Nuovo Masada

aprile 12, 2010

MASADA n° 1119. 8-4-2010. La protervia del potere

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Edoardo Baraldi: la mano della Lega

Una Chiesa poco credibile che sta dalla parte dei carnefici – Un Governo poco credibile che sta dalla parte dei criminali – Le assurdità della Ru486 – Napolitano firma anche il legittimo impedimento. Ora B è improcessabile – Il pasticcio del nucleare

L’illegalità impunita e la perversione accettata a furor di popolo si trasformano in legittimazione
Marco Revelli
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Lettera aperta ai compagni ex-ds e agli amici ex-popolari, oggi nel Partito democratico
Fabio Mussi

Cari compagni e amici, dopo il biennio 2008-2010, dopo le elezioni politiche, amministrative, europee e regionali, se le cose restano così fino al prossimo voto del (forse) 2013, se non si muove qualcosa nel nostro campo, il trionfo della destra è assicurato, e si sarà infine realizzato il disegno di un’Italia divisa, un’Italia clericale e xenofoba, populista e mafiosa, vandeana e cesarista. Una perfetta società classista, dove i cittadini saranno sottoposti alla legge, i potenti e i governanti no; dove sempre più i poveri pagheranno le tasse e i ricchi no; dove avranno un futuro certo solo i figli delle caste. Dove il lavoro sarà la merce più vile. Così si saranno gettate al vento conquiste centenarie e l’opera delle generazioni antifasciste che hanno edificato la Repubblica democratica. Credo che avvertiamo tutti la responsabilità di fermare la valanga.
Qualcosa si sta muovendo a sinistra, nonostante il partito dei dalemiani.
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Due domande:
-dove è stato Mussi finora?
-non sarebbe il caso di dire che qualcosa si muove ’oltre’la sinistra?
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Cesare Beccaria
Un Berlusconi presidente con poteri esecutivi maggiori di quelli che possiede oggi sarebbe davvero una svolta decisiva per l’Italia, sarei davvero curioso di sapere che ne pensa la maggioranza degli elettori, che fosse la volta buona per un giusto ritorno alla dittatura democratica, il Vaticano concorda, la mafia esulta, la massoneria esprime simpatia, le lobbies finanziarie non disdegnano, i narcos approvano… e il PD?
Ha convocato D’Alema, Veltroni, Violante, Latorre, Finocchiaro, Bersani e la moglie di Fassino per assumere una decisione concordata. Si spera in una approvazione in favore del capo della maggioranza.
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PROTERVIA

Significato: ostinata e provocatoria superbia, sfrontata arroganza di chi fa del male ma non riesce a chiederne scusa in modo accettabile secondo un reale pentimento, bensì cerca di arrogarsi la ragione con una violenza che è peggiore del male fatto.

La pedofilia e le violenze che la Chiesa protegge

Malvino
Parliamo di 50.000 bambini morti nelle scuole residenziali cattoliche del Canada tra il 1922 e il 1994, parliamo di torture e abusi sessuali, di una incredibile sequenza di crudeltà durata per tre quarti di secolo, con la complicità del governo canadese. Scariche elettriche alla testa, agli arti e ai genitali, aghi infilati in mani, guance, lingue, orecchie e genitali, docce gelate, somministrazione di cibi avariati, percosse, stupri, incredibili violenze fisiche e psicologiche, e tutto ai danni di bambini anche di soli 5 anni, con una sola colpa: essere indiani nativi, refrattari al cristianesimo.”
Pensate che fosse proprio il caso di paragonare questi carnefici alle vittime del nazismo? Non è un altro modo per stare dalla loro parte? Ma se la Chiesa continua a stare dalla parte dei carnefici, chi ha messo sull’altare? Non certo Dio
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Questo Governo va cacciato
Enrico Peyretti

Al momento di votare si fa quel che si può, che può essere il meno peggio, cioè il meglio relativamente possibile. Ma dopo si ricomincia a ragionare in modo ampio, e a parlare liberamente, guardando anche lontano, e non solo vicino.
Ebbene, questo governo va cacciato. Senza violenza, col metodo democratico, ma con la massima decisione politica. È il “governo degli affari propri”, degli affari privati del suo piccolissimo capo, aiutato dai suoi manutengoli e compari. Ora che il suo potere si è consolidato con le regionali, si deve consolidare il progetto per cacciarlo.
Questo va detto e ridetto, e dimostrato, e martellato, proprio nel tempo fuori-elezioni. E’ in questo tempo che si forma e si riforma l’opinione pubblica. Nel momento delle elezioni ci si adatta realisticamente. Nel tempo del dibattito si cerca la verità più avanti della realtà. La verità di fatto è che questo governo, modellato su un piccolissimo uomo, immiserisce l’Italia.
La parola è una forza grande. Conta più dei fatti perché spiega e orienta i fatti. I fatti sono sempre ambigui, oscuri. E’ la parola che gli dà significato e li orienta. Gli operai della parola, gli intellettuali, informatori, educatori, devono esporsi alla luce, senza calcoli, e dire la verità brutta dell’Italia di oggi. Devono frustare il malcostume di cui il Piccolissimo è effetto e causa nel contempo. Forse non cambieranno le cose. Ma forse invece sì.
Questo governo del Piccolissimo piace a egoisti e ignoranti e ingannati: agli egoisti, che farebbero lo stesso se fossero al suo posto, perciò lo ammirano e lo approvano; piace agli ignoranti, appositamente mantenuti nell’ignoranza, che non sanno cosa sia la civiltà giuridica, la quale è la limitazione della forza fattuale, e non la sua traduzione in legge che obbliga tutti; piace agli sprovveduti, ingannati e intossicati per decenni dall’arma mediatica che quel tale si è procurato da gran tempo, con l’aiuto di complici, e dall’imperativo consumistico, che Pasolini aveva segnalato.
Ora il Piccolissimo stravolgerà la Costituzione. Non solo guida male, ma guasta la macchina, che è proprietà di tutti. Non farà riparazioni e ritocchi, ma guasti gravi, perché il suo pensiero e il suo piano sono semplicemente l’autocrazia. Nulla di meno. Non ci deve essere mediazione sul progetto anticostituzionale. Lui e i suoi devono restare soli con le loro malefatte.
La macchina e la casa della Repubblica (res publica, cioè la “cosa di tutti”) non appartiene a chi comanda, neppure se fosse designato nel modo più corretto. Appartiene a tutti, e solamente tutti, o la grandissima parte, possono modificarla, ma non possono lecitamente rovinarla.
Il Piccolissimo (“uomo la cui statura supera l’altezza morale”, come Sturzo disse di Giolitti, che era molto alto), il cui piano è notoriamente attuare il piano eversivo della P2, è l’avversario del bene comune. Va cacciato. Semplicemente cacciato. Certo, soltanto con la democrazia. Ma la democrazia non esiste senza chiarezza di visione e di volontà. Va cacciato anche per il suo bene personale, perché è a rischio fisico e psicologico per l’ossessione del potere che lo possiede e lo costringe a mosse quantitativamente vincenti, ma umanamente disperate. Come persona fa pena. È il più ingannato di tutti, avvolto nelle spirali del proprio gioco degli inganni. Che possa vivere i suoi ultimi anni libero dalla propria malattia. Ma che paghi i conti con la legge, vincolante anche per lui.
L’opposizione, se vuole esistere, deve proporre agli italiani la cacciata del Piccolissimo dal governo, dicendone chiarissimamente i motivi stringenti. La sua proposta positiva deve consistere nel perfetto contrario dei piani della P2. Si tratta, dunque, della difesa positiva della Costituzione nei suoi valori indisponibili, e della sua evoluzione coerente con i suoi valori fondanti, con la forma democratica e non autoritaria e personalistica dello Stato. Si tratta del primato indiscutibile dei bisogni e diritti di tutti sulle pretese di pochi o di uno solo: perciò giustizia sociale, lotta ai privilegi, equità e proporzionalità fiscale, quindi attuazione del super-articolo 3 della Costituzione. Si tratta di salvaguardia del futuro per le nuove generazioni, perciò restaurazione e tutela del territorio, “economia verde”, e non grandiose e pericolose speculazioni. Si tratta di dare qualità alla vita della popolazione, perciò istruzione, informazione, comunicazione, come beni primari della libertà giusta, della società aperta, della ricchezza umana, al di sopra di tutti i profitti materiali particolari. Si tratta di restituire sicurezza ad una società artificiosamente spaventata, ridotta nella gabbia degli egoismi tristi, mentre cadono gli steccati fra i popoli, e di farlo non con le politiche ingiuste securitarie e discriminanti, ma con la fiducia nelle legge fatta rispettare anzitutto a chi è più fortunato, a tutela dei più sfortunati, nativi o immigrati.
Se l’opposizione dicesse chiaramente queste cose – cioè se le pensasse e le volesse davvero (io temo di no) – il popolo capirebbe: l’egoismo umano è distribuito tra tutti; anche l’inganno colpisce tutti; ma alla fine la gente non è stupida. Puoi ingannare molti molte volte, ma non tutti per sempre. Le difficoltà economiche si affrontano meglio con la solidarietà per il bene generale e per i diritti deboli, mentre si aggravano sotto la tempesta della rivalità scatenata tra gli interessi particolari e sotto il dominio incontrollato degli interessi forti. La politica può ancora essere ispirata da moralità, giustizia, verità: diciamo pure da fraternità. Se ci crediamo.
La debolezza dell’opposizione è nelle idee assai più che nei numeri. E’ debolezza morale più che politica. Ci sono riserve morali nel paese, ma la politica come mestiere non ha occhi per vederle e non sa accoglierle quando si presentano.
Il Piccolissimo va scacciato dal potere. Non esiste opposizione senza questo programma risanatore dell’Italia. È possibile se si capisce, se si vuole, se non si è implicati nel disastro civile attuale. La gente potrà capire, a un certo punto, se le si dicono subito chiaramente le ragioni della giustizia, della vera libertà, del vero interesse comune.

Le assurdità della Ru486
Viviana Vivarelli

Vaticano, Lega e B hanno imposto alle donne italiane che vogliono prendere la pillola per abortire il ricovero obbligatorio per 3 giorni per la Ru486, una follia che non esiste in nessun paese del mondo.
Domandina semplice semplice:
se una donna va in ospedale e prende la prima pillola, poi, coi suoi piedini, se ne va e torna a casa, cosa le possono fare?
Imporre un ricovero obbligatorio con la forza pubblica? Piantonarla?
Legarla al letto? Vietarle di tornare in ospedale per prendere la seconda pillola?
E’ questa la difesa della libertà?
E’ questa la difesa della vita?
Se si vergognassero della loro cattiveria e della loro stupidità non sarebbe meglio?

Devo leggere bloggher che affermano: “Una farmacia può vendere o non vendere quel che caxxo crede”
FALSO. Una farmacia non è una bottega qualunque e ha precisi obblighi di legge
Leggo anche che il motivo per cui una farmacia non vende preservativi è che non permettono alti guadagni
FALSO. Nei comportamenti di certe farmacie pesa un discorso pesantemente ideologico. Sarebbero troppe altrimenti le merci che resterebbero fuori dalla vendita perché il ricarico è basso.
E non è un caso che il policlinico Gemelli e l’ospedale S. Pietro Fate Bene Fratelli non prescrivano la pillola in quanto ospedali ‘cattolici’ (come avessero dimenticato di essere convenzionati con lo stato italiano).
Non vende preservativi la farmacia cattolica più famosa di Roma. Nel giorno in cui la Ru486 può essere distribuita e richiesta dalle farmacie ospedaliere, si innesta la polemica anche sull’obiezione di coscienza sui condom.
Roma è piena di farmacie. E i profilattici si possono acquistare anche al supermercato, dal tabaccaio, presso i distributori automatici. Ma non nella farmacia all’Isola Tiberina attigua all’ospedale Fatebenefratelli, gestito dalla Casa Generalizia dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, noto a Roma come l’ospedale dei frati. Chi ha chiesto «una scatola di condom» si è sentito dire «non li abbiamo, siamo una farmacia cattolica». Ma non esiste per una farmacia il diritto di scegliere cosa vendere e cosa no.
Per me potrebbero anche esentarsene, perdendo però immediatamente la licenza pubblica che è stata data loro dallo stato italiano a precise condizioni di legge.
Lo stesso vale per le cliniche private cattoliche che privano i loro pazienti dei diritti riconosciuti dalla legge.
Riterreste legale che vi fossero cliniche islamiche dove si pratica l’escissione, cioè il taglio del clitoride femminile e delle grandi e piccole labbra con ricucitura di quel che resta? O ci fossero cliniche dei Testimoni di Geova che vietano le trasfusioni? Ma la legge che osa ci sta a fare se ognuno si arroga il diritto di fare quel che crede?
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La Chiesa violenta i bambini, nega le donne, insulta i gay.
Dimentica i deboli, appoggia i potenti, odia la democrazia.
E’ parte del mercato, specula in finanza, dà ordini politici.
Chiama vittime i carnefici, pretende l’impunità, rifiuta ogni critica.
Impossibile dirla l’erede del Cristo.
Ha in sé una Chiesa diversa che i vertici emarginano e umiliano.
La prima ha fallito la sua missione perché è morta dentro.
La seconda vivrà in eterno mescolata alla vita.

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Certo per essere il paese dove la Chiesa cattolica ha esplicato maggiormente un lavoro di duemila anni, i risultati, nella Chiesa educatrice e nella società educata, non sono incoraggianti: massima disunione tra esseri umani, odio razziale e xenofobo, ginofobia e omofobia, astio per le altre religioni, estremo materialismo, trionfo dell’egoismo più sfrenato, generale mancanza di empatia con i poveri e con i deboli, appoggio alle multinazionali e ai potentati politici e finanziari, corruzione ad altissimi livelli, governi fascisti sostenuti solo perché garantiscono impunità sui reati e regalie, sprechi e abusi di potere, vertici clericali tesi a subornare il potere politico e appoggiare solo chi è più antidemocratico, degradazione etica, cancellazione di diritti civili, crisi dai voti sacerdotali, punizione del merito, violenze sui più deboli, pedofilia, arroganza e superbia e, per finire, le tre maggiori organizzazioni criminali del mondo che si dichiarano cristiane.
I laici non si differenziano dai clericali.
Si arriva ad affermare che la pedofilia nella Chiesa non è superiore a quella del mondo esterno
Ma se Cristo avesse voluto una Chiesa dove la percentuale di vizi fosse la stessa del mondo laico, avrebbe fondato una bocciofila.
Il capo della banda della Magliana sepolto in una Basilica è l’epitome degli eredi di Cristo, che dovrebbero essere chiamati piuttosto i suoi uccisori.

Hobbes: la guerra di tutti contro tutti
Viviana Vivarelli

Ieri, su una strada provinciale, un amico alla guida mi faceva notare che un tempo gli automobilisti lampeggiavano per segnalare la presenza della polstrada agli altri, ora non lo fanno più.
Stanno cadendo anche le abituali norme di solidarietà e cortesia sulla strada, finché, continuando la degenerazione dei rapporti voluta da Chiesa, Partiti, corporazioni e Governo, regrediremo a quell’imbarbarimento che Hobbes descriveva come una guerra di tutti contro tutti (bellum omnium contra omnes) dove l’uomo è un lupo divoratore di ogni altro uomo (homo homini lupus) assolutamente egoista, protervo e costantemente bramoso di potere.
Cadono a quel punto tutte le forme di empatia, solidarietà, aiuto reciproco, convivenza civile e correttezza che chiamiamo civiltà.
E’ proprio per un istinto di conservazione e autodifesa che gli uomini capiscono che non possono continuare nello sbranamento reciproco e accettano di limitare la libertà di ognuno dando dei poteri allo Stato che ha il compito di preservare tutti. L’autorità dello Stato è pari alla porzione di libertà che ognuno gli delega.
Lo Stato non ha potere in assoluto; ma solo come garante dei diritti di tutti e finché tutti hanno gli stessi diritti, per cui nessuno, nemmeno come rappresentante dello Stato può avere dei diritti maggiori degli altri; poiché tutti gli uomini sono uguali, e non si può nemmeno parlare di un potere superiore di qualche individuo.
Lo Stato nasce da un compromesso in cui ognuno accetta di limitare la sua libertà fin dove non sconfina nella sfera altrui, e nasce solo per garantire delle libertà che senza lo Stato resterebbero formali ma non di fatto.
Lo Stato poggia la sua autorità e il suo potere solo nelle garanzie che dà al cittadino.
Ma che succede se i vertici di questo Stato, nato su un contratto sociale e una delega, abusano del loro potere e instaurano ‘contro’ il cittadino una lotta da lupi, diventando lupi essi stessi e distruggendo le loro tutele e libertà?

Per chi non vede il dissenso
Viviana Vivarelli

In queste Regionali i potenziali elettori erano quasi 41 milioni.
Hanno votato solo 26.
Non sono nemmeno andati ai seggi 14 milioni di italiani.
Complessivamente, con le schede bianche o nulle, non ha votato il 40% degli elettori.
Il partito maggiore è chiaramente quello di chi non ha dato il suo consenso a nessun partito.
I due partiti maggiori hanno diminuito la loro differenza: il Pdl ha preso 11 milioni di voti. Il PD ne ha presi 10.
Il Pdl ha ‘perso’ un milione e 700.000 voti.
Il PD ne ha ‘persi’ 2 milioni.
Persino la Lega che grida grande vittoria ha ‘perso’ 150.000 voti.
Nessuno di questi partiti avrebbe diritto a rappresentare democraticamente la maggior parte degli italiani. Solo grazie alla legge perversa e antidemocratica di Calderoli, chi prende qualche voto in più ha diritto a prevaricare tutti gli altri come se rappresentasse la maggioranza del paese, ma è un trucco.
Solo un votante su 4 ha votato per il Pdl.
Tre non lo hanno votato.
Che rappresentanza democratica è?
Non è chiaro il dissenso?
Davvero non c’è cieco maggiore di chi non vuol vedere.
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Il fascino del male
Viviana

Non è vero affatto che il diavolo sia brutto e da fuggire
Guarda la Chiesa!
se non ci fosse una seduzione nel male, se non piacesse tanto chi delinque e la fa franca, se la gente non fosse tanto attratta dal peggio..
allora non ci sarebbe la politica, ma la santità
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Napolitano firma anche il legittimo impedimento

Jena: Quirinale
Tanto valeva mandarci B!

Zaia: “Napolitano si è reso così totalmente disponibile in questa nuova stagione di riforme. Avere il presidente dalla nostra parte significa per noi vedere il sole“.
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Cesare Beccaria

La 19a legge ad personam proposta al Paese e imposta al Parlamento ha tagliato il traguardo. Con la firma del presidente della Repubblica al “legittimo impedimento”, il premier ha ottenuto ciò che cercava. Entra in vigore un nuovo scudo processuale, sotto il quale potrà ripararsi per il prossimo anno e mezzo dai pesanti processi che ancora pendono su di lui: il caso Mills (corruzione in atti giudiziari) e l’affare Mediatrade (appropriazione indebita e frode fiscale). Silvio B, l’Unto del Signore, sarà ancora una volta un Intoccabile dalle Procure. Gli basterà “autocertificare” di volta in volta una giustificazione “istituzionale”, per poter essere esentato dalle udienze che lo riguardano. Vera o falsa che sia la scusa, poco importa: un consiglio dei ministri, un vertice con un ambasciatore straniero, un faccia a faccia con un sindaco. Nessuno potrà mai accertare se al posto dell’impegno ufficiale (com’è già accaduto) il Cavaliere non abbia invece rubricato in agenda una seduta di “fisioterapia” a domicilio o una festa danzante a Palazzo Grazioli. Il risultato finale non cambia: per un altro anno e mezzo un solo cittadino, e sempre lo stesso, continuerà ad essere meno uguale degli altri di fronte alla legge, come accade ormai dal giorno dell’epica “discesa in campo” del ’94.

Ultimi aggiornamenti sul pianeta Italia

-I redditi delle famiglie calano del 2,8%: mai così male dal ’90. Scendono propensione al risparmio e investimenti
-Ocse: Ripresa fragile nel G7. Pil Italia a +1,2% nel 1° trimestre, in calo nel 2°(stima 0,5)
-Fmi taglia le stime sull’Italia: pil 2010 +0,8%, nel 2011 +1,1%.
-Conti pubblici, nel 2009 sale al 5,2% il rapporto deficit-pil, è il peggiore dal ’96.
-Retribuzioni ferme tra gennaio e febbraio, in aumento del 2,1% rispetto al 2009.
-Inflazione all’1,4%, record da un anno.
– Disoccupazione giovanile sale al 28%.
-Bce: crisi non è finita, possibili ricadute.
-Istat: calano le vendite, alimentari -3,3%.
La disoccupazione è già arrivata all11,5%.
Tremonti dice che gli mancano 5 o 7 miliardi. Poi ci ripensa. Ma intanto spalma i miliardi mancanti in sottrazione ovunque. Visto che non verranno tassati i soliti evasori e il peso dello stato peserà ancora di più sui soliti noti, li aspetta anche un aumento delle tasse?

I dati Istat relativi al 2009 danno il calo più significativo da quando sono a disposizione le serie storiche.
Flessione per la spesa, la propensione al risparmio e il tasso di investimento
Redditi delle famiglie -2,8%.
Mai così male dagli anni ’90.
Nel quarto trimestre 2009 il reddito disponibile delle famiglie (il settore comprende le famiglie consumatrici, quelle produttrici e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie) è diminuito dello 0,2% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta dello 0,1%. Su base tendenziale il reddito è calato del 2,8% mentre la spesa dell’1,9%. In linea con il calo del reddito, il potere d’acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Si è ridotta anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel quarto trimestre è stata pari al 14% (come nel trimestre precedente), 0,7 punti percentuali in meno rispetto al 2008.
Ed è proseguita la flessione del tasso di investimento delle famiglie, che nel quarto trimestre si è attestato all’8,8% (-0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente), risentendo di una riduzione degli investimenti (-2,2%) molto superiore a quella del reddito disponibile (-0,2%). Rispetto al 2008 il tasso di investimento si è ridotto di 0,7 punti percentuali

www.repubblica.it/economia/2010/04/08/news/redditi_delle_famiglie_-2_8_mai_cos_male_dagli_anni_90-3191903/

Il fatto quotidiano
NONOSTANTE MEDIASET, EUROPA 7: DOPO 11 ANNI OTTIENE LE FREQUENZE

Nel ’99 Francesco Di Stefano vinse con 12 miliardi di lire una gara per la concessione nazionale di un canale televisivo. Così nacque Europa 7 che, dopo undici anni di contenziosi legali e polemiche politiche (e la presenza di
Rete 4), ha trovato un accordo con il governo per ottenere le frequenze necessarie per la copertura del territorio pari all’80%. Le trasmissioni inizieranno a giugno.
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TRE DATI
Marco Revelli

B ha portato a casa la pelle, ma ha perso il partito. Nella sua lotta per la sopravvivenza ha messo in campo solo ed esclusivamente la propria persona. Anzi: la propria faccia. Il suo Sé abnorme. Quello che ha chiesto – e purtroppo ha ottenuto – è un plebiscito su se stesso. Ma ha rivelato anche il vuoto politico che ha intorno a sé, tra le proprie mura. Molti – davvero tantissimi – servi; pochi, quasi nessun politico. Il Pdl, più che un partito, si è rivelato una corte, da una parte; e un coacervo di interessi e di spezzoni d’identità dall’altra. Alla prova del voto quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto diventare il partito egemonico della dx, è imploso miseramente.

Il Pdl ha rivelato la propria inconsistenza organizzativa (fino al limite
dell’incapacità di realizzare le operazioni più banali per un partito come
la presentazione della lista). E la propria inoperosità identitaria e politica, tanto viscosa da aver neutralizzato persino l’identità forte di quello che era rimasto finora un vero partito, cioè An.

Esattamente come il Pd, inerte nel gioco incrociato dei notabilati interni e
delle trascorse storie personali e collettive, incapace di mobilitare passioni e di nobilitare interessi. Soprattutto esangue, privo di una propria corporeità sociale, di un proprio popolo, di una propria gente in nome della quale parlare e dalla quale essere riconosciuto. Prigioniero dell’era del vuoto che con la propria genesi ha inaugurato.

Ed è questo il 3° dato qualificante: il fallimento dell’operazione avviata nell’estate-autunno del 2007, con il proclama del predellino, da una parte, e con la kermesse mediatico-plebiscitaria veltroniana in preparazione delle primarie del non ancor nato Pd, dall’altra. Essa aveva, esplicitamente, l’obiettivo di ridisegnare l’architettura del sistema politico e istituzionale italiano intorno alla centralità di un bipolarismo ad alta vocazione egemonica. Di superare l’impasse in cui si era arenata la cosiddetta seconda Repubblica con una radicale semplificazione del sistema dei partiti intorno al doppio polo Pdl-Pd. Due entità – è bene ricordarlo -, che si auto-dichiaravano nuove, in corso di stampa si potrebbe dire. E che – nell’enfasi della retorica nuovista – si presentavano come un inedito. A quelle due incognite era affidato – in modo del tutto irresponsabile – il compito improbo di ritracciare in forma costituente il profilo del nostro assetto istituzionale, secondo la logica di una partita di poker in cui la posta era giocata “al buio”.

Oggi sappiamo che quelle due entità che avrebbero dovuto diventare partiti,
in realtà non sono mai arrivate. Che la produzione liofilizzata del Pdl e la
fusione fredda del Pd si sono in qualche modo fermate a metà, lasciando in
campo due ectoplasmi incerti sulla propria forma. Involucri dal contenuto
eterogeneo, che non si è mai trasformato in amalgama: agglomerati di gruppi
in esplicita competizione interna. E’ significativo che siano molte, in un campo e nell’altro, le vittime del “fuoco amico”, dal ministro Brunetta (disertato dai leghisti) alla governatrice Bresso (affondata più dai dissidi interni che dai grillini valsusini)… Ma è ancor più rilevante il fatto che proprio da Pdl e Pd, in forma bipartisan e simmetrica, che si sono riversati al di fuori del sistema politico i quasi 3 milioni di voti che mancano all’appello: cosa ancora in qualche misura comprensibile per il Pdl, rispetto al quale almeno una parte di elettorato moderato può esser stato disgustato dagli eccessi del leader. Ma assai meno scontata per il Pd, che avrebbe dovuto capitalizzare l’impresentabilità del suo avversario, facendo il pieno al di là dei suoi meriti.

Se persino in questa circostanza il suo stesso elettorato l’ha, almeno in
parte, abbandonato, deve essere stato davvero elevato il suo potenziale
“repellente”. L’effetto-delusione che esso ha alimentato: il senso di distacco, di auto-referenzialità, in qualche misura di arroganza e insieme di separatezza del suo ceto politico. La sua distanza dai territori e dalla gente che li abita. La sua incapacità di parlare un linguaggio condiviso, e di disegnare un orizzonte di valori credibili e comuni. Bersani che in diretta TV rivendica il merito di aver «invertito la tendenza», alludendo a una sorta di vittoria, mentre tutto il suo popolo, quello che l’ha votato, è piegato in due dalla sofferenza e dalla consapevolezza della sconfitta storica, è l’emblema dell’abisso scavato tra il ceto politico e il suo popolo. Dell’incapacità di parlare la stessa lingua e di condividere lo stesso universo di senso. Ci dice di una dirigenza di partito capace solo di guardare all’interno (e di guardarsi alle spalle), preoccupata più di parare i colpi degli avversari nel partito che di vedere ciò che avviene nel mondo esterno, simbolo vivente di un esodo, drammatico, della politica di sx dai luoghi della vita quotidiana.

Su questo terreno istituzionalmente liquefatto restano solo due corpi: il
corpo solitario del Capo, sopravvissuto miracolosamente a se stesso e al
“giudizio di dio” da lui stesso invocato; e il corpaccione collettivo della Lega, impastato di sangue e di suolo. Carisma da satrapo, e milizie territoriali da rude razza padana. Detteranno i modi e i tempi della transizione. E non sarà una passeggiata. Il triennio che ci aspetta non sarà segnato dalla lenta agonia del Bsmo, nel quadro di una pacifica ri-normalizzazione. E men che meno – è quasi un’ovvietà – dal civile confronto sulle riforme. Tanto vale dirselo.

Sauro manda:
DRAQUILA: Un trailer comico su B da Sabina Guzzanti

trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/draquila-litalia-che-trema/23927412

Il terremoto panacea dei problemi di B e affare per la Protezione civile
Il Film arriverà il 7 maggio, segna il ritorno alla regia della Guzzanti, con la sua volontà di raccontare il nostro Paese nel modo in cui Michael Moore – che è anche un suo amico personale – racconta il suo. Una somiglianza evidente anche nello stile, che mescola satira a presa diretta, soggettività di chi gira e testimonianze. Tutti elementi che si ritrovano già nel trailer, da cui si intuisce che il Draquila, il vampiro dell’Aquila, è lui, B. “Era appena arrivata la primavera del 2009 e per B “era una giornata di m…. come tante altre”: “la magistratura continuava a stargli alle calcagna”, nei sondaggi era “in caduta libera”… Ma ecco che, alle 3.32 del 6 aprile, un terremoto devasta una città. E per il Cavaliere, prosegue la Guzzanti, “è come se Dio gli avesse teso ancora una volta la mano”. Il sisma è stata un’occasione ghiotta, per B per risalire la china della popolarità. Per mostrarsi come “l’uomo del fare”, anche quando va a L’Aquila e scherza promettendo che la prossima volta porterà le veline. Ma il terremoto si rivela un affare anche per i suoi amici, e gli amici degli amici: il filmato alterna le immagini delle macerie e del dolore con le citazioni dello strapotere della Protezione civile di Bertolaso. Che trasforma ogni evento in grande evento, ogni grande evento in emergenza, ogni emergenza in un agire in deroga alle leggi. Non a caso, i due minuti si concludono con l’ormai sciaguratamente celebre intercettazione dei due imprenditori che esprimono tutta la loro contentezza al pensiero dei grandi affari che il terremoto avrebbe loro portato
..
Peccato che il film dovrebbe avere una chiosa finale:

Alle elezioni provinciali de l’Aquila vince il Pdl con del Corvo col 53,4% dei voti, e un aumento dell’affluenza del 10.95%, in controtendenza con l’astensione di tutto il paese. Del Corvo ha vinto contro la combattiva Pezzopane, che ha sostenuto tutta la battaglia faticosissima di questo anno del post terremoto, solo dicendo che, se avesse vinto lei, gli aquilani si sarebbero presi tutti i soldi per la ricostruzione.
Di aberrazioni qui ne abbiamo parecchie.
Prendete la vostra città e immaginate un terremoto devastatore e immaginate poi che qualunque paesetto della vostra Provincia votasse contro di voi nella speranza di racimolare qualche soldo (altro che nord contro sud, qua abbiamo italiano contro italiano).
Pensate poi che i fondi che lo Stato ha finora dato alle Province (ben 10 miliardi l’anno e Tremonti ora piange perché gliene mancano 6 o 7) servono sempre e solo a pagare gli impiegati delle Province, i quali non fanno niente perché non hanno altri fondi per fare qualcosa.
Pensate anche che la Protezione Civile e Berlusconi hanno già detto chiaramente che soldi per la ricostruzione non ce ne sono e che se ne faranno carico gli enti locali, ma si dubita che tali enti siano proprio le Province, per quanto detto sopra, le quali hanno competenza per strade e scuole e di vede quanto male se ne occupano.
Certo che se le Province devono essere questo, abbiamo solo un altro motivo per chiederne l’estinzione.
Accanto alla protervia del potere mettiamoci pure quella dei cittadini.

Ha ragione don Aldo a dire: “Il sintomo è Berlusconi, ma la malattia sono gli italiani”.

MENSA NON PAGATA, BAMBINI FUORI DALLA SCUOLA
Monica Murgia

Neanche a pane e acqua, bensì fuori da scuola per due ore. Dove non si sa, non è questione che interessa l’amministrazione leghista d’ADRO. SIAMO IN Franciacorta, pr. Brescia, e la guerra contro i bambini figli di famiglie che non pagano la mensa scolastica vede di nuovo protagonista un sindaco del Carroccio: “Oscar Lancini”.
Andiamo bene, è il nuovo che avanza, grandi e grossi e non sono in grado di assicurare un pasto a dei bambini sfortunati, poi magari alla domenica si recano in chiesa per mostrare le loro radici cristiane e non vogliono che si usi RU486, ma poi non sono in grado di assicurare un’adeguata assistenza sociale ai bambini più sfortunati.

I bambini poveri non possono mangiare alla mensa, mentre nella ricca Lombardia ci sono bambini, se non ricchi benestanti, che ricevono sovvenzioni di più di 1000 euro all’anno dalla regione per il solo fatto di frequentare scuole private. 1000 euro sarebbero più che sufficienti per dar da mangiare a due bambini per tutto l’anno. Ma è più importante dare soldi a chi ne ha già e mantenere bene in vista il privilegio piuttosto che permettere a tutti di frequentare una scuola decente e non discriminante. Anche perché in barba a quello di cui ha cercato di convincerci il ministro Gelmini sulla necessità del maestro unico per il bene del bambino, in queste scuole private le lezioni si fanno in italiano e in inglese contemporaneamente, con insegnanti di madre lingua. E i piccoli Lord non vengono ammassati in classi in 50 per volta perchè i tagli all’istruzione impediscono di chiamare un supplente quando l’insegnante si assenta, non vengono costretti a seguire le lezioni con il cappotto perchè la scuola non si può permettere di pagare il riscaldamento, loro hanno aule calde e accoglienti dentro le quali non piove e all’esterno delle quali sono presenti cortili per i cui rivestimenti vengono spesi centinaia di migliaia di euro per affinchè subito dopo la pioggia i piccoli Paperoni possano giocare senza inzaccherare i loro bei vestitini firmati. Ulteriore chicca, gite diverse per i ricchi e per i poveri presenti nelle stesse classi. Centinaia di anni di lotte buttati all’aria per ritrovarci in pieno medioevo con caste ben distinte e privilegi per i castellani, angherie e miseria per chi ha la sfortuno di nascere fuori dal castello. Magari prima o poi ripristineranno anche lo Jus Primae Noctis. Ma forse non arriveranno a tanto, hanno già capito che per avere quello che vogliono basta far vedere il portafoglio pieno, vantare amicizie potenti e impunità totale, distribuire becchime a piene mani in periodo elettorale mostrando alle masse plaudenti i diritti elargiti ..

Pasticcio nucleare
Viviana Vivarelli

Per le regionali i membri del Governo e i candidati rispettarono un sacro silenzio sulle centrali, sapendo benissimo che l’argomento non sarebbe piaciuto agli elettori. Fece eccezione l’improvvido Cota che da subito si è mostrato a favore
La Lega è per le centrali e come si unisca il suo decantato amore per il territorio con questo scempio del territorio lo saprà solo lei. Come saprà che rapporto ci sia tra le sue richieste sull’autonomia delle Regioni e una legge come quella nucleare che calpesta di fatto i diritti costituzionali delle Regioni e impone le centrali dove vuole lei con legge dello Stato e manu militare. Ma chi vota leghista pianga se stesso
Gli resteranno solo le lacrime visto che il cervello gli è già andato in pappa
O forse l’odio per extracomunitari lo ripagherà di tutti i diritti perduti
Magari credono veramente che le centrali siano pulite e facciano anche bene alla salute e al territorio, come giura Scaloja. Si potrebbe fare lo slogan: “Col nucleare bambini padani più sani! Per non parlare dei nipoti!”
Del resto se in 16 anni hanno creduto a tutto quel che gli diceva B, saranno ormai programmati a credere ogni cosa
Certo è che l’affare delle centrali deve coprire una tangentopoli ancora più grassa della Protezione Civile se B, anche nella penuria di denari attuale, ci tiene tanto. E, senza il fastidio delle intercettazioni che rivelerebbero la vasta corruzione interna, sarà davvero una passeggiata. Insomma un affare. E sul futuro si può sempre citare il re Sole: “Après moi le deluje!”
Passate le regionali, ora il Governo riparte col nucleare, anche se le casse dello Stato mancano 5-7 miliardi ordinari e 10 centrali costeranno 30 miliardi di euro. Ma il costo si riverserà sulle bollette. Non abbiamo forse già il 350% di aumento per l’acqua in quei Comuni dove la privatizzazione è avvenuta? Il costo è sempre l’ultima delle preoccupazioni di questi politici che lo riversano su di noi, mica lo pagano loro!
Prima le promesse, poi le stangate. Non è forse questo il motto del neoliberismo rampante? L’unico scopo resta comunque arricchire le tasche dei soliti pochi e finora ci sono riusciti benissimo.
Due anni fa Scajola dava il nucleare come già fatto. Dopo un anno e mezzo, il 15 agosto 2009 la gazzetta ufficiale pubblicava una legge che delegava il governo ad approvare entro i 6 mesi successivi la localizzazione degli impianti. La scadenza era il 15 febbraio di quest’anno, ma è passata invano, appunto per non rovinare gli esiti elettorali.
Ma sul progetto nucleare pendono i ricorsi delle regioni, che considerano anticostituzionale il potere sostitutivo dello Stato. Sono 10 su 20:
Calabria, Toscana, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Basilicata, Umbria, Marche e Puglia hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge che regola l’individuazione dei nuovi siti per i depositi delle scorie e la creazione di nuove centrali nucleari. Opposizione di metodo, per l’esclusione delle Regioni dalla localizzazione dei nuovi siti dove far sorgere le centrali e di merito, data la contrarietà all’opzione nucleare manifestata dalle maggioranze politiche che governano queste Regioni.
L’art. V della Costituzione dà alle Regioni dei precisi poteri e diritti contro eventuali prevaricazioni dello Stato centrale, ma il Pdl li considera veramente poco, visto che parla solo della possibilità dei governatori di partecipare (come uditori?) al Consiglio dei Ministri che eserciterà un potere sostitutivo del potere regionale.
Ma questo è costituzionale? Inutile chiederlo a Napolitano per cui è costituzionale anche il rogo della Costituzione.
Realizzare questo scellerato programma nucleare non sembra facile. Anche se proseguono i contatti con la Francia, tanto felice di svenderci le centrali, che ha premiato Scajola con la legion d’onore.
Che il Governo non sia sicuro della popolarità delle centrali lo prova il fatto che per le regionali non ne abbia parlato.
Intanto la gente è sempre più preoccupata. Una rilevazione statistica dell’istituto Ferrari Nasi dice che un anno fa il 50% degli italiani era favorevole, oggi la percentuale è scesa al 26,2%.

B chiede un referendum confermativo sul nucleare, sapendo benissimo che per esso non è richiesto alcun quorum
Di Pietro chiede referendum abrogativi sulle leggi di B e sul nucleare, per dimostrare che sta dalla parte della gente, senza dire che i referendum abrogativi richiedono il 50% più uno e sono molti anni ormai che vanno deserti per l’astensionismo degli italiani. E i recenti risultati alle regionali fanno ben capire che il trend è persino peggiorato
Berlusconi straparla, continuando a fingere di avere il consenso del 68% degli italiani, mentre le Regionali gli hanno dato la perdita di un milione e 700.000 voti e il consenso solo del 26%, con la Lega che aumenta la sua arroganza e stupidità anche se ha perso 150.000 voti
Ma lui ha qualcosa di inestimabile che gli è stato proprio regalato dal Pd: il controllo delle televisioni, RAI compresa, e con quelle in mano, si permette di dire in modo protervo, che si tratta solo di convincere i teleutenti che il nucleare è pulito, fermerebbe la crisi economica e darebbe di nuovo lavoro. Una bazzeccola! Chi lo ha votato credendo a tutte le sue favole e chi ha l’acqua alla gola può credergli ancora. Con quelle televisioni che D’Alema e Violante gli hanno regalato con tanta munificenza e che Prodi non ha nemmeno provato a scalfire, è in grado di convincere chicchessia che il nucleare di ultima generazione è pulito, sicuro e fa bene alla pelle. E se Santoro o Travaglio si mettono in mezzo è fin troppo facile eliminarli.
Siamo davvero messi bene!
Non ci sono più abbastanza partecipanti per rendere valido un referendum. Il popolo come entità partecipativa e portatrice di diritti è morto per suicidio, e gli unici che tentano di rianimarlo come il Movimento a 5 stelle sono aggrediti dalla rabbia totalitaria dalla dx di Governo, dall’inerzia dolosa della sx moderata e perfino dall’invidia accidiosa di quella parte della sx radicale che non essendo riuscita ad avere un proprio successo vorrebbe cancellare anche il loro.
..
Beppe Grillo e il nucleare

L’Italia è una potenza nucleare in franchising. La licenza, dalla fine della seconda guerra mondiale, l’abbiamo ottenuta dagli Stati Uniti. Sul nostro territorio ci sono ordigni nucleari americani pronti a essere caricati su un bombardiere e lanciati su uno Stato canaglia a scelta. Nel blog in questi 5 anni sono state riportate tutte le informazioni possibili sui depositi nucleari di Aviano e Ghedi Torre contenenti 90 testate nucleari. Fotografie dall’alto dei siti, tipo di ordigni, servizi, interviste, documenti.
Un rapporto del Dipartimento della Difesa Usa ha valutato il potenziale distruttivo pari a 900 volte Hiroshima. Il documento fu ordinato Roger Brady, comandante dell’Air Force in Europa, dopo che un B52 trasportò per errore sei testate atomiche sorvolando gli Stati Uniti. Nel rapporto si rilevano: “problemi di edifici di supporto, alle recinzioni dei depositi, all’illuminazione e ai sistemi di sicurezza, a guardia delle basi vi sono soldati di leva con pochi mesi di addestramento”.
Nella base di Ghedi Torre, alcuni anni fa, un gruppo di ragazzi improvvisò un picnic per una mezz’ora prima di essere identificato. Era un test per verificare le misure di sicurezza che fu documentato in seguito dalla televisione svizzera italiana. I nostri vicini sono da sempre preoccupati di un incidente nucleare a due passi da casa loro. Può capitare. L’imponderabile è sempre in agguato. Un’esplosione dovuta a un errore umano o a un attacco terroristico cancellerebbe dalla carta geografica il Nord Italia e parte dei Paesi confinanti. Addio Padania.
In Italia nessuna reazione, eppure per Pdl e Pdmenoelle chi si preoccupano dell’Iran nuclearizzato almeno una volta alla settimana, ospitare un numero di testate sufficienti a spazzare via la vita dall’Europa dovrebbe essere un problema fondamentale. Una questione di vita e di morte. Persino la rivista TIME si è posta in un recente articolo dal titolo. “What to do about Europe secret nukes” (Cosa fare con le testate nucleari segrete dell’Europa) la domanda: “Is Italy capable of delivering a thermonuclear strike?” (L’Italia è capace di effettuare un attacco termonucleare?). Secondo il TIME, In caso di guerra l’Italia, in virtù di un accordo sottoscritto durante la Guerra Fredda, potrebbe acquisire il controllo delle bombe termonucleari B61 presenti sul suo territorio.
La presenza di ordigni nucleari in Italia è contraria al Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), oltre che antistorica a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Le bombe made in USA devono ritornare al loro Paese di origine. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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Fonti rinnovabili, obiettivo perduto
Roberto Meregalli
Beati i costruttori di pace
http://www.martinbuber.eu

E’ desolante leggere il documento europeo (ec.europa.eu/energy/renewables/transparency_platform/doc/0_forecast_summary.pdf) che riassume le previsioni dei 27 paesi dell’Unione Europea, relativamente alle loro possibilità di raggiungere nel 2020 l’obiettivo di produrre con fonti rinnovabili il 20% dei consumi finali.
Lo è perché appare evidenziato che l’Italia è il paese peggiore, quello che rimarrà più lontano dall’obiettivo, che per noi non è il 20% ma il 17%. Altri quattro paesi non ce la faranno, ma arriveranno più vicini al loro target di noi.

Come previsto dall’art. 4.3 della Direttiva 2009/28/ CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, gli Stati Membri hanno recentemente notificato alla Commissione Europea il documento previsionale sull’uso dei meccanismi di cooperazione previsti dalla stessa Direttiva per raggiungere l’obiettivo di incremento di energia rinnovabile al 2020.
L’Italia ha consegnato un testo in cui prevede di importare energia da fonti rinnovabili nella misura di circa 4,0 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti). Di questi, 2,9 proverranno da biocombustibili importati o prodotti in Italia con biomasse importate, mentre i rimanenti 1,1 Mtep, equivalenti a 13,7 TWh (miliardi di chilowattora), dovranno essere costituiti da energia elettrica prodotta all’estero da fonti rinnovabili.
Il documento presentato dal Governo indica che circa il 50% dell’import sarà realizzato attraverso nuove interconnessioni sviluppate con Montenegro e Tunisia, mentre il restante 50% arriverà da Albania e Svizzera attraverso progetti finalizzati ad importare elettricità da fonti rinnovabili. L’attuale normativa italiana è infatti favorevole a questa opzione perché, a date condizioni, consente di riconoscere taluni incentivi italiani per produzioni elettriche realizzate in Paesi terzi e importati in Italia.
Davvero incredibile che si arrivi ad incentivare le fonti estere in Montenegro, Tunisia e Albania! Andrebbe spiegato a chi si lamenta degli incentivi al solare italiano, come il ministro Brunetta che su il Giornale del 13 marzo annuncia che “gli sventoloni (l’eolico) e i pannelli solari sono pippe: dal punto di vista tecnico scientifico sono pippe a costi altissimi”. Pippe all’estero?
Il comportamento del governo risulta incomprensibile poiche’ sembra sottostimare le nostre potenzialità (nel settore elettrico ANEV, Assoelettrica, Kyotoclub e molti altri, stimano circa 26 TWh in piu’ del governo), specie nel campo del solare termico (come indicato chiaramente in uno studio molto esplicito fatto dall’ENEA in passato), e piuttosto che definire un piano ambizioso di investimenti e nuove regole che favoriscano interventi di efficienza e risparmio, pensa solo al costoso e inutile nucleare.
Ne è prova il fatto che nella recente legge “Milleproroghe”, approvata il 26 febbraio sia stata introdotta l’ennesima proroga (dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011), per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di nuovi edifici.

Che rabbia dover pagare quando potremmo evitarlo, attraverso l’azione congiunta del risparmio energetico e dello sviluppo delle rinnovabili nostrane!
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Con questa opposizione B se la ride
Paolo De Gregorio

Una cosa è certa: la classe dirigente della opposizione non è all’altezza di contrastare il blocco storico della dx, costituito dalla Confindustria, dalla Lega, dal Vaticano, con coordinatore B, perché abbiamo visto che in Puglia il vincitore Vendola era stato osteggiato dallo stato maggiore del PD (leggi D’Alema) e a Roma è passato sotto silenzio il pesantissimo intervento del Vaticano che si è permesso il lusso di invitare i cattolici a non votare la Bonino, rea di aver risparmiato a molte donne la morte per aborto clandestino.
L’astuto Bersani ha addirittura affermato che la santa sede aveva le sue buone ragioni, e ora non rassegna le dimissioni nonostante la sconfitta del Pd che perde ben quattro regioni.
Il prode Di Pietro non è stato in grado di valutare la sicura sconfitta in Campania e si è sputtanato definitivamente appoggiando l’inquisito De Luca, in nome di una santa alleanza con il PD che è un partito bollito, bocciato sul campo, senza identità e senza futuro.
Un altro regalo alla dx è stato fatto da quelle sigle verdi e di estrema sx che hanno buttato al vento il 7-8% dell’elettorato, incapaci di sciogliersi, di vedere il proprio fallimento, e lasciare il campo libero a nuovi movimenti e a nuove strategie.
Anche Grillo con la sua lista a 5 stelle appare velleitario e non all’altezza di contrastare il potere della dx.
E tutti, a parte l’esperienza positiva di Vendola, hanno evitato di far partecipare la base alla scelta dei candidati, attraverso le primarie, che dovrebbero essere la regola ferrea e basilare della democrazia e non l’eccezione.

E’ evidente che manca una qualsiasi coesione per costruire una forza di sx antagonista, capace di parlare a quella classe operaia imbrogliata dalla Lega, e a tutte quelle persone che vogliono vivere in un paese dove venga rispettata la legalità e la Costituzione.
Siamo all’”anno zero”, la sx è caduta nel ridicolo nella irrilevanza, nella assenza dal territorio, le denunce non servono a nulla contro chi possiede un apparato mediatico capace di contrastare qualsiasi iniziativa e riescono a trasformare le denunce in campagne di vittimismo a loro favore.
In Parlamento la dx ha numeri per fare qualsiasi porcata. L’unica possibilità è trovare un obiettivo comune, qualcosa che intacchi il potere reale del monopolio mediatico, che quasi tutti pensano sia all’origine del potere della dx piduista e clericale.

Ragionando in concreto, dovendo partire da zero e non da gruppi strutturati, penso alla grande potenzialità di quei 3 milioni di persone che hanno seguito Santoro nella sua trasmissione televisiva autogestita, di cui cinquantamila hanno versato soldi necessari a pagare le spese. Questo significa che vi è una “massa critica”, sociale, capace di trasferire l’importo del canone pagato alla RAI, passandolo ad una “public company”, da costituirsi con garanti come Santoro e Travaglio, per fare a livello televisivo, subito, ciò che hanno fatto i giornalisti fondatori del “Fatto quotidiano”, fondando un giornale quotidiano con le quote dei loro abbonati, di cui si era preventivamente raccolta la disponibilità.
Tre milioni di persone, che esistono e desiderano una comunicazione televisiva alternativa ed autogestita, devono essere esaudite in questa esigenza. Basterebbe solo che venisse fatto un appello nei toni giusti e si chiedesse l’impegno di tutti coloro che vogliono ridimensionare il potere mediatico della dx.
Una battaglia civile che può far nascere nuovi valori e una classe dirigente senza padrini né padroni, con la cultura politica che le cose si conquistano dal basso con l’impegno personale, la militanza, la tenacia, l’autotassazione, le iniziative.

Natangelo: Posta sospetta ad Arcore

RIDIAMARO : -)

Staino
Dopo il lunedì dell’Angelo
Il mercoledì dell’Angelino

Ellekappa
L’opposizione non perda il treno delle riforme
Ora si sdrai serenamente sulle rotaie
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Dai commenti a spinoza.it

Er Grattaro
Si tirano le somme di queste Regionali: l’astensione ha ottenuto 13 regioni su 13.
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Blagatelle
Il corpo di Elisa Claps come metafora del corpo elettorale: putrefatto e ben ficcato in chiesa
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Davide
La chiesa applaude la decisione di Cota sulla pillola abortiva. Claps Claps
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Ilgiaggio
Il prelato norvegese: “Ho abusato venti anni fa”. Ora vanta l’usucapione.
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La donna che prende la Ru486 sarà obbligata a un ricovero coatto di 3 giorni. Come la costringeranno? Con un piantone a piè del letto?
Viviana
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Credevo che il 1° pericolo italiano fosse la mafia. Cota mi ha fatto ricredere: sono le donne che prendono la Ru486.
Viviana
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JENA

VATICANO
Lo scandalo della papafilia
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EFFETTI
Il risultato elettorale sta provocando effetti collaterali nel Pd,
ieri Bersani mi ha mandato
questo biglietto: «Buon Natale».
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Viviana
Dogmi. La Cei prima ha paragonato l’attacco ai preti pedofili all’Olocausto, poi ha paragonato la condanna a Ratzinger a quella di Pio XII, ora ci manca che paragoni se stessa al Cristo in croce. E ha restaurato la SS. Trinità.
..
Chiedo se esista al mondo peggiore soperchieria del carnefice che rifiuta le critiche paragonandosi alle vittime.
..
Fulvia
Quella del carnefice che rifiuta le critiche paragonandosi a Dio.
..
JENA
«Dunque, vediamo: fallimento, perdita, rotta, scacco, smacco, disfatta, tracollo…».
Bersani cerca un sinonimo di sconfitta.
..
Nessuno chiederà le dimissioni di Bersani, tantomeno B.
..
Dalla palestra di Luttazzi
http://www.luttazzi.it/

Via al legittimo impedimento, Napolitano ha firmato la legge. B: “Finalmente, ero stanco di presentarmi in tribunale” (Alessandro Cai)

Legittimo impedimento. Napolitano ha firmato la legge che sospenderà per 18 mesi gli impegni fasulli di B. (davide rossi)

Sodano: “Attacchi al Papa come quelli a Pio XII”. Giusti. (Andrea Alfano)

Ma perchè è così difficile per il Pontefice chiedere scusa? Ma chi abbiamo come Papa? Fonzie? (Fausto Lombardi)

Un gruppo di ricercatori del Mit ha dimostrato che la percezione di ciò che è bene e ciò che è male può essere alterata facilmente con un piccolo campo magnetico creato da una corrente elettrica a bassissimo voltaggio nel punto giusto del cervello. L’esperimento è riuscito talmente bene che, dopo 16 anni, potrebbero anche decidersi a interromperlo. (Marco Ferrara)
..
Viviana

Una farmacia di Roma non vende preservativi: “No condom, siamo farmacisti cattolici”

Una tabaccheria di Roma non vende sigarette: “No sigarette, siamo non fumatori”
Casa del Popolo vieta l’ingresso ai PD: “No piddiini, non siamo coglioni”
..
Bersani: “Siamo ancora in piedi. Ma siamo piantati nel cemento”
..
Mara Carfagna: 33.000 preferenze.
Come si vede, aver rimbambito gli italiani serve.
Se candidavano Kakà, quante preferenze prendevano?
..
Veltroni ha detto che andrà in Africa a fare un partito più aggressivo e popolare.
Il motto questa volta è: “He could” (Lui ha potuto)
..
Dopo Cota e Zaia, non solo i professori di religione saranno scelti dai Vescovi, ma anche i Governatori di Regione.
..
400 sindaci lombardi in piazza contro Maroni.
Quella dx che sghignazzavva sulle piazze di sx conto governi di sx. ora che fa? Copia?
..
B glassa
Bersani glissa
..
Ru486 con ricovero coatto:
aumentare i costi
intasare le corsie
occupare le sale operatorie
rallegrare i medici antiabortisti
.. e tutto per una pillola?
Ma davvero il Vaticano crede di sequestrare le donne in ospedale levando cure ad altri pazienti che hanno bisogno?
Oggi un altro boss è fuggito dalla clinica dove era entrato senza polizia di sorveglianza.
Erano tutti a sorvegliare le donne che abortiscono?
..
Ellekappa

Schizofrenie collettive
400 sindaci lombardi (tantissimi leghisti) hanno manifestato contro il Governo (di cui fa parte la Lega) e contro quel cattivone del Ministro dell’Economia (leghista ad honorem).
La manifestazione è organizzata dalla Lega.
..
Abbiamo eletto Governatori o sono stati nominati dei vescovi? Zaia e Cita prendono ordini da uno stato estero?

Il Vaticano sta presentando un conto salatissimo al cdx. Il cdx lo farà pagare a noi.
……..
Viviana

Qualcuno dovrebbe dire al Papa:
che le donne non sono di sua proprietà
E nemmeno i bambini .

Il 99% delle vittime dei preti pedofili sono bambini maschi.
Finalmente abbiamo capito perché la Chiesa insisteva che gli omosessuali sono pedofili.

Quello della Chiesa è un accanimento doloso.
Qualunque istituzione avesse fatto quello che ha fatto la Chiesa attaccando i bambini, si sarebbe coperta di vergogna.
E la Chiesa che fa?
Attacca le donne!

Bagnasco ha detto: “Nessuna ombra, per quanto grave, dolorosa, deprecabile, può annullare il bene compiuto”
Proviamo a chiederlo alle vittime.
..
Sembra che in queste elezioni l’unico sconfitto sia Fitto, che ha dato le dimissioni. Prontamente rifiutate. Con nuova carica premiante.
Il Pdl perde 8 punti in un anno. Per cui B premierà se stesso. 8 punti persi sono un glorioso trionfo. Per la serie “Credevo di più!”. Sono i miracoli dell’amore.
Per ora si è dato il legittimo impedimento a essere processato. Poi si darà quello a essere battuto. Ormai la vittoria non è più matematica. Ma copyright.

http://masadaweb.org

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