Nuovo Masada

aprile 23, 2010

MASADA n°1126. 23-4-2010. Botte da orbi

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 5:15 pm

Ora ci sono due destre”.
Peccato che di sinistre neanche l’ombra.”
(capirebattiato)
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Ezio Mauro

“Il partito è sotto shock per la ferita inferta in diretta al corpo mistico del leader più ancora che al suo ruolo, per il delitto inconcepibile alla sovranità perenne berlusconiana, per il primo gesto di autonomia e di indipendenza del quindicennio, vissuto non solo come una rottura ma come un sacrilegio. Il Cavaliere, abituato alle apoteosi, resta palesemente senza copione, sotto lo sguardo delle telecamere e degli italiani, in uno psicodramma che è insieme privato e di Stato, come tutto ciò che lo riguarda. I numeri sono tutti dalla sua. Ma il sipario del suo lungo talk show con l’Italia è irrimediabilmente strappato…
Qui il nodo è talmente aggrovigliato, e da anni, che può scioglierlo solo la spada..
Dopo le elezioni regionali, vinte grazie alla Lega, B ha fatto capire a tutto il sistema che questo finale di legislatura si giocherà a dx e nel governo interamente sotto il segno della diarchia Bossi-B. Fini è escluso, ridotto a un ruolo di comprimario, fuori dall’asse ereditario, estraneo anche alle strategie che preparano il futuro: nessuna riforma interessa in realtà B, il patto con Bossi riguarda esclusivamente il federalismo e la difesa blindata di questa legge elettorale. Tutto il resto, è specchietto per le.. per puntare in realtà alle uniche cose importanti per B, l’eliminazione della par condicio televisiva, il blocco delle intercettazioni, il lodo Alfano costituzionale per fermare definitivamente ogni inchiesta. Assorbita An nel Pdl, assorbiti molto più facilmente gli ex colonnelli rivelatisi semplici brigadieri, Fini se non voleva degradare se stesso a colonnello aveva davanti a sé la scelta obbligata di una strada indipendente ed autonoma. Ha deciso di rendersi autonomo, restando nel partito, e questa scelta da sola lacera la ragione sociale del Pdl e dello stesso berlusconismo.”

La mattanza
Viviana Vivarelli

Che il programma di Fini fosse diverso da quello di Bossi lo si sapeva da tempo e che B per restare in sella lasciasse scorazzare l’alleato leghista oltre i limiti del lecito lo abbiamo visto chiaramente quando, dopo il successo elettorale, Bossi ha subito rivendicato ‘le banche’ per investirne i proventi solo al Nord, e chiedere il posto di sindaco a Milano e a Roma, con Calderoli che sfacciatamente imponeva la sua agenda al Governo e faceva incontri a due.
Ce ne vuole di faccia tosta per dire che nelle rivendicazioni di Fini non c’è sostanza né argomenti. Mi pare piuttosto il contrario:
-vedersi accantonato da B nei posti di comando dati alla Lega che ha un terzo dei voti di AN
-gli attacchi indecenti de Il Giornale
-vedere il programma del Pdl appiattirsi su quello della Lega, i cui criteri sono opposti a quelli di Fini, che vuole l’integrazione e la cittadinanza per i migranti contro l’odio xenofobo e razzista e casi come la scuola di Adro, mentre Fini rivendica i principi di umanità che sono propri del Partito Popolare Europeo e quella che dovrebbe essere la pietas cristiana
-un federalismo imposto da Calderoli a muso duro quando anche un referendum degli italiani lo ha bocciato, mentre Fini è sempre stato per l’Unità d’Italia e teme i localismi esasperati e secessionisti
-il carisma totalitario di B che vieta qualunque dissenso e governa dispoticamente (il congresso ha messo al bando anche le correnti: nel Pdl il dissenso è eretico)
-gli attacchi contro la magistratura e quel processo breve che ha ucciso centinaia di cause per un intono alla legalità, AN ha sempre protetto i Magistrati che invece Lega e B attaccano con fini distruttivi
-la riduzione di quello stato sociale che, solo, permette la sopravvivenza di chi ha bisogno
-il nulla di fatto sulla crisi
-la spaccatura tra Pdl-Sicilia e Pdl nazionale
-e infine l’abbandono del Sud, che è sempre stato una grande cassa di risonanza di AN, per favorire un Nord sfacciato e prevaricatore.

Fa comodo ai berlusconiani minimizzare e dire che Fini non ha idee e si attacca al nulla. In realtà qui si contesta tutto: dal modo totalitario di governare di B, al razzismo avanzante, alla boria di una Lega che vuole arraffare tutto quel che c’è ricattando B, al razzismo avanzante in senso antieuropee. Tutto giusto! Se si dimentica che, se oggi Fini è su posizioni democratiche e cristiane, ieri firmava con Bossi l’orribile legge contro gli extracomunitari e per 16 anni ha votato il peggio di B. dallo scudo fiscale al processo breve al veto delle intercettazioni al legittimo impedimento.
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Salvatore Cannavò
www. Ilmegafonoquotidiano

B per la prima volta in vita sua ha dovuto fronteggiare un oppositore interno, un uomo autorevole che, con il dito alzato e puntato contro di lui, gli ha detto chiaro e tondo che non ne riconosce la supremazia. Per lui è stato un colpo e non è detto che non lo pagherà sul piano del consenso. Il berlusconismo si regge nell’assoluto vuoto pneumatico, se l’aria, cioè il dibattito, si addensa, perde forza e fascino. Il Pdl è finito. Ci metteranno del tempo a trovare le forme organizzate ma, proprio perché un partito berlusconiano non può essere un partito “normale”, la stessa forma della minoranza organizzzata mette in discussione la natura del progetto. Anche An non c’è più. Fini lascia sul campo la maggioranza dei suoi ex colonnelli che però, a loro volta, perdono dignità politica e diventano degli stipendiati del Cavaliere. Lo capisce bene Alemanno, il più amareggiato, che a Roma non avrebbe visto la vittoria della Polverini senza la “faccia” di Berlusconi. Fini non avrà un futuro in quanto oppositore interno al Pdl. Per ora quello è il suo ruolo, anche perché la presidenza della Camera si giustifica solo se resta dentro al partito. Ma una minoranza non ha spazi, la gente di Berlusconi non ama la dialettica interna anzi non la contempla proprio. Il Pdl stringerà i suoi rapporti con la Lega e in quest’ottica la figura di Tremonti è quella più accreditata a succedere a Berlusconi. Ma Fini deve trovare altre sponde altrimenti può solo giocare di interdizione. Le riforme per ora sono accantonate. Lo ha detto lo stesso Berlusconi all’inizio del suo intervento mattutino quando le ha subordinate a un rapporto con l’opposizione. Vedendosi chiuso dall’opposizione interna che lo bloccherà in Parlamento è normale provare il gioco di sponda con quelli dell’altra sponda. E chissà che a quei geni di D’Alema e Veltroni non venga in mente di dargli una mano.
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Donadi

“Non ho mai imposto la mia volontà”. Non lo ha detto Ghandi o Madre Teresa di Calcutta. Tenetevi forte, lo ha detto B aprendo i lavori della direzione nazionale del secolo. Temo fortemente che, a questo punto, gli serva uno psichiatra, che possa risolvere il suo evidente problema, la sistematica negazione della realtà e la creazione di una neorealtà delirante parallela. Chi si mette contro viene messo alla berlina sui suoi giornali. E’ da quando Fini ha aperto ufficialmente la crisi nel Pdl che viene deriso e sbertucciato a caratteri cubitali sui quotidiani di famiglia. Addirittura, oggi scopriamo un Silvio in veste di Ercole forzuto e nerboruto che, una volta, per farlo risedere, gli ha messo le mani addosso. Questa è la dimensione di Silvio e, purtroppo, è anche la sua cifra politica. La democrazia interna nel partito è un concetto che non fa parte del suo vocabolario. Chi si mette contro di lui viene colpito dal fuoco della stampa e dei tg di famiglia, bravissimi nel praticare il neo-minzolinismo di ritorno. A chi si mette di traverso arrivano puntuali bastonature mediatiche, roghi e minacce di licenziamento. Il confronto per lui è una metastasi e c’è un unico modo per combatterla: soffocarla, reprimerla, in maniera autoritaria e rozza, mostrando i muscoli se necessario. Questa non è politica, è rappresaglia, vendetta, questa è la politica secondo B.

Tutta questa vicenda un merito ce l’ha. Abbiamo scoperto finalmente chi è il vero fascista tra Fini e B, e non è il 1°. Abbiamo scoperto che nel Pdl ci sono più cani da riporto che segugi, e c’è chi, fregandosene del ruolo di 2a carica dello Stato, esegue gli ordini del padrone senza emettere un fiato. Non si capisce perché il presidente del Senato, Renato Schifani minacci da più giorni di licenziare Fini, colpevole di fare secondo lui politica attiva, e lui che sta facendo la stessa identica cosa dovrebbe, invece, rimanere in sella al suo incarico tranquillo e beato. Per quanto ci riguarda, ci auguriamo che tutto questo non finisca qui, che la nuova stagione aperta da Fini nel Pdl porti alla fine dell’era berlusconiana quanto prima, nell’interesse del paese e dei cittadini, prima che sia troppo tardi.

L’inferno di Adro
Viviana Vivarelli

Lo spaccato della scuola di Adro è anche peggio di quello che avevamo immaginato. Sandro Ruotolo ha detto: “Ho girato tutta l’Italia ma non ho mai visto un tale concentrato di odio”. Madri indegne di tale nome, un covo di vipere razziste e assatanate che fa impallidire le streghe di Loudun.
Abbiamo finalmente capito gli sporchi propositi del sindaco leghista Danilo Oscar Lancini: rifiutare i 50 milioni di sostegno ai poveri offerti da Formigoni per poter dire: “I fondi non ci sono, il Comune è povero e dunque, nei sussidi, negli aiuti e nelle case popolari, è costretto a pensare solo ai cittadini legittimi. Gli extracomunitari, anche se lavorano qui da 20 anni, non potranno avere nulla anche se hanno bambini e situazioni di bisogno, troveranno chiuse le porte comunali, non avranno assistenza sociale, non potranno entrare nelle graduatorie dello Stato, non avranno diritto a sussidi. E, se non sono d’accordo con le nostre misure, possono sempre andare a vivere in un altro Comune””
E’ un cerchio infernale che si tiene. Quel sindaco, come altre amministrazioni leghiste, devono la loro elezione a istinti razzisti e xenofobi abilmente alimentati. Lancini su quel razzismo ha fondato il suo consenso. Senza di quello non sarebbe stato eletto. Dunque fa comodo creare situazioni di disagio per applicare intenti discriminatori, alimentando paura e odio sociale, così da aizzare la gente in senso antiumano. Più paura e disagio tra poveri ci sarà, più ci saranno voti per la Lega, che combatte uguaglianza e integrazione proprio per aumentare il suo potere.
Ma ci chiediamo: in quel paesetto del bresciano di 6.400 abitanti ci sono dei preti? Dei parroci? Esiste ancora una chiesa cristiana? E cosa fa per questa deriva razzista e inumana? Quei 200 genitori che hanno firmato una protesta anche contro l’ignoto donatore si considerano cristiani? Cosa pensano di essere? Su quale sorgente demoniaca di egoismo e disumanità intendono basare la loro vita? Cosa vogliono insegnare ai loro bambini? Con madri che si giustificano dicendo:”Questa è la legge”,quando sono loro stessi ad aver limitato la legge? E che immane vergogna con quel sindaco che poggia la propria giustificazione sulle parole di un amministratore australiano, quando l’Australia si deve vergognare davanti al mondo intero per il genocidio che ha fatto dei suoi aborigeni! E che vergogna quel sottolineare nella citazione il nome di Dio, un nome che viene calpestato dalla ferocia della gente! Perché non leggere direttamente Mein Kampf?! Anche i nazisti pronunciavano continuamente il nome di Dio, ma un Dio praticato nell’odio nasconde solo il suo contrario.

Ma in quel paesetto del bresciano esiste una CGIL? Un sindacato? Una casa del popolo? Un centro di volontari laici o cristiani? Dei centri politico-sociali? Qualcuno che che torni a insegnare, con l’esempio personale, come devono essere i giusti rapporti tra uomo e uomo, la solidarietà umana, il regno dei vivi contro l’abominio dei morti?

Due soli esempi contrari in uno spaccato d’inferno: una volontaria che da 20 anni presta gratuitamente la sua opera alla mensa di quella scuola e che è sconvolta da quanto accade. E una ex assistente sociale che bolla crudamente come razzismo esasperato quell’odio violento e bestiale.

Ma quelle famiglie razziste e infami rifiutano di essere bollate come razziste, come se il razzismo, quello stesso razzismo che costò 6 milioni di vittime in Germania e che ha ucciso degli innocenti nei pogrom di tutto il mondo. Ma quelle famiglie attossiccate dal virus del male, non si rendono nemmeno conto della loro degenerazione e della loro follia.
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Un dono dal Congo

Il padre comboniano, Giovanni Piumatti, che gestisce una missione in Congo, è rimasto disgustato dall’odio sociale del sindaco Lancini, e ha mandato 600 euro per pagare la mensa ai bambini poveri di Adro. Siamo arrivati al punto che ci arrivano soldi dall’Africa, sottratti alla gigantesca povertà africana, per sopperire alla gente italiana che ha perso la fede in Dio e nell’uomo. Il missionario scrive: “Caro ‘cittadino di Adro, abbiam letto, qua in Africa, la tua lettera “Io non ci sto”: anche noi ci uniamo al tuo messaggio ed al tuo gesto. Ti inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno ad uno dei tuoi-nostri bambini. Sono soldi che molti amici dell’Italia ci danno per l’Africa. Conoscendo bene i nostri amici so che sono contenti se ne invio una fetta lì a Brescia; perché anche loro vogliono un mondo diverso: un mondo fatto più di ponti che di barriere”.
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Io non ci sto (lettera di un imprenditore che regala alla scuola di Adro 10.000 euro per pagare la mensa dei più poveri)

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
– Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
– So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.
Un cittadino di Adro
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DATI

Gli extracomunitari in Italia contribuiscono alla ricchezza nazionale per il 9,5% del PIL, 134 miliardi di euro
Pagano di tasse 19,5 miliardi di euro
Ma quanto ricevono in spesa sociale dello Stato per loro? 10,3 miliardi, meno della metà di quel che gli spetta!
E la Lega vorrebbe sottrargli anche quello?
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Schifate
Travaglio (riassunto)

Avendoci messo le mani giureconsulti del calibro di Schifani, Alfano e Ghedini, era naturale che la legge sulle intercettazioni fosse una boiata. Dubitiamo della sanità mentale di chi s’illudeva di migliorarla con qualche emendamento condiviso. Chissà che si aspettavano i vertici dell’Anm e i fresconi del Pd dall’intervento di Schifani che quando non faceva l’autista del sen. La Loggia prestava consulenze legali a noti mafiosi. La boiata resta una boiata. Dopo lunghe spiegazioni, con l’ausilio di qualche disegnino, berlusconidi e schifanidi hanno finalmente capito che le intercettazioni servono a scoprire i colpevoli e consentirle solo dopo averli scoperti significa non scoprirli più. Per il resto, tutto come prima. Con l’aggiunta di un paio di novità da perizia psichiatrica. La 1a: se intercetta un criminale che parla con un parlamentare (accade spesso), il pm deve bloccare tutto e chiedere l’autorizzazione del Parlamento (che ovviamente non viene data) Così l’inchiesta va in fumo. Stessa regola per i tabulati del parlamentare che parla con l’indagato
Vietato piazzare cimici nell’auto o nella casa del mafioso o dello stupratore (ma anche telecamere allo stadio per prevenire eventuali atti di violenza), a meno che non si abbia la certezza che in quel luogo si sta commettendo un delitto. Non è meraviglioso?
Intatte anche le follie dei 60 giorni di durata massima delle intercettazioni (poi, anche la vigilia di un omicidio, si stacca tutto) e del divieto di usare intercettazioni in un’inchiesta diversa da quella per cui sono state disposte
Poi naturalmente: il bavaglio alla stampa. A Napolitano va bene così. Il giornalista che pubblica un atto d’indagine rischia 2 mesi di galera più 10 mila € di multa (20 mila se è un’intercettazione pubblicata o raccontata o riassunta) più la sospensione dalla professione; e il suo editore fino a 500 mila €. Ma qui la boiata è talmente incostituzionale che interverrà la Corte europea.
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E ora Fini è pronto per il grande Centro
v.v.

Gli scontenti sono tanti: pubblica amministrazione, insegnanti, cattolici, magistrati, polizia, gente del sud, imprenditori…
E non appena l’astro di B comincerà a diventare meno splendente (e la sua china è già cominciata) gli ex colonnelli ora riciclati al rango di ramazza plaudente cominceranno a ritornare, alla spicciolata.
Lupi ha disegnato il quadro glorioso e spumeggiante, totalmente falso, di una grande vittoria, che non c’è stata. In realtà Berlusconi ha perso 2 milioni e 400.000 voti e con la scissione di Fini ne perderà altri, non legati alle poltroncine, mentre un 40% di elettori è completamente perduto. Inutilmente e ridicolmente continua a parlare di 68% di consenso. Quando la rotta comincia, è come una frana che porta con sé macigni e sassolini e nemmeno i caimani riescono a salvarsi dalla slavina profonda che li decapiterà.

Troppo comodo ordinare a Fini di andarsene!
v.v.

Fini non si deve assolutamente dimettere da presidente della Camera! Anzi farà bene ad esercitare il suo mandato secondo tutti i suoi poteri e secondo i principi che ha espresso al Convegno.
E se questo metterà i bastoni tra le ruote al Cavaliere e frenerà la sua scalata alla dittatura, tanto meglio!
Quanto vale la democrazia per il Pdl nei rapporti interno e esterni lo stiamo vedendo! Chi dissente viene depurato! Il massimo della democrazia, davvero!
E quanto è ipocrita dire che il Presidente della Camera ha un conflitto di interessi! Senti chi parla! E allora B sceso in politica contro ogni legge che glielo vietava contro il suo smisurato conflitto di interessi!? E allora Schifani che oltre a essere Presidente del Senato è presidente del Pdl in Sicilia? Cos’è questo conflitto di interessi? Per Fini vale, per gli altri no?
E non ho nemmeno capito la logica per cui Fini non può fare politica nel senso di fare critiche, dovendo essere super partes. Però se andava in Pzza San Giovanni a fare la ola a B andava benissimo, no!?
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Insulti
v.v.

Vista la campagna di insulti di Feltri contro Fini, quando B e Fini erano soci, ci possiamo immaginare che campagna di insulti sarà scatenata su Fini ora che si è messo contro B.
Gli resta solo di querelare Il Giornale e di mettersi in coda con i tre volontari liberati di Emergency. Quando si dice le compagnie in cui uno finisce col trovarsi.
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Un’occasione da non perdere
Viviana Vivarelli

Oggi noi abbiamo una Chiesa cattolica sfregiata e priva di autorevolezza, dall’appoggio al nazismo di Pio XII alla protezione della pedofilia, dal Sillabo di Ratzinger alle battute disgraziate di Bagnasco, Fisichella e Bertone, dal veto del preservativo alla Comunione di Berlusconi.
Anche qui è una slavina dove non si salva niente.
Ma ora si presenta alla Chiesa una grande occasione pedagogica di riabilitazione sociale e insieme un’opportunità di riscatto contro tutti i detrattori: la lotta cristianianissima per l’uguaglianza di tutti gli uomini contro ogni discriminazione e per l’aiuto ai poveri (lo dico come se dicessi qualcosa di satirico)..
Fin qui abbiamo avuto solo generiche enunciazioni papali che sembrano essersi realizzate molto poco sul piano sociale e politico e non sono penetrate nello spirito delle parrocchie e dei fedeli.
Vediamo cosa riesce a fare questa Chiesa contro l’ondata di barbarie e di razzismo che sta devastando il paese.
E’ l’occasione di una grande crociata cristiana. Non si può lasciarla perdere! O torneremo al ‘Gott mit uns’ inciso sulle fibbie naziste. O il Vaticano le sta già preparando?
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La Carfagna
Viviana Vivarelli

Con gli occhi dilatati come fosse drogata, la Carfagna continuava a ripetere: “..i bambini.. i bambini”. Inutile farla ragionare sulla mancanza di intervento del suo Ministero sul razzismo ‘contro i bambini’ che stava dilagando impunito nel paese. Inutile portarle sui fatti pratici che dimostravano ampiamente che sui bambini i leghisti proprio ci marciavano. Inutile farla riflettere sul fatto che solo un bambino su 10 in Italia può andare all’asilo o riesce a ricevere gli aiuti giusti. Inutile mostrarle la bambina di morta per incuria all’ospedale di Locri. Inutile metterle davanti il caso tragico della madre di un bambino autistico che nessun Stato aiutava.
Con gli occhi sempre più sbarrati, lei ripeteva in trance: “.. i bambini..i bambini” e l’unica cosa provvidenziale che ispirava erano due schiaffoni che la liberassero dall’allucinazione e la riportassero al mondo reale.

Ma lei lo sa, signora Carfagna, così ipnotizzata dai bambini teorici, che l’Italia spende per i bambini la metà della Francia? E che i bambini italiani hanno situazioni peggiori degli altri paesi europei?
Lo sa che l’Italia è quinta nel mondo per pedopornografia? E che ogni anno ci sono 550 mila immagini di abusi su 20 mila bambini sempre più piccoli?
Lo vede o non lo vede che la povertà oggi in Italia non è una condizione ma un reato? Un reato che una classe politica furba e cinica persegue per decentrare l’attenzione dai propri viziosi reati e mettere poveri contro poveri sfruttando odio sociale e discriminazione razzista?
Lo sa che oggi abbiamo la persecuzione, sul territorio, dei deboli, dei poveri, dei bambini, degli stranieri e dei diversi? E che ci sono paesi europei dove quello che lei e i suoi colleghi lasciano tranquillamente fare alla Lega e ai suoi simili è un reato grave punito col carcere?
Lo sa che in paesi, come l’Inghilterra, gli amministratori statali e i preti chiedono alla popolazione di denunciare ogni atto di razzismo che vedono?
Gliel’ha detto qualcuno che il 2010 è l’anno europeo della lotta alla povertà? E noi come lo celebriamo? Cacciando i bambini non italiani dalle mense e dalle case? Escludendoli dagli elenchi dei cittadini che lo stato aiuta?
Lo sa che il 25% dei bambini che vivono in Italia sono poveri? E che, grazie anche al suo governo, questo numero è in costante aumento?
Lo sa che solo abolendo le inutili e ormai intollerabili Province avremmo 10 miliardi di euro in più da destinare in aiuti sociali? O solo mettendo un tetto ai superstipendi dei manager (quello che il suo governo ha impedito) o con poche restrizioni agli sprechi della Casta o con un fisco trasparente ed equanime si toglierebbe la miseria dal paese?
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La triade della destra
Paolo De Gregorio

Ci sono 3 distinti partiti di destra oggi in Italia, di cui oggi si vede con più chiarezza la fisionomia, che sono al governo non per un fine comune, ma per tentare di esercitare una propria egemonia in perenne concorrenza tra loro. Finalmente i nodi sono venuti al pettine e non sarebbe difficile, se vivessimo in una democrazia matura, riconoscere che questi tre partiti di destra hanno strategie profondamente divergenti che spero di riassumere con chiarezza:
La Lega Nord. E’ una organizzazione eversiva che non si sente italiana, vuole la secessione di fatto con il federalismo fiscale, mette insieme poveri e ricchi, padroni e operai, protesta contro gli immigrati ma gli imprenditori leghisti sono quelli che ne hanno assunto la maggior parte, sono xenofobi e razzisti, ma gli schiavi gli servono. Sono cementati dal sogno di una Padania indipendente, ricca e autonoma.
Fini e gli ex di AN, quali rappresentanti di una destra nazionalista, legalitaria, costituzionale, europea, moderna. Non hanno nulla in comune con la Lega Nord e 15 anni di alleanza di governo non hanno fatto che acuire questa incompatibilità, soprattutto dopo la sciocchezza di Fini di sciogliere AN nel partito della libertà che si è rivelata una annessione. Infatti, tutti gli ex di AN in poco tempo, soprattutto quelli a cui è stato dato un po’ di potere, sono diventati berlusconiani e Fini è rimasto un generale senza truppe, che non viene nemmeno più consultato come cofondatore del PDL. Dentro il PDL non ha più futuro, le truppe minzolinate lo distruggeranno, ma lo spazio politico in Italia per una destra costituzionale, nazionalista, legalitaria, pulita c’è e deve essere occupato.
Berlusconi e il suo PDL sono un contenitore che raccatta di tutto, dalla Santanchè a Dini, dalla Mussolini alla figlia di Craxi, fino agli ex-democristiani ed agli ex-socialisti. Partito che assomiglia in modo impressionante alla vecchia DC, tenuto insieme, invece che dalle correnti,da un capo assoluto che ha il potere di annullare qualunque opposizione con l’asfissiante controllo di giornali, televisioni e di due reti RAI. Di democratico in questo partito non vi è nulla, e ha gettato alle ortiche ogni credibilità occupandosi per anni di promulgare leggi ad personam ad uso e consumo del solo Berlusconi. Nessuno dei miracoli promessi è stato fatto, è emerso solo il “berlusconismo” che finirà con il suo protagonista e lascerà solo macerie dopo la deflagrazione delle sue mille componenti.
Se gli italiani di destra fossero onesti e lungimiranti dovrebbero premiare elettoralmente soltanto Fini, perché sia la Lega che il cesarismo del Cavaliere ci aprono un futuro denso di pericoli e di tensioni. Ma il popolo di “poeti, santi, navigatori…” oggi mi sembra un popolo di mafiosi, corruttori, inquinatori, falsi cristiani, adoratori del dio denaro, puttanieri, razzisti, che si rispecchia nel suo presidente del consiglio e lo rivoterà, su cui cala la paterna benedizione del Vaticano.

Don Paolo Farinella

B è un uomo pubblico che ha “ostentato” la sua cattolicità che denigra e viola e infanga sempre pubblicamente giorno dopo giorno. Come uomo pubblico malato è andato al funerale, ma il protagonista era lui con le tv sempre pronte a riprenderlo. Il morto era superfluo
Un uomo notoriamente immorale, divorziato e che dichiara: “Don Verzè mi assolve senza nemmeno conoscere i miei peccati” è totalmente fuori di quelle norme che cardinali e papi si ostinano a predicare e ad imporre ai comuni mortali. Vi sono preti che per molto meno negano assoluzione e comunione e in un caso come questo, i custodi dei “principi non negoziabili” dovevano insorgere di fronte a questo gesto osceno, sacrilego di uno che prende le perle e le butta ai porci, con tutto il rispetto per i Sigg. Porci
Se la Gerarchia non lo fa, perde la faccia e la credibilità e io ho il diritto di dire ai divorziati: fate la comunione come e quando credete in coscienza
Ieri 20 aprile, in occasione del ricevimento diplomatico per l’anniversario del papa, B e Bertone si sono incontrati e hanno parlato per circa mezz’ora. B ha detto che “è stato un colloquio cordialissmo perché tutti e due siamo salesiani”. Bene. Se questa è la risposta, Bertone è sacrilego, blasfemo peggio di B. Io, Paolo prete, affermo che se Bertone celebra la Messa, commette sacrilegio e non appartiene più alla Chiesa cattolica. Forse apparterrà ai salesiani alla berlusconide, forse può ridere e scherzare con un corrotto, ma non può più parlare da credente e da cattolico. Bertone come B sono scismatici.
Mi dicono anche che segretamente Benedetto XVI ha incontrato Tremonti in vista di un avvicinamento alla Lega che verrebbe scelta come garante degli “interessi cattolici”. Sia che B crolli sia che vada al Quirinale, il Vaticano e il papa puntano su Tremonti alla presidenza del consiglio e alla Lega come partito di garanzia “cattolica”. Liberi di farlo e di allearsi con chi vogliono. Gesù è andato nel deserto per essere tentato dal diavolo, il papa e i suoi scardinalonzoli invece vanno a cercare i corrotti e gli atei e gli scismatici per farsi tentare, carezzare e farsi garantire soldi, prebende e sicurezze. La Provvidenza è sostituita dalla previdenza politica.
Quando il papa fa queste cose oscene, io cristiano battezzato e prete ho tutto il diritto di ripudiarlo, e con lui tutti i còrrei complici di questo scempio che trasforma la chiesa in una prostituta a basso costo.
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Liberal vox

La politica parla di riforme, la gente di pane, pasta e bollette!
Stipendi dimezzati dall’euro e fermi da 15 anni. Prezzi al consumo fuori da ogni controllo: dalla benzina, alla casa, alla salute, ai beni di prima necessità, ecc, ecc. Banche sempre più avide: se metti i soldi nelle loro casse gli interessi sono prossimi allo zero e le spese di gestione mangiano il capitale; se, al contrario, è il cittadino a chiedere un prestito allora la musica cambia e i tassi sono prossimi allo ‘strozzinaggio’! Stato sempre più avaro con i ‘piccoli risparmiatori’: il rendimento dei B.O.T. è sceso ai minimi storici, gli interessi che elargisce il Tesoro servono a malapena a coprire bolli e tasse. Risultato: il reddito disponibile per le famiglie nel quarto trimestre 2009 è calato del 2,8% rispetto a un anno prima. Lo comunica l’Istat che precisa come si tratti della riduzione più significativa dal 1999, inizio delle serie storiche. Nel quarto trimestre del 2009 la propensione al risparmio delle famiglie e’ stata pari al 14,0%, come nel trimestre precedente. La riduzione rispetto al corrispondente periodo del 2008 e’ stata pari a 0,7 punti percentuali. “Nell’ultimo trimestre del 2009 la spesa delle famiglie si e’ ridotta dell’1,9%. Inoltre, il potere di acquisto delle famiglie (cioe’ il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) e’ diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto a quello corrispondente”. L’Istat precisa che “il settore delle famiglie comprende le famiglie consumatrici, le famiglie produttrici (imprese individuali, societa’ semplici fino a cinque addetti e liberi professionisti) e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie…
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Viviana

Ma i lettori di Famiglia Cristiana cosa dicono?
E’ davvero accettabile vedere vescovi e cardinali, Bagnasco, Bertone, Fisichella.. chinarsi a 90° davanti a gente come B e la Lega per avere pochi ciccioli?
Dopo la vergogna della pedofilia, anche quella di una Chiesa che si prostituisce per una marchetta dovevamo vedere?
..
Beh, a questo punto sarà chiaro che qualunque partito intenda dissolversi nel Pdl rischia l’annientamento totale. Ciò vale anche per Casini.
Che ognuno dunque stia ben stretto in sé e si tenga i voti che ha.
Lo dico soprattutto alla Lega.
Dati i voti, gabbato lu santu.
Berlusconi è un buco nero che ti piglia tutto per non riconoscerti mai niente.
Parlare di libertà, con lui, mi pare un discorso orwelliano, un paradosso fattuale, un insulto al concetto stesso di libertà.
Non c’è libertà in un sultanato, ma solo odalische e eunuchi.
Non c’è nemmeno la libertà di dissentire.
Non c’è il diritto di essere consultato.
Non esiste la figura dell’alleato, ma solo del succube.
Non esiste nemmeno la parola democrazia.
C’è solo un clonaggio spietato che va benissimo a chi è senza orgoglio e vende se stesso per qualunque crimine, meno bene a chi vuole riconoscersi uno spazio.
Se Berlusconi voleva dimostrare all’Italia intera che dentro il Pdl la democrazia è una barzelletta, la vicenda di Fini ne è un esempio chiarissimo.
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Rissa tra B e Fini

“Non sono un traditore e non taccio”
“Se vuoi fare politica, dimettiti”

“Per fortuna – commenta Silvana Mura dell’Idv – che la direzione del Pdl era stata convocata solo per celebrare la vittoria delle regionali: B e Fini hanno dato vita ad una rissa da far impallidire Bud Spencer e Terence Hill”

B: “Se vuoi fare politica lascia la presidenza della Camera. Hai cambiato totalmente posizioni: martedì nel tuo studio davanti a Gianni Letta mi hai detto ‘sono pentito di aver fondato il Pdl’ e che volevi fare gruppi autonomi in Parlamento. Gianfranco, valeva la pena di fare contrappunto politico quotidiano al Pdl, al premier, al governo? Diciamocele tra noi queste cose! Ma tu alle riunioni non sei mai voluto venire e non c’eri neanche a piazza San Giovanni. Un presidente della Camera non deve fare il politico, se vuoi farlo lascia quella poltrona”

Fini si alza e dice: “Che fai mi cacci?”

B: “La Lega è la fotocopia delle posizioni di An sull’immigrazione”

Fini gestiscola ironico

B:“Non accettiamo critiche sulle celebrazioni dei 150 anni della Repubblica. In Sicilia ci sono 8 uomini tuoi nel Pdl Sicilia”

Fini scuote la testa

B urla: “Martedì mi hai detto che volevi fare il gruppo parlamentare diviso. Il nostro partito è stato esposto al pubblico ludibrio da parte di esponenti come Bocchino, Urso e Raisi. Legalità significa andar fieri degli arresti ma anche non dare l’idea che la riforma della giustizia non serve a creare sacche di privilegio”

La platea fischia, B è sempre più insofferente

Fini: “Ricordi la nostra litigata sul processo breve? Nel 2013 la gente ci chiederà il conto.E allora meglio chiedere qualche sacrificio oggi per far star meglio i nostri figli domani. In economia non basta l’ottimismo, ci vuole il senso della realtà. Perchè non convochiamo una sorta di stati generali dell’economia su quello che si può fare e non fare. Siamo alla vigilia dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità dove sono le proposte del Pdl?”
La platea rumoreggia sempre di più contro Fini

Fini: “Per il Pdl i decreti attuativi del federalismo vanno fatti ad ogni costo? Questo lo vuole la Lega. Io dico invece di fare una commissione nel Pdl dove ci siano governatori del nord e del centrosud? Eppoi chiedo: ma i costi li abbiamo previsti?”

B è sempre più insofferente. Si sfrega i polpastrelli a significare che di sostanza ce n’è poca

Fini: “Al nord siamo diventati la fotocopia della Lega. L’identità del Carroccio è chiara, la nostra no. Appiattirsi sulle posizioni di Bossi è pericoloso, nel centrosud sono preoccupati per l’influenza della Lega. Sull’immigrazione dico le cose che dicono i partiti popolari europei. Dire altre cose significa compiacere la Lega”

B appare sempre più infastidito

Fini: “Al nord il Pdl non è andato bene. Le elezioni le abbiamo vinte ma perché il Pdl al nord non è andato bene? B, credi sul serio che la lista del Pdl a Roma non sia stata presenta per un complotto?
Non siamo in cerca di potere, anzi chi è con me ha messo in conto di perdere una fetta”
Attenti al centralismo carismatico”

Il volto di B è contratto

Fini: “Avere idee diverse non mi pare essere sleale. Non credo che la libertà di opinione possa rappresentare il venir meno alla lealtà all’interno del Pdl se ci sono indicazioni diverse da quelle che vanno per la maggiore.
B, te lo dico in faccia, il tradimento non è nell’animo di chi critica in privato. Non è alto tradimento dire che certe cose le possiamo fare meglio, e uscire faticosamente dal coro e non dire che tutto va bene. Sono stato oggetto di trattamenti giornalistici molto pesanti da parte di giornalisti pagati da stretti familiari del premier”
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Video su alcuni momenti della rissa

tv.repubblica.it/dossier/direzione-pdl-fini-berlusconi/scontro-berlusconi-fini-la-videosequenza/46002?video=&pagefrom=1
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Il fallimento di un’illusione
MASSIMO GIANNINI

Il fallimento di un’illusione. È l’unica cosa che si può dire, di fronte al duello rusticano che si consuma tra B e Fini nella direzione del Pdl trasformata in arena. Chi pensava ad un compromesso doroteo, tra il fondatore e il co-fondatore, non ha capito la portata di questa clamorosa rottura, che a questo punto non è più solo politica, ma è anche fisica. In una sorta di seduta di autoanalisi individuale, ma celebrata collettivamente di fronte alle telecamere televisive e alle agguerrite fazioni del Pdl, B e Fini si rivolgono minacce e anatemi, si rinfacciano tradimenti e bugie, si rimpallano accuse e veleni. In un inquietante crescendo di rancori personali e di livori politici, si “sbranano” come belve nel circo mediatico, dandosi in pasto alla platea degli uditori e degli elettori. In sostanza: officiano le esequie del Pdl, almeno nella formula conosciuta dai tempi della “rivoluzione del Predellino”.
Sul piano politico, nessuno dei due fa retromarce. Non le fa B, che liquida le istanze di Fini come “questioni di poca importanza”, che “non valeva la pena” sollevare, di fronte a un partito che governa magnificamente il Paese e continua a vincere tutte le elezioni. Non le fa Fini, che rilancia le sue contestazioni su tutta la linea, dall’immigrazione alla prescrizione breve, dall’organizzazione del partito alle scelte sulla Sicilia, dalla sudditanza psicologica nei confronti della Lega al caos delle liste per le regionali. Ne emerge l’irriducibile inconciliabilità non solo delle posizioni congiunturali, ma delle ispirazioni strutturali dei due contendenti. B parla una lingua, Fini ne parla un’altra. Non sono più neanche due diverse idee della dx, ma sono piuttosto due differenti universi politico-culturali. Da quello che si vede nel feroce lavacro della direzione, non possono coesistere, ma solo confliggere.
Ma la novità è che la frattura avviene anche sul piano personale. Quando ci si parla evocando le categoria del tradimento, della menzogna, della mala fede, del sabotaggio, si supera un confine dal quale è impossibile tornare indietro. B apostrofa Fini, intimandogli di lasciare il suo incarico di presidente della Camera, se vuole continuare nel suo inutile e dannoso “contrappunto quotidiano”. Fini gli replica a brutto muso, con un provocatorio “mi cacci?”. Non siamo più alla dialettica tra i leader, ma agli insulti tra le persone. La resa dei conti trascende la validità dei ragionamenti e prescinde dalla contabilità dei numeri.
Non è più importante capire quanto dica il vero B, o quante divisioni abbia Fini. Bisogna solo prendere atto che il progetto del Popolo delle Libertà, appunto, è ormai fallito. E non poteva essere che così. Il fallimento era contenuto nel suo atto di nascita, che aveva fotografato subito la distanza ontologica, e incolmabile, tra le due anime del “nuovo” centrodestra. L’illusione che una grande partito moderato e di massa si possa reggere solo sul “centralismo carismatico”, costruita un anno e mezzo fa dal Cavaliere a Piazza San Babila, crolla per sempre nell’Auditorium di Santa Cecilia. Quanto potranno duellare ancora, i due fondatori, in mezzo a queste macerie?
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ITALIA DEI VALORI

Di Pietro: “Intercettazioni vietate?
E noi le leggiamo in Aula”
. Così facendo verranno inserite nel resoconto parlamentare e potranno essere pubblicate.
A mali estremi, estremi rimedi. Non potendo bloccare la legge che limita fortemente le intercettazioni Di Pietro gioca di fantasia “Ogni volta che ci sarà un’intercettazione regolarmente depositata e a disposizione delle parti, al termine della seduta d’Aula (alla Camera o al Senato) si alzerà un parlamentare dell’Idv e la leggerà”, ciò comporterà l’inserimento delle intercettazioni lette nel resoconto parlamentare e la loro conseguente pubblicazione. Senza conseguenze penali per il cronista.
..
Boldrin-Castelli

Da Ballarò
www.youtube.com/watch?v=12fkQAj7eyg&feature=related

Scontro tra l’economista di fama internazionale Michele Boldrin e quella capra di Castelli, buono solo a fare il cane da pagliaio. Il cane da pagliaio ha la stranezza di essere l’unico animale della fattoria a non avere né valore commerciale né capacità di produrre reddito. In quanto a servire, serve a poco. L’unico impiego è di dare l’allarme appena uno straniero si avvicina all’aia.
Il cane da pagliaio ovviamente ha fatto la sua bella figuraccia.
Boldrin è un econometrista esperto di crescita economica, cicli economici, progresso tecnologico e proprietà intellettuale. E’ Professor in Arti e delle Scienze e presidente del Dipartimento di Economia alla Washington University di St. Louis. Prima ha lavorato presso l’Università di Chicago, UCLA , Kellogg School of Management, Madrid , Minnesota. E’ un ricercatore presso la Federal Reserve Bank di St. Louis. Membro del Fondo Monetario.
Uno crede che prima di partecipare a Ballarò un politico si faccia un minimo di preparazione sull’argomento e si informi su chi parteciperà. Castelli No. Va libero e tronfio, pago della sua crassa ignoranza.

Dice Boldrin:
“Le vicende viste dall’America fanno tristezza, abbiamo a 20 minute di chiacchiere interne ad una casta che si racconta delle proprie vicende interne, delle visioni segrete e delle vendette, usando metafore che non hanno niente a che fare con i problemi del Paese. Dei problemi del Paese non se ne parla.
Nel dibattito attuale ho sentito 2 cose concrete. Uno ha parlato dell’abolizione delle province, enti chiaramente inutili, l’altro ha detto: sì, va bene ma il testo del programma è stato scritto in modo ambiguo perché abbiamo preso un finto accordo, poi vedremo quali sono inutili e quali no”.
Una classe dirigenziale chiusa in una specie di santuario con le sue baruffe, appena raggiungono una carica si raddoppiano lo stipendio, anche se sono a capo di un Comune di 30.000 abitanti e a fronte di un reddito nazionale che scende del 5%. Fanno bene!
Ho sentito Castelli dire che tutti gli aeroporti del mondo hanno avuto un calo del 10% come Malpensa. Ma dove li tira fuori questi numeri? Dice che Malpensa è un grande successo!? Ma viaggia mai in aereo questo signor Castelli come i comuni mortali, o viaggia solo su aerei di Stato pagati con le tasse degli italiani? L’Alitalia è una compagnia aerea che è una vergogna mondiale. Questi parlano.. siccome hanno diritto all’accesso alla televisione che è cosa loro pagata con le tasse di tutti, continuano a raccontarsi delle favole. E i problemi del paese? Non li riguardano! Si sono ridotti alla discussione di quali Province siano inutili e quali no! Ma per favore..!!

Castelli salta su, piccato: “Ma dove l’ha trovato quello lì? Dove è andato a recuperarlo. Ci ha anche l’orecchino, avete visto?”

Dove sono andati a recuperare Castelli piuttosto? In un pagliaio?

AUGURI, PROF. BRUNETTA !

Il min. fustigatore di fannulloni e bamboccioni che si appropriano immeritatamente di risorse pubbliche e familiari, è stato collocato a riposo, come docente universitario, dal 30 dicembre 2009. Strana data! Oerché non dal 1° gennaio 2010?
E mica è scemo! Se la decorrenza fosse stata dal 1° gennaio non avrebbe percepito circa 1000 € in più l’anno (da 51.000 è passato a circa 52.000 € di pensione annui) riconosciuti per l’adeguamento all’inflazione
Ma questo non è approfittarsi del denaro pubblico, il furto lo fanno solo i dipendenti pubblici che lavorano effettivamente per 35-40 anni, non chi, da anni esercita pubblicamente un impegno politico che non crediamo compatibile con la frequentazione delle aule universitarie (ma forse questo è almeno un bene per i poveri studenti)
Eppure perché l’anzianità di servizio che gli è stata riconosciuta è addirittura di 39 anni! Dunque … è andato in pensione a 59 anni
Ma che, ha cominciato ad insegnare a 20 anni??
Avrà riscattato il servizio militare ? Ma l’hai visto?
Auguri lo stesso, professò

Come malauguratamente sanno bene i pensionati che ricevono una pensione di reversibilità o svolgono una attività retribuita, in Italia il reddito da pensione non può essere cumulato, oltre una certa soglia, con altri redditi
MA QUESTA REGOLA NON VALE PER TUTTI!
È una norma elastica, basta essere il Governatore della Banca di’Italia in carica per avere diritto, senza tetti a percepire sia la pensione come ex funzionario sia i “modesti” emolumenti che riceve da Governatore
Tale diritto gli è stato riconosciuto dopo un contenzioso giudiziario dagli esiti incerti .
Non crediamo ci sia bisogno di commenti

RIDIAMARO : – )

Silvanetta
A onor del vero bisogna riconoscere che B si distingue sempre dagli altri comuni mortali: difatti mentre questi ultimi fanno un divorzio alla volta B si cimenta addirittura con due in contemporanea.
Le solite manie di grandezza…!!
..
Viviana
Indagine psichiatrica su Tartaglia
Bondi propone di allargarla a Fini.

CROZZA

E’ ufficiale: anche il PD avrà una corrente minoritaria
Se si mettono insieme tutti tutti tutti tutti tutti forse una partita a briscola riescono a farla.

B ha detto: “Bossi è l’unico alleato. Che Dio ce lo conservi. Sembra che Dio si sia ritirato richiamando il legittimo impedimento”.

L’eruzione ha bloccato i voli di tutta Europa e ha messo in ginocchio Alitalia. E’ la prima volta che una catastrofe ne blocca un’altra.
….
Pagella dello scolaro Silvio B nato a Milano
29 settembre 1936
anno scolastico 1946/47

Storia:
Amante degli aneddoti incorre in strafalcioni imbarazzanti. Apprende il poco che sa non dai libri ma dai ragazzi più grandi (come Gelli, il ripetente della sez. P2). Da quando li frequenta accusa dì comunismo chiunque non la pensi come lui.
Geografia:
Mostra viva curiosità soprattutto verso paesi come Hong Kong. Antille Olandesi, Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Portorico. E per altri che il docente ancora non è riuscito a decifrare dagli appunti del ragazzo.

Educ. Tecnica:
Mediocre a causa dei pochi materiali di cui gode all’inizio dell’anno, in poco tempo dispone di un numero impressionante di matite e righe con le quali riesce a strappare la sufficienza. Interrogato più volte sulla loro provenienza, resta sempre nel vago alimentando i sospetti di un’origine illecita. Da approfondire i suoi rapporti con gli alunni Bontade, Mangano e Dell’Utri della sezione M.

Ed. Civica:
Non presta alcuna attenzione. Durante le ore della materia si assenta dall’aula per trafficare con alcuni alunni della sezione M o per spiare le bambine da un foro da lui stesso praticato nel bagno femminile. Un disastro.

Religione:
Finge interesse per la materia solo per ingraziarsi il docente in vista degli scrutini. Vede analogie inesistenti tra sé e il Cristo: si consiglia l’intervento di uno psicologo prima che tenti di camminare sulle acque.

Giudizio finale:
Vive la scuola solo in funzione dell’elezione del capoclasse, momento per il quale profonde tutte le energie destinate allo studio per il quale non mostra alcuna inclinazione. Non c’è verso di interrogarlo: chiamato alla cattedra adduce le scuse più fantasiose parlando di legittimi impedimenti che costringono i docenti a rimandare sine die le interrogazioni. Nonostante il giudizio estremamente negativo la promozione è inevitabile per un incidente accaduto a dicembre: un bambino gli ha scaraventato un oggetto in faccia. Il visino sanguinante ha commosso i docenti che, nonostante i tanti dubbi sull’accaduto, gli hanno alzato la media.

Da spinoza.it

Il presidente della Camera ha chiesto a B “Un Pdl più moderno, democratico, civile e legalitario”. In pratica, senza B.

In un comunicato stampa, Fini dichiara di attendere serenamente le valutazioni del premier. E di non voler essere bendato.

Fini ha comunque riconosciuto alcuni meriti a B: da quando è al governo nessun asteroide si è schiantato sull’Italia.

Il premier incontra La Russa, Verdini e Bondi. Vuole sentirsi dire quanto ha ragione.

La Russa, Verdini e Bondi scrivono una nota congiunta sulla vicenda: uno teneva ferma la penna e gli altri due muovevano il foglio.

Il Secolo d’Italia parla di “generico sloganismo”. Non sono d’accordo, l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

Fini: “B scatenerà i cani per sbranarmi. Già mi aspetto Feltri”. Ecco perché da un po’ di tempo lo tenevano a digiuno.

Secondo Bersani “il Pdl ha un grosso problema”. E non è certo lui.

Bersani teme le elezioni anticipate. Gli elettori potrebbero votare.

(Il problema del csx è che non ha un suo B. Per questo appoggia quello che c’è gia)
..
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Una domanda: vi interessa veramente capire se quei genitori sono dei razzisti (forse sì) oppure se tutto parte dalla distruzione dello stato sociale degli ultimmi 15 anni, dove anche i partiti della sinistra hanno dato un bel contributo?

    Cominciate a pansare a quanti “sacrifici necessari” hanno imposto i governi di destra e sinistra a quella gente che voi chiamate razzista. Troverete tanta esasperazione e forse un po’ meno razzismo.

    Nessuno.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 24, 2010 @ 6:37 am | Rispondi

  2. Caro Nessuno

    qui c’è un fatto palese: il sindaco di Adro ha rifiutato i soldi offerti da Formigoni per aiutare i più poveri. Forse si dovrebbe chiedergli perché lo ha fatto. Questo rifiuto ha svuotato le casse del Comune e gli ha “imposto” di conseguenza di usare il poco rimasto solo per i cittadini italiani, chiudendo la porta in faccia agli altri, spingendoli così ad andarsene. In tal modo il sindaco Lancini ha creato una guerra tra poveri. Gli stranieri, in quanto umani, si sono sentiti emarginati. Gli abitanti di Adro, non ricchi, si sono sentiti nel pericolo di perdere anche quel poco che restava. Risultato: un’esplosione di razzismo.

    Da questo razzismo nascono i voti per la Lega, che poi, paradossalmente, non sono nemmeno aumentati tanto, anzi sono calati di 177.000 nelle regioni in cui si è votato, ma si sono addensati in modo da procurare due governatori e una miriade di sindaci leghisti.

    Dunque le leggi sono state manipolate e i fondi pubblici sono stati svuotati in modo da produrre disagio e paura, due componenti del voto che sono state ampiamente sfruttate dalla Lega.

    Sali ora a livello ceontrale e ritrovi la stessa tecnica: si fa lo scudo fiscale (lo vota anche la Lega) e si sottraggono miliardi alle casse dell’erario abbassando anche la lotta all’evasione o rendendola ridicola (complice anche la Lega che ha sempre protetto la grande evasione), si fanno operazioni economicamente fallimentari come Malpensa, si evita con cura di abolire enti inutili (come le Province), si continua con la finanza allegra di una PA che dilata le proprie spese pubbliche senza alcun provvedimento di riduzione degli sprechi, si tengono ben alti gli stipendi dei supermanager e si moltiplicano quelli degli assessori e dei consiglieri locali (i leghisti anzi se li triplicano e mmaginiamo cosa faranno col federalismo fiscale! sono peggio di quelli siciliani), si continua con l’assurda occupazione dell’Afhanistan che costa 2 milioni al giorno, si lasciano liberi i rialzi delle bollette e delle tariffe che affonda sempre più chi è povero… di conseguenza si talia il welfare… e poi si sfrutta la rabbia della popolazione impoverita col capro espiatorio degli extracomunitari e si prendono i voti della paura e del disagio.

    A questo punto poco mi importa se i genitori di Adro sono veramente dei razzisti o sono dei poveracci che temono di perdere anche il poco che hanno. Quel che risulta evidente che c’è chi specula sull’immiserimento della popolazione e sulla crisi, perché proprio dalle crisi (vedi post bellico tedesco e successivo avvento di Hitler) e da una propaganda becera nascono le dittature

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 24, 2010 @ 6:38 am | Rispondi

  3. Non pretendo assolutamente di esprimermi su ciò che aveva nel cuore Berlusconi perchè non lo so, lui e Vianello erano sicuramente amici. Ma le mie sensazioni nel vedere queste scene sono state di nausea. Nausea per la mancanza di rispetto, perchè il dolore autentico di Sandra era da lasciare tra le mani dei famigliari. Al suo posto, io, anche se fossi stata la migliore amica di Sandra non avrei invaso la scena, non sarei andata oltre i parenti. Non c’è stato rispetto. è il solito tabù del dolore e della morte. Si può anche sopportare di vedere un attimo di autenticità in un mondo di plastica qual’è quello della televisione. Perchè ergersi a protagonista? è un affare privato, l’affare di una donna che ha amato profondamente un uomo e che merita la possibilità di un momento d’addio sacro e doloroso vicino alla bara del suo amore. Poi i miei occhi hanno notato il solito servilismo, servilismo dei giornalisti, servilismo d’azienda. Infine perchè un uomo tuttora coinvolto in scandali sessuali,processi di mafia e altro può fare la Comunione? E perchè un sacerdote che dovrebbe obbedire teoricamente alla legge di Dio e non di Berlusconi, permette un gesto di questo tipo? Tanto più che è divorziato, risaputamente divorziato e quindi la Chiesa che nega alla mia vicina di casa divorziata la comunione perchè a lui la permette?!!! Non c’è più nessuna credibilità. A mio parere Travaglio ha ragione. Ho avuto modo di seguire alcuni articoli e interventi, con senso critico e non cieco indottrinamento e ho trovato il suo modo di lavorare molto moderato.Semplicemente stufo nel vedere i vari lecchinaggi, ingiustizie, indottrinamenti a cui siamo sottoposti.

    Tatia

    Commento di MasadaAdmin — aprile 24, 2010 @ 8:07 pm | Rispondi


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