Nuovo Masada

febbraio 28, 2010

MASADA n° 1097. 28-2-2010. Agonia di una democrazia

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:35 am

Padre nostro

dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris.
Et ne nos inducas in tentationem,
Sed libera nos A NANO.
amen

..
200.000 a Roma, il popolo viola chiede le dimissioni di Berlusconi – La Cassazione prescrive il processo Mills – Banche islamiche- Chi rappresenta gli italiani all’estero. Lo scandalo Di Girolamo – Esecuzione capitale a San Remo – Le collusioni tra mafia e Stato – Barbareschi – L’era planetaria

Facebook: “Corrotti e corruttori, ‘ndranghetisti e minzolini, sciacalli e bertolasi, mafiosi, prescritti, ladri e affaristi speravate nel sonno delle coscienze e invece no, siete stati sfortunati: noi ci siamo e vi stiamo col fiato sul collo: o noi o voi”.

No Berlusconi day

200.000 a Roma, 200.000 per la legalità. Il popolo viola dice No a Berlusconi.
Berlusconi aveva vietato alle sfilate del Carnevale di indicarlo in qualsiasi modo e sarebbe stato facile metterlo come galeotto o tra compari mafiosi o circondato da mignotte, ma la manifestazione di Roma si è rivalsa sull’ordine di un dittatore che non può mettere il bavaglio a ogni dissenso, mentre costui sta impunemente distruggendo ogni legge, stato, principio democratico e istituzione.
Per quanto fossero presenti IdV, Pd e Chil, i manifestanti si dichiarano auto-organizzati e autogestiti e anche autofinanziati.

In modo indipendente dai partiti a favore della legalità e per ribadire, ancora una volta, che la legge è uguale per tutti e per difendere la Costituzione in particolare laddove definisce la forma della democrazia, la tutela del lavoro, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, il diritto ad essere informati e il dovere di informare, e contro l’approvazione della norma sul legittimo impedimento, definite leggi ad personam del premier e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale.

Tante bandiere, magliette e sciarpe viola hanno riempito piazza del Popolo. Tanti cartelli e striscioni: “Opposizione se ci sei batti un colpo“, “la legge è uguale per tutti“, “Rabbia viola” “Più che viola cianotica Onesti di tutta Italia unitevi» e poi un pupazzo che raffigura Berlusconi con la scritta “piccolo uomo, grande corruttore“. E gli slogan (uno su tutti: “dimissioni”), “contro le scelte del governo e del presidente Berlusconi” “reo” – secondo la piazza – di costruire una giustizia personale e di non sottoporsi al giudizio dettato dalla Costituzione. E gli applausi che hanno accompagnato gli interventi dal palco: Giorgio Bocca, Roberto Saviano, alcuni lavoratori. E ancora, tra gli altri, Travaglio, Flores d’Arcais, Guida Scorza, Norma Rangeri, Gianni Minà, Gioacchino Genchi, Ernesto Ruffini.

Sono presenti Pd, Sinistra ecologia e libertà, Radicali, Rifondazione Comunista, Idv.
Emma Bonino, Pannella e il leader dei Verdi Angelo Monelli, Donadi, Di Pietro, De Magistris, Dario Fo, Ignazio Marino, Rosy Bindi, Paolo Ferrero, Paolo Cento, Vincenzo Vita, Pancho Pardi, Ivan Scalfarotto, Moni Ovadia, Giorgio Bocca, Genchi, Flores d’Arcais, Asor Rosa, Norma Rangeri..
A titolo personale hanno mandato il loro sostegno: Mario Monicelli, Andrea Camilleri, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais, Dario Vergassola, Alberto Asor Rosa, Antonio Tabucchi, Luciano Gallino, Lidia Ravera, Giorgio Parisi, Gianfranco Bettin, Lidia Menapace, Franca Rame, Oliviero Beha, Tana de Zulueta, Raniero La Valle, Roberto Vecchioni, Daria Colombo, Daniele Silvestri, Paola Turci, Nando Della Chiesa, Francesco Guccini, Ivano Marescotti, Corrado Guzzanti.

“C’è fame di legalità – ha detto Bonelli – rispetto a chi accusa i magistrati di essere talebani. Oggi è Berlusconi il vero talebano, colui che vuole legare le mani ai magistrati, alla polizia, impedendo le intercettazioni per far sì che gli italiani non sappiano che in Senato siede un senatore legato alla n’drangheta”.
Duro anche l’affondo di Antonio di Pietro, che è tornato a tirare in ballo Napolitano: “Noi rispettiamo il capo dello Stato ma in questo momento c’è un talebano a palazzo Chigi che uccide la democrazia, annichilisce la legalità, fa carta straccia della Costituzione”. “Per questo noi ci sentiamo in ‘resistenza’ nella piazza e dentro il Parlamento. E quando si fa ‘resistenza’ non si possono abbassare i toni, si deve alzare la voce prima che sia troppo tardi“.

Tutte le foto a
www.flickr.com/search/?w=all&q=popolo+viola&m=text

Video
tv.repubblica.it/copertina/il-popolo-viola-dice-basta/43189?video

Travaglio “Ha accumulato 36 leggi ad personam per difendersi e ora vuole mettere le mani sulla Costituzione».

Viola bandiere, magliette, parrucche, maschere, fiocchi ai cagnolini..
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Mills

La prescrizione (strangolamento) del processo a Berlusconi attuata con l’abile stratagemma dell’ultimo minuto della retrocessione di 2 mesi del fatto delittuoso si deve ancora una volta all’intromissione della Cassazione, organo fortemente inquinato da turpi personaggi berlusconiani che sono sempre stati in grado di annullare in corner processi scomodi, come ieri annullarono 500 processi mafiosi per fare un favore a Cosa nostra, per ordine di Berlusconi.
Ieri Carnevale annullava 500 processi mafiosi, oggi Berlusconi si fa prescrivere un processo fortemente infamante, in cui compare come il massimo truffatore ed evasore fiscale d’Italia.
Che questo infame personaggio si permetta anche di chiamare talebani i giudici e di insultarli dice totalmente il grado di bassezza di questo delinquente.

De Magistris

Tradotto in termini semplici: l’avvocato inglese David Mills è stato riconosciuto colpevole di aver testimoniato il falso nel processo All Iberian e Guardia di Finanza allo scopo di favorire l’imputato B e di aver incassato per quell’azione 600mila dollari. Ma il fatto si sarebbe verificato nel novembre 1999 e per tanto sarebbe prescritto, anche a causa della lunghezza dei tempi con cui è stato condotto il procedimento giudiziario.
Secondo i berluscones, dunque, quale schiaffo avrebbe inferto questa sentenza della Cassazione? Quale accanimento giudiziario sarebbe finito?
Quale protervia da parte dei giudici milanesi, che si occupano ancora di B, è stata sconfessata?
Si fa difficoltà a comprendere, forse perché viviamo in un Paese contro-senso, dove è ormai considerato “normale” che un presidente del Consiglio abbia subito 16 processi, di cui 4 ancora in corso: istigazione alla corruzione di senatori, fondi neri per diritti tv Mediaset, appropriazione indebita nell’affare Mediatrade e, infine, proprio quello per aver corrotto Mills. Il Lodo Alfano che ha consentito oltre allo stralcio anche il congelamento giudiziario di MrB, ma che è stato bocciato lo scorso ottobre dalla Corte Costituzionale (perchè contrario alla Carta), di fatto facendo crollare il fragile castello di immunità costruito su misura di B. Lo stesso che in passato gli ha consentito di azzerare i debiti contratti con la morale pubblica e la legge e che assumeva le forme di norme ad hoc come il ritocco della prescrizione (abbreviata) e del falso in bilancio (non più reato). Quindi si riparte, il processo davanti alla X sezione del tribunale di Milano per B è ancora in piedi. La prescrizione scatterà tra 11 mesi. Certo, appare difficile che il procedimento si possa svolgere in tutte e 3 i gradi di giudizio senza cadere sotto la tagliola del tempo. Ghedini sta già preparando una serie di norme capaci di proteggerlo dalle sentenze: lodo Alfano tris e legittimo impedimento?
Mentre si costruisce la sua salvezza dalla legge, la legge e la democrazia nel Paese sono sospese. Senza il minimo senso di pudore etico, quello che porterebbe a dimettersi dalla carica di premier colui che è implicitamente riconosciuto, anche dalla sentenza di oggi, come il mandante di un corrotto, cioè l’avvocato Mills, il deus ex machina dei conti off shore della Fininvest (l'”oscuro” Gruppo B su cui la magistratura si è a lungo concentrata), istigato a dichiarare il falso per 600mila dollari a vantaggio dell’ unto del Signore (come si autodefinì).
Prescritto, ma colpevole.
..
Prescritto, ma colpevole
E pure insulta i Magistrati
E si beffa della giustizia
e del popolo italiano
Ha meno faccia che culo
Meno coscienza che soldi
Meno democrazia che donne
Meno arroganza che mafia
Il peggior governante
degli ultimi 150 anni
La canaglia al potere
La feccia del Lambro
L’Oscar del male e della volgarità
Lo sfrenato vizioso
Il dittatore senza limiti
Il colpevole prescritto
Il più grande ladro di tutti i tempi
L’Attila nostrano
Dove passa lui
non cresce democrazia
né giustizia

Questo è il rap di Daniele Silvestri che impazza su youtube contro Berlusconi sorretto dal ripetuto e scandito BER-LUS-CO-NI-DI-MET-TI-TI:

L’imperatore Tiberio

www.youtube.com/watch?v=-qy-_uR-yHQ

L’imperatore Tiberio
aveva donne di lusso
a cui teneva un discorso
sul ginocchio sinistro
poi emanava un editto
che toglieva di mezzo
chi cercava giustizia
o chi ne dava notizia

E si vantava Tiberio
con gli amici più illustri
e con gli aneddoti sconci
divertiva i ministri
ma sfuggiva ai giudizi
sui reati commessi
nascondeva pasticci
per motivi fittizi

..
Banche islamiche

Presto arriveranno anche in Italia le banche islamiche il cui statuto è l’opposto delle banche tradizionali, cioè di quelle che per le loro speculazioni incontrollate hanno portato il mondo alla rovina e allora saranno cavoli amari per il sistema finanziario neoliberista.
Le banche islamiche hanno rigidi principi che discendono dal Corano e, per statuto, non chiedono interessi ma ripartiscono gli utili.
Cosa faranno i leghisti? Si opporranno? Avremo la grande crociata della Padania contro il capitale islamico?
Berlusconi ha già come soci in affari grossi magnati islamici come il principe saudita Al Waleed bin Talan (patrimonio di 20 miliardi di dollari)
La voglio vedere la Banca di Lodi mangiata da una banca di Dubai!

La finanza islamica moderna nasce dopo il 1970 e sta correndo come un treno, presentando al mondo un modello di banca etica che lascia sbalorditi e che, se fosse stato imitato dalla potente Banca del Vaticano, lo IOR, avrebbe costituito una valida alternanza e un forte concorrente al sistema vizioso e viziato delle banche occidentali.

E’ stato l’OCI, nel 1970, o Organizzazione della Conferenza Islamica, organismo internazionale che raggruppa tutti i paesi musulmani a fondare, nel suo congresso del 74 a Latore, la BID, Banca Islamica di Sviluppo, con sede a Gedda (Arabia Saudita), come strumento per finanziare gli aiuti reciproci.
Nel 1975 sorge la prima banca islamica privata, la Dubai Islamic Bank, nel 1979 il Pakistan decreta l’islamizzazione di tutte le banche del Paese, poi imitato da Iran e Sudan nel 1983.
Le banche islamiche hanno il divieto di interesse e il divieto di rischio, è vietato anche assicurare il capitale e di operare con banche occidentali.
Gli islamici sono un miliardo e mezzo. Avete l’idea di quale impatto avrà un sistema bancario completamente diverso da quello capitalista occidentale?
Nei paesi anglosassoni ci sono già 8 grandi banche islamiche. Nel mondo ci sono 180 colossi di questo tipo.

Una banca islamica opera in una dimensione etica, in quanto agisce in funzione del profitto e non dell’interesse, ripartendo gli utili derivati dal profitto. Agisce nel campo finanziario seguendo i principi della sharja, prevedendo un sistema di partecipazione continua della banca e del cliente ai profitti ed alle perdite secondo lo schema del profits law sharing o condivisione dei profitti.
Non c’è rischio di crisi; gli investimenti sono curati in settori non a rischio ed è il loro profitto a determinare gli interessi.
Queste banche si prenderanno i redditi islamici che non sono pochi, visto che in Italia ammontano già al 10 per cento del PIl.
Viste le condizioni di garanzia, c’è stata da subito la corsa ai bond e fondi islamici. In 6 mesi gli asset cono cresciuti del 20%, raggiungendo i 500 miliardi di dollari di patrimonializzazione. Proprio mentre il mondo finanziario occidentale era in ginocchio per gli effetti della crisi dei mutui subprime, la finanza islamica ha dimostrato una vitalitá senza precedenti. Nel 2007 sono stati emessi 206 bond per 47 miliardi di dollari, nel 2008 la cifra si è ulteriormente incrementata di altri 10 miliardi.
La National Bank of Kuwait, una delle maggiori del Medio Oriente, ha annunciato il progetto di aprire una banca islamica in Svizzera in partnership con una istituzione Saudita. In Svizzera ci sono giá altre 2 banche islamiche, 4 in Gran Bretagna, 5 negli Usa, 11 in Siria. Tra queste la Audi Bank Syria, una delle prime istituzioni non statali, che ha chiuso il 2007 con un attivo di bilancio pari a 758 milioni di dollari.
Le prospettive di crescita per i prossimi 5 anni della finanza Sharia compatibile sono stimate oltre il 15% annuo, il doppio rispetto alla finanza tradizionale. Anche perché, entro i prossimi 5 anni, l’islamic banking sará regolato uniformemente in tutta l’area Euro
I numeri del fenomeno finanziario-religioso parlano da soli. Come ha rilevato «Wolrd & Pleasure», 1.400 miliardi di dollari è la cifra stimata nel 2010 dei capitali amministrati dai servizi finanziari che osservano le regole coraniche sulla gestione dei capitali e 300 miliardi di dollari la capitalizzazione annua di Borsa dei titoli conformi alla Sharia sui mercati mobiliari dei Paesi islamici.
Sono 70 gli indici azionari compilati sulla base della compatibilitá con la norma coranica e 300 le istituzioni finanziarie presenti in 65 Paesi che osservano la Sharia.

Divieto di interesse, di speculazione e di rischio. Dunque massima garanzia. Massima trasparenza. E’ vietato trarre profitto dall’ignoranza altrui. Non si remunera il danaro ma si ripartiscono gli utili. E’ proibito trarre vantaggio da eventi ignoti. Sono esclusi i debiti. Non si investe in attività economiche proibite dal Corano, dunque droga, armi, ponografia, gioco d´azzardo (si può dire lo stesso per lo Ior?).

Gli analisti di finanza bancaria stanno molto attenti a non diffondere allarmismo ma questo sistema bancario occidentale corrotto e alterato che ha portato a una crisi gigantesca l’intero mondo e rifiuta con arroganza qualunque possibilità di autocorrezione, merita davvero di ricevere una scossa salutare che condanni definitivamente le sue speculazioni criminali.

Di fronte a questi colossi, la voglio proprio vedere la ridicola Lega con la sua criminogena e barcollante Banca di Lodi, inserita nelle speculazioni illecite di sporco capitale di piccoli affaristi delinquenziali come Bossi o Fiorani.
Com’è che li faceva gli affari la Banca di Bossi? Truffe, imbrogli, furti e mazzette! 100.000 dollari a Cirino Pomicino, 100.000 dollari all’onorevole Brancher di FI, 100.000 dollari di mazzetta a Calderoli, una telefonatina a Fazio…. sono le parole di Fiorani, uno dei furbetti del quartierino)accusato di associazione a delinquere, aggiotaggio manipolativo e informatico e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza della Banca d’Italia, una sfilza di reati per acquisire ingenti vantaggi in favore proprio e di terzi, gestendo la banca della Lega in pieno arbitrio, con la complicità di organi interni, esterni e soprattutto istituzionali, procurando danni enormi ai clienti della banca, quei poveri leghisti idioti attratti a versare qui i loro soldi dalla propaganda di Bossi, una banca che rubava persino sui conti dei morti!
Forse sarebbe il caso che i leghisti si facessero un corso su come si tiene una banca, dagli islamici, per es.

In Italia l’unica banca non speculativa ma di aiuto ai clienti è la Banca Etica (microcredito).
Ma le banche islamiche presentano un modello di banca etica anche migliore.
Hanno troppi caratteri per cui sono più affidabili e sane delle famigerate banche occidentali: rifiutano la speculazione, vivono solo dei costi di servizio, sono trasparenti, non ingannano il cliente usando la sua ignoranza (vedi bond argentini o Parmalat), non saranno mai indebitate, non useranno i soldi dei clienti per investirli in settori a rischio.
Queste banche garantiscono l’osservanza dei principi del Corano.

I fautori delle ‘radici cristiane’ sono stati in grado di garantire per le loro banche analoghi principi di osservanza a un minimo di leggi cristiane? A vedere la corruzione che c’è stata nella Banca di Lodi o in Bankitalia possiamo dire con sicurezza di no. In quanto alla Banca del Vvaticano, non possiamo dir nulla solo per il fatto che il Vaticano sta bene attento a non farcene saper nulla.

La Munich Re, colosso tedesco delle assicurazioni, ha annunciato l’obiettivo di controllare entro 5 anni il 20% del mercato globale delle assicurazioni islamiche) e in Italia lo scorso ottobre c’è stato un Forum internazionale sui mercati finanziari del Golfo e sulla finanza islamica (con la partecipazione della Marcegaglia e del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso)
Mentre nel resto del mondo la crisi ha colpito tutti gli istituti di credito Occidentali, le Banche Islamiche sono cresciute e non poco al punto che le ultime stime del 2009 accreditavano loro la gestione da 750 a 1000 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuo del 15/20%.

Il 1° principio vieta l’applicazione di qualsiasi tasso d’interesse, quindi la banca vive sui costi di servizio; inoltre gli istituti fanno operazioni di vendita con i soldi depositati dai cliente, acquistando beni per poi rivenderli a prezzi più alti il cui utile, islamicamente lecito, sarà depositato sul conto dei risparmiatori.

I numeri del 2009 sono impressionanti: il mercato delle obbligazioni islamiche, dette sukuk ha toccato gli 80 miliardi di dollari. I fondi islamici sono già 500 e nel 2010 si prevede sfonderanno quota mille. Le assicurazioni islamiche, dette takaful, raccolgono investimenti per 2 miliardi di dollari, capitale destinato a raddoppiare entro il 2010.

Punti di forza: la finanza islamica si alimenta della marea di dollari dovuta alla vendita del greggio dei Paesi del Golfo, liquidità che crea la necessità di investimenti che generino rendimenti; la forte immigrazione in america ed in Europa di migliaia di Magrebini, Turchi, Pakistani e nord-africani che spesso aprono attività imprenditoriali alimentando le economie dei Paesi d’origine con continue rimesse; la coerenza islamica sui precetti morali applicati all’economia dato che non può esistere per loro una finanza laica priva delle radici dell’Islam, (nelle banche c’è persino un luogo dedicato alla preghiera e tutti gli accordi o contratti devono essere approvati dallo sharia board) e questo porta a selezionare le società su cui investire, escludendo quelle coinvolte in attività non accettabili o troppo indebitate ed il vantaggio per i risparmiatori dato che gli indici islamici non comprendono titoli finanziari convenzionali rimanendo immuni da crisi come quella attuale.
A tutti gli effetti parliamo di una banca molto più “etica” di quelle occidentali (vabbè, ci vuole poco) dove ad esempio gli interessi sui mutui sono volatili, mentre le banche islamiche concordano un prezzo al momento dell’acquisto dell’immobile e quello resta; se si diviene insolventi non si rischia di perdere la casa o di subire interventi da parte degli istituti di recupero crediti, perchè i principi Islamici impongono che si faccia di tutto prima di arrivare a far perdere l’immobile, aspettando il più a lungo possibile ed in alcuni casi aiutando a trovare un lavoro a chi lo ha perso e non ha più i soldi per ripagarsi la casa.
Il Mudaraba per fare un altro esempio è un tipo di finanziamento che permette anche a chi ha poche risorse economiche o non le ha del tutto, di usare i soldi delle banche per far fruttare un’idea o il proprio istinto imprenditoriale: è la banca che mette a disposizione il denaro, mentre il contraente, detto mudarib, si fa carico del progetto. I guadagni sono (in percentuale) per entrambi mentre le perdite economiche sono a carico dell’istituto.
Se il mudarib fallisce una volta non è segnato per sempre, perchè un comportamento etico e corretto durante l’attività e un nuovo progetto interessante da proporre permette di ricominciare daccapo.
Io credo che i leghisti, se avessero un minimo di sale in zucca, non starebbero lì a fare stupide raccolte di firme contro le moschee ma andrebbero a imparare qualcosa dagli islamici.

Anche il nostro sistema bancario avrebbe molto da imparare dal sistema bancario coranico, se non stesse in un verminaio in cui la sua spaventosa avidità illecita lo ha totalmente sprofondato senza alcuna capacità di riportarsi a un livello di salute e di sicurezza.
A forte vocazione sociale è il qard al-hasan, i prestiti per le persone bisognose che non richiedono il pagamento di interessi di nessun tipo, ma solo la restituzione della somma (solitamente esigua) e i suoi costi di gestione.
La finanza islamica non permette di accendere un mutuo con interesse, ma fa comprare la casa alla banca per poi farla affittare al cliente ad un prezzo che comprende il costo del denaro, fino a quando, corrisposto il pagamento, la casa sarà “regalata” al cliente; le banche sono di fatto possessori della casa e perciò meno attente alla solvibilità del cliente, andando ad minare uno dei pilastri del sistema creditizio italiano) e fiscale (sempre relativamente all’es. della casa, il doppio passaggio di proprietà porta le parti a pagare due volte l’ imposta di registro, la prima quando la banca compra la casa e la seconda quando la dà al cliente).

Come si vede per ogni problema c’è la soluzione. Ma quando un sistema è così corrotto da rifiutare le cure per la sua malattia, c’è solo una soluzione drastica: che il sistema infetto muoia e lasci il posto a un sistema totalmente nuovo e immune. E questo vale per la finanza come per la politica.
..
Lo scandalo su Di Girolamo ha fatto scattare le obiezioni sul sistema dell’elezione di rappresentanti da parte dei 4 milioni di italiani all’estero. Ma chi sono?

I rappresentanti degli italiani all’estero

I personaggi più controversi

De Gregorio
De Gregorio faceva parte del PSI e ha diretto anche L’Avanti. Nel 94 entra in FI e collabora con Feltri.
Nel 2000, fonda l’associazione Italiani nel Mondo per promuovere l’immagine dell’Italia anche attraverso una sua televisione.
Nel 2005 riesce a cambiare 3 partiti. Ha già attaccato i manifesti per FI, quando B lo rifiuta come candidato, allora si candida in Campania con Rotondi, ma dopo un po’ passa nel partito di Di Pietro pensando di avere più chance. Abbandona la direzione de L’Avanti! per fare il direttore editoriale di Italia dei valori. Nel 2006 diventa senatore per l’IdV. Occorre un Presidente della Commissione Difesa, Schifani non vuole l’ex partigiana Lidia Menapace e dà il posto a De Gregorio. Di Pietro protesta e lo costringe a lasciare la direzione del suo giornale.
De Gregorio entra in polemica con Di Pietro, lo boicotta, vota la sfiducia a Prodi contribuendo a farlo cadere, poi lo tradisce passando con Berlusconi.
Ricordiamo che il 2° governo Prodi cadde per la sfiducia del Senato per 5 voti
I 5 senatori che lo atterrarono furono: Tommaso Barbato (UDEUR), Clemente Mastella (UDEUR), Lamberto Dini (Margherita), Domenico Fisichella (Margherita), Franco Turigliatto (Rifondazione Comunista), Sergio De Gregorio (IdV)
Nel 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra.
Nel 2008 viene iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per corruzione.
Il boss Rocco Cafiero del clan Nuvoletta viene trovato in possesso di assegni firmati o girati da lui. L’inchiesta poi fu archiviata per mancanza di prove e può essere pure che de Gregorio sia rimasto incensurato, ma certo la sua attività non fa prova di onestà e serietà.
Ma io vi chiedo: lo votereste uno come De Gregorio?
E il Pdl è tutto così: riciclati, voltagabbana, gente arrivista e senza scrupoli, che non esita a passare da un partito all’altro pur di far carriera e per avere voti non ci pensa due volte a prendere contatti con la criminalità organizzata.

Scriveva di lui Travaglio nel 2006:
“Che cos’abbia in comune con Di Pietro questo ex forzista amico del condannato De Michelis, lo sanno solo Dio e De Gregorio, che infatti si candida con l’Italia dei Valori. L’elezione a senatore è una passeggiata, anche se le migliaia di voti che asserisce di portare non si notano granché: non fosse per Tonino, per Orlando e per Franca Rame, che fanno scattare il quorum, resterebbe a casa. Invece ce la fa. Ma il seggio gli va stretto: lui punta a un ministero. E, quando glielo negano, briga con la Cdl per la presidenza della commissione Difesa, dove si distinguerà per una tirata contro Israele (“stermina i civili”), una contro l’Onu (“inaccettabile la risoluzione che ci impegna a disarmare Hezbollah”) e tanti bacini e bacetti al capo del Sismi Niccolò Pollari, indagato per il sequestro di Abu Omar (“insostituibile”). Giorni fa l’Espresso sorprende i due amorosamente attovagliati al ristorante San Teodoro, in Campidoglio. È l’ultimo atto di De Gregorio da senatore dell’Idv. Ieri l’addio. Alla
poltrona? Macché: al partito, e forse al centrosinistra. Ma non sempre: “Deciderò volta per volta”. Così il nostro eroe esce dalle sue polpose carni per trasfigurarsi in un archetipo. “Il De Gregorio” è l’ultimo esemplare della fauna politichese: il parlamentare intermittente, il senatore a targhe alterne. È stato decisivo il conflitto d’interessi: “Non voterò mai una legge punitiva contro Berlusconi”. Un caso di coscienza.”

Esteban Juan Caselli

È un personaggio inquietante e controverso. Nato a Buenos Aires, è un politico e ambasciatore italiano. Fu sottosegretario del presidente Carlos Menem, intervenne a nome della Casa Rosada sul Ministro della difesa a favore della ditta Sarlenga, coinvolta in un processo per traffico d’armi (davvero una buona onorificenza!). Per questa testimonianza venne inquisito dopo la caduta di Menem, come capo di un’associazione a delinquere.
Poi divenne ambasciatore argentino in Vaticano grazie ai suoi rapporti con l’ambiente peronista
(il Vaticano ha sempre amato i dittatori)
Questa figura è a dir poco inquietante, e Berlusconi dovrebbe spiegarci come mai lo scelse personalmente. Caselli era stato protagonista di una impressionante carriera finanziaria che lo portò a formarsi dal niente una ricchezza enorme, tale da condizionare la politica del governo argentino
Il Ministro Cavallo lo accusò di essere coinvolto anche nel traffico illegale di armi tra Argentina, Croazia ed Ecuador, in un traffico d’oro e perfino nella rete di protezione dei colpevoli dell’attentato antiebraico che causò a Buenos Aires un’ottantina di morti e centinaia di feriti il 18 luglio 1994.

Basilio Giordano

Di lui sappiamo solo che è riuscito a dare 8 milioni di € di contributi ad alcune giornalucoli all’estero

Nicola di Girolamo
Questo è il meglio: fa collezione di cariche. Imbroglia sin dall’inizio dando dichiarazioni false sulla sua residenza, in quanto non risulta nemmeno residente all’estero, per cui dovrebbe essere arrestato con elezione invalidata, ma il Senato silenzio la cosa.
De Gregorio lo premia subito facendolo Vicepresidente della Fondazione “Italiani nel Mondo”.
Nel 2009 viene chiesto il suo arresto in una inchiesta sul riciclaggio di capitali della ‘Ndrangheta. E’ accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illeciti.
Secondo la Procura di Roma il senatore che è alle dirette dipendenze di Gennaro Mokbel, capo di una organizzazione specializzata nel riciclaggio di ingentissimi capitali illegali provenienti da una serie di operazioni commerciali fittizie di acquisto e vendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale, per un valore complessivo di oltre due miliardi di euro, con la compiacenza di alti funzionari ed amministratori delle società Telecom Italia Sparkle e Fastweb.
Di Girolamo sarebbe stato eletto nella circoscrizione Estero del Senato, con i voti garantiti dalla ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto.
Sono state intercettate le telefonate tra il senatore e Gennaro Mokbel, legato ad Antonio D’Inzillo, omicida del boss della Magliana Enrico De Pedis.
Il senatore si fa trattare come uno sguattero dal suo cliente che lo ha aiutato ad essere eletto: “M’hai scassato il cazzo, te lo dico papale papale a Nicò”, “Se t’è venuta la candidite Nicò e se t’è venuta già a’ senatorite è un problema tuo, però sta’ attento che ultimamente te ne sei uscito 3 volte che io sono stato zitto ma oggi mo’ m’hai riempito proprio le palle Nicò. Capito? A ’n’ altro je davo ‘na capocciata ma a te siccome te voglio bene, Nicò, abbozzo ‘na volta, due, tre volte. Mo basta”. Ci sono anche foto del senatore con il boss della ‘Ndrangheta Franco Pugliese.

Se i rappresentanti degli italiani all’estero devono essere questi, è meglio che gli italiani all’estero non li rappresenti nessuno.

Tutto quello che viene fuori è che quando Berlusconi candida qualcuno è perché glielo ha proposto la Massoneria internazionale o la criminalità organizzata, sempre che non siano troie da letto.
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Cattiverie
Paolo De Gregorio

-Non conosco quel boss mafioso (Franco Pugliese), sostiene con decisione l’onorevole del PDL (partito della libertà provvisoria) Nicola Di Girolamo.
La foto che li ritrae in tenero abbraccio altro non è che un fotomontaggio, che fa parte di un complotto ordito da magistratura politicizzata, ad orologeria, supportato da comunisti, volto a screditare il fondatore del PDL Berlusconi, attraverso quella barbarie delle intercettazioni telefoniche, cosa che naturalmente configura una persecuzione delle toghe rosse (invidiose), con lo scopo finale di togliere al popolo la sovranità del voto, per portarci in un regime illiberale, uno stato di polizia investigativa e tributaria.
Comica, ma la tragedia è che più della metà degli elettori italiani crede a queste favole!

-Montezemolo, il moralizzatore, ex presidente della Confindustria (che giustamente Travaglio definisce “il più popoloso consesso di corruttori mai visto in natura”), aspirante a fare le scarpe a Berlusconi, in continuità con la razza padrona al potere, sostiene che la corruzione dilaga perché i politici non hanno fatto le riforme.
Si dà il caso che è evidente il contrario: le riforme sono state fatte, sono numerose, tutte a favore dei corruttori (depenalizzazione falso in bilancio, scudi fiscali, condoni, prescrizioni più brevi, ecc. ecc,), ma l’astuto Montezemolo non se ne è accorto.
Sta proprio studiando da premier!
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Spettacolo di esecuzione pubblica
Nicolai Caiazza

Dario Fo, nel testo su “Caravaggio e il suo tempo”, racconta di quando nel 1599 ebbe luogo la pubblica esecuzione di Beatrice Cenci e dei suoi familiari. L’annuncio dell’esecuzione fece accorrere a Roma, che allora contava 60mila abitanti, circa mezzo milione di persone desiderose di assistere alla scempio de corpi dei condannati e alla loro finale uccisione.
Questi spettacoli erano comunque abbastanza comuni all’epoca e avevano varie funzioni, tra cui quella mostrare la potenza della classe dominante, intimorire il popolo mostrando la propria inflessibile crudeltá, ma anche stuzzicare in questo il piacere perverso di assistere allo spettacolo di crudeltá e renderlo cosí implicitamente proprio complice.
Lo scempio di cui é stato oggetto il Festival di Sanremo ha molti elementi che lo fanno sembrare una pubblica esecuzione.
Non si é trattato di incapacitá organizzativa degli autori e dei dirigenti, né di approssimazione nella conduzione dello show. Il tutto é stato programmato con l’intenzione di fare violenza alla popolazione, rompergli il giocattolo che gli ricordava la propria infanzia o quella dei propri genitori. Introducendo ogni volta un nuovo elemento di insignificanza, di stupiditá, provocando continuamente la pazienza degli spettatori. Fino alla provocazione finale di imporre un risultato frutto della prepotenza, del potere di manipolare a man salva, sfidando qualunque livello minimo di cognizione. Violentare l’intelligenza, la pazienza della popolazione, mortificarla, facendola sentire una nullitá di fronte alla arroganza del potere. Eppure oltre il 50% ha seguito e partecipato da spettatore allo scempio. Ci sono certo varie motivazioni per cui non si girano le spalle e ci si allontana di fronte a una situazione del genere. L’efferatezza, quanto piú é grave e inaspettata, tanto piú paralizza lo spettatore per lo stupore. Francis Coppola disse che con “Il padrino” voleva mostrare quanto la gente é affascinata dal potere. Il potere quanto piú é basato sulla menzogna tanto piú seduce. Non é la ragione o la veritá ció che seduce, ma la menzogna. La menzogna provoca, intrattiene, intriga. Chi non é all’erta puó esserne sedotto.
Attratti proprio dalla inaudita efferatezza dello spettacolo, dalla sfacciataggine con cui venivano proposte le menzogne, la curiositá di scorgere il fondo dell’ignominia ha portato molte persone ad assistere fino alle fine. Giá Totó avvertiva con il suo sketch: “Voglio vedere questo stupido fin dove vuole arrivare!…”
“Questo stupido” é arrivato al punto da trattare gli italiani come pezze da piedi. Non c’é piú bisogno di spettacoli di sangue e squartamenti. La violenza, la bastonatura viene esercitata attraverso una specie di sottomissione mentale per cui la gente viene obbligata ad accettare e convincersi di essere stupida.
Del resto l’organizzazione del lavoro nelle aziende che usano il modello Usa, é anzitutto proprio quello di convincere il dipendente della sua propria assoluta incapacitá, cosí che potrá dunque accettare le disposizioni stupide che arrivano dalla propria direzione. La quale peró diventa essa stessa vittima della propria stupiditá.
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Mariapia manda:
AMELIA ROSSELLI

Per le cantate che si svolgevano nell’aria io rimavo
ancora pienamente. Per l’avvoltoio che era la tua sinistra
figura io ero decisa a combattere. Per i poveri ed i malati
di mente che avvolgevano le loro sinistre figure di tra
le strade malate io cantavo ancora tarantella la tua camicia
è la più bella canzone della strada. Per le strade odoranti
di benzina cercavamo nell’occhio del vicino la canzone
preferita. Per quel tuo cuore che io largamente preferisco
ad ogni altra burrasca io vado cantando amenamente delle
canzoni che non sono per il tuo orecchio casto da cantante
a divieto. Per il divieto che ci impedisce di continuare
forse io perderò te ancora ed ancora – sinché le maree del
bene e del male e di tutte le fandonie di cui è ricoperto
questo vasto mondo avranno terminato il loro fischiare.

Amelia Rosselli nacque a Parigi, figlia dell’esule antifascista Carlo Rosselli, teorico del Socialismo Liberale, e di Marion Cave, un’attivista del partito laburista di fede quacchera. Nel1940, dopo l’assassinio del padre e dello zio ad opera delle milizie fasciste in Francia (1937), esulò con la famiglia, esperienza che determinò il carattere apolide ed insieme personalistico della sua opera.
La Rosselli si trasferì dapprima in Svizzera e quindi negli Stati Uniti. Compì all’estero senza regolarità studi letterari, filosofici e musicali, ultimandoli in Inghilterra poiché in Italia, dove era tornata nel 1946, non le poterono essere riconosciuti.
Negli anni ’40 e ’50 si occupò di teoria musicale, etnomusicologia e composizione, trasponendo le sue ricerche in una numerosa serie di saggi. Nel 1948 cominciò a lavorare come traduttrice dall’inglese per alcune case editrici di Firenze e Roma e per la Rai; nel frattempo continuò a dedicarsi a studi letterari e filosofici. In questi anni cominciò a frequentare gli ambienti letterari romani (nel 1950 conobbe lo scrittore Rocco Scotellaro, che le presentò poi Carlo Levi) e gli artisti che avrebbero successivamente dato vita all’avanguardia del gruppo 63.
Negli anni Sessanta si iscrisse al PCI nel 1958 e cominciò a pubblicare i suoi testi principalmente su riviste, attirando l’attenzione di Zanzotto,Raboni e Pasolini.
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LE COLLUSIONI TRA MAFIA E STATO
Nunzio Miccoli

Da tempo si sa che la criminalità organizzata, in tutto mondo, ha controllo di parte del territorio dello Stato, controlla quartieri cittadini, partecipa alla lotta politica ed è ospitata a Palazzo; era vero nell’ottocento sia a Londra, che a Parigi, a New York ed a Napoli. Le corti dei miracoli di queste città sono state zone franche appaltate alla criminalità, la quale però rendeva anche dei servigi allo Stato, per il quale era più importante contrastare le forze sociali centrifughe che la mafia; anzi, si serviva della mafia per prevenire rivoluzione, devoluzioni territoriali e disgregazione sociale.
I piemontesi realizzarono la conquista del sud d’Italia con l’aiuto della mafia, poi i Savoia riconoscenti concessero a dirigenti mafiosi posti in parlamento e intestarono loro strade e piazze, prima dell’unità a Napoli il camorrista Liborio Romano era anche a capo della polizia borbonica; dopo l’unità, furono mafiosi Francesco Crispi e Vittorio Emanuele Orlando.
In generale, la mafia è stata corrispondente dello stato e, fino ad un certo punto, protetta e utilizzata per operazioni sporche, in raccordo con polizia e servizi segreti; con lo stato si è scambiati dei favori, però è stata anche concorrente e competitiva con lo stato, nel senso che, essendo il contribuente unico, lo stato pretendeva di riscuote monopolisticamente imposte, mentre la mafia, in un’ottica liberista, mirava a riscuotere il pizzo, che era la stessa cosa.
Il mestiere di mafioso rende ma è anche rischioso, infatti, i mafiosi cessano la loro esistenza a causa conflitti interni o con lo stato; se possono conservare il loro patrimonio, non vedono negativamente un periodo di carcere. Tramite gli avvocati, con i quali hanno colloqui, dal carcere fanno arrivare ordini all’esterno; quando sono vecchi, per salvare la faccia, lo stato li pensiona, stabilendo per loro un periodo di reclusione, mentre il loro ruolo di comando passa ad altri.
Numorose inchieste giudiziarie, al tempo di Sindona, Calvi e Gelli, hanno evidenziato i rapporti tra mafia, massoneria, chiesa, politica, affari, servizi segreti; la mafia usa corrompere politici magistrati, alti funzionari e polizia; tanti politici italiani sono stati collusi con la mafia o uomini d’onore, i quali sono sempre alla ricerca di un collegamento con il potere.
Nel 1943 il siciliano Frank Gigliotti, massone e mafioso, durante lo sbarco americano in Sicilia, era e in collegamento con i servizi segreti americani. Nel 1945 Salvatore Giuliano fu reclutato dal movimento separatista, ricevette denaro dagli americani, ebbe il grado di colonnello e armi, attaccò cinque caserme di carabinieri, svaligiò un treno; arroccato a Montelepre, vicino Palermo, aveva ucciso poliziotti, faceva mercato nero, rapine, sequestri, però era protetto dagli uomini d’onore ed era stato anche iniziato alla mafia, che era solita anche tassare Giuliano sui proventi dei suoi sequestri.
L’ispettore dei servizi segreti italiani Ciro Verdiani, che doveva arrestare Giuliano, ne aveva protetto la latitanza e spesso invitava a cena Giuliano e Michail Stern, agente segreto americano che aveva un lasciapassare per incontrare a suo piacimento Giuliano. Gli americani liberarono anche dei mafiosi detenuti nel carcere di Favignana; Charles Poletti, governatore militare alleato in Sicilia, nominò diversi mafiosi sindaci, consulenti e interpreti degli alleati.
Il 7/7/47 Frank Gigliotti propose a Giuseppe Saragat di utilizzare il bandito Giuliano, contro i comunisti e i contadini che volevano togliere la terra ai latifondisti; allora i mafiosi erano al vertice del caporalato dei latifondisti. Poiché i contadini volevano la riforma agraria e occupavano i latifondi, per reazione si arrivò, alla strage di Portella Della Ginestra de1947, ordinata dalla mafia e in particolare dal principe massone Gianfranco Alliata di Montereale, fu eseguita da Giuliano, che fece assassinare 38 contadini.
A volte la mafia aveva protetto e utilizzato i banditi, altre volte li aveva consegnati alla polizia, dal 1946 il separatismo era in declino, scaricato dalla mafia e dagli americani; grazie alla collaborazione tra mafia e polizia, i banditi furono catturati o uccisi, la mafia appariva forza dell’ordine in Sicilia. Con l’aiuto della mafia, membri della banda Giuliano caddero nelle mani della polizia, però nel 1948 Giuliano si vendicò, uccidendo cinque mafiosi, tra cui il boss di Partinico. Giuliano confessò al senatore Girolamo Li Causi che era stato appoggiato dal ministro degli interni Mario Scelba e aveva avuto rapporti con il capo della polizia locale e con rappresentanti del governo americano.
Nel 1950 il residuo della banda di Giuliano fu catturato e Giuliano fu ucciso da suo cugino Gaspare Pisciotta, che era suo luogotenente; al processo di Viterbo, Pisciotta affermò che banditi, polizia e mafia erano soliti cooperare, al magistrato inquirente disse che poteva rivelare cose scottanti, perciò il 9.2.1954 fu avvelenato in carcere con una tazza di caffè.
Recentemente il giudice Ferdinando Imposimato ha scritto un libro, dal titolo: “Doveva morire”, che tratta dell’assassinio da parte delle brigate rosse Aldo Moro, dopo 14 anni dalla sua morte, si fece luce su fatti rimasti sconosciuti anche ai magistrati. I mandanti del sequestro erano stati i servizi segreti dell’est comunista, che usavano il terrorismo per destabilizzare l’occidente; anche in Germania c’erano stati attentati e sequestri ad industriali e politici. Il terrorismo è stato sempre uno strumento della politica; il KGB era il mandante di brigate rosse, Eta, Raf, Fplp, Ira, cioè di diversi movimenti marxisti o nazionalisti, armava i terroristi, li addestrava, ma Berlinguer non era d’accordo.
In cambio della liberazione d’alcuni brigatisti, la democrazia cristiana avrebbe potuto liberare Moro, cioè trattando e facendo delle concessioni, come anni dopo fece con la liberazione di Ciro Cirillo, assessore campano ai lavori pubblici; in realtà, siccome Moro voleva l’apertura ai comunisti, si decise di sacrificarlo; malgrado alcune spie infiltrate dai servizi segreti tra i brigatisti, avessero fatto conoscere i covi delle brigate rosse ed il luogo in cui era custodito Moro, già immediatamente dopo il sequestro.
Moro fu sacrificato ed il suo memoriale sugli scandali di stato in parte spari; durante il sequestro, il ministro dell’interno Cossiga era a capo del comitato di crisi creato allo scopo, Cossiga non voleva la liberazione di Moro, non voleva fare concessioni ei brigatisti e sapeva che questi, senza contropartite, lo avrebbero sacrificato. I membri del comitato di crisi erano uomini dei servizi segreti italiani, della P2, agenti della CIA e del KGB; i servizi, in Italia, Russia e Usa, erano spesso in rapporto con la mafia, né la CIA, né il KGB volevano il PCI al governo in Italia.
Un falso comunicato di Moro prigioniero del 16.4.1978 era stato preparato da Antonio Chicchiarelli, della Banda della Magliana, collegato ai servizi segreti del generale Sontovito; Chicchiarelli era legato a Danilo Abbruciati, della Banda della Magliana romana, ed al mafioso Domenico Balducci, pure legato a Santovito, tanto da usare un aereo dei servizi segreti per i suoi spostamenti.
L’accenno a Moro sembrerebbe una digressione dal tema sulla mafia, però Imposimato ricorda che dopo molti anni dalla morte di Moro, si è saputo che boss della criminalità milanese Francis Turatello, d’accordo con il mafioso Tommaso Buscetta, avrebbe voluto salvare Moro, però la Democrazia cristiana bloccò i contatti allo scopo e, Turatello, a causa del suo interessamento, fu ucciso dal mafioso Luciano Liggio, forse su mandato della CIA.
Il 17.3.1978, nella tenuta del mafioso Michele Greco, si era riunita la commissione o cupola o governo della mafia o Cosa Nostra, fatta da Badalamenti, Bontate, Greco, Rijna, Pippo Calò e Bernardo Provenzano, con la proposta d’iniziative per liberare Moro. Bontate e Badalamenti rappresentavano l’ala moderata, Rijna, Pippo Calò e Provenzano quella del corleonesi, favorevoli allo scontro con il potere politico centrale.
Per Cosa Nostra, le brigate rosse erano una sfida anche alla mafia, comunque, Buscetta, Nino Salvo, Ignazio Salvo e Bontate proposero di fare il possibile per liberare Moro, perciò la commissione diede incarico a Buscetta, allora detenuto, in rapporto d’amicizia con alcuni brigatisti, di prendere i contatti con i brigatisti Renato Curcio e Alberto Franceschini, pure detenuti. Da ricordare che allora erano membri della P2 i capi mafiosi Michele Greco, Stefano Bontate e Pino Mandalari.
Con falsi documenti, Giovanni Bontate incontrò Buscetta, recluso al carcere di Palermo, e si decise di farlo trasferire al carcere di Torino, dove erano reclusi i capi storici delle brigate rosse; prima considerazione, la mafia ha rapporti con i dirigenti del ministero di Grazia e giustizia che decide sui trasferimenti dei detenuti. L’indisponibilità della DC a liberare Moro, bloccò l’operazione, a Roma il mafioso Pippo Calò era legato al mondo della finanza e della politica ed era diventato il vero capo della banda della Magliana, che aveva entrature anche in Vaticano, il quale usava riciclare denaro sporco tramite la sua banca IOR e con la mediazione di Sindona e Calvi.
Pippo Calò, grazie alle sue relazioni politiche, comunicò a Stefano Bontate che i dirigenti della DC non volevano Moro libero, perciò Bontate, Nino e Ignazio Salvo ritornarono sui loro passi. La democrazia cristiana, che anni dopo avrebbe usato la camorra di Raffaele Tutolo, nel trattare con le brigate rosse la liberazione dell’assessore napoletano Ciro Cirillo, non volle muoversi a favore di Moro.
L’assessore regionale campano ai lavori pubblici, il democristiano Ciro Cirillo, fu liberato dopo quattro mesi, grazie alla mediazione del camorrista Raffaele Cutolo e dei servizi segreti, con il pagamento di un miliardo e quattrocentomilioni; i terroristi ottennero anche alloggi sfitti ed assegni di disoccupazione per i loro protetti; per il suo sequestro furono uccise tre persone, come del resto era avvenuto nel sequestro Moro.
Buscetta ricordò che c’era stato un altro tentativo di salvare Moro, da parte d’esponenti della malavita milanese (Turatello e Bossi), Turatello era in rapporti con Frank Coppola; Abbruciati, della banda della Magliana, fece capire che era inutile intervenire a favore di Moro. Flavio Carboni, braccio destro di Calò, confermò che c’era stato un dietrofront negli approcci per salvare Moro.
Fclavio Carboni, su incarico di Calò, per salvare lo statista, si era assunto il ruolo di mediatore tra stato e mafia, era faccendiere e finanziere, in rapporto con De Mita, Calvi e Banda della Magliana.
Frank Coppola intervenne per bloccare il salvataggio di Moro, affermando che doveva morire, è probabile che su questa questione anche la CIA avesse rapporti con la mafia. Perciò dal carcere arrivò la sentenza definitiva, i brigatisti prigionieri, che aspettavano la liberazione, si pronunciarono per l’uccisione di Moro.
La mafia è sempre alla ricerca di un collegamento con il potere, cioè con il partito di governo, qualunque esso sia, anche nelle amministrazioni locali, con il denaro, ricerca il consenso ed espande la corruzione; compra poliziotti, giudici e funzionari pubblici, influenza informazione e politica, controlla banche e finanziarie, controlla il territorio e il voto, fa eleggere suoi uomini. In Italia Sono 171 i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, soprattutto nelle province di Napoli, Reggio Calabria e Palermo, quattro banche sono state poste in liquidazione dalla Banca d’Italia per condizionamenti criminali; 40 magistrati sono stati processati per collusioni mafiose, non si contano i poliziotti ed i funzionari pubblici collusi.
Il parlamento conta tanti inquisiti e condannati per corruzione, finanziamento illecito, truffa, associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta, turbativa d’asta, falso in bilancio, concussione, frode fiscale, abuso edilizio, favoreggiamento mafioso; numerosi ministri sono stati processati per concorso esterno in associazione mafiosa, oggi dalla criminalità è minacciata la stessa democrazia (“Mafia pulita” di Elio Veltri e Antonio Laudati – Longanesi Editore).
A Napoli la camorra controlla anche i concorsi pubblici e le attività sportive; lavora in sintonia con la politica; la giustizia penale dovrebbe essere rapida e dovrebbe finanziarsi con i beni sequestrati alla mafia, ma ciò non avviene. La classe politica è indagata dalla magistratura, a cominciare da Rosa Russo Jervolino e da Antonio Bassolino, la camorra ordina alla politica, fa eleggere i politici e tenta di bloccare le azioni della magistratura.
Però non si sa bene dove finisce la mafia e dove incomincia la politica, onorevole e uomo d’onore hanno la stessa radice, val la pena di ricordare che Francesco Saverio Nitti affermava che a Napoli il più grande camorrista era il governo; in Sicilia Andreotti aveva rapporti con Salvo Lima che era organico con la mafia. Oggi si può dire che i politici sono i predicatori laici, affermano di lottare per la laicità, per la democrazia e per contrastare la mafia, però sono collusi con la mafia, assieme a banchieri, magistrati e poliziotti.

www.viruslibertario.it
numicco@tin.it
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Barbareschi pensieri nucleari di un eletto nella colonia del Sardistan
Raffaele Deidda

Barbareschi chi? Si tratta di Luca Barbareschi: attore, regista, presentatore, parlamentare del Pdl, conduttore di un programma televisivo di seconda fascia che si chiama “Barbareschi shiock”.
Il parlamentare della XVI legislatura eletto in Sardegna percepisce uno stipendio lordo di 23.000 euro più benefit. E’ stato recentemente rilevato come le sue presenze alla Camera siano state meno di una volta su due, il 47%. Questo perché l’onorevole attore, con soli 23.000 euro al mese, proprio non riesce ad andare avanti. Così ha deciso che doveva assolutamente trovarsi qualcos’altro da fare. Da qui Barbareschi schiock.
Barbareschi, insieme alla Carlucci, si è fatto recentemente promotore della carta di identità obbligatoria per l’accesso alla rete e ha coerentemente sostenuto, con rigore ed inflessibilità, che internet debba essere regolamentato.
Venendo alla profondità dei pensieri nucleari dell’onorevole “sardo”, in una recente puntata di Barbareschi shiock il conduttore parlamentare, durante un’intervista alla showgirl Natasha Stefanenko originaria dell’Ucraina (paese colpito dalla tragedia di Chernobyl, città dove il 26 aprile 1986 scoppiò un reattore della centrale nucleare, causando decine di migliaia di morti), ha osservato: “Il nucleare? Farebbe bene alle donne del Sud, che sono basse. Le centrali nucleari? Le radiazioni hanno fatto bene a Natasha Stefanenko che è diventata alta, farebbero bene anche alle donne del Sud, che sono alte un metro e sessanta”

Torniamo alla domanda iniziale: Barbareschi chi?

Luca Barbareschi fa parte dei cinque candidati non sardi paracadutati in Sardegna da Berlusconi per essere eletti con certezza quasi matematica grazie al “porcellum”, aggiungendo al danno la beffa del Cavaliere che non ha assegnato nessun incarico ministeriale ai deputati e ai senatori sardi del centrodestra, fatta eccezione per la nomina di sottosegretario alla Difesa di Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex presidente della Repubblica Francesco e sardo solo di cognome, essendo sempre vissuto fuori Sardegna.
I berluscones isolani “appecoronati” si sarebbero aspettati, almeno, che agli altri quattro parlamentari “continentali” eletti in rappresentanza del “Popolo sardo delle autonomie” (Filippo Saltamartini, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia, Paolo Vella, architetto siciliano noto per aver approvato tutti i lavori di ampliamento eseguiti a Villa La Certosa in qualità di direttore del Servizio Tutela del Paesaggio di Sassari, Piero Testoni, giornalista e nipote di Francesco Cossiga, anch’egli vissuto sempre fuori dalla Sardegna e per l’appunto Luca Barbareschi, attore-editore-produttore) fossero assegnati degli incarichi di qualche peso, tali da poter produrre ricadute positive per la regione che con tanta generosità elettorale li aveva mandati in Parlamento. Anche queste, seppur modeste e riduttive aspettative dei sardi che avevano votato per il centrodestra alle politiche, erano andate deluse.

In particolare l’attore e produttore Luca Barbareschi ambiva inizialmente al ministero dei Beni Culturali assegnato invece al poeta-cantore di Berlusconi Sandro Bondi, ambizione poi declinata nel sottosegretariato alla Cultura e andata anch’essa delusa a seguito della nomina a sottosegretario di Francesco Giro, molto vicino al Cardinal Ruini e autore dei discorsi di Berlusconi sui temi cattolici. E’ rimasta poi in piedi per qualche tempo l’ipotesi di diventare assessore alla Cultura nella giunta romana del sindaco Alemanno.
Sarebbe stato facile immaginare, in questa eventualità, gli enormi benefici di ritorno per i sardi che avevano eletto nell’isola un candidato per rappresentare le ragioni della Sardegna in Parlamento, per ritrovarselo poi assessore al Comune di Roma. Può darsi però che noi, osservatori prevenuti, ignoriamo se nella struttura organizzativa capitolina sia previsto un assessorato con delega per la Sardegna.

In ogni caso Alemanno gli aveva preeferito Umberto Croppi, esperto di comunicazione e consulente politico del sindaco di Roma, con trascorsi di dirigente nazionale del Fronte della Gioventù e di membro del comitato centrale del Movimento Sociale Italiano. Sfumata l’ipotesi assessoriale restava per Barbareschi ancora una possibilità come presidente della Commissione Cultura della Camera ma anche questa è saltata, essendo stata assegnata a Valentina Aprea la presidenza della Commissione. Il deputato attore si è dovuto accontentare, infine, della vicepresidenza della Commissione Trasporti.

Da uomo di teatro Barbareschi aveva così toccato con mano il vero significato del “teatrino della politica” di berlusconiana memoria.
Meglio quindi tornare allo spettacolo, al “the show must go on”, e cosa c’è di meglio, per fare spettacolo, che parlare della bassa statura delle donne del meridione d’Italia (comprese quelle sarde che l’avevano votato) colpevoli di essere denuclearizzate?
Questo il messaggio: donne meridionali, volete crescere in altezza? Accettate le centrali nucleari in casa vostra. Avete visto come è alta Natasha Stefanenko?

Se questo è un parlamentare…Con parlamentari di questo calibro non si può che constatare amaramente che siamo stati non solo impoveriti nella vita di ogni giorno ma anche defraudati della speranza.
Constatiamo con altrettanta amarezza che molti di quei sardi, in gran parte pensionati, operai e impiegati, che hanno votato Pdl e hanno quindi eletto Barbareschi guadagnano, quando va bene, dai 500 ai 1000 euro al mese. Vuoi mettere però la soddisfazione di poter salutare entusiasticamente l’onorevole Barbareschi che risponde benevolmente al saluto mentre circumnaviga d’estate, in veste di vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, le coste sarde con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei problemi della regione in cui è stato eletto parlamentare?

Quando le centrali nucleari arriveranno in Sardegna, oppure quando le gallerie delle miniere sarde ospiteranno le scorie radioattive, potremmo assistere ad un mirabolante miglioramento della razza: di colpo le donne sarde cresceranno in altezza, parola dell’onorevole Barbareschi. Pazienza se qualcuna verrà senza braccia o senza gambe. L’importante è superare il metro e sessanta.
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Mariapia manda:

E’ iniziata l’era planetaria, ma non ce ne siamo ancora accorti… speriamo
Marcella Danon

Il pianeta terra è l’unico simbolo in grado di accomunare tutta l’umanità sotto un’unica bandiera. Filosofi, astronauti e sociologi invocano il risveglio di una “identità terrestre” per affrontare con una coscienza più alta i problemi di questo nostro mondo in trasformazione.
L’era delle nazioni è già passata. Se non vogliamo morire è ora di liberarci dei vecchi schemi preconcetti e di costruire la terra. La terra non diventerà cosciente di se stessa se non attraverso una crisi di riconversione e di trasformazione“. Sono le attualissime parole del padre gesuita Teilhard de Chardin, scritte nel 1933, anticipando un concetto che oggi si sta affermando sempre di più: la necessità della nascita di una coscienza planetaria.
Un concetto espresso con chiarezza anche nel racconto di un astronauta, John W. Young, di ritorno dal quinto viaggio sulla luna, con l’Apollo 11: “Laggiù, in basso c’è la terra, un pianeta bianco-azzurro bellissimo, splendente, la nostra patria umana. Dalla luna lo tengo tutto sul palmo della mano. E da questa prospettiva non ci sono bianchi o neri, divisioni tra est e ovest, comunisti e capitalisti, nord e sud. Formiamo tutti un unica terra. Dobbiamo imparare ad amare questo pianeta di cui siamo tutti una piccola parte.”
Oggi siamo ancora nell’età del ferro dell’era planetaria”, afferma Edgar Morin, il sociologo francese che crede fermamente nella nascita di un nuovo atteggiamento nei confronti della propria identità e cittadinanza: “Ciascuno di noi ha la propria genealogia e la propria carta d’identità terrestre. Ciascuno di noi viene dalla Terra, è della Terra, è sulla Terra”.
E’ l’inizio dell'”era planetaria”, in cui non possiamo più non riconoscere gli stretti legami di interdipendenza che legano tra loro realtà e società diverse del nostro pianeta. La presa di coscienza di questa comunanza terrestre è l’evento chiave che può consentirci di uscire dall’età della barbarie, facendoci comprendere che il destino della nostra specie si gioca collettivamente.
L’immagine del nostro pianeta è forse l’unico simbolo in grado di rappresentare un valore significativo, anzi basilare, per ogni singola diversa cultura del mondo, senza privilegiarne una piuttosto che un’altra. “Assumere la cittadinanza terrestre è assumere la nostra comunità di destino – conclude Edgar Morin in Terra-Patria – il compito è immenso e incerto, e siamo alla vigilia non della lotta finale, ma della lotta iniziale“.

RIDIAMARO : – )

Il Tg1 dice che Mills è stato assolto. Presentata anche la nuova sigla con il sole che gira intorno alla terra. [francesco cocco]

Senatore degli Italiani all’estero eletto con i voti della mafia. Siamo stufi di questi immigrati che importano criminalità. (EDO88)
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A quanto pare Valentino Rossi era davvero il testimonial perfetto per Fastweb…
[#evasionefiscale]

Goito, Mantova: “Solo bimbi cristiani a questa scuola.” E non finisce qui: per usare lo scivolo, devi avere le stimmate!
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Precotter Paolo
Gesù ritratto con sigaretta e birra. Le multinazionali del tabacco colgono l’occasione al volo. D’ora in poi sui pacchi di sigarette comparirà la scritta “Il fumo fa risorgere”.
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Marzia
Berlusconi: una stretta alla corruzione. Molto calorosa.
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Daniele
Test anti-droga, un parlamentare positivo alla cocaina.
Ora non potrà più andare a Sanremo.

Enrico
Il Papa: «Rubare e mentire, non è umano». E’ divino
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Berlusconi:”Noi Risolviamo Emergenze”. Doveva essere un bel po’ che Bertolaso non scopava!!
Ground
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Precotter Paolo
Bersani a Sanremo,Ratzinger ai Brit Awards.Manca solo Brunetta allo Zecchino d’Oro.
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Maria Gabriella
Schiaffo morale: i magistrati rispondono alla Lega con un comunicato pieno di congiuntivi…
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Terry
Emblematico gesto berlusconiano nell’illustrazione, il nostro miglior presidente degli ultimi 150 anni è un maestro di raffinatezza, bon ton che classe! Nonostante ci abbia abituato alle sue clownesche performance,riesce ancora e sempre stupirci, che uomo! Ottima scelta questo logo per il NO B Day. Chissà che i berlusconiani non riescano a capire che è “dedicato” anche, forse soprattutto a loro, ingenui che si rifiutano di vedere il fango che ci ha ormai ricoperto, grazie all’uomo del fare (schifo) Silvio.
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Piero
L’arroganza di Berlusconi non ha limiti! L’arroganza dei suoi servi ne ha anche meno (se possibile). E’ INDISPENSABILE che il popolo si ribelli al sultanicchio e lo mandi a casa (circondariale) al più presto!
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Fabrizio Corona: “Sono ostaggio di un magistrato talebano”
Silvio Berlusconi: “Questi magistrati sono talebani”
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http://masadaweb.org

12 commenti »

  1. Posso fare un appunto a Paolo de Gregorio?

    Non è stato Berlusconi a fondare il partito, ma Dell’Utri. Lui non è in grado di far nulla: mai dare meriti ad un deficiente.

    cettina

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 28, 2010 @ 9:43 am | Rispondi

  2. manifestazione viola, un piccolo fallimento : cioe’ , in pratica e’ rimasto un piccolo gruppo di persone al seguito di dipietro e qualche altro fissato … contro il cattivone di berlusconi.

    Dov’è la notizia?

    Era una bella giornata e la gente e’ uscita i casa per passeggiare sotto il sole.

    Ah, sono vestititi di viola! E’ la moda di oggi; ieri erano colore arcobaleno, l’altro ieri erano rossi, ma sono sempre gli stessi, che si ritrovano per insultare Berlusconi, convinti che con i loro corteo e urla cambino il mondo.

    Contenti loro!
    Armando

    Leggo post berlusconiani che sprizzano bile per la manifestazione di Roma del popolo viola
    Rosicano, rosicano.. e sputano insulti.
    Persone stolte e in malafede! Del resto solo così si può adorare Berlusconi
    Intanto i viola erano 200.000 col meglio della cultura e dell’onestà italiana e non si portavano appresso evasori, mafiosi, camorristi o massoni!
    poi erano autoconvocati, autogestiti e autofinanziati
    Chiediamo loro: quanti ne riesce a raccogliere il plurimiliardario strapieno di corruzione?
    Quanti ce n’erano a Milano prima del finto attentato?
    Ve lo dico io: talmente pochi che hanno taroccato le foto per raddoppiare la folla con un effetto specchio! Tanto pochi che sono dovuti ricorrere all’espediente del finto attentato perché i giornali deviassero su quello e non raccontassero che flop era stato il comizio! Sapete quante tessere aveva fatto Berlusconi? 18.000 ! altro che un milione!
    Vorrebbe, eh, anche lui una piazza di 200.000 persone!!! Ma non gli è mai riuscita! nemmeno pagando le persone di sua tasca.
    E invece a Roma la piazza c’era ma contro di lui.
    E a maggior vergogna, la manifestazione era stata organizzata da quel Roberto Mascia che, quando a Milano aveva portato qualche cartello contro il Biscione del caro Silvio, si vide arrivare a casa una squadraccia di killer che lo pestò a morte, lo sodomizzò col mancido di una scopa e lo legò col filo spinato.
    Oggi abbiamo la vendetta di Mascia!
    E non tarderà il giorno in cui tutte le vittime di questo sistema ripugnante si avventeranno contro B e la sua cricca e li faranno fuori tutti!

    Viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 28, 2010 @ 9:45 am | Rispondi

  3. Non hanno assolto MILLS e sarà condannato anche B. perciò sono TALEBANI? è una brutta frase sia per i Giudici sia per sè stesso perchè sa di dover essere condannato per un reato di CORRUZIONE DI GIUDICI ! per un premier è brutta frase e brutto reato !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 28, 2010 @ 10:29 am | Rispondi

  4. Se vedessero il film INVICTUS !
    che privilegia l’amore per la nazione e non le contrapposizioni tra partiti come sarebbe diversa l’Italia e forse potremmo pure andare a VOTARE !

    Graziella Iaccarino- Napoli

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:30 am | Rispondi

  5. Oggi ho terminato la visione, che avevo iniziato qualche giorno fa e poi stoppato, del film di Michele Placido.
    Quello che mi ha impressionato del film è la violenza, anche se in realtà non viene mostrata apertamente.
    L’enorme violenza che ha attraversato quegli anni.
    Ma anche le lotte operaie e studentesche che hanno poi portato di lì a poco a stilare la legge 70 (Statuto del lavoratori).
    Senza quelle lotte probabilmente lo Statuto dei lavoratori non avrebbe conosciuto la luce.
    Quello Statuto così sotto attacco dal libro bianco di Sacconi, ex sindacalista della CGIL!
    E poi in quegli anni, da lì a poco, sarebbero nate la famigerate Brigate Rosse.
    Il film voi l’avete visto?
    Voi che li avete vissuti da adulti, cosa vi ricordano quegli anni?
    Un abbraccio da un Sauro incuriosito dal film.

    http://www.cineblog.it/post/18580/il-grande-sogno-di-michele-placido-recensione-in-anteprima
    http://ilgrandesogno.it.msn.com/

    Sauro

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:31 am | Rispondi

  6. CELLULARE: IL RISCHIO C’E’ SOPRATTUTTO PER I GIOVANI !!!
    ANGELO LEVIS: con la predisposizione di una delle perizie presentate alla Corte d’Appello di Brescia ha contribuito in maniera sostanziale al buon esito della sentenza, sostenendo da anni l’evidenza dei rischi dei cellulari e cordless soprattutto per i bambini e i giovani andando coraggiosamente contro corrente.
    UMBERTO TIRELLI: da sempre schierato a favore dell’elettrosmog e per questo fischiato dai comitati, tende ancora a minimizzare i rischi, ma FINALMENTE conclude anche lui su Il Giornale, così come sotto riportato, che il cellulare non va fatto usare dai bimbi e va evitato fino ai 12 anni.

    Insieme ai comitati antielettrosmog di tutta Italia abbiamo brindato a Natale per festeggiare una notizia speciale, unica a livello nazionale, confermata oggi (venerdì 26-02-2010, alle ore 19,20) anche dal TG3 dell’Emilia-Romagna.
    E’ IL PRIMO CASO IN ITALIA !!!
    La Corte d’Appello di Brescia ha emesso una sentenza sensazionale che ha rimbalzato su diversi giornali. E’ stato CONFERMATO IL NESSO CAUSALE TRA USO FREQUENTE DI CELLULARI E CORDLESS ED INSORGENZA DI PATOLOGIE TUMORALI, riconoscendo la malattia professionale con invalidità dell’80% al Sig. Marcolini.
    Tra i periti che hanno supportato scientificamente questa tesi il Prof. Angelo Levis da anni impegnato su questi temi.

    Riporto per intero la mail che il Prof. Angelo Levis, tra gli artefici del successo dell’iniziativa, ci ha inviato per la diffusione allargata. Traspare quella competenza che accompagna da sempre la sua umanità senza limiti. Un uomo, un amico, ancor prima che ricercatore ex IARC/OMS. Le sue parole ci possono aiutare a capire che i rischi per cui i cellulari e i cordless ci sono e quindi vanno usati con la massima cautela, soprattutto per i bambini.
    Grazie ad ANGELO LEVIS ricordando che il Comune di Bologna ha predisposto e distribuito un depliant che, accogliendo i suggerimenti dei comitati locali e nazionali, indica esplicitamente le regole precauzionali per un corretto utilizzo di tali strumenti di comunicazione.
    Ciao Angela

    COMUNE DI BOLOGNA-7consigli per l’igiene della comunicazione al telefono cellulare
    http://www.comune.bologna.it/ambiente/ControlloAmbientale/Elettromagnetici/Download/eptalogoRev8.pdf
    La Repubblica del 17 dicembre 2009:
    “Si ammala di tumore. “Troppo tempo al cellulare” – Brescia, prima sentenza sul rapporto tra patologie e telefonino. E ora le società temono i maxi risarcimenti
    Le dieci regole per il corretto utilizzo dei cellulari, tra le quali: RESTARE A PIU’ DI UN METRO DI DISTANZA DA UNA PERSONA CHE STA PARLANDO AL CELLULARE”
    http://www.facebook.com/notes/skudor-ti-protegge-dalle-radiazioni/si-ammala-di-tumore-troppo-tempo-al-cellulare/235329351213

    Il Giornale del 17 dicembre 2009:
    “Il tribunale: “Il telefonino fa male alla salute”
    Per la prima volta un giudice riconosce per sentenza un legame fra l’uso del cellulare e un cancro a un nervo facciale. La vittima, un dirigente di Brescia, per dieci anni ha trascorso all’apparecchio cinque ore al giorno. Ora è invalido all’80%.”
    Addirittura guardate come conclude l’oncologo UMBERTO TIRELLI dopo aver asserito che “per gli scienziati (come lui) non c’è prova di rischio” ed essersi lamentato che “in questa sentenza i periti hanno esposto ai giudici solo le tesi di chi crede che ci sia un nesso tra tumore e utilizzo eccessivo del cellulare”. Così continua Tirelli:
    “E’ BENE PRENDERE PRECAUZIONI COME NON ABUSARE DEL CELLULARE E SOPRATTUTTO NON FARLO USARE AI BIMBI. FINO A DODICI ANNI VA EVITATO L’USO DEL CELLULARE. Anche gli adolescenti devono utilizzarlo moderatamente. Loro hanno un sistema nervoso in via di evoluzione e hanno parecchi anni di esposizione. Insomma, CHI HA COMINCIATO A USARE IL TELEFONINO A 15 ANNI HA UN RISCHIO MAGGIORE DI CHI HA COMINCIATO AD USARLO A 40.”
    http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=121494

    Il Sole 24 Ore del 18 dicembre 2009:
    “Ammesso dal giudice il nesso causa-effetto tra tumori e cellulare”
    http://www.laleva.org/it/ambiente.html

    ————————————————————————————————–
    DAL PROF. LEVIS: ALCUNE NOTE SULLA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI BRESCIA PER IL RICONOSCIMENTO DI MALATTIA PROFESSIONALE DA USO DI TELEFONI MOBILI
    “Inoltro il messaggio ricevuto da uno dei miei assistiti, colpiti da tumore
    alla testa dopo uso prolungato di telefoni mobili (TM: cellulari e
    cordless): il Sig. Marcolini da neurinoma del 5° nervo cranico (ganglio di
    Gassner e nervo trigemino) dopo più di 10 anni e 15.000 ore di utilizzo dei
    TM e il Sig. Stradiotti (che ha appena iniziato la causa civile contro
    l’INAIL) da carcinoma alla parotide dopo più di 20 anni e 30.000 ore di
    utilizzo dei TM. Entrambi destrorsi, sono stati colpiti sul lato sinistro
    della testa in quanto, essendo addetti ai rapporti con i clienti delle Ditte
    presso le quali lavoravano, usavano la mano destra per prendere appunti e la
    sinistra per telefonare. Pertanto i loro tumori sono ipsilaterali come la
    grandissima maggioranza di quelli documentati da Hardell e Coll. I tempi di
    utilizzo dei TM da parte di questi due pazienti sono esorbitanti, comunque
    Hardell ha riportato aumenti statisticamente significativi di tumori alla
    testa (soprattutto astrocitomi cerebrali e neurinomi acustici) in
    utilizzatori di TM con 500-2.000 ore di esposizione e con tempi di utilizzo
    e/o di latenza di almeno 10-15 anni. Da notare che per i tumori alla
    parotide da uso di TM gli unici dati positivi in letteratura sono quelli
    della componente israeliana del Progetto Interphone (Sadetzki 2008),
    ignorati nei rapporti più recenti di tale Progetto, mentre sui neurinomi del
    trigemino non ci sono dati in letteratura.
    Nella causa di Marcolini sono state presentate 3 perizie di parte
    ricorrente: del sottoscritto, del Prof. B. Saia (ordinario di Medicina del
    Lavoro a PD) e del Dott. G. Grasso (il neurochirurgo di Brescia che ha
    operato e seguito clinicamente sia Marcolini che Stradiotti). In primo grado
    il consulente del Tribunale (CTU) non ha letto nulla nè della letteratura
    sull’argomento nè delle nostre perizie, negando quindi la relazione tra
    malattia e uso dei TM e pertanto il Tribunale ha dato ragione all’INAIL.
    Invece in appello il CTU (Dott. Ottavio Di Stefano, Primario di Medicina
    Interna presso gli Osp. Civili di Brescia) ha fatto una buona ricognizione
    della letteratura citando i dati degli ultimi 4 lavori di Hardell (lo studio
    caso-controllo sui tumori cerebrali maligni del 2006, le due “pooled
    analyses” del 2006 e quella del 2009 e la metaanalisi di Kundi del 2009) e
    ha premesso che “l’analisi della letteratura non porta ad un giudizio
    esaustivo ma, con tutti i limiti insiti nella tipologia degli studi, un
    rischio aggiuntivo per i tumori cerebrali ed in particolare per il neurinoma
    è documentato dopo esposizione per più di 10 anni alle radiofrequenze emesse
    dai telefoni portatili (cordless) e dai cellulari…. Il dato anamnestico di
    esposizione supera il limite dei 10 anni…. Nello studio di Hardell del
    2006 l’esposizione per più di 10 anni comporta un rischio relativo di 2,9,
    sicuramente significativo…Si tratta quindi di una situazione “individuale”
    che gli esperti riconducono al “modello probabilistico-induttivo” ed alla
    “causalità debole” che ha comunque valenza in sede previdenziale…Un ruolo
    quindi almeno concausale delle radiofrequenze nella genesi della neoplasia
    che ha patito il Sig. Marcolini è “probabile” (probabilità qualificata). Il
    CTU ha così concluso: “Il quesito proposto può essere così svolto:
    l’esposizione a radiofrequenze, anamnesticamente per un tempo efficace (più
    di 10 anni), ha molto verosimilmente avuto un ruolo concausale
    nell’evoluzione della neoplasia patita dal Sig. Marcolini. La menomazione
    dell’integrità fisica legata alla malattia ed ai suoi esiti si stima in
    misura dell’80%”.
    Il caso in questione ha una grande rilevanza perchè, a mia conoscenza, si
    tratta della prima pronuncia, difficilmente ribaltabile in Cassazione a
    detta dell’Avv. Danilo Mina del Foro di Brescia difensore di Marcolini,
    sulla base del dispositivo della sentenza) con la quale viene riconosciuto
    il nesso causale o almeno concausale tra esposizione professionale ai TM e
    patologia neoplastica, con conseguente riconoscimento e relativo indennizzo
    della menomazione dell’integrità fisica legata alla malattia e ai suoi
    esiti, nel caso specifico in misura dell’80%.
    Appena ne sarò in possesso invierò a tutti la sentenza che sarà pubblicata
    tra una ventina di giorni. Intanto vi sarò grato se vorrete diffondere e
    pubblicizzare questa notizia.
    Cordialmente
    Prof. Angelo Levis”
    26-02-2010

    Angela

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:31 am | Rispondi

  7. Comunicato stampa

    Roma , 17 febbraio 2010 – Raggiunte le 30 ratifiche per l’entrata in vigore della Convenzione sulle Munizioni Cluster. L’Italia resta al palo e la Campagna Italiana chiede una moratoria nazionale unilaterale.

    Burkina Faso e Moldova hanno depositato ieri, 16 febbraio 2010, gli strumenti di ratifica della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM). Grazie alle ratifiche di questi due paesi si è raggiunta il numero necessario per l’entrata in vigore della Convenzione, che avverrà trascorsi sei mesi dalla trentesima ratifica.

    La Convenzione sulle Munizioni Cluster è stata aperta alla firma il 3 dicembre 2008 ad Oslo, dove l’Italia ha sottoscritto il Trattato nella persona del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti.

    Tutto il processo che ha portato alla creazione della Convenzione è stato caratterizzato dalla rapidità, iniziato nel febbraio del 2007 con la Dichiarazione di Oslo infatti il processo si proponeva di ottenere il trattato di messa al bando delle munizioni cluster entro dicembre 2008. Altrettanto rapido, 15 mesi, è stato il conseguimento delle 30 ratifiche necessarie all’entrata in vigore, che ora è prevista per il 1 agosto 2010.

    I tempi brevi che hanno caratterizzato l’evoluzione del trattato rispecchiano la necessità di rispondere rapidamente ed efficacemente all’urgenza umanitaria rappresentata dalle bombe cluster per le popolazioni civili quotidianamente minacciate dalla loro presenza sul territorio. Purtroppo però l’Italia, come è accaduto anche per la Convenzione di Ottawa, per una lentezza sconfortante degli iter dei processi di ratifica, non è tra questi primi 30 Paesi.

    “L’Italia, pur risultando credibile nell’impegno nel campo della cooperazione a favore dei Paesi e delle popolazioni che convivono con il problema degli ordigni inesplosi tra i quali mine e cluster, ha un’imbarazzante problema di lentezza nei processi di ratifica – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine – anche quando non ci sono chiare ostative o, addirittura una volontà positiva (..)” “In attesa che l’Italia riesca a dar seguito alla ratifica come promesso in diverse sedi – aggiunge Schiavello – e in assenza di una legge nazionale sulle bombe cluster la Campagna Italiana chiederà al Governo e ai parlamentari di promuovere un’ immediata moratoria unilaterale del nostro Paese sulla produzione, uso e commercio di questo sistema d’arma, in linea con le definizioni della Convezione di Oslo. Questo – conclude Schiavello – potrebbe riempire di significato il vuoto tra le dichiarazioni di intenti ed i lunghissimi tempi necessari a trasformarli in azioni concrete.”

    DATI UTILI :I 30 paesi che hanno ratificato la Convenzione che vieta l’uso, la produzione ed il trasferimento delle munizioni cluster, e che prevede una concreta assistenza alle vittime di queste armi ed alle loro famiglie e comunità, possono essere così suddivisi: paesi che hanno preso l’iniziativa diplomatica che ha dato vita alla Convenzione (Norvegia, Austria, Santa Sede, Irlanda, Messico, e Nuova Zelanda) paesi che hanno usato le bombe a grappolo (Albania, Croazia, Lao PDR, Sierra Leone, Zambia) paesi che hanno stock di cluster bombs (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Moldova, Montenegro, Slovenia) Spagna primo paese a concludere la distruzione del proprio stokpile. Altri Stati che hanno ratificato sono Burkina Faso, Burundi, Lussemburgo, Macedonia FYR, Malawi, Malta, Nicaragua, Niger, San Marino ed Uruguay.

    CONTATTI:

    Campagna Italiana contro le mine

    Dott. Giuseppe Schiavello

    Direttore

    tel 06 85800693 Cel 3404759230

    g.schiavello@campagnamine.org

    http://www.campagnamine.org

    Manuele

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:32 am | Rispondi

  8. LA BATTAGLIA DEL MAIS OGM SI FA IN ITALIA A COLPI DI NORMATIVE E DI SENTENZE, PECCATO CHE LE LEGGI RISPETTINO SOLO GLI INTERESSI DELLE MULTINAZIONALI.
    E’ UN’IPOCRISIA PENSARE ALLA COESISTENZA: DEVE ESSERE CHIARO CHE O SI DECIDE PER TUTTO TUTTO OGM OPPURE PER LA BIODIVERSITA’ E LA SALUTE.
    CREDERE NELLA DEMOCRAZIA STA DIVENTANDO UN’ILLUSIONE ?

    SI’ AGLI OGM = COESISTENZA, SOGLIA DI TOLLERANZA DI OGM DELLO 0,1 e 0,9%
    NO AGLI OGM = MORATORIA TOTALE, TOLLERANZA ZERO ASSOLUTO

    La disputa combattuta a colpi di leggi e sentenze rende sempre più vicina la possibilità di coltivare nei campi italiani proprio il MAIS MON 810 geneticamente modificato ed autorizzato per la coltivazione in Europa, “la cui pericolosità per l’ambiente e per l’uomo non è più un mistero per nessuno e ben sei Paesi dell’UE, Francia, Austria, Ungheria, Germania, Grecia e Lussemburgo lo hanno bandito dal proprio territorio invocando la clausola di salvaguardia”.
    QUANDO ANCHE L’ITALIA INVOCHERA’ LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA PER NON COLTIVARE OGM e PROMUOVERA’ UN VERO REFERENDUM POPOLARE (qualcosa di legale anche per i cittadini che non si accontentano delle consultazioni) ???
    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1645107&codiciTestate=1
    http://web.vita.it/news/view/100773
    E’ di oggi (23/02/10) la sentenza del TAR LAZIO depositata il 17 febbraio scorso (n. 02378/2010) che da ragione alla multinazionale Monsanto che nel gennaio 2006 si è vista negare l’iscrizione nel registro nazionale italiano varietale.
    La coesistenza deve essere regolamentata dalle Regioni competenti, ma l’INERZIA degli enti territoriali può portare all’intervento del MIPAAF-Ministero delle Politiche agricole, in forza del POTERE SOSTITUTIVO. Quindi se le Regioni non decidono tocca allo stato sbloccare gli ogm ?
    In effetti speriamo che le Regioni non decidano per la coesistenza, ma per un no definitivo.
    In effetti speriamo che lo Stato decida per la CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA e UN REFERENDUM visto che il comitato promotore per l’ACQUA sta organizzando una manifestazione nazionale e un referendum per l’acqua pubblica non si capirebbe perché non ci si può unire anche quello CONTRO GLI OGM !!!
    Ambiente Italia di domenica 21/02/2010 ha trasmesso una forte dichiarazione di GIORGIO CELLI sul fatto che è ora di smetterla con l’ipocrisia della coesistenza. Dobbiamo essere convinti che si deve decidere o PER TUTTO OGM, o per la BIODIVERSITA’, senza impossibili vie di mezzo.

    E’ del 19 gennaio 2010 la sentenza n. 183 del Consiglio di Stato emanata su ricorso di un agricoltore di Pordenone, Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra (pro-biotech).
    La sentenza stabilisce infatti che il ministero delle Politiche agricole è tenuto a rilasciare entro 90 giorni l’autorizzazione alla semina di varietà di mais ogm già approvato a livello comunitario, senza attendere i piani di coesistenza delle Regioni.
    http://protonutrizione.blogosfere.it/2010/02/consiglio-di-stato-a-favore-degli-ogm-le-reazioni-alla-sentenza.html
    «Continueremo a difendere cittadini e agricoltori» è invece la reazione a caldo del ministro Luca Zaia. «La sentenza scritta dal Consiglio di Stato, certamente seguendo il dettato delle leggi e dei codici, contravviene in modo palese alla volontà della stragrande maggioranza dei cittadini e delle Regioni italiane.>>
    Ce lo dice il Ministro che la sentenza non rispecchia la volontà dei cittadini pur rispettando le leggi. E’ possibile quindi pensare che le leggi siano ben lontane dal volere e dai bisogni delle persone?

    Un accenno al giornale “Il fatto quotidiano” (Marco Travaglio) che in un articolo intitolato “Sta iniziando la guerra ogm, ad aprile partirà la semina del nuovo mais” del 23/02/10 più che porre l’accenno alle note negative del biotech da ampio spazio a Futuragra, facendo capire che stiamo già mangiando ogm da 20 anni (quindi perché mai ci preoccupiamo?!) e sottolineando addirittura che l’ogm free è solo più costoso. Questo “libero” giornale sta forse dalla parte delle multinazionali ?

    Non si vorrebbe che avvenisse in Italia adesso quanto successo in Europa per la definizione della soglia di tolleranza di ogm nel biologico. La Commissione decideva per lo 0,9%, mentre il Parlamento europeo aveva votato per lo 0,1%, con l’appoggio tra gli altri dell’Italia. Comunque sempre una forma di legalizzazione della contaminazione accidentale in previsione dell’apertura degli ogm in campo.
    Anche l’attuale disputa in Italia è tra sentenze che permettono di coltivare ogm subito contro i piani di coesistenza, quindi sempre e comunque la possibilità di piantare ogm , argomento che nessuno realmente mette in discussione nonostante le recenti di dichiarazioni di Barroso (UE) per cui la decisione finale spetta ai singoli Stati.
    23-02-2010

    Angela

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:33 am | Rispondi

  9. Grazie moltissime a te, Viviana

    Visito quasi quotiniamente il tuo sito che trovo splendidamente ricco di informazioni, di considerazioni e soprattutto di riflessioni che sempre condivido.
    Io scrivo con qualche frequenza su Sardegna Democratica (www.sardegnademocratica.it), associazione di cui faccio parte, sorta dopo la cocente sconfitta alle elezioni regionali subita da Renato Soru, dovuta ai potentissimi mezzi messi in campo da Berlusconi ma anche al voto disgiunto di parte del PD, insofferente al nuovo corso di rigore voluto da Soru con il Piano Paesaggistico Regionale che ha bloccato la speculazione edilizia sulle coste sarde e con i tagli degli enti inutili e della formazione professionale, terribile divoratrice di risorse pubbliche e produttrice di giovani ignoranti. Talvolta i miei commenti sono ospitati anche da Aprileonline e dal Blog dei miei amici ambientalisti del Gruppo di Intervento Giuridico, (gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/),molto bravi e combattivi.
    Sarò ben felice di inviarti i miei scritti anche se, per mission, scrivo prevalentemente di politica e di società sarda e non vorrei occupare i tuoi spazi con questioni regionali.

    Un saluto cordialissimo, che vorrei tanto “deberlusconizzato”

    Raffaele

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:34 am | Rispondi

  10. Questa immagine riassume la drammaticità del catastrofico terremoto, scossa dell’ottavo 8,8° grado della scala Richter. L’immagine è stata tratta da http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/27/foto/terremoto_in_cile_le_prime_foto_degli_utenti_su_twitter-2446926/1/ e mi ha molto scosso.

    Un Cristo danneggiato in una chiesa (foto da juanfrabq)

    Sauro

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 7:36 am | Rispondi

  11. Le “ecoballe”
    Le “ecoballe”, nuove “piramidi” campane che rappresentano un vero e proprio “museo iperealistico della speculazione umana”, si aggirano intorno agli 8 milioni di tonnellate, di cui circa la metà sono poste sotto sequestro giudiziario. Si tratta di cumuli ormai “mummificati” per i quali non persiste più il pericolo tossico del percolato, che è stato purtroppo già ampiamente assorbito dal terreno dei cosiddetti “siti di stoccaggio”, poiché questi siti sono privi di strutture atte al contenimento dello stesso.
    Innanzitutto, quindi, è necessaria una pronta, ampia ed opportuna opera di bonifica del terreno interessato e di quelli limitrofi per salvaguardare la salute dei cittadini.Persiste, invece, il rischio realistico che le “ecoballe” contengano sostanze illecite, tossiche e contaminazioni radioattive derivanti da scarti di origine ospedaliera, già in passato più volte rilevati, ma facilmente rintracciabili con opportuni controlli.
    Prima di ogni altra cosa, dunque, ed è impensabile procedere diversamente, si dovrà provvedere a caratterizzazioni per campione su gruppi di uguale provenienza, facilmente identificabili attraverso analisi di laboratorio presso istituti accreditati, al fine di rintracciare e classificare il tipo di rifiuto impacchettato ed individuarne eventuali rifiuti tossici o radioattivi. Le balle che dovessero risultare tossiche o radioattive andranno, quindi, classificate per poi essere trattate secondo gli specifici processi di trattamento come previsti per legge.
    Le balle, invece, che non dovessero risultare né tossiche, né radioattive, andranno aperte per permettere il recupero di tutta la materia recuperabile, quale cartone, legno, plastica, vetro, alluminio, presso gli impianti di trattamento e vagliatura già esistenti opportunamente revisionati, oppure attraverso la creazione ad hoc di un nuovo impianto di TMM (Trattamento Meccanico Manuale) che permette il recupero totale della materia e che dà origine ad una nuova filiera del recupero e, di conseguenza, a nuova occupazione sul territorio.
    La materia recuperata, quindi, andrà immessa nelle relative filiere di produzione.Tenendo presente che il livello di umidità delle “ecoballe” è attualmente vicino allo zero, il materiale residuo risulterà essere materiale inerte, quindi non più dannoso, e potrà essere riutilizzato per il recupero ambientale delle cave dismesse.E’ bene ribadire che in nessun caso le “ecoballe” potranno essere utilizzate per il cosiddetto “recupero energetico”, né nell’impianto di Acerra, né altrove: sia per il principio di Lavoisier, ovvero “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, che rende improponibile l’incenerimento dei rifiuti quale soluzione allo smaltimento, sia per la vasta produzione scientifica internazionale sulla dannosità dell’incenerimento (come ad esempio lo “Studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l’inceneritore di Kirklees”).
    Esistono, dunque, delle soluzioni percorribili che permettono il recupero totale della materia e che generano opportunità di lavoro per moltissimi cittadini campani, invece del lucro milionario per pochi.Tutto ciò, inoltre, è realizzabile senza prevedere ulteriori carichi né per l’ambiente né per la collettività.Così come previsto dal contratto d’appalto, infatti, si tratta di un problema della Fibe che ne è stata la causa (vedi libro “Ecoballe” di Paolo Rabitti).
    E quindi è a carico di quest’ultima, ossia dei responsabili di questo disastro ambientale, che dovrebbe essere posto il costo e l’onere dello smaltimento.
    Altro che mettere le “ecoballe”, come ha fatto la Fibe, a garanzia dell’ingente finanziamento ottenuto dal sistema creditizio in vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto!

    paola nugnes giuseppe cristoforoni

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 10:24 am | Rispondi

  12. Travaglio oscurato!
    Solidarietà a TRAVAGLIO ! ora BASTA ! RISPETTO per TUTTI !
    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — marzo 1, 2010 @ 10:25 am | Rispondi


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