Nuovo Masada

marzo 8, 2010

MASADA n° 1103. 8-3-2010. E’ di nuovo l’8 marzo

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:38 pm

Anche l’8 marzo è andato in prescrizione – Un Napolitano per tutte le stagioni – Stanno già cominciando ad abolire le elezioni – Doppie e triple cariche – G8 e veleni – USA-EUROPA: dagli amici ci guardi Iddio

Per vivere bene non bisogna essere contemporanei
Ennio Flaiano
In effetti una sana valutazione due secoli ex post ci gioverebbe

Don Aldo

Squilla il telefonino
Sal cellulare vedo che si tratta di un’amica.
Io: -Pronto!
Lei: -Ciao, come stai!
Io: -Bene, e tu?
Lei:- Mah… Che stai a fa’?
Io:-Sto mangiando un uovo al tegamino.
Lei: -Solo come un cane?
Io: -Solo sì, ma non come un cane. Tu sai che le mie solitudini sono abitate, non vuote!
Lei: -Ah…; sì, lo so…; dicevo per dire!
Io: – Allora, domani è la vostra festa; Auguri!
Lei: -Ma che festa! Non me ne parlare. Una volta era una giornata di lotta…
Oggi è una giornata di merda!
……….
Capisco la rabbia di quest’amica e, imparata la lezione, invece che gli auguri, voglio dare coraggio e forza a quante lottano contro il degrado, l’emarginazione, lo sfruttamento: loro, vittime quant’altri mai di questa inciviltà travestita.
E lo faccio con questa dedica che mi viene dall’amico Tonio Dell’Olio.
Aldo

A quelle donne che,
forti della loro debolezza,
ci hanno insegnato a stare al mondo.
Donne che non si vergognano di piangere
per dire un dolore fitto nella carne e nell’anima.
A quelle donne che ci hanno spiegato
che amare non è solo l’infinito di un verbo… infinito,
ma anche aggettivo femminile plurale
che si addice alle lacrime e a certe giornate.
Donne capaci di danzare tra le macerie del tempo e delle storie
e di cogliere la grazia nelle cose quando tu vedi miseria.
Donne che se sono nate dalla costola di un uomo
lo hanno fatto una volta sola.
Poi hanno iniziato a partorire loro:
futuro, speranza, bellezza e bambine e bambini.
Né angeli, né nuvole le donne d’Africa
per le quali chiediamo a voce alta il Nobel della pace
perché pagano il prezzo più alto e tengono più alta la lampada.
Donne dell’8 marzo ma anche del 9, del 10 e dell’11.
Donne veline poche.
Donne vela tante.
Capaci di raccogliere il vento per spingere in avanti la barca.
Donne che modellano la creta della precarietà a scultura.
Opere d’arte che profumano il mondo.

«Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano»

Sembra una barzelletta. Ma lo ha solennemente dichiarato Napolitano, che non è, come si potrebbe credere, un comico del Bagaglino, ma il nostro Presidente della Repubblica, solo che ormai anche la parola Presidente e la parola Repubblica sono scese al livello infimo del Bagaglino.
Insomma le firme sono valide anche se non sono valide. Per decreto.

Penso a quante cose buone un buon governo potrebbe fare, non questo schifo qui, con tutto un paese rantolante costretto ad inseguire le donne di Berlusconi, i reati di Berlusconi, le truffe di Berlusconi, le impunità di Berlusconi, i vizi di Berlusconi, le liste illecite di Berlusconi……
..
Formamentis
Siamo il paese che siamo, e lo siamo anche grazie a Napolitano. Passi un’esclusione dei radicali, che essendo quattro pezzenti che ci siano o non ci siano non avrebbe fatto differenza, ma il maggior partito politico di governo… se quel partito fossi stato io mi avrebbero dato un semplice calcio nel culo, io mi sarei dovuto piegare alla legge, loro no: abbiamo passato i limiti della decenza, il paese puzza dalla testa ai piedi. Bonino ritirati, ma che ci frega a noi di governare questa o quella regione? Ci sono tante belle cose nella vita che si possono fare invece di servire il popolo, siamo uomini o camerieri? (domani io, Junio Clerici e Lutring andiamo a svaligiare una banca, se gli diciamo che siamo candidati del PDL forse ce la caviamo).
Polverini in Wonderland
Il mondo va al rovescio, adesso vuoi vedere che la colpa è di chi ha posto un limite di tempo per la presentazione delle liste? Liberalizziamo, facciamo che da ora in poi le liste si possono presentare quando ci pare, anche dopo le elezioni, altrimenti scendiamo in piazza e facciamo la nostra bella prova di forza, ce la giochiamo al tiro alla fune. La vostra lista non è stata votata? La cambiamo, la scambiamo con lista che ha vinto con effetto retroattivo… ma la libertà, signori miei, sta mica nell’ubbidienza alle leggi, sta nella creatività di chi le scrive. Gheddafi è un creativo, l’embargo totale sui prodotti svizzeri è un’idea geniale, milioni di libici senza il cioccolato, è una tragedia di portata biblica. Adesso la furbizia sta nel soffiare agli svizzeri le commesse per i cammelli ad alta velocità, se siamo abbastanza furbi, e lo siamo, adesso subentra l’Ansaldo e Gugliel Motel se la prende nel culo.

Viviana

Tutto tutti non si può avere
Ai poveri la regole e le pene
Ai ricchi il potere e la beffa
Secondo berlusconiana distribuzione
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Berlusconi: “Da sinistra arrivano solo insulti”. Sarà l’eco.
(crostaceo di terra) spinoza.it
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Il 29 andiamo a votare, poi possiamo votare anche il 30, il 31 o il 32.. basta essere del Pdl, votare il candidato del Pdl e godere di un decreto interpretativo del Pdl….

Ma intanto il Tar del Lazio ha respinto il decreto di Berlusconi.
Quer pasticciaccio tremendo di Palazzo Grazioli.

Viviana

Il giorno in cui è sentenziata la sua morte
Risponderà con un decreto interpretativo?
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Fabio del Sordo. spinoza.it
Firme irregolari in Lombardia. Renzo Bossi: strano, ricordo bene di aver messo una X.
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Marianna. spinoza.it

Ennesimo miracolo del berlusconismo.
La riesumazione delle liste.
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Tabucchi
“Napolitano non è pià garante della Costituzione, ma di Berlusconi”
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Viviana

Eccheccazzo! Aspettate che facciamo il nostro porco comodo! E zitti!
E chi ha da ridire qualcosa…una gragnola di insulti! O peggio!
E’ così che si fa nelle peggiori taverne di Caracas
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Le truffe istituzionali
Viviana Vivarelli

Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché gli elettori del Pdl non potevano esercitare un diritto di voto.
I poli sono due e ognuno ha il suo candidato.
Le liste per Formigoni e per la Polverini erano tante. Se si votava Lega per es. o un’altra lista associata a Formigoni, i voti sarebbero andati comunque a Formigoni, idem per la Polverini. Annullare una lista per irregolarità non significava annullarle tutte e non inficiava affatto il diritto di votare, che si poteva esercitare tranquillamente senza ledere i diritti di un certo candidato.
Perché allora si sono dette tutte queste balle? Perché Napolitano ha ripetuto costantemente la menzogna che non poteva rifiutare a milioni di elettori il diritto di votare. Avrebbero potuto votare benissimo.
Ma che truffa è mai questa?
E perché poi, per paura di avere contro il parere del TAR si è voluto prevaricare anche i giudici anticipandoli con un decreto di qualche ora, senza nemmeno aspettare il loro giudizio, quasi a voler loro mozzare la lingua, e addirittura si è fatto tutto questo sconcio gridare da ossessi contro un complotto o contro una opposizione che più bolsa di così sarebbe stata solo da morta, e addirittura ci sono state turpi aggressioni verbali contro i radicali, rei non si sa di che, mentre Feltri scriveva le solite cose oscene delle liste “che sono tutte irregolari” o su fantomatiche liste false ripescate in passato. Ma quante bugie deve dire ancora quest’uomo prima che qualcuno gliele faccia ringoiare tutte?
Questa sceneggiata è stata così barbara, così aggressiva e feroce, talmente senza ritegno ha fatto solo schifo, provando una volta di più l’arroganza, la protervia di B.
E chiunque si associ a questo schifo merita il più profondo disprezzo.
Le leggi vengono fatte a pezzi nell’indifferenza dei politici, con un Pd che addirittura continua a sostenere l’intollerabile Napolitano, l’uomo che firma anche la carta igienica, il servo di Stato di Berlusconi, quello che l’unica cosa che garantisce è il golpe.
Ma quando mai si è sentito parlare di un decreto “interpretativo”?
Che razza di fattispecie giuridica è mai questa?
Non potendo platealmente fare a pezzi le leggi si fa un decreto per stabilire che esse in realtà dicono il contrario di quello che dicono.
Abbiamo il sistema orwelliana fatto jus.
Ora non ci basterà più avere 95.000 leggi contro le 5.000 della Francia, le 6.500 della Germana e le 9.000 della Spagna.
Possiamo aggiungerci 95.000 decreti interpretativi che interpretino a rovescio o con larga manica ogni legge per farle dire il contrario di quello che dice.
Vi ricordate il “ma anche” di Veltroni?
Ora abbiamo il “se però”.
La legge chiede 3.500 firme per un Governatore? Se però sono solo 5 va bene lo stesso.
La legge chiede che le firme siano depositate nel tal posto entro la tal ora? Se però sono depositate a cazzo di cane con due mesi di ritardo, va bene pure.
La legge chiede di pagare le tasse? Se però non le paghi ricevi pure un premio.
Ovviamente non c’è bisogno di fare 95.000 decreti interpretativi che di fatto fanno a pezzi le leggi. Basta farne via via di utili, al momento della bisogna, così che questo governo non sia soltanto “il governo del fare /quel che cazzo ci pare” , ma anche il governo del “se però” e
della legge ballerina
che si cambia da sera a mattina.

E quel Calderoli che da un anno sta lì pagato a fare un cazzo di niente, può persino avere un compito, quello del decreto volant.
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Decreto salva-liste, tutte le colpe del Presidente
Tabucchi contro Napolitano:

Antonio Tabucchi: “Un’altra legge vergogna. Ritengo responsabile in prima persona Giorgio Napolitano. Per gli esegeti del regime non poteva non firmare. Invece poteva, bastava che volesse. Le leggi razziali nel ’38 non le firmò Mussolini, ma Vittorio Emanuele III. Nelle vere democrazie l’operato del Presidente della Repubblica è sottoposto alle giuste critiche dell’opinione pubblica, ma in Italia non si può, è lesa maestà. Napolitano, questa volta in maniera flagrante, ha rotto i patti con gli italiani. Oggi, con questa legge illegale e totalitaria, quando ci dice che, fra le regole della legge e il dover impedire ai cittadini di votare una lista, lui sceglie di rompere le regole perchè sono una forma, ebbene io rispondo che tutte le leggi che abbiamo sono una forma, anche la Costitituzione è una forma perche è fatta di regole. E se si rompono le regole della Costituzione si rompe la Costituzione. In questo momento storico Napolitano non è garante della mia Costituzione, mi pare si sia fatto garante di Berlusconi. Se Napolitano non capisce che deve prima di tutto difendere la Costituzione con le sue forme, nessuno lo obbliga a stare al Quirinale: è un dovere e questo dovere richiede molta, molta attenzione, perchè ormai in Italia la Costituzione è stata divorata”.

Paolo Flores d’Arcais

Il comportamento del presidente Napolitano ricorda in modo impressionante il comportamento del governo Facta ai tempi della marcia su Roma.
In un paese democratico esistono delle leggi, leggi che i politici stessi in Parlamento hanno fatto e che sono tenuti a rispettare. Non è accettabile la logica che le leggi si fanno rispettare per i nemici e si interpretano per gli amici, perchè questa è la fine dello stato di diritto. Di fronte all’incapacità e alla cialtroneria di gruppi dirigenti regionali del partito di Berlusconi, che non sono riusciti a presentare regolarmente le loro liste, l’unica via da seguire era quella della legge, ovvero ciascuno ha diritto a fare dei ricorsi e vi sono dei magistrati deputati a decidere. Cercare di stravolgere questo procedimento democratico significa infliggere alla democrazia liberale un vulnus gigantesco.
Il fatto che poi si dica che le regole sono cose secondarie rispetto alla sostanza indica il baratro in cui ormai il nostro Paese è arrivato. Mi domando se non sarebbe responsabile da parte delle opposizioni dichiarare apertamente che in queste condizioni saranno loro a ritirare tutte le liste dalle elezioni e a non parteciparvi.
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Vignetta
Che cos’è un decreto interpretativo?
Quello che interpreta le leggi a cazzi loro.

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Nuovo Partito d’Azione

Il Presidente della Repubblica ha risposto alle domande di alcuni cittadini che gli avevano chiesto ragione della sua firma al decreto salva-liste adducendo sostanzialmente motivi di opportunità politica e replicando che “non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo”. Non sta certamente a me ricordare al Presidente Napolitano che primo e più alto compito della Presidenza della Repubblica è la tutela della Costituzione e dei diritti costituzionali, il primo dei quali è l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. E anche di tutti i partiti, per estensione. Qui invece la Costituzione viene violata perché se fosse stata respinta la lista di un partito piccolo come può essere il Nuovo Partito d’Azione non credo proprio che nessuno si sarebbe preoccupato, né tanto meno il Capo dello Stato, di richiedere un provvedimento che ci rimettesse in gioco. Eppure anche i nostri elettori o quelli di un altro partito piccolo hanno gli stessi diritti di quelli di un partito come il Pdl. Ogni considerazione di opportunità politica è del tutto secondaria rispetto alla garanzia sull’osservanza delle regole e dei principi sanciti dalla Costituzione ed è gravissimo l’argomento usato dal Presidente Napolitano per giustificare il suo atto.
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G8 e veleni
laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2010/03/04/piccola-storia-a-puntate-di-un-g8-allamianto/

Ricevo da Marios la prima parte di una brutta storia ignobile che ci vuole raccontare. Una storia a piccole puntate, piccole pillole di infamità, G8 e veleni.
Rosy

I lavori del G8 a La Maddalena iniziano ad aprile 2008. Solo a partire dal gennaio 2009 le gravi denunce sindacali della CGIL cominciano ad essere ascoltate. Gli Ispettori del Lavoro solo da allora hanno ottenuto di poter accedere (in modo molto limitato e contrastato) ai cantieri del G8. Nel maggio 2008 la CGIL minaccia il blocco dei lavori. Nell’agosto sempre la CGIL denuncia il fatto che le macerie di amianto vengono spostate senza nessuna precauzione (mani nude, niente maschere: il fatto viene documentato con un filmato su Youtube). Bertolaso e la sua struttura avevano assicurato di voler provvedere direttamente al controllo: “garantisco io, fidatevi”.
A settembre 2008 si passa ai 3 turni, 24 ore su 24. E con gli straordinari si arriva a richiedere 10-12 ore al giorno, 7 giorni su 7, buste paghe molto parziale, soldi che tardano ad arrivare. Di Ispettori ancora non se ne vedono ed il delegato CGIL di La Maddalena finisce sotto inchiesta per “violazione di segreti di stato”, e prosciolto solo a febbraio 2010.
Oggi UIL, CISL,sindaco di La Maddalena, il buon Cappellacci cadono dalle nuvole, hanno scoperto tutto adesso.
Un terzo delle aziende irregolari. Metà dei cantieri fuori norma. Migliaia oltre al consentito le ore di straordinario. incalcolabile la quantità dei riposi settimanali saltati. Normativa del Contratti ignorata. Distacchi anomali di lavoratori da un’azienda all’altra. 94 operai assunti senza il rispetto della normativa. 4 totalmente in nero. 4 licenziamenti senza giusta causa. Tutto questo risulta dalle ispezioni eseguite in poche settimane di controlli. Gli ispettori vengono ammessi soltanto a febbraio, fino a giugno 2009. Questo perchè, per l’accesso, si è dovuto attendere il NOS (nulla osta di segretezza). Il ministro Sacconi firma il nulla-osta a settembre, ma da Roma all’Ufficio provinciale del Lavoro di Sassari l’autorizzazione arriva solo finito gennaio 2009. Ma i lavori sono iniziati a giugno del 2008. 109 illeciti rilevati per 43.000 € di sanzioni, 156 illeciti penali per 73.000 €. Sanzioni – udite udite – pagate subito. Il 6 febbraio 2009 Bertolaso riceve a La Maddalena una documentazione molto dettagliata che hanno preparato CGIL-CISL e UIL
Bertolaso passa la documentazione all’Ufficio Provinciale del Lavoro, facendo riferimento al protocollo dell’11.09.2008 del ministro Sacconi, protocollo che è appena arrivato a Sassari, dopo 6 mesi di cammino.
In realtà i controlli sono già iniziati e vengono articolati lungo le 24 ore giornaliere, 7 giorni su 7.
Le ispezioni rilevano sub-appalti a “cascata” assolutamente vietati, per sopperire a carenze di personale, legate alle varie fasi di lavori.
Addetto al controllo strategico degli ispettori viene inserito certo Della Giovanpaola, affabile, cortese e cordiale, che poi finisce in galera all’esplodere dell’inchiesta.
All’inizo gli Ispettori subiscono accurati, pretestuosi e soprattutto lunghi controlli all’ingresso nei cantieri.
Dopo vibrate proteste della Direzione dell’Ufficio, si da finalmente il via libera agli ispettori.
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Marco Travaglio
Messaggio alla Nazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Care pirla e cari pirla che avete consumato diottrie a studiarvi le norme elettorali fino all’ultimo codicillo in corpo 2, avete consumato scarpe andando in giro a raccogliere firme regolari, vi siete congelati stazionando per ore ai banchetti per convincere i passanti a sottoscrivere le liste, avete rinunciato al tempo libero per inseguire gli autenticatori in capo al mondo e vi siete svegliati alle tre del mattino per presentarvi per tempo agli uffici elettorali, questo discorso a reti unificate è dedicato a voi imbecilli ancora convinti di vivere in uno Stato di diritto, in una democrazia fondata su elezioni regolari, cioè conformi alle leggi vigenti.
Spiacente di informarvi, casomai non ve ne foste ancora accorti, che viviamo in un regime fondato sulla legge del più ricco e del più forte, di chi grida e minaccia di più. Una legge che varia a seconda delle esigenze del più prepotente. Se, puta caso, costui vìola la legge, non ha sbagliato lui: è sbagliata la legge, che viene cambiata su due piedi. Se poi, puta caso, la Costituzione non lo consente, non è sbagliata la nuova legge: è sbagliata la Costituzione. Che si può cambiare come un calzino sporco . Se penso che da cinquant’anni mi chiamano “il figlio del re” per la mia somiglianza con Umberto II, mi scompiscio. Hanno sbagliato re: io sono l’erede di Vittorio Emanuele III, quello che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 se ne fuggì a Brindisi. Sempre di notte. Infatti quando ho firmato il decreto salva-Banana? Di notte. Del resto chi sono io per respingere una legge con messaggio motivato alle Camere come previsto dall’articolo 74 della Costituzione? Mica sono il garante della Costituzione. L’ho già detto per lo scudo fiscale: se non firmo, quelli mi rimandano indietro la stessa legge e poi devo firmarla comunque. Tanto vale farlo subito. A chi mi prospetta le dimissioni, rispondo che non conosco questa parola: sono in Parlamento dal 1953, figuriamoci. E in vita mia ho fatto ben di peggio che firmare leggi illegali: ho plaudito all’invasione sovietica dell’Ungheria, ho attaccato Berlinguer che evocava la questione morale, ero amico di Craxi, ho scritto pure alla vedova che il marito corrotto era un perseguitato.
Conosco l’obiezione: non c’è elezione senza qualche lista esclusa per ritardi o irregolarità. In Molise nel 2000 aveva vinto la sinistra con Giovanni Di Stasi, poi la destra di Michele Iorio fece ricorso contro alcune liste irregolari, Tar e Consiglio di Stato lo accolsero, si rifecero le elezioni e vinse Iorio che ancora governa. E il governo D’Alema non ci pensò neppure di fare un decreto per legalizzare le illegalità: peggio per lui, poi dicono che è intelligente. Del resto al Quirinale c’era ancora Ciampi, mica io. Due anni fa invece c’ero già io, quando alle Provinciali in Trentino venne esclusa, dopo i ricorsi di Lega e Pdl, la lista Udc alleata della sinistra. Nemmeno allora l’Unione pensò di salvarel’alleato con un decreto interpretativo: peggio per loro, pirla.
Ecco, care pirla e cari pirla: la prossima volta, anziché prendere sul serio la legge e rischiare l’assideramento per raccogliere le firme e presentarle in tempo utile, fate come me: statevene a casetta vostra davanti al caminetto, con la vestaglia di lana e le babbucce di velluto. Poi fate come i bananieri: all’ultima ora dell’ultimo giorno vi presentate in Corte d’Appello con le firme tarocche di Romolo Augustolo, George Clooney, Giovanni Rana e soprattutto Gambadilegno, magari vi fate pure un panino e una pennica per non arrivare proprio in orario, poi minacciate la marcia su Roma, portate in piazza una dozzina di esaltati, mi urlate “buh” sotto le finestre del Quirinale, mi fate sparare dai vostri giornali e io vi firmo la qualsiasi. Anche la lista della spesa, il menu del ristorante, la ricevuta del parrucchiere, lo scontrino dell’intimissimo. Tanto Santoro l’hanno chiuso e per un mese non rompe con le sue notizie: fa tutto Minzolini, che sta dalla parte del Banana, cioè dalla mia.
Statemi allegri. Il vostro presidente della Repubblica. Vostro, si fa per dire.
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Gaspare Serra
LA CARICA DELLE POLTRONE…

DIVIETI DI DOPPI MANDATI ED EMOLUMENTI: QUANDO L’ECCEZIONE SI FA REGOLA!
LA REGOLA: COSA PREVEDE LA LEGGE?
L’art. 62 del d.lg. n. 267 del 2000 (“Testo Unico degli Enti Locali”) prevede la “INCOMPATIBILITÀ” TRA LA CARICA DI SINDACO O PRESIDENTE DI PROVINCIA E QUELLA DI DEPUTATO O SENATORE.
Più precisamente, si prescrive l’“automatica decadenza” dalla carica di Presidente della Provincia o di Sindaco (di un Comune con una popolazione superiore a 20 mila abitanti) nel caso di accettazione della candidatura a deputato o senatore.
Gli art. 1 e 2 della legge n. 60 del 1953 (sulle “incompatibilità parlamentari”), inoltre, prevedono il “DIVIETO DI DOPPI INCARICHI” PER I PARLAMENTARI.
In particolare, si introduce il divieto di ricoprire cariche:
-in enti pubblici o privati (per nomina o designazione del Governo o di organi dell’Amministrazione dello Stato);
-o in associazioni o enti che gestiscano servizi per conto dello Stato o della Pubblica Amministrazione (o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria).
La ratio è quella di evitare potenziali “conflitti d’interesse”, ossia l’abuso del proprio incarico al fine esclusivo di condizionare il voto di un pubblico vasto per un proprio tornaconto elettorale.
L’art. 3 della legge n. 1261 del 1965 (sul “trattamento economico dei parlamentari”), invece, prevede il “DIVIETO DI CUMULO” DELLE INDENNITÀ PER I PARLAMENTARI.
In pratica, si stabilisce il divieto di cumulare le indennità parlamentari (di deputato o senatore, pari a circa “13 mila euro” mensili) con altri salari derivanti:
-da incarichi di carattere amministrativo (conferiti dallo Stato, da enti pubblici, da banche di diritto pubblico, da enti privati concessionari di pubblici servizi, da enti privati con azionariato statale, da enti privati aventi rapporti d’affare con lo Stato o da Regioni, Province o Comuni);
-o da rapporti di pubblico impiego (i dipendenti dello Stato, di altre pubbliche amministrazioni nonché di enti ed istituti di diritto pubblico, eletti deputati o senatori, sono collocati d’ufficio in aspettativa per tutta la durata del mandato parlamentare).
L’art. 83 del d.lg. n. 267 del 2000, infine, prevede il “DIVIETO DI CUMULO” DELLE INDENNITÀ PER GLI ASSESSORI ED I CONSIGLIERI DI COMUNI E PROVINCE.
Questi, qualora eletti al Parlamento europeo, al Parlamento nazionale o al Consiglio regionale, se mantengono la loro carica presso l’ente locale, hanno diritto solo al gettone di presenza per la partecipazione ai Consigli o alle Giunte comunali o provinciali.
LO “STATUS QUO”: QUANDO L’ECCEZIONE SI FA REGOLA!
L’attuale legislazione relativa alla compatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di sindaco o presidente di provincia presenta, però, una lacuna evidente:
-mentre l’art. 62 del Tuel obbliga ogni sindaco o presidente di provincia, intenzionato a candidarsi alle elezioni politiche, a dimettersi dal proprio incarico di amministratore locale;
-la legge non vieta espressamente il contrario, ossia ad un parlamentare in carica di candidarsi alle elezioni locali (oppure ad un politico a candidarsi, nella stessa tornata elettorale, contestualmente alle elezioni locali e politiche).
Nel corso della prima Repubblica tale anomala eccezione non si è posta, vista la consuetudine politica di considerare comunque “incompatibili” le due cariche.
Nel corso della legislatura Berlusconi del 2001/2006, invece, la maggioranza politica di centrodestra (con l’avallo “complice” dell’opposizione) ha deciso di stravolgere questa prassi consolidata riconoscendo il diritto di ogni parlamentare:
– di candidarsi a sindaco (o presidente di provincia)
– e di mantenere, contestualmente, il proprio incarico da parlamentare!
Questo quanto ha stabilito per la prima volta la giunta delle elezioni della Camera dei Deputati in relazione al caso di Diego Cammarata (onorevole di Forza Italia dal 2001 al 2006 e, al contempo, sindaco di Palermo).
L’“eccezione Cammarata”, così, ben presto è divenuta “regola”: nelle more di una legge silente e contraddittoria sul punto, la giunta delle elezioni della Camera ha dichiarato finora “compatibili” ben 15 onorevoli che hanno assunto il doppio incarico (di deputato e sindaco)!
Il caso di parlamentari-sindaci, però, rappresentano solo la punta dell’iceberg di un “malcostume politico” ben più ampiamente e trasversalmente radicato.
Sindaci, presidenti di provincia, assessori e consiglieri locali, amministratori delegati di aziende e società, presidenti di fondazioni, ministri, parlamentari…: ricoprendo contestualmente più cariche, i nostri politici cumulano ormai con disinvoltura incarichi (ed emolumenti):
-anche quando ciò risulta “vietato dalla legge”
-e pur in presenza di tangibili “conflitti di interessi”!
Mentre molti italiani hanno difficoltà a mantenere il proprio posto di lavoro, così, tale preoccupazione è ben lontana dai pensieri di molti politici “tuttofare” (o “fantuttoni”) che godono dell’unico posto “fisso e inamovibile” rimasto!
Forse perché il Parlamento, di fatto svuotato delle sue funzioni dal Governo, risulta un luogo sempre più monotono, i nostri “poveri” parlamentari preferiscono mantenersi attivi e vitali ricomprendo una svariata infinità di cariche e funzioni!
Secondo i dati forniti da Camera e Senato (e pubblicati dal settimanale “l’Espresso” lo scorso 25 febbraio), in Parlamento attualmente cumulano più incarichi:
-113 deputati (su 630);
-e ben 150 senatori (su 315).

DOPPI (O TRIPLI) INCARICHI: ECCO ALCUNI NOMI ECCELLENTI…
In questi anni i cittadini italiani hanno beneficiato di un alleato in più nella lotta contro i “fannulloni” e gli incapaci della pubblica amministrazione: il ministro “fantuttone” RENATO BRUNETTA, sempre pronto a stigmatizzare la condotta di quegli impiegati pubblici incapaci di restare incollati alla poltrona per tutto l’arco della giornata lavorativa…
I conti, però, sembrano non tornare più se è lo stesso Brunetta a rischiare di assentarsi parecchio dal proprio ufficio ministeriale per svolgere a tempo pieno un nuovo incarico che per lui si configura: quello di sindaco di Venezia!
Il “superministro” della Pubblica Amministrazione, infatti, si è reso disponibile a candidarsi a sindaco di Venezia solo a condizione di non rinunciare né al suo incarico di ministro né al ruolo di parlamentare, triplicando così i suoi impegni!
Il vero “unto dal Signore”, piuttosto che il Cavaliere, sembra essere proprio Brunetta: in confronto alla sua abilità nel moltiplicare incarichi e poltrone, infatti, Gesù Cristo apparirebbe oggi un dilettante nell’arte di moltiplicare soltanto pani e pesci!
Renato Brunetta sembra addirittura voler capitalizzare la propria influenza ministeriale:
-ottenendo da ben 8 ministri di Governo l’impegno a sostenerlo in prima persona nella sua campagna elettorale;
-e servendo ai propri elettori su un piatto d’argento la promessa di ottenere ben “25 miliardi” di investimenti in favore della sua Città!
Alle critiche sulla sua “ingordigia di potere”, allora, il “ministrino” taglio corto, un po’ seccato e infastidito, ripetendo di essere un “superuomo” in grado di lavorare anche 18/20 ore al giorno…
Brunetta, però, non è affatto in cattiva compagnia nell’elenco dei i più noti “doppi poltronisti”.
Un esempio è il caso del collega ROBERTO CASTELLI, viceministro alle Infrastrutture:
-pronto a candidarsi a sindaco di Lecco (dopo essere riuscito, appena lo scorso novembre, a far sbloccare dal Cipe “130 milioni” per la costruzione della Lecco-Bergamo);
-ma indisponibile a rinunciare al proprio incarico di viceministro (specie allorquando al suo Ministero toccherà gestire ben “12 miliardi” di euro per l’affare “Expo 2015”!).
Altro caso noto è quello di LUCIO STANCA, ex ministro per l’Innovazione e le Tecnologie del precedente governo Berlusconi e attualmente:
-vicepresidente della Società “Expo 2015” (carica per la quale ha già percepito “450 mila euro” di emolumenti, ovviamente cumulati alla sua rendita da parlamentare);
-e deputato (non a caso di frequente assente dai banchi parlamentari, visto i suoi ben più importanti impegni che lo bloccano a Milano!).
Altro eccellente “doppio poltronista” è ALTIERO MATTEOLI, attualmente:
-sindaco di Orbetello (in Toscana);
-e ministro dei Trasporti.
E che dire di ALFREDO MESSINA:
-senatore del Pdl;
-e consigliere di amministrazione di Mediaset (la società che controlla interamente la Concessionaria Rti, la quale manda in onda Canale 5, Italia 1 e Rete 4)?
Formalmente nessun parlamentare potrebbe rivestire cariche o funzioni in società “concessionarie pubbliche”.
La giunta delle elezioni del Senato, però, ha giudicato “compatibile” il suo doppio incarico, essendo il sen. Messina formalmente consigliere di Mediaset e non della Rti (di fatto, una “società matrioska” creata per aggirare il divieto di legge!).

TRA “CONFLITTI D’INTERESSI” E “CONCENTRAZIONI DI POTERE”…
Lo scenario che questa “lotteria delle cariche” lascia trasparire è alquanto “desolante” e testimonia l’eccessiva “personalizzazione” della politica e i frequenti “abusi” cui il potere è avvezzo.
Il problema di fondo:
-non è tanto (o non solo) economico (la cumulazione di più emolumenti in capo ad uno stesso politico);
-bensì di legalità, efficienza, trasparenza della politica ed autonomia degli enti locali.
-UN PROBLEMA DI “LEGALITÀ”:
Come può la politica svolgere una funzione pubblica essenziale (la rappresentanza degli interessi della Comunità e la gestione della finanza pubblica) nel più assoluto “dispregio per le regole”?
Per quale ragione a un politico deve essere concesso un “privilegio” vietato a qualsiasi altro pubblico impiegato (parimenti retribuito con i soldi dei contribuenti), ossia la facoltà di svolgere un “doppio lavoro”?
Quale immagine di correttezza, moralità e serietà si trasmette alla pubblica opinione?
-UN PROBLEMA DI “EFFICIENZA”:
Come si può umanamente immaginare che un politico possa contestualmente svolgere, con la massima “dignità” e dedizione possibile, una pluralità di incarichi così diversi (e “distanti”)?
E come possono i cittadini accettare l’idea di essere amministrati da sindaci “part-time”, pronti a mettersi e sfilarsi la fascia tricolore con la stessa sveltezza con cui le modelle si cambiano i costumi in camerino?
La ratio irrinunciabile del divieto di cumulo delle cariche di parlamentare e di sindaco è proprio quella di evitare il cumulo di funzioni che richiedono un impegno costante e totalizzante, specie per gli enti locali di grandi dimensioni che esigono una gestione a tempo pieno!
-UN PROBLEMA DI “TRASPARENZA”:
Com’è tollerabile questa eccessiva “concentrazione di potere” in poche mani?
Come si possono ragionevolmente evitare “conflitti di interessi”?
E com’è possibile che un solo personaggio divenga tanto indispensabile e “insostituibile” da essere chiamato a svolgere contestualmente diversi incarichi?
-UN PROBLEMA DI “AUTONOMIA” DEGLI ENTI LOCALI:
E’ normale che un amministratore locale debba svolgere altri incarichi di Governo per aver qualche “chance” in più di aver accesso a finanziamenti pubblici da parte dello Stato?
Come si può “mortificare” l’autonomia e l’indipendenza degli enti locali, che hanno diritto ad esser messi in condizioni di parità tra di loro e a non essere discriminati in ragione dei doppi incarichi (più o meno prestigiosi) assunti dal proprio primo cittadino?
L’impressione non può che essere una sola: “si sta superando il limite della decenza. I doppi incarichi abusano della fiducia degli Italiani, che non hanno l’anello al naso!”.
Se questa fosse solo la mia impressione, probabilmente in pochi dovrebbero sentire la preoccupazione di curarsene…
Nel momento, invece, in cui queste sono parole testualmente riferite dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, credo che sia arrivato il tempo di sviluppare una riflessione più seria e profonda sul “malcostume politico italiano”.

Blog “Spazio Libero”
Gruppo facebook “Riformiamo lo Stato, rinnoviamo la Politica, ravviviamo la Democrazia”

USA-EUROPA: dagli amici ci guardi Iddio
Paolo De Gregorio

I nostri amici e fedeli alleati, gli anglo-americani, tramite le loro più potenti banche d’affari, stanno spingendo i loro investitori a piazzare scommesse al ribasso contro la moneta europea.
La principale di queste banche, la Goldman Sachs, fondata da un ebreo tedesco, specializzata in trame internazionali, consulente di molti governi nel mondo (ha avuto come collaboratori Prodi, Draghi, Gianni Letta, Monti, Tononi), finanziatrice con 994.000 dollari della campagna elettorale di Obama, sostenuta da soldi pubblici, intrecciata profondamente con la politica con suoi ex funzionari diventati segretari del Tesoro americano (Robert Rubin e Hank Paulson), così come l’attuale presidente della FED è un uomo della banca, e con Larry Summers (attuale direttore del consiglio economico di Obama) collaboratore della Goldman.
Come si capisce, non solo la maggiore banca d’affari americana, ma una multinazionale intrecciata profondamente con la politica.

La manovra, partita nel 2000 su richiesta di quei “volpini” del governo greco, consistette nell’organizzare una operazione di maniquillage sui conti dello Stato ellenico, che non aveva i conti a posto per entrare in Europa, accompagnata da un finanziamento di un miliardo di dollari da restituire con i profitti derivanti dalla gestione di aeroporti, ferrovie, autostrade, lotterie, che ha portato in poco tempo la Grecia alla attuale situazione di inadempienza e crisi.
La banca sembra avere la stessa strategia dell’anglofono FMI che, in cambio di prestiti, pretende il controllo e la privatizzazione di interi settori pubblici, portando intere nazioni (vedi Argentina) alla soglia della bancarotta.
Ma sul caso della Grecia (che ingenuamente si è messa in mano a questi mascalzoni professionali),sembra una operazione di più largo respiro, in quanto appoggiata da una subdola e mai ammessa strategia politica anglo-americana che vede nell’Euro e nella Europa Unita un mortale concorrente, da mettere in crisi ad ogni costo.

L’Europa sembra non voler comprendere che questa guerra finanziaria mira alla disgregazione della UE e all’indebolimento dell’Euro. Ottusamente non aiuta la Grecia, e fa come lo struzzo per non prendere l’unica decisione giusta: quella di espellere il Regno Unito dalla UE, e la fine di ogni collaborazione con il Patto Atlantico e la Nato.
Avere alleati con cui condividere il peso di avventure tipo Iraq e Afghanistan che, come ricompensa ti dichiarano una guerra finanziaria che punta ad accentuare la crisi economica, dopo averci rifilato in passato mostruosità finanziarie tipo “derivati, subprime, hedge fund”, e ora l’offensiva delle scommesse contro la moneta europea, non sembra veramente più sostenibilie e il blocco degli interessi della triade USA-Regno Unito-Israele viene fuori come un intreccio strettissimo tra politica globale e potenza finanziaria che mira a disgregare l’Europa.
Quasi tutti pensano che questi sono i nostri migliori amici. Ditemi voi se una persona sana di mente può considerare amica questa triade del male, che vuole continuare a dominare il mondo con le manovre speculative in modo cinico e feroce oppure con gli eserciti, che rimane in Europa con centinaia di basi militari che non sono per difenderci ma per occuparci e mantenerci subalterni.
Vorrei ricordare ai più distratti che fino a pochi giorni fa si parlava del guerrafondaio Blair, inglese, quale candidato alla presidenza della UE!!

Riccardo Orioles
Da La Catena di San Libero
Stanno già cominciando ad abolire le elezioni

Formalmente, anche sotto il fascismo si votava. Si votava ma a modo loro, con elezioni fasulle da cui il governo usciva automaticamente vincitore. Le elezioni, di fatto, erano state abolite, ma senza dirlo.
Oggi il governo italiano ha abolito le elezioni regionali in Lazio e in Lombardia. Formalmente si vota ancora, ma non sono più vere elezioni, con regole uguali per tutti. Sono “elezioni” alla Duce, alla Putin o alla Gheddafi, di cui non a caso questo governo è l’unico amico. Esse non hanno dunque alcun valore legale e gli “eletti” che ne risulteranno faranno bene a evitare di arrogarsi poteri dello Stato.
In questa situazione, delicatissima e pericolosa, i cittadini debbono restare saldi attorno alla loro Costituzione e prepararsi a difenderla in ogni caso. Le forze politiche democratiche debbono prendere in ipotesi l’eventualità di un “impeachment” – cioè di una messa in stato d’accusa – del capo del governo, che ha travalicato i suoi poteri. E’ sbagliato e puerile, e certamente utile al duce, prendersela in questo momento col re, che pure certamente ha sbagliato. L’obbiettivo di tutti dev’essere la messa sotto accusa del responsabile formale dell’attacco allo Statuto, ieri Mussolini e oggi Berlusconi.
E’ difficile che la sinistra attuale, con tutte le sue buone volontà e le sue piccinerie, sia in grado di portare avanti con successo una simile lotta, a cui non è preparata. Qua non si tratta di gridare più forte, di sopraffarsi a vicenda – ognuno per conto suo, e con vanità da prime donne – per poi lasciare tutto come si trova. Si tratta di affrontare problemi come il rifiuto d’obbedienza, la resistenza collettiva e civile agli ordini illegali e il dialogo operativo coi funzionari lealisti, civili e militari.
Non credo che un Di Pietro, un Veltroni, un D’Alema,un Bersani, o anche un Vemdola o un Ferrero (che hanno ancora sulla coscienza quasi un milione di voti dispersi per puntigli infantili) possano essere i nostri leader in questa lotta. Dobbiamo tollerarli sì, non affrontare il problema che essi costituiscono proprio ora. Ma è chiaro che con loro non si può vincere, ma al massimo sperare di resistere un altro poco.
Per fortuna, la sinistra comincia ad avere un altro filone di dirigenti, provenienti – come dice don Ciotti – “da un’altra falda”. E sono quelli del movimento viola (se staranno attentissimi a non produrre leaderini, e a tener fuori i leaderoni esterni), quelli dell’antimafia (il più duraturo e il più avanzato in termini sociali fra i movimenti degli ultimi vent’anni) e soprattutto quelli, parte italiani vecchi e parte nuovi, che hanno organizzato il Primo marzo.
Se tutti costoro diventeranno coscientemente e compiutamente “politici”, se non rifuggiranno dall’assumersi le loro responsabilità (che sono sempre più proprio “di partito”), se sapranno ispirare alle persone comuni fiducia e ammmirazione e non paura,se sapranno dialogare coi pezzi di sinistra basati ancora sulla lotta sociale (praticamente quasi solo il sindacato), se non saranno né prime donne né vanitosi, se sapranno coordinarsi efficacemente al loro interno e fra di loro, se sapranno imparare, se… – allora, amici miei, potremo dire che un’altra sinistra, vera e vincente, è davvero nata, e che lo sfacelo della vecchia non sia che un episodio dovuto.
Sono convinto che tutto questo stia accadendo davvero, e che tutte le caratteristiche di questi compagni nuovi (comprese quelle negative) ricordino moltissimo quelle dei fondatori della prima sinistra, quella dei socialisti dell’Ottocento.
E come i compagni di allora non lottavano semplicemente per i diritti ma anche contro regimi autoritari e feroci (lo zar, il kaiser, levarie monarchie assolute), così oggi ci troviamo davanti, fra i vari problemi, anche quello di un assolutismo in forma nuova, di un repubblica attaccata dai nobili, di un egoismo sociale sempre più feroce.
Eppure – poveri individualmente ma immensamente forti se ci uniamo – siamo certi di farcela, assorbendo persino le debolezze e le periodiche rese dei nostri “centrosinistri” compagni di cammino.
Alla fine
«Sono solo secchiate di fango. Nessun reato emerge con certezza». Ci sono già stati altri capi di Governo che hanno difeso i delinquenti. Almeno due (Fujimori del Perù e Bordaberry dell’Uruguay) lo stanno scontando nelle carceri dei rispettivi paesi, tornati democratici alla fine.
Newsletter riccardorioles@gmail.com
..
Pasolini

L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza
alzare la mia sola puerile voce
non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.

..
RIDIAMARO : – )

Monetalbum

Festa delle donne
-Cara, ti va di festeggiare?
-Vuoi dire che durerà più di due minuto?
..
Viviana

Andreotti disse che un po’ di Far West fa anche bene
Dunque abbiamo:
Un capo del governo cavaliere
Un presidente dei miei stivali
Vari sceriffi
Due o tre tribù di piedi verdi
Pellerossa del sud
La banda di Jesse James
Saloon, bordelli e banche da svaligiare
Non ci facciamo mancare nulla
..
Formamentis
C’era una soluzione radicale e ragionevolissima per uscire da questa situazione di basso impero nella quale il regime partitocratico si è cacciato, ed è quella del lodo spazio-temporale. Impreviste fluttuazioni quantistiche nel continuum spazio-temporale possono talvolta generare veri e propri strappi nel tessuto della realtà, pensiamo ad esempio al Triangolo delle Bermuda o al Mar dei Sargassi, zone in cui il tempo si dilata, si ferma, riprende e a scorrere a ritroso per poi all’improvviso accellerare, ebbene, è esattamente quello che accaduto qualche giorno fa ad Alfredo Milioni, cioè una discesca nel maelstrom, in uno di quei worm-holes previsti dalle teorie scientifiche di Alberto Einstein, Milioni credeva di essere entrato in quel maledetto McDonald’s alle 10 e un quarto, e invece erano già le 16 e trenta, il dipartimento di fisica “Enrico Fermi” dell’Università di Pisa ve lo potrà confermare, lo stesso Napolitano era stato messo al corrente. Tutto bene quel che finisce bene, quindi, tra l’altro nell’assoluto rispetto non solo delle eludibili leggi dello Stato, ma soprattutto di quelle più ineludibili della fisica. Escludere il partito di maggioranza dalla competizione elettorale avrebbe significato ripetere l’errore del ’48
..
QUINDI
Jena

Il ragionamento del Pd non fa una piega: «Il decreto è
un vulnus alla democrazia, stravolge le regole, è un atto autoritario, un gesto di arroganza, quindi Napolitano ha fatto benissimo a firmarlo».

Baraldi
..
http://masadaweb.org

6 commenti »

  1. Notoriamente l’italiano è poco propenso a seguire le “cossidette regole”. Notoriamente l’Italia è il paese del “fatta la legge, trovato l’inganno”.
    Siamo il paese degli azzeccagarbugli. Lo siamo sempre stato.
    Le regole ci sono, ci piace molto moltissimo l’idea che agli altri le rispettino, in tutti i campi, e non pensiamo solo a noi stessi, ai nostri comportamenti, ma alla società nella sua intierezza. Ma ci piace molto meno l’idea di rispettarle noi.
    E quando possiamo, generalmente è così, non le rispettiamo.
    Ho sentito molte parole spese in questi giorni, troppe forse, o forse no.
    I costituzionalisti nella loro quasi totalità sostengono che il decreto interpretativo in questione è illeggittimo costituzionalmente parlando con elencazione dettagliata degli articoli con cui si scontra, non ultima una legge approvata nel 1988 dall’allora Governo Craxi, che vieta esplicitamente al Governo l’emanazione di Decreti Legge in materia elettorale. Già solo questo apre scenari a dir poco inquietanti. Provate anche solo per un attimo a pensare cosa potrebbe succedere, così, in via ipotetica, se tra un anno la Corte Costituzionale dovesse giudicare incostituzionale il Decreto interpretativo.
    Tutto ciò premesso la modifica delle regole “in gioco” non è mai una cosa positiva, tanto meno a campagna elettorale aperta, modalità espressamente vietata anche dal Consiglio d’Europa.
    Qui non si tratta di sinistra o di destra o di centro.
    Come fatto notare da uno dei costituzionalisti che ho avuto modo di sentire, le regole condivise, accettate e rispettate da tutti, contraddistinguono le democrazie, seppur imperfette, dalla barbarie del passato, dove le regole venivano decise dal più forte con la regola delle armi. Questo è il punto: legiferare regole condivise che vanno rispettate in maniera condivisa.
    Qui si tratta delle regole del paese in cui viviamo tutti e che tutti dovremmo avere a cuore.
    E’ stato ricordato da un costituzionalista, come nel 2000, negli Stati Uniti d’America, l’allora vittoria di Bush sia stata decisa dalla Corte Suprema, senza che nessuno abbia minimamente obiettato nulla. Le regole furono rispettate.
    Io non voglio una sinistra che si faccia carico del rispetto delle regole! Voglio tutti che si facciano carico del rispetto delle regole!
    E’ stato fatto un errore?
    Può capitare a chiunque!
    Errare humanum est. Ma perseverare è diabolico.
    Bastava ammettere che c’erano stati degli errori e chiedere il rinvio delle elezioni. Semplicemente.
    Senza decreti. Senza ostacolare la Corte d’Appello.
    Ma qui nessuno ammette i propri errori.
    Nessuno si dimette quando sbaglia o perde, solo gli allenatori delle squadre di calcio, a fatica anche quelli.
    Ora la vicenda apre lati oscuri, accuse e sospetti, veleni nei confronti di tutto e tutti.
    Guardate solo le reazioni prodotte in questa mailing list di auguri di compleanno ed inviti a manifestazioni.
    E’ la prova di una società alle corde, con tanti problemi, e con una casta politica impunita ed impunibile.
    A nulla ci serve e ci servirà accanirci tra di noi. La Roma ladrona, quella tanto criticata dal Senatur ed alla quale egli stesso si è seduto a gozzovigliare, ci guarda con totale indifferenza ai nostri bisogni ed ai nostri sentire.
    E più noi strilliamo più loro ridono di noi, come a compatirci come fossimo povere marionette.
    Purtroppo non vedo vie di scampo.
    E come ho già scritto, temo che la vicenda non derivi da crampi di fame, ma dalla precisa volontà di testare fino a che punto la corda può essere tirata.
    E dove ad essere strozzati non saran certo quelli della casta, ma io, voi, noi, loro, tutti.
    Saluti assolutamente rassegnati.

    Sauro

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2010 @ 5:02 pm | Rispondi

  2. Mai più usare attributi sessuali per ottenere di esser considerate ! Mai più politici “scortati” a spese del contribuente ! Viva quelle donne che hanno un BUONSENSO ed una PULIZIA MORALE che molti uomini non hanno !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — marzo 8, 2010 @ 5:03 pm | Rispondi

  3. […] Vai alla fonte Condividi questo post: […]

    Pingback di MASADA n° 1103. 8-3-2010. E’ di nuovo l’8 marzo- Rivistaeuropea — marzo 8, 2010 @ 7:48 pm | Rispondi

  4. Carissima Viviana
    mi fa molto piacere che si ricordi la nostra giornata
    con tutto quello che succede nel mondo i diritti delle donne
    che pure con fatica abbiamo conquistato sembrano un miraggio
    per tante di noi…
    ricordiamolo e andiamo avanti insieme.
    Bacioni e a presto
    Annalisa

    Commento di MasadaAdmin — marzo 9, 2010 @ 7:25 am | Rispondi

  5. da Missy Elliott

    Un uomo era stanco di andare ogni giorno al lavoro mentre la moglie restava a casa. Voleva che lei vedesse quello che lui sopportava, quindi pregò:
    “Caro Dio, vado al lavoro ogni giorno per 8 ore mentre mia moglie se ne sta semplicemente a casa.
    Voglio che lei capisca quello che sopporto. Ti prego di scambiarci i corpi per un giorno.”
    Dio, nella sua infinita saggezza, realizzò il desiderio dell’uomo. Infatti, la mattina seguente,l’uomo si risvegliò come donna…
    Si alzò, preparò la colazione
    per il suo compagno,
    svegliò i bambini,
    preparò i loro vestiti,
    la loro colazione,
    i loro pranzi,
    li accompagnò a scuola,
    tornò a casa,
    prese dei vestiti
    e li portò in lavanderia,
    passò in banca
    e fece un bonifico,
    andò al supermercato,
    riportò la spesa a casa,
    pagò i bollettini e pareggiò il bilancio.
    Pulì la lettiera del gatto
    e lavò il cane.
    Poi, siccome era già l’una
    si affrettò a fare i letti,
    caricare la lavatrice, passò l’aspirapolvere, spolverò, spazzò e lavò il
    pavimento.
    Corse a scuola a prendere i ragazzi, con cui litigò nel tragitto verso
    casa.
    Preparò la merenda ed organizzò i compiti.Poi, iniziò a stirare davanti alla TV.
    Alle 4:30 iniziò a pelare
    le patate e lavare la verdura,
    ed impanò le cotolette.
    Dopo cena,
    pulì la cucina,
    caricò la lavastoviglie,
    piegò i panni puliti,
    lavò i bambini, e li mise a letto.
    Alle 10 era esausto e, sebbene non avesse finito tutti i lavori di casa, andò
    a letto dove il marito (lei) si aspettava che facesse all’amore, il che
    riuscì a fare senza un lamento.
    La mattina seguente, si inginocchiò accanto al letto e disse:
    “Signore, mi sbagliavo ad invidiare il fatto che mia moglie potesse stare a casa tutto
    il giorno. Ti prego, rimettici ai nostri posti originali..Amen!
    Il Signore replicò:
    “Figliolo, sento che hai imparato la lezione e sarei felice di rimettere le cose come erano. Però dovrai aspettare nove mesi…sei rimasto incinto!

    Commento di MasadaAdmin — marzo 9, 2010 @ 2:23 pm | Rispondi

  6. Napoli svuotata ! traslochi ogni giorno e negozi chiusi

    Ogni giorno un trasloco ! i negozi chiudono , le fabbriche chiudono, Napoli tra poco sarà solo camorra? E’ la fine. Preghiamo il Ministro Tremonti di venire a Napoli

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — marzo 10, 2010 @ 9:59 am | Rispondi


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