Nuovo Masada

febbraio 4, 2010

MASADA 1083-4-2-2010. La giustizia sospesa

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:12 am

Votato il legittimo impedimento – La giustizia sospesa – Chi è che inneggia a De Luca? – Bugie di Scaiola sul nucleare – Una opposizione che non va – La crisi politica di Bologna – Ruini invita Berlusconi a colazione

Voglio trovare un senso a questa storia anche se questa storia un senso non ce l’ha” (Vasco Rossi)
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La Camera vota il legittimo impedimento
Viviana Vivarelli

I voti a favore sono stati 316, quelli contrari 239, le astensioni 40. Casini si è astenuto.
Per 18 mesi B potrà non comparire ai suoi processi; corruzione di testimone e Mediatrade-Rti. Dopo la caduta del Lodo Alfano e la ripresa contro di lui del processo Mills aveva dichiarato: “È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà, come sono certamente sicuro sarà accertato in appello per quanto riguarda il signor Mills. Quando il processo riprenderà con altri giudici dimostrerò la mia totale estraneità. Ho annunciato la mia intenzione di fare un intervento in Parlamento su questa sentenza e appena avrò tempo lo farò e quindi in quella sede dirò finalmente quanto da tempo penso a proposito di certa magistratura. Parlerò al processo per dimostrare la mia innocenza. Ruberò solo ‘qualche ora’ al mio lavoro nel governo”.

E infatti…Da 20 mesi non si fa che stare su questo: rimanere libero! E che il paese vada al diavolo!
Massimo Donadi aveva detto: “Fossimo in un paese civile, B sarebbe costretto a dimettersi dalla pressione dell’opposizione, della stampa e dell’opinione pubblica. Essere un corruttore di testimoni è un reato abietto. Chiunque fosse anche solo sfiorato dal sospetto di aver commesso un reato così grave dovrebbe andarsene”.
Di Pietro: “Adesso è chiaro ed evidente a tutti la ragione per cui B ha imposto come prima legge di questa legislatura il lodo Alfano, che gli garantisce l’impunità”.
La soperchieria di quest’uomo non ha mai fine. Ma per quanto altro tempo An, Cl e Lega intendono proteggerlo?

Bersani: «E’ ora che prendete atto che gran parte del paese che governate non è disposto a chiamare ‘riforma’ delle norme che cambiano il processo in corso d’opera, a partita in corso, che non hanno carattere di astrattezza e generalità e oscurano il principio di uguaglianza. Le scorciatoie per uno o per pochi suscitano in tanti repulsione e indignazione. Cosa vuol dire discutere di salva processi e legge salva pentiti? E lodo Alfano uno e due? C’è di mezzo B, un presidente del consiglio che non vuole farsi giudicare, e tiene fermo, incagliato, su questo punto l’Italia. Ci direte: ‘Abbiamo il consenso, fateci governarè. Ma chi ve lo ha impedito? Chi vi impedisce di governare?».

Di Pietro ha detto: “Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un presidente del Consiglio si faccia fare una legge apposita per non farsi processare. Questa è l’ennesima scelta immorale e incostituzionale. Lei rappresenta il peggior capo del governo che la storia repubblicana e italiana ricordino. Già ha utilizzato e utilizza i canali tv avuti come grazioso dono per confondere e illudere gli elettori. Ed è riuscito a venire in parlamento con un manipolo di sodali e farsi leggi che le servono per risolvere i suoi guai giudiziari. Oggi, però, sta succedendo qualcosa di più umiliante per le istituzioni, Lei sta chiamando in correità al suo progetto criminoso tutti i suoi ministri. In un paese serio sarebbe uno scandalo. Lei è responsabile e mandante, sta ballando sul fuoco della rivolta sociale, mentre se la ride alla Nerone-maniera, migliaia di persone stanno perdendo il lavoro. Tuttavia, ha ammonito, il tempo della resa dei conti si avvicina anche per lei. Il morso della fame e dell’incertezza sta inducendo milioni di italiani a considerare malriposta la fiducia nei suoi confronti». Come Idv, faremo il possibile per risvegliare le coscienze così che possano disarcionarla dalla sella del comando prima che sia troppo tardi».

Come avevamo previsto, B si fa votare tutto: legittimo impedimento, immunità per l’intero governo, Lodo Alfano ter, processo breve, legge contro i pentiti, legge contro le intercettazioni, veto all’informazione sui processi, incaprettamento della magistratura, puttane e figli al potere, e presto avremo anche il regime presidenziale forte a diretta elezione popolare, col gradito consenso di gente come D’Alema e i dalemiani, Violante e Franceschini, che sul presidenzialismo erano già in accordo preventivo. Ci aggiungiamo la candidatura da parte di Bersani di persone graditissime alla destra e alla camorra come il sindaco di Salerno De Luca, e siamo a posto. Il regime della violenza e del malaffare si consolida.
A tutta birra verso l’impero! E bravi D’Alema, Veltroni e Violante! E bravi Cota, Bossi e Calderoli ! Bravi Fini, Gasparri e Larussa! Bravi Formigoni, Lupi e Vignali! Brave Binetti, Malandri e Lanzillotta! Avete svenduto il nostro paese a un despota che non si fermerà dinanzi a nulla! Lo avete fatto per pigrizia, per venalità, per stupidità, per interesse, per malaffare, per corruzione congenita per citrullaggine. Lo avete fatto per smania di potere, protagonismo, ignavia, corruzione e idiozia mentale. Non sappiamo per quali abietti motivi lo avete fatto. Ma lo avete fatto.

Il legittimo impedimento è una furbata generata da Casini, che è e resta di destra e prima o poi rientrerà nel seno del grande capo, la grande casa del popolo delle libertà, accolto con ogni onore come un figliol prodigo che si rispetti e in grado di partecipare a qualche spartizione a buon diritto. Ed è per questo soggetto che ben tre leader del Pd hanno pensato bene di staccarsi da Di Pietro? Ed è per questo Casini, più filoB che mai, che Bersani e D’Alema volevano buttare a mare anche Vendola?

In tutti i sistemi processuali di tutti i tempi, un imputato ha il diritto di presenziare al suo processo, e, se è malato certificato, può farselo spostare. Un presdelcon, poi, può essere impedito a presenziare anche da impegni irrevocabili (ma intanto B, per qualche invisibile contusione da impatto mai accertato, si è preso un mese e per i suoi lifting ha preso vacanze anche di due mesi!). La legge gli ha sempre garantito il diritto di farsi spostare i processi, se oberato da impegni presidenziali. Non per vedere giocare il Milan o per “provare” qualche nuova fanciulla consigliatagli dal puttaniere di fiducia. Ora, dal prossimo voto in Senato, chiunque in questo Governo potrà legittimamente fare marameo ai suoi processi, beffandosi della legge, per 18 mesi, tempo che occorre a B per fare il terzo Lodo Alfano e salvarsi il culo in permanenza. E’ chiaro che ciò è incostituzionale, e lo resta anche se il prode Napolitano glielo firma, come glielo firmerà sicuramente, in base allo strano assioma che “tanto il Parlamento lo rivoterebbe!”. L’obbrobrio è stato suggerito da Casini, quello che il Pd vuole alla follia come socio, ed è fortemente sostenuto da Fini e Bossi con la strana pretesa che “così si difende il popolo!”.
Si chiede il giudice Bruno Tinti su Il fatto: “E perché solo i Ministri e non i Sottosegretari o i Presidenti di Regione? Hanno forse meno impegni della Carfagna? E perché non un chirurgo?”
Il Vietti dell’Udc, che ha allestito questa bella prodezza democratica, ha detto: “Embè? Anche se fosse anticostituzionale, intanto B prende tempo per il Lodo Alfano!” La tecnica è chiara: una sfilza di leggi anticostituzionali, tutte debitamente firmate da Napolitano per prendere tempo “finché vita lo accompagni”.
E il bieco Pecorella aggiunge: “Chi governa lo decide il popolo, non qualche giudice! E se il popolo sceglie un delinquente, cazzi sua!”
A B basta eludere i processi o farseli prescrivere. E se non li affronta e li annulla a colpi di legge, è chiaro che innocente non è. Ma chi se frega? Il colpevole è semmai Travaglio, o Di Pietro, che devono essere messi alla gogna. Il potere non può essere colpevole, e sennò che potere è, se non riesce nemmeno a mantenersi incensurato?
Ma, è chiaro, tutto questo lo si fa “per il popolo”! E se il popolo, come dice Bruno Tinti, “del fatto che B governi con una sfilza di leggi per mantenersi fuori dalla giustizia ‘sovranamente’ se ne sbatte, cosa si fa?”

La Giustizia sospesa
Aprileonline (sunto)

Il legittimo impedimento viene approvato dalla Camera tra urla e proteste. L’opposizione sulle barricate: è il funerale della giustizia. L’Udc si astiene. Per Bersani è standing ovation. Lancio di oggetti sul voto finale. Il provvedimento passa al Senato

Bagarre. Emiciclo straordinariamente affollato, presenti anche i 3/4 dei componenti del governo. Urla, proteste, insulti, lancio di palline di carta e cartelli di protesta “Casta intoccabile!” “Costituzione violata, giustizia calpestata”.
Gli animi si sono scaldati già sull’intervento di Di Pietro, ripetutamente interrotto e contestato dai deputati del cdx, ma l’apice è alle battute finali, prima sulla dichiarazione di voto di Bersani e Cicchetto, poi agli interventi di D’Alema, Colombo e Santagata.
Bersani ha pronunciato metà del suo discorso tra le urla dei colleghi della maggioranza, e quando ha citato le dimissioni degli amministratori di csx indagati, il Pdl ha cominciato a urlare i nomi di Bassolino e Loiero. Ma è stato anche l’unico ad avere la standing ovation dal suo gruppo, anche i deputati di Idv e Di Pietro si sono alzati ad applaudirlo. L’Udc, che si è astenuto sul testo, non ha mostrato grande entusiasmo per le parole di Bersani e Casini era fuori durante il discorso.
Presenti 595 deputati su 630, caso piuttosto raro. Per primi i fedelissimi di B: Brunetta, Carfagna, Frattini, Alfano, Fitto, Scajola, Gelmini, Vito. Poi anche Bossi e Tremonti..Anche Cicchitto è stato contestato a più riprese, la sua invettiva contro Bersani vittima della deriva giustizialista di Di Pietro è stata causa di uno scambio di sorrisi tra il segretario del Pd e il leader di Idv.
Gli scambi di urla e proteste tra le due parti sono continuati su Colombo, totalmente coperto da commenti della maggioranza, del tipo ‘nascondete i bambini’. Santagata ha ricordato alla Lega che oggi è garantista ma qualche anno fa “agitava il cappio contro B”. D’Alema ha voluto precisare la dinamica delle sue vicende giudiziarie, contestato anche lui, gli ha replicato Giancarlo Lehner: “Come mai hai candidato Di Pietro nel Mugello? Sei stato favorito!”. E dai banchi del csx è partito un coro: “Scemo, scemo”. Subito dopo il voto sono apparsi i cartelli di Idv: “Costituzione violata” e Casta di intoccabili”. La reazione del Pdl è stata immediata, al grido: “Contrada, Contrada”, per la foto di Di Pietro accanto all’ex capo del Sismi accusato di mafia.
Il premier e i ministri per 18 mesi potranno ‘saltare’ le udienze nei processi penali in cui sono imputati presentando una ‘giustificazione autocertificata’. Il testo di Casini limitava il beneficio solo al presidente. La legge è incostituzionale ma serve come legge-ponte, transitoria, in attesa di un lodo-Alfano bis per via costituzionale, con lo scudo per le 4 più alte cariche dello Stato.
Così tutti i membri del governo si autocongeleranno i processi per 6 mesi che potranno arrivare fino a 18.

Chi è che inneggia a De Luca?
Viviana Vivarelli

E’ chiaro perché si leggano post inneggianti a De Luca, sindaco di Salerno, è uno che piace tanto alla dx che lo voleva come proprio candidato e lo appoggia nel sistema di potere che ha instaurato a Salerno. Fascio e camorra, una bella accoppiata! Perché questi post non parlano degli scandali immobiliari? Dell’avidità dissennata di De Luca? Dei suoi supporter squadristi che vanno in giro a schiaffeggiare chi gli si oppone? Di quelle grandi opere, vedi il più grande parco acquatico d’Europa, vera truffa che dovevano servire solo ad attrarre capitali e potere? Della strategia criminale di acquisire grandi aree per realizzare opere contro la legge di pura speculazione immobiliare? Degli interessi del clan camorristico casertano che si legano a quelli di De Luca? Di quei lavori alla B con solo un 1° cantiere e soldi a go go che poi prendono altre strade? Dei cointeressi di Gnutti che piatto ricco mi ci ficco? Del parco che diventa, oplà, una centrale termoelettrica da affidare alle Energy Plus, socia in cambio di altri affari sporchi? Del PM Gabriella Nuzzi che aveva cominciato a indagare su questa rete affaristica e fu opportuamente allontanata da una procura compiacente? Chi aveva detto che tra i giudici non c’erano maneggi politici? Perché non parlano dell’architetto contrario all’opera in base alle leggi a difesa di Salerno che fu concusso e costretto alle dimissioni? Ed è questo che Bersani ci vuole rifilare? Non ne abbiamo basta degli affari sporchi di Bassolino, Loiero e Del Turco? Dobbiamo imitare la destra in tutto il suo peggio?
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Primi in corruzione
Copio da Loris (da aprileonline)

Nel 2007 tra 180 paesi considerati il primo (meno corrotto) era la Danimarca, l’Italia era al posto 41, come la Repubblica Ceca e dopo (cioè più corrotta) paesi che nell’immaginario collettivo sono amministrati peggio di noi come l’Estonia o il Cile, che invece sarebbero stati ben più onesti di noi. Pensate solo che il Botswana, ridente stato dell’Africa meridionale, era al posto 38, noi al 41!
Ecco i dati del CPI del 2009: in cima alla lista c’è la Nuova Zelanda, il Botswana è salito al posto 37 e l’Italia è crollata al posto 63, preceduta da Cuba e dalla Turchia!
Il fatto che l’Italia in due anni sia scesa di 22 posti e che i politici e gli amministratori turchi siano percepiti meno corrotti di noi dovrebbe farci pensare parecchio. Comunque, candidando inquisiti a man salva, possiamo riuscire a scendere ancora. Si narra delle tricoteuses dei tempi della rivoluzione francese, le anziane donne che facevano la maglia sedute sulle loro seggioline ai piedi della ghigliottina. Noi una grande rivoluzione borghese non l’abbiamo purtroppo mai avuta e si vede e si sente. Abbiamo invece tanti baciapile pronti a incensare il potente di turno. (Viviana: …e ora anche l’opposizione. Quanto diritti nostri sei pronto a cedere, on. Violante, per un posto alla Corte Costituzionale?)

Scajola e il nucleare
Franco Bianco (aprileonline)

(Scaiola: “Non ci sono ancora territori destinati alle centrali nucleari (falso perché hanno già destinato dieci siti e la cosa è protetta dal segreto militare). E non e’ vero che tutti i cittadini siano contrari (Falso: 17 regioni su 20 sono contrarie al nucleare).
“Se vogliamo ridurre le bollette dell’elettricità, far pagare meno l’energia alle imprese, proteggere l’ambiente anche noi dobbiamo avere alcune centrali.”
“Stiamo aumentando anche le fonti rinnovabili ma sono ancora costose e il loro sviluppo richiede incentivi economici che paghiamo tutti nelle bollette e che nel 2008 sono costati 1,6 miliardi di €”.)

Ho scritto più volte che questo Scajola non sa quello che dice, è di un’ignoranza smisurata ed afferma cose assolutamente false, oltre che folli; si badi che nelle bollette dell’elettricità, in Italia, stiamo ancora pagando per la dismissione delle centrali chiuse vent’anni fa, ed ancora continueremo a lungo (il costo della dismissione è elevatissimo, e lo paga la comunità). Non è vero che l’energia elettrica prodotta per via nucleare sarebbe più economica, poiché tutti i dati disponibili dimostrano assolutamente il contrario. Non è vero che con il nucleare si ridurrebbe l’emissione di CO2, poiché bisogna confrontare la quantità di emissioni relativa a tutta la “filiera” e non la CO2 emessa nella sola fase di produzione dell’energia. Non è vero che con il nucleare ci si sottragga al problema della riduzione della fine delle risorse fossili disponibili, perché le risorse e le riserve di uranio sono addirittura minori di quelle di petrolio e gas (di carbone ce n’è ancora di più). Senza parlare del problema immane delle scorie e del loro “confinamento” (immagazzinamento in sicurezza), per il quale non esiste a tutt’oggi alcuna soluzione, né in Italia né altrove nel mondo. Scajola mente sapendo di mentire, oppure è di un’ignoranza gigantesca, o tutt’e due. Io sono convinto che il piano nucleare non troverà il modo di realizzazione, poiché susciterà opposizioni insuperabili: ma il guaio è che persistere nelle stupide e tragiche follie nucleariste immobilizzerà risorse ed impedirà di dar luogo a politiche energetiche di tipo sostenibile. Anche questo è un prezzo che ci deriva dal non essere capaci di mettersi d’accordo per cacciare la dx dal Governo.
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Una opposizione che non va
Da aprileonline (sunto)

Prodi e Chiamparino hanno duramente criticato Bersani in piena campagna elettorale regionale. Ancora il Pd non riesce ad essere una opposizione credibile. E il guaio dura da tempo. Da 16 anni l’Italia è una democrazia bloccata.
Bersani è segretario da appena 3 mesi, eppure la contestazione interna già soffia con forza.
La miscela esplosiva ha quattro micce accese: lo scontro tra le diverse correnti del partito a livello nazionale e locale, l’affermazione delle candidature di Emma Bonino (radicali) alla presidenza del Lazio e di Nichi Vendola (Sx ecologia e libertà) in Puglia, il braccio di ferro sommerso tra Veltroni e D’Alema, l’esodo alla spicciolata di molti esponenti cattolici dopo l’addio di Rutelli che ha fondato l’Alleanza per l’Italia (Api). Di qui l’incertezza e la sfiducia di molti elettori. In questi giorni i mormorii di malcontento sono diventati qualcosa di più serio. Prima è uscito allo scoperto Prodi chiedendo: “ma chi comanda, nel Pd?”. Poi sono arrivate critiche durissime di Chiamparino sulle gestione delle candidature. La scelta della Bonino è stata imposta più che proposta, su Vendola abbiamo subito un veto di Casini e ora lo sosteniamo”, ha osservato. Chiamparino stesso parla di candidarsi alla segreteria: “Il progetto del Pd è fallito. Per evitare il disastro totale bisogna aprire dopo le regionali il cantiere di una nuova coalizione. Un nuovo Ulivo”. E la segreteria di Bersani potrà essere messa in discussione.
Bersani è sotto il “fuoco amico” in piena campagna elettorale e finge di non sentire.
Un problema reale esiste e sta nella scarsa credibilità politica del Pd. L’opinione pubblica non lo vede come una forza affidabile, alternativa a B. Le battaglie e le proposte del Pd non si vedono o non lasciano il segno. Il non riesce a parlare né alla sua tradizionale base dei lavoratori dipendenti né ai ceti medi produttivi, agli artigiani e al lavoro autonomo. Non riesce a dare risposte né alle paure della crisi economica né a quelle provocate (a torto o a ragione) dalla criminalità e dall’immigrazione clandestina. I giovani precari diventano disoccupati e i lavoratori anziani, se perdono il lavoro, si trasformano in disperati.
L’Italia appare una democrazia bloccata. Il cdx al suo interno sembra contenere sia la maggioranza sia l’opposizione (Fini e Bossi). Le opposizioni reali, compreso il Pd, sembrano relegate ad un ruolo marginale perché non riescono ad incidere sulle scelte del governo. Certo, questo non si può imputare a Bersani, è alla guida del Pd da appena 3 mesi e ha cercato di riparare i cocci di un partito reduce dalle disfatte di Veltroni e Franceschini. Ma sono 16 anni che il csx non riesce ad essere competitivo col cdx. Solo Prodi per due volte è riuscito a battere B con l’Ulivo, ma i suoi governi sono morti prematuramente per implosione, per i duri contrasti interni nel csx. Così l’Italia resta una democrazia bloccata, priva di alternativa.
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Da bellaciao.org.it
La crisi politica a Bologna

Le dimissioni del sindaco e la crisi di giunta rendono evidente un ulteriore passaggio politico del nostro territorio, passato dalla fine del modello emiliano alla crisi del modello del “buon governo”. Pd, IdV e la sx alternativa sono responsabili e complici di questa situazione.
Di fronte alle attuali emergenze sociali provocate dai processi di crisi c’è stato, non solo un semplice immobilismo da parte della giunta, ma complicità con le logiche della rendita, della speculazione e delle privatizzazioni.
Riteniamo che debba essere chiaro che Delbono e la sua giunta non sono entrati in crisi, da”sx”, ma per la loro esigenza di auto tutelare un sistema affaristico clientelare. Le vicende inerenti al sindaco, in merito al cosiddetto Cinzia-gate, sono secondarie rispetto allo svolgersi dell’attuale crisi politica. Quello che emerge è la fine del vanto della “buona amministrazione democratica”. Trascinando con sé non solo il comune di Bologna, ma l’intera amministrazione regionale. Con ironia ricordiamo che, non meno di qualche settimana fa, la giunta comunale voleva limitare la partecipazione ai cittadini in consiglio comunale lamentandosi delle continue interruzioni da parte dei lavoratori precari e degli sfrattati, che manifestavano contro l’immobilismo della giunta. La fase che si apre impone alla sx di classe e anticapitalista un ragionamento a tutto campo in merito al ruolo che oggi, questa stessa sx, deve avere rispetto a tutte quelle fasce sociali che in questi mesi hanno provato a resistere alla crisi e a rivendicare diritti sociali e civili. Dobbiamo partecipare alla ricostruzione di un blocco sociale indipendente che abbia una sua rappresentanza politica. Dove indipendenza vuol dire 1° essere indipendenti e alternativi al PD, non solo sul piano delle scelte strategiche e di prospettiva, ma anche sul piano delle alleanze elettorali, 2° partecipare attivamente all’auto-organizzazione sociale, decisiva ai fini di un recupero di radicamento e credibilità tra i lavoratori e i settori popolari. Indipendenza come progetto, che si concretizza in una azione e unità popolare che sappia darsi proprie forme di identità e collettività, non attraverso la somma di quello che rimane a sx, ma attorno a tutti gli uomini e le donne che oggi rimettono al centro una idea di società fondata su una visione collettiva e non di mercato. Questo vuol dire costruire la rappresentanza politica di un blocco sociale che si batte per la difesa e il rilancio della dimensione pubblica, impegnandosi nei diversi aspetti della vita sociale e culturale cittadina e per lo sviluppo delle garanzie sociali, civili e di cittadinanza.
I gruppi dirigenti della sx a livello nazionale cosi come a livello locale, si trascinano di sconfitta in sconfitta, ma sarebbe riduttivo personalizzare gli errori. Tutta la politica fondata sul tatticismo e sul politicismo salottiero va definitivamente abbandonata. Occorre quindi uno sforzo di immaginazione da parte di tutte quelle forze che a sx condividono il bisogno di indipendenza per saper raccogliere le istanze di lotta e di resistenza delle fasce popolari. Una sx anticapitalista e di classe, se conseguente al proprio nome, deve e può dare un contributo importante perché questo progetto si compia.
www.bellaciao.org/it/spip.php?article25941sviluppi
Lista Reno,Linea Rossa,PCL, Rete dei Comunisti,Sx Critica,Terre Libere,
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Viviana Vivarelli

E così a Bologna Del Bono come gli altri. E pazienza per chi dice che sono solo 400 € di errore contabile. E pazienza per la tresca davvero poco encomiabile sul posto di lavoro con una donna sposata! E pazienza che se la portasse come escort fissa in 16 viaggi intorno al mondo! E pazienza per il bancomat aperto non si sa da chi e perché. E pazienza per i continui viaggi in Bulgaria per accudire certi affari privati! E pazienza anche per i 3000 € dati per falsare un testimone! Ma dietro a Del Bono si sta aprendo una cloaca di malaffare e il Pd anche su Del Bono ha frenato più che poteva per sistemare questo e quello, tanto che per il suo ritardo a dare le dimissioni annunciate alla fine ci ritroveremo un commissario e dovremmo rimandare le elezioni oltre marzo a tutto discapito di una città che anche questo non se lo meritava! E qui si ripete la triste sceneggiata pugliese: D’Alema fa di tutto per rifiutare le primarie, rifiuta anche il sindaco designato dalla città, quel vice sindaco Cevenini che ai bolognesi è molto simpatico e che è molto popolare. Si fa di tutto per perdere, quando qui per vincere basterebbe poco. Ma forse ha ragione Chiamparino (1° sindaco nelle preferenze dei cittadini italiani) che il Pd è un ‘caro estinto’.
E ha ragione quel 66% di un sondaggio che il Pd lo dà ormai per defunto!
D’Alema crede di essere il nocchiero della nave Pd, ma è l’ancora che non solo tiene la nave alla fonda, ma se questa continua ad alleggerirsi, la colerà a picco.
A Bologna, se il Pd continuerà nei suoi giochi matematici nel tentativo vano di intercettare i voti della dx, ci sarà un solo candidato accettabile: Giovanni Favia, della lista a cinque stelle. Se in questa città non ci fosse uno zoccolo duro di vecchi che votano per abitudine o ordine del partito, Bologna non sarebbe completamente immobilizzata e come morta ormai da 18 anni.
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Investire dove
Viviana Vivarelli

Per fronteggiare la crisi, anche nel suo ultimo discorso, Obama ha detto che farà investimenti sulla scuola, la ricerca e le energie alternative, fonti anche di occupazione.
Ma di questo non c’è parola nei discorsi autocelebrativi o nelle leggi autoassolutorie di B, e nemmeno nei tagli dissennati di Tremonti.
La Germania ha iniziato lo sfruttamento intensivo del deserto del Sahara con le sue centrali solari a concentrazioni di specchi, simili a quelle che il premio Nobel Rubbia stava per impiantare nella sua Città del Sole in Calabria, intanto che le amministrazioni si cuccavano 20 miliardi di fondi europei e ciurlavano nel manico con finti inceneritori e finti depuratori. E sono poi gli stessi che il caro D’Alema ricandida mentre avversa le energie pulite di Vendola e la ripubblicizzazione dell’acqua pugliese, già privatizzata sempre dal caro D’Alema.
E mentre Bersani si balocca con astruse sommatorie elettorali (il Pd è diventato il Pappa, partito del pallottoliere), altrove avanzano.
Amburgo ha chiuso tutte le sue discariche.
La Germania ricicla ormai il 70% dei rifiuti e ha termogassificatori a inquinamento zero (non glieli fa certo Impregilo) e non si sogna nemmeno il tasso di malattie cancerogene della Calabria e della Campania (D’Alema ricandida anche Bassolino?).
Come spot elettorale, l’ultimo responsabile delle discariche campane, Bertolaso, viene fatto Ministro a ulteriore autogratificazione di B.
E intanto che le 10 sedi delle costruende centrali nucleari fanno parte del segreto di Stato, ringraziamo l’astutissima Lega che ha esiliato Rubbia mettendo a capo del CNR un idraulico padano, che di energie non ce ne darà né alternative né inquinanti.
E mentre il CNR francese fa i suoi bandi di concorso che sono vinti per metà da cervelli in fuga dall’Italia, mentre la nostra scuola e la nostra ricerca continuano ad essere insultate, il premier ha ripreso a candidare le sue donne di letto non si sa a che eccellenza mostrare.
E avanti così, sempre più in basso!
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Cara Viviana,
ti mando questo video sullo smaltimento illegale dei rifiuti, attuato attraverso l’affondamento di navi (da parte della ‘ndrangheta) cariche di stock radioattivi.
www.youtube.com/watch?v=XdvB9BDy7Kc
Pierluigi.

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Lettera aperta al cardinale Camillo Ruini che invita B a colazione
Paolo Farinella

Sig. Cardinale CamilloRuini

Nel 1991 da una sperduta parrocchia dell’entroterra ligure, le scrissi sullo scandalo che provocò nei miei ragazzi la notizia del «cardinal-party» da 800 mila lire (quasi un miliardo di allora!) con un migliaio di invitati del «mondo» che conta, dato da lei in occasione della sua nomina a cardinale. Lei mi risposte che fu un dono di amici e io le risposi che certi doni dovrebbero essere respinti al mittente perché insulto ai poveri e al Cristo che li rappresenta. Le cronache del tempo fotografarono che «la capitale della politica, della finanza, delle banche, delle aziende di Stato è accorsa compatta in ampie schiere. Mai tanta mondanità e tanto ossequio attorno a un cardinale, reduce da due giorni di festeggiamenti ininterrotti» (Laura Laurenzi, la Repubblica).
A distanza di 19 anni, mai avrei pensato di riscriverle, anche perché sapevo che lei era andato in pensione e quindi si fosse defilato come si conviene alle persone di sagge buon senso. Oggi lei non offre lauti banchetti a 800 persone, ma invita a colazione solo due individui che da soli sono peggio degli 800 barbari. Sono indignato per questo suo invito che i credenti onesti vedono come la negazione del sacramento dell’ordine e la pone sullo stesso piano degli intrallazzatori di professione.
D’altra parte lei per oltre 15 anni ha manovrato papi, parlamenti, governi, accordi elettorali, sanità, scuole e fascisti che, al punto in cui siamo, uno scandalo in più o uno in meno, il peso cambia di poco. A mio modesto parere di prete, il suo operato induce me e molti altri credenti a pensare che lei e noi non crediamo nello stesso Dio e anche che lei usi il suo come strumento di coercizione per fini demoniaci. Lei infatti, ancora una volta, ha contravvenuto al dettato del Codice di Diritto Canonico che stabilisce: «È fatto divieto ai chierici di assumere uffici pubblici, che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile». Il massimo potere in uno Stato democratico si esercita nella formulazione delle liste elettorali tra cui i cittadini liberi e sovrani «dovrebbero» scegliere i loro governanti, locali e nazionali: qui sta in sommo grado la «partecipazione all’esercizio del potere civile».
Il giorno 20 gennaio 2010, nella sede del Seminario Romano, dove risiede da cardinale in pensione, lei ha invitato, come ospite a colazione, Silvio B, accompagnato dal gentiluomo (sic!?) di Sua Santità, nonché sottosegretario alla presidenza del consiglio italiano. Lei ed io sappiamo che Gianni Letta, moderno Richelieu o se vuole in termini giovanili e quasi liturgici, prosseneta, vulgo mezzano, è il tutore garante presso il Vaticano del suo capo, notoriamente inaffidabile oltre che corrotto e corruttore. Dicono le cronache che avete discusso di accordi elettorali, di convergenze tra Pdl di B e Udc di Casini e Api di Rutelli; chi deve essere candidato alle regionali e chi no; chi deve perdere e chi deve vincere nel Lazio; cosa fare e cosa disfare in Puglia.
La candidata Emma Bonino alla presidenza del Lazio non deve passare perché, come in una nuova crociata, «Deus ‘el vult», cioè lo ordina Ruini a cui Dio di solito dice ad ogni tornata elettorale cosa vuole e non vuole. Le cronache celiano che B abbia tenuto il boccino perché ormai ha il coltello dalla parte del manico. Lo dimostra il fatto che il suo illustre e integerrimo ospite abbia preteso dal suo partito una «quota rosa» a sua totale discrezione per fare eleggere le «pulzelle» compiacenti che non ha potuto varare nelle politiche del 2008, a causa del «ciarpame politico» rovesciato sul tavolo dalla di lui moglie, che ha sparigliato le candidature. Avete parlato anche di questo? Di quali donnine e prostitute candidare?
Il giorno prima, il 19 gennaio 2010, appena 24 ore prima, il Senato della Repubblica, presieduto dall’autista-picciotto, Renato Schifani, in quota servitù perpetua, ha varato il cosiddetto «processo breve», cioè la 19a legge su misura per i bisogni primari del Silvio B e pazienza se si sfascia l’intero sistema della giustizia italiana! Pazienza, se milioni di cittadini non avranno mai giustizia e se tutti i delinquenti, i truffatori, gli spacciatori, i ladri, i corrotti, i concussori, i concussi, i deputati e i senatori insieme ai loro famigli la faranno franca sempre e comunque alla faccia di quel «bene comune» con cui lei da presidente della Cei faceva i gargarismi sei volte al giorno prima e dopo i pasti principali. Lei queste cose le sa, ma è anche «cardinale di mondo» e sa navigare nei meandri del fiume della politica che conta, poco importa se morale o immorale: in fondo il fine ha sempre assolto i mezzi perché noi cattolici non siamo forse per la confessione periodica e cioè per «una botta e via da capo»?
«Processo breve, legittimo impedimento per sé e famigli», lei lo sa bene, sono eufemismi: trattasi infatti soltanto di «processo impossibile». Un presidente del consiglio scardina lo Stato di Diritto, impone al parlamento di votare leggi individuali e di casta a favore di sé e dei delinquenti che lo attorniano, abolisce di fatto ogni contrappeso al potere esecutivo e di fronte a tanta bulimìa incontenibile, lei lo invita anche a pranzo? Via, cardinale, est modus in rebus! Non pare che durante il pranzo, lei abbia detto una parola sulla condotta scandalosa dell’ospite, ma sappiamo che si è seduto a tavola con un essere spregevole moralmente, eticamente, giuridicamente, democraticamente e con lui contratta seggi e vittorie, costi e benefici, voti e ritorni in privilegi economici e politici. Logicamente in nome dei sacrosanti «principi non negoziabili», of course!
Colui che sedeva a mensa con lei, dal mese di maggio dello scorso anno e fino a novembre 2009 è stato braccato dalla stampa internazionale, rincorso da dieci domande di un giornale italiano e bollato dalla denuncia della moglie per frequentazione di minorenni; uso abituale di prostitute e forse di cocaina (non sappiamo tutto!) in sedi istituzionali (anche le dimore private sono state da lui sottoposte a regime di «segreto di Stato»); spergiuro sulla testa dei figli (del fatto di Casoria, ha dato 4 versioni diverse, dopo avere giurato che la prima era quella buona); promesse di posti in parlamento e al governo a signore e signorine compiacenti in cambio di favori sessuali. Alcune di loro non perdono occasioni per ostentare la loro cattolicità granitica, fondata sui «valori» dell’onestà, della famiglia, del bene comune e dell’indissolubilità del matrimonio.
Negli stessi giorni in cui lo scandalo delle prostitute era al culmine, il suo governo stava varando una legge per punire i clienti delle prostitute: la solerte, cattolicissima ministro Mara Carfagna si è affrettata a ritirare il provvedimento che avrebbe colpito per primo il suo capo e protettore che il suo stesso avvocato ha definito «utilizzatore finale» di carrettate di donne. Soltanto dopo l’indignazione del popolo cattolico arrivata al «color bianco», finalmente la Cei cominciò a balbettare qualche timiduccio scappellotto, ma tenue e delicato, quasi un buffetto. Il 7 luglio 2009, quando ormai il mondo cattolico era sul filo delle barricate contro la latitanza della gerarchia cattolica, il segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, durante una Messa, alludendo al presidente del consiglio, Silvio B, oggi suo ospite, senza mai chiamarlo per nome, sbotta: «Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere. Nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio» (Omelia per la Messa di Santa Maria Goretti).
Lei, sig. cardinale Camillo Ruini, ha passato tutto questo tempo sotto silenzio assoluto, dedicandosi al «progetto culturale della Cei e alle massime questioni di alta filosofia e teologia: «L’esistenza di Dio», la sua necessità e via dicendo. Sul resto che travagliava la Chiesa, i credenti, la gerarchia e copriva con un manto di sudiciume l’Italia intera, silenzio tombale.
Nello stesso periodo, il 1 luglio 2009, il governo varò il «decreto sicurezza» che stravolge il diritto internazionale, l’etica cristiana, la dottrina sociale della chiesa e tutti gli insegnamenti pontifici in fatto di migrazione perché definisce reato «lo stato di persona clandestina». Mons. Agostino Marchetto del pontificio consiglio per l’immigrazione dichiara: «La criminalizzazione dei migranti è per me il peccato originale dietro al quale va tutto il resto», riferendosi alle aberranti politiche sociali del governo. A stretto giro di posta arrivò la smentita della Sala Stampa vaticana: Mons, Marchetto parla a titolo personale. Il Vaticano smentisce se stesso. Anche in questa occasione, lei ancora una volta stette zitto e latitante e non difese nemmeno il suo pupillo che preferì sacrificare sull’altare dell’immoralità governativa pur di mantenere un rapporto privilegiato di potere e d’interesse.
Ricevendo B e per giunta come ospite in intimità conviviale a casa sua, senza dire una parola su ciò che è avvenuto in questo anno (per non parlare degli ultimi 15 anni), lei ha avallato lo scardinamento costituzionale, istituzionale e lo sfacelo etico di cui l’ospite è stato e continua ad essere protagonista responsabile. Quel giorno per buon peso, B era reduce fresco fresco da un attacco micidiale alla Magistratura con parole omicide: «Il tribunale è un plotone di esecuzione». Lei ha così avallato e approvato il suo comportamento immorale e indecoroso, benedicendo l’inverecondia e assolvendo l’insolvibile, diventandone complice «in solido», perché come insegna il diritto, che la saggezza popolare traduce pittorescamente, «è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco».
Se lei poi con questi figuri tratta posti di governo o gestione della sanità o della scuola o condizioni per fare eleggere questo/a o quella/o in cambio di voti e/o di altro, lei inevitabilmente diventa compare di uno che frequenta la mafia e ha fatto della malavita la norma della sua condotta. B non si sentiva perseguitato e non denunciava accanimento giudiziario quando rubava e trasportava denaro degli Italiani all’estero, dichiarava il falso in bilancio, corrompeva i giudici, comprava i testimoni dei processi, sparava alla testa dei giornalisti non a libro paga, imponeva al suo «Il Giornale» agli ordini del falsificatore Feltri di uccidere il direttore di «Avvenire», Dino Boffo. Lei non chiese le dimissioni di Feltri e di B per avere inventato «in solido» una trappola di fango per mettere in riga i vescovi della Cei con un avvertimento di stampo mafioso: io vi tengo in pugno. E’ di questi giorni la sentenza in appello, confermata e aggravata, a Totò Cuffaro, cattolico integerrimo per reato di mafia. Costui e il Pierferdi Casini che lei tanto sponsorizza, per cinque anni hanno votato tutte le leggi immorali a servizio esclusivo di B, appoggiandolo in ogni nefandezza: tutto con la sua benedizione e il silenzio della gerarchia cattolica. Sempre e comunque in nome del santo bene comune. Ah! «i valori non negoziabili».
Ora arrivano le elezioni regionali. Nel Lazio, regione del papa, cortile del Vaticano e prolungamento del Laterano, si candida alla presidenza della regione Emma Bonino, radicale e anticlericale. La paura fa novanta, signor cardinale, e lei da «vero animale politico» ha fiutato che la «Emmaccia» potrebbe farcela agevolmente e se arriva, potrebbe mettere ordine nella sanità e nella scuola laziale, due feudi della malavita «cattolica» laziale. Horribili dictu! Pur di contrastare, con ogni mezzo la sua candidatura, lecita e rispettabile in una democrazia compiuta, lei preferisce la deriva morale, lo sconquasso della Costituzione, la distruzione della Democrazia, l’annientamento dello Stato, alleandosi con un potente degenere che ha portato la corruzione e il malaffare al rango della politica e della presidenza del consiglio. Personalmente sono convinto che, in queste condizioni, lei non possa celebrare l’Eucaristia con tranquilla coscienza perché come prete non ha ricevuto il mandato di eleggere e fare eleggere presidenti e parlamentari, magari mafiosi, ladri e corrotti. Lei può solo andare per le strade del mondo e annunciare il vangelo della liberazione: ai prigionieri, ai poveri, agli immigrati torturati e uccisi dal presidente del consiglio che lei riceve a pranzo, diventando complice di assassinio collettivo, cioè di genocidio.
La congregazione del clero insieme ad altri quaranta preti, mi ha messo sotto inchiesta per avere scritto che la «vita umana deve essere umana», ma su di lei e sugli altri vescovi e sul Vaticano che appoggiate la forza omicida del governo B, nessuna inchiesta per oltraggio palese alla vita di adulti, donne e bambini. Il suo invito a colui che si paragona a Dio e al Messia, che si vanta di essere il «miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni», è la fine dei saldi della morale, dell’etica, del dottrina sociale, della dignità, del concetto di peccato e grazia: il saldo della religione che lei vende, anzi svende senza neppure esserne il proprietario.
Lei non ha autorità per intervenire in questioni che il Codice vieta ai preti come le alleanze partitiche, le elezioni, le candidature perché è una manomissione della democrazia del Paese Italia, vincolante anche in forza di un concordato che pone paletti alle interferenze e offre garanzie e lauti sussidi. Su queste materie poi lei né la Cei, né tantomeno il Vaticano, Stato estero, potete parlare in nome del mondo cattolico. Lei sa bene che sono questi comportamenti che allontano ancora di più i non credenti, mentre i credenti si avvicinano a passo svelto all’uscio d’uscita della Chiesa. Ho detto al cardinale Bagnasco che deve tenere un occhio al metro di misura che è l’8xmille, in caduta libera, segno della disaffezione sempre maggiore della gente da una gerarchia che si è trasformata da segno di contraddizione in lobby di pressione e di potere, patteggiando con personaggi immondi e immorali.
Il papa invita i preti ad accedere alla rete web. Beh, sappia che uso il computer dal 1982 e la rete dal suo sorgere: se avessi aspettato il consiglio del papa, alla mia et, sarei ancora al lapis e al pennino. Provi ad accedere alla rete, unico strumento di democrazia diretta ancora in vita, e si accorgerà, anzi sentirà l’odore corposo del disprezzo che circonda tutto ciò che sa di «ecclesiastico». Il nostro popolo è saturo di vedere l’autorità ecclesiale che dovrebbe servire il bene e combattere il male, fare comunella con i corrotti e i corruttori, con i delinquenti abituali travestiti da finti religiosi e sempre di più si allarga il fossato tra voi e noi: voi state andando per la vostra strada che vi porta a «mammona iniquitatis» noi, da soli cerchiamo con fatica la strada che ci porti agli uomini e alle donne del nostro tempo e insieme tendere: chi crede all’ incontro con il Dio di Gesù Cristo, chi non crede all’incontro con la propria coscienza e il rispetto degli altri.
Sig. Cardinale, credo che lei ed io non abbiamo molto da spartire, se non l’appartenenza formale alla stessa Chiesa in quanto «struttura», di cui però abbiamo due visioni non solo diverse, ma opposte: lei appartiene al sistema del potere clericale che io combatto con tutte le mie forze, mentre io mi sforzo di appartenere alla «Chiesa dei poveri» con la coscienza di essere una minoranza che sa di avere un solo mandato: il ministero e il magistero della propria testimonianza di vita che nessuno potrà mai rapirmi perché è il segno della Shekinàh/Dimora di Dio tra di noi.
In conclusione, alla luce di quanto sopra descritto e per le ragioni addotte, io, Paolo prete, ripudio anche lei e quello che rappresenta, come il 7 luglio ripudiai con lettera il suo ospite e commensale. Preferisco essere orfano di mercenari piuttosto che avere padrini. «Non ne abbiamo bisogno». Sappia però che con il suo agire e le sue scelte, lei ha autorizzato me e chiunque altro ad operare e agire in maniera esattamente opposta alla sua e mi creda lo farò con onore e con orgoglio, dall’interno della Chiesa di cui sono onorevolmente figlio fedele.
Profondamente inorridito,

Paolo Farinella, prete

PS. Ho notato che il suo successore alla presidenza della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nonché mio ordinario, si è del tutto defilato. Un altro mondo. Fui facile profeta nel dire, all’inizio della sua presidenza, che egli era una mera copertura perché il vero manovratore della Cei e, aggiungo, del Lazio e, per fare buon peso, dell’Italia, era ed è solo lei. Anche lei, come il suo ospite, B, come Gesù Cristo? «Ego vobiscum sum omnibus diebus, usque ad consummationem sæculi» (Mt 28,20). Sì, ne siamo certi: il cardinale Camillo Ruini sarà con il Lazio e B tutti i giorni, fino alla fine del mondo … e anche oltre! Amen!
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Deficit della sanità

Il Lazio ha sempre pesato sul bilancio statale più di altre regioni virtuose e la sanità è la sua voce più grossa.
Storace fu governatore del Lazio dal 2000 al 2005. Gli successe Marrazzo.
Nel 2007 la sanità laziale costava 102 miliardi, il 6,7 % dell’intero Pil.
La spesa pro capite più bassa fu in Calabria, con 1.581 euro a persona, quella più alta a Bolzano con 2.202.
Ma a pesare davvero furono Lazio, Campania e Sicilia che in tre coprirono l’ 83 % di
tutto il disavanzo nazionale.
Nel 2008 Roma fu costretta a chiudere tre ospedali, San Giacomo, Forlanini e Nuovo Regina Margherita, per sanare la sanità.
Storace fece la sua buona parte di malaffare tanto che la polizia dovette arrestare Marco Buttarelli, ex capo del suo gabinetto e Giulio Gargano, ex assessore ai Trasporti più alcuni direttori di ASL. I fedelissimi di Storace sembra si siano intascati 3,7 miliardi di lire di bustarelle. Lady ASL Anna Iannuzzi ebbe indebitamente dalla regione 7 miliardi di lire. Sembra che Storace abbia lasciato 10 miliardi di debiti.
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Don Aldo su Craxi

Quando da ragazzo, studiando la storia dell’antica Roma, ebbi a sapere di Caligola che nominò senatore il suo cavallo, ricordo lo sconcerto e lo smarrimento. Mai avrei pensato che da adulto avrei assistito a qualcosa di più conturbante e stravolgente, nella Roma della modernità.
Benedetto Craxi, due volte condannato in giudicato, fuggito all’estero per sfuggire alla prigione, a dieci anni di distanza, lo si vuol innalzare agli onori degli altari della Patria: familiari promotori, governo benedicente, opposizione consenziente e capo dello stato plaudente.
Thomas Jafferson abbe a dire che l’errore ha bisogno del governo, mentre la verità si regge da sola… E se il governo serve a legittimare l’errore, riscrivendo al rovescio la storia, che vada pure al diavolo: lui con i suoi accoliti.
Lo vomito a tutto stomaco.
“Quel che sta accadendo è fin troppo chiaro: si riabilita il corrotto morto per beatificare il corruttore vivo. Si rimuovono le tangenti della Prima Repubblica per legittimare quelle della Seconda. Si sorvola sulla latitanza di Craxi per apparecchiare nuove leggi vergogna che risparmino la latitanza a B”, scrive Travaglio nell’articolo che vi allego.
Sapete la differenza tra un ladro povero e un ladro ricco?
Semplicissimo. Il ladro povero è un ladro e il ladro ricco è un ricco! Il ladro piccolo è un ladro e un ladro grande è un “Grande”!
I faraoni sono sempre faraoni, anche se hanno la coscienza nera di sozzure e le tasche piene di ruberie e le mani rosse di sangue.

Faccio mio lo scoramento e il lamento del caro e indimenticabile David Maria Turoldo:

E’ stato tutto inutile, tutto un inganno:
si è abbattuto un faraone per assistere alla comparsa di altri faraoni:
I nazismi, i razzismi da cui ci si voleva liberare
e per cui si sono versati sangue e lacrime
rinascono comunque e dovunque…
sotto altre spoglie, con altri volti;
anche e proprio tra coloro che ne teorizzavano l’eliminazione.
La Terra Promessa è sempre da raggiungere;
il faraone non è mai stato vinto;
altri, più squallidi ed astuti di lui,
lo hanno semplicemente sostituito
“.
..
www.antoniodipietro.it
da Resoconto stenografico intervento sen. Li Gotti:

Sapevamo della felicità dei mafiosi in carcere e del boato di giubilo quando la radio diffuse la notizia della morte di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino. Eravamo a questo. Eravamo a questa torbida conoscenza. Oggi abbiamo qualcosa di altro: una parte dell’Aula del Senato, ieri, ha fatto un coretto di irrisione alla pronuncia del nome di Antonio Ingroia, di un magistrato che la mafia vuole uccidere e di cui organizza l’eliminazione fisica.
..
Cesare Ferro

Come orme
lasciate sulla rena,
sono,
gli anni miei;

mi volto,
non sono più;
il vento ed il mare
le hanno cancellate
.

Davanti a me,
sola,
resta, amorfa ed uguale
la sabbia di sempre.

Solo il mare, con il lento sciabordio
delle sue acque,
m’invita a trovare,
in lui,
finalmente,
pace.

..
RIDIAMARO : – )

NOTIZIE ANSIA di Marco Vicari

UDC: Cuffaro esce dall’Udc. Preferisce il concorso esterno.

Editoria: In edicola la raccolta di foto: “Noi amiamo Silvio”. Sono foto
segnaletiche.
McDonalds: Arriva il panino Mc Italy: Lo mangi tu, paga un altro.
Muccino: il suo film nelle sale in due versioni: per i non udenti con
sottotitoli, per udenti senza Jovanotti.

Turchia: Ali Agca a “Ballando sotto le stelle”. Migliorerà le coreografie,
sparando ai piedi dei concorrenti.
..
Belin!!!! hanno riaperto i casini????
Non lo sapevo.
Sento dire che candidano altre due zoccole in parlamento!!!
La Merlini si rigirerà nella tomba!!!
Cazzo se lo sapeva chiudeva Montecitorio!!!
..
Devi capire che devono tenere alto il livello basso attuale….
Capisc’a me
Antonio Cataldi

Oggetto: ECCO PERCHE’ PER IL PROSSIMO VENTENNIO GOVERNERA’ B (SVELATO IL MISTERO)

Cena di compleanno del presidente Napolitano. Presenti tutte le personalita’ di spicco del mondo della politica e del jet set. I
commensali si siedono esterrefatti dal lusso della tavola.
La moglie di Bersani:- Pier Luigi guarda che stoviglie, guarda le posate! I coltelli, guarda i coltelli,sono in oro zecchino, con brillanti e smeraldi incastonati! Pier Luigi, ne voglio uno in ricordo da portare a casa!
-Ma per favore cara.ti rendi conto di cosa mi chiedi?Se ci scoprissero che figura faremmo?
-Non voglio sentire stronzate comuniste! Prendimi subito un coltello!
Al che Bersani prende il coltello e lo fa sparire nella tasca della giacca.
Proprio di fronte alla coppia Bersani siedono B e sua figlia, che ha visto tutta la scena. La ragazza dice al premier:
-Dai papa’, prendine uno anche a me!
-Ma tesoro, come posso fare una cosa del genere?
-Non si discute:se l’ha fatto Bersani a maggior ragione puoi farlo tu! Se non me lo prendi subito mi metto a gridare.
-Se insisti tanto..
Il Cavaliere si prepara all’insano gesto.,allunga la mano che pero’, data l’emozione, lo tradisce e per sfiga il coltello batte varie volte
su un bicchiere.TLIN,TLIN,TLIN..
Tutti tacciono.
Con il suo solito sorriso,senza saper bene cosa fare, B si alza in piedi e dice:- Brindiamo tutti al nostro Presidente, garante delle istituzioni,cento di questi giorni Presidente!
Tutti brindano e B tira un gran sospiro.
-Papa’, non fare il pirla, non esco di qui senza il coltello!
-Ma per favore, ho gia’ combinato un pasticcio,ti prometto che domani ti compro un coltello ancor piu’ prezioso, ok?
-No voglio il coltello del Presidente!
-Ma quanto sei cocciuta va bene, ritento.
La tensione del momento lo frega ancora e fa sbattere ripetutamente il coltello sui bicchieri.
Silenzio tombale nel salone. Silvio non puo’ che alzarsi in piedi ed esclamare:
-Un brindisi anche per la signora Clio, per la sua ospitalita’ e gentilezza!
Tutti brindano e il Cavaliere tira il secondo sospiro di sollievo.
-Ma come hanno fatto gli italiani a votarti? Vuoi che dica a tutti che Bersani e’ piu’ abile di te? Che non sei capace di accontentare i tuoi figli?
– Dai tesoro, non fare cosi’..
-Tesoro ci chiami Noemi ed Emilio Fede!! Prendi quel coltello per me ORA,altrimenti fra cinque minuti.
Cosi’ Silvio, vista la furia della figlia, ripete l’operazione coltello.TLIN, TLIN, TLIN.
Silenzio totale. Il Presidente del Consiglio si alza in piedi e dice:
-Permettetemi di fare un gioco di prestigio. Vedete questo coltello che ho in mano? Lo faro’ sparire. Lo infilo nella tasca della mia giacca e sim-sala-bim..Bersani, controlla la tua tasca per favore!!!

REVISIONISMO STORICO

Beppe Grillo

Oggi faccio outing. Sono costretto dagli eventi. So che circola una mia foto ed è stata proposta a giornali del calibro del Corriere della Sera, del Giornale, di Libero e del Corrierino dei Piccoli. E’ una foto che gira da anni. Risale al 1989. Potrebbe distruggere la mia carriera. So che vi farete delle domande. Perché non ho mai parlato dell’incontro avvenuto in una caserma dei Carabinieri? Perché questo scatto è stato occultato per anni? Perché non ho avvertito il mio manager? Perché, dopo la cena, Iva Zanicchi continuò a presentare:”Okay il prezzo è giusto” al mio posto? E ancora, perché ho dato del ladro a Craxi in televisione a cui seguì il mio esilio televisivo? Chi me lo ha fatto fare? A quest’ultima domanda posso rispondere: me l’hanno ordinato la CIA e Antonio Di Pietro, che già allora agiva nell’ombra. “Un complotto organizzato a tavolino per distruggere la Prima Repubblica, con annesso pentapartito, per assecondare interessi anche internazionali, cui non erano estranei gli Stati Uniti”. Confesso, non sapevo ancora di B e del bibliofilo Dell’Utri, ignoravo che frequentassero l’eroe pluriomicida Mangano. Non ero al corrente dei rapporti tra la mafia e la politica.
Come potevo sapere che il numero 1816 della P2 era in realtà B? Non avevo ancora conosciuto Marco Travaglio e i suoi libri da 10 tonnellate. Credevo che i presidenti del Consiglio crescessero sotto i cavoli. Ero giovane e inesperto. Mi sono fidato. E ho mangiato, lo ricordo con esattezza, come se fosse ora: bomba di maccheroni, montone con le olive, nasello alla palermitana, babbalucci a picchipacchi, fichi d’india ai lamponi, una cassata e cannoli alla siciliana. Il conto lo pagò con un pizzino un signore gentile e taciturno che mi dissero in seguito essere Provenzano detto “U tratturi”. Una personalità che trattava con le massime istituzioni di allora (e forse anche di adesso) e girava con la scorta. Alla cena eravamo in sei, di una persona si può vedere solo una spalla, ma quella giacca azzurra sulla destra parla da sola: era Vittorio Feltri. Ma lui non c’entra, l’ho invitato io, e anzi lo ringrazio per aver taciuto in tutti questi anni. La signora vicino alla patta di B, ha una impressionante somiglianza con la D’Addario, ma non posso dire chi fosse, sono un gentiluomo. So che B era contento di averla sotto il tavolo. Finita la cena, il cui colloquio è riservato, ma posso rivelare che accettai tutte le avances e diedi a B il conto corrente svizzero intestato a mio fratello, Provenzano fece una proposta che non si poteva rifiutare e credo infatti che tutti l’abbiano accettata con entusiasmo. Quando uscimmo salutai l’autista di B, un tal Renato Schifani, che era rimasto sul marciapiede al freddo ad aspettare. Ecco, ora vi ho detto tutto. Anch’io tengo famiglia.

Aldo di Napoli
Una volta discutendo con un leghista gli dissi:
“Voi dovreste seguire quest’insegnamento di Dante
“fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e conoscenza”.
Di rimando mi chiese: “Chi Dante, quello dell’olio ?”
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Alessandro Robecchi
Statisticamente è più facile morire nel centro di Milano stritolati da un calamaro gigante con la pipa e la sciarpa del Milan che di influenza A. Nonostante questa evidenza, il ministero della sanità italiano ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino per 184 milioni di euro stipulando con la Novartis un contratto che persino un caporale di Rosarno avrebbe considerato troppo iniquo. Nell’occasione, gli italiani si sono rivelati meno fessi del previsto: magari guardano il Tg1 e credono che Craxi era un santo.
Magari guardano il Tg5 e sono convinti che c’è il boom economico. Ma quando si è trattato di farsi il vaccino si sono così espressi: Marameo (44,3 %), Vaccinati tua sorella (30,7%), Manco se mi paghi (14%), Vaffanculo (7,1 per cento, quasi tutti medici), mentre il 3,99 per cento è corso alla asl a farsi siringare. Si dovrebbe considerare quest’ultima cifra come l’effettivo gradimento al governo e ai suoi terrorizzanti mass media. Per le grandi aziende farmaceutiche è stato un regalo prezioso, e se ne potrebbe trarre lezione per il tanto atteso rilancio economico. Tipo: se non compri una macchina entro marzo morirai tra atroci sofferenze. Ora, questo paese caritatevole ed enormemente buono che è l’Italia ha deciso di regalare il 10 per cento delle dosi acquistate all’Oms, che dovrebbe girarle ai paesi poveri. Ma i poveri dei paesi poveri, pur di rompere i coglioni e di remare contro non si ammalano nemmeno loro di influenza A. Preferiscono morire di fame, o in mare cercando di venire qui, o bastonati dalla brava gente di Rosarno, o sparati dalla camorra a Castel Volturno. Noi non siamo un paese razzista, ma loro sono proprio delle merde.
Ora il sistema-Italia si trova con 23 milioni e 173.000 dosi di vaccino sul groppone, che scadono a dicembre 2010, tra 348 giorni. Per sfruttarle iniettandole tutte al ministro della sanità gli si dovrebbero fare 66.589 punture al giorno da oggi fino a Capodanno. Pensiamoci, perché no?
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http://masadaweb.org

20 commenti »

  1. Su De Luca

    CONDIVIDO PIENAMENTE………… MICHELE

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:15 am | Rispondi

  2. da hopfrog

    Sbaglia chi attacca De Luca sotto l’aspetto giudiziario (IdV) invece di mettere in evidenza l’aspetto politico. Ecco quello che scrivevamo il 1 gennaio di quest’anno: http://hopfrog.it/content/la-salerno-dei-casalesi

    Il 2010 si è aperto nel segno della continuità: De Luca, neo-principino elettivo di Salerno ha sparato subito le sue “palle” propagandistiche e populistiche.

    “Salerno è la città giardino che le persone provenienti da ogni parte d’Italia hanno potuto ammirare. Qui non ci sono rifiuti, non c’è la criminalità, non ci sono i Casalesi. Il prossimo anno brinderemo nella piazza sul mare più grande d’Europa perchè completeremo Piazza della Libertà. E l’anno successivo brinderemo con la nuova Piazza della Concordia e con la “Vela” alta 70 metri…. Un grande successo in un clima di serenità e sicurezza che ha prodotto anche un notevole beneficio per il commercio locale”.

    * Vi sono numerosissimi dubbi sulla gestione delle Licenze su esercizi commerciali che aprono, richiudono, cambiano gestione, evidentemente solo per riciclare denaro di dubbia provenienza (Casalesi?) . Ma sicuro sia una grande vittoria aver scelto di aprire invece il “Palazzo” ai “Casalesi”? E’ proprio li, infatti, che adesso governano determinando scelte al di fuori di ogni controllo sociale e politico! E’ li che, in cravatta e doppiopetto hanno già determinato la maggior parte delle scelte urbanistiche di questa Città distruggendo completamente il tessuto storico-sociale del Centro Storico (trasformato in un gran-bar all’aperto) sacrificando sull’altare della mera speculazione economica (Casalese?) storia, cultura e tradizioni di cui i nuclei familiari, i gruppi e le aggregazioni sono gli unici portatori (e non le strade pulite). Ed i “Casalesi” in Piazza festeggiano con i soldi pubblici anche la nascita del nuovo quartiere sul mare: perchè si tratta di questo, di una vergognosa, ignobile, volgare e distruttiva speculazione edilizia privata di cui la Piazza della Libertà ne costituisce il “giardino condominiale” ; * Per quanto riguarda invece i rifiuti, De Luca, gira l’ostacolo parlando di un diritto legittimo dei cittadini (quello di avere servizi decenti) come una grande vittoria ma, chissà perchè non parla dell’inceneritore che ormai sottrattogli da possibili speculazoni è diventato d’un tratto solo un peso ed un inutile strumento produttore di danni (anche il diritto a non essere avvelenati dovrebbe essere un diritto dei cittadini); * Sul commercio poi davvero si tocca l’apice, si camuffano dati e fatti. La politica commerciale di De Luca (fatta di alberi alti 70 metri e Luci – tipica da Paese dei Balocchi) è totalmente insufficiente anzi potremmo dire completamente assente! E’ una politica che ha determinato la proliferazione della Grande distribuzione a danno del cosiddetto “negozio sotto-casa” . Una politica che solo nell’ultimo anno ha fatto chiudere numerosissime attività (mentre molte altre stanno per chiudere i battenti) con inevitabili conseguenze sociali ed economiche disastrose. E’ poi oltremodo ridicolo continuare ad avere una “Zona Industriale” solo sulla carta quando tutta l’area è stata trasformata, da una politica dissennata, in una area commerciale che succhia solo il sangue al territorio portando i capitali prodotti nelle tasche di gruppi imprenditoriali che nulla hanno a che fare con Salerno e la sua provincia; * Le politiche sociali di questo “signorotto di provincia” sono poi completamente assenti e purtroppo questa situazione è ben nota a quanti si sono trovati o si trovano in condizioni disagiate, di bisogno o di assistenza. Ma questa per De Luca è una parte della popolazione che interessa poco: non partecipa alle feste, non può acquistare appartamenti in Piazza della Libertà e non andrà mai a spendere qualche centinaia di € nella grande vela salernitana. Saremmo davvero curiosi di sapere cosa intende fare per quella parte di cittadini costituita da famiglie monoreddito, disoccupati, situazioni in palese stato di disagio, marginalità sociale. Al momento le uniche azione intraprese sono state quelle di “multare” i barboni sul Lungomare (sic!); * Politiche del lavoro? La più fiorente industria salernitana è costituita dalle Società Miste ovvero della più scandalosa ed ignobile gestione politica del lavoro e dei lavoratori. Il nostro “furbetto, pur sempre di provincia” alle domande (per la verità timide di qualche sindacalista) ha risposto che “si opera nell’ambito della Legge”; In poche parole: le assunzioni sono pilotate? non vi sono criteri di trasparenza? i “Casalesi” della politica sono gli unici a decidere per proprio interesse personale o politico chi assumere? “Non prendetevela con me perchè in effetti la Legge lo consente” dice De Luca – ma in questa affermazione c’è una doppia bugia: 1. nelle Città “senza Vela” ma con alti livelli di vivibilità le Società Miste (orpello politico della 1a Repubblica) sono state eliminate proprio perchè carrozzoni politico-clientelari; 2. le Leggi (Regolamenti e Statuti) sono emanate dallo stesso Ente partecipante cioè dallo stesso Comune, cioè dallo stesso De Luca. * Libertà. Parliamo di una libertà diversa da quella che intende il “Principe” (ed i suoi scagnozzi), parliamo di una Libertà reale non quella che può essere usata sull’insegna di una Piazza. Di una Libertà dinamica e partecipata! Di una Libertà attuata anche attraverso la realizzazione degli strumenti necessari e fondamentali tra i quali lo Statuto Comunale che rappresenta la “Carta Costituzionale”, il “Patto sociale” tra i cittadini salernitani. A 20 anni invece dall’approvazione, il concetto di Libertà del Sindaco di Salerno, ci regala una perla speculativa chiamandola inopportunamente “Piazza della Libertà” ma impedisce e continua a non far discutere sul Regolamento di attuazione dello Statuto comunale. * Propaganda. Troppo facile e troppo semplice in un contesto culturale già ridotto ai minimi termini, costruire una realtà diversa per scopi speculativi, propagandistici (senza negare anche l’innata indole populistica-qualunquistica di De Luca). Siamo in presenza di uno Staff di professionisti della comunicazione che fanno e sanno svolgere appieno il loro lavoro mentre dall’altra parte abbiamo una massa ineducata alla lettura critica delle notizie e delle fonti di informazioni, cittadini distratti e confusi, disarmati davanti alle armi della comunicazione massificata. Sembra lo slogan di uno dei giochi “…ti piace vincere facile?” ed in effetti è proprio così.

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:15 am | Rispondi

  3. Cara Viviana, mi meraviglio sempre più del fatto che qualcuno ancora si scandalizzi per la tipologia di candidati scelti dal PD !!

    Il PD non è un partito di sinistra e neppure più di centro-sinistra, ma proprio in tutto e per tutto un partito di destra !!

    Una destra , è chiaro, ammantata di buonismo ed edificanti propositi, ma costituita da un ceto politico analogo a quello Berluskoniano, asservito agli interessi ed al soldo dei poteri forti interni, della grande finanza internazionale e talvolta anche della criminalità organizzata !!

    I candidati messi il lizza non possono non essere che i De Luca e simili e affannarsi a cercare delle differenze o dei distinguo è puro esercizio retorico !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:16 am | Rispondi

  4. Cara Viviana io mi sono stancato di protestare e leggere di sconfitte. E’ da tempo che propugno una uscita dal Parlamento – fisica – di tutti coloro che sono contrari alle logiche del Sultano; un sit-in continuo davanti alle Aule per dimostrare quanto sta avvenendo in questo andazzo che soffoca la Legge e la Democrazia.

    Prima di una sana Rivoluzione a calci nel sedere all’entrata ed all’uscita dalle Aule per i servitori sciocchi del Ducetto.

    Poichè c’è legittimo impedimento all’esercizio della Giustizia, perché non considerarla decaduta in toto e regolarsi così come la maggioranza, assoluta e non relativa, degli italiani vorrebbero?

    Il “Nonno ” sonnecchia ed allora …, finalmente vedremo chi è d’accordo per l’inciucio e chi è onesto con se stesso e con gli elettori.

    e=mc2

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:16 am | Rispondi

  5. E comunque, Evangelisti non è mica di Rifondazione ….

    E Bologna ed i bolognesi li conosce bene, certamente più di quanto li conoscesse Cofferati, paradutato in quella città per toglierlo di mezzo come possibile concorrente di D’Alema.

    Peraltro è un ottimo scrittore ( non solo di fantascienza ) ed anche un ottimo giornalista.

    Raf

    Perché dici che Evangelisti non è di Rifondazione? Si è candidato alle elezioni europee del 2009 nella Lista Anticapitalista (costituita dall’unione tra Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani).

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:19 am | Rispondi

  6. Sul caso Polverini

    In molti casi gli appartamenti vengono tenuti sfitti per svariati anni e poi ” segnalati” a chi di dovere per l’acquisto. Spesso sono gli stessi dirigenti che tengono d’occhio gli appartamenti giusti impedendo che siano affittati e rivalutati e poi acquistano ” a licitazione privata” cioè comprano senza che vi sia un’asta ed, in pratica, vendono a se stessi gli appartamenti( ma anche altri immobili come terreni o casali di campagna)che dovrebbero amministrare in nome e per conto dei fondi o enti.

    michele

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:20 am | Rispondi

  7. “Dopo dieci o quindici anni che il dirigente o politico abita quell’appartamento gli propone di acquistarlo …”

    Sempre più spesso non si aspettano dieci – quindici anni ma addirittura solo qualche mese ….. è questo il caso della Polverini …..

    Raf

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:21 am | Rispondi

  8. Il trucco non è vendere al 30% in meno che è una prassi consolidata in quanto gli appartamenti occupati, stante la lunghezza dei processi di sfratto, perdono valore. Il trucco dei fondi pensione ed enti pubblici è fare lo sconto sul prezzo storico cioè sul valore iscritto a bilancio. L’andazzo è questo: il fondo acquista un immobile prestigioso (mettiamo piazza di spagna a Roma o piazza san babila a Milano)e poi lo fitta a prezzo superscontato ad un suo dirigente od un politico con le “maniglie” giuste. Teoricamente sul costo storico andrebbero fatte periodiche revisioni del valore poichè tra inflazione ed aumenti gli immobili valgono di più ma per alcuni immobili questi ” aggiustamenti vengono fatti più raramente o non vengono fatti proprio. Dopo dieci o quindici anni che il dirigente o politico abita quell’appartamento gli propone di acquistarlo, apparentemente per far cassa, solo che il dirigente od il politico sa che vale due o tre volte di più delle condizioni di acquisto e lo compra. Formalmente è tutto regolare ed è praticamente impossibile provare la malafede ma è comunque una vera e propria truffa che rimarrà impunita.
    michele

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 4, 2010 @ 11:23 am | Rispondi

  9. invio un articolo a firma di Emanuele Macaluso, pubblicato nel Riformista del 14 novembre 2007. Il pezzo è straordinario e va “resuscitato”, soprattutto per le “straordinarie” dichiarazioni fatte da DE LUCA in un convegno napoletano, secondo quanto riportato dal Mattino del 12 novembre: “Io smonto i campi dei rom e me ne frego di dove quella gente va a finire. A Firenze li integrano? Io li prendo a calci nei denti, il cielo stellato ce lo godiamo noi”. Per finire in bellezza si è pure definito un “poeta della politica”. La gente ha la memoria corta e oggi De Luca si strofina con i Senegalesi.

    PERCHÉ DE LUCA NON STA CON STORACE?

    Mercoledì 14 novembre 2007

    Emanuele Macaluso Il sindaco-deputato di Salerno Vincenzo De Luca è un pezzo del Pd campano. Un pezzo perché vive in radicale contrapposizione con il presidente della Regione Antonio Bassolino. Se qualche buona penna avesse la volontà e la pazienza di scrivere un libretto sulle primarie e sui candidati alla segreteria regionale campana (tre per Veltroni) potremmo avere un interessante spaccato della vita politica del nostro paese. Il “Mattino” di lunedì scorso ha pubblicato un articolo di Chiara Graziani sul confronto svoltosi a Napoli in una sala del museo Angioino tra De Luca e il senatore dell’Udc Pionati che potrebbe star bene nel libretto. Il sindaco-deputato ci fa sapere che «morte le ideologie, i problemi non sono né di destra né di sinistra». E, esemplificando, ha raccontato che allo stadio «c’era accampata brutta gente. Io li ho buttati a mare». «Risate dal pubblico», scrive la cronista. E ancora: «Io smonto i campi dei rom e me ne frego di dove quella gente va a finire. A Firenze li integrano? Io li prendo a calci nei denti, il cielo stellato ce lo godiamo noi». Poi ci comunica che lui non è un «poeta della politica». Questo l’avevamo capito. Quello che non capiamo è perché non era a Roma con Storace e il Cavaliere.

    smart

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:34 am | Rispondi

  10. “Ferrero ha dichiarato: “De Luca è per noi improponibile, sia per le politiche attuate nella sua veste di amministratore locale, sia perché non rappresenta un segno di discontinuità con la gestione attuale della Campania. Così facendo il PD si è assunto la responsabilità di rompere la coalizione e di far perdere ulteriore credibilità alle forze che vogliono in Campania un cambiamento vero. Di fronte a questa situazione non staremo a guardare: chiediamo al PD di ripensarci trovando un candidato unitario. Altrimenti noi saremo impegnati a dare vita ad una vera coalizione di progresso aperta a tutti coloro che vogliono che la Campania cambi davvero”.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:35 am | Rispondi

  11. Ferrero sbaglia perchè De Luca rappresenta invece un segno di discontinuità rispetto al passato, ovviamente in negativo anche rispetto a Bassolino e soci !!

    Qui siamo ormai in presenza di un uomo dichiaratamente di destra legato a doppio filo a quegli interessi e quegli ambienti, che in Campania fanno il bello ed il cattivo tempo e non molto lontani dalla criminalità organizzata !!

    La volontà di cambiamento quindi c’è , ma per consegnarsi mani e piedi, senza più intermediazioni, a quel grumo d’interessi che oggi vuol direttamente gestire la cosa pubblica a scopo di indebita appropriazione, se non di vera e propria rapina !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:35 am | Rispondi

  12. Io credo invece che Ferrero valga non solo perché le sue idee sono prettamente di sinistra ma perché rappresenta il prototipo di un politico onesto, il quale proprio perché ormai quasi introvabile dovrebbe godere della massima stima. Tu sei uno scettico, io una idealista che non si arrende allo squallore dominante

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:35 am | Rispondi

  13. Ferrero è senzaltro una bravissima persona e quanto di meglio sappia oggi esprimere una certa sinistra extraparlamentare della seconda metà degli anni settanta.

    Oltretutto, e non è poco, ha iniziato la sua militanza come operaio della Fiat.

    Ma dubito francamente che abbia il pieno controllo della odierna Rifondazione, chi invece mena veramente le danze è la componente ex Pci (i famosi “cossuttiani senza Cossutta”) che fa capo al segretario organizzativo Claudio Grassi.

    Componente caratterizzata da grande sventolio di rosse bandiere, da grandi richiami al Pci di Berlinguer, ma nella pratica “governista” fino al midollo … ed oggi anche rafforzata dall’entrata, nella Federazione di Sinistra, del PdCi di Diliberto, di fatto sulle loro medesime posizioni …

    E comunque sostenitori irriducibili dell’alleanza, senza troppi se e senza troppi ma, col Pd.

    Poi, certo, De Luca era troppo anche per loro ….. c’è un limite a tutto ….

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:35 am | Rispondi

  14. Cara Viviana, forse ho esagerato con l’ironia, ma volevo in sostanza dire che Ferrero sbagliava a non vedere la discontinuità rappresentata da De Luca, nel senso che il PD con De Luca andrebbe a puntare su un personaggio ancora peggiore di Bassolino e soci e quindi diverso !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:36 am | Rispondi

  15. Cara Viviana , non capisco pechè la Bonino sia un problema ??!! Per il PD ormai vanno bene tutti, basta che siano ancora a piede libero e soprattutto siano in grado di portare voti !!

    Il candidato ideale per il PD non ha passato, non ha presente e purtroppo per loro neanche futuro !!

    Se va bene De Luca, ripeto, vanno bene tutti, perche non contano più più le qualità morali, l’onestà , l’indipendenza, l’attitudine a privilegiare il pubblico interesse e la capacità di rappresentare gli interessi di chi vive di lavoro, dei pensionati e delle classi subordinate in generale !!

    A chi si dichiarava di sinistra e si candidava a ricoprire una carica pubblica un tempo si richiedeva questo : oggi invece mi pare che le caratteristiche richieste siano un po’ diverse , se non proprio l’opposto di queste !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:37 am | Rispondi

  16. Si, indubbiamente, se va bene De Luca o Burlando, se si ricerca a tutti i costi l’alleanza con l’Udc di Cuffaro, se si tratta Vendola com’è stato trattato, la Bonino è veramente l’ultimo dei mali …

    E’ liberista, ha posizioni in politica internazionale a volte aberranti ( ma non di più della dirigenza del Pd), ma per il resto è estranea alle “cordate” con i palazzinari e con i pescecani della sanità privata, rispetto ai quali era dentro fino al collo pure Marrazzo ( pur con qualche contraddizione con questi ultimi che realisticamente ne ha determinato la fine politica) e coi quali comunque è dentro fino al collo il Pd laziale …

    In più, la Bonino dà qualche oggettiva garanzia “storica” di onestà personale ( cosa che nessun candidato del Pd laziale poteva oggettivamente dare) ed ovviamente una grossa garanzia di laicità, che a Roma e nel Lazio in particolare, vista l’incidenza vaticana, non è poca cosa …

    Insomma, votare la Bonino non entusiasma nemmeno a me …. ma certamente mi sarei astenuto nel caso di qualunque altra candidatura targata Pd.

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:37 am | Rispondi

  17. x per Radisol . E’ un po’ il motivo per cui in Puglia Ferrero appoggia Vendola, nonostante non siano propriamente amici (o compagni ) !!

    E’ la logica dei “beati monocoli in terra cecorum” , ma di questi tempi bisogna accontentarsi ||

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:37 am | Rispondi

  18. COMPLIMENTI VIVIANA, HAI SINTETIZZATO PERFETTAMENTE LA SITUAZIONE DEGLI EX DS…E DELLA BONINO CHE L’UNICO PREGIO CHE HA E’ LAICA, ED E’CONTRO AI PALAZZI DEL VATICANO, MA NON MI SEMBRA CHE PER QUESTO MERITI IL MIO VOTO, ESSENDO UNA PERSONA CHE HA UNA CULTURA DI SINISTRA.POI LA BONINO E MOLTO CONTRADDITTORIA ANCHE SUI DIRITTI UMANI, NON ACCETTA LA PENA CAPITALE, PERO’ APPOGGIA TUTTE LE GUERRE IMPERIALISTE USA…

    NANDO

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:38 am | Rispondi

  19. Si vabbè, ma si vota per la regione Lazio, mica per il governo “mondiale” ….

    Personalmente non ho nulla contro l’astensionismo, che ho spesso convintamente praticato anche se certo non ne faccio una “regola aurea” valida in ogni caso, ma, per i motivi già detti, Emma Bonino mi sembra, insieme a Vendola anche se certamente per motivi diversi, l’unica candidata del centrosinistra votabile … se non altro, oltre agli importantissimi meriti LAICI, che nel Lazio per forza di cose valgono doppio, va riconosciuta sia a lei che a Vendola una rottura degli schemi asfittici bipolari per cui o voti Pdl o voti Pd ….

    Certamente è più votabile di De Luca, di Burlando, di Mercedes Bresso, di Penati e di tutti i candidati presidenti di regione espressi dal Pd, tutti in qualche modo legati ai “poteri forti” ed assolutamente indistinguibili dai loro avversari di centrodestra ….

    Poi, come dicevo, si può legittimamente scegliere in assoluto di non votare e certamente di motivazioni valide ce ne sono …

    Ma questo è tutto un altro discorso ….

    Radisol

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:38 am | Rispondi

  20. Mi accorgo che per qualcuno il programma è un opzional. Figuratevi che io credevo che fosse il fondamentale! Che tristezza! Allora tanto varrebbe votare per Berlusconi. Almeno la vittoria sarebbe garantita e le alleanze quelle giuste. Tornano pure i calcoli fatti col pallottoliere. Dovrei dire anch’io: ma che me frega delle privatizzazioni, del nucleare, dei diritti del lavoro e dell’ambiente?? Basta che si vinca o si presenti una faccia nuova!

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — febbraio 6, 2010 @ 6:38 am | Rispondi


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