriose. Non sarà con le parole di un Giuda che disonora il suo paese e rende ripugnante se stesso, che questo momento glorioso dell’Italia sarà macchiato. Non sarà coi vili e coi traditori, né con gli opportunisti e venduti che riscatteremo il nostro nome e la nostra anima di cittadini.
Ora e sempre.
..
Di Pietro
Il 25 aprile non piace alla dx

Il 25 aprile del 1945, Milano, Torino, Verona, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e altre città italiane furono liberate dall’occupazione nazista con una insurrezione armata delle formazioni partigiane guidate dal Comitato di liberazione Nazionale. Fu l’atto di nascita della nuova Italia dopo il ventennio di dittatura fascista, dopo i lutti, le distruzioni e gli orrori seminati nel nostro Paese e In Europa dai fascisti e dai nazisti. Ricordare il senso di quegli avvenimenti ormai lontani nel tempo è una necessità. In un Paese in cui si moltiplicano le “giornate della memoria”, vi è chi lavora a cancellare la memoria della Resistenza. L’idiosincrasia di B per la ricorrenza del 25 aprile è nota. Non stupisce che uomini della sua coalizione tendano a cancellare o a stravolgere – come a Salerno, il significato della Festa della Liberazione.
L’obiettivo è chiaro: dimenticare il 25 aprile per delegittimare il frutto più importante della lotta partigiana, La Costituzione Repubblicana. E’ grazie alla Costituzione, voluta dai Padri fondatori della nostra Repubblica, che le pulsioni neo-autoritarie e populiste di B sono state tenute a freno. Il suo tentativo di riscrivere la Costituzione assegnando al Capo del Governo poteri senza controllo con un Parlamento svuotato di ogni potere decisionale, una magistratura privata della sua indipendenza, un’informazione tenuta saldamente sotto controllo, non è stato ancora definitivamente battuto.
I principi di libertà, di uguaglianza per i quali si batterono i Partigiani, vengono messi in discussione Ogni giorno il razzismo leghista inventa nuovi marchingegni per introdurre nuove forme di leggi razziali e di discriminazioni
Per questo ricordare il “25 aprile” non è semplicemente una commemorazione. E’ l’assunzione di un impegno per difendere i valori, gli ideali, i principi che portarono i nostri padri a sollevarsi contro la dittatura fascista e contro l’occupazione nazista del nostro Paese.
..
Out crisis
Viviana Vivarelli

Tremonti non fa che ripetere come un mantra che siamo fuori dalla crisi e che l’Italia sta meglio di Grecia e Spagna. Questo vuol dire forse che siamo al sicuro? Niente affatto! E’ chiaro che il mantra di Tremonti non può diventare un comodo alibi per continuare a non fare niente, dicendo che si è fatto tutto.
L’Italia è stritolata da due teste d’idra mostruose: un Pdl succube di un capo gravato da reati e occupato solo da se stesso, e una Lega tanto tracotante quanto barbara e incompetente che pensa solo a spartire il bottino.
Ci tranquillizza ancor meno la piega di questo Governo che non solo vira verso il nucleare ma addirittura esce dalle scelte europee delle energie verdi e inizia una privatizzazione sciagurata come quella dell’acqua, che l’UE non ha chiesto, e che è solo l’inizio di una serie di privatizzazioni sciagurate di beni e servizi pubblici, per fare cassa e buttare i cittadini in pasto alle multinazionali.
L’Italia è come un corpo con due teste, nemmeno tanto in accordo tra loro, ma unite nello scempio di un paese.
Intanto che le due teste pensano a manomettere la Costituzione, cioè a ridurre diritti civili e equilibrio tra poteri, continuano i fallimenti delle imprese, la chiusura dei negozi, i licenziamenti dei lavoratori, la crisi delle famiglie, il taglio di ogni futuro sostenibile. Continua l’aumento del debito pubblico, che è pari a quello della Grecia, mentre diminuisce una produttività d’impresa che negli ultimi 20 anni è sempre stata quella che è cresciuta meno in Europa, per una tara genetica di innovazione e autonomia.
Ma su questo Titanic in pieno affondamento, l’orchestrina continua a suonare, i ricchi continuano i loro giochi osceni, e gli idioti continuano a pontificare.

L’importanza di chiamarsi Umberto
Marco Travaglio

Oltreché il più abile, Umberto Bossi è anche il politico italiano più fortunato.
Da almeno 25 anni, grazie all’insipienza dei suoi cosiddetti avversari e alla creduloneria dei suoi elettori, tiene in piedi un partito senza senso che non potrebbe esistere in nessun altro paese del mondo.
Pokerista maestro del bluff, si ritrova al tavolo altri giocatori seduti al tavolo con lui che non vanno mai a vedere. Così lui vince sempre, anche se in mano ha una coppia, spesso manco quella.
Diplomato per corrispondenza alla scuola Radioelettra, studente svogliato e
scarsino a Medicina, nei primi anni ‘60 Bossi aveva all’attivo un paio di esami, ma ogni tanto – racconta la sorella – dava una festa di laurea e gabbava tutti uscendo di casa con la valigetta da medico condotto, salvo poi girare l’angolo per raggiungere gli amici al biliardo.
Difficile, all’epoca, distinguere la sua vocazione politica dall’esigenza di sbarcare il lunario senza lavorare. Le idee erano piuttosto confuse, tant’è che il giovin Umberto partì dalla sezione Pci di Samarate (Varese); poi conobbe Bruno Salvadori, capo dell’Union Valdotaine, e s’infatuò dell’autonomismo; nel 1980 fondò l’Unione Nordoccidentale Lombarda per l’Autonomia, poi la Lega Autonomista Lombarda, poi la Lega Lombarda, che a fine anni ‘80 confluì con altri gruppetti nordisti nella Lega nord e approdò in Parlamento nell’87. Ebbe una funzione storica positiva due volte, quando seppe pensare in grande, da partito nazionale: accompagnando il crollo della Prima Repubblica con Tangentopoli nel 1992-‘93 e rovesciando il primo governo-regime di Berlusconi nel ’94. Oggi la Lega è il partito più antico su piazza.
Senz’aver mai superato il 12% dei voti validi, da 15 anni fa il bello e il cattivo tempo, tiene in pugno Berlusconi e il Pdl, decide chi vince e chi perde le elezioni, impone leggi razziali e incostituzionali sull’immigrazione e, in sede locale, ordinanze che violano gli elementari diritti umani nel silenzio delle autorità nazionali ed europee.
Ma, dei punti qualificanti (si fa per dire) del suo programma, non ne ha mai
realizzato uno. E’ la sua fortuna. La secessione (nelle più pittoresche versioni: le 5 macroregioni di Miglio, le 3 maxiregioni di Speroni e via delirando) sarebbe stata una jattura, ma nel ‘98 fu scongiurata dall’aggancio dell’Italia all’Ue. Bossi ripiegò sulla “devolution” modello scozzese, senza sapere cosa fosse. Una boiata pazzesca che divenne legge costituzionale, ma per fortuna (anche sua) non entrò mai in vigore, perché spazzata via nel referendum del 2006. Lui, finito un mantra, se ne inventò subito un altro: il “federalismo fiscale”.
E il popolo padano sempre dietro, plaudente e adorante sotto il palco di un capo che lo intorta con frasi vuote ma altisonanti e patacche da teleimbonitore, tipo la moneta padana (il “Calderòlo”), l’asta delle zolle di Pontida, la banca padana Credieuronord (fallita appena aperta: 8 milioni di buco, centinaia di risparmiatori truffati, gli amministratori leghisti salvati dall’ottimo Fiorani). Ora che il federalismo fiscale è legge-delega, l’Italia rischia di trasformarsi in Stato federale senza che nessuno sappia se ci guadagneremo o ci rimetteremo. Tremonti, sui costi dei decreti attuativi, allarga le braccia: “Siamo nell’imponderabile”. Sartori giura che sarà un altro salasso. Il peggio che possa capitare a Bossi è che il federalismo si realizzi: lui dovrebbe inventarsi un altro
traguardo per spingere in avanti la frontiera padana; e, soprattutto, la gente costretta a pagare più tasse se la prenderebbe con lui. Potrebbero persino materializzarsi i celebri “300 mila padani armati di fucile”: contro di lui, però. Per questo, sotto sotto, l’Umberto è felicissimo del divorzio tra Berlusconi e Fini (che chiede di rivedere proprio il federalismo). Così potrà tenere coperto un’altra volta il suo bluff, strillare alla vittoria mutilata, prendersela con Roma ladrona che “blocca il cambiamento” e campare di rendita per un altro po’, cogliendo pure un’ottima scusa per scaricare il Banana ormai marcio fradicio. Un genio
..
RIDIAMARO : -)

Viviana

Scajola dice che ha la coscienza a posto
A posto come la faccia
Che è al posto del culo.
..
L’ultima versione di Lodo di Berlusconi rende impunibile il Ministro dello Sviluppo Interno ma non il Presidente della Camera. Che strano!
..
La Marina Berlusconi non è forse entrata in Mediobanca?
Ora i due figli di Bossi prenderanno le banche “più grosse del Nord”.
Loro sì che lo sanno come sanare la crisi finanziaria!
..
Domani 1° maggio fioriscono i garofani
Ma nella Casta continuano a fiorire
gli Anemoni.
..
Berlusconi ha sostituito alla democrazia
la mignottocrazia
e la mazzettocrazia
Tu che lo sostieni
stai nella categoria
delle mazzette
o delle mignotte?

Questo Primo Maggio i lavoratori italiani si vestiranno da lavoratori cinesi.
Tanto per sentile l’effetto che fa.
..
I 900.000 euro di Scajola non erano una mazzetta
Erano un dividendo
..
Quand’è che uno scrittore o un politico o un uomo diventano grandi?
Quando parlano in nome dell’universale!
Perché Berlusconi e Bossi non diventeranno mai grandi?
Perché parlano solo in nome del loro inetto, macroscopico e illecito particolare.
..
Il più democratico tra loro è quello che ordinò la macelleria di Genova.
..
Un prigioniero girava nudo nella stanza dell’interrogatorio
Avvocato: Faceva molto caldo
Un altro giaceva esanime al suolo e due poliziotti inferivano su di lui
Avvocato: Era seduto su una sedia e lo interrogavano gentilmente
I segni sul suo corpo mostravano una violenza inaudita
Avvocato: Era inciampato per le scale
Morti in circostanze strane due prigionieri che avevano assistito al pestaggio
Avvocato: Pura casualità
Oltre al pestaggio fu privato di cibo e di bevanda
Avvocato: Era schizzinoso, voleva solo prodotti bio
Non fu celebrato nessun regolare processo
Giudice: L’Avvocato della Difesa non ha mai torto
Si derubrica il fatto a contravvenzione, la penale la pagherà lo Stato
Promozione dei responsabili in corso
Il Ministro della Giustizia era ubriaco o non era capace di intendere e di volere?
………………
Giuseppe

Ho parcheggiato la macchina un vigile mi dice: “Qui non puoi parcheggiare deve passare il consiglio comunale….”
Risposta: ”Non vi preoccupate ho messo l’antifurto….”..
..
Cesare Beccaria

Napolitano firma il decreto
Raffica di scioperi nei teatri
Il Quirinale: “Recepite dal ministro Bondi le osservazion.i
Ad ogni firma di Napolitano scaturisce un grande entusiasmo.
Come dire, ogni colpo una stecca.

Luttazzi.it

Risolvete il seguente problema. Un ministro per lo Sviluppo Economico deve comperare un lussuoso appartamento al 2 di via del Fagutale del valore di 1 milione e 710 mila euro, ma dichiara di fronte a un notaio essere pari a soli 600 mila euro. Sapendo che consegnati 200 mila euro in contanti alle venditrici, riesce a cambiare con l’aiuto degli amici Anemone e Zampolini 900 mila euro in 80 assegni circolari di importo inferiore ai 12 mila e 500 euro così da evitare che l’operazione venga segnalata al circuito interbancario e alla Guardia di Finanza, calcolate il ricavo totale e la probabilità che ne esca pulito.(mara mazzoli)
Il Pd: “Scajola non si nasconda dietro il silenzio”. Stanno già troppo stretti. (massimo unali)
..
900mila euro in nero per la casa del ministro Scajola. Una vicenda cosi’ torbida che la prima cosa che ho pensato e’ stata: “Questo e’ l’uomo giusto per il nucleare!” (Vittorio Lattanzi)

Scajola: “Ero ministro dell’Interno quando sono avvenuti i fatti di Genova, e dei poliziotti hanno ammazzato di botte alcuni poveretti che non avevano fatto niente. Nemmeno io ho fatto niente, anzi, quei poliziotti sono stati pure promossi. Quand’ero al Viminale ho anche dato l’ordine di istituire una tratta aerea da Roma verso casa mia. Tratta fallimentare per numero di passeggeri e che infatti è stata soppressa non appena mi sono dimesso e quel volo non mi serviva più. E sapete perché mi sono dimesso? Perchè avevo dato del rompicoglioni a un mio consulente che era stato appena ammazzato sotto casa e a cui avevo negato la scorta. Eppure, nonostante tutto, sono sempre ritornato. Adesso, assieme al nostro premier, che tra l’altro, con le sue dichiarazioni e con il suo fulgido esempio mi sostiene in questa vicenda, sto cercando di promuovere il nucleare in Italia, ma solo perché è un affare miliardario, e me ne frego se è una tecnologia obsoleta e pericolosa. E secondo voi mi spavento per qualche assegno? Ma fatemi il santissimo piacere” (Matteo Adami)

Cettina
Nel partito dell’amore si ragiona così: se obbedisci hai un SUV, se disobbedisci sei fuori!
..
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. Gli idioti sono anche e soprattutto chi vota e sostiene questa persona, che si sente divino per le feste che gli fà il ’’suo popolo…’’Poveri noi…

    Nando

    Commento di MasadaAdmin — maggio 3, 2010 @ 6:27 am | Rispondi

  2. Si, ma quel tipo di idioti, cioè “chi vota e sostiene questa persona” sono un quarto scarso degli elettori italiani.

    Ci sono altri “idioti” che invece hanno creato le condizioni per cui :

    1) Con un quarto scarso del consenso reale si possa governare ( vedi sbornia maggioritaria e bipolare di inizio anni novanta, vedi le regioni trasformate in governatorati, i comuni in quasi-dittature dei sindaci, vedi la sindrome della governabilità a tutti i costi ecc. ecc.)

    2) Hanno escluso nella pratica qualsiasi idea di alternativa, in primo luogo nei contenuti economico/sociali, al berlusconismo ( per cui chi perde fiducia nel Guitto Mannaro e nei suoi soci alla fine, non vedendo alternative, si limita ad astenersi )

    3) Hanno fatto sì – inseguendo politiche liberiste e/o consociative coi “poteri forti” italiani ed internazionali – che anche molta gente di sinistra non votasse più

    Ogni riferimento agli idioti della falsa “sinistra” politica e sociale non è per niente casuale …

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — maggio 3, 2010 @ 6:27 am | Rispondi

  3. Il problema è che rispetto al lavoro non fanno nulla – o quasi – nemmeno i sindacati – istituzione.

    A Rosarno sarebbero dovuti andare il giorno dopo la rivolta disperata dei migranti-schiavi e non aspettare il 1 Maggio.

    Quanto al concertone, non credo sia possibile ironizzare su centinaia di migliaia di giovani che stanno anche 15 ore in piedi ad ascoltare un qualcosa – rispetto ad altri anni – di più profondamente “impegnato” e senza grandissimi nomi di richiamo … di questi tempi una cosa del genere già mi sembra un miracolo da apprezzare ….

    Però mi domando pure cosa c’entrino le bellissime canzoni di Enzo Del Re sul “rifiuto della fatica”, le gags antiautoritarie ed antileghiste di Bennato, l’inno al Vietnam liberato del 1975 di Claudio Lolli o l’Internazionale in salsa sudista di Capossela … con la linea collaborazionista di Cisl e Uil o con quella appena più problematica ma balbettante ed inconcludente nei fatti della Cgil ….

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — maggio 3, 2010 @ 6:28 am | Rispondi

  4. Cara Viviana, i veri arbitri dell’economia (capitalista) mondiale sono ormai le banche !!

    I governi occidentali sono stati costretti, senza fiatare, ad utilizzare circa 1000 mld di dollari dei contribuenti per salvare una decina di banche dai loro errori e dalle loro truffe !!

    Sono sempre le banche che finanziano il debito pubblico degli stati, rifilando spesso, come alla Grecia, prodotti finanziari tossici basati sul nulla ( o meglio dietro c’erano i mutui sub-prime !!).

    La stessa Germania, che ora si erge a paladina del rigore dei conti pubblici, detiene cira 43 mld di euri di titoli di stato della Grecia e negli ultimi anni , con la gestione Merkel, ha visto notevolmente peggiorare il proprio debito pubblico.

    Vorrei poi sottolineare il ruolo nefasto delle agenzie di rating nel distorcere il mercato : il premio Nobel per l’economia Krugen ha ricordato alcuni giorni fa che il 93% delle obbligazioni alle quali era stato assegnato il massimo dei voti , sono diventate in pochi mesi “junk” ( spazzatura) , senza che le agenzie si fossero accorte in tempo di quello c’era dietro .

    A questo punto viene il legittimo sospetto che tutti questi eventi non siano casuali, ma abilmente e dolosamente pilotati per ottenere sempre il solito risultato : privatizzare gli utili e socializzare le perdite !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — maggio 3, 2010 @ 6:29 am | Rispondi

  5. il Time dice che Napolitano NON HA POTERE

    oppure non lo utilizza ? Un Presidente senza POTERE che Presidente è ? ci spieghi Beppe se il Pres. non utilizza il potere che ha. Grazie
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — maggio 3, 2010 @ 10:15 am | Rispondi

  6. Sacrosanto quanto dice Radisol. Oltretutto sono arciconvinto che senza la “sbornia maggioritaria e bipolare di inizio anni novanta”, voluta in primo luogo dall’allora Pds, Berlusconi non sarebbe nemmeno mai “disceso in campo”…

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — maggio 3, 2010 @ 5:24 pm | Rispondi


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