Nuovo Masada

aprile 4, 2010

MASADA n° 1115. 4-4-2010. SONNO E SOGNI. Lezione 1

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(Picasso)

(Questa è la prima lezione di un corso su Sonno e Sogni tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata dal sonno.”
Shakespeare

Il quaderno dei sogni – L’interpretazione – Cenni storici – L’Anfiarao di Oropo – Il tempio di Epidauro – Gli animali simboli – Sogni di Anna – Guarire sognando

Dormire e sognare occupano metà della nostra vita, un periodo troppo lungo perché possiamo trascurarlo.
In questo corso impareremo cosa é il sonno, come si può dormire meglio, come si possono interpretare i sogni.
Dormire bene significa prima di tutto riposare e inoltre sfruttare le potenzialità del sognare per scoprire altre risorse oltre quelle razionali della veglia.
Il sogno è una dimensione preziosa di cui non possiamo fare a meno e che, nella nostra cultura, abbiamo in parte perduta.
Chi dorme male o non ricorda i propri sogni o fa sogni sgradevoli, non trae da questa possibilità risorse e soluzioni, non si riposa e rigenera, non evolve, non cresce in se stesso, non usa tutti i suoi mezzi per essere più felice.
Sonno e sogno sono due indicatori fondamentali della nostra salute, sia fisica che psichica, che possono aprire porte straordinarie sul nostro futuro. Non possiamo minimizzarli e dovremmo averne cura.
Il sogno è un passaggio decisivo del nostro sviluppo personale, una dimensione senza la quale non saremmo completi”.
Non ricorda i sogni chi non ha comunicazione tra la sua parte conscia e quella inconscia, non è detto che ciò sia un male, ma certo è una limitazione nelle potenzialità che la natura ci ha dato”.

(Alfonso Filieri)

IL QUADERNO DEI SOGNI

La prima cosa che possiamo fare da subito, per attivare l’attività onirica, è concederle attenzione. L’inconscio parla appena capisce che viene considerato. Appena si sentirà considerato, comincerà a funzionare come un oracolo molto preciso che ci darà un punto di vista molto particolare sulla nostra vita, con previsioni sul nostro futuro, un punto di vista che a volte è fin troppo soggettivo, a volte sembra totalmente oggettivo come se il sogno fosse il messaggio di un osservatore che vede la nostra vita da un punto di vista molto diverso con una concezione ‘altra’ del tempo, dello spazio, del significato e delle connessioni tra enti. Il sogno, infine, può riguardare eventi storici e sociali che non ci riguardano personalmente ma che attengono piuttosto alla storia del gruppo a cui apparteniamo, il nostro paese o addirittura l’intero mondo.
Facciamo anche domande al sogno prima di addormentarci, diamogli degli in-put come se la nostra psiche fosse un computer e noi mettiamo dei dati e delle richieste in macchina per avere risposte da un archivio di conoscenze superiore al nostro.
Per mettere in moto la macchina, scriviamo queste domande su un blocchetto da mettere sul comodino prima di prendere sonno. Rivolgiamoci al nostro operatore profondo o all’archivio totale e poniamogli delle domande, sicuri che prima o poi avremo delle risposte. Come avviene per qualunque computer, qualche volta ci sarà da aspettare, non sempre e subito saremo in linea, possono esserci delle cadute di collegamento e all’inizio ci sarà da prenderci la mano, poi in seguito tutto si svolgerà in modo migliore e diventeremo migliori operatori di noi stessi.
Jung diceva che l’anima è un ponte della coscienza con l’inconscio, cioè con la parte profonda e inesplorata di noi, e possiamo scriverle e interrogarla. Jung lo faceva e l’inconscio rispondeva.
Nel sogno possono arrivarci immagini simboliche o criptiche, spesso non facili da interpretare che hanno bisogno di una conoscenza particolare dei simboli e del loro valore. I simboli del sogno sono come le parole di un’altra lingua, che all’inizio sembrano non avere alcun senso, poi, un po’ alla volta si rivelano un linguaggio segreto di grande aiuto.
Ricordiamo che ci apprestiamo a conoscere non solo un altro linguaggio ma anche un altro modo di connettere le cose tra loro, di parlare in modo figurato o metaforico, di valutare diversamente il mondo, di articolarlo secondo piani multipli, di considerarlo non secondo coordinate materiali ma di significato immateriale.
Quando l’interpretazione è buona, la risposta è sempre valida e può oltrepassare i dati riscontrabili di memoria e osservazione cosciente. L’inconscio sa tutto, conosce il nostro bene, legge il nostro futuro, non ci inganna mai. Ha solo un modo di comunicare la realtà diverso da quello della mente razionale o dai sensi ordinari, non parla secondo le apparenze formali ma secondo i significati sostanziali. Questo modo ha bisogno di essere imparato. L’interpretazione di un sogno è in realtà una traduzione da una lingua (quella dell’inconscio individuale o collettivo) a un’altra (quella della mente razionale e cosciente).
Cominciamo dunque a preparare un quaderno o blocchetto da mettere sul comodino per scrivere le domande che poniamo all’inconscio e le risposte che esso ci dà sotto forma di sogni e simboli, e scriviamo i sogni più vividi che ci ricordiamo, soprattutto quelli fatti al mattino. Scriviamoli a caldo, prima che possano essere rimossi dalla memoria o manipolati dall’intelletto, allegando la data e il titolo che ci viene immediatamente in mente.
Se avete capacità poetiche, potere anche riscrivere il sogno in forma di poesia, mettendo giù rapidamente, come in automatico, i versi così come vengono, senza correggerli, modalità espressiva molto usata dai surrealisti.
Se avete capacità pittoriche, traducete il sogno in disegno o pittura, figurativa o astratta, o anche scarabocchio. O ricomponetelo come mandala, riportando all’ordine gli elementi asimmetrici e disturbanti.
E’ cosa utile anche raccontare a viva voce il sogno a un altro, perché il solo fatto di raccontarlo permette di ricordare particolari che altrimenti verrebbero dimenticati.
Non sempre il sogno rende chiaro subito il suo significato. Ci sono sogni che sono stati capiti anche dieci anni dopo essere stati fatti, perché si collegano a eventi che devono ancora accadere (il sogno può essere predittivo), come ci sono sogni che vengono ricordati tutta la vita. Jung ricordò sempre alcuni sogni che aveva fatto da piccolo.
Non scriverete tutti i sogni o tutti i brandelli di sogno, ma solo quelli che sono più importanti. Un sogno è importante quando colpisce il cuore, quando scuote l’intuizione, quando suscita emozione. Dunque se un sogno viene ricordato poco o dimenticato subito, vuol dire che non è importante. Se invece dà una scossa all’anima, ci turba, resta dentro di noi, se si continua a pensarlo anche molto tempo dopo, se crea turbamento e resta nella memoria, allora vuol dire che può essere importante.

Abbiamo detto che il sogno proviene dall’inconscio, tuttavia in ognuno di noi c’è un inconscio inferiore che può disturbarci con riferimenti a contenuti rimossi al modo freudiano, e un inconscio superiore al modo junghiano, che può parlarci in molti modi, ma soprattutto attraverso la via del sogno; esso è in grado di guardare le nostre vicende da una diversa prospettiva, avvertirci, curarci, rigenerarci, parlarci del nostro futuro. Può essere, all’occasione, una specie di maestro interiore molto più saggio di noi e che sa molte più cose.
Per ricordare i sogni della notte occorre far capire all’inconscio che siamo pronti all’ascolto: mettete un taccuino e una penna sul comodino, scrivete le vostre domande importanti come se vi rivolgeste a un oracolo. Entro tre notti la risposta arriva.
A questo punto si deve scrivere la risposta e conservarla con la sua data e metterci anche un titolo, perché un sogno è come un racconto o una poesia e ha bisogno di essere ricordato con un titolo. Il titolo stesso può essere rivelatore del punto per cui il sogno è venuto. Poi scoprirete che il titolo vi permette di focalizzare l’attenzione sul nucleo del sogno, sul suo cuore, sul motivi che lo ha posto in essere.
Non è facile capire il senso di un sogno. Spesso la mente cosciente non vuole proprio capirlo, per una forma di autodifesa.

A volte i sogni sono veri enigmi. E non è detto che riusciamo capirli. Ma Jung diceva che sia che li comprendiamo o no, essi agiscono lo stesso, perché sono energia, forza attiva in forma di immagini e emozioni. Del resto Jung riteneva che noi evolvessimo anche quando siamo in coma. Ma la mente razionale ha bisogno di capire il sogno, di dargli un significato. Noi siamo formati da molte parti, la coscienza è una parte importante di queste e non possiamo vivere solo come creature inconsce.
Ci sono sogni che si svelano dopo anni, solo quando uno è pronto a capirne il messaggio, sono sogni progressivi rivolti al nostro io futuro, altri invece sono predittivi e annunciano fatti che ancora non si sono presentati e questi sogni non possono essere interpretati, anzi ogni interpretazione è fallimentare proprio perché non sono messaggi sotto forma di simboli, bensì eventi a vanire che giustificheranno il sogno solo quando si saranno verificati. Ci sono persone che hanno frequentemente sogni di predizione del futuro e, quando uno lo sa, può stare attento a interpretare il sogno, trattenendosi dal fare associazioni simboliche. Solo che qualche volta è facile capire se un sogno è predittivo, altre volte non è possibile.
Per non dimenticare i sogni basta dunque andare a dormire con l’intenzione di sognare, ma è meglio se si sa di poterli raccontare a qualcuno; sapere che qualcuno ascolterà il sogno stimola immediatamente l’attività del sognare.
Il sogno non andrebbe mai letto ma raccontato, perché accade che, mentre lo si racconta, si riattiva un fiume di emozioni e possono emergere alla memoria altri particolari che erano finiti nel subconscio; a volte accade anche che, mentre si racconta un sogno, si capisce di colpo il suo significato, come se, raccontandolo, lo si vedesse con gli occhi dell’altro, il passaggio dal significato inconscio alla sua comprensione avviene più facilmente se c’è un ascoltatore esterno, questa sembra la cosa più utile che si possa fare per far riemergere il contenuto e svelarne il significato.
Per questo quando uno entra in analisi e l’analista gli chiede di raccontare i suoi sogni, la memoria dei contenuti onirici si attiva. Addirittura persone che dicono di non sognare mai, come entrano in analisi o trovano uno psicologo in ascolto cominciano a ricordare.
Trascrivere un sogno in dettaglio, rileggerlo, raccontarlo, è già di per sé un inizio di terapia.
Ma vedremo che funziona anche mettere un sogno in poesia o dipingerlo o farne un racconto o una fiaba o drammatizzarlo.
Sogniamo tutti. Il sonno senza sogni è un inganno della memoria.
Alcuni dicono di non sognare, ma non è vero, forse non lo ricordano ma sognano come tutti gli altri due ore per notte.
In verità noi siamo ricchi di sogni perduti, che continuano ad agire a livelli profondi della nostra psiche ed esplicano ugualmente la loro potenza benefica.
La mente della veglia o coscienza vorrebbe capire i sogni ma attenzione, essa è maestra d’inganno e di false interpretazioni.
Quando iniziamo a parlare di sogni, avviene subito qualcosa dentro ognuno di noi, viene richiamata la nostra parte sognante, viene attivato il nostro inconscio e incomincia un lavoro psichico.
Avvertiremo rapidamente che il sogno vuole essere ascoltato ed è bene ascoltarlo perché esso è un oracolo che parla a chi lo interroga. Il mondo antico lo sapeva benissimo e aveva grande rispetto per il sognare.
Il mondo occidentale è materialista e ci ha spinti a dimenticare questa fonte segreta di sapere come ci ha allontanato dalla nostra interiorità, Jung dice: “Siamo infelici, perché siamo poveri d’anima“. La nostra cultura è abbastanza superficiale e dovremmo fare un lungo lavoro di recupero delle sue nostre basi profonde, della nostra interiorità.
La nostra è una civiltà selettiva che ha dato il monopolio ai sensi e all’intelletto, diminuendo la parte spirituale e intuitiva dell’uomo e dunque impoverendolo. Purtroppo tutto quello che escludiamo ci impoverisce, mentre il nostro compito dovrebbe essere l’allargamento di tutte le nostre risorse potenziali per arrivare ad essere pienamente ciò che siamo.
Quando si scrive o si racconta un sogno, si deve resistere all’impulso di renderlo più razionale, dovremmo rispettare il suo caos, le sue stramberie, la veste allegorica; il sogno è una metafora, non è un contenuto logico, realistico o razionale; il suo linguaggio non è quello dell’emisfero sinistro o intellettivo, ma è piuttosto quello dell’arte, della poesia, della mistica…
Dovremmo rivivere il sogno esattamente come è senza fare correzioni o censure, riattivarne i colori, rievocarne l’emozione, riprenderne il pathos, in modo che, mentre lo si racconta, si creino quelle trame emozionali e simboliche misteriose che fanno emergere di colpo il significato.
Ma è meglio se c’è un ascoltatore esterno, un analista, come una buona amica..
In assoluto un sogno appartiene solo al sognatore e non avrebbe senso farlo interpretare da un altro soprattutto se non sa nulla di voi.
Ogni sfumatura del sogno vi appartiene, deriva dal vostro vissuto, dalle particolari sfumature che vi compongono e di cui l’altro, in quanto altro, non sa niente. Perciò, sempre in assoluto, potremmo anche dire che nessuno capisce perfettamente un sogno e che sarebbe assurdo, in questo vuoto di conoscenze relative, tentare di interpretarlo.
Tuttavia nel sogno possono comparire dei simboli universali che hanno un significato costante per tutti. E su questi si può lavorare.
Quando invece si ha l’impressione che i dettagli ineriscano a un privato, si deve fare domande, saperne di più. Se infine è successo qualcosa nei giorni prima del sogno, dovrebbe essere il sognatore stesso a dirlo.

(Il sogno del cavaliere, Raffaello)

L’INTERPRETAZIONE DEL SOGNO

Le interpretazioni del sogno affondano nella notte dei tempi e sono presenti in tutte le culture, dove l’oniromanzia è delegata ai grandi sacerdoti o sciamani.
In India o Cina, il sogno fa parte della diagnosi ed è di aiuto al medico, il quale chiede al paziente anche i suoi sogni.
Nel mondo occidentale moderno i sogni sono stati rigettati come fenomeni bizzarri e insignificanti di cui la scienza non si dovrebbe occupare.
Ai primi del Novecento Sigmund Freud riporta decisamente i sogni in ambito scientifico. Egli è il primo dei moderni interpreti dei sogni e li guardò come messaggi molto importanti, ma criptati, nascosti, che venivano dall’inconscio inferiore, come criptogrammi, messaggi celati dentro immagini.
Freud distinse ‘un significato manifestò e uno ‘latenté, vide il sogno come un quadro simbolico, un rebus o una sciarada, in cui i particolari non corrispondono al senso apparente ma hanno un significato secondario, molto più importante.

Se per es. sogno una CASA, questa, nella maggior parte dei sogni, indica il mio stato psicofisico, è uno psicogramma, cioè un’istantanea, una radiografia insieme del mio corpo, dei miei sentimenti, della mia psiche colta in quel preciso momento
.
Se sogno dell’ACQUA, ciò vuol dire energia, la quantità e il tipo di acqua mi darà informazioni sulla mia energia presente. Vedrò se è inquinata o pura, calma o ingorgata, trasparente o torbida ecc.
Lo stesso vale per ‘Bambinò, ‘Serpenté, ecc.

Il sogno parla attraverso simboli, nessuno ha creato questi simboli essi esistono di per sé, appaiono e si manifestano, alcuni possono anche essere culturali ma i veri simboli eterni sono archetipici cioè originari, arcaici, primari, e per questo essi appaiono identici in ogni uomo della Terra in ogni tempo, un po’ come gli istinti. Gli istinti (la fame, il sesso ecc.) sono pulsioni del corpo, gli archetipi sono i modi con cui parla la psiche. Tutta l’umanità ha gli stessi istinti, come voci del corpo; tutta l’umanità ha gli stessi archetipi, come voci della psiche. Questa generalità prova che esiste in noi una mente universale che parla sempre con lo stesso linguaggio. Per questo i sogni si somigliano sia che siano fatti oggi in Italia sia che fossero siano stati sognati migliaia di anni fa in Egitto o in Grecia.
La mente che sogna è eterna e parla con immagini. Di cosa parla? Dell’arte del vivere.

Da tempo immemorabile l’uomo ha cercato di costruire dei codici di interpretazione di questo linguaggio della psiche eterna.
Lo stesso Freud, che viene considerato il fondatore dell’interpretazione moderna dei sogni, attinse abbondantemente dai cinque libri di Artemidoro, il più grande decodificatore di sogni del mondo antico (2° sec. d. C.).
Spero di rendervi familiari vari simboli allo scopo di comunicare meglio con quella parte di voi che può diventare la vostra migliore amica.
Ho sempre dato molta importanza ai sogni come a prodotti analoghi della mente, come le visualizzazioni, le visioni, le allucinazioni, le voci dirette, la scrittura automatica, le OBE, la trance, i prodotti artistici ecc.
Col tempo sono diventata una discreta interprete di sogni e una sperimentatrice spontanea di stati non ordinari di coscienza, questi non sono aperti alla conoscenza di tutti e costituiscono un fenomeno psichico più raro, mentre il sogno è più alla nostra portata e non credo esistano persone che non ricordano nessuno dei loro sogni.
Questo argomento può interessare un po’ tutti perché, anche se non siamo sciamani o sensitivi, ognuno di noi è incuriosito dalla sua attività mentale notturna e, almeno una volta nella vita, si è trovato a sperimentare, nel sonno o nella veglia, qualcosa che usciva dalla esperienza ordinaria.

(Rousseau)

CENNI STORICI

Il sogno esiste da sempre. Nello sciamanesimo, come in tutte le culture primitive, esso è fonte di saggezza e guida le scelte della tribù.
Presso i popoli antichi, il sogno godeva di grandissima considerazione.
Venivano raccolti specialmente i GRANDI SOGNI ricevuti dai re, dai sacerdoti o dai capi militari. Essi erano ritenuti messaggi divini, rivelazione diretta del volere degli dei. Nel mondo antico le potenze superiori possono attivare una conoscenza privilegiata, attraverso la medianità, lo spiritismo, la chiaroveggenza, l’arte… con messaggi in cui si assegnano compiti, si mostra il futuro, si indicano destini.
Nell’universo induista il sogno è tanto importante che il mondo stesso sorge come un sogno del Brahma addormentato.
Gli Assiro-Babilonesi avevano una vera e proprio incubazione sacra, un rituale per indurre i GRANDI SOGNI, che avevano un significato importantissimo per la storia del popolo e per le decisioni dei re.
Il luogo del sogno è visto come varco tra due mondi, quello degli uomini e quello degli dei, o tra il mondo dei vivi e quello dei morti, oppure più semplicemente tra la coscienza e l’inconscio o tra passato e futuro. Il sogno è un ponte.
Nelle caverne australiane gli aborigeni dormono con cristalli di quarzo o opali della chiaroveggenza, per contattare le creature del Tempo del Sogno, che crearono il mondo e tracciarono le vie dei canti. (anche voi potete mettere sotto il cuscino o sotto il letto opali, quarzi e anche ametiste, che sviluppano il terzo occhio ovvero l’arte del vedere. Oppure per meditazioni brevi potete tenere le stesse pietre sulla fronte. Le pietre hanno ognuna una frequenza e attivano in noi le frequenze analoghe).
Si favoleggia che nella mitica Atlantide o in luoghi segreti dell’Africa vi fossero caverne interamente fatte di quarzo, dove il sognare apriva facilmente la via della sua mente verso la Conoscenza superiore. E anche oggi si dice che portare al collo un quarzo stimola l’’altra vista’.
Il quarzo è una pietra rigenerante che ha una energia molto forte ed è la pietra per eccellenza della guarigione, possiede tutte le frequenze perché il suo bianco è la somma di tutti i colori.

Nel bacino mediterraneo, nelle caverne sotterranee, negli antichi culti della terra, le sacerdotesse della Dea Madre cadevano nel sogno incubatorio per avere dalla Dea potere ed energia e anche comunicazioni occulte. Il sonno o trance della sacerdotessa è una immagine costante del mondo antico.

Sognano nella tenda del sudore i nativi americani per contattare gli spiriti degli antenati e dormivano forse nelle domus de janas i sacerdoti delle antiche popolazioni sarde, deprivati delle loro energie terrene dai campi magnetici sottrattivi, per lasciare più facilmente questo mondo per l’altro, sconnettendo il piano materiale.
Presso gli indiani del Nord America i sogni aiutano a scoprire medicine, canti magici, danze. Il gruppo resta a lungo nudo nella capanna sudatoria delle pietre ardenti bagnate con acqua e droghe ed entra in una situazione di trance da cui si esce raccontando i sogni.

Ci sono pietre per sognare e pietre su cui si sogna. I dolmen, enormi pietre piatte disseminate un po’ per tutto il centro l’Europa, forse erano letti per sognare, o tavole su cui focalizzare l’energia concentrata di Terra e Cielo, energia cosmo-tellurica.

I nativi americani sospendono sul capo dei bambini addormentati una reticella intessuta di sassolini e conchiglie, per trattenere i sogni, affinché essi non si portino via le anime dei loro bambini nelle terre perdute dell’altrove.

Gli antichi Celti dicevano che gli dei stanno nelle isole dei sogni, oltre la spaccatura della terra, oltre la nona onda, e ricevevano da loro, sognando, messaggi in versi, ottenuti con pratiche incubatorie a fini poetici, stendendosi in terra in stanze buie col capo fasciato e il corpo coperto, addormentandosi in un sonno simile alla trance.
Del resto tutti i grandi testi sacri, I Veda, la Bibbia, il Corano, le Upanishad ecc. sono in versi. Il dio si comunica rivelandosi attraverso la poesia. La poesia è la forma iniziatica del sapere sacro.

Spesso troviamo nel mondo antico elenchi di simboli. Li abbiamo un po’ dappertutto, in Tibet come in Grecia. Anche i sacerdoti egizi compilarono repertori di simboli per interpretare i sogni. Gli Egizi rispettavano grandemente i messaggi dei sogni.
Parlano del sogno la Bibbia, il Talmud e i testi religiosi islamici. Spesso i sogni sono apparizioni del dio che chiede una costruzione. Un sacerdote sognò la dea Serapide che gli ordinò un nuovo tempio.

Sappiamo di sogni mandati dagli dei che davano una consacrazione al sognatore, una investitura o un compito; erano molto importanti i grandi sogni di re o sacerdoti, ma il sogno poteva anche indicare anche una professione o una scelta o un’occasione.

Gilgamesh sogna di incontrare Enkidu, con il quale dapprima ingaggia una lotta, ma poi, riconosciutane la forza, lo porta davanti alla madre e lo adotta come gemello. Quando Gilgamesh racconta questo sogno alla madre Ninsun, lei lo interpreta in questo modo:
Un compagno forte verrà da te, uno che può salvare la vita di un amico, egli è potente nella montagna, egli possiede la forza. La sua forza è così grande come quella del firmamento di An. Tu lo amerai come una moglie, e lo terrai stretto a te, ed egli avrà sempre cura della tua salute. Il tuo sogno è buono e favorevole.”
(Il poema di Gilgamesh)

Nell’Edda poetica e l’Edda in prosa di Snorri Sturluson, il dio Baldr compie sogni premonitori della sua morte, confermati dal padre Odino, che disceso in Hel, scopre che li tutto è pronto per accogliere il morituro. La madre Frigg allora fa promettere ad ogni cosa o essere vivente che mai verrà offeso in alcun modo Baldr, tranne al giovane vischio. Alla fine, Loki ucciderà Baldr proprio con un ramo di vischio.

Molti popoli conoscono l’incubazione sacra, modo di sognare rituale in un luogo sotterraneo, grotta o buca scavata nella terra o anche in un bosco sacro, in cui si potevano avere sogni profetici.
Anche i Sumeri la praticavano, il sognatore scendeva in un luogo sotterraneo, ci dormiva una notte e poi raccontava il suo sogno a un sacerdote che vi leggeva una profezia.

In Sardegna sono stati trovati nei nuraghe sotterranei in cui probabilmente si praticava l’incubazione sacra.

La pratica era diffusa anche nel bacino del Mediterraneo e una piccola statuetta di argilla trovata a Malta mostra una sacerdotessa dormiente.

Presso i nativi americani, quando il ragazzo arriva alla pubertà, viene mandato in luoghi solitari, prateria o montagna o boscaglia, per tre giorni, dove digiunerà, conoscerà la solitudine e combatterà con gli elementi naturali. Una volta tornato, dovrà raccontare i sogni che ha fatto, in base ai quali sarà scelto il suo ruolo nella tribù. Il digiuno è sempre un elemento fondamentale.
Gilgamesh sognò una stella che preludeva alla sua missione futura sul popolo.
La maggior parte dei sogni hittiti, assiri o egizi che ci sono arrivati sono stati fatti da re o grandi sacerdoti e contengono ordini divini.
La gente comune faceva sogni di cui la storia non si occupava e che erano interpretati con tecniche popolari.

Per provocare sogni speciali si usavano tecniche come la preghiera, il rito, incantesimi, invocazioni, il digiuno, l’incubazione, il sonno in un luogo sacro, bere vino speziato o drogato, inalare o mangiare sostanze stupefacenti, o condizioni particolari come stendersi su una pelle di ariete o sulla nuda terra, fare sacrifici agli dei o anche farsi delle mutilazioni o versare il proprio sangue. I nativi americani, per esempio, si mozzavano la falange di un dito per avere sogni profetici.

I Greci credevano che il sogno fosse un visitatore alieno, un dio che ‘entrava nella stanza’ e dicevano: “Apollo mi ha visitato”. In Grecia si credeva che il sogno fosse una realtà oggettiva, che visitava il sognatore, passava dalla serratura della porta o dalla porta ecc. Tu stai passivo e il sogno viene, l’immagine non era prodotta dalla mente ma ricevuta. Dice Apuleio: “La maestà del sogno divino mi convinse pienamente di quello che dovevo fare”.
Nell’antica Grecia c’erano templi adibiti a sognare e alcuni furono molto famosi. Sotto il capo dei sognatori si mettevano foglie di alloro, pianta ritenuta sacra al dio Apollo e che veniva bruciata nei suoi templi (anche voi potete provare a mettere sotto il cuscino delle foglie di alloro, per attivare la memoria dei sogni o la chiaroveggenza). Notiamo che questi rituali non sono inventati ma spesso derivano proprio da sogni di sacerdoti o sensitivi, e che questi sogni si presentano anche nel mondo moderno, con gli stessi simboli, anche in chi non ha conoscenza del passato. I sogni dunque creano i riti in quanto li suggeriscono.

Maria Francesca era un’allieva come voi e mi ha raccontato vari fatti che provavano la sua chiaroveggenza; sognò che mangiava in parte delle foglie di alloro, dopo averle ripulite dalla terra. Il sogno dice che Maria Francesca ha doti di premonizione, ma che queste sono ancora impure, mescolate alla materia, e occorre purificarle. Quindi la sua chiaroveggenza c’è, ma ancora assopita”.

Un prerequisito per essere psicologo junghiano è una conoscenza comparativa di culture diverse, proprio per individuare i simboli archetipici. Il sogno manda spesso dei simboli che appartengono ad altre culture e non si preoccupa delle nostre competenze storiche. Così può capitare che sogniamo simboli etruschi o egizi o celtici.
Maria Francesca aveva sognato un simbolo greco: l’alloro. In Grecia l’alloro era la pianta sacra dedicata ad Apollo, dio della chiaroveggenza e degli oracoli, energia psicopompa, cioè guida delle anime, capace di aprire la comunicazione tra visibile e invisibile.
Apollo è un dio storicamente transizionale, in quanto il suo culto appare dopo le antichissime religioni della Dea Madre, collegate alla Luna, e arriva con la nuova religione olimpica, maschile e razionale, portata dagli Ari, con Zeus o Giove, collegato al Sole.
Nei templi di Apollo la sacerdotessa praticava la chiaroveggenza e dava gli oracoli ma questi poi erano interpretati dal sacerdote (quindi abbiamo la facoltà femminile sobordinata al potere maschile).
La sacerdotessa si chiamava Pizia, sacerdotessa del serpente Pito o Pitone, energia della terra che era stata vinta da Apollo, energia del cielo. La Pizia parlava in stato di trance, inebriata dai vapori che salivano da una crepa della terra e dai fumi dell’alloro o dell’oppio.

(Pizia)

L’ANFIARAO DI OROPO

I Greci avevano templi per sognare, a cui accorrevano pellegrini da ogni parte del Mediterraneo, delle religioni greche o anche di altre religioni, per avere sogni straordinari.
Accanto a questi tempi sorsero veri e propri centri turistici di accoglienza, un po’ come Lourdes, dove giungevano migliaia di pellegrini che occupavano l’attesa per l’oracolo con divertimenti vari, teatri, circo, palestre ecc..
Questi templi del sogno erano famosissimi e la loro fama durò per mille anni, quindi si protrasse anche in era cristiana. Qua il sognatore contattava il dio in sogno e ne riceveva consigli, terapie e, a volte, guarigioni miracolose.
I Greci usavano il sogno anche per divinare.
Penelope sogna un’aquila che mette in fuga le oche (cioè Ulisse che caccia i Proci). Freud lo chiamerebbe “un sogno di desiderio”. Ma è anche un sogno di predizione, perché poi Ulisse arriva davvero.
I sogni più importanti ricevuti nei templi venivano scritti su tavolette di bronzo e occorreva interpretarne il linguaggio simbolico, questo era compito dei sacerdoti che lavoravano come dei veri e propri psicologi moderni. Di queste tavolette ce ne sono arrivate molte, su di esse studiavano i sacerdoti successivi, che imparavano così il linguaggio e i simboli del sogno.
Le fabbriche di sogni in Grecia più famose erano quelle di Oropo e Epidauro.

(Bambino malato al tempio di Esculapio. Waterhouse)

A OROPO c’era un tempio chiamato ANFIARAO. Lo scenario era spettrale: di notte, sotto la luna, nel silenzio mortale, con una pallida luce smorzata, tra fumi esalanti di erbe psicotrope, giacevano su tavole di pietra, avvolti in bianchi sudari, centinaia di corpi umani, immersi un sonno di tomba. Ad un tratto uno di questi corpi si muoveva, gemendo. Il sacerdote biancovestito arrivava di corsa, lo prendeva per le spalle, lo scuoteva e gli chiedeva: “Cos’hai sognato?”. Scriveva le parole su una tavoletta, poi lo trascinava via. (Funzionava in modo simile anche l’incubazione onirica, praticata in Egitto per Iside e Osiride, e in auge per tutta l’età greco-romana. )
L’Anfiarao di Oropo, era a 50 km da Atene, era una fabbrica di sogni in cui i fedeli dormivano, dopo aver preso per alcuni giorni vini speziati e un po’ di oppio e i sogni erano programmati per predire il futuro.
Era un oracolo molto elegante e di moda, con alberghi e ospedali per ricchi e intellettuali. I sacerdoti erano moderni, veri psicoanalisti ante litteram.
Dovranno passare duemila anni prima che i sogni vengano presi in considerazione dalla scienza occidentale. L’interpretazione dei sogni di Freud è dei primi del 1900. Noi oggi abbiamo scoperto che il sogno può essere rivelatore del nostro stato di salute, diagnostico o anche terapeutico, a volte esso è premonitore o ci informa su fatti ignoti, ma i Greci antichi questo lo sapevano già.

I sogni appartengono alle divinazioni più antiche (vedi Omero), possono apparirvi gli dei e predire il destino, perché i sogni sono di origine divina, ma i loro simboli sono difficili da capire richiedono una interpretazione. Le intuizioni sul simbolismo onirico degli antichi sacerdoti risultano straordinariamente moderne e non sono da meno delle nostre interpretazioni psicoanalitiche.
Credono ai sogni Cicerone, Socrate, Senofonte, Aristotele e Sofocle.

L’Anfiarao di Oropo era una via di mezzo tra Lourdes e una località termale. L’affollamento era grandissimo, con una lunga lista di attesa. Nel frattempo c’erano vari tipi di svaghi.
Anfiarao era un eroe del luogo collegato ad Apollo, divenuto famoso per aver predetto che sarebbe morto in una crepa formata da un fulmine caduto dal cielo, crepa che lo avrebbe inghiottito col suo carro, la cosa si verificò puntualmente, per cui gli fecero un tempio e lo venerarono come un dio.
Nel tempio c’era un dormitorio lungo 110 m. coi giacigli appoggiati al muro. Il fedele sacrificava un ariete o un montone e si metteva a dieta, niente maiale, cipolle, aglio e fave (cibi impuri) perché i sogni risentono della digestione, e, se si vuole buoni sogni, occorre cenare leggeri o stare a digiuno. Da bere solo acqua o, in alcuni casi, del vino.
Il sommo sacerdote era medico, psicoterapeuta e esperto di erbe, conosceva la ierobotanica, o scienza delle piante sacre, alcune delle quali, come l’oppio e la canapa indiana, stimolano sogni intensi e allucinatori, cosa molto diffusa che ritroviamo presso molti popoli antichi (indiani d’America, Toltechi messicani ecc., pensiamo al pejote tolteco..). Le pozioni o i fumi delle piante sacre evocano visioni profetiche o risvegliano facoltà divinatorie.
L’arte di interpretare i sogni era un’abilità molto rispettata.
I sacerdoti di Anfiarao erano dei veri specialisti, e, poiché registravano tutto, formarono degli archivi di sogni e simboli su cui si preparavano i sacerdoti successivi. Ogni sogno era registrato su una tavola col suo contenuto simbolico e la relativa spiegazione.

IL TEMPIO DI EPIDAURO

EPIDAURO invece era il tempio che guarisce, un santuario dove i sogni erano terapeutici. Vi si venerava Asclepio (Esculapio) figlio di Apollo, dio dell’arte medica, molto famoso anche presso i Romani.
Il dio era raffigurato con un bastone in mano (antenna di captazione o antenna rabdomantica) attorno a cui si avvolgono due serpenti, un caducèo, simbolo dell’energia (analogo alla kundalini indiana).

Il culto di Asclepio fu in auge soprattutto a partire dal 5° secolo a. C. e ci è arrivata la cronaca del tempio di Epidauro, basata su una raccolta di tavolette votive.
Anche questo santuario era un luogo mondano, tipo Montecatini, con un albergo da 150 letti, un parco, bagni pubblici, un uditorio, un ginnasio, un ippodromo, molti templi. Il più importante dei quali aveva un dormitorio di 70 metri dove si guariva sognando.
Mentre nell’Anfiarao di Oropo si avevano delle predizioni, qui addirittura, dormendo, si poteva essere miracolati.
Il tempio aveva pietre umide e profonde dove si annidavano i serpenti, sacri al dio Asclepio e memori delle antiche dee della Terra, simbolo delle energie telluriche che salgono dal basso.
Anche i CANI selvatici avevano una loro funzione, il cane è un animale psicopompo, in quanto guida l’uomo nell’al di là. I cani venivano al tempio attratti dai resti dei sacrifici di pecore o dalle offerte di cibo dei fedeli; essi portavano delle polentine rituali che ponevano all’imbocco delle tane dei serpenti.
Serpenti e cani erano considerati messaggeri del dio.
Apollo era un dio solare, rappresentante delle energie celesti, ma ereditava anche gli antichi culti femminili della Terra delle popolazioni precedenti, a cultura matriarcale, con divinità connesse alle forze telluriche, per cui i suoi simboli sono quelli femminili.

Serpente e cane sono animali considerati psicopompi, cioè conduttori di anime, mediatori tra l’al di là e l’al di qua, tra mondo degli dei e mondo degli uomini; sono archetipi duplici che da una parte si mostrano pericolosi e selvaggi, dall’altra benefici e terapeutici.
Cerbero che aiuta nel trasporto delle anime all’Ade è un cane a due tre teste (lo stesso che appare in tante fiabe a guardia di un tesoro)

E testa di cane ha il dio egizio Anubis

Troviamo il simbolo del serpente in tutti i miti religiosi della Terra e il cane è per eccellenza il compagno di chi entra nell’al di là (come Anubis, il dio egiziano dalla testa di cane che aiuta Iside a cercare il cadavere del marito, o Cerbero, cane mostruoso dalle molte teste che nell’Ade impedisce l’ingresso ai vivi o l’uscita ai morti, o il Garm dei Germani che sorveglia l’ingresso del regno dei morti, paese di ghiacci e di tenebre). In tutte le mitologie il cane è associato al culto dei morti, ai regni invisibili, alle forze sotterranee. Come il cane è compagno dell’uomo nel percorso della vita, così lo conduce nel percorso della morte. Per questo in molti templi egizi troviamo figure con testa di cane. I messicani allevavano dei cani speciali color oro (sole) che venivano sepolti col morto e conoscevano Xolotl, il cane divino che accompagna il sole durante il suo percorso.
Spesso nel mondo antico e ancor oggi in Siberia o a Bombay un cane è sacrificato quando un uomo muore e viene sepolto con lui.
In Persia se una donna muore di parto le si pongono accanto due cani perché ci sono due anime da guidare nell’al di là, la sua e quella del piccolo. In Guatemala i Lacandones mettono ai 4 angoli di una tomba 4 piccoli cani fatti di palma.
Nello Zodiaco l’ultima costellazione, quella che indica il termine, è detta costellazione del Cane.
Anche oggi chi studia il paranormale sa che cani e gatti hanno poteri particolari e che vedono defunti o fantasmi, sanno superare tempo e spazio, conoscono cose del mondo invisibile. Presso i Bantu, il cliente di un indovino viene ipnotizzato e calato in una fossa e un cane farà da mediatore tra lui e il mondo degli spiriti.

Sognare un cane può significare molte cose, può significare fedeltà, aiuto ma anche irruzione di energie inconsce, contatto col mondo invisibile, o pericolo e contatto col male se il cane è nero. Il cane nero ha a che fare con divinità notturne pericolose o col mondo della stregoneria e indica l’affacciarsi di elementi negativi.
I sacerdoti celti divinavano dopo aver mangiato carne di cane cruda, come se ciò implicasse una assimilazione dei poteri simbolici del cane che aiutavano a penetrare nell’al di là.
Ricordiamo comunque che in genere per interpretare un animale che compare nel sogno, occorre vedere tutto il contesto del sogno.

(Ligabue)

SOGNARE ANIMALI

Riporto due sogni molto interessanti e complessi, pieni di animali, fatti da una donna moderna e colta (una neuropsichiatra) che ha anche capacità esoteriche.
Ci ritroviamo vari animali:
DUE CANI+DUE GATTI+GALLO E GALLINA+TRE BALENE
UNA CAPRA+DUE TESTE DI CANI.
La sognatrice, Anna, porta avanti nei suoi sogni una vera e propria iniziazione magica in cui compaiono simboli che lei non conosce e che spesso hanno a che fare con la Tracia, il mondo celtico e lo sciamanismo tunguso.

SOGNO DI ANNA n° 1
Si svolge tutto dentro e intorno ad una casa (psiche o casa.anima).
Anna ne gira i quattro lati in senso antiorario: est, sud, ovest, nord (i 4 punti cardinali in un sogno indicano: coscienza maschile, istinti femminili, inconscio collettivo e un luogo ancora più lontano e ignoto che ha a che fare col regno dei morti. Ritroviamo il giro rituale in senso antiroriario in molte religioni, vedi il movimento induista attorno a uno stupa, o il movimento con cui si compiono certi rituali toltechi. E 4, secondo Jung, oltre a indicare la casa o casa-anima, è anche il numero dell’alchimia intesa come trasformazione)
dopo essere stata nel sottotetto (mente superiore o settimo chakra) e infine fuori dal tetto stesso (esplorazione del divino sopra di noi, cioè della nostra energia sovramentale o ottavo chakra).
Fuori c’era un po’ di pericolo ma ero sufficientemente protetta dai sistemi di protezione che trovavo (si è certi di uno sciamanismo autogeno autodifensivo) .
Ai 4 punti cardinali corrispondono 4 colori del cielo: EST, qua siamo prima dell’alba ed è ancora buio. SUD: comincia a esserci luce. OVEST: luce bellissima molto luminosa come prima del tramonto. NORD: luce violetta come certe volte nelle notti molto chiare. (La luce indica il dispiegarsi della consapevolezza fino a zone inesplorato dello spettro).

Sul primo lato, EST, ho trovato DUE CANI brutti e neri (la dualità è una caratteristica degli archetipi, ognuno dei quali presenta due varianti estreme, positiva e negativa. Oltre a ciò il DUE, ovvero la coppia energetica è una costante dei sogni di Anna. Qui la coppia energetica è vissuta al negativo, indica una coppia di energie maschili. Il cane nero é sempre stato emblema del negativo, come portatore del diavolo = divisione, elemento separatore)
..che entravano nel mio territorio e mi arrabbiavo col loro padrone. Mi accorgevo poi che non erano cani noti (quindi sono elementi negativi ignoti che entrano nella sua vita, in particolare nella casa o famiglia) e mi spaventavo della mia intraprendenza, anche perché uno di questi mi prendeva in bocca un braccio (vi sono delle situazioni contingenti che frenano la sua libertà di agire. Aggressività del proprio lato maschile).
Vado nel secondo lato, SUD, e incontro due enormi GATTI selvaggi (questa volta viene esplorato il lato degli istinti o lato femminile).
Sono spaventata sembra che mi graffino (Anna ha una buona istintualità e sessualità ed è giustamente reattiva; qui i gatti indicano situazioni che la fanno arrabbiare, ‘gatti selvaggi’, il che vuol dire che ci sono arrabbiature che mettono alla prova; la situazione le fa perdere la pazienza e sfoderare gli artigli).
Scopro poi che si sono messi sotto di me e sono a mia protezione (quindi lei è in grado di controllare le proprie reazioni istintuali, l’aggressività del proprio lato femminile) sento la loro forza e fierezza e la determinazione a difendermi (il sogno le dice che può fidarsi di se stessa perché istintivamente produce energie autoprotettive).
Sul terzo lato, OVEST, vedo il mare e finalmente il sole (mare=energia, sole=ripresa e luce; il terzo lato viene giustamente dopo i cani= mente conscia, i gatti=psiche istintuale, e rappresenta l’inconscio collettivo. I cani rappresentavano la coppia maschile delle energie, i gatti la coppia femminile. Occorre ora moderare la loro aggressività e farli congiungere. La congiunzione avverrà tramite il GALLO e la GALLINA, animali domestici e non selvaggi e culminerà con l’UOVO)
Vedo una GALLINA (la gallina è un animale domestico, da cortile, ma è anche animale psicopompo molto usato nei riti sciamanici, vedi i riti vudù, per comunicare con le forze invisibili) che ha fatto l’UOVO fuori dal recinto (dunque Anna può realizzare cose nuove fuori dalla vita abituale o dalla mente conscia, in un luogo libero) che separa la altre galline e il gallo dalla spiaggia (necessità di attingere a energia nuova dall’inconscio infinito=il mare).
Cerco di capire come ha fatto ad uscire e scopro che tutti potevano uscire perché c’è un varco nella rete (nessuno di noi é prigioniero di strutture fisse dell amente o della vita, ma può liberarsi e rinnovarsi attingendo a una forza immensa).
Metto la gallina con gli altri pennuti (necessità di rimettere le energie nuove nel recinto della mente, cioè di elaborarle secondo il già conosciuto) e vedo l’UOVO bianco (nascono cose buone) che si apre (rinascita, resurrezione di una parte dell’anima). Il pulcino mi appare immaturo e fragile, non so se sopravviverà (è cominciato un nuovo ciclo di rinnovamento e rinascita ma siamo ancora in una fase iniziale, abbastanza precaria. Anna chiama questa fase INTROSPEZIONE).
Sul quarto e ultimo lato, NORD, (1° =coscienza; 2°=inconscio inferiore o istinti; 3°= inconscio collettivo) c’è il mare fondo e buio (qui appare un inconscio ancora più profondo, non umanizzato e perciò minaccioso, energia originaria e aliena).
Il disgelo è in pieno svolgimento (anche qui ci però ci sono segni dello scioglimento delle energie ancora oscure e bloccate e della loro umanizzazione). Nonostante l’acqua sia fredda (materiale non elaborato) mi butto dentro come in un contenitore galleggiante a pelo d’acqua (le autodifese spontanee la tengono a galla). Mi bagno ma so che devo stare lì (esperienza dura ma necessaria).
Con mia grande felicità vedo che arrivano cantando (scena molto bella) due balene e il loro piccolo che mi danzano intorno mentre io canto o fischio o faccio un suono che non so (finora le energie si sono presentate a coppie, ora abbiamo un TRE, cioè una famiglia, l’unione delle due energie polari e il loro frutto: IL PICCOLO. Le BALENE sono grandi creature dell’oceano che rappresentano la grande famiglia primigenia, le energie arcaiche prima del mondo, siamo sempre nel simbolismo del PESCE=energia inconscia.
Anna sogna spesso pesci, ma in un ordine di grandezza superiore. Le balene sono mammiferi, il che aumenta il concetto di protezione reciproca e di famiglia energetica. Interessante la citazione del canto delle balene. Dove non ci capiremo con le parole (intelletto), comunicheremo col canto (il canto rappresenta l’intuizione), cioè useremo il linguaggio iniziatico, i suoni-forma che danno inizio al nuovo mondo. Gli sciamani parlano il linguaggio degli uccelli, chiamano gli dei fischiando, usano suoni magici. Prima delle parole c’era il linguaggio degli uccelli… o delle balene. Gli uccelli collegano col cielo, le balene con la profondità inesplicabile degli oceani. Esse rappresentano le grandi forze dell’universo che esistevano prima del mondo umano. Ora la famiglia di energie della psiche si è ricostituita = il tre, e può tornare anche l’armonia).
Esco infine dall’acqua e sono stupita di non essermi ghiacciata (il che vuol dire che le difficoltà contingenti saranno risolte con una fase nuova di crescita)

Copio dal ‘Dizionario dei sogni e dei simboli” di Jean Chevalier e Alain Gheerbrant (BUR, Dizionari Rizzoli):

(Alfonso Filieri)

BALENA: Dal libro dei sogni: in arabo ‘nun‘ designa insieme pesce e balena; nel grande diluvio indiano è un pesce che guida l’arca all’asciutto; nella Bibbia Giona entra in una balena per indicare lo sprofondamento nell’inconscio collettivo e la nuova nascita; in arabo per scrivere ‘balenà si traccia un arco con sopra un punto, a indicare l’arca di Noè che galleggia sulle acque= psiche conscia che galleggia sul grande oceano dell’inconscio, guidata dalla scintilla divina e immortale (parte spirituale indistruttibile che non muore mai); l’uscita di Giona dalla balena indica la resurrezione; la balena in tutto il mondo è connessa a miti di iniziazione; sempre nel mondo arabo l’eclisse é associata alla balena, tenebre e luce. Nel Vietnam la balena guida i naufraghi e li salva, quindi rappresenta grandi forze di salvezza. Il genio-balena ci guida verso il mondo degli Immortali o porta a noi il Bambino Divino (piccolo della balena), segno di salvezza e rinascita. La balena indica PERICOLO e successiva SALVEZZA. É la sede degli opposti (pesce e mammifero= inconscio e conscio); ‘nasconde la polivalenza di ciò è sconosciuto e invisibile. Per disegnarla si tracciano due archi di cerchio= simboli del mondo superiore e di quello inferiore). Nella Cabala è la rinascita in senso spirituale. Infine è l’energia profondissima che tutto sorregge. In un mito islamico abbiamo tutti i livelli dell’essere così rappresentati: “Dio creò la terra ma dondolava sulle acque; allora mandò un angelo che si caricò la terra sulle spalle; ma non appoggiava i piedi.. allora Dio creò una roccia verde posta sulla schiena di un toro; le sue zampe appoggiano su una immensa balena: NUN, la grande balena più grande di tutto il mondo. Dunque la Terra poggia sull’angelo, che poggia sulla roccia portata dal toro, che si tiene sulla balena, la balena sull’acqua, l’acqua sull’aria, l’aria sulle tenebre..
Tutto è da intendere in senso simbolico. I simboli sono il linguaggio dell’inconscio. Abbiamo dunque: piano umano, piano spirituale, piano affettivo, piano materiale,… via via verso elementi sempre più invisibili e indistinti. La balena diventa il supporto del mondo (Chevalier e Gheerbrant)

(Alfonso Filieri)

SOGNO DI ANNA N° 2
Sono a un corso di visualizzazione creativa (ricorso all’immaginazione attiva).
La docente arriva in ritardo e io mi incavolo perché per me ci sta trattando male (le fantasie finora avute o gli insegnamenti ricevuti sono insufficienti).
Le dico che non mi fa fessa perché sono una Psichiatra (emerge la parte razionale o maschile che ha bisogno di dominare la situazione).
Lei se ne va e arriva un docente uomo (ricorso a poteri più grintosi) che ci fa immaginare un pesce (energia dell’inconscio profondo).
Io vedo un enorme pesce tropicale blu con i riflessi gialli (azzurro e giallo sono i colori della rinascita, e per questo sono anche i colori della Pasqua) e mi sembra di essere nel mare a nuotare con lui (Anna attinge alle forze nuove) .
Ci dice che dobbiamo immaginare un oggetto. Io vedo un telo bianco su cui è dipinta un immagine stranissima: circondata da pennellate vivissime di giallo e di blu c’è un volto di un essere che ha per copricapo un telo bianco ripiegato alla maniera degli egizi, due occhi, due facce canine –caprine. (qui abbiamo la CAPRA o ARIETE; in India la parola ‘caprà vuol dire cio-che-non-è-ancora-nato, animale intermedio tra il mondo dell’essere e quello del non essere; anche il CANE è un animale intermedio, sta tra il mondo selvaggio degli istinti e quello domestico della casa e della civiltà, ed è anche l’essere intermedio, o guida, guardiano della soglia, che sta tra il mondo di qua e quello di là, con due compiti: tenere dentro le ombre o fantasmi e impedir loro di entrare nel mondo umano, e impedire ai vivi di entrare nel mondo delle ombre. Nella psiche è il guardiano che sta tra conscio e inconscio, tra natura selvaggia e natura elaborata; la natura elaborata è la nostra mente o il nostro psichismo e la natura selvaggia è il luogo dell’inconscio profondo da cui dovremmo attingere energie ma che rischia anche di travolgerci, è il mare freddo perché non ancora scaldato dalla nostra appropriazione affettiva e razionale, è il buio non ancora illuminato dallo sguardo della coscienza; il cane sta in mezzo ai due mondi e appare là dove essi si incontrano. Siamo in un momento di svolta e di inizio, indicato dai colori blu e giallo, colori non a caso della Pasqua che viene dopo la Morte e Resurrezione, colori di un nuovo inizio della psiche in cui parti morte scompaiono e parti nuove vengono alla luce. In questo momento cruciale abbiamo bisogno di nuove energie ma il luogo da cui dovremmo prenderle, l’inconscio profondo, è temibile e minaccioso. La psiche conscia deve scendere nell’inconscio per trarne vita ma esso spaventa. Il problema è esserne nutriti senza esserne travolti).
L’animale strano ha due teste e un unico collo. Alla fine della visualizzazione scopro che esso è nelle mie mani, l’ho materializzato (si passa dalle figure dell’inconscio al mondo vivo della personalità cosciente).
Il maestro dice che basta metterci un’unica bocca (cioè unificare la sua comunicazione). Lo fa e il volto diviene da due uno. Mi dice che ho creato Hathor, che greci e romani hanno chiamato poi amore. Chi è Hathor?

(Hathor)

(Hathor è una dea egizia, molto arcaica, è la Grande Madre, il ventre della terra, colei che tutto crea e tutto nutre, la Terra nutrice, la sostanza primordiale; nello zen è associata ai processi graduali che portano all’illuminazione, viene rappresentata solitamente con testa di mucca e corrisponde alla mucca sacra indiana. Il sogno parla della difficoltà a unificare le nostre energie interiori che vanno sempre a coppia e un nostro problema è appunto l’unificazione o armonizzazione delle polarità. La doppia testa su un unico collo ci indica che lo scopo di Anna non è solo l’unificazione delle energie maschili e femminili, ma lo sviluppo di una mente magica, l’illuminazione, che si armonizzi con la mente razionale. L’animale a doppia testa è già comparso nei sogni di Anna – doppio pavone – e ci porta un altro concetto: il DOPPIO, la doppia mente, propria degli sciamani. Ritroviamo questo simbolo nello sciamanesimo, sia nei sogni che nei rituali. Hathor, simbolo delle acque celesti, si dissolve nel cielo e si riforma sulla terra, analoga all’ARIETE o caprone o capra, che indica la primavera e il risorgere della natura. In Egitto il suo amuleto è una testa di vacca che tiene tra le corna il disco solare, unione di notte e alba, terra nera o notte profonda da cui risorge una nuova vita o luce. Materia generatrice, Hathor è la fertilità e la ricchezza della terra, il rinnovamento, collegata alla rinascita e alla sopravvivenza. Giovane donna amabile e sorridente, amante della danza e della musica, associata alla notte chiara e alla luna crescente. “La dea è la Luna gravida di latte fecondo che naviga nell’universo e attira l’amore.”

(Egitto, viale degli arieti)

I Greci associavano il CANE alla medicina e le statue di Asclepio mostrano il dio con un cane accanto. I cani selvatici appaiono in Egitto nel culto di Anubi (dio dalla testa di sciacallo) e appartengono alla muta di Diana, la dea cacciatrice, sorella di Apollo, ma in una fase in cui la femminilità è ferita e nemica dell’uomo, i cani di Diana sono feroci e famelici e sbranano gli uomini. I cani del tempio di Esculapio, invece, guariscono, come i SERPENTI, lambendo con la lingua i fedeli addormentati. Può anche essere che la SALIVA di certi animali sia terapeutica, ma più facilmente essa rappresenta un simbolo di guarigione: Gesù guarisce un cieco con la saliva. Molti riti primitivi comportano l’uso della saliva, come liquido seminale o magico connesso con la creazione o la guarigione magica. Nel suo lato negativo si sputa su ciò che si rifiuta.

Nei templi greci dei sogni spesso i fedeli guarivano miracolosamente e ciò duro fino all’età alessandrina. Ricordiamo che i Greci non avevano conoscenza dell’interno del corpo, non conoscevano operazioni chirurgiche e i loro farmaci erano poca cosa, ma in questi templi il dio poteva miracolare attraverso il sogno.
La cosa non deve stupire perché anche oggi conosciamo sogni di risanamenti miracolosi fisici avvenuti mediante sogni, si citano come esempi i sogni su Padre Pio. (un signore pugliese, per di più ateo, è colpito da tumore al cervello, ma l’operazione è difficile e l’esito dubbio. Sogna Padre Pio. E’ guarito. Vedi null

Ovviamente, fra le migliaia di sogni che ho ascoltato, solo pochi avevano la ricchezza rappresentativa e simbolica dei sogni di Anna. Ho seguito per qualche tempo tutti i sogni di Anna, osservando con stupore che sembravano percorrere in modo sistematico una strada di iniziazione onirica, come se lei, oltre a essere un neuropsichiatra di tipo occidentale, dovesse anche ripercorrere, con un’altra parte di sé, antiche strade misteriche, che le venivano indicate progressivamente in sogno. E’ stato molto interessante, anche se Anna, come altri sognatori, sembra del tutto inconsapevole del significato dei suoi sogni, come se qualcuno comunicasse a una parte della loro psiche in un linguaggio simbolico che la mente ordinaria non comprende e che non è decodificabile con gli strumenti culturali noti.
Non è facile capire come avvenga poi la trasmissione di questi contenuti tra la psiche inconscia, che questi messaggi produce o riceve, e la mente conscia che poi dovrebbe avvalersene.

I TEMPLI GRECI DI GUARIGIONE

Nei templi dei sogni spesso il sognatore presentava un sogno cifrato ai sacerdoti che lo decodificavano. Ed è stupefacente vedere con quanta abilità erano capaci di farlo, tanto che Freud si basò proprio su queste interpretazioni
Il sogno poteva essere diagnostico e contenere indicazioni terapeutiche. Le terapie greche del tempo erano molto ridotte: fave per la stitichezza, decotti, cataplasmi, tisane, polentine, suffumigi, tutto a base di erbe, ma qualche volta la terapia prescritta dai sacerdoti era crudele e molto sottile: bagni gelati nel fiume, corse a piedi scalzi sul ghiaccio, amputazioni…In realtà oggi sappiamo che alcune nostre malattie sono tentativi di espiare colpe inconsce, e questi atti apparentemente crudeli forse soddisfacevano un desiderio profondo di espiazione e purificazione purificando la malattia dalle sue cause inconsce.
A volte la farmacopea era a carattere magico: veleno di serpente (lachesis, Lachesis è il nome di un farmaco omeopatico per la menopausa), cenere sacra dell’altare (che ricorda la Vibuti indiana), sangue di gallo bianco da spalmare sugli occhi (come nei riti vudù) ecc.
E sembra che l’autosuggestione operasse miracoli: ciechi che riacquistavano la vista, paralitici che camminavano, donne sterili che generavano gemelli. Negli ex voto rimasti abbiamo i resoconti di 70 guarigioni miracolose (le guarigioni accertate a Lourdes sono 67).
Chi era miracolato lasciava un ex voto, più o meno come accade oggi, e in molti santuari era facile trovare raccolte di tavolette anche in argento, rappresentanti piedi, gambe, braccia, occhi ecc. e con iscrizioni che narravano il fatto miracoloso. L’ARGENTO, simbolicamente è il metallo della Luna, la dea Madre, è simbolo della purezza e della guarigione (I Kirghisi costringono l’epilettico a guardare fissamente il guaritore che forgia lentamente un cono d’argento. L’operazione è ipnotica e lo calma).

Un’iscrizione parla di un cieco che “ebbe una visione nel sogno: gli pareva che il dio si avvicinasse a lui, gli aprisse gli occhi con le dita e che egli stesso cominciasse a vedere gli alberi del santuario. Quando si fece giorno era perfettamente guarito.”

La fede è un farmaco come altri, e a volte più grande. Questo caso è divertente: “Ereo di Mitilene non aveva capelli in testa, ma era villosissimo in tutte le parti del corpo, specie nella barba. Vergognandosi degli atti di scherno di cui era spesso oggetto, andò a dormire nel tempio. Il dio gli frizionò la testa con un unguento e gli spuntarono i capelli!
Nemmeno Cesare Ragazzi avrebbe fatto di meglio! É simpatico questo dio parrucchiere!

Asclepio guariva ciechi, paralitici e storpi. Mandava anche prescrizioni e ricette, attraverso sogni, che i sacerdoti decodificavano, oppure il dio imponeva in sogno le mani sul fedele e lo guariva direttamente (nell’induismo si ritiene che nel palmo delle mani ci sia il principale chakra o punto energetico della guarigione; chakra minori di guarigione sarebbero nei polpastrelli; in particolare la mano destra dà energia buona, la mano sinistra toglie energia cattiva e le due mani devono lavorare in sinergia applicandosi sulla stessa zona per creare un circuito energetico).

Il santuario era divertente e rilassante, c’erano feste, gare sportive e artistiche, teatro…tutto faceva parte della terapia. Se il malato non guariva, almeno si divertiva e tornava a casa con qualche ricetta dopo aver passato un periodo piacevole di distrazione.
Nel 2° secolo d.C. ARTEMIDORO di Daldi (Lidia) raccolse la tradizione onirica greca che era molto antica, realizzando il primo trattato organico dei sogni, l’ONEIROCRITICO, in ben 5 volumi, con 95 sogni, scritto secondo la prassi magico-rituale del tempo; ad esso attinse Sigmund Freud.
I sogni erano divisi in due categorie: quelli influenzati dal passato e quelli che predicevano il futuro.
Anche Artemidoro chiedeva informazioni al sognatore, gli poneva domande o lo spingeva ad associazioni automatiche. Insomma Freud non ha inventato niente.
I sogni potevano anche essere chiaroveggenti.
I Greci conoscevano già i simboli che compaiono anche nei nostri sogni, e amavano molto le metafore, gli enigmi, gli indovinelli spesso presenti anche nei miti come nelle favole. L’oracolo stesso parla per enigmi. La Pizia comunica la verità ma lo fa in modo oscuro. La Sfinge propone indovinelli.
Indovino e veggente in Grecia sono la stessa cosa.

Distinte dai sogni erano le visioni = horama, contenenti fatti futuri, e gli oracoli= chresmatismos, in cui una figura autorevole, defunto, indovino, eroe o dio, dava predizioni o ammonimenti. Tutta la letteratura greca è piena di questi sogni inviati dal cielo, presenti comunque in tutte le culture.

Socrate era in prigione e sognò una donna bella e di nobile aspetto vestita di bianco, che gli annunziò il giorno della sua liberazione. Morì il giorno successivo.

(Alfonso Filieri)

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INDICE SONNO E SOGNI

INDICE SONNO E SOGNI

Lezione 1 : masadaweb.org/2010/04/04/masada-n%C2%B0-1115-4-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-1/

Lezione 2: masadaweb.org/2010/04/09/masada-n%C2%B0-1118-9-4-2010-corso-su-sonno-e-sogni-lezione-2/

Lezione 3: masadaweb.org/2010/04/18/masada-n%C2%B0-1123-18-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-3/

Lezione 4: masadaweb.org/2010/04/29/masada-n%C2%B0-1128-29-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-4/

Lezione 5: masadaweb.org/2010/05/07/masada-n%C2%B0-1133-7-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-5/#more-4235

Lezione 6: masadaweb.org/2010/05/12/masada-n%C2%B0-1135-12-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-6/

Lezione 7 : masadaweb.org/2010/05/18/masada-n%C2%B0-1139-18-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-7/

Lezione 8: masadaweb.org/2010/06/01/masada-n%C2%B0-1146-1-6-2010-sonno-e-sogni-lezione-8-simboli-animali/

Lezione 9: masadaweb.org/2010/06/04/masada-n%C2%B0-1146-4-6-2020-sonno-e-sogni-lezione-9/#more-4334

Lezione 10: masadaweb.org/2010/06/08/masada-n%C2%B0-1150-8-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-10-i-sogni-di-morte/

Lezione 11 : masadaweb.org/2010/06/13/masada-n%C2%B0-1153-13-5-2010-sonno-e-sogni-lezione-11

Lezione 12 : masadaweb.org/2010/06/16/masada-n%C2%B0-1156-sonno-e-sogni-12%C2%B0-e-ultima-lezione/

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http://masadaweb.org

22 commenti »

  1. […] Lezione 1 : masadaweb.org/2010/04/04/masada-n%C2%B0-1115-4-4-2010-sonno-e-sogni-lezione-1/ […]

    Pingback di MASADA n° 1123. 18-4-2010- SONNO E SOGNI: Lezione 3 « Nuovo Masada — aprile 21, 2010 @ 4:05 pm | Rispondi

  2. ho trovato molte immagini dei miei libri fatti a mano.
    Tirature limitate ed esemplari unici.
    Sono felice per la vostra scelta perchè alcuni lavori, anche se sprovvisti di titoli, corrispondono alle scelti dei vostri argomenti che ho letto con piacere.
    Cordiali saluti,
    Alfonso Filieri

    di chi è la scelta di quelle immagini?

    Commento di alfonso filieri — aprile 23, 2010 @ 5:06 pm | Rispondi

  3. Ciao Alfonso
    mi scuso per l’errore ma faccio troppe cose e sempre in fretta.
    Ho usato molte delle tue opere come immagini a Masada perché sono di straordinaria bellezza, semplicemente incantevoli, visionarie e ricche di emozionate suggestione. Hai il cuore di un grande poeta. Spero di poterle vedere dal vivo un giorno.
    Non conosco le tecniche che usi, ma il risultato è di grande bellezza onirica. Tu precipiti l’anima in un sogno da cui non vorebbe uscire più.
    Spero di fare pubblicità alla tua arte incredibile e arcana.
    Spero anche di avere corretto l’errore di nome nel punto giusto

    un abbraccio a un grande artista di cui sono onorata di riportare le immagini

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — aprile 23, 2010 @ 5:33 pm | Rispondi

  4. Qualche tempo fa, ho sognato una grossa balena in un fiordo. Un panorama sereno,con tonalità tutte violette e sfumature azzurre,dorate, verso il cielo.
    Lei, era come appisolata a fior d’acqua, in direzione del mare. L’acqua appena,
    increspata andava verso di lei, in un brulicare di fluida luce.

    Commento di Gigliola — giugno 2, 2010 @ 1:16 pm | Rispondi

  5. Ciao Gigliola
    il tuo sogno è calmo e sereno. La balena è il pesce per eccellenza, tanto che il termine arabo per balena indica insieme balena e pesce. Ma sognare pesci vuol dire mettersi in comunicazione con le energie dell’inconscio profondo. In India si pensa che la balena portò l’arca di Noè in salvo e dunque il sogno dice che stai per uscire da un periodo in cui eri in alto mare, in difficoltà, e arrivi alla riva. Nella Bibbia Giona e entra ed esce dal ventre della balena.
    Sognare una balena significa passare da un periodo della vita a un altro, provare una resurrezione, una nuova nascita
    Auguri
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 2, 2010 @ 1:31 pm | Rispondi

  6. Ti ringrazio dal profondo. Mi stupisce il tuo tempismo, quello che dici e fai. Di che segno sei?
    Abbracci da Gigliola

    Commento di MasadaAdmin — giugno 2, 2010 @ 2:50 pm | Rispondi

  7. Sono un Ariete, segno di grande velocità e iniziativa. E probabilmente ho l’ascendente in Pesci, combinazione originale che mi migliora in quanto l’influsso dei Pesci può distogliere la spinta primaria per indirizzare la mente alla scoperta delle ricchezze interiori. La spinta dei Pesci andrebbe in direzioni di mondi spirituali al di là del mondo materiale, ma l’elemento primario dell’Ariete ama qualsiasi sfida con l’unica eccezione di quella che lo porterebbe ad affrontare le proprie sensazioni più profonde. Questo potrebbe spiegare le aperture al paranormale poi la decisione di chiuderle.
    Ho anche un Mercurio in Pesci, cioè una intelligenza vivace portata a scandagliare i misteri dell’inconscio. L’intuizione è necessariamente sveglia e la persona possiede delle convinzioni molto giuste su diverse questioni: la sua intuizione gli fornisce la soluzione, senza che il ragionamento intervenga.

    Ne sai di astrologia? Va bene il sogno?
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 2, 2010 @ 2:51 pm | Rispondi

  8. cara viviana. sto leggendo i tuoi scritti da un po’e ti ammiro molto. Saresti la mia terapeuta ideale. Sarebbe possibile?

    Commento di maria — luglio 11, 2010 @ 7:30 pm | Rispondi

  9. Cara Maria
    ti ringrazio, sei molto gentile, io non posso esercitare come terapeuta, perché non ho una laurea in medicina o in psicologia. Ho una laurea in scienze politiche con indirizzo economico e tesi in penale e una quasi laurea in filosofia, ho una abilitazione all’insegnamento per le materie giuridiche ed economiche, ho studiato per decine di anni Jung, e da decine di anni studio, scrivo e insegno di psicologia e psicoanalisi in corsi privati, ma non ho titoli riconosciuti dallo Stato che mi consentano di esercitare come terapeuta analitica. Però sono sicura che se chiedi in giro, una brava analista junghiana la trovi, magari anche guardando su internet e digitando su google o virgilio “analista junghiano” e il nome della tua città. In genere sono molto diverse da freudiani o altro e i pazienti, specie le pazienti, si trovano bene.
    Per una ventina di anni, nella fase paranormale, sono arrivate da me centinaia di persone da tutta Italia col passaparola, il flusso si è interrotto ovviamente appena ho detto di aver perso tutti i miei poteri. Vedevo nella mia mente come in una tv delle scene che raccontavo e in due ore, parlando sempre io senza fare domande, descrivevo l’intera vita del visitatore, il suo carattere, la sua storia, il suo passato, il suo futuro, qualche volta anche sprazzi di vita precedente, sempre cercando il senso fondamentale per cui era venuto a nascere e che costituiva il compito di questa vita e che a volte era connesso al modo con cui aveva vissuto in una vita precedente. Qualche rara volta ho visto anche accanto a lui un defunto e l’ho descritto, pur non avendo mai avuto la capacità di comunicare direttamente con i morti.
    Mi è parso che i visitatori siano sempre andati via contenti, potevo vederlo addirittura dal colore più bello della pelle, dalla postura più sicura del corpo o dallo splendore degli occhi. Ho visto tante persone depresse, anche con pensieri suicidi, spero di essere stata utile. Io ho avuto 7 anni di depressione sucida e mi sono fatta una buona scuola pratica. Qualcuno tornava dopo qualche anno e con molta contentezza mi dava riscontri su quello che avevo previsto. Qualcuno cercava di agganciarmi per incontri progressivi, che ho sempre rifiutato, per non creare dipendenze e perché il mio compito non era quello. Dei più non ho saputo più nulla e un po’ mi dispiace. Tu puoi dire quello che ti pare, ma sono poi i riscontri che danno il valore di quello che hai fatto. Ognuno mandava sempre qualcun altro che a volte faceva viaggi lunghi, anche dalla Sicilia e dalla Svizzera, per venire a Bologna a sentirsi raccontare. C’è un valore profondo a vedersi leggere l’intera vita in una prospettiva nuova, secondo un compito esistenziale, in relazione all’universo e a tutta la catena delle tue vite, a riconoscerti in un insieme armonico, e vedere e riscoprire talenti o possibilitò che hai trascurato. Non solo ti sollevi un po’ dal problema contingente che ti stritola, ma è come se assumessi una consapevolezza più piena di te stessa, una visione nuova della vita. Io credo che ognuno dovrebbe sapere il massimo del bello di se stesso e amarsi di più, componendo in pace i probemi irrisolvibili, specie quelli del passato che continuano a tormentarlo. Penso che anche essere tranquillizzati, sperare in qualche progresso nel futuro e vedere la propria vita in una prospettiva più ampia e serena, in un certo senso sia una terapia, ma non di tipo tradizionale.
    Comunque, anche ora che poteri paranormali non ne ho più, non ricevo più nessuno, ma chiunque può sempre scrivermi e sempre io rispondo, interpreto sogni ogni giorno o leggo nelle mail sfoghi di tante persone sofferenti. Quello che posso fare ora è molto limitato, anche perché c’è una precisa trasmissione di energia che avviene meglio col contatto diretto.

    baci
    viviana

    Commento di MasadaAdmin — luglio 12, 2010 @ 6:32 am | Rispondi

  10. Cara Viviana,
    a proposito di gatti, mi piacerebbe – se non ti risulta faticoso – che tu mi aiutassi ad interpretare un sogno che ho fatto proprio la notte scorsa.
    Premetto che, oltre la mia attività lavorativa, dirigo una compagnia teatrale e sono reduce da due giorni di grande tensione per via di due persone, con le quali recito, che si sono comportate – anche a giudizio di tutti gli altri componenti il gruppo – in maniera falsa, supponente e gratuitamente provocatoria. Non so se possa esserci un qualche legame fra il sogno e ciò che è accaduto nei giorni passati.
    Il sogno è il seguente:
    una gattina bianca e nera, minuta, molto dolce, con evidente pancione da maternità. Mentre lei mi gira intorno facendo le fusa (nel sogno sono stesa nel mio letto, quello dove effettivamente sto dormendo) mi accorgo che ha già partorito tre piccoli, tutti bianchi e neri come lei, già puliti e con il pelo tutto irto e morbido, proprio come i cuccioli di gatto nella realtà, sono in salute, arzilli e giocosi, e dolci come la madre. Mentre mi sto meravigliando, compiaciuta, di queste tre nascite, mi accorgo che il pancione della gatta si muove e s’intravede la sagoma di un altro gattino che si appresta ad essere partorito; così è, e nasce un quarto gattino, sempre bianco e nero senza che la madre dia segni di sofferenza. A questo punto la gatta, sempre con grande naturalezza e senza dare segni di sofferenza, “scodella” il quinto, questo è tutto bianco, è subito ripulito dalla madre ed è il più arzillo ed affettuoso dei cinque. Io, sempre stesa nel mio letto, li ho tutti intorno ma il cucciolo bianco (che riconosco essere femmina, ma non per averlo visto, solo per intuito) salta sulla mia pancia, gioca con me mostrando di essere il più ardito e quello più incline alle coccole ed a catturare il mio affetto.
    Fine del sogno.
    Grazie per avermi letta, ti seguo sempre con grande interesse e stima crescente.
    Angela

    Commento di Angela — luglio 30, 2010 @ 12:57 pm | Rispondi

  11. Cara Angela
    il significato del gatto come simbolo onirico varia grandemente a seconda dei rapporti che il sognatore ha con i gatti reali.
    Ugualmente la valenza del gatto cambia da paese a paese.
    Sembra che tu ami i gatti e che tu abbia un ottimo rapporto con loro e chiaramente questo sogno è per te beneaugurante, parla di produzione, produttività e successo. Come regista teatrale, anche tu metti al mondo opere, creature. La gattina dolce del sogno sei tu stessa che produci opere che ti somigliano. Il paragone è accentuato dal fatto che ti ritrai stesa nel letto nella posa di una partoriente, in una generatrice felice. Il quarto e quinto gattino sono una sorpresa inaspettata. Il sogno annuncia grandi e belle novità, riconoscimenti e gratificazioni.
    Il fatto che ogni gattino sia bianco e nero indica che ogni cosa nella vita ha un aspetto piacevole o favorevole e uno che lo è in po’ meno.
    Tu colleghi il sogno a fastidi che hai avuto con due membri della compagnia, ma l’inconscio non se ne occupa proprio e in ciò ti dice di diminuire l’importanza di eventuali spiacevolezze; non te ne curare, e pensa invece alla bellezza di quello che fai e ai conseguimenti felici che ne puoi ricevere.
    Nel sogno compare il numero 5, bellissimo numero, unione di energie maschili e femminili, simbolo della famiglia (ma anche una compagnia teatrale è un po’ come una famiglia), nel mondo maya il 5 indica la germinazione del grano che viene tratto dall’incubazione della terra al suo manifestarsi nel sole, dunque nel sogno indica i frutti del tuo lavoro. Cinque è infine il simbolo dell’uomo (vedi il disegno Vitruviano di Leonardo) che realizza l’espressione umana nel mondo materiale e spirituale.
    Sempre lieta di ascoltarti
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — luglio 30, 2010 @ 1:48 pm | Rispondi

  12. Grazie, cara Viviana, mi sei stata di grande aiuto nel difficile compito di navigare l’inconscio.
    Un abbraccio ed a presto rileggerti.
    Angela

    Commento di Angela — luglio 31, 2010 @ 1:32 am | Rispondi

  13. Grazie, cara Viviana, mi sei stata di grande aiuto nel difficile compito di navigare l’inconscio.
    Un abbraccio ed a presto rileggerti.
    Angela

    Commento di MasadaAdmin — luglio 31, 2010 @ 2:09 am | Rispondi

  14. Vorrei dare un significato ad un paio di sogni.

    Il prima l’ho fatto ieri notte : ero nel mio giardino, di notte, non so perchè mi trovavo lì, però ero vestita ed avevo la sensazione di essere arrivata lì da un’altro sogno o qualcosa del genere, sotto il mio pino c’è un cespuglio di pitosforo, ed io ero li appunto non so a fare cosa, ma mi sembra di ricordare che parlavo con qualcuno..D’un tratto nel silenzio della notte un rumore che inspiegabilmente riconobbi subito, come se fossi espertissima dell’argomento. (inspiegabilmente perchè io non l’ho mai udito dal vero). Era un fruscio, un movimento tra le foglie, mi allontanai velocemente di qualche passo e allontanai anche il mio interlocutore con una spinta. Cercai di individuare il soggetto..era un serpente maculato marrone decisamente grande, ma non un pitone, forse una vipera, non so. Era molto arrabbiata e aprì la bocca e fece uscire la lingua, in un’attimo pensai che era inutile scappare sarebbe stata più veloce di me, ma istintivamente feci ancora qualche passo
    indietro per sfuggile, d’un tratto cambiò direzione e si avventò su un’altro serpente, più sottile e verde che veniva dalla direzione opposta..non so forse era affamata boh Comunque mi rilassai immersa nel grande stupore.
    Potete aiutarmi a capire il significato di questo sogno?

    L’altro alla prossima perchè non ho più tempo.

    Vi ringrazio molto anticipatamente, Grazie.

    Grazia

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 4:49 pm | Rispondi

  15. Pitosforo vuol dire portatore di luce, termine che si addice a Lucifero, l’angelo caduto, che giustamente si avvale della veste di un serpente marrone.
    L’energia che lo contrasta è un altro serpente (il serpente nei sogni indica sempre un tipo di energia), però verde, come le cose nuove che vengono ad essere.
    L’immagine onirica rappresenta in modo alchemico una trasformazione profonda, in cui tentazioni oscure se ne vanno e sono soppiantate da energie di rinascita.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 4:50 pm | Rispondi

  16. Buon giorno.

    Cosa sapete e cosa potete dirmi, cortesemente, dei “viaggi astrali”?

    Grazie mille.

    S

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 4:51 pm | Rispondi

  17. Ricordo la mia amica Germana che aveva poteri di sensitiva e che una notte si vide percorrere in volo tutta l’Italia fino ad arrivare alla casa dove viveva suo figlio.La visitò. Vide che tutto andava bene e tornò a casa.
    Jung di episodi come questo ne racconta tanti. Io stessa ne ho sentiti raccontare. In genere mi vengono narrati come fossero dei sogni speciali, in cui il sognatore non vede il proprio corpo ma si sposta alla velocità della luce a un altro luogo, che riesce a descrivere molto esattamente. Può trattarsi di una casa o di una città dove non è mai stato (gli aborigeni australiani volano là dove è il gruppo dei cacciatori e pososno dire se hanno preso delle prede e se stanno per tornare), ma i dettagli sono interessanti e realistici, come se il nostro punto di coscienza potesse staccarsi dal nostro corpo e viaggiare in altri luoghi.
    Io ricordo di avere chiuso gli occhi ed ero di colpo in una specie di luogo tropicale molto caldo, in mezzo ad alberi altissimi, c’era una tettoia che copriva dei lunghi tavoli, e delle donne scure, scalze e con vesti colorate pestavano qualcosa sui tavoli con dei pestelli, mi sembra anche che cantassero o accompagnassero il loro lavoro con delle nenie. Un attimo dopo ero con gli occhi aperti sbarrati, spaventatissima.
    Noi crediamo, erroneamente, che la coscienza (cioè il sentire e il conoscere) faccia parte del corpo o del cervello o comunque di qualcosa che ha a che fare con la parte materiale di noi, ma non è così. Quello che alcuni chiamano corpo astrale è un Io che vive e sopravvive anche fuori del corpo o senza il corpo.
    Nelle scuole induiste il corpo è la parte grossolana e materiale, una specie di contenitore pesante, in cui sono racchiusi corpi più sottili, che possono sussistere anche senza di esso.
    In occidente Steiner di questi corpi sottili o corpi energetici ne individua diversi:
    -il corpo grossolano o corpo fisico, che nasce, soffre e muore, è denso e può essere visto, toccato ecc.
    -il corpo sottile che convive con questo ma non può essere percepito (nella filosofia orientale esso è alimentato dai chakra, o ruote di energia, che interscambiano energia dall’io all’universo e viceversa; questa energia ciene detta prana.
    Questo corpo sottile è formato da vari stati sottili come i veli di una cipolla, alcuni di essi si chiamano corpo eterico (salute e malattia), corpo astrale, corpo mentale, corpo causale. Ogni variazione che avvenga in uno di questo corpi si irradia anche sugli altri.
    Il corpo eterico è facilmente visibile, copre per un paio di mm il corpo fisico e interagisce con esso, per cui se siamo in pieno vigore è azzurrino, se siamo stanchi e malatti e basso e grigiastro. Nei mei corsi insegno a vederlo, basta mettere lo sguardo in modo particolare e appare.
    -Il corpo astrale è detto anche animico, è più sottile e riflette sentimenti ed emozioni, è anche il veicolo dell’anima. E’ un corpo di cui parlano i neoplatonici e gli alchimisti e per alcuni è ciò che si reincarna.
    Steiner lo chiama anche corpo psichico, corpo di coscienza o corpo dei desideri. Si presenta come un uovo luminoso con varie luminescenze colorate (vedi Castaneda) e così appare ai sensitivi. E’ ciò che nell’esoterismo viene chiamato ‘aura’, in cui ogni passione ha il suo colore.
    -Il corpo mentale è la mente associata agli organi percettivi, e qui nasce il pensiero, l’intelletto, ma nascono anche le grandi intuizioni spirituali.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — agosto 23, 2010 @ 5:14 pm | Rispondi

  18. Ciao Viviana, qui sotto ti riporto alcune cose di Sri Aurobindo sull’ultrafisico:

    “Gli esseri del vitale si muovono in un mondo ultrafisico dove gli uomini, quando riescono ad entrarvi, si sentono sperduti, impotenti e indifesi.
    L;essere umano e’ al sicuro e in casa propria nel corpo materiale, il corpo e’ la sua protezione.
    Vi sono persone che disprezzano il proprio corpo e pensano che tutto andra’ molto meglio e che sara’ piu’ facile dopo la morte, senza il corpo .
    In realta’, il corpo e’ il loro riparo, la loro fortezza; finche’ vi rimangono, le forze del mondo vitale difficilmente riescono ad avere una presa diretta su di loro.
    Sapete che cosa sono gli incubi ?? Sono le vostre uscite nel mondo vitale. Qual’e’ la prima cosa che cercate di fare quando siete in preda agli incubi ??Vi precipitate nel corpo e vi date da fare finche’ non ritrovate la coscienza fisica normale. Nel mondo delle forze vitali siete invece uno straniero, e’ un mare sconosciuto nel quale non avete ne’ bussola ne’ timone. ”

    Ciao e auguri
    Juan

    Commento di MasadaAdmin — agosto 27, 2010 @ 6:40 am | Rispondi

  19. carissima masada,spesso mi ritrovo attraverso ricerche su google ad approdare sul tuo interessante sito.
    mi farebbe piacere sapere come fare a conoscere le posizioni dei pianeti rispetto al mio tema natale,sai indicarmi come fare.
    grazie anche per le indicazioni sui libri spero di reperirli in biblioteca molto presto.
    saluti affettuosi e luminosi
    gio

    Commento di gio — settembre 15, 2010 @ 12:42 am | Rispondi

  20. Ciao,
    ti racconto un sogno:
    la prima parte è ingarbugliata, mi cercano per uccidermi, non sono affananto, o ansioso, c’è una bella luce negli ambienti e con le persone che parlo, non sembra un proprio e vero accanimento verso di me ma forse mi sono trovato al posto sbagliato al momento sbagliato, poi c’è un cambiamento totale di scenario, mi ritrovo come se potessi volare e lo faccio con estrema leggerezza, non tanto distante dal suolo, ma volo lungo una strada dove incontro 4 bambini, prima due insieme, e poi uno a sinistra della strada e poi uno a destra, sembra abbiamo tutti un foglietto di carta in mano, un biglietto, qualcosa di carta, poi in fondo alla strada mi sembra di vedere una signora elegante seduta su una sedia, ma non ricordo il volto, che mi sembra non mi noti più di tanto e poi curvo come per tornare indietro, e il sogno finisce…….

    Uriele

    Commento di MasadaAdmin — settembre 17, 2010 @ 10:38 am | Rispondi

  21. Il sogno di morire indica spesso una trasformazione profonda. Che cosa non è altro il cambiamento, se non un morire a ciò che eravamo prima per rinascere a un modo di essere diverso. La tua nuova vita è contrassegnata dal volo, dalla leggerezza, dal lasciare in basso le cose pesanti per acquisire un anuova autonomia.
    Anche i bambini sono presagi di cose nuove, 4 perché il 4 è il tuo numero, che indica l’affermarsi della nuova casa-anima. Il lato destra e quello sinistro della strada sono le due parti della nostra mente: intuizione e razionalità.
    Il foglietto è il messaggio. Qualcosa è stato scritto per te, anche se ancora non sai leggerlo.
    La signora elegante è l’anima, ancora il suo aspetto non ti è chiaro, ma è seduta e ti aspetta.
    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — settembre 17, 2010 @ 10:39 am | Rispondi

  22. Voglio farti i miei complimenti per il modo semplice e chiaro in cui hai saputo spiegare le origini e i simboli dei sogni, ho trovato tutto molto interessante. Spesso mi capita di sognare qualcosa che a distanza di giorni succede, sempre cose spiacevoli e sempre che riguardano me o persone a me molto care. Dici bene, i sogni sono da decifrare a volte ci riesco a volte capisco quando il fatto succede. Ti ringrazio perchè mi hi illuminato su un argomento che non ho mai voluto approfondire, forse non ero pronta o forse non sò, quando faccio quei sogni resto in ansia finchè non succede e a volte faccio finta che quello non è il sogno premonitore. Ho trovato il tuo sito per caso, anche se io non credo alla casualità ma credo piuttosto che una forza inconscia mi abbia guidata il tuo scritto mi ha fatto bene all’anima, non credo mi passerà la paura quando farò ancora i miei sogni particolari, ma sicuramente mi hai fatto capire che lo devo acettare. Ti ringrazio ancora e se non ti disturbo spero di avere occasione di scriverti ancora, ciao Alessandra.

    Commento di alessandra — marzo 16, 2011 @ 12:06 am | Rispondi


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