Nuovo Masada

aprile 21, 2010

MASADA n° 1124. 21-4-2010. GINO STRADA, un “laico” contro la guerra

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Emergency – Cosa farà Fini da grande? – Berlusconi contro Saviano – I dati conclusivi delle Regionali

La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.
Apologia di Socrate, cap.21, Platone.
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Gioisco con riserva per i medici di Emergency, finalmente liberi.
Se il tentativo di discredito non è riuscito, di certo è andato a buon fine quello intimidatorio
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Luca Popper
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I tre volontari di Emergency sono stati liberati
Robert Allen Zimmerman

E’ evidente che si è trattato di una operazione false-flag.
Il governo afgano c’entra relativamente, essendo un governo fantoccio che si regge solo grazie ad un’occupazione militare. Un po’ come la RSI.
La responsabilità è di entrambi. Gli anglo-americani ordinano, gli afgani eseguono.
Quando il “governo” afgano deve eseguire compiti ardui come combattere l’endemica corruzione non fa nulla. Quando si tratta di affari semplici che non nuocciono agli interessi di nessuno sono veloci a fare irruzioni in ospedali ed ad arrestare medici inoffensivi.
Si dice che a Marjah, nella Regione dell’Helmand, a controllo inglese, è tuttora in corso un’offensiva anglo-statunitense. Nonostante la “presa” della città di notte è preda di bande di talebani che scorrazzano e, si sussurra, decapitano “traditori”, agenti di polizia afgani etc. Una voce che da solo basta a far rimanere tappato nella sua residenza/fortino il “governatore” (se così si può chiamarlo) dell’Helmand.
L’ospedale di Emergency, guarda caso, si trova lì. E dove se non dove c’è bisogno?
Evidentemente quell’oasi di pace, per vari motivi, non piace agli anglo-statunitensi.
Evidentemente stanno poco simpatici ai comandi alleati, dato che i medici di Emergency, in quella turbolenta provincia dove basta essere un occidentale per costituire un bersaglio, non venivano toccati dai talebani.
Sicché i servizi segreti inglesi devono aver piazzato l’arsenale (non difficile per dei professionisti), girato il video-farsa in cui fanno finta di scoprire il tutto e farli arrestare dalla “polizia” (chiamiamola così) afgana.
I soliti denigratori dovrebbero spiegarmi per quale motivo un medico di Emergency, che per sua scelta se ne va ad operare in zone di guerra rischiando la vita, dovrebbe voler attentare la vita di un “governatore” di una provincia afgana che conta quanto il due di coppe quando regna bastoni.

EMERGENCY
Wikipedia

Emergency è una ONG italiana, fondata nel 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti (morta da poco).
Emergency si dichiara neutrale rispetto alle parti in causa di qualsiasi conflitto: secondo la sua filosofia tutti hanno diritto a cure qualificate e gratuite.
E’ presente in Iraq, Repubblica Centroafricana, Sri Lanka, Cambogia, Afghanistan, Sierra Leone, costruendo e gestendo ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l’assistenza medica di base. Tra questi vi è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei 9 paesi confinanti.
In Italia, a Palermo, dall’aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti.
Emergency ha portato a termine i suoi programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina e a Medea, in Algeria, in Kosovo, in Iraq, in Angola e in Sri Lanka.
Attuale presidente della ONG è Cecilia Strada, chiamata a ricoprire la carica che fu della madre, Teresa Sarti.

Parallelamente agli interventi umanitari all’estero, l’attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti umani. Questo lavoro è possibile grazie all’impegno sul territorio italiano di circa 200 gruppi con circa 4000 volontari; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza.
Nel 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal Trattato di Ottawa;
nel 2001 propone l’iniziativa Uno straccio di pace, contro la guerra in Afghanistan;
nel 2002 promuove l’iniziativa Fuori l’Italia dalla guerra, una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
nel 2003 derisce all’iniziativa Fermiamo la guerra, firmiamo la pace, una raccolta di firme per proporre una legge per l’attuazione dell’art. 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La legge è stata portata nel parlamento italiano e, dopo una breve discussione, è stata bocciata;
Nel 2008 Emergency elabora il “Manifesto per una medicina basata sui diritti umani”: il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
Nel 2009 Emergency promuove la campagna Io non ti denuncio in difesa del diritto all’accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica.

Emergency è intervenuta in 13 paesi dal 1994 a oggi con:
7 centri medici
Anabah, Kabul, Lashkar-gah (Afghanistan), Battambang (Cambogia), Sulaimaniya, Erbil (Iraq), Goderich (Sierra Leone)
1 centro cardio-chirurgia a Karthoum (Sudan)
3 centri pediatrici
Goderich (Sierra Leone), Karthoum (Sudan), Bangui (Rep.Centrafricana)
1 centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya (Iraq)
1 centro maternità ad Anabah (Afghanistan)
55 FAP (First Aid Post)
re-integrazione sociale di vittime di guerra
laboratorio di tappeti per vedove (Anabah), formazione professionale (Sulaimaniya)
assistenza ai prigionieri (Afghanistan)
1 poliambulatorio a Palermo (Italia) per assistere gli immigrati
interventi una tantum in altri paesi : Ruanda, Serbia, Eritrea, Algeria, Angola, Palestina, Sri-Lanka.
Dal 1994 al 2008 Emergency ha aiutato 3.177.825 persone.

Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato criticato a causa del suo approccio, considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento.
Il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan ha ricevuto particolari critiche. Il progetto è stato criticato perché costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano prima di tutto le strutture sanitarie di più elementare livello, e dove la cardiologia non costituirebbe la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo costituirebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati.
Per il fatto, poi, che la ricostruzione e la sostituzione di valvole cardiache non sarebbe un’urgenza in contesti di tale povertà, Emergency annota che dal 2005 è la stessa OMS a definire le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l’AIDS.Questo accade perché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili, un tipo di malattia diffusamente riscontrabile in tutto il mondo, può sviluppare a causa di questa un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo. La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i 18 anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, ma la maggior parte della popolazione di Africa e Asia non ha la possibilità di curarsi a causa dei costi insostenibili delle cure e dell’inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili.
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GINO STRADA

Faccio il chirurgo ormai da molti anni, e mi sono trovato ad operare a più riprese in almeno 10 conflitti: ho visto la stessa cosa ovunque, il massacro dei civili a causa di guerre dichiarate per ragioni diverse. Le opinioni che noi di Emergency abbiamo sulla guerra nascono dall’aver conosciuto le sue vittime, dal vederle ogni giorno nei nostri ospedali, dal vivere la guerra da vicino. Chi giustifica la guerra, chi esalta le «belle cose» prodotte dalla guerra mente spudoratamente.

Molte più donne sono state ferite o uccise dalle bombe americane in Afganistan, di quante si siano tolte il burqa dopo l’arrivo dei marines, semplicemente perché il 99% delle donne afgane pensa che quella del burqa sia una ossessione occidentale. «Adesso, almeno, le bambine possono studiare» pontificano molti che in Afganistan non hanno mai messo piede. L’istruzione femminile è un problema che non nasce con l’11 settembre, né con i talebani. Emergency sta costruendo scuole femminili in alcune zone rurali dove le bambine non sono mai andate a scuola, e ancora oggi non tutti i genitori sono d’accordo che ci vadano.
Emergency non ha accettato denaro dal Governo italiano, non accetta di fare la cosmesi della guerra, non vuole il danaro offerto con una mano sx da chi spara con l’altra. Per gli stessi motivi, rifiuteremmo i soldi della Fiat per curare le vittime delle mine antiuomo da loro prodotte, o quelli della Nestlé per curare i neonati che rischiano di morire per il suo latte in polvere. Emergency ha mantenuto la stessa posizione nel caso della guerra in Kosovo, rifiutandosi di partecipare al banchetto della famosa Missione Arcobaleno.

L’Afghanistan è pieno di organizzazioni pronte ad accettare i soldi della guerra: se ne sono andate dopo l’11 settembre, per rientrare qualche mese dopo e molte altre sono arrivate per la prima volta nel paese solo dopo i marines. E’ un loro problema, noi abbiamo la nostra etica, e abbiamo il diritto di averla. Anche i soldi per le operazioni belliche che uccidono esseri umani sono danaro dei contribuenti: questo li rende forse puliti?

Si deve restituire alla parola «politica» il suo significato originario di ricerca di principi e regole del nostro stare insieme collettivo. La gran maggioranza degli italiani è contraria alla guerra. Questo non vuol dire che Emergency sia una organizzazione schierata con qualche partito o coalizione. Abbiamo sempre denunciato la guerra come una barbarie, sia quando è stata voluta da governi di csx sia quando a proporla sono stati governi di cdx.

In Italia, anche se molti sembrano averlo scordato, esiste una Costituzione, è stata scritta con l’idea di garantire un mondo più giusto alle generazioni future. L’art. 11 inizia con «L’Italia ripudia la guerra». È tra i «princìpi fondamentali». Vuol dire che la pace è un bene che ci appartiene in quanto comunità, è un valore di tutti e di ciascuno di noi. E questo va rispettato. E invece, in poco più di un decennio, il nostro paese è stato portato in guerra per ben 3 volte, da governi di colore politico diverso. Noi vogliamo che sulla questione fondamentale della guerra siano consultati i cittadini, perché non siamo pronti a farci togliere da nessuno il bene della pace. Non si tratta solo, anche se la cosa è estremamente importante, di non renderci corresponsabili di nuovi lutti e di nuovi crimini. Bisogna anche capire che o si riesce a tenere l’Italia fuori dalla guerra, o non si riuscirà a tenere la guerra fuori dall’Italia. E i cittadini italiani questo non lo vogliono, ne siamo assolutamente certi. Per questo è nata la campagna «Fuori l’Italia dalla guerra», promossa, oltre che da Emergency, da Libera, da Rete Lilliput e dalla Tavola della Pace, un grande schieramento di realtà con culture diverse: vi sono laici e cattolici, senza connotazioni “di partito.
C’è chi ha detto che «la guerra é una cosa troppo seria per lasciarla in mano ai militari». Crediamo che la pace sia una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai politici. Bisogna sentire l’opinione dei cittadini, e rispettarla.

C’è chi ritiene l’etica separabile dalla politica, e non mi sorprende visto che é proprio quello che sta succedendo, e in misura sempre crescente. Ci sono migliaia di bambini iracheni ammalati di tumori e leucemie. E’ una tragedia facilmente verificabile, non una speculazione ideologica. Basterebbe, anche in questo caso come per l’Afganistan, prendere un aereo e andare a visitare qualche ospedale di Baghdad o di Bassora. Che cosa diciamo a quei bambini, e ai loro genitori? Che non è per ragioni etiche che neghiamo loro la possibilità di essere curati?
I risultati della politica separata dall’etica sono sotto i nostri occhi: un mare di ingiustizie e di atrocità che attraversano il pianeta, al solo fine di far guadagnare miliardi a qualche migliaio di persone. Il pacifismo complice del terrorismo? Smettiamola con queste stupide provocazioni. Il terrorismo – l’uso sistematico della violenza su popolazioni inermi – non é altro che la forma moderna della guerra degli ultimi decenni, ed é stato praticato su larga scala. Non solo a New York. E non solo da individui o gruppi armati. E’ stato ed é praticato principalmente da Stati. Chi ne é stato complice? i missionari comboniani o le multinazionali del petrolio? le industrie belliche o i frati francescani? Nei decenni scorsi, non sono stati i movimenti per la pace a far andare al potere le decine di dittatori che hanno massacrato popolazioni in Africa e in Asia e in America latina. E Hitler? E’ tornato di moda citarlo: chi l’ha aiutato a salire al potere? Pacifisti non meglio identificati oppure gli Junker feudali, i magnati dei grandi trust industriali tedeschi e la casta militare del Kaiser? Ci si riferisce alla capitolazione anglo-francese a Monaco che acconsentì alla invasione della Cecoslovacchia? Si vuol far passare don Ciotti per Daladier, e padre Zanotelli per Chamberlain. Quanto siano strumentali queste accuse, lo si capisce ponendoci una semplice domanda: quali sono le analogie con la situazione attuale? Si critica chi vuole che l’Italia non partecipi ad una aggressione contro l’Iraq, rievocando la guerra al nazifascismo. E chi sarebbe, oggi, l’uomo forte che vuole conquistare il mondo? Già, proviamo a chiederlo ai cittadini del mondo: “Chi pensate si consideri al di sopra della legge? Chi secondo voi teorizza il diritto a bombardare chiunque altro per proteggere i propri interessi nazionali?” Un bel sondaggio nel pianeta, i risultati sarebbero davvero interessanti.

Chiede l’intervistatore: “Politici assertori della necessità di «guerre umanitarie» come quella in Kosovo (D’Alema) o pronti a combattere quella in Iraq se l’Onu da il proprio consenso (Fassino) ribadiscono l’importanza di distinguere tra ragioni morali e politiche, optando – ovviamente «con sofferenza» – per le seconde. Ti considerano un moralistica utopico ma poi ti trattano da avversario politico, arrivando a coniare definizioni dispregiative come «pacifismo alla Gino Strada» (ancora Fassino). Non ti sembra una contraddizione?

Strada: “C’è chi pensa che i bombardamenti possano andare a braccetto con gli aiuti umanitari, che addirittura possano integrarsi. Per Emergency, organizzazione laica, questa è una bestemmia. Non vogliamo aver nulla a che fare con chi bombarda, né siamo disposti a lavare loro la coscienza partecipando ai loro “interventi umanitari”. Per quanto riguarda l’Onu, vorrei solo dire che le Nazioni unite nascono con l’obiettivo primario di mantenere la pace mondiale. Più di 30 conflitti insanguinano oggi il pianeta. Macellai e dittatori, e dittatori trasformatisi in presidenti, e presidenti macellai massacrano con i loro eserciti milioni di esseri umani ogni anno. Almeno tre quarti delle loro armi provengono dai cinque paesi membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’Onu, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna. Sono davvero neutrali, super partes, credibili nel promuovere la pace?

La pace si può costruire, la si può praticare. Per esempio promuovendo la giustizia. E’ giusto un mondo dove il 20% degli uomini possiede e consuma l’83 % delle risorse di tutti? Incominciamo a leggere la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Diritti, principi, valori sottoscritti e poi gettati nell’immondizia. Chiediamoci come praticarli, come tradurli in “politica”. Finché non sarà vero che “Tutti gli uomini nascono liberi e eguali in dignità e diritti..”, finché individui e comunità non agiranno “gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, come proclama il 1° articolo della Dichiarazione, continueremo a vivere in un mondo pieno di guerre, e ci sarà spazio per chi, con l’arroganza tipica del più ricco e del più forte, e servendosi della “libera” informazione, continuerà a chiamare pace le bombe, a chiamare giustizia Guantanamo, a chiamare “vittime del fuoco amico” o semplici effetti collaterali i bambini afgani bombardati durante un matrimonio. Sono utopie i diritti dell’uomo esposti nella Dichiarazione universale? Assolutamente no, se ci si impegna a trasformarli in progetti, e nel nostro Paese sono in molti a volerlo fare.

Qualcuno ha messo in piedi questa montatura perché vuole che Emergency, un testimone scomodo, lasci l’Afghanistan. Il regista non è solo afgano. Emergency fa vedere una cosa molto semplice: nonostante tutta la demagogia sulla politica delle missioni di pace, anche se oggi si ammette che siamo lì a far la guerra, fa vedere i risultati della cosiddetta guerra al terrorismo. Il 40% dei feriti sono bambini al di sotto dei 14 anni”. “Noi abbiamo chiesto un corridoio umanitario per evacuare i feriti ma loro hanno fatto un cordone, che chiamano stranamente sanitario, che non consente di farli arrivare ad una struttura sanitaria.
Se qualcuno volesse introdurre una pistola in un qualsiasi ospedale italiano lo potrebbe fare in dieci minuti. C’é sempre la possibilità di corrompere qualcuno e che qualcuno la depositi al momento della perquisizione”.
In ogni ospedale di Emergency ci sono cartelli con la scritta: “niente armi”. “Ma quale italiano – ha aggiunto – che ha un minimo di senso comune può pensare che un medico vada in Afghanistan per far saltare con il tritolo il governatore di una provincia afgana? Mi sembra tutto grottesco”.

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Per la liberazione dei tre prigionieri e di 5 dei 6i afgani, Gino Strada ringrazia soprattutto l’Onu, poi il governo italiano e persino quello afgano, in ordine, nonché «tutti gli italiani che ci sono stati vicini e non hanno creduto nemmeno per un secondo alle infamie contro di noi, così come i giornalisti che hanno respinto le bufale.
«Poi bisognerà vedere chi c’è dietro questa storia di calunnie e aggressioni. Le stranezze non mancano. Ad es. il fatto che il volo di ritorno da Laskhar-Gah di Marco Garatti, sia stato cancellato il giorno prima del suo arresto, cioè il 9 aprile. Il giorno dell’arresto, ovvero il 10 aprile, Marco, che era rimasto nell’ospedale circa una settimana, è andato all’aeroporto e gli hanno detto che il suo volo era cancellato. Così è tornato alla base. Lì, poco dopo, li hanno fatti evacuare dicendo che c’era un allarme bomba. E quando li hanno fatti rientrare hanno trovato i militari e le armi che dicevano di aver scoperto
».

Si va dal ruolo degli americani a quello degli inglesi. Nella “coalizione” c’è fin troppa gente che non sopporta il lavoro di Strada e dei suoi, testimoni spesso scomodi della realtà brutale della guerra. « I punti oscuri non mancano. Prima di riprendere la nostra attività dovremo capire bene chi c’è dietro questa macchinazione, chi sapeva e chi non sapeva. Anche in Italia. Basti pensare che questa ignobile montatura è stata smontata nel giro di 8 giorni e i nostri operatori adesso sono liberi e senza nessuna accusa. E ora sono scagionati completamente e con tante scuse. Bisognerebbe chiedere a chi in Italia ha formulato ipotesi di accuse o adombrato sospetti che non stavano né in cielo né in terra perchè lo ha fatto».

Il governo e il ministro Frattini hanno rivendicato il successo di questa liberazione. ”Noi ci siamo mossi con il segretario dell’Onu che da subito ha considerato le accuse ciarpame. Il governo si è mosso come meglio ha creduto. Comunque, grazie. Ne approfitterò per mandare una maglietta di Emergency a Frattini». Che ne pensa del fatto che la nostra intelligence non abbia saputo prevenire una cosa del genere? «Non lo so. Per dirla con le parole del ministro, prego il cielo che non ne sapessero niente. E non ho motivo di pensare diversamente».

E’ scattata una guerra ad un ospedale. La cosa non mi sorprende perché la logica della guerra è diversa dalla nostra. Nella guerra un ospedale é qualche cosa di strano e di anomalo perché cura e cerca di salvare le vite invece di distruggerle. In Afghanistan sono state eseguite in questi anni 60 mila visite ambulatoriali e ci sono stati 10 mila ricoveri. Abbiamo curato feriti grazie al rispetto delle convenzioni internazionali. Fino a poco tempo fa i trattati venivano rispettati. Anche quando c’era il regime filo-sovietico, i mujaddin, che oggi sarebbero chiamati ribelli, venivano portati in ospedale, curati e riaccompagnati da dove erano venuti. Oggi tutto questo non è possibile. Dopo i bombardamenti non è stato neppure possibile aprire un corridoio umanitario”.

L’Italia fa parte della coalizione internazionale ed è in Afghanistan con tremila soldati per cui paghiamo circa 2 milioni di € al giorno nonostante la situazione del nostro Paese. Ogni giorno 2 milioni di euro dello Stato italiano vanno per proteggere il governo afgano che arresta o rapisce personale italiano. Fossi un politico ci farei sopra una bella riflessione”.

L’accusa a Emergency è assolutamente ridicola. E’ come se in Italia si facesse circolare la voce che Don Ciotti sta complottando per uccidere il papa.
E’ vero che il progetto che Emergency sta portando in Afghanistan non e’ finanziato dalla cooperazione, ma ha ricevuto la ‘conformita” del ministero degli Esteri, e dunque il ministro deve intervenire per far ”immediatamente rilasciare i nostri operatori”.

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Di Pietro

I tre ostaggi italiani sono stati finalmente liberati. Di questa triste storia rimane un boccone amaro da digerire: il fango gettato in questi giorni su Emergency e’ vergognoso. La nostra indignazione nei confronti del governo afgano non arretra di un mm. Eravamo, siamo e saremo al fianco di chi spende la propria vita per rendere meno faticosa quella degli altri, come Emergency. E anche se questo capitolo buio si chiude positivamente per i problemi d’oltralpe in casa c’è poco da rilassarsi.
Sulla crisi e sulle riforme il governo ha messo il silenziatore. L’economia nazionale è in ginocchio. Se da un lato i salari sono fermi al palo e ci classificano fra i peggiori Paesi dell’Ocse (23esimi su 30, peggio anche della Grecia), dall’altro si registrano aumenti vertiginosi nelle spese quotidiane. La conseguenza è un risultato amaro: gli equilibri economici delle famiglie italiane precipitano ed anche arrivare alla terza settimana del mese è ormai un problema. Un problema che non riguarda il Governo in carica, troppo impegnato con le beghe interne al Pdl e alle leggi salva premier.
L’ultima stima elaborata dall’osservatorio prezzi e mercati di Unioncamere ha regalato un’altra analisi dolente: le tariffe pubbliche negli ultimi cinque anni sono aumentate del 15%. Il rincaro riguarda ogni settore: da quello postale a quello ferroviario (+26%), dalle autostrade ai trasporti marittimi (+38%). A pagarne le conseguenze, ancora una volta, sono le famiglie italiane.
Cosa dire delle Rca: il campo assicurativo, liberalizzato nel 1996, è quello che ha subito l’impennata più brusca se si pensa che il rincaro negli ultimi anni è stato del 131,3%, rispetto al +35,3 della zona euro. Per un giovane neo-patentato italiano, oggi, il problema non è soltanto acquistare l’automobile, ma gestirne le spese fra caro petrolio e assicurazioni galoppanti. Il tutto, in un Paese dove l’inflazione continua a salire (+1,4 su base annua, secondo l’Istat), il debito pubblico aumenta di 5 punti percentuali in un solo anno e le entrate fiscali diminuiscono a vista d’occhio.
Come se non bastasse, anche la perdita di posti di lavoro non si arresta. Secondo i dati provvisori forniti dal bollettino della Banca d’Italia il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5% a febbraio, facendo registrare un +1,2 rispetto allo stesso mese del 2009. In Italia un giovane su tre non riesce a trovare lavoro. A peggiorare le prospettive di occupazione il fenomeno della delocalizzazione del made in Italy, le aziende preferiscono l’outsourcing, spostando la produzione verso Romania, Cina e India. E mentre l’Italia guarda all’estero, l’estero fugge dall’Italia e le multinazionali, come la Glaxo, chiudono bottega in Veneto e lasciano a spasso 500 lavoratori.
Serve uno scatto d’orgoglio, il Paese deve reagire ad un Governo incapace che limita perfino il compito dell’opposizione. IdV vorrebbe collaborare alle riforme economiche ma è impegnata a bloccare la deriva antidemocratica portata avanti dal cdx. Occuparsi del dramma economico dovrebbe essere una priorità, in un Paese sull’orlo della bancarotta, ed invece siamo impegnati su altri fronti per recuperare gli errori di questa maggioranza con manifestazioni, interrogazioni parlamentari, sit-in e referendum contro la privatizzazione dell’acqua, contro il nucleare e l’incostituzionalità del legittimo impedimento.
Purtroppo, signori del governo, la crisi economica in Italia esiste ancora, anche se le aziende del Premier e dei vostri amici vanno a gonfie vele.

Che cosa farà Fini da grande?
Eugenio Scalfari (sunto)

È ancora un possibile delfino di B? O un competitore? Un uomo di dx? O un liberale? ..Non saprebbe rispondere nemmeno lo stesso Fini.
Certo non è mai stato il delfino di B e mai lo sarà. B non vuole delfini. Non solto perché non si fida, ma perché non c’è nessuno come lui. Lui è un’anomalia assoluta, un fantastico imbonitore, capace di indossare qualunque maschera e di compiere qualunque bassezza che gli convenga.
Quando sarà arrivato al culmine del percorso avrà tutto: il potere, la ricchezza, l’ubiquità, l’immunità. Che cos’altro può desiderare chi ha il culto di se stesso come obiettivo supremo da realizzare? Perciò nessun delfino. “Dopo di me il diluvio”
Perciò Fini non ha nessun avvenire dentro il Pdl dove i suoi colonnelli d’un tempo l’hanno già tradito e i suoi marescialli di campo lui finiranno con l’abbandonarlo.
La Polverini l’ha mollato il giorno stesso in cui fu eletta; Alemanno è sulla soglia, Ronchi appena un passo indietro. Fini, a questo punto, ha l’immagine d’un liberal-democratico, attento ai diritti e ai doveri e alla legalità. Allo Stato di diritto. Quale avvenire politico può avere dentro il Pdl? Nessuno. E fuori? Fini potrebbe mettere in crisi il governo, ma nella canna del suo fucile ha soltanto quella cartuccia. Sparata quella stop. È e potrà continuare ad essere un buon presidente della Camera o del futuro Senato federale o addirittura aspirare al Quirinale.
Non è un brutto avvenire ma non è facile; presuppone molta intelligenza, molta correttezza e coerenza. Fargli gli auguri significa farli a tutti.
Nel breve termine può darsi che formalizzi la sua rottura o accetti un armistizio; ma la sostanza non cambia.

L’altro protagonista è la Lega. Molto più rilevante di Fini perché ha dietro di sé milioni di voti e controlla la parte più ricca e produttiva del Paese.
Non è alleata al Pdl ma a B. Ha bisogno di B perché è il suo amplificatore su scala nazionale. Non ha nessuno con le stesse capacità demagogiche. Bossi è un’icona ma non ha carisma. Ha bisogno di B quanto B ha bisogno della Lega. E il Pdl senza B cessa di esistere. E’ un triangolo rovesciato; nei due angoli sopra ci sono B e la Lega, nell’angolo sotto il Pdl. Due padroni e un sottopadrone. Fini si ribella a questo ma non ha la forza di disfarlo anche perché il cemento che sostiene l’intera costruzione è nelle mani di Tremonti.

Guardiamo ora le banche del Nord. La Lega vuole instaurare una autarchia finanziaria e bancaria nordista: la banca territoriale. Se riescono in questo intento sarà una catastrofe per l’intero sistema economico italiano.
Bossi è esplicito: “La gente ci chiede di prenderci le banche e noi le prenderemo”. Le prenderanno passando attraverso le Fondazioni bancarie e insediando persone fidate nei vertici delle banche, fidate per la Lega e per Tremonti, due ganasce della stessa tenaglia. Quale gente glielo chiede?
La Padania è un insieme di medie, piccole e piccolissime imprese; le grandi e le grandissime si contano su un solo dito. Le banche e le Casse di risparmio hanno qui la loro clientela per i depositi raccolti e gli impieghi erogati. Ma solo una parte. Se sono banche di grandi dimensioni i loro sportelli di raccolta sono su tutta l’Italia e i loro impieghi e ovunque in Europa. Ma la gente di Bossi vuole che il grosso degli impieghi rimanga a nord anche se si tratta di impieghi non garantiti e concessi a condizioni di favore: raccolta di depositi ovunque, impieghi nel Nord. Questa è l’autarchia finanziaria leghista: il credito politicizzato.
Nella famigerata Prima Repubblica, un concetto del genere non era neppure pensabile, era una bestemmia.
Il credito è una linfa che circola in tutto l’organismo e affluisce là dove c’è bisogno ed è il mercato a stabilire la sua locazione ottimale. Perciò suscita stupore che Chiamparino parli della torinesità dei dirigenti di Banca Intesa e Cota e Zaia chiedano la dirigenza di Unicredit, mentre Tremonti fonda la Banca del Sud e consolida i rapporti con le Generali.
Morale: il sistema bancario italiano si isolerà dal sistema internazionale. Un’aberrazione che basterebbe da sola a squalificarli.
La Lega diventa una Vandea.

Si riunisce la direzione del Pd.
Il Pd, come la DC, aveva un radicamento nel territorio. Dove è finito?
La Dc era radicata in parrocchie, associazioni cattoliche, oratori, cooperative bianche. Il Pci ricavava invece il suo radicamento dal fatto che i comunisti erano licenziati dalle fabbriche o mandati nei reparti di confino. Occupavano le terre insieme ai contadini, morivano sotto il piombo dei mafiosi insieme agli operai scioperanti nelle zolfare siciliane e nelle cave calabresi. erché i comunisti erano radicati sul territorio.
Il radicamento sul territorio dipende dalla condivisione della vita dei dirigenti con quella del popolo che li segue. Se quella condivisione non c’è, il gruppo dirigente galleggia sul vuoto. La dirigenza del Pci era fatta di intellettuali che vivevano come proletari e in mezzo ai proletari. Se non c’è comunità, non ci sono partiti ma gusci vuoti. Mancano i don Milani e i Di Vittorio, se ci fossero molte cose cambierebbero in quest’Italia di maschere e di generali senza soldati.
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Berlusconi non perde occasione di avvalorare la mafia

In chiusura alla conferenza stampa con Maroni sulla lotta alla mafia, B se ne esce con questa agghiacciante battuta:
«La mafia italiana, non so in base a quale classifica, risulta la sesta nel mondo, ma in realtà è la più conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto dalle serie tv come La piovra, vista in 160 Paesi, e anche dalla letteratura, come per esempio Gomorra. Noi invece ci siamo posti come obiettivo quello di contrastarla».
A fine novembre dell’anno scorso, B aveva attaccato la serie sulla Piovra dicendo: «Se trovo chi ha fatto le serie della Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura, lo strozzo».
Di Pietro chiede al premier di «scusarsi» con Saviano, e critica la lotta alla mafia senza commentare i dati forniti da Maroni, ma trovandoli «singolari» a prescindere, poiché arrivano nel giorno in cui viene chiesta la condanna a 11 anni per concorso esterno in associazione mafiosa per il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri.
“Le parole di B sono audaci e mistificatorie. In Consiglio dei ministri evidentemente si usano sostanze stupefacenti».
Risponde Saviano:
“Chiederei di porgere le sue scuse non a me, ma ai parenti delle vittime di tutti coloro che sono caduti. Accusare chi racconta il potere della criminalità organizzata di fare cattiva pubblicità al paese non è un modo per migliorare l’immagine italiana quanto piuttosto per isolare chi lo fa. Raccontare é il modo per innescare il cambiamento. Questa é l’unica strada per dimostrare che siamo il paese di Giovanni Falcone, di Don Peppe Diana e non il paese di Totò Riina e di Schiavone Sandokan”.
..
Dati conclusivi delle Regionali

L’Istituto Cattaneo legge i dati elettorali come una sonora batosta elettorale del Pdl, ha perso 4 milioni rispetto al 2008 (-40, 3%), o 2,4 milioni di voti rispetto al 2009 (-28.9%).
La Lega Nord ha raccolto 2,75 milioni di voti, perdendone 117 mila rispetto al 2008 (–4,1%) e 195 mila rispetto al 2009 (–6,6%).
Persino in Piemonte, nonostante la vittoria di Cota, la Lega ha preso meno voti sia rispetto al 2008 (–7,5%) che al 2009 (–15,8%).
Nelle 13 regioni i voti complessivi sono stati nel 2010 8,755 milioni, rispetto agli 11,378 di un anno fa.
Il PD ha perso quasi 4,5 milioni rispetto a 2008 (–43,3%) e oltre 1,1 milioni rispetto al 2009 (–15,9%). Però si tratta di un dato allineato all’astensionismo. Il Pd quindi non riesce a “trattenere” i suoi elettori rispetto più che a perdere consensi in modo netto, come accade al PdL.
Di Pietro ha preso 1,565 milioni di voti, guadagnando 272 mila voti rispetto al 2008 (+21,0%), ma con un ridimensionamento rispetto al 2009 di 474 mila voti (–23,3%, ben più del trend astensionistico).
La sx radicale invece ha ottenuto 1,404 milioni di voti, guadagnando rispetto al crollo nelle politiche del 2008 (+138 mila voti, +10,9%), ma non replicando il dato del 2009, perdendo quasi mezzo milione di voti (–26,1%). Solo in Puglia i partiti di sinistra avanzano di 171 mila voti rispetto al 2008 e di 52 mila rispetto al 2009. Nelle 13 regioni i voti complessivi sono stati nel 2010 sono stati (Pd + Idv + Sinistra radicale) 8,821 milioni, rispetto agli 10,897 di un anno fa. Rispetto alla batosta del 2008, il csx (anche nella sua accezione più ampia) continua quindi a perdere molti voti, ma riduce sensibilmente il distacco rispetto ad un anno fa.
L’Udc ha perso voti rispetto al 2008 (–350 mila voti, ossia –21,9%) e anche rispetto al 2009 (–376 mila voti, –23,1%). Se il 1° valore è in linea con la dinamica della partecipazione elettorale, il 2° non lo è e corrisponde a un declino sostanziale dei consensi. L’Udc nel 2010 ha raccolto nelle 13 regioni 1,249 milioni di voti validi. Non ha pagato per Casini la scelta dei due forni, ma paradossalmente è aumentato il suo potere contrattuale nei confronti dei due schieramenti, visto il distacco minimo tra cdx e csx. E’ molto probabile che in futuro Casini si riavvicini a B, che potrebbe servirsene per fronteggiare lo strapotere della Lega e lo “squilibrio” verso nord della sua coalizione. Il crollo dei voti del PdL – di cui sembra essersi accorto il solo Sandro Bondi, chissà perché – e lo strapotere leghista, peseranno, e molto, nei prossimi 3 anni.
Sul consenso della Lega nord, comunque, occorrerebbe riflettere: si è limitata a mantenere i suoi voti ed è distante dai consensi del 1996, quando superava abbondantemente i 3 milioni di voti.
A sua volta il csx ha molto da riflettere. Le elezioni sono andate meno male che al PdL. Ma questo non è affatto consolante, anzi: è normale, se si pensa che ad essere delusi sono in genere gli elettori di chi governa, non di chi si oppone. I partiti di csx però hanno perso quasi 2,1 milioni di voti rispetto al 2009. Rispetto ad un anno fa il calo di consensi di Idv e Sx radicale è superiore all’astensionismo, mentre quello del Pd è inferiore.
Quello che questi tre partiti dovrebbero capire è perché la delusione dell’elettorato di cdx non si sia tramutata in una vittoria del csx. Se Pd, Idv e sx radicale avessero semplicemente conservato i voti di un anno fa (europee 2009, un voto complessivamente negativo per l’opposizione), oggi commenteremmo i risultati elettorali in modo molto, molto diverso.
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Il sovrano regna ma non governa
Massimo Giannini

Questo è il paesaggio italiano di metà legislatura. Questo è il travagliato “mid-term” berlusconiano, quello di un sovrano che regna ma non governa. Si verifica quanto avevamo più volte previsto: il grande “partito di massa dei moderati” non è mai nato. Quel progetto, per stare in piedi, aveva bisogno di una politica. E B una vera politica non l’ha mai costruita. Ha assemblato schegge di partito, tenendole insieme con il cemento degli interessi. Questo è il risultato. Altro che “la nave va”, secondo il vecchio adagio di Craxi. Altro che tre anni di navigazione con il vento in poppa, libero dalle tempeste elettorali e sulla rotta delle grandi riforme istituzionali, come i berluscones avevano gridato con bugiarda prosopopea dopo le regionali del 28 marzo. Oggi, a meno di tre settimane da quel posticcio trionfo, persino il presidente del Senato Schifani, da sempre più realista del re, deve avvertire la corte che “quando una maggioranza si divide non resta che tornare alle urne”. Magari non si arriverà alle elezioni anticipate. Ma la “corazzata” di B fa acqua da tutte le parti, e naviga a vista in mezzo agli scogli. Ha il consenso, ma non ha più una politica. Solo un Pd irresoluto e irresponsabile poteva pensare di offrirgli una sponda sulle riforme, rimettendo persino in discussione l’obbligatorietà dell’azione penale. Non si capisce cosa ci sia di così “dolce” a naufragare in questo mare.
..
Beppe Grillo e le giravolte del PD

La Camera ha approvato con 435 voti a favore, 21 contrari e 41 astensioni la legge salva Errani-Formigoni. La coppia stagionata dalle molte legislature di presidenza delle Regioni Emilia Romagna-Lombardia per ora è salva. La legge, che vieta la ricandidabilità dopo due mandati consecutivi, ne impediva l’elezione fino a ieri. Con il decreto ad hoc Errani e Formigoni sono riverginati, gli è stato ricucito l’imene elettorale. La legge votata dai deputati è la prova provata della ineleggibilità di Errani e Formigoni. E’ una legge a posteriori per legittimare un comportamento fuori legge a priori. Il decreto salva liste è un’istigazione a leggi ex post fai da te. Hai evaso il fisco? Nessun problema, ti riunisci in salotto con i famigliari e fai un decretino ex post con uno scudo fiscale. Sei stato licenziato insieme ad altri precari? Convochi un’assemblea per approvare una legge per il reintegro immediato. Non riesci a pagare le bollette dell’acqua, della luce e del gas? Scrivi una legge ex post per un’autoriduzione del 100% e la spedisci a Equitalia con affrancatura a carico del destinatario. Calderoli dovrebbe bruciare Il Codice Civile e il Codice Penale. Sono inutili. Ogni legge si può cambiare dopo il reato. E’ la semplificazione della democrazia, l’ingresso in un nuovo mondo in cui ognuno può fare il c…o che gli pare a norma di legge ex post. Il decreto salva Errani-Formigoni deve essere ancora approvato al Senato, ma è una formalità. I senatori sono persone ubbidienti. Poi dovrà firmarlo Napolitano, ma anche questa è una formalità. Il decreto però è incostituzionale e mi impegnerò per farlo decadere. Nel frattempo, mentre è in vigore, ognuno potrà farsi la sua legge, leggina, decreto, decretino ex post. Neanche gli dei possono cambiare il passato, ma i nostri politici ci riescono senza alcun problema, così come ci fottono con naturalezza il futuro. Il corruttore diventa presidente del Consiglio, il mafioso un eroe, Errani e Formigoni presidenti di Regione. La realtà ti fa schifo? La legge è contro le tue attitudini naturali di grassatore, ladro, mafioso, estorsore? Tutto questo appartiene al passato. Con la legge ex post sarai un altro uomo, forse da grande potrai fare anche il deputato.
..
I voti a favore sono stati 435 a fronte di 21 contrari e 41 astensioni. Contro la leggina-sanatoria hanno votato i deputati di IdV e i radicali eletti nelle liste del Pd. Un ringraziamento da parte mia ai deputati del PD che hanno votato a favore di questa leggina.
spero che vi arrivi anche solo l’uno per cento di quello che vi auguro.
Mauro Medeot
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Forse la religione è una cosa troppo importante perché se ne occupino i preti.
Viviana
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Il male, a farlo si finisce per non riconoscerlo.
s.p.
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L’etica pretofila
Paolo De Gregorio

Un luminoso esempio di collaborazione dei preti con la giustizia: il sacerdote brasiliano che ha trovato il corpo della povera ragazza, Elisa Claps, di Potenza uccisa e ritrovata nel sottotetto della chiesa, non ha denunciato il fatto e solo dopo 4 mesi, di fronte ad un interrogatorio di polizia, ha ammesso il fatto.
Esattamente come per la pedofilia, il comportamento dei preti di fronte a qualcosa che può danneggiare la Chiesa è schifosamente omertoso, elusivo, omissivo, stende silenzi, compra silenzi, a volte è minaccioso, insomma l’esatto contrario di un comportamento etico, che sarebbe obbligatorio per chi vuole giudicare i peccatori.
Da 30 anni almeno la Chiesa copre le malefatte dei suoi ministri, tutti i vertici hanno sempre saputo tutto e hanno sempre coperto tutto, Papa compreso.
Con immensa spudoratezza la Chiesa oggi fa la vittima di fronte alle denunce dei giornali di mezzo mondo, e sostiene di essere perseguitata come lo furono gli ebrei.
Il magistrato di Milano che ha parlato della totale mancanza di collaborazione perché non ha mai ricevuto denunce da parte della Chiesa, ma solo dagli abusati o dai familiari, è stato immediatamente e irritualmente fatto oggetto di indagine da parte degli ispettori alfanidi.
Insomma questi lugubri scarafoni neri sostengono che non fanno politica e invitano a non votare la Bonino e la Bresso, fanno vincere la Lega e la Lega ringrazia impegnandosi a contrastare la pillola abortiva, coprono i pedofili e danno la colpa ai giornalisti e i perseguitati sono loro. Prendono l’8 per mille sulle tasse degli italiani e fanno vincere da 50 anni la dx.
Non sarebbe meglio che ognuno di noi prima di devolvere l’8 per mille alla Chiesa ci pensasse 10 volte?
..
In questa democrazia la maggioranza non basta
Rosario Amico Roxas

Volendo tirare delle conclusioni circa gli ultimi e ultimissimi eventi, possiamo dedurre che in democrazia, in questa democrazia, avere una maggioranza schiacciante nei due rami del parlamento non basta per governare.
Gli eletti, non dal popolo ma dalle segreterie dei partiti, per potere governare hanno bisogno di essere protetti da immunità; protetti da chi ?
Da se stessi !
Nessuno li ha infatti obbligati a operare in maniera così scorretta da cadere nelle maglie della giustizia e, quindi, chiamati a rendere conto alla “legge uguale per tutti”. Ecco, quindi , la ragione delle varie immunità che la casta legifera a proprio favore, ultimo parto in anestesia presidenziale, l’impedimento… purchè legittimo…. Chi deve giudicare la legittimità dell’impedimento ???? Semplice… lo stesso impedito…!
Per potere imporre il rigore legale e morale al popolo, piuttosto attonito, la super-casta ha bisogno di essere esonerata dal rispettare il rigore legale e morale che vuole imporre agli altri.
Paradossale, anzi no… italianissimo !
Ma nel popolo si verifica uno spontaneo ritorno alla moralità, ma non per libera scelta o per imposizione, e neanche per convincimento, ma solo per l’austerità che incombe e che si è impadronita delle classi più disagiate (transitate dalla povertà alla miseria), ma anche di quelle mediane ( in marcia solenne verso la povertà).
Si erge, imponente, il muro che separa i privilegiati, (pochi ma….buoni), al riparo da tutto, dalla miseria, dal bisogno, dall’austerità, dai problemi quotidiani e, ora, financo dalle leggi “uguali per tutti”, dalla gran massa degli italiani assoggettati a tutto e a tutti, costretti a sperare, a immaginare, a credere, e tornare a vivere dentro i valori imposti dall’austerità incombente, senza convinzione, con sacrificio, con riluttanza, perché tutti vorrebbero (o vorremmo) fare il gran salto e superare quel muro dietro il quale si vive di privilegi immeritati ed abusi.
Un muro in cemento robustissimo alla base, ma malleabile da un certo livello alla cima, per favorire i più intraprendenti a tentare la scalata; si tratta di quel ceto oltre il medio che vive di politica ma non nella politica, trae benefici dalla politica ma deve rendere conto, devo ubbidire, deve eseguire, non comanda, neanche a se stesso, ma ha imparato a credere….ubbidire e…. sbafare.
L’intero paese assiste a queste scalate, sogna oltre il muro ma deve fare i conti con la realtà che impone una classe politica inadeguata, inventiva, fantasiosa, superficiale, interessata, coinvolta nelle più audaci ruberie, protetta anche, se non principalmente, da se stessa.
..
Reato di povertà
Rosario Amico Roxas

Non è un caso che accada proprio in un paese con sindaco leghista, rientra perfettamente nella logica egoista del possesso, che non guarda in faccia a nessuno.
Poi magari si tratta del medesimo sindaco che ha sproloquiato per il mantenimento del crocifisso nelle scuole.
Intanto i bambini i cui genitori sono “sofferenti” nel versare la propria quota che da diritto al pranzo, vengono emarginati, espulsi durante l’ora del pranzo oppure nutriti a pane e acqua.
Questo compostamente è stato definito abominevole, ma il sindaco leghista deve guardare all’elettorato, ai voti, ai consensi e non può dare seguito ad un qualunque sentimento di correttezza e di giustizia.
Si dice che il pranzo a scuole è un servizio extra, non obbligatorio e quindi i genitori, giunta l’ora del “digiuno” dei propri figli, dovrebbero andare a ritirarli. Rimane integra la discriminazione che non è facile da spiegare ad adolescenti che vengono trattati come fastidiosi mendicanti.
Non si tratta di un n caso isolato o eccezionale, già le cronache ci avevano abituato a escalation leghiste con la definizione di “reato” il gesto di chiedere l’elemosina; reato che avrebbe dovuto prevedere la confisca del “corpo del reato” più la somministrazione di una multa.
Che il figlio ignorante di Bossi venga imposto all’elettorato e venga eletto consigliere regionale con 150.000 euro l’anno di appannaggio, risulta, così, un atto dovuto; così come la nomina del medesimo, più conosciuto come “la trota”, nel consiglio di amministrazione dell’Ente Fiera di Milano, con diritto ad auto blu, rimborsi spese, benefit, e altri 150.000 euro annui “una tantum”.
I fondi ci sono per questo nutrimento alla trota, mancano per il pranzetto di alcuni bambini, in un momento di socializzazione che si trasforma in un una ora eterna di volgare discriminazione che punisce il delitto più moderno: la povertà.
..
Lotta alla mafia …???
Rosario Amico Roxas

L’idea “zero latitanti” lanciata come un guanto di sfida dal cavaliere, è credibile, anzi rientra nel programma.
C’è, in atto, nel panorama mafioso, un ricambio qualitativo, oltre che generazionale; i mafiosi (quelli con tanto di diploma rilasciato dalla cupola) sono diventati un pericolo per gli affari del gruppo economico di potere che fa capo al cavaliere, per cui è credibile che vengano usate le forze dell’ordine per neutralizzarli con l’arresto e la confisca dei beni. Ma l’arresto non significa azzeramento, ma solo sostituzione di persona: al mafioso, noto come tale, succederà un colletto bianco, teoricamente insospettabile, che fungerà da esecutore di ordini secondo il piano P2 che prevede la concentrazione dell’80% del patrimonio nazionale in mano al 10% della popolazione (in atto è “solo” il 50% in mano al 15% della popolazione), in un processo di “argentinizzazione” dell’economia, con la costituzione di ingentissimi patrimoni ben collocati in isole felici.
La lotta alla mafia di questo governo è fumo negli occhi degli ingenui; si tratta solo di una lotta interna al medesimo circuito mafioso, dove in gioco è il predominio, da una parte con la violenza, dall’altra con l’uso criminale del potere istituzionale.
Intanto arrivano al cavaliere i messaggi criptati da parte di Dell’Utri, che confessa di trovarsi in politica esclusivamente per potersi difendere in questo processo; un messaggio che dice, in linguaggio squisitamente mafioso, “simul stabunt, simul cadent” (insieme sono stati così insieme cadranno).
Quando un governo fa leggi salva-liste con validità retroattiva per affermare la propria coercitiva autorità, e quella che dovrebbe essere l’opposizione le vota, vuol dire che la democrazia è andata a farsi benedire!
Vuol dire che a chi che ci governa interessa solo poter continuare a comandare e tenere in pugno noi cittadini costringendoci a subire ingiustizie e vessazioni!
….
Minzolini fa perdere audience a Rai 1. 700.000 ascoltatori in meno

Quando arriva il tg, la gente cambia canale.
Un calo di due punti alle 13,30 e di 2 alle 20. Meno 4 rispetto a Riotta, e meno 2 su Mimun.
Un danno anche economico, visto che un minuto di spot è valutato tra i 102 e i 120 euro. Grazie a Minzolini, la Rai ha perso 3,6 milioni di euro.
ti Auditel degli ultimi sei mesi che Rizzo Nervo, consigliere Pd, presenterà lunedì al Cda.
L’Idv chiede le dimissioni di Minzolini.
A Saxa accadono “cose mai viste”: “compravendita” con nomine e doppi incarichi, nuove rubriche assegnate, promozioni varie a chi ha firmato il documento “pro-Minzolini”, 4 giornalisti mandati via perché non gli stavano simpatici.
La Rai ha debiti per quasi 100 milioni di euro e quasi 50 di rosso in bilancio. Si può permettere uno che dipende dal capo della concorrenza?
Intanto noi boicottiamo il tg1 !
..
Tredicenne si risveglia dal coma dopo 24 ore e parla solo in tedesco

I medici che avevano in cura una ragazzina croata di 13 anni sono rimasti sconvolti quando la teenager, rimasta in coma per poco più di 24 ore, si è risvegliata ed ha iniziato a parlare in tedesco. È successo a Knin, cittadina del sud della Croazia. La ragazza, che studiava tedesco a scuola ed aveva iniziato da poco a seguire la tv tedesca, non era però mai stata molto brava nella lingua teutonica: dopo il risveglio dal coma invece – per motivi misteriosi che i medici stanno cercando di capire – la tredicenne ha praticamente smesso di parlare croato, e parla soltanto un tedesco perfetto.
«Non si può mai sapere cosa succeda nella mente umana quando si esce da uno stato di coma – ha detto il direttore dell’ospedale – abbiamo qualche teoria, ma al momento non sappiamo con esattezza come sia successo».
La condizione è talmente rara che sono stati tanti i medici che hanno voluto esaminare il caso della ragazzina, compresi medici tedeschi. «Il caso ha attratto molto interesse, non solo da parte dei media ma anche tra i medici stessi», ha detto l’infermiera Marika Lenovic.

http://www.unita.it/img/upload/image/17bobo.jpg

RIDIAMARO : – )

Esposito

Nostalgia dei bei tempi andati:
– i comici facevano i comici,
– i politici facevano i politici,
– i ladri facevano i ladri,
– gli economisti facevano gli economisti
– le massagiatrici facevano i massaggi
– le mignotte facevano le markette
– i giornalisti intervistavano i politici;
– il popolo lo prendeva nel solito posto
come era bello…
Oggi:
– i comici fanno la politica
– i politici fanno i comici
– i politici fanno i ladri
– i ladri fanno la politica
– gli economisti fanno i comici
– le massaggiatrici fanno le markette
– le mignotte fanno la politica
– i giornalisti intervistano i giornalisti
l’unica cosa che rimane uguale:
il popolo lo prende sempre nel solito posto
….
Tredicenne si sveglia dal coma e parla solo tedesco
Berlusconi si sveglia da un sonnellino ed è diventato democratico
Viviana
..
JENA
FINI
Ma che c’avete creduto?
..
Viviana

Dell’Utri dice che se lo assolvono se ne va dalla politica.
B manco quello.
..
Chiesti 11 anni per Dell’Utri.
Previti 2: “Embè?”
..
Atti di fede
Gli angeli hanno portato la casa della Madonna a Loreto
E B ha portato la casa del potere ad Arcore
..
Per l’incontro con le vittime della pedofilia bastava Malta
Per quello coi preti pedofili non basterà Roma
..
Coma transitorio
Fini è uno che ci prova
Poi, quando ci ha provato, si addormenta
B lo batte sul coma
..
Dalla padella…
Bertone: ”Gli omosessuali son tutti pedofili. Nella Chiesa ovviamente.”
Tre vizi in uno: preti, omosessuali e pedofili!
..
Non finirà mai….!?
Dopo il presidentato a vita, B si sta preparando una Sindone
I diritti a Mediaset
..
Riunione semicarbonara di Bersani
Faranno un gruppo autonomo?
..
Cos’hanno mangiato Fini e B ieri sera?
Rospi e vipere?
Oggi è dedicato
a San Bicarbonato.
..
Matteoli non seguirà Fini
Per la serie
“Il mio regno per un Cavaliere!”
..
Napolitano vede che il Pdl sta per sfasciarsi
E trema per le riforme
Ha paura gli si secchi la penna?
..
Cattiverie, da Il fatto

Alla notizia “E’ morto Vianello”,
il Presidente Napolitano
ha prontamente replicato:”Dove devo firmare?”

Una biga a tre
Viviana

Fini tira per Roma capitale, l’unità nazionale, gli aiuti al sud, il bilanciamento delle istituzioni, i contrappesi al premier, la difesa di magistratura e polizia, un parlamento forte, un governo condiviso, la cittadinanza più facile
Bossi tira Legnano capitale, la secessione, gli aiuti al nord, i poteri regionali, il federalismo fiscale, magistrati e poliziotti a elezione locale, una Camera regionale, un Lega che dà ordini al premier e un bel razzismo di stato
B tira sul presidenzialismo forte, la capitale ad Arcore, l’azzeramento del parlamento, una magistratura embedded, governo a comando unico, gli aiuti a Fininvest, regioni sguarnite, polizia disarmata, assenza di contrappesi, fine delle istituzioni, media imbavagliati.
Tutti e tre vantano false radici cristiane.
Per ora l’unica cosa su cui concordano è l’8 per mille e l’accanimento sulle donne.
Non sarebbe l’ora che proprio le donne dessero a tutti e tre una bella rovesciata?
..
Direttamente da MINA
Ma che biga è ? E’ una TRIGA?

Una biga a trois
me l’ha data tempo fa
una strana società
vecchia amica di papà
Una biga a trois
(beh, che c’è!)
a trois, a trois, a trois!
Una biga a trois
è una grande novità
assomiglia ad un sofà
non a poli ma a trois.
Una biga a trois
fortunato chi ce l’ ha!
Poverina, lei non sa
d’esser piena di quaqua
una biga a trois
ma chissà dov’è che va
ma che bella società
è felice chi ci sta
e ognun mangia per trois
a trois a trois a trois

..
http://masadaweb.org

10 commenti »

  1. Intercettazioni si !

    Se si legge Il CASO GENCHI di Montolli, storia della PERSECUZIONE subita da GENCHI , poliziotto che sa troppe troppe cose di TUTTI , si capisce perchè si vuole abolire le intercettazioni e quindi anche LA GIUSTIZIA ! intercettazioni SI !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 21, 2010 @ 4:08 pm | Rispondi

  2. Ed il rifiuto al rientro dei tre con il volo di Stato ha un “vecchio” sapore di orgoglio.

    Lontani profumi di altri tempi ed uomini che si ripropone; finalmente.

    E=mc2

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:16 am | Rispondi

  3. Sono contenta che lo abbia fatto. Esistono ancora uomini degni di questo nome.

    Ma vedere che non si desiste dal tirarlo in appartenenze che non gli corispondono offende il mio senso della verità: chi lo chiama comunista e chi imperialista, chi lo dice ateo e chi cristiano. C’è gente che non è capace di concepire un volontariato laico e libero da appartenenze coatte. Sono persone che non riescono ca concpire la libertà nemmeno per sé

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:16 am | Rispondi

  4. Senza voler tirare Gino Strada da nessuna parte ed ovviamente auspicando che continui a fare soprattutto il chirurgo …. ed anche provando una notevole orticaria per qualunque tipo di leaderismo … non posso fare a meno di affermare che sarebbe oggi probabilmente l’unico possibile leader della sinistra al quale si potrebbe concedere credito …

    Raf

    P.S. Quello che è arrivato a definire Strada “imperialista”, un noto mentecatto malato di esibizionismo e per questo giustamente a suo tempo cacciato dalla redazione di Report, non merita nemmeno di essere nominato ….

    senza firma

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:16 am | Rispondi

  5. Luttwak? Concordo.

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:17 am | Rispondi

  6. No, non è Luttwak, pure se anche lui è un mentecatto … Luttwak ha fatto intendere ad “Anno Zero”, smentito in questo pure da La Russa, che Emergency per portare avanti la sua attività umanitaria, potrebbe pagare pedaggi e tangenti ai talebani.

    Il mentecatto che invece ha accusato Strada di “imperialismo” si chiama Paolo Barnard, un sedicente giornalista “free lance” già nella redazione della Gabanelli a Rai Report, ed ormai da tempo del tutto uscito di senno.

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:17 am | Rispondi

  7. Spero che Emergency non si faccia intimorire dopo quello che è successo, soprattutto dai politici e dai ’’signori della guerra’’e che continui il suo grande lavoro per salvare le vittime civili e non, e per portare nel mondo il discorso della pace e della fratellanza!! Infine esprimo la mia solidarietà e la mia gratitudine a Gino Strada.

    Nando

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:17 am | Rispondi

  8. Papi che non sanno difendere nemmeno i bambini
    Vescovi che comparano pedofili a omosessuali
    Monsignori che considerano il matrimonio indissolubile ma solo per i poveracci
    Sacerdoti che impartiscono la Comunione anche ai mafiosi, pidduisti e puttanieri

    Dove crede di arrivare la Chiesa con questo andazzo?

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:20 am | Rispondi

  9. Il cardinal Fisichella ci ha spiegato che il bel tomo è divorziato 2 volte, quindi “libero”. Sembra la matematica della 3° elementare, 2 negazioni fanno un’affermazione.
    Allora, se uccido un uomo vengo punito, se ne uccido due sono assolto?
    Questi non mi paiono matematici seri ma nemmeno cardinali

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:27 am | Rispondi

  10. Questo non ha rispetto dei vivi e neanche dei morti
    Non ce l’ha dello Stato e neanche della Chiesa
    Non del diritto degli uomini né del diritto di Dio
    Con la Costituzione farà come con l’ostia
    Ne farà un sol boccone
    E poi i traditori sarebbero i 50 di Fini???!!
    Quante norme ha tradito bellamente costui?

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 22, 2010 @ 9:33 am | Rispondi


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