Nuovo Masada

febbraio 8, 2010

MASADA n° 1085. 8-2-2010. Il canto delle rane

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:34 am

Enzo Delre
Il canto delle rane

Hai mai sentito il canto delle rane
nella discarica abusiva ad ovest
coperta da quell’acqua sporca e scura?
Hai visto che anche loro tra i rifiuti
di questa società da quattro mura
parlan d’amore essendone guardiane?

..
Lucilio Santoni

Ogni popolo incontra sempre se stesso. Ogni mio incontro è un incontro mancato. Sul confine, schiere di scheletri falcianti. Salgo nella corriera che mi porta in un’altra città, oltre frontiera. Per trovare ciò che ho perduto. Per perdermi nella leggerezza. In posizione d’attesa, come un soldato. Al centro dell’evento, come un popolo che lotta. Perché un disastro è sempre meglio di una mancanza d’utopia. E allora riconoscersi. L’una divisa nell’altra. L’una donna nella propria immagine. Bocca e vagina, parola e urlo. Dietro la bandiera il nemico ti conosce dall’infanzia. Le occhiaie a forza di guardarvi nello specchio, leggendo lo stesso buio desiderio segnato dal catrame, dalle sirene spiegate, dal sangue goccia a goccia. Non supereremo mai l’esame di grammatica. Il patto fra noi è troppo difficile da
scrivere.

Alba Donati

IL LUPO

Il lupo soffia una volta, due volte
tre volte – ma inutilmente! – dici tu
come se sapessi cosa significa quel resto
di nulla che è ogni gesto violento
di ogni essere umano che soffia
contro un altro essere umano.

..
Marco Giovenale

In pericolo
È molto facile contrarre la malattia e l’opposizione deve essere pronta fin dalle prime ore del mattino. Non è molto semplice opporsi ma è il livello minimo e anche massimo di soluzione conosciuta. Anche se almeno fino a oggi in realtà quasi mai ha veramente rappresentato una soluzione. Una volta contratta, la malattia è in buona sostanza interna. Irreversibile e incurabile. Le persone
siedono molte ore, specie parenti stretti, osservandosi e incolpandosi a vicenda senza parole del loro stato. Ogni tanto il rumore di un’ambulanza un po’ lontano un po’ vicino ricorda dove si trovano, e che non è più un suono innocuo come quando, da borghesi, ridevano nel loro modo e mondo consueto. Erano in pericolo.

..
Raimondo Iemma

SOPRATTUTTO E CON OGNI FORZA

Metto in comune un bicchiere.
Sorrido a uno sconosciuto
cerco altre parole
telefono a un amico
di cui da tempo non ho notizie
riconosco la voce di sua madre.
Quanto più sgomenta
la sofferenza di ogni uomo
per la ferocia dei suoi pari
quanto più subdolo diventa

il nuovo vocabolario
di inchiostro bianco cenere
non smetterò di credere nella felicità e nel domani
nell’idea che queste due parole
abbiano tanti significati
quanti sono gli uomini.
Soprattutto e con ogni forza
non cederò alla tentazione
di opporre disprezzo al disprezzo

nonostante tutto vorrò praticare il coraggio e l’amore.
Ho voglia di stare al mondo e lottare.

..
Enrico Piergallini

SI GRAVITA SUL PESO DELL’ORRORE

Si gravita sul peso dell’orrore
colato nei budelli della terra
e dove non esiste il tempo smuore
il pianto di tutte le galassie
ma le ceneri dei mondi sbriciolati
si versano in un punto a mulinelli

e nel gorgo ribollono le stelle
a grappoli rinasce l’universo

..
Lina Salvi

CREDONO DI ESSERE IL PAESE

Credono di essere il paese,
ma sono fuori dallo Stato,
appiccando il fuoco con viso
coperto, a tradimento, alle baracche
di quei nomadi, che con un euro
comprano tre mattoni
per una casa nel loro paese,
i nostri sono scappati incuranti,
nelle auto ritoccate, i bambini
a decine chiedono notizie

dei loro compagni, perplessi,
in un’altra storia.

..
Giuliano Scabia

GOLPE SOTTILE

Si aggira nelle menti, nei media,
un golpe sottile, un assopimento
spettacolare indotto da paura
e dissolversi delle visioni. L’ora
è venuta di lasciare il novecento
con le sue catastrofi e bellezze,
ma dicendo: siamo orgogliosi
di ciò che fu fatto per il bene,
non lo rinneghiamo: voi, col vostro
Gran Porcone e le sue Madonne

velinose andate pure alle glorie
delle falsate storie. Dignità e valore
è libertà, durezza e verità, amore
delle città, non tresca, non truffa,
non menzogna. Ciò che bisogna
adesso è: SVEGLIA ITALIA!
Scrollati dal fango che t’ammalia!

..
Matteo Zattoni

STO ANCORA IN TRINCEA, NON FA MORTI LA MIA GUERRA

Se avessi almeno il potere di fermare qualcosa,
di spostare qualcosa, di muovere qualcosa!
Se avessi il potere di muovere qualcuno!
Jiří Orten
Sto ancora in trincea, non fa morti la mia guerra
fa uomini, e li fa più forti altrimenti
ne annienta i contorni e poi se li dimentica
sono una sentinella, io, prima di me altri
hanno fatto questa scelta – solo pochi di noi
potranno salvarsi, ma siamo orgogliosi e tenaci,
stanotte ho avuto un’altra visione

saremo sempre di meno in questi buchi di terra
profondi un metro ciascuno, e ce li contenderemo
sento il nevischio mi passo una mano sul viso
fa freddo all’inferno, non ci salveremo
ma forse qualcuno con la bocca di ghiaccio
qualcuno di loro là sotto, se non è già assiderato
e un altro potrebbe aggiungersi a lui
e poi sarete anche voi, e allora noi – capirete
semplici vedette immerse nella neve che cresce…?

(Corre una voce, tra le vette, si canta insieme.)
..
Abbasso la scuola in un governo di somari
Viviana Vivarelli

La scuola e la ricerca dovrebbero essere il punto di eccellenza di uno stato moderno, l’investimento che lo prepara a un futuro migliore e più competitivo.
Al contrario, la scuola pubblica italiana, che un tempo era vanto ed onore, è stata scaricata da politiche dissennate di questo Governo e oggi declina nell’abbandono sotto la gestione di ministri improvvisati e abborracciati, scelti solo per cedere senza esitazione ai tagli progressivi decisi per motivi puramente economici dal Ministro delle Finanze.
Intanto che questo scempio procede, per accattivarsi le autorità ecclesiali, il Governo rende stabili i professori di religione, aumenta il loro stipendio di 220 €, allarga le concessioni alle scuole private, e nel contempo riduce i diritti degli insegnanti laici, li rende ancor più precari, riduce le supplenze e opera tagli insensati alla scuola pubblica che già versa in condizioni di estreme difficoltà. Siamo arrivati ai tagli a personale e materiale delle pulizie, quando sono già molti anni che in tante scuole i ragazzi portano in classe carta igienica, detersivi o gessetti. Arriveremo alla scuola di Mussolini quando i ragazzi portavano a scuola un pezzo di legno per scaldarsi.
Moratti e Gelmini, su linee direttive completamente opposte, non hanno fatto altro che accelerare il degrado, aumentando il disagio dei ragazzi e delle famiglie e abbassando il livello di scolarità e di formazione.
La dispersione scolastica ha continuato a crescere. La Conferenza di Lisbona aveva posto tra i suoi obiettivi entro il 2010 una riduzione della dispersione scolastica al 10% . Malgrado ciò, in Italia, il fenomeno dell’abbandono scolastico aumenta, mentre nei riguardi della scuola pubblica successive riforme e leggi integrative hanno prodotto progressivi peggioramenti, su una istituzione già povera di strutture e laboratori e debole anche dal punto di vista edilizio, nello scadere della qualità dell’insegnamento e della verifica, al punto che i diplomati oggi devono essere scremati all’università da un esame su nozioni minime di cultura generale, grammatica e ortografia. Così continuiamo ad abbassarci nelle classifiche europee.
E per chi ha conseguito un titolo di studio, il valore dei diplomi è calato e quello delle lauree si è nullificato. Un terzo degli italiani fa un lavoro per cui non serve una laurea, un altro terzo fa un lavoro diverso dalla propria laurea.
Nessuna Università italiana rientra tra le prime 150 nel mondo e per trovarne una occorre scorrere la graduatoria fino al 174° posto (Bologna) e al 205° (Roma La Sapienza). Nella speciale graduatoria degli atenei tecnici il Politecnico di Milano sta un po’ meglio (intorno alla 50° posizione, dato per ora ufficioso), ma nella classifica generale anch’esso sprofonda nella mediocrità (280° posto).
Dunque menti geniali e di riscontro scuole che continuano a peggiorare sotto l’urto dei peggiori ministri degli ultimi 150 anni!
Totalmente ignorata dai nostri supponenti al Governo, la fuga dei cervelli continua a tutto vantaggio di quei paesi dove la scuola e la ricerca sono valori riconosciuti anche in politica e che accolgono bene chi è stato preparato in Italia ma rende e produce altrove. Per i nostri Governi non esiste merito e non esiste eccellenza e ormai anche i migliori sono costretti ad andarsene e a portare capacità, brevetti e scoperte nei laboratori di tutto il mondo, alimentando altre economie.
Quest’anno il 33,6% dei posti del CNR francese sono stati assegnati a ricercatori italiani.
E’ come coltivare un campo e poi buttare via i frutti. Nell’Italia della partitocrazia e della casta, solo chi appartiene alla politica esiste e viene protetto e ampiamente remunerato. Il rimanente la Casta lo calpesta.
In Italia chi entra nel mondo della ricerca parte da stipendi di 800-1200 € al mese, contro i 4000 che negli USA vengono dati a uno semplice “studente” o ai 6000 francesi, e anche i ricercatori migliori, i più geniali, sono votati a un precariato offensivo e avvilente, mentre i soldi del Ministero bastano appena per le bollette, e i pochi centri di ricerca stanno aperti solo grazie ai fondi europei.
I giovani ricercatori italiani partecipanti allo Staring Grant 2009, l’ambitissimo bando dello European Research Council (un bando da 325 milioni di euro con borse per ricerca che vanno da 500 mila a 2 milioni di euro, mentre da noi i finanziamenti si attestano, quando va bene, al massimo intorno ai 100 mila euro), sono riusciti nella riguardevole impresa di aggiudicarsi il maggior numero di finanziamenti e risultare primi, insieme ai loro coetanei tedeschi, nella graduatoria relativa alla distribuzione dei fondi. Dopo di noi i giovani ricercatori francesi, belgi e olandesi. Soltanto al 6° posto gli studiosi britannici, molto più indietro quelli statunitensi.
Malgrado questi risultati, gli investimenti nella ricerca langono, mentre aumentano le spese abnormi del carrozzone statale e si continua a delirare su centrali nucleari o opere faraoniche. La Pubblica Amministrazione in un anno ha avuto uno sfondamento della spesa ordinaria di 35 miliardi, con una differenza sull’anno prima di 27 miliardi su cui nessuno, né tanto meno Brunetta o Tremonti ha dato spiegazioni. Ma questo sfondamento di spese per la baracca organizzativa non ha portato alcun vantaggio alla scuola o alla ricerca. Si ha la netta impressione che l’aumento del deficit di bilancio sia dovuto solo agli incrementi di una casta parassitaria ed elefantiaca, che non solo non produce efficienza e progresso ma stronca e avvilisce tutti i settori da cui ci potremmo aspettare ripresa e lotta alla crisi. Evidentemente il dettato programmatico di Obama, Sarkozy o Merkel di combattere la crisi aumentando gli investimenti in scuola e ricerca qui va totalmente deserto.
Se uno Stato non capisce che il suo patrimonio maggiore sono le persone, se non valorizza le proprie risorse umane, se crede di consistere solo nella congerie di truffatori o parassiti che lo governa, è destinato a involgere verso il peggio.
Noi siamo perduti se questo Governo crede veramente che l’Italia possa presentarsi sul piano mondiale offrendo solo manodopera non specializzata, e contrapponendola alla concorrenza schiavistica della Cina o dei paesi del Terzo Mondo, se non riesce a capire che è su un piano ben diverso di creatività, ricerca, ingegno, ideazioni e scoperte che possiamo competere, e che questo patrimonio inestimabile di intelligenze viene buttato via se la scuola è in abbandono e la ricerca muore ed esse valgono come albero da tagliare per far legna.
In Italia non c’è attenzione nemmeno al fenomeno gravissimo dell’abbandono della scuola dell’obbligo. Si è stimato che l’abbandono scolastico colpisca il 20-22% degli scolari. Va meglio in Emilia-Romagna dove è al 6%. E’ un numero enorme di ragazzi che non va a scuola né impara un lavoro, semplicemente sparisce. Oggi un’allucinante disposizione della Gelmini equipara l’ultimo anno della scuola dell’obbligo al lavoro, legittimando una riduzione ulteriore della presenza scolastica e un’offerta ulteriore di avventizi all’impresa.
E produce la bella pensata di ridurre in modo generalizzato il monte ore ai licei a egli istituti tecnici e professionali, senza alcuna riforma razionale, ma solo per licenziare altre migliaia di insegnanti, dopo aver tagliato supplenze e cattedre. Oltre tutto si modificano o si aboliscono percorsi didattici già scelti ad hoc, che un minimo di correttezza istituzionale avrebbe dovuto rispettare e si eliminano ad arbitrio materie ritenuto superflue come la geografia.
E la Gelmini offende la nostra intelligenza, quando fa raffronti con altre scuole europee, dimenticando che in esse non sono conteggiate come ore scolastiche laboratori, teatri e altre attività che da noi semplicemente non esistono.
Spariscono anche i corsi professionali o serali gestiti dagli enti locali.
Per Berlusconi la scuola è una spesa a fondo perduto da cui si traggono soldi a piacere con tagli decisi indiscriminatamente ogni qual voglia Tremonti ha bisogno di soldi.
Assolutamente ridicolo poi il paragone tra Moratti e Gelmini, che, pur essendo elogiate entrambi, marciano per linee opposte. La Moratti si espandeva nella proliferazione incontrollata dagli indirizzi di studio e nella creazione abnorme di sedi universitarie talmente capillari che spesso i docenti erano in numero superiore agli allievi o di lauree prese su internet o in profusione di fondi per università cattoliche spesso nemmeno esistenti. La Gelmini procede in senso opposto alla massima contrazione della scelta scolastica: dai 400 indirizzi sperimentali, oggi esistenti, a soli 6 licei. Dai 10 settori e 39 indirizzi di istituti tecnici, ad appena 2 settori e 11 indirizzi. Mentre i 5 settori e 27 indirizzi dei professionali saranno asciugati in 2 macro-settori, a cui corrisponderanno 6 indirizzi. E intanto in questi movimenti avanti e indietro ad organetto, dove il primo ignora il secondo e tutto è fatto senza logica o coerenza, se ne vanno migliaia di euro e cresce un caos senza costrutto che prova solo la stupidità e l’inefficienza di un governo, per cui conta solo l’appiattimento televisivo e il mantenimento della società a un livello tanto più basso quanto più facilmente governabile.
.
Matteo Fantuzzi

A VOLTE CERTI SGUARDI SONO ENORMI

A volte certi sguardi sono enormi,
Pertini aveva fatto le due guerre.
Sandro – il presidente che giocava a carte
sull’aereo dopo la vittoria dei mondiali
in Spagna – è stato partigiano, antifascista
ha visto il carcere, ha liberato Roma,
poi Firenze e infine fu a Milano.
ha visto tante cose, di quelle immagini
che restano per sempre nella mente,
ma certe sono troppe per chiunque

come quella sera che arrivò al Maggiore
e disse poco o niente.
«Lo stato d’animo mio voi
lo immaginate:
ho visto adesso dei bambini
laggiù nella sala di rianimazione
ma due stanno morendo ormai.

Una bambina e un bambino,
una cosa straziante».
I bambini non dovrebbero sapere
che cos’è il male o cosa sia il dolore
dovrebbero poter giocare ore sotto al sole
al fresco delle tende, o sulla spiaggia
e invece accade che qualcuno giaccia
sotto un peso grave, come quando
un vecchio corpo ti sovrasta

e strappa via l’infanzia in un sol colpo
e non è il male che ti fa soffrire
ma la paura per qualcosa che è impossibile
capire, e resti sotto un blocco
di cemento, solo, senza nulla,
e il puzzo ti entra dentro e non ti lascia:
sta nel sangue, ti si impregna nei vestiti
nel profondo, ti accompagna notte e giorno
pure nel procedere degli anni quando

d’improvviso
piangi nel silenzio perché tra gli altri
riconosci un suono, nella pelle.

..
Il Re dell’acqua calda
Moni Ovadia (L’Unità)

Il cavalier Silvio banana è il più grande scopritore dell’acqua calda della storia patria. Ne ha dato prova con la sortita riscaldata dell’allargamento dei confini Ue allo Stato d’Israele. L’idea era già stata espressa con ben altro pathos da Marco Pannella. Ma per i fans del principe di Arcore sarà sicuramente l’Uovo di Colombo. Il più grande politico italiano degli ultimi 150 anni poi, per confermare l’originilità del proprio sguardo, non ha visto il muro eretto dagli ultimi governi israeliani per chiudere i palestinesi della Cisgiordania in una prigione a cielo aperto con la motivazione della sicurezza. Motivazione seria in sé, se non fosse che il muro non divide israeliani da palestinesi sul confine sancito da ben due risoluzioni dell’Onu approvate all’unanumità dal Consiglio di Sicurezza, ma separa palestinesi da palestinesi per sfiancarne l’identità al fine di convincerli ad accettare la soluzione: «Un solo stato, quello d’Israele e qualche bantustan, palestinese, intervallato da pie colonie». Del resto perché il Banana avrebbe dovuto accorgersi di quel famigerato muro visto che non vede i palestinesi. Non li vede perché ha recitato lo stantio e rituale ruolo del super amico di Israele, al punto di avere approvato l’azione «piombo fuso» senza riserve, malgrado inchieste autorevoli accusino l’esercito israeliano di avere commesso crimini contro civili inermi e malgrado l’evidenza dell’uso di bombe al fosforo bianco contro strutture delle Nazioni Unite. Ma a Silvio che gliene cale, per i palestinesi ha qualche mancia. Il governo israeliano dal canto suo è in brodo di giuggiole per il migliore amico di Israele, che poi il suo governo vari leggi di stampo nazista contro i clandestini, che discrimini e perseguiti i rom, che faccia alleanze con i neo nazisti poco importa. Che diamine non si pretenderà mica di sostenere che i perseguitati sono tutti uguali?
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Da Bernardo
Hai mai pensato come il nucleare potrebbe cambiare la tua vita?

Vedi il sito
http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html
Se i candidati alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo non dicono NO al nucleare, una centrale nucleare potrebbe finire anche nella tua Regione.
Il rischio è alto. Con la legge 99/2009 il Governo sta provando a imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni. Per questo, ben 13 Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Ma cosa succederà se i futuri Presidenti regionali non si opporranno?
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Di Pietro contro il nucleare

Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra’ anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto e’ una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini.
Le parole di Vendola quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione.
Domani, con l’arroganza istigatrice di Scajola, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di 20 anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo.
Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un’unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al referendum per il No al nucleare.
Come per il Lodo Alfano è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo il futuro è nelle energie rinnovabili, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente.
Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà?
Cittadini, svegliatevi! L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene.
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Tom Joad

Per tutti gli stupidi che affermano che il nucleare è più economico.
Rispondete alla seguente domanda:
Quanto ci sono costati e ci costano i kWh Nucleari ?
Prima però sappiate che la prima centrale in Italia ha iniziato a produrre nel 1959 e l’ultima a smesso di funzionare nel 1987, periodo 28 anni.
Dal 1987 ad oggi 2010 .. 23 anni, stiamo ancora e non finirà per ora, pagando in bolletta Enel, una quota per lo smantellamento delle centrali nucleari.
Allora…quanto ci costa il nucleare in Italia?
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Davide
Ma nessuno parla del più che legittimo impedimento di Formigoni ad essere rieletto per la quarta volta consecutiva in Lombardia?
Una legge dello stato dice che un cittadino non può essere eletto per più di DUE volte consecutive a carica di governatore. (http://www.camera.it/parlam/leggi/04165l.htm)
Chiedo all’onorevole DiPietro se non si possa fare ricorso per impedire a formigoni di essere eletto, in quanto ha già violato la legge nella scorsa legislatura regionale?
..
Matteo Fantuzzi

ASPETTO DAVANTI ALLA STAZIONE DI BOLOGNA

Aspetto davanti alla stazione di Bologna
un mio amico residente nel bresciano
e che non vedo ormai da tempo.
Non tutti i viaggiatori sanno che lì
c’è un orologio rotto: alcuni modificano
il proprio, mentre altri si rivolgono
agli addetti chiedendo spiegazioni,
lamentando il disservizio.
E per certuni quella lapide è patetica,
porta tristezza alla mattina presto a questi
che si recano al lavoro. Gradirebbero piuttosto
un cartellone che la sostituisca,
qualcosa d’esplosivo, una pubblicità di sconti
eccezionali, di prezzi bomba, qualcosa
d’inimmaginabile, che colpisca le coscienze,
che sui passanti abbia un effetto devastante

..
L’esercito dei “contadini per caso” un milione di italiani coltiva a tempo perso
Jenner Meletti (Repubblica)

Li hanno cercati con il satellite. Li hanno contati mettendo a confronto statistiche e censimenti. E hanno scoperto che nel nostro Paese ci sono un milione di contadini “nascosti”, con un appezzamento di terreno – in proprietà o in affitto – di 1,3 ettaria testa. Non un orticello sotto casa, dunque,o una fetta di terreno demaniale dentro l’argine di un fiume. Secondo Nomisma – che ha preparato il Primo Rapporto sull’hobby farming in Italia assieme al mensile “Vita in campagna” – questi contadini rimasti finora in ombra sono i nuovi paladini dell’agricoltura: lavorano non per guadagnare ma per mettere sulle loro tavole – e su quelle degli amici – prodotti buoni e naturali; difendono il territorio e fanno sopravvivere ortaggi e frutti che altrimenti sarebbero dimenticati.
«Un aiuto – dice Denis Pantini, responsabile area agricola di Nomisma – ci è arrivato dal progetto europeo Clc, Corine land cover, che studia l’uso del suolo interpretando immagini satellitari. Confrontando i dati dei censimenti agricoli (1990 – 2000) e di altre ricerche Istat del 2007, non si avevano più notizie di più di un milione e mezzo di ettari.
Nel 2000 c’erano 2,5 milioni di aziende agricole con 14 milioni di ettari di Sau, superficie agricola utilizzata. Nel 2007 le aziende erano 1,6 milioni con 12,3 milioni di ettari. Ma la dimensione media delle aziende-5 ettari- non è cambiata, dunque non ci sono stati accorpamenti fondiari. Il terreno “scomparso”, del resto, non era stato tutto cementificato. E così, guardando dall’alto, abbiamo trovato questa massa di nuovi contadini, che non appaiono nei censimenti perché non sono iscritti al registro imprese delle Camere di Commercio».
Gli hobby farmer sono impiegati, liberi professionisti, artigiani, operai, dipendenti pubblici, pensionati. «Nel 2006 – dice l’esperto di Nomisma – l’Istat ha calcolato che il 37% dei connazionali di età superiore ai 15 anni erano impegnati almeno saltuariamente in un orto. Nel 2009 sono saliti al 42%, raggiungendo i 18 milioni. Ma la nostra ricerca parla di contadini “veri”, che producono olio (33%), vino (34,4%), frutta (64,8%), ortaggi (88,4%).
Contadini che finora non sono apparsi in nessuna statistica anche perché, se piantano la vite, stanno sotto i mille metri quadrati e non debbono chiedere nessuna quota».
«Se potessi, coltiverei anche i marciapiedi». Giuliano Mazzini, ricercatore di genetica molecolare al Cnr a Pavia, ha un mezzo ettaro in affitto. «Con la vanga in mano, all’alba, mi sento bene.
Sono un ricercatore, quindi sono curioso. Produco anche la pesca piatta e la zucchina a trombetta.
Certo, se facessi i conti di quello che spendo e delle ore lavorate, cambierei tutto. Ma il primo compenso è proprio il lavoro. Un tramonto nel campo, in riva al Ticino: dove potrei stare meglio?».
«E’ una scelta di vita, è un’attività terapeutica». Lidia Morellato è giornalista a Verona. «Con il mio piccolo campo integro il reddito familiare. Faccio marmellate di albicocche e prugne. Preparo la salsa di pomodoro. Tengo le galline. Chi mi prendeva in giro, quando ha ricevuto le mie uova in regalo, ha cambiato idea».
..
Martino Baldi
LA NOTTE DEL NOSTRO SCONTENTO

Tutto bene, diceva Oreste, e tirava su col naso.
Va tutto bene. Sono soltanto due o tre cose
da aggiustare. Non parliamone tanto.
E si metteva in strada come un qualunque ieri
– mai visto un uomo così duro prima.
E adesso ecco noi tutti in strada senza sapere
a quanti tocca di tornare ancora.

C’è una donna dietro l’angolo, appena
percorso un lampo sulla strada,
e c’è una casa ma c’è sempre prima
un’idea, una dignità da conquistare.
E hai voglia a credere che tornino le cose…
Non torna niente ma non preoccuparti,
va tutto bene, diceva così, va tutto bene.
E quante sono le case e le panchine
le stelle e gli angoli scuri nei giardini,

tanti i compagni già caduti e tanti i sogni
nascosti per pudore, tante le voci spente
e tanti i libri da buttare, le puttane del premier…
pochissime le parole da salvare.
Va tutto bene. Ma piangi, quanto puoi,
di rabbia e di sgomento – questo è il momento:
la notte è silenziosa come un lettore vuoto di CD;
potresti anche cantare alla luna come si fa d’estate
ma trattieni il fiato e le parole:

è un lunghissimo inverno.
..
News per caso

L’enfasi mediatica attorno all’assegno di 50.000$ che gli USA avrebbero consegnato a Di Pietro e pubblicato dal Corriere si è spenta quando l’avv. Di Domenico ha ammesso in diretta televisiva che quel titolo bancario non è stato incassato da nessuno e di averlo lui stesso trattenuto per le note ragioni esplicitate. (Giovanni)
..
Tentano di far sembrare Di Pietro un emissario della Cia, come tentarono di far passare Prodi e Augias (!) come spie del Cremlino. E ancora qualcuno gli crede? (V.)
..
Di Pietro si era opposto al plurinquisito De Luca come candidato della Campania, ma ha poi ceduto dicendo: “Se non volete De Luca mi trovate voi un’altro candidato!” Ma siamo davvero messi così male? Si dovrà votare anche per la signora Mastella? Pure Casentino? La questione morale la difendono solo un paio di cittadini? E si devono prendere pure gli insulti da tutti gli altri? Siamo un paese dove l’etica è morta? Morta e sepolta e che non se ne parli più? (V.)
..
…stiamo vivendo un momento tragico per il Paese in mano a gente senza scrupoli, siamo in guerra dove per salvare la pelle, spesso, si è costretti ad usare armi improprie.
Ecco, De Luca è l’ arma impropria dell’ IDV in questo momento. (Sante Marafini)
.
Sante, equo quoque ? (Vi)
..
Da questo congresso dell’IdV ho avuto solo delusioni: De Luca che parla autoassolvendosi dal palco di Di Pietro e la platea che applaude è un’immagine che mi ha raggelato il sangue ….. sembrava un discorso di Berlusconi. Vi voterò soltanto perchè De Magistris ha dichiarato la sua contrarietà, altrimenti mi sarei astenuto per la delusione ricevuta dall’ultima forza politica che aveva un pò di credibilità ….. fino a ieri.
PS: caro Tonino, forse tu non ti rendi ancora conto del danno che hai fatto. (Massimo Paglino)

RIDIAMARO : – )

Antonio d.
Aggiornato il paniere ISTAT. Inseriti: Voli low cost, navigatori satellitari, telefonini.
Da oggi in poi, i pensionati, potranno andare a riscuotere la pensione con l’aereo, facendosi guidare dal navigator, mentre telefonano all’ autista di andare a prenderli all’ aeroporto.
Ah, dimenticavo, pensioni e salari, si sono abbassate, perché l’aumento dell’indice ISTAT è sotto zero, e quindi, se si calcola lo 0,80%(coefficiente usato per l’ adeguamento all’inflazione programmata) di una cifra con segno negativo, l’ indice, si abbassa ulteriormente.
..
Senza mezzi termini

Marchionne vuol chiudere Termini Imerese. Per rappresaglia gli operai minacciano di riprendere la produzione della Duna.

(Nel 2009 la Fiat ha perso 800 milioni di euro. Le prossime felpe avranno le toppe)

La perdita include 600 milioni derivanti da ‘oneri atipici’. Anche se a Termini Imerese preferirebbero essere chiamati ‘lavoratori’.

Comunque Marchionne è un grande manager. Chi altro avrebbe saputo gestire la crisi potendo contare sulle sue sole forze, ecoincentivi, rottamazioni, cassa integrazione e sussidi governativi?

(Non si può mettere in croce Marchionne. O almeno non nel posto centrale)

A Montecitorio, intanto, Bersani ha incontrato i lavoratori Alcoa, che hanno ascoltato pazienti le sue richieste.

In agitazione gli operai a rischio licenziamento. Si consoleranno con l’approvazione del legittimo impedimento.

(Gli operai di Termini vorrebbero restare nel ramo automobilistico. Ma anche quello dei lavavetri è un settore in crisi)

Il Papa sulla Fiat: “Ho a cuore l’occupazione”. Della Polonia.

Ratzinger: “Sia fatto il possibile”. Neanche lui crede più nei miracoli.

Scajola fa sette proposte per la Fiat di Termini. Sei delle quali contengono la parola “chiusura”.

Si cerca la trattativa con Ikea: niente da fare per lo stabilimento, ma ogni operaio riceverà una candela profumata.

In alternativa, Termini Imerese potrebbe diventare una fabbrica di auto ecologiche. L’ideale sarebbe un modello cha va ad aria fritta.

L’azienda spiega le ragioni dello stop con un telegramma. Non credevo che la situazione fosse così critica.

Montezemolo: “Mai ricevuto un euro dallo Stato. E la Multipla è splendida!”.
“Da quando ci siamo noi, la Fiat non ha avuto un soldo dallo Stato”. Gli incentivi erano solo un sostegno morale.

Nel frattempo in Puglia aumenta l’occupazione. Delle panchine al parco.
Scajola: “La fase peggiore della crisi è alle nostre spalle”. E si prepara a doppiarci.

La Fiat ha un futuro. Licenzieranno.
..
Cattiverie da Il fatto

Morgan escluso da San Remo. Troppa invidia contro di lui. In effetti se la tira un po’ troppo.

Puglia: Nichi Vendola stravince le primarie. Ora ha bisogno di tutto l’aiuto del Pd per perdere le regionali.

Scoperto l’ottavo nano. Si chiama Gondolo. E’ Renato Brunetta.

Fini sul processo breve. La Camera può modificare il testo. L’importante è che resti uguale la dedica.

Berlusconi: “Basta fiction sulla mafia”. Lui preferisce il reality.

Caso Mediatrade. Incastrato anche Piersilvio. Lo ha incastrato il DNA:

Foto segnalata da Carmelo
..
Giulio Trombetti

Tra amici e’ nata una discussione in merito all’abbassamento delle tasse (intese come femmine del tasso) fatto dal nostro premier. Cosa intendeva dire? Forse possiede delle gabbiette nel parco di villa Certosa e ha ordinato di abbassarle per poterle vedere meglio? Un altro nostro amico ha ipotizzato che volesse abbassar loro le mutandine per studiarne il sesso, subito zittito, che nel mondo non esistono tasse con le mutandine! Lui ha insistito dicendo che a villa Certosa in fatto di saliscendi di mutandine tutto puo’ essere! Alla fine tra noi e’ prevalsa la convinzione che stesse raccontando una delle sue barzellette e purtroppo nessuno di noi l’ha capita. Nel frattempo il governatore Draghi sta trascorrendo una favolosa vacanza di lavoro al polo nord insieme a Tremonti. Da fonti attendibili pare, che tra una discussione e l’altra Draghi abbia chiesto al divo Giulio se poteva prenotarsi per fargli fare il 730 di quest’anno e, facendo una gaffe, rompendo il suo proverbiale aplomb ,aggiungendo che forse e’ la cosa che gli riesce meglio! Era una battuta ovviamente ma Tremonti gli ha tirato lo stesso una palla di neve!
..
Tormentoni di internet
Ricevo dalla consuocera scozzese qualcosa che va abbastanza bene anche per l’Italia (davvero tutto mondo è paese):

Molte congratulazioni a noi!
Siamo sopravvissuti dall’esser nati da madri che hanno fumato e bevuto mentre eravamo in pancia e vivevano in case di amianto.
Hanno preso l’aspirina, mangiato formaggio blu, prodotti d’uovo crudo, pancetta e carni trasformate e tonno in scatola. Non hanno fatto il test per il diabete o il cancro del collo dell’utero.
Le nostre culle erano coperte di brillanti colori a base di piombo.
Non abbiamo avuto coperchi a prova di bambino su bottiglie medicinali, porte e armadi o coprispine, e quando abbiamo girato in moto, non abbiamo avuto caschi e in auto niente seggiolini di sicurezza o airbag, per non parlare dei rischi dell’autostop.
Abbiamo bevuto l’acqua dal tubo da giardino e non da una bottiglia.
Abbiamo condiviso una bibita con quattro amici dalla stessa bottiglia e nessuno è morto per questo.
Mangiavamo dolci, pane bianco e burro, bevevamo bibite con lo zucchero, ma non eravamo in sovrappeso perché ……
SIAMO SEMPRE STATI FUORI A GIOCARE!
Potevamo uscire di casa al mattino e giocare tutto il giorno, finché non si accendevano i lampioni.
I nostri genitori non sapevano mai dove eravamo e non c’erano i cellulari.
E siamo stati O.K.
Passavamo ore a costruire la nostra go-kart con vecchie tavole e rotelle e scendevano giù dalla solo per scoprire che avevamo dimenticato di costruire i freni. Abbiamo costruito case sugli alberi e tane e giocato nel letto del fiume con le automobili fatte con scatola di fiammiferi o le auto fatte con un tappino di latta.
Non avevamo Playstation, Nintendo Wii, X-box, i video games, e 999 canali su SKY.
Nessun segnale video / film dvd, telefoni cellulari, personal computer, Internet o chat room su Internet ….Gli amici erano fuori, uscivamo di casa ed erano lì.
Siamo caduti dagli alberi, ci siamo tagliati, rotte le ossa e i denti e non c’erano cause di tali incidenti.
Solo le ragazze avevano i buchi alle orecchie!
Abbiamo mangiato vermi e torte di fango a base di immondizia.
Mangiavamo cioccolata solo con l’uovo di Pasqua se c’era.
A dieci anni avevamo una pistola ad acqua.
Andammo in bici o a piedi a casa degli amici, si bussava alla porta, si suonava il campanello, o si gridava il loro nome.
La mamma non aveva bisogno di andare a lavorare per aiutare il papà di sbarcare il lunario!
L’idea di un genitore che veniva a difenderci se trasgredivamo la legge era inaudita.
I genitori non inventavano nomi stupidi per i loro figli come ‘Kiora’ e ‘Blade’ e ‘Ridge’ e ‘Vaniglia’
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità.
E voi siete uno di loro!
COMPLIMENTI!
..
Il principe di Micene
Pseudo Kavafis

Il principe di Micene
fece spegnere tutte le luci
del Palazzo Reale affinché
potesse ricontare
le stelle, una ad una,
e controllare da solo
senza l’aiuto dello scriba,
dell’eunuco e della folta
schiera di lacché,
che una stella, Éspero,
s’era spenta.
Invano non prestò ascolto
all’Oracolo
e cercò in tutta Micene
l’indovino cieco
il quale, aperta una stella marina,
vide la fine di Micene
e del suo regno.

..
http://masadaweb.org

8 commenti »

  1. La Giornalista Capacchione che sta sotto scorta per minacce della Camorra di Casal di Principe non potrebbe esser presentata come Presidente della Regione da Italia dei Valori ? o avrebbe paura ?
    Se non ci fossero ancora persone come Lei non avremmo più speranze per l’Italia e l’Europa ! Grazie ! ora speriamo anche in una Procura antimafia Europea ! Ma dovremmo ripulire la Cassazione da collusioni ! Grazie ! Auguri !
    arch. Graziella Iaccarino-Idelson Napoli

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 8, 2010 @ 12:18 pm | Rispondi

  2. Ciao Viviana, ti riporto il link di Byoblu. Non so se lo leggi.
    Alla fine dell’articolo c’è anche un sondaggio a cui partecipare, se si vuole.

    http://www.byoblu.com/post/2010/02/08/Volete-libero-Gesu-o-Barabba.aspx

    Io sto riflettendo molto sul “caso de luca”, anzi, credo che la mia riflessione sia finita prima ancora di cominciare: non è la persona giusta per i valori che da sempre ha portato avanti Di Pietro.
    L’ho sempre votato (Di Pietro, non de luca) e, seppur confusa e anche arrabbiata, non mi pronuncio a mente “calda” dicendo: non lo voto più!
    Solo che stavolta, pare che tutti (Travaglio in primis) davvero non sappiano da che parte girarsi per riordinare i pensieri.
    Io posso soltanto ribadire il mio NO fermo a quel fascista di de luca. Io lo chiamo Nasone e ogni qualvolta mi capita di vedere il suo nasone in tv, cambio immediatamente canale. Mi sono bastate le assurdità da vero fascista che ha vomitato in passato e mi basta guardare salerno (città dove abito ma che non mi appartiene essendo nata al centro e che mai ho sopportato) per rendermi conto di quanta effettiva sete di denaro e potere egli ha.
    Parlando con gli amici l’ ho sempre definito simile a berlusconi, per il modo di fare e di abbindolare i cittadini salernitani che (te li raccomando!) sono come lui e guai a toccarglielo!
    Oltre alla raccolta differenziata (anche qui avrei cose da dire), non credere poi che abbia fatto tanto (giardinetti e fontanelle, tant’è che lo chiamavano il sindaco delle fontanelle) e mi basta vedere la “famosa” cittadella giudiziaria, poco distante da dove abito: un’orrenda costruzione iniziata anni fa e oggi “ferma”. Chissà come mai? :)))
    Per non parlare di altre cose inutili che questo “illustre” sindaco ha fatto costruire, addirittura una metropolitana, quando poi, salerno, puoi girartela tranquillamente anche a piedi, non essendo una metropoli.
    Ti cito soltanto queste due cose. La metropolitana ormai è zeppa di scritte e sporcizie varie. Non mi sono nemmeno interessata se funzioni o meno.
    La città pulita che il nasone tanto decanta, non è così poi pulita. Solo alcune zone centrali forse, ma non brillano per pulizia.
    Esterno alla cittadella giudiziaria, posto all’altro lato della strada, c’è un COSO che chiamano faro e mi pare che non faccia neanche più luce e se la faceva, era fioca fioca. Una costruzione che se fosse stata edificata in città belle che abbiamo in italia, avrebbe deturpato il paesaggio: non è altissimo ed è fatta a quadrati bianco/neri. Col tempo il bianco ha perso il suo “smalto”, ma credo proprio che un giorno di questi ti invierò una foto, così ti renderai conto personalmente di quanto è brutto!
    Inutile dire che la cittadella giudiziaria è orrenda quanto il faro e lo si nota anche se non ancora costruita del tutto. Ora ci sono vetri rotti. Forse barboni o drogati vanno all’interno per protegggersi dalla pioggia e dal freddo notturno o per stare in pace quando si fanno, non so, so soltanto che il marciapiede che la costeggia, da una parte non è asfaltato e pieno di pietruzze che mi sono costate un paio di scarpe 🙂
    Per attraversare la strada hanno messo delle strisce pedonali poco vicino ad una curva e le macchine che vengono da due lati, sfrecciano come se corressero su una pista.
    Tantissime volte i cittadini hanno chiesto al comune di provvedere, mettendo semmai un semaforo e tante volte operatori di tv locali sono venuti per registrare il tutto e segnalare la cosa. Ma il nasone tace. Meglio parlare male di saltimbanchi o di gente come Alex Zanotelli vero? 🙂
    Tra poco dovrebbe esserci anche un’opera colossale che ricopia di sana pianta il modello Piazza Plebiscito di Napoli, ma molto più grande. Il nasone vuole costruirla proprio in una zona che ai salernitani non deve essere toccata, anche perchè vicinissima al mare (sporchissimo). Ma lui la vuole a tutti i costi e l’ho sentito io dire che se ne frega di chi si oppone affinchè venga realizzata e di chi gli pone divieti e divieti dovuti, giustamente, all’impossibilità di cotruire in quel sito un'”opera” del genere, tra l’altro più che orrenda.
    Chiaramente dei soldi investiti per realizzare tutte queste cose, sono certa che ne ha usufruito anche e soprattutto lui e in modo molto abbondante.
    So che è legato alla camorra. Non mi interessa per cosa.
    Ecco perchè poteva andare semmai bene solo per il PD ma non per IDV… Ma Di Pietro rimane allacciato a questo pseudo partito molliccio e vuoto di contenuti morali e di elementi capaci… Le ragioni le saprà lui, ma noi? Non sarebbe ora che “trasparentemente” Tonino facesse sapere ai suoi elettori il perchè e percome di certe scelte?
    Termino qui, va!
    Ti ho annoiata, lo so, d’altronde anche io mi annoio e soprattutto mi incazzo quando mi parlano di deluca, alias il nasone :-))
    Sereno proseguimento di giornata Viviana
    Emanuela

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 9, 2010 @ 5:12 pm | Rispondi

  3. LA “QUESTIONE MORALE” ANCORA AL CENTRO DEL PROBLEMA ITALIANO…

    IL “CONSENSO ELETTORALE” PUO’ ESSERE UTILIZZATO COME “PURGA” DI OGNI COLPA?…

    L’OPINIONE DI PAOLO BORSELLINO SUL RAPPORTO TRA POLITICA E MAGISTRATURA:

    “C’è un equivoco di fondo.
    Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto.
    No!
    La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale.
    Le istituzioni, invece, hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali!”

    (Paolo Borsellino)

    UNA RIFLESSIONE SUL RAPPORTO TRA MORALITA’ PUBBLICA E POTERE:

    Quella sopra richiamata è un’opinione:
    – chiara ed “inequivocabile”
    – autorevole (data la fonte)
    – e personalmente pienamente (e “convintamente”) condivisa!

    Oggi si ha la tendenza a sovraccaricare la Magistratura di compiti e responsabilità non proprie…
    Occorrerebbe, invece, ribadire con forza che:
    – alla Magistratura compete solo un “giudizio penale” (in ordine l’accertamento di fatti di reato)
    – mentre alla politica dovrebbe spettare un autonomo e trasparente “giudizio morale” sulla condotta della classe dirigente (dalla stessa selezionata, ancor più in virtù dell’attuale sistema elettorale per quanto attiene i parlamentari!).

    Posizioni del genere si tacciano normalmente di “inutile moralismo” o “datato “giustizialismo”…
    Quanto di più sbagliato, a mio avviso!
    Si tratta, semmai, di semplice “garantismo” rivendicato a tutela dei cittadini (detentori originari della sovranità), che hanno diritto a veder affidata l’amministrazione della “Cosa Pubblica” a personalità (politici ed autorità di Stato) di indiscusso valore ed “integrità morale”!

    Certamente chi fa politica o gestisce le finanze pubbliche:
    – non può essere solo un “brav’uomo”, una persona onesta e corretta (in grado di valutare l’“opportunità” delle proprie azioni)
    – bensì deve essere anche una persona capace, competente, d’esperienza…
    Credete forse che in Italia (tra circa 50 milioni di cittadini eleggibili) sia davvero impossibile o terribilmente arduo individuare persone disponibili a mettersi al servizio della Collettività e, allo stesso tempo, in grado di fornire adeguate garanzie e di professionalità e di rettitudine?!

    La “moralità” (pubblica e privata) di chi rappresenta il Popolo (e, in sua veste, ne esercita la sovranità) resta sempre e comunque una qualità, una dote “irrinunciabile” per chiunque eserciti funzioni pubbliche!
    Il semplice “consenso elettorale” (cui spesso ci si aggrappa come “purga delle proprie colpe” o forma di “immunità”!), invece, non può mai, da solo, cancellare:
    – i “misfatti” (pubblici e/o privati)
    – o le “ambigue frequentazioni” di un personaggio politico!

    L’ARTICOLO SEGUE SU:
    http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-QUESTIONE-MORALE-ANCORA-AL-CENTRO-DEL-PROBLEMA-ITALIANO-b1-p238.htm

    Gaspare Serra

    Blog “Spazio Libero”:
    http://spaziolibero.blogattivo.com

    Gruppo facebook “Riformiamo lo Stato, rinnoviamo la Politica, ravviviamo la Democrazia”:
    http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&gid=62981451472

    Gaspare Serra

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 9, 2010 @ 5:34 pm | Rispondi

  4. Cara Viviana
    Leggo che scrivi sul blog di Grillo: “mi dispiace,non voglio vedere piu´nessuno,non voglio parlare piu´con nessuno,sono nauseata……..”
    Spero che quando passero´i miei momenti di scoramento,perché li passero´di sicuro,qualcuno mi scriva due righe per cercare di tirarmi un po su…
    Tu sei nel giusto,noi siamo nel giusto…
    Mi batto ogni giorno contro le cose che ti hanno stancato, ignoranza, volgaritá, intolleranza di ogni tipo….
    Sono solo pochi personaggi, come un piccolo tumore,che produce danni irrimediabili…
    Il segreto sta nel non combatterli con le loro stesse armi,nel non lasciarsi trascinare sul loro terreno di scontro…
    I veri grandi personaggi della storia,passata e recente hanno smosso le coscienze delle masse con la sola forza dei pensieri culturalmente innovativi…
    Le vere rivoluzioni culturali sono riuscite nel corso dei secoli a permettere alľumanitá di evolvere nel progresso sociale e culturale…
    Le rivoluzioni, le logiche degli”APPESI PER I PIEDI A TESTA IN GIU´”,la sopraffazione e il raggiungimento del potere a tutti i costi nel nome della giusta causa si é sempre persa per strada nel momento in cui coloro che subivano hanno deciso di scendere al livello di chi si prefiggevano di combattere,usandone gli stessi metodi…
    La storia ci insegna che chi ovunque nel mondo e nel corso storico sia sceso a questi compromessi disumani ha sempre fallito e creato immani disastri…
    Con queste logiche esisterá sempre una maggioranza che impone e una minoranza che subisce in alternanza ľuna alľaltra…
    La rivoluzione deve essere culturale,a tutto tondo, capovolgendo logiche, prospettive e punti di vista, non deve escludere nessuno a prescindere ma deve essere la piu´ampia possibile…
    Solo cosí intravedo un futuro…
    Ognuno,nel suo piccolo puo´e deve fare qualcosa se si vuole salvare,ognuno come puo´,non servono grandi gesti,bastano anche quelli quotidiani di scrivere semplicemente i propri pensieri su un blog come fai tu….
    Quando ero ragazzo,giocavo a calcio,avevo la maglia numero 4,non ero il fuoriclasse, ero un motore,cuore,polmoni e lotta….
    Alla fine di ogni partita, quando perdevo, le prime volte piangevo e mi sentivo sconfortato perché quello che avevo lasciato sul campo non era bastato,io non ero bastato…
    Finché non ho capito che,vincere o perdere non era cosí importante,ma ľimportante era sentire di avere dato tutto e di avere la coscienza pulita e di cercare di spingere il mio limite sempre un gradino piu´su´….

    Buona notte

    Donato

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 10, 2010 @ 7:02 am | Rispondi

  5. La questione nucleare l’ho citata perché rappresentava la più clamorosa falsità dell’articolo di viviana vivarelli. Per il resto non mi sento neppure di definire guerrafondai bonino, d’alema, salvi ecc. a meno di considerare guerrafondai anche coloro che condivisero le dichiarazioni di guerra alla germania nazista. In Kosovo era in corso un genocidio, così come in bosnia come spiegò bene qualcuno che scelse di stare lì, sul campo, in quei drammatici giorni, come adriano sofri.

    Detto questo sono d’accordo con te nello stigmatizzare i due pesi e due misure: in lombardia SeL e verdi appoggiano penati, più leghista dei leghisti stessi e la Federazione della Sinistra non lo appoggia perché lui ha rifiutato, preferendo umiliarli accettando un incontro solo per dire loro che non li voleva proprio, manco avessero la lebbra; hanno subìto il rifiuto, non sono stati loro a negare a priori l’appoggio a un simile personaggio (quello che ha stanziato fondi pubblici, da presidente della provincia di milano, per finanziare le ronde, prima ancora che venissero legittimate per legge). A suo tempo persino rifondazione comunista appoggiò la jervolino come sindaco di napoli (no dico, la jervolino, avete presente? Devo ricordarne le gloriose gesta?) e potrei cntinuare con altri esempi analoghi. E nessuno fiatava. Invece su bonino, ancorché contrapposta a una candidata e a uno schieramento di destra che più destra non si può (un cocktail clerico-fascio-leghista completo di tutti gli ingredienti) ecco alzarsi in tanti, col ditino puntato, a fare i duri e puri, con una puzza al naso e un settarismo degni di miglior causa (oltre che autolesionisti).

    Riccardo

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 10, 2010 @ 8:06 am | Rispondi

  6. Caro Riccardo

    certo, i radicali sono quelli che organizzarono il referendum anti nucleare, ma oggi trovo molto timide le dichiarazioni della Bonino in proposito, come se qualcosa la frenasse, non riconosco nulla delle fiere battaglie del passato (o è diventata una moderata anche lei?) nessun accenno alle scorie, per es., all’autodeterminazione dei cittadini, ai diritti ambientali o alla contaminazione del territorio, e solo vaghi accenni ai costi che sono superiori ai vantaggi. Avrei voluto qualcosa di più, come in passato. Del resto i radicali hanno fatto parte anche di governi di cdx dove certe scelte energetiche erano la norma.

    Comunque sono andata a ritroso a cercare i vecchi discorsi della Bonino e ancora nel 2008 diceva così sul nucleare: http://www.radioradicale.it/scheda/257949/conversazione-settimanale-con-emma-bonino

    Tutto giusto, mi pare. Poiché non c’è niente che non condividerei io stessa, va bene su questo punto e la viva voce vince su qualunque illazione. Ma perché oggi Bonino sembra fiacca sullo stesso punto? Forse quelle centrali vedono favorevoli anche il Pd? Dopotutto hanno candidato Boccia che le voleva e ha fatto mostra di cambiare idea solo alla vigilia. E’ o non è, questo, un problema importante?

    Sulla guerra, vorrei stendere un velo pietoso sui discorsi bislacchi che Pannella disse sul Saddham che doveva autoesiliarsi ecc.

    Resta il fatto che tu sembri sorvolare dell’orientamento economico e ideologico dei radicali che è sempre stato ed è tutt’ora prettamente neoliberista.

    O dobbiamo considerare questa cosa una bazzeccola del tipo del De Luca rinviato a giudizio ma comunque candidabile?

    Mi pareva che qualche fondatore della sinistra di 150 anni fa avesse detto che l’economia è la struttura portante della società, o forse era un liberista pure lui?

    Mi è permesso di dire, in tutta convinzione, che questa sinistra che sceglie come propri candidati una liberista come la Bonino o un rinviato a giudizio come De Luca non la riconosco più?

    Mi è permesso di dire che in questa opposizione parlamentare vedo abbastanza confusione?

    cordialmente

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 10, 2010 @ 8:07 am | Rispondi

  7. Ciao, benché apprezzi il tono della tua risposta, probabilmente più serena e conciliante del mio post (perché obiettivamente mi ero innervosito leggendo il tuo articolo), continuo a dissentire su diversi punti.

    – Prendo atto che non imputi più alla Bonino di non essre antinuclerare (o di non esserlo in modo chiaro) ma di essere, a tuo avviso, tiepida nella sua contrarietà. Certamente è già un passo avanti, ma vorrei dirti che io questa scarsa nettezza non la vedo. La posizione è inequivoca, reiterata e,a mio avviso, efficace: se Berlusconi ha già iniziato con la favola che gli italiani avranno bollette elettriche più leggere grazie al nucleare, forse è saggio contrastare questa balla (purtroppo argomento cui gli italiani sono cmq sensibili e lui lo sa bene) insistendo proprio su questo aspetto. Ma detto questo, nella sua stigmatizzazione dell’azione di ricorso giudiziario da parte del governo Bonino ha più volte toccato proprio il tasto dell’autodeterminazione dei cittadini, cui tu facevi riferimento.

    Non avrei mai pensato di dover spezzare una lancia in favore del PD, ma va detto, a onor del vero, che anche Bersani si è espresso contro la scelta nucleare, Boccia o non Boccia. Tornando a Bonino, ho trovato due link dove mi pare che la sua posizione sul tema sia espressa in modo cristallino.

    http://www.radioradicale.it/scheda/296979/presentazione-dellaccordo-elettorale-tra-la-federazione-della-sinistra-del-lazio-e-la-candidata-per-il-cen

    http://www.radioradicale.it/scheda/296854/pd-seminario-dellarea-marino

    P.S. (Solo perché sono puntiglioso e maniaco della precisione nel riportare notizie ti ricordo che i radicali non hanna mai avuto incarichi di governo in un dicastero di centrodestra, l’unica loro partecipazione governativa è stata quella della stessa Bonino nell’ultimo governo Prodi)

    – Diversamente da te non trovai affatto bislacca la proposta radicale di puntare sull’esilio di Saddam (ed è poi emerso che diversi capi di stato arabi erano sulla stessa linea e lo stesso dittatore e stragista – 500.000 morti sotto il suo “regno”, con particolare cura verso i curdi – valutava seriamente l’ipotesi) che avrebbe tolto ogni alibi a Bush per l’attacco militare. Ma sia che si consideri bislacca l’idea, sia che la consideri interessante, tutto era fuor che una posizione guerrafondaia, ne converrai suppongo. Io cmq non avevo citato il caso Irak, rispondendo a Radisol, ma Kosovo e Bosnia.

    – Non è che voglio sorvolare sulle posizioni economiche dei radicali, semplicemente, anche per non abusare di spazio, avevo scelto di rispondere alla più inesatta delle tue osservazioni, quella che, come ti ho detto, mi aveva innervosito. Ma non mi sottraggo. Non condivido, perlopiù, le posizioni dei radicali sui temi economici, ma neppure le demonizzo. Non è peraltro vero che siano liberisti da sempre, come dici tu, per il banale fatto che un tempo di economia non si occupavano proprio (e meglio avrebbero fatto, secondo me, a continuare a non occuparsene…).

    Ma detto questo, ti ricordo, come già hanno fatto altri, che non si vota per il governo del Paese, o per assegnare il ministero del Lavoro alla Bonino, stiamo parlando del “governo” di una regione. E nel primo dei link che ho indicato sopra (la conferenza stampa congiunta radicali-Federazione della Sinistra) puoi ascoltare posizioni piuttosto ampie di convergenza fra le due forze (e neanche si citano quelle scontate, laicità, diritti civili ecc.) che, penso, dovrebbero tranquillizarti sotto il profilo delle questioni “economiche” che attengono alla competenza regionale.

    Ma aggiungo che per quanto mi riguarda il vizio sia della sinistra sia della destra di guardare alla società solo con occhilali economicisti mi è sempre parso a dir poco riduttivo. Forse lo avrei pensato anche 150 anni fa, di sicuro lo penso oggi (anzi, da quel dì diciamo pure). Ken Loach, che nn mi pare esattamente un radical chic, soleva ricordare “we need bread, but roses too” e più recentemente ascoltai con estremo piacere franco giordano affermare “guai a quella forza politica di sinistra che anteponga i diritti sociali ai diritti civili”; e a quelli umani aggiungo io, vista l’aria che tira.

    Oggi, chi vuole stare dalla parte degli ultimi, dei diseredati, dei più deboli davvero, si occupa prima che di chi ha un posto fisso (magari malpagato) degli immigrati, ormai equiparati a delinquenti in un paese che si dice civile; dei rom; di chi si vede negata un’esistenza serena solo in base al proprio orientamento sessuale (hai un’idea del tasso di suicidi fra gli adolescenti che si scoprono omosessuali?); dei detenuti (hai un’idea del tasso di suicidi fra i carcerati? Hai un’idea delle condizioni di “vita” nelle carceri?); di chi, magari a 18 anni, finisce in galera per uno spinello; di chi vorrebbe non essere costretto a subire un accanimento terapeutico o non vorrebbe vedersi invadere il corpo da un tubo volto a farlo respirare artificialmente o a nutrirlo, sempre artificialmente; persino di chi vorrebbe un figlio ma non se la sente di concepirlo sapendo che probabilmente, o certamente, nascerà con gravi patologie e, impunito che non è altro, vorrebbe poter ricorrere a tecniche o procedure che salvaguardino da questo rischio (eugenetica hanno il coraggio di chiamarla i sodali della Polverini e lei stessa). Sto parlando, in breve, di persone la cui esistenza diventa un inferno, e per me queto viene prima del problema della busta paga di un operaio, mi scuserai per questo. E mi dispiace dirlo, ma la cosiddetta “sinistra storica”, perlopiù, si è sempre occupata di salari molto di più persino che dei morti sul posto di lavoro (che sappiamo non essere questione di sfiga…). Ecco perché mi scandalizza una sinistra che appoggia un Penati o una Jervolino, non la Bonino che sui temi che citavo ha le carte in regola più dei vari soloni che le fanno le pulci sul liberismo.

    Ma alla fine, la vera questione è quella del tipo di elezioni di cui parliamo: regionali. Questo dovrebbe bastare. Più ancora delle posizioni economiche, ciò che rimprovero (anzi, nn perdono proprio) ai radicali è il loro essere a favore del sistema maggioritario che ancorché non del tutto realizzato in italia ha prodotto danni ncommensurabili, imho, alla politica di questo paese. E quindi? Qundi se si votasse per un’assemblea costituente che riscriva la costituzione o più banalmente una commissione volta a decidere una nuova legge lettorale mai e poi mai potrei votare per un radicale; ma si dà il caso si voti per la regione Lazio…

    Chiedo scusa per la lunghezza…

    riccardo

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 10, 2010 @ 8:07 am | Rispondi

  8. Ogni lunghezza va bene se serve ad essere esaustivi.

    Non c’era bisogno di ricordarmi le lotte per i diritti umani dei radicali perché su questo sono sempre stata d’accordo, e vi ho partecipato di slancio, sia dal punto di vista partecipativo e propagandistico che finanziario, per quel che ho potuto, perché ricca non sono. E lo stesso vale per ogni referendum radicale compreso quello contro il nucleare. Su cui, e lo ripeto, mi sembra oggi che la posizione di Bersani e della Bonino sia oggi di un tono così basso da non sentirsi quasi. Ma sarà solo una mia impressione (tu mi dici che Bersani e Bonino fanno un FORTISSIMO attacco al nucleare e sarà vero, sarà fuori da radio radicale o su rassegne stampa che su internet non compaiono. Strano, perché l’attacco di Vendola, invece, l’ho sentito benissimo) o sarà che da 16 anni il tono dei Pd, o comunque si chiamino, è diventato così soffuso che quando si alleano a Confindustria (vd Calearo o Colaninno o le scalate bancarie) o sostengono Berlusconi si sente forte e chiaro, mentre quando fanno discorsi di sinistra, non si sente quasi per niente.

    Resta il fatto eclatante che la Bonino non è né sarà mai di sinistra, può essere anche della destra migliore, ma di sinistra mai, il suo attacco ai sindacati e ai dirirtti del lavoratori è sempre stato di una durezza impressionante DA SEMPRE, e vedere che il Pd non ha di meglio nel suo seno mi turba parecchio, come mi turba leggere la tua o di altri difesa che in pratica rinnega la propria posizione politica di sx per candidature d’accatto con personaggi che di sx non sono stati mai.

    Tu dici molte cose giuste, ma resto dell’avviso che avere un personaggio ultraliberista a capo di una Regione in cui dovrà gestire il trattamento di molti lavoratori, in cui dovrà fare pesanti scelte economiche e in cui dovrà per forza di cose manovrare un patrimonio ingente che riguarderà sanità, suola, trasporti, costruzioni, territorio, energie …. avere, ripeto, un personaggio ultraliberista a capo di questo potere economico enorme (le Regioni ormai fanno concorrenza allo Stato) non mi tranquillizza affatto, e mi fa allibire il tuo assunto che oggi l’economia non è poi così importante…Ma da quando? E da quando si deve leggere queste cose su un sito cone bellaciao che dovrebbe essere di estrema sxa? Mi sono già fatta sangue amaro su un altro sito che era nato per propugnare la sx arcobaleno, aprileonline, e che ora è scorazzato da gente che difende solo D’Alema e De Luca?

    E da quando per un uomo di sx la posizione dell’economia in un aggregato sociale che per Marx era fondamentale è calata in secondo piano o è addirittura sparita?

    Nota che io non sono nemmeno marxista o trotskista, ma solo no global e propugno una visione rovesciata della piramide che non ha a capo una nomenclatura oligarchica (come quella in cui sono finiti tutti gli stati marxisti) ma una democrazia massimamente partecipata. Ma se, nella lotta tra capitalisti e lavoratori, si sta dalla parte del capitale, che difesa di sx si può rivendicare?

    Io questi partiti non li riconosco più. Non riconosco più ormai da Berlinguer il Pd, ma ora non riconosco più nemmeno RC. Mi pare che siamo in un caos ideologico.

    Per me è fondamentale (e lo dico col massimo impegno) difendere i diritti dei deboli, dei lavoratori, delle donne, dei bambini, dei carcerati, dei migranti, degli anziani, dei malati, degli omosessuali, dei popoli offesi, dei popoli aggrediti (e perché poi Saddham avrebbe dovuto dimettersi se era lui l’aggredito?)

    Ma per me è fondamentale difendere i diritti di tutte queste persone contro le ferocia dei capitalisti, degli imprenditori dissoluti, dei confindustriali, dei magnati, degli avidi alla Berlusconi o alla Bush, dei Bielderber, delle corporazioni, delle grandi organizzazioni internazionali neoliberiste..

    Per me lottare contro il neoliberismo è fondamentale e non posso accettare un personaggio che promana dal suo seno. Io la critica dei radicali a un neoliberismo perverso che sta portando a morte il pianeta non l’ho ancora vista. I radicali mi sembrano schizofrenici: difendono i deboli ma non attaccano i potenti. E il mercato è il loro unico dio.

    Invece io non vedo alcuna separazione tra la difesa dei deboli e la lotta ai prepotenti, perché tutto si lega indissolubilmente. E se i radicali presentano una difesa giusta che si collega a un quadro ideologico-economico sbagliato, lo vedo e lo denuncio, come un errore fondamentale, come un voler attaccare gli effetti senza rivolgersi contro le cause.

    Voler difendere i deboli senza attaccare le cause della loro sofferenza nel predominio economico di quelle caste che possiedono il mondo mi sembra un grave errore idologico. A questo punto stimo di più i comboniani (vedi padre Zanotelli, che non a caso viene aggredito volgarmente da de Luca) che almeno si rivolgono alla difesa dei deboli ma attaccano anche le causa politico-economiche che li fanno soffrire (e i comboniani questo lo hanno sempre fatto anche in Arica)

    Ascolto regolarmente radio radicale e spesso sono d’accordo anche se evito di ascoltare il rinnegato Taradash che è passato a Berlusconi, e ho un vero affetto per Massimo Bordin, ma ricordo ancora l’orrore di una delle ultime tornate elettorali che dette alla Bonino uno sfracello di voti in cui la stessa auspicava con grande forza l’eliminazione di ogni sindacato e di ogni contratto o tutela del lavoratore e chiedeva come suo massimo scopo la liberalizzazione assoluta dei rapporti di lavoro.

    Per me questo è delirio, con tutto rispetto per le battaglie civili dei radicali.

    Poi sarà che sono uno degli ultimi giapponesi della giungla che continua a combattere una guerra dove ormai si sono cedute le armi

    cordialmente

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 10, 2010 @ 8:08 am | Rispondi


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