Nuovo Masada

febbraio 25, 2010

MASADA n° 1095. 25-2.2010. Facce da mostro

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:12 pm

Mills colpevole ma prescritto – Uno Stato parallelo – La sindrome di Stoccolma – San Precario e il popolo viola – L’asilo integralista – Paolo Berlusconi si pappa il Celeritas – Libro: ‘Il Patto’ – Grillo e de Luca, il confronto improbabile-
Balducci è la controparte di Bertolaso – Governatori eterni – Il sistema Verdini

Liberi a furor di legge
Mills è colpevole ma sono riusciti a dimostrare che il suo atto corrotto risale a due mesi prima, il che manda in prescrizione il suo processo. E come si farà il processo al suo mandante Berlusconi, quando il testimone corrotto ha già scansato la sua pena? Questo processo era durato dieci anni. E immaginate che pacchia sarà in futuro, senza intercettazioni e con processi che in due anni decadono!
Viviana
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Com’è lo Stato ideale, secondo Berlusconi?
E’ quello in cui governano i criminali, bloccano la magistratura, imbavagliano i media, mandano in rapida prescrizione i reati scoperti nonostante il divieto delle intercettazioni, si arricchiscono senza fine, si proteggono tra loro, depredano il paese, si comportano come un esercito di vandali. Abusano di vizi infiniti, ma, malgrado ciò, trovano schiere di fanatici adoratori che calpestano ogni verità e ogni giustizia. E hanno come compari la mafia, la ‘drangheta e la camorra!
Non è ancora tutto così? Ci arriveremo. Ci stiamo rapidamente arrivando.
Viviana
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Nemmeno nelle favole le volpi possono scrivere i regolamenti dei pollai
Ezio Mauro

Uno Stato parallelo
Lo scopo era creare uno “Stato parallelo”, sopra ogni legge ed esente da qualsiasi controllo, a cui far confluire una quantità gigantesca di denaro, alle sole condizioni e al solo vantaggio di Berlusconi e di una cricca di suoi fedelissimi guidati da Letta. A tale “Stato parallelo” Berlusconi tenta di dare il massimo dell’impunità, una impunità dolosa e criminogena, che abbatte le intercettazioni, le procedure giudiziarie, le confessioni incrociate, le pene per legge, i limiti imposti ad ogni operato in qualunque società civile, la diffusione dei reati sui media, i poteri delle Istituzioni, la Costituzione stessa.
In una parola sola: il più grande furto di Stato perpetrato dal vertice dello Stato che si sia mai visto in 150 anni di vita italiana!
Viviana Vivarelli
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Teme ritorsioni Donatella Papi, la giornalista romana che vuole sposare Angelo Izzo, il “mostro” pluriomicida del Circeo condannato a due ergastoli.
Ma non è giù una ritorsione da ogni forma di intelligenza quello che intende fare?
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La sindrome di Stoccolma
Andrea

Mi arrovello ogni giorno nel tentativo di dare una motivazione al fatto che gli italiani siano attirati ed attratti dalle persone malvagie, quasi ipnotizzati.
Senza voler esibire una superiorità morale nei confronti di chi vota B., sono fiero di potermi ancora indignare se uno della mia parte politica fa una cazzata (vedi candidatura De Luca), ma mi provoca lancinanti dolori allo stomaco sapere che oltre metà nazione vota gente condannata, provatamente mafiosa, corrotta, bugiarda, a danno di tutti (pure quelli che li votano). Quasi un rapporto di attrazione vittima-carnefice.
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Dal 1987 al 1994, 17 anni, il Parlamento ha concesso solo 98 autorizzazioni a procedere su un totale di 345 richieste da parte della magistratura.
Ricordiamo la senatrice Chiaromonte del Pd che è detto di essere “fiera di non aver mai dato una autorizzazione a procedere!”
Ancora una volta il parlamento rifiuterà l’autorizzazione a procedere contro Di Girolamo, accusato pesantemente di riciclaggio di due miliardi di euro in una inchiesta che vede coinvolti alcuni dirigenti della società telefonica Fastweb e Telecom Italia Sparale, con in più una probabile collusione con la ‘ndrangheta (80 indagati). L’ennesimo rifiuto (Chiaromonte ci sei?) sancirà la presenza legale e bene accetta della ‘ndrangheta in Parlamento.
Brunetta ha rifiutato sdegnosamente che la Repubblica possa essere fondata sul lavoro. Ma questa Repubblica fondata sulla criminalità organizzata è meglio?
Viviana Vivarelli
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Ribellarsi allo scandalo
ROBERTO SAVIANO

I giudici dicono che la ‘ndrangheta è entrata in Parlamento. E’ un’affermazione terribile: proviamo a fermarci un momento e cerchiamo di capire cosa vuol dire. Significa che il potere mafioso ha messo piede direttamente nel luogo più importante, delicato dello Stato: quello dove il popolo si fa sovrano, dove la democrazia si realizza. E’ questa la vera emergenza di cui dovremmo discutere. E’ come un terremoto, una valanga, solo che la colpa non è del fato: non è stata una calamità.
Sapevamo tutto. La criminalità organizzata prima crea zone dove il diritto non entra, poi si espande, pervade l’economia, si appropria del Paese, e infine entra lei stessa nello Stato. Ci sono anni di inchieste, prove raccolte, fiumi di denaro che testimoniano l’immenso potere delle mafie d’Italia. Prima le cosche siciliane, poi le calabresi e campane hanno tolto al sud ogni possibilità di sviluppo e avvelenano l’intera economia.
Ma la vera emergenza non è questa. L’emergenza è che tutto questo passi come l’ennesimo scandalo silenzioso, al quale siamo rassegnati. L’emergenza è che tutto ciò non faccia sentire nel cuore, nello stomaco, nella mente di ogni italiano (qualsiasi sia il suo credo e la sua posizione politica) un’indignazione che lo porti a ribellarsi, a dire: “Ora basta”.
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..e ora Berlusconi dopo aver fatto la debita sceneggiata sulla lotta alla corruzione, vola sul legittimo impedimento e sul veto alle intercettazioni, dal che si deduce quanto sia profonda la sua falsità. Ma nemmeno davanti a questo chi lo vota ha un attimo di ripensamento?
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Rosellina segnala
Da laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2010/02/23/un-contributo-sul-futuro-del-popolo-viola/

Intervista a San Precario sul Popolo Viola

San Precario, figura ormai nota nel mondo dei social network come una delle menti che ha organizzato il No Berlusconi Day. Il successo di quella manifestazione con un milione di persone a Roma, ha dato il via ad un progetto giovane e dinamico che dalla fase di dissenso politico si sta muovendo verso un’idea più complessa.

“Il popolo viola non è solo un “movimento di protesta” ma una reazione chimica allo stato di decomposizione del tessuto democratico e culturale del Paese corroso dall’autoritarismo berlusconista, dalla casta del malaffare, dalla “società dello spettacolo“. Noi diciamo Sì alla Costituzione, alla legalità democratica e al principio di eguaglianza, unici elementi condivisi tra le tante identità del popolo viola.
Essere iscritti ad un partito non è incompatibile col suo spirito e la demonizzazione dei partiti (soggetti riconosciuti dalla Costituzione) è frutto di una visione populista e manichea esattamente speculare a quella berlusconiana: non è casuale che B sia storicamente antipartitico e abbia sempre accuratamente evitato di identificare i prodotti plastificati della sua “discesa in campo” nell’esperienza partitica. Altra cosa sono le élites che governano i partiti: a quelle va rivolta una critica spietata (a maggior ragione di una fase di emergenza democratica come quella attuale) per aver anteposto il tatticismo istituzionale alla difesa dei principi costitutivi della nostra Repubblica.
Il popolo viola deve dialogare con tutte le forze democratiche del Paese ma in un quadro di forte autonomia dai partiti. Finora ci siamo riusciti: noi abbiamo proposto ed i partiti ci hanno seguito, mai il contrario.
Affrontare e protestare contro un Governo nazionale non è cosa da poco. Il controllo mediatico in Italia è forse l’ostacolo più ostico.

I prossimi eventi cui parteciperemo sono lo sciopero dei migranti del 1° marzo, il No Razzismo Day del 6 marzo e il No Mafia Day del 13 marzo. Continueremo a comunicare le nostre ragioni principalmente attraverso la Rete.

L’opposizione in Italia ha dimostrato la sua totale inadeguatezza. Il problema è la sclerotizzazione dei gruppi dirigenti, nella loro incapacità programmatica, nella vocazione tatticistica, e nella volontà auto-conservativa delle élites. Non hanno saputo e non sapranno raccogliere la sfida di un modello radicalmente alternativo a quello imposto dal berlusconismo.
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L’asilo integralista

Dalla gazzetta di Mantova apprendiamo che all’asilo comunale si accettano solo bimbi di famiglie cristiane, per volere del consiglio comunale di Goito.
Un chiaro atto anticostituzionale, anticristiano e antiumano,
Un esposto è già stato presentato all’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
Ma questo abominio deve arriva a livello europeo, per impedire scopiazzamenti razzisti.
Resta da stabilire se nell’ispirazione cristiana siano comprese le coppie divorziate o i non credenti.
La giunta di centrodestra – capeggiata dal sindaco Anita Marchetti, area Udc (sigh), appoggiata da parte del Pdl e dalla Lega Nord – motiva tale decisione con il fatto che «pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo».
Noi ci spettiamo a questo punto che la stessa CEI prenda posizione contro questa barbarie.
O davvero l’idea che si sta diffondendo di civiltà e persino di cristianesimo è ormai improntata al Mein Kampf di Adolf Hitler.
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Lo avete voluto lo Stato azienda? Altro business milionario per Paolo Berlusconi

La cricca Berlusconi & C continua a sfruttare l”azienda” Italia come se fosse una mucca da mungere. Al fratello del Presidente non bastava arricchirsi con la truffa dei decoder, ora c’è quella dei “tutors” (Celeritas) con la gaia assistenza dei compari Balducci e De Santis, quelli della cricca della Protezione Civile.
Il Tutor è il sistema per rilevare la velocità automobilistica e apre un affare da molti milioni. Questi sistemi per fare multe richiedono l’omologazione dello Stato e il via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organo tecnico del Ministero. E chi lo presiede? Ma il Balducci, ovviamente, il braccio destro di Bertolaso. La mela marcia sovrana. Vedi come il cerchio si chiude?
E a chi lo dà il Balducci il permesso? Ma a Paolo Berlusconi, naturalmente! E’ la family card!
Nel decreto del ministero delle Infrastrutture del 12 marzo del 2009 si legge che “l’approvazione del dispositivo Celeritas della Engine Srl ha validità ventennale”. Un decreto che apre per 20 anni alla società del Paoletto Berlusconi un grande business che può valere milioni di euro. E che non sarebbe stato ottenuto se il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici diretto da Angelo Balducci non avesse dato il suo via libera.
Lo sappiamo dalle intercettazioni. Che ovviamente Berlusconi eliminerà. Non sia mai che la privacy della famiglia sia messa a rischio. La privacy innanzitutto! La grande lotta alla corruzione sta tutta qui: non farla sapere, e non farla punire. E poi avanti a tutta birra più unti che mai! La famosa privacy ormai lo abbiamo capito cos’è: è il diritto dei potenti di abusare della legge e poi di parlarne per telefono in pace!
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Il Patto

Da leggere il libro ‘Il Patto’ di Sigfrido Ranucci e Nicola Biondo, con prefazione di Travaglio.
Ranucci è uno dei migliori giornalisti italiani. E’ quello del terrificante servizio sulla distruzione di Falluja che ha fatto il giro d’Europa per Rainews24, quando c’era ancora il direttore Morrione.
Noi parliamo sempre genericamente di mafia, ma come 1a cosa la criminalità organizzata italiana si divide in camorra, ‘ndrangheta e mafia siciliana. Come 2a cosa la mafia siciliana si divide almeno in 2 tronconi, un 1° troncone stragista che fa riferimento a Riina a cui si addebita la strage di Capaci e un 2° che viene detto con un eufemismo ‘moderato ‘perché non gli si addebitano stragi e faceva capo a Provenzano. Quello che molti magistrati hanno scoperto è che Riina fu venduto, secondo un patto di questo troncone non stragista, allo Stato (e fu per questo che il covo di Riina non fu perquisito, mentre le perquisizioni dei covi precedenti avevano portato all’arresto di centinaia di mafiosi) e dopo il ‘92 le stragi cessano.
Intorno al 92 ci fu il patto tra questa parte della mafia e la 2a repubblica che stava iniziando. Ed è a quel tempo che si riferiscono le confessioni di Ciancimino figlio che prendono Berlusconi come riferimento politico. Intanto che stiamo a perdere tempo con i preservativi di Bertolaso, resta il fatto che quello che sta venendo fuori è il patto di B con la mafia siciliana. B tenta di tappare tutto col veto alle intercettazioni, la sua impunità e un bavaglio ai pentiti.
Ma, dice Ranucci: “Alla fine la verità sarà più forte di tutte le coincidenze, di tutte le censure, di tutte le ragion di Stato, di tutti i coperchi.”
Nel libro si racconta di questo infiltrato, Ilardo, dentro Cosa nostra, che racconta al colonnello Michele Riccio ciò che ha scoperto, i patti fra potere e mafia, compreso il luogo in cui si nasconde Provenzano nel 1995, e guarda caso, stranamente, Provenzano sarà catturato solo 11 anni dopo.
Quando si arriva a Vito Ciancimino, siamo al Patto tra Stato e mafia, con referenti politici che cambiano ma in cui vediamo una impressionante collaborazione attiva: Mangano, Bontate, Gaspare Spatuzza, Giuseppe Guttadauro, i fratelli Graviano…
Contro di loro ci sono i magistrati: Antonino Ingroia, Caselli, Di Matteo, Sabella…
C’è poi uno spazio grigio dove agiscono i servizi. Il libro li chiama “Facce da mostro”, una storia vecchia che era cominciata nel 43, allo sbarco degli americani in Sicilia o prima, nel 1941, quando ufficiali USA si presentarono nella cella del boss Lucky Luciano per chiedergli una mano. E’ con l’aiuto della mafia che avverrà lo sbarco. Con lo sbarco americano Cosa nostra si fa Stato.
Il libro parla degli attentati di Firenze, Milano e Roma, delle morti di Falcone e Borsellino, ma anche di quelle dell’agente Antonio Agostino e di sua moglie, del poliziotto Emanuele Piazza, dell’ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco, del presidente Piersanti Mattarella, del segretario regionale del Pci siciliano Pio La Torre, del generale Carlo Alberto dalla Chiesa..
In molte vicende c’è “puzza di servizi segreti”. L’ipotesi degli inquirenti è che qualcuno tra gli alti funzionari dello Stato abbia giocato sporco E perfino che esista una sorta di ‘supercentro’ composto da tante ‘facce da mostro’: un braccio armato occulto, utilizzato per depistaggi, condizionamenti della stampa e omicidi eccellenti
Questa è la situazione che ci ha portato in dote Berlusconi, perfettamente inserito nei servizi, che comanda personalmente, nello spionaggio illecito della Telecom su migliaia di italiani, alcuni dei quali da ricattare, con persone che dipendono direttamente da lui e con la solita collaborazione dei servizi, che ormai sono dappertutto.
E’ inutile ora giocare alla sceneggiata di un leader che finge di combattere la mafia o di voler aumentare le pene alla corruzione, quando si spunta da questo verminaio e si è la longa manus che tutto controlla e dirige.
L’ignobile recita che viene supportata da An e dalla Lega è quanto di più osceno e criminogeno si sia mai visto in Italia.
E i delinquenti che tentano depistaggi attaccando Travaglio con pretesti futili, o sono impegnati nella difesa di B come di Bertolaso o picchiano sugli extracomunitari come diversivo, dovrebbero ricordare che stanno difendendo il peggior crimine mai esistito.
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Ci libereremo dalle mele marce!
Ha parlato il paniere

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In questa Corte dei Conti che fa la sua denuncia di una corruzione della Pubblica Amministrazione che in un anno è aumentata del 1229% ci sono tre personaggi accusati nello scandalo di Bertolaso! Quand’è che ogni istituzione vigilerà su se stessa?
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Giuseppe D’Avanzo

Il sistema corrotto è cresciuto come una metastasi lungo il corpaccione ipertrofico della Protezione civile e nelle strutture di governo dei Lavori pubblici. L’uno e le altre sottomesse all’urgenza della politica di creare un cerchio chiuso e oligarchico di consenso e obbedienza. I prosecutors hanno sistemato una stabile ragnatela intorno agli attori che decidono e beneficiano degli appalti del Dipartimento di Bertolaso. Comunicazioni, dati, informazioni, immagini, documenti confermano, senza ambiguità, la scena e il delitto. All’ombra del “vuoto di diritto”, creato dall’emergenza, si è formata una consorteria affaristica. Vi fanno parte imprenditori, spesso scadenti per capacità industriale, alti funzionari dello Stato delle opere pubbliche, influenti giudici amministrativi – regionali e della Corte dei conti – addetti ai controlli che, al contrario, sono cointeressati, in proprio, agli affari dei controllati. In cima alla piramide, Guido Bertolaso, onnipotente per la mano libera che gli consente la legislazione straordinaria, dominante per il rapporto diretto, protetto, esclusivo con il sottosegretario Gianni Letta e il presidente del consiglio, Berlusconi. Bertolaso è al corrente di quel fondo fangoso? O, come dice oggi, è “parte lesa” perché non sa, non comprende, s’occupa di altro?
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Viviana Vivarelli
Balducci è la controfaccia di Bertolaso, lavorano di comune accordo

Davvero Bertolaso crede che convincere sia ingannare? Gira i talk show facendo la vittima offesa, difende la sua credibilità con grande faccia da schiaffi, con la calma di un grande delinquente a sangue freddo. Ma la sua affidabilità sta scendendo rapidamente per l’enorme sistema di malaffare che si è creato sotto la sua gestione.
Mente con chiara faccia tosta. Dice: “Nessuno mi ha avvertito”, mentre sapeva benissimo dell’indagine e proprio dal maggiore indagato, Balducci. Ed è stato avvertito abusivamente da Toro, che si era precipitato a Palazzo Chigi ad avvertirlo della tempesta in arrivo.
Oggi Bertolaso lo disconosce, lo fa parere un tipo che si è ritrovato tra i piedi e non ha potuto evitare, mentre non sapeva che fosse quel fior di manigoldo (“Sono stato ingannato”, dice)” FALSO! Erano due compari, ma fra compari vincono i maggiori.
Berlusconi ora salva Bertolaso per salvare se stesso. Quanta gente dovrà salvare Berlusconi per salvare se stesso? Quanto diritto e quanta giustizia dovrà abbattere per salvare tutta la massa di delinquenti che sono stati allattati dal suo sistema?
Questo Bertolaso che casca dal pero fa invidia al peggior mafioso, quello che dice in modo candido: “In Sicilia la mafia non esiste”. Questi, compari lo sono stati sempre. Alla fine del 2008, la moglie di Balducci e quella di Anemone brigano per conto loro, e quando esce l’inchiesta dell’Espresso, Bertolaso fa un comunicato per ribadire la regolarità delle procedure (FALSO, perché non ci sono procedure ma appalti personalissimi, anzi in cambio di favori sporchi, che disegnano il reato di corruzione, da 2 a 5 anni di carcere) ed esclude qualsiasi legame familiare (FALSO anch’esso, in questi affari ci sono denetro ogni sorta di famigliari).
E’ dall’inchiesta dell’Espresso che Bertolaso, se fosse una brava persona, taglierebbe i legami con Balducci, e invece non lo fa. E’ allora che dovrebbe liquidare Anemone, e invece non lo fa. Anzi gli appalti vanno avanti che è un piacere. Quando si mescolano vizi e lavori, c’è fin troppa roba per pretendere da una parte e concedere dall’altra. E ora non può venirci a dire con la faccia innocentina “Non sapevo”!
E ci deve pure imporre su tutti i talk show la sua bella recita seduttiva da bravo ragazzo, e, più questa recita si protrae con le rispostine dette a memoria e recitate perfettamente ad uso nonna novantenne rimbischerita, più ci riempie di disgusto.
Ma ancora l’impalcatura del malaffare non cede, ancora la Camera gli vota pieni poteri, ancora costui conserva, per il volere avido di B, ogni potere extra legem per qualsivoglia opera di ente locale o del Vaticano o dello sport, “come fosse emergenza”, per non perdere l’enorme massa di denaro e di potere che esso comporta. Siamo arrivati in un solo anno al 229% di furto in più nella P.A.,dov’è che B vuole farci arrivare?
E dov’è che vuole farci arrivare quella Lega così prolissa e drastica coi reati degli extracomunitari ma così lassista coi grandi furti di Stato, così pronta a insorgere contro i migranti, ma che chiude tutti e due gli occhi davanti a 60 miliardi di furto pubblico? Più l’evasione. Più la corruzione. Più i lavori pubblici che ormai viaggiano al doppio e al triplo dei costi reali per riempire l’enorme voragine del furto di Stato.
Sono 16 anni che i delitti di Berlusconi aumentano e dilagano e attorno a lui e ai consanguinei di vizio come Letta, e attorno a quel centro infame si forma una palude immonda di corruzione, collusione, concussione nel crimine.
Eppure non batte ciglio la Lega, quella di Roma ladrona, che oggi pure ha tutti i dati per misurare e contabilizzare l’enorme voragine che l’avidità di B ha aperto nel cuore dello Stato condannando tutto il paese alla crisi e dal degrado ma si finge cieca per conservare egoisticamente il suo straccio di potere.
E sono 16 anni che il partito di Fini ha tutti i dati per misurare e vituperare lo stesso spaventoso degrado e le macerie che sono state fatte nelle istituzioni, nelle leggi, nei principi fondamentali del diritto pubblico, nel dettato Costituzionale.
E questi sporchi compari di merende non hanno fiatato! Non hanno denunciato! Hanno votato qualunque sporco intrallazzo, qualunque legge ad personam, qualunque orrenda lesione del diritto!
E sono pronti ora a imbavagliare la magistratura e a bloccare le intercettazioni come le confessioni dei pentiti che accusano B di patto con la mafia di Provenzano.
E accanto a loro, non meno colpevole, quella opposizione, quel csx che doveva lottare con tutte le sue cellule e che ormai ha preso la stessa puzza di marcio del nemico che le sta davanti, la stessa sembiante di mostro di Stato o di suo succedaneo, anche se i suoi reati sono enormemente minori, perché chi non fa opposizione, il Male se lo pappa, lo metabolizza, lo fa diventare omologo a se stesso.
E vedere davanti a questo scempio anche un Di Pietro che capitola, che si arrende alla amoralità comune, che la chiama erroneamente ‘Real Politik quando è solo un vergognoso calare di braghe’, un pietoso arrendersi, non so se fa più pena o ribrezzo.
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Condanne e condannati
Viviana Vivarelli

Mi fanno senso i troll destrorsi che insistono con la solfa che anche Grillo è stato condannato e De Luca è stato assolto. Nulla di più falso!
Grillo ha avuto un incidente d’auto ed è stato assolto. E un incidente d’auto è cosa ben diversa da un reato intenzionale doloso.
De Luca ha avuto 2 rinvii a giudizio per associazione per delinquere, concussione, truffa e falso, il che vuol dire che prove di colpa gliene hanno trovate.
Poi tutta la famiglia De Luca te la raccomando: la moglie è sotto processo per falso e abuso per aver presentato carte taroccate per vincere un concorso di sociologa Asl; il figlio è sotto inchiesta per reati fiscali a proposito di consulenze legate a 2 società vicine alle Manifatture Cotoniere Meridionali (al centro di uno dei due processi a De Luca padre).
E De Luca ha già avuto una condanna in 1° grado, per gli scandali della monnezza in Campania nel 2004 con condanna a 4 mesi di reclusione e 12 mila € di ammenda, per aver violato le norme igienico-sanitarie del decreto Ronchi autorizzando lo sversamento di rifiuti (una montagna di 20 mila t) in un sito di stoccaggio abusivo presso la Salerno-Reggio Calabria. Discarica sequestrata dai giudici in quanto abusiva e priva di autorizzazione dopo che per 2 giorni e 2 notti, nell’agosto 2001, aveva preso fuoco avvelenando con una nube tossica l’aria respirata da 50 mila persone, mettendo in fuga cittadini e bagnanti e paralizzando il traffico dell’esodo estivo sull’autostrada.
Si continua a chiedere cosa ci ha guadagnato De Luca. State pur certi che quando uno come lui viola intenzionalmente la legge, qualche vantaggio ce lo avrà! Altro che difendere posti di lavoro! E non è proprio etico mettere nel posto di controllo regionale proprio uno che la legge la tratta così!
E che Di Pietro si sia messo in testa di sostenere un simile delinquente ci fa ribrezzo!
Del Pd non dico nulla, tanto più in basso di così non poteva cadere! Giusto un partito che sta bene nel mondo taroccato di San Remo!
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Candidati non eleggibili
Beppe Grillo

(Ma cosa ci sta a fare la legge che vieta un terzo mandato?)

Un vuoto a perdere è un contenitore senza contenuto che non può essere reso. Un voto a perdere è un voto dato a un candidato che non può essere eletto. Sono almeno tre gli aspiranti governatori che non possono essere eletti: Vincenzo De Luca (PDmenoelle) per la Campania, Roberto Formigoni (PDL) per la Lombardia e Vasco Errani (PDmenoelle) per l’Emilia Romagna.
Questi signori, che vivono da sempre di politica e di tasse dei cittadini, se eletti dovranno dimettersi. Il primo in quanto ha promesso in pubblico che se condannato dopo le elezioni si dimetterà. De Luca non dovrebbe neppure presentarsi in quanto già condannato in primo grado (ma questo non lo ha detto), senza contare i due processi in corso per associazione a deliquere, concussione e truffa. Se venisse ulteriormente condannato che si fa? Si ritorna alle elezioni con i costi aggiuntivi e la paralisi della Regione? Con un altro pregiudicato espresso da Bersani, il portavoce di D’Alema?
Roberto Formigoni gira in bicicletta seguito da macchine e giornalisti con la telecamera. E’ diventato ciclista da esposizione da quando ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta su ambiente e inquinamento. Formigoni si appresta a celebrare il VENTENNNIO FORMIGONIANO con manifesti 15 metri per 10 in tutta la Lombardia (chi li paga?). Più del Duce poté Comunione e Liberazione. Formigoni, semplicemente, non può più presentarsi. La legge dello Stato 165/2004 articolo 2 impedisce di candidarsi a Presidente di Regione dopo due mandati consecutivi. Lui se ne frega anche se lo stesso presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida conferma in un’intervista che potrebbe essere costretto a rinunciare all’incarico in seguito a un ricorso. Stessa situazione per Vasco Errani consigliere regionale dal 1995, presidente di Regione dal 2000.
Per De Luca il problema è nel merito e non nella sostanza, perché, con tutta probabilità, non verrà eletto. Il Pdimenoelle governa da 15 anni la Campania e i Casalesi sono sempre gli altri. Hanno subito più processi in Campania i pidimenoellini della camorra. Formigoni e Errani, i fratelli bipartsan del mandato eterno, potrebbero essere invece rieletti con danni incalcolabili in caso di dimissioni forzate da un ricorso. E allora perché candidarli? Non c’era nessun altro in circolazione?
La politica non è una professione, una gara alla mummificazione andreottiana in aula. Lo spirito della legge è impedire a un governatore di diventare Imperatore di Regione, di controllare appalti, di favorire amici e amici degli amici. Di governare in eterno e 15/20 anni per il governo di una Regione si avvicinano al concetto di eternità politica.
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Cettina segnala
L’Aquila, protesta della gente

La gente urla. “Sindaco – inveisce un ragazzo tra la folla – non ti sei fatto valere in questi mesi… Non ci hai difesi. Pensi solo alle telecamere… Non parlare alla Rai, parla con noi, con i tuoi cittadini”.
E tra la folla sbuca Maria Luisa Busi, giornalista del Tg1 che prova a fare una domanda al sindaco, ma viene accerchiata anche lei.
“C’è il Tg1… Vergogna! Minzolini è al servizio di Berlusconi! Vergogna! – urla un ragazzo – sono dieci mesi che raccontate che all’Aquila va tutto bene. Grazie a voi gli italiani sono convinti che qui hanno ricostruito le case. Sono mesi che lo dite…”. La Busi prova a replicare. “Non io…”. “Mesi” insiste il giovane. E lei: “Non io…”. E poi aggiunge: “e poi che ci posso fare…”.
Poco dopo, la protesta è proseguita con l’appendere simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso e dire così “riprendiamoci la città”.
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Come funziona il sistema Verdini

Dice Scalfari: “Adesso il problema sembra essere quello della corruzione generale…una cenciosa opera da tre soldi dove vengono scambiate miserabili mazzette, abbietti favori, borseggi agli angoli delle strade. “
La Corte dei Conti ha quantificato il degrado collettivo: in un solo anno la corruzione è aumentata del 229 %. Anche due giudici della Corte, anche un giudice della Corte costituzionale, anche un magistrato della Procura di Roma… nel fango. E’ un’alluvione. E’ peggio di Tangentopoli.
Berlusconi è preoccupato. “Se potessi scioglierei il partito, ma non posso”. Una frase così non l’avevamo mai sentita prima. Se almeno pensasse alla fuga…! Si rende conto anche lui del livello cui il fango è arrivato.
I sondaggi sono allarmanti, le previsione del consenso vanno male.
La strategia di B sembra confusa e incoerente, predica la lotta alla corruzione ma intanto corre verso altre mordacchie alla giustizia e protegge gli accusati. Ma questi aumentano di giorno in giorno. E’ una valanga! E’ tutto un proliferare di membri del Pdl che vengono scoperti in fallo. Non ci sono più ripari. L’immagine è quella di un partito che si sta disintegrando davanti ai nostri occhi.
La legge per inasprire le pene ai reati di corruzione slitta. Berlusconi invece preme sulla privacy e tutti i suoi ripetono questa parola come una specie di mantra: privacy e impunità, non sognano altro. Si sentono tutti il fiato della giustizia sul collo e non si salva ormai nemmeno An, con nuove mele marce che sbucano di continuo anche tra i suoi. Come si fa a parlare di lotta alla corruzione se Berlusconi si butta su questo spot ma poi non ci pensa nemmeno a buttare le mele marce fuori dal Parlamento o dal Governo? E poi la lotta alla corruzione affidata alla Brambilla’! Non potrebbe risultare meno attendibile! Quante mele marce sono da buttare? Dell’Utri, Ciarrapico, Cosentino, Fitto e almeno un’altra decina di nomi sonanti. E come li liberiamo dalle accuse pesanti? A forza di processi brevi, prescrizioni, indulti e depenalizzazioni? Non siamo ridicoli!!
Balducci è il personaggio emblematico che riassume in sé i caratteri della cricca: vedi il Salaria Sport Village sulle rive del Tevere, terreno demaniale, divieto di ogni tipo di costruzione, parere negativo della conferenza dei servizi, della Regione, della Provincia e del Comune di Roma, ma basta un’ordinanza di Balducci e la concessione va a all’imprenditore Anemone. E’ tutto così. Non c’è solo il tricolore al gabinetto, ma le leggi tutte!
E Verdini? Nel suo spasimo di difenderlo, Berlusconi ora se lo porta dietro dappertutto. Non risponde ai giornalisti. Scrive un memoriale che fa pubblicare dal Corriere e il Corriere ubbidisce. Difende le sue nomine come oculate. Non batte ciglio sullo scandalo degli appalti. Lo considera un suo potere dunque legittimo. Non ci pensa neanche a dimettersi, forte del sostegno di Berlusconi. Qua si sorreggono l’un l’altro per timore di cadere tutti insieme.
“Io lavoro per Berlusconi che riesce a ottenere benessere e consenso da milioni di italiani”. Insomma basta la parola, tutti si reggono sul grande capo, e il grande capo provvederà. E la democrazia? La democrazia è un’altra cosa, ma qua non sta di casa.
Meravigliose poi le parole rivolte da Bertolaso a quel grande intrallazzatore che è Gianni Letta, l’anima nera di Berlusconi: “Il nostro Dipartimento è diventato dispensatore (assai ricercato) di risorse finanziarie e deroghe normative senza avere la minima capacità di verificare l’utilizzazione delle prime e l’esercizio delle seconde e senza avere alcun filtro utile sulle richieste. L’accavallarsi di situazioni di emergenza ha generato un flusso inarrestabile di ordinanze che a loro volta hanno comportato provvedimenti di assunzione di personale e autorizzazioni di spesa di non agevole controllo”. Lo scriveva 9 anni fa. Poi tutto è peggiorato.

Ma com’è questo Bertolaso? Innamorato di sé di sicuro. Si vede come un super-eroe, si vive sopra la legge, ha perso il senso di ogni relatività. Vive in un mondo fatto di assoluti. Forse non è cinico come gli altri ed è caduto in un buco di megalomania. Ma i poteri che Berlusconi ha dato a questo uomo debole ma dall’egocentrismo smisurato ne hanno fatto un pericolo pubblico. L’elemento più inquietante è che non sembra nemmeno capire in che situazione si trovi e che enorme situazione di malaffare ha protetto. E questa inconscietà ci paralizza come davanti a un disastro della psiche.
Dice Scalfari: “Bertolaso è un mito tra i suoi, lavora con i suoi, si veste come i suoi. Vuole essere amato. In questo è l’anima gemella di Berlusconi: vogliono essere amati. Naturalmente senza condizioni. Le critiche li fanno impazzire di rabbia. Le regole sono un impaccio. “Posso star fermo in attesa che il Parlamento decida?” ha scritto Bertolaso pochi giorni fa rispondendo ad una mia domanda.
Il grande meridionalista Giustino Fortunato cent’anni fa definì la Calabria “uno sfasciume pendulo sul mare”. Allora non esisteva la Protezione civile, ma oggi c’è. Bertolaso sa benissimo che le montagne e le colline delle Serre nella Valle dell’Angitola sono uno sfasciume pendulo. Che cosa ha fatto per prevenire? Io so che cosa ha fatto: ha distribuito alle Regioni di tutta Italia la mappa idrogeologica del territorio segnalando i punti critici ed ha incoraggiato le Regioni a provvedere. Lui aveva altre cose di cui occuparsi.
Le Regioni senza una lira non hanno fatto nulla. La supplenza toccava a lui che i soldi li ha e le forze a disposizione anche. Ma la prevenzione non è un grande evento, le televisioni non se ne occupano, nessuno ne sa nulla. Intanto lo sfasciume crolla sulle case abusive e sulle strade abusive. Così vanno le cose
.”

Consulenze
Viviana Vivarelli

La consulenza è diventata ormai il metodo più facile per legalizzare le tangenti e rubare denaro pubblico.
A Tremonti che ripete a ogni piè sospinto che Berlusconi non mette le mani nelle tasche degli italiani e non aumenta le tasse, chiediamo con che faccia possono dirci questo e presentarci poi ogni sorta di lavoro pubblico che costa il doppio o il triplo di quello che costerebbe in qualunque paese, per contenere la mole immensa di furti di Stato? …e Berlusconi ha anche la faccia di ripresentare per la seconda volta una legge sulla Protezione civile che non ci pensa nemmeno a delimitare i casi sottoposti a procedura di urgenza per evitare abusi ma continua ad inglobare ogni sorta di spesa di Stato non urgente al solo scopo di violare impunemente la legge!
E, pur facendo tutto questo, ha anche la faccia di tolla di predicare una maggiore lotta alla corruzione?!?
..
Ipocrisia e Chiesa

Un’altra grande corporazione che parla di poche mele marce è la Chiesa riguardo i preti pedofili. Anche qui il disastro globale della pedofilia dà cifre di tutt’altro genere che distruggono per sempre la diceria delle ‘poche mele marce’. E il disastro continua…E pensare che quel Voitila che ora si vuole far santo ad acclamazione e persino il beneamato Papa Giovanni hanno protetto questa scellerataggine, si sono dati da fare perché in Usa si bloccassero i processi, hanno pagato miliardi in risarcimenti, hanno minacciato la scomunica alle famiglie delle vittime se denunziavano la violenza subìta, e hanno protetto sempre, indiscriminatamente, le belve intonacate violatori di bambini, questo fa un ribrezzo tale da buttare nel discredito per sempre il Vaticano e tutte le sue strutture pseudo-religiose.
Quando un organismo pone l’omertà sopra la legge o l’etica, e protegge gli scellerati per difendere una immagine esteriore, rendendola sempre più falsa e virtuale, allora non c’è differenza tra quell’organismo e la peggiore mafia per quanti crismi di santità essa si dia.
E l’ultima cosa che ci si aspetta da questo organismo è la minimizzazione del fenomeno criminale o la sua negazione o anche la sua esecrazione a posteriori, mentre perdurano tutte le pratiche protettive dell’abominio.
Io domande alle altre autorità della Chiesa: perché siete arrivati a scomunicare i medici che hanno aiutato ad abortire la gracilissima bambina brasiliana di 9 anni che pesava appena 33 chili, violentata da 3 anni dal patrigno, ma non avete scomunicato il suo violentatore, e non avete MAI, MAI, scomunicato nessuno dei vostri preti violentatori?
..
Parte dell’uomo tende al male, parte tende al bene

Ma l’ambiente attorno e l’esempio di chi comanda possono accentuare la parte dell’uomo che tende al male, dandogli alibi, condiscendenza e legittimità.
Ecco perché la degradazione avanza e in un solo anno si è così accentuata la caduta dell’Italia verso il basso. Vuol dire che il problema del governo non è solo cronico ma tende ad essere terminale. E’ il pessimo traino del vizio al potere che deforma le leggi, premia i peggiori, punisce gli onesti, perpetua il reato e rovina il paese.
Malgrado quest’aria diffusa di conclamata corruzione, in cui le mele marce rovinano tutto il paniere e anche gigioneggiano, malgrado questo verminaio gigantesco, in cui superiamo nel peggio tutti i paesi d’Europa e scendiamo ormai sotto paesi da terzo mondo, c’è chi resta asserragliato nella sua corazza di principi e valori.
E resiste.
Ci sono troppi che si lasciano avvincere dal male quasi per tendenza genetica o per cedimento improvviso o continuo all’andazzo naturale e li vedete fare ovazioni al peggio esistente: dal totalitarismo alla barbarie dalla xenofobia al razzismo, per furbizia sciagurata o improvvise e incomprensili rese, come ha fatto Di Pietro. Eppure anche davanti a lui starà la frana inarrestabile di quelli a cui il voto politico ha dato la missione di opporsi.
Oggi a chi ci chiede da che parte ci vogliamo mettere, solo questo possiamo rispondere:

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda..

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo,
ciò che non vogliamo

(Montale)
..
Rilassiamoci con qualcuno che torna in Italia dopo 3 anni e che ha conservato freschezza e purezza.

Annalisa torna da Santo Domingo

Ebbene si’ gente, amici e amiche care, si rientra.
Sono volati questi tre anni e siamo di rientro. Torniamo in Italia, come il figliol prodigo, come le rondini a primavera, come il sole dopo la tempesta…
insomma finalmente chiudiamo una parentesi ricchissima di vita, avventura e poesia…
ma anche di stress, di stordimenti e di paradossi.
In questi giorni di preparativi per il trasloco, di corse pazze e furiose per recuperare gli ultimi scampoli di documenti, in cui mi sembra un paradiso perfino l’inferno dantesco, cerco di sintetizzare qualche pensiero per salutarvi.
Cerco di riassumere ed esprimere sentimenti per i quali le parole sembrano sempre troppo abusate e allora mi sono fatta un piccolo elenco di cosa mi manchera’ e cosa no.
La seconda colonna e’ piu’ lunga della prima e nella prima ci sono quasi solo prelibatezze della natura.
E forse e’ proprio questo quello che mi manchera’ di piu’…la natura. Ma non tutta e’! gli scarafaggi giganti, le zanzare che passano la dengue, lucertole preistoriche e topi che sembrano gatti
quelli li lascio con molta gioia qui!!!
Invece la frutta e i succhi di frutta, l’aguagate (avocado) che qui usano come noi il prezzemolo, quelli si’ che mi mancheranno
e il mango! Uh! il mango!
La brezza e il vento che si portano via la pioggia e ti regalano sollievo, il mare
non perche’ sia piu’ bello che altrove, ma perche’ io amo l’acqua. E’ il mio elemento.
Le nuvole, invenzione benedetta, perche’ mi hanno permesso tante volte di camminare a piedi nonostante il sole bruciante.
Ma non illudetevi che la poesia e’ finita.
Finalmente non sentiro’ piu’ ne’ baciata, ne salsa ne’ merengue,
ne’ puzza di rum ne’ wodka, ne’ riso e abichuela (fagioli)
ne’ carne fritta venduta per le strade come dai noi i cartoccetti di castagne e i lupini.
Non urla in mezzo alla strada
senza capire se si stiano salutando o minacciando di morte violenta,
ne’ pazzi che guidano contromano e vogliono anche la precedenza
in un traffico disordinato e puzzolente,
ne’ aria carica di veleni dei generatori a benzina che ci proteggono i frigoriferi e i ventilatori
dai frequenti black out, ne’ l’obbligo di andare in macchia perche’ i mezzi pubblici sono inesistenti…
Potro’ andare a piedi e in bicicletta, potro’ decidere se comprarmi un gelato e passeggiare per il centro
perche’ esistera’ un centro che non necessariamente e’ un centro commerciale dove vanno solo i ricchi.
Faro’ la spesa al mercato e non saro’ costretta ad andare in recinti lussuosi dove le commesse sottomesse ed adulanti quando ti giri ti sfanculano e la notte sognano di essere te.
Bianche e ricche mentre tu fai di tutto per abbronzarti come loro. E tenti di spiegare che quello che a loro sembra ricchezza altrove e’ norma! O quasi di questi tempi…Perche’ si dovrebbe poter vivere dignitosamente con il proprio lavoro…
Non mi manchera’ nemmeno l’immunita’ e l’impunita’ dello status di straniera.
Di espatriata.
Mi piace questa parola, identifica al meglio questi 1000 giorni della mia vita. (tanti sono i giorni trascorsi fino ad ora a Santo Domingo).
Sono espatriata, ho lasciato il mio paese, la mia vita e i miei luoghi comuni.
Pero’ ora basta. Ho voglia di mescolarmi ad altra gente.
La gente. Qualcuno si’ mi manchera’. Ma molti no!
Ci sono persone, persone speciali, che lasciano la loro impronta nel nostro cuore
e nella nostra anima che ci rallegrano con la loro presenza,
stimolano i nostri neuroni, sfidano la nostra intelligenza…
gli altri non meritano menzione. Un inutile spreco di energie.
Roma e’ Roma e nella mia anima io le appartengo.
Ma per ora casa nostra sara’ Bologna.
Non sono ancora abituata del tutto all’idea. Non siamo ancora del tutto amiche, siamo conoscenti. Buone conoscenti. Come al solito pero’ un bel po’ sono curiosa. E mi chiedo che cosa mi riserva questa citta’ antica ed elegante con i suoi portici e i riti consolidati goliardica come i giovani che tappezzano le sue piazze tra una lezione e l’altra e discreta come le ‘sciure che passeggiano imbellettate nell’ora dell’aperitivo,
colta ed effervescente…gia’ chissa’….poi ve lo racconto
Per ora voglio solo darvi un grande abbraccio
Tutto era cominciato per darvi solo un saluto e mandarvi una riflessione che ho scritto qualche settimana fa. Stavo nel mio angolo studio, davanti al mare con le mie piante e la palma meravigliosa, queste si’ che mi mancheranno, e vedevo il mio spicchio di mare caraibico…non e’ una poesia…
E’ il mio saluto a questo luogo… ve lo regalo anche se continuo a sentire
che molti sentimenti, emozioni, esperienze e impressioni
non trovano le parole…
Intanto vi stringo tutti in un unico, grande, mandalico abbraccio
di cui spero vi arrivi il calore
Annalisa

Brilla il mare azzurro d’argento
Sotto il sole caldo di gennaio
In questo lato del mondo dove non fa mai freddo
Oggi io non sento caldo.
Si muovono le onde ed e’ piatta l’acqua
Solo increspata
Come i pensieri nostalgici di chi guarda a volte indietro.
Non ti voltare – non puoi rimanere ancora
Non posso chiederti di rimanere?
Non ci sono parole nuove solo emozioni che seguono la corrente

E ride il sole mentre dentro qualcosa muore.
Per rinascere ancora.
Altrove.

Brilla il mare azzurro
Vestito di luce per mille sirene cantanti nel vento
Ubriaca il mio sentire che si ammanta di briciole d’arena e sale.
E penso.
Oggi ci penso che sta passando anche questo tempo
E altrove cominceremo un’altra vita.

Brilla il verde di nuove foglie sulle cime degli alberi
Piegati dall’uragano
Ma mai spezzati, nemmeno dal tremore tetro della terra che li ha germinati.
E i fiorellini tenui mi salutano
Sapendo che fioriranno ancora e io non ci saro’.
Saro’ oltre questo mare
Che ha segnato il mio confine,
Che mi ha spinta a navigare ancora piu’ lontano
.

Brilla questa aria opaca di fumo e smog
Frizzante di musiche dall’anima sculettante
E mi inchioda con la sua bellezza a questa terra che non conosco veramente
Che non ho mai amato
Che ho conosciuto poco e che mi ha dato tanto.
Me ne vado anche io come chiunque l’abbia sfruttata.
Mangiata
Assaporata e poi abbandonata.
Me ne vado altrove.
Un altrove che e’ altro da dove pensavo

Altro da dove forse speravo
Altro che per me sara’ sempre lontano
Ma dentro, e lei lo sa,
Questa terra la porto con me.

Brilla oggi la mia anima
Riconosce tanta struggente bellezza
Gli occhi dimenticheranno

Ma la memoria conservera’
E sara’ la mia ricetta per combattere
Il grigio freddo di una pianura ancora estranea
Che poco mi interessa e poco mi attrae.
Ma io ho scelto.
Ho scelto la vita
Ho scelto la passione
Ho scelto di seguire la corrente.

Non ho un luogo ora, forse ne ho mille.
Ho scelto il cuore caldo del mio uomo
E dove e’ lui, li’ brilla la mia casa
Li’ brilla il mio cuore
Insieme a lui io ho scelto “noi”
.

Brilla questo mare oggi mi ricorda che mi ha generata
Mi ha regalato tanto
Brilla con il suo spicchio di esotico colore
Tra due osceni palazzi e qualche bagliore di verde tropicale
Come una voce argentina mi invoglia a pensare
A sognare, a credere ancora e immaginare nuove avventure
Non ho nostalgia
Non ancora.
Il suo scinitillare mi ricorda sogni infantili e giorni vissuti

Ricovero di mille solitudini.
Ho guardato nella sua profondita’
Incontrato la dea dell’acqua nera
Ed ho apprezzato di saper nuotare
Ho capito il mio potere.
Anche io sono una dea.
Sono la guerriera che non si arrende
E oggi il mare mi fa compagnia
Mi saluta a modo suo
Brillando sotto un cielo intenso di blu e nuvole soffici

Perche’ non dimentichi lui e la sua amicizia
Quando saro’ altrove.

E come potrei dimenticare?
Conosco il suo canto
Conosco la sua seduzione
Conosco la sua forza e la sua tenera carezza
Questo mare me lo porto dentro.
Il mio compagno piu’ fedele
Costante e al tempo stesso lontano dietro le sbarre
Di una prigione fatta di privilegi e immunita’
Io qui a guardarlo
E lui li’ promettente di vite e avventure.

Ci stiamo salutando
ma lui lo sa che non lo scordo
e brilla di un azzurro argenteo
aspettando gia’ altri arrivi,
sapendo gia’ che staro’ lontana per molto tempo.

Figlia del mare e del vento
mi ha chiamata una vecchia rugosa
che vedeva dentro la sua cecita’.
Come il vento cambio molti mari
E gia’ guardo al prossimo viaggio, al prossimo cammino.
Consapevole di questo mi sfida il mio mare
Oggi brilla piu’ di sempre
Provocando i miei sensi con il suo luccichio
Per imprimere nella memoria il tintinnare di gocce argentee

Sui piedi e pesci multicolori e stelle marine sulle mani

Il cielo si specchia nella distesa d’acqua
Ridendo della similitudine
Creando specchi e illusioni e prospettive
La linea dell’orizzonte li separa eppure
Spingendo lo sguardo piu’ in la’ non c’e’ mai fine…
Si incontreranno mai questo cielo e questo mare?
Forse importa se veramente si incontrano
O solo importa che siano cio’ che sono?
Uno il cielo

Uno il mare
Promettono vita a chi li sappia guardare.
Ed io vedo. E gia’ gorgheggia dentro me
La voglia di andare, di cambiare
Tornare in un dove che non conosco.
Una nuova avventura
un capitolo nuovo
una luna nuova.

Ciao Santo Domingo.
..
RIDIAMAR : -)

Prove schiaccianti contro Bertolaso…?
Tempo perso…ai gabbati gli entra più facilmente in culo che in testa…
Patroclo
..
Viviana
Ma com’è che la storia d’Italia è diventata la guerra di Troia?
..
Questi non hanno un orgasmo perché vanno a troie…
Lo raddoppiano perché lo fanno coi soldi nostri
..
Cettina
Nuove regole comportamentali:
– curare molto l’aspetto esteriore: anche l’occhio vuole la sua parte;
– procurarsi molto danaro, anche illecitamente: per condurre un tenore di vita visibile a tutti, bisogna avere molto danaro;
– non mostrare alcun rispetto nei confronti di chiunque: è segno di debolezza o di cedimento;
– condurre uno stile di vita scevro da responsabilità: le responsabilità comportano solo depressione;
– sostenere sempre ed esattamente il contrario di quanto è visibile e reale: mai ammettere, è controproducente.
I punti cardine sono questi, per il resto, ognuno agisca come meglio crede.
..
Viviana
Salvate le forme, sono tutto (e parlate in falsetto con la boccuccia amorosa alla Berlusconi, mi raccomando, siate melodiosi, non importa che stronzate dite ma curate che la melodia sia convincente, la melodia è tutto, siamo nel paese del libro Cuore, la voce deve fare un’eco musicale sdolcinato, e fate la faccia da buon ragazzo, anzi da boy scout, alla Bertolaso! Se avete anzi qualche lettera di figlio o quale appello strappalacrime, ostentatela! E andate vestiti da boy scout! Giurate sulla testa dei figli! Fa tanto family day! La gente deve vivere come nella “Cittadella” e sentirsi tanto buona e sentimentalmente partecipe..
….poi ognuno faccia quel che cazzo gli pare!
..
Gianfranco
E’ vero, siamo nella merda
L’importante ora è non fare l’onda

..
Viviana

non il governo del fare ma del malaffare
non l’uomo della provvidenza ma della sciagura
non il partito dell’amore ma il verminaio delle schifezze
non l’unto del Signore ma il bisunto
non il popolo delle libertà ma la cricca del crimine
non la lotta alla mafia ma la mafia fatta governo
Provenzano dov’era lo scoprirono nel 1995
Ci hanno messo 11 anni a prenderlo
Berlusconi vuole sotterrare i suoi crimini per altri 30 anni
Poi dopo morto verrà tutto fuori ma lo santificheranno
..
Carmilla
La ricostruzione dell’Abruzzo: un Nuovo Miracolo Italiano, reso possibile dalla Protezione Civile che tutto il mondo ci invidia (brutto rosicone). Gli Uomini del Fare, e le Donne che se li Fanno hanno saputo ridare un tetto e due tette a tutti, mettendo al Centro il Benessere dei cittadini, nella più totale trasparenza degli appalti, e dei bikini brasiliani. Mentre il nucleo diroccato dell’Aquila è stato preservato intatto per essere riutilizzato come set del il prossimo reality ’’L’isola dei Franosi’’, i terremotati vengono alloggiati nelle modernissime New Town modello Avatar. A ognuno di loro viene fornito un fondale sul quale è dipinta una villa, e un paio di occhialetti per vederla in 3D.
Bertolaso rimane saldo al comando, sprezzante del fango mediatico e alluvionale, ma solo in nome del dovere: ’’non sono mai stato legato a nessuna poltrona – dichiara da San Fratello – il bondage non l’ho ancora provato”. Anche il leader del PD Bersani ha voluto recarsi sul luogo di un disastro, Sanremo, dove è stato però sonoramente fischiato, ed eliminato al 1° televoto. La conduttrice Platinette ha poi reso pubblico il numero di tel. privato di Bersani, perché i televotanti potessero anche mandarlo a cagare personalmente al costo di 1 € senza scatto alla risposta. ’’Non accettiamo lezioni dagli esponenti di questa opposizione – ha commentato B – quante trasmissioni dovremo ancora far chiudere per non vederceli più davanti?’’ La Protezione Civile ha quindi transennato sia Santoro che Sanremo dichiarandoli entrambi pericolanti, mentre Bertolaso svolgeva personalmente la perizia sulla spogliarellista Dita von Teese. Gli effetti positivi della cultura di governo si fanno sentire in ogni campo, l’economia italiana è in netta ripresa: aumentano le vendite di culi. Grazie all’intervento del ministro Scajola, gli operai di Termini Imerese non resteranno senza impiego: la FIAT li utilizzerà per i crash test. Sono quindi destituite di ogni fondamento le voci che il presunto degrado in atto nel nostro paese abbia indotto il resto del mondo a isolare l’Italia, circondandola con una barriera perimetrale munita di torrette di controllo, e che il perito della Protezione Civile USA, Snake Plissken, abbia consigliato l’immediata demolizione dell’Italia. Berluscaso rassicura: non esiste alcun pericolo di New Tangentown, solo qualche miliardo di casi isolati. La corruzione non è un problema. E’ una soluzione.
..
http://masadaweb.org

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