Nuovo Masada

marzo 1, 2010

MASADA n° 1098. 1-3-2010. Lo sciopero dei migranti

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:35 am

(Il logo della manifestazione, dell’artista siciliano Giuseppe Cassibba)

Nella comunità internazionale c’è solo un paese che ha ridotto gli aiuti allo sviluppo e questo è l’Italia. Io la chiamo la mia lista della vergogna, ma sono felice che in questa lista fino ad ora c’è solo un Paese. Se ci fossero 10 paesi, sarebbe grave.
(Bill Gates)
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La stronzata perfetta
Meno immigrati vuol dire meno criminali”
(Silvio Berlusconi)
Detto nella patria di Mafia, Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita e detto da lui…..
ellekappa
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Maurizio Cucchi
NELLA PIATTA ILLUSIONE DEL TEMPO

Nella piatta illusione del tempo,
Nella comunità precaria
Dei morti e dei vivi,
Non si cancella l’offesa, non si modifica
Il senso della storia. Nel presente
Totale la vittima
E l’assassino conservano
Espressioni diverse, facce
Opposte: il nero
Resta nero e la storia
Non lo stinge, non lo sbiadisce.
Mai.

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Oggi sciopero dei migranti – La rivoluzione gialla
Senza di loro l’Italia si ferma

Sono ormai una parte importante dei lavoratori italiani e contribuiscono al 10% del Pil
Se non ci fossero tanti immigrati sfruttati col lavoro nero, sarebbero la parte più cospicua delle casse statali, dopo i pensionati e i lavoratori dipendenti in regola.
Manifesteranno portando al braccio un nastro giallo.
Ci sono in Italia quasi 5 milioni di migranti.
50mila le adesioni su Facebook, 60 comitati locali, tante le organizzazioni coinvolte: Amnesty, Arci, Acli, Legambiente, Emergency, Amref, Cobas, Fiom. Allo “sciopero degli immigrati” aderisce anche il Pd, il Prc, Sel e i Socialisti.
La manifestazione avverrà anche in Francia, Spagna e Grecia.

Ci sarà uno sciopero solo in alcune città come Trento, Trieste e Modena, dove le sigle sindacali hanno accolto questa richiesta, per il resto i grandi sindacati a livello nazionale non li hanno supportati e non hanno pensato di indire uno sciopero etnico.
“Quando saltano i diritti per qualcuno, è tutta la società che diventa più debole”.
E’ solo l’inizio. Una campagna unitaria sotto il nome di “Primavera antirazzista” che andrà dal 1° al 21 marzo è stata infatti lanciata da un coordinamento costituito da diverse organizzazioni e comitati. Anche lo sciopero generale della Cgil del 12 marzo avrà tra i suoi punti la difesa dei diritti dei lavoratori immigrati. Sarà insomma un grande sciopero multietnico, perché i problemi dei lavoratori stranieri sono i problemi di tutti i lavoratori. Poi si proseguirà con le iniziative antirazziste fino al 21.
Senza immigrati ci sarebbe un black out. Si fermerebbe l’edilizia dove i migranti sono al 50%. Poi l’industria, poi l’agricoltura, resterebbero vuoti i mercati ortofrutticoli, poi la macellazione dove pure sono al 50%, e nelle città chiuderebbero ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatenerebbe il panico e un crollo della qualità della vita, per la scomparsa di badanti, colf e babysitter. Ne risentirebbe la sanità: quella privata, dove lavorano quasi centomila infermieri stranieri e quella pubblica, che si avvale del loro lavoro tramite cooperative e piccole società di servizi.
L’associazione Sos Razzismo denuncia le leggi italiane sull’immigrazione e protesta contro la “deriva xenofoba”.

Firma anche sul sito: www.nontoccareilmioamico.net. Tra i primi firmatari Roberto Saviano, Dario Fo, Beppe Grillo.
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Sul web circola un documento che qui copio, che smonta tutti i luoghi comuni più negativi sugli immigrati.

Gli slogan razzisti della Lega

Sono troppi!
Vengono tutti qui!
Vengono a rubarci il lavoro!
Vengono a rubarci le donne!
Sono favoriti nelle graduatorie per le case!

Cosa rispondere alle stupidaggini leghiste?

-Gli stranieri sono il 23%!
FALSO! Ma è la percezione che la Lega diffonde così che gli italiani si sentano accerchiati. E’ la stessa strategia che i media americani usarono per incentivare l’odio ai neri.

Quanti sono gli immigrati regolari e irregolari?
Al 1° gennaio 2009 gli immigrati presenti in Italia erano oltre 4,8 milioni (circa mezzo milione in più rispetto al 2008) di cui i regolari sono 4,4 milioni.
La comunità più numerosa è quella romena con 968mila presenze (21% del totale), seguita dall’albanese e dalla marocchina (538mila e 497mila). Rispetto al 2008, gli immigrati irregolari diminuiscono sensibilmente, secondo le stime (un calo superiore al 30%).
Rispetto al 2008 e nonostante la crisi economica, si registra un aumento dell’occupazione straniera nel corso dell’anno di 222mila unità, a fronte di un calo dell’occupazione italiana di 426mila unità.
Parallelamente all’occupazione però, si registra anche un incremento della disoccupazione tra gli immigrati di 200 mila unità.
Rispetto alla popolazione italiana, la presenza degli immigrati si situa tra il 5,8% dell’inizio 2008, al al 6,5% del 2009, al 7,3% (stima) del 2010.
(Fonti: analisi Ismu e dati Istat)

Da dove vengono?
La provenienza dei migranti è varia, mentre per paesi che hanno avuto delle colonie è più facile che mi granti vengano da quelle.
La provenienza degli stranieri in Italia :
Rumeni 968.000 +21%
Albanesi 538.000 +11,7%
Marocchini 497.000 +10,8%
Cinesi 215.000 +4,7%
Ucraini 200.000 +4,3%
Filippini 145.000 +3,1%

Dopo l’ingresso della Romania nella UE, i rumeni sono divenuti la prima etnia presente. Questo dato non è frutto di una speciale propensione dei rumeni a trasferirsi nel nostro paese, bensì dell’ingresso nell’Unione europea della Romania dal 1 gennaio del 2007: come qualsiasi cittadino dell’Unione, essi godono della libertà di circolazione nei 27 paesi aderenti all’Unione Europea. Inoltre molti cittadini di origine rumena registrati statisticamente dal 2007, sono semplicemente ‘emersì da una condizione di clandestinità precedente.
I clandestini o immigrati senza permesso di soggiorno destano l’allarme dell’opinione pubblica

(Fonte: Ismu)

-Tutti questi clandestini!
Chi sono gli irregolari? L’immigrazione irregolare ha varie origini, spesso sorprendenti: infatti, la maggior parte degli irregolari sono asiatici. In particolare, le stime della Fondazione Ismu del 2008 rilevano che la comunità asiatica proveniente da Cina (10% di tutti gli irregolari), Bangladesh (9,9%), India (7%) e Pakistan (5%) raccoglie più di 207.000 individui irregolari complessivamente pari a quasi un terzo
dei 651.000 totali. La nazionalità dove si ritrova il maggior tasso di irregolarità è quella marocchina (17,1% di tutti gli irregolari, pari a 111.300 persone irregolari): la presenza irregolare di origine nordafricana è pure molto forte, con un totale di circa 135.000 persone se ai marocchini si aggiungono gli Egiziani (3,7%). La provenienza dell’Est Europa tra Ucraina (6,3%) e Moldova (5,1) vede 72.500 irregolari.

Come si diventa clandestini?
Quasi tutti gli immigrati che giungono in Italia sono, all’inizio del loro percorso, «clandestini». Altri, lo diventano dopo essere stati regolari. La Caritas segnala che numerosi immigrati iniziano da regolari la loro storia migratoria e finiscono nell’irregolarità, per la complessità e la contraddittorietà di alcuni aspetti della Bossi-Fini.
Es, di storture della legge leghista: Un lavoratore che ha un incidente sul
lavoro lo denuncia all’INAIL, è dichiarato inabile al lavoro dall’Asl e avrebbe diritto alla pensione di invalidità Inps. Però, essendo inabile al lavoro, non ha più un contratto di lavoro e non può rinnovare il permesso di soggiorno, quindi diventa irregolare. Ancora: un minore disabile (regolarmente registrato sul permesso di soggiorno dei suoi genitori) al compimento dei 18 anni in quanto inabile al lavoro non può avere un contratto di lavoro quindi non può avere il permesso di soggiorno. Non è previsto nessun tipo di “affidamento in tutela” ai suoi genitori.

-E vengono tutti qui!
FALSO.
Guardando ai dati del 2008, gli immigrati sono circa il 6% della popolazione: dato in linea con la media UE che tiene conto che nei paesi appena arrivati in Ue a bassa economia la presenza straniera è praticamente inesistente. Se invece si compara il dato italiano con quello di paesi nostri competitor, quello italiano è tra i più bassi.
Tuttavia le leggi dei vari Stati sono diverse dalla nostra, diversa è l’integrazione e diverso il modo per avere la cittadinanza.
La legge spagnola è simile alla nostra: la cittadinanza dipende dalla nascita da genitore cittadino e da quello della residenza prolungata nel paese ospitante
In Francia ha la cittadinanza chi nasce sul territorio o è figlio di cittadino francese.
Gran Bretagna fino al 1983 la cittadinanza era largamente concessa anche ai cittadini delle numerosissime colonie.

Percentuale di stranieri nei Paesi UE (2008)
Irlanda 12,6%
Spagna 11,6%
Austria 10,2%
Germania 8,8%
Gran Bretagna 6,6%
Italia 5,8%
Francia 5,7%

È nato il bambino 60 milioni
Nel dicembre del 2008 la popolazione italiana ha raggiunto il traguardo di 60 milioni sostanzialmente grazie all’apporto degli immigrati, altrimenti calerebbe costantemente dell’8%
Sul totale dei bambini nati in Italia l’11,4% ha genitori di origine non italiana.
È evidente dunque che gli stranieri sono una componente indispensabile a livello demografico per mantenere l’Italia un paese giovane, sono utili a contrastare il costante invecchiamento italiano e combattere le sue gravi conseguenze sociali in termini di spesa pensionistica ed assistenziale.

-Non gli facciamo costruire le moschee, perché al loro paese non ci fanno costruire le chiese
FALSO
Nei paesi islamici ci sono molte chiese cattoliche. Invocare la reciprocità sarebbe come mettersi al livello dei paesi meno evoluti e aperti, dunque peggiorare ciò che siamo. Molti fuggono dai loro paesi proprio perché non rispettano i diritti umani, lo dovremo fare anche noi?
Nei paesi islamici le chiese sono poche perché i cristiani pochi, ma è comunque loro garantito un luogo di culto. Noi invece vorremmo vietarlo?
In Marocco i cattolici sono 27 mila, meno dello 0,1%, su una popolazione di 33.757.750 abitanti
E il Marocco ha 3 cattedrali e 78 chiese. Non è l’unico es. di libertà di culto. Basiliche e cattedrali cristiane ci sono in tutti i paesi islamici
32 cattedrali in Indonesia, 1 in Tunisia, 7 in Senegal, 5 in Egitto, 4 cattedrali e 2 basiliche in Turchia, 4 cattedrali in Bosnia, 1 negli Emirati Arabi Uniti, 7 in Pakistan, 6 in Bangladesh. L’unico paese in cui non vi è la presenza di luoghi di culto cristiani è l’Arabia Saudita il cui governo ha avviato una campagna contro le religioni diverse da quella islamica. Ma dall’Arabia Saudita provengono pochissimi immigrati
Negare luoghi di culto riconosciuti è del tutto contrario alla nostra Costituzione (artt. 19 e 20)
Da un’analisi del Comune di Monza (sindaco leghista), si può notare che islamico non vuol dire osservante, su 24000 islamici in Brianza solo 4000 sono osservanti

Oltre tutto la maggioranza degli stranieri è cristiana
Ridurre il problema della libertà di culto alla costruzione o meno di moschee non è rappresentativo delle religioni professate realmente tra gli immigrati; infatti, tra gli stranieri i cristiani sono quasi il doppio dei musulmani.

Religioni tra gli stranieri
Musulmani 1.200.000
Cattolici 860.000
Altri cristiani 1.100.000
Altre confessioni (induisti, buddisti, sikh) 200.000
Atei 230.000
Non dichiarati 80.000
Non ci sarà nei prossimi anni un’esplosione di fedeli musulmani
In termini di crescita l’aumento dei musulmani, tra il 2009 e il 2030, sarà simile a quello dei cattolici

(Fonte: Rapporto Ismu 2009)

-Vengono qua e ci rubano il posto, lavorando in nero
FALSO. Gli immigrati hanno lavori regolari. La quasi totalità degli adulti con permesso di soggiorno presenti in Italia sono iscritti all’Inps: ciò significa che questi lavori contribuiscono al sistema statale italiano senza alimentare il fenomeno del lavoro nero. I dati che si riferiscono all’anno 2007 sono abbastanza eloquenti: gli assicurati stranieri sono 2.173.545, pari al 92% di tutta la popolazione straniera regolare censita. È evidente che il lavoro nero sarà invece l’unica opzione per gli immigrati senza permesso di soggiorno, in quanto la legge impedisce loro di essere assunti in modo regolare, non avendo i documenti in regola.

Gli immigrati fanno lavori che gli italiani non farebbero
Occupati totali (%) Occupati stranieri (%)
Dirigenti e imprenditori 4,69 1,25
Professioni intellettuali 10,79 1,58
Professioni tecniche 21,57 4,74
Impiegati 10,68 3,23
Vendite e servizi 15,67 16,92
Artigiani, operai specializzati, agricoltori 18,21 29,36
Conduttori di impianti 8,38 12,84
Personale non qualificato 8,75 30,15
Forze armate 1,05 0 0

(Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro, I trimestre 2008)

Gli occupati stranieri svolgono lavori che si concentrano tra quelli manuali e poco specializzati, anche se non mancano quelli professionali e impiegatizi; il 72% è personale non qualificato, conduttore di impianti, artigiano o operaio specializzato, mentre il rimanente svolge professioni intellettuali o tecniche ovvero è dirigente, imprenditore, impiegato o dipendente nel settore del commercio e dei servizi. Tra gli italiani queste percentuali sono esattamente invertite con un 37% di lavoratori che svolgono mansioni manuali. Ciò conferma che gli immigrati svolgono lavori
che non sarebbero occupati da italiani (Inps). Il lavoro straniero ha quasi naturalmente colmato un vuoto provocato da fattori demografici.
Le classi d’età più presenti tra gli stranieri nel mondo del lavoro regolare sono quella dei 25/29 anni e quella 30/35. Le corrispondenti generazioni italiane sono quelle meno numerose in seguito al calo delle nascite e al basso tasso di natalità.

I dati dei vari Decreti Flussi confermano ancora la grande richiesta di lavoro da parte di imprenditori italiani. Le richieste di lavoro nominative nel 2006 sono state 500.000 e nel 2007 ha superato le 740.000. Per la gran parte, il 48,9%, queste domande si riferiscono a lavoro domestico o assistenziale alla persona; nel settore edilizia sono state il 17,7% e per altri settori produttivi, operai o agricoltori, il 33,4%.
Le mansioni che svolgono i migranti sono nel 95% dei casi non specializzate

Essi anzi migliorano la possibilità d’impiego degli italiani
Per es, permettendo alle donne italiane di lavorare, altrimenti il loro tasso di occupazione che è già il più basso in Europa peggiorerebbe ancora, «per le donne la crescente presenza straniera attenuerebbe vincoli legati alla presenza di figli e all’assistenza familiare dei più anziani, permettendo di aumentare l’offerta di lavoro».
Le analisi Bankitalia dimostrano senza ombra di dubbio che i migranti sono complementari al lavoro degli italiani.
Inoltre, l’effettuazione di mansioni tecniche da parte di stranieri permette alle imprese di espandersi e dunque di assumere personale che svolge mansioni dirigenziali: si afferma che il lavoro di stranieri impiegati con mansioni tecniche «può aver sostenuto la domanda di lavoro per funzioni gestionali e amministrative».
Infine, non bisogna sottovalutare il lavoro che imprenditori stranieri danno a lavoratori italiani: a fine 2008 si contavano circa 240mila cittadini stranieri titolari di impresa (il 7% del totale), in prevalenza a carattere artigiano, che garantiscono il lavoro anche ad alcuni dipendenti (attorno ai 200mila, secondo la stima riportata in immigratImprenditori della Fondazione Ethnoland). Il Dossier Caritas 2008 stima che questo settore, tenendo anche conto dei soci e delle persone coinvolte in altri ruoli,
impieghi mezzo milione di persone.

Gli stranieri contribuiscono al PIL in modo significativo
Nel 2007 il contributo degli stranieri è stato del 9,1% del PIL, ora è del 10.
Dai dati risulta che il contributo al PIL di uno straniero è mediamente più alto di quello di un italiano.

(Fonti: Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità – Ottobre 2009
Rapporto Ismu 2009
Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
Laura Squillaci, Inps, il «tesoro» degli immigrati, Il Sole 24ore, 1.9.2008
Giuseppe Maddaluna e Francesco Papa, I giovani stranieri danno ossigeno ai conti del welfare, Il Sole 24ore, 1.9.2008
Dossier Banca d’Italia, L’economia delle regioni italiane nell’anno 2008)

-Quelli che vengono sono i peggiori!
FALSO: L’Associazione Naga da anni aiuta immigrati senza permesso di soggiorno nella zona di Milano: nel 2008 ha considerato la condizione dei 4.400 immigrati che hanno chiesto assistenza. Gli immigrati al loro arrivo non conoscono la lingua e non si sanno orientare nel paese; una volta avuto il tempo di ambientarsi in Italia trovano facilmente occupazione: questo vale tanto per gli stranieri irregolari che regolari.
A parità di “voglia di lavorare” le occasioni di lavoro aumentano in relazione alla durata della loro permanenza. Le percentuali di occupati per coloro che risiedono in Italia da meno di un anno è solo del 34%, ma dopo due anni arriva a circa il 65% fino ad arrivare al 76% dopo 4 anni.
I dati Naga segnalano che la quota di immigrati irregolari che lavorano è assolutamente uguale a quella della popolazione italiana. La media di occupati nella popolazione italiana tra i 15-65 anni è del 58,7% che sale in Lombardia al 66,7%: il campione registra un tasso del 60% ma bisogna comunque tenere conto che un quarto del campione è in Italia da meno di un anno: al crescere della permanenza gli irregolari occupati arrivano a superare il dato riferito agli italiani.

Gli immigrati hanno studiato
Gli immigrati hanno spesso un titolo di studi superiore conseguito nel proprio Paese d’origine e sono comunque istruiti. La comunità di Sant’Egidio segnala che su circa 32.000 studenti che hanno frequentato la scuola di lingua italiana evidenzia che l’86% ha studiato nel loro paese di origine oltre 11 anni e il 37% è in possesso di una laurea.
La stessa realtà è evidenziata dal già richiamato rapporto Naga 2009 che riguarda solo immigrati senza documenti in regola: gli analfabeti sono il 4,2%, coloro che hanno un titolo di scuola media superiore sono il 42,8%, mentre i laureati sono il 10,2%.
Gli immigrati hanno spesso un’istruzione uguale o superiore alla media agli italiani.
Se consideriamo i dati della popolazione con cittadinanza italiana, le percentuali sono assolutamente paragonabili (se non addirittura peggiori). Interessante notare come un decimo degli irregolari considerati abbia una laurea contro il 12% della popolazione italiana.

(Rapporto Naga, 2008 Popolazione italiana, Istat 2007)

Non esiste un aumento del tasso di criminalità legato all’immigrazione.
I migranti non integrati ovviamente sono più esposti alle attività criminali, proprio perché poveri e non integrati. Ciò vale per tutti i Paesi europei. Ma non si può fare una equivalenza tra immigrati e criminali. Né dire l’immigrazione aumenta i pericoli per i cittadini.
È vero che dal 2001 le denunce a carico di stranieri sono aumentate del 45,9%, ma anche loro sono aumentati e i dati si riferiscono a stranieri senza permesso di soggiorno, mentre si regolari si resta fissi al 2%.
Quando aumentano i permessi di soggiorno diminuiscono i casi di reati.
L’integrazione porta a una diminuzione di criminalità.

I clandestini non sono criminali per natura e dirlo è una grave violazione dei dritti umani che dovrebbe essere passibile di pena.
Non vi è un parallelismo tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Sappiamo che un terzo degli stranieri senza permesso di soggiorno sono asiatici e qui la criminalità è al minimo (Ministero degli Interni)

(Fonti
Paolo Buonanno e Paolo Pinotti, Do immigrants cause crime? – Paris School of Economics Working Paper
Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità – Ottobre 2009
Rapporto Naga 2009
Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
Carlo Devillanova, Francesco Fasani e Tommaso Frattini, Lavorare a Milano. Da Clandestini, Lavoce.info, 28.12.2009)

-Infatti sono tutti in galera
FALSO.
I detenuti stranieri sono il 37,4% (69,7% in Valle d’Aosta, 46,4% in Lombardia, al Sud meno, 20-25%, fino alla Campania con il 13,1%)
È vero che la popolazione carceraria è composta in maniera preponderante da stranieri ma bisogna analizzare per quali reati
Moltissimi sono in carcere a causa della Bossi Fini in quanto clandestini, il 30%. Se la Bossi Fini non ci fosse, ci sarebbe il 30% di carcerati in meno.
I reati sono in genere: trasgressione delle leggi sull’immigrazione (14,7%), false dichiarazioni sull’identità (4,2%), resistenza a pubblico ufficiale (3,8%), falsità di privati in atti pubblici e atti falsi (3,4%).
Su 65mila detenuti, il 37% viene dal Nord Africa, Romania e Albania.
La causa spesso sta in piccoli reati (pena per meno di 7 giorni) anche perché per loro non valgono le pene alternative al carcere o gli arresti domiciliari previsti per italiani o ricchi

(Fonti
Osservatorio ItaliaRazzismo
Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Rapporto Ismu 2009
Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione, Contrasto, Ministero dell’Interno, 2007
Transcrime)

-Vengono qui e si fanno curare a nostre spese
FALSO. Semmai sono loro che pagano le nostre pensioni. Il sistema previdenziale è costruito su un sottile equilibrio tra lavoratori e pensionati: i primi pagano la pensione ai secondi, in attesa di andare in pensione. Quindi più pensionati ci sono, più lavoratori sono necessari perché il sistema non collassi.. (Semmai sono gli evasori fiscali italiani e chi li protegge che si curano a nostre spese o mandano a picco il sistema sanitario!)
I lavoratori immigrati hanno contribuito a tenere alto il rapporto tra lavoratori e pensionati con la loro partecipazione all’Inps.
L’Inps è in attivo sostanzialmente per i contributi stranieri.
I contributi degli immigrati nel 2008 sono stati il 4% del totale = 6,5 miliardi; cifre ora aumentate, 4 miliardi in più in dieci anni.
Quindi, i contributi degli stranieri pagano il 4% delle nostre pensioni.
Gli stranieri saranno pensionati solo fra molti anni, non “pesando” così sul bilancio dell’Inps. Questo in quanto l’età media degli stranieri residenti è 30,9 anni, mentre quella degli italiani è di 43,5 anni.
I migranti invece che usufruiscono di pensioni sono pochissimi.
Gli immigrati pagano le tasse (e pochissimi le evadono). Lo dice l’Agenzia delle entrate per il 2004, quando sono state presentate 2.259.000 dichiarazioni da parte di cittadini stranieri. L’81% degli stranieri regolari all’epoca aveva dichiarato di percepire redditi. Dal 2004 al 2008, l’apporto degli immigrati al gettito è passato da 1,87 miliardi a 3,2 miliardi di euro.

Quanto ci abbiamo guadagnato dalle sanatorie
La regolarizzazione del settembre 2009 si è chiusa con 294.744 domande di assunzione di lavoratori non comunitari come collaboratori familiari o badanti: l’operazione ha fruttato 154 milioni di euro in contributi arretrati e marche, mentre nel periodo 2010-2012 farà entrare nelle casse dell’Inps 1,3 miliardi di euro supplementari.

Contribuiscono più di quanto percepiscano
È evidente che per il sistema previdenziale gli immigrati sono più una risorsa che una zavorra. Il rapporto Caritas 2008 evidenzia che secondo i dati del 2005, per interventi diretti rivolti specificamente agli immigrati sono stati spesi dai comuni 136,7 milioni di euro, il 2,4% della loro spesa sociale, pari a 53,9 euro pro capite. Tenendo conto che gli immigrati sono anche beneficiari dei servizi rivolti alla generalità della popolazione, le somme utilizzate a loro beneficio potrebbero salire al massimo a 1 miliardo di euro e dunque sarebbero abbondantemente coperte dalle entrate che essi
garantiscono.
Altri studi della Banca d’Italia confermano che agli immigrati va il 2,5% di tutte le spese di istruzione, pensione, sanità e prestazioni di sostegno al reddito, al massimo la metà di quello che assicurano in termini di gettito.

(Fonti
Dossier Caritas 2008 e 2009
Rapporto Ismu 2009
Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
E l’immigrato aiuta le pensioni degli italiani, Andrea Stuppini, 01.12.2009, Lavoce.info)

-Nelle graduatorie per la casa sono favoriti gli stranieri
FALSO. Gli immigrati non sono favoriti nei criteri. Per considerare l’incidenza degli stranieri sulle case popolari è stata considerata la situazione del Comune di Torino dove esistono circa 18.000 alloggi pubblici.
I criteri per assegnare le case popolari non favoriscono gli stranieri, anzi. Infatti i parametri di cui si tiene conto in prima battuta per stilare le graduatorie sono reddito (che però assegna un punteggio poco rilevante) e numero di componenti solo se superiore a 5 unità. In seconda battuta si tiene conto dell’età e di eventuali disabilità che abbia il soggetto. Gli immigrati sono tendenzialmente giovani, perfettamente abili e con nuclei familiari sotto le 5 unità.
Prima gli italiani: gli immigrati non vincono nelle graduatorie. Negli ultimi anni a Torino i bandi per l’assegnazione degli alloggi pubblici sono stati nel 2004 e nel
2009. Le domande presentate da cittadini stranieri sono state una buona parte del totale (nel 2004 sono il 31% e nel 2009 salgono al 45%), tuttavia solo pochi sono effettivamente assegnatari di case popolari: rispetto al bando 2004 solo il 10% è rappresentato da stranieri.

(Fonte: Assessorato alle politiche per la casa, Comune di Torino)

Spesso si sete dire «gli stranieri rubano le case agli italiani», oppure che nella graduatoria per l’assegnazione delle case popolari «loro hanno sempre la precedenza»? I dati dell’assessorato alle Politiche della casa del Comune di Genova spazzano via i luoghi comuni. Meno del 5% degli alloggi a disposizione è stato assegnato ad un “nuovo” genovese. Il riferimento è all’ultimo bando pubblicato a fine 2007: dal primo gennaio 2009 al 15 dicembre passato, sono stati assegnati 115
alloggi ad altrettanti cittadini italiani. È il 69,28%. Ai genovesi di origine straniera sono andati 9 alloggi in tutto, il 7,83%. Vanno anche considerate le 61 sistemazioni provvisorie: di queste solo 10 relative ad extracomunitari. Insomma, per 185 abitazioni messe a disposizione dal Comune ci sono 9 contratti stipulati da extracomunitari. Erano state presentate 3.182 domande, poco meno di un quarto
da non italiani: di questi, 52 con cittadinanza europea, gli altri 702 provenienti da continenti diversi.
A Bologna, le richieste di una casa al Comune da parte di stranieri nell´ultima graduatoria (aggiornata ad agosto 2009) sono il 46% del totale, mentre nelle assegnazioni si fermano a quota 35% (77 alloggi contro i 142 assegnati a italiani). Sui 12.458 alloggi popolari attualmente assegnati dal Comune di Bologna, 1.122 sono occupati da stranieri (9,64%). Dato da confrontare con la percentuale dei residenti che arrivano dall’estero: a Bologna sono l’11,2%.
Per quanto riguarda le graduatorie, facendo riferimento al Comune di Monza, graduatoria 2008 (terzo bando, 2° semestre), nelle prime 100 assegnazioni, sono 22 gli stranieri assegnatari.

(Fonti
Repubblica Metropoli su dati Comune di Genova e di Bologna.
Comune di Monza.)

Gli immigrati comprano casa
Prato è la provincia italiana con la più alta percentuale di acquisti di stranieri, sul totale mercato immobiliare (23%), seguita da Roma (16,5%), Torino (11,5%), Venezia (9,2%), Milano (7,8%) e Bologna (6%). Nel 2009 a comprare una casa sono stati soprattutto rumeni, cinesi e indiani. Prima della crisi, che ha visto un calo molto sensibile nelle transazioni, erano gli immigrati a contribuire decisamente
all’attenuazione della flessione del mercato immobiliare italiano (circa 130mila nel 2006 e 2007, più di 100mila abitazioni acquistate nel 2008, 78mila nel 2009).
Il dato dell’acquisto sul totale del mercato nel 2008 (prima della sensibile diminuzione di cui abbiamo parlato): Provincia di Milano 9%. Bergamo 13,6%. Brescia 14%. Como 14,9%, Padova 10,4%. Torino 18,4%. Treviso 13%. Varese 11%. I dati più significativi: Alessandria 32%. Cremona 24,6%. Vicenza 23,2%. Se è vero, quindi, che hanno accesso al patrimonio di case popolari di cui l’Italia si è dotata nel corso del secolo scorso, è altresì vero che contribuiscono a creare ricchezza per gli italiani che dispongono di un patrimonio abitativo.

(Fonte: Scenari immobiliari)
..
-Ci portano via le nostre donne
FALSO.
Sono gli italiani che sposano le “loro” donne. Vediamo quanti stranieri sposano italiane, quanti italiani sposano straniere. Nel 2006 si sono celebrati 245.992 matrimoni, il 14% sono misti (24.020). La maggior parte, esattamente 19.029, riguarda un cittadino italiano che sposa una cittadina straniera. L’80% dei casi.

(Fonte: Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009.)

-Meno male che c’è la Lega
Il fallimento delle “ronde di governo” è sotto gli occhi di tutti. Prima del decreto Maroni c’erano 68ronde, dopo solo 6 hanno chiesto di essere ‘regolarizzatè (2 a Roma, 1 a Milano, 1 a Treviso). Molta enfasi e poca sostanza: quasi nulla. L’attività della Lega, con l’indifferenza del Pdl, si è distinta per la promulgazione di numerose ordinanze e delibere contro gli stranieri, a livello locale e regionale. Quasi tutte le norme regionali sono state impugnate e bocciate dalla Corte Costituzionale, a cominciare dalla legge contro i phone center in Lombardia, così come alcune norme riguardanti il criterio di residenza per l’accesso ai servizi (casa e trasporti, ma anche bonus bebè).
Numerose sentenze del Tar hanno invalidato ordinanze e delibere comunali discriminatorie.
Nessuno conosce i risultati di simili iniziative, se non dal punto di vista della penalizzazione degli stranieri, spesso imprenditori o liberi professionisti, che in molti casi si trovano costretti a chiudere.
Norme cattive, discriminatorie, strumentali, elettorali, poco concrete e nella stragrande maggioranza dei casi del tutto inutili, che creano tensioni e, anziché risolvere i problemi, li rinnovano e li rilanciano.

-Ci vogliono classi per soli stranieri
Gli alunni stranieri sono nati in Italia e parlano italiano (non tutti i leghisti sanno parlare un buon italiano). Gli alunni figli di genitori stranieri, nel 2008/2009, sono saliti a 628.937 su un totale di 8.943.796 iscritti, per un’incidenza del 7%. L’aumento annuale è stato di 54.800 unità, pari a circa il 10%; l’incidenza più elevata è nelle scuole elementari (8,3%). Di questi studenti 1 ogni 6 è rumeno, 1 ogni 7 albanese e 1 ogni 8 marocchino. Gli alunni stranieri sono tali solo all’anagrafe, essendo in buona parte dei casi nati in Italia e vissuti per tutta la loro vita con coetanei italiani: per loro evidentemente la lingua non è un problema. Quasi 4 su 10 (37%) sono nati in Italia, ma il rapporto sale a 7 su 10 (71,2%) tra gli iscritti alla scuola dell’infanzia.

Le maestre non ricorrono a tetti o classi d’inserimento
Dal rapporto Ismu 2009 emerge che lo strumento al quale maestre e professoresse più ricorrono per l’integrazione dell’alunno straniero è l’inserimento in classi a stretto contatto con i coetanei; viene trascurato il ricorso a tetti per classi o al raggruppamento degli studenti di uno stesso paese. Invece, si ricorre a strumenti specifici per l’accoglienza come protocolli, linee guida, commissioni d’accoglienza e test d’ingresso: queste azioni si svolgono all’interno del normale corso scolastico.

(Fonte: Censis 2008)

Ci vorrebbe più integrazione e sostegno nel corso degli studi
Nel percorso scolastico, s’incontrano differenze tra gli studenti immigrati e quelli italiani a causa di problemi di ritardo, dispersione, insuccesso, specialmente nella scuola secondaria superiore.
Gli studenti immigrati sono promossi in misura sostanzialmente uguale nella scuola elementare, dove i programmi d’inserimento sono più specifici e mirati (99,9% di studenti italiani contro il 96,4% di stranieri), mentre le differenze si accentuano nella scuola media e superiore, dove sono pressoché assenti programmi d’integrazione (nella media 97,3% contro il 90,5% e nella superiore l’86,4% contro il 72%). Tra primaria e secondaria, lo stesso trend si riscontra nel ritardo negli studi degli studenti
immigrati rispetto a quelli italiani: le difficoltà sono minime o molto basse nella scuola primaria e crescono con il passaggio alle scuole secondarie.

(Fonti
Elaborazioni su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dossier Caritas 2009
Rapporto Ismu 2009)

-Gli vogliono dare il voto perché votano tutti a sx
FALSO. Un’indagine Ismu-Orim della Regione Lombardia precisa che gli stranieri voterebbero in modo molto diverso. Alcuni, soprattutto i neocomunitari (Europa dell’Est), voterebbero a dx, con percentuali bulgare (e non è una battuta). Si distinguono per il voto a favore di forze conservatrici soprattutto i rumeni (nel 64,2% dei casi voterebbero a dx). Così anche i cinesi (53,3%). A sx guarda il ‘collegiò Africa e le persone che provengono dall’America Latina. Lo stesso vale per le religioni, che indicano un voto verso sx di induisti, musulmani e sikh, mentre a dx guardano
ortodossi, buddisti e copti.
L’Italia è al 7° posto in Europa per numero di concessioni della cittadinanza, proprio in conseguenza di un impianto normativo restrittivo (Caritas).
Secondo un’indagine Ministero dell’Interno-Makno (2008), i cittadini italiani che si dichiarano favorevoli alla cittadinanza dopo 5 anni erano il 51,8% nel 2007. Nel 2008 erano diventati il 59%. A questi (favorevoli incondizionatamente) vanno aggiunti i favorevoli «purché le verifiche siano effettive»: 11,5% nel 2007, 13,1% nel 2008. In totale il 72,1% degli italiani si diceva favorevole già più di un anno fa alla concessione della cittadinanza dopo 5 anni.

(Fonti
Ismu e Orim
Quindicesimo Rapporto sulle migrazioni 2009, FrancoAngeli, Milano 2009, p. 165.)

-Non si vogliono integrare
FALSO. Nella presentazione della proposta di legge Granata-Sarubbi, presentata il 30 luglio 2009, così si legge: «Nel 2007, i nati di cittadinanza non italiana hanno superato i 64.000, 11,4 % del totale, con un incremento di quasi il 90% rispetto a 6 anni prima.
165.000 nel 2007 erano titolari di impresa; 52.000 soci e 86.000 altre figure societarie
120.000 stranieri hanno acceso mutui
Dunque la popolazione straniera vuole integrarsi e sceglie l’Italia come Paese di adozione.
Ma noi stentiamo a dar loro la cittadinanza:
nel 2005, 19.266 stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana
ma furono 154.827 in Francia, 117.241 in Germania e 48.860 in Spagna.
La proposta di legge chiede che il minore nato in Italia da un nucleo familiare stabile acquisisca i pari diritti dei coetanei, per evitare una «terra di mezzo», dove i bambini nati da genitori non italiani crescano non integrati
Occorre passare dall’attuale principio dello «jus sanguinis» al principio dello «jus soli», temperato e condizionato dalla stabilità del nucleo familiare in Italia o dalla partecipazione del minore a un ciclo scolastico formativo.
La cittadinanza deve diventare per lo straniero adulto un processo certo, ricercato e formativo; il punto di arrivo di un percorso di integrazione sociale, civile e culturale e il punto di partenza per il suo continuo approfondimento.

-Fermiamo gli sbarchi!
ALTRA TRUFFA, creata solo per colpire l’immaginazione.
Qualcuno le chiama «carrette del mare», altri, più volgarmente, i «barconi» (ricordate Prosperini, assessore della giunta Formigoni: «Ciapa su ‘l camel, la barcheta e te turnet a ca»).
Eppure solo una piccola parte di immigrati arriva in Italia via mare: questa modalità costituisce un canale di ingresso marginale sotto il profilo della dimensione e contribuisce in misura comparativamente modesta e decrescente allo stock di immigrati irregolari presenti in Italia.
I clandestini sbarcati dalle «carrette del mare» non hanno mai superato il 15% del totale e spesso ssono stati inferiori al 10%.
La maggior parte degli immigrati viene in Italia con visto turistico, attraverso un transito regolare dalle frontiere (in particolare orientali), molti, tra l’altro,
sono neocomunitari.

(Fonte: Ministero dell’Interno, Rapporto criminalità 2007)

-Le paghe che prendono le rubano agli italiani
Qua si sfiora davvero l’idiozia.
A Rosarno gli immigrati che lavoravano nella raccolta degli agrumi percepivano 20 euro al giorno, di cui 5 da restituire al caporale. La giornata di lavoro è di 14 ore. La paga oraria, quindi, di un euro o poco più. In alcuni Paesi del mondo, da cui questi individui provengono, la paga giornaliera, per chi ha un lavoro, è di 2 dollari al giorno. Il cambio fatelo voi. E, almeno in questo caso, datevi anche la risposta.

A febbraio Maroni ha introdotto per legge nel ‘pacchetto sicurezza” il divieto di curare i clandestini.

L’80% degli italiani ha ritenuta obbrobriosa una simile richiesta.
La salute è un diritto inviolabile per tutti.
Oltre a ciò, lasciare senza cure chi è affetto da malattie mette a rischio la salute di tutti.
Sempre l’ottuso Maroni ha escogitato una patente a punti, con una serie di obblighi e conoscenze. Il minimo che si può notare è che pochi italiani riuscirebbero a soddisfarli. E’ un altro documento discriminatorio e razzista per cui non basta più seguire la Bossi-Fini.Solo se entro due anni l’immigrato in attesa di permesso di soggiorno raggiungerà i 30 punti avrà il permesso. Dovrà dimostrare di aver superato il corso di lingua italiana, di conoscere la Costituzione, di essersi iscritto al Servizio sanitario, di mandare i figli a scuola. Se commette reati, i punti gli vengono tolti. Se dopo due anni non raggiunge i 30 punti, ha un altro anno per arrivare al punteggio pena l’espulsione. Il Ministro Sacconi è d’accordo. Ipocritamente hanno detto che ciò servirà all’integrazione. L’unica cosa realmente evidente è invece che in Italia gli istituti per l’integrazione non esistono.

l Pd, nelle parole del capogruppo in commissione Affari Costituzionali della Camera Gianclaudio Bressa, ha detto che: il ‘permesso a punti’ è una “scandalosa lotteria sociale i cui giudici imbrogliano in partenza” e l’Italia “il Paese più xenofobo d’Europa”.
Livia Turco dice che questi permesso ostacolerà l’integrazione e favorirà l’illegalità. “In un Paese come l’Italia dove per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno occorre aspettare più di un anno e dove i corsi di lingua e cultura sono gestiti dal volontariato e dalla Chiesa, non si può fare come se fossimo in Canada.”
Emma Bonino: “sulla paura si fanno le campagna elettorali, poi quando uno si trova a governare non ci riesce se non con legislazioni contraddittorie, con elementi razzisti e demonizzando un fenomeno ma con l’incapacità di governarlo. Il fenomeno dell’immigrazione è completamente demonizzato ma non governato”.
Per Paolo Ferrero si tratta di un provvedimento “demenziale”. “Invece di alzare nuove e odiose asticelle sociali e culturali nei confronti degli immigrati, che già vengono quotidianamente criminalizzati dalla Lega e dal cdx, il governo pensi a stanziare fondi per le politiche d’integrazione, su cui non c’è un euro. Con paletti come quelli previsti dal permesso di soggiorno a punti metà dei nostri connazionali emigrati all’estero in massa, nel Novecento, non sarebbero mai potuti entrare nei Paesi dove erano emigrati e dove invece si sono presto integrati, a partire dagli Usa”.
..
STEFANO SANCHINI
UN ESALTATO DEL MIO TEMPO

Verdi e non nere han le camicie
i nuovi esaltati che han ristretto la patria
e combattono Roma, senza saper d’esser stati
romani, longobardi, ostrogoti unni e slavi
e se in mille l’hanno unita, in mille oggi
la vorrebbero divisa, ma è il soldo che da sempre
muove le loro battaglie, perché anche oggi
delle tante lingue ne farebbero una,
e cacciano via gli stranieri, scordando
che l’Italia da sempre fu alcova dei popoli
e per questo fu grande
culla della scienza e dell’arte
terra di naufraghi
tutti uguali, perché in fondo
ogni uomo nasce dal mare…

Libération: “L’imbarbarimento e la leghistizzazione dell’Italia”
Robert Maggiori

L’Italia è un paese normale? L’anomalia rappresentata da B – il quale concentra nelle proprie mani potere politico e potere mediatico, utilizza il Parlamento come “stabilimento di produzione” per leggi destinate a salvarlo dai tribunali, vomita sulla magistratura, critica senza sosta la Costituzione, riduce la politica a barzellette e a recite da commediante, si trascina dietro tutto un carico di scandali sessuali – pare suggerirci di no.
Ma c’è dell’altro. Ciò che più colpisce è che dopo essere stata definita il laboratorio avanguardista dell’Europa, l’Italia, oggi, sta regredendo ad una situazione di “provincialismo”. La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco e raramente parla l’inglese. Il ruolo centrale viene ancora affidato ad una televisione ferma agli “anni ’80”. Si va “in” televisione vestiti di tutto punto, ogni cosa è entertainment, pubblicità, talk show urlati, culi e merletti, le trasmissioni d’inchiesta sono rarissime, quelle di approfondimento culturale, cui possano partecipare filosofi, storici, sociologi, psicanalisti o uomini di scienza, praticamente non esistono. Una sera su due, su Rai Uno, animata da un giornalista mellifluo e servile, c’è Porta a Porta, una sorta di messa alla quale partecipano sempre gli stessi leader politici, e alla quale non manca molto per rimpiazzare la Camera o il Senato. Di rado, tra il pubblico delle trasmissioni politiche, sportive o di varietà, si vede gente di colore o meticcia.
Retrocessa a provincia, l’Italia perde punti in quasi tutte le classifiche: la scuola, la sanità, l’ambiente, i diritti, la cultura (bilancio massacrato) e anche la tecnologia. Solo pochi giorni fa, dopo che Bob Geldof aveva accusato il governo di far quadrare il bilancio sulle spalle dei poveri, è stato Bill Gates in persona ad intervenire per accusare Berlusconi (“I ricchi spendono molto più per problemi personali come la calvizie, che non per combattere la malaria”) di aver dimezzato gli aiuti pubblici allo sviluppo dei paesi più poveri promessi davanti alle telecamere, facendo dell’Italia “il più avaro tra i paesi europei”.
Stessa regressione anche a livello digitale. Lo sapevate che, in virtù del decreto Pisanu, in un luogo pubblico, in un aeroporto o in un cybercafé, la connessione wireless alla Rete è vincolata all’esibizione di una carta d’identità? Che gli stanziamenti per lo sviluppo della banda larga sono congelati dal 2008, che si levano voci della maggioranza per mettere sotto controllo i social network come Facebook? Che ovunque si firmano petizioni per chiedere al governo di “emancipare Internet” da norme legislative penalizzanti per il futuro di un paese che, quanto ad accesso alla Rete, già è “indietro e sottosviluppato rispetto al resto d’Europa”? Berlusconi è un uomo di televisione old style, per il quale il Web rappresenta una minaccia, perché “liquido”, incontrollabile – e al di fuori del suo impero.
Ma è a livello sociale che la regressione è più avanzata. B catalizza talmente l’attenzione che all’estero non colgono la questione più importante: la “leghistizzazione” della società, che sta portando alla degradazione morale e civile, se non ad un “imbarbarimento”, dell’Italia. La Lega Nord di Bossi (il cui organo ufficiale, La Padania, scriveva: “Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Sbatteteli fuori, quei maledetti!”), alleata decisiva del partito di B, ha fatto eleggere i propri uomini, tra i quali molti sono ministri, in un numero considerevole di amministrazioni locali, ha diffuso ovunque i suoi valori ed il suo linguaggio, ha sdoganato e banalizzato il discorso xenofobo. Ci vorrebbe un’intera biblioteca vaticana per enumerare i discorsi di incitamento all’odio razziale, omofobo e “anti-meridionalista” pronunciati dai suoi leader. Guardate su Youtube i video di Mario Borghezio, ascoltate qualche estratto delle trasmissioni di Radio Padania: in nessun altro paese sarebbe tollerata una tale profusione di odio, e di imbecillità, xenofobo! Difendono i valori cristiani, quelli della famiglia, del lavoro, vogliono la croce sulla bandiera italiana ed il crocifisso nelle scuole, ma poi il ministro dell’Interno istituisce ronde cittadine (fiasco colossale, per fortuna, poiché nessuno s’è fatto avanti per prendervi parte) e stabilisce che il solo fatto di essere stranieri sprovvisti di documenti costituisce un reato. Una piccola vedette della politica, un’imprenditrice che si colloca alla destra dell’estrema destra, che si presume verrà nominata sottosegretario al Walfare perché nelle simpatie di B (a proposito del quale aveva detto: “per lui sono come un’ossessione, ma non mi avrà..”, o “ama le donne solo in orizzontale”), ha saputo distinguersi dichiarando che “Maometto era un pedofilo”. Un fanatico (un eletto) andava sui treni a disinfettare i posti occupati da nigeriane, un altro (anch’egli eletto) voleva “eliminare tutti i bambini (rom) che derubano gli anziani” e, interrotto dagli applausi del “popolo della Padania”, invitava i musulmani ad andare a “pisciare nelle loro moschee”. Altri ancora hanno dato fuoco alle baracche degli immigrati, o proposto, sui tram, vagoni separati per italiani e stranieri… Discriminazioni di ogni genere, aggressioni, uomini braccati, talvolta crimini, striscioni e slogan razzisti nei raduni della Lega, ed ancora una vera e propria caccia all’uomo nero, con bastoni e fucili, che evoca, sulla stampa internazionale, il Ku Klux Klan, ma che, al ministro dell’Interno, fa dire: “Siamo stati troppo tolleranti con gli immigrati”.
A fronte di tutto questo, sono poche le reazioni in Europa. Ed è proprio in tal senso che l’Italia è il paese più “provincializzato”: la si guarda dall’alto in basso, apprezzandone la cucina, l’arte ed i paesaggi – non la si prende per niente sul serio, né nel bene, né nel male. Ma vi immaginate cosa succederebbe nelle strade di Londra, di Parigi, di Berlino o di chissà quale altra città europea se la Lega Nord fosse un partito, ad esempio, austriaco, o francese, e se Umberto Bossi si chiamasse Jörg Haider?
….
Risultati paradossali

Gli italiani sono contro le leggi di B ma continuano a votarlo.
Demos.it (Ilvo Diamanti)
La gran maggioranza degli italiani pensa che la corruzione, in Italia, sia diffusa come a Tangentopoli (48%), oppure più diffusa (36%)
8 persone su 10 si oppongono all’immunità parlamentare e 2 su 3 alla sospensione dei processi per B e le prime 5 cariche dello Stato. Quanto successo in questi mesi tuttavia non sembra scongelare gli equilibri politico-elettorali. Il governo continua ad avere consenso anche se in lieve calo. Il dx naviga un po’ sotto la soglia della maggioranza assoluta, con la Lega ormai stabilmente aumentata.

Stime elettorali
Se lei dovesse votare oggi come lo farebbe?

Oggi – Politiche 2008
Pdl 36,8 – 37,5
Pd 28 – 33,2
Lega 10,1 – 8,3
Di Pietro 7,4 – 4,4
Varie cdx 1,9 – 3,5
Sel 2,4
PrC 2,1
Varie csx 2,1- 1
Totale cdx 48,8– 49,2
Totale csx 42 – 41,7

Anche con Bersani il Pd perde voti, mentre B che aveva preso 2 punti col falso attentato, ne perde solo 1
Solo l’11% pensa che ci sia meno corruzione che con tangentopoli
Solo il 5,8% pensa che se un amministratore è inquisito o condannato debba restare al suo posto
Il 78,5% è contrario a una riforma che faccia da scudo alle 5 massime autorità dello stato
Solo l’8,1% ritiene che sia bene vietare le intercettazioni telefoniche
Dal che apparirebbe che B rappresenta solo una piccola minoranza del popolo italiano, eppure non perde consenso come sarebbe logico, mentre il Pd continua la sua discesa, si sente l’effetto Vendola, la sx extraparlamentare riprende fiato ma non supera una zoccolo comunque troppo piccolo. In salita Lega e IdV.

RIDIAMARO :- )

Di Girolamo: “Non sono il male assoluto. Ma se volete ve lo presento”. [alexfor]

Fini: “Un centrodestra con la bava alla bocca non è sempre gradito.” Dipende: poi stramazza a terra?
http://ilpeggio.wordpress.com/2010/02/27/another-one/

PrecotterPaolo
Torna in piazza il popolo viola. C’è anche il PD. Forse non ha capito che non gioca la Fiorentina.

Jena
GIA’
Sarà durissima la reazione di Berlusconi contro i talebani, i bombardieri già in volo verso la procura di Milano.
.
Viviana
Differenze
Il Pdl candida la bonazza
Il Pd la Bonino
..
http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Salve Viviana,

    Pazzesco! Oggi e’ San Silvio e compagni. Almeno coi dice il mio calendario.

    Buona settimana!

    Cari saluti,

    Marc Andre’

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 12:06 pm | Rispondi

  2. […] Vai alla fonte Condividi questo post: […]

    Pingback di MASADA n° 1098. 1-3-2010. Lo sciopero dei migranti- Rivistaeuropea — marzo 10, 2010 @ 11:50 am | Rispondi


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