Nuovo Masada

marzo 22, 2010

MASADA n° 1108- 20-3-2010. Urge rivoluzione dei fiori

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:12 pm

Tre manifestazioni: per l’acqua, contro la mafia, e su Berlusconi libero e assoluto – La rivoluzione dei fiori – Bambini cacciati dalle scuole – Pedofili promossi – Perde Sarkozy in Francia – L’assuefazione dei deboli morali – E chi resta Invictus

Lati
Jena
Oggi in piazza verrà fuori il lato peggiore di Berlusconi, cioè l’unico.

“Etiamsi omnes, ego non”
“Se anche tutti, io no”

(La Rosa Bianca)

(scelta da Sauro)
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Tre manifestazioni lo stesso sabato

-lo show a Roma di Berlusconi contro i giudici e per galvanizzare lo stanco popolo del Pdl che ha reagito bene anche se non così numeroso come B si aspettava, con una gaia kermesse di gente normale e di comparse pagate. Più di un milione secondo Cicchetto, 150.000 secondo la questura

-la marcia a Roma di 400 sindaci e associazioni varie contro la vendita dell’acqua pubblica: 200.000 intervenuti, 400.000 firme

-manifestazione a Milano contro la mafia e per ricordare le 900 vittime: 150.000 persone.
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Un flop totalitario
Viviana Vivarelli

Lo show di Berlusconi a Roma è stato pagato da Berlusconi stesso, che ha mandato migliaia di sms illeciti per richiamare gente, e ha offerto viaggio e metro gratis, pranzo e cena, in più ha pagato molti disoccupati e pensionati 100 euro a testa, come fossero comparse di Cinecittà, infiorando il percorso con gruppi professionali pagati come le majorette che aprivano il corteo, nulla è stato lasciato all’improvvisazione e si sono usati vari trucchi affinché la gente sembrasse di più, come occupare metà di piazza San Giovanni con un enorme palco, o metterci tanti gazebo quanti le regioni, o portare uno striscione lungo 520 metri. Molti sono stati pagati per partecipare ma si deve dire che tanti ci sono andati per amore, e il Lazio stesso è una buona sorgente berlusconiana, anche se questo amore somiglia ormai sempre più al plagio o all’induzione ipnotica.
Ma, malgrado tutto questa spiegamento di trucchi e di denari, vedere scarsamente occupata solo mezza piazza è apparso un flop indiscutibile, che inutilmente Cicchetto e Verdini hanno millantato come un popolo di più di un milione di persone.
Ormai sono decine di anni che si discute sulla capienza delle piazze romane adibite a manifestazioni, ma i numeri restano sempre quelli e le piazze non si sono dilatate nel frattempo. Al massimo della capienza Piazza del Popolo contiene 60.000 persone, Piazza Navona 90.000, il Circo Massimo 300.000, ma Piazza San Giovanni 150.000. I numeri salgono se la gente occupa anche le strade adiacenti. Ma sabato questo non è avvenuto. Metà di piazza San Giovanni era occupata da strutture varie, la metà residua non era nemmeno molto piena. Quando la questura ha stimato i presenti in 150.000 persone si è persino allargata rispetto alla stime solite che sono ben più stitiche. Ma ora Berlusconi ce l’ha anche con la questura che è diventata di colpo una ‘questura rossa’, a fianco delle toghe rosse, della Rai rossa e della Consulta rossa.
Purtroppo i numeri non sono un’opinione e la superficie di Piazza San Giovanni resta sempre di 42.700 metri, al massimo senza palchi o gazebo conterebbe 256 mila persone. Ma se ci si mettono strutture che occupano metà piazza e la gente è rada quanto fa? Ma mettiamo questa balla accanto a tutte le altre balle di Berlusconi e, se la gente crede alle prime, crederà anche a questa. Ormai siamo fuori da ogni razionalità o buon senso.
Insomma, ad essere cattivi, i berlusconiani erano anche meno di 150.000. E dove è finito allora quel 67% di cui si vantava Berlusconi?

Certo è strano, ed è anche la prima volta che questo accade, che un Governo indica una manifestazione di piazza di protesta.
Con chi protesta se ha un potere fortissimo e sopravanza l’opposizione di 100 deputati?
E su cosa protesta se ha governato in soli due anni con ben 30 voti alla fiducia,
34 decreti e centinaia di ordinanze, mettendosi contro tutte le istituzioni e riducendole a stracci per pavimento?
Ha sollevato una manifestazione per supportarlo contro la magistratura che osa inquisirlo per i suoi reati o blocca le sue liste cialtrone. Qualcosa che con le regionali, la politica, la democrazia, la gestione di un paese non aveva niente a che fare. O che al contrario era incompatibile. Ma il popolo plaudente non faceva caso a queste quisquilie, era di un’accoglienza incauta quando inconscia e andava in visibilio qualunque cosa venisse detta. Il popolo plaudente e non pensante era felice di stare in piazza, di fare il karaoke, di partecipare anche lui a una grande sagra di partito e di gridare “per fortuna che Silvio c’è” nell’euforia di una appartenenza tanto giocosa quanto insana. I problemi del paese stavano da un’altra parte o forse nemmeno esistevano. Il sogno e l’abbraccio della folla erano tutto quello che riuscivano a capire. E che quei problemi consistessero solo nei reati di Berlusconi da difendere con l’impunibilità non faceva senso a nessuno.
Finché non ha parlato Berlusconi, è apparso veramente come un popolo dell’amore, gaudioso e felice, come si vede ai concerti di Vasco Rossi o della Nannini, anche se a costoro non è stata delegata la guida di un paese, con la differenza che loro avrebbero attratto più gente e facendosi pagare. Come è iniziato il discorso di Berlusconi, siamo entrati invece nelle sue paranoie, un discorso trito e ritrito, che puzzava di stantio, senza nemmeno una battuta nuova, uno slogan, un minestrone ribollito con il vecchio delirio sui suoi nemici, le sue pretese deliranti, la sua monomania assoluta, quella megalomania folle che riferisce tutto a sé e del resto se ne sbatte, e si è visto chiaramente che l’unico amore di cui parlavano gli striscioni era l’adorazione degli adepti al suo dio, invidiato e odiato, da chi odiando lui odia tutto l’universo, e che lui di amore non ne aveva un grammo, né verso il suo popolo succube né verso il paese che dovrebbe amministrare, ma che invece è un solo pastone frenetico di odio, odio a chiunque gli si opponga, odio a chiunque abbia idee diverse, odio a Di Pietro, odio a Bersani, odio a Santoro, odio alla legge, ai giudici, alla democrazia, all’uguaglianza, ai valori e alle libertà di tutti.
In quel pessimo discorso Berlusconi non ha detto una sola parola sui programmi delle Regioni, sui diritti dei cittadini, sul lavoro che non c’è, sui poveri, sui malati, sui deboli, su come affrontare la crisi. Anzi Sacconi ha detto che il governo comincerà a fare qualcosa “dopo” che la crisi sarà finita. Per cui sarà bene che gli italiani si arrangino da soli, perché chiaramente il governo ha dichiarato che sono soli. Il premier non ha tempo di occuparsi dei problemi degli altri essendo totalmente occupato a liberarsi dai suoi nemici, dei suoi oppositori, da chiunque possa fare da ostacolo ad un potere totale e senza limiti.
Al posto di buoni propositi per i futuri governi regionali, il premier si è lanciato in feroci attacchi contro chi la pensa in modo diverso da lui o osa trattarlo come un cittadino comune. Non c’è stata una sola parola sulla crisi, sulla disoccupazione, sulle migliaia di aziende che chiudono (31.000 nella sola Padania), sulle tasse eccessive, sulle banche che rifiutano crediti ma eliminano gli interessi, sugli sprechi del parassitismo pubblico in aumento vertiginoso, sul deficit pubblico da paura, sui disavanzi degli enti locali senza controllo, sulla sanità che fa acqua, sulla restrizione del welfare, non una parola sulla ricostruzione de l’Aquila, o sul fango del messinese, o su un’Italia che frana in ogni sua parte, nulla sul piano casa, sulle energie alternative, sulla salvaguardia del territorio, sui beni pubblici svenduti come l’acqua, sui derivati sempre presenti e le speculazioni selvagge e irresponsabili degli enti pubblici, sugli edifici scolastici fatiscenti o sulla mancanza di asili. Il comizio è stato completamente avulso da qualsiasi cosa interessasse le Regioni o il bene pubblico o l’Italia. Berlusconi ha ribadito solo la difesa di se stesso col fermo intento di riforme che non riguardano le Regioni o i diritti dei cittadini o la speranza di una ripresa, ma il rafforzamento del suo potere personale in modo che divenga sempre più totalitario: presidenzialismo forte a diretta elezione popolare, bavaglio alle intercettazioni, incaprettamento della giustizia, epurazione della Rai di chiunque osi criticarlo o presentare alla gente i problemi gravi del paese.
Un discorso bieco, feroce, antidemocratico, assolutistico, intollerabile in qualunque paese civile. Il peggior discorso che abbia mai fatto, senza nemmeno qualcuna di quelle promesse mai realizzate con cui condisce di solito i suoi comizi.
Anzi una promessa l’ha fatta e ci siamo sentiti accapponare la pelle: ha promesso di avrebbe debellato il cancro. Non so cosa abbiano pensato le migliaia di malati di cancro che si trovano davanti le porte chiuse delle USSL, le restrizioni sui sussidi sanitari o sui farmaci, o gli ospedali carenti o la ricerca senza fondi o le intelligenze cacciate all’estero o una sanità arcaica che nemmeno si tiene aggiornata per mancanza di fondi o corruzione nelle sedi dirigenziali o politiche. Non so cosa abbiano pensato gli abitanti della Campania o di quella Calabria inquinate dalle discariche abusive, da inceneritori inquietanti, dagli OGM che abbassano il sistema immunitario o distruggono il potere degli antibiotici, o di quella Lombardia asfissiata dai miasmi di fabbriche o del traffico mai penalizzate o da acque costantemente e impunemente contaminate, con un ministro dell’ambiente che alza i livelli di contaminanti consentiti o sindaci che si oppongono al blocco delle auto. Non so cosa abbiano pensato tutte quelle madri che temono per la salute dei loro bambini e vedono crescere le percentuali di leucemie e malattie cancerogene e sentono questo imbecille mettere nel suo comizio elettorale la promessa: debelleremo il cancro!
E’ stato a quel punto che la pazzia di Berlusconi è apparsa completa.
Ed è stato a quel punto che abbiamo capito che il maggiore e peggiore cancro che ha colpito l’Italia è proprio lui: il grandissimo cialtrone.
Ma il felice e spensierato popolo della piazza ha esultato ad ogni frase, ha fatto ole ad ogni parola, che ne capisse o non ne capisse il profondo lato dispotico, autorefenziale, totalitario, da malato non solo morale ma anche mentale.
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Alla “grande” (si fa per dire) manifestazione del popolo dell’amore, Fini mancava.
Doveri istituzionali.
Che qualcuno attenga ancora a qualcosa che chiama dovere ci pare strano, ma un poco ci consola.
Certo che, a parte Alemanno che era il padrone di casa, quelli di Ana hanno brillato per silenzio o assenza. Che sia un buon segno anche questo?
C’era l’immancabile La Russa ma all’ennesisma canzona “per fortina che Silvio c’è” ha sbottato anche lui “:: e basta!” Quel che è troppo è troppo. Ma soprattutto era troppo quel che mancava.
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Ellekappa:

Cicchitto insiste: milioni alla manifestazione.
Però erano andati tutti a mangiarsi un panino.

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Beppe Grillo

Tutto è in vendita e quasi tutto è stato comprato. La responsabilità di questi struzzi della democrazia è enorme. Godono dei benefici del loro ruolo senza rispettarne i doveri. Le anime morte non hanno pentimenti. Hanno ceduto la loro coscienza in cambio di promozioni sociali, visibilità, sicurezza, potere. Imprenditore è diventato sinonimo di ladro come Tanzi, come Scaglia. Direttore di giornale, una parola oscena che equivale a verme. Chi non è ancora morto dentro non è in vendita, chi non è corrotto non può fare parte del Sistema che è diventato un immenso club con posti in prima, seconda e terza classe. L’importante è esserci, per avidità o per paura, e salire a bordo. Costi quel che costi, anche la propria dignità. Chi è fuori dal Sistema può vedere questo esercito di anime morte come l’Eden, e molti lo pensano, o come un sudario insopportabile. Più il Paese va allo sfascio, più sono le anime morte sul mercato e più il loro prezzo diminuisce. E’ la legge della domanda e dell’offerta. Più sono i servi, meno costano.

Il flop di Silvio e l’Italia alternativa
Pino Cabras

L’uomo è il più spregiudicato nel campo politico italiano, e quindi mai scommettere a cuor leggero sulle sorti di Silvio. Eppure questa volta i limiti dell’avventura berlusconiana sono evidentissimi. La prova di forza della piazza è fallita. Lo spettro del suo declino manda odori e segnali fortissimi.
Certo, il cronista del Tg1 ha definito piazza San Giovanni «stracolma». Difficile per lui contraddire l’uomo che comanda a bacchetta il suo direttore, anche quando spara che «siamo un milione».
La piazza era però in versione ridotta, transennata. Se fosse stata piena come un uovo, con 5 persone per metro quadro, avrebbe potuto ospitare circa 150mila persone: il dato poi fornito dalla Questura, ma per l’intero corteo, non per la concentrazione in piazza. Il punto è che non erano affatto 5 persone a metro quadro, neanche presso il palco, mentre c’erano grandi vuoti nel resto della piazza.

Vedi fotoconfronto al link :
www.repubblica.it/politica/2010/03/20/foto/un_milione_in_piazza_foto_confronto-2792309/1/

Erano insomma 50mila persone, a essere generosi. Ma più di ogni altra cosa era la qualità della partecipazione a rivelare il flop e l’aria da fine impero.
In troppi, fra i pochi manifestanti, non rientravano nello schema dei militanti o portatori d’interessi del blocco sociale del centrodestra. C’erano un po’ troppi figuranti, persino certi spaesati ragazzi reclutati tramite liste di lavoratori interinali. O pensionati in gita rimborsata, gratificati dal sentire l’eloquio del venditore di pentole non sul bus ma dal palco e con doppiopetto da premier.
Quelli che non erano figuranti, anche i più cinici, non potevano comunque scaldarsi davanti alla gragnuola di cazzate che sentivano sulla questione delle liste – il cuore della manifestazione – dal loro peraltro adorato Capo. Uno che non sia un idiota o non sia Gasparri semplicemente sa che non è colpa dei sovietici se il Pdl non ha una sua lista a Roma. Le ambizioni di riscrittura orwelliana della realtà possono essere le più megalomani, ma certi fatti hanno una loro durezza incontrovertibile. Uno può recitare per convenienza una parte, può essere lì perché sostiene i suoi candidati e le sue cordate, può tenere famiglia, può stringersi al suo partito in un momento di difficoltà, perché ci tiene. Uno può fare tutto questo. Ma se non gli hanno reciso le connessioni della corteccia prefrontale dell’encefalo tramite la loro asportazione o distruzione diretta, non può credere a quelle cazzate: sa che le liste sono monche per responsabilità del suo partito, e non di altri. Gli basta aver letto con un po’ di buon senso i giornali, persino i suoi quotidiani borchiati. E allora rimane tiepidino, vive e applaude alla giornata, e si guarda intorno per capire come si riorganizzerà il suo blocco politico e sociale quando il capo del regime personale dovrà farsi da parte, forse fra poco tempo. E intanto sa che una bugia così palese non la può vivere come un’intima verità. Entusiasmarsi sarebbe proprio troppo.
Non che la piazza sia stata solo questa disperazione. Il Caimandrillo riesce ancora a far scomparire nei media quanto esce dal suo campo.
Mentre discutiamo di questa manifestazione, infatti, altre due – e pure belle imponenti, molto ben riuscite – hanno attraversato Roma e Milano nella stessa giornata del 20 marzo, rispettivamente per dire no alla privatizzazione dell’acqua e per commemorare le vittime delle mafie. Il Tg1 le ha oscurate: non c’è da stupirsi, c’è solo da guardare in cagnesco il bollettino del canone Rai.
Ma anche le testate non arrendevoli a Berlusconi si sono comunque sintonizzate sulla sua agenda, e hanno messo quelle manifestazioni in secondo piano. Peccato, perché lì non c’erano comparse a gettone. E non c’erano – come è invece accaduto al livoroso corteo del Partito dell’Amore – orribili cartelli che irridevano alla memoria di Borsellino. Lì c’è un’altra Italia, attenta a un’ideale civico e a un senso di bene comune ancora radicato – la legalità, l’acqua – che i principali media non sanno raccontare e i principali partiti non sanno più rappresentare. Quel mondo c’è, è proprio corposo, e da lì si dovrà ripartire quando le contraddizioni della crisi e il carico della corruzione butteranno giù il sistema della Seconda Repubblica. Il passaggio non è indolore, e richiederà inventiva politica e culturale.

www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/3244-il-flop-di-silvio-e-litalia-alternativa.html
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Rosellina970

Due manifestazioni “minori”, oscurati dai TG di regime, hanno avuto più successo di quella tanto pompata prova di debolezza del nano.
A Roma un corteo foltissimo di 200.000 persone per protestare contro la privatizzazione dell’acqua ha riempito le vie del centro: né comparse, né veline né gente pagata, solo persone incazzate per il furto di un bene essenziale ed indisponibile commesso da questo governo.
Milano, in 150 mila al corteo anti-mafia Don Ciotti: ”Impegniamoci tutti di più” Manifestazione anti-mafia organizzata da Libera e Avviso pubblico, si è snodata da porta Venezia fino a piazza Duomo. Tra la folla un’enorme bandiera della pace sorretta da decine di ragazzi. L’iniziativa per ricordare le oltre 9oovittime di tutte le mafie.
Tra la folla dei manifestanti spiccavano una enorme bandiera della pace sorretta da decine di ragazzi e uno striscione in ricordo dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
A proposito di Borsellino, che una volta era l’eroe della destra legalitaria ed antimafia ( quando esisteva un destra che a buon diritto si richiamava a ciò…) alla manifestazione della PDL a Roma è stato sbertucciato inserendolo tra i tarocchi, ovvero i personaggi da insultare e condannare insieme a Di Pietro , De Magistris, Santoro, ecc.
Borsellino farà la fine di Di Pietro e dopo essere osannato per decenni sarà prima dimenticato e poi sbertucciato dal popolo dell’amore che idolatra Berlusconi?
La loro dignità personale, il valore che danno ai loro ideali è cos’ì basso ed infimo che per inseguire un rapinatore politico come berlusconi vendono i loro padri spirituali, svendono tutto ciò che resta , poco, dei loro ideali?
Ecco un altro esempio di banderuola, il ministro La Russa, quando osannava a Milano Antonio Di Pietro inseguendolo e pregandolo perché dicesse in qualche dichiarazione” qualcosa di destra” sì da sfruttarlo elettoralmente…
Per non dire dei leghisti che consideravano il Berlusca poco meno di Al Capone e Toto’ Riina e che ora gli reggono la coda passando armi e bagagli dalla parte del crimine politico.
La storia non ha nascondigli e prima o poi vi verrà a chiedere conto di queste scelte.
Terza brutta notizia : il Consiglio di Stato ha bocciato l’ennesimo ricorso contro la decisione di estromettere la lista PDL dalle elezioni regionali del Lazio, decisione in precedenza confermata dal TAR.
8 ricorsi 8 sconfitte…
Inoltre la regione ha confermato anche nel Lazio le elezioni per il prossimo 28 marzo come nel resto d’Italia.
Se a ciò aggiungiamo il flop di Roma non é stato un bel sabato per i berluscloni.
Checché ne dica qualche illuso sfigatello di passaggio, la gente berlusconica è stanca, meno motivata e convinta di un tempo, illusa sulle tasse, sul bollo auto, sull’IRAP, sul federalismo, sulla tolleranza zero, presa in giro su tutto il resto.
Assiste un po’ annoiata ed un po’ incazzata (sempre piu’ la seconda che la prima) al teatrino della giustizia fai da te, delle leggi ad personam, della tangentopoli milanese e della corruzione mafiosa dappertutto.
E poi questi governano ( per modi di dire…) ma insultano e si lamentano come fossero all’opposizione da vent’anni.
Mentre l’economia va a rotoli e si cominciano a sentire i morsi veri della crisi.
Sempre meno disposta a seguirlo ed anzi in procinto di lasciarlo, questo pomeriggio mancavano in molti all’appello, non certo fra i generali ma fra la truppa, scarsetta assai.
La seconda scarica gli arriverà alle elezioni: la destra – anche qualcuno qua dentro – aveva asserito convinta che la sinistra sarebbe rimasta solo nell’appennino tosco-emiliano.
Ora i sondaggi li hanno “convinti” a più miti consigli e pare comincerebbero ad accontentarsi di vincere 7 regioni a 6 : che banderuole, come sempre!!!
Ma anche come banderuole pare possano perdere…

laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2010/03/21/un-flop-pieno-di-odio-e-scarso-di-persone-2%C2%B0-parte/
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Giuramenti
Viviana Vivarelli

La cosa più avvilente è stata vedere quel giuramento collettivo dei candidati regionali nelle mani di Berlusconi su un foglietto di intenti preparato da Berlusconi. Giuramento a comando, come il ritornello a comando o il saltello a comando, come polli di batteria, come burattini su un teatro che si fanno tirare i fili. Ma che ludibrio!! Che scarsa dignità!! Che amor proprio sotto i tacchi!
Ma se persino per i membri del Parlamento la Costituzione ordina che siano liberi da mandato!!
Articolo 67: “Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita la sue funzioni senza vicolo di mandato”.
La Costituzione pensava a un mandato dal basso, questo ha imposto il mandato dall’alto. Tutti nelle sue mani come i burattini con Mangiafuoco. Che pagliacci!
Quest’uomo non conosce nemmeno le regole minime della democrazia
E la Lega con tutte le pretese illusorie di Regioni fiere della loro autonomia che fine ha fatto?
Ha fatto anche lei il saltello a Berlusconi?
Giuramento dei futuri candidati a Berlusconi che sostituisce se stesso al bene pubblico, alle potestà costituzionali, al potere di rappresentanza e persino alle prerogative delle Regioni??!!
Berlusconi come Dio?!
E tutto quello che Bossi è riuscito a farfugliare è che lui e Berlusconi sono una cosa sola “perché difendono i valori della famiglia” (??!!) e combattono la pedofilia. La pedofilia???!!!
Ma il meglio sono i candidati, con quella ridicola Anna Maria Bernini che giù ha la bocca larga da orecchio a orecchio ma le diventava ancora più larga nella reverenza al suo padrone. Sembra il cagnolino giapponese che ride visto da 500.000 persone.

www.freedivx.it/public/news/cane_che_ride.asp

Povera Bernini, le manca solo la parola!

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Se si dice cultura perché non si dice culti ma colti?

Si dice persona colta perché l’aggettivo deriva dal latino colere= coltivare, in questo caso moralmente.-
Dunque già dalle origini la persona colta non è quella erudita o saccente o che ripete cose a pappagallo ma quella che dai suoi studi e dalle sue esperienza di vita ha costruito una coscienza morale.
Dal che si deduce quanto lontana sia dalla cultura la nostra casta politica, per non parlare di gran parte dei suoi elettori.
…per non parlare poi di quella piazza di Roma che inneggiava all’attacco alla magistratura e al disfacimento della giustizia, sotto le pulsioni eccitatorie di un capo che sarà anche laureato ma di cultura politica e democratica non ne dimostra un grammo.

Vi
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Manuela Bellandi

Oggi in piazza della Repubblica si manifesta contro la privatizzazione dell’acqua…
In piazza San Giovanni invece si manifesta PER la privatizzazione della democrazia…
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Bellissimo il riferimento alla ricerca e all’aiuto alle intelligenze migliori
Se si vota Pdl si guarisce anche dal cancro!
Berlusconi diceva “NOi (io e l’Umberto) siamo contro i salotti scik”
E infatti solo per i lettoni kitsch.
Vi
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Sembrava l’adunata dei reduci della repubblica sociale
“Italianiii!!”
Ovazione dei centomila vecchietti
“NOI!!!”
Altra ovazione da andropausa
“Per noi!!””
Urla scomposte di delirio senile
“Aiuteremo la ricerca!”
Urla da reparto deliri
“La democrazia!”
Riurla da Cottolengo!
“Guariremo dal cancro!”
Parossismo scomposto.
“Faremo tutti tombola all’enalotto!”
Qui qualcuno è svenuto
“E scoperemo gratis!”
Deliquio generale
..quando siamo arrivati alle colonie in Africa sono arrivate le ambulanze.

viviana
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Dino Colombo

Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano Popolo della Libertà; infine, dove fanno il deserto dell’odio dicono che è l’amore.
Tacito, Agricola, 30/32. (riveduto e corretto)
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Urge rivoluzione dei fiori
Viviana Vivarelli

La dx incombe, l’opposizione manca, la democrazia è agonica, i cittadini sono lessi e bolliti, le grandi riforme sbandierate da B dopo le regionali si riducono a un gigantesco balzo del suo potere assoluto: sua elezione popolare diretta, suo potere totale contro tutto, nuovi indulti e condoni, scudi fiscali e penali, scomparsa sostanziale delle istituzioni trasformate in onorificenze formali, bavagli strozzagiudici e morte alle intercettazioni. Mafia, camora, ‘ndrangheta e popolo degli Expo, Protezione Civile compresa, esultano. La Chiesa è occupata con la sua pedofilia, la sua primazia, diamole il 9 per mille e qualche retriva legge sulla famiglia, contro le donne, contro la scienza, su una sessualità finta e ipocrita, ovuli mai fecondati, e lotta ai gay… in fondo basta calpestare qualche diritto umano e tornare indietro di qualche secolo e la Chiesa è tutta contenta, per il resto è anche lei tutta ipocrisia e potere. Il Vangelo faccia pure la fine della Costituzione, e chi se ne frega? Cose morte e sepolte sono. Gli italiani faranno il callo pure a quello, sono come struzzi, inghiottono tutto e sono contenti. La Lega ormai è dentro il piatto che mangia a 4 palmenti e con 4 extracomunitari morti, libere armi in libera caccia, un po’ di Ku Klux Klan e un po’ della peggiore America sudista, gli schiavi nelle piantagioni ce li abbiamo già e il crocefisso lo sbandieravano anche gli schiavisti in Luisiana.
Il resto erano chiacchiere ma gli italiani ormai le chiacchiere le mangiano come Nutella.
L’Italia perbene è persa. Il Pd lo abbiamo perso da sempre, praticamente sta lì a occupare qualche risumasuglio di posti ma nel piatto ricco anche lui ci si ficca e ormai è inutile sperare che faccia qualcosa da grande, visto che è morto piccolo. Cambiare nome non ha mai fatto crescere nessuno e il deismo ormai è pratica di governo a braccetto del berlusconismo, roba che puzza ma ci faremo l’abitudine. La politica è una brodaglia disgustevole, dove dx e sx più che fare partita si sono fregati la palla e il pubblico pagante vomita sugli spalti.
A questo punto che si fa?
Non possiamo fidare in un rigurgito di onestà di chi finora non ha battuto ciglio ad ogni efferatezza di B e continua a votare Pdl. Non possiamo sperare in una ripresa di coscienza del Pd, Casini è ambiguo ormai come Capezzone. La RAI annaspa talmente nell’illecito che tende a un palinsesto fatto solo di spot di B inframezzati da monologhi di B con balletti delle veline di B, e qualche canzone di Apicella cantata da B o al massimo da Califano, con lettura pubblica di poesie di Bondi di elogio a B.
Sul cellulare avremo gli sms di B.
E l’unica differenza con la Cuba di Fidel Castro sarà che Fidel Castro non ha mai saputo raccontare barzellette, però, visto che poi quelle di Berlusconi sono sempre le stesse , non ci sarà nessuna differenza, ci avvieremo a una placida degradazione fino alla morte finale per inedia morale e per carenze economiche, visto che le barzellette di Berlusconi sono come la cocaina, non hanno nutrito nessuno ma rimbecilliscono tutti. Diventeremo la Cuba europea, anzi extraeuropea perché a quel punto saremo collegati all’Africa, e proprio questo B ha fatto una tv magrebina, si porta avanti, ancora un po’ non ci sarà differenza tra noi e loro.
E, come in tutti i paese del terzo mondo, una casta di signorotti potenti dominati dal più potete di tutti dominerà una folla cenciosa e divisa in cui i migliori potranno solo andarsene all’estero o accodarsi per un tozzo di pane.
Ma qui mi accorgo che nel futuro già ci siamo.
Quando si è arrivati a dire che persino un innocuo populista come Celentano è visto con sospetto dalla Rai perché non giura su ogni parola o silenzio futuro, abbiamo capito che si è toccato proprio il fondo di uno stato neurologico a misura di un pazzo che si crede Napoleone, in cui un esercito di dottori invece di curare questa pazzia l’ha favorita per interessi che non sapoiamo ma che a questo punto ci fanno imbestialire.
E allora, in questo incubo chiamato Italia, possiamo pazziare anche noi e, dopo “i figli dei fiori” del tempo inneggiare al Movimento dei Fiori.
C’è un nuovo movimento che si chiama Rivoluzione dei fiori. Il suo Manifesto della “Rivoluzione dei Fiori” è sotto accusa l’azione di politica e partiti. “Voler bene all’Italia è uno degli atti più eversivi che si possano commettere in questo periodo cupo della Repubblica”. E poi: “E’ complicato provare affetto, rispetto, attaccamento per un Paese che forse non è mai stato così decadente, dove politica e partiti contribuiscono spesso a rendere più fragile l’idea di legalità”.
Viva i ‘fiorellinì, visto che destra e sinistra stanno dando il peggio di sé, disprezzano le regole e alimenta quella patologia tutta italiana che intreccia illegalità, abusi, disobbedienza fiscale e corruzione.

Dopo dieci giorni hanno un manifesto programmatico e un abbozzo di organizzazione. E 10mila adesioni su Facebook. Si definiscono “fiorellini” o “flororivoluzionari”. Sono i promotori della “Rivoluzione dei Fiori” prevista per domani in alcune città italiane. “Sommosse floreali” sono annunciate a Milano, Perugia e Modena. L’obiettivo è manifestare contro l’arroganza mostrata dal governo con il decreto salva-liste.
Alberto Fiorillo, mente della “Flower Revolution”, fa sapere che “mazzetti di fiori per la democrazia saranno deposti sabato mattina a Palazzo Marino, Milano, a Piazza Matteotti a Perugia”. La prevista consegna dei fiori all’Altare della Patria, invece, è rinviata a dopo le elezioni regionali. Anche perché a Roma i “fiorellini” aderiscono alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua. Ma resta fermo l’invito a tutti, domani, “a indossare un fiore per dire che è vietato calpestare i diritti, la legalità, la democrazia”.
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Cacciati i bambini non italiani dalle nostre scuole!
Ma l’Europa non ha nulla da dire?

Salvo Intravaia

Migliaia di alunni stranieri, per effetto del tetto massimo per classe fissato dal ministro Gelmini, rischiano a settembre di essere “deportati” in altre scuole. A regime, cioè quando il provvedimento sarà esteso a tutte le classi dell’ordinamento scolastico italiano, sarannoo oltre 100mila gli studenti di nazionalità non italiana che rischiano di non potere scegliere liberamente la scuola dove iscriversi. E’ lo stesso ministero dell’Istruzione, attraverso il “Focus sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole statali” pubblicato pochi minuti fa, a fornire i numeri del fenomeno.
Una circolare di gennaio “fornisce le linee guida sulle modalità di composizione delle classi in presenza di alunni stranieri, ponendo un tetto del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per singola classe”.
Con quale impatto? Le classi che quest’anno fanno registrare una presenza di alunni di origine straniera superiore al 30% sono oltre 10mila: 7.279 nella primaria e 3.122 nella scuola media. Il record assoluto tra le regioni è della Lombardia dove il limite del 30% è superato in 2.955 classi. Il ministro ha precisato, in un secondo tempo, che nel calcolo della percentuale devono essere inclusi solo i ragazzi di cittadinanza straniera non nati in Italia. Di conseguenza, il numero delle classi interessate dal “taglio” si riduce a 2.893 per la precisione, 641 delle quali in Lombardia.
Ma già dal prossimo anno, con le prime classi della scuola primaria e secondaria di 1° grado arriveranno i problemi per gli alunni nati oltre confine e per le loro famiglie. Cosa dovranno fare i genitori di uno di questi bambini se la scuola più vicina a casa comunicherà loro che la quota massima di alunni non italiani per classe è già stata raggiunta? E, soprattutto, quando la scuola comunicherà a mamma e papà che in quell’istituto non c’è posto per il loro bambino?
Con tutta probabilità, se non interverranno deroghe da parte degli uffici scolastici regionali, i genitori dovranno cercarsi un’altra scuola pubblica con un tasso di alunni stranieri inferiore. E il problema diventerà enorme per le famiglie che vivono in centri medio-piccoli (come Porto Recanati in provincia di Macerata o Calcinato, in provincia di Brescia) o con un’unica scuola, perché sarebbero costrette a cercare l’alternativa in altri comuni, magari a distanza di km.
Gli studenti stranieri nel 2008/2009, erano 630mila, quest’anno potrebbero raggiungere quota 700mila. Considerato il tasso di natalità e la crescita delle famiglie immigrate in Italia, in futuro gli allievi stranieri in classe saranno sempre di più e di più saranno i bambini nati all’estero costretti a “emigrare” verso scuole meno affollate di ragazzi come loro.
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L’acqua è di tutti, non si vende

Con una goccia disegnata sul viso, anche come fosse una lacrima, in migliaia – 200mila secondo gli organizzatori – sono scesi in piazza a Roma per protestare contro la privatizzazione del servizio idrico. Con lo slogan “Ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni” è partito il corteo da piazza della Repubblica diretto in piazza Navona. In prima fila i gonfaloni delle città, da Napoli a Bassano a Modica, portati dai vigili urbani degli stessi comuni, mentre i politici, su richiesta degli organizzatori sono rimasti in fondo. Tra loro singoli cittadini, decine di sigle e organizzazioni, sindacati e partiti che hanno aderito alla manifestazione. Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, promotore dell’iniziativa, punta su una partecipazione di centomila persone.
In testa al corteo un furgone sul quale è stata caricata una grossa sfera di cartapesta che rappresenta il globo terrestre, con sopra la scritta “L’acqua è di tutti, non si vende”, da cui fuoriesce un rubinetto con una goccia, mentre decine di altri striscioni ribadiscono il motivo della manifestazione: “Giù le mani dalla brocca l’acqua non si tocca” a “Acqua terra beni comuni, ribellarsi è giusto”.
Tra le sigle che hanno aderito alla manifestazione ci sono l’Arci, le Acli, rappresentanze sindacali della Cgil, dei Cobas e degli altri sindacati di base, così come le maggiori associazioni ambientaliste dal Wwf alla Lega Ambiente, i Movimenti No Ponte e No Tav, Federconsumatori e Adusbef, ma anche il Popolo viola, Attac Italia che esorta a non lasciarsi “annacquare”. A dare la loro adesione anche l’Idv e tutte le sigle politiche della sinistra attualmente extraparlamentare, da Rifondazione comunista, Sinistra ecologia e libertà ai Verdi. Sfilano anche il Jesuit social network, Libera, Pax Christi, fino alla diocesi di Termoli.
Proprio da una delle voci profetiche della chiesa italiana, il missionario comboniano padre Alex Zanotelli è venuto un ulteriore appello contro il rischio di privatizzare un “bene comune” come l’acqua. “Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ più sacra che abbiamo: sorella acqua”, sottolinea tra l’altro il sacerdote il quale aggiunge: ”Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua. Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete”.
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Una democrazia senza scelte
Beppe Grillo

Il cittadino è escluso da qualunque scelta. La democrazia non è mettere una croce sul simbolo di una coalizione ogni cinque anni. La democrazia è partecipazione. In teoria, esiste anche in Italia. Il referendum è una forma di partecipazione, lo sono le leggi di iniziativa popolare. Entrambi, però, solo a livello nominale. Le firme finiscono nei sotterranei del Senato e lì rimangono per sempre. I referendum sono boicottati o ne viene persino ignorato l’esito, come nel caso del nucleare.
La Costituzione sovietica era, sulla carta, la migliore del mondo. La sua applicazione dipendeva però dalla volontà di Stalin e della gerontocrazia che lo seguì. Il potere al popolo e il popolo nei gulag. L’Italia è un gulag moderno, con abitanti senza voce, senza diritti. Una pentola a pressione con (sopra il coperchio) una classe di persone che la sfrutta fino in fondo, fino all’ultima zolla di terra, di albero, di fiume, di aria, di energia. In Italia è in atto in modo ormai palese una nuova lotta di classe. Da una parte la classe dei cittadini, dall’altra gli “spaghetti power”, dove tutto è intrecciato: i concessionari di confindustria, gli appaltatori pubblici, una parte del clero, la massoneria, i partiti, la criminalità organizzata, i servizi deviati dello Stato, il sistema bancario, l’informazione. E’ un’orgia. Se tiri un solo spaghetto, sollevi un gomitolo inestricabile, un nodo di Gordio.
Il cittadino ha una sola possibilità, mettersi l’elmetto, farsi Stato e riappropriarsi della sua vita con azioni concrete, dirette, non intermediate dai politici. Siamo persone, non merci. Viviamo in uno Stato, non in un mercato. Partiamo da ciò che ci appartiene per nascita, dall’acqua.
1. L’acqua è la fonte principale di vita, appartiene a tutti
2. L’acqua è un diritto umano e sociale
3. L’acqua non può essere fonte di profitto
Nello Statuto dei vostri Comuni fate inserire il testo: “In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici”.
Il consiglio comunale lo può fare su richiesta dei cittadini in modo spontaneo o attraverso una delibera di iniziativa popolare come è avvenuto a Torino su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica che ha raccolto 12.000 firme.
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Ironia della sorte: ritorna Berlusconi a Napoli, e ritorna anche la Monnezza per le strade.
(non solo a Napoli…ora anche a Caserta)

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Pedofili promossi
The fly

(Mentre il papa si sbraccia a tranquillizzare i fedeli e a dire che esecra la pedofilia e che in futuro essa sarà punita) …è stato condannato a sei anni e dieci mesi di reclusione per molestie sessuali sulle bambine dell’asilo da lui diretto don Andrea Agostini, che tuttavia, per la diocesi di Bologna, è stato meritevole di una promozione e ha ha pertanto ottenuto un nuovo e più prestigioso incarico presso il Santuario della Beata Vergine di San Luca, luogo simbolo del cattolicesimo bolognese.

BERLUSCONI PROMUOVE I LADRI DI STATO
il Vaticano promuove i pedofili del suo stato

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Viviana

..e ora aspettiamo un Padre Lombardo qualunque che sentenzi che le promozioni di preti criminali sono in linea con le percentuali di criminali promossi nella società civile
Ormai le toppe sono peggio dei buchi, e le giustificazioni dei reati sono più vergognose dei reati
Non sarà con l’ipocrisia di chi difende i delinquenti e poi vanta pretese superiorità di chiesa o di partito che questo paese si rifarà una reputazione!
Ormai tra chiesa e partiti fanno a chi le dice e fa più grosse.
L’inferno se li porti via che è l’unico luogo che spetta a questa gentaglia.
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Quando i socialisti sono socialisti
Pietro Ancona

Il successo dei socialisti francesi e di tutto il fronte della sx e la notizia del probabile rinvio alle Camere di Napolitano della famigerata legge 1167 sono le buone notizie di oggi. Buone notizie precedute dalla riuscita della manifestazione del 13 per la legalità e la democrazia che ha gettato un collante tra le tante forze che si oppongono al regime berlusconiano. In Francia il successo dei socialisti nasce dalla vittoria al Congresso di Reims di Martine Aubry su Segolene Royal. La Aubry aveva legato il suo nome alla legge sulle 35 ore e alla CMU (copertura sanitaria universale) varate su sua proposta nel 1999 dal Governo Jospine. Si tratta di due fondamentali conquiste sociali di inestimabile valore civile che hanno dato tratti nobili e umani alla Francia anche se Sarkozy le ha manomesse senza tuttavia riuscire a cancellarle. La Segolene Royal, ammiratissima da Veltroni e dagli ex comunisti italiani, voleva sostituire alla ideologia socialista la dottrina liberista della deregulation dei rapporti di lavoro, della riduzione del welfare e del massimo allineamento all’atlantismo. Voleva plastificare l’immagine della leaderchip socialista per contrapporla a quella di Sarkozy e della sua Barby di lusso in un gioco meramente massimediatico, volatile, da ostentare ad un pubblico passivizzato dalla tv ed indotto ad ammirare la ricchezza, il potere, l’eleganza dei ricconi. A differenza di quanto mostrano di credere gli esponenti del PD la percezione della differenza dalla destra favorisce la sinistra. Una sinistra che per vincere diventa destra non solo non vince ma anche se vince perde e amministra per conto di altri. Il PD si è allineato alla destra italiana quasi su tutto ad eccezione naturalmente delle questioni della legalità e della corruzione. Ha accettato e fatte proprie le politiche di privatizzazione e di disgregazione del diritto del lavoro. Inoltre, mentre nascono dubbi in Europa e negli stessi Usa, sulle sanguinose guerre coloniali dell’Afghanistan e dell’Iraq, finge di continuare a credere nella grottesca favola del terrorismo e di AlQuaeda. Partecipiamo ai massacri di intere popolazioni per difendere l’Italia dal terrorismo! Fassino e D’Alema si distinguono in oltranzismo guerrafondaio. I socialisti francesi sono lontani da queste degenerazioni identitarie degli ex comunisti italiani. La vittoria dei socialisti francesi è accompagnata dal successo dei verdi e dei comunisti. Questi ultimi, come i comunisti italiani, hanno la malattia della divisione. Insieme sono circa il nove per cento che non è poco se fosse compatto perchè rafforza la propensione di sinistra dei socialisti. I verdi sono in gran parte espressione della borghesia liberale e progressista e delle nuove generazioni che avvertono la gravità incombente della questione ecologica assai di più della tradizionale sinistra spesso intrisa di economicismo e portata a subire l’inquinamento per salvaguardare i posti di lavoro. Ma la crescita della green economy sta aprendo nuovi orizzonti anche all’operaismo conservatore. La notizia del possibile rinvio alle Camere della legge 1167 è frutto della civilissima pressione esercitata in questi giorni dalla stampa, dalla cultura giuslavoristica e dei costituzionalisti, al passo compiuto sul Quirinale dalla delegazione della Federazione della Sinistra, dal fatto che, contrariamente alla burocratica posizione della Camusso e di altri dirigenti della CGIL, la questione dell’art.18 ha fatto irruzione nello sciopero del 12 caratterizzandolo assai di più del fisco che voleva esserne il cuore. Credo anche che sia la prova del valore delle critiche senza timori riverenziali. Il Quirinale sta assai attento agli indici di popolarità e si era allarmato dopo l’approvazione del decreto governativo sulle elezioni, del loro precipitare in basso. Dobbiamo essere grati a Di Pietro per la franchezza con la quale ha criticato il Presidente mettendolo nelle condizioni di massima attenzione e sensibilità per il suo ruolo di custode della Costituzione. La legge 1167 è stata costruita con la collaborazione di sindacati che si possono definire “gialli” quando partecipano al misfatto legislativo studiato per rendere impossibile al lavoratore di difendere i suoi diritti ricorrendo alla Giustizia come è consentito a tutti i cittadini. Credo che il Presidente farebbe bene a rileggersi tutte le normative di lavoro emanate negli ultimi anni per rendersi pienamente consapevole di quanto siano figlie di una odiosa furbizia avvocatesca per svuotare o aggirare fondamentali diritti e renderne l’accesso impossibile. Una legislazione figlia di un gruppo di parlamentari e di giuslavoristi che hanno staccato il diritto del lavoro dallo spirito della Costituzione fingendo di rispettarne la regola. A questi signori appartengono anche importanti personaggi del PD come Ichino.

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it
www.repubblica.it/economia/2010/03/15/news/napolitano_articolo_18-2663717/
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Esportazioni in calo
CHARLES BUKOWSKI

Nel 2009 il valore delle esportazioni italiane ha registrato una flessione del 21,4%, rispetto all’anno precedente. Un risultato dovuto a forti riduzioni dei flussi verso Ue (-3,7%) e, meno, verso i Paesi extra Ue (-18,1%). Le diminuzioni sono superiori alla media nazionale per l’Italia insulare con un -39,5%, dovuta alla riduzione del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati; per quelle meridionale (-23,5%) e nord-orientale (-22,6%).
IN QUANTI TELEGIORNALI E’ APPARSA QUESTA NOTIZIA?..
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Sauro segnala
La scia avvelenata
Da Piovono Rane
Gilioli

La vera scia avvelenata che rischia di lasciarsi dietro questo cupo week end
non saranno le elezioni illegali in un paio di regioni, e nemmeno la rabbia
di quelle minoranze – Dio le benedica – che tra sabato e domenica sono
andate in piazza a protestare.
La vera scia avvelenata che si lascerà dietro questo cupo week end è un
cocktail pauroso di assuefazione e rassegnazione, un cocktail che è stato
inoculato a dosi crescenti nell’ultimo anno e che adesso è arrivato con una
siringata da cavallo.
L’assuefazione allo stupro delle regole del vivere civile è cresciuta giorno dopo giorno, nelle cento leggi ad personam, nelle mille ordinanze comunali
oltre il limite del razzismo, nei centomila conflitti d’interessi, nella fabbricazione di falsi dossier contro i giornalisti avversari, nei titoli urlati di bile dei giornali del premier, nelle bugie ininterrotte dei tg di regime. Così come in tanti segnali più deboli ma non meno significativi, come il pedinamento a telecamere accese di un giudice che aveva osato dare torto all’azienda del premier o l’automobile data a fuoco di un ragazza che poteva rivelare qualcosa sulle sue notti col Capo. Un avvelenamento lento, che ha mitridatizzato il ventre della società
facendole considerare normale, accettabile, ciò che è solo vergogna.
La rassegnazione è il passo successivo: quando la violenza diventa così plateale e sfrontata da produrre l’idea che non possa essere più fermata. Da nessuna piazza, nessuna protesta, nessuna opposizione.
Quando riesce a comunicare il messaggio che non c’è più niente da fare, che
tanto vale restare chiusi in casa.
Insieme ai contenuti, sono state le modalità del piccolo golpe a produrre
perfettamente questo effetto. Il governo riunito di venerdì notte, e per
pochi minuti:s’inizia alle nove e alle nove e mezzo è già tutto finito.
Nessun dissenso, nessuna discussione. E poi quella leggina che passa veloce,
nel buio di una Roma piovosa, dalle sale di Palazzo Chigi a quelle del
Quirinale, dove un pavido anziano immediatamente la firma, senza nemmeno
aspettare il mattino.
L’immagine di questo vecchio debole che resta sveglio tra gli arazzi per
obbedire a chi è più potente di lui ha trasmesso meglio di ogni altro
particolare il segnale di un potere che si è fatto onnipotenza, che ha
assuefatto abbastanza il Paese da potersi ormai permettere di tutto,
ovunque, comunque. Un potere che ormai sghignazza ebbro di se stesso, un
potere che trascina il corpo dell’avversario sconfitto come Achille con
quello di Ettore attorno alle mure di Troia, sentendosi invincibile ed
eterno.
Questa è la vera scia avvelenata che rischia di lasciarsi dietro il cupo
week end alle nostre spalle. L’assuefazione che si è fatta rassegnazione.
L’allargare le braccia, il fare spallucce, il guardare altrove. Anche di
quelli che sanno – sì lo sanno – che qualcosa di grave è successo, che
un’altra membrana è stata rotta, ma pensano che tanto non c’è niente da
fare, e lo stesso penseranno quando un’altra membrana verrà superata.
E’ questa assuefazione, è questa rassegnazione, da lunedì 8 marzo, il nostro
primo avversario.
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INVICTUS

Ieri ho visto un film davvero molto bello: INVICTUS di Clint Eastwod.
E ho visto finalmente cosa significa un premier che usa l’amore per governare il suo popolo diviso, a differenza dell’ipocrita che oggi ha preso il potere in Italia e che usa le parole come grimaldelli mentali per aggiogare gli inesperti e ridurli a una situazione di plagio. Ho visto cosa è un vero capo democratico contro un pagliaccio subdolo e corrotto.
Nel film Mandela racconta che durante i suoi 27 anni di carcere, quando la depressione lo coglieva, si ripeteva una poesia vittoriana per ridardi coraggio, è una poesia intitolata INVICTUs= Invincibile, mai sconfitto
La scrisse il poeta inglese William Ernest Henley nel 1875

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

..
L’altra metà del mio cuore
Salvatore, che ha perso la sua compagna di vita

Sono passato davanti a una chiesa
e non mi ha chiamato nessuno.
Volevo sentire soltanto un bisbiglio,
una parola lieve del mio amore perduto.
La pietà,la lasciò sola
quando invocava aiuto.
E cosi vivo per cercare l’altra metà
del mio cuore, se il grande bene
di Dio mi farà luce
.”
..
RIDIAMARO : – )

Dalla palestra di Luttazzi
www.luttazzi.it/

La crisi economica è talmente grave che nel 2009 Berlusconi ha guadagnato solo 9 milioni di euro. (eddie settembrini)

Per trasportare i suoi soldi sta pensando di chiedere aiuto agli aquilani con le carriole. (eddie settembrini)

Il reddito del premier è cresciuto di 9 milioni. Ora è talmente ricco che finalmente potrà pagare 1000 euro per una troia. (Alessandro Cai)

Innocenzi: «Berlusconi mi manda a fare in culo ogni tre ore.» Sei fortunato, io ti ci manderei molto più spesso. (Daniele Gianolla)

Berlusconi «C’è un disegno molto ben pensato contro di noi». Sì, è la Legge. (Sarah Chiti)

Cerimonia per i 90 anni di Don Verzè, Berlusconi: “Don Verzè mi confessa e mi dà l’assoluzione senza che io dica niente, perchè mi conosce.” E perchè a 90 anni sa che non farebbe in tempo. (Nicola Congiu)

Fassino:”Chiederò a suore e preti di votare PD alle regionali.” Se accettassero, per loro sarebbe il secondo voto ad un’entità invisibile. (Nicola Congiu)

2.Ghedini: “Irrilevanza penale dei fatti”.
2. Ghedini: “Berlusconi è solo l’utilizzatore finale di Minzolini.” (Luca Zanotti)

Berlusconi: “Basta con i giornalisti, non li voglio più vedere in tv” (Daniele Gianolla)

1.Alfano:”L’inchiesta di Trani presenta tre gravissime patologie: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio”
2. Alfano:”L’inchiesta di Trani presenta una gravissima patologia: coinvolge il mio padrone” (massimo unali)
..
Ai leghisti
Sulla scheda mettere solo il cognome,
basta una sola “X”!

Mauro Medeot

A TUTTI I PRESIDI, LE SEDI; LE SASEMATTE; I TELEGIORNALI; LE TV, LE PROTEZIONI CIVILI; I BORDELLI; E I MILITANTI PIDIELLE
SI AVVISA CHE DA OGGI IL SALUTO A BRACCIO IN ARIA SARA’
ACCOMPAGNATO DALLE PAROLE, MARZIALMENTE SCANDITE:
ALZ HEIMER !!

Paola Faber
……
Fede colpito da un malore è stato ricoverato al San Raffaele nella stessa camera dove era stato Berlusconi ed è guarito miracolosamente
Ha dormito nel letto dove ha dormito Berlusconi
Ha pisciato nel water dove ha pisciato Berlusconi
Più che una terapia è stato un orgasmo!

Viviana
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Forma mentis

Sarkonò
Non sono i socialisti che sono in ripresa, è Sarkozy che sta buttando al vento lo scudetto, pensa all’Europa, pensa alla figa, e i francesi a un certo punto non ne vogliono più sapere… dev’essere la maledizione di Jimmomo, tutti quelli per cui fa il tifo prima o poi fanno una brutta fine, ciò fa ben sperare anche per noi italiani ma getta un’ombra sinistra sull’inter.
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Michele Quattrociocche
Voglio vederla sotto un’altra angolazione. Di Berlusconi che concerta per chiudere Annozero non mi preoccupa tanto l’atto liberticida in sé, quanto questa mania di preoccuparsi delle cose televisive come si trattasse di questioni di vita e di morte, come se avessi davvero bisogno di Santoro per farmi un’idea di come vanno le cose, come se la rivoluzione che rovescia il governo potesse davvero partire da un programma televisivo con le luci scure e gli ospiti disposti a semicerchio. Ma dico io, ci sono grandi riforme che il paese aspetta da anni e la sua preoccupazione è quella di sistemare Santoro. Da qui si evince la pochezza dell’uomo e delle istituzioni, la prova che più che a governare ci si limita a una sterile e certosina gestione del consenso, pensano alla televisione. Un giorno la televisione non la guarderà più nessuno e il re del teleschermo diventerà obsoleto come l’inventore del grammofono e della 1300 Giardinetta. Ah, un consiglio a Berlusconi: si aggiorni e cominci ad usare Skype, la ‘ndrangheta già lo usa e dice che si trova bene.
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Harry Haller
Il Pdl a Roma
Il clou della serata sarà quando Mastrota presenterà l’offerta di pentole e materassi : il popolo delle dentiere andrà in visibìlio……
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Saverio manda

LUCIANA LITTIZZETTO
Finalmente una bella notizia. Si è fatto tanto l’amore in questo periodo. Son tutte incinte. A parte la Maria Star che già si sapeva, è incinta la Bellucci, è incinta la D’Amico, c’ha la pancia Giorgia che fino a ieri era piatta come uno skate, è incintissima la Piersilvia Toffanin, ed è in dolce attesa persino Heather Parisi che ha 50 anni e c’è caso che mi entri addirittura nel Guinness dei primati. Che meravigliosa Cicala. Alla faccia della formica che invece non cicale mica. Ma sì. E’ giusto. Facciamo girare l’economia e anche qualcos’altro. Peccato che ci sono anche delle povere disgraziate che invece non solo non sono incinte ma c’hanno pure problemi alla jolanda. Non so se avete visto questa nuova pubblicità che io trovo deliziosa. Un gioiellino. Si vede un capannello di bagiane, di squinzie, di ciamporgne che se la contano. E si capisce da subito che stanno aspettando qualcuno. Poi arriva trafelata l’amica che dice: «Scusate il ritardo… Ma ho un bruciore e un prurito intimo e ho dovuto passare in farmacia a comprare il Tantum rosa…». Precisazione. Io pensavo che ci fosse solo quello verde di Tantum, il colluttorio, quello di ehi Boccasana… invece qui è cambiata la parte del corpo. Non è più la bocca. Solo che non potevano fare… Ehi… Ma vabbè. Torniamo allo spot. Stacco. A questo punto si vede lei, la protagonista, ad una festa, vestita da confetto… che dice… il rosa mi fa stare meglio… ridendo. Ora. A parte che la malata del Tantum è la stessa che va in bici a raccogliere le mele della Val di Non. Giuro. Ho verificato. E’ la stessa attrice. E anche lì ti viene da dire… certo, vai a rampiarti in bici su per i bricchi ovvio che poi gli apparecchi di bassa manovalanza ne risentono… ma comunque. Io ho 45 anni. E di amiche ne ho frequentate. Ma mai e poi mai una è arrivata a dirmi che era in ritardo perché le prudeva la… Ma dai!!!! Ma son cose che una se le ha se le tiene… Non è che prima cosa che dici quando vedi le amiche… Come va? Mah, guarda è da ieri che mi gratto… mi sembra di avere il circo delle pulci nelle mutande. Come se l’avessi fatta alla brace. Ma dove stanno le pari opportunità in pubblicità? Noi donne abbiamo l’ascella pezzata, le piccole perdite in ascensore, la pancia gonfia perché siamo stitiche, la dentiera che balla e adesso la jolanda che prude? E il maschio niente? A voi non prude? I maschi son tutti fiori del paradiso? Ma se nella vita avete le abitudini e l’odore dei facoceri. Perché non ne fate una ambientata in uno spogliatoio di palestra con Vito che si leva le scarpe da tennis e tutti gli altri che si appiccicano alle pareti come l’Uomo Ragno? Ma scusa. Ma com’è che a noi prude e a voi no? E allora cosa avete da smandranare tutto il giorno il merlo? Si tratta di riposizionamenti strategici delle batterie missilistiche? Siete sempre lì che manipolate, state delle ore a vangarvi il cavallo dei calzoni, a rimestare ‘ste due olive felpate che vi portate nel marsupio… e allora già che ci siete scriveteci sopra Basilicata, andate a Raiuno e fatevi aprire il pacco ad Affari tuoi.
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La barzelletta di Saverio

Un italiano in Francia sta consumando il suo “petit déjeuner” (caffé,croissant,pane, burro e marmellata),quando un francese, masticando la sua immancabile gomma, si siede accanto a lui. L’italiano lo ignora
vistosamente, ma nonostante tutto il francese l’apostrofa: “Voi il pane lo mangiate tutto?”
L’italiano risponde sorpreso: “Certamente.”
Il francese fa un bel palloncino con la gomma: “Noi no. In Francia noi mangiamo solo la mollica. La crosta la raccogliamo in un contenitore, la ricicliamo, la trasformiamo in croissant e la vendiamo in Italia.”, prosegue, con una smorfietta insolente. L’italiano resta in silenzio. Il francese insiste: “Ci metti la marmellata, sul pane?”
L’italiano: “Certamente.” Il francese, rigirando la gomma tra i denti e ridacchiando, fa: “Noi no. In Francia a colazione noi mangiamo la frutta fresca, mettiamo tutte le bucce e gli scarti in un contenitore, li ricicliamo, ne facciamo marmellata e li vendiamo in Italia.” L’italiano allora chiede: “Voi francesi fate sesso?” Il francese risponde: “Ma certo!”, con un gran sorriso. E cosa fate coi preservativi usati?” prosegue l’italiano. “Li gettiamo via, naturalmente.” “Noi no” conclude l’italiano. “In Italia, li mettiamo in un contenitore, li ricicliamo, li trasformiamo in gomma da masticare e li vendiamo in Francia.”
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http://masadaweb.org

4 commenti »

  1. Cara Viviana, se ben ricordi anche Mussolini a Piazza Venezia fu lungamente applaudito ed osannato come avesse dato una buona notizia, quando invece annunciò solennemente l’entrata in guerra dell’Italia.

    Con la propaganda e l’imbonimento, che oggi possono avvalersi di media potentissimi, si può indurre la gente a fare qualsiasi cosa : farsi votare da milioni di persone è diventato addirittura uno scherzo !!

    Quello di domenica sarà stato anche un “flop”, ma purtroppo è stato anche un chiaro segnale da parte del Berluska di non aver scupoli ad usare la piazza per sostenere anche istanze antipopolari e decisamente perniciose per i più !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — marzo 22, 2010 @ 5:13 pm | Rispondi

  2. Ora è in arrivo la letterina/invito a casa per i residenti nel Lazio ed io farò di tutto per rispedirla al mittente.

    Mi hanno fatto pena gli scolaretti intorno al Sultano sul palco a recitare la poesia per la prossima Pasqua.

    Basterebbe solo quella sceneggiata per non farli votare; ovunque. Sono dei burattini!

    e=mc2

    Commento di MasadaAdmin — marzo 22, 2010 @ 5:13 pm | Rispondi

  3. C’era molto vento in piazza, mi dicono, suppongo per lo scodinzolamento dei fedeli amici del Sultano. Che squallore umano!

    Poco fa la mia compagna di vita ha respinto al mittente, quale “posta non gradita”, direttamente nelle mani del postino, con motivazione scritta e firma e data, la busta con mittente Silvio Berlusconi – Popolo della Libertà.

    Aspetto la consegna della mia per fare altrettanto.

    Non si vive di solo pane!

    luigi

    Commento di MasadaAdmin — marzo 23, 2010 @ 1:22 pm | Rispondi

  4. Al Presidente CSM NAPOLITANO Fax 06 4699 3125

    Al Ministro dell’Interno MARONI “ 06 4654 9832

    Al Capo di Gabinetto Min , Maroni Dott. PROCACCINI “ 06 4653 3715

    Al Ministro Rif, P. Amm. BRUNETTA “ 06 6899 7188

    All’Ispettorato Funzione Pubblica Dott. VILLANI “ 06 5832 4118

    Al Ministro Pari Opportunità CARFAGNA “ 06 6779 2213

    Al Segretario CSM Dott. VISCONTI ( fasc. 614 /09) “ 06 4453 743

    Alla Procura di PERUGIA “ 075 5722 218

    Al Presidente di CIVICRAZIA Avv, FORTUNATO

    A Stampa e TV via e.mail: La Repubblica, Il Corriere, Il Fatto Quotidiano, il Giornale, Libero. Mi manda Rai 3 , Striscia la notizia , Espresso, Anno Zero, Ballarò, Porta a Porta etc.

    OGGETTO: richiesta urgente di legge ANTI-CORRUZIONE ed ANTI-MOBBING e di immediata soluzione del mio grave caso con GIUSTE SENTENZE.

    Ho chiesto innumerevoli volte una legge anti.MOBBING che salvi gli onesti dal doversi piegare ad una DILAGANTE CORRUZIONE , chiedo che sia immediatamente posta in essere una legge che protegga chi viene espulso dal posto di lavoro senza l’intervento di un Difensore Civico, di una Commissione Pari Opportunità, di un Sindacato, o di sentenze che risolvano la persecuzione, fino ad arrivare a sentenza errata della Cassazione, per la cui MODIFICA invierò il ricorso in Cassazione.

    Chiedo una legge che preveda VERI ORGANISMI di TUTELA e non Difensori Civici, Pari Opportunità e Sindacati asserviti al potere politico.

    Chiedo ai Ministri di provvedere al più presto per quanto da me MOLTE VOLTE RICHIESTO, ma anche di assicurare una GIUSTIZIA CELERE e GIUSTA lasciando anche agli stessi GIUDICI libertà di lavoro e di espressione di giuste sentenze per una DEMOCRAZIA VERA, sentenze che mi riconoscano i DANNI MORALI E MATERIALI di abusi penali a cui sono stata sottoposta senza arrivare A FARMI PAGARE LE SPESE LEGALI AGLI AVVOCATI che mi hanno perseguitato !

    Chiedo alla Procura di PERUGIA una indagine su come sia potuto accadere che si sia capovolta la decisione dell’Udienza Preliminare anche sentendo il mio avvocato e l’avv. Generale dello Stato e sentendo l’Avv Fortunato ex Difensore Civico Reg. oggi presidente di CIVICRAZIA.

    Napoli 23 Marzo 2010

    Graziella Iaccarino

    Commento di MasadaAdmin — marzo 23, 2010 @ 1:23 pm | Rispondi


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