Nuovo Masada

febbraio 17, 2010

MASADA n° 1091. 17-2-2010. Macerie Bertolaso

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 8:22 pm

La corruzione in italia è così tanto estesa che con un minimo sforzo possiamo farne parte tutti. Facciamolo, pacifichiamo il paese!
Ace Gentile

Dobbiamo ritrovare il sapore nuovo delle cose essenziali, delle verità che non riusciamo più ad incontrare perché ci sono tanto vicine da diventare quasi invisibili” (Luigi Ciotti).

Emerita ditta BERTOLASO& BERLUSCONI
Viviana Vivarelli

Scandalo Bertolaso: 56 imprese implicate, 28 indagati, 2.200 intercettazioni in una indagine durata 2 anni, auto, case delle vacanze, assunzioni rubate, e ora anche personaggi della magistratura nell’affare. Invece di appalti e bandi seri, una valanga di persone di famiglia implicate, mogli, figli, sorelle, cognati e appalti concessi in cambio di prestazioni sessuali o altre regalie illecite.
Abbiamo già visto i guasti combinati dalla privatizzazione dell’Enel, dei telefoni, delle autostrade e dell’acqua. Un insieme di disservizi, gabelle suppletive, privilegi iniqui e abusi intollerabili, che ci hanno fatto posizionare al peggio nella graduatoria europea della corruzione politica, aggravando il costo della vita dei cittadini e peggiorando le funzioni dello Stato, mentre i peggiori corrono sfrenatamente in una gara di violazione di regole, lucro scellerato e vantaggi infami, atti che il Governo B non ha fatto che rafforzare e proteggere, distruggendo i mezzi con cui la società si difende dal reato, sia legislativi che processuali e penali. Così siamo arrivati a un livello di corruttela che costa allo Stato 60 miliardi di € l’anno, contro una Finanziaria del 2009 di 13 miliardi e una del 2010 di 20.

Nella sua corsa verso la privatizzazione massiccia dello Stato, Berlusconi avanza ora pericolosamente con giganteschi colpi di mano, quali la trasformazione della Difesa e della Protezione Civile in società per azioni. Un potere gigantesco messo in mani private, miliardi in gioco, e addirittura l’obbligo di non intraprendere azioni giudiziarie contro il nuovo gigante fino al 2013, una sorta di impunità assoluta, come se non bastassero tutte quelle che B si è dato.
Scoppiato lo scandalo (a orologeria come dicono alcuni, e per fortuna!), la trasformazione della Pr. Civ in società per azioni, al momento è sospesa, ma l’intenzione resta quella: spostare dal diritto pubblico al diritto privato pezzi interi dello Stato per maggiorare gli utili finanziari e di potere di pochi prescelti.

(Questo il testo finale del decreto legge che il Senato ha approvato e che aspetta ora il voto della Camera

www.repubblica.it/politica/2010/02/15/news/cos_il_governo_vuol_cambiare_la_protezione_civile-2309754/

Già il fatto che cosa di tali proporzioni sia votata alla fiducia e come decreto legge, atto che la Costituzione permette solo in caso di reale necessità ed urgenza, dice chiaramente l’imposizione di B sul Parlamento, bypassando la Costituzione. In pratica B sta avanzando a colpi di atti amministrativi (quando solo il Parlamento ha il diritto di fare le leggi), trasformati in legge con l’abuso della fiducia.

Il relatore del ddl 195 è il senatore Pdl Antonio D’Alì, trapanese, uno dei fondatori di Fi, erede di una ricchissima famiglia, già amministratore economico di Fi e paradossalmente presidente della Commissione Ambiente, paradossalmente perché è su quella linea di grandi opere per cui B vuole avere carta bianca, calpestando ogni legge anche ambientale.
Sul fatto che il ddl 195 contenga non poche ambiguità dà prova il contrasto tra il relatore del decreto, D’Alì, che nega si tratti di passare un ente pubblico come la Protezione Civile al diritto privato e il senatore Mario Baldassarri di AN che parla chiaramente di privatizzazione.
Già sembra insensato che un corpo dello Stato come la Protezione Civile diventi un ente privato e per di più lucroso (una società per azioni si crea per specularci finanziariamente).

La Protezione Civile nasce il 14 febbraio 1992 (governo Ciampi) per mettere sotto la Presidenza del Consiglio tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. Il servizio si occupa quindi delle problematiche legate alla previsione e prevenzione dei rischi che insistono sul territorio e di far fronte alle eventuali emergenze per limitare le conseguenze negative che qualsiasi disastro naturale.
La Protezione Civile La Pr. Civ, ha 4 funzioni: Previsione – Prevenzione – Soccorso – Ripristino, e si serve, sia in tempo ordinario che in emergenza, di tutte le forze già esistenti, nonché di un grosso numero di volontari. In quanto ente pubblico, è sottoposta alle leggi antitrust per le gare d’appalto e al controllo contabile della Corte dei Conti. Col Decreto del 17 dicembre 2009, avrebbe dovuto cessare di essere un ente pubblico diventando una società per azioni, e cessando di essere sottoposta ai doveri di un ente pubblico. Ora è chiaro che solo dove c’è controllo c’è trasparenza, ma, per legge, non c’è un controllo della Corte sulle ordinanze della Protezione Civile. E ora, per volere di Berlusconi, anche il delicatissimo settore della Difesa è diventata spa, dunque fuori dai controlli della Corte dei Conti.
Da 8 anni e mezzo, dunque dal Governo Prodi, il funzionario preposto a questo ente è stato Guido Bertolaso.
Quando lo Stato dichiara una situazione di calamità, ovvero deve provvedere in necessità e urgenza, il commissario straordinario interviene con modalità e fondi superiori che possono derogare alle leggi comunitarie e a quelle italiane in materia di appalti, e può emanare ordinanze straordinarie. Il commissario salta per es. le lunghe procedure richieste per gli appalti e può assegnare i lavori a ditte scelte a sua discrezione e usando fondi speciali. Si pensi che solo per fare una pista ciclabile occorrono 90 autorizzazioni! Noi siamoli paese della lungaggini burocratiche. Abbiamo 66.000 leggi là dove la Francia ne ha 6.000 e la Germania 8.000. La burocrazia è gerontocratica e impedisce che siano fatte le cose. Si tengono in carica magistrati 75enni per mandare in prescrizione i processi della Cassazione. Un Governo serio opererebbe per la semplificazione legislativa e lo snellimento burocratico. Un Governo feudale crea un’autorità fittizia come il Ministero per la semplificazione legislativa con lo sterile Calderoli che in un anno non ha fatto nulla di nulla. Si ripete la triste sceneggiata che portava B a dire che, essendoci troppe tasse, era fisiologica l’evasione. Essendoci troppe leggi diventa furbizia di Governo creare enti che le saltano tutte a piè pari. Così non si governa. Così si truffa.
Nella maggioranza dei Paesi europei, la protezione civile è un compito limitatissimo assegnato ad una sola istituzione o a poche strutture pubbliche, per facilitare i controlli e vigilare sugli abusi. In Italia, invece, è coinvolta in questa funzione una rete enorme di soggetti, in pratica tutta l’organizzazione dello Stato, centrale e periferica, l’intero sistema degli enti locali, ed anche la società civile attraverso le organizzazioni di volontariato. In Italia solo i volontari sono 30 000, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tutta la struttura sta sotto il Dipartimento della Protezione Civile, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio, posizione che lo rende superiore agli stessi Ministri. L’attuale capo del Dipartimento Nazionale è il medico Guido Bertolaso. Le strutture operative del sistema Pr, Civ sono: Vigili del fuoco, forze armate, polizia, Forestali, Enel e Telecom, Università, Croce Rossa, Servizio sanitario nazionale ecc.
Insomma si tratta di un sistema molto grosso e che qualcuno pensi di privatizzarlo dovrebbe sembrare abnorme a chiunque. Eppure non hanno pensato così i 144 senatori (Pdl, An e Lega) che lo hanno ciecamente votato. Nessuno di loro ha pensato a definire il perimetro della Protezione Civile? Non si può trasformare ogni cosa urgente in una emergenza! E non si può continuare ad affastellare sulla stessa persona cariche amministrative e cariche politiche! La responsabilità di un membro del Governo deve essere nettamente separata da quella di un capo dipartimento! E non si può spostare con un decreto un intero settore di diritto pubblico nel diritto privato!
Bertolaso dice: “E’ come se mi avessero messo una bustina di cocaina in tasca!” Non si accorge che è drogato di se stesso? Continua a ripetere che lui non è un politico ma un tecnico. E allora perché ha accettato di essere anche sottosegretario, cioè membro di Governo e persino Ministro?
Come può ripetere che lui non è responsabile perché non sapeva?
Scalfari ha detto: “Io sono stato direttore di un giornale, io ero responsabile di ogni singola riga che vi compariva. Bertolaso non può sfilarsi dal verminaio perché è oggettivamente responsabile”.

La struttura funziona mediante tavoli consultivi che presentano un’ottima pianificazione, semplice e flessibile, quella la cui mancanza Bertolaso aveva evidenziato giustamente ad Haiti. Nel tempo ci sono stati così tanti mutamenti legislativi alla Pr. Civ. che si è parlato di poteri anticostituzionali, cosa che Bertolaso peraltro ha negato e ora, col decreto che Bertolaso aveva predisposto, ci sarebbe stato il colpo finale.
Il potere di questa struttura è cresciuto nel tempo dandole grande efficienza, soprattutto con i Governi B dal 2001, fino a costituire un tale accentramento di poteri extra legem da essere diventata un pericoloso concentrato di poteri assoluti, che accentrava capitali mostruosi e poteva violare ogni sorta di leggi, costituendo un sistema basato solo su favori personali e legami di amicizia nati da regali e marchette sessuali, una vera e propria cricca a delinquere che, come minimo, maggiorava i costi delle opere del doppio.
Si deve dire che la Pr. Civ., nel suo complesso, si pregia di avere migliaia di volontari che sono una luce nel cuore dello Stato e che non hanno operato solo in Italia, e hanno ricevuto una medaglia d’oro al valor civile per il lavoro fatto per il terremoto di Bham, l’attentato di Beslan, lo tsunami asiatico, l’uragano di New Orleans, il terremoto del Kashmir. Su questo non si discute.
E quello che emerge ora sulla corruzione della cupola affaristica che fa capo a Bertolaso non toglie nulla al valore di tanti uomini degni, mentre sporca di sospetti infamanti i concessionari dei grossi appalti. Si tratta di distinguere il grano dalla zizzania. Come dice Baldassarre, occorre perimetrale i poteri della Pr. Civ. e salvare l’utile, separandolo dal verminaio.
In una situazione simile, che Bertolaso abbia dato le dimissioni poche ore dopo dell’esplosione della bomba giudiziaria non meraviglia, ma meraviglia che non le abbia confermate, il che le rende immediatamente dubbie.
In un caso simile di tale arroganza e strapotere, il minimo che un Governo serio avrebbe fatto sarebbe stato ridurre e circoscrivere le funzioni della Pr. Civ. in modo da potere vigilare sugli abusi. Ma B agirà all’opposto. Per ora ha eliminato solo l’articolo relativo alla privatizzazione dell’ente. Ma è ancora poco.
Purtroppo in questa struttura sono confluiti sempre più fatti che con l’emergenza non hanno niente a che fare e che hanno solo permesso agli enti locali di oltrepassare le leggi dello Stato e di attingere a fondi pubblici, come la traslazione delle reliquie di San Giuseppe da Coppertino, le Olimpiadi di Torino sulla neve, le piscine per i mondiali di nuoto a Roma, i mondiali del ciclismo a Varese, la ristrutturazione del Foro del tennis a Roma, il G8 alla Maddalena e poi all’Aquila, i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, perfino il restauro del Davide di Donatello ecc.
La parola magica che permetteva di tutto e di più è stata “in deroga”.
In Francia hanno distinto con molta precisione l’emergenza dall’urgenza, in Italia no.
Qui l’emergenza, anche dove non c’era, era la regola per agire fuori dalle regole, saltando a piè pari leggi, piani regolatori, gare di appalti, indagini sulla mafia ecc. e applicando a piene mani nepotismi, clientelismi, atti corruttivi in ogni sorta, fino agli appalti guadagnati con ballerine, escort, case delle vacanze, viaggi, auto e benefit vari, che favorivano una cricca di costruttori corrotti e indegni.
Il famoso e turpe Balducci, tanto per intenderci, che godeva dei favori tanto di Prodi quanto di Bertolaso, era sospeso dall’ordine costruttori dal 98.
L’emergenza era l’alibi per creare uno Stato fuori dallo Stato. La trasformazione in spa sarebbe stata l’apoteosi di una privatizzazione arbitraria e a scopo di lucro e di potere. Il giocattolo nelle mani di Bertolaso era cresciuto a tal punto da diventare un ente mostruoso dal potere immenso e spregiudicato, un ente così gigantesco che lo stesso Bertolaso dichiarava di non essere più in grado di controllarlo, mentre però non rifiutava altri accentramenti illeciti di potere, e da funzionario amministrativo diventava anche sottosegretario, assommando in sé la funzione esecutiva con quella politica e ora stava per diventare addirittura Ministro. E’ la stessa legge Frattini che stabilisce una incompatibilità assoluta tra una sua carica e l’altra. E questa legge è tutt’ora vigente. C’è un conflitto di interessi. Il controllato era anche il controllore.
Col beneplacito della maggioranza che ora bela sulla giustizia a orologeria che ha stoppato in parte il grandioso piano di depredazione dello Stato. E per fortuna che questa orologeria c’è stata!
Se si pensa che in questa deriva della legalità c’è a capo B, diventa chiaro l’uso spregiudicato che egli fa dello Stato, privatizzandolo a proprio lucro e depotenziandone i sistemi di vigilanza e controllo, in una pappa dove si agisce nel suo interesse e a suo arbitrio in un vero e proprio saccheggio programmato.
In questo sistema l’esecutore Bertolaso è stata una pedina utile e consapevole.
Il potere che egli ha usato anche al meglio innalzando una macchina efficientissima per le emergenze, lo ha fagocitato nei suoi eccessi, non ha trovato limite nella sua frenata superbia e ambizione, portando il suo efficientissimo sistema contro lo stesso Stato.
Ora il decreto è stato depotenziato. Ma resta la spada di Damocle su questa nazione di un deposta (B) che non avrà pace finché non avrà svenduto o manipolato l’intero Stato in una mercatizzazione assoluta e senza controlli.
Da notare che questa mercatizzazione non fa nemmeno gli interessi dei costruttori o dei venditori perché elargisce i suoi benefit a discrezione di pochi e in una cerchia così ristretta di utilizzatori finali da lasciare a bocca asciutta tutti gli altri, e non corrisponde nemmeno a un’idea liberista di mercato, dove vige una qualche forma di concorrenza o di merito, bensì ad una concezione feudale di signorotti esosi i cui favori si concedono ad arbitrium al vassallo che li ha fatti godere di più con la brasiliana di turno.
Credere di poter difendere Bertolaso parlando di fisioterapia o massaggi è risultati piuttosto grottesco con intercettazioni che parlano di un Villaggio della salute che si chiude totalmente per occultare le visite del capo della Pr. Civ, che lo fa entrare dal retro, che gli procura escort con bikini ridottissimi, preservativi e champagne, che paga le ragazze 1500 euro a prestazione e che le ospita in hotel da 800 euro a notte. E che dopo questi fatti si abbia anche la faccia di sbeffeggiare il cittadino parlando di massaggi è davvero troppo. E che qualcuno creda di salvarsi la faccia opponendo i vizi di Marrazzo è intollerabile.
Ora noi pensiamo con orrore a questa maggioranza che senza battere ciglio ha già approvato la trasformazione in s.pa. della Difesa, altra mostruosità giuridica, con acquisto di armi e materiale bellico che saranno pagati dalla comunità ma andranno ad arricchire le tasche di pochi, e pensiamo alla mercificazione anche della guerra e dunque della politica estera e ci vengono i brividi.
Ma la massa degli italiani ignora di essere governata da una massa di ladri e di criminali che stanno divorando lo Stato in una orgia cannibalesca e il consenso di Berlusconi è sceso solo di due punti. E questa è la disgrazia peggiore.

La Maddalena
Viviana Vivarelli

Alla Maddalena il progetto di Prodi in unione con la Regione, era quello di attuare una grande riqualificazione di edifici e strutture già esistenti. La grandiosa ristrutturazione, che non è nemmeno stata usata per il G8, presenta già 71 milioni spariti nel nulla, malgrado la ‘scrupolosa’ verifica di Bertolaso.
E anche lì appare la società della Marcegaglia (quella a cui B ha dato una mancetta di un miliardo), miracolata da una gara a cui ha partecipato solo lei e con un’assegnazione avvenuta addirittura ‘prima’ che comparisse il bando di gara.
Al momento, le opere che non sono nemmeno finite si stanno disgregando, grande monumento all’inefficienza di Bertolaso, che, pare per richiesta sua, dopo aver speso 327 milioni di €, ha poi deciso di allestire il G8 altrove.
Così allo scempio di denaro pubblico ha aggiunto un’ulteriore spesa al momento non quantificabile, in cui gli sprechi non si sono contati (basterebbero i cadeaux ai partecipanti, quei libri di oro e marmo dal costo di 10.000 € l’uno fatti in tale copia che ora ogni italiano che va negli Stati uniti se ne porta appresso qualcuno).
E notiamo che nella ristrutturazione del porto della Maddalena (che era già stata scelta da Prodi per la riqualificazione dell’isola) non hanno partecipato imprese sarde, ma solo imprese di amici del continente, sempre in base alla rete di compari di scopate.
Alla Maddalena, le opere di Bertolaso sono costate un 40% in più, ma fin dal primo arrivo di B fu chiaro che la ristrutturazione era inutile in quanto B aveva idee diverse. Tant’è che alla Maddalena ci andò una sola volta, pur avendo la villa in Sardegna. Ora la beffa sarebbe non usare affatto il porto turistico, i vecchi arsenali, il centro congressi..
Si ricordi che il progetto Prodi era stato fatto con l’apporto della Regione. B avocò tutto spedendolo alla Protezione Civile e con Bertolaso è morto tutto.

Crisi di regole
Viviana Vivarelli

Le crisi delle società sono spesso crisi di regole.
La democrazia muore quando al posto delle leggi ci sono leader che si mettono fuori dalle leggi.
C’è una superbia quasi caratteriale in Bertolaso che ne fa il prototipo di una razza nuova, che può pure vantare grande efficientismo e grande determinazione e attaccamento al lavoro, ma nel fatto stesso che si mette sopra la legge, non può nascondere la sua intrinseca pericolosità. Dallo stesso efficientismo metodico e scrupoloso furono generati i lager.
Se è su questa politica “del fare” che si svolgerà la propaganda elettorale di Berlusconi per le Regioni, la vedo male. Non è quanto fai che conta, se sei a capo di una banda di predoni, ma di quale qualità sociale e collettiva è il lavoro che fai per il bene di tutti.
Napolitano ha detto che sul ddl 125 aveva dei dubbi. Siamo autorizzati a non credergli. Se anche la Camera avesse votato il decreto, la privatizzazione della Protezione Civile sarebbe cosa fatta e lui l’avrebbe firmata senza batter ciglio, per quanti rilievi anticostituzionali essa contenesse.
Tra lui e Calderoli, preposto allo snellimento legislativo, non sappiamo quale sia di maggiore inutilità per lo Stato.
In Italia non si intende rendere più pratico nessun iter amministrativo perché le belve prosperano nella giungla, e nessuna giungla può favorire tanto i ricchi e i corrotti quanto il caos delle leggi e dell’etica.
In tal senso l’inutile Napolitano e il falso Calderoli si sono messi proprio a servizio del peggio.
Perché non si rendono semplici e veloci le procedure ordinarie per gli appalti?
Perché gli appalti ordinari oggi in Italia sono qualcosa di ingestibile?
Perché una burocrazia farraginosa e pesantissima affonda ogni cosa che si voglia fare? E quel Calderoli che ha assunto un Ministero con lo scopo di semplificarla perché dopo un intero anno non ha dato risultati?
Perché questo Governo costringe il paese a restare affondato nella melma di 90 000 leggi, ormai quasi inapplicabili, con processi bloccati e paralizzati, e chiede per ogni cosa procedure straordinarie e poteri straordinari?
Non è anche questa una prova lampante di quanto Berlusconi sia alieno al corpo di una democrazia?
Perché tutta la passione moralizzatrice di Tangentopoli si è spenta? Migliaia di processi sono finiti senza condanne sostanziali? Il sistema di corruzione è continuato senza soste e adesso dobbiamo anche sopportare che venga portata agli altari gentaglia come Gelli, Craxi, Mangano, Dell’Utri…?
In un paese che funziona ci devono essere regole semplici e certe. E ci devono essere processi giusti che terminano a sentenza, senza prescrizioni, processi troncati, legittimi impedimenti, impunità e depenalizzazioni.
Quando il giudice Cascini arriva in Calabria e ha di fronte una potenza come la ‘ndrangheta che fattura per 43 miliardi l’anno, si trova in ufficio 3500 processi non finiti e 357 processi nuovi al mese. Come pensate che un giudice possa combattere così?
E ora Berlusconi ha tutta intenzione di portargli via anche quella prova principe di reati che è data dalle intercettazioni. E ormai dubitiamo che il Pd “da San Remo” troverà qualche buona ragione per accodarsi.
..
E ora, ovviamente, Berlusconi non pensa ad altro che a far passare la legge che vieta le intercettazioni telefoniche.

Nelle grandi emergenze è passato di tutto. Per contrattare gli appalti si è chiesta la promozione del figlio, l’assunzioni del cognato, perfino l’ingresso in Rai di un piccolo attore… Scambi in natura e in euro di ogni tipo. Il mondo italiano è piccolo e meschino e si basa su favori e scambi in natura secondo linee di nepotismo e di piccola furbizia che sono sempre esistite ma che adesso, nel mondo feudale e personalistico extra legem di Berlusconi, trovano la loro piena e volgare espressione.

60 miliardi persi per la corruzione della PA
Viviana Vivarelli

Abbiamo una Finanziaria da 13 miliardi e Tremonti ci dice che le casse dello Stato sono vuote, quando la sola corruzione nella Pubblica Amministrazione brucia ogni anno 60 miliardi di euro! E questo Governo che fa? Alimenta con leggi assolutistiche proprio questo malaffare e questa corruzione di Stato!! Fa ogni sorta di indulti, condoni, depenalizzazioni e deformazioni processuali per lasciare che la casta dei corrotti la faccia franca e anzi prosperi e si arricchisca. Premia addirittura chi corrompe di più. Propone come modello agli uomini dei mafiosi e come modello alle donne delle puttane. Stravolge l’idea stessa di famiglia e di onore, per non parlare dell’idea di democrazia, di giustizia, di legge.
Ed è propagandando questo sistema di mafiosi e criminali che pensa di vincere le elezioni? Con la politica del fare? Allora le elezioni dovrebbero essere vinte dalla mafia, visto che nessuno fa quanto lei!
Nella crisi grandissima di questo paese la corruzione c’è sempre stata ma è la prima volta che le leggi dello stato vengono modificate apposta per amplificarla, favorirla e rendere impunibile.
Certo che dovremmo razionalizzare la Pubblica Amministrazione, ma facendo in modo che diventi più agile e snelle e efficiente e più controllata! Non certo creando società per azioni di diritto privato dove spariscano soldi pubblici senza vigilanza né controlli! Per colpire la corruzione occorre più democrazia, non più accentramenti di potere nelle mani di Berlusconi e più privatizzazioni dello stato! Il fatto che Berlusconi stia marciando in questo senso succede solo in Italia ed è una cosa spaventosa.
Un uomo che ha avuto l’arroganza di privatizzare la Difesa e la protezione Civile e ha una maggioranza che per tenere il potere non esita davanti a queste aberrazioni non si fermerà dinanzi a niente! E questa la politica del “fare” che desideriamo?
Privatizzare le cose pubbliche per favorire l’arricchimento di pochi magnati è una cosa che avviene in Russia o nei paesi sottosviluppati. E’ a questo che siamo arrivati?
Come società per azioni la Protezione Civile sarebbe stata posseduta al 100% da Berlusconi, come fosse stata Mediaset! Proprietà del presidente del Consiglio! Si rende conto la Lega di quello che la lasciato fare? O sono troppo intenti a dare la caccia al negro per capire che Berlusconi gli sta sfilando il tetto sulla testa?
La dichiarazione di Berlusconi che i Pm si devono vergognare non è stata presa bene dagli italiani. Il 72% (Pagnoncelli) lo hanno rifiutato. Solo il 9% degli italiani pensa che tangentopoli sia finita. Il 93% ne incolpano i politici. Per quale astrusità poi li rivotano?
3000 intercettazioni dimostrano che l apolitica del fare alimenta solo il malaffare.
Senza regole dobbiamo sperare non solo che Bertolaso sia un santo ma che superi il Papa. Noi non ci possiamo fidare di nessuno.

Puttane e potere
Viviana Vivarelli

Le puttane ci sono sempre state, i capi di governo potevano, dopo aver preso una decisione importante, finire la serata in un bordello (Bocca“Odore vecchio di brillantina, di vecchi che vanno al casino insieme. Che c’è da vantarsi in questo? Coi soldi si comprano i bambini, figuriamoci le puttane! E che c’è da vantarsi in un vecchio che usa continuamente puttane?”), e basta dare una scorsa alla vita di Kennedy per vedere come sia cosparsa di escort di lusso che i grandi si passavano con grande gusto, lieti di pescare negli stessi bordelli, ma è la prima volta che si diffonde l’uso di marchette sessuali per comprare appalti o favori politici e in questo Berlusconi ha fatto scuola, mostrando come il prurito sessuale non solo non sia riprovevole ma stia al primo posto nella considerazione di un maschio, e come la donna vacca, bella e giovane debba far parte di uno scambio e possa rendere appetibile non solo il suo corpo ma anche una offerta di lavoro. Non solo questo prostituisce le donne ma prostituisce anche gli uomini e fa scadere l’intero sistema di governo al rango di un porcile. Meraviglia che la Chiesa che è tanto morigerata in apparenza per la sua dominanza del sesso, qua taccia in un silenzio complice e colpevole. Oggi quando un imprenditore vuole ingraziarsi un politico usa l’esca sessuale. Il Villaggio Sport della salute metteva le puttane nella voce “Utilità di vario genere”. Utilizzatori finali e Utilità di vario genere. A questo è ridotta l’Italia?
Aver praticato la stessa donna crea una complicità particolare, e aver offerto una puttana fa scendere il politico dal suo piedistallo, crea un legame omertoso, un patto sporco e complice un po’ simile a un patto di sangue, un patto di sperma.
Oggi l’esca delle puttane è diventata la migliore per infiltrarsi in un pubblico appalto. Questo forse può non essere regolamentato dal sistema penale, ma certamente getta una lordura molto sporca su questa casta politica e amministrativa. “Oggi abbiamo guadagnato 500 punti” dice Anemone, quando la brasiliana Monica viene accettata da Bertolaso col bikini ‘molto stretto’ lo sciampagne e i preservativi. La donna porca è la tangente che rende gli amministratori altrettanti porci. Parlare di fisioterapia a questo punto diventa grottesco e rende Bertolaso un pagliaccio borioso.
Allo stesso modo un deputato volle insistere che l’abuso di cocaina in parlamento era terapeutico.
E’ mortificante che si mandino donne e droga a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli o al Villaggio della salute e che questa struttura predisponga nel suo budget ticket da 4000 euro a colpo per i passatempi sessuali dei graditi ospiti. Il Villaggio stesso andrebbe chiuso in base a qualche legge che proibisce la prostituzione.
E non è giusto che un popolo si abitui a considerare normali cose così. Ciò mostra come anche quel popolo sia degradato al livello dei maiali. L’Italia ridotta a un casino. E’ questo il fare di Berlusconi?
E risulta ancor più grottesca la Carfagna, che dopo aver usato i mezzi che ha usato per arrivare a un Ministero, ci venga a dire che vuole fare una legge contro la prostituzione per punire anche i clienti. Ma quanti ne vuol punire? Morderebbe la mano che la nutre? O il membro di chi l’ha innalzata a tanto onore?
Del resto la stessa Lega fu comprata da Berlusconi con la stessa moneta e se ora ci ritroviamo un Bossi mezzo paralitico è perché qualcosa nel regalino è andata male. Ma è su un identico patto di sperma e coca che si fonda all’alleanza con la Lega, che poi non ha fatto che tracimare.
Un tempo era imprenditore chi ne aveva capacità e intelligenza si metteva a rischio in una impresa. Ora per fare impresa bastano le battone. Con il poco che costa una puttana si ottiene di tutto e di più. Come si può credere che da una scelta fatta su patti di sperma possano nascere operazioni pulite per il paese?
La qualificazione di questi politici che cadono in simili giochetti non potrebbe essere più mortificante. Io mi vergogno che al potere ci sia gente simile. E prendo come un insulto alla mia intelligenza che si possano ventilare storielle idiote come quelle delle fisioterapia. Che Bertolaso vi ricorra mi toglie qualunque merito voglia riconoscere al personaggio, me lo fa scadere al rango di un prepotente che vuol farmi passare da scema. Una intercettazione dice: “4000 euro per escort. E mi raccomando: non ci deve essere robetta da tangenziale!” “mandagli quella russa bionda con gli occhi azzurri!” Ci sono tutti i dettagli, gli hotel da 1500 euro a notte, i preservativi.. E intanto i licenziati stanno sui tetti a prendersi la polmonite! E’ insultante per tutti! E pone un pesante giogo di abiezione e ricattabilità su questa gente che comanda. E’ a quel punto che la strafottenza freddissima di Bertolaso non la mandi più giù e ti viene da vomitare. Quello stesso Bertolaso tanto eroico che rileva per 300.000 euro l’impresa di Tarantino anche se gravata da debiti. E così il giro della cosca è completo.
Questo dà l’idea di come siamo caduti in basso.
Non vedo niente di male in una sessualità libera e spontanea, ma questi fatti offrono il panorama di una casta che usa la sessualità in modo vizioso e insultante. Se è questo “il fare” di B ne faccio volentieri a meno.
E quanto l’affare scotti e non vada giù a troppi lo prova anche il fatto che durante la trasmissione di Lerner i centralini ardevano e sono arrivate mille telefonate e tante dai costruttori che si sentono offesi dal sistema .
Bertolaso è un piccolo duce, una persona forte, non ci può venire a dire che non sapeva e non vedeva. Era immerso in questo verminaio fino al collo. La Protezione Civile dipendeva da lui in modo quasi militare. Non succedeva nulla che lui non sapesse. E’ come Berlusconi. Dire che non c’è una responsabilità oggettiva in una tale discrezionalità e in un tale abuso delle leggi non ha senso.
E che aberrazione questa rete delle famiglie! Sembra una ‘drina calabrese! 4 mogli, 4 cognati, sorelle, figli, fidanzate dei figli… Case, case di vacanza, hotel, puttane, auto da 70.000 euro, colf, viaggi… Con questa massa impressionante di denaro che raddoppia i costi pubblici quante scuole si potevano mettere in sicurezza? Quanti pronto soccorso si potevamo dotare? Quanti asili costruire? Quante montagne tutelare dalle frane?
Bertolaso ha detto chiaramente che non era in grado di controllare o far controllare i conti. Perché allora ha accettato questa opera e l’altra opera e l’altra opera ancora, e un primo incarico e un secondo e alla fine anche la carica ministeriale? Cosa c’è che non funziona in questa bulimia da tenia mai sazia che mangia anche quel che non riesce a digerire? Ha emanato 500 ordinanze!!!! E tutte derogavano ai sistemi delle leggi. Cosa voleva fare? Mettere tutte le opere di tutti i Comuni italiani sotto la voce di grandi opere di emergenza??? In luogo di un recinto perimetrato, come chiede Baldassarre, voleva la dilatazione senza limite di tutto quel che può essere spesa libera e inconsulta. E pure come società per azioni!?
E’ arrivata la giustizia a orologeria? E’ per fortuna! Ché sennò questa Protezione Civile si mangiava tutto il paese!
L’abuso delle ordinanze è il vizio di fondo di Berlusconi che governa per decreto e alla fiducia, delegittimando il Parlamento e stritolando la Corte dei Conti, dopo aver ottenuto una maggioranza inattaccabile dalla scellerata riforma elettorale di Calderoli. E che la Magistratura non disturbi! Sennò parliamo di toghe rosse. Mentre per chiudere la bocca all’opposizione basta il caso Marrazzo. Che Napolitano, e Corte Costituzionale, e media non disturbino! Il Duce deve lavorare in pace ad libitum! Altrimenti si dice che questo o quello lo aveva fatto anche Prodi.
Che il Governo solo decida e nel Governo uno solo sia tutto!
Persino la stabilizzazione del personale della Protezione Civile è stata fatta per decreto!
La democrazia è qualificata dai controlli non dalle strategie del fare o dalle concentrazioni di potere!
Ogni volta che viene colpito uno di questi strumenti di controllo, la democrazia perde un pezzo di libertà.
In uno Stato di diritto comanda la legge, non un Berlusconi o un Bertolaso!
Appellarsi al consenso del popolo (e per di più di un popolo ignorante e disinformato come quello italiano) non è democrazia, è circonvenzione di incapace.
Se ci sono grandi poteri ci devono essere grandi responsabilità.
Ogni anno questa Italia corrotta produce 500 casi di concussione e corruzione. 60 miliardi rubati alle casse dello Stato!
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Storia di un giudice

La persona intelligente non legge certo i libri di un lecchino come Vespa, cortigiano cresciuto all’ombra del potere.
Un libro che potrei consigliarvi è “Storia di un giudice” di Francesco Cascini
Diario della sua lotta in Calabria contro la ‘ndrangheta
Le parole del procuratore ci annunciavano che stavamo per scendere in guerra. Con pochi uomini, poche risorse, pochi mezzi, nessuna possibilità di vittoria. Ci descrivevano un nemico sotto casa, gente che si incontra al bar, un lavoro molto diverso da quello che si fa in altre procure italiane.
Il procuratore diceva frasi solenni, le sue erano parole allarmanti, eppure il tono che usava era ordinario, non aveva nessuna concitazione. Sembrava che quella guerra non lo coinvolgesse più di tanto. Forse si era abituato, forse non la sentiva una guerra sua, forse sapeva di averla già persa. Forse non la sentiva una guerra sua, forse sapeva di averla già persa
“.
Ventiseienne magistrato a Locri in una procura in cui tutti sono di passaggio e aspettano con ansia un trasferimento che li porti lontano da quella che sembra un’altra Italia. Questa è la Locride, il centro della ‘ndrangheta calabrese. Una situazione “difficile da comprendere senza aver respirato l’aria di posti come Africo o San Luca, se non ci si chiede quali sensazioni vivano gli uomini dello Stato che camminano per quelle strade, che attraversano il buio di quei paesi fuori dal mondo, pieni di persone schierate contro di loro”.
Francesco Cascini è nato a Lucca nel 1970 ed è entrato in magistratura nel 1995. Ha svolto le funzioni di pubblico ministero a Locri dal 1996 al 2001, a Napoli dalla fine del 2001 al 2007, anche presso la direzione distrettuale antimafia. Dal febbraio del 2007 è direttore dell’ufficio ispettivo presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
E’ la storia del far west dove la legge del più forte sembra sovrastare quella dello Stato. Un racconto asciutto e appassionante sulla difficoltà di far valere la giustizia. Questo libro è il ritratto di un Paese pieno di storture. E qui, un giudice sembra destinato a perdere. Ma Cascini ha lo sguardo di un uomo pulito che crede nel potere della giustizia: “Avevo fallito, avevo perso. Ma erano passati già diciotto mesi e mi stavo abituando ai fucili caricati a pallettoni, all’odore dei morti, alle autopsie, al Vicks, a rincorrere la verità.Soprattutto, mi stavo abituando a perdere“.
Esiste un senso della giustizia definito naturale in quanto innato che impegna ogni singolo individuo ad osservare nei confronti dei propri simili. Comportamenti che rispondono a criteri di giudizio, a giustizia nel senso della vera onestà, correttezza e non-lesività del prossimo. È in questo senso che la giustizia diventa una morale da seguire. La giustizia per sé, per gli altri e per chiunque, è certamente un dovere-diritto che coinvolge chiunque appartenga a una certa comunità. La giustizia è la costante e perpetua volontà, tradotta in azione, di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto; e questo è il compito che il magistrato è chiamato a compiere. La giustizia, che è messa in atto sempre come volontà del popolo, è anche azione repressiva necessaria. Negare tutto cio’ è certamente vera ingiustizia.

Assalto alla diligenza

16 febbraio 2010
Un comitato d’affari padrone delle grandi opere pubbliche Con Bertolaso nel ruolo di “paravento” d’ordinanza

Dimenticate la brasiliana bionda e l’italiana rossa, la trentenne Monica e la quarantenne Francesca. Riponete in frigo lo champagne e la frutta dei festini di Guidao Meravigliao, la storia che emerge dai venti faldoni dell’indagine del Ros dei Carabinieri non ha niente a che vedere con questa spruzzata di ragazze e massaggi che sta riempendo le pagine dei giornali da una settimana. L’inchiesta coordinata dalla Procura di Firenze è la fotografia più nitida, spietata e – va detto – anche bipartisan, del grande comitato di affari che si è impadronito delle pubbliche opere in Italia negli ultimi tre anni. C’è anche l’ombra della massoneria e della mafia. Bertolaso fa in questa storia la figura del grande paravento. La sua immagine affidabile ed efficiente si sta rivelando sempre di più funzionale a coprire un grumo di interessi economici che probabilmente era la vera ragione dell’appoggio di chi lo sostiene oggi a spada tratta. Probabilmente Bertolaso si è talmente immedesimato nella parte da credere davvero di essere il leader della Protezione civile Spa, al punto da permettersi atteggiamenti arroganti imperdonabili. I Carabinieri allegano anche un’intercettazione del 12 marzo 2009, pochi giorni prima del sisma che ha distrutto L’Aquila. Al dirigente della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che gli riporta l’allarme lanciato dal ricercatore Giampaolo Giuliani: “ma chi è questo? Non è la prima volta che succede! Io lo denuncio per procurato allarme e viene massacrato. Quello è un coglione. Va be’, quello lo sappiamo che un coglione. Quindi fai fare all’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che quello lì domani verrà denunciato per procurato allarme e con lui gli organi di stampa che riportano queste notizie che sono notoriamente false”.
Oggi Giuliani a Il Fatto replica: “io ho corso su e giù per l’Abruzzo perché volevo salvare le vite e lui diceva queste cose su di me”. A parte questa nota di colore su Bertolaso, l’inchiesta si basa su fatti molto più solidi e su migliaia di intercettazioni telefonicheche svelano i meccanismi dell’assalto alla diligenza delle opere pubbliche da parte delle lobby composte di camorristi, imprenditori e politici. I nomi che appaiono nelle intercettazioni sono di primo piano: il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, il coordinatore del Pdl Denis Verdini, il fratello del premier Paolo Berlusconi, il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro e poi ancora anche i nomi degli ex leader del centrosinistra dell’era Prodi. Paolo Berlusconi è intercettato mentre parla con Angelo Balducci, poi arrestato. E il capo dei cantieri delle strutture del G8 alla Maddalena si lamenta di avere dovuto accettare l’impresa Facchini, che non apprezza, perché è raccomandata da Berlusconi. Ma il vero protagonista del sistema dei lavori pubblici del Pdl è Denis Verdini. Organizza incontri nella sede del Pdl con un altro esemplare di imprenditore-politico come lui, l’eurodeputato Pdl Vito Bonsignore. Verdini teorizza la figura del “polimprenditore”.
Al telefono si vanta di non avere accettato il ministero dell’ambiente, che pure gli era stato offerto da Berlusconi, per avere le mani libere negli affari. Ed effettivamente il banchiere prestato alla politica (è presidente del Credito Cooperativo Fiorentino) sembra più a suo agio quando si parla di società e crediti piuttosto che di strategie. Il politico-lobbista dà il meglio di sé in tandm con l’amico (anche lui imprenditore-onorevole del Pdl) Rocco Giralda, più noto come editore del Giornale dell’Umbria e presidente della Fondazione Italia-Usa. Giralda è stato fino a pochi anni fa consigliere di amministrazione del cementificio Baretti e punta a ottenere dal più grande gruppo di costruzioni fiorentino, la Btp, una fornitura di calcestruzzi da 40 milioni di euro: quella per costruire l’autostrada del Quadrilatero che unirà Marche e Umbria. Fusi, che nel frattempo sta cercando di vincere una grossa gara nella quale spera di essere appoggiato da Verdini e compagni, però temporeggia . Dopo l’ennesima telefonata a vuoto, Giralda fa scendere in campo Verdini: “Riccardo, sono qui con Rocco che mi domanda: c’è qualche problema lì? Li avete risolti i problemi o no?”. Fusi si mette sull’attenti e balbetta: “no… allora… detto… ascolta me… allora… io venerdì vado giù”. E Verdini, tronfio, rivolgendosi a Girlanda con il tono di chi dice: vedi come fa il bravo? dice a voce alta: “venerdì viene giù, ora te lo passo”. Fusi parte docile: “io quando ti do una parola, è un contratto”. E Fusi: “Riccardo, io sono andato da Denis dicendo ‘dobbiamo sistemare una cosa’ e quindi la posso legare dalla parte mia solo in quel rapporto”. A quel punto Fusi capisce che la cosa si fa delicata e si infuria e chiude subito arrabbiato dicendo: “ma che dici? Io partecipo alla gara e poi non vi devo niente, ciao”. E anche Denis Verdini richiama apposta per dire che la gara che interessa a Fusi e il calcestruzzo che interessa a Girlanda: “sono cose distinte e separate”. E chi aveva mai dubitato del contrario.

Marco Lillo dal “Fatto Quotidiano”
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Il preservativo cercato nel bordello Italia
Pietro Ancona

Stamane, a prima pagina di Radio tre, lettura di un articolo apparso sul Corriere della Sera che racconta i preparativi ruffiani del gestore e del personale del Centro Benessere in attesa dell’arrivo preannunziato del Dr.Bertolaso, onnipotente padrone della Protezione Civile. Il gestore si preoccupa che tutti siano andati via, che non sia qualcuno rimasto in qualche salone, poi di come sistemare la numerosa scorta che accompagna il nostro Semidio, se la “massaggiatrice ” è al suo posto in scodinzolante attesa, se il bikini trovato è quello giusto…. Il giornalista che legge l’articolo lo definisce una sorta di trattato di antropologia dell’Italia di oggi e legge dettagli che man mano che si va avanti diventano sempre più squallidi. Squallidi perchè non c’è niente di eccitante e di pruriginoso in un incontro sessuale preceduto e seguito da tanta manovra organizzativa. Dopo che il Dr. Bertolaso ha finito il suo “massaggio” c’è una sorta di ispezione generale per accertarsi che non restino in giro tracce. Uno dei collaboratori lo assicura che non ci sono tappi di champagne o bottiglie vuote. Ma la preoccupazione riguarda il o i preservativi usati che non debbono assolutamente rimanere da qualche parte…. Il signore che presiede ai preparativi è in rapporti con Bertolaso per appalti ed altro. Bertolaso ha il potere di farlo lavorare e farlo arricchire dal momento che la gestione della protezione civile è esente dai normali controlli e dalle normali procedure degli affidamenti ordinari dello Stato e delle sue amministrazioni. Può fare quello che vuole e scrivere in fondo ad un decreto la cifra che vuole. Parigi valeva bene una messa ma questo vale bene la ricerca affannosa di un preservativo per non lasciare tracce. Quanto ho scritto è ricavato da intercettazioni telefoniche. Queste sono nel mirino della banda che ci governa e non è detto che in futuro avremo la possibilità di poterne fruire ancora per gettare un raggio luminoso su quanto non sappiamo dell’Italia ufficiale e sul “verminaio” come lo ha definito Eugenio Scalfari che sta imputridendo lo Stato. Osservava giustamente qualcuno che tutto ciò è frutto della fine delle ideologie che in qualche modo avevano un ethos che tratteneva gli istinti più bestiali del potere e riusciva a non far raggiungere quel grado di ebbrezza nella quale si perdono tanti personaggi. Ma questo non è vero o è vero soltanto per la sinistra che, liberata dallo sguardo severo o addirittura severissimo e puritano di Carlo Marx di Andrea Costa e di Berlinguer, si è scatenata si è data ai bagordi. Parlo naturalmente della classe dirigente della “sinistra”, della nomenclatura, della oligarchia che è statata traghettata verso la modernità e la felicità della assenza di limiti e vincoli dalla Bolognina. La Bolognina, dopo il naufragio dell’89, ha traghettato la casta dirigente del PCI da quest’altra parte della barricata dopo avere “posato” il suo popolo incapace di capire come la lotta di classe non c’è più e non c’è più neppure classe operaia!! In verità l’ideologia c’è ed è fortissima. E’ quella stessa della Tatcher e di Reagan nella sua italianizzazione. E’ il liberismo padre di tutte le privatizzazioni, dall’acqua alle forze armate alla protezione civile alla raccolta dei rifiuti. Il liberismo che si sta spolpando lo Stato del quale, dopo questi anni, resteranno in piedi le mura esterne come certi palazzi bombardati che sembrano diventati quinte di teatro. I Bertolaso esistono perchè sacerdoti o addetti a questa ideologia nella quale la distinzione tra quello che è del pubblico e quello che è personale non esiste più. A questa ideologia praticata a destra e sinistra si aggiunga la enorme quantità di soldi a disposizione del ceto politico attraverso la retribuzione della politica diventata il business più ambito. Durante le ultime elezioni amministrative a Palermo alcuni ragazzi si candidavano per i 1500 euro mensili della carica di consigliere circoscrizionale. Meglio di un concorso (che poi non c’è più) al Ministero! Tutte le cariche sono retribuite ed il badget degli amministratori è praticamente a piè di lista. Il Sindaco di Bologna ha realizzato in pochissimo tempo otto costosissimi viaggi nelle località di villeggiatura più esclusive del pianeta terra con segretaria-amante al seguito. Probabilmente tutto legale dal momento che dopo Tangentopoli i politici hanno legalizzato cose che prima erano reati e si sono dati un trattamento economico principesco, unico al mondo! Un enorme fiume di denaro finisce ogni mese nelle tasche degli amministratori e dei parlamentari. Denaro chiama denaro e la borghesia italiana che non ha l’etica protestante di Max Weber, ma che vive di appalti e di servizi pubblici è lieta di fare anche da ruffiana per partecipare al Grande Saccheggio, per arraffare il pezzo di carne più succolento!

medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it

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Come dice Giuseppe D’Avanzo:
Una democrazia è viva ed equilibrata se ai pesi (poteri) corrispondono contrappesi (controlli) in grado di vigilare e, nel caso, segnalare il funzionario corrotto o incapace. In quest’occasione, s’è vista l’efficienza di alcuni controlli (una stampa intraprendente, una magistratura lesta e non intimidita). Manca ora l’esame del Parlamento che non dovrebbe farsi paralizzare dal “vergognatevi” di chi crede all’unicità del suo potere e alla “sacra” intoccabilità degli uomini scrutinati per esercitarlo.”
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TAV

Ogni giorno, ignorata dai media, prosegue la tenace lotta in ValSusa dei popolo No Tav. Su questa lotta è nata una canzone di protesta, guardatela e sentitela nel video bellissimo di Guido Pent

www.youtube.com/watch?v=cI-XuC6d7LQ

(Da Il Fatto, articolo di Daniele Martini)
E’ una bomba il documento che circola come un clandestino in pochissimi uffici delle Ferrovie a Roma. E’ di Mauro Moretti, amministratore delle Ferrovie. E rivela che truffa sia la TAV. Un’opera costosissima che toglie solo qualche minuto di viaggio sull’asse Milano-Roma-Napoli a 74 convogli al giorno e pochissimi viaggiatori: l’1%, provocando grossi danni a tutti gli altri con un calo in tutta la rete, dai convogli regionali alle medie e lunghe percorrenze, dai collegamenti internazionali al trasporto merci. Persi il 22% dei passeggeri, uno su 5.
I treni sono diminuiti del 20%. I volumi del servizio totale del 13% rispetto agli anni passati e del 15 rispetto alle previsioni.
Drastico arretramento anche per i convogli a media e lunga percorrenza: da 29.000 passeggeri a km siamo scesi a 23.332. Per i treni internazionali un vero e proprio tonfo: meno 40%.
Manca una decisione formale del Parlamento, il Governo pensa ad altro, e l’opinione pubblica non sa nulla. Intanto le Ferrovie peggiorano sensibilmente e vanno verso la catastrofe. E pensiamo che sono di proprietà del Tesoro e sussidiate in larga misura dallo Stato, cioè dai contribuenti con le tasse. I clienti maltrattati, alcune associazioni di consumatori e qualche volta i sindacati cominciano a rendersi conto sulla loro pelle di ciò che sta succedendo e cercano di opporsi.
Risultati sfavillanti e sprint su poche tratte, ma va sempre peggio sul resto dei binari.
Per fare la TAV: sprechi e opere costosissime e di grave impatto ambientale con spese doppie e triple che all’estero.
Conferma il segretario Cisl Giovanni Luciano: “Gli unici segni positivi del piano sembra siano quelli dei ricavi ottenuti con l’aumento dei servizi a mercato e delle tariffe e con la diminuzione dei costi con un taglio di 10.500 dipendenti”.
Nel 2000 erano 109 mila, nel 2006 erano 10.000 in meno, nel 2007 erano 90 mila, ora siamo a 81.000. Con Moretti siamo allo stravolgimento dell’azienda: “Tagliare servizi, chiudere impianti, portare all’esterno il lavoro dei ferrovieri e ridurre la ferrovia alla piccola Alta velocità forse da quotare in Borsa per poi provare a combattere i francesi sul Milano-Parigi, forse potrà piacere a qualcuno. A noi no. Prima di Moretti, Giancarlo Cimoli è passato da un’operazione straordinaria all’altra e quando se n’è andato, abbiamo dovuto raccogliere le macerie. Non vorremmo succedesse di nuovo”.
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Baratro
Peter Gomez

La Corte dei Conti ha calcolato in 60 miliardi di euro il costo pagato dai cittadini a causa della corruzione. Che il vero problema del paese siano le tangenti e il malaffare lo hanno detto un po’tutti: la Corte dei Conti che il 25 giugno del 2009 ha
quantificato in 60 miliardi di euro la “tassa occulta” pagata ogni anno dai cittadini per coprire il costo della corruzione “dilagante”.
Il Consiglio d’Europa che in ottobre ha definito la situazione “molto seria”.
Transparency International che nella sua ultima classifica sulle nazioni più virtuose in fatto di mazzette (meno corrotte) ci ha fatto perdere ben 8 posizioni nel giro di dodici mesi. Dal 55° posto nel mondo l’Italia è scivolata al 63°, dopo Botswana, Namibia e Malaysia. E non ci si può nemmeno consolare guardando al ranking europeo.
Nel vecchio continente siamo penultimi, visto che peggio di noi stanno solo la Bulgaria, la Romania e la Grecia. Così, di bustarella in bustarella, il Belpaese viaggia allegramente verso il baratro. Gli unici che sembrano non accorgersene sono i
partiti non a caso ritenuti dal 44% degli italiani (dati di Transparency) al 1° posto tra le organizzazioni più corrotte (prima di imprese, funzionari pubblici, media e magistratura). E all’ultimo posto, con un indice di fiducia pari solo al 12% (lo ha spiegato in una conferenza stampa Silvio Berlusconi) nella classifica sul gradimento e l’affidabilità delle istituzioni.
Certo, poi si può fingere, come fa il presidente del Consiglio che tutto questa avvenga perché gli uomini politici partecipano a trasmissioni televisive definite “pollaio”. E magari ci si può persino compiacere se il maggiore quotidiano italiano, come ha fatto ieri il Corriere della Sera, decida di non dare spazio in prima pagina alla notizia dell’arresto in flagranza di reato del presidente della Commissione urbanistica del comune di Milano, Milko Pennisi, impegnato proprio in questi
giorni nell’esame del nuovo piano regolatore della città.
Ma la realtà è quella che è.
Diciotto anni dopo Mani Pulite, l’Italia è sempre un paese di ladri.
Con una importante differenza. Legislatura dopo legislatura alle guardie sono state progressivamente tolte le armi.
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Bloggher
Cosa deve succedere perchè un berlusconiano medio si indigni? Un video di Berlusconi che da fuoco a un barbone? Maroni che mutila un bambino extracomunitario? Una foto di Gasparri che legge un libro?
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Tessere e partiti
Viviana Vivarelli

Effettivamente il tesseramento del Pdl è stato un vero flop.
Quel giorno in p.zza a Milano prima che Tartaglia alzasse il suo souvenir, Berlusconi aveva promesso un milione di tessere, ma dovevano essere come il milione di posti di lavoro: inesistenti.
Infatti fino a oggi siamo a soli 18.000.
Un po’ pochini per un duce che giura di avere il 68% dei consensi.
E’ scontento anche il Pd che mirava anche lui al milione ma almeno il numero dei suoi tesserati resta notevole 700.000.
Cosa curiosa: il Pd è diventato un partito di centro-sud.
Lombardia: solo 40 mila iscritti
Veneto 27 mila
Piemonte 21 mila
Emilia Romagna in testa con 140 mila iscritti Crolla la Toscana poco sopra i 70 mila iscritti (erano 100 mila)
Male le Marche (appena 20 mila), in Abruzzo (17 mila) e l’Umbria (24 mila)
Lazio: 90 mila di cui 30 mila a Roma.
Campania sopra 100 mila
Non male Puglia e Calabria con 50 mila a testa
La Sicilia porta 60 mila tessere (un iscritto ogni 10 elettori) e Sardegna poco sopra 25 mila, la metà di due anni fa
700 mila, ben lontano dall’obiettivo del milione), bensì la loro dislocazione.
Oramai il Pd è un partito di centro-sud. Questo un quadro flash.
Nord: la Lombardia tocca 40 mila iscritti, il Veneto 27 mila (Ds e Dl erano oltre 30 mila ..), il Piemonte 21 mila (11 mila a Torino che aveva però come Ds e Dl gli stessi iscritti dell’intero Piemonte di oggi …).
Centro: L’Emilia Romagna resta in testa a livello nazionale con 140 mila iscritti (Bo
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Chierichetto Bertolaso
Giuseppe Cristoforoni e Paola Nugnes

In questi anni ci eravamo fortemente convinti che Bertolaso fosse la chiusura di un triangolo ottuso; e che lui, fosse l’ottusangolo, fedele ed obbediente, a Letta “il grande “ e a Berlusconi, “il magnifico”.
Ma ora, dopo l’investitura virtuale a Ministro, chiara nomina pro impunità, per un Bertolaso indagato per corruzione, è assunto finalmente a primo attore.
Per gli inquirenti è implicato per gli appalti milionari per il G8 alla Maddalena, ad imprenditori amici in cambio di mazzette e di marchette, questo dalla cronologia di migliaia di intercettazioni telefoniche, ecco perché le vogliono vietare, che avvallano l’ipotesi di tangenti vere e proprie.
Il Gip Rosario Lupo, nell’ordinanza di 126 pagine sul “sistema gelatinoso” afferma: “è alquanto inquietante che rapporti di collusione sussistano tra l’introdottissimo imprenditore Anemone e il potente sottosegretario (gestore soprattutto economico degli appalti aggiudicati dei Grandi eventi) Bertolaso Guido”.
Tornando a noi non è mica la prima volta del nostro “chierichetto” Guido, il balzare alle cronache negative.
Lo incontriamo nell’organizzazione del giubileo del 2000, grande abbuffata romana; nel 2001, chiamato da B a dirigere la Protezione civile, primo passo del disegno PDL + PD – L.
Nel 2002 lo troviamo a San Giuliano di Puglia, dove ancora oggi aspettano risposte. Nel 2003, nel governo B, come coordinatore generale per l’emergenza SARS, grande e dispendiosa “bufala”.
Nel 2004 dichiara Genova non idonea a ricevere il G8, preveggente?
lo ritroviamo ancora con un prestigioso incarico entrare nella rosa di esperti che con il loro prezioso insegnamento promuoveranno la nascita del Partito Democratico, in buona compagnia con l’inceneritorista Umberto Veronesi ed Alessandro Nanni Costa, per realizzare il grande calmiere del dissenso e delle masse.
Nel 2005 è commissario all’emergenza rifiuti in Campania, ancora sotto Berlusconi, nel puzzolente pasticcio della munnezza a Napoli, targata Roma, alle prese con montagne di eco balle e cariche della polizia contro le popolazioni; è in questo periodo che gli viene consegnato un dossier contenente notizie su sommergibili nucleari sovietici affondati nel golfo di Napoli, che non ha avuto nessuna risposta.
In Campania torna con poteri assoluti e incontrastabili nel 2008, con l’esercito, contro le popolazioni che non aveva potuto piegare nel mandato precedente.
Nel 2009 è in Abruzzo per il catastrofico terremoto annunciato.
Eppure Bertolaso passa immune attraverso tutte queste vicende burrascose e poche chiare, il suo potere cresce in maniera esponenziale, si arriva ad annunciare la creazione di un inquietante Protezione Civile s.p.a., per i Grandi Eventi, il più grande ed autonomo ente appaltatore della Repubblica, con una quasi totale deroga alle norme di legge per i fondi in transito da palazzo Chigi e destinati ai più svariati scopi, dalle catastrofi alle operazioni strategiche di interesse nazionale (rifiuti, inceneritori, TAV, nucleare…); è a questo punto che in un delirio di onnipotenza, va ad Haiti dove prova a dettar legge anche agli americani. ma “Bertolaso, eroe nazionale e servitore dello stato non si tocca!”
“i magistrati si vergognino, la legge sulla Protezione Civile S.p.A. va avanti!” tuona il presidente del consiglio a seguito delle nuove vicende giudiziarie sugli appalti della Maddalena.
“I giudici si vergognino”, “Bertolaso non si tocca”, ed, infatti, Bertolaso, proprio perché non si tocca già fu “stralciato”, un anno fa, dal processo “Rompi balle”, sulla gestione dei rifiuti in Campania, per volere del procuratore Lepore, al fine di non “intralciare” il lavoro del governo. Lepore, per intenderci, è quel procuratore capo presente all’inaugurazione in pompa magna dell’inceneritore di Acerra, che non batté ciglio quando i dirigenti della Fibe furono detti “eroi nazionali”, per essere riusciti a portare a compimento il loro lavoro “nonostante” gli ostacoli della Magistratura. Naturalmente la decisione dello stralcio che provocò inevitabili spaccature all’interno della Procura di Napoli, comportò l’affossamento di un’intera inchiesta in cui sono coinvolti oltre 25 persone tra cui molti collaboratori stretti di Guido Bertolaso, oltre il suo braccio destro, Marta De Gennaro, che pure dichiarò di aver agito solo e sempre su indicazioni del suo capo.
Ma questo precedente sembra completamente scomparso dalla memoria di chi oggi si sdegna per lo scandalo di questa nuova inchiesta, spostando con tanto garbo l’attenzione dagli appalti alle escort, solita maestria tutta italiana, di deviare l’attenzione, per sminuire e per confondere…
Certamente l’inchiesta era attesa, visto che proprio in questi giorni, il presidente del consiglio aveva proposto di nominare Guido Bertolaso, Ministro, con l’obbiettivo di includere anche lui, tra gli “intoccabili” per i quali si sta perfezionando un disegno di legge apposito.
Certamente solo le indagini della magistratura potranno fare luce e chiarezza su faccende che esulano dal nostro potere di giudizio.
Ma quello che sicuramente sappiamo è che il governo delle emergenze, che oramai è al governo del nostro paese, gestendo appalti milionari e decisioni determinanti per lo sviluppo, e la salute, di un intero territorio, con il sistema della deroga alle regole, senza alcuna trasparenza e partecipazione, senza dover dar conto a nessuno di niente, senza dover rispettare le leggi ordinarie ed i principi, è la premessa inevitabile alle irregolarità e agli illeciti.
Quello che sicuramente sappiamo è che, come sempre è stato, il Potere assoluto nelle mani di alcuni è pericoloso, come guidare senza regole, passando con il rosso. E questa è una risposta proprio a Guido Bertolaso che per l’inchiesta rompi balle, solo pochi giorni fa, sornione, tronfio, dagli schermi del programma Rai di Minoli, ripeteva la sua versione dei fatti, così come gli era piaciuta raccontarla già altre volte: “Mi accusano di essere passato con il rosso mentre portavo un malato grave all’ospedale ( la Campania in emergenza rifiuti) ho solo fatto il mio dovere di medico”. Noi crediamo, al contrario che procedere in questo modo sia estremamente rischioso, che per portare in ospedale il malato “d’eccellenza”, si rischia correndo di travolgere a morte dei passanti, e di lasciarli sull’asfalto senza soccorso e senza alcun rimedio.
Ma per chi ha avuto la sventura di vedere il vero volto del potere assoluto: i campani con l’emergenza rifiuti; gli abruzzesi con il disastro del terremoto: guardare le loro facce impudiche e sorridenti in televisione è come guardare i Visitors per chi ha intravisto, anche per una sola volta, sotto la maschera bellissima gli orripilanti alligatori.
Quindi noi oggi non ci meravigliamo e non ci sorprendiamo, perché da troppo tempo è desta la nostra meraviglia e il nostro sdegno.
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RIDIAMARO : – )

spinoza.it

Anvedi che santo

Bufera su Bertolaso. Lui è già sul posto.

(Bertolaso indagato. La solita giustizia a sismografia)

Il capo della Protezione Civile sospettato di corruzione. Ecco cos’era quel tintinnio durante le scosse.

L’indagine colpisce Bertolaso prima della nomina a ministro. Il lavoro di Alfano si fa sempre più duro.

(Il governo vuole trasformare la Protezione Civile in una spa. Per adesso hanno iniziato con le docce fredde)

Bertolaso pronto a dimettersi. Sospese anche le calamità fino alla nuova nomina.

Il Pdl: “La tempistica di queste indagini è sospetta”. Senza di esse saremmo qui a parlare di Ciancimino e Dell’Utri.

(Dell’Utri: “Entrai in Parlamento per sfuggire all’arresto”. L’abc del mimetismo.

Dell’Utri: “Sono in politica per non farmi arrestare”. È tale l’abitudine che ora faccio fatica a credergli.

Ha ammesso di essere in politica per non andare in galera. Non oso immaginare cosa stia coprendo)

Bertolaso: “Ho dato eccessiva fiducia alle persone sbagliate”. Anche gli italiani.

(L’ammissione di Bertolaso è quella di essersi fidato troppo. Un po’ come quelli che dicono: “Il mio peggior difetto? Sono troppo buono”)

Berlusconi: “Bertolaso non si tocca“. Tenta di sviare l’attenzione innescando una sequela di battute scontate.

Il premier: “Colpiscono sempre i più bravi”. Forse dovevano essere ancora più bravi.

Secondo Berlusconi le accuse a Bertolaso sono infondate. Tanto per cominciare non c’è mai stato un G8 alla Maddalena.

Il procuratore di Firenze: “Non rispondo a Berlusconi”. Né accadrà il contrario.

Berlusconi: “Se una persona opera bene al 99% e poi c’è un 1% discutibile, quell’1% deve essere messo da parte”. Per le emergenze.

Il premier difende Bertolaso: “Questa Francesca è una signora di mezza età…”.
Nel mondo di Berlusconi questo equivale a essere fuori dai giochi da un pezzo.

In una intercettazione, alcuni imprenditori ridono durante il terremoto. Avevano appena capito come superare la crisi.

“È assurdo che la Protezione Civile abbia tutti questi poteri” ha detto Bersani prima di essere transennato.

Gianni Letta: “Il Consiglio dei Ministri ha tributato un lungo applauso a Bertolaso”. È il benvenuto nel club.

La Lega attacca i magistrati di Firenze. Ma loro rispondono con un comunicato pieno di congiuntivi.

Bertolaso: “Sono a disposizione del Paese”. Ma forse preferiva quando era il contrario.

Appalti gonfiati anche per gli impianti dei Mondiali di nuoto. Questo spiega le piscine di Perrier.

(La corruzione torna alla ribalta. Credevo fossero finite, le celebrazioni in onore di Craxi)

Berlusconi respinge le dimissioni di Bertolaso. Non voleva uno scomodo precedente.

Bertolaso rimane al suo posto. Accanto alla calcolatrice.
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Sapete che Berlusconi ha proibito ai carri di Carnevale di prenderlo in giro?
All’estero però non lo sanno.
Questo è un carro del carnevale di Dusseldorf

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http://masadaweb.org

2 commenti »

  1. Danni forse irreparabili per la Nazione per causa del Sultano e del suo modo di gestire pro domo sua. E’ ora di finirla!

    Ma dove sono l’Oopposizione, i Sindacati, le forze sane della Nazione?

    Ieri sera a Ballarò mi ha fatto paura l’arroganza del Capo della Protezione Civile, Servitore dello Stato (?) ed anche Sottosegretario, servitore e servizievole del Governo (!).

    e=mc2

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 17, 2010 @ 9:34 pm | Rispondi

  2. Molti nostri Rappresentanti vorrebbero che tutta l’inchiesta andasse a puttane, non solo quelli direttamente coinvolti; mentre, più che dei mille euro – o giù di lì – per una ripassata, occorrerebbe parlare e scrivere delle centinaia di milioni sperperati di denaro pubblico per arricchire, oltre il dovuto, i papponi di turno.

    Sotto l’egida del Sultano che così rafforza il Regime del fare; mentre “er popolo se gratta!”.

    Pasquino

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 19, 2010 @ 3:06 pm | Rispondi


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