Nuovo Masada

aprile 30, 2010

MASADA n° 1129. 28-4-2010- DEFAULT=fallimento

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 7:22 am

Default- Crisi economica: vince la destra – La crisi dei PIGS voluta a Wall Street – Beghe di casa nostra: scontro Berlusconi/Fini – Non criticheremo mai questa Europa neoliberista? – Ma che bella la famiglia!- Centrali nucleari: costi, garanzie e salute –

La terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti,
ma non all’avidità di alcuni”
. (Gandhi)
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Ti spremeremo fino a che tu non sia completamente svuotato e quindi ti riempiremo di noi stessi”.
George Orwell
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Da anni siamo sottoposti ad un bombardamento a tappeto che sta lentamente sovvertendo non solo le istituzioni giuridiche ma perfino la nostra percezione del diritto. A forza di legalizzare i soprusi si è finito col moralizzare i furti. Mettendo lo scudo sui capitali evasi si è restituita ad essi la dignità di cittadinanza. Legiferando sul falso in bilancio lo si è legalizzato rendendolo moneta corrente della contabilità ordinaria delle aziende. “La silenziosa sacralità del diritto è stata soppiantata dalla verbosa esteriorità della legge
Gustavo Zagrabelky, vicepresidente della Corte Costituzionale, in un discorso a Montecitorio il 25 giugno 2003.
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Il mondo del diritto è saturo di leggi. Il legalismo, quale corrispondenza alla legge, è rimasta la sola unità di misura giuridica ed ha scalzato la legalità. O meglio la legittimità, quale rispondenza al diritto.
Don Aldo

DEFAULT
Viviana Vivarelli

La Comunità europea ha basato sull’euro i bilanci dei paesi membri e anche i loro deficit. Se vuole sostenere l’euro è obbligata a non cacciare i paesi in default (fallimento). In questo rischio abbiamo oggi la Grecia, domani la Spagna, l’Irlanda, poi ci sarà l’Italia. Le banche sono piene di liquidità che usano per spericolate operazioni speculative e non per il credito all’impresa.
Il fallimento della Grecia dovrebbe essere scongiurato da un prestito agevolato a cui dovrebbero partecipare tutte le nazioni forti, in primo luogo la Germania, perché la politica monetaria europea è dominata dalla Bundesbank tedesca. Le banche tedesche sono piene di titoli greci (ma anche gli investimenti della Lombardia!) e il rating a BB+= spazzatura ha danneggiato anche loro. I tedeschi non desiderano affatto che la loro economia già pericolante sia messa ancor più in crisi da un prestito di alcuni miliardi alla Grecia e la faranno pagare alla Merkel, perché gli aiuti finanziari piaceranno a un sistema bancario che deve sopravvivere anche sui propri errori ma non piacciono agli elettori.
La crisi colpisce tutti i paesi dell’UE e ognuno ha la sua dose di debito che si allargherebbe se accorresse in aiuto dei paesi in difficoltà, e ognuno ha i suoi bravi investimenti che, comunque tu metta i soldi, finiscono sempre in titoli spazzatura. La Merkel ha traccheggiato, cercando di rimandare il crack delle elezioni del 9 maggio dove è già vista perdente, ma ogni giorno che passa la Grecia affogava sempre di più. Quando finalmente si è decisa a un prestito di 8 miliardi alla Grecia, è venuto fuori che essa avrebbe bisogno di 100 miliardi ed è ovvio che non sarà in grado di restituirli, nemmeno facendo i pesanti tagli agli stipendi della pubblica amministrazione che hanno prodotto violente manifestazioni. Sembra che gli impiegati pubblici usufruissero persino per pensioni per le figlie, ma questo è un altro discorso. I voti si ottengono anche così, con elargizioni facili, ma tornare indietro sulle regalie non è conveniente su nessuno.

Ma se i paesi UE sono costretti a sostenersi l’un l’altro, perché manca una politica economica coattiva che detti regole economiche sane anche all’interno degli stati? Perché si sopporta che governi come quello greco o quello italiano che sono primi per corruzione in Europa allarghino il debito pubblico senza ridurre gli immani sprechi e abusi della Casta che comanda? Perché si tollerano bolle speculative come quella edilizia in Spagna?
Ogni volta che Tremonti è stato Ministro delle Finanze il debito pubblico italiano è cresciuto a dismisura. Tremonti non ha mai messo freni agli sprechi della Casta o ai superstipendi dei manager o alle preziose consulenze degli enti pubblici, oggi addirittura ci separiamo dall’UE sulle energie verdi e continuiamo a tenere in vita enti inutili come le Province, mentre pensiamo a duplicare la Pubblica Amministrazione col federalismo, e addirittura decidiamo sprechi esiziali come le centrali nucleari, mentre il debito corre all’impazzata e la Lega, non paga del fallimento della sua banca del Nord, pretende altre banche da rovinare.
L’Europa non ha corretto nessuna delle sue aberrazioni finanziarie e bancarie e ora il sistema impone agli stati meno sciagurati di addossarsi i debiti di quelli più corrotti come la Grecia o in preda a bolle speculative come la Spagna.

Io chiedo: se siamo in una crisi che ha colpito tutto il mondo a causa delle sciagurate scelte del sistema neoliberista, e se i paesi europei sono tutti a rischio di un fallimento che rischia di travolgere tutta la Comunità europea, com’è possibile che si pensi di uscirne, seguendo un Trichet che addirittura alla vigilia della grande crisi stava per aumentare il tasso di sconto e che finora non ha saputo prendere il minimo provvedimento finanziario per evitare i fallimenti a catena che stanno per abbattersi su tutti o per frenare le speculazioni finanziarie perverse?
E come pensiamo di evitare una crisi che ci rovescerà come le tessere di un domino abbattendo un paese dopo l’altro, se si continua a seguire quei principi neoliberisti che ci hanno portato alla crisi attuale? Quei principi che finora hanno solo aumentato i profitti delle multinazionali contro il malessere di tutti, hanno sostenuto un sistema finanziario esiziale, abbassato salari e stipendi, depresso lo stato sociale, allungato l’età lavorativa e precarizzato il lavoro?
Come pensiamo che le banche europee che dominano l’intero Parlamento europeo ci possano aiutare se hanno preteso l’indebolimento della forza lavoro, la svendita di beni essenziali come l’acqua, la distruzione del welfare e dei diritti del cittadino?
L’Europa ha accettato ogni sorta di delocalizzazione del lavoro, ogni tipo di attacco al welfare e allo statuto dei lavoratori, ha addirittura imposto una direttiva Bolkestein che dava modo al datore di lavoro di avvalersi della mancanza di garanzie vigente nei paesi peggiori della Comunità Europea, e, dopo aver abbassato salari e regole al livello peggiore d’Europa, ha delocalizzato il lavoro in Cina e in cambio ha accettato l’ingresso di prodotti cinesi talmente concorrenziali da distruggere lo stesso tessuto produttivo europeo e risultare dannosi per le stesse imprese che avevano delocalizzato.
Ogni volta l’avidità privata di tempi brevissimi ha avuto la meglio sulle scelte economiche di grande respiro. Ogni volta nessuno ha pensato non dico ai nipoti o ai figli ma a quello che sarebbe accaduto a lui stesso quando la produzione europea si fosse arrestata e la domanda di beni fosse crollata a causa della disoccupazione e dal caro vita insopportabile.
I bancari e gli imprenditori europei insieme alla grossa speculazione stanno distruggendo l’Europa, ma i nostri governanti e la nostra opposizione sembrano vivere fuori dal mondo, mentre il mondo sta crollando sulle nostre teste.

Di qualunque partito crediamo di essere, le cifre parlano chiaro: gli unici periodi in cui il debito pubblico italiano è aumentato “un po’ meno” e si è avuto un avanzo di bilancio sono stati i due governi Prodi, e pure lui ebbe il coraggio di regalare la base di Vicenza agli americani, di tenersi gli enti inutili, di non provvedere energie verdi e di spendere 23 miliardi in armi.
Con Tremonti il deficit non fa che aumentare, ogni volta che costui prende in mano le Finanze, il deficit aumenta; l’unico provvedimento anti-crisi che ha preso è stato quella pagliacciata della social card, ha fatto impennare la spesa pubblica all’impazzata, ha lasciato che abusi e sprechi di casta aumentassero e che le banche continuassero i loro casini indisturbati, ha fatto crescere il gap tra ricchi e poveri, ha imposto aumenti di tariffe e bollette su una popolazione stremata, non ha nemmeno vietato agli enti locali di speculare con i derivati sui soldi dei cittadini nel momento stesso in cui rimandavano di 3 anni i pagamenti che dovevano alle imprese, che taglieggiavano i servizi o vendevano zone demaniali o acqua pubblica, ha indebolito persino la Corte dei Conti che dovrebbe vigilare sulle spese fuori controllo.

Ora si pensa di fare le centrali nucleari quando leggiamo che il solo preventivo è salito a 60 miliardi, quanto 4 Finanziarie, che occorrono 3 anni solo di preliminari e un minimo di 15 per la costruzione, così che quando e se saranno terminate, il picco dell’uranio sarà superato con un prezzo irraggiungibile e la dipendenza dai pochi paesi che lo producono, e intanto 11 Governatori su 20 le hanno rifiutate ma nessuno degli altri ha minimamente chiesto dove saranno i siti della scorie. Si intende dunque spendere la bellezza di 60 miliardi per qualcosa di aleatorio e pericoloso quando con la stessa cifra impegnata in energie alternative potremmo avere “subito” energia a minor costo.
E affideremo, si immagina, la costruzione a gente come Scajola e Bertolaso già sotto inchiesta per corruzione, davvero un bel modo di curare le finanze pubbliche!
Il mondo pensa al suo futuro in modo sostenibile. Ma noi che facciamo? Usciamo addirittura dal programma verde europeo!!?
Follia più demenza più arroganza più incapacità, in un mix micidiale!
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CRISI ECONOMICA: VINCE LA DESTRA
Viviana Vivarelli

Storicamente è facile constatare che, ogni volta che c’è una crisi economica, si assiste a una rimonta della destra (oggi: 11,2% di Le Pen in Francia, 15,6% della Rosenkranz in Austria, 75% di Orban in Ungheria, tenuta della Lega in Italia..). Questa avanzata della destra è fisiologica e si ripete ogni volta che il malessere sociale aumenta, non avviene solo in Italia a causa della degradazione della partitocrazia italiana, ma è riscontrabile in tutta Europa.
La paura per il futuro e il disagio esistenziale producono una regressione dei non abbienti a una situazione viscerale in cui ha buon gioco quel tipo di propaganda che usa la rabbia popolare, fomenta la lotta tra poveri, cerca capri espiatori e spinge a emarginare e colpire i diversi.

L’ascesa prima e la tenuta poi della Lega si basano principalmente sull’odio sociale. L’uomo che si sente privato della sicurezza economica si scatena in primo luogo contro chi può colpire fisicamente: se stesso (aumento dei suicidi), i propri famigliari (aumento delle stragi in famiglia, praticamente una ogni 2 giorni), il proprio prossimo più debole (aumento delle aggressioni a stranieri, barboni ecc., parte più indifesa della società). Chi non produce atti violenti reagisce comunque con atti sovversivi votando chi sull’odio sociale basa il suo potere. E’ come se la democrazia fosse accusata di essere la causa prima del disordine e malessere crescenti, al punto che a molti sembra più semplice non emendarla dai manipolatori ma eliminarla del tutto consegnando ogni potere all’uomo forte, come via più breve e semplice per la risoluzione di ogni problema.

Ogni volta che c’è una crisi economica la destra ci guadagna, è un risultato fisiologico, perché focalizza il disagio sociale in odio con obiettivi mirati: le istituzioni democratiche, il parlamento, i sindacati, i magistrati, gli emarginati, i non cittadini, le minoranze senza diritti, i più poveri … In tal modo i veri autori della crisi distolgono ogni reazione da sé, proprio mentre di fatto aumentano il disagio rafforzando i baluardi dei potenti e le loro impunità, aumentando i costi della vita, minando i diritti del lavoro, aumentando la precarizzazione, riducendo i presidi democratici, riducendo i salari, distruggendo lo stato sociale e abbassando le difese dei deboli.. ma gli elettori non capiscono questo gioco perverso e non riescono a indirizzare lo scontento verso le cause effettive del loro disastro: il neoliberismo, il sistema finanziario, le banche, i politici corrotti, i grossi industriali, i grandi centri occulti di potere e la Chiesa che li affianca…
Il povero capisce solo che diventa più povero e attacca il suo concorrente immediato: chi è più povero di lui. E’ una lotta per le briciole, mentre i veri carnefici ne approfittano aumentando la loro presa assoluta sul potere.

E’ chiaro che nella situazione di enorme malessere prodotta dalla crisi mai emendata del neoliberismo, l’unica sponda per chi soffre e ha paura dovrebbe essere un progetto chiaro e semplice di lotta al neoliberismo stesso, con la prospettiva di un mondo futuro basato su coordinate rivoluzionarie, che pone al centro della rappresentazione l’uomo e non il mercato.
Il pensiero no global ha tentato di fare questo, nel silenzio o nella derisione dei media, nella sordità della politica, nell’astenia della Chiesa. I suoi effetti sono stati nulli sulla grande massa e alla fine hanno accolto solo pochi nuclei di resistenti e poche menti illuminate, premi Nobel, studiosi, sociologi, economisti ecc., nel giusto ma incapaci di coinvolgere le masse.

Circa la partitocrazia italiana, la sx si è divisa in una minoranza sempre più emarginata e franta senza potere, di cui una parte è stata assimilata alla casta assumendone volto e caratteri, e in un gruppo parlamentare insussistente a livello di opposizione vitale, che non ha fatto che omologarsi al peggio del neoliberismo stesso, fino a non costituire più alcunché di alternativo.

Manca purtroppo qualcosa di cui avremmo veramente bisogno: una grande personalità con carisma popolare (un Martin Lutgher King, un Gandhi, un Mandela…) in grado di mostrare una grande visione, capace di focalizzare su di sé i bisogni e le aspettative dei cittadini, e capace di opporsi con un grande quadro dell’immaginario alle sciagure del tempo presente.
Siamo in un tempo vuoti di santi e di eroi.
Così, mentre gli effetti di questa sciagurata crisi continuano ad abbattersi sugli Stati più deboli e peggio governati come la Grecia o l’Italia o l’Irlanda, e mentre ai lavoratori si prospettano condizioni di lavoro cinesi, mentre i diritti del lavoro subiscono costanti attacchi nazionali ed europei e continua la mercificazione di tutto l’esistente, si affievolisce quello che Aristotele chiamava cervello razionale per accentuare la presa del cervello sensoriale, viscerale, rettile, che aggredisce in modo cieco e perpetua la distruzione del mondo.
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Chi presti i soldi agli stati per coprire i loro deficit? Le banche

Uno stato ha dei titoli (come i nostri buoni del tesoro, BOT, CCT..) che sono messi all’asta e trovano dei compratori nel sistema bancario o finanziario interno (Banche nazionali) o estero.
Che cosa succede se uno stato europeo fa fallimento?
Intanto i titoli crollano (come stanno facendo ora i titoli greci che sono stati stimati dalle agenzie di rating quanto un mucchio di spazzatura), così quei cittadini che avevano investito i loro soldi in titoli del tesoro si trovano a zero, le banche vanno di colpo a corto di liquidità e possono chiudere gli sportelli e rifiutare di dare ai cittadini i soldi che questi hanno depositato, così chi ha pure una pensione o dei soldi in banca si trova a non disporne più come è successo in Argentina.
Nella situazione di più stati comunitari come l’Europa in un primo momento gli altri stati cercano di fare un prestito agevolato allo Stato fallimentare per non cacciarlo dall’Unione e non perdere i soldi che hanno investito nei suoi titoli di stato. La sola Intesa-San Paolo ha un milione di euro in bond greci. Il solo Formgoni ha investito in bond greci 115 milioni di euro.
Dunque salvando la Grecia, le varie banche salvano in realtà se stesse. Ma la cosa diventa molto gravosa se il trend si espande e al primo stato fallimentare se ne aggiungono altri, la situazione non è più sostenibile.
L’Europa potrebbe trovarsi nella situazione di dover cacciare gli stati insolventi dai suoi membri.
A quel punto, lo Stato cacciato dalla Comunità europea si troverebbe esposto a una forte svalutazione finanziaria.
Chi prende lo stipendio misero che prende ora, in poco tempo se lo vedrebbe crescere a 7 o 8 mila euro, peccato che il caro vita spiccherebbe un tale salto che quello stipendio potrebbe metterselo in una valigetta per fare una sola spesa al mercato, come è accaduto in Argentina o come accadde nella Germania dopo la prima guerra mondiale.
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Cl fr (bloggher di Grillo)

Riporto ciò che già scrissi il 18/01/2008.
Debito Pubblico :
1)1630 miliardi di debito in euro ;
2) Abitanti : 60 milioni
-Pensionati : 24 milioni
-Disoccupati : 6 milioni
-Minori di 18 anni : 8 milioni
-Lavoratori : 22 milioni
Gli unici che possono far fronte a debito chi sono? : i lavoratori. Quindi :
-1630 miliardi diviso 22 milioni = 74.000 euro di debito per lavoratore
-Tale montagna di debito è quasi interamente espressa in prestiti ( ripeto PRESTITI ) finanziando lo Stato con titoli definiti “sicuri” BOT, CCT, BTP, ecc.., Ipotizziamo ora che domani alla riapertura delle banche il 5% di coloro che posseggono tali titoli (definiti sicuri) si presentasse alla propria banca e prelevasse il proprio denaro prestato allo Stato, il 5% di 1.630 miliardi di euro é = a 81 miliardi di euro ( pari a 6/7 finanziarie ). Domando : chi potrebbe o sarebbe in grado di restituire 81 miliardi ?
Sarebbe impossibile alle banche restituire anche solo il 5%, immaginiamo il 10 , 20 % !!! La vedo male anzi malissimo, prima il debito pubblico poi di conseguenza pensioni, stipendi a 6 milioni di dipendenti pubblici ( pazzesco !!), militari, polizia, carabinieri, finanzieri, ecc..
CAOS, Miseria, precarietà, disperazione ; insomma, se negli ultimi 60 anni non abbiamo avuto una guerra eccoci qua con una guerra economica dagli esiti molto preoccupanti ( specialmente per le nuove generazioni !! ).
Criticavamo l’Argentina (ma lei ha petrolio in primis) ora la Grecia, il Portogallo, la Spagna poi ci siamo noi, ma noi al posto delle materie prime abbiamo: Prodi, Bersani, Casini, Berlusconi, Bossi, Fini, Montezemolo, ecc..
Conclusione: il crack economico è imminente. Per il ragionamento di cui sopra siamo già falliti da almeno 25 anni.
Questo è il DRAMMA dell’Italia .
Le questioni di cui sopra ci perseguiteranno per 30 anni !!
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Su http://www.arcoiris.tv/ puoi vedere in tempo reale la corsa del debito pubblico (ora è a 1.711.511.823.900 = 1.711 miliardi di euro; gli interessi sul debito pubblico: 24.050.900; i soldi evasi al fisco nei primi 4 mesi di quest’anno: 98 miliardi di euro; i soldi spesi quest’anno dagli italiani nelle lotterie sempre in questi primi 4 mesi: 16 miliardi)
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Considerazioni
Carlo Bordini

Il Federalismo Fiscale è un’altra bufala di questo governo … ennesima presa per i fondelli da parte di uno stato che non si sa ancora bene quale razza di debito pubblico enorme ci nasconde, sventolando invece la bandiera della solidarietà economica in favore della Grecia …
Poi non si capisce con quale tipo di criterio e operazioni di reinvestimento finanziario il Fondo Monetario Internazionale riuscirebbe ad estinguere parzialmente questo debito della Grecia, che ha declassato a “carta straccia” i suoi titoli di stato, rendendoli praticamente invendibili se non a livello di mercato locale o mercati ristretti di settore …
Occorre anticipare una sorta di “default” finanziario a seconda dei rispettivi debiti-crediti dei singoli stati membri dell’UE, posto che la moneta unica dell’UE è in realtà la vera causa del male di questo sistema, perchè se il debito si va a tappare da una parte, se ne riforma uno da un’altra, secondo gli stessi principi che ne hanno causato il primo …
La moneta unica ha infatti livellato le differenze delle singole valute in rapporto ai mercati nazionali e internazionali secondo logiche finanziarie favorevoli per certe nazioni e svantaggiose per altre, e sicuramente per colpa di parametri certamente restrittivi e molto discutibili.
Occorre dunque ripartire da zero, o si ridiscutono i parametri di introduzione nel circuito monetario UE e nell’assolvimento degli eventuali debiti con gli altri stati membri, oppure si riazzera tutto, secondo logiche finanziarie che premino quelle nazioni che sono riuscite ad evitare la crisi di particolari indebitamenti o di collassi dei mercati nazionali. I parametri devono essere rivisti e resi più accessibili, posto che comunque se esistono dei debiti quei debiti dovrebbero essere in qualche maniera saldati, altrimenti non avrebbe nemmeno senso stabilire il criterio di una moneta unica in seno ad una grande federazione di stati economicamente alleati in un circuito monetario dalle leggi uguali.
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Commento di Sauro

Si fa tanto oggi a dire che siamo nel mondo globalizzato di Internet.
Ma non sappiamo cosa ci sta succedendo.
Non lo sappiamo in profondità, è tutto leggero, tutto quasi come niente ci toccasse veramente.
Ma da concetti astratti e filosofici passiamo al concreto.
In ufficio non si può fare a meno di parlare, di riffa o di raffa, del caso “Grecia”.
E delle sue possibili implicazioni.
Stamattina ho dato una occhiata a vari articoli presenti sul sito internet del Sole 24 Ore e li ho trovati assai poco rassicuranti, da qualsiasi punto di vista li si voglia guardare.
Ma ieri, in particolare, un collega ieri mi ha rivolto una domanda a cui non ho saputo rispondere, ed a cui non ho trovato una risposta esauriente nemmeno navigando ieri sera sul web.
La domanda era questa: “Ma quando l’Argentina ha dichiarato il “default”, a rimetterci sono stati i creditori dei titoli che il paese non riusciva ad onorare o anche i cittadini? E in che misura? In base a quello che sapevamo da qui avrebbe dovuto esserci la rivoluzione. Ma così non è stato, che mi risulti, a parte scontri in manifestazioni che ricordo vi furono, e il movimento dei “cacerolazos”, in pratica la gente che faceva casino con quello che aveva, pentole, coperchi e cose simili. Ma nulla di più che io ricordi. E da qui è difficile dire quali fossero le reali condizioni della gente, il potere di acquisto, la fine dei loro risparmi ed altre cose così.
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Sauro segnala:

E ora gli speculatori di Wall Street puntano sul fallimento dei “Pigs”
FEDERICO RAMPINI

(PIGS= gli inglesi usano definire i membri dell’Unione europea caratterizzati da economie fragili e conti pubblici disastrati con un acronimo dispregiativo: «pigs» (maiali), dove «p» sta per Portogallo, «i» per Italia (o Irlanda), «g» per Grecia e «s» per Spagna. Questo dimostra ancora una volta il disprezzo nei confronti del mondo latino da parte della cultura anglosassone, dimenticando però che la Gran Bretagna è l’ultimo Paese a uscire dalla recessione, non ha conti pubblici brillanti, il suo modello di sviluppo è fallito. E certo la crisi mondiale non è originata in un Paese sud europeo).

E ora gli speculatori di Wall Street puntano sul fallimento dei “Pigs”. Il contagio della crisi greca all’intera eurozona “preoccupa il presidente Obama”. La Casa Bianca “segue gli sviluppi da vicino e si tiene in stretto contatto con i governi europei”. Non è solo la frana dell’euro che preoccupa Obama. Washington osserva con nervosismo il ritorno dei “soliti noti”, i giganti della speculazione che da Wall Street muovono all’attacco dell’eurozona.

È un copione sinistro, che alla Casa Bianca ricorda le tappe del collasso
finanziario del 2008-2009. Sono cambiati i bersagli, stavolta sono gli Stati sovrani invece delle banche. Ma i metodi, gli strumenti, i registi della grande offensiva anti-euro sono figure fin troppo familiari. Ci sono le stesse agenzie di rating che nell’ultima crisi ebbero un ruolo perverso. Furono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch ad incollare le etichette prestigiose “Aaa” sui titoli tossici legati ai mutui subprime. Incompetenza, conflitto d’interessi, la loro reputazione ne uscì distrutta. Quegli scandali non hanno impedito che Standard & Poor’s sia all’origine dell’ultima crisi di sfiducia, per il declassamento della Spagna (colpa
delle regole europee: la Bce può acquistare titoli del debito pubblico solo se raggiungono un rating minimo).
Soffiano sul fuoco dell’euro-panico le grandi banche di Wall Street, noncuranti delle indagini avviate contro di loro dal Congresso, dalla Sec e dalla Federal Reserve. Gli economisti di Goldman Sachs e JP Morgan Chase ieri hanno lanciato in perfetta concordia un annuncio tremendo: altro che i 45 miliardi di euro inizialmente previsti per il salvataggio della Grecia, “ora gli aiuti necessari per arrestare il contagio in altri paesi mediterranei sono di almeno 600 miliardi di euro”. Si tratta, sottolineano i due colossi bancari di Wall Street, di “una cifra superiore al fondo Tarp (700 miliardi di dollari) varato nell’autunno 2008 dall’allora segretario al Tesoro Usa, Hank Paulson, per salvare il sistema finanziario da un collasso mortale”. L’economista Philip Lane vede nella Grecia, nel Portogallo e nella Spagna “gli equivalenti odierni di Bear Stearns e Lehman Brothers”, le due banche fallite nel 2008. Il paragone fa paura perché i due istituti individualmente avevano dimensioni “gestibili”, ma il contagio della paura
rischiò di travolgere tutti gli altri. Tornano in primo piano i titoli derivati chiamati “credit default swaps” (Cds). In apparenza sono contratti assicurativi, per proteggersi dal rischio del fallimento di un debitore. In realtà hanno assunto vita propria come formidabili strumenti speculativi, consentono di scommettere sulle bancarotte per guadagnarci. Hanno un effetto moltiplicatore, che si vede all’opera in queste ore. “Occhio alle banche europee – avverte JP Morgan – perché gli istituti tedeschi, francesi, olandesi e belgi più esposti verso l’Europa mediterranea possono a loro volta essere coinvolti nelle perdite, quindi diventare meno solidi”.
Un’inchiesta del Department of Justice accusa i più importanti hedge fund (Soros, Paulson, Grenlight, Sac capital) di aver concordato un attacco simultaneo all’euro, in una cena segreta l’8 febbraio a Wall Street. Il giorno dopo, 9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i contratti futures che scommettevano su un tracollo dell’euro erano schizzati oltre 54.000, un record storico. Con Goldman Sachs e Barclays in buona vista nelle cronache su quelle grandi manovre. Il club dei grandi banchieri, anche se accusati di frode dalla Sec come il chief executive di Goldman Lloyd Blankfein, continua ad avere un potere d’influenza. Indica la tendenza, si trascina dietro il mercato. Il fondo Pimco, il più grande investitore privato del mondo in titoli di Stato, ha sospeso ogni acquisto di titoli greci e sta considerando “l’abbandono di tutta l’Europa periferica”. Colossi industriali tradizionali come la Coca Cola, corrono a proteggersi contro una frana dell’euro, e così facendo usano gli stessi strumenti speculativi con cui gli hedge fund accelerano quella caduta. Payden & Rygel, gestore di 50 miliardi di fondi pensione californiani, ha svenduto titoli di Stato europei e comprato derivati per lucrare sulla svalutazione dell’euro.

Perfino i piccoli risparmiatori sono trascinati in questo tsunami: è aumentato del 57% il numero di clienti individuali che acquistano “option” valutarie per puntare contro l’euro. Il colpo finale, secondo il Wall Street Journal, “è quello che verrà se le stesse banche centrali cominciano a mollare l’euro per limitare le perdite”. Se la Fed, la banca centrale cinese e giapponese dovessero ridurre le loro riserve in euro “il prossimo scivolone sarà a quota 1,20 sul dollaro”. E’ lo scenario che ha in mente l’Ocse quando avverte: “Siamo ben oltre il pericolo del contagio. Il contagio c’è già stato. Questo è il virus Ebola. Quando ce l’hai non ti
resta che amputarti una gamba per sopravvivere”. L’amputazione, in questo caso, è l’uscita dall’Eurozona dei paesi più deboli. Uno scenario che a Wall Street ha molti fautori.

www.repubblica.it/economia/2010/04/29/news/e_ora_gli_speculatori_di_w
all_street_puntano_sul_fallimento_dei_pigs-3695608/

..
La Grecia farà finta di accettare qualsivoglia piano di lacrime e sangue proposto dalla comunità internazionale salvo poi chiedere umilmente scusa per non poterlo rispettare. La conclusione è piuttosto ovvia: i debiti non saranno onorati, il debito verrà autoridotto ed i creditori potranno attaccarsi al tram.
In altri tempi il paese verrebbe messo alla gogna, al pubblico ludibrio di fronte al consesso degli investitori. Ma il contesto è cambiato: la Grecia non avrà la medesima nomea dell’Argentina nei mercati internazionali. Molto più semplicemente il paese ellenico rappresenterà l’apripista, il fulgido esempio da seguire per coloro che non vorranno (e non potranno) onorare i propri debiti. Dopo la Grecia, l’effetto domino della non solvibilità contagerà innanzitutto in modo repentino molti altri paesi della zona Euro: Irlanda, Portogallo e Spagna e poi si espanderà come un virus inarrestabile fino ai pachidermi: Gran Bretagna ed USA in primis
.”

economiaincrisi.blogspot.com/

Beghe di casa nostra: scontro Berlusconi-Fini
Viviana Vivarelli

Sarà che i finiani sono una pattuglia sparuta che B non teme, intanto non è passato un emendamento al testo sull’arbitrato per l’assenza di 95 membri del Pdl.
Berlusconi è sempre più furente, parla di epurazioni, spinge Bocchin alle dimissioni. Si intensifica la campagna di Feltri contro Fini, ora l’attacco si è esteso alla famiglia, cominciando dalla suocera accusata di spadroneggiare in RAI. Non sappiamo dove Feltri voglia arrivare con questi attacchi inconsulti ma se la sua malelingua porterà a una crisi di governo nella colpa ci sarà dentro fino al collo.
Quando il polo di maggioranza conta 95 assenti non si preannuncia niente di buono.
Sono state accolte le dimissioni di Bocchino. Miccicché ha detto che “era venuto meno il rapporto di fiducia ma Fini non c’entra” (!?). Ormai non sanno più a che aggrapparsi. Appare chiaro che qualunque critica fa “venir meno un rapporto di fiducia”, che l’evidenza ha mostrato essere basato su un’obbedienza cieca e passiva, e la furia di un Berlusconi protervo come un dittatore folle e cupo lo manifesta con squilibrante evidenza. Questi cortigiani proni e succubi sono sempre più incongrui e spregevoli contro gli interessi del paese.
Con Fini, reo di avere opposto delle critiche, il rapporto peggiora di giorno in giorno; Berlusconi manifesta una totale intolleranza a reggerlo ancora nel Pdl e lo spinge continuamente a dimettersi da Presidente della Camera. Quanto resisterà un rapporto così logorato?
Si fa sempre più insistente la voce di elezioni anticipate. Si veda che radici di argilla hanno questi cosiddetti partiti forti! La corsa alla dittatura potrebbe avere un brusco arresto. A meno che quegli sciagurati del Pd (D’Alema in testa) non diano a B il solito valido aiutino. Quanto ci metterà ancora lo zoccolo duro di vecchi elettori del PD a capire che disgrazia nazionale è diventato questo partito? Bersani manca di uomini carismatici ed è lui stesso un molle senza seguito nel paese, quando basterebbe chiamare un De Magistris per rovesciare le sorti sgangherate del csx!
Ma se De Magistris è stato accusato ingiustamente è stata colpa anche del Pd, in primo luogo dei membri di sx del CSM, del Governo Prodi e di quel disgraziato di Napolitano che non ha avuto nemmeno le buone maniere di compiacersi con lui quando è stato scagionato da ogni accusa.
Possiamo solo sperare che la caduta di Berlusconi porti con sé la scomparsa di questi uomini corrotti, collusi o inetti, che hanno squalificato le istituzioni italiane, contribuendo alla nostra rovina!
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Continuano le manifestazioni greche contro il governo bollate come ‘manifestazioni anarchiche’
V.V.

Quando migliaia di persone scendono in piazza in 60 città della Grecia e uniscono portuali, operai, insegnanti, impiegati, contadini, liberi professionisti, commercianti, studenti, famiglie, sindacati e pensionati.. chiedendo che siano i ricchi, le banche e i politici corrotti a pagare la crisi, mentre si affama la gente e si arricchisce il grande capitale, quando un intero paese va contro i suoi governanti mi sembra davvero pretestuoso parlare di “manifestazioni di anarchici”, come hanno fatto certi nostri media, mi sembra non solo ridicolo ma offensivo anche per l’intelligenza di chi ascolta.

Non criticheremo mai questa Europa neoliberista?
V.V.

C’è chi chiede se l’europeista Prodi aveva previsto tutto questo. Ma Prodi è sempre stato un uomo della DC, non ha mai avuto posizioni socialiste, è sempre stato un neoliberista che parteggiava per il neoliberismo, si è trovato a capeggiare una coalizione di csx solo perché non c’era sottomano niente di meglio ma ha sempre cercato di dribblare le istanze di sx, sempre che ce ne siano state e non si siano prontamente infiltrate col potere. Prodi è arrivato a stracciare sistematicamente quello stesso programma stilato con l’apporto di tutti in un anno di lavori comuni.
E’ sconcertante come, di fronte alla serie di crisi concatenate in cui il neoliberismo consuma la sua fine epocale, non si levi alcuna voce di autocritica o di emendamento e non ci sia pertanto alcuna ripresa di visione alternativa salvo nicchie ininfluenti. E’ davvero paradossale come nessuno si arrischi a rinnegare i principi stessi in cui è iscritta l’ascesa e la caduta di un sistema inumano, contro il pianeta, contro i diritti dell’uomo, contro ogni sostenibilità economica e materiale, contro ogni diritto della Terra e dei suoi abitanti. Eppure il neoliberismo, questo mostro implacabile, ha talmente fagocitato ogni alternativa da renderne impensabile persino la visione. Addirittura, pur negli ultimi guizzi di un sistema micidiale morente, il grande capitale cerca di arraffare più potere che può, incurante di trascinare nella sua rovina la maggior parte dell’umanità, inetto a correggere persino i suoi errori più nocivi, preda del cinismo di un mercato spietato che divora se stesso.
Credo che la scena finale del Caimano segni bene questa fine tragica di ogni civiltà con quella scalinata discesa da una magistratura resistente aggredita dalla follia generale.

Sequenza finale del film di Nanni Moretti

http://www.youtube.com/watch?v=KhmJJvZ1eac

Noi moriamo ma il grande salotto continua a danzare, incurante della rovina progressiva del mondo, come mostrava il mio incubo, dove sul grande schermo andava in onda come uno tsunami l’immane caduta della Borsa mentre i ricchi proseguivano i loro usi fatui.
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I paradossi della Lega contro il bene comune
Viviana Vivarelli

Il mondo dovrebbe andare verso progressive federazioni di stati e unioni transnazionali sempre più grandi per il bene di tutti, visto che siamo una realtà condivisa: il leghismo vuole invece la frantumazione in entità locali sempre più piccole, ignorando che le decisioni fondamentali ormai sono prese al di sopra degli Stati e che l’economia fa parte di un mercato globale dove le realtà locali scompaiono.

Il mondo vuole lo snellimento delle leggi e la semplificazione delle procedure per facilitare la vita dei cittadini, la produzione, il commercio, la giustizia; invece la Lega non ha fatto che votare il blocco dei processi e le leggi per l’impunità di pochi per accentrare il potere a Roma e aggravare ogni forma di attività dal basso quando non ha impedito di fatto ogni forma di autonomia locale, aiutando imposizioni da Roma con la militarizzazione del territorio.

Uno Stato moderno tende ad aumentare la democrazia partecipata e la difesa dell’ambiente, rispettando la volontà degli abitanti: la Lega ha votato per espropriare gli enti locali delle loro risorse finanziarie, ha annullato la difesa del territorio, imposto la vendita dell’acqua, le discariche, gli incineritori, i rigassificatori, le centrali nucleari, gli OGM..

Uno Stato moderno alleggerisce le leggi e la burocrazia; la Lega vuole addirittura duplicare l’apparato amministrativo noncurante del fatto che paesi come la Grecia crollino proprio per questo e si oppone all’eliminazione delle Province.

Uno Stato moderno alleggerisce il peso fiscale. Gli amministratori della Lega si triplicano gli stipendi con conseguenze aumento delle tasse sui cittadini.

Uno Stato moderno si dà leggi che possano essere leggi universali, la Lega pretende leggi che salvaguardino solo pochi interessi locali, favorendo razzismo, xenofobia, ginofobia, omofobia..

Uno Stato moderno favorisce scuola, ricerca ed energia sostenibile. La Lega ha depresso la scuola, ucciso la ricerca e se ne frega delle energie sostenibili…

Un mondo degno vuole diritti e leggi uguali per tutti in un orizzonte dominato dalla giustizia non dalla discriminazione; la Lega poggia il suo potere sulla discriminazione, bianchi contro neri, cristiani contro non cristiani, cittadini contro stranieri, nord contro sud, uomini contro donne, eterosessuali contro omosessuali, una Regione contro l’altra, un Comune contro l’altro, potenti contro privi di potere, ricchi contro poveri, poveri contro poveri….

Qualunque sia il bene nel nostro futuro, la Lega è contro.
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Beppe A
Ecco la Casta: la maggioranza vota no ai soldi per i lavoratori

Eccola qui la Casta, nel senso più deteriore del termine. Martedì pomeriggio, Camera dei deputati. Aula piena, si votano «misure straordinarie per il sostegno del reddito e la tutela di determinate categorie di lavoratori». Il gruppo Omega, ad es., quello che comprende i dipendenti dell’ex Eutelia: migliaia di lavoratori da mesi senza stipendio, e senza neppure la cassa integrazione. E invece niente, il cdx ha detto no. Niente soldi per i lavoratori, che a gennaio avevano fatto un sit-in bloccando per ore via del Corso, davanti a palazzo Chigi, e ricevendo vaghe promesse.
Tavoli su tavoli, ma neanche una lira. Tutti rossi, ieri pomeriggio, i pulsanti sui banchi del cdx: 261 no, tra chi leggeva le pagine sportive dei giornali, chi stava al cellulare, chi rideva e chiacchierava in capannelli. No anche all’allungamento della cassa integrazione ordinaria da 12 a 18 mesi, per dare fiato alle aziende in crisi: altri 261 no, senza una crepa tra i banchi della maggioranza, niente finiani dissidenti stavolta. Erano i due emendamenti che il Pd aveva portato in aula (si è riusciti a votarli solo dopo che Fini ha accolto la richiesta di Franceschini, la maggioranza avrebbe voluto insabbiare la legge in Commissione) per salvare le due proposte, che fino alla settimana scorsa erano state pazientemente cucite riuscendo ad avere l’ok del centrodestra. Poi il dietrofront: «Non ci sono le coperture», hanno spiegato i berluscones, su mandato di Sacconi e Tremonti. «Falso», secondo i democratici, che hanno proposto di mettere mano «al fondo per gli straordinari, che è dormiente, visto che da quando è iniziata la crisi non se ne fanno più», come ha spiegato Cesare Damiano. «Si poteva anche tassare del 2% i redditi sopra i 200mila euro».

http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=2078
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Se Gesù tornasse potrebbe ben dire : Sono passati 2000 anni e avete di nuovo trasformato la mia Casa in una spelonca di ladri.
Avrebbe molte ragioni di arrabbiarsi, ma probabilmente finirebbe su una croce o, più modernamente, su un barcone diretto in Libia, e poi a morire nel deserto.

Nicola Rindi
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Intercettazioni
Sante Marafini

La maggioranza è maestra nel doppio gioco: da una parte chiede il dialogo sulle riforme e dall’altra va avanti a testa bassa sulle intercettazioni con un testo che è assolutamente indecente”. Lo afferma il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che poi aggiunge: “Il ddl sulle intercettazioni in esame al Senato è scandaloso e non basterà certo qualche modifica per renderlo presentabile. Dire come fa il ministro Alfano che per i reati di mafia tutto resta così come è adesso è un bluff, perché la tipologia di reato non si può certo definire prima di iniziare a controllare delle conversazioni telefoniche. La verità è che la legge rappresenta solo un grande favore alla criminalità e alla politica corrotta, oltre che un modo per zittire la stampa. Berlusconi non vuole sentire ragioni quando si tratta di difendere i suoi interessi – conclude Belisario – impedire ai magistrati di fare il loro dovere è una sua priorità e non manca occasione di dimostrarlo”.
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Ma che bella, la famiglia!
Viviana Vivarelli

Sembra che gli italiani non scherzino. La famiglia è diventato un luogo di massacri. Donne strangolate, accoltellate o prese a martellate. Ex mogli o ex fidanzate, mogli, sorelle, suocere, figlie e cognate uccise a colpi di pistola. Una furia cieca come se la violenza covata nei maschi delle famiglie italiane esplodesse tutta insieme davanti ai nostri occhi. Le statistiche nel nostro paese parlano di un delitto in famiglia ogni due giorni. L’Italia è al 1° posto in Europa per le violenze familiari.
Lo psichiatra Vittorino Andreoli dice che ciò avviene proprio perché la famiglia è particolarmente importante, l’uomo si sente più sicuro e dominatore e allenta i freni inibitori. Il protagonista principale di questi delitti italiani è l’uomo. L’uomo uccide nell’85% dei casi.
Nelle vicende di gelosia, nella rottura dei matrimoni, la donna cerca di evitare danni, l’uomo porta la morte. Ma l’uomo italiano di più.
Le cronache e i dati sulla criminalità sono agghiaccianti.
Dunque l’uomo italiano tradisce la moglie, va a prostitute o a trans, guarda video porno, spesso è pedofilo, fa molestie sessuali o violenze in famiglia, anche su figli piccoli, usa droghe e alcool, ruba e imbroglia, esplode in atti violenti anche per motivi sportivi o di sorpasso, infrange il codice stradale e abbandona la vittime della strada, evade le tasse quanto più può, in altissima misura appartiene a organizzazioni mafiose o le fiancheggia, evade la legge ogni volta che può, inquina, usa mezzi illeciti per fare carriera, se è un datore di lavoro usa lavoro nero, naviga nella corruzione, appoggia politici legati alla mafia o criminali, non ha principi etici o religiosi o civili… Davvero un bel soggetto di cui essere fieri! Davvero un bel risultato di cui possono andar fieri Stato e Chiesa!
Ai primi posti per criminalità in Europa, con le tre organizzazioni criminali più grandi del mondo, primi per corruzione diffusa e per corruzione politica! L’Italia è un faro di civiltà! Eppure in ogni omelia o dichiarazione politica la famiglia è al primo posto! Anche in Piazza San Giovanni Bossi ha detto di essere unito a Berlusconi da due valori: famiglia e figli!
E qui c’è gente che insiste a criminalizzare i migranti!
E in questa situazione di degrado i leghisti pretenderebbero pure il porto d’armi per tutti e i fucili da caccia anche ai sedicenni??!!

E in questo degrado vogliamo le centrali?!
Viviana Vivarelli

Davvero un buon affare per l’Italia le centrali nucleari, sotto ogni profilo!!!
Le condizioni di sicurezza, poi, te le raccomando!
Basta una ditta costruttrice disonesta che lucri sul materiale da costruzione o sulle condizioni di sicurezza e arriviamo alla catastrofe.. e pare che di questi tempi le imprese corrotte abbondino…!
Chi si occuperebbe degli appalti? Gente integerrima come Bertolaso? Come Scajola? O chiediamo agli ex soci di Schifani? E a chi li darebbero? Agli amichetti che riforniscono di massaggi o pagano in mazzette? O Berlusconi li darebbe, come sempre, agli amiconi di mafia?
Ricordiamoci della chiesa che crollò il giorno dell’inaugurazione o dei crolli sospetti dell’Aquila o della frana di Messina o dei begli incineritori inquinanti o delle discariche abusive o della Salerno-Reggio Calabria!
Un governo di corrotti e di mafiosi dovrebbe darci garanzie sulle centrali? Leviamocelo dalla testa! E li votano pure!
Oppure della cosa si occuperebbe la Lega, visto che vuole le banche perché non le centrali? Mettendoci a capo qualche figlio ripetente o qualche elettricista o ferramentaio di famiglia! Qualche laureato per corrispondenza alla scuole Electra?
L’unico motivo per cui le vogliono è che è un grosso affare miliardario su cui possono rubare a palate. Si parla di 60 miliardi di euro, un bottino che fa gola a tutti. E ricordiamo che in Italia qualunque spesa pubblica come minimo triplica il suo preventivo di base. Vedi la TAV ola ricostruzione dopo il terremoto!
E chi ci mettiamo dentro? Imprese di assoluta sicurezza e moralità come la Impregilo?
L’unica garanzia che abbiamo è che le metteranno top secret, sotto segreto militare e senza regole grazie alla Protezione Civile come opere di massima necessità e urgenza.

La Tav doveva costare 5 miliardi ma l’aumento dei costi a km è vertiginoso: la Torino-Milano passa da 1.074 milioni a 7.778; la Roma-Napoli da 1.994 milioni a 6235, la Roma-Firenze da 51 a 754 milioni. Il totale da 14.159 milioni a 87.850
In Giappone la linea ad alta velocità è costata solo 8,5 milioni al km
in Francia 9,7 milioni
in Spagna 9,2 milioni
Noi andiamo dai 30,5 milioni al km della Roma-Napoli fino ai 62,7 della Torino-Milano, arrivando ai 76,3 della Firenze-Bologna
I tempi: la Tokio-Osaka (550 km) ha richiesto 6,2 anni
la Parigi-Lione (417 km) 7,9 anni
La Madrid-Siviglia (471 km) 7,2 anni
E noi? Per i 78 km della Bologna-Firenze ci hanno messo 10,7 anni per la progettazione e si stima e 12,9 anni per la realizzazione, la Roma-Napoli 8,2 anni per la progettazione e 12,5 anni per la realizzazione.
Supposto mai che le centrali un giorno saranno finite, non sarà tra 15 anni né 20, e a quel punto di uranio non ce ne sarà più un grammo.
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Quel maledetto imbroglio nucleare
Paolo De Gregorio

E’ stato detto molto sul progetto di rifare le centrali nucleari in Italia e, per fortuna, ora si tratta di raccogliere le firme e coalizzare le persone pensanti e responsabili contro questo insano progetto.
C’è però un aspetto del problema che non è venuto fuori, ma che io considero più deleterio e pericoloso del fatto di avere una centrale vicino alla propria casa. Si tratta di un tipo di energia concentrata in pochissime mani, una lobby per capirci, capace di influenzare la dinamica dei prezzi, multinazionale di fatto in quanto dipendente da parti di tecnologie straniere e dalle pochissime miniere di uranio fuori del nostro territorio e controllo, che, come tutte le multinazionali, è in grado di sfuggire ad eventuali responsabilità.
Di fronte a questi colossi economici e politici, il cittadino conta ben poco, la maggior parte degli incidenti tecnici avvenuti nelle centrali francesi sono stati nascosti alla popolazione e, come si può ben intuire, non è facile fornire prove senza possedere sofisticati mezzi di misurazione e controllo.
La concentrazione del potere energetico, di cui le centrali sono la massima espressione, corrisponde ad incrementare quel “grande modo di produrre” di tipo multinazionale e globale, che va a contrapporsi a quel “piccolo modo di produrre”, in questo caso di energia pulita e rinnovabile che, se diffuso su tutto il territorio in centinaia di migliaia di piccole unità di produzione, crea un diffuso benessere economico, genera cultura di indipendenza ed autonomia energetica, aiuta l’agricoltura a restare sul territorio integrando il proprio reddito agricolo con quello derivante dal vendere energia prodotta con fotovoltaico o eolico.
Lo scenario che si apre con il nucleare è anche socialmente nocivo, in quanto impedirebbe quella rivoluzione verde delle “fattorie solari”, che potrebbero riportare nelle campagne milioni di persone, anche tecnici, gente stufa di vegetare in città invivibili, alla ricerca di uno stile di vista sostenibile, sobrio, in armonia con la natura e i propri vicini, senza nessuna competizione con nessuno.
Se si riuscisse a far dilagare fin da subito la proliferazione di piccoli impianti, in pochissimi anni avremmo una riduzione consistente del fabbisogno energetico e il nucleare non partirebbe o si fermerebbe per mancanza di mercato.
La partita si gioca sul referendum, ma anche sulla ricerca di autosufficienza energetica da parte di milioni di persone che possono attuarla.
Ricordo che la provincia di Bolzano produce con le rinnovabili il 56% del suo fabbisogno e ha l’obiettivo di arrivare al 75% nel 2013 e al 100% nel 2020.
La ricetta è semplice: imitare i bolzanini e l’incubo nucleare sarà solo un brutto ricordo.
..
Danni delle centrali nucleari sulla salute
Wikipedia

Un’indagine sugli effetti delle centrali sulla salute è quella del 2008 dall’Ente governativo tedesco per il controllo radioattivo. Esaminando i 16 impianti nucleari presenti sul territorio tedesco in relazione all’incidenza dei tumori tra i bambini è emersa una correlazione diretta col rischio di leucemia in bambini dotto i 5 anni. I bambini che vivono entro 5 km dai reattori sono soggetti ad un incremento del 76% del rischio di leucemia

Sulla autorevole rivista Environmental Health è stata avanzata l’ipotesi che alcuni radionuclidi, quali il trizio, il carbonio 14, i gas nobili radioattivi come kripton, argon, xeno, normalmente rilasciati dagli impianti insieme al vapor acqueo, siano incorporati nel suolo e nelle piante entrando nella catena alimentare. Le donne incinte esposte a queste sostanze radioattive le trasmetterebbero ai feti con tumori nelle prime fasi di vita. Anche studi canadesi dimostrano che la concentrazione di trizio in frutta, verdura, carne, latte e uova è tanto più alta quanto più si è vicini all’impianto nucleare

Il problema delle scorie radioattive è il più grave. Il procedimento di fissione nucleare produce materiali residui ad elevata radioattività che restano estremamente pericolosi per periodi lunghissimi (fino al milione di anni). Si tratta di elementi radioattivi leggeri e di combustibile esaurito (uranio, plutonio ed altri radioelementi attinoidi pesanti) che vengono estratti dal reattore. Questo materiale, emettendo delle radiazioni penetranti, è molto radiotossico e richiede dunque severe precauzioni nel trattamento e nello smaltimento. Ad oggi applicazioni pratiche di soluzioni realmente definitive non sono ancora state realizzate e collaudate.

Lo smantellamento di una centrale richiede tempi estremamente lunghi e molto superiori al tempo di costruzione e di funzionamento. L’Autorità inglese per il decommissioning ritiene che per il reattore di Calder Hall a Sellafield chiuso nel 2003, i lavori potranno terminare all’incirca nel 2115 cioè circa 160 anni dall’inaugurazione, avvenuta negli anni 50. Ma non è stato ancora trovato un sito atto ad accogliere le scorie ed i materiali provenienti dallo smantellamento.

Napolitano e i giovani magistrati
V.V.

Fare il magistrato è sempre più difficile.
Ormai è una professione a rischio.
Rischio di morte, rischio di insulto, rischio di carriera interrotta, rischio di avocazione, rischio di deportazione.
I magistrati mi sembrano quella uccellagione che i padani vorrebbero impallinare a ogni costo, anche se è in transito e non commestibile.
E Napolitano che fa? Li intimidisce? Li mette uin guardia dall’interferire con le Istituzioni?!
Come apre bocca pare sempre che voglia sostenere il Cavaliere.
Come se il Cavaliere, poi, avesse bisogno di questo!

RIDIAMARO : – )

JENA
FINI
Già sfinito?
..
Viviana

Fini
Si è alzato un istante
in faccia alla protesta
ed è subito sera
..
Berlusconi:
Mi gonfio
d’immenso

FINI
L’insostenibile leggerezza del criticare
..
Beh, di che ci lamentiamo? Forse che Hitler o Stalin avrebbero tollerato una critica?

Luttazzi.it

Berlusconi sul nucleare: “Bisogna che cambi l’opinione pubblica italiana, dobbiamo fare una vasta opera di convincimento, guardando alla situazione francese”.
2. Berlusconi: “Userò le mie televisioni e i miei giornali per fare il lavaggio del cervello ai cittadini, spacciando per rivoluzionaria una tecnologia ormai morta, e sottoponendoli a programmi squisitamente pubblicitari che descriveranno il nucleare come indispensabile, sicuro e conveniente senza mai citare che in paesi come la Spagna si va verso intere cittadine alimentate col solo solare termico, progetto tra l’altro nato in Italia dal premio nobel Rubbia, che è stato però prontamente licenziato commissariando l’ENEA di cui era presidente. E fortunatamente direi, dato che le sue idee circa la scarsa convenienza del nucleare in termini di tempi e costi, il suo appoggio nei confronti dello sfruttamento del sole visto come fonte non soggetta a monopolio e non tassabile, certo non sarebbero state opportune durante questa campagna di disinformazione. Se poi, dopo questo incessante martellamento mediatico, i cittadini continueranno a non volere nel proprio territorio le centrali, beh, c’è sempre l’esercito.” (Alessandro Cai)

Forma mentis
Quanto viene orgasmo?
Se ne uscisse almeno una crisi di governo, adesso non ho i numeri sottomano, ma ne uscisse una bella crisi di governo di quelle che lo fanno cadere d’un botto, lo facessero per il lulz, solo per il lulz, sarebbe l’orgasmo, ma non perché dopo andiamo a votare e vince la sinistra, no, solo per far imbestialire il premier. Che io sono convinto che se andassimo oggi a votare vincerebbero comunque loro, perché epurati dai finiani sarebbero ancora più forti di prima e non durerebbero solo fino al 2013, ma almeno fino al 2018. Eppure per me una bella crisi di governo oggi sarebbe veramente una cosa da orgasmo planetario.

..
Luttazzi.it

Grecia sull’orlo del collasso economico. Il consiglio di Berlusconi: ”Sposi mio figlio”. (Marco Monguzzi)

http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Cara Viviana, i veri arbitri dell’economia (capitalista) mondiale sono ormai le banche !!

    I governi occidentali sono stati costretti, senza fiatare, ad utilizzare circa 1000 mld di dollari dei contribuenti per salvare una decina di banche dai loro errori e dalle loro truffe !!

    Sono sempre le banche che finanziano il debito pubblico degli stati, rifilando spesso, come alla Grecia, prodotti finanziari tossici basati sul nulla ( o meglio dietro c’erano i mutui sub-prime !!).

    La stessa Germania, che ora si erge a paladina del rigore dei conti pubblici, detiene cira 43 mld di euri di titoli di stato della Grecia e negli ultimi anni , con la gestione Merkel, ha visto notevolmente peggiorare il proprio debito pubblico.

    Vorrei poi sottolineare il ruolo nefasto delle agenzie di rating nel distorcere il mercato : il premio Nobel per l’economia Krugen ha ricordato alcuni giorni fa che il 93% delle obbligazioni alle quali era stato assegnato il massimo dei voti , sono diventate in pochi mesi “junk” ( spazzatura) , senza che le agenzie si fossero accorte in tempo di quello c’era dietro .

    A questo punto viene il legittimo sospetto che tutti questi eventi non siano casuali, ma abilmente e dolosamente pilotati per ottenere sempre il solito risultato : privatizzare gli utili e socializzare le perdite !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 30, 2010 @ 3:05 pm | Rispondi

  2. QUALE STATO OGGI E’ IN GRADO DI FINANZIARE IL RESTO DEL MONDO COMPLETAMENTE INDEBITATO?

    E’ mai possibile che tutti i paesi di questo mondo, anche quelli più sviluppati, hanno accumulato miliardi e miliardi di debiti!

    Quando si producono debiti vuol dire che l’economia non funziona! Non ci facciamo illudere dai moltiplicatori del credito per rilanciare la finanza e l’economia, oppure dalle buone intenzioni dei progetti faraonici che promettono piena occupazione e sicuro sviluppo, se alla base non vi è una economia reale quindi una finanza reale!

    Il collasso è inevitabile quando economia fittizia viene sostenuta da finanza fittizia sul tipo dei derivati! A lungo andare i debiti degli Stati sprovveduti non si estinguono da soli, ma si accumulano e non è possibile che a furia di accumularli, non ci rimanga più nessuno al mondo che li possa coprire!

    Quale Stato oggi è in grado di finanziare il resto del mondo completamente indebitato? Non credo che un futuro sviluppo capitalistico, per quanto possa avere successo, sia in grado magicamente di annullare l’enorme montagna debitoria!

    Ci sarà veramente da azzerare tutto e ricominciare la partita!

    Commento di Silvano — maggio 1, 2010 @ 10:36 pm | Rispondi


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