Nuovo Masada

aprile 16, 2010

MASADA n° 1121. 16-4-2010. L’odio contro il diverso

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Lombroso e le diversità dei criminali – Lo straniero. Il diverso sessuale. La donna. Il bambino – Xenofobia, razzismo, omofobia – Penitenza: le parole mute – Le leggi europee- L’odio ai volontari: la cacciata di Emergency- Fini, la rivolta dei boiardi- La dura lettera ai vescovi del teologo Hans Kung

Se devo odiare tutto ciò che mi è diverso, devo essere pronto a odiare tutto il mondo, a non avere amici, a rinnegare mia moglie, a ripudiare perfino i miei stessi figli.
E quando sarò cambiato abbastanza in ragione dell’età o della storia della mia vita, dovrò essere pronto a odiare anche me stesso, in quanto non più somigliante a ciò che ero.

Viviana
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A Torino il museo di antropologia criminale di Lombroso
Viviana Vivarelli

Fu il Lombroso stesso a fare il suo proprio museo nel 1898 a Torino, museo di psichiatria e criminologia con migliaia di reperti anatomici, manufatti e scritti di criminali ed alienati, reperti probatori, armi proprie ed improprie, strumenti scientifici, documenti e fotografie, ecc. Nel 2009 è stato aperto al pubblico. E indubbiamente ha un interesse storico.
Ma francamente non me la sentirei di aprire dei musei per ognuna delle cantonate della scienza: dal geocentrismo degli astronomi gesuiti all’uso dei ferri chirurgici infetti buoni per i cadaveri come per le partorienti, dagli accademici di Bologna che giudicarono una puttanata le onde elettromagnetiche di Marconi ai generali tedeschi che considerarono impossibile il radar, dai crani ebrei considerati più piccoli da Hitler ai fantomatici scienziati di Bagnasco che proverebbero che i gay sono pedofili, dal Viagra per le donne (che non chiedono nessuna erezione) al creazionismo che nega l’evoluzione delle specie animali.
La strada della scienza è costellata di scemenze.

Quella della politica di più. E di quelle della Chiesa non ne parliamo.
La Chiesa dà un’anima alle donne solo nel 1400 e ancora ai primi del 1900 la psicoanalisi le dava manforte ritenendo che le malattie mentali delle donne dipendessero dall’utero e che esso fosse un animaletto vagante che poteva essere fissato tossendo.
Può avere solo valore di testimonianza storica fare un museo degli orrori scientifici, utile solo a moderare certi eccessi contemporanei.
Ma gli eccessi veri e più pericolosi non nascono dalla scienza o presunta tale, ma dalla furia umana di dominare altri uomini contaminandone le vie mentali. In questo perverso scopo la scienza è stata spesso complice e rea.

Francamente non saprei che interesse trovare in Lombroso, che tentò di correlare la criminalità a calli, bozze e bernoccoli del cranio. Dovremmo fare esami tattili per le ammissioni a un conservatorio? O scegliere i politici in base ad un esame autoptico?
Qui si parla di ricerche superate da più di un secolo, del più gretto materialismo, per cui l’anima doveva essere leggibile nelle deformazioni del corpo, e i reati del brigante Vitella erano prefigurati dalle sue deformazioni occipitali.
Lombroso scopriva che uomini e primati avevano entrambi la fossa mediana, chiaro segno di collegamento tra umani e scimmie. Ma riteneva anche che i crani dei delinquenti fossero più piccoli del normale (Hitler lo riferirà a crani ebrei). Se il contadino Verzeni mangiava le sue vittime, ciò dipendeva dalla sua struttura fisica. Probabilmente Lombroso avrebbe detto lo stesso degli assassini di Erba.
Se per i contemporanei di Lombroso ogni delinquente era interamente responsabile, egli almeno corresse il tiro cercando una componente epilettica o un determinismo somatico. Del resto non era nemmeno facile distinguere il boia di Londra da Beethoven o da uno schizofrenico, e quando il malato si confonde col genio e col criminale, è difficile stabilire una condanna penale o un fastidio etico ex ante.
I geni sono eroi o sono pazzi? B è malato o le sue enormi orecchie parlano di una perversione dittatoriale? E che tipo di bernoccolo hanno quelli che lo incensano? Il bernoccolo del plagio?
Come dobbiamo considerare Hitler, un folle con la bava alla bocca o un santo come lo volevano le sue piazza?
Le fattezze di Sgarbi celano un perverso innamorato della mamma?
E cosa pensare di Calderoli? Non è forse un gay travestito, che attacca i froci per nascondere se stesso?
E avete mai visto il Cardinal Cafarra?
E cosa possono dire gli occhi vacui di Ghedini?
Maometto era un profeta visionario o un epilettico?
E il cardinal Bertone che sembra un bozzo cranico fatto uomo che bozzo è? Quello del pregiudizio?
Che lo volesse e no, Lombroso avvalorò il razzismo scientifico, l’eugenetica nazista e l’odio agli ebrei come popolo inferiore. Dopo Lombroso ci sono i lager. E oggi ci sono tutti quelli che considerano inferiori certi popoli per il luogo di nascita o il colore della pelle.
Ma di certo queste conseguenze efferate e bestiali non dipesero da Lombroso, che, essendo ebreo, non avrebbe potuto appoggiare Hitler e la barbarie della xenofobia e del razzismo che oggi sembrano risorgere col voto plaudente delle masse.
Lombroso fu per la pena di morte, poiché, se uno nasceva criminale, non aveva senso pulirlo né redimerlo, si doveva proprio eliminarlo.
E comunque che senso avrebbe oggi studiare:
La ruga del cretino
Perché i preti si vestono da donne
Il cuscino posteriore delle ottentotte
Dante epilettico?
Sono titoli delle opere di Lombroso che ci sembra più lontano di un ottentotto.
Quali contrassegni craniali del crimine troverebbe oggi a Secondigliano, a Rosarno, a Corleone? E ad Arcore?
E quando sentiamo B parlare a un comizio, ritroviamo i tratti ‘mattoidi’?
I caratteri ci sono tutti: testone quadrato, orecchie ipersviluppate, nasone, mascelle forti, asimmetria del viso, sguardo buio…
Ricordiamo che l’amnesia o la megalomania sono presenti nel criminale come nel mattoide capace di galvanizzare le folle. E l’abuso di medicinali o droghe dove lo mettiamo? Il delinquente è caratterizzato dall’assenza del senso morale (insensibilità, cinismo, apatia) e dell’imprevidenza.
Socrate era l’uomo più brutto della Terra, eppure è stato un uomo eccezionale la cui etica sovrastava quella di tutti gli altri, da lui nacquero la filosofia occidentale e il senso critico dell’uomo moderno, ma Lombroso, in base al suo aspetto animalesco, lo avrebbe eliminato alla nascita.
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Le stigmate del diverso: il criminale, lo straniero, il diverso sessuale, la donna, il bambino..
Viviana Vivarelli

La paura del diverso è nel nostro cervello rettile da migliaia di anni e risale al tempo in cui vivevamo in orde o branchi simili ad animali, e la natura ci aveva dato questa reazione difensiva per la protezione della specie.
Oggi non viviamo più in orde o tribù ma in un villaggio globale e, che lo vogliamo o no, siamo soggetti e oggetti di tutto quello che accade in esso, testimoni, protagonisti e bersagli.
La paura del diverso oggi non è più segno positivo e utile di un gruppo di difende la propria integrità ma indicatore di una degradazione umana e culturale, di un mancato sviluppo sociale ed etico, il segno di una menomazione del gruppo che non è riuscito a crescere, non è riuscito ad accettare una realtà globale e tenta di ergere mura attorno alla propria piccolezza, facendo della propria insufficienza una pretesa di forza.
Il muro è l’emblema più forte della xenofobia. L’Io costruisce un muro attorno a se stesso e fa del proprio piccolo feudo un universo.
Il fatto che non lo sia affatto mostra, da fuori, come il tentativo sia destinato a fallimento, proprio perché è antiumano e recessivo.
La xenofobia, o paura del diverso, è la reazione del debole culturale che pretende di esorcizzare il diverso da sé per un ipotetico livellamento al proprio Io di tutto l’esistente: uomini, idee, culture, cibo, tradizioni, religioni, costumi… E’ il tentativo folle ed egocentrico di dilatare il nucleo piccolissimo dell’Io di gruppo trasformandolo da insufficiente maturazione umana a pretesa di assolutezza sugli altri, per cui sono gli altri che devono cambiare e devono subire le idee del piccolo gruppo, la sua cultura, la sua tradizione, il suo cibo, la sua religione… fuori di cui non ci deve essere altro.
L’uomo ristretto pretende di calare l’intero mondo nella propria scatola. E l’idea ha successo perché in ognuno c’è un cervello rettile.
In realtà questo è l’atteggiamento del bambino non sviluppato che riferisce tutto il mondo a sé ed è privo di alterità, di empatia, di conoscenza dell’altro in quanto altro.

Oggi si tende a identificare la xenofobia col razzismo.
Aver paura dell’altro in quanto diverso è istintivo e comprensibile. E’ xenofobia, tanto maggiore quanto più abbiamo vissuto isolati, senza contatti e scambi amicali con l’ambiente umano circostante, non abbiamo viaggiato con uno spirito aperto, ci siamo sempre appoggiati a un gruppo ristretto Questa è xenofobia, problema di ignoranza che si può superare.
Anche noi, quando ci facemmo la seconda casa in un piccolo paese isolato delle Alpi marittime, ci trovammo di fronte il muro della xenofobia degli abitanti. Per 10 anni lavorammo su questo con un amore portato in ogni cosa. Dopo 10 anni toccammo il significato concreto di razzismo e ce ne dovemmo andare. Porto ancora le stigmate di questa ferita.
Il razzismo è molto peggio della xenofobia, è passare dall’avversione naturale verso il diverso a cattiverie nei suoi confronti: la legge Bossi-Fini è un esempio di questa cattiveria, le attese infinite e stressanti, il rifiuto a moschee o cimiteri, la lotta al kebab, la richiesta di chiudere agli stranieri i pronto soccorso, lo stop ai pasti scolastici, la ghettizzazione nelle scuole in classi differenziali, la soglia del 30%, la distruzione dei poveri alloggi di fortuna, le evacuazioni dei campi di baracche, i CPT, gli insulti umani e religiosi anche da palchi politici, le magliette irriverenti, le minacce di castrazione, fino ad arrivare ai pestaggi e agli assassini perpetrati perfino dalle forze di polizia.
E’ il cammino che porta ai pogrom e al nazismo.
Che questo percorso oggi trovi in Italia un altissimo numero di sostenitori e che la Chiesa lo affianchi con personali attacchi al diverso sessuale, alla donna, al bambino, che si presentano come altri “diversi deboli” da umiliare, avvilire, coartare.. ci fa semplicemente agghiacciare
E che, in questo male comune, semplici preti come don Babini non trovino di meglio che resuscitare gli “ebrei deicidi” e cardinali come Bertone equiparino gay a pedofili è altrettanto agghiacciante.

La Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale, 3° pilastro dell’ UE, riconosce come uno degli obiettivi primari prevenire e reprimere il razzismo e la xenofobia. L’UE respinge altresì l‘omofobia.
Ma la Lega vomita con forza questi principi. La Lega è antieuropea e antiumana.
Ma anche la Chiesa ha respinto con violenza qualsiasi condanna dell’ONU a quei paesi che penalizzano, se non addirittura torturano o uccidono, sia gli omosessuali che le persone con handicap.
La Chiesa, che dichiara di essere l’erede del Cristo, e che porta come suo 1° comandamento quello di amare il prossimo come se stessi, ha avuto la faccia di protestare contro l’ONU rifiutando la condanna ai paesi che impiccano i gay o emarginano gli handicappati.
La Chiesa rifiuta una condanna a chi penalizza il diverso, perché sa benissimo che quella condanna ricadrebbe su di lei, in quanto ha emarginato le donne, insultato gli omosessuali ma protetto i violentatori di bambini.
La Chiesa di Roma è omofoba, ginofoba, e protettrice della pedofilia, l’istituzione meno adatta oggi a parlare di etica.

Accanto alle xenofobia, in quanto avversione del diverso in quanto straniero, dobbiamo porre l’omofobia, avversione irrazionale nei confronti di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo.
“Si manifesta con atti relativi alla sfera pubblica e privata con discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all’obiezione di coscienza”.

Il 17 maggio di ogni anno è la giornata contro l’omofobia. Si festeggia in 40 Nazioni. Non si festeggia in Italia. L’Italia è un paese omofobo, contrario ai principi fondamentali dell’umanità.
Il Parlamento Europeo ha approvato il 18 gennaio 2006 una risoluzione in cui «condanna con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale» e «chiede agli Stati membri di assicurare che le persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società». E invita anche «con insistenza gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all’odio e alla violenza e a garantire l’effettivo rispetto della libertà di manifestazione, garantita da tutte le convenzioni in materia di diritti umani».
A differenza di altri paesi europei, in Italia non esiste alcuna legislazione penale esplicita né contro la discriminazione né contro gli atti di omofobia e di incitamento all’odio sulla base dell’orientamento sessuale.
L’omofobia, intesa come atto violento e/o incitamento all’odio, è esplicitamente punita come reato con sanzioni carcerarie e/o pecuniarie in Danimarca, Francia, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia. Norme antidiscriminatorie che menzionano esplicitamente l’orientamento sessuale sono in vigore anche in Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, in quattro Länder della Germania (Berlino, Brandeburgo, Sassonia e Turingia), Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Regno Unito, Repubblica Ceca, Serbia e Montenegro.
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Tra le altre cazzate…..

I cosiddetti scienziati hanno detto che la zona del cervello preposta al desiderio sessuale è nell’uomo due volte e mezzo che nella donna.
Vorrebbe essere una assoluzione preventiva?
Nei preti pedofili, per caso, è di più?
Colpa dunque della natura?
Come le bozze di Lombroso segnalavano criminalità, l’estensione dell’area cerebrale sessuale segnala vigorosi impulsi sessuali.
Dove gli arriva l’area a Berlusconi? Gli copre i ginocchi?

Le parole mute
Don Aldo Antonelli

Per l’ennesima volta, il papa è tornato a parlare di “Penitenza”: “Noi cristiani, anche negli ultimi tempi, abbiamo spesso evitato la parola ‘penitenza’, ma adesso, sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati, vediamo come sia necessario far penitenza”.
Non me ne vogliate ma c’è qualcosa che non va.
Ci sono scandali a ripetizione, gravi e occultati che stanno minando la credibilità di una chiesa ormai incapace a parlare agli uomini e alle donne e noi cosa si fa? Ricorriamo al solito armamentario lessicale, tutto clericale, che dice tutto e niente: “peccato e penitenza; penitenza e peccato”. Questi termini, ormai abusati, li trovo banali, vuoti, sciatti, incapaci a veicolare la sofferenze e la rabbia e la volontà di dare una sterzata ad un andazzo da interrompere. Una mania tutta pretigna di ricoprire in un grigiore uniforme e indistinto le varie e diverse differenze. Hai fatto l’amore usando il preservativo? “E’ peccato! Fai penitenza!”. Hai ucciso una persona? “E’ peccato! Fai penitenza!”. Hai rubato un cioccolatino? “E’ peccato! Fai penitenza!”. Hai evaso miliardi? “E’ ugualmente peccato e fai lo stesso penitenza!”.
Per non parlare poi di questo ricorso ossessivo alla colpa senza interrogarsi sulle responsabilità. E’ troppo comodo, è immoralmente devastante; perché la colpa ci tranquillizza mentre la responsabilità ci interroga.
La responsabilità è un itinerario molto più complesso, perché ci obbliga a ragionare, a stare nei termini della corresponsabilità”.
“Quando una parola viene utilizzata molte volte in molteplici contesti, si espone al rischio di genericità e di ambiguità” , dice il cardinale Martini
Occorre stare in guardia contro le parole che inquinano, le “parole di plastica” che sterilizzano ed occultano i fenomeni che vorrebbero descrivere. “Peccato” e “Penitenza” sono di queste parole, che mi infastidiscono quando le ascolto e che io non uso ormai da tempo.

Antonio

Se ne stanno andando a casa il peggior governo e la peggiore opposizione, mi riferisco al PD, della storia repubblicana. Il primo ha pensato solo alle leggi ad personam del Premier, collezionando un insieme di rovesci in campo economico che non si ricordavano da decenni, mi riferisco alla disoccupazione, all’aumento vertiginoso della cigs, al debito pubblico, al deficit, all’avanzo primario, aggiungiamo lo scudo fiscale, Alitalia, potrei continuare vita natural durante, all’estero quando sentono parlare di Berlusconi e dell’Italia scoppiano a ridere. L’opposizione che tale non è stata, ha operato in modo ondivago ed insulso, quando c’è stato da votare sullo scudo fiscale e di conseguenza far cadere questo pseudo esecutivo, se ne sono guardati bene dall’andare a votare, per mantenere i loro stipendi, i loro privilegi, infischiandosene dei problemi reali degli italiani, se le menti più iilluminate del PD corrispondono a Bersani, D’Alema, Melandri, La Torre, Letta jr c’è solo da spararsi. I tre lustri di Berlusconi nell’agone politico, consegnano un paese totalmente devastato, da un punto di vista ambientale, sociale, istituzionale, stanno cementificando tutto il possibile, la scuola, la ricerca e l’istruzione sono ai minimi termini, non passa giorno che non emerge un caso di corruzione, la polizia e l’esercito non hanno nemmeno i soldi per la benzina. Diceva Robert “Freak” Anthony “in Italia non c’è il minimo gusto ad essere intelligenti”. Gli italiani meritano solo il peggio.
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Mafia: il premier attacca Saviano perché i suoi libri e i film che ad essi si ispirano sarebbero mezzi di promozione per le organizzazioni mafiose.
Capisco, adesso è la mafia che si ispira ai libri di Saviano. I boss non vedono l’ora che ne esca uno, altrimenti non si lavora. Tutto fermo finché Saviano non si decide a pubblicare. In crisi anche la criminalità organizzata, come il resto del mondo.
La storia ha corsi e ricorsi. Alcuni decenni fa, i politici negavano recisamente l’esistenza della mafia attribuendo tutti i delitti alla delinquenza comune. Adesso il Berlusconi dice qualcosa di più: che la mafia non esisterebbe se Saviano non ne scrivesse. Ridicolo (e tragico).
a.g.
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Fini, la rivolta dei boiardi
Viviana Vivarelli

La tenuta della Lega alle elezioni (ha perso solo l’1.7% dei suoi voti a fronte del milione e 700.000 persi da B) e la conquista del Piemonte e del Veneto ha aumentato a dismisura le pretese di Bossi che ormai non ha più freni: ha detto di volere il posto di sindaco di Milano, e quello di Roma, di pretendere altre leggi razziste e di mirare al controllo delle banche, battuta questa che se la poteva risparmiare, visto il fallimento conclamato e doloso della Banca del Nord, che rubò anche ai propri correntisti. Ma B, in grave perdita di consensi, sbugiardato da un voto che sconfessa platealmente quel 67% di cui si era vantato, sembra propenso a concedere qualsiasi cosa a chi lo tiene ancora aggrappato alla sella. Tutto questo, mentre la crisi avanza, è in arrivo una disoccupazione anche maggiore, continua il fallimento di migliaia di imprese e l’Italia è in chiara controtendenza rispetto a un’Europa che si sta faticosamente riprendendo, mentre noi andiamo a picco, di ridurre le tasse non si parla, Tremonti non sa dove prendere i miliardi mancanti e farà altri tagli ai servizi se non aumenti di imposte indirette. Insomma alla rovina della crisi finanziaria si aggiungerà quella di un governo che non governa, che si mette anche contro la linea verde europea, e in cui le uniche preoccupazioni sono di aumentare l’impunità del premier e di salvare dai processi una casta di trafficoni e corrotti mediante lo stop alle intercettazioni e un bavaglio alla magistratura e alla stampa.
Ma, come l’equilibrio già precario della triade Berlusconi-Bossi-Fini si è piegato pericolosamente a vantaggio della Lega, era quasi scontato che il vecchio antagonista della Lega, Fini, si irrigidisse. Il che è avvenuto, sembra, in un colloquio burrascoso, da cui Fini se ne esce con la scelta di fare gruppi autonomi che possono votare contro le riforme di B, cioè di resuscitare AN. Siamo alla rottura del menage a trois.
Bocchino ha detto: “Il Pdl pesa dentro la maggioranza in misura inversamente proporzionale ai voti che ha. L’esatto contrario della Lega.” E dice ancora. “Questo partito si comporta in modo monarchico. Non è mai stata riunita la direzione nazionale, l’ufficio di presidenza viene convocato poco e spesso in modo informale, alla presenza di persone che non ne fanno parte.”
Non è la prima volta che Fini si impunta e si dice contrario a certe scelte di B: non ha mai digerito le sottrazioni di potere alla Magistratura, non gli piace un federalismo accentuato che nega lo Stato unitario, voleva l’abolizione delle Province, constata l’abbandono del Sud, ha fatto proposte sconvolgenti anche per i suoi come la cittadinanza agli extracomunitari, ha messo puntelli al regime presidenziale di B, per la mancanza di contrappesi, non è affatto a favore di un’estinzione del Parlamento, ma soprattutto non sopporta lo strapotere della Lega, e sa di poter contare su una fetta di elettorato che pur essendo conservatore mal tollera l’avanza totalitaria di B e la sua distruzione progressiva della Repubblica, e forse, in questo, gioca anche il desiderio di essere lui il promotore di un polo di centro-destra che raccolga cattolici conservatori, imprenditori, magistrati, esercito, polizia, pubblica amministrazione, nemici del federalismo ed elettorato del sud…
I deputati Pdl sono 270, al suo interno gli ex di An sono 90, i leghisti sono 60.
I senatori Pdl sono 144, gli ex An 12, i leghisti 26
Alla Camera per fare un gruppo servono 20 deputati. Deputati fedelissimi di Fini sono Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Andrea Ronchi, Flavia Perina, Roberto Menia, Giulia Bongiorno, Enzo Raisi, Amedeo Laboccetta, Adolfo Urso, Alessandro Ruben, Donato Lamorte, Francesco Proietti, Angela Napoli, Silvano Moffa, Riccardo Migliori, Mirko Tremaglia, Basilio Catanoso, Giuseppe Scalia, Antonino Lo Presti, Gianfranco Paglia o Fabio Granata. E 20 ci sono.
Al Senato ne occorrono dieci. Senatori a suo favore: Pasquale Viespoli, Filippo Berselli, Luigi Ramponi, Pierfrancesco Gamba, Laura Allegrini, Antonino Caruso, Giuseppe Valentino, Mario Baldassarri, Domenico Gramazio, Domenico Benedetti Valentini, Vincenzo Nespoli. E 10 ci sono.
A quel punto Berlusconi avrebbe contro 50 deputati e 18 senatori. Quando gli basta avere contro 30 deputati e 15 senatori e le riforme non le farebbe più..
Così adesso non deve più cedere solo ai ricatti della Lega ma anche ai loro. Un auriga con due cavalli che corrono in direzione contraria dove può andare?
Però è inutile per noi sperare che tutti questi onorevoli di dx pensino a frenare le sue riforme sciagurate salvando l’Italia. B farà i suoi giochi di equilibrio, farà le sue concessioni,e, come è già accaduto in passato, lo sfracello del paese proseguirà, anche col consenso di Fini.
In fondo tutto sta nel mettersi d’accordo e fino a ora ci sono riusciti benissimo.
Meglio sarebbe che questo insieme di forze che è in rotta con B formasse un partito autonomo confluendo in un nuovo Centro, sarebbe l’unica cosa che potrebbe dare uno stop alla deriva totalitaria di Berlusconi, partito che potrebbe raccogliere quella parte di cattolici che mal sopporta la Lega e quei voti che nell’astensionismo hanno allontanato dai seggi il 40% degli elettori. Ma di questo Centro, o nuova DC, non riusciamo a vedere semi validi nel doppiogiochismo di Casini o in partitucoli che finora hanno fatto solo il gioco di Berlusconi.
Diverse cose remano contro Fini: il tradimento di parte dei suoi come La Russa e Gasparri, l’insicurezza che in un polo di Centro (ancora tutto da vedere) gli verrebbe data una posizione di comando, il desiderio di non perdere quella carica di Presidente della Camera a cui tiene molto e che difende con maggiore onore di quanto Napolitano faccia con la propria, l’insicurezza che il Vaticano lo appoggerebbe o la stessa Confindustria.
Certo è che, in questa situazione di caos verso la rovina, il suo attacco a B è l’unico segno che qualcuno può muoversi prima che B abbia piegato tutte le istituzioni della Repubblica verso una irreparabile dittatura. E a questo siamo costretti ad aggrapparci, essendoci intorno solo un grandissimo e spaventoso vuoto di opposizione. Quanto questo ci riempia di desolazione è impossibile dire. Siamo arrivati al punto che solo l’improbabile caduta di un Tupolev che imbarchi tutto il Governo è l’unica speranza che abbiamo.
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GINO STRADA. La cacciata di Emergency
Viviana Vivarelli

Un altro diverso da insultare, cacciare, diffamare, imprigionare è il mondo del volontariato. Non per niente Berlusconi dichiarò che “I volontari sono privi di cervello”. Poi, però, nella ricostruzione de l’Aquila, si spanciò in complimenti a quei volontari a cui si deve il grosso del lavoro nel dopo terremoto. Ma il fine lì era quello di portare Bertolaso come fiore all’occhiello per il suo Governo del fare alle regionali, trasformando volontari e terremotati nel suo show personale.
I volontari di Emergency, ovviamente, sono un’altra cosa.
Intanto non si possono usare come pedina elettorale. Non si prestano a giochetti politici, come l’ex presidente Scelli che usava la Croce Rossa come pedana per un governatorato.
Gino Strada non fa politica e si tiene il diritto di criticare qualunque politica.
E’ un uomo libero e non viviamo in tempi in cui gli uomini liberi sono rispettati.
Gino Strada non ha voluto i soldi del Governo italiano perché non si possono prendere soldi per gli ospedali da quello stesso governo che aiuta i portatori di morte.
Gino Strada è un testimone scomodo di una guerra che si racconta diversa da come è, un testimone che non si può comprare o subornare perché è libero e allora dà noia. A Karzai, come agli americani come agli italiani.

E dunque Gino Strada può essere attaccato da individui spregevoli come Luttwak.
Lutrwak è un guerrafondaio, amante delle guerre e delle strategie belliche e appartenente al peggior conservatorismo americano, una dx avida, feroce, spietata e portatrice di stragi in tutto il mondo.
E’ un rumeno (non tutti i rumeni sono muratori o zingari), consulente all’Ufficio del Ministero della difesa e al Dipartimento di Stato americano, un membro del National Security Study Group del Dipartimento della Difesa americano, e fa parte del Ministero del Tesoro giapponese. Insomma il peggio del peggio. Ha sempre un atteggiamento di dx estrema, arrogante, duro e provocatorio. Ama solo le stragi, le guerre e i sogni di potere Odia i volontari e tutto ciò che essi rappresentano.
Nella zona da cui Strada è fuggito si deve fare un grosso attacco che porterà strage e devastazione alla popolazione. L’esercito americano lo racconterà a suo modo, non vuole altre versioni fatte da testimoni scomodi.
Strada è un cane sciolto, non fa parte di una Croce Rossa ormai a direzione governativa. Non somiglia ad altre organizzazioni di volontari di altre nazioni. E’ uno spirito libero. Come tale, è nemico di chi odia la libertà e la verità. E così Gino Strada deve sparire ed è facile trovare il modo di infangarlo, esattamente come si tentò di infangare i manifestanti del G8, alla Diaz, con prove false.
Nessun volontario è stato mai arrestato da Karzai salvo quelli di Emergency, nessun francese, inglese, tedesco o americano è finito in carcere Perché i medici di Emergency sì?
Costruire prove contro di loro è fin troppo facile. Introdurle e poi fingere di trovarle.
Che a questo punto si debba anche assistere al balletto macabro del fantoccio Frattini e dei quotidiani che stampavano in prima pagina “I volontari hanno confessato” dimostra solo che i carnefici stanno ovunque. Intanto tre giovani sono sparite e non si sa che fine abbiano fatto, mentre Karzai si esibisce in un balletto di dichiarazioni e confutazioni che nasconde ogni verità.
L’Italia spende 2 milioni al giorno per mantenere Karzai sul suo trono.
Karzai viveva a Roma in un beato esilio ed è stato anche grazie all’Italia se è salito su un trono che non si è mai meritato.
Ora fa il doppio e triplo gioco, arresta gli italiani e complotta coi talebani.
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APPELLO
IO STO CON EMERGENCY

Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
A oggi ancora non si hanno notizie sulla posizione giuridica dei fermati. A Emergency al momento non risulta che sia stata ancora formulata alcuna accusa a loro carico né che siano stati indicati i diritti a loro tutela, compresa la possibilità di nominare un avvocato difensore.
Per sollecitare l’attenzione al caso e la solidarietà nei confronti dei nostri colleghi e della associazione di fronte ad accuse tanto assurde, Emergency ha ieri lanciato un appello sul proprio sito http://www.emergency.it: IO STO CON EMERGENCY. In questo momento le adesioni sono 349.865, più quelle su facebook
Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.
Firma l’appello “IO STO CON EMERGENCY”

www.emergency.it/appello/form.php?ln=It&ref=emr_nl&

LA LETTERA di GINO STRADA

Curiamo tutti, non taceremo mai
di fronte agli orrori della guerra

Caro direttore, si introducono – direttamente o con la complicità di qualcuno che vi lavora – alcune armi in un ospedale, poi si dà il via all’operazione… Truppe afgane e inglesi circondano il Centro chirurgico di Emergency a Lashkargah, poi vi entrano mitragliatori in pugno e si recano dove sanno di trovare le armi. A quanto ci risulta, nessun altro luogo viene perquisito. Si va diritti in un magazzino, non c’è neppure bisogno di controllare le centinaia di scatole sugli scaffali, le due con dentro le armi sono già pronte – ma che sorpresa! – sul pavimento in mezzo al locale. Una telecamera e il gioco è fatto.
Si arrestano tre italiani – un chirurgo, un infermiere e un logista, gli unici internazionali presenti in quel momento in ospedale – e sei afgani e li si sbatte nelle celle dei Servizi di Sicurezza, le cui violazioni dei diritti umani sono già state ben documentate da Amnesty International e Human Rights Watch.
Anche le case di Emergency vengono circondate e perquisite. Alle cinque persone presenti – tra i quali altri quattro italiani – viene vietato di uscire dalle proprie abitazioni. L’ospedale viene militarmente occupato.
Le accuse: “Preparavano un complotto per assassinare il governatore, hanno perfino ricevuto mezzo milione di dollari per compiere l’attentato”. A dirlo non è un magistrato né la polizia: è semplicemente il portavoce del governatore stesso.
Neanche un demente potrebbe credere a una simile accusa: e perché mai dovrebbero farlo? La maggior parte dei razzi e delle bombe a Lashkargah hanno come obiettivo il palazzo del governatore: chi sarebbe così cretino da pagare mezzo milione di dollari per un attentato visto che ogni giorno c’è chi cerca già di compierlo gratuitamente?
Questa montatura è destinata a crollare, nonostante la complicità di pochi mediocri – che vergogna per il nostro Paese! – che cercano di tenerla in piedi con insinuazioni e calunnie, con il tentativo di screditare Emergency, il suo lavoro e il suo personale.
Perché si aggredisce, perché si dichiara guerra a un ospedale? Emergency e il suo ospedale sono accusati di curare anche i talebani, il nemico. Ma non hanno per anni sbraitato, i politici di ogni colore, che l’Italia è in Afghanistan per una missione di pace? Si possono avere nemici in missione di pace?
In ogni caso l’accusa è vera. Anzi, noi tutti di Emergency rendiamo piena confessione. Una confessione vera, questa, non come la “confessione choc” del personale di Emergency che è finita nei titoli del giornalismo nostrano.
Noi curiamo anche i talebani. Certo, e nel farlo teniamo fede ai principi etici della professione medica, e rispettiamo i trattati e le convenzioni internazionali in materia di assistenza ai feriti. Li curiamo, innanzitutto, per la nostra coscienza morale di esseri umani che si rifiutano di uccidere o di lasciar morire altri esseri umani. Curiamo i talebani come abbiamo curato e curiamo i mujaheddin, i poliziotti e i soldati afgani, gli sciiti e i sunniti, i bianchi e i neri, i maschi e le femmine. Curiamo soprattutto i civili afgani, che sono la grande maggioranza delle vittime di quella guerra. Curiamo chi ha bisogno, e crediamo che chi ha bisogno abbia il diritto ad essere curato.
Crediamo che anche il più crudele dei terroristi abbia diritti umani – quelli che gli appartengono per il solo fatto di essere nato – e che questi diritti vadano rispettati. Essere curati è un diritto fondamentale, sancito nei più importanti documenti della cultura sociale, se si vuole della “Politica”, dell’ultimo secolo. E noi di Emergency lo rispettiamo. Ci dichiariamo orgogliosamente “colpevoli”.
Curiamo tutti. In Afghanistan lo abbiamo fatto milioni di volte. Nell’ospedale di Lashkargah lo abbiamo fatto sessantaseimila volte. Senza chiedere, di fronte a un ferito nel pronto soccorso, “Stai con Karzai o con il mullah Omar?”. Tantomeno lo abbiamo chiesto ai tantissimi bambini che abbiamo visto in questi anni colpiti da mine e bombe, da razzi e pallottole. Nel 2009 il 41 percento dei feriti ricoverati nell’ospedale di Emergency a Lashkargah aveva meno di 14 anni. Bambini. Ne abbiamo raccontato le storie e mostrato i volti, le immagini vere della guerra, la sua verità.
“Emergency fa politica”, è l’altra accusa che singolarmente ci rivolgono i politici. In realtà vorrebbero solo che noi stessimo zitti, che non facessimo vedere quei volti e quei corpi martoriati. “Curateli e basta, non fate politica”. Chi lo sostiene ha una idea molto rozza della politica.
No, noi ci rifiutiamo di stare zitti e di nascondere quelle immagini. Da tempo la Nato sta compiendo quella che definisce “la più importante campagna militare da decenni”: la prima vittima è stata l’informazione. Sono rarissimi i giornalisti che stanno informando i cittadini del mondo su che cosa succede nella regione di Helmand. I giornalisti veri sono scomodi, come l’ospedale di Emergency, che è stato a lungo l’unico “testimone” occidentale a poter vedere “gli orrori della guerra”. Non staremo zitti.
Emergency ha una idea alta della politica, la pensa come il tentativo di trovare un modo di stare insieme, di essere comunità. Di trovare un modo per convivere, pur restando tutti diversi, evitando di ucciderci a vicenda. Emergency è dentro questo tentativo. Noi crediamo che l’uso della violenza generi di per sé altra violenza, crediamo che solo cervelli gravemente insufficienti possano amare, desiderare, inneggiare alla guerra. Non crediamo alla guerra come strumento, è orribile, e mostruosamente stupido il pensare che possa funzionare. Ricordiamo “la guerra per far finire tutte le guerre” del presidente americano Wilson? Era il 1916. E come si può pensare di far finire le guerre se si continua a farle? L’ultima guerra potrà essere, semmai, una già conclusa, non una ancora in corso.
La risposta di Emergency è semplice. Abbiamo imparato da Albert Einstein che la guerra non si può abbellire, renderla meno brutale: “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”. Nella nostra idea di politica, e nella nostra coscienza di cittadini, non c’è spazio per la guerra. La abbiamo esclusa dal nostro orizzonte mentale. Ripudiamo la guerra e ne vorremmo la abolizione, come fu abolita la schiavitù.
Utopia? No, siamo convinti che la abolizione della guerra sia un progetto politico da realizzare, e con grande urgenza. Per questo non possiamo tacere di fronte alla guerra, a qualsiasi guerra. Di proporre quel progetto, siamo colpevoli.
Ecco, vi abbiamo fornito le risposte. E adesso? Un pistoiese definì il lavoro di Emergency “ramoscello d’ulivo in bocca e peperoncino nel culo”. Adesso è ora che chi “di dovere” lavori in quel modo, e tiri fuori “i nostri ragazzi”. Può farlo, bene e in fretta. Glielo ricorderemo sabato pomeriggio, dalle due e mezza, in piazza Navona a Roma.
..
Né vivi né morti
Viviana Vivarelli

Il peggio dei leghisti non ha mai fine. Non bastavano le due scuole coi bambini poveri cacciati dalla mensa, ora vogliono cacciare i morti musulmani anche dai cimiteri.
C’è un cimitero cristiano ad Hamamet, c’è un cimitero cristiano ad Algeri, ce ne sono a Bagdad, a Istanbul, Damasco.. ma i leghisti non tollerano che ci sia un piccolo cimitero musulmano in periferia di Udine. Eppure i musulmani chiedono poco, solo di poter volgere le salme verso La Mecca.
In Friuli i musulmani sono 5.000, e non possono certo permettersi di far rientrare le salme dei loro morti nel paese di provenienza, così hanno ottenuto da una giunta di csx un piccolo cimitero a Paderno. Ma la pietà per i morti, evidentemente, non fa parte delle “radici cristiane” dei friulani leghisti, i quali non tollerano che i musulmani stiano sul loro territorio né da vivi né da morti e hanno già protestato con 1700 firme. E così, quando è morta una neonata figlia di una coppia musulmana, e i genitori hanno chiesto di poterla mettere nel cimitero di Paterno, è esplosa la furia leghista, capitanata, sembra, dal parroco di Paderno, con fiaccolate di protesta. Il fatto che la neonata venga seppellita in direzione de La Mecca sembra offenda “i sentimenti più intimi della popolazione” e sia “un oltraggio alla religione cristiana”!
Il Giornale, un quotidiano di chiare “radici cristiane”, ha raccolto la protesta, scrivendo “I musulmani dovrebbero laicizzarsi un po’”, chiaro discorso da “atei devoti”. Forse “laicizzarsi” significa, per queste teste bacate, aderire agli usi della Chiesa cattolica, che, tra i suoi doveri dovrebbe avere anche la pietà per i morti e non solo i suoi. Ora ci sarà una nuova fiaccolata e una manifestazione, sembra, a Roma, la capitale della Cristianità trasformata nella capitale dell’intolleranza.
Scrive un anonimo cittadino. «Sarebbe un bel gesto se il parroco di Paderno, alla prima occasione, rivolgesse “un pensiero” ai quei poveri genitori, a quella bimba. Un gesto dettato da pietà e rispetto. Davanti alla morte, davanti a Dio, e soprattutto alla nostra coscienza non siano tutti uguali?»
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Cosa diceva Cota? Che la Lega non è razzista?! Com’è che diceva? “Non vedo come potete dire che la Lega è razzista! Non capisco proprio da cosa lo deducete! A me non risulta”
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10.000 euro alla scuola di Adro

Alla scuola di Adro che rifiutava i bambini poveri che non potevano pagare la retta, un anonimo imprenditore ha regalato 10.000 euro così che quei bambini abbiano pagata la mensa fino alla fine della scuola.
Il gesto invece di riscuotere l’ammirazione dei buoni ha riscosso le proteste irate delle famiglie che invece hanno potuto pagare, che hanno minacciato di sospendere i pagamenti aspettando che l’anonimo benefattore paghi anche le loro rette.
..
Il benefattore ha scritto questa lettera:

Io non ci sto

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.
Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.
Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
-Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
-So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono, Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delLe loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse dcl papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si nmovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
1 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso dì solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.
E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dci miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per L’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figh faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportano. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.
Un cittadino di Adro
..
LETTERA DI DON ALDO

Carissime e carissimi,
vi chiedo scusa per il mio silenzio di questi giorni e, anche se in ritardo, accettate questo sfogo postelettorale.
Ciò che sta avvenendo è chiaro, troppo evidente e non ci sono mezzi termini per descriverlo.
Prima si addormenta il popolo e lo si anestetizza. Poi lo si lascia scegliere quello che si vuole che si scelga ed infine lo si violenta. Le prime due fasi le abbiamo alle spalle. Ora si apre la terza fase: lo stupro di massa!
Si tratta di giorni.
E noi cosa facciamo?
Stiamo lì, seduti sulla riva del fiume ad aspettare che l’ondata di liquame passi?
No, amici, NO, NO e NO!
LO dico soprattutto a tutti coloro che sono tentati di tirare i remi in barca, a tutti gli sfiduciati e ai rassegnati. E’ tempo di agire e di reagire, di darsi da fare e continuare a lottare, di informarsi ed informare e, soprattutto, di non farsi trascinare da questa torrente a cascata che ci strozza il respiro, ci scanna le coscienze dentro, ci formatta i gusti e ci clona perfino i sogni.
Da più parti si pongono interrogativi, si formulano proposte, si lamentano defezioni e silenzi….
“In questo vuoto ideologico che tutto risucchia in un unico immenso buco nero, il ruolo dei cristiani è maggiormente impegnativo”, scrive da Roma l’amico Amedeo Piva. Come non dargli ragione?
Mentre non posso essere d’accordo con Andrea Iardella di Livorno che stigmatizza come scandaloso il silenzio dei cattolici. Scrive: “Di fronte allo spettacolo inquietante del quotidiano attacco al Papa e alla Chiesa, per la presunta indulgenza avuta, in passato, verso i sacerdoti pedofili, sorprende la numerosa schiera di spettatori del mondo cattolico che tacciono. Lo fanno, sia individualmente sia come associazionismo, con colpevole indifferenza”….
No, caro Andrea.
In un mondo che brucia, una chiesa che si preoccupa di se stessa non è la chiesa che il Cristo voleva. Di contro ad una chiesa che condanna il mondo per salvare se stessa io amo e lotto per una chiesa che perda se stessa perché il mondo abbia un’anima. Questo far quadrato attorno al papa e alla gerarchia, chiudendo gli occhi sullo squallore di un clero incapace di tenerezze e amore, sessualmente frustrato e violento che mestola rosari e concupiscenze, non è altro che un barricarsi in trincee che nulla hanno a che vedere con la testimonianza cui chiama il Vangelo. I guardiani del tempio, sono loro che continuano ad uccidere Dio e non gli atei per amore.
Allego la lettera di Hans Kung ai vescovi.
Aldo

Lettera del teologo Hans Kung ai vescovi

A fronte della maggiore sfida del nostro tempo il pontificato di Papa Benedetto si dimostra ogni giorno di più come un’ulteriore occasione perduta, per non aver saputo cogliere una serie di opportunità:

-È mancato il ravvicinamento alle Chiese evangeliche…
– È mancata la continuità del dialogo con gli ebrei: il papa ha reintrodotto l’uso preconciliare della preghiera per l’illuminazione degli ebrei; ha accolto nella Chiesa alcuni vescovi notoriamente scismatici e antisemiti; sostiene la beatificazione di Pio XII; e prende in seria considerazione l’ebraismo solo in quanto radice storica del cristianesimo, e non già come comunità di fede che tuttora persegue il proprio cammino di salvezza. In tutto il mondo gli ebrei hanno espresso sdegno per le parole del Predicatore della Casa Pontificia, che in occasione della liturgia del venerdì santo ha paragonato le critiche rivolte al papa alle persecuzioni antisemite.
-Con i musulmani si è mancato di portare avanti un dialogo improntato alla fiducia. Sintomatico in questo senso è il discorso pronunciato dal papa a Ratisbona: mal consigliato, Benedetto XVI ha dato dell’islam un’immagine caricaturale, descrivendolo come una religione disumana e violenta e alimentando così la diffidenza tra i musulmani.
-È mancata la riconciliazione con i nativi dell’America Latina: in tutta serietà, il papa ha sostenuto che quei popoli colonizzati “anelassero” ad accogliere la religione dei conquistatori europei.
-Non si è colta l’opportunità di venire in aiuto alle popolazioni dell’Africa nella lotta contro la sovrappopolazione e l’AIDS, assecondando la contraccezione e l’uso del preservativo.
-Non si è colta l’opportunità di riconciliarsi con la scienza moderna, riconoscendo senza ambiguità la teoria dell’evoluzione e aderendo, seppure con le debite differenziazioni, alle nuove prospettive della ricerca, ad esempio sulle cellule staminali.
-Si è mancato di adottare infine, all’interno stesso del Vaticano, lo spirito del Concilio Vaticano II come bussola di orientamento della Chiesa cattolica, portando avanti le sue riforme.
Questo papa non ha mai smesso di relativizzare i testi del Concilio, interpretandoli in senso regressivo e contrario allo spirito dei Padri conciliari, e giungendo addirittura a contrapporsi espressamente al Concilio ecumenico, il quale rappresenta, in base al diritto canonico, l’autorità suprema della Chiesa cattolica:
-ha accolto nella Chiesa cattolica, senza precondizione alcuna, i vescovi tradizionalisti della Fraternità di S. Pio X, ordinati illegalmente al di fuori della Chiesa cattolica, che hanno ricusato il Concilio su alcuni dei suoi punti essenziali;
-ha promosso con ogni mezzo la messa medievale tridentina, e occasionalmente celebra egli stesso l’Eucaristia in latino, volgendo le spalle ai fedeli;
-non realizza l’intesa con la Chiesa anglicana prevista nei documenti ecumenici ufficiali (ARCIC), ma cerca invece di attirare i preti anglicani sposati verso la Chiesa cattolica romana rinunciando all’obbligo del celibato.
-ha potenziato, a livello mondiale, le forze anticonciliari all’interno della Chiesa attraverso la nomina di alti responsabili anticonciliari e di vescovi reazionari.

Papa Benedetto XVI sembra allontanarsi sempre più dalla grande maggioranza del popolo della Chiesa, il quale peraltro è già di per sé portato a disinteressarsi di quanto avviene a Roma, e nel migliore dei casi si identifica con la propria parrocchia o con il vescovo locale.
… A Roma si cerca di accreditare, con rinnovate esibizioni di sfarzo barocco e manifestazioni di grande impatto mediatico, l’immagine di una Chiesa forte, con un “vicario di Cristo” assolutista, che riunisce nelle proprie mani i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma la politica di restaurazione di Benedetto XVI è fallita. Le sue pubbliche apparizioni, i suoi viaggi, i suoi documenti non sono serviti a influenzare nel senso della dottrina romana le idee della maggioranza dei cattolici su varie questioni controverse, e in particolare sulla morale sessuale. Neppure i suoi incontri con i giovani, in larga misura membri di gruppi carismatici di orientamento conservatore, hanno potuto frenare le defezioni dalla Chiesa, o incrementare le vocazioni al sacerdozio.
Nella vostra qualità di vescovi voi siete certo i primi a risentire dolorosamente dalla rinuncia di decine di migliaia di sacerdoti, che dall’epoca del Concilio ad oggi si sono dimessi dai loro incarichi soprattutto a causa della legge sul celibato. Il problema delle nuove leve non riguarda solo i preti ma anche gli ordini religiosi, le suore, i laici consacrati: il decremento è sia quantitativo che qualitativo. La rassegnazione e la frustrazione si diffondono tra il clero, e soprattutto tra i suoi esponenti più attivi; tanti si sentono abbandonati nel loro disagio, e soffrono a causa della Chiesa. In molte delle vostre diocesi è verosimilmente in aumento il numero delle chiese deserte, dei seminari e dei presbiteri vuoti. In molti Paesi, col preteso di una riforma ecclesiastica, si decide l’accorpamento di molte parrocchie, spesso contro la loro volontà, per costituire gigantesche “unità pastorali” affidate a un piccolo numero di preti oberati da un carico eccessivo di lavoro.

E da ultimo, ai tanti segnali della crisi in atto viene ad aggiungersi lo spaventoso scandalo degli abusi commessi da membri del clero su migliaia di bambini e adolescenti, negli Stati Uniti, in Irlanda, in Germania e altrove; e a tutto questo si accompagna una crisi di leadership, una crisi di fiducia senza precedenti. Non si può sottacere il fatto che il sistema mondiale di occultamento degli abusi sessuali del clero rispondesse alle disposizioni della Congregazione romana per la Dottrina della fede (guidata tra il 1981 e il 2005 dal cardinale Ratzinger), che fin dal pontificato di Giovanni Paolo II raccoglieva, nel più rigoroso segreto, la documentazione su questi casi. In data 18 maggio 2001 Joseph Ratzinger diramò a tutti i vescovi una lettera dai toni solenni sui delitti più gravi (“Epistula de delictis gravioribus”), imponendo nel caso di abusi il “secretum pontificium”, la cui violazione è punita dalla la Chiesa con severe sanzioni. E’ dunque a ragione che molti hanno chiesto un personale “mea culpa” al prefetto di allora, oggi papa Benedetto XVI. Il quale però non ha colto per farlo l’occasione della settimana santa, ma al contrario ha fatto attestare “urbi et orbi”, la domenica di Pasqua, la sua innocenza al cardinale decano.

Per la Chiesa cattolica le conseguenze di tutti gli scandali emersi sono devastanti.
Il sospetto generalizzato colpisce ormai indiscriminatamente innumerevoli educatori e pastori di grande impegno e di condotta ineccepibile. Sta a voi, stimatissimi vescovi, chiedervi quale sarà il futuro delle vostre diocesi e quello della nostra Chiesa. ….
(Qui il teologo lancia 6 proposte per richiamare la responsabilità di ognuno non verso il papa ma verso Dio).
Nella difficile situazione che stiamo vivendo, gli occhi del mondo sono rivolti a voi. Innumerevoli sono i cattolici che hanno perso la fiducia nella loro Chiesa; e il solo modo per contribuire a ripristinarla è quello di affrontare onestamente e apertamente i problemi, per adottare le riforme che ne conseguono. Chiedo a voi, nel più totale rispetto, di fare la vostra parte, ove possibile in collaborazione con altri vescovi, ma se necessario anche soli, con apostolica “franchezza” . Date un segno di speranza ai vostri fedeli, date una prospettiva alla nostra Chiesa.

Vedi il testo integrale
www.repubblica.it/esteri/2010/04/15/news/hans_kung-3359034/
..
La penitenza come rinuncia !
Rosario Amico Roxas

“Vediamo che poter far penitenza è grazia e vediamo come sia necessario fare penitenza….”(Lo ha detto papa Benedetto XVI nell’omelia della Messa celebrata, nella Cappella Paolina in Vaticano)
Non mancano certamente gli esempi da imitare per “fare penitenza”, se per penitenza si intende la rinuncia che segue il pentimento e il riconoscimento dei propri errori.
Purtroppo ci sono dei “penitenti” che non hanno nulla a cui rinunciare, non hanno nulla di cui pentirsi e non hanno, né potrebbero avere, errori da riconoscere.
Nel Nord del Senegal, al confine con la Mauritania, ho visto un bambino in braccio alla madre: disidratato, incartapecorito; per i medici presso i quali era giunto, era ormai spacciato; non reagiva neanche alle flebo per la reidratazione. L’ho visto aprire gli occhi, guardare la madre, regalare il suo ultimo sorriso e rendere l’anima al Dio della Misericordia. Una piccola e breve vita di penitenza, vissuta da penitente… pentito di che ? rinunciando a cos’altro ? riconoscendo quali colpe ?
La vita opulenta del sovrano dello Stato città del Vaticano rappresenta l’antitesi della penitenza, la negazione della rinuncia, la mortificazione del riconoscimento degli errori.
Penitenza ? Certo in un austero monastero, per riflettere sugli effetti nefasti di quella lettera “crimen sollicitationis” che sta alla base delle colpe non riconosciute, e ribaltate in un improbabile teatro di complotti internazionali.
..
RIDIAMARO : – )

Ellekappa

Maria fu presa in sposa da Giuseppe alla tenera età di 13 anni (diconsi 13!).
Meno male che San Giuseppe non era ricchione: Bertone l’avrebbe accusato di pedofilia.
..
http://masadaweb.org

8 commenti »

  1. Cara Viviana,tutte le magagne, le cattiverie, le ipocrisie e tutte le prerversioni della chiesa piano piano stanno uscendo a galla, e tra un pò la maggioranza dei veri cristiani e non, prenderanno le distanze da questa gerarchia ecclesiastica, che ha ingannato milioni di persone e le ha rese schiavi della fede, rendendoli rassegnati al potere e inculcando la paura del diverso…
    Nando

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2010 @ 5:28 am | Rispondi

  2. Ritiriamoci dall’Afganistan SUBITO !

    Togliamo Emergency e tutte le TRUPPE NOSTRE ! utilizziamo questi soldi per bonificare la Campania nella “MUNNEZZA” ! Ora BASTA ! Ritiriamoci e BERTOLASO venga in Campania a bonificare !!!!!!!!!!!!!!

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2010 @ 8:34 am | Rispondi

  3. Negozi chiusi a Posillipo, camorra dappertutto ! Minacce a MAGISTRATI !

    Aiuto ! se Magi e Marino hanno minacce e qui a Posillipo chiudono tutti i negozi per paura, rapine e camorra SIAMO alla FRUTTA ! aiutooooooooooooooooooo

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 17, 2010 @ 8:34 am | Rispondi

  4. Riprendo dal blog di Grillo

    Giusto, Viviana: ma per una gran parte del paese che va a fondo, ce n’è una che invece prospera ed ingrassa. Vivo in una zona della Sardegna nella quale la disoccupazione tocca il 30%, in cui la crisi economica è una costante sin da quando ero bambino, eppure ti giuro di non aver mai visto in circolazione così tante macchine di lusso ma, allo stesso tempo, verificare lo scadimento generale della qualità della vita. E’ l’allargamento della “forbice”, il “premio di maggioranza sociale” applicato a coloro che già prosperavano a danno di chi già aveva difficoltà a tirare avanti decentemente, l’effetto più evidente della politica economica di questi pagliacci…..

    Harry Haller

    Commento di MasadaAdmin — aprile 18, 2010 @ 5:03 pm | Rispondi

  5. Riprendo dal blog di Grillo

    Cara Viviana i perché li conosci benissimo tutti: perché siamo governati dalla mafia padrona assoluta e senza opposizione. Perché questi politici tutti andrebbero cacciati e costretti a risarcire i danni arrecati in venti anni di mal governo. Perchè gli italiani dovrebbero seguire un corso di preparazione politica per essere ammessi alle votazioni, altrimenti andrebbe tolto loro il diritto di votare.
    Un saluto affettuosissimo.

    Maria Pia Caporuscio

    Commento di MasadaAdmin — aprile 18, 2010 @ 5:04 pm | Rispondi

  6. Non si può limitare un diritto di voto
    ma si possono educare gli elettori
    In quanto alla forbice, è spaventosa, in tutti i paesi sudamericani o del terzo mondo è così e noi ci stiamo arrivando
    Quel che sembra assurdo è che chi è povero voti per chi allarga questa forbice di più a danno degli stessi poveri

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 18, 2010 @ 5:05 pm | Rispondi

  7. Cito:
    “Io non sono uno pneumologo
    non fanno che parlare dei danni che questa nuvola di polveri sottili del vulcano può fare ai motori degli aerei
    ma ai nostri polmoni?
    ai polmoni dei nostri bambini?
    se un neonato respira borotalco, esso di deposita sui suoi polmoni e può comprometterne le funzioni fino a farlo morire
    E queste polveri sottili che fanno?
    Dove si depositano dentro di noi?
    Io non ho sentito lo straccio di un medico dire qualcosa in proposito!” (viviana)

    Ricorda il Dott. Montanari e il relativo caso del microscopio?

    Flavio Polacchini

    Commento di MasadaAdmin — aprile 19, 2010 @ 7:04 am | Rispondi

  8. Grazie ! ci vorrebbe una PROCURA EUROPEA ed una Unione Europea più forte ed incisiva : a chi si deve chiedere ?

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 19, 2010 @ 11:15 am | Rispondi


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