Nuovo Masada

gennaio 22, 2010

MASADA n° 1074. 22-1-2010. Il processo breve, la resa al crimine

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 2:21 pm

Il processo interrotto – Celebrazioni di Craxi- Proteste in di Susa – L’inferno di Haiti – La scuola più breve

Quella sconcezza del processo breve
Viviana Vivarelli

Il Senato ha approvato quella sconcezza del processo breve con 163 sì, 130 no e 2 astenuti. 5 del Pd hanno votato a favore. Ora tocca alla Camera. Bisogna far presto per bloccare i processi a B sui soldi che ha rubato con truffa allo Stato, di cui uno già arrivato a termine con chiara e palese colpa del mandante in corruzione.
Non vota sul processo breve il genovese Musso che per scusarsi manderà a B un vasetto di pesto senz’aglio ma la cosa (il non voto, non l’aglio) è considerato grave atto di lesa maestà, come ricevere una Duomata in faccia. I diktat di B non si discutono, si obbediscono, ac perinde cadaver, come in una chiesa integralista. Non con aglio o senz’aglio. Tanto più che con l’aglio si combattono i vampiri. Encomiabile il gesto libertario di Musso, anche se quel vasetto di pesto sembra ormai l’emblema di cosa B ha ridotto l’Italia, qualcosa da spalmare sul suo pane e tenere nel suo pugno.

Bagarre in Aula. Il fiacco Bersani che dice: “È la cosa peggiore che il governo poteva fare”. Dimentica di servire un D’Alema, che col vampiro contratta altri succhiamenti di sangue (di acqua o di potere).
Ogni ordine della Magistratura è contrario. Ma per B anche un processo ridotto a troncone e che ormai serve a liberare tutti i pesci grossi, i peggio delinquenti della Nazione, con a capo lui stesso, pare troppo lungo. Praticamente andrebbe meglio la liberazione ante-processum. Libertà a prescindere per qualche milione di lestofanti in allegra compagnia. Come giova a ogni tiranno che si rispetti. Con buona pace delle vittime. In uno stato che ormai ha piegato la bilancio della giustizia con una bella libbra d’oro e potere a indicare la direzione. Uno Stato che più che di diritto è di “storto”, in mano alla più storta canaglia degli ultimi 150 anni e con ottime probabilità di superare lo stesso Mussolini (e certo Napolitano non è meno lassista di Vittorio Emanuele nella cessione dello Stato all’uomo “forte”, peggio di Attila).
Smentisce il B la sua dichiarazione: “Mi presenterò davanti ai giudici a dire le mie ragioni. Prenderà solo poche ore alla legislatura!”
Adesso la difesa coraggiosa del proprio diritto è diventata una pura vigliaccheria: “Non vado ai miei processi, perché troverei un plotone d’esecuzione”. Il che, in uno stato di diritto, suona come una dichiarazione immane di colpa. E le “poche ore sottratte alla legislatura” sono diventa un governo che decreta e un parlamento che legifera ormai unicamente sull’impunità di B e di quella corte di vigliacchi affiancata a un Pd, che, ogni volta che Magistratura chiama, nega autorizzazioni a procedere, Chiaromonte in testa, e ogni volta che il voto è decisivo, regala opportuni assenti, D’Alema o Binetti in testa.
E qui uno si immagina in una caduta generale di credibilità a questi o a quelli, mentre l’indignazione cresce e il paese di ribella. E invece no. A parte la folla incazzata di Di Pietro e dei grillino impotenti, tutto tace. La folla di pecore continua a guardare il Grande Fratello o ad ascoltare senza capire le immondizie di Minzolini o a credere, senza contare, i non numeri di Tremonti e i trionfalismi negati ogni giorno di più dalla crisi.
Perché i numeri ormai Tremonti non li dà più. Dopo aver negato contro ogni evidenza la contabilità dissennata della crisi italiana, la peggiore d’Europa, le cifre europee, quelle di Bankitalia, quelle degli analisti internazionali, ora il Tremonti pensiero fa uscire queste perle di supponenza regale: “Ci sono quelli che danno i numeri. Io non li do!”. Come si trattasse di una scuola di pensiero sui pantaloni dritti o a zampa di elefante. Una moda passeggera. Non una verifica dei conti pubblici alla valutazione dei cittadini. E dunque abituiamoci a tutto: alla vaghezza dei conti pubblici che li sa solo Tremonti; alla solidità del capo del governo, che è attestata solo dai suoi sondaggi; ai processi in corso o ammazzati sul nascere, che li sapranno solo B e gli amici di merende; ai disastri dello Stato che saranno negati all’opinione pubblica come nella vecchia URRSS i terremoti; ai numeri delle piazze già sminuiti dalle questure… Un paese a vaghezza di B, a sua misura, presentato su un piatto d’argento dai suoi media, a tutto servizio come una cameriera extracomunitaria sfruttata, sottopagata e in nero col suo padrone, sotto minaccia, intimidazione, terrore.. prepariamoci al peggio! Qui non può uscire nessun ripensamento, ma solo il peggio. E quando questa furia devastatrice sarà passata (almeno la morte prima o poi arriva), quando la distruzione proterva di B avrà ridotto a brandelli questo paese, allentandolo completamente da qualunque parvenza civile, nessuno sarà in grado di ricostruire la strage delle leggi, la distruzione degli equilibri, la forza dei diritti e dei doveri e soprattutto il buio delle anime ormai sprofondate nella consuetudine con il male.
Quando un paese perde la coscienza di chi lo comanda, quando i rappresentanti del popolo dimenticano ogni radice e ogni senso storico e civile, quando i partiti diventano gli scopini di un partito sovrano e dittatoriale, quando la questione morale si riduce a chi devi servire per avere qualche vantaggio di persona, e quando questa gentaglia produce cloni che perpetuano nel loro piccolo l’etica del cui prodest.. allora continuare a credersi paese superiore è vano.
..
Oggi – 21-1-2010- il processo breve è stato temporaneamente rimandato. Casini ha appoggiato la legge per il legittimo impedimento che sospende per 18 mesi i processi a Berlusconi, intanto che lo stesso si prepara a ripresentare il Lodo Alfano, ed essa sarà a termine entro febbraio. Casini chiede che, in cambio del legittimo impedimento, B rinunci al processo breve e accetti pure che esso non si applichi ai processi in corso, cosa assurda per due motivi, il primo è ciò che violerebbe il principio per cui si applicano ai processi in corso tutte le variazioni legislative che sono più favorevoli all’imputato, e il secondo, e più importante per B, che a lui interessano proprio i suoi processi in corso.
L’errore, voluto o meno, di Casini è credere di poter patteggiare con B alcunché. Ci provò D’Alema con concessioni larghissime e ne ricavò un pugno di mosche. E se l’iter processuale dovesse riprendere, B avrà una legge già pronta e giù approvata al Senato e dunque in rapida dirittura di arrivo. La pezza di Casini è un palliativo blando, sappiamo tutti benissimo che B non ha mai abbandonato nessuna atroce impresa, ripresentando il peggio del peggio di nuovo e di nuovo in tempi e con nomi diversi.

E così farà tutto
Viviana Vivarelli

E così farà tutto: lo scudo fiscale, il processo breve, l’immunità parlamentare, il legittimo impedimento, la depenalizzazione dei reati finanziari e dell’evasione fiscale, il concentramento dei poteri nelle mani del capo del governo che è anche capo dello Stato e che sarà eletto direttamente dal popolo, riducendo a burletta il Parlamento e a serva la Magistratura.
Farà tutto: il veto alle intercettazioni, il bavaglio sui media, la censura su internet, la svendita di tutti i beni e servizi pubblici, dall’acqua alla sanità, ai trasporti, alla scuola… E quando lo Stato sarà ridotto a pezzi e degradato nei valori e non esisterà in Italia più nulla che ricordi una repubblica o una democrazia o uno stato civile, ancora ci sarà qualcuno che elogerà gente come D’Alema o Napolitano e che insulterà sui blog gli ultimi cittadini rimasti, che offenderà e ridicolizzerà come matto o megalomane chi tenta qualunque difesa dei diritti dei cittadini, dell’acqua, della libertà di espressione, delle scelta elettorale, dei diritti del lavoro…
Ancora ci saranno gaglioffi che useranno lo spazio sempre più ridotto e ininfluente di parola per grottesche operazioni aritmetiche per una sx che non c’è più, per una opposizione ormai fuori dalla storia e dal potere, una sx ridicola e amorale, un partito ormai disintegrato che continuerà le sue microscopiche pratiche di corridoio, da sgabuzzino delle scope; dunque, se io mi associo a questi due più quei due, più questo mezzo…..!?
E ancora ci sarà qualche inqualificabile italiano che svenderà il suo futuro e quello dei suoi figli per una speranza di riduzione fiscale, un compromesso, un premio, un condono, una bustarella, un processo breve…, mentre altri, pochi, continueranno a blaterare di massimi sistemi, di lotta di classe, di ascesa del proletariato, pochi e soli, allo zoo, come i panda.
E ancora ci sarà qualche inqualificabile Casini che dirà: va bene, ci appoggiamo a livello locale purché mi levate dai piedi quegli insopportabili no global!
..
Il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli risponde al ministro Alfano:
“Se non si modifica la crisi funzionale della giustizia l’obiettivo del processo breve rimarrà un miraggio con effetti devastanti. Sarà il trionfo della tecnica di Erode, farà strage di una massa di processi innocenti per eliminare quei pochi che interessano al premier, senza preoccuparsi della sicurezza dei cittadini”
..
L’ammazzaprocessi
www.nonleggerlo.blogspot.com/

Formattate la vostra Mente.
Se volete capire. Sembra un incubo. Ma fanno sul serio.
È passata in Senato, ora incendierà la Camera.
È l’ammazza processi.

Per provare a comprendere cosa stia succedendo in questo reality impunitario vi chiedo di concentrarvi, di sgomberare la mente. Il caos legislativo è micidiale, una miriade di progetti ad personam ci gira in testa, ed indignarsi è sempre più difficile. Ma dobbiamo pensare. Non rigurgitare bile davanti a tutto questo è agonia democratica, stavolta potenzialmente irreversibile. Non lo so se questo sia l’ennesimo ricatto in stile “bBlocca Processi 2008”, e se sfumerà in una soluzione meno violenta e più chirurgica. Ma siamo ad un passo dall’approvazione. E dobbiamo capire, con il bisturi puntato alla gola.
Facciamo finta di non sapere nulla di B, niente di questo paese, facciamo finta di essere cittadini francesi, o tedeschi. format B due punti. Ripartiamo da zero. Bene, siamo in una grande democrazia, fate un lungo respiro, va tutto bene. Ma toh! oggi il nostro Parlamento approva una norma omicida, che decapita i processi relativi al Praim Minister. Qui dove ci troviamo, loco virtuale di altissima democrazia, parliamo di crimini gravissimi, (altrove) i politici non possono permettersi nemmeno di evadere il canone della tv pubblica, o pagare in nero una tata, o comprarsi un chupa chups con la carta di credito ministeriale. Il fetore di tangenti non è ipotesi contemplabile, nemmeno a km di distanza, perchè qui è normale ciò che da noi è utopia legalitaria.

Mills, Corruzione, Mediaset, fondi neri, via tutto, per sempre. No, questi 2 processi non riapriranno al termine della legislatura. È finita, nei secoli dei secoli, perchè delle 19 leggi ad personam che il nostro premier ha realizzato questa è la più spietata, e spudorata, un’intollerabile sevizia alla legge fondamentale.
Assieme ai suoi processi morirà la speranza di giustizia di una nazione, perchè la sua sete d’impunità è più forte di ogni nostro diritto. Cirio, Parmalat, bancarotta, sfruttamento della prostituzione, corruzione, omicidi medico-colposi, lesioni, abuso d’ufficio, frode fiscale, falso in bilancio, ricettazione, traffico di rifiuti, incendio, violenza privata e molto altro. E mannaia sia. Spero che nessuno di voi sia parte lesa in uno di questi processi, sono centinaia di migliaia e verranno immediatamente soppressi, spero che nessuno di voi stia aspettando da anni un risarcimento, una vittoria, una punizione per chi vi ha picchiato, truffato, raggirato, rovinato, perché se così fosse oltre al danno ecco il ghigno sul volto del vostro carnefice. Chissà quale sarà la reazione popolare, forse è un dramma, forse è un bene.
Ora lo chiamano “processo a durata certa”, ma è come se vi trovaste su un treno impazzito di colpo, magari dopo anni di viaggio, quando la meta era lì ad un passo. Il mezzo è lanciato a folle velocità, il conducente non ha scelta, o c’arriva in tempo a destinazione, o sarà costretto a buttarvi giù in corsa, uccidendovi. Gli hanno detto di arrivare a quell’ora, ma nessuno gli ha dato strumenti per farcela, anzi, glieli stanno togliendo, danari, strutture, conoscenze, lo stanno demolendo agli occhi del cittadino, lo stanno distruggendo, infamando, delegittimando, ma lui deve guidare lo stesso, e correre comunque, stanco, debole, sfiduciato, frustrato, questione di sicurezza, di legalità, di vita o di morte.

Formattiamo la mente, sgomberiamo la visuale, Legittimo Impedimento, Lodo Costituzionale, Immunità Parlamentare, Cirami, Ex Cirielli, Lodo Schifani e mille altri, fuori tutto, pace dei sensi, e prendiamo semplicemente in mano la Costituzione. Leggiamola. È ora di buttarla.
..
HORROR UPDATE
B ha commentato il Processo Breve. Parole che non avrei voluto ascoltare. Ha detto che non è incostituzionale, e che nemmeno gli piace, perchè i processi durerebbero comunque troppo … ovvio, per lui il processo perfetto è quello che non comincia neppure. Ci prende proprio per sciocchini. Suvvia, un pò di gratitudine, come fa a non piacergli questa norma, gli cancella pur sempre e per sempre i processi Mills e Mediaset! Non è finita: ha avuto il coraggio di dire che i suoi avvocati gli sconsigliano di presentarsi in aula, per non trovarsi davanti “UN PLOTONE DI ESECUZIONE”, Video. Strano, ad ottobre disse: “Andrò in aula a SBUGIARDARE TUTTI”.

www.youtube.com/watch?v=ELPHuuJbwFk

..
La legge sul processo breve è incostituzionale perché nega i diritti delle vittime

Alle proteste dell’opposizione replica B: “Siete intellettualmente disonesti, non c’è nulla di incostituzionale”.
E, nonostante il via libera, il Cavaliere non è contento: “‘Il mio parere è negativo perchè i tempi, quelli introdotti con questa nuova legge, non sono ragionevoli. 10 o più anni… vorrei fossero più brevi”.
Di tutt’altro tenore l’affondo del Comitato Intermagistrature (che riunisce la magistratura ordinaria, amministrativa e contabile e l’Avvocatura dello Stato) che dice no “a riforme che distruggono la giustizia” e ribadisce le “fortissime preoccupazioni già espresse nelle più varie sedi istituzionali per il ddl sul processo breve che rischia di produrre conseguenze devastanti sull’intero sistema della giustizia italiana”.
Bersani: “Si distruggono migliaia di processi, lasciando senza giustizia migliaia di vittime, per salvare uno solo”.
Ma la voce più forte è, come sempre, Di Pietro: “Siamo di fronte ad un regime fascista, piduista ma anche mafioso. I processi d’ira in poi non si faranno più e i delinquenti se la spasseranno alla faccia delle vittime e della giustizia. B, la sua maggioranza e tutti coloro che si renderanno complici di questa polizza d’impunità per malviventi saranno responsabili di aver ridotto l’Italia ad un Far West dove alla fine i cittadini esasperati si faranno giustizia da soli”. In aula i senatori dell’Italia dei Valori hanno alzato cartelli in cui si invita B a farsi processare, perché questa legge è ‘la morte della giustizià. Finocchiaro: “Con il processo breve decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sarà una denegata giustizia per migliaia di cittadini. Si vuole salvare B dai suoi processi. Approvate così una norma che non esiste in nessuna parte del mondo”. Per salvare B si dà il colpo di grazia alla giustizia italiana”.
Cascini, segretario dell’associazione nazionale magistrati: “Questa è la resa dello Stato di fronte alla criminalità. Noi abbiamo il dovere di denunciare la gravità di questa legge. Per reagire alla pretesa persecuzione giudiziaria, B decide di distruggere l’intera giustizia penale in Italia., mettendo in discussione le fondamenta dello stato democratico.”.
Alfano parla di “palesi mistificazioni”.
La Pd Donatella Ferranti fa infuriare Alfano dicendo che “Dalle leggi ad personam siamo passati al ministro ad personam”.

Gongola la maggioranza e gongola lo stupido Gasparri nominalmente firmatario insieme a Quagliarello del decreto 1880: “La legge non cancellerà i processi. Riguarderà solo l’1% dei processi. Per i reati di mafia e terrorismo arriviamo ad oltre 15 anni di durata. È questo un processo breve?”.
Solo il dissenziente Musso ha detto la verità “Stiamo commettendo un errore grave, quello di non ammettere pubblicamente che c’erano due obiettivi, quello della ragionevole durata dei processi e quello che è diventato una sorta di agenda nascosta, la tutela del B”.
Intanto B insulta i tribunali chiamandoli “plotoni di esecuzione” e l’ulteriore offesa incrementa il giù ampio fascicolo di inulti, offese e leggi anticostituzionali che ha formato un enorme dossier dei magistrati contro il capo del governo.

La pretesa immunitaria
GIUSEPPE D’AVANZO

Il “processo breve” è la ventesima legge approvata nell’interesse di Silvio B dai “commessi” nominati in Parlamento dalla Lega e dal Pdl. È una legge che salva l’Egoarca (morirà il rognosissimo processo Mills, dove è accusato di corruzione). Qualche effetto immediato. La legge sfascia la già malmessa macchina giudiziaria. Non c’è, infatti, nessun contemporaneo provvedimento che asciughi le procedure, depenalizzi i reati, renda più efficiente l’organizzazione giudiziaria, qualifichi le risorse umane e incrementi gli strumenti materiali.
Il “processo breve” impoverisce le casse dello Stato perché si creano condizioni favorevoli alla “casta” (ministri, sindaci, amministratori pubblici) per non risarcire il danno di sperperi e distrazioni.
Allontana dalla condanna le società che hanno la responsabilità amministrativa dei reati commessi dal management nell’interesse dell’azienda.
Prepara soprattutto un processo ingiusto e diseguale. Lasciate immutati, oltre ogni ragionevolezza, i reati, le procedure e le garanzie processuali, il processo non potrà che avere tempi lunghi. Effetti a lungo termine. Un processo – da un lato, nato per essere dilatato nei tempi e, dall’altro, strozzato nella durata – è uno strumento destinato a diventare superfluo, inutilizzabile, inutile. Soprattutto è un arnese che non potrà essere mai “giusto”, nonostante le filastrocche a uso televisivo delle ugole obbedienti. Perché danna i poveri cristi senza risorse e premia chi ha il denaro per pagarsi legulei competenti nell’esplorare i labirinti della procedura. In conclusione, il paese sarà più fragile, insicuro e criminofilo con giubilo dei delinquenti con e senza colletto bianco: c’è finalmente il modo legale per arraffare, arricchirsi, farsi prepotente senza danno, malvivere senza pagare dazio né allo Stato né agli innocenti diventate vittime.
Il processo breve, frutto avvelenato di un’arrogante pretesa immunitaria, è soltanto l’intimidatoria ipoteca che, per ora, B lascia sul tavolo. È già accaduto appena ieri, nel 2008. Con un emendamento al decreto sicurezza, si fece approvare la sospensione di un anno dei processi per fatti commessi prima del 1 luglio 2002, la cui pena non ecceda i 10 anni (è il suo caso). La norma manda all’aria centomila processi. B l’agita per rendere accettabile come “danno minore” un provvedimento che lo rende immune fino a fine mandato (il “lodo Alfano” sarà approvato l’11 luglio 2008 e bocciato dalla Consulta, perché incostituzionale, il 7 ottobre 2009).
Il quadro tattico, in apparenza, non pare diverso in quest’anno di grazia 2010. Distruttivo dell’intero sistema giudiziario, il “processo breve” è il mostruoso sgorbio che dovrebbe convincerci ad accogliere, come riduttivo di un rovinoso danno, un altro provvedimento che, senza umiliare l’interesse collettivo, può ottenere lo stesso risultato: il congelamento dei processi del Cavaliere. E soltanto apparenza. In realtà, in quest’occasione la strategia che si intravede dietro mosse rituali guarda più lontano, è più pericolosa perché vuole essere definitiva.
Il “male minore” (per i cittadini, per lo Stato), che dovrebbe salvare l’Egoarca dalle sue rogne giudiziarie, è il disegno di legge sul “legittimo impedimento” (da lunedì alla Camera). È la riformulazione, ancora per via ordinaria e quindi incostituzionale, del “lodo Alfano”. La definiscono “disposizione temporanea in materia di legittimo impedimento del B a comparire nelle udienze penali”. Prevede che “costituiscano motivo di rinvio delle udienze gli impegni istituzionali del capo del governo”. La norma sarà valida, per “tutti i processi in corso in ogni fase, stato o grado”, solo per 12 mesi in attesa di una riforma costituzionale che reintroduca l’immunità parlamentare (già pronta la proposta bi-partisan Chiaromonte-Compagna). Naturale che B non si fidi dell’escamotage o della solidità di quel “ponte”. Perché dovrebbe vedere garantita la sua salvezza in una legge (il “legittimo impedimento”) che oltraggia la Costituzione in attesa che la Costituzione venga poi riscritta per cicatrizzare la ferita? Un pasticcio, come nemmeno un Ghedini potrebbe organizzare. È ovvio che B vorrà raddoppiare la sua pressione sull’opposizione, sul capo dello Stato, sulla magistratura, sull’opinione pubblica con l’uno e l’altro dei provvedimenti (“processo breve” e “legittimo impedimento”) per ottenere il consenso ad aprire subito (e al diavolo il governo e le difficoltà del Paese) una “stagione costituente” che assegni alle Camere il potere di “disporre, a garanzia della funzione parlamentare, la sospensione del procedimento per la durata del mandato” (così si legge nel disegno di legge Chiaromonte-Compagna).
Ora si ascoltano molti pareri favorevoli al ritorno irrobustito dell’immunità parlamentare. Poco male. Allarma che l’opposizione – e anche segmenti di una magistratura stressata e “stanca di guerra” – non si accorgano che la revisione dell’immunità (il Cavaliere deve farsela approvare anche dall’opposizione perché, impopolarissima, non supererebbe il referendum) è nelle manifeste intenzioni di B la cruna attraverso cui infilare il cammello della “costituzionalizzazione” di se stesso, dell’anomalia dei suoi interessi confusi e sovrapposti, il congegno per potenziare un potere che immagina limitato da troppi contrappesi (parlamento, ordine giudiziario, capo dello Stato, Corte costituzionale). A Bonn è stato fin troppo chiaro, a questo proposito.
È dunque la riforma della Costituzione l’ancoraggio finale di una strategia cominciata oggi con l’approvazione al Senato del “processo breve”. L’agenda politica può essere favorevole per il progetto. Dopo le elezioni regionali (marzo), non si voterà per 3 anni. Lontano dagli elettori, il sistema politico potrà ritornare sordo e autoreferenziale. Le carte sono già in tavola. L’Egoarca chiede che la Costituzione diventi strumento di chi governa, dispositivo per esercitare il potere. Ci si sarebbe aspettato che, nella sx nouveau style, qualche autorevole oracolo ricordasse che la Carta fondamentale della Repubblica è figlia di un costituzionalismo che non l’ha immaginata strumento di governo ma di garanzia contro gli abusi del potere. Al contrario, evocando la “bozza Violante” (fine del bicameralismo perfetto, riduzione del numero dei deputati, Senato federale), le menti dell’opposizione sembrano convolare verso la linea di B. Enfatizzano la modernità della “bozza”, ne occultano in pubblico il più autentico obiettivo: il rafforzamento dei poteri del premier. Che sia, una volta per tutte immunizzato per sempre, questo è appunto l’obiettivo dell’Egoarca.
Bisogna prendere atto oggi che non si odono voci responsabili che denuncino quanto possa essere pericoloso imboccare questa strada. “Chi ci salverà da B, “padre costituente”?”, si chiedeva nel 2004 lo storico Sergio Luzzatto. La risposta provvisoria è oggi questa: a livello politico, nessuno sembra aver voglia di salvarci. Chi potrebbe farlo o tace o dissimula le sue intenzioni. Soffiano arie bicamerali e, dopo il voto regionale, infurieranno impetuose, aggressive e libere.
..
Il cimitero del diritto
MASSIMO GIANNINI

Con un tocco di comicità involontaria, il B dice l’indicibile: non si presenta nelle aule dei processi Mills e diritti tv Mediatrade perché il tribunale di Milano è “un plotone di esecuzione”. Ma nello stesso giorno in cui si lascia andare all’ennesimo attacco contro la magistratura, lui stesso trasforma le aule del Parlamento nella “camera a gas” del diritto. Non c’è altro modo per definire il via libera del Senato alla riforma del cosiddetto “processo breve”. Oggi si celebra la morte della giurisdizione, violata e uccisa in nome di tutti, ma per salvare la vita di uno solo. Un’altra legge ad personam, la ventesima in 15 anni, che fingendo di stabilire termini rigorosi per l’avvio e la conclusione dei processi, e nel rispetto apparente del riformato articolo 111 della Costituzione, ha come unico scopo quello di considerare automaticamente “estinti” i due processi che vedono ancora coinvolto Silvio B. La micidiale “norma transitoria” stabilisce che i limiti temporali ridotti riguardano tutti quei processi in corso “per reati coperti dall’indulto e puniti con pena pecuniara o detentiva inferiore ai 10 anni”. In questi casi, con la nuova legge il giudice dichiara il “non doversi procedere per estinzione” del processo se sono decorsi 2 anni da quando il pm ha avviato l’azione penale e se non è stato definito ancora il primo grado di giudizio.

È qui l’ennesima “ghedinata”. Il cavillo inventato dai Dottor Stranamore del diritto che assistono Silvio B, e che hanno ritagliato a misura per lui l’ultima norma-vestitino, grazie alla quale gli ultimi due processi che ancora lo riguardano finiranno sepolti nel cimitero della giustizia. Può tuonare quanto vuole, il premier, contro l’opposizione che sale sulle barricate e l’intero corpo delle toghe civili e penali che rilancia il suo allarme. Può ripetere all’infinito, con l’impudenza di Don Rodrigo, che questa “non è una legge ad personam”. Lo smentisce, per paradosso, uno dei suoi “bravi” più truci e fedeli. Maurizio Gasparri afferma sicuro: “La legge non cancellerà la giustizia, e infatti riguarderà solo l’1 per cento dei processi”. È la prova regina che serviva, per dimostrare che siamo ancora una volta allo “stato di eccezione” decretato nell’interesse esclusivo del premier. Delle due l’una. O c’è un’esigenza pubblica di abbreviare i processi che riguarda tutti i cittadini, e allora è necessario che la nuova legge incida su tutte le cause pendenti. Oppure c’è un’urgenza privata che riguarda solo un cittadino, e allora è sufficiente che la nuova legge incida solo sui suoi e su pochi altri processi. “L’1 per cento”, secondo Gasparri. È questa la posta in gioco della pretesa “riformatrice” del centrodx. È in nome di questa che si fa scempio delle regole costituzionali, a partire dal principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Poco importa se, in quell’1 per cento, con la nuova legge si farà strage di processi enormi come Cirio-Parmalat, Antonveneta-Bnl ed Eni Power. La sola cosa che importa è che, con quell’1 per cento, muoiano i due processi pendenti del Cavaliere. È un brutto giorno per la nostra democrazia, che si indebolisce ogni giorno di più. Ma è anche una bella lezione per il Pd, che si illude di “trattare” sulle riforme con B. Se nel campo di battaglia della giustizia c’è davvero un “plotone di esecuzione”, non lo comandano certo le “toghe rosse” del Tribunale di Milano, ma semmai le “anime nere” del Pdl.
..
Processo-breve, condonati 500 mln
Claudia Fusani (sunto)

Il processo breve non cancellerà solo i dibattimenti ma anche almeno 500 milioni di € che sindaci, parlamentari, ministri e sottosegretari hanno rubato allo Stato truffando e sprecando. Soldi che devono essere restituiti in base alle sentenze della Corte dei Conti. Ma che il ddl 1880 Gasparri-Quagliariello, più noto come «processo breve» cancella in un colpo solo.
Casson (Pd) lo ha detto chiaro: «Siamo arrivati al vero motivo di questa legge, la norma che non serve solo per cancellare i processi di B ma serve anche ad un vostro sindaco, ad un vostro ministro e ad altri che non dovranno più risarcire lo Stato di circa 500 milioni di €».
Ancora più esplicito D’Alia (Udc) che rivolto ai banchi della Lega avverte: «Una volta passata questa legge non potrete più fare gli sbruffoni contro Roma ladrona perchè approvate anche un clamoroso condono contabile che salverà molti vostri amministratori».
Il procuratore della Corte dei Conti del Lazio Pasquale Iannantuono fa nomi di possibili beneficiari: Roberto Castelli, Moratti ma anche lo stesso relatore Giuseppe Valentino, i deputati Iole Santelli e Alfonso Papa, tutti del Pdl. E ancora, 5 membri del vecchio Cda Rai cdx tra cui Cattaneo e Siniscalco per la nomina di Meocci.
I gregari imitano il Capo. E se il Capo governa approvando leggi su misura, altrettanto fanno i gregari. Inutile stupirsi, quindi, se il relatore al Senato del processo breve Giuseppe Valentino introduce una norma per salvare se stesso dalla Corte dei Conti. E, se lo stesso fa Castelli che, membro della Commissione Giustizia, ha aiutato Valentino a buttar giù il testo del maxiemendamento che oltre alla prescrizione penale ha introdotto anche quella contabile e per le società.
..
Alfonso
laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2010/01/20/il-processo-breve-e-in-realta-una-lunga-amnistia-per-la-casta-governativa/

L’ultima invenzione di “mavalà” Ghedini e del meschineddu Alzano é un meccanismo secondo il quale se la giustizia non fa in tempo a svolger tutti e tre i gradi del processo entro un certo termine suona la campanella del tempo scaduto e il processo decade, le vittime del reato rimangono fregate ed i delinquenti se la cavano.
Tutti gli italiani soffrono della giustizia lenta e vorrebbero veder sbrigate prima le proprie questioni, ma non è introducendo una mannaia temporale utile ai delinquenti che il problema si risolve, bensì mettendo soldi e volontà politica in una riforma della giustizia. Per migliorare la macchina giudiziaria ci vogliono soldi per i cancellieri, per nuovi giudici, per nuove sedi finanche per la carta delle fotocopiatrici; ci vuole un meccanismo virtuoso di autonomia e di collaborazione con le altre istituzioni, non la guerra continua contro le toghe rosse che avvelena il sistema ed insulta migliaia di magistrati che fanno il loro dovere in condizioni oggettive e soggettive di disagio e di scarse risorse.
Il governo degli impuniti invece cerca altro, vuole una amnistia per il proprio capo e per gli altri servi del capo che hanno rubato i nostri soldi.
La norma transitoria vale poi anche per i processi in corso, compresi quelli riguardanti il fuggitivo B.
Sono mesi che fra Lodo Alfano ed altre forme di impunità, il parlamento è bloccato alla ricerca di uno scudo giudiziario per il premier né costoro si vergognano ad ammetterlo. Tutto ciò rende farsesco e palesemente incostituzionale la trovata degli scudieri del premier.
Mentre le armi di distrazioni di massa si davano da fare per distogliere l’attenzione, nell’ombra del palazzo si è partorita l’ennesima schifezza a tutela di pochi privilegiati e contro tutti gli italiani.
Chissà che invece non si riesca a svegliarli dal letargo della lunga distrazione mediatica, questi italiani, usando noi uno scudo , un vero scudo che non sia ad personam, ma valido per tutti gli italiani: la Costituzione.
VERGOGNA PER l’approvazione del processo breve che garantisce l’impunità a B.
Partecipiamo tutti all’ iniziativa del popolo Viola del prossimo 30 gennaio davanti alla Prefettura di tutte le città d’Italia.

Ddl Ammazzaprocessi, via libera al senato: Le magistrature: è un’amnistia
Da dazebao
Tommaso Vaccaio

Quando un’intera maggioranza parlamentare è al servizio di un solo uomo, non c’è da attendersi grandi sorprese in sede di voto. E nessuna sorpresa c’è stata, infatti, stamane a palazzo Madama, dove è passato con 163 sì, 130 no e 2 astenuti il ddl “salva B” sulla durata massima dei diversi gradi di giudizio. Un limite, superato il quale scatta l’estinzione del processo.
Ma nonostante il regalo ricevuto dai cortigiani di partito, il premier Silvio B, si dice insoddisfatto del ddl così come è stato votato dai senatori.
I tempi previsti con questa nuova legge, afferma infatti il Cavaliere facendo dispiacere e non poco la servitù pidiellina, “non sono ragionevoli”.
Il voto del provvedimento è stato accompagnato, così come era già avvenuto ieri, da un duro scontro tra maggioranza e opposizione. E se quest’ultima accusa il cdx di voler “uccidere la giustizia”, forte preoccupazioni vengono espresse anche dal Comitato Intermagistrature, organismo che riunisce la magistratura ordinaria, amministrativa e contabile e l’Avvocatura dello Stato.
..
Da Dazebao

La magistratura dice che il processo breve rischia di produrre conseguenze devastanti sull’intero sistema della giustizia italiana.
“Non possiamo assistere in silenzio a riforme che sacrificano del tutto le esigenze di tutela delle vittime dei reati, pongono nel nulla l’impegno delle forze dell’ordine e comportano vistose violazioni del principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, distruggendo il funzionamento della giustizia civile, penale, amministrativa e contabile in Italia. Il disegno di legge cancellerà ogni speranza di giustizia per le vittime di reati di particolare gravità, trasformando il processo penale in una tragica farsa”.
Questo provvedimento determinerà “un vero e proprio colpo di spugna, che assicurerà una completa impunità per i tipici reati della criminalità dei colletti bianchi, ma anche per molte insidiose forme di delinquenza diffusa in danno di persone deboli”.
Una amnistia di fatto (ma senza la maggioranza di ¾ richiesta per una amnistia) per reati quali “omicidi colposi realizzati nell’ambito dell’attività medica, le lesioni personali, le truffe, gli abusi d’ufficio, la corruzione semplice e in atti giudiziari, le frodi comunitarie, le frodi fiscali, i falsi in bilancio, la bancarotta preferenziale, le intercettazioni illecite, i reati informatici, la ricettazione, il traffico di rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza privata, la falsificazione di documenti pubblici, la calunnia, la falsa testimonianza, l’incendio, l’aborto clandestino”.
Una sciagura che avrà “un costo sociale e un danno erariale altissimi”.
Tra gli altri “saranno destinati all’immediata estinzione i reati contestati nei processi per i crack Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta e Bnl, per la corruzione nella vicenda Eni-Power, per le ‘morti bianche’ alla Thyssen, per le morti da amianto”.
In ultimo, “la regolamentazione contenuta nel disegno di legge non trova riscontro in nessun altro ordinamento, a livello europeo e internazionale, e non ha nulla a che vedere con i principi del giusto processo, che, nell’interpretazione della Corte europea dei diritti dell’uomo, comportano l’impegno dello Stato di completare il giudizio entro un termine non fisso, ma ragionevolmente commisurato alla sua complessità e alla natura degli interessi in gioco e senza che comunque dalla inosservanza di tale termine possa derivare alcun pregiudizio per l’accertamento dei reati e la tutela delle vittime”.
Il “regalo” non soddisfa B. L’ingordigia del Cavaliere
Nonostante la “ammazza processi” consegni al premier l’assoluta immunità giudiziaria, B esprime un giudizio “negativo” sul provvedimento che, a sua detta, introduce tempi che “non sono ragionevoli”. “Si tratta di dieci o più anni, vorrei fossero più brevi”. Ma a quel punto, probabilmente, risulterebbe più agile l’eliminazione definitiva dell’istituto processuale.
..
Il mondo di Craxi
Raniero La Valle

Con le grandi celebrazioni per Craxi, 10 anni dopo la sua morte in contumacia ad Hammamet, la dx berlusconiana ha rivendicato la sua vera ascendenza, dissipando gli equivoci che potevano essere stati ingenerati da precedenti annunci, o meglio da precedenti vanterie.
I veri precursori di B non sono né Sturzo – anche lui andato in esilio ma non come latitante – né De Gasperi – anche lui processato e condannato ma da un tribunale fascista – e tanto meno Aldo Moro che vittima sacrificale e martire della politica lo è stato davvero; il vero iniziatore dell’era berlusconiana è stato Bettino Craxi.
Lo è stato in un senso materiale, perché senza il decreto con cui il presidente socialista dette il potere televisivo alla Fininvest, B non avrebbe potuto avere la fama ed i soldi per intraprendere la sua avventura politica; e lo è stato in senso politico, perché senza la demolizione dei grandi partiti di massa, la DC e il PCI, tenacemente perseguita da Craxi, senza la decisiva sconfitta inflitta ai lavoratori con l’abolizione della scala mobile, senza la riforma in senso decisionista dei regolamenti parlamentari, e senza il precedente di un partito-spettacolo, con la sua corte, come ironizzava Formica, in cui c’erano meno politici che ballerine, un fenomeno come Forza Italia e un governo come quello che abbiamo non sarebbero stati possibili.
È chiaro che il movente della glorificazione postuma di Craxi (i discorsi, le strade, le celebrazioni TV) è stato tutto e immediatamente politico: si trattava di fare dell’esule di Hammamet la prima vittima ingiustificata caduta sotto i colpi di una magistratura uscita dalla soggezione al potere politico; si trattava di reclamare l’immunità del potere, esattamente come Craxi aveva fatto con due discorsi alla Camera, in cui non aveva negato i reati, ma li aveva trasformati in problemi politici; si trattava di rivendicare il diritto per i politici in carriera di sottrarsi in ogni modo – con la latitanza, con il legittimo impedimento, con i processi brevi o addirittura non celebrati – al giudizio di magistrati interpreti della legge ma non eletti dal popolo.
Per fare questa operazione era necessario montare la novità mediatica di un Craxi ingiustamente perseguitato, sorvolare sulle condanne da lui subite in regolari processi, e ignorare che i fatti a lui imputati non erano stati solo quelli del finanziamento illecito dei partiti, ma anche la corruzione e il lucro privato. Non c’era dunque da fare alcuna apologia; sicché anche la consolazione offerta da Napolitano nella sua lettera alla vedova di Craxi, secondo cui il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi del sistema politico era caduto su di lui “con durezza senza eguali”, è sembrata eccessiva.
Si è sostenuto però che, a parte la questione giudiziaria e il triste epilogo, Craxi deve essere ricordato per la sua opera di statista. Certo che in questa ci sono state, come pure è stato detto, luci ed ombre. Luce fu la difesa della sovranità nazionale che egli fece contro gli americani a Sigonella, ma notte fonda fu la sua caparbia decisione di fare installare i missili nucleari a Comiso. Con quell’atto l’Italia si sposava al demone nucleare, e diventava potenzialmente genocida (l’obiettivo assegnatole, se ci fosse stata la guerra, era l’Ungheria).
Si è lodata quella sua scelta; senza di lui i missili in Sicilia non ci sarebbero stati, e senza i missili a Comiso non ci sarebbero stati neanche i Pershing 2 in Germania perché, come poi si è saputo, la Germania, se fosse stata sola, non li avrebbe accolti. Può darsi, come molti dicono, che se quei missili non fossero stati messi, l’economia sovietica non sarebbe stata travolta dal dissesto per le spese della corsa agli armamenti, l’URSS non sarebbe crollata, e la guerra fredda non sarebbe finita. Ma era davvero questo l’unico modo in cui la guerra fredda doveva finire? Non si erano avviati, proprio in quegli anni, diversi e più civili modi per uscire dalla contrapposizione dei blocchi? Non si era avvistata, come possibile, la pace “in un mondo senza armi nucleari e non violento”, come diceva Gorbaciov? E il mondo che è succeduto a quello che allora finì, questo mondo attuale senza guerra fredda ma con vere guerre perpetue e infinite, un mondo senza Marx ma anche senza Proudhon, è davvero un mondo migliore?
..
Carmelo
Ieri la beatificazione di Craxi. Oggi la legge sul “processo breve”. Sembra che in Italia non ci sia mai fine al peggio!
Se potessi decidere io, eliminerei qualsiasi forma di prescrizione, altro che abbreviare i processi! I processi devono essere fatti, anche 100 anni dopo che è stato commesso un reato. Altrimenti non si fa giustizia a coloro che hanno subito un danno morale o materiale. E questo secondo me sarebbe ingiusto. Vi potete immaginare come 6 milioni di anime ci romperebbero l’anima (per non parlare dei parenti e dei sopravvissuti), se i processi contro i gerarchi nazisti fossero andati in prescrizione?
Come sono crollati i più grandi imperi della Storia dell’Umanità, così crollerà pure la gerarchia mafiosa-fascista-piduista-leghista che governa il nostro bel paese. Il punto del non-ritorno sarà quando la maggioranza degli italiani avrà molto meno soldi in tasca, meno servizi pubblici garantiti e zero potere decisionale in mano. Io penso che ci manca poco.
Comunque sono fiducioso. Se non sarà la giustizia ordinaria, almeno la giustizia divina arriverà pure per il nano e quei leccapiedi che campano alle sue spalle. 😉
Buona settimana,
..
Mariapia
Carissimo,
una minoranza di italiani, quelli che erano il “Lievito del Paese”, è stremata, sfinita e non ha più nemmeno le parole per reagire.
A volte penso di essere dentro ad un sogno molto surreale, dove degli esseri umani che si chiamavano”il popolo italiano”, hanno fatto nascere una nuova specie terrestre mostruosa. Questa nuova specie ha tutta l’intelligenza del più intelligente dei popoli della Terra e una nuova crudeltà, cresciuta dentro al cervello di questa popolazione, infettato da un virus che si sviluppa soltanto sul suolo italiano, che porta la specie a commettere azioni mai messe in atto da esseri che, prima dell’infezione,
erano definiti “esseri umani”. Mostri.
I più capaci di questi esseri, stanno tutti dentro al “Cartel Party”, capeggiati dal Maligno in persona.
E io che non credevo al Maligno, in quanto in famiglia mi dicevano che “il Diavolo non esiste”!
Spero di svegliarmi da questo incubo.
Saluti e auguri di bene.
..
LA PROTESTA IN VAL DI SUSA
Guido Pent

Cara Viviana,
ti scrivo da Condove, in Valle di Susa dove vivo, per chiederti un grosso favore.
In questi giorni, in valle di Susa, stanno avvenendo cose che speravamo non accadessero.
Una militarizzazione del territorio ad opera delle cosiddette “forze dell’ordine”, finalizzata all’effettuazione di alcuni “Sondaggi geognostici” definiti “propedeutici alla costruzione della grande opera Treno Alta Velocità Torino Lione.
Io faccio parte di coloro che seguono questa faccenda dal1989…storia lunga e sofferta, balzata agli onori delle cronache nel 2005, quando la valle intera insorse e “bucò gli schermi” grazie all’occupazione militare di 2000 agenti antisommossa in 5 km di valle alpina!
Per quanto riguarda il merito occorre un po’ di pazienza per capirci qualcosa, ma non è così difficile: vi sono alcuni siti in cui reperire informazioni e notizie dettagliate sia dal punto di vista tecnico che da quello storico/cronachistico.

Consiglio http://www.ambientevalsusa.it (sintetico ed interessante la voce “evidenze”); http://www.spintadalbass.org; anche http://www.notav.eu .

Quello che veicolo ora è tuttavia non solo una richiesta razionale di solidarietà ma anche un grido di dolore e costernazione di fronte ad un vissuto lacerante. Mi esprimo col cuore e pure tento di dare voce alle opinioni che in questa giornata stridono nella mia mente.

Stamattina, alle quattro, suona il telefono: è un sms di mia madre (classe 1935) che mi avvisa che a Condove, 5Km da dove vivo, “è arrivata la trivella” e la polizia ha bloccato le vie d’accesso alla stazione ferroviaria.
Il risveglio è brusco ma la lucidità fatica a farsi strada. La scorsa settimana due notti trascorse a Susa, al presidio, a -6°C, hanno lasciato il segno. Ieri tutto il giorno in pista: dalla levataccia delle 3.30 sino alla visita notturna al presidio di Sant’Antonino di Susa.
Quanto ho visto non trova alcun riscontro in quello che veicola la televisione, il giornale, la radio.
Centinaia di manifestanti, in tutto e per tutto persone “normali” – con i colori ed i grigi delle persone normali -hanno fatto cose “straordinarie”: sono scesi in strada per salvaguardare un’interesse collettivo a scapito di pochi interessi particolari e in faccia al silenzio dei molti “tiepidi”, di chi non sa e non si schiera, per scelta o per destino…
Chi è sceso in strada ha visto un dispiegamento di forze spropositato: 76 blindati a Susa ieri, 100 uomini a Collegno (con rapidi cambi turno ed avvicendamenti) la scorsa settimana, un centinaio – se non di più – dalle tre di questa notte a Condove!
Che succede?
Per rispondere a questa domanda mi sono recato a Condove, incontrato amici ed i miei genitori ed infine ho “superato il blocco”, forte del mio abbonamento ferroviario. Sono stato lasciato passare pur sapendo da una ufficiale poliziotta o digos che “quello vuole solo parlare!”. E così ho fatto. Quello che ho ricevuto in cambio sono parole ed emozioni. La legalità scricchiolava, non dalla mia parte ma dalla “loro”, mentre parlavo cercando il dialogo con gli uomini in divisa, venivo identificato, mi viene sottratto l’abbonamento ferroviario (come pretesto s’intende, nessuno mi ha chiesto un documento..) e sottoposto ad un puntiglioso controllo. Dopo un quarto d’ora vengo invitato a “lasciare questi ragazzi in pace, che fanno il loro lavoro”…
Passo allora in stazione, qui transito tra studenti neppure intimoriti (come fanno a pensare “normale” essere circondati come oggi?), amici quasi in incognito (oggi ci sono cittadini autorizzati ed altri no anche a stazionare in sala d’aspetto!) e viaggiatori che sorridono o si allontanano come scottati appena accenno all’importanza della conoscenza per potersi esprimere a ragion veduta su una “grande opera” come quella che sta alla base dell’essere stato di polizia, oggi.
Tanti Bla bla bla da parte mia.
Io non sono un tecnico e cito solo informazioni sicure, apprese da ingegneri, trasportisti, magistrati… Dopo un po’ passo a commentare le montagne locali, la Storia dei luoghi, gli interessi comuni (la salute, i nostri figli, i valori della nostra società!!!). Questa attenzione alla comunicazione fa ‘sì che abbia la possibilità di “chiacchierare” per un paio d’ore con poliziotti e carabinieri in divisa ed in borghese…prima di essere invitato ad andarmene e/o minacciato.
Le frasi che mi hanno colpito di più: “…chi ha vinto le elezioni?” (cosa che non c’entra? Nulla dato il favore di quasi tutte le forze politiche in parlamento…l’80% delle risorse investite nelle passate Grandi Opere finite in finanziamento occulto ai partiti e riciclaggio di denaro sporco saranno servite a qualcosa? Fonte Corte dei Conti).
Parlando del cambiamento di opinione di alcuni amministratori locali: “…di denaro ne deve avere girato parecchio…è solo la superficie quello che si vede…”. Anche un “questo non è più un luogo pubblico” (eravamo in stazione!).
Ringrazio alcuni Carabinieri che – pur svolgendo lo stesso servizio dei colleghi poliziotti – hanno accettato di parlare e soprattutto di guardarmi negli occhi senza che lo sguardo parlasse di gratuito e immotivato disprezzo.
…poi sono ritornato nella “società civile” a mostrare la mia faccia e invitare i più arrabbiati a moderare gli insulti…certo che è difficile per chi si sente abbandonato dallo stato e vessato da chi doveva fare i suoi interessi…..e non è solo della mafia del sud che parlo.

Ora provo a produrre qualche immagine da diffondere, a volte è più espressiva…
Su YouTube il mio account è “magicalchimia” e su Facebook ci sono come Guido Pent. Senza pseudonimi, con la propria faccia, assumendoci le nostre responsabilità…in Valle di Susa facciamo così!
Grazie Viviana, Guido Pent
..
MARCO PONTI
“VAL DI SUSA? LA PEGGIORE OPZIONE POSSIBILE”

Lunedì scorso sono cominciati i sondaggi geognostici in Valsusa in vista del progetto preliminare della linea Av–Ac (Alta velocità e Alta capacità) Torino–Lione.
C’è tempo soltanto fino al 31 gennaio per completare questa fase dei lavori, altrimenti si perderanno 670 milioni di euro di fondi europei.
Ne parliamo con Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano.
“Si tratta di un progetto estremamente controverso e costoso, per cui non è affatto chiaro se vi saranno le risorse con tempi certi. Il rischio maggiore è la partenza del cantiere a singhiozzo, per fini elettorali o industriali, e un’opera mai finita, con costi altissimi per la collettività: basta vedere cosa è successo per altre tratte Av, o per la Salerno–Reggio Calabria.
La scarsa utilità dell’opera accentua giustamente le resistenze locali, e i No Tav si dimostrano anche tecnicamente preparati, al contrario di altri gruppi di protesta con più forti componenti opportunistiche. In Valsusa esiste già una linea ferroviaria su cui, peraltro, transitano i treni veloci francesi.
L’ammodernamento è già avvenuto e la linea attuale è in grado di soddisfare la domanda merci, che comunque non è interessata alla velocità, per moltissimi anni futuri. Secondo Ltf (la società che costruisce la Torino-Lione) il traffico merci aumenterà fino a 45 milioni di tonnellate all’anno, dunque la linea è necessaria.
Si tratta di numeri del tutto privi di fondamento scientifico: attualmente la domanda è intorno ai sei milioni di tonnellate, e non cresce da un decennio. D’altronde, è una valutazione certo non neutrale, e che nessuno è interessato a verificare, né oggi né domani. Tanto pagheranno i contribuenti.
Quando arrivano fiumi di denaro dal centro è difficile opporsi, se non in modo strumentale. Però mi risulta che in Francia hanno speso comunque una quota piccolissima dei costi totali, tra l’altro difficilmente conoscibili.
Certo: è una spesa pubblica molto più sensata di quella in armamenti. Ma la Val Susa è il peggiore possibile, perché aumenta i costi di un’opera di molto dubbia utilità di circa due miliardi. Ora i lavori partiranno. Poi si proseguirà a singhiozzo in funzione dei soldi (nostri) disponibili. Se l’opera verrà mai finita, tra vent’anni si constaterà che sono soldi buttati. Maa chi sarà chiamato a rispondere?
..
Lettera da Santo Domingo
Annalisa

Carissime e carissimi tutti,
grazie per i messaggi di affetto e la solidarietà… noi “gracias a Dios” non abbiamo patito che un pò di spavento.
Come dice Carlo i 200 km tra noi e Port-Au-Prince hanno fatto la differenza
www.liberazione.it/giornale_articolo_ricerca.php?id_articolo=510568
Abbiamo saputo della nuova scossa di oggi (20/01/2010), solo dai giornali online e da una amica che mi ha cercata in chat preoccupata… Nessuno ha sentito almeno non nei posti dove siamo noi….da questa parte dell’isola intendo…
Di là la cosa è un po’ più complicata… hanno avuto la peggio.
I dati che circolano sono gravi. Più 70.000 persone sotto le macerie e molti li hanno seppelliti in fosse comuni… per timori di epidemie e perchè non c’era il tempo, nè i mezzi per funerali ad personam. Nemmeno nella morte hanno avuto la dignità di essere scortati dai loro affetti…Ma la morte non doveva essere una livella?
I crolli si stimano tra l’80 e il 90% soprattutto nelle zone più povere dove non esistono criteri di urbanizzazione e di costruzione… le case sono costruite senza alcun rispetto per regole di stabilità e soprattutto con materiali scadenti. Una addosso all’altra… Penso ai raffinati piani di urbanizzazione delle nostre città e alle loro favelas. Siamo tutti in alveari ma dipende da quale parte del globo scegli per nascere. Secondo una religione indiana un’anima sceglie in chi incarnarsi per poter sciogliere il suo kahrma e poi elevarsi alla santità…di fronte a tanta sfiga mi chiedo questi qui “maccheccarma” mai avranno dovuto sciogliere????
Il porto di PortAuPrince è completamente inagibile e quindi quello di Santo Domingo è ingolfato anche perchè questo è il periodo delle crociere…il periodo più ricco dell’anno per gli isolani. Checché se ne dica, trovo più disdicevole lanciare gli aiuti dagli aerei alla popolazione disperata, affamata e lasciata fuori da ogni dignità umana che lo sbarco dei villeggianti… ma la mia è una opinione e pertanto opinabile…
Noi cerchiamo di aiutare come possiamo i colleghi evacuati. La più piccola ha 3 mesi! Due occhi enormi e una resistenza che supera quella della madre!
Ho proposto una meditazione con mandala…alla fine abbiamo lasciato i colori da parte e si è parlato molto. I bambini hanno reagito con entusiasmo ai colori, mentre gli adulti erano più portati a parlare ed esprimere le loro angosce e lo stress… C’è da dire che, a parte la tragedia di un collega che ha perso la moglie sotto le macerie del palazzo dell’ONU – (incredibile come l’infinitamente grande a livello personale si perda nell’infinitamente piccolo della moltitudine) – tutti stanno reagendo bene. Anche i feriti. Sono persone abituate, fanno questo mestiere da anni e vivono in paesi comunque a rischio rivolte, guerre, cataclismi. La capa delegazione di Haiti è alla sua quarta evacuazione…
Ora l’ufficio sta organizzando un convoglio di generi di prima necessità per gli agenti locali, gli haitiani che non hanno fatto uscire dal paese….se aspettano gli aiuti internazionali….! Ecco gli aiuti internazionali si muovono male e con troppa politica in mezzo. Questi sono i momenti in cui si dovrebbe lasciar lavorare gli enti e le organizzazioni “no governamental” che sono già sul territorio, che sono conosciute, che ispirano fiducia alla gente… e che saprebbero come gestire la cosa…invece no!
Gli “ammericani” al solito si muovono come un elefante in una cristalleria ma fino a quando manderanno militari in missione di pace faranno solo casini.. e poi, consentitemi il commento,… chiamare Bush a gestire i fondi di intervento dopo che si è spolpato quelli per lo Tsunami è come mettere un cleptomane a guardia di un tesoro…
Per questo, (così rispondo anche a chi mi chiedeva che cosa fare), se proprio volete intervenire informatevi sulle realtà presenti nel Paese già prima del terremoto. C’è un lungo elenco di OnG, di missionari di tutte le confessioni religiose e laiche e di associazioni che lavorano sul campo…basta cercare su internet! Basta saper leggere sui giornali… e chiedete, telefonate, spedite email, ma per favore byapassate le campagne delle grosse multinazionali degli aiuti umanitari, troppo spesso sono collegate agli organi di governo locale e devono sottostare a pedaggi politici….(leggi comprare le case con piscina ai dirigenti locali coi fondi destinati alla popolazione!).
Nel nostro piccolo siamo riusciti a facilitare il viaggio del nostro fruttivendolo che è haitiano. È riuscito ad andare a cercare la sua famiglia. È tornato dicendoci che sono miracolosamente tutti vivi, hanno perso la casa e il colmado. (il colmado è una specie di spaccio dove si trova di tutto, dalla frutta ai detersivi…e soprattutto dove si svolge la vita sociale delle persone che si mettono lì a parlare, bere birra, ballare o giocare a domino…) ma sperano di poter ricominciare presto. La capacità di questa gente di adattarsi e di reagire all’imponderabile è una lezione di vita.
Sono disperatamente poveri ad Haiti ma non da una settimana, da sempre. È uno dei 4 paesi più poveri al mondo. La gente moriva di fame anche prima del terremoto, solo che ora sotto i riflettori della CNN fa più audience. Le bande con il machete ci sono sempre state. La situazione è cronicamente critica da anni, tanto che noi siamo stati fino alla frontiera ma non l’abbiamo mai oltrepassata… non era sicuro, né era indicato… quanti di noi andrebbero allo Zen di Palermo o a Corviale a Roma solo per vedere com’è? La povertà va rispettata. Personalmente mi basta essere stata a Piccola Haiti, uno dei barrios più povero e disgraziato di Santo Domingo….
Mentre la più bella bambina del mondo mi guardava con i suoi occhioni grigio cielo su una pelle cioccolato e cannella e mi stringeva il dito decisa con la sua minuscola mano, io vedevo in lei il futuro del mondo, di un mondo fatto di convivenza, di multiculturalità, fatto di giustizia di equità e pace…e mi chiedevo che cosa sarà di Haiti da qui a sei mesi, a due anni?
È allora che dovremo ricordarci di questa gente che adesso ci sta commuovendo ma poi farà parte di quella enorme quantità di diseredati del pianeta, guardata in tv con distratto fastidio come una mosca che non ti lascia dormire, lo sappiamo che c’è ma vorremmo eliminarla.
Scaviamo nei nostri animi tra qualche tempo, nello stile di vita, nei percorsi dell’anima e riconosciamo anche agli altri la dignità di vivere e sentirsi persone su questa terra…basta un poco di consapevolezza. A me quella manina ha strappato una promessa..non dimenticare Haiti e il resto del mondo povero nelle mie scelte quotidiane, perché il battito d’ali di una farfalla che vola davanti alla mia finestra qui può trasformarsi in un uragano altrove…e le mie scelte, piccole e quotidiane, fanno al differenza insieme a quelle di altra gente. Ed io non voglio più essere sorpresa e inquieta perchè la terra trema.
Annalisa
..
HAITI NON HA BISOGNO DI PORTAEREI
Ma di riconversione delle spese militari e di reale cooperazione

Davanti alla tragedia di Haiti, l’Italia gioca la carta della portaerei Cavour.
Già nel 2001 l’allora presidente di Pax Christi Italia mons. Bona scriveva: “Ne abbiamo proprio bisogno? Certamente i tecnici della lobby industrial–militare adducono tante ragioni per giustificare l’opportunità… Salta agli occhi il collegamento tra l’enorme povertà di tanta parte dell’umanità e le spese militari”. Questa grande portaerei lunga 235 metri (che è costata oltre 1200 milioni di euro pari alla somma raccolta nel mondo dopo la prima settimana dal terremoto di Haiti e che ogni ora di navigazione ad alta velocità consuma 25.000 litri di carburante) porterà aiuto alla vittime del terremoto.
Ci chiediamo: quante sale operatorie od ospedali da campo si potevano e si possono realizzare con una spesa così folle?
Proprio il giorno prima del terremoto, l’11 gennaio 2010, il Papa parlando al Corpo Diplomatico denunciava “l’aumento delle spese militari, nonché il mantenimento o lo sviluppo degli arsenali nucleari”. E questo, ha spiegato, “assorbe ingenti risorse che potrebbero, invece, essere destinate allo sviluppo dei popoli, soprattutto di quelli più poveri.” Non possiamo nascondere il timore che questa operazione – sponsorizzata dalle grandi aziende che lavorano con il militare e che hanno realizzato questa nave – diventi più un’operazione di facciata, utile più al mondo militare che alla popolazione di Haiti. Non dimentichiamo che l’Italia oggi è il secondo Paese al mondo per esportazione di armi, con somme da capogiro, rispetto a quelle insignificanti investite nella cooperazione.
Avremo modo di riflettere anche su questo al Convegno sul disarmo del 30 gennaio a Roma presso l’Università Lateranense, mentre cercheremo di essere accanto alle vittime di questo terremoto.
Ma vogliamo anche rilanciare una proposta.
Perché non fare una scelta politicamente audace e coraggiosa, segno di ri-conversione, motivata dalla grande tragedia di Haiti, e anche del nostro Abruzzo?
Perché non ridurre-riconvertire gli investimenti (si parla di 15 miliardi di Euro!) per i nuovi aerei F35?
Sarebbe un segno forte di speranza e di ‘difesa della vita’ di cui tanto si parla.
Spendere meno soldi per strumenti bellici, soprattutto in questo momento, potrebbe essere un gesto significativo di alto valore educativo. Un segno di speranza che germoglia dalle macerie di una tragedia.

Pax Christi Italia
..
Haiti, arrivano aiuti e marines, ma il paese rimane in preda al caos
Alessandro Ambrosin
Da Dazebao

Un’altra scossa di magnitudo 6,1 della scala Richter ha lanciato nel panico gli abitanti di Haiti (altra era stata di magnitudo 8). Tuttavia anche le scosse di assestamento che si sono registrate in questi ultimi giorni non distolgono l’attenzione dalla caotica situazione che vige nell’isola e dalla quale neppure gli aiuti umanitari riescono a far fronte.
Insomma Haiti con la sua capitale è un paese fantasma, senza un governo che tenti di coordinare questa drammatica emergenza, e paesi stranieri che nonostante la volontà di aiutare non hanno ancora ben chiaro quale sia realmente l’entità del dramma. Oggi altre persone sono state estratte ancora vive dalle macerie, tra queste una bimba di appena 15 mesi. Sale così il numero dei sopravvissuti a 121.
Sempre più drammatico, invece, l’ultimo bilancio provvisorio, nel quale si parla di oltre 75mila morti, 250mila feriti, un milione di senzatetto e ricordiamo circa 2 milioni di bambini rimasti orfani. Ma i numeri sono sicuramente più alti, considerando il clima caotico che si respira nell’isola dove come si suol dire, “la mano dx non sa cosa fa la sx”. Eppure sono arrivati migliaia di Marines, Obama Barack ha addirittura mobilitato 900 riservisti della Guardia Costiera. E poi, tonnellate di materiali medici e farmaci, tende da campo, acqua e derrate alimentari continuano a giungere nell’isola, ma in mancanza di un coordinamento adeguato che gestisca e pianifichi la distribuzione, la popolazione rimane in preda alla fame, alla sete e alle sofferenze.
Anche i ranci di sopravvivenza lanciati dagli aeroplani si sono rivelati un altro pericolosissimo espediente, che ha alimentato gli scontri tra la popolazione affamata. Lo stesso ambasciatore haitiano a Washington ha chiesto di interrompere questo tipo di sommaria distribuzione. Non ultimo l’episodio di un gruppo di persone, sulle quali la polizia ha aperto il fuoco, scoperte a rubare tra le case abbandonate dopo il forte sisma. Nella sparatoria è rimasta uccisa accidentalmente una bambina di appena 15 anni, che neppure era coinvolta nel saccheggio. Fatti che alimentano ulteriormente la rabbia tra la popolazione e fanno capire esattamente quale sia il clima nell’isola.
Medici a Port-au-Price raccontano di operare in condizioni disperate, costretti ad amputare con delle seghe acquistate nel mercato locale, gli arti dei feriti, anche se solo fratturati, per evitare il propagarsi delle infezioni. Dall’organizzazione Medici senza frontiere arriva una denuncia gravissima. Al loro aereo carico di kit salvavita. farmaci, kit chirurgici e due apparecchi per la dialisi è stato negato di atterrare all’aeroporto della capitale per ben tre volte (lo scalo è adesso gestito dalle forze militari statunitensi, ndr). Una situazione insostenibile che sta penalizzando ulteriormente la possibilità di salvare centinaia di vite umane.
L’unica cosa che sull’isola della tragedia non è affatto cambiata sono gli arrivi della Royal Caribbean Cruise, le lussuosissime navi crociera che trasportano i loro turisti al resort Labadee Beach che dista appena 100 chilometri dalla capitale della tragedia. E sicuramente capiterà di sentire qualcuno che dirà di essere stato ad Haiti proprio durante l’inferno di questi giorni. Certo, ma nel resort di Haiti, protetto da mura alte 4 metri con agenti di vigilanza armati fino ai denti che controllano che nessuno si avvicini a quel piccolo paradiso per pochi eletti. E a poca distanza la gente continua a morire.
..
La scuola più corta

La Costituzione chiede almeno 8 anni di obbligo scolastico. Fino al 1998 l’Italia era all’ultimo posto in Europa con soli 8 anni di obbligo; dal 1999, con l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 9 anni, si era posizionata quasi nella media dei Paesi europei. Berlinguer aveva alzato l’obbligo scolastico a 10 anni. La Moratti riportò indietro l’obbligo scolastico di un anno. Con la Finanziaria del 2006 il ragazzo studiava fino ai 16 anni poi entrava nel mondo del lavoro.
Ora la Gelmini fa peggio: dice che se il ragazzo entra prima nel mondo del lavoro, l’anno di apprendistato sarà considerato come un anno scolastico.
“Non è con l’abbassamento dei diritti o con la propaganda che si affrontano temi centrali come il lavoro dei giovani e la lotta al sommerso”, tuona il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. “L’abbassamento dell’obbligo scolastico a 15 anni attraverso l’apprendistato è – secondo Fammoni – sbagliato dal versante formativo, e per questo non deve essere approvato, ma è altrettanto grave che si tenti in questo modo di superare surrettiziamente attraverso questa via anche l’età minima per lavorare, fissata per legge a 16 anni”.
..
http://masadaweb.org

3 commenti »

  1. Aumentiamo Giudici e Cancellieri, eliminiamo reati piccoli, togliamo i TESTIMONI FALSI, Obblighiamo gli avvocati a presentare non più di 5 testimoni e non 700/800 Testimoni , usiamo i computer :!

    Graziella

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2010 @ 5:57 pm | Rispondi

  2. Brunetta non potrà mai fare il sindaco di Venezia, alla prima acqua alta ce
    lo perdiamo.

    Luca P.

    Commento di MasadaAdmin — gennaio 22, 2010 @ 5:58 pm | Rispondi

  3. Us dic te mi paes,(avem mes la voip te pulei.) Ovvero: ( abbiamo messo la volpe nel pollaio.Che gonzi, avevamo messo, pio rimesso e rimesso ancora la volpe nel pollaio. Che polli!

    Commento di Auro Mascella — gennaio 25, 2010 @ 4:39 pm | Rispondi


RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: