Nuovo Masada

gennaio 30, 2010

MASADA n° 1079. 30-1-2010. AVATAR

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 6:26 am

La parola ‘avatar’ indica un personaggio digitalizzato che assume la configurazione e compie le azioni di un soggetto reale. E’ la sua proiezione su un video, in quanto tale rappresenta molto più di una figura digitale, ma incarna desideri, paure e mancanze del soggetto che sta fuori dal video. E’ il nostro alter ego, come una maschera che in rappresenta una parte di noi e ne nasconde altre. Può essere l’immagine di un animale, un fumetto o qualcosa di ancora più astratto.
Il termine è sanscrito e deriva dal mondo induista a indicare il corpo umano in cui si incarna l’entità divina per aiutare gli uomini. Ava=disceso, tar =Terra.
Anche Rama e Krishna sono due Avatar ma le scritture induiste ne indicano 23. Anche Cristo dagli induisti viene considerato un Avatar.
Viviana

IL FILM AVATAR
(Questo numero è un collage tratto da internet.)

“Avatar è uno straordinario esempio di tecnologia applicata alle emozioni: un grande film”.
Sergio Rubini (l’Unità)
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Avatar di James Cameron si è aggiudicato il golden globe come migliore film drammatico e quello per la migliore regia.
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Viviana Vivarelli

Bello, affascinante, accattivante, senza un minuto di respiro, coinvolgente, assolutamente da vedere.
Magnifici e aggraziati i protagonisti, una vera magnificenza il mondo di Pandora, assolutamente idiota e dunque realista il cattivo, che è il prototipo di tutti i cattivi dei film americani nella lotta infinita tra il bene e il male. Scontatissima la storia: il guerriero delle forze del male che è avvinto dall’amore e dalla conoscenza di un’altra cultura che ha conservato il legame con la natura e sceglie di stare con questa contro la ferocia della propria gente. E che fa se questa è una storia vista o raccontata mille volte? Ciò vuol dire solo che è archetipica, cioè raccoglie in sé una lotta eterna dell’umanità che si ripete in mille fiabe e parla all’inconscio collettivo. Che conta che la psicologia dei personaggi sia appena abbozzata? Non si chiede spessore psicologico a un fantasy di azione. Con Avatar si torna bambini a una purezza primitiva che sta prima delle contaminazioni di una civiltà in decadenza e vede le cose secondo distinzioni facili da capire che ridestano antiche certezze.

La fine del film ci lascia qualcosa di pulito in bocca e che menti tortuose, come quelle del Vaticano o della Cina predatrice o della destra americana imperialista muovano a questo film critiche subdole e malevole, nessuno ci toglierà questa certezza da fiaba che il mondo si possa ancora redimere attraverso l’amore di una civiltà più naturale.
In fondo, da opposte roccaforti, il potere che ha ucciso il contatto con la natura e la vita e si è perso dietro alambiccate strutture artificiali, con le sue critiche non ha fatto altro che manifestare quando si sia allontanato dal cuore dell’uomo.
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Trailer

www.youtube.com/watch?v=moSRMC5JNww

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Wikipedia

Avatar è un film di fantascienza di due ore e mezzo, del 2009, scritto, diretto e prodotto da James Cameron e interpretato tra gli altri da Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver e Giovanni Ribisi.
E’ stato rilasciato nel tradizionale formato 2D, ma ha visto anche un’ampia diffusione in 3D e in 3D IMAX. Lo stesso Cameron, che è un forte sostenitore del 3D come futuro del cinema, ha dichiarato che si avrebbe un’esperienza più completa guardando Avatar in tre dimensioni, poiché il film è stato da lui appositamente pensato per essere visto in quel modo.
Considerato il film più costoso di tutti i tempi, costato, si dice, 500 milioni di dollari, Avatar ha finora incassati oltre un miliardo e 600 milioni, diventando il secondo film più redditizio della storia, secondo solo a Titanic dello stesso Cameron.
Avatar è inoltre il primo film ad utilizzare il nuovo logo della 20th Century Fox, animato da Blue Sky Studios, creatori de L’era glaciale.

Siamo nel 2154, sul satellite di un pianeta gigante gassoso nel sistema della stella Alpha Centauri. Questo mondo è chiamato Pandora, ed è molto simile alla Terra per dimensioni e forme di vita.
Una compagnia interplanetaria terrestre, la RDA, vuole conquistare questo pianeta per le sue ricchezze minerarie, soprattutto per un particolare minerale chiamato Unobtainium, superconduttore a temperatura ambiente, il cui valore di mercato è attorno ai 20 milioni della valuta corrente al chilo. Questo minerale potrebbe risolvere i gravissimi problemi energetici che ormai attanagliano la Terra da parecchi decenni. Pandora è un mondo primordiale, ricoperto da foreste pluviali con alberi alti fino a trecento metri e abitato da creature di tutti i tipi, tra cui degli umanoidi senzienti chiamati Na’Vi, alti tre metri e ricoperti da una pelle blu striata come le tigri. L’aria su Pandora non è respirabile dagli umani (per esplorare liberamente il pianeta, i terrestri devono indossare delle speciali maschere filtranti), così gli scienziati della RDA hanno sviluppato geneticamente una sorta di ibrido tra umano e Na’Vi, ovvero l’avatar. Un essere umano può controllare un avatar collegandosi con un’interfaccia mentale: l’individuo, dopo essersi collegato con i suoi sensi nervosi, entra in una speciale capsula e in seguito cade in una sorta di coma; attraverso questo sistema riesce a utilizzare e controllare l’avatar come se fosse il suo corpo, immedesimandosi completamente con esso, e ritornando nel suo vero corpo solo quando l’ avatar si addormenta.

Jake Sully, ex marine divenuto invalido e fratello gemello di uno scienziato dell’RDA ormai morto, viene scelto per una particolare missione: dato che la maggiore riserva di Unobtainium del pianeta si trova nel suolo su cui sorge il maggior insediamento dei Na’Vi, Jake dovrà cercare di infiltrarsi tra loro usando l’avatar preparato con il codice genetico del gemello, apprenderne usi e costumi, e cercare una soluzione diplomatica per farli spostare da quel luogo prima che gli uomini debbano ricorrere alle armi.
Col passare del tempo, Jake diverrà sempre più empatico verso le cause di questo popolo, fortemente legato al proprio pianeta e amante della natura: alla fine si innamorerà di una ragazza Na’vi, Neytiri e sarà accolto dalla tribù come uno di loro, comprendendo che i Na’Vi non hanno alcuna intenzione di abbandonare la loro terra. La RDA decide quindi di iattaccarli mandando contro il villaggio una flottiglia di elicotteri armati di missili. Volendo salvare i Na’Vi, Jake li avverte; ma è troppo tardi, quindi sceglie di mettersi contro la RDA combattendo insieme ai clan per la salvezza del pianeta.
Il pianeta di chiama Pandora. Nella mitologia greca Pandora: ‘Tutti i doni’, era una bellissima fanciulla donata da Giove agli uomini, che portava con sé un vaso che doveva stare sempre chiuso, ma lei lo aprì spinta dalla curiosità e ne uscirono tutti i mali del mondo.
Su Pandora ogni animale ha sei arti, 4 davanti e 2 dietro. E ha una appendice neuronale con cui entra in simbiosi con gli alberi del pianeta e gli altri animali. I Na’vi hanno una treccia che ha le stesse funzioni e con cui si collegano a piante e animali diventando una cosa sola con essi. La comunione tra tutte le creature è intensa e forma un insieme armonico intercomunicante. Essi, infine, hanno un albero sacro, con cui si connettono alla sapienza divina e che costituisce il centro del loro culto.
Questa visione di una fusione universale tra tutte le creature è forse la parte più bella della costruzione di Camerun, qualcosa che unisce in sé il pensiero degli indiani d’America con la non dimenticata filosofia new age con la filosofia induista.
Su Pandora esistono molte cose strane e fantastiche, come le montagne fluttuanti, sospese a mezz’aria.
Nel 1955 il regista Avatar stese l’intero progetto cinematografico, 82 pagine di copione, ma nonostante le buone premesse e la volontà di portare sul grande schermo la sceneggiatura, dovette poi archiviare il tutto per dedicarsi al più concreto e tanto atteso Titanic.
All’epoca dell’ispirazione, Cameron parlò di come avesse tratto l’idea dalla saga letteraria fantascientifica John Carter di Marte scritta da Edgar Rice Burroughs, e di come avrebbe voluto aggiornarla in chiave futuristica; in aggiunta disse che nella sua storia vedeva un’umanità alla ricerca della conquista dell’universo.
Nel 1996, fu stimato che per costruire tutti gli scenari galattici e gli altri caratteri fantascientifici del progetto sarebbero serviti più di 400 milioni di $, cifra all’epoca irraggiungibile anche per una produzione di alto livello. Basti pensare che per il successivo film ‘Titanic’, Camerun spese la metà del costo stimato per Avatar, che resta tuttavia il film più costoso della storia del cinema.
Finito il Titanic, Camerun tornò al suo progetto, risolvendo di realizzarlo interamente in digitale e si rivolse alla società Digital Domain, considerando gli enormi progressi fatti con la grafica computerizzata, così i costi del film non sarebbero stati tanto alti. Pensava di creare un nuovo tipo di grafica virtuale aiutandosi con l’animazione del motion capture, con un digitale che sembrava reale.

Tutto fu curato alla perfezione. Per inventare la lingua Na’vi, Camerun contattò il noto linguista Paul Frommer affinché creasse una lingua artificiale per il popolo alieno. La lingua dei Na’Vi sembra essere di ordine OVS (raro tra le lingue “umane” e pertanto considerato più alieno) e di tipo agglutinante.
Stan Winston, già collaboratore con Cameron in passato, fu assunto per disegnare e creare personaggi e ambienti.
Sigourney Weaver, vecchia amica di Cameron (già diretta in Aliens – Scontro finale), fu scelta come protagonista.
Nel settembre 2006, Cameron dichiarò che il film sarebbe stato filmato interamente in 3D con la Reality Camera System, un sistema di ripresa appositamente sviluppato che consiste in due cineprese digitali ad alta definizione affiancate, che riprendono contemporaneamente la stessa immagine ma con due prospettive leggermente diverse, così da simulare i due occhi della vista umana e quindi cogliere anche le informazioni di profondità.
La colonna sonora fu affidata a James Horner, che aveva già composto la musica di Aliens e Titanic. Gli altri due film di Camerun.

Dice il regista: « Avatar è un film fantascientifico molto ambizioso. E’ una storia futuristica ambientata su un pianeta tra 200 anni, un’avventura “vecchio stile” nella giungla con un po’ di coscienza ambientale. L’aspirazione è raccontare una storia sul piano mitologico.
Voglio creare una intera cultura aliena, e un linguaggio. Per questo voglio personaggi CGI completamente fotorealistici, e li otterrò utilizzando la neonata tecnologia del Performance Capture, che stiamo sviluppando ora. Ho speso gli ultimi 14 mesi lavorando al Performance-Capture: gli attori interpretano i loro personaggi, e poi noi li animiamo.
Cerco di fare qualcosa di mentalmente intrigante. Spenderò mesi e mesi completando gli effetti visivi per il film, tanto che questo non uscirà prima dell’estate 2009. E’ una sfida, ed è per questo che ho deciso di farlo. »

Il film è composto per un 60% da elementi virtuali creati al computer e per il restante 40% da elementi live-action.

Richard Corliss del Time ha dichiarato che Avatar è sicuramente la creazione più intensa e convincente di un mondo fantastico mai visto nella storia del cinema.

Armond White di New York Press ha scritto che i malvagi personaggi americani riprendono in forma grottesca gli aspetti del militarismo, del capitalismo e dell’imperialismo.

Il primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales, ha apprezzato Avatar per la sua «profonda dimostrazione di resistenza al capitalismo e la lotta per la difesa della natura».

Russell D. Moore di The Christian Post ha riconosciuto il messaggio racchiuso nel film e ha dichiarato: «Se tu riesci a far alzare una sala piena di gente nel Kentucky, e a farle applaudire la sconfitta del loro paese in guerra, allora devi avere degli effetti speciali straordinari».

Adam Cohen del New York Times ha invece definito il messaggio anti-imperalista del film «una versione del XXII secolo dei coloni americani contro i britannici, dell’India contro il Raj, o dell’America latina contro l’United Fruit».

Ross Douthat del New York Times ha espresso l’opinione che il film sia «la lunga apologia di Cameron per il panteismo – una fede che equipara Dio alla Natura, e richiama l’umanità ad una comunione religiosa con il mondo naturale», che «è la scelta religiosa di Hollywood ormai da una generazione».

L’opinionista David Brooks l’ha definita una storia “spesso ripetuta”. In questa metafora, ha dichiarato, «un avventuriero virile e giovane si addentra in una regione selvaggia in cerca di emozioni e di profitto», ma trova il popolo nativo della regione «nobile, spirituale e puro. E così egli emerge come il loro Messia, conducendoli in una giusta crociata contro la sua stessa, corrotta civiltà».

Frank Wilson Marshall ha scritto: «Avatar è audace e maestoso. È veramente straordinario».

Tra le critiche più dure, invece, compare quella dell’Osservatore Romano, periodico ufficiale della Città del Vaticano. Il giornalista Gaetano Vallini afferma che nel film «la tecnologia non riesce a tradursi in emozione, e la storia si perde in un polpettone sentimentale», riducendo il tutto ad «una parabola antimperialista e antimilitarista facile facile, appena abbozzata».
Viene criticata la concezione panteistica che si cela dietro alla storia: «il film strizza abilmente l’occhio a tutte quelle pseudo-dottrine che fanno dell’ecologia la religione del millennio. La natura non è più la creazione da difendere, ma la divinità da adorare, mentre la trascendenza si svuota materializzandosi in una pianta e nelle sue bianche liane che nutre gli spiriti diramandosi nella forma di un vero e proprio panteismo». Vallini conclude la propria recensione ribadendo che Avatar «non segnerà la storia del cinema».

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SEPPELITE IL MIO CUORE A WOUNDED PANDORA
di JOKER79

Una meravigliosa ed onirica esperienza in 3D. Contrariamente a quanto avevamo vissuto in Alien ed in Terminator dove il mondo rifletteva una dimensione claustrofobica e malata, in questo film l’umanità alla deriva è in cerca di risorse. La scelta ricade su Pandora(non a caso un vaso da non aprire), una giungla incontaminata dove una popolazione di indigeni i Na’vi vive in simbiosi profonda con la propria terra. Questa volta gli umani non sono invasi come avevamo visto in Id, ma divengono invasori, spietati conquistadores dello spazio, pronti a disperdere ogni essere vivente per soddisfare la propria avidità.
Cameron celebra le gesta di un soldato, disilluso dalla vita militare, che scopre un’altra dimensione d’essere.
Jake Sully, novello John J. Dumbar, attraversa la propria “frontiera”. Entrato a contatto con questa popolazione di indigeni per studiarne la vita, le abitudini e i punti deboli ne resta profondamente affascinato e finisce per schierarsi con loro.
I Na’vi sono quegli stessi indiani delle grandi praterie, celebrati sul grande schermo da Mann, da Kostner, da Penn. La vita di ognuno di loro è stretta saldamente a quella di ogni creatura per mezzo di un legame neuronale. Vivono attraverso gli occhi degli animali, respirano dalle fronde degli alberi realizzando appieno quell’idea di panpsichismo affrontata da Talete, Platone, Telesio, Campanella, Bruno.
In contrapposto abbiamo un’umanità corrotta, avida, affamata, avvizzita nell’animo e tecnocratica, riassunta nella figura del mercenario Quaritch, prototipo del predatore.
La realizzazione degli scenario mozza completamente il fiato, le scene di movimento e di combattimento mettono i brividi, la ricostruzione delle centinaia di specie fantastiche e non, la bioluminescenza degli ambienti, il suono lasciano basiti, non a caso il costo di realizzazione (500 millioni $ by Weta la stessa del LDR) non stupisce!
Impagabile è l’interpretazione della Weaver che forte dei suoi 60 anni, celebra ancora una volta la forza della sua Ripley. I riferimenti al cinema precedente si sprecano da The Abyss a Titanic e Terminator (cammei del regista), le sequenze di bombardamento da Apocalipse now, l’Ultimo dei Mohicani alla battaglia del Little BIG Horn dove un solo uomo aveva riunito tutti i clan, riferimenti anche al Nemico alle porte soprattutto nel soundtrack. Da Vedere più di una volta nella vita!
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.. e tanto per parlare di censure idiote

Il 19 gennaio 2010 la Cina La Cina censura Avatar
«Meglio Confucio»

Secondo l’Apple Daily di Hong Kong, la decisione sarebbe «politica»
La Cina ha deciso di bloccare le proiezioni del film «Avatar» nonostante il grande successo di pubblico. Lo afferma la stampa cinese. La comunicazione inviata dalla China Film Group Company, distributrice di «Avatar» in Cina, alle sale cinematografiche cinesi impone di sospendere le proiezioni della versione «normale» del film a partire dal 22 gennaio. Solo la versione tridimensionale, per la quale è richiesto l’uso di speciali occhiali che vengono distribuiti all’ingresso delle sale, rimarrà in circolazione. Siccome le sale attrezzate per il tridimensionale sono pochissime, la decisione equivale al ritiro dalla circolazione di un film che sta battendo tutti i record di incassi, in Cina come nel resto del mondo.
In alcuni commenti affidati ad Internet la decisione viene spiegata con la necessità di «fare spazio» al film «patriottico» su Confucio, prodotto ad Hong Kong, che sarà nelle sale a partire dal 23 gennaio, e agli altri film cinesi, schiacciati dal successo di «Avatar». Altri affermano che le autorità avrebbero visto nel film pericolosi riferimenti alla situazione delle minoranze etniche della Cina, come i tibetani e gli uighuri. Secondo l’ Apple Daily di Hong Kong, la decisione sarebbe «politica» e l’ordine di bloccare il film sarebbe venuto direttamente dal Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista Cinese. (!)
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Tato978
I cinesi sono un grande popolo che ne ha passate tante e riescono sempre ad aggiustarsi se gli capita qualcosa. La copia piratata era già uscita lo stesso giorno della messa in onda e a Shanghai 3 gg fa si arrivavano a pagare 70 euro per un biglietto. Gli abili internauti cinesi si metteranno a scaricare la copia 2d (cosa che stanno gia facendo).
La 3d nelle città piu grandi si puòvedere (ci sono circa 800 sale wimax in Cina..).. e il cinese come sempre alzerà le spalle e penserà che alla fine (per ora) il governo gli garantisce ancora abbastanza crescita economica per non stare a stressarlo su altri aspetti.
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Giangiulio
I cinesi non potevano fare al film una reclame migliore.
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Freddyabba
Il dvd “tarocco” sarà presto disponibile in tutti i mercatini, se non lo è già…
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…ma anche l’America non scherza
Usa/ La destra attacca Avatar: film antiamericano e hippie

Non piace il messaggio del film ai conservatori americani
L’ultimo film di James Cameron, uno straordinario successo di critica e pubblico, fa infuriare la destra americana. I conservatori lo attaccano. Il film sarebbe un miscuglio sdolcinato di antimilitarismo, ideologia hippie e superficiali critiche ai cambiamenti climatici. John Podhoretz sul Weekly Standard ridicolizza la vita in armonia con la natura degli abitanti di Pandora. “Quegli esseri blu vivono tutti insieme sotto un albero e vanno in chiesa sotto un albero, sotto cui vivrebbe Madre Natura”. Altri si scagliano contro il panteismo del film. “Avatar è come un gospel. Ma non un gospel cristiano. E’ invece una lunga apologia del Panteismo”, scrive Ross Douthat sul New York Times. “Il problema è che civiltà come quelle dei Na’vi non sono Eden, ma posti dove la vita tende ad essere brutale, violenta e breve”. Govindini Murty, cofondatore del blog conservatore Lebertas, accusa: “In Avatar c’è tutta l’ideologia dannosa della sinistra”. Ammette però che il film “è uno spettacolo straordinario”.
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Bloggher

La sequenza di trasmigrazione decodifica il passaggio dall’era 2d all’era 3d, definitivo: stessi contenuti diverso involucro, una volta aperto il vaso (o il pianeta) di Pandora nulla sarà più come prima. Un nuovo mondo è stato scoperto ed esso non va combattuto come proposto dai militari, ma abbracciato perché questa è l’evoluzione del cinema. Se i personaggi si immergono in Pandora attraverso una interfaccia, gli attori sono entrati nelle riprese con i loro alter ego digitali, il regista li ha diretti in dual mode, su un canale vedeva il set con gli attori che recitavano, sull’altro il risultato digitalizzato in real time, gli spettatori ci entrano tramite gli occhialini. Ad ognuno la sua interfaccia.
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Daniele Caroleo

Basterebbe sostituire l’impronunciabile nome della materia prima fondamentale con il più conosciuto “petrolio”, ed ecco che la vicenda potrebbe catapultarci ai giorni nostri, dove è all’ordine del giorno, oramai, l’occupazione di territori stranieri, da parte di alcune potenze militari ed economiche, in nome e per conto di una “presunta esportazione della democrazia”, ma che altro non è che una corsa forsennata per accaparrarsi l’oro nero di quelle zone.
I riferimenti a numerosi film del passato sono molteplici, alcuni dei quali piuttosto lampanti. Ciò che colpisce, però, è il netto rifiuto, da parte del protagonista (e non solo), delle cosiddette, e alquanto becere, “logiche capitaliste”, che lo inducono, almeno inizialmente, a collaborare con gli “invasori”, per poi ravvedersi, riconoscendo la superiorità, dal punto di vista spirituale, così come dal punto di vista delle tradizioni e dell’identità, degli abitanti del pianeta Pandora.
Un film duramente critico, dunque, nei confronti del modello “occidentale” (a stelle e strisce) propinatoci quotidianamente a tutti i livelli.
Un modello che, nel film di Cameron, viene sonoramente battuto da una comunità di guerrieri legati fra di loro da un profondo vincolo spirituale e da una fede indistruttibile nei confronti della loro divinità madre, che verrà comunque loro in aiuto nel momento della difficoltà.
Spiritualità, appartenenza, Comunità e coraggio contro il materialismo, l’avidità, la cupidigia. Un confronto duro e aspro tra due fazioni, due mondi, totalmente diversi, che si “contrappongono”, sostanzialmente, anche nella nostra realtà di tutti i giorni, con esiti, per il momento, purtroppo diversi.
E proprio in quest’ottica non mi stupisce affatto che, nella Cina dei nostri giorni, il Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista Cinese abbia, di fatto, proibito la visione del film “Avatar” per motivi “politici”.
Un film dunque carico di significato e ricco di spunti di riflessione, che andrebbero comunque approfonditi, aldilà del giudizio generale.
E’ giusto che le critiche cinematografiche vengano fatte. Io però so che cosa mi ha trasmesso, forse perché influenzato dalla mia personalissima, e per certi versi utopistica, visione del mondo, e quale messaggio ho raccolto vedendolo.
Il film cerca di evidenziare una critica al mondo “consumista e capitalista”, un attacco nei confronti di un modello “sociale e culturale” oramai dominante, che però non penso mi possa appartenere e che non riesco, sostanzialmente, a riconoscere.
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Da Repubblica
Attori “abitati” e camere virtuali
Parla Letteri, il mago di Avatar

Motion capture, supercomputer e set digitali: la straordinaria tecnologia che ha dato vita al kolossal campione d’incassi raccontata dal direttore degli effetti speciali. Già premio Oscar con Il Signore degli Anelli e King Kong
MARCO CONSOLI

Se James Cameron con Avatar è riuscito a conquistare nuovamente le platee di tutto il mondo, buona parte del merito è di Joe Letteri. Supervisore degli effetti visivi del film record di incassi, all’inizio dello scorso decennio si è trasferito dagli Stati Uniti in Nuova Zelanda per lavorare alla Weta di Peter Jackson, con cui ha poi vinto tre premi Oscar per due episodi de Il Signore degli Anelli e per King Kong. Americano ma di chiare origini italiane (i nonni sono partiti da Frosinone e Sulmona per andare negli Usa), 52 anni, Letteri è il mago che ha dato vita sotto la direzione artistica del regista di Terminator e Titanic ai trucchi digitali del film: dalla flora luminescente del pianeta Pandora, alla pericolosa fauna che lo abita, fino ai Na’vi, alieni a metà tra uomini e i felini, che emozionano con la loro lotta disperata contro i colonizzatori umani e sono il cuore di questo film.

L’intervista, al Future Film Festival di Bologna, comincia con la notizia che il film ha battuto il precedente record di Titanic, diventando il maggior incasso di tutti i tempi. Inevitabili i complimenti. “Grazie mille”, risponde Letteri con modestia, “il box office fa capire quanto il film è piaciuto in tutto il mondo, ed è una ricompensa straordinaria per il durissimo lavoro svolto in questi anni, soprattutto da parte dei tanti spettatori che sono tornati a rivederlo più e più volte. Quando abbiamo iniziato a lavorare ad Avatar tutti ci rendevamo conto che James Cameron non girava dai tempi di Titanic. Pur augurandoci il successo di pubblico, non osavamo pensare che avrebbe battuto quel record”.

Lei ha vinto tre Oscar, per due episodi de Il Signore degli Anelli e King Kong. Quanto è stata diversa la sfida di Avatar?

-“In tutti questi film abbiamo sempre cercato di metterci al servizio dell’arte, con i mezzi tecnologici a disposizione, e ciascuno di essi rappresenta un balzo in avanti: ogni volta abbiamo imparato lezioni che abbiamo usato nel film successivo. E di solito lo sforzo e il conseguente risultato, sono stati nella misura del doppio di quanto fatto e ottenuto per la pellicola precedente. Per Avatar il salto è però stato gigantesco, pari a dieci volte il risultato di King Kong”.

Ma non c’è il pericolo che, con il progredire della tecnologia, un film sia nuovo e stupefacente nel momento in cui arriva nelle sale e vecchio appena qualche anno dopo?

-“Spero di no, perché ci sono creature come Gollum de Il Signore degli Anelli, che oggi rifaremmo seguendo le stesse metodologie. Il nostro mestiere è di capire come funziona il mondo reale e cercare di riprodurlo: più ti avvicini al segreto di come riprodurre la realtà su uno schermo cinematografico, più il risultato sarà credibile nel tempo, perché nulla è più reale della realtà”.

Secondo lei cosa rende Cameron un regista universalmente apprezzato?

-“Una cosa che si tende a sottovalutare è che Jim è un grande narratore: le sue storie hanno al centro dei personaggi veramente credibili. Molte persone pensano che il suo punto di forza siano gli effetti speciali, ma se ci fate caso raccontano sempre una storia d’amore e hanno figure femminili molto forti. È speciale la sua capacità di rendere la storia interessante e di permettere alle persone di trovare spunti di riflessione e punti di contatto con i suoi personaggi. Inoltre Jim ha sempre in mente l’obiettivo di spingere l’arte cinematografica oltre i limiti conosciuti”.

Qual è la tecnologia più rivoluzionaria che avete inventato per Avatar?

-“Abbiamo brevettato quella che chiamiamo cinepresa virtuale: in pratica sovrapponendo il set digitale con quello reale, James Cameron poteva vedere sul set, in diretta, gli attori in carne ed ossa che recitavano con i personaggi creati al computer”.

Questa è anche la prima volta in cui dei personaggi interamente digitali sono così a lungo presenti sullo schermo e credibili al punto di fare emozionare il pubblico…

-“Era difficile crearli perché non dovevano essere umani, ma al tempo stesso dovevano esprimere quelle emozioni che siamo abituati a leggere nel viso di una persona quando questa si esprime. Quindi è stato complesso trasferire le espressioni degli attori ai personaggi al punto che quando li guardi sono talmente convincenti da farti dimenticare che sono alieni. Ci siamo riusciti sviluppando ulteriormente la tecnologia del motion capture: gli attori recitano vestendo una tuta con dei marcatori riflettenti addosso e le telecamere riescono a trasformare il loro movimento in quello dei loro personaggi digitali. Per rendere al meglio tutte le sfumature del volto abbiamo avuto l’idea di una telecamera, collegata al collo, in grado di riprendere il viso durante la performance, per poi trasferire i movimenti dei muscoli alle facce dei Na’vi”.

Questo procedimento come cambia il modo di fare cinema?

-“Visto che nel computer si registrano le performance degli attori e non più la loro immagine su pellicola, Cameron poteva tornare a definire le inquadrature anche molto tempo dopo che gli attori avevano recitato nel teatro di posa. Inoltre poteva anche combinare la recitazione di due attori fornita in momenti diversi per assemblare la stessa scena”.

E la reazione degli attori?

-“Chi non sapeva bene di cosa si trattava o non l’aveva già sperimentato all’inizio era un po’ esitante. Poi però recitare con una tuta nera, all’interno di un teatro di posa spoglio, ha entusiasmato gli attori: per loro è come tornare alle origini del loro percorso professionale, quando studiavano recitazione e dovevano esibirsi di fronte ai loro colleghi senza costumi e immaginando tutto attorno a sé”.

Gli piace o li spaventa l’idea di potersi trasformare potenzialmente in chiunque o in qualsiasi cosa?

-“Sono affascinati dall’idea di potersi proiettare in qualsiasi personaggio che non sarebbe possibile ottenere con il normale make-up. Non è un problema per loro essere sostituiti sullo schermo da qualcun altro o qualcos’altro: nella finzione del cinema questo già accade, quando per esempio uno stuntman prende il loro posto per le sequenze pericolose”.

Pensa che in futuro un attore abiterà l’immagine virtuale di un attore del passato, riportandolo così in vita?

-“La tecnologia esiste già, in Avatar abbiamo sostituito digitalmente anche la recitazione di alcuni attori in carne ed ossa, come quando il colonnello combatte nella scena finale. In quel caso era necessario perché sarebbe stato troppo pericoloso girare la scena dal vivo. Quindi sicuramente si può riportare in vita una star del cinema defunta, ma ci devono essere solidi motivi a livello narrativo”.

Perché secondo lei molti critici hanno scritto che Avatar rivoluzionerà la storia del cinema?

-“Credo che restituisca al cinema quell’impatto emozionale che aveva l’arrivo del treno nella stazione girato dai fratelli Lumiére o, il passaggio dal bianco e nero al colore, o dal muto al sonoro. Parte dell’entusiasmo è dovuto all’utilizzo del 3D, che permette di immergere gli spettatori nella storia, e parte al fatto che d’ora in poi si potrà creare un mondo di totale fantasia e portarlo al cinema in maniera credibile e convincente”.

In quali altri film in futuro vedremo applicata questa tecnologia?

-“L’abbiamo già utilizzata in TinTin, che Steven Spielberg sta completando, e stiamo pensando di farlo in The Hobbit, insieme al regista Guillermo Del Toro. Ma molti registi durante la lavorazione sono venuti a spiarci: ci sono almeno un paio di grossi progetti a Hollywood che però sono ancora segretissimi”.
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Il corriere della sera
l 3D trasporta la platea nel 2154 tra giganti blu e draghi volanti

È il film che è costato di più di tutta la storia del cinema (gli esperti azzardano un costo, lancio compreso, tra i 400 e i 500 milioni di dollari). E Avatar è incamminato a diventare anche il più redditizio. Dopo le polemiche che hanno coinvolto anche il presidente Obama che ha portato le figlie di 8 e 10 anni (non «infrangendo» la legge, ma piuttosto rispettandola, visto che la classificazione PG-13 suggeriva la «guida dei genitori per i minori di 13 anni»)—siamo andati a Parigi per raccontarlo in anteprima.
Il film dura 162 minuti. La regia va per le spicce. Cameron ha tante cose da mostrare e non perde tempo coi preamboli, così non è proprio intuitivo capire perché l’ex marine paraplegico Jake Sully (l’attore australiano Sam Worthington, già Marcus Wright in Terminator Salvation, girato dopo ma uscito prima) accetta di finire nel 2154 sul pianeta Pandora per «dar vita» a un avatar, cioè un corpo costruito artificialmente, che gli permetta di diventare come i locali Na’vi. (Lo fa per sostituire il fratello, morto all’improvviso e volontario per questa missione).
L’inventrice di questi avatar è la dottoressa Grace Augustine (Sigourney Weaver), anche lei «entrata» nel corpo di uno di questi giganteschi Na’vi, dotati di coda e di una treccia di capelli dallo strano potere, abitanti semi-primitivi guidati dal bisogno di sentirsi in armonia con la Natura.
Lo scopo della scienziata è quello di capire il rapporto empatico che i nativi hanno con il mondo che li circonda, ma in questo modo finisce per dimenticare che chi la finanzia vuole solo impadronirsi della terra dove vivono, ricca del prezioso «unobtanium».
E così Jake Sully (e il suo avatar), che impiega tre mesi per conquistare la fiducia della bella Neytiri e diventare un vero Na’vi, si trova di fronte a un dilemma: abbandonare i suoi nuovi amici e accettare la logica guerrafondaia (bushiana?) del colonnello Quaritch che vuole distruggere gli insediamenti Na’vi per trasformarli in miniere o ribellarsi, tradire la propria origine terrestre e combattere gli invasori?
Tutto questo Cameron lo racconta con un senso dello spettacolo eccezionale: alti tre metri, generati al computer con la tecnica capturing image (per trasferire su di loro le espressioni degli attori), i Na’vi sembrano metà uomini e metà felini, immersi in un’ambientazione favolistica (che deve molto ai disegni di Roger Dean, il creatore delle copertine degli Yes), lussureggiante e insieme fantascientifica (eccezionali le immagini notturne, con fiori e piante che si illuminano al passaggio dei Na’ vi). Così come sono convincenti i draghi volanti e tutto il bestiario fantastico che popola il pianeta Pandora, a cui l’uso del 3D conferisce una profondità di campo «wellesiana», senza effetti particolarmente eclatanti (tipo frecce che bucano lo schermo) ma proprio per questo più realistica e concreta.

Dove Cameron convince meno è nella troppo superficiale lettura dello scontro tra terrestri distruttori e nativi difensori della natura. Se il problema del riequilibrio ecologico del nostro pianeta è di stringente attualità, il modo migliore per ricordarlo non è certo riducendo tutto a una specie di favoletta mistica dove militari muscolosi e affaristi senza cuore interpretano i cattivi: la voglia di surclassare il ricordo degli elicotteri di Apocalypse Now in un finale eccessivamente bellicista (in fondo i Na’vi combattono con arco e frecce contro missili e mitragliatrici) finisce per immiserire tutto. Senza peraltro cadere in scene particolarmente cruente o sanguinarie: nessun corpo squarciato, nessun fiotto di sangue che invade lo schermo, nessuna scena da far chiudere gli occhi nemmeno ai più giovani (certo, non ci porterei un bambino che ha meno di 8/9 anni, ma per la complessità della storia, non perché qualche cosa possa spaventarlo). Finendo così per soffocare anche i possibili riferimenti al passato degli Stati Uniti e alla sua «conquista» del West (che per molti versi è ricordato dal selvaggio pianeta Pandora): piuttosto che riflettere sui limiti della propria civiltà, come faceva Arthur Penn in Piccolo grande uomo (anche lì c’era il tema del bianco che «tradisce» la propria razza), Cameron sembra accontentarsi di rispolverare la favola di Pocahontas. Ma nella versione Disney, non certo in quella di Terrence Malick.

Paolo Mereghetti
..
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Si costruisce dappertutto abusivamente e poi : CONDONO !!!!!! e non si ABBATTE NULLA ! L’Italia è finita ! vengano puniti gli Amministratori Pubblici che hanno permesso questo scempio . SUBITO ! grazie !

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 30, 2010 @ 9:39 am | Rispondi

  2. Post riportato

    Il 19 gennaio 2010 la Cina La Cina censura Avatar
    «Meglio Confucio»

    viviana v
    ———————————-

    Stavolta sono d’accordo coi gialli.
    Questi umanoidi color azzurrino se li guardino gli americani.
    Evidentemente il mondo ha bisogno di scemenze, piu’ gliene dai e piu’ son contenti.
    Molto meglio Confucio, ma molto molto molto.

    Vito farina

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 30, 2010 @ 2:15 pm | Rispondi

  3. Non credo siano due cose comparabili. Uno è un film di puro divertimento. L’altro immagino sia un film didattico visto che la dottrina di Confucio piace molto ai governanti perché insegna l’ubbidienza alle leggi e al governo, l’osservanza della gerarchia e il rispetto dei superiori.
    Confucio è un film nazionalista. Del resto Confucio fu Ministro della Giustizia e consigliere dei governanti dei vari stati cinesi. Il film è costato 20 milioni di dollari.
    Il Confucianesimo non è una religione quanto una dottrina sociale molto tradizionalista, basata sulla lealtà familiare, il culto degli antenati, il rispetto degli anziani, la sottomissione della moglie al marito…Per queste cose piacque molto ai governi reazionari.

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 30, 2010 @ 2:15 pm | Rispondi


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