Nuovo Masada

aprile 7, 2010

MASADA n° 1117. 7-4-2010. Accadono radianze improvvise

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:55 pm

…che possiamo chiamare miracoli

Quante ore al cambiamento? – Legittimo impedimento, evvai! – Ru486 – Il tabù della sessualità femminile – La sfida di Sabrina e Jacopo – Petrella-Vendola. Massimalismo contro pragmatismo – Flores d’Arcais e le intercettazioni – Il misterioso numero delle tessere – Gli sperperi del Palazzo – 1600 nuovi cantieri israeliani – Gli uomini d’oro di Alemanno – Diario di una scrutatrice- 63esimi per corruzione di Governo

Un bloggher chiede: Il Movimento 5 stelle costituisce certo una novità ma quanto tempo ci vorrà per vedere un cambiamento reale? Ma davvero si può avere ancora speranza?

Viviana
Le vie della provvidenza sono infinite
E anche quelle dell’intelligenza.
Le svolte storiche a volte sembrano richiedere incubazioni lunghissime e poi hanno svolte rapidissime.
Quando le percentuali dei non votanti, come oggi in Italia o come poco tempo fa negli USA, mostrano che il gap tra partito dominante e società reale è diventato intollerabile, possiamo aspettarci di tutto e in tempi imprevedibilmente brevi. E che anche i senza potere possano diventare una forza temibile.
Forse la stessa domanda scettica e disperata se la sono posta anche quelli che in qualunque paese a governo perverso (si pensi solo all’Argentina o al Brasile o all’India) avevano cessato di sperare.
Io vedo molti segni di cambiamento oggi in Italia.
E nessun partito può ignorare che quando il 40% di un paese sfugge di mano alla partitocrazia, questa è virtualmente finita.
Pensi solo alla rapidità della caduta del muro di Berlino. Lei crede che una settimana prima di quella caduta, fossero molti i tedeschi che ci speravano? Eppure è avvenuta.
Ci sono tempi lunghi che occorrono al rinascere delle nazioni. Ci sono tempi di durata anche per la corruzione della politica. Quando è inverno si arriva a un punto in cui sembra che il gelo non finisca mai. Poi di colpo l’albero si veste di fiori.
Io sento l’odore di marcio delle cose che hanno oltrepassato i confini della loro sciagurata vita e sento che essa deve finire, e forse lo sentono anche loro e annaspano precipitando con la fretta la loro rovina. E sento l’inebriante profumo di quelle che stanno per sbocciare.
Se fosse per i senza fede, l’impero romano non sarebbe mai finito, né quello nazista né quello comunista.
Il tempo muta le cose e i sogni producono miracoli.
Io questo credo. Credo nella capacità di resurrezione di un intero popolo. E allora i parassiti e gli sciagurati scapperanno a gambe levate.

Oggi Napolitano ha firmato anche il legittimo impedimento. Un altro colpo sciagurato da una persona sciagurata che ha svenduto il nostro paese a un dittatore potenziale. Prendiamolo come un colpo che accelererà la sua rovina.
E’ così diventata legge lo “scudo” che permette al presidente del Consiglio e ai ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria, privilegiando gli impegni governativi “autocertificati”
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Ru486
Viviana Vivarelli

In campagna elettorale nessun candidato ha fatto il minimo accenno alla Ru486, la pillola del giorno dopo. E, se nessuno lo ha fatto, avevano le loro brave ragioni per non vedersi contro quell’elettorato femminile che costituisce la maggioranza del voto. Poi, appena i governatori leghisti sono stati eletti, è scattato il caso Cota e Zaia in cui costoro hanno dimostrato, come primo loro atto, una viva contrarietà alla Ru486, con un attacco poi subito ritirato e nascosto nella fedeltà alla legge 194, in quanto si è aperto un conflitto di competenze tra i Governatori di Regione, che evidentemente non hanno il potere di vietare o limitare una legge dello Stato, il Parlamento e l’Aifa o azienda del farmaco.
In modo analogo ma contrario, Regioni ad amministrazione di csx, come la Toscana o l’Emilia, non avevano la competenza di bypassare la 194 stessa trasformando i 3 giorni di degenza obbligatoria in due visite in day hospital.
Le competenze, per dirla tutta, sono di ordine sanitario (Aifa) e di ordine politico (Parlamento).
Stante le rispettive competenze, per cui Cota e Zaia possono solo tacere, si permette che l’Italia sia in controtendenza rispetto a tutto il mondo, sia per l’enorme ritardo con cui il farmaco è stato introdotto (in Francia la Ru486 si usa da 20 anni), sia per l’eccesso di cautele con cui si finge di difendere la salute della donna, solo per gettare sulla sua testa altre restrizioni.
Solo in Italia, infatti, la legge richiede 3 giorni di ricovero ospedaliero, del tutto inutili, visto che negli altri paesi la pillola viene presa a domicilio e sta nella libertà di chi la vuole usare.
Le Regioni a guida csx che rifiutano il ricovero coatto ricordano che la pillola deve essere presa due volte, una 1a volta in ospedale, una 2a volta dopo 2 giorni, quando avviene l’espulsione dell’ovulo e, poiché questa può essere accompagnata da sanguinamento come una mestruazione, la donna si ferma in ospedale 5 o 6 ore per maggior sicurezza. Ma niente richiederebbe l’internalizzazione per 3 giorni, che, oltre a costare e occupare posti letto, è inutile e non sarebbe nemmeno fattibile in quegli ospedali che praticano l’obiezione di coscienza.
Quelli che invece, in Italia, esigono il trattenimento della donna per 3 giorni fingono di voler tutelare meglio la salute della donna, e sono gli stessi, guarda caso, che nulla hanno mai detto in passato sulla pratica dei cucchiai d’oro e degli aborti clandestini che erano, quelli sì, altamente pericolosi per la salute della donna.
In quanto alle cifre sui presunti decessi che vengono sbandierate, si dice che siano 5 in Inghilterra e 30 in tutto il mondo, senza specificare in quanti anni, senza che ci siano verifiche da autopsia, senza che si sappia se c’erano altre patologie. Del resto rilevamenti attendibili sono impossibili in paesi in cui l’assunzione della pillola è domiciliare, dipende dalla donna, e non sottostà a controllo medico.
Parlare di 30 decessi probabili nell’arco di 20 anni è del tutto ridicolo, visto che solo l’influenza fa morire 8000 persone l’anno. Dovremmo ricoverare tutti quelli che prendono una influenza? Ed è altissimo il numero di persone che muoiono per una semplice aspirina. Dovremmo per questo vietare le aspirine o permetterne l’uso solo con ricovero obbligato?
Nei 30 decessi probabili ci sono addirittura 2 uomini. E non abbiamo dati sulle donne in oggetto, nemmeno se avessero altre malattie, sapendo benissimo che tutti i medicinali possono essere assunti in modo sbagliato o in presenza di intolleranze specifiche.
L’unica cosa certa è che in tutto il mondo la Ru384 è considerata un farmaco sicuro. Perché solo in Italia no? Perché in nessun paese che non sia dominato dal Vaticano come questo non è mai esistita la polemica sulla pericolosità della Ru486 e l’ipocrita difesa della salute della donna? quella difesa che per secoli è mancata totalmente nei casi di aborto clandestino e che manca tuttora nei casi di aborto chirurgico, dove la stessa anestesia ha un alto tasso di pericolosità e non è applicabile a tutti.
Si ricordi infine che in day hospital si applicano terapie molto più pericolose, come le radioterapie tumorali che sono altamente tossiche e distruttive anche dei tessuti sani. Eppure qui nessuno tuona per una presunta difesa della vita o richiede una ospedalizzazione coatta. Perché per le donne sì?
L’unica cosa chiara che emerge è che, sia il ritardo della Ru486 in Italia, che la penalizzazione delle donne mediante schedatura sanitaria, gogna o rifiuto di eventuali obiettori di coscienza, e degenza obbligata di 3 giorni, non sono altro che scelte ‘politiche’ facenti parte di un disegno misogino di controllo della libertà femminile, in cui è lampante il peso del Vaticano per distruggere i diritti delle donne e la loro autodeterminazione sulla maternità, per ribadire il potere della Chiesa di Roma sui loro corpi e le loro volontà, negando non solo i loro diritti di persona ma anche qualsiasi controllo delle nascite.
Il forte timore è che, adesso, questo Governo, che è in crisi di attendibilità, usi il corpo delle donne come merce di scambio per crearsi alleati clericali, e adoperi la Ru486 per distruggere la 194 e penalizzare ulteriormente il corpo e la volontà femminile.
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Da vita da streghe
Il tabù della sessualità femminile

Vi riporto alcuni stralci di un interessante post pubblicato sul blog unaltrogeneredicomunicazione:

“La sessualità femminile è ancora un tabù. La pubblicità, i media che poco si curano della sessualità femminile-spesso subordinata al piacere maschile e le censure contro le pubblicità che mostrano donne alle prese con l’autoerotismo-ne sono la prova.. Pare che solo un tipo di sessualità non faccia scalpore: quella ad uso e consumo delle fantasie maschili.
Perfino le mestruazioni sono oggetto di tabù nel nostro paese e vengono trattate come vergogna. Un esempio significativo è la censura di un cartone animato da parte della maschilista Mediaset che con i suoi zoom preferisce mostrare ai ragazzini l’ano delle Veline anziché il nostro cambiamento sessuale. Si tratta di Temi d’amore tra i banchi di scuola, dove nella traduzione italiana un intera puntata è stata rivoluzionata, affinché il cartone animato non affrontasse il tema dello sviluppo sessuale femminile.
Cosa si insegna alle ragazzine italiane? che è una vergogna diventare donne? Questa è misoginia pura! Ci lamentiamo dell’aumento di casi come l’anoressia e dimagrimenti eccessivi per nascondere proprio questo cambiamento e poi poniamo freni alla femminilità naturale e non mercificata. Se volete altri esempi di tabù contro il ciclo, guardatevi gli spot degli assorbenti.
Allo stesso modo vengono censurate anche le pubblicità o le scene di cartoni animati e film che mostrano amori omosessuali. A meno che non si tratti di donne lesbiche utilizzate per sollazzare gli ormoni maschili.
E da qui si collegano un sacco di cose. Si parla di una sessualità femminile ad uso e consumo maschile e anche se sei lesbica non ti salvi. Le lesbiche in confronto alle donne eterosessuali vengono rappresentate porche, attive e viziose, come se l’omosessualità femminile fosse un ‘vizio’. Inoltre sarebbe una vera e propria teoria dello stupro fantasticare di mettersi in mezzo tra due lesbiche sapendo che in quanto tali non acconsentirebbero mai. La pratica la leggiamo sulle cronache dei giornali.
I media ci danno una visione parziale e strumentale della nostra sessualità, sottoponendola al controllo maschile che se ne appropria e la stereotipa.
La società allo stesso modo tende a controllarla, subordinarla a scopi procreativi, accessori e a condannare le donne che manifestano esplicitamente e in modo attivo la propria sessualità.
Da qui nasce la seduzione evocata dalla cosiddetta donna-oggetto. La donna mediante una seduzione ammiccante ma passiva deve sembrare disponibile ma non deve mai prendere iniziativa o dire di no. Atteggiamenti stereotipati oltre ad essere tipici della cultura dello stupro.
La donna oggetto dev’essere sempre bella e perfetta e curare l’aspetto estetico per piacere agli altri e mai la propria sessualità, per quanto ci possa illudere la nostra società convincendoci che ci facciamo belle per noi stesse. Questi atteggiamenti hanno condizionato il femminile al tal punto da indurre a mettere in secondo piano i propri bisogni subordinandoli all’amore, alla procreazione e alla condivisione con un partner sempre più indifferente al piacere femminile.
Perfino la masturbazione femminile viene vista con sospetto e imbarazzo.(…)
Ammettere l’autoeurotismo per le donne significherebbe dimostrare che anche loro hanno delle pulsioni sessuali e ancora oggi gli uomini disapprovano questo. Da qui si cela paura di non essere in grado di soddisfare una donna piena di desiderio. Per questo gli uomini hanno limitato la sessualità femminile e ne hanno fatto di quella maschile uno strumento di dominio riducendo quella femminile ad oggetto di possesso.(…)
Anche l’orgasmo femminile ancora oggi è tabù, pochissime donne condizionate da questi preconcetti sono soddisfatte dalla propria vita sessuale. (…)
Inoltre l’orgasmo è prodotto sopratutto dal cervello e non dai genitali come la cultura pornografica e androcentrica vorrebbe.
Più tabù sono presenti più è difficile che la donna abbia una vita sessuale appagante. Molte volte la colpa è anche di un partner poco propenso per cultura al concetto di soddisfazione reciproca.
Spesso avere un solo partner o poche esperienze sessuali limita molto la conoscenza del proprio corpo e dei propri gusti. Le donne che hanno cambiato spesso partner sono più esigenti, conoscono più il loro corpo rispetto quelle che hanno avuto meno partner. Così anche quelle che praticano autoeurotismo sarebbero più capaci a raggiungerlo e a riconoscere se il partner è capace o no di ‘donare’ loro un momento indimenticabile. Per questo che una sessualità libera e attiva è ancora vista con profondo rigetto.”

giorgia.vezzoli@gmail.com
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Mariapia manda
La sfida di Sabrina e Jacopo
Sandra Bonsanti

Quattro anni fa Sabrina e Jacopo vennero a Pavia e frequentarono la scuola di formazione politica di Libertà e Giustizia. Arrivavano da Pietrasanta, città toscana passata alla storia per la memoria della strage di sant’Anna di Stazzema e per gli studi dei grandi scultori del marmo. Da almeno due legislature era governata da una dx e da un sindaco che potremmo definire con un eufemismo, arroganti e affaristi, sui quali pende ancora una indagine della procura di Lucca. Sabrina e Jacopo non si davano pace, manifestavano contro la corruzione, scrivevano, denunciavano. Poi hanno avuto un’idea: e se la politica potesse essere diversa da quella che ci appare ogni giorno, luogo eccelso di privilegi, potere, risse, distanza dai cittadini, interessi personali, e, magari, anche illegali? Se potesse essere veramente la mèta delle nostre passioni civili, del nostro impegno, il campus per le nostre idee?
Se fosse possibile costruire a Pietrasanta, “la piccola Atene”, un laboratorio di buona politica?
Ci hanno provato, non da soli, ovviamente. Hanno fatto delle primarie “vere”, sostenendo un giovane candidato che ha perso per 200 voti contro un bravo pediatra, stimato e conosciuto in città. All’indomani della sconfitta, si sono messi tutti insieme, loro e gli altri, tutti a fianco di Domenico Lombardi, candidato sindaco. Una campagna elettorale all’insegna della trasparenza e del rinnovamento, di un promesso regolamento urbanistico per riportare ordine nell’abusivismo attuale. Hanno aperto la lista a tutti gli oppositori (Idv, pensionati, verdi, sinistra ecc), hanno subito le angherie pseudomafiose di chi cercava di negare (a suon di diffide) persino gli spazi elettorali. Lombardi ha preso il 47% dei voti e i sui antagonisti il 19 e il 28. L’11 aprile si giocano la partita definitiva.
Mi sono dilungata a raccontare questo angolo di Toscana perché è evidente che non è scritto da nessuna parte che il csx debba per forza perdere. Che il disastro non è un destino che ci è stato cucito addosso.
Quando sono andata con altri amici a dare una mano a Pietrasanta, ho detto loro che li invidiavo: avvertivo la passione di chi sente che sta per scrollarsi di dosso una cappa insopportabile, di chi sa quanto ogni voto sia importante. Il calore di una battaglia in corso, la voglia di ricominciare a vivere e sognare. C’era un senso di fratellanza anche fra coloro che prima non erano insieme. Una determinatezza rappresentata anche dal presidente della provincia di Lucca. Insomma, la piccola Italia dei comuni, là dove anche il Pd sa scegliere e muoversi, esiste, c’è, la conosciamo troppo poco, è fatta di gente come noi, noi di LeG, di giovani che sanno mettere da parte le rivalità per la causa di tutti.
Accidenti, se c’è.
E allora lo spettacolo nazionale grida vendetta ancora di più. Risollevarsi non sarebbe impossibile, se i dirigenti sapessero farsi da parte o almeno fare passi indietro per aprire, per ascoltare. Per farci dimenticare quelle loro facce tristi e perdenti, quelle parole inutilmente vuote che vanno proferendo da mesi e anni, bipolarismo, riforme, dialogo, presidenzialismo, alleanze, staffette, condivisione…Tutto banale, tutto inutile, tutto vuoto. E’ chiaro che per una buona proposta di governo, il confronto è possibile e doveroso. E’ altrettanto chiaro che su progetti eversivi della nostra Costituzione il NO deve essere fermo e definitivo e deve arrivare fino al Colle più alto. Passare ore e ore a discutere di cose elementari, di situazioni astratte, di equilibri studiati a tavolino, crea il distacco e la lontananza dei cittadini presi da pensieri diversi, assillanti e preoccupati, credetelo o no, anche per la tenuta delle nostre istituzioni e della giustizia uguale per tutti o dell’informazione che non arriva: nel nostro paese, l’Italia, e nella “piccola Atene” della Versilia.
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Petrella-Vendola. Massimalismo contro pragmatismo
Viviana Vivarelli

Le elezioni trionfali di Vendola hanno riacutizzato una polemica degli avversari a sx di Vendola, che come elementi di attacco, portano principalmente due temi: l’alleanza di Vendola col PD (alleanza tattica senza la quale obiettivamente Vendola sarebbe nessuno o avrebbe preso l’1% come Ferrero in Campania, ma per fare la quale Vendola ha dovuto fare uno strappo da RC che non gli è stato mai perdonato).
Il 2° tema è lo scontro tra Petrella e Vendola.
Per valutarlo vorrei seguire Emilio Molinari di Democrazia Proletaria, ben noto difensore dell’acqua pubblica che ha fatto parte della commissione per l’energia, la ricerca e la tecnologia.
L’oggetto massimo del contendere in Puglia era la gestione pubblica dell’acquedotto pugliese, non una cosa da poco, visto che è il più grande d’Europa e uno dei più grandi del mondo, dunque un affare multimiliardario per chi ci avesse messo sopra le mani.
Da anni era in mano privata e in questa tornata elettorale era più che mai a rischio per quella privatizzazione voluta da B, sulla linea neoliberista dell’UE, che il Governo cerca di svenderci come liberalizzazione, e che consiste nel mettere in mano privata la gestione dell’acqua pubblica, così che, pur restando formalmente pubblica, essa sia messa sul mercato come merce, al fine (si dice) di una concorrenza che ridurrebbe i costi (tema ripetuto a iosa da Lupi, il grande negatore dell’evidenza, lo stesso che nega che il mega scudo fiscale sia servito a incrementare evasione e mafia).
E’ invece chiaro che, ovunque nel mondo, dopo ogni privatizzazione dell’acqua, la concorrenza risulta inesistente e si assiste solo ad una ascesa dei costi, a un peggioramento della qualità fino alla non potabilità, all’ingresso di grandi multinazionali come Veolia che per di più sono incontrollabili dalle leggi italiane, alla scomparsa di controlli pubblici e all’annientamento dei diritti dei consumatori, tanto più penalizzati in Italia in quanto qui non esiste nemmeno una class action decente.
B insiste a dire che l’acqua resterà pubblica ma ne darà ai privati solo la gestione, dichiarazione che non toglie il pericolo perché è appunto sui rischi ‘certi’ e ovunque assodati di una gestione privata che riceviamo dal mondo intero testimonianze agghiaccianti di un diritto tradito, che resta tradito finché la popolazione non scende violentemente in piazza per riprenderselo, come a Cochabamba, rischiando la vita. Questo diritto per di più, in futuro, a causa del cambio climatico, diventerà sempre più raro e costoso.

E pensare che l’Italia possiede poco petrolio e carbone, non ha minerali pregiati, non ha uranio e simili ma è il paese dell’acqua e la svende con tale preciso cinismo è una cosa ributtante che da sola dovrebbe portare i cittadini informati a prendere a calci B come D’Alema come Casini che vogliono buttar via anche l’unica ricchezza che abbiamo, pregiudicando il nostro futuro.

Ma la Chiesa, come si vede, quella che difende a spada tratta preti pedofili e banche dello IOR, o attacca i diritti delle donne in nome di una non ben definita ‘difesa della vita’, si guarda bene dal difendere l’acqua pubblica, come se non facesse parte della ‘difesa della vita’, mentre fa parte di quel grosso bottino planetario che fa gola al grosso capitalismo con cui gli affari della Chiesa colludono benissimo e che la portano persino a difendere centrali nucleari e OGM.
Se Vendola ha stravinto in Puglia è stato anche grazie alla sua volontà di salvare l’acqua pubblica. E proprio perché l’affare era ingente, contro di lui si è messo D’Alema, che ha tentato di opporgli l’ultraliberista Boccia, del resto già bocciato in precedenza dai pugliesi, e anche per brevissimo tempo l’apprezzato sindaco Emiliano, tutto pur di non perdere il lauto affare che l’Acquedotto prospettava, lauto affare in cui aveva interesse anche Casini col gruppo Caltagirone che guardava con cupidigia all’Acquedotto pugliese.
Non stiamo parlando qui di differenze ideologiche ma di giochi di capitali e di interessi lucrosi altissimi. Per cui l’alleanza del PD con l’Unione di Centro aveva ben poco di ideologico ma rientrava in quei giochi sporchi che D’Alema ha sempre fatto alleandosi col grosso capitale contro i diritti dei cittadini e tradendo ogni volta di più qualunque idea di sx.
Del resto uno dei motivi per cui il PD perde consensi, ha perso il treno della storia e ha rinnegato le sue radici, è proprio aver rifiutato l’importanza dell’ecologia nel mondo attuale e la salvezza dei beni comuni che fanno parte ormai dei diritti fondamentali dell’uomo per abbracciare pienamente e proditoriamente una sporca logica di mercato. E’ per questa scelta perversa che amministrazioni di sx come quella toscana hanno addirittura fatto da battistrada a società per azioni sull’acqua pubblica, di fatto svendendola, contro l’interesse dei cittadini.
In questa battaglia contro la privatizzazione dei beni pubblici, Grillo è sempre stato in prima linea, informando ed educando costantemente, con un martellamento senza fine, secondo una visione no global diffusa “nel mondo” almeno da 40 anni, che troppi nella sx radicale hanno ignorato, preferendo restare aderenti a vecchi schemi formalizzati massimalisti, rifiutando di vedere che la guerra per l’acqua rientra nella lotta contro le multinazionali di un mercato che porta il mondo alla rovina, che è responsabilie dell’attuale crisi economica che uccide gradatamente ogni diritto umano mercatizzando tutto l’esistente con la collusione di governi nazionali e di partiti.
Che il PD si sia schierato dalla parte dei persecutori è orrendo, ma è altrettanto aberrante che, in nome di vecchi linguaggi obsoleti e di vecchi schemi teorici inapplicabili, molti della sx rifiutino di vedere che l’ecologia e la salvezza dell’ambiente costituiscono oggi la nuova lotta al capitale. Mi pare molto fuorviante che i marxisti estremi attacchino gli ambientalisti, i no global (nome che oggi è scomparso mentre non lo è la loro battaglia), gli ecologisti, i pacifisti, i fautori di una democrazia allargata o partecipata che viene dal basso, tutti coloro che seguono il movimento a 5 stelle che di questo sempre ha parlato, e i Petrella o Molinari che hanno sostituito con le loro battaglie concrete gli astratti parolai ideologi di un tempo.

L’avversione che troviamo sui siti di sx contro gli ecologisti, l’astio di bottega, la vischiosità d’appartenenza, sembrano obsoleti, e fanno pensare ai polli di Renzo che si beccano tra loro mentre sono portati al macello.
Solo un amore sviscerato per la propria individuazione, ormai spesso poco più che un linguaggio e uno schema teorico, li giustifica, mentre sarebbe l’ora di capire che si devono usare altri strumenti pur in una stessa logica di lotta al grande capitale da parte di chi può costituire massa critica e votante, purché giustamente informata.

Due cose possono salvare il mondo: l’informazione e la partecipazione. E l’una si accompagna all’altra e richiedono molto di più che la ripetizione stentorea di un codice linguistico teorico.
Fare ideologia pura e astratta, sognare il potere al proletariato e la scomparsa magica del capitale, la rivoluzione catartica proletaria che dissolve ogni lotta di classe o l’utopia anarchica che rende inutile ogni legge, ignorare le condizioni reali del campo di battaglia, favoleggiare di rivoluzione di fronte a un’Europa che ripropone addirittura la pena di morte contro le rivolte popolari, trascurare l’esigenza diffusa di una democrazia dal basso a piramide rovesciata, credere nella dissoluzione del potere dall’alto dimenticando la risorgenza di una burocrazia di casta che riassume tutti i poteri.. questi sono i difetti de massimalismo e la causa del suo fallimento.

Nello scontro Petrella-Vendola si può vedere la differenza tra l’assolutismo di chi sogna e il pragmatismo di chi governa. E si dovrebbero capire entrambi.
Una delle cose che i radicali estremisti di sx e i moderati della sx parlamentare, in modo diverso, non riescono a comprendere è l’importanza per i cittadini della difesa dei beni fondamentali: acqua, aria, suolo, coste, parchi…è l’importanza della difesa dell’ambiente e dei beni comuni come l’acqua, che non possono entrare nella mercatizzazione generale.
Da un lato assistiamo a un mutamento genetico della sx cosiddetta moderata o “diversamente dx” , il PdmenoElle come la chiama Grillo, che si è imbevuta totalmente di pratiche liberiste al punto da non costituire più una alternativa al governo mercatista europeo e dittatoriale di B, dall’altra vediamo con sgomento l’assenza del problema ecologico in molta sx radicale che non è riuscita ad accogliere le istanze ambientaliste ormai diffuse su tutto il pianeta, che costituiscono la nuova internazionale, e che entrano ormai nell’agenda politica di capi di stato come la Merkel o Brown o Obama, non per ideologia ma per una necessità di sopravvivenza planetaria.

L’Acquedotto pugliese diventò società per azioni nel 1999.
Quando nel 2005 Vendola vinse le regionali nominò il prof. Riccardo Petrella presidente dell’Acquedotto nel 2005. Dopo un anno e mezzo Petrella dava le dimissioni in polemica con Vendola. Occorre aggiungere che i due sono rimasti amici e continuano a rispettarsi ma sembra che nella sx parlamentare questa separazione ufficiale continui a costituire uno dei punti salienti di attacco a Vendola.
La posizione di Petrella era, secondo Vendola, nobile ma astratta e non teneva conto delle possibilità contingenti dell’operatività politica, al che Petrella rispondeva accusando Vendola di “personalismo presidenziale”. E’ indubbio che nell’ascesa di Vendola questo c’è, ma, oggi come sempre, è uno dei requisiti del potere, dal momento che le grandi ideologie astratte fanno sempre meno presa sugli elettori che vogliono anche personaggi e, nel caso di Vendola, risultati fattibili.
Il sogno radicale astratto si è scontrato con un programma concreto che doveva fare i conti con i limiti in gioco e col pragmatismo dei contenuti.
Petrella scrisse sul Manifesto che nelle scelte di Vendola l’acqua restava un bene economico nel quadro di mercato dell’economia capitalista. Petrella avrebbe voluto che la società per azioni che gestiva l’acquedotto sparisse, sostituita da una società interamente pubblica in cui una base di 50 litri di acqua a testa fosse fornita gratuitamente ogni giorno.
Vendola ribatteva che la società che gestiva l’acquedotto era posseduta all’88% dalla Regione Puglia e al 12% dalla Regione Basilicata, e questo importava, e ripubblicarla cioè creare un ente regionale, avrebbe comportato una “ri-politicizzazione”, “con l’effetto di una lottizzazione progressiva”. La cosa più importante al momento era ridurre gli sprechi che arrivavano al 50%.

Molinari Scriveva sul Manifesto: “Crediamo sia un errore dividerci tra realisti e utopisti. Come tutto il movimento no global ci ha insegnato, ‘un altro mondo è possibile’ . Il movimento è per la fuoriuscita da ogni logica di società per azioni, perché considera la s.p.a. un soggetto di natura privata per quanto posseduta al 100% da soggetti pubblici. Tuttavia è cosciente che occorrono tempi e modalità per realizzare il superamento di una s.p.a., tant’è vero che ha messo in campo una proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua. Il fatto è che i debiti accumulati pongono dei limiti assolutamente vincolanti alla sua gestione. La banca Merrill Lynch rischia di essere il vero arbitro delle sorti dell’acquedotto, perché il rapporto tra quest’ultimo e i suoi creditori è tale che il consiglio di amministrazione presieduto da Petrella e la stessa Regione Puglia risultano esautorati da ogni effettiva capacità di indirizzo politico. Il nodo fondamentale è proprio questo. Poi naturalmente ci sono anche altri fattori : una vasta area della coalizione del governo regionale contro la nomina di Petrella e una stratificazione di interessi costituiti presenti all’interno dell’apparato amministrativo dell’Acquedotto pugliese.

A questo punto lo stesso Vendola ha dovuto fare quello che poteva. E Petrella si è dissociato. Sia Vendola che Petrella sono forti personalità. E il progetto di pubblicizzazione è tutt’altro che abbandonato. Gli scambi di accuse a questo punto fanno il male di tutti. Occorre riprendere a lavorare insieme.”

Dice ancora Molinari:
“Il 9-92009 Il Governo ha fatto un decreto sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali, senza informare i cittadini e coinvolgere i Comuni.
Sono liquidati quei pochissimi margini concessi alle amministrazioni locali di mantenere la gestione di servizi fondamentali come l’acqua. Cade l’ultimo bastione di “resistenza”eretto dai comuni e dalle province. Ora è il via alla mercificazione totale dell’acqua potabile nel nostro paese.
Le gestioni in house sono società interamente nelle mani dei comuni consorziati, sulla quale i comuni stessi esercitano il “controllo analogo” a quello dei propri uffici, è una modalità di gestione riconosciuta dalla normativa Europea tanto che è largamente utilizzata in Francia – a Parigi è stata recentemente superata dalla ripubblicizzazione attuata con gestione diretta della municipalità – La Spagna e la Germania la stanno applicando in alcune grandi città ed è tuttora adottata dal Belgio, dall’Olanda, dal Lussemburgo, nonché da 64 ATO italiani, 61 dei quali hanno passato il vaglio dell’autority, compresi quelli di Milano Città e Provincia.
Ma il decreto legge del 9 settembre sancisce la chiusura di queste gestioni entro il 2011 e fa un passo in più, chiede che anche nell’affidamento tramite gara a società miste la quota di partecipazione del privato non possa essere inferiore al 40% e, nelle società quotate in borsa già esistenti, deve scendere al di sotto del 30% entro il 2012. E’ un decreto palesemente incostituzionale che gli enti locali dovrebbero impugnare.
Con il decreto cade l’imbroglio, con la quale molti amministratori, in particolare toscani ed emiliani hanno finto che con il 51% il loro controllo sarebbe stato garantito. Tutta la nostra acqua potabile sarà privatizzata e con ciò entriamo a piè pari nel disegno delle multinazionali di mercificare universalmente un bene comune fondamentale come l’acqua. Anzi ne siamo la punta avanzata.
Entro il 2011 sarà obbligatorio mettere a gara l’intero Servizio idrico nazionale e tutti gli addetti ai lavori sanno benissimo che le gare le vinceranno tutte un cartello di imprese ben definito: ACEA – IRIDE/ENIA/ HERA – A2A dentro alle quali i pacchetti azionari di Suez Lyonnes des Eaux e Veolia la faranno da padroni, assieme ai Caltagirone, ai Pisante e alle banche.
Poteri locali, partecipazione dei cittadini, democrazia, federalismo… parole… vuote. queste SPA verranno consegnati i rubinetti d’Italia e decideranno la politica dell’acqua in tutti i territori.
Il decreto porta la firma Fitto- Calderoli, si realizza cioè con l’accordo della Lega che si era sino ad oggi spesa per valorizzare il ruolo degli enti locali nella gestione dell’acqua. E’ questa la novità, che chiude il cerchio degli intrecci politico – affaristici.
Quali siano le contropartite, cosa si sia giocata ancora una volta la Lega non mi è dato sapere, penso però che la Lega con l’acqua, dopo Alitalia…ecc si è giocata la credibilità di essere il partito dei territori, dei loro beni comuni e della loro autonomia.
Ora la parola è ai movimenti sociali, ai giornalisti liberi, agli uomini di cultura, ai Sindacati (che si esprimano una buona volta) ai sindaci, alla loro capacità di indignarsi ancora e di sapersi mobilitare in due battaglie assolutamente complementari: sui tempi brevi quella di fermare o modificare il decreto e l’altra articolata sui territori di chiedere a comuni e regioni di cambiare statuti e leggi regionali affinché affermino che l’acqua è un bene pubblico privo di interesse economico.

(Franco Margari)

Lalla segnala
Flores d’Arcais e le intercettazioni

Intercettazioni.. dalla violenza sessuale alla rapina, dal tentato omicidio alla pedofilia, dal disastro colposo alla truffa finanziaria. Se in Italia ci fosse uno straccio di opposizione, questa campagna politica, di informazione e di lotta, sarebbe già partita, saturando il Paese di manifesti, dando indicazione ai parlamentari, dirigenti, militanti, di non parlare d’altro, in ogni talk show, nei siti web, al bar sport, in discoteca, in parrocchia, intervenendo in tutti i “telefoni aperti” di ogni radio nazionale e locale, e negli altri innumerevoli modi che un minimo di “immaginazione democratica” saprebbe scovare. Di modo che, molto difficilmente B riuscirebbe nel suo diktat di far approvare entro aprile la legge-dono ai delinquenti spacciata come legge contro le intercettazioni. Perché accadrebbe che “chi di paura ferisce, di paura perisce”, visto che la paura non è un sentimento di cui si debba lasciare il monopolio al governo, la può – anzi deve – utilizzare anche l’opposizione, e con piena onestà intellettuale: perché la legge voluta da B rende davvero inerme il cittadino di fronte a mille tipologie di criminali, mentre la caccia al clandestino del razzismo Ban-leghista non muta di una virgola il tasso di sicurezza nelle nostre città (basterebbe una polizia più efficiente, a cui il governo non paga invece neppure la benzina delle “volanti”). L’impagabile Veltroni se ne è uscito con la richiesta di una opposizione “aggressiva”: ma lo scrivevano i giornali di ieri, 1 aprile, giorno di pesci. Oppure la politica del buonismo e del dialogo ad ogni costo l’abbiamo inventata, caldeggiata e praticata noi? Se davvero l’opposizione vuole tornare “in piedi” come dice l’altro impagabile (Bersani) cominci allora con una battaglia campale contro l’oscena legge che in un colpo solo mette mordacchia e manette a magistrati e a giornalisti. La paura della “gente” è il suo grande atout, e avrebbe dovuto esserlo da tempo,…..
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Il misterioso numero delle tessere

Sembra difficilissimo trovare sul web il numero degli iscritti a ogni partito e se qualcuno sa qualche numero è pregato di dirlo
In genere quando uno è fiero del numero dei suoi iscritti lo dice bello chiaro
ma ciò avviene solo per il Partito Democratico in cui gli iscritti sono 831.042
Di Rutelli meglio non parlare vista la vasta serie di bugie sugli iscritti alla Margherita in cui molti tesserati sono risultati inesistenti o morti
Gli iscritti al PDl sembrano uno dei 3 segreti di Fatima, ma si sa per certo che il famoso comizio di B per il tesseramento in Piazza del Duomo a Milano fu un clamoroso flop di 18.000 iscrizioni, oscurato dal colpo di Duomo
L’UdC sembra che abbia poco più di un migliaio di iscritti (1357?)
Alleanza Nazionale ne aveva 188.000
Italia dei valori non pervenuta
Il Movimento 5 stelle conta già 60.000 iscritti. Mi pare un ottimo risultato

(Franco Margari)

POPOLO CIECO
Bruno Pirozzi

Mentre chiedeva al paese di fare sacrifici, il Palazzo della politica ha continuato a sperperare.
-La macchina del Colle costa 64 milioni di euro in più rispetto al 2001.
-Palazzo Madama si ritrova oggi con un supplemento di 147 milioni e mezzo di euro di spese correnti che hanno fatto lievitare i costi fino a 527 milioni l’anno.
-Montecitorio, le stesse spese correnti sono lievitate di 124 milioni con una impennata fino alla quota di 940 milioni.
Dal 2001 ad oggi la macchina del Quirinale costa il 42% in più, quella del Senato il 39%, quella della Camera il 15%, quelle della Corte Costituzionale e del Csm intorno al 29%.
Che fine hanno fatto le promesse di prodi e B per snellire lo stato e i suoi organismi?
E’ scandaloso poi l’elenco delle voci che hanno fatto lievitare le spese:
-Alla Camera 15 milioni di euro per emolumenti per servizi di segreteria(?).
– A Montecitorio i rimborsi sono cresciuti del 9,5%.
-I vitalizi agli ex deputati (che pesano per 127 milioni di euro: 35 più delle indennità dei parlamentari in carica) del 10,3%.
-I servizi personale non dipendente(?) del 55%.
-La comunicazione e informazione del 40%.
-I servizi igiene e pulizia del 38%.
-I servizi di guardaroba del 43%.
-Le spese di missione del personale del 57,5%.
Ma le maggiori impennate le ritroviamo nella voce noleggio di automezzi che è passata da 28 a 140 milioni di euro. Pari a un aumento reale del 357%.
Forse conviene il noleggio rispetto all’acquisto, ma al senato c’è un aumento del noleggio del 36% e contemporaneamente un aumento da 116 a 220 milioni per gestire l’autoparco e un aumento del 122% degli acquisti auto(paradossale le comprano e se le noleggiano).
-Compensi per prestazioni professionali da 1 milione a 3 milioni.
-Spese arredi e tappezzerie aumentate del 30%.
-I dipendenti della camera hanno avuto un aumento di 140 euro facendo lievitare i costi mensili di 212 milioni.
Devo continuare? Ma di quali riforme vogliamo parlare?

Enrico Peyretti manda:
Chi tira pietre
Chi tira i fili

Raniero La Valle

Eccola qui, la “collera dei poveri” di cui parlava Paolo VI nella sua enciclica “Populorum Progressio”. “Giornata della collera” hanno chiamato i palestinesi quella indetta per protestare contro la costruzione di 1600 nuove case e una sinagoga dentro le mura della vecchia Gerusalemme, quel piccolo lembo di città che è rimasto come simbolo (ma ormai solo come simbolo) della Palestina araba. Ma come per la collera di Paolo VI, anche questa non è una collera dei poveri contro la loro povertà e contro un imperscrutabile destino, ma è la collera contro gli oppressori, cioè contro coloro che fanno di questa povertà la causa della loro ricchezza e di questa oppressione il prezzo del loro dominio. E poiché poveri, essi non hanno le armi dei ricchi, hanno pietre e parole, e con quelle in un mondo come questo non riescono a liberarsi. Per questo nel futuro non si vedono che armi in mano a nuovi protagonisti, e il Medio Oriente, dall’Iran a Israele, dalla Siria all’Arabia si fa sempre più zeppo di armi, la maggior parte fornite da noi, e un giorno esploderà.
Di nuovo c’è che si è aperta una crisi tra America e Israele. L’ostentata decisione del governo israeliano di aprire 1600 nuovi cantieri per gli insediamenti in terra palestinese è stata gettata tra i piedi di Obama, e usata come provocazione proprio nel momento del viaggio del vice-presidente americano Joe Biden in Israele. Tutto si può dire tranne che l’incidente sia avvenuto per caso, o che si debba attribuire a un sonno o a una distrazione della diplomazia. Per questo Obama si è così arrabbiato, e la segretaria di Stato Hillary Clinton ha usato verso l’alleato ebraico inconsuete parole di fuoco.
L’atto ostile di Israele non è stato però contro l’America, ciò che equivarrebbe a un suicidio, ma è stato contro l’attuale presidenza americana, contro il discorso di Obama al Cairo, contro il progetto politico universalistico per il quale Barack Obama ha avuto quel Premio Nobel per la pace che a tutti i costi si deve evitare che sia onorato non più nelle parole, ma nei fatti.
L’azione di Israele preannuncia la sconfitta di Obama, non sulla riforma sanitaria, dove negli Stati Uniti lo aspettano al varco, ma sulla pace interetnica, internazionale e interreligiosa che egli vorrebbe assumere come nuovo compito storico del suo Paese.
È del tutto evidente che in questo progetto di un mondo riconciliato, che per la prima volta è perseguito da un profeta non disarmato che però non lo vuole realizzare con le armi, Israele non può essere come l’Israele di prima, come l’Israele di oggi, ma deve convertire se stesso e cambiare l’ideologia della propria sicurezza.
In un mondo riunito nella pace, Israele non può restare lo Stato che ancora crede nella guerra, che non vuole vedere “mutilata” la vittoria del 1967 da cui ha avuto la conquista dell’intera Palestina, non può essere il Paese che uccide i suoi nemici prima che possano nuocergli, anche “extra proelia”, nella sua perenne guerra a bassa intensità; questo Israele non è adatto a quel mondo, ma senza Israele quel mondo non può esistere. Per stare nel mondo sognato da Obama e da miliardi di uomini e donne di tutto il mondo, e per rendere questo mondo possibile, Israele dovrebbe essere quell’Israele che noi aspettiamo e che amiamo, e che del resto come “luce delle genti” è promesso da secoli.
Questa è la vera scommessa storica di questo passaggio d’epoca. Non si gioca solo una presidenza americana, ma tutto. Ma per uscirne vittoriosi, occorre che Israele, e tutti noi, ci liberiamo della condanna dello Shoà, non ci facciamo determinare da essa, facciamo di quella memoria di un male assoluto ma non definitivo, non un ricatto che ci paralizza nel pensiero, nella politica e nella vita, ma una memoria liberatrice. Altrimenti saranno ancora loro, i giustiziati di Norimberga, a tirare i fili della nostra storia.
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Altro che ladrona, Roma stracciona

Dopo due anni di cura Alemanno, il Campidoglio è sull’orlo del baratro economico e, unico comune in Italia, non ha ancora presentato il bilancio preventivo per il 2010 né il consuntivo del 2009.
Una situazione gravissima, confermata dalla conversione in legge del decreto 3146A, avvenuta martedì scorso che a suo modo sancisce il dissesto economico della città: la voragine dei conti capitolini, dicono gli esperti, oggi supera i 12 miliardi di euro e, nella migliore delle ipotesi, per la città eterna si prospettano tempi durissimi.
(L’Unità)
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Gli uomini d’oro di Alemanno…

Reddito lordo in €
Antonio Lucarelli – Caposegreteria – 283.000
Andrea Mario Vattani – Direzione Relazioni Internazionali – 488.000
Luigi Di Gregorio Direzione Semplificazione – 328.000
Emilio Frezza – Direzione Innovazione – 426.000
Umberto Broccoli – Sovrintendente – 396.000
Alessandro D’Armini – Direzione Mobilità – 396.000
Paolo Provasoli – Direzione Turismo – 396.000
Mario Defacqz – Direzione Comunicazione – 328.000
Simone Turbolente – Direzione Ufficio Stampa – 392.000
Paolo Loria direzione – Progetti Speciali – 328.000
Ivana Paniccia – Direzione Politiche Economiche – 363.000
Francesco Coccia – Direzione Recupero Periferie – 396.000
Paolo Togni – Direzione Politiche Ambientali – 396.000
Mario Mori direzione Politiche sicurezza 300.000
Laura Mangianti – Segretaria Particolare – 341.000
Sergio Gallo – Capo di Gabinetto – 664.000
Mario Redditi – Direzione Politiche Sicurezza – 364.000
Luca Barbero – Dirigente Sovrintendenza – 272.000
Maria Teresa Bellucci – Dirigente Politiche Educazione – 272.000
Giuseppe Canossi – Dirigente Risorse Umane – 272.000

iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/03/poltronissime-alemanno-tutti-gli-uomini-del-sindaco-generoso.html
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Cettina

Siamo stati bravissimi ad accettare il capitalismo, il male del secolo, ma non siamo pronti a volere e pretendere che si attui la democrazia.
Le ultime votazioni lo hanno dimostrato ampiamente.
Capitalismo e democrazia sono in antitesi, perchè il capitalismo consente l’arricchimento di pochi, la democrazia, invece, prevede il governo, in quanto potere, del popolo.
Se al popolo non si fa capire che il capitalismo è la tomba della democrazia, continueremo a preferirlo e non cambieremo nulla.
Abbiamo, ancora una volta, dato il voto alle banche.
Buona dittatura delle banche, alle quali sono asserviti i politici che abbiamo assurto al ruolo di nostri governanti.

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Sauro manda
DIARIO DI UNA SCRUTATRICE
FRANCESCA MANNOCCHI

Vivo e voto nel XX Municipio di Roma, uno storico fortino di dx, più finiano che berlusconiano e piegato al berlusconismo dal vento dominante. Un municipio dove Previti, candidato nel 2000 prese una percentuale bulgara (quasi il 70%). Un municipio popolare, che negli anni è diventato povero.
Sono aumentati gli immigrati, per lo più dell’est, per lo più manovali, che alla giunta circoscrizionale piace nascondere, fomentando contemporaneamente, la paura di quei nuovi poveri che per ammazzare il tempo, altro non possono se non guardare la tv. Nelle loro case popolari. E poi l’altra faccia del municipio, le zone residenziali e abusive nel Parco di Veio, che ospita oltre alle tante, troppe ville dei commercianti di Roma Nord, la villa che fu di Livia, moglie di Augusto. Ormai abbandonata. Il municipio di via Gradoli, anche. Dei trans.
Il municipio, insomma, del caso Marrazzo.
Non avrei voluto fare la rappresentante di lista questa volta. Avrei voluto osservare i dati, capirli. Poi la notizia dello spiegamento di forze dei ‘gladiatori della libertà’ mi ha spinto a chiedere un seggio di cui occuparmi ad un partito di coalizione.
Mi è stato assegnato un seggio nella zona di via Gradoli.
Prima di attraversare la campagna per raggiungere quel limbo di Cassia che ha smesso di evocare Moro, per evocare le morti misteriose di Cafasso e Brenda, sono andata a votare nel mio seggio di appartenenza (accanto al ‘bar dei rumeni’- così lo chiamano gli abitanti del quartiere) dove gli ex dc, ora Bani la fanno da padroni.
Alla consegna del documento di identità il mio nominativo risultava aver già votato.
I 5 giovanissimi che, per effetto di una legge che forse non conoscono, in quella sede sono pubblici ufficiali mi dicono: “Sarà stato un errore, può votare comunque!”. E dunque voto. Chiamo il messo comunale e denuncio la vicenda, riportandola nel verbale. Mentre mi sposto verso via Gradoli penso che avranno sbagliato riga, confondendomi con una parente, penso che gli scrutatori siano stati distratti, penso che gli scrutatori non dovrebbero essere distratti, perché anche un banale broglio può passare per distrazione e solo a Roma ci sono 2600 seggi, che 2600 distrazioni sono potenzialmente 2600 voti persi, o guadagnati. Alle tre di ieri pomeriggio è iniziato lo scrutinio. Nel seggio oltre a me, un rappresentante di lista dell’Udc, uno del PD. Una presidente ostile e 5 scrutatori appena ventenni.
Solo una contestazione, la mia. Mi trovo di fronte una scheda con due liste sbarrate, la lista ‘Polverini’, l’Udeur. Accanto alla prima era scritto a matita il nome della candidata presidente, il che costituisce già un’irregolarità perché Renata Polverini non è inserita nella sua lista ( “è un rafforzativo del voto” dice la presidente, prendo tempo). Ma era sbarrata anche la lista dell’Udeur, con accanto il nome di un candidato non presente nella lista elettorale.
Ricapitolando: due liste sbarrate invece di una, con due nomi non presenti nelle reciproche liste.
Una scheda nulla per il buon senso, ma nulla anche in osservanza del fonogramma ministeriale spedito il 27 marzo per evitare che i nomi dei candidati esclusi del PDl potessero essere conteggiati come preferenze: “nella pubblicazione n°7 per le elezioni regionali è rappresentato testualmente che la giurisprudenza di prevalente del consiglio di stato è comunque ferma nel ritenere che è nullo il voto che contenga l’espressione di preferenza per un nominativo che non corrisponde a quello di nessuno dei candidati costituendo siffatta erronea indicazione un palese segno di riconoscimento del voto”. Schede analoghe nei due seggi accanto al nostro, sono state annullate senza troppe discussioni.
Leggiamo il fonogramma una, dieci, venti volte. Per la presidente è valida, per me no. Le chiedo di chiamare il Ministero dell’interno. Ma si rifiuta. Chiedo al poliziotto presente nella scuola di entrare ed essere testimone. Il poliziotto chiede alla presidente se debba allontanarmi dal seggio. È in suo potere farlo. Spiego al poliziotto che quella aveva tutta l’aria di essere una intimidazione abbastanza manifesta. Quando lo vedo in estrema difficoltà, chiamo io, in viva voce, il Ministero dell’interno. Spiegato il caso mi dicono che l’ultima parola è della Prefettura. Così chiamo l’ufficio elettorale della Prefettura che ammette l’inammissibilità del voto. La presidente si ostina. Ripetendo che nel seggio, l’ultima parola spetta a lei.
Questa storia finisce così, con un voto convalidato e contestato da un lungo verbale. Ma questa storia, per me, rappresentante di lista di una lista che neppure mi rappresenta, finisce negli occhi dei 5 giovani ventenni scrutatori che non hanno espresso un’opinione su quella scheda, che erano indispettiti con me, perché mi ha detto una di loro: “stasera c’è la finale di Amici, pensavo di tornare a casa presto”, questa storia finisce negli occhi del rappresentante di lista dell’Udc che dopo essere stato zitto per due giorni e per tutto lo scrutinio mi dice “ sai che c’è? Udc? PDl? io vado con chi mi dà di più, almeno non lavoro per due giorni e guadagno pure”.
Negli occhi di tutti loro ho visto l’ignavia. E io, che trent’anni ancora non ce l’ho, mi sono preoccupata.
Questa storia finisce in una sconfitta. Non solo elettorale. La sconfitta, fuori da ogni demagogia, è non aver insegnato a quelli che ci sono e a quelli che stanno sostituendo quelli che si sono stati, che il voto è espressione prima che di una opinione, di una responsabilità. Ma gli elettori-scrutatori- telespettatori esprimono solo lo spirito del tempo.

RIDIAMARO : – )

Palestra di Luttazzi

D’Alema: “Siamo talmente inutili che tanto vale lasciare B al potere”. (Giovanni Barone)

Tg1, giornalisti esclusi dalla conduzione, Minzolini:”E’ ricambio, non epurazione.” E’ lo stesso che confonde “assoluzione” con “prescrizione”. (Lorenzo Bianchi)

Elezioni regionali. Avanza la dx, ad eccezione del PD. (Luca Coiro)

Bersani: «Il risultato elettorale? Non è una vittoria ma neanche una sconfitta.» Soluzione a pagina 46. (Gabriele Sanna)

Riforma scolastica. Scompare dai libri di testo qualsiasi accenno alla resistenza. Verrà sostituita dalla dicitura “partito dell’odio”. (Matteo Adami)
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Luca Popper
Per alcuni, pare che Grillo abbia puntato una pistola alla nuca agli elettori del PD per far votare le sue liste.
Se così non è stato, deve essersi trattato di una circonvenzione di incapaci.
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Nando Pagliani
Conoscete TRANSPARENCY INTERNATIONAL (Trasparenza Internazionale)? http://www.transparency.org
E’ un organismo fondato nel 1993, che ha uffici operativi in tutto il mondo ed ha come scopo umanitario quello di effettuare il monitoraggio della corruzione dei governi, al fine di ridurne gli effetti mediante pubblicazioni e denunce. La definizione che dà di “corruzione” è: C’è corruzione quando si abusa del potere di cui si dispone per fini personali. Questa frase mi ricorda qualcosa…
Sul sito c’è una tabella mondiale che indica l’indice di percezione della corruzione. L’ultima è quella del 2009, http://media.transparency.org/imaps/cpi2009
Sostiene che il governo meno corrotto del 2009 sia quello della Nuova Zelanda con un indice di affidabilità di 9.4, al 1° posto. Quello più corrotto sarebbe in Somalia, al 180° posto.
L’Italia si piazza al 63° posto con un indice di 4.3. Ci precedono paesi come Cuba, Botswana e Portorico. Persino le Barbados, noto paradiso fiscale e rifugio di evasori di ogni tipo, è al 20° posto.
Ancora un’altro paio di figurine (dimmerda) come questa e poi abbiamo finito l’album!
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Tendenza zero
Marco Travaglio

È un periodo di buone notizie, ne arrivano a carrettate. Ieri per esempio il Pompiere della Sera informava che Veltroni e D’Alema, un trust di cervelli, hanno raggiunto un accordo. Per ritirarsi dalla vita politica? No, magari: per “aprire al presidenzialismo”. Mentre nelle sezioni del PD si registrano i primi caroselli di giubilo e perfino qualche improvvisato Carnevale di Rio, specie nell’apprendere che il partito “ha il dovere di mettersi in gioco” nell’ambito del “cammino di svolta da intraprendere per indicare soluzioni vere agli italiani” allo scopo di “avviare una riflessione politica seria” senza dimenticare la “vocazione maggioritaria”, “il profilo riformista” (utilissimo per le foto segnaletiche), “l’apertura al confronto” e l’“abbassamento dei toni”, passiamo ai dettagli, che sono impagabili: nella riunione del coordinamento del partito, anziché interrogarsi su quisquilie come la perdita di 2 milioni di voti rispetto alle ultime Regionali, i due Attila del PD hanno convenuto che – dice Max – “dobbiamo riflettere sul presidenzialismo” perché “un partito come il nostro non può avere una proposta sulla riforma dello Stato” (la stessa di B, ça va sans dire); e che – aggiunge Uòlter – “non si possono solo dire dei no al presidenzialismo”, ergo si può “andare oltre la bozza Violante” (la nota boiata che vuole rafforzare i poteri del premier, oggi così smunto ed emaciato). Poteva mancare l’illuminato parere di Andrea Orlando, il visopallido che fa il responsabile Giustizia? No che non poteva: egli si dice convinto che sul presidenzialismo “si debba andare avanti” perché “noi siamo all’opposizione e non dettiamo l’agenda, se il PDl propone il presidenzialismo dobbiamo attrezzarci”. Dire di no per far mancare i due terzi necessari al Ducetto per riformare la Costituzione in Parlamento e poi dare battaglia nel referendum per salvare la Costituzione, pare brutto. L’opposizione non deve opporsi, non sia mai..
Orlando però riconosce che gli elettori potrebbero non capire. Non potendo al momento abolirli, questo gigante del pensiero propone di rassicurarli affiancando al presidenzialismo “una proposta sul conflitto d’interessi” perché “con un capo dello Stato con più poteri eletto direttamente dal popolo diventerebbe indispensabile una legge che regoli la materia”. In effetti B eletto presidente dal popolo con cinque o sei televisioni pare eccessivo persino al PD: ecco, magari gliene levano una e la sostituiscono con Youdem. Sempre che Lui sia d’accordo, s’intende, visto che la maggioranza ce l’ha Lui. Insomma, l’opposizione è lucida e, soprattutto in buone mani. Peccato che, come osserva l’acuto Caldarola sul Riformatorio, sia condizionata da due giornali, Repubblica e – bontà sua – Il Fatto, che avrebbero addirittura “lanciato un’Opa sul PD” (diversamente da lui, che scrive contemporaneamente sul Riformatorio e sul Giornale). Il popolare Caldarrosta implora dunque il PD di “smettere di ascoltarli”, ignorare i loro “suggerimenti suicidi” e “smettere di farsi dirigere da costoro”, perché “con questi giornali il csx non vincerà mai”. L’idea che i giornali servano a dare notizie, analisi e commenti, e non a far vincere o perdere le elezioni a questo o quello, neppure lo sfiora. Né l’arguto commentatore spiega quando mai il PD avrebbe seguito un suggerimento del Fatto. Gli sfugge pure un trascurabile dettaglio: avendo appena sei mesi di vita, Il Fatto anche volendo non può aver provocato le leggendarie disfatte del csx dell’ultimo quindicennio. Anche perché il csx riesce benissimo a perdere da solo. Ora però una domanda sorge spontanea: vista l’inarrestabile emorragia di voti (calcolata in milioni) che affligge il PD e la più ridotta emorragia di lettori (computata in unità, anzi in decimali) che colpisce il Riformatorio, quale dei due soggetti raggiungerà per primo lo zero assoluto?
..
http://masadaweb.org

24 commenti »

  1. Scarichi abusivi sul litorale domizio : NESSUNA VIDEOSORVEGLIANZA ?

    e nessuna legge punitiva per tali gravissimi reati ? si pensa solo a Premier ? a noi napoletani chi ci pensa ?
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — aprile 8, 2010 @ 11:49 am | Rispondi

  2. Carissima Viviana,

    P.s. non ci crederai ma ho votato il movimento 5 stelle ed ho dato la preferenza a Giovanni Favia. Purtroppo non è bastato e per un bel po’ di tempo non basterà.
    Comunque Zaia non è vero che ha ottenuto un forte successo? Non lo so, te lo chiedo. Io non ho seguito niente di questo delirio, nè prima nè durante nè dopo. Sono così stanco… Sul fatto che il paese non riesca a salvarsi da se stesso potremmo aprire una tavola rotonda. Secondo me è una ipotesi remota che un sistema siffatto come il nostro riesca ad auto rigenerarsi. Una classe politica profondamente corrotta, come ha ben sottolineato Monicelli, un paese in realtà più diviso di quanto non crediamo (nord – centro – sud sono realtà davvero ben diverse tra di loro) fa si che una “rivoluzione” di comportamenti sia, almeno per me che sono limitato lo ammetto, ben ardua da vedersi. Chi la dovrebbe fare?
    I giovani sono invurniti dalla televisione – computer – alcol – droghe, i vecchi (esempio? mio padre, partigiano, e mia madre: stanchi, non vanno nemmeno più a votare!)?
    Per quello la vedo difficile una rivoluzione.
    E senza quella non basteranno la CGIL, l’IDV e le residue forze di sinistra.
    Ora sarò satirico anche io.
    Secondo me sarebbe più onesto ripristinare l’ italietta a prima di quella unità a cui, realmente, veramente, non siamo mai pervenuti, sulla base della situazione contingente.
    Il Nord Italia alla Lega, con il nuovo nome Padania Italia.
    Il centro al Papato. Regno della Nuova Chiesa Cattolica Pedofolliaca.
    Il sud al regno degli ex savoia ma nuovi borbonici al ballerino cantante rampollo di casa savoia, Emanuele Filiberto, che per quel ruolo attualmente mi sembra perfetto.
    Che meraviglia, già me la vedo, la vuova italietta che ritorna agli antichi fulgori 🙂
    Chissà, se mando questa idea bislacca a qualche comico forse la fa sua….

    Sauro

    Commento di MasadaAdmin — aprile 10, 2010 @ 6:35 am | Rispondi

  3. riprendo la coda di una polemica sul Movimenti a 5 stelle da bellaciao.org

    La gratitudine dei berluscones plaudenti: meno male che Beppe c’è
    20 commenti

    La gratitudine dei berluscones plaudenti: meno male che Beppe c’è

    da: http://www.nuovopartitodazione.it

    Di : orange azionista

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 6:58 am | Rispondi

  4. Cazzate ….

    I No Tav della Val di Susa non avrebbero comunque mai votato per la Bresso, paladina fanatica ed integralista appunto del Tav.

    Se non ci fosse stata la lista di Grillo si sarebbero astenuti ..

    Il Pd piangesse sul suo allucinante atteggiamento rispetto alla Val di Susa ( da sempre, soprattutto nella parte direttamente destinata ai lavori della Tav, di sinistra, dalla epopea partigiana fino all’amministrazione ancora oggi in mano a tutte giunte comunali di centrosinistra) e non si inventasse nemici di comodo …

    Che poi questi nemici se li inventa un partitello esistente solo sulla carta come il cosiddetto “nuovo partito d’azione” è veramente fuori dal mondo e dalla realtà …

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 6:58 am | Rispondi

  5. Io invece mi complimento per l’incredibile astuzia dei grillini NO TAV che per fare uno sgarro al PD hanno regalato la regione al PDL e alla Lega. Davvero una mossa da maestro. Ora quando arriveranno le ruspe chiamate Grillo così le farà arretrare a colpi di vaffanculo. Sperando che possa essere presente e non impegnato in qualche comizio a pagamento.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 6:58 am | Rispondi

  6. Beh, veramente le ruspe erano già arrivate più volte con la regione di centrosinistra …

    Ed anche le cariche selvagge della polizia ….

    Comunque, paradossalmente, non il PdL – sparato sulla Tav come il Pd – ma la Lega ( e Cota in particolare) sulla Tav hanno a suo tempo espresso molte perplessità.

    Ma non è questo il problema …. non si può come ha fatto la Bresso inveire per 5 anni contro una intera popolazione, peraltro storicamente “rossa” o comunque tradizionalmente antifascista, e poi pretendere che ti votino … Grillo o non Grillo …..

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 6:59 am | Rispondi

  7. Se tutta l’azione del partito d’azione è continuare questo stucchevole attacco a Grillo, penso che poteste fare di meglio nella vita. Non sarebbe il caso di chiedervi cosa è giusto e cosa non lo è mettendovi nei panni del cittadino?

    Mi pare che abbia vinto Cota, il quale fin dal primo momento ha detto in modo assoluto la TAV si sarebbe fatta e adesso lo ripete con fermezza. E dunque? Cosa andate cianciando su Beppe Grillo? Non è nemmeno la TAV il punto. Il Movimento 5 stelle in Piemonte ha preso 100.000 voti, la Bresso ne ha persi 200.000. Se il problema del non voto stava tutto nella TAV, vincendo la Lega mi pare che abbia vinto proprio il cittadino che della TAV se ne infischia o addirittura la vuole e ha paura di ben altro. Questa della colpa a Grillo è stata la Boutade di Bersani che nel bruciore della sconfitta ha scaricato la colpa dandola all’ultimo arrivato. E’ stata una cosa da vigliacchi e da bugiardi, E ora voi vi attaccate a questo?

    Non sarà il caso di cercare il fallimento del PD piemontese da qualche altra parte? O Beppe Grillo vi fa comodo per scaricare tutto il livore che avete in corpo? E l’incapacità di fare autocritica? E’ da quando è apparso Berlusconi che il PD non fa che tentare di somigliargli, concorrrendo in neoliberismo a antidemocrazia, e alla fine è diventata un partito transgenico in cui si è perso ogni DNA iniziale. E ne vuol dare la colpa agli altri? Dimetta, piuttosto, tutta la sua stupida segreteria!

    Prima avete detto che Grillo non era nessuno, era solo un comico e vi faceva meno danno di un moscerino. Ora scaricate su Beppe Grillo una sconfitta del PD che viene dopo anni e anni di tradimenti alla sx e di svendita dei diritti dei cittadini e del paese al neoliberismo, di pessima linea dalemiana e di inciuci con Berlusconi, di lontananza col territorio e con la gente, di cieca politica di casta, di cementificazione, precariato selvaggio, disoccupazione selvaggia, sprechi della casta, assenze opportune allo scudo fiscale, voto all’indulto..; basti pensare agli orrori della bicamerale e all’attuale posizione ancora a favore di un regime presidenziale forte di D’Alema, Fassino, Veltroni, Violante e Franceschini, o alla svendita dell’acqua da parte delle amministrazioni di csx, alle discariche campane, ai 20 miliardi di fondi europei spariti in Calabria, alle firme a raffica di Napolitano.. ma cosa rappresenta oggi il Pdm se non una brutta copia servile e inetta del Pdl?. Almeno Cota afferma un ritorno al territorio e alla gente? Anche se non è vero. Il che è quello che fa, diversamente, anche il 5 stelle.

    Adesso, di fronte a 2 milioni di cittadini che non votano, vi torna comodo prendere Grillo come capro espiatorio. Di questa vigliaccata poco intelligente non se ne può più. Siete stucchevoli. incapaci una lettura più profonda delle cose.

    I no global sono gli extracomunitari della Casta così come i migranti lo sono del corpo dei cittadini di diritto. Attaccandoli, non fate che allinearvi con quei piemontesi razzisti che hanno odiato perfino i meridionali. Siete un’altra forma di leghismo, su una via di razzismo politico che non vi fa onore.

    Meglio fareste a chiedervi quali sono le richieste del Movimento 5stelle e perché hanno avuto consenso, mentre voi non siete nessuno. Avete preso il nome di un partito onorato e famoso di questo paese ma ne abusate e non siete nessuno.

    Se Cota ha vinto, è perché siamo in crisi, i disoccupati aumenteranno al 10%, siamo il peggior paese d’Europa, la gente ha paura di restare senza salario, e quando c’è crisi e paura emergono tutti i rancori contro chi è ancora più povero, esattamente come avvenne nel dopoguerra tedesco, e ha la meglio chi indirizza il malcontento contro un capro espiatorio, come fanno i leghisti contro gli extracomunitari. Questo filone xenofobo e razzista in Piemonte c’è sempre stato, la crisi lo ha fatto esplodere e i leghisti sono stati gli unici a raccoglierlo perché lavorano sul territorio a contatto della gente. Voi cosa avete fatto? Dove eravate? Da quale salotto protetto scrivete? C’è gente che nell’attuale mancanza di lavoro ha preso male anche l’allargato piano della Bresso per accogliere il clandestino. La Lega ha avuto partita facile per concentrare odio razziale, rabbia per il distacco del Pd dal territorio, paura per la crisi. Il terreno in provincia era già pronto.

    Questa storia che il PD ha perso a causa di un blog sembrava all’inizio una cosa inventata dalla Casta in modo bypartisan per gettare fango su chi va a fondo dei problemi e denuncia le malefatte del Pdl come del PD.

    Se siete davvero una costola di quel PD di cui volevate la vittoria, la cosa che veramente vi dà noia è che Grillo attacca costantemente anche il PD e dice ogni giorno che non è diverso dal Pdl. Pensate che sbagli?

    Ma se siete del PD, che ci venite a fare su Bellaciao? Fatevi un esame di coscienza!

    E per il Piemonte pensate ai vostri calcoletti sbagliati da tavolino, pensate alle pretese di Cofferati che voleva per forza essere candidato e ha sbalzato Chiamparino, costringendo il PD a candidare la Bresso, pochissimo amata dalla gente, una che ha sempre detto bianco per fare nero, dalla cementificazione alla TAV, col risultato che sappiamo. Non è una novita di adesso che Asti, Novara e Vercelli sono da sempre dalla parte della Lega. Chiedetevi perché, senza scomodare Grillo.

    Un voto regionale non è visto come un voto locale ma politico. Dietro la Bresso ci sono tutti gli errori del PD. L’85% degli elettori guarda a cosa ha fatto il partito a livello nazionale e non al governatore. Bene, te lo dico io cosa ha fatto il PD a livello nazionale. Ha fatto schifo! Pensate a Veltroni che abbracciava Bassolino, a D’Alema che voleva candidare Boccia, ai candidati forzati Loiero e de Luca. Pensate alle astrusità di questa segreteria PD ormai avulsa da ogni contesto democratico, autorefenziale, chiusa in sé, dispotica e incapace di differenziarsi da Berlusconi a cui ha concesso tutto, pensate a Napolitano che continua a firmare obbrobri anticostituzionali, e poi venitemi ancora a cianciare di Grillo!

    Già prima delle elezioni la vittoria della Bresso era a rischio, in quanto disponeva di una ammucchiata di forze instabili e poco sicure e il 90% delle province le avrebbe votato contro.

    Proprio perché la partita era difficile non si doveva candidare una persona antipatica e già bruciata come la Bresso, c’erano nomi migliori, come c’erano in Campania o in Calabria, ma se il PD è governato da incapaci che proteggono i soliti pochi non è certo colpa di Grillo. Che siano una cricca di incapaci e che in questi anni non abbiano fatto che allontanarsi dalla gente mi pare indubbio.

    Che persone come Bossi o Grillo questo ascolto invece lo abbiano dato mi pare altrettanto indubbio.

    A sentire Beppe Grillo in Piazza Castello c’erano 20.000 persone, ti dice nulla?

    Per fare la politica della Casta bisogna avere potere, consenso, capitali e controllo televisivo. Il PD non ha niente di questo. La vuola fare lo stesso? la farà da servo di chi veramente comanda. Sono scelte. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 6:59 am | Rispondi

  8. Da zionista non capisco bene questa critica. L’N.P.A. ha attaccato pesantemente anche il PD quando era necessario farlo e non solo Grillo. Le testimonianze di ciò che dico si trovano sul sito e basta andare a leggersele. Nessuno di noi vuole fare l’avvocato difensore del PD che per certi versi è indifendibile, ma cerchiamo di mettere in luce anche le contraddizioni di chi pensa di potersi ergere ad inquisitore del prossimo con un livore ed una volgarità che non fanno certo onore all’intelligenza umana. Si può e si deve criticare quando serve ma anche rendersi conto che la critica all’infinito (soprattutto questo tipo di critica) non è utile a nessuno se non a far aumentare la popolarità di qualcuno. Credo sia necessario riacquistare un poco di razionalità e spirito critico e smettere i panni degli “adepti” che pendono dalle labbra del santone perchè i fanatismi non hanno mai prodotto niente di buono, soprattutto in questo paese. Il contenuto di questo articolo poi, non è mirato a difendere il PD o a giustificarne l’operato, ma quello di analizzare e valutare quello che propone Grillo che a mio parere non è granchè e neppure originale. Quindi sarebbe meglio attenersi alla discussione entrando nel merito e discutendo di proposte. La democrazia è fatta di questo e chi la apprezza sa mettersi in gioco, affrontare il contraddittorio e accettare e valorizzare le critiche. Tutte cose a cui Grillo non è avvezzo. Sarebbe questo il paladino della democrazia diretta? Uno che pontifica i suoi sermoni senza mai confrontarsi, sbraitando? Di uno così io ne posso fare volentieri a meno.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 6:59 am | Rispondi

  9. Questa è tuttaltra critica a Grillo, del tutto condivisibile …

    Ma nulla c’entra infatti con le elezioni regionali piemontesi su cui era invece impostato l’articolo originale …

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:00 am | Rispondi

  10. Livore.. volgarità.. santoni.. fervore.. ??? Ma come parlate? Gli unici che offendono mi pare che siate voi

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:00 am | Rispondi

  11. Sei sicura Viviana che gli unici ad offendere (e spiegami in quali termini) siamo noi? Allora mi sa che non sei mai stata ad un comizio di Grillo e non hai mai letto il suo blog. Ma fammi il favore.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:00 am | Rispondi

  12. Leggo costantemente il blog di Grillo da anni e se lo facessi anche tu lo sapresti benissimo, perché sono una delle bloggher più costanti e conosciute, anche una delle più attaccate dai troll, l’unica un cui post sia stato preso come tema, e forse una delle poche che non può essere bannata per decisione dello staff. Sono stata alle piazze di Grillo. Sono di Bologna ed ero alla piazza di Bologna. Ho l’impressione che sei tu che non sai di cosa stai parlando. Non sai cosa hanno fatto questo comico e il suo staff per anni, quali premi Nobel, esperti, tecnici e specialisti siano stati consultati, quante proposte sono state discusse, quanti dati sono stati messi insieme e che enorme lavoro di informazione è stato fatto. Non sai niente di niente e spari a caso. Io vengo dal mondo dei no global, non dal mondo di Grillo e ho riscontrato in lui solo una linea comune e quella io difendo, una linea che non è stata inventata da Grillo ma esiste da almeno 40 anni ed era nata prima di lui, e ha diffuso le sue proposte in tutto il mondo. Tu parli di santoni e di scemenze simili, io vengo dal mondo di Lilliput e ho cercato invano qualche parte politica in Italia che portasse avanti il disegno di un mondo diverso, contro il predominio delle multinazionali, ne ho visto accenni in vari paesi, ma non in Italia, dove questo disegno è stato portato avanti solo da volontari nella completa indifferenza dei partiti politici. Qualcosa di questo progetto è oggi dioventato politica con Vendola. Di questo disegno io ho visto parti sviluppate nel blog di Grillo e gliene sono grata: democrazia partecipata, attacco alla casta, controllo dal basso, rispetto ambientale, energie alternative, nuovi municipi…. Ma tu non sai nemmeno di cosa sto parlando. Cianci a vanvera. Io vedo solo la tua inesperienza, la tua presunzione e la tua voglia di offendere a 360°. Ma non credo che di questo al nostro paese verrà il minimo vantaggio. Passerai così come sei spuntato, in modo inconcludente, senza essere utile a nessuno, continuando polemiche sterili tanto per attirare l’attenzione. Cresci che è meglio! E parla delle cose che conosci e per cui hai lottato. Il resto lascialo a chi sul campo ha fatto qualcosa più che chiacchiere da ragazzini

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:00 am | Rispondi

  13. Non mi interessa commentare il tono della tua risposta perchè si commenta da solo e chi legge non farà fatica a capire chi tra noi insulta ed ha voglia di offendere. Per onestà intellettuale però faresti bene a rispondere alla mia domanda dicendomi (facendo esempi pratici) quando il sottoscritto ha inteso offendere o insultare qualcuno. Quindi, quando affermi che il mio obiettivo sarebbe quello di insultare a 360° dovresti dare un senso a quello che dici spiegando in termini comprensibili cosa intendi, senza fare affermazioni vaghe e con poco costrutto. Io sono qui per commentare un articolo che, può piacere o meno, affronta una questione e non sono tenuto ad allinearmi al tuo pensiero. Fortunatamente ho ancora questa facoltà e questa possibilità perchè sono una persona che prima di criticare sa autocriticarsi, capacità che invece in altre persone non brilla di certo. Uno dei difetti che contesto a Grillo e che sta contagiando anche chi lo segue è questa presunzione di stampo settario di avere sempre ragione. La presunzione di ergersi al di sopra di tutti e tutti insultando e denigrando, autosostenedo che ciò che dice sia l’assoluta verità, mentre quello che dicono o fanno gli altri sono scemenze. Nessuno può avere questo atteggiamento perchè la ricerca della verità si fa con il confronto, lo “scontro” sui concetti e non con i monologhi e le prediche da pulpito che ricondano gli anni più bui della democrazia. Il monologo non è democratico è una “imposizione” perchè chi ti ascolta non può replicare e magari dimostrarti che stai dicendo una banalità o una sciocchezza. Chi sostiene di essere dalla parte della democrazia queste cose dovrebbe conoscerle bene. Bisognerebbe anche conoscere la storia ed i trascorsi di chi si ascolta per cercare di capire se la sua condotta di vita rispecchia ciò che proclama o se invece “predica bene e razzola male”. Sotto questo punto di vista anche Grillo ha molti scheletri nell’armadio. Non lo dico io, lo dicono anche i suoi collaboratori o alcuni che lo sono stati e che poi, conoscendolo da vicino se ne sono allontanati come Piero Ricca ecc. Non è nepppure vero il suo vittimismo costruito, tendende a dimostrare di essere stato escluso dai mezzi di informazione. Più volte è stato invitato in Rai e ci sono le testimonianza anche di personaggi “autorevoli” come Pippo baudo (scopritore di Grillo) che lo ha più volte invitato nelle sue trasmissioni ma Grillo ha sempre rifiutato per poter continuare a dire di essere un censurato. Anche molti giornali hanno più volte tentato di intervistarlo. Sottolineo intervista e non pubblicazione di un suo monologo e si è sempre tirato indietro… Non capisco poi questa tua necessità di esporre qui le tue presunte medaglie da blogger o la considerazione avuta sul blog di Grillo. Parlarci del tuo passato, ammesso che abbia interesse per qualcuno, non ti trasforma in un essere migliore di altri. Ognuno ha la sua storia e per quanto grande o piccola che sia ha la sua dignità. Attaccare gli altri o giudicarli dicendo che sono inesperti e che non sanno di ciò che parlano dimostrano la tua arroganza, la tua incapacità di affrontare gli argomenti in modo concreto e di confrontarti con chi la pensa di versamente da te. Fai un piccolo esame di coscienza prima di giudicare gli altri e far uscire dalla tua bocca la parola democrazia… Ovviamente ci vorrebbe anche un bagno di umiltà, ma alla scuola del Grillo pensiero questa disciplina e bandita. Purtroppo hai anche indirettamente dimostrato che (alla faccia della trasparenza e della libertà di opinione tanto sbandierata) che quel blog è controllato, moderato e anche censurato. La mancanza di predisposizione al confronto di Grillo sta anche nel fatto che non si cura minimamente di rispondere a quanti spendono il loro tempo a commentare ciò che scrive. Ci sono persone che lì sollevano temi importanti senza scomodare come fa Grillo i premi Nobel, ma il “monologatore” non si cura di prenderli in considerazione. Comunque sia non mi interessa convincerti della bontà di ciò che dico perchè ognuno sa benissimo ciò che è giusto o sbagliato per lui ed agisce di conseguenza. Quindi continua pure a leggere il blog di Grillo e a partecipare ai suoi spettacoli (augurandoti di poterlo fare ancora gratis) se ti fa sentire meglio o da uno scopo alla tua esistenza.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:01 am | Rispondi

  14. Il fenomeno Grillo mi interessa relativamente, solo in quanto si include in un movimento più grande contro le multinazionali e il neoliberismo che sta distruggendo il mondo, movimento di cui sembra tu non sappia niente ma a cui io sento di appartenere. In questo movimento contro questo tipo di globalizzazione economica di tipo ultracapitalistico ho lavorato a fianco di preti, marxisti, atei, buddisti, induisti, agnostici, sindacalisti… e ogni sorta di persone, in battaglie comuni per il raggiungimenti di fini specifici, e non mi è parso che lavorare insieme fosse impossibile, o fosse impedito dalle reciproche appartenenze o dalle non appartenenze. Solo qui e solo con persone come te mi ritrovo a perdere tempo su fenomeni che sul piano planetario o anche solo nazionale hanno un valore limitato, ma che a taluni sembrano importantissime per scopi che a me paiono più di piccola affermazione personale che di valore sostanziale. in diatribe senza fine che ai miei occhi sono solo delle perdite di tempo.

    Su quetsi fenomeni mi trovo costretta a tornare malvolentieri più e più volte per un unico motivo: per quelli come te che non hanno niente di meglio da fare nella vita che occuparsi di Beppe Grillo, per di più tirando in ballo cose di nessun valore come l’antipatia che per lui ha Pietro Ricca per essere stato licenziato o il fatto che rifiuti di andare da Pippo Baudo (sinceramente qualunque persona giusta in testa rifiuterebbe di farsi ridicolizzare da un simile manichino. Io nel mio piccolo ha risposto picche sia all’invito telefonico di Domenica in che di Costanzo. Come vedi non occorre essere Beppe Grillo per rifiutare con sdegno le pagliacciate di Rai o Mediaset).

    Cerchiamo di parlare di questioni serie.

    Credo che in questo momento la Terra sia sull’orlo di un disastro climatico.

    Credo che la crisi economica non abbia portato i neoliberisti a ricredersi su niente e che ci aspettino altre crisi ancora peggiori di questa e che noi ne toccheremo una quanto prima.

    Credo che l’attuale sistema borsistico e bancario continuino comportamenti criminali.

    Credo che la destra stia avanzando nel mondo.

    Credo che l’Italia sia sull’orlo di una dittatura ma non di una guerra civile.

    Credo che il gap tra poverissimi e ricchissimi si sia ampliato oltre misura con aumento smisurato della miseria del mondo..

    Credo che la crisi dei partiti sia arrivata in Italia a un punto di non ritorno per cui o qualcuno riesce in un miracolo o siamo perduti.

    Di fronte a questi fenomeni perdere tempo a parlare dei difetti o delle virtù di Beppe Grillo mi pare come quello che sull’orlo di un baratro si dipinge le unghie

    Non ti piace Beppe Grillo? Ma chi se ne frega!

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:01 am | Rispondi

  15. Noto con disappunto che continui volontariamente a glissare e a non rispondere alla mia domanda. Siccome mi hai attaccato sul piano personale e hai affermato che io sarei un provocatore ecc. ecc. gradirei che tu riportassi per filo e per segno i passaggi dei miei scritti che possono essere accusati di questo. Lo so che questo non salverà il pianeta, ma è una questione che riguarda il rispetto personale e quindi ritento (sperando di essere più fortunato) chiedendoti di spiegarmi a chi, con quali parole o fatti, il sottoscritto avrebbe mancato di rispetto.

    L’ultima osservazione su Grillo visto che l’argomento ha stomacato anche me riguarda il suo rapporto con i media. il fatto che non accetta di andare in Rai, indipendentemente da chi lo inviti (sia Pippo Baudo o Pinco pallino) non mi sembra di poco conto visto che continua ipocritamente ad infarcire i suoi strali dicendo di essere un censurato. Agire in questo modo significa prendere in giro la gente e se fossi nei panni di chi ai comizi di Grillo ci va, non gradirei essere preso per i fondelli. Questo vale anche per i giornali a cui lui in modo unilaterale ha deciso di non concedere interviste. Da chi pensa di poter dare lezioni di correttezza a tutti, mi aspetterei almeno una certa dose di sincerità. Mi complimento con te per il fatto di non aver accettato l’invito di presenziare a Domenica In. Spero solo che tu non segua il cattivo esempio di rifiutare per poi andare a dire a tutti che Domenica In non ti ha invitato.

    Per quanto riguarda gli altri argomenti che citi non posso che essere in sintonia con te. I problemi del pianeta sono seri e per essere incisivi è necessario informarsi, informare e operare. Peccato che per fare tutte queste cose è necessario (come ben affermi) collaborare tra anime e culture politiche e civiche differenti e non credo che il M5S sia disposto a farlo. Ti chiedo invece di spiegarmi perchè secondo te la collaborazione non con il sottoscritto (che non è nessuno), ma con l’N.P.A. ad esempio non può essere perseguita. A differenza di quanto è stato affermato in questa discussione, il Nuovo partito d’Azione non è nè un partito di carta, nè un usurpatore di titoli, ma un soggetto serio, credibile e propositivo, fatto da persone che si dedicano con costanza e senza tornaconto a questo progetto. Sputare sentenze come èstato fatto qui, senza conoscere la realtà delle cose è indice di poca serietà e di una avventatezza disarmanti. Giudicate pure, ma almeno dopo a ver approfondito perchè farlo prima smaschera spesso la poca intelligenza di alcuni.

    Per stessa ammissione di Grillo non vi è possibilità alcuna di collaborazione tra i sui “fans” e le altre forze politiche. Seguendo questa strada non si arriverà da nessuna parte perchè è palese anche ad un cieco che è necessaria una grossa convergenza, politica e non solo, per essere incisivi su queste questioni. Lavorare in proprio serve solo a gratificare l’ego di qualche narciso, ma non a dare risposte concrete a tematiche così importanti.

    Poi è questione di punti di vista, c’è chi pone in cima alla lista dei problemi le multinazionali, i cambiamenti climatici o la mancanza del WIFII e chi invece preferisce dare la precedenza ai problemi quotidiani di chi deve mettere assieme il pranzo con la cena, sfamare i propri figli o pagare le rate del mutuo. Sarà che a differenza di Grillo ed altri, il mio conto in banca langue inesorabile, ma sono costretto a scegliere la seconda opzione. D’altronde spero tu abbia dato un’occhiata al programma dell’N.P.A. e se lo hai fatto ti sarai sicuramente accorta di quante questioni importanti affronta a cominciare dal debito pubblico che è il grosso male del nostro Paese, toccando temi come la patrimoniale, la difesa del reddito dei più deboli e non ultima la questione ambientale.

    Per quanto riguarda invece la crisi dei partiti è una mezza verità. Ci sono partiti in crisi, che perdono voti, consenso e militanti e partiti che invece ingrossano (a differenza di quanto pensi) i loro quadri e i loro voti. Lega docet. Dire che i partiti sono finiti proprio quando ce ne sono alcuni che raddoppiano i loro consensi significa non essere più vicini alla realtà di quanto lo siano quelli che i voti li perdono. Sarebbe utile che qualcuno, questo a Grillo glielo dicesse.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:01 am | Rispondi

  16. La Lega, che è il partito tradizionale che è certamente andato meglio alle ultime elezioni regionali, ha comunque perso 150.000 voti rispetto alle politiche del 2008.

    Il PdL ne ha persi più di due milioni, il PD poco meno ….

    Quindi la crisi dei partiti tradizionali ( qualcosa del genere era già avvenuto l’anno scorso alle europee ma nessuno se ne era accorto) è oggettiva …

    Tornando a Grillo, molte delle critiche avvenute nei commenti sono a mio giudizio giuste e condivisibili.

    Del tutto inaccettabile è però l’articolo iniziale di questo dibattito, la Bresso avrebbe perso comunque, con o senza la lista grillina in Piemonte.

    In Val di Susa non l’avrebbero comunque votata ed in ogni caso la Bresso ha perso complessivamente 200.000 voti, la lista grillina ne ha presi solo 90.000.

    Quindi non inventiamoci nemici di comodo, il PD riesce spesso e volentieri ad essere il peggior nemico di se stesso … Grillo in questo caso non c’entra proprio nulla …

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:02 am | Rispondi

  17. Se il Movimento di Grillo avesse cercato alleanze con la sinistra questa avrebbe vinto. A quel punto il consigliere di M5S avrebbe potuto far valere le sue ragioni da una posizione di forza duplice; il fatto di essere stato determinante per la vittoria e l’essere parte della maggioranza. Questo non è cosa da poco e sicuramente ci sarebbe stato spazio per cercare di concretizzare alcune proposte. Avere un consigliere di minoranza con una giunta di destra serve solo a fargli percepire lo stipendio e a poco altro. Ecco perchè i berluscones applaudono. Grazie alla poca lungimiranza ed alla spocchia del definirsi al di sopra e migliori degli altri dei grillini, ora il Piemonte si ritrova Cota e i suoi accoliti e la TAV sicura. So bene che il PD non è proprio il meglio che si possa desiderare, ma di fronte alla disfatta credo sia da saggi cercare di correre ai ripari. Piuttosto che niente è sempre meglio piuttosto.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:02 am | Rispondi

  18. Devo rettificare. I consiglieri di M5S in Piemonte sono due. Si autoridurranno lo stipendio?

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:02 am | Rispondi

  19. “Se il Movimento di Grillo avesse cercato alleanze con la sinistra questa avrebbe vinto.”

    E questa alleanza non poteva cercarla la Bresso, o meglio ancora il PD, naturalmente ammorbidendo la loro posizione oltranzista sulla Tav ?

    Ed invece non solo la Bresso, ma pure il sindaco di Torino Chiamparino, sono andati fino all’ultimo giorno di campagna elettorale ad insolentire i valsusini, da loro considerati trogloditi, antimoderni ecc. ecc. ecc.

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso … e non cerchi capri espiatori ….

    Quanto alla Tav, sarà dura anche per Cota …

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:02 am | Rispondi

  20. E’ chiaro che se l’atteggiamento della Bresso fosse stato quello di una completa chiusura verso il movimento di Grillo dovrebbe veramente piangere se stessa. Temo però che le chiusure maggiori siano state quelle dei grillini che da sempre rifuggono da qualsiasi tipo di alleanza e confronto politico come se gli altri partiti avessero la lebbra.

    La strada che il M5S vuole percorrere è quella del completo isolamento che in parole comprensibili significa contare poco più di niente.

    La politica è fatta di confronto, scontro anche duro se serve, ma deve essere chiaro che in questo Paese nessuno può fare da sè, neppure il PDL.

    Il contributo degli altri non solo è utile ma indispensabile e credo che un po’ di senso della realtà e di umiltà aiuterebbe non poco.

    Io purtroppo sono convinto che la TAV si farà perchè, non Cota, ma il suo padrone romano ha già deciso.

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:03 am | Rispondi

  21. Mi pare che del Movimento a 5 stelle si continui a parlare a sproposito. Non vuole essere un partito che si allea a questo a quel partito, all’interno della partitocrazia, ma solo un Movimento che propone informazione e cerca soluzioni ai problemi attuali chiedendo consigli a esperti fuori dai partiti, con la libertà di criticare ’tutti’ i partiti esistenti quando fallano.

    Il Movimento a 5 stelle non è un partito, non vuole essere un partito, non entra nella logica dei partititi. Fa solo delle analisi sui mali italiani e sulle proposte possibili con l’aiuto di quella base che molti non sanano più nemmeno cosa sia, e fa questo lavoro ormai da alcuni anni. Se queste proposte non sono mai nemmeno state ascoltate dai segretari ufficiali, che senso ha accusarlo di non essersi alleato a questo o a quello? Se vuole essere libero di criticare tutti i partiti senza diventare servile di nessuno, che senso ha parlargli di alleanze? E’ e resta un Movimento propositivo. Sono le sue proposte che contano, maturate in anni di dibattito e confronto, e sono proposte civili e sociali non ideologiche e partitiche, e non conta nemmeno chi le porta avanti; il singolo può essere imperfetto, debole e fallace, ma conta la crescita civile che avviene sulla discussione di queste proposte.

    Capisco la difficoltà cognitiva di uscire dalla logica delle appartenze e delle segreterie, ma è uno sforzo che occorre fare se si vuole scendere sulla discussione dei temi concreti che possono essere le centrali nucleari, o le morti in carcere, o i cassintegrati, o la svendita dell’acqua pubblica o la raccolta differenziata, la Ru486 o la TAV.

    Circa chi accusa Grillo di essere lui che si autocensura da sé in RAI, veramente mi cadono le braccia,, visto che questa televisione ormai censura ogni tipo di pensiero alternativo, oppositivo, non allineato, non liberista, visto ha censurato tutti i comici di satira che hanno voluto fare un discorso graffiante, e ha eliminato Grillo ormai da anni dalla RAI, da molto prima che aprisse il suo blog, visto che questa RAi è succube di Berlusconi, visto che ormai i tg sono schierati sulla linea di Minzolini, visto che persino personaggi politici di destra come Massimo Fini o moderati come Biagi sono stati eliminati, visto che persone come la Gabanelli, Santoro, Travaglio, la Guzzanti , Floris, la Dandini e persino la Littizzetto sono a rischio di epurazione .

    Mi ci mancava giusto qualcuno che accusasse chi viene cacciato dalla visibilità televisiva di essersela andata a cercare! Davvero si deve toccare con mano il peggio di tutto! Pure una difesa della RAI devo essere costretta a sentire!

    Circa il fatto che Grillo non ami il contraddittorio, verissimo! E’ un comico, fa spettacoli, prepara copioni. La tv è piena di politici che recitano copioni, non accettano confronti e contraddittori, vogliono solo domande prefabbricate e giornalisti proni a 90°. Voi accettate questo senza fiatare, però volete che un comico faccia quello che i politici non fanno in Italia. Mi pare ridicolo! Grillo fa monologhi. Prendere o accettare. Se facesse dibattiti in televisione lo userebbero per il tiro al bersaglio. Non lo sa fare. Non ci sta a farlo. Non lo vuole fare.

    Anche Berlusconi fa monologhi. Per la par condicio, Grillo potrebbe andare da Vespa che gli fa da spalla e lui fa un monologo, all’uso di Berlusconi. Glielo farebbero fare?. Non ci può andare? Farà il suo monologo a teatro e chi lo vorrà sentire pagherà per sentirlo. E se con quei soldi Grillo vorrà parlare di cassintegrati lo potrà fare. Se vorrà mangiarsi un piatto di frutti di mare con champagne, non vedo perché non dovrebbe ordinarseli. Sono soldi suoi. E per farli non ha truffato, evaso, imbrogliato, pagato testimoni falsi o barato su un referendum che diceva no alle sovvenzioni pubbliche ai partiti. E se con quei soldi vuole pagarsi una campagna per chiedere tre riforma legislative: per levare sovvenzioni alla stampa, per ridurre a due legislature le cariche occupate e per levare i condannati dal parlamento, lo può fare.

    E se riesce a trovare le firme sufficienti per presentare queste 3 riforme, vuol dire che parecchi pensano siano giuste.

    Il Pd non è daccordo? Cavoli suoi. Preferisce proteggere i suoi condannati e non dare mai l’autorizzazione a procedere? Cavoli suoi? Candida persone come Loiero o De Luca? Cavoli suoi. Protegge delinquenti come Bassolino? Cavoli suoi. Sta sempre e comunque dalla parte della casta? Cavoli suoi. E’ favore dell’occupazione di quante più cariche possibili, anche per mogli e parenti, ad libitum? Cavoli suoi. E’ a favore del presidenzialismo forte? Cavoli suoi. Poi però se perde consensi è stupido che dia la colpa a Grillo. Ed è altamente demenziale che chieda a Grillo di riversagli dei consensi che ha acquisito proprio criticando tutti i suoi errori.

    Il Movimento 5 stelle è sempre statao avversato da tutti. E perché avrebbe dovuto essere riconoscente a qualcuno? Dargli i suoi voti conquistati proprio a prezzo della sua indipendenza? Sarebbe un controsenso. Ci si allea con chi ci somiglia, non con chi ci ha sempre boicottato e irriso.

    In quanto allo stipendio di un assessore, è di 2000 euro. Volete che Favia viva d’aria. Il Movimento ha diritto dallo Stato a un milione e 700.000 euro. Non li prenderà. Punto. Così come Gino Strada non ha accettato soldi da uno Stato che ha costruito e diffuso le cluster bomb e la cui politica estera produce quei feriti che lui tenta di risanare. Perché non puoi accusare uno e poi prenderci soldi.

    Voi vorreste la libertà di sparare a zero su Grillo. Poi pretendereste che vi regali pure i suoi pochi voti? Questa è demenza.

    Per dirla alla bolognese “Andé feràt bàndir” O, in una lingua che forse vi è più consona: “Allez vous faire foutre”

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:03 am | Rispondi

  22. Il Pd ha perso due milioni di voti.

    Grillo in 5 regioni ha preso 400.000 voti.

    Ferrero in Campania ha preso 43.96 voti.

    Io non so la sx radicale dove voglia andare.

    Ma non capisco nemmeno il Pd dove voglia andare.

    Gli mancano all’appello 2 milioni di voti. Se pure gli riesce di incolpare Grillo di avergliene sottratti 40.000, chi incolperà della scomparsa degli altri un milione e seicentomila?

    E come convincerà quel 40% di italiani che non hanno votato affatto?

    Mi pare che il ridicolo ormai abbia trasceso ogni limite di tolleranza. Certuni sono peggio di Ratzinger che pur di non incolpare se stesso dei propri errori è disposto ad attaccarsi a spropositi fuor di ogni logica e senso

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:04 am | Rispondi

  23. E’ vero, il movimento di Grillo non cerca in generale nessun tipo di alleanza.

    Ma questo non gli ha impedito di appoggiare, più o meno ufficiosamente, l’Italia dei Valori alle europee dell’anno scorso o la candidatura di Vendola in Puglia.

    Però in Piemonte, di qualcosa del genere non poteva esistere alcuna possibilità.

    Il problema è la Tav, è questa la cartina da tornasole di tutto.

    L’appoggio incondizionato del PD alla Tav, persino più marcato di quello del centrodestra e certamente più netto di quello della stessa Lega ( che esprime alcuni sindaci in Valsusa contrarissimi, come quelli di centrosinistra, alla mostruosa opera senza contare il Borghezio che cerca, spesso prendendo spintoni e persino lanci di gavettoni, di farsi vedere alle manifestazioni dei valligiani), rendeva impossibile qualsiasi operazione di dialogo.

    Quindi ripeto, lì il problema è la Tav e lo stupido appoggio incodizionato dato ad essa dal PD e dalla candidata Bresso in particolare …. la lista di Grillo, che pure non è certo in testa alle mie simpatie, c’entra ben poco ….

    Non ci si può inimicare in quel modo un’ intera comunità e poi poter sperare che ti danno il voto.

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:05 am | Rispondi

  24. Radisol, e allora il problema in Emilia qual’era? Anche qui la TAV? E in Puglia? E in Campania? E in Calabria? seecondo te il PD ha perso 2 milioni di voti e ha visto il 40% degli italiani astenersi da qualunque voto solo per la TAV? Ma via.. non sarebbe meglio riconoscere che la nomenclatura del PD, o DS o comunque si chiami, è in rotta neoliberista antidemocratica e antitaliana, dunque in totale tradimento di troppi valori costituzionali, ormai da troppo tempo?

    Nel tradimento obbrobrioso della bicamerale di D’Alema c’entra la TAV ? O nell’indulto? O nell’appoggio al Vaticano? O nella precarizzazione selvaggia? O nella lotta alle libertà costituzionali? O nel sostegno al presidenzialismo forte? O negli abusi e privilegi e sprechi della casta? O nella svendita dell’acqua pubblica? O nel silenzio sulla Bolkenstein? O nella base militare di Vicenza?

    Non dimenticare che questo voto non è stato amministrativo e locale. E’ stato politico. Ogni analista della politica ti può dire che il voto del sindaco è sentito come amministrativo ma quello regionale è politico e oltrepassa la persona del candidato governatore per investire la valutazione che si dà alla politica ’nazionale’ dei partiti.

    E’ così difficile capire che è ’tutta’ la condotta del Pd nazionale che qui viene bocciata? Capisco che questo lo voglia fare Bersani per autoconservazione, ma che lo si faccia su un blog che dovrebbe essere di estrema sx mi resta indigesto.

    Non solo molti non riescono a superare la dicotomia destra e sinistra, ma non riescono nemmeno a immaginare nulla di nuovo o possibile ’oltre’ questa dicotomia, che poi alla fine, anche in chi si dichiara di estrema sx, finisce per ricadare nel bipolarismo Pd o Pdl.

    Ieri sera da Fazio ho sentito Padellaro de Il fatto quotidiano, affermare che lui non era né di dx né di sx ma era “a favore della Costituzione”. Finalmente qualcuno che indirizza la sua azione a diritti e valori precisi e non ha etichette sempre meno indicative!

    E notiamo che Padellaro, come Fulvio Colombo, come Travaglio, come Bruno Tinti, come Tabucchi, scrivevano fino a poco tempo fa sull’Unità.

    A forza di scivolamenti e di plagi, siamo arrivatii al punto che le etichette sono diventate forme vuote che non individuano più sostanza e diritti, e moltiplicarle non fa che aumentare la confusione, senza chiarire per cosa precisamente si sta combattendo.

    Quando un termine viene abusato fino a significare il suo contrario, la gente manifesta intolleranza alle parole e ricerca nuove sostanze. Ricerca realtà e fatti, non sigle o etichette

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 11, 2010 @ 7:07 am | Rispondi


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